Procedura : 2017/2597(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B8-0193/2017

Testi presentati :

RC-B8-0193/2017

Discussioni :

Votazioni :

PV 16/03/2017 - 6.3

Testi approvati :

P8_TA(2017)0088

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 279kWORD 53k
15.3.2017
PE598.546v01-00}
PE598.550v01-00}
PE598.552v01-00}
PE598.555v01-00}
PE598.556v01-00}
PE598.558v01-00}
PE598.559v01-00} RC1
 
B8-0193/2017}
B8-0197/2017}
B8-0199/2017}
B8-0222/2017}
B8-0223/2017}
B8-0225/2017}
B8-0226/2017} RC1

presentata a norma dell'articolo 135, paragrafo 5, e dell'articolo 123, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

ECR (B8-0193/2017)

Verts/ALE (B8-0197/2017)

EFDD (B8-0199/2017)

S&D (B8-0222/2017)

GUE/NGL (B8-0223/2017)

ALDE (B8-0225/2017)

PPE (B8-0226/2017)


sulle Filippine: il caso della senatrice Leila M. De Lima (2017/2597(RSP))


Cristian Dan Preda, Tomáš Zdechovský, Marijana Petir, Tunne Kelam, Pavel Svoboda, Ivan Štefanec, Lefteris Christoforou, Elisabetta Gardini, Milan Zver, Brian Hayes, David McAllister, Eduard Kukan, Bogdan Brunon Wenta, József Nagy, Michaela Šojdrová, Roberta Metsola, Romana Tomc, Patricija Šulin, Maurice Ponga, Sven Schulze, Csaba Sógor, Željana Zovko, Ivana Maletić, Stanislav Polčák, Deirdre Clune, Giovanni La Via, Claude Rolin, Adam Szejnfeld, Jiří Pospíšil, Dubravka Šuica, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Therese Comodini Cachia, Krzysztof Hetman, Anna Záborská, Andrey Kovatchev, Inese Vaidere, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Elmar Brok a nome del gruppo PPE
Victor Boştinaru, Soraya Post, Neena Gill a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Karol Karski, Ryszard Antoni Legutko, Ryszard Czarnecki, Tomasz Piotr Poręba, Monica Macovei, Valdemar Tomaševski, Anna Elżbieta Fotyga, Mark Demesmaeker, Branislav Škripek, Raffaele Fitto, Jana Žitňanská, Angel Dzhambazki, Ruža Tomašić, Arne Gericke a nome del gruppo ECR
Johannes Cornelis van Baalen, Nedzhmi Ali, Petras Auštrevičius, Beatriz Becerra Basterrechea, Dita Charanzová, Marielle de Sarnez, Gérard Deprez, María Teresa Giménez Barbat, Nathalie Griesbeck, Marian Harkin, Ivan Jakovčić, Petr Ježek, Louis Michel, Javier Nart, Urmas Paet, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Carolina Punset, Jozo Radoš, Frédérique Ries, Marietje Schaake, Hannu Takkula, Pavel Telička, Ivo Vajgl, Hilde Vautmans, Paavo Väyrynen, Valentinas Mazuronis a nome del gruppo ALDE
Marie-Christine Vergiat, Kateřina Konečná, Barbara Spinelli, Merja Kyllönen, Helmut Scholz a nome del gruppo GUE/NGL
Barbara Lochbihler, Maria Heubuch, Heidi Hautala, Ernest Urtasun, Igor Šoltes, Davor Škrlec, Bronis Ropė, Bodil Valero a nome del gruppo Verts/ALE
Ignazio Corrao, Fabio Massimo Castaldo, Isabella Adinolfi, Beatrix von Storch a nome del gruppo EFDD
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sulle Filippine: il caso della senatrice Leila M. De Lima (2017/2597(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione nelle Filippine, in particolare quella del 15 settembre 2016(1),

–  viste le dichiarazioni rilasciate dalla delegazione dell'UE e dal portavoce del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR),

–  viste le relazioni diplomatiche tra le Filippine e l'UE (precedentemente Comunità economica europea – CEE), avviate il 12 maggio 1964 con la nomina dell'Ambasciatore delle Filippine presso la CEE,

–  visto lo status delle Filippine quale membro fondatore dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN),

–  vista la dichiarazione resa il 28 febbraio 2017 dalla Commissione internazionale di giuristi,

–  visto l'accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica delle Filippine, dall'altra,

–  visti gli orientamenti dell'Unione europea in materia di diritti umani,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR),

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che le Filippine e l'UE vantano relazioni diplomatiche, economiche, culturali e politiche di lunga data;

B.  considerando che il 23 febbraio 2017 è stato emesso un mandato di arresto nei confronti della senatrice filippina Leila M. De Lima, membro del partito liberale d'opposizione, per presunti reati connessi alla droga; che il 24 febbraio Leila M. De Lima è stata arrestata e incarcerata; che, in caso di condanna, rischia una pena detentiva compresa tra dodici anni e l'ergastolo, oltre all'espulsione dal Senato;

C.  considerando che si teme seriamente che le accuse a carico di Leila M. De Lima siano quasi del tutto inventate; che Amnesty International considera Leila M. De Lima un prigioniero di coscienza;

D.  considerando che Leila M. De Lima è un'attivista per i diritti umani nonché la principale oppositrice della campagna antidroga promossa dal presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte; che Leila M. De Lima ha apertamente condannato la guerra contro la droga in atto nelle Filippine; che ha presieduto la commissione per i diritti umani delle Filippine; che si teme seriamente per la sua sicurezza; che, nonostante siano stati denunciati numerosi casi di tortura nei luoghi di detenzione, non è stata avviata nessuna indagine al riguardo;

E.  considerando che il 19 settembre 2016 Leila M. De Lima è stata destituita dalla posizione di presidente della commissione per la giustizia e i diritti umani del Senato; che, durante il suo mandato di presidente della commissione per i diritti umani, ha indagato sulle esecuzioni extragiudiziali di circa 1 000 o più presunti autori di reati legati alla droga, che sarebbero state commesse a Davao all'epoca in cui il presidente Duterte era sindaco della città; che, dopo le audizioni, Leila M. De Lima è stata vittima di innumerevoli vessazioni e intimidazioni da parte delle autorità, e che tali attacchi si sono intensificati negli ultimi otto mesi;

F.  considerando che il 2 marzo 2017 Humans Rights Watch ha pubblicato una relazione dal titolo "Licenza di uccidere: esecuzioni commesse dalla polizia filippina nel quadro della guerra contro la droga promossa dal presidente Duterte", nella quale vengono documentate le esecuzioni extragiudiziali connesse alla campagna antidroga;

G.  considerando che, dall'insediamento del presidente Duterte il 30 giugno 2016, sono state segnalate oltre 7 000 uccisioni commesse dalla polizia e da miliziani nel quadro della campagna antidroga; che il presidente Duterte si è impegnato a portare avanti tale campagna antidroga fino alla fine del suo mandato presidenziale, nel 2022;

H.  considerando che, in risposta all'uccisione di alcuni agenti da parte dei guerriglieri del gruppo comunista del Nuovo esercito popolare (NPA) nel sud delle Filippine l'8 marzo 2017, il presidente Duterte ha ordinato all'esercito di intraprendere operazioni contro i ribelli senza curarsi dei danni collaterali;

I.  considerando che il 30 gennaio 2017 la polizia nazionale filippina ha temporaneamente sospeso le operazioni antidroga della polizia a seguito di una brutale uccisione che sarebbe stata commessa nel quadro della campagna antidroga; che il presidente Duterte ha ordinato alle Forze armate delle Filippine (AFP) di colmare questo vuoto nella campagna antidroga;

J.  considerando che nelle Filippine i difensori dei diritti umani, gli attivisti e i giornalisti, tra cui Leila M. De Lima, sono continuamente oggetto di minacce, vessazioni, intimidazioni e attacchi informatici; che gli autori delle violazioni dei diritti di questi gruppi restano impuniti in quanto non vengono condotte adeguate indagini al riguardo; che nel novembre 2016 il presidente Duterte ha apertamente minacciato di uccidere i difensori dei diritti umani;

K.  considerando che il 7 marzo 2017 la Camera dei rappresentanti ha approvato il progetto di legge 4727 sulla reintroduzione della pena capitale per gravi reati connessi alla droga; che le Filippine sono state il primo paese della regione ad abolire la pena di morte nel 2007; che l'amministrazione del presidente Duterte sta considerando l'introduzione di una normativa volta a ridurre l'età minima della responsabilità penale da 15 a 9 anni;

L.  considerando che nel settembre 2016 le Filippine hanno assunto la presidenza di turno dell'ASEAN per il 2017;

1.  chiede il rilascio immediato della senatrice Leila M. De Lima ed esorta a garantirle un'adeguata sicurezza finché resterà in detenzione; invita le autorità delle Filippine ad assicurare un processo equo, richiamando in particolare l'attenzione sul diritto alla presunzione di innocenza, a ritirare tutte le accuse di matrice politica contro la senatrice e a porre fine a ogni vessazione nei suoi confronti;

2.  è consapevole del fatto che, nelle Filippine, milioni di persone sono colpite dagli elevati livelli di tossicodipendenza e dalle relative conseguenze; condanna fermamente il traffico e l'abuso di stupefacenti nelle Filippine; invita il governo ad attribuire la priorità alla lotta contro le reti di trafficanti e i signori della droga, invece di concentrarsi sui piccoli consumatori; sottolinea che questa lotta deve essere accompagnata dall'introduzione di misure di prevenzione e disintossicazione; incoraggia gli sforzi profusi dal governo per aprire nuovi centri di disintossicazione;

3.  condanna fermamente l'elevato numero di esecuzioni extragiudiziali commesse dalle forze armate e dai gruppi di miliziani nel contesto della campagna antidroga; esprime il suo cordoglio alle famiglie delle vittime; manifesta profonda preoccupazione per le segnalazioni credibili secondo cui le forze di polizia delle Filippine falsificherebbero le prove per giustificare le esecuzioni extragiudiziali, le cui vittime sono sempre più spesso i poveri delle aree urbane; invita le autorità delle Filippine ad avviare immediatamente indagini imparziali ed efficaci sulle esecuzioni extragiudiziali nonché a perseguire e assicurare alla giustizia tutti i responsabili; esorta l'UE a sostenere tali indagini; sollecita le autorità delle Filippine ad adottare tutte le misure necessarie per evitare che siano commesse altre uccisioni;

4.  esprime profonda preoccupazione per la retorica adottata dal presidente Duterte in risposta all'uccisione di alcuni agenti l'8 marzo 2017 ed esorta fermamente le autorità e l'esercito delle Filippine a rispettare rigorosamente il diritto internazionale umanitario, che impone a tutte le parti di un conflitto armato l'obbligo specifico di risparmiare i civili e i non combattenti;

5.  invita l'UE a sostenere l'avvio, nel quadro del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, di un'indagine internazionale indipendente sulle esecuzioni illegali e le altre violazioni commesse nelle Filippine nel contesto della "guerra contro la droga" promossa dal presidente Duterte;

6.  esprime profonda preoccupazione per la decisione della Camera dei rappresentanti di reintrodurre la pena di morte; invita le autorità delle Filippine a interrompere immediatamente il processo volto a reintrodurre la pena capitale; ricorda che l'UE considera la pena di morte un trattamento crudele e disumano che non è in grado di svolgere un'azione deterrente nei confronti dei comportamenti criminali; invita il governo filippino a non ridurre l'età minima della responsabilità penale;

7.  invita l'UE a monitorare con attenzione il caso di Leila M. De Lima;

8.  sollecita l'UE ad avvalersi di tutti gli strumenti disponibili per aiutare il governo delle Filippine a rispettare i suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani, in particolare mediante l'accordo quadro;

9.  esorta la Commissione a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per far sì che le Filippine mettano fine alle esecuzioni extragiudiziali commesse nel quadro della campagna antidroga, ivi incluse iniziative procedurali miranti alla possibile soppressione delle preferenze SPG+ qualora nei prossimi mesi non si registrassero sostanziali progressi;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al governo e al parlamento delle Filippine, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani nonché ai governi degli Stati membri dell'ASEAN.

 

 

 

(1)

Testi approvati, P8_TA(2016)0349.

Avviso legale