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Procedura : 2014/2842(RSP)
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RC-B8-0107/2014

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PV 18/09/2014 - 10.5
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Giovedì 18 settembre 2014 - Strasburgo Edizione definitiva
Reazione dell'UE all'epidemia del virus Ebola
P8_TA(2014)0026RC-B8-0107/2014

Risoluzione del Parlamento europeo del 18 settembre 2014 sulla risposta dell'UE all'epidemia di Ebola (2014/2842(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  vista la dichiarazione di "emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale" da parte dell''Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dell'8 agosto 2014,

–  vista la tabella di marcia di risposta all'Ebola dell'OMS, del 28 agosto 2014,

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" dell'Unione europea sulla crisi di Ebola in Africa occidentale, del 15 agosto 2014,

–  vista la valutazione del rischio di Ebola del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, del 27 agosto 2014,

–  vista la "Dichiarazione sull'epidemia di Ebola" in Africa occidentale del commissario per la salute, Tonio Borg, dell'8 agosto 2014,

–  vista la "Dichiarazione sulla risposta dell'UE all'epidemia di Ebola" del commissario per lo sviluppo, Andris Piebalgs, e del commissario per gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, Kristalina Georgieva, del 5 settembre 2014,

–  visto l'evento ad alto livello organizzato dalla Commissione europea per coordinare la risposta all'epidemia di Ebola in Africa occidentale, del 15 settembre 2014,

–  vista la missione dell'Unione africana (UA) "Sostegno dell'UA alla lotta contro l'epidemia di Ebola in Africa occidentale" (ASEOWA), istituita il 21 agosto 2014,

–  vista la riunione informativa speciale delle Nazioni Unite sull'Ebola tenuta dalla dott.ssa Joanne Liu, presidente internazionale di Medici Senza Frontiere, del 2 settembre 2014,

–  vista la dichiarazione rilasciata dal ministro della Difesa della Liberia, Brownie Samukai, dinanzi al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla minaccia all'esistenza del suo paese posta dall'epidemia di Ebola,

–  vista la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 18 settembre in cui la crisi di Ebola figurerà al primo posto nell'ordine del giorno,

–  visto l'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che la malattia da virus Ebola (EVD), già nota come febbre emorragica Ebola, è una patologia grave e spesso mortale per gli esseri umani;

B.  considerando che, da quando è stato ufficialmente dichiarata il 22 marzo 2014 in Guinea, l'epidemia di Ebola ha raggiunto quattro altri paesi (Liberia, Nigeria, Sierra Leone e Senegal), ha colpito quasi 4 000 persone e ha provocato oltre 2 000 vittime, e tenendo presente che vi sono anche casi non segnalati di persone infettate dall'Ebola e di decessi;

C.  considerando che l'epidemia sta accelerando rapidamente e si va diffondendo nella regione del'Africa occidentale, sebbene un focolaio distinto del virus sia presente anche nella Repubblica democratica del Congo;

D.  considerando che l'OMS riconosce che l'epidemia è stata sottovalutata e stima che il numero dei pazienti colpiti potrebbe superare i 20 000 nei prossimi tre mesi;

E.  considerando che l'OMS ha annunciato che si tratta della più grande epidemia mai registrata in termini di casi, vittime ed estensione geografica e ha dichiarato che la crisi è "un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale" che esige una risposta internazionale coordinata;

F.  considerando che vi sono 4,5 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni che vivono nelle zone colpite dal virus dell'Ebola e che le donne (che rappresentano il 75% dei casi) sono state sproporzionatamente colpite dal virus in virtù del loro ruolo di assistenza;

G.  considerando che la tabella di marcia dell'OMS elenca una serie di misure molto concrete e immediate volte ad arrestare la trasmissione dell'Ebola su scala mondiale in un lasso di tempo dai 6 ai 9 mesi, provvedendo nel contempo a gestire rapidamente le conseguenze di qualsiasi ulteriore propagazione a livello internazionale e riconoscendo la necessità di affrontare, in parallelo, le più ampie conseguenze a livello socioeconomico dell'epidemia;

H.  considerando che attualmente le ONG più attive sul campo, quali Medici senza frontiere e la Federazione internazionale delle società della Croce rossa e della Mezzaluna rossa, criticano gli sforzi internazionali definendoli pericolosamente inadeguati, in quanto le capacità estremamente limitate sul campo determinano carenze critiche in tutti gli aspetti della risposta: cure mediche di sostegno, formazione del personale sanitario, controllo dell'infezione, ricerca dei contatti, vigilanza epidemiologica, sistemi di allerta e segnalazione, educazione e mobilitazione delle comunità;

I.  considerando che il dipartimento della Commissione per la cooperazione allo sviluppo (DG DEVCO) e il dipartimento per l'aiuto umanitario e la protezione civile (DG ECHO) si sono impegnati a erogare oltre 147 milioni di euro in aiuti umanitari e allo sviluppo per contenere la diffusione del virus, fornire cure e attrezzature essenziali alle persone infette e inviare esperti umanitari;

J.  considerando che solo 11,9 dei 147 milioni di euro promessi sono specificamente destinati ad alcuni dei bisogni umanitari più urgenti;

K.  considerando che tutte le organizzazioni partner in loco hanno sottolineato che, al fine di isolare e trattare i pazienti, vi è l'urgente necessità non solo di finanziamenti ma anche di capacità operativa, in particolare risorse umane qualificate e materiale logistico;

L.  considerando che la Commissione sta monitorando la situazione attraverso il proprio Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC), che dovrebbe fungere da piattaforma per il coordinamento dell'assistenza UE;

M.  considerando che esperti umanitari dell'UE sono stati inviati nella regione per monitorare la situazione e mantenere i contatti con le organizzazioni partner e le autorità locali;

N.  considerando che gli Stati membri dell'UE hanno la capacità di mobilitare squadre di risposta immediata per assicurare la diagnosi precoce, l'isolamento (dei casi sospetti e dei casi confermati in reparti diversi), il monitoraggio delle persone entrate in contatto con i pazienti e la ricerca delle catene di trasmissione, misure relative ai funerali, l'educazione e il supporto locale;

O.  considerando che i paesi colpiti già soffrono di scarsità di cibo e di acqua pulita e del collasso economico determinato dalla perturbazione del commercio, dei voli commerciali e dei lavori legati al raccolto a seguito dello scoppio dell'epidemia con conseguenti disordini in seno alla società, fuga di persone, caos, minacce all'ordine pubblico e ulteriore diffusione del virus;

P.  considerando che l'epidemia ha rivelato la grave inadeguatezza dei sistemi sanitari dei paesi colpiti e l'urgente esigenza di sostegno per rafforzarli;

1.  deplora la perdita di vite umane nella regione devastata dall'epidemia di Ebola e porge le sue sincere condoglianze ai governi dei paesi e alle persone colpite dall'epidemia;

2.  ritiene che la comunità internazionale debba svolgere un ruolo più incisivo mentre i paesi africani devono assumere la loro parte di responsabilità, dato che l'epidemia di Ebola rappresenta una sfida per la sicurezza globale e non è soltanto un problema dell'Africa occidentale ma piuttosto un problema su scala mondiale;

3.  invita la Commissione a intensificare gli sforzi e a coordinare gli interventi con gli Stati Uniti e altri partner internazionali per contrastare l'epidemia di Ebola; chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, insieme ai paesi partner interessati, di esaminare la possibilità di utilizzare risorse di difesa militari e civili sotto la guida del Segretario generale e con il coordinamento dell'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari;

4.  accoglie favorevolmente e incoraggia l'aumento in corso dell'impegno finanziario della Commissione europea in termini di aiuto umanitario e allo sviluppo per rispondere alla crisi e, in particolare, il suo sostegno alla missione ASEOWA dell'Unione africana;

5.  si congratula per il lavoro svolto sul campo dalle organizzazioni partner a dispetto delle sfide e accoglie calorosamente il loro grande contributo e aiuto nel controllo di questa epidemia;

6.  ricorda agli Stati membri che l'aiuto finanziario fornito ai paesi colpiti non dovrebbe andare a scapito degli aiuti allo sviluppo a lungo termine ma semmai completarli;

7.  deplora che la comunità internazionale abbia sottovalutato la crisi e tardato a elaborare una strategia di coordinamento adeguata;

8.  accoglie con favore gli impegni assunti dagli Stati membri in occasione dell'evento ad alto livello organizzato dalla Commissione europea il 15 settembre 2014 e esorta il Consiglio dell'Unione europea a tenere una riunione ministeriale per stabilire un piano di emergenza per mobilitare una risposta medica e per concordare e fornire l'aiuto umanitario degli Stati membri, sotto il coordinamento della Commissione;

9.  invita la Commissione a elaborare valutazioni dei fabbisogni e piani specifici per paese onde determinare e coordinare la richiesta e il relativo invio di personale sanitario, laboratori mobili, attrezzature di laboratorio, indumenti protettivi e centri di trattamento con reparti di isolamento;

10.  invita gli Stati membri a coordinare i voli e a stabilire ponti aerei dedicati al trasferimento di personale ed attrezzature sanitarie verso i paesi colpiti, e ad assicurare l'evacuazione sanitaria, se necessaria;

11.  sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione scientifica e il supporto tecnologico nelle aree colpite dall'epidemia al fine di mettere a punto infrastrutture cliniche, epidemiologiche e diagnostiche, comprese infrastrutture e sorveglianza sostenibili, prestando particolare attenzione all'assunzione di personale locale, compresa la sua formazione;

12.  invita la Commissione a mantenere stretti contatti con l'ERCC, l'OMS e gli Stati membri attraverso il Comitato per la sicurezza sanitaria;

13.  invita la Commissione a introdurre sistemi di controllo per assicurare che l'intero importo previsto per porre fine al dilagare dell'Ebola sia effettivamente destinato alla lotta contro tale epidemia nei paesi colpiti dal virus, e non utilizzato per altri fini;

14.  ritiene che la tabella di risposta all'Ebola dell'OMS costituisca una base per le attività prioritarie, in particolare la risposta differenziata per i paesi con una trasmissione molto estesa, i casi iniziali e i paesi vicini in cui occorre rafforzare il grado di preparazione;

15.  accoglie favorevolmente le discussioni sul modo in cui gli sforzi di pace delle Nazioni Unite possono – con un addestramento adeguato – sostenere ulteriormente la lotta contro l'Ebola nella regione;

16.  chiede al Consiglio e alla Commissione di sostenere e incoraggiare l'Unione africana per quanto concerne la necessità di un piano d'azione globale in quanto la situazione continua a deteriorarsi rapidamente e incide sull'economia e sull'ordine pubblico dei paesi interessati, dato che la crisi dell'Ebola è diventata complessa, con implicazioni di natura politica, di sicurezza, economica e sociale che continueranno a ripercuotersi sulla regione ben oltre l'attuale emergenza sanitaria;

17.  sottolinea che l'attuale crisi non potrà essere risolta unicamente dai sistemi sanitari ma che occorre un approccio concertato che coinvolga diversi settori (assistenza sanitaria, istruzione e formazione, infrastrutture igienico-sanitarie, aiuti alimentari) per affrontare le carenze critiche in tutti i servizi essenziali;

18.  ritiene che il personale medico locale debba essere coinvolto nella cura della popolazione colpita e fungere da tramite tra la popolazione e il personale medico internazionale;

19.  chiede che si adottino azioni educative e informative per sensibilizzare sui sintomi e sulle misure preventive in modo da favorire un clima di fiducia e la cooperazione della popolazione riguardo alle misure contro l'Ebola, dato che l'informazione e la comunicazione costituiscono un aspetto importante della lotta contro l'epidemia di Ebola;

20.  sottolinea che la lotta contro l'Ebola non deve comportare la stigmatizzazione dei pazienti sopravvissuti nelle comunità o nei paesi;

21.  invita gli Stati membri a svolgere un controllo scrupoloso dell'infezione e, in cooperazione con il l'ECDC, a fornire al pubblico informazioni più complete sui rischi;

22.  invita gli Stati membri e la Commissione a coordinare e a rafforzare la ricerca medica e la produzione di medicinali e vaccini efficaci contro l'Ebola e a far progredire gli studi clinici necessari per le potenziali cure esistenti;

23.  chiede anche che si operi una chiara distinzione tra i test di vaccinazione contro l'Ebola e le cure fornite alle persone infettate dal virus; chiede che gli studi clinici sul vaccino contro l'Ebola rispettino le pertinenti norme dell'OMS in vigore;

24.  chiede alla sua commissione per lo sviluppo di formulare raccomandazioni approfondite per mitigare le conseguenze a lungo termine dell'epidemia e rafforzare i sistemi sanitari dei paesi colpiti al fine di evitare epidemie analoghe;

25.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti dell'Unione africana e all'Organizzazione mondiale della sanità.

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