Procedura : 2018/2783(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B8-0322/2018

Testi presentati :

RC-B8-0322/2018

Discussioni :

PV 05/07/2018 - 4.1
CRE 05/07/2018 - 4.1

Votazioni :

PV 05/07/2018 - 6.1

Testi approvati :

P8_TA(2018)0303

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 281kWORD 56k
4.7.2018
PE621.750v01-00}
PE621.754v01-00}
PE621.756v01-00}
PE621.758v01-00}
PE621.760v01-00} RC1
 
B8-0322/2018}
B8-0326/2018}
B8-0328/2018}
B8-0330/2018}
B8-0332/2018} RC1

presentata a norma dell'articolo 135, paragrafo 5, e dell'articolo 123, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:

B8-0322/2018 (PPE)

B8-0326/2018 (ECR)

B8-0328/2018 (Verts/ALE)

B8-0330/2018 (ALDE)

B8-0332/2018 (GUE/NGL)


sulla crisi politica in Moldova a seguito dell'annullamento delle elezioni del sindaco di Chișinău (2018/2783(RSP))


Cristian Dan Preda, Tomáš Zdechovský, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Elmar Brok, Jaromír Štětina, Željana Zovko, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Ivan Štefanec, Luděk Niedermayer, Pavel Svoboda, Anna Záborská, Patricija Šulin, Lorenzo Cesa, Elisabetta Gardini, Tunne Kelam, Brian Hayes, Milan Zver, Bogdan Brunon Wenta, Csaba Sógor, Michaela Šojdrová, Siegfried Mureşan, David McAllister, Mairead McGuinness, Adam Szejnfeld, Romana Tomc, Eduard Kukan, Giovanni La Via, Lefteris Christoforou, Deirdre Clune, Seán Kelly, Dubravka Šuica, Sandra Kalniete, Ivana Maletić, Ivo Belet, Joachim Zeller, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Michał Boni, Stanislav Polčák, Jiří Pospíšil, Krzysztof Hetman, László Tőkés, Inese Vaidere a nome del gruppo PPE
Charles Tannock, Karol Karski, Anna Elżbieta Fotyga, Notis Marias, Monica Macovei, Jadwiga Wiśniewska, Jana Žitňanská a nome del gruppo ECR
Petras Auštrevičius, Beatriz Becerra Basterrechea, María Teresa Giménez Barbat, Charles Goerens, Marian Harkin, Ivan Jakovčić, Ilhan Kyuchyuk, Patricia Lalonde, Valentinas Mazuronis, Louis Michel, Javier Nart, Urmas Paet, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Jozo Radoš, Frédérique Ries, Robert Rochefort, Marietje Schaake, Jasenko Selimovic, Pavel Telička, Ramon Tremosa i Balcells, Viktor Uspaskich, Ivo Vajgl, Johannes Cornelis van Baalen, Hilde Vautmans, Renate Weber, Cecilia Wikström a nome del gruppo ALDE
Helmut Scholz, Merja Kyllönen, Dimitrios Papadimoulis, Stelios Kouloglou, Kostadinka Kuneva a nome del gruppo GUE/NGL
Rebecca Harms, Heidi Hautala, Jordi Solé, Margrete Auken a nome del gruppo Verts/ALE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla crisi politica in Moldova a seguito dell'annullamento delle elezioni del sindaco di Chișinău  (2018/2783(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Moldova, in particolare la risoluzione del 21 gennaio 2016 sugli accordi di associazione / le zone di libero scambio globali e approfondite con la Georgia, la Moldova e l'Ucraina(1),

–  vista la relazione sull'attuazione dell'associazione con la Repubblica di Moldova del 3 aprile 2018,

–  vista la sua risoluzione legislativa del 4 luglio 2017 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla concessione di assistenza macrofinanziaria a favore della Repubblica di Moldova(2),

–  vista la dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione che stabilisce condizioni politiche preliminari per la concessione di assistenza macrofinanziaria a favore della Repubblica di Moldova, allegata alla risoluzione legislativa del 4 luglio 2017,

–  vista la votazione del Parlamento della Repubblica di Moldova del 20 luglio 2017, con la quale sono state approvate le modifiche apportate al sistema elettorale,

–  viste le raccomandazioni dell'OSCE/ODIHR e della Commissione di Venezia del 19 luglio 2017,

–  viste le dichiarazioni rilasciate il 21 giugno 2018 dal presidente della commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo, dal suo relatore sulla Moldova e dal copresidente di Euronest, nonché le dichiarazioni del Servizio europeo per l'azione esterna del 20 giugno 2018 e del 27 giugno 2018 sulla convalida dell'elezione del sindaco di Chișinău,

–  visto l'articolo 2 dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Repubblica di Moldova, secondo cui "il rispetto dei [...] principi democratici, dei diritti umani e delle libertà fondamentali [...] è alla base delle politiche interna ed estera delle parti e rappresenta un elemento fondamentale del presente accordo",

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che Andrei Nastase ha vinto le elezioni anticipate a sindaco di Chișinău, dopo una votazione a doppio turno svoltasi il 20 maggio e il 3 giugno 2018, nella quale ha riportato il 52,57 % dei voti sconfiggendo Ion Ceban, che ha ottenuto il 47,43 % dei voti;

B.  considerando che gli osservatori internazionali delle elezioni del sindaco di Chișinău hanno riconosciuto i risultati e la natura competitiva della contesa elettorale;

C.  considerando che il 19 giugno 2018 un tribunale di Chișinău ha annullato i risultati delle elezioni del sindaco, adducendo il fatto che entrambi i candidati avevano rivolto messaggi agli elettori sui social media il giorno delle elezioni, dopo il termine previsto dalla legge per la campagna elettorale; che nessuno dei contendenti nel processo elettorale ha chiesto l'annullamento delle elezioni;

D.  considerando che il 21 giugno un tribunale d'appello di Chișinău ha confermato la decisione del tribunale di grado inferiore, concludendo che le comunicazioni rivolte agli elettori sui social media avevano influito in maniera illegale sul risultato delle elezioni;

E.  considerando che il 25 giugno la Corte suprema della Moldova ha confermato la decisione dei tribunali di grado inferiore di inficiare i risultati delle elezioni del sindaco di Chișinău;

F.   considerando che il 29 giugno la commissione elettorale centrale della Moldova ha confermato la decisione della Corte suprema di invalidare le elezioni del sindaco di Chișinău;

G. considerando che l'appello alle urne, che secondo i tribunali ha esercitato una pressione e un'influenza indebite sugli elettori, è stata una pratica diffusa nelle precedenti elezioni in Moldova e non aveva mai portato al loro annullamento;

H.  considerando che questa evoluzione rischia di condurre il paese a uno scollamento dai valori e dai principi europei e compromette ulteriormente la fiducia già vacillante dei cittadini moldovi nelle istituzioni statali; che i partiti politici moldovi hanno dichiarato che la vicenda crea un pericoloso precedente per le future elezioni e che migliaia di persone hanno manifestato in segno di protesta contro la decisione dei tribunali di Chișinău;

I.  considerando che la comunità internazionale, tra cui l'Unione europea e il dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ha criticato la decisione, sottolineando che va rispettata la volontà degli elettori;

J.  considerando che l'UE e la Moldova hanno assunto un impegno comune a far progredire la loro associazione politica e la loro integrazione economica, un processo che implica l'adozione e l'attuazione di riforme strutturali e di altre riforme sostanziali nel paese, in linea con le disposizioni dell'accordo di associazione e della zona di libero scambio globale e approfondita (AA/DCFTA) e dell'agenda di associazione, e comporta altresì un impegno da parte della Moldova a salvaguardare i valori europei, tra cui il rispetto dei valori umani e delle libertà, la democrazia, l'uguaglianza e lo stato di diritto;

K.  considerando che l'annullamento delle elezioni è un segnale inquietante e significativo del costante deterioramento dell'applicazione delle norme democratiche in Moldova e ricordando, in particolare, che un sistema giudiziario indipendente e trasparente è un pilastro fondamentale della democrazia e dello stato di diritto; che questo annullamento testimonia una crescente deriva verso un regime autoritario e arbitrario nonché una notevole perdita di fiducia dei cittadini nelle autorità e nelle istituzioni;

L.  considerando che il parlamento della Repubblica di Moldova, contrariamente alle raccomandazioni negative dell'OSCE/ODIHR e della Commissione di Venezia, nel luglio 2017 ha adottato una modifica controversa della legge elettorale, che ha sollevato timori per il rischio di influenza indebita sui candidati, l'organizzazione dei collegi uninominali, eccessive soglie di rappresentanza parlamentare per quanto riguarda la componente proporzionale e il rischio di rappresentanza inadeguata delle minoranze e delle donne; che la Commissione di Venezia ha inoltre sottolineato che l'attuale polarizzazione creatasi attorno a questa iniziativa legislativa non è segno di una consultazione costruttiva e di un ampio consenso tra le principali parti interessate;

M.  considerando che, secondo il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei difensori dei diritti umani in Moldova, i difensori dei diritti umani e i giornalisti sono vittima di campagne di stigmatizzazione e devono far fronte a imputazioni penali per motivi politici oppure subiscono minacce ogniqualvolta difendono le persone con il loro dissenso, mentre l'accesso dei giornalisti alle informazioni è limitato;

N.  considerando che nell'ottobre 2017, a causa dei progressi insufficienti nella riforma del sistema giudiziario in Moldova e dell'incapacità del paese di rispettare le condizioni dell'UE, l'Unione ha preso la decisione di sospendere un pagamento di 28 milioni di EUR nell'ambito del programma di riforma della giustizia dell'UE;

1.  esprime profonda preoccupazione per la decisione della Corte suprema della Moldova di invalidare i risultati delle elezioni del sindaco di Chișinău, che è stata adottata sulla base di motivazioni discutibili e in modo non trasparente e ha notevolmente compromesso l'integrità del processo elettorale;

2.  ricorda che elezioni credibili, trasparenti, eque e inclusive sono la pietra angolare di ogni sistema democratico in cui l'imparzialità e l'indipendenza della magistratura sono protette da qualsiasi tipo di influenza politica, oltre a costituire il fondamento della fiducia nel sistema politico del paese, e che le ingerenze politiche nel sistema giudiziario e nello svolgimento delle elezioni sono in contrasto con le norme europee sottoscritte dalla Moldova, segnatamente nell'ambito dell'accordo di associazione UE-Moldova;

3.  esprime piena solidarietà alle migliaia di persone che protestano sulle strade di Chișinău per sollecitare le autorità della Moldova ad adottare misure adeguate al fine di assicurare il rispetto dei risultati delle elezioni del sindaco di Chișinău, che sono stati riconosciuti anche dagli osservatori nazionali e internazionali e rispecchiano la volontà degli elettori, e condivide le loro richieste; invita le autorità a garantire il diritto a manifestare pacificamente;

4.  esorta le autorità moldove a garantire il funzionamento dei meccanismi democratici e insiste affinché sia il potere esecutivo che quello giudiziario rispettino reciprocamente la separazione dei poteri, sostengano pienamente i principi democratici e rispettino lo stato di diritto;

5.  esprime profonda preoccupazione per l'ulteriore deterioramento delle norme democratiche in Moldova; riconosce che la decisione degli organi giurisdizionali, che già in numerose occasioni sono stati considerati influenzati e guidati dalla politica, costituisce un esempio di appropriazione dello Stato e rivela una crisi molto profonda delle istituzioni in Moldova; si rammarica del fatto che, nonostante i numerosi appelli della comunità internazionale, le autorità continuino a minare la fiducia delle persone nell'equità e nell'imparzialità delle istituzioni statali;

6.  ritiene che, a seguito della decisione di invalidare le elezioni del sindaco di Chișinău, non siano state rispettate le condizioni politiche per l'erogazione dell'assistenza macrofinanziaria e ricorda che "la concessione dell'assistenza macrofinanziaria è subordinata alla condizione preliminare del rispetto, da parte della Repubblica di Moldova, di meccanismi democratici effettivi, compreso il pluralismo parlamentare, dello stato di diritto e dei diritti umani";

7.  esorta la Commissione a sospendere ogni prevista erogazione di assistenza macrofinanziaria (AMF) alla Moldova; ritiene che qualsiasi decisione relativa a future erogazioni debba avvenire soltanto a seguito delle elezioni parlamentari in programma, a condizione che esse si svolgano in linea con gli standard riconosciuti a livello internazionale e siano valutate da organismi internazionali specializzati e purché siano rispettate le condizioni per l'AMF;

8.  chiede che la Commissione sospenda il sostegno al bilancio a favore della Moldova, utilizzando il precedente del luglio 2015, quando tale sospensione si verificò a seguito della crisi bancaria; ritiene che il meccanismo per la sospensione del sostegno dell'UE al bilancio debba essere adottato in risposta all'annullamento delle elezioni del sindaco di Chișinău e debba includere un elenco delle condizioni che le autorità moldove sono tenute a rispettare, tra cui la convalida delle elezioni di Chișinău e lo svolgimento di indagini concrete, orientate ai risultati e pienamente trasparenti, nonché il recupero dei beni e il perseguimento dei colpevoli, in caso di frodi bancarie;

9.  invita le autorità moldove a dare seguito alle raccomandazioni dell'OSCE/ODIHR e della Commissione di Venezia sulla riforma elettorale;

10.  ribadisce la sua preoccupazione per la concentrazione del potere economico e politico nelle mani di un ristretto gruppo di persone, il deterioramento dello stato di diritto, delle norme democratiche e del rispetto dei diritti umani, l'eccessiva politicizzazione delle istituzioni statali, la corruzione sistemica, le insufficienti indagini in merito alla frode bancaria del 2014 e il limitato pluralismo dei media; esprime preoccupazione per la mancanza di indipendenza della magistratura, e in particolare per i casi di giustizia selettiva utilizzata come strumento per esercitare pressione sugli oppositori politici; invita le autorità moldove a riformare il sistema giudiziario, anche attraverso la nomina di nuovi giudici, al fine di evitare che la magistratura intervenga nel processo elettorale e politico o comprometta in altro modo la volontà, democraticamente espressa, della popolazione della Moldova;

11.  è preoccupato per il fatto che gli oppositori politici e i loro avvocati sono perseguiti dalle autorità moldove mediante accuse e processi privi di fondamento, e avverte che in tal modo le autorità violano lo stato di diritto, come anche i diritti degli oppositori politici e degli avvocati;

12.  si rammarica del fatto che, a seguito della frode bancaria del 2014, durante la quale un totale di circa 1 miliardo di USD è stato sottratto dal sistema finanziario moldovo, le autorità abbiano compiuto progressi molto limitati nello svolgimento di un'indagine approfondita e imparziale al riguardo; esorta a impegnarsi con decisione per recuperare i fondi sottratti e per assicurare alla giustizia i responsabili, a prescindere dalla loro appartenenza politica; ritiene che ciò sia indispensabile per ricostruire la fiducia dei cittadini moldovi nelle istituzioni e per ripristinare la credibilità delle autorità;

13.  invita le autorità della Moldova a rispettare i principi e le migliori prassi internazionali e a garantire un contesto favorevole per la società civile; esprime preoccupazione, in particolare, per l'inclusione nell'attuale progetto legislativo sulle ONG, in discussione in parlamento, di disposizioni che potrebbero limitare i finanziamenti esteri alle ONG moldove;

14.  invita il parlamento moldovo a consultare la società civile e i media indipendenti prima dell'adozione definitiva del nuovo codice audiovisivo e a rifiutarne la "riforma a duplice destinazione"; esprime perplessità circa la possibilità che i media indipendenti, locali e dell'opposizione in Moldova, i quali tra l'altro non dispongono di risorse sufficienti, siano in grado di attuare le nuove prescrizioni del codice in materia di contenuto locale obbligatorio;

15.  invita il SEAE e la Commissione a seguire da vicino gli sviluppi in tutti questi settori e a tenere debitamente informato il Parlamento;

16.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), al Servizio europeo per l'azione esterna, al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri, al presidente, al primo ministro e al presidente del parlamento della Repubblica di Moldova, all'OSCE/ODIHR e alla Commissione di Venezia.

 

 

 

(1)

Testi approvati, P8_TA(2016)0018.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2017)0283.

Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2018Avviso legale