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Procedura : 2014/2845(RSP)
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RC-B8-0117/2014

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Giovedì 18 settembre 2014 - Strasburgo Edizione definitiva
Israele-Palestina dopo il conflitto di Gaza e ruolo dell'UE
P8_TA(2014)0029RC-B8-0117/2014

Risoluzione del Parlamento europeo del 18 settembre 2014 su Israele e Palestina dopo la guerra di Gaza e il ruolo dell'UE (2014/2845(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  vista la convenzione di Ginevra del 1949 relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra,

–  vista la Carta delle Nazioni Unite,

–  visto l'accordo ad interim sulla Cisgiordania e la Striscia di Gaza del 18 settembre 1995,

–  vista la dichiarazione del 12 luglio 2014 del Consiglio di sicurezza dell'ONU,

–  visti gli accordi di Oslo ("Dichiarazione dei principi riguardanti progetti di autogoverno ad interim") del 13 settembre 1993,

–  viste le conclusioni del Consiglio sul processo di pace in Medio Oriente del 30 agosto 2014, 16 dicembre 2013, 14 maggio 2012, 18 luglio e 23 maggio 2011 e 8 dicembre 2009,

–  vista la dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) del 27 agosto 2014 sul cessate il fuoco a Gaza,

–  viste le relazioni giornaliere sulla situazione elaborate dall'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente (UNRWA),

–  viste la dichiarazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 12 luglio 2014 e la dichiarazione pronunciata dal Segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon il 13 luglio 2014,

–  visti gli orientamenti dell'UE per promuovere l'osservanza del diritto internazionale umanitario,

–  visti le convenzioni di Ginevra del 1949 e i relativi protocolli aggiuntivi nonché lo statuto di Roma della Corte penale internazionale,

–  visto l'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che l'ultimo conflitto di Gaza ha causato perdite di vite umane e sofferenze inaccettabili per la popolazione civile di entrambe le parti coinvolte;

B.  considerando che, a seguito dell'operazione Margine di protezione (Protective Edge) condotta dalle forze di difesa israeliane e del lancio di razzi da parte di Hamas e di altri gruppi armati palestinesi da Gaza verso Israele, nella Striscia di Gaza sono stati uccisi oltre 2 000 palestinesi (per la maggior parte civili, tra cui centinaia di bambini) e ne sono stati feriti più di 10 000, mentre dalla parte israeliana hanno perso la vita 66 soldati e 6 civili, tra cui un bambino, e sono state ferite oltre 500 persone; che questo conflitto violento ha dato origine a una grave crisi umanitaria a Gaza;

C.  considerando che il 26 agosto 2014 è stato raggiunto un accordo di cessate il fuoco, ponendo fine a sette settimane di ostilità a Gaza; che l'Egitto ha profuso sforzi considerevoli per mediare tale accordo;

D.  considerando che l'accordo sul cessate il fuoco prevede la garanzia dell'accesso degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza attraverso i valichi di Israele, l'apertura del valico di Rafah e l'estensione della zona di pesca a sei miglia al largo della costa di Gaza;

E.  considerando che, se la tregua continua, le parti dovrebbero avviare un dialogo su diversi temi in relazione alla situazione nella Striscia di Gaza alla fine di settembre 2014; che questo dialogo potrebbe includere il disarmo dei gruppi armati a Gaza, il rimpatrio delle spoglie di due soldati israeliani rimasti uccisi durante il violento conflitto, il rilascio di prigionieri palestinesi e la revoca o l'allentamento del blocco di Gaza, anche attraverso la ricostruzione del porto marittimo e dell'aeroporto locali;

F.  considerando che, secondo l'UNRWA e le organizzazioni in loco, sono oltre 1 700 le abitazioni completamente o parzialmente distrutte e 40 000 quelle danneggiate, mentre sono stati distrutti 17 ospedali e cliniche di cura, 136 edifici scolastici dell'UNRWA, 60 moschee e 13 cimiteri;

G.  considerando che a Gaza sono stati distrutti interi quartieri e infrastrutture vitali, tra cui la centrale elettrica di Gaza che resta inutilizzabile, comportando l'interruzione nell'erogazione di elettricità per 18 ore al giorno, e che circa 450 000 persone continuano a non poter accedere alla rete idrica municipale a causa di danni o pressione insufficiente;

H.  considerando che esperti palestinesi hanno stimato che la ricostruzione di Gaza costerà circa 8 miliardi di dollari statunitensi; che il 9 settembre 2014 le Nazioni Unite e il governo palestinese hanno chiesto ai donatori internazionali di fornire 550 milioni di dollari statunitensi per gli aiuti alimentari, l'accesso all'acqua potabile, l'assistenza sanitaria e l'istruzione come soccorso immediato dopo il recente conflitto; che è prevista in Egitto una conferenza internazionale dei donatori per la ricostruzione di Gaza;

I.  considerando che 29 edifici scolastici dell'UNRWA continuano a fungere da centri collettivi per oltre 63 000 sfollati;

J.  considerando che, secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), circa 17 000 ettari di terreni coltivati hanno subito notevoli danni diretti e metà dei capi di pollame di Gaza è andata perduta a causa di attacchi diretti o di mancanza di sostentamento dovuta all'accesso ridotto ai terreni agricoli nelle zone di frontiera;

K.  considerando che è responsabilità delle Nazioni Unite avviare un'inchiesta per valutare i danni causati alle sue strutture;

1.  esprime nuovamente il proprio cordoglio a tutte le vittime del conflitto armato e alle loro famiglie; condanna con fermezza le violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale;

2.  si compiace dell'accordo di cessate il fuoco mediato dall'Egitto; riconosce e loda il ruolo svolto dall'Egitto nel mediare il cessate il fuoco; sostiene le autorità egiziane nel loro continuo lavoro con israeliani e palestinesi volto a instaurare un cessate il fuoco a lungo termine e a distinguersi nel ruolo strategico di mediatore attuale e futuro di una risoluzione pacifica; accoglie con favore le recenti notizie secondo le quali gli egiziani starebbero per avviare i colloqui su un cessate il fuoco permanente;

3.  sollecita l'UE a partecipare in modo efficace all'urgente impegno concernente gli aiuti umanitari e alla ricostruzione nella Striscia di Gaza; invita l'UE a partecipare appieno alla conferenza internazionale dei donatori in programma il 12 ottobre 2014 al Cairo;

4.  sottolinea che la garanzia di un accesso pieno e incondizionato per gli aiuti umanitari destinati alla popolazione della Striscia di Gaza deve essere considerata una priorità immediata; esorta la comunità internazionale a intensificare ulteriormente gli sforzi in tal senso e a rispondere urgentemente alle richieste di emergenza di finanziamenti aggiuntivi per l'UNRWA; invita tutti i soggetti interessati nella regione ad assicurare che gli aiuti umanitari raggiungano senza indugio coloro che necessitano di beni e servizi di base a Gaza – con particolare attenzione alla fornitura di acqua ed elettricità nonché alle esigenze specifiche dei bambini; esprime preoccupazione per i presunti casi di blocco intenzionale delle forniture di aiuti umanitari a Gaza; sottolinea nel contempo che l'assistenza finanziaria e umanitaria dell'UE deve essere completamente destinata, nel modo più efficace possibile, alla popolazione palestinese e non deve essere mai impiegata, direttamente o indirettamente, per attività terroristiche;

5.  accoglie favorevolmente il dialogo in corso tra il governo israeliano e il governo di consenso nazionale palestinese in diversi ambiti ed esorta entrambe le parti a proseguire il percorso intrapreso; esorta allo stesso tempo il governo di consenso nazionale palestinese ad assumere senza indugio la piena autorità nella Striscia di Gaza, onde evitare che quest'ultima precipiti nel caos e nell'anarchia; invita in tale spirito al completamento del processo di riconciliazione palestinese, che dovrebbe portare in breve tempo a elezioni parlamentari e presidenziali;

6.  incoraggia gli attori chiave della regione, segnatamente l'Egitto e la Giordania, a proseguire gli sforzi tesi a riportare la calma; ribadisce il suo sostegno a favore della soluzione a due Stati basata sui confini del 1967, che prevede Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati e la coesistenza, all'insegna della pace e della sicurezza, dello Stato di Israele e di uno Stato di Palestina indipendente, democratico, territorialmente contiguo e capace di esistenza autonoma, soluzione che implicherebbe la revoca del blocco di Gaza; ribadisce che gli insediamenti sono illegali ai sensi del diritto internazionale e costituiscono un ostacolo per la pace; esorta tutte le istituzioni dell'Unione europea a incoraggiare relazioni commerciali, culturali, scientifiche, economiche e nel settore dell'acqua e dell'energia fra Israele e i paesi vicini;

7.  incoraggia la riconciliazione intrapalestinese tra Hamas e l'Autorità palestinese, affinché collaborino per ricostruire Gaza e giungere a una soluzione politica a lungo termine;

8.  si compiace della prontezza dell'Unione europea a contribuire a una soluzione globale e sostenibile migliorando la sicurezza, il benessere e la prosperità tanto dei palestinesi quanto degli israeliani; prende atto positivamente del fatto che l'UE svilupperà opzioni per un'azione efficace ed esaustiva nei seguenti settori: circolazione e accesso, sviluppo di capacità, verifica e monitoraggio, aiuti umanitari e ricostruzione post-bellica;

9.  ribadisce il proprio sostegno alla politica di resistenza pacifica del Presidente Mahmoud Abbas e condanna tutti gli atti di terrorismo e violenza; invita l'Unione europea e i suoi Stati membri a rafforzare il loro sostegno alla leadership del Presidente Mahmoud Abbas e alla sua recente iniziativa per sbloccare il conflitto;

10.  sottolinea che lo status quo nella Striscia di Gaza è insostenibile e serve le finalità degli estremisti, alimentando costantemente nuovi cicli di violenza; ritiene che non si possa conseguire una stabilità a lungo termine a Gaza senza la ricostruzione e la ripresa economica, compromesse dall'assenza di libera circolazione di persone e beni; invita a una ricostruzione e un risanamento rapidi a Gaza e sostiene fermamente la conferenza dei donatori che si terrà il 12 ottobre 2014 al Cairo;

11.  esorta nuovamente l'UE e suoi Stati membri a svolgere un ruolo politico più attivo, anche nell'ambito del Quartetto, nel tentativo di giungere a una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi; sostiene gli sforzi dell'alto rappresentante tesi a creare una prospettiva credibile per il rilancio del processo di pace;

12.  plaude al fatto che l'UE è pronta ad appoggiare un possibile meccanismo internazionale avallato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, anche mediante la riattivazione e l'eventuale ampliamento dell'ambito di applicazione e del mandato delle missioni EUBAM Rafah ed EUPOL COPPS sul terreno, compreso l'avvio di un programma di addestramento per il personale doganale e la polizia dell'Autorità palestinese da assegnare a Gaza;

13.  esprime il proprio riconoscimento al lavoro di immensa importanza realizzato dall'UNRWA e da tutto il suo personale durante e dopo il conflitto; esprime il suo cordoglio all'UNRWA e alle famiglie dei 12 collaboratori uccisi durante il conflitto; chiede ai donatori dell'UE e internazionali di aumentare in misura significativa il loro sostegno per coprire le necessità immediate della popolazione colpita cui l'UNRWA deve dare risposta;

14.  sottolinea che è assolutamente necessario che l'autorità palestinese, l'Unione europea, l'Egitto e la Giordania si adoperino energicamente per scongiurare il riarmo di gruppi terroristici a Gaza e in Cisgiordania e la ripresa del contrabbando di armi, della fabbricazione di razzi e della costruzione di tunnel;

15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'inviato del Quartetto per il Medio Oriente, alla Knesset e al governo di Israele, al Presidente dell'Autorità palestinese e al Consiglio legislativo palestinese, al parlamento e al governo dell'Egitto, nonché al parlamento e al governo della Giordania.

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