Procedura : 2015/2979(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-1362/2015

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RC-B8-1362/2015

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PV 17/12/2015 - 9.10
CRE 17/12/2015 - 9.10
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P8_TA(2015)0471

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 268kWORD 71k
16.12.2015
PE573.407v01-00}
PE574.432v01-00}
PE574.433v01-00}
PE574.466v01-00}
PE574.467v01-00}
PE574.468v01-00}
PE574.471v01-00} RC1
 
B8-1362/2015}
B8-1363/2015}
B8-1364/2015}
B8-1396/2015}
B8-1397/2015}
B8-1398/2015}
B8-1401/2015} RC1

presentata a norma dell'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

ECR (B8-1362/2015)

ALDE (B8-1363/2015)

GUE/NGL (B8-1364/2015)

PPE (B8-1396/2015)

Verts/ALE (B8-1397/2015)

EFDD (B8-1398/2015)

S&D (B8-1401/2015)


sul 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton (2015/2979(RSP))


Cristian Dan Preda, Jacek Saryusz-Wolski, Elmar Brok, Andrej Plenković, David McAllister, Eduard Kukan, Sandra Kalniete, Tunne Kelam, Andrey Kovatchev, Lars Adaktusson, László Tőkés, Jaromír Štětina, Michael Gahler, Michèle Alliot-Marie, Dubravka Šuica, Gabrielius Landsbergis, Ivana Maletić, Davor Ivo Stier, Gunnar Hökmark, Ramona Nicole Mănescu, Marijana Petir, Fernando Ruas, József Nagy, Lara Comi, Dariusz Rosati, Claude Rolin, Romana Tomc, Roberta Metsola, Milan Zver, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Anna Maria Corazza Bildt a nome del gruppo PPE
Knut Fleckenstein, Tanja Fajon, Afzal Khan, Tonino Picula, Victor Boştinaru, Richard Howitt, Nikos Androulakis, Zigmantas Balčytis, Hugues Bayet, Brando Benifei, Goffredo Maria Bettini, José Blanco López, Vilija Blinkevičiūtė, Biljana Borzan, Nicola Caputo, Andrea Cozzolino, Andi Cristea, Miriam Dalli, Viorica Dăncilă, Nicola Danti, Isabella De Monte, Monika Flašíková Beňová, Doru-Claudian Frunzulică, Enrico Gasbarra, Elena Gentile, Michela Giuffrida, Neena Gill, Cătălin Sorin Ivan, Liisa Jaakonsaari, Jeppe Kofod, Marlene Mizzi, Sorin Moisă, Luigi Morgano, Demetris Papadakis, Vincent Peillon, Miroslav Poche, Liliana Rodrigues, Daciana Octavia Sârbu, Monika Smolková, Tibor Szanyi, Claudia Tapardel, Marc Tarabella, István Ujhelyi, Elena Valenciano, Julie Ward, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Ryszard Antoni Legutko, Anna Elżbieta Fotyga, Ryszard Czarnecki, Angel Dzhambazki, Raffaele Fitto, Tomasz Piotr Poręba a nome del gruppo ECR
Jozo Radoš, Nedzhmi Ali, Petras Auštrevičius, Beatriz Becerra Basterrechea, Izaskun Bilbao Barandica, Dita Charanzová, Gérard Deprez, José Inácio Faria, Juan Carlos Girauta Vidal, Filiz Hyusmenova, Ivan Jakovčić, Petr Ježek, Ilhan Kyuchyuk, Alexander Graf Lambsdorff, Valentinas Mazuronis, Louis Michel, Javier Nart, Urmas Paet, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Marietje Schaake, Jasenko Selimovic, Pavel Telička, Ramon Tremosa i Balcells, Johannes Cornelis van Baalen, Hilde Vautmans a nome del gruppo ALDE
Jiří Maštálka, Marie-Christine Vergiat a nome del gruppo GUE/NGL
Igor Šoltes, Davor Škrlec, Ulrike Lunacek, Terry Reintke, Tamás Meszerics, Michèle Rivasi, Bronis Ropė a nome del gruppo Verts/ALE
Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao a nome del gruppo EFDD
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sul 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton (2015/2979(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–  visti l'accordo di pace di Dayton, il relativo quadro generale e i dodici allegati,

–  viste le sue risoluzioni del 7 luglio 2005(1), del 15 gennaio 2009(2) e del 9 luglio 2015(3) su Srebrenica,

–  visto il parere della commissione di Venezia dell'11 marzo 2005 sulla riforma costituzionale in Bosnia-Erzegovina,

–  visto l'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che l'accordo di pace di Dayton è stato firmato a Parigi il 14 dicembre 1995 e ha posto fine alla guerra più sanguinosa scoppiata in Europa dopo la Seconda guerra mondiale;

B.  considerando che, pur mettendo fine alla guerra, l'accordo non è stato in grado di creare uno Stato funzionante e autosufficiente e che l'assetto istituzionale del paese è eccessivamente complesso e si è rivelato inefficace;

1.  rammenta l'importanza della firma dell'accordo di pace di Dayton, ricorda la tragedia delle vittime della guerra in Bosnia-Erzegovina ed esprime il suo sincero cordoglio alle famiglie di coloro che hanno perso la vita;

2.  constata con rammarico che, vent'anni dopo la fine della guerra e la definizione di un accordo quadro generale contenente la descrizione dei principali aspetti della soluzione di pace e della futura configurazione del paese, i governi che si sono succeduti non sono riusciti a costruire uno Stato pienamente funzionante e autosufficiente;

3.  si compiace dei risultati conseguiti in merito al ritorno dei profughi e degli sfollati interni, alla ricostruzione e alla restituzione delle proprietà, in linea con le disposizioni di cui all'allegato 7 dell'accordo di Dayton; insiste sulla necessità di attuare pienamente gli allegati e la relativa strategia al fine di garantire un ritorno sostenibile così come soluzioni eque, globali e durevoli per gli sfollati interni, i profughi e le altre persone colpite dal conflitto; sottolinea l'esigenza di compiere progressi per migliorare l'integrazione socioeconomica delle persone che hanno fatto ritorno al proprio luogo di origine; invita a coordinare meglio gli sforzi a tutti i livelli e a prestare maggiore attenzione ai gruppi di sfollati più vulnerabili, tra cui i rom e le donne vittime di violenza; sottolinea la necessità di un'integrazione locale di quanti non sono riusciti a ritornare nella propria zona di origine; si rammarica del fatto che, secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa, vi siano tuttora circa 7 000 persone scomparse il cui destino rimane ignoto;

4.  riconosce la trasformazione positiva che la Bosnia-Erzegovina ha subito negli ultimi 20 anni, passando da un paese appena uscito da una guerra devastante a uno Stato che aspira all'adesione all'Unione europea;

5.  ribadisce l'impegno dell'UE a favore della prospettiva europea e della prosecuzione del processo di adesione della Bosnia-Erzegovina e di tutti i paesi dei Balcani occidentali; ritiene che la cooperazione regionale e il processo di integrazione europea siano gli approcci più idonei a promuovere la riconciliazione e a far superare odi e divisioni;

6.  invita le autorità a sfruttare il 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton quale incentivo per portare avanti le riforme necessarie, soprattutto in considerazione dell'imminente domanda di adesione all'UE della Bosnia-Erzegovina; ricorda che la priorità deve essere attribuita a dare risposta alle esigenze socioeconomiche dei cittadini, così come all'istituzione di un meccanismo efficace di coordinamento sulle questioni dell'UE; ribadisce che è altresì fondamentale continuare, in parallelo, le riforme politiche e la democratizzazione del sistema politico, che porteranno a garantire la vera parità e la rappresentazione democratica dei tre popoli costituenti e di tutti i cittadini del paese; sottolinea che tutti i cittadini della Bosnia-Erzegovina devono avere pari opportunità di essere eletti a tutti i livelli del processo decisionale politico;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti della Bosnia-Erzegovina e delle sue entità, nonché ai governi e ai parlamenti dei paesi dei Balcani occidentali.

(1)

GU C 157 E del 6.7.2006, pag. 468.

(2)

GU C 46 E del 24.2.2010, pag. 111.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2015)0276.

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