Procedura : 2018/2661(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-0197/2018

Testi presentati :

RC-B8-0197/2018

Discussioni :

PV 19/04/2018 - 6.1
CRE 19/04/2018 - 6.1

Votazioni :

PV 19/04/2018 - 10.1

Testi approvati :

P8_TA(2018)0174

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 287kWORD 56k
18.4.2018
PE618.450v01-00}
PE618.452v01-00}
PE618.453v01-00}
PE618.454v01-00}
PE618.457v01-00} RC1
 
B8-0197/2018}
B8-0199/2018}
B8-0200/2018}
B8-0201/2018}
B8-0204/2018} RC1

presentata a norma dell'articolo 135, paragrafo 5, e dell'articolo 123, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

PPE (B8-0197/2018)

S&D (B8-0199/2018)

ECR (B8-0200/2018)

ALDE (B8-0201/2018)

Verts/ALE (B8-0204/2018)


sulla Bielorussia (2018/2661(RSP))


Cristian Dan Preda, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Jaromír Štětina, Patricija Šulin, Francis Zammit Dimech, Tomáš Zdechovský, Milan Zver, Jarosław Wałęsa, Csaba Sógor, Mairead McGuinness, Romana Tomc, Ivan Štefanec, Eduard Kukan, Elisabetta Gardini, Giovanni La Via, Adam Szejnfeld, Michaela Šojdrová, Tunne Kelam, David McAllister, Lars Adaktusson, Krzysztof Hetman, Željana Zovko, Bogdan Brunon Wenta, Sandra Kalniete, Dubravka Šuica, Pavel Svoboda, Ivana Maletić, Laima Liucija Andrikienė, Marijana Petir, Seán Kelly, Deirdre Clune, Andrey Kovatchev, Julia Pitera, Elmar Brok, Jerzy Buzek, Daniel Caspary, Lorenzo Cesa, Michael Gahler, Alojz Peterle, Fernando Ruas, Inese Vaidere, László Tőkés, Stanislav Polčák, Jiří Pospíšil, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra a nome del gruppo PPE
Elena Valenciano, Victor Boştinaru, Soraya Post, Clare Moody a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Branislav Škripek, Raffaele Fitto, Ruža Tomašić, Monica Macovei, Anna Elżbieta Fotyga a nome del gruppo ECR
Petras Auštrevičius, Beatriz Becerra Basterrechea, Izaskun Bilbao Barandica, Dita Charanzová, Gérard Deprez, Martina Dlabajová, María Teresa Giménez Barbat, Nathalie Griesbeck, Marian Harkin, Ivan Jakovčić, Petr Ježek, Ilhan Kyuchyuk, Valentinas Mazuronis, Louis Michel, Javier Nart, Urmas Paet, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Jozo Radoš, Marietje Schaake, Jasenko Selimovic, Ramon Tremosa i Balcells, Ivo Vajgl, Johannes Cornelis van Baalen, Hilde Vautmans a nome del gruppo ALDE
Rebecca Harms, Bronis Ropė, Heidi Hautala, Indrek Tarand, Davor Škrlec, Igor Šoltes a nome del gruppo Verts/ALE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla Bielorussia (2018/2661(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni e raccomandazioni sulla Bielorussia,

–  viste le elezioni parlamentari dell'11 settembre 2016, le elezioni presidenziali dell'11 ottobre 2015 e le elezioni amministrative del 18 febbraio 2018 che hanno avuto luogo in Bielorussia,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 20 febbraio 2018 dal portavoce del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) sulle elezioni amministrative in Bielorussia,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 25 marzo 2018 dal portavoce del VP/AR sugli sviluppi nel periodo precedente e durante la Giornata della libertà in Bielorussia,

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla Bielorussia, in particolare quelle del 15 febbraio 2016, che revocano le sanzioni nei confronti di 170 persone e tre società bielorusse e che definiscono il quadro per il dialogo politico nonché le condizioni per un'evoluzione più positiva delle relazioni UE-Bielorussia, segnatamente in materia di riforme democratiche,

–  viste le conclusioni del vertice del partenariato orientale, del 24 novembre 2017, e l'approvazione dei 20 obiettivi per il 2020, il cui obiettivo è produrre risultati per i cittadini,

–  visti la visita del commissario Hahn in Bielorussia nel gennaio 2018 e i negoziati in corso sulle priorità del partenariato UE-Bielorussia,

–  vista la decisione del Consiglio "Affari esteri" di prorogare di un anno, fino al febbraio 2019, le misure restrittive rimanenti nei confronti della Bielorussia, in particolare l'embargo sulle armi, il divieto di esportare beni a fini di repressione interna nonché il congelamento dei beni e il divieto di viaggio nei confronti di quattro persone legate alla sparizione irrisolta di due politici dell'opposizione, di un uomo d'affari e di un giornalista tra il 1999 e il 2000,

–  viste la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e tutte le convenzioni in materia di diritti umani di cui la Bielorussia è parte,

–  vista la dichiarazione del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Bielorussia, del 28 marzo 2018,

–  visto l'articolo 135 del suo regolamento,

A.  considerando che, dopo le elezioni presidenziali del 2015 e le elezioni parlamentari del 2016, il 18 febbraio 2018 si sono tenute in Bielorussia le elezioni amministrative; che in Bielorussia permangono inascoltate le raccomandazioni di lunga data in materia di legislazione e processi elettorali formulate dall'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e dalla Commissione di Venezia; che, secondo alcuni osservatori bielorussi e diplomatici esteri, le elezioni amministrative tenutesi nel febbraio 2018 hanno confermato nuovamente le lacune esistenti;

B.  considerando che nel febbraio 2016 l'Unione europea ha revocato gran parte delle sue misure restrittive nei confronti di funzionari ed entità giuridiche della Bielorussia come gesto di buona volontà volto a incoraggiare il paese a migliorare la propria situazione in materia di diritti umani, democrazia e Stato di diritto;

C.  considerando che l'UE ha ripetutamente affermato che il rispetto delle libertà fondamentali, dello Stato di diritto e dei diritti umani costituisce un presupposto essenziale per migliorare le relazioni tra l'Unione europea e la Bielorussia e garantire un loro ulteriore avanzamento; che la situazione nel paese continua tuttavia a destare preoccupazione, dal momento che i tentativi di miglioramento riscontrabili al riguardo sono molto limitati;

D.  considerando che le riforme costituzionali e legislative attese da lungo tempo, che renderebbero possibile lo sviluppo di una vera democrazia, presentano forti ritardi;

E.  considerando che non è stata proposta alcuna riforma elettorale e che, come è emerso in occasione delle elezioni amministrative del febbraio 2018, permane un numero considerevole di carenze e irregolarità procedurali gravi, in particolare un quadro giuridico restrittivo in materia di diritti politici in tutte le fasi della campagna elettorale e problemi in termini di osservazione, votazione e spoglio dei voti; che in Bielorussia non si svolgono elezioni libere e regolari dal 1994;

F.  considerando che, sebbene non siano stati invitati osservatori internazionali a presenziare alle elezioni amministrative, gli osservatori bielorussi hanno tuttavia raccolto prove materiali che dimostrano gli enormi sforzi compiuti a livello nazionale per gonfiare i dati complessivi relativi all'affluenza nonché l'esistenza di brogli elettorali basati sul sistema carosello, che non veniva ormai utilizzato da diversi anni;

G.  considerando che continuano a registrarsi attività intimidatorie, tra cui numerosi casi di detenzione di attivisti, politici e giornalisti indipendenti e di opposizione; che, ancora una volta, diverse figure di spicco dell'opposizione e difensori dei diritti umani e della democrazia si sono visti imporre il divieto di partecipare a una manifestazione non autorizzata organizzata a Minsk il 25 marzo 2018, in occasione del 100° anniversario della proclamazione d'indipendenza della Bielorussia, o sono stati arrestati prima o durante tale evento, nonostante la maggior parte di essi sia stata successivamente rilasciata senza accuse;

H.  considerando che due prigionieri politici, Mikhail Zhamchuzhny e Dzmitry Paliyenka, si trovano ancora in stato di detenzione;

I.  considerando che il Parlamento europeo sostiene da anni la società civile bielorussa e, tra le varie iniziative, ha conferito il premio Sacharov all'Associazione bielorussa dei giornalisti nel 2004 e ad Alaksandr Milinkievich nel 2006;

J.  considerando che quanto accaduto durante la Giornata della libertà 2018 dimostra ancora una volta che il governo bielorusso non ha alcuna intenzione di abbandonare la sua politica di repressione di massa nei confronti dei cittadini che intendono esercitare i diritti riconosciuti loro dalla Costituzione e dai trattati internazionali;

K.  considerando che il 24 gennaio 2018 il ministero dell'Informazione ha arbitrariamente deciso di bloccare l'accesso all'importante sito web di informazione indipendente Charter97.org su tutto il territorio della Bielorussia; che sono state intentate azioni penali nei confronti di blogger indipendenti; che, in caso di adozione, il progetto di modifica della legge sui media rappresenterebbe una nuova e seria minaccia alla libertà di espressione nel paese;

L.  considerando che il 25 ottobre 2016 la Bielorussia ha adottato il suo primo piano d'azione nazionale in materia di diritti umani, approvato con una risoluzione del Consiglio dei ministri bielorusso, nel quale sono definite le principali linee d'azione per realizzare gli impegni assunti dal paese in materia di diritti umani;

M.  considerando che la Bielorussia è l'unico paese in Europa ad applicare ancora la pena capitale; che, secondo quanto osservato dal relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Bielorussia, le condanne a morte pronunciate in Bielorussia possono essere considerate fortemente discutibili in ragione dell'assenza di un sistema giudiziario indipendente e di processi equi;

N.  considerando che l'Unione europea e la Bielorussia stanno attualmente negoziando priorità di partenariato ad hoc, i cui principali ambiti di interesse riguardano lo sviluppo economico e la modernizzazione, il rafforzamento delle istituzioni e la buona governance, la connettività e i contatti interpersonali; che il governo bielorusso ha ripetutamente dichiarato che intende normalizzare le sue relazioni con l'UE nonché ottenere la revoca delle rimanenti sanzioni e la liberalizzazione dei visti; che, tuttavia, eventuali progressi in tal senso saranno possibili solo quando la Bielorussia dimostrerà di disporre della volontà politica e di essere impegnata a favore dei valori democratici, dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali;

1.  sostiene l'impegno critico dell'UE con la Bielorussia, a condizione che vengano adottate misure concrete a favore della democratizzazione e che le autorità bielorusse rispettino appieno le libertà fondamentali e i diritti umani;

2.  prende atto con rammarico della mancata attuazione, nonostante i precedenti appelli, delle raccomandazioni formulate dall'OSCE/ODIHR e dalla Commissione di Venezia in seguito alle elezioni presidenziali del 2015 e alle elezioni parlamentari del 2016, la cui attuazione sarebbe dovuta avvenire prima delle elezioni amministrative del 2018; invita le autorità bielorusse a riprendere senza indugio i lavori relativi a una riforma elettorale globale nell'ambito di un più ampio processo di democratizzazione e in collaborazione con i partner internazionali;

3.  deplora le vessazioni perpetrate nei confronti di giornalisti e organi di informazione indipendenti in Bielorussia in seguito alle elezioni amministrative, tra cui l'allontanamento illegale di Andrus Kozel, giornalista di Belsat TV, da un seggio elettorale e il trattamento brutale a lui riservato, nonché l'oscuramento del portale d'informazione Charter97;

4.  esorta le autorità bielorusse a rimuovere immediatamente e senza condizioni il blocco imposto all'importante sito web di informazione indipendente Charter97.org, a non proseguire con la modifica della legge sui media, che in caso di adozione minaccerebbe la libertà di espressione, e a porre fine alla persecuzione messa in atto ai danni di blogger indipendenti per aver esercitato il diritto alla libertà di espressione;

5.  rileva che il numero di rappresentanti dell'opposizione democratica nelle circoscrizioni elettorali è stato sproporzionatamente inferiore al numero di domande presentate;

6.  deplora il reiterato rifiuto di registrare i partiti dell'opposizione democratica; invita ad eliminare le restrizioni e a facilitare le procedure per la registrazione dei partiti politici in Bielorussia; sottolinea che tutti i partiti politici devono poter svolgere attività politiche senza restrizioni, specialmente in campagna elettorale; chiede l'abrogazione dell'articolo 193, paragrafo 1, del Codice penale della Bielorussia, che sanziona la partecipazione ad attività condotte da organizzazioni non registrate;

7.  deplora che le autorità bielorusse abbiano reagito in modo sproporzionato al tentativo di alcuni attivisti dell'opposizione di organizzare una manifestazione non autorizzata in occasione delle celebrazioni per la Giornata della libertà, il 25 marzo 2018, arrestando decine di persone tra cui i leader dell'opposizione ed ex candidati alle elezioni presidenziali Mikalai Statkevich e Uladzimir Niakliaev; ribadisce che la libertà di riunione e di associazione rappresenta un diritto umano fondamentale; sottolinea che ogni significativo passo indietro nel settore della democrazia e del rispetto delle libertà fondamentali, incluse ulteriori detenzioni di prigionieri politici, dovrebbe sempre comportare una chiara reazione dell'UE nell'ambito delle sue relazioni con la Bielorussia;

8.  invita con forza a rilasciare i due attivisti della società civile Mikhail Zhamchuzhny e Dzmitry Paliyenka, detenuti per motivi politici, a riabilitare tutti gli ex prigionieri politici e a ripristinare i loro diritti civili e politici;

9.  ribadisce il suo appello alle autorità bielorusse affinché garantiscano in ogni circostanza il rispetto dei principi democratici, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, conformemente alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e agli strumenti internazionali e regionali in materia di diritti umani ratificati dalla Bielorussia;

10.  sottolinea che il rispetto delle libertà fondamentali rappresenta un elemento chiave di una democrazia sana; esorta le autorità bielorusse a intavolare un dialogo aperto e costruttivo con l'opposizione democratica e le organizzazioni della società civile onde garantire le libertà e i diritti dei cittadini, in particolare il diritto di associazione, riunione pacifica ed espressione, nonché al fine di assicurare un quadro che garantisca mezzi di comunicazione liberi e indipendenti;

11.  ribadisce con forza l'appello rivolto alla Bielorussia affinché aderisca alla moratoria globale sulla pena di morte quale primo passo verso la sua definitiva abolizione; ricorda che la pena di morte costituisce un trattamento disumano e degradante, non ha alcun effetto deterrente dimostrato e rende irreversibili gli errori giudiziari; osserva con rammarico che i tribunali bielorussi hanno comminato nuove sentenze capitali nel 2018;

12.  chiede al SEAE e alla Commissione di continuare a sostenere le organizzazioni della società civile che operano in Bielorussia e in altri paesi; sottolinea, a tale proposito, la necessità di appoggiare tutte le fonti di informazione indipendenti della società bielorussa, inclusi i mezzi di comunicazione che trasmettono in lingua bielorussa e dall'estero;

13.  prende atto dei dialoghi settoriali UE-Bielorussia a livello tecnico come pure del rafforzamento della cooperazione in settori quali le riforme economiche, l'efficienza delle risorse, l'economia verde e la protezione dell'ambiente; invita il SEAE e la Commissione a garantire che la sicurezza della centrale nucleare bielorussa di Ostrovets rappresenti una priorità e che i progressi nelle relazioni UE-Bielorussia siano subordinati alla garanzia di maggiore apertura e cooperazione come pure al pieno rispetto, da parte della Bielorussia, delle norme internazionali in materia di sicurezza nucleare e ambientale;

14.  si rammarica per il fatto che l'attuale dialogo sui diritti umani non stia producendo risultati concreti ed esorta il rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani a individuare modalità e strumenti che consentano di promuovere la piena ed effettiva tutela dei diritti umani in Bielorussia; chiede il rilascio di tutti i prigionieri politici;

15.  prende atto dei negoziati in corso in merito alle priorità del partenariato UE-Bielorussia e attende con interesse la loro rapida conclusione, che amplierà la portata della cooperazione bilaterale a vantaggio dei cittadini di entrambe le parti e consentirà alla Bielorussia di accedere a un'assistenza finanziaria e a una cooperazione più ampie, a condizione che il paese compia passi chiari e concreti verso la democratizzazione e l'apertura, in particolare attraverso una riforma elettorale completa, che deve rappresentare una priorità; valuta positivamente, in questo contesto, l'intenzione della Commissione di incrementare la dotazione dell'assistenza finanziaria per il periodo 2018-2020; insiste affinché il governo della Bielorussia assuma impegni più chiari a favore delle riforme e raccomanda l'introduzione di una tabella di marcia per l'instaurazione di relazioni più strette tra l'UE e la Bielorussia, che includa parametri di riferimento e un calendario per l'attuazione degli impegni assunti;

16.  esorta l'UE a continuare a sostenere le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani; invita la Commissione ad assicurare una stretta collaborazione con il Forum della società civile del partenariato orientale e a seguirne le raccomandazioni; sollecita il governo della Bielorussia a garantire la partecipazione civica ai processi di definizione delle politiche a livello locale e nazionale, traendo ispirazione dagli orientamenti adottati dal Consiglio d'Europa il 27 novembre 2017; prende atto delle crescenti interazioni tra la Bielorussia e tale organizzazione;

17.  invita il SEAE e la Commissione, a tale riguardo, a definire le modalità per informare e consultare le organizzazioni della società civile della Bielorussia in merito al dialogo e ai negoziati in corso tra l'UE e il paese;

18.  valuta positivamente che sia stata intrapresa l'attuazione del partenariato UE-Bielorussia per la mobilità e attende con interesse che siano finalizzati gli accordi di facilitazione del rilascio dei visti e di riammissione, che apporteranno un evidente contributo ai contatti tra le persone e tra le imprese;

19.  plaude alla decisione delle autorità di Minsk di concedere ai cittadini di 80 paesi l'esenzione dal visto per i soggiorni di breve durata in Bielorussia, a partire dal febbraio 2018;

20.  valuta positivamente i progressi realizzati nel promuovere gli scambi di giovani e i contatti interpersonali tra l'UE e la Bielorussia, in particolare mediante strumenti dell'UE quali il programma di mobilità MOST, Erasmus+, Orizzonte 2020 e lo strumento di assistenza tecnica e scambio di informazioni (TAIEX) nonché grazie all'adesione della Bielorussia al processo di Bologna; chiede che l'attuazione del processo di Bologna rispetti la tabella di marcia concordata congiuntamente tra lo Spazio europeo dell'istruzione superiore (EHEA) e la Bielorussia, in quanto ciò favorirà i giovani bielorussi e migliorerà ulteriormente gli scambi con l'UE e i contatti tra le persone;

21.  chiede il rinnovo del mandato del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Bielorussia; invita il governo bielorusso a cooperare pienamente con il relatore speciale; sollecita l'UE e gli Stati membri a promuovere e sostenere la proroga del mandato del relatore speciale delle Nazioni Unite e invita il rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani a cooperare con quest'ultimo al fine di migliorare la situazione nel paese;

22.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Servizio europeo per l'azione esterna, al Consiglio, all'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE, al Consiglio d'Europa, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché alle autorità della Bielorussia.

 

 

Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2018Avviso legale