Procedura : 2016/2993(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-1276/2016

Testi presentati :

RC-B8-1276/2016

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Votazioni :

PV 24/11/2016 - 8.7
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2016)0450

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 272kWORD 51k
23.11.2016
PE593.710v01-00}
PE593.711v01-00}
PE593.712v01-00}
PE593.715v01-00}
PE593.716v01-00}
PE593.717v01-00} RC1
 
B8-1276/2016}
B8-1277/2016}
B8-1278/2016}
B8-1281/2016}
B8-1282/2016}
B8-1283/2016} RC1

presentata a norma dell'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

Verts/ALE (B8-1276/2016)

ALDE (B8-1277/2016)

GUE/NGL (B8-1278/2016)

ECR (B8-1281/2016)

PPE (B8-1282/2016)

S&D (B8-1283/2016)


sulle relazioni UE-Turchia (2016/2993(RSP))


Cristian Dan Preda, Renate Sommer, Elmar Brok, Michaela Šojdrová a nome del gruppo PPE
Gianni Pittella, Kati Piri, Knut Fleckenstein, Eric Andrieu, Nikos Androulakis, Maria Arena, Zigmantas Balčytis, Brando Benifei, José Blanco López, Vilija Blinkevičiūtė, Biljana Borzan, Nicola Caputo, Nicola Danti, Isabella De Monte, Elena Gentile, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sylvie Guillaume, Sergio Gutiérrez Prieto, Liisa Jaakonsaari, Agnes Jongerius, Eva Kaili, Cécile Kashetu Kyenge, Krystyna Łybacka, Vladimír Maňka, Costas Mavrides, Alessia Maria Mosca, Victor Negrescu, Demetris Papadakis, Vincent Peillon, Pina Picierno, Miroslav Poche, Liliana Rodrigues, Monika Smolková, Tibor Szanyi, Paul Tang, Marc Tarabella, Elena Valenciano, Julie Ward, Boris Zala, Carlos Zorrinho a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Mark Demesmaeker, Angel Dzhambazki, Ruža Tomašić a nome del gruppo ECR
Guy Verhofstadt, Alexander Graf Lambsdorff, Petras Auštrevičius, Beatriz Becerra Basterrechea, Izaskun Bilbao Barandica, Marielle de Sarnez, Martina Dlabajová, José Inácio Faria, María Teresa Giménez Barbat, Nathalie Griesbeck, Ivan Jakovčić, Petr Ježek, Louis Michel, Urmas Paet, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Frédérique Ries, Marietje Schaake, Hannu Takkula, Pavel Telička, Ramon Tremosa i Balcells, Hilde Vautmans, Cecilia Wikström a nome del gruppo ALDE
Takis Hadjigeorgiou, Kateřina Konečná, Merja Kyllönen, Barbara Spinelli, Neoklis Sylikiotis, Eleonora Forenza, Marie-Christine Vergiat, Younous Omarjee, Sofia Sakorafa, Helmut Scholz, Marisa Matias, Miguel Urbán Crespo, Tania González Peñas, Xabier Benito Ziluaga, Lola Sánchez Caldentey, Estefanía Torres Martínez a nome del gruppo GUE/NGL
Rebecca Harms, Ska Keller, Bodil Valero, Ernest Maragall, Ulrike Lunacek, Barbara Lochbihler, Josep-Maria Terricabras, Helga Trüpel, Igor Šoltes, Heidi Hautala, Bart Staes, Molly Scott Cato, Judith Sargentini, Klaus Buchner, Jean Lambert a nome del gruppo Verts/ALE
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sulle relazioni UE-Turchia (2016/2993(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare quelle del 27 ottobre 2016 sulla situazione dei giornalisti in Turchia(1) e del 14 aprile 2016 sulla relazione 2015 sulla Turchia(2),

–  vista la relazione annuale 2016 sulla Turchia, pubblicata dalla Commissione il 9 novembre 2016 (SWD(2016)0366),

–  visto il quadro negoziale dell'UE per la Turchia del 3 ottobre 2005,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 18 luglio 2016 sulla Turchia,

–  visto il regolamento (UE) n. 231/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA II)(3),

–  visto il diritto alla libertà di espressione sancito dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR), di cui la Turchia è parte;

–  visti i memorandum del Commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 26 luglio 2016 dal Commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa riguardo alle misure adottate nel contesto dello stato di emergenza in Turchia,

–  visto l'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che l'Unione europea e il Parlamento europeo hanno condannato con fermezza il colpo di Stato militare fallito in Turchia e hanno riconosciuto la competenza legittima delle autorità turche a perseguire i responsabili di questo tentativo e coloro che vi hanno preso parte;

B.  considerando che la Turchia è un partner importante e dovrebbe rispettare, in qualità di paese candidato, i massimi standard di democrazia, compreso il rispetto dei diritti umani, dello Stato di diritto, delle libertà fondamentali e del diritto universale a un processo equo; che la Turchia è membro del Consiglio d'Europa dal 1950 ed è quindi vincolato dalle disposizioni della CEDU;

C.  considerando che le misure repressive attuate dal governo turco nell'ambito dello stato di emergenza sono sproporzionate e violano i diritti e le libertà fondamentali tutelati dalla Costituzione turca, i valori democratici su cui si fonda l'Unione europea e l'ICCPR; che, dopo il tentativo di colpo di Stato, le autorità hanno arrestato 10 membri della Grande assemblea nazionale turca appartenenti al partito di opposizione HDP e circa 150 giornalisti (il numero più elevato di arresti di questo tipo a livello mondiale); che sono stati arrestati 2 386 giudici e pubblici ministeri e altre 40 000 persone e che oltre 31 000 persone si trovano tuttora in stato d'arresto; che, secondo la relazione 2016 della Commissione sulla Turchia, 129 000 dipendenti pubblici continuano a essere sospesi (66 000) o sono stati licenziati (63 000) e che contro la maggior parte di essi non è stata sinora formulata alcuna accusa;

D.  considerando che il Presidente Erdogan e una serie di membri del governo turco hanno rilasciato ripetute dichiarazioni sulla reintroduzione della pena di morte; che il Consiglio, nelle sue conclusioni del 18 luglio 2016 sulla Turchia, ha ricordato che l'opposizione inequivocabile alla pena di morte è un elemento essenziale dell'acquis dell'Unione;

E.  considerando che sono state espresse gravi preoccupazioni quanto alle condizioni di coloro che si trovano in stato di detenzione o di arresto a seguito del tentativo di colpo di Stato, nonché in merito alle forti restrizioni imposte alla libertà di espressione come pure alla stampa e ai media in Turchia;

F.  considerando che il paragrafo 5 del quadro negoziale stabilisce che, in caso di violazione grave e persistente da parte della Turchia dei principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto su cui si fonda l'Unione, la Commissione, di sua iniziativa o su richiesta di un terzo degli Stati membri, raccomanderà di sospendere i negoziati e proporrà le condizioni per la loro eventuale ripresa;

G.  considerando che, in caso di interruzione temporanea dei negoziati, i colloqui in atto sarebbero sospesi, non si aprirebbero nuovi capitoli e non sarebbero avviate nuove iniziative in relazione al quadro negoziale dell'UE per la Turchia;

1.  condanna con fermezza le sproporzionate misure repressive attuate in Turchia dopo il tentativo fallito di colpo di Stato militare del luglio 2016; conferma l'impegno a mantenere la Turchia ancorata all'Unione europea; invita, tuttavia, la Commissione e gli Stati membri a procedere a una sospensione temporanea dei negoziati di adesione in corso con la Turchia;

2.  si impegna a rivedere la propria posizione allorché saranno state revocate le sproporzionate misure adottate nel contesto dello stato di emergenza in Turchia; intende effettuare tale revisione in funzione del ripristino dello Stato di diritto e dei diritti umani in tutto il paese; ritiene che il momento opportuno per iniziare tale revisione sarebbe quello in cui verrà revocato lo stato di emergenza;

3.  ribadisce che la reintroduzione della pena capitale da parte del governo turco dovrebbe comportare una sospensione formale del processo di adesione;

4.  osserva che, allo stato attuale, la Turchia non soddisfa sette dei 72 requisiti definiti nella tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti, alcuni dei quali rivestono particolare importanza;

5.  osserva che il miglioramento dell'unione doganale è importante per la Turchia; sottolinea che la sospensione dei lavori relativi a tale miglioramento avrà pesanti conseguenze economiche per il paese;

6.  invita la Commissione a considerare anche i più recenti sviluppi avvenuti in Turchia nell'ambito della relazione sulla revisione intermedia dell'IPA, prevista per il 2017; chiede alla Commissione di valutare la possibilità di aumentare il sostegno alla società civile turca a titolo dello strumento europeo per la democrazia e i diritti umani;

7.  incoraggia la Commissione europea, il Consiglio d'Europa e la Commissione di Venezia a offrire alle autorità turche un'assistenza giudiziaria supplementare;

8.  evidenzia l'importanza strategica che le relazioni UE-Turchia rivestono per entrambe le parti; riconosce che, sebbene la Turchia sia un partner importante per l'UE, la volontà politica di cooperare deve provenire da entrambe le parti di un partenariato; ritiene che la Turchia non dimostri tale volontà politica, dato che le azioni del governo allontanano ulteriormente il paese dal suo percorso europeo;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e al parlamento della Turchia.

 

 

(1)

Testi approvati, P8_TA(2016)0423.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2016)0133.

(3)

GU L 77 del 15.3.2014, pag. 11.

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