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Procedura : 2014/2040(BUD)
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Ciclo del documento : A8-0014/2014

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A8-0014/2014

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PV 21/10/2014 - 16
CRE 21/10/2014 - 16

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PV 22/10/2014 - 4.3
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P8_TA(2014)0036

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Mercoledì 22 ottobre 2014 - Strasburgo Edizione definitiva
Bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 - Tutte le sezioni
P8_TA(2014)0036A8-0014/2014

Risoluzione del Parlamento europeo del 22 ottobre 2014 relativa alla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 (12608/2014 – C8-0144/2014 – 2014/2040(BUD))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  vista la decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee(1),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3) (regolamento QFP),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4) (AII del 2 dicembre 2013),

–  vista la sua risoluzione del 13 marzo 2014 sugli orientamenti generali per l'elaborazione del bilancio 2015, sezione III – Commissione(5),

–  vista la sua risoluzione del 17 aprile 2014 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2015(6),

–  visto il progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 adottato dalla Commissione il 24 giugno 2014 (COM(2014)0300),

–  vista la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, adottata il 2 settembre 2014 e comunicata al Parlamento europeo il 12 settembre 2014 (12608/2014 – C8‑0144/2014),

–  vista la lettera rettificativa n. 1/2015 al progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 presentata dalla Commissione il 15 ottobre 2014,

–  viste le deliberazioni dell'Ufficio di presidenza del 15 settembre 2014 e la nota rivista del Segretario generale del 17 settembre 2014 sulla lettura da parte del Parlamento del suo progetto di bilancio per il 2015,

–  vista la sua risoluzione legislativa del 15 aprile 2014 sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea aumentando il numero dei giudici del Tribunale(7),

–  visto l'accordo di cooperazione del 5 febbraio 2014 tra il Parlamento europeo e il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni,

–  visto l'articolo 88 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8‑0014/2014),

Sezione III

Quadro generale

1.  ricorda che, nella predetta risoluzione del 13 marzo 2014, il Parlamento ha sottolineato la necessità di incrementare gli investimenti strategici negli interventi con un valore aggiunto europeo, onde contribuire al rilancio dell'economia europea, generando competitività, una crescita sostenibile e occupazione, in particolare per i giovani, e mirando nel contempo a rafforzare la coesione economica e sociale;

2.  sottolinea che i capi di Stato e di governo, nel giugno 2014, hanno nuovamente convenuto (posizione ribadita in occasione del vertice speciale del Consiglio europeo dell'agosto 2014) sulla necessità di investire e di preparare le economie degli Stati membri per il futuro, affrontando il fabbisogno di investimenti presente da tempo nei settori delle infrastrutture dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni significative per l'UE (incluso il completamento del mercato unico digitale entro il 2015) , nonché dell'efficienza energetica, dell'innovazione e della ricerca e delle competenze; ricorda l'indiscutibile ruolo svolto dal bilancio dell'Unione europea per conseguire questi obiettivi politici;

3.  ricorda nuovamente che il bilancio dell'Unione non dovrebbe in alcun caso essere percepito e valutato semplicemente come una componente finanziaria che costituisce un onere supplementare per i bilanci nazionali, ma dovrebbe invece essere visto come un'opportunità per potenziare le iniziative e gli investimenti che presentano un interesse e un valore aggiunto per l'Unione nel suo insieme, gran parte dei quali sono decisi congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio;

4.  ribadisce la natura complementare del bilancio dell'Unione rispetto ai bilanci nazionali e l'impulso che esso imprime ai fini della promozione della crescita e della creazione di posti di lavoro e sottolinea che, viste la sua natura ed entità modesta, non dovrebbe essere messo in discussione e limitato da riduzioni arbitrarie, ma che occorre invece rafforzarne alcuni ambiti mirati;

5.  rileva che il progetto di bilancio (PB) per il 2015 proposto dalla Commissione ammonta (inclusi gli strumenti speciali) a 145 599,3 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno (SI) e a 142 137,3 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento (SP); sottolinea che il volume complessivo degli stanziamenti di pagamento nel PB rappresenta un aumento moderato dell'1,4% rispetto al bilancio 2014 (tenendo conto del bilancio rettificativo n. 1 e dei progetti di bilancio rettificativo nn. 2-4/2014), ed è tuttora inferiore di 2 miliardi di EUR rispetto all'esecuzione del bilancio 2013; osserva che nel suo PB la Commissione ha proposto di lasciare un margine totale di 1 478,9 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno al di sotto dei massimali;

6.  sottolinea l'importanza delle agenzie decentrate, che sono essenziali per l'attuazione delle politiche e dei programmi dell'Unione; sottolinea la necessità di dotarle delle risorse finanziarie e umane necessarie per poter svolgere correttamente le funzioni assegnate loro dall'autorità legislativa;

La posizione del Consiglio

7.  deplora che il Consiglio, nella sua lettura, abbia ridotto gli stanziamenti d'impegno di 522 milioni di EUR e gli stanziamenti di pagamento di 2,1 miliardi di EUR, stabilendo il bilancio dell'Unione per il 2015 a 145 077,4 milioni di EUR in impegni e a 139 996,9 milioni di EUR in pagamenti; sottolinea che il taglio di 2,1 miliardi di EUR dei pagamenti rappresenterebbe una riduzione dello 0,18% rispetto al bilancio 2014 (inclusi il BR n. 1/2014 e i PBR nn. 2-4/2014); esprime una particolare preoccupazione per i consistenti tagli degli stanziamenti di pagamento destinati alla competitività per la crescita e l'occupazione all'interno della rubrica 1a, che rappresentano una grave violazione dell'impegno del Consiglio a superare la crisi e a rilanciare la crescita economica;

8.  disapprova la lettura del bilancio 2015 da parte del Consiglio, che non tiene conto del carattere pluriennale delle politiche dell'Unione e che, invece di affrontare il problema, aggraverebbe ulteriormente la penuria di pagamenti e rallenterebbe l'attuazione dei programmi dell'Unione;

9.  sottolinea nuovamente che l'approccio del Consiglio di fissare il livello dei pagamenti in linea con il tasso di inflazione non tiene affatto conto della natura e della funzione del carattere pluriennale delle politiche dell'Unione e rende il QFP del tutto irrilevante; osserva, a tale riguardo, che il crescente divario tra gli stanziamenti di pagamento e gli stanziamenti d'impegno aggrava il problema dell'arretrato degli impegni da liquidare; sottolinea l'impatto negativo di tale approccio sulla percezione dell'Unione da parte dei cittadini; ribadisce in particolare che, per superare la crisi economica, l'Unione dovrebbe aumentare gli investimenti;

10.  si rammarica dei tagli arbitrari proposti dal Consiglio alle linee di supporto amministrativo destinate a finanziare l'attuazione di programmi fondamentali dell'Unione, incidendo negativamente sull'avvio efficace dei nuovi programmi, in quanto la mancanza di capacità amministrative comporta un grave rischio di ostacolare l'attuazione delle politiche dell'Unione;

11.  è profondamente preoccupato per il fatto che il Consiglio utilizza due pesi e due misure per quanto riguarda il bilancio dell'Unione, da un lato chiedendo un aumento dei fondi europei in settori che possono generare una crescita sostenibile e, dall'altro lato, proponendo tagli consistenti in settori fondamentali quali la ricerca, l'innovazione, lo spazio, le infrastrutture, le PMI e l'energia;

12.  accoglie positivamente il parere espresso da 13 Stati membri, secondo cui il livello degli stanziamenti di pagamento deciso dal Consiglio potrebbe non essere sufficiente e potrebbe creare forti pressioni per quanto riguarda il tempestivo soddisfacimento degli obblighi giuridici dell'Unione e il rispetto degli impegni già assunti; ricorda che, a norma dell'articolo 323 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, "il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione vigilano sulla disponibilità dei mezzi finanziari necessari a consentire all'Unione di rispettare gli obblighi giuridici nei confronti dei terzi";

13.  ritiene che il Consiglio abbia una forte responsabilità politica per la situazione di estrema criticità nel settore dei pagamenti, a causa della sua incapacità, anno dopo anno, di trovare al suo interno una maggioranza qualificata per garantire un livello di pagamenti che consenta all'Unione di far fronte a fabbisogni di pagamenti incontestabili; deplora che ciò abbia progressivamente portato alla creazione di un deficit strutturale nel bilancio dell'Unione, che contrasta con le disposizioni del trattato e mette a rischio la capacità della Commissione di ottemperare ai propri obblighi giuridici;

14.  osserva al tempo stesso che l'attuale struttura del bilancio dell'Unione, in cui gli stanziamenti di pagamento sono collegati ai contributi nazionali, può incoraggiare scelte negative da parte degli Stati membri, in particolare in un momento in cui l'importanza del pareggio dei bilanci nazionali è al centro della discussione; sottolinea, tuttavia, che l'attuale livello dei pagamenti è la conseguenza diretta di un corrispondente livello degli impegni, che il Consiglio ha adottato formalmente con la necessaria maggioranza qualificata nel quadro delle procedure di bilancio annuali;

15.  si rammarica dell'innato conflitto tra il Consiglio, da un lato, e il Parlamento e la Commissione, dall'altro; chiede che vengano individuate modalità per trasformare questa tensione un più produttivo scambio di opinioni; auspica che l'apertura a nuovi atteggiamenti e a nuove proposte porti infine a cambiamenti strutturali in grado di favorire un accordo sul pareggio di bilancio che rispecchi le ambizioni e le preoccupazioni del Parlamento e del Consiglio;

La lettura del Parlamento

16.  sottolinea che, oltre all'attuazione dell'accordo politico raggiunto nei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020 per quanto riguarda l'anticipo degli stanziamenti per determinati obiettivi politici, la Commissione non ha proposto sforzi supplementari per realizzare le priorità che sono state non solo definite dal Parlamento ma anche concordate dai capi di Stato e di governo in sede di Consiglio europeo; decide pertanto di aumentare le risorse finanziarie destinate agli obiettivi politici e alle priorità strategiche dell'Unione in una serie di settori;

17.  decide di concentrare l'aumento degli stanziamenti sui programmi al centro della strategia Europa 2020 mirati a promuovere la crescita, la competitività e l'occupazione, e segnatamente Orizzonte 2020, COSME, Erasmus+, l'Agenda digitale, Progress e l'Agenda sociale (inclusi EURES e lo Strumento di microfinanza), visto che tali programmi sono un esempio del contributo dato dall'Unione a un'economia innovativa e prospera in tutto il continente; potenzia inoltre i programmi che contribuiscono alla realizzazione dell'agenda dell'Unione per la politica esterna, quali la politica di vicinato, l'aiuto allo sviluppo e gli aiuti umanitari; sottolinea la necessità di aumentare anche i finanziamenti destinati a importanti programmi e politiche mirati a lottare contro le disuguaglianze, quali il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), il programma Europa per i cittadini e la promozione dell'uguaglianza di genere;

18.  fissa il livello complessivo degli stanziamenti per il 2015 a 146 380,9 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e a 146 416,5 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento;

Affrontare la crisi dei pagamenti ricorrente

19.  appoggia la proposta della Commissione di utilizzare pienamente le risorse disponibili al di sotto del massimale per i pagamenti nel 2015, non lasciando alcun margine al di sotto di tale massimale; ripristina tutti gli stanziamenti di pagamento ridotti dal Consiglio sulla base dei modelli di esecuzione attuali e previsti;

20.  sottolinea, tuttavia, che nemmeno il pieno utilizzo del massimale per i pagamenti nel 2015 è sufficiente per risolvere adeguatamente i problemi relativi ai pagamenti emersi a partire dal bilancio dell'Unione del 2010; prende atto, in particolare, dell'enorme arretrato dei pagamenti degli ultimi anni, che ha portato al livello senza precedenti di 23,4 miliardi di EUR alla fine del 2013 per la sola politica di coesione, e teme che possa essere altrettanto elevato alla fine del 2014; sottolinea pertanto che il ricorrente problema della carenza di pagamenti deve essere affrontato in modo efficace senza ulteriori indugi; decide quindi di superare di 4 miliardi di EUR le proposte della Commissione relative ai pagamenti per una serie di linee di bilancio, incluse le principali "linee di completamento 2007-2013" dei fondi strutturali e dei programmi di ricerca dell'Unione, in cui la situazione è molto critica;

21.  invita pertanto la Commissione a tenersi pronta a presentare le opportune proposte per la mobilitazione del meccanismo di flessibilità previsto dal regolamento QFP; ribadisce l'intenzione di non accettare alcuna interpretazione restrittiva delle disposizioni sulla flessibilità e gli strumenti speciali incluse nel regolamento QFP e nell'AII del 2 dicembre 2013, che sono state negoziate con successo dal Parlamento;

22.  ribadisce la necessità che tutti gli stanziamenti di pagamento mobilitati attraverso l'uso di strumenti speciali siano iscritti in bilancio al di sopra del massimale per i pagamenti fissato nel QFP;

23.  ricorda l'esempio saliente della forte carenza di stanziamenti di pagamento per gli aiuti umanitari, registrata alla fine del 2013 e nel primo trimestre del 2014, che ha potuto essere risolta solo grazie a soluzioni temporanee e a breve termine mediante storni all'interno del bilancio adottato; è estremamente preoccupato che tale situazione possa verificarsi anche in altri settori quali la ricerca e lo sviluppo e l'innovazione;

24.  sottolinea che, al fine di individuare chiaramente i fabbisogni per il 2015 derivanti dagli esercizi precedenti, i negoziati sui fabbisogni di pagamenti supplementari per il 2014 dovrebbero essere portati a termine prima della conciliazione sul bilancio 2015; ribadisce che i PBR nn. 2, 3 e 4/2014 dovrebbero essere considerati come un pacchetto e che il Consiglio non può aspettarsi di beneficiare delle entrate inattese provenienti dall'iscrizione in bilancio delle eccedenze e delle ammende senza tener conto dei fabbisogni di pagamenti supplementari presentati nel PBR n. 3/2014; ricorda che i PBR nn. 2, 3 e 4/2014, nel loro insieme e adottati senza modifiche, comportano un'incidenza finanziaria complessiva pari a solamente 106 milioni di EUR di contributi RNL supplementari, che devono essere messi a disposizione dagli Stati membri al fine di garantire stanziamenti di pagamento sufficienti nel 2014 per coprire gli obblighi giuridici esistenti dell'Unione;

25.  sottolinea che il livello degli stanziamenti, in particolare per i pagamenti, votato dal Parlamento nella sua lettura è basato sull'ipotesi che tutti i PBR in sospeso per il 2014 siano approvati integralmente;

26.  sottolinea che, al fine di garantire risorse sufficienti per i piani d'investimento a livello di Unione (quali menzionati dal Consiglio europeo nel giugno 2014 ed messi in rilievo dal Presidente eletto Juncker come un'importante priorità politica nei suoi orientamenti politici(8)) e per la continuazione dell'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, in particolare la Garanzia europea per i giovani a partire dal bilancio 2016, e al fine di affrontare il persistente problema degli stanziamenti di pagamento, la revisione postelettorale del QFP 2014-2020, come previsto dall'articolo 2 del regolamento QFP, dovrebbe essere avviata quanto prima dalla nuova Commissione;

Rubrica 1a

27.  rileva che la rubrica 1a è interessata dal maggior numero di tagli apportati dal Consiglio per quanto riguarda sia gli impegni (‑323,5 milioni di EUR rispetto al PB) sia i pagamenti (‑1 335 milioni di EUR), nonostante il fatto che nel giugno 2014 il Consiglio europeo abbia nuovamente posto la crescita, la competitività e la creazione di posti di lavoro al primo posto nella sua agenda politica; sottolinea che alcuni di questi tagli non sono in linea con l'accordo sul QFP 2014-2020, in quanto diminuiscono notevolmente la dotazione di Orizzonte 2020 (di 190 milioni di EUR in impegni rispetto al PB), che è stata consistentemente anticipata per 200 milioni di EUR nel 2014, e del programma ITER (‑11,2 milioni di EUR), che dovrebbe invece essere anticipato nel 2015 per compensare il suo posticipo nel 2014;

28.  ritiene che, per favorire la sicurezza energetica, sia essenziale anche promuovere le energie rinnovabili e l'efficienza energetica nel contesto della dipendenza energetica dalla Russia, in particolare negli Stati membri che dipendono maggiormente dal gas russo; chiede che gli obiettivi di spesa dei fondi energetici nell'ambito di Orizzonte 2020 siano uniformati agli impegni assunti nel processo legislativo;

29.  contesta i tagli apportati dal Consiglio al Meccanismo per collegare l'Europa (-34,4 milioni di EUR), che vanno ad aggiungersi al posticipo di tale programma per il 2015 sulla base dell'accordo sul QFP, già tenuto in considerazione nel PB; è preoccupato per il rischio di un avvio inefficace di questo programma strategico che riveste una grande importanza per i futuri investimenti nelle infrastrutture per le telecomunicazioni, i trasporti e l'energia che possono favorire la creazione di posti di lavoro in Europa;

30.  decide pertanto, in linea generale, di ripristinare il PB 2015 per tutti i tagli operati dal Consiglio sia degli impegni che dei pagamenti; aumenta inoltre la dotazione di un determinato numero di linee di bilancio nell'ambito dei programmi che corrispondono alle priorità del Parlamento all'interno della rubrica 1a (Orizzonte 2020, COSME, Erasmus+, Agenda digitale, Agenda sociale), esaurendo il margine disponibile (aumenti complessivi rispetto al PB: circa 200 milioni di EUR);

31.  ritiene inoltre necessario aumentare la dotazione delle linee del programma CEF – Energia rispetto al PB per un importo complessivo di 34 milioni di EUR, al fine di contenere in parte gli effetti del posticipo di tale programma per il secondo anno consecutivo sulla base dell'accordo sul QFP; ritiene altresì prioritario potenziare gli investimenti nell'agenda digitale e nella banda larga e aumenta di conseguenza gli stanziamenti per le reti di telecomunicazione CEF di 12 milioni di EUR rispetto al PB;

32.  è del parere che promuovere il sostegno finanziario alle PMI sia essenziale per consentire all'economia dell'Unione di rilanciare la crescita e di uscire dalla crisi, contribuendo in tal modo alla lotta alla disoccupazione; ritiene che si metta spesso in evidenza l'importanza dell'innovazione delle PMI per la competitività dell'Unione ma che manchino finanziamenti sufficienti al riguardo; decide, di conseguenza, di aumentare di 26,5 milioni di EUR rispetto al PB gli stanziamenti d'impegno a favore delle PMI e dell'imprenditorialità; chiede alla Commissione di garantire un vero e proprio approccio dal basso verso l'alto nell'esecuzione; invita pertanto la Commissione a destinare maggiori risorse all'attuazione delle azioni previste dal suo Piano d'azione verde per le PMI;

33.  aumenta gli impegni per le tre autorità di vigilanza (EBA, EIOPA e ESMA) rispetto al PB per un importo complessivo di 6,1 milioni di EUR;

34.  è preoccupato per il crescente numero di casi in cui sono evidenti gli effetti della carenza di pagamenti all'interno della rubrica 1a, in particolare nell'ambito di Orizzonte 2020, in cui il prefinanziamento è stato ridotto, un numero considerevole di progetti sono bloccati e si profila l'interruzione dei pagamenti per il programma Erasmus+; è allarmato per il fatto che per numerosi programmi sono pressoché esauriti i fondi disponibili per i mesi restanti del 2014, ancor prima della scadenza del termine per la presentazione delle fatture;

35.  si compiace dei primi passi compiuti verso la riforma dell'EFRAG, ma sottolinea la necessità di dare piena attuazione alle raccomandazioni Maystadt, compresa la richiesta di limitare la sua attività agli standard IFRS e di abbandonare progressivamente i lavori relativi alle piccole e medie imprese e alle questioni fiscali;

36.  sottolinea il ruolo innovativo delle PMI per guidare la ripresa economica dell'Unione; si aspetta che la Commissione adempia ai propri impegni giuridici e di bilancio per quanto riguarda lo strumento per le PMI nel quadro di Orizzonte 2020 e invita il Consiglio a prevedere a tal fine un bilancio adeguato; chiede alla Commissione di istituire, a partire dal 2016, una linea di bilancio unica relativa allo strumento per le PMI, per assicurare una sorveglianza e un controllo di bilancio più chiari e garantire un autentico approccio dal basso verso l'alto nella sua attuazione;

37.  plaude al pacchetto sull'economia circolare pubblicato dalla Commissione il 2 luglio 2014(9); chiede l'assegnazione di risorse adeguate per la realizzazione delle sue attività;

Rubrica 1b

38.  è profondamente preoccupato per il fatto che il Consiglio, pur mantenendo gli stanziamenti d'impegno al livello del PB (49 227 milioni di EUR), abbia diminuito gli stanziamenti di pagamento di 220 milioni di EUR, stabilendo il livello dei pagamenti a 51 382 milioni di EUR;

39.  sottolinea che la rubrica 1b contiene la quota più consistente degli impegni ancora da liquidare, il che impedisce il rimborso di risorse già spese da parte degli Stati membri e delle regioni beneficiari; sottolinea che questa prassi ha causato gravi conseguenze per gli Stati membri e le regioni maggiormente colpiti dalla crisi; deplora che il Consiglio sembri ignorare completamente questo problema; sottolinea che, in un periodo in cui la maggior parte degli Stati membri incontra difficoltà nel reperire fonti di finanziamento per progetti che possono creare posti di lavoro, la politica regionale dell'Unione è uno strumento essenziale per superare queste carenze; sottolinea che strumenti come il FSE, il Fondo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione e l'Iniziativa per l'occupazione giovanile rivestono particolare importanza durante una crisi e che le prime vittime della diminuzione dei pagamenti sono sempre i soggetti più deboli, quali gli Stati membri con vincoli di bilancio, gli enti locali e regionali, le regioni ultraperiferiche, le PMI, le ONG e le parti sociali;

40.  decide di ripristinare il PB per quanto riguarda i pagamenti per le linee di bilancio destinate ai nuovi programmi, che sono state ridotte dal Consiglio, e di superare il PB per i pagamenti iscritti a una serie di linee concernenti in particolare il completamento dei programmi del QFP 2007-2013; rileva che il 2015 sarà il secondo anno di attuazione del nuovo ciclo dei Fondi strutturali e di investimento europei; sottolinea la necessità di stanziamenti d'impegno e di pagamento sufficienti a garantire che i programmi raggiungano il numero previsto di beneficiari e che abbiano pertanto l'impatto previsto;

41.  decide di superare di 20,2 milioni di EUR l'importo degli stanziamenti del PB a favore del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) e per i PP/PA; intende modificare la proposta della Commissione di mobilitare lo Strumento di flessibilità per integrare i finanziamenti dei programmi dei Fondi strutturali a favore di Cipro nell'ambito della rubrica 1b, fino all'intero importo di 100 milioni di EUR, dopo la conclusione dei negoziati con il Consiglio;

42.  crede fermamente che i finanziamenti dell'UE, in particolare quelli nel quadro dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (YEI), non dovrebbero essere utilizzati per sovvenzionare approcci nazionali ma piuttosto per fornire sostegno supplementare ai giovani in modo da integrare e valorizzare i programmi nazionali;

43.  invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare appieno i finanziamenti destinati a sostenere la popolazione giovanile disoccupata; ricorda l'accordo politico correlato al quadro finanziario pluriennale 2014-2020 sull'anticipo dei finanziamenti nell'ambito dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile nonché degli importi corrispondenti programmati nel quadro del Fondo sociale europeo, al fine di fornire l'assistenza necessaria nei primi anni del periodo di programmazione; si compiace che la Commissione e il Consiglio rispettino tale accordo negli importi proposti; esprime la propria preoccupazione circa la capacità di assorbimento di taluni Stati membri per quanto riguarda l'YEI; ricorda che, in base al regolamento QFP, i margini ancora disponibili al di sotto dei massimali del QFP per gli stanziamenti di impegno per gli anni 2014-2017 costituiscono un margine globale del QFP per gli impegni, che dovrà essere disponibile al di là dei massimali stabiliti dal QFP per gli anni 2016-2020 per gli obiettivi politici relativi alla crescita e all'occupazione, in particolare l'occupazione giovanile;

Rubrica 2

44.   accoglie positivamente l'aumento proposto dalla Commissione per gli stanziamenti d'impegno a favore del nuovo Programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) e si attende che tale programma sia pienamente operativo nel 2015, inclusa una prima serie di strumenti finanziari; deplora, tuttavia, che programmi di minore entità come il programma LIFE e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) subiscano i tagli più consistenti operati dal Consiglio all'interno di questa rubrica, sia per quanto riguarda gli impegni che i pagamenti, il che compromette il conseguimento degli obiettivi concordati; si rammarica altresì dei tagli ingiustificati del Consiglio ai programmi Frutta nelle scuole e Latte alle scuole; ripristina pertanto il PB per tutte le linee interessate dai tagli del Consiglio;

45.  conviene sulla necessità di un sostegno supplementare per ridurre l'impatto del divieto imposto dalla Russia all'importazione di determinati prodotti agricoli e ittici dall'Unione; accoglie con favore le misure di sostegno di emergenza adottate dalla Commissione come prima risposta a questa crisi; aumenta pertanto di 30 milioni di EUR il cofinanziamento da parte dell'Unione delle misure di promozione nell'ambito della politica agricola comune per aiutare i produttori a trovare sbocchi di vendita alternativi, fornendo ai pescatori un sostegno addizionale di 5 milioni di EUR a titolo del FEAMP; decide altresì di aumentare di 7 milioni di EUR l'importo disponibile per il programma Frutta nelle scuole e di 4 milioni di EUR l'importo disponibile per il programma Latte alle scuole rispetto al progetto di bilancio della Commissione;

46.  ritiene che né gli stanziamenti a titolo della PAC, né altri stanziamenti di bilancio, debbano essere utilizzati per finanziare corride letali; ricorda che tali finanziamenti costituiscono una palese violazione della convenzione europea sulla protezione degli animali negli allevamenti (direttiva 98/58/CE del Consiglio);

47.  rileva che, tenendo conto di tutti gli emendamenti all'interno di questa rubrica, che includono 2,9 milioni di EUR per i progetti pilota e le azioni preparatorie, l'importo totale per la rubrica 2 si attesta a 59,3 miliardi di EUR, lasciando un margine di 293,4 milioni di EUR al di sotto del massimale;

Rubrica 3

48.  sottolinea che la rubrica 3, pur rappresentando solo l'1,5% del bilancio dell'Unione ed essendo quindi la rubrica più piccola del QFP in termini di dotazione finanziaria, copre questioni di importanza fondamentale per i cittadini europei e i governi nazionali, quali le politiche di migrazione e asilo e la sicurezza interna; invita pertanto la Commissione e il Consiglio a continuare a intensificare gli sforzi finanziari e politici all'interno di questa rubrica nei prossimi anni;

49.  si rammarica che il PB diminuisca gli stanziamenti d'impegno dell'1,9% da 2 171,998 milioni di EUR a 2 130,721 milioni di EUR rispetto al bilancio 2014, lasciando un margine di circa 115 milioni di EUR; deplora che il Consiglio abbia ulteriormente ridotto gli stanziamenti d'impegno di un importo pari a 30,2 milioni di EUR rispetto al PB e gli stanziamenti di pagamento di un importo pari a 28,5 milioni di EUR rispetto al PB (riduzioni che corrispondono a -1,42% per gli stanziamenti d'impegno e a -1,51% per gli stanziamenti di pagamento); rileva quindi che la rubrica 3 è una delle più colpite dai tagli del Consiglio;

50.  ritiene che i tagli supplementari proposti dal Consiglio comprometteranno la corretta attuazione dei programmi e delle azioni nell'ambito della rubrica 3; sottolinea l'importanza di mantenere il PB per le linee di bilancio "Garantire la tutela dei diritti e l'empowerment dei cittadini" e "Promuovere la non discriminazione e la parità", attuando il programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza per il periodo 2014-2020; adotta pertanto l'approccio generale di ripristinare il PB per tutte le linee all'interno di questa rubrica; decide inoltre di aumentare la dotazione di un determinato numero di linee rispetto al PB, principalmente nell'ambito dei programmi Europa creativa, Europa per i cittadini e azioni multimedia, come pure del Sistema comune di asilo (per un importo complessivo di 53,2 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno al di sopra del PB, incluse le agenzie e i progetti pilota e le azioni preparatorie);

51.  ricorda la dichiarazione comune delle tre istituzioni in base alla quale le procedure di bilancio annuali applicate per il QFP 2014-2020 integreranno, se del caso, elementi capaci di rispondere alle problematiche di genere; sottolinea la necessità di compiere ulteriori sforzi a tale riguardo e verso un approccio comune delle tre istituzioni, al fine di garantire un'effettiva integrazione della dimensione di genere nelle procedure di bilancio annuali; ribadisce la propria richiesta che l'analisi di genere costituisca parte integrante delle procedure di bilancio dell'Unione e che debba coinvolgere attivamente tutti gli attori a tutti i livelli nel processo al fine di portare avanti l'impegno dell'Unione nei confronti dell'uguaglianza di genere;

52.  ricorda che la ripartizione equa e trasparente degli stanziamenti tra i vari obiettivi del Fondo asilo, migrazione e integrazione è stata una priorità per il Parlamento europeo durante i negoziati che hanno portato all'istituzione del Fondo; invita la Commissione ad aumentare di conseguenza il numero delle linee di bilancio nel quadro del Fondo per l'asilo, la migrazione e l'integrazione al fine di contribuire a una migliore leggibilità e trasparenza del modo in cui saranno spese le risorse finanziarie attribuite ai diversi obiettivi e, dunque, a queste linee di bilancio;

53.   conviene sulla necessità di un supporto addizionale per le iniziative dei cittadini europei; decide pertanto di creare una nuova linea "Attuazione delle iniziative dei cittadini europei e di altri strumenti di democrazia partecipativa", all'interno della rubrica 3, con una dotazione di 1 milione di EUR in stanziamenti d'impegno;

54.  sottolinea la necessità e l'importanza di valutare in maniera continua l'attuazione di tutti i fondi e programmi e l'utilizzo delle relative risorse, al fine di individuare in una fase precoce eventuali carenze nonché la loro efficacia;

Rubrica 4

55.  deplora i tagli operati dal Consiglio nella rubrica 4 (‑0,83% in stanziamenti d'impegno e ‑5,24% in stanziamenti di pagamento), che fanno di questa rubrica la più colpita dai tagli del Consiglio agli stanziamenti di pagamento; ribadisce che, sebbene la rubrica 4 assorba meno del 6% del bilancio totale dell'Unione, essa è una proiezione dell'impegno dell'Unione all'estero e dovrebbe pertanto garantire sufficienti risorse affinché l'Unione possa svolgere il proprio ruolo di attore globale;

56.  critica fermamente la riduzione apportata dal Consiglio agli stanziamenti d'impegno per gli aiuti umanitari, che non può risolvere il problema del riporto di arretrati di fatture non pagate dagli esercizi precedenti e sta compromettendo l'efficace attuazione di questa politica, mettendo a rischio la vita dei suoi beneficiari; sottolinea che il livello degli stanziamenti di pagamento per la Riserva per gli aiuti d'urgenza dovrebbe corrispondere al livello degli stanziamenti d'impegno e deve essere iscritto in bilancio al di sopra del massimale per i pagamenti fissato nel QFP; sottolinea che il divario tra gli stanziamenti d'impegno e gli stanziamenti di pagamento per gli aiuti umanitari dovrebbe essere ridotto per tener conto dei brevi cicli di spesa in questo settore e porre fine all'abitudine di riportare gli arretrati di fatture non pagate dagli esercizi precedenti; respinge fermamente le ripercussioni negative sugli aiuti umanitari dei tagli dei pagamenti, inclusi i pagamenti rinviati e le operazioni ritardate, che sono imputabili a un'inefficace gestione del bilancio e sono particolarmente gravi, visto il grande numero di persone colpite dalla crescente instabilità nelle regioni periferiche; ritiene che questi eventi siano un segnale di allarme triste ma forte per la necessità di una gestione del bilancio più realistica;

57.  ricorda l'impegno assunto dall'Unione e dai suoi Stati membri a livello internazionale di portare allo 0,7% dell'RNL la spesa per gli aiuti pubblici allo sviluppo (APS) e di conseguire entro il 2015 gli Obiettivi di sviluppo del Millennio e chiede pertanto un incremento degli stanziamenti per i settori tematici rientranti nell'ambito dello Strumento di cooperazione allo sviluppo, al fine di accelerare il rispetto degli impegni di sviluppo globale post-2015;

58.  sottolinea il proprio sostegno al processo di pace in Medio Oriente e la propria determinazione a garantire un importo di finanziamenti sufficiente per l'UNRWA e l'Autorità palestinese, aumentando il livello degli stanziamenti d'impegno di 35,5 milioni di EUR rispetto al PB; è sorpreso che il Consiglio abbia nuovamente ridotto gli stanziamenti di pagamento iscritti nel PB a favore dell'UNRWA e dell'Autorità palestinese di un importo pari a 2,4 milioni di EUR, senza fornire una chiara motivazione, e ritiene che la dotazione di questa linea sia insufficiente anche nel PB;

59.  sottolinea la necessità di garantire un sostegno ai paesi del vicinato orientale e meridionale dell'Unione che stanno affrontando enormi sfide per quanto riguarda la transizione democratica e il consolidamento della democrazia, lo sviluppo economico e sociale, l'immigrazione e la stabilità; evidenzia gli ulteriori sforzi richiesti per rispondere alla situazione in Ucraina; chiede pertanto che sia destinato un importo supplementare di 203,3 milioni di EUR rispetto al PB allo Strumento europeo di vicinato per consentire all'Unione di assumersi le sue responsabilità nel vicinato orientale e meridionale;

60.  ritiene che i tagli apportati dal Consiglio alle linee prioritarie del Parlamento siano inaccettabili e propone di ripristinare il PB per le linee ridotte dal Consiglio e addirittura di superare il PB per quanto riguarda gli stanziamenti d'impegno per alcune linee di importanza strategica per le relazioni esterne dell'Unione, portandoli complessivamente a 400,55 milioni di EUR (aiuti umanitari, Strumento europeo di vicinato, Strumento di cooperazione allo sviluppo, Strumento di assistenza preadesione, Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani, Strumento di stabilità e PP/AP); rileva che questi aumenti esauriscono il margine all'interno della rubrica 4 e un importo supplementare di 66 milioni di EUR derivante dalla riduzione della dotazione delle linee trasferite al bilancio del SEAE;

61.  ritiene necessario aumentare gli stanziamenti alla linea relativa alla comunità turco-cipriota, al fine di garantire la prosecuzione del sostegno finanziario dell'Unione alle attività del Comitato per le persone scomparse a Cipro e della commissione tecnica sul patrimonio culturale;

62.  approva il trasferimento delle linee di bilancio per i rappresentanti speciali dell'UE (RSUE) al bilancio del SEAE onde favorire una loro migliore integrazione in tale servizio, come proposto dal VP/AR nel riesame concernente il SEAE, dal Parlamento europeo nelle raccomandazioni del 13 giugno 2013 e dalla Corte dei conti nella relazione speciale n. 11/2014; si attende che il trasferimento sia ultimato entro il 1° gennaio 2016;

Rubrica 5

63.  rammenta che il PB riflette l'ultima riforma dello statuto del personale, tra cui le modifiche al calcolo degli adeguamenti delle retribuzioni e delle pensioni e la continua riduzione dell'organico;

64.  constata con rammarico che, ciò nondimeno, il Consiglio ha ridotto di 27,6 milioni di EUR gli stanziamenti della rubrica 5, di cui 16,7 milioni a titolo della dotazione amministrativa della Commissione per le spese relative ai funzionari e agenti temporanei, in ragione dell'incremento della riduzione forfettaria standard;

65.  considera arbitrario tale incremento della riduzione forfettaria standard (fino a un massimo del 4,5% per la sede principale della Commissione e del 6% per le delegazioni), tenuto conto che la Commissione sta riducendo per il terzo anno consecutivo il numero complessivo delle risorse umane e che le sue previsioni circa il numero di posti vacanti vanno considerate affidabili e devono basarsi su reali aspettative istituzionali;

66.  prende atto inoltre della dichiarazione del Consiglio allegata alla sua posizione in merito alla " importanza di monitorare attentamente gli stanziamenti relativi a tutte le categorie di personale esterno, alla luce dell'incremento di capacità risultante dall'aumento dell'orario di lavoro " e dei paralleli tagli alle spese di sostegno in diversi ambiti d'intervento, per un importo di 20,8 milioni di EUR; ritiene che, se sommata ai già menzionati rischi rappresentati da questo tipo di tagli, una siffatta riduzione sia difficilmente giustificabile; ricorda che, in virtù dell'AII del 2 dicembre 2013, la presunta capacità supplementare avrebbe già dovuto essere neutralizzata dalla progressiva riduzione del 5% dell'organico su un periodo di cinque anni; rileva al riguardo che la Commissione già rispetta più che scrupolosamente i propri impegni dal momento che sta riducendo il personale di ogni categoria, tanto a titolo della rubrica 5 che di altre rubriche;

67.  ripristina pertanto il PB per tutte le linee di bilancio relative alle spese di supporto amministrativo e per tutte le linee della rubrica 5 i cui stanziamenti sono stati ridotti dal Consiglio;

68.  decide di mantenere alcuni stanziamenti in riserva, in attesa che la Commissione modifichi la normativa sui gruppi di esperti e ne garantisca la piena attuazione all'interno di tutte le direzioni generali;

Agenzie

69.  condivide, in linea generale, le previsioni della Commissione circa il fabbisogno finanziario delle agenzie; osserva che la Commissione ha già ridotto in misura sostanziale le richieste iniziali della maggior parte delle agenzie;

70.  ritiene pertanto che gli eventuali tagli aggiuntivi proposti dal Consiglio rischino di compromettere il corretto funzionamento delle agenzie e impedirebbero loro di svolgere i compiti affidati loro dall'autorità legislativa;

71.  non può tuttavia accettare l'approccio seguito dalla Commissione in materia di personale, in virtù del quale gli organigrammi delle agenzie non devono soltanto essere ridotti dell'1% in base all'accordo politico sul QFP – che si applica a tutte le istituzioni e organismi – ma sono soggette a un ulteriore taglio dell'1% per contribuire alla creazione di una "riserva di riassegnazione";

72.  sottolinea che la riduzione di organico concordata si basa sul personale e sui compiti attuali, prendendo come data di riferimento il 31 dicembre 2012, e che l'affidamento di eventuali nuovi compiti alle agenzie esistenti o la creazione di nuove agenzie dovranno essere accompagnati da risorse supplementari;

73.  sottolinea che l'obiettivo stabilito di una riduzione del 5% deve essere conseguito entro la fine del 2017 e che le agenzie devono disporre di una certa flessibilità riguardo agli esercizi in cui effettuare esattamente i tagli in questione, in modo da potersi avvalere delle normali fluttuazioni dell'organico per ridurre al minimo i costi del regime delle indennità di disoccupazione dell'Unione e altri costi connessi alla risoluzione anticipata dei contratti di lavoro;

74.  modifica pertanto diversi organigrammi delle agenzie in modo da conseguire la prevista riduzione dell'1%, operare un trattamento differenziato per i posti finanziati tramite riscossione di diritti o per adeguare l'organico disponibile ai compiti supplementari;

75.  decide di incrementare gli stanziamenti del bilancio 2015 destinati alle tre agenzie di vigilanza finanziaria; ritiene che tali stanziamenti debbano rispecchiare la necessità di assolvere ai compiti previsti, dal momento che sono stati o stanno per essere adottati ulteriori regolamenti, decisioni e direttive per superare l'attuale crisi finanziaria ed economica, che è strettamente legata alla stabilità del settore finanziario;

76.  decide di incrementare altresì gli stanziamenti destinati all'Agenzia europea per la sicurezza marittima e all'Agenzia europea per il controllo della pesca, come pure a diverse agenzie nell'ambito della rubrica 3, tenuto conto degli ulteriori compiti loro affidati (Frontex, l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo);

Progetti pilota e azioni preparatorie (PP/AP)

77.  decide di adottare un pacchetto di compromesso costituito da un numero limitato di PP/AP, anche in considerazione dell'esiguità dei margini disponibili, avendo svolto un'attenta analisi dei progetti pilota e delle azioni preparatorie presentati – in termini di tasso di riuscita di quelli in corso, escludendo le iniziative già coperte da basi giuridiche esistenti e tenendo pienamente conto della valutazione realizzata dalla Commissione sulla fattibilità dei progetti;

Altre sezioni

78.  rammenta che le spese amministrative delle istituzioni, le pensioni e le scuole europee in generale rientrano nella rubrica 5 del QFP; rileva che la spesa complessiva di tale rubrica nel 2015, così come proposto nel PB, è stimata a 8,6122 miliardi di EUR (+2,5% rispetto al bilancio 2014), il che lascia al di sotto del massimale un margine di 463,8 milioni di EUR, a fronte di una spesa amministrativa totale dell'insieme delle istituzioni nel 2015 stimata a 6,8931 miliardi di EUR (+1,6% rispetto al bilancio 2014), lasciando pertanto un sottomargine di 457,9 milioni di EUR;

79.   prende atto della posizione del Consiglio in merito al PB, che riduce linearmente a 6,8656 miliardi di EUR (pari a -27,5 milioni di EUR o a -0,4%) la spesa amministrativa delle istituzioni per il 2015, senza operare alcuna differenziazione, portando in tal modo artificialmente il sottomargine a 485,4 milioni di EUR;

80.  manifesta stupore per il fatto che il Consiglio proponga anche quest'anno tagli lineari alla spesa amministrativa delle istituzioni; ribadisce che il bilancio di ciascuna istituzione dell'Unione, date la sua missione e la sua situazione specifica, dovrebbe essere trattato individualmente, senza ricorrere a soluzioni univoche, tenendo conto della particolare fase di sviluppo, dei compiti operativi, degli obiettivi di gestione, del fabbisogno di organico e della politica immobiliare di ognuna di esse; è profondamente contrario alla strategia del Consiglio che innalza dell'1% il tasso dei posti vacanti, senza tener conto delle effettive esigenze delle istituzioni, incrementando così artificialmente il margine; sottolinea che tale incremento, unitamente ai posti già soppressi nell'ambito della riduzione dell'1% del personale, obbligherebbe talune istituzioni, che già risentono dei predetti tagli all'organico, a congelare le assunzioni per la copertura di posti vacanti, ostacolandone in tal modo il funzionamento;

81.  constata che il PB include l'adeguamento dello 0,8% delle retribuzioni e pensioni del personale di tutte le istituzioni e organismi, relativamente agli anni 2011 e 2012, e il congelamento relativo agli anni 2013 e 2014; si compiace che la maggior parte delle istituzioni abbia già effettuato tali adeguamenti nel loro stato di previsione;

82.  sottolinea l'opportunità che le tre istituzioni – Commissione, Consiglio e Parlamento – accettino, per rispetto reciproco, lo stato di previsione del bilancio elaborato dai due rami dell'autorità di bilancio senza ulteriori modifiche;

83.  è del parere che il Parlamento e il Consiglio, pur essendo favorevoli a ogni possibile risparmio e miglioramento dell'efficienza derivante da una rivalutazione costante dei compiti attuali e di quelli nuovi, dovrebbero prevedere un livello adeguato di stanziamenti, che permetta di garantire il buon funzionamento delle istituzioni e il rispetto degli obblighi giuridici interni ed esterni, nonché di offrire ai cittadini dell'Unione europea un servizio pubblico altamente professionale; rammenta che è stato necessario assolvere ai nuovi compiti derivanti dal trattato di Lisbona senza risorse supplementari;

84.  si congratula con tutte le altre istituzioni per i risparmi e i miglioramenti in termini di efficienza che hanno già integrato nei rispettivi progetti di bilancio; sottolinea che un uso attento, efficiente, trasparente e responsabile delle risorse dell'Unione rappresenta uno degli strumenti fondamentali per rafforzare la fiducia dei cittadini; plaude agli sforzi compiuti dalle istituzioni per continuare a promuovere la trasparenza, l'efficienza amministrativa, la sana gestione finanziaria e la prioritarizzazione; ritiene che debbano continuare ad applicarsi allo stesso modo in tutte le istituzioni dell'Unione rigorosi principi di trasparenza;

85.  ripristina il livello dei tassi di abbattimento forfettario, come richiesto originariamente dalla Corte di giustizia, dalla Corte dei conti, dal Comitato economico e sociale europeo e dal Servizio europeo per l'azione esterna, modificati trasversalmente dal Consiglio, e ripristina il PB per le rispettive linee di bilancio;

Sezione I – Parlamento europeo

86.  rammenta che lo stato di previsione del Parlamento per il 2015 è stato fissato a 1 794 929 112 EUR, il che corrisponde a un tasso globale di crescita del 2,24% rispetto al 2014; evidenzia, tuttavia, che lo 0,67% di tale crescita è imputabile all'indennità transitoria straordinaria di fine mandato, che è giuridicamente vincolante, e lo 0,4% all'accordo sull'adeguamento delle retribuzioni e pensioni del personale per gli anni 2011 e 2012; sottolinea pertanto che il tasso di crescita della spesa rispetto al 2014 è soltanto dell'1,18%;

87.  pone in evidenza l'esigenza che il Parlamento e il Consiglio, al fine di conseguire risparmi sul lungo periodo nel bilancio dell'Unione, affrontino la questione della necessità di una tabella di marcia per la creazione di un'unica sede, come affermato dal Parlamento in diverse risoluzioni precedenti;

88.  si compiace della nota rivista presentata dal Segretario generale il 17 settembre 2014, in cui si propone di incorporare nel bilancio le decisioni e gli adeguamenti tecnici adottati di recente dall'Ufficio di presidenza; rileva che si tratta di modifiche senza alcuna incidenza di bilancio; approva tali adeguamenti al proprio stato di previsione;

89.  riduce il proprio organigramma al fine di conformarsi ai tagli all'organico stabiliti nel quadro della riforma dello statuto del personale;

90.  sottolinea che le attività dei gruppi politici non equivalgono al loro lavoro amministrativo; osserva che i gruppi politici hanno congelato i loro organici sin dal 2012 e che il loro fabbisogno è stato soddisfatto solo in parte nei due esercizi precedenti; insiste sul fatto che l'entità totale dell'organico dei gruppi politici nel 2015 e negli anni successivi non dovrebbe essere inferiore a quella attuale; rammenta di aver già adottato una decisione in tal senso nel corso della precedente legislatura(10);

91.  constata che il costo previsto del progetto KAD è stimato a 441,27 milioni di EUR ai prezzi attuali (406,22 milioni di EUR a prezzi costanti) e che nel 2015 il fabbisogno finanziario per il progetto in questione ammonterebbe a 128,91 milioni di EUR (pari al 29% del costo totale); sottolinea che, tenuto conto delle risorse di bilancio già stanziate ma non ancora utilizzate, il restante fabbisogno finanziario per il 2015 è stimato a 84,8 milioni di EUR; ritiene che tale importo possa essere ridotto sensibilmente tramite uno storno a fine 2014 e che il restante importo debba essere finanziato mediante prestiti; rammenta che, grazie alla costruzione dell'edificio KAD, in futuro i pagamenti totali annui saranno nettamente inferiori alle spese di locazione per edifici analoghi;

92.  decide di incrementare di 3 milioni di EUR gli stanziamenti a sostegno delle fondazioni politiche europee affinché queste ultime possano espletare pienamente le loro attività anche in relazione all'insieme dei gruppi politici e intensificare il lavoro di ricerca e di sostegno al fine di formulare e divulgare idee intese a far avanzare il processo di integrazione europea; sottolinea che si tratta di un incremento senza alcuna incidenza di bilancio in quanto i finanziamenti saranno attinti dalla riserva per imprevisti; fissa pertanto il volume totale del proprio bilancio per il 2015 a 1 794 929 112 EUR; fa rilevare che ciò corrisponde a un incremento dello 0% rispetto al suo stato di previsione, approvato in Aula il 17 aprile 2014;

93.  plaude alla decisione del gruppo di lavoro misto di raccomandare ai deputati di avvalersi di biglietti di classe economica per viaggi brevi; invita il Segretario generale a presentare una valutazione dei risultati di tale raccomandazione entro e non oltre la fine del 2015;

94.  si compiace dei risultati ottenuti dal gruppo di lavoro misto sull'analisi di eventuali risparmi per quanto riguarda le spese per autovetture e autisti; si attende che tali risparmi di concretizzino nel corso dei prossimi esercizi;

Sezione IV – Corte di giustizia

95.  sottolinea che, nonostante la crescita senza precedenti del contenzioso, la Commissione ha deciso di sopprimere dal PB della Corte di giustizia 12 nuovi posti intesi ad evitare eventuali strozzature e contenere quanto più possibile l'eventualità della mancata conclusione dei procedimenti entro un ragionevole periodo di tempo; evidenzia che, così facendo, la Commissione ha messo a repentaglio la produttività dei tre tribunali a fronte di un costante aumento senza precedenti delle nuove cause, creando pertanto un grave rischio per il bilancio;

96.  approva la creazione dei 12 nuovi posti originariamente richiesti dalla Corte di giustizia; incrementa di conseguenza la dotazione delle relative linee di bilancio e ritocca l'organigramma della Corte di giustizia nel senso indicato nel suo stato di previsione;

97.  riporta al livello originario del 3% il tasso di abbattimento forfettario, onde permettere alla Corte di giustizia di far fronte in maniera adeguata alla mole di lavoro in continua crescita e consentendole di utilizzare al meglio il proprio organigramma; evidenzia che la riduzione proposta dal Consiglio è in flagrante contraddizione con l'obiettivo di un tasso di copertura dei posti del 98% (che è la maggiore percentuale possibile tenendo conto dell'inevitabile effetto dell'avvicendamento di personale nel corso dell'anno) e di un tasso di esecuzione delle retribuzioni vicino al 99% nel 2013;

98.  sottolinea che il Tribunale, nonostante il notevole impegno profuso, non è più in grado di far fronte alla crescente mole di lavoro; evidenzia che questa generale tendenza al rialzo è pienamente corroborata dai dati riscontrati finora nel 2014 ed è destinata a proseguire, anche in ragione delle modifiche apportate dal trattato di Lisbona (che prevede l'ampliamento dell'ambito giurisdizionale del Tribunale a decorrere dal 1° dicembre 2014 nei settori della libertà, della sicurezza e della giustizia) e dell'adesione della Croazia;

99.  sottolinea che, nonostante le importanti iniziative adottate finora in materia di produttività, il numero di cause pendenti continua a lievitare (+25% nel 2013, +6% alla fine del giugno 2014) mentre si configura ormai il rischio di richieste di risarcimento per il mancato rispetto di una durata ragionevole del procedimento (in particolare per i procedimenti dinanzi al Tribunale, in cui il numero dei contenziosi ha raggiunto livelli pressoché insostenibili), essendo stato presentato un primo ricorso per tale motivo nel giugno 2014, con possibili gravi ripercussioni per l'Unione; sottolinea che il mancato rispetto di una durata ragionevole dei procedimenti al Tribunale, soprattutto in materia di diritto della concorrenza, pregiudica gravemente il funzionamento del mercato interno e potrebbe rappresentare un grave rischio per il bilancio dell'Unione;

100.  rammenta l'accordo di principio tra il Parlamento e il Consiglio sulla necessità di incrementare il numero dei giudici; sottolinea, in tali circostanze, l'urgenza di trovare quanto prima un accordo sulla nomina di ulteriori giudici presso il Tribunale; iscrive in riserva un importo di 2 milioni di EUR per la nomina di nove giudici e invita il Tribunale a presentare al Consiglio e al Parlamento una valutazione aggiornata del fabbisogno finanziario supplementare per i nove giudici in questione e il relativo personale; chiede che sia trovato quanto prima un accordo in seno al Consiglio e che la procedura legislativa sia ultimata entro il 1° ottobre 2015; insiste sulla necessità di valutare con prudenza il fabbisogno di personale supplementare relativo alla nomina di nove giudici;

Sezione V – Corte dei conti

101.  riporta al livello originario del 2,1% il tasso di abbattimento forfettario al fine di permettere alla Corte dei conti di soddisfare il proprio fabbisogno di personale;

102.  ripristina il PB per le linee di bilancio inerenti alla retribuzione degli altri agenti, onde garantire che la Corte dei conti possa adempiere agli obblighi giuridici nei confronti del suo personale;

Sezione VI — Comitato economico e sociale europeo e Sezione VII – Comitato delle regioni e attuazione dell'accordo di cooperazione con il Parlamento europeo

103.  ricorda che, conformemente all'accordo di cooperazione del 5 febbraio 2014, è previsto il trasferimento di un massimo di 80 posti dai due comitati al Parlamento e che è stato stabilito di comune accordo un incremento degli stanziamenti per il potenziamento delle loro attività politiche e l'ulteriore fabbisogno per l'esternalizzazione delle traduzioni;

104.  constata che un minimo di 60 posti dovrebbero essere trasferiti al Parlamento e che tale trasferimento avverrebbe in due fasi: la prima, a decorrere dal 1° ottobre 2014 e la seconda in un momento successivo nel corso del 2015; include nel bilancio gli adeguamenti relativi al trasferimento di 42 posti (30 dal CESE e 12 dal CdR), che corrisponde all'attuazione della prima fase, e iscrive in riserva la metà degli stanziamenti corrispondenti al previsto trasferimento dei restanti posti (un minimo di sei dal CESE e un minimo di 12 dal CdR), che saranno sbloccati una volta adottata la decisione definitiva sul trasferimento; si attende che il trasferimento definitivo sia ultimato entro il luglio 2015;

105.  plaude alla cooperazione in corso tra i due comitati in ambito amministrativo e li incoraggia a intensificarla ulteriormente, in quanto è possibile ottenere maggiori risultati e risparmi comuni; invita e il CESE e il CdR a esaminare il modo in cui proseguire le riforme strutturali e organizzative in maniera coordinata grazie all'intensificazione della loro cooperazione bilaterale;

Sezione VI – Comitato economico e sociale europeo

106.  riporta al livello originario del 4,5% il tasso di abbattimento forfettario, onde consentire al Comitato economico e sociale europeo di ovviare alle continue riduzioni di organico;

Sezione VII – Comitato delle regioni

107.  sottolinea che per il Comitato delle regioni il bilancio 2015 sarà caratterizzato dalla crescita delle sue attività politiche, in quanto il suo nuovo (sesto) mandato politico inizierà nel febbraio 2015 e sarà il primo anno in cui si terrà conto nel bilancio del pieno effetto dell'insediamento nel CdR del quinto gruppo politico (gruppo ECR);

108.  disapprova categoricamente i tagli proposti dalla Commissione alle spese legate alle attività politiche del CdR e alle spese accessorie, nonché alle attività di informazione e comunicazione; incrementa le relative linee di bilancio, tenuto conto dell'inizio del nuovo mandato del CdR;

Sezione VIII – Mediatore europeo

109.  constata che il Consiglio ha ridotto dell'1,7% il progetto di bilancio del Mediatore europeo; sottolinea che tale riduzione comporterà un forte aggravio per le risorse già molto limitate di tale istituzione e inciderà pesantemente sull'attuazione della sua nuova strategia e sulla capacità dell'istituzione di garantire un servizio efficiente ed efficace ai cittadini europei; ripristina pertanto gli importi di tutte le linee di bilancio interessate dai tagli del Consiglio onde consentire al Mediatore europeo di espletare il suo mandato e onorare i suoi impegni;

Sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati

110.  rammenta che, senza tener conto degli inevitabili obblighi giuridici, quali le spese di fine mandato per i membri del Garante europeo della protezione dei dati o gli adeguamenti della loro retribuzione, il principale incremento rispetto al bilancio 2014 è imputabile alla creazione della task force del comitato europeo per la protezione dei dati, nonché alle nuove attività specifiche identificate per il periodo 2014-2020;

111.  ripristina il PB per le linee di bilancio inerenti al nuovo mandato del Garante europeo della protezione dei dati, alla creazione della task force del comitato europeo per la protezione dei dati e quelle a garanzia del corretto funzionamento dell'istituzione, tenuto conto in particolare della sua nuova strategia per il periodo 2014-2020; sottolinea che i tagli lineari alle spese possono rivelarsi estremamente deleteri e controproducenti, soprattutto per un'istituzione di così piccole dimensioni;

Sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna

112.  ricorda al Consiglio che gli Stati membri hanno approvato l'istituzione del SEAE e che quest'ultimo necessita di risorse sufficienti per svolgere le proprie attività; invita gli Stati membri a esplorare ulteriormente le possibili sinergie tra le ambasciate nazionali e il SEAE, quali il ricorso a locali comuni, la sicurezza e la cooperazione in ambito amministrativo;

113.  riporta il tasso di abbattimento forfettario al livello originario del 5,3% per la sede del SEAE, al 2,7% per le delegazioni e al 27% per gli esperti militari nazionali distaccati e ripristina gli stanziamenti come richiesto nel PB; sottolinea che un tale aumento dei tassi di abbattimento forfettario comporterà una riduzione del personale in organico superiore a quella obbligatoria dell'1%, incidendo negativamente sul funzionamento dell'istituzione e impedendone la trasformazione in un nuovo organismo con sempre maggiori funzioni;

114.  ripristina il PB per tutte le linee di bilancio interessate dai tagli del Consiglio, in particolare quelle relative agli stanziamenti per la sicurezza delle comunicazioni del SEAE, onde consentire all'Alto rappresentante e agli alti dirigenti del Servizio di partecipare in maniera efficiente a negoziati estremamente sensibili;

115.  insiste sulla necessità di proteggere i sistemi di comunicazione del SEAE dalle intrusioni e di garantire che i sistemi di comunicazione tra il SEAE e gli Stati membri, da un lato, e tra la sede principale e le delegazioni, dall'altro, siano sicuri e moderni;

116.  è favorevole alla proposta dell'Alto rappresentante di iscrivere nel bilancio del SEAE gli stanziamenti necessari all'apertura di una nuova delegazione nella regione del Golfo, in cui l'Unione è sottorappresentata(11); incrementa pertanto la dotazione delle linee di bilancio interessate, come richiesto dal SEAE nel suo stato di previsione;

117.  trasferisce dalla Sezione III (Commissione) alla Sezione X (SEAE) del bilancio lo stanziamento per le "spese amministrative comuni" per il personale della Commissione presso le delegazioni; sottolinea che si tratta di un trasferimento senza alcuna incidenza di bilancio o di altro tipo sugli stanziamenti amministrativi della Commissione o sulle condizioni di lavoro del suo personale presso le delegazioni e che risponde alla richiesta di semplificazione della gestione delle spese amministrative delle delegazioni dell'UE formulata dal SEAE e dal Consiglio e sollevata di recente in una relazione della Corte dei conti; insiste sul fatto che l'esecuzione dello trasferimento avverrà in stretta cooperazione tra il SEAE e la Commissione; invita il Consiglio a rispettare la neutralità di bilancio di tale accordo;

o
o   o

118.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle altre istituzioni e agli organi interessati nonché ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 163 del 23.6.2007, pag. 17.
(2) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(5) Testi approvati, P7_TA(2014)0247.
(6) Testi approvati, P7_TA(2014)0450.
(7) Testi approvati, P7_TA(2014)0358.
(8) http://ec.europa.eu/about/juncker-commission/docs/pg_en.pdf
(9) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 2 luglio 2014: "Verso un'economia circolare: programma per un'Europa a zero rifiuti" (COM(2014)0398).
(10) Risoluzione del Parlamento europeo del 23 ottobre 2013 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014 (P7_TA(2013)0437).
(11) Risoluzione del Parlamento europeo del 3 aprile 2014 sulla strategia dell'UE nei confronti dell'Iran (testi approvati, P7_TA(2014)0339).

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