Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Procedura : 2014/2059(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0019/2014

Testi presentati :

A8-0019/2014

Discussioni :

PV 21/10/2014 - 6
CRE 21/10/2014 - 6

Votazioni :

PV 22/10/2014 - 4.5
CRE 22/10/2014 - 4.5
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2014)0038

Testi approvati
PDF 230kWORD 140k
Mercoledì 22 ottobre 2014 - Strasburgo Edizione definitiva
Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2014
P8_TA(2014)0038A8-0019/2014

Risoluzione del Parlamento europeo del 22 ottobre 2014 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2014 (2014/2059(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 136,

–  visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 3,

–  visto il regolamento (UE) n. 1175/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche(1),

–  vista la direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell'8 novembre 2011, relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1174/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulle misure esecutive per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nella zona euro(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1177/2011 del Consiglio, dell'8 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1173/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, relativo all'effettiva esecuzione della sorveglianza di bilancio nella zona euro(6),

–  vista la comunicazione della Commissione del 6 dicembre 2012 relativa a un piano d'azione per rafforzare la lotta alla frode fiscale e all'evasione fiscale (COM(2012)0722),

–  vista la sua risoluzione del 13 marzo 2014 relativa al ruolo e le attività della troika(7),

–  vista la sua risoluzione del 5 febbraio 2013 su come migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti(8),

–  vista la sua risoluzione del 25 febbraio 2014 sulla governance del mercato unico nell'ambito del semestre europeo 2014(9),

–  visto il regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro(10),

–  visto il regolamento (UE) n. 472/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri nella zona euro che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria(11),

–  vista la comunicazione della Commissione del 2 giugno 2014 sulle raccomandazioni specifiche per paese (COM(2014)0400),

–  vista la sua risoluzione del 25 febbraio 2014 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2014(12),

–  vista la discussione con i rappresentanti dei parlamenti nazionali sull'attuazione delle priorità del semestre europeo per il 2014,

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(13),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 30 luglio 2014, intitolata "Orientamenti sull'applicazione delle misure per collegare l'efficacia dei Fondi strutturali e d'investimento europei a una sana gestione economica conformemente all'articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013" (COM(2014)0494),

–  viste le sue risoluzioni del 14 settembre 2011(14) e del 16 gennaio 2014(15) su una strategia dell'UE per i senzatetto,

–  vista la relazione della Commissione del 13 novembre 2013 intitolata "Un mercato unico per la crescita e l'occupazione: analisi dei progressi compiuti e degli ostacoli ancora esistenti negli Stati membri – Contributo all'analisi annuale della crescita 2014" (COM(2013)0785),

–  vista la comunicazione della Commissione del 2 giugno 2014 intitolata "Semestre europeo 2014: raccomandazioni specifiche per paese – Costruire la crescita" (COM(2014)0400),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A8-0019/2014),

A.  considerando che la sostenibilità di bilancio e un rispetto intelligente del quadro di sorveglianza di bilancio e macroeconomica dell'Unione è essenziale per il corretto funzionamento dell'Unione economica e monetaria (UEM);

B.  considerando che un coordinamento rafforzato tra le politiche macroeconomiche e di bilancio degli Stati membri e una politica globale per l'area dell'euro attuata dalla Commissione sono necessari per realizzare un'autentica UEM;

C.  considerando che il semestre europeo svolge un ruolo essenziale nel coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri;

D.  considerando che l'aumento generalizzato della disoccupazione, e di quella giovanile in particolare, continua a rappresentare una grave minaccia per la stabilità e la convergenza economica e sociale nell'Unione;

E.  considerando che la disoccupazione giovanile deve essere affrontata in modo proattivo, migliorando e ampliando l'attuale quadro di cooperazione tra le autorità nazionali competenti in materia;

F.  considerando che, a fronte dei livelli persistentemente elevati di debito pubblico e di disoccupazione, della debole crescita del PIL nominale, di un'inflazione notevolmente inferiore all'obiettivo fissato, dell'elevato livello di persone a rischio di povertà nonché delle sfide poste dall'invecchiamento della società e dal sostegno alla creazione di occupazione, in particolare per i giovani, il risanamento di bilancio deve essere favorevole alla crescita e proseguire in maniera differenziata;

G.  considerando che lo spirito del semestre europeo impone la solidarietà economica tra gli Stati membri e che questi ultimi hanno una responsabilità proporzionata al rispettivo peso economico nel contesto dei risultati globali dell'Unione;

H.  considerando che le priorità del semestre europeo di quest'anno sono state stabilite dal Consiglio europeo di marzo e riconfermate a giugno; che l'accento è stato posto sulle politiche volte a promuovere la competitività, a sostenere la creazione di posti di lavoro e a contrastare la disoccupazione, nonché sul seguito da dare alle riforme intese a migliorare il finanziamento dell'economia e il funzionamento dei mercati del lavoro;

I.  considerando che la strategia Europa 2020 costituisce uno degli elementi della risposta dell'Unione alla crisi economica mondiale e alle sfide future e che la Commissione riconosce che la maggiore parte degli obiettivi della strategia UE 2020 non saranno realizzati;

J.  considerando che la crisi economica mondiale e la crisi bancaria e del debito nell'UE hanno notevolmente ostacolato l'accesso delle piccole e medie imprese (PMI) alle risorse finanziarie;

K.  considerando che il Parlamento europeo ha ripetutamente richiesto il rafforzamento del quadro della governance;

L.  considerando che il mercato unico, in particolare quello dei servizi, non è pienamente funzionante;

M.  considerando che, dopo sei anni di crisi economica e tassi di crescita negativi, la ripresa economica sta lentamente guadagnando terreno e dovrebbe estendersi a tutti gli Stati membri entro il 2015; che la Commissione prevede una ripresa economica ancora fragile e che le riforme devono proseguire al fine di soddisfare le esigenze dei cittadini in materia sociale e occupazionale e ristabilire la produttività e la competitività; che la Commissione riconosce che in molte zone dell'Unione la situazione sociale è depressa, che la disoccupazione ha raggiunto picchi mai registrati in passato e che il divario tra regioni e Stati membri si sta allargando; che l'adozione di misure intese a far fronte a tale situazione sociale e occupazionale migliorerebbe la competitività e le prospettive di crescita;

N.  considerando che, malgrado una lieve flessione, i tassi di disoccupazione e di disoccupazione giovanile nell'UE rimangono a livelli estremamente allarmanti (nel giugno 2014 i disoccupati nell'UE-28 erano 25,005 milioni e nel luglio 2014 i giovani disoccupati nell'UE-28 erano 5,06 milioni); che inoltre le differenze tra i tassi di disoccupazione generale e di disoccupazione giovanile negli Stati membri (5% di disoccupati in Austria contro il 27,3% in Grecia; 9,3% di giovani disoccupati in Austria contro il 53,8% in Spagna) rappresentano una seria minaccia sia per la stabilità economica dell'UE sia per la coesione sociale in Europa;

O.  considerando che la Commissione sottolinea il ruolo dell'innovazione, della ricerca e dello sviluppo per la creazione di valore aggiunto e il fatto che i crescenti squilibri tra la domanda e l'offerta di competenze interessano in particolare i settori basati sulla conoscenza;

P.  considerando che la frammentazione del mercato del lavoro rappresenta attualmente uno dei principali fattori di disuguaglianza tra gli Stati membri e tra i vari settori; che ne sono prova le differenze in termini di accesso all'occupazione (compresi ostacoli importanti all'ingresso nel mercato del lavoro), condizioni di lavoro e livelli retributivi, talvolta inadeguati a garantire un tenore di vita dignitoso, nonché la crescente polarizzazione tra lavoro poco qualificato e altamente qualificato, che può ostacolare la mobilità sul mercato del lavoro; che sono necessarie ulteriori riforme per porre fine a tale frammentazione;

Q.  considerando che l'introduzione di un salario minimo spetta agli Stati membri;

R.  considerando che la legislazione dell'Unione in materia di condizioni di lavoro, discriminazione e salute e sicurezza sul luogo di lavoro tutela i lavoratori dallo sfruttamento e dalla discriminazione e contribuisce a facilitare l'integrazione di gruppi quali le donne e i disabili nel mercato del lavoro; che, secondo le stime, il costo degli incidenti sul luogo di lavoro e delle malattie professionali rappresenta il 2,6%-3,8% del PIL, mentre per ogni euro speso nell'attuazione delle norme in materia di salute e sicurezza le imprese hanno un ritorno di 2,2 EUR;

S.  considerando che la crisi economica e finanziaria ha messo in evidenza la fragilità delle finanze pubbliche in alcuni Stati membri;

T.  considerando che, per far fronte alla crisi, alcuni Stati membri hanno imposto forti tagli alla spesa pubblica nel momento stesso in cui, a causa dell'aumento del numero di disoccupati, è cresciuta la domanda di protezione sociale; che i bilanci nazionali destinati alla sicurezza sociale sono stati ulteriormente ridotti a causa della diminuzione dei contributi a seguito della perdita in massa di posti di lavoro o alla riduzione dei salari;

U.  considerando che la Commissione ha affermato nella sua comunicazione del 2 giugno 2014 (COM(2014)0400): "Gli effetti socioeconomici della crisi e delle misure politiche hanno influito sui livelli di disuguaglianza. La natura strutturale di certe forme di disoccupazione, le limitazioni dell'accesso all'istruzione e all'assistenza sanitarie e certe riforme fiscali gravano in misura sproporzionata sulle fasce più vulnerabili della società";

V.  considerando che l'articolo 9 del TFUE stabilisce che "[n]ella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni, l'Unione tiene conto delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un'adeguata protezione sociale, la lotta contro l'esclusione sociale e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana" e che è importante applicare adeguatamente tale clausola orizzontale in tutte le politiche in modo da conseguire gli obiettivi enunciati all'articolo 3 del TUE; che l'articolo 174 del TFUE stabilisce che "[p]er promuovere uno sviluppo armonioso dell'insieme dell'Unione, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale. […] un'attenzione particolare è rivolta alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali le regioni più settentrionali con bassissima densità demografica e le regioni insulari, transfrontaliere e di montagna";

W.  considerando che solo 7,5 milioni di persone – il 3,1 % della forza lavoro dell'UE – sono attualmente impiegate in un altro Stato membro e che i giovani costituiscono il gruppo con maggiori possibilità di essere mobile;

X.  considerando che, a causa della crisi, le PMI e le microimprese devono far fronte a costi estremamente elevati e a difficoltà nell'accesso ai finanziamenti, il che ostacola la loro capacità di crescere e di creare occupazione; che la Commissione e gli Stati membri devono pertanto sostenere lo sviluppo delle PMI, al fine di promuovere una crescita economica intelligente, sostenibile e inclusiva e un'occupazione di qualità nell'Unione conformemente agli obiettivi della strategia Europa 2020;

1.  prende atto dell'analisi secondo cui la ripresa economica nell'UE ha mostrato segnali incoraggianti negli ultimi due anni ed è preoccupato per il rallentamento osservato dal primo trimestre del 2014 in un contesto in cui è stata raggiunta la soglia inferiore zero e si registrano bassissimi tassi d'inflazione generalizzati; ritiene tuttavia che si tratti di una ripresa estremamente fragile e disomogenea che va quindi sostenuta per potenziare la crescita e l'occupazione a medio termine;

2.  sottolinea che è assolutamente necessaria un'iniziativa ambiziosa per stimolare gli investimenti in tutta l'UE al fine di rilanciare e sostenere la ripresa economica; invita la Commissione ad avviare urgentemente un programma europeo di investimenti di 300 miliardi di EUR, come proposto da Jean-Claude Juncker, allo scopo di contribuire a recuperare a breve termine la crescita europea;

3.  osserva che gli obiettivi più importanti della politica economica sono il ripristino della competitività degli Stati membri e la riduzione della disoccupazione;

4.  sottolinea che vanno affrontate con urgenza le sfide poste dall'attuale situazione economica, caratterizzata da una debole crescita del PIL, stabile nell'area dell'euro e in aumento dello 0,2% nel'UE-28 nel corso del secondo trimestre del 2014, da un'inflazione particolarmente bassa, scesa allo 0,3% nell'agosto 2014, il livello più basso registrato dal novembre 2009, e da un livello inaccettabilmente elevato di disoccupazione, pari all'11,5% nell'area dell'euro e al 10,2% nell'UE-28 nel luglio 2014;

5.  esorta nuovamente la Commissione a garantire concrete raccomandazioni agli Stati membri, compresi quelli interessati da programmi di aggiustamento economico, e all'Unione nel suo insieme, affinché procedano non solo al risanamento delle finanze pubbliche ma anche a riforme strutturali che favoriscano una crescita reale, sostenibile ed equilibrata dal punto di vista sociale, l'occupazione, il rafforzamento della competitività e l'aumento della convergenza;

6.  prende atto delle ampie riforme strutturali attuate dagli Stati membri nel quadro dei programmi di aggiustamento macroeconomico; deplora che taluni Stati membri nel resto dell'area dell'euro manchino di ambizione per quanto riguarda la modernizzazione delle loro economie, il che rappresenta una delle cause delle modeste prospettive di crescita sostenibile a medio e lungo termine;

7.  deplora che l'area dell'euro e l'Unione rischino di accumulare un crescente ritardo rispetto ad altre regioni in termini di prospettive economiche e opportunità, il che renderà l'UE meno attraente per gli investimenti interni ed esterni;

8.  sottolinea che la crisi finanziaria, del debito sovrano e della competitività non può essere risolta unicamente con una politica monetaria accomodante; sottolinea tuttavia l'importanza di proseguire il processo di riforme strutturali profonde, equilibrate e socialmente sostenibili per generare crescita e occupazione; ribadisce al riguardo che l'Unione non può competere esclusivamente in termini di costi, ma deve investire molto di più in ricerca e sviluppo, nello sviluppo industriale, nell'istruzione e nelle competenze, oltre che nell'efficienza delle risorse, a livello sia nazionale che europeo; ricorda che l'obiettivo cardine delle riforme strutturali e della riduzione del livello del debito pubblico e privato dovrebbe essere di riuscire a concentrarsi su politiche sostenibili e favorevoli alla crescita e, in ultima analisi, di creare occupazione e combattere la povertà; invita la Commissione e gli Stati membri a sfruttare meglio le potenzialità delle banche di promozione per stimolare l'economia nell'Unione europea;

9.  ricorda che le priorità e gli obiettivi della strategia Europa 2020, come la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, restano validi e devono essere attuati;

10.  sottolinea nuovamente che l'indebitamento eccessivo di alcuni Stati membri dell'area dell'euro non soltanto ostacola la crescita ma rappresenta un onere enorme a carico delle generazioni future; è ancora preoccupato riguardo alla mancanza di progressi nella riduzione dei livelli eccessivi di indebitamento privato;

11.  ribadisce pertanto che gli Stati membri dovrebbero prestare particolare attenzione, nell'elaborazione delle politiche e delle riforme economiche, all'impatto sulla generazione attuale e su quelle future, comprese le loro necessità in termini di buone condizioni di vita e opportunità di lavoro; sottolinea che il futuro delle nostre società non deve essere messo a rischio dalla mancanza di decisioni e dagli errori politici attuali;

12.  si compiace che Jean-Claude Juncker, nei suoi orientamenti politici per la prossima Commissione europea, abbia annunciato il suo impegno ad aumentare gli investimenti europei di 300 miliardi di EUR;

13.  sottolinea che l'UEM è lungi dall'essere completa e ricorda alla Commissione i suoi obblighi e impegni di tener conto degli squilibri macroeconomici all'interno dell'Unione e segnatamente dell'area dell'euro, migliorare il coordinamento economico e di bilancio e rafforzare la competitività nell'UE; si compiace al riguardo dell'impegno assunto dal prossimo presidente eletto della Commissione di rispettare la tabella di marcia definita nella relazione del 5 dicembre 2012 intitolata "Verso un'autentica Unione economica e monetaria";

14.  invita nuovamente la Commissione ad avanzare tempestivamente proposte per il completamento dell'UEM, conformemente a tutti gli orientamenti contenuti nel suo piano per un'Unione economica e monetaria autentica e approfondita; osserva che il completamento dell'UEM dovrebbe basarsi sul metodo comunitario; ribadisce nuovamente la sua richiesta di adottare, secondo la procedura legislativa ordinaria, un atto giuridico relativo a "orientamenti di convergenza" che stabilisca, per un periodo definito, un numero estremamente limitato di obiettivi riguardanti le misure di riforma più urgenti, nonché la sua richiesta agli Stati membri di garantire che i programmi nazionali di riforma siano definiti sulla base dei suddetti orientamenti di convergenza e verificati dalla Commissione; invita gli Stati membri a impegnarsi ad attuare pienamente i rispettivi programmi nazionali di riforma; propone che, su tale base, gli Stati membri possano stipulare un "partenariato di convergenza "con le istituzioni dell'UE, con la possibilità di ottenere finanziamenti subordinati a determinate condizioni per la realizzazione di attività di riforma; ribadisce che tale rafforzamento della cooperazione economica dovrebbe andare di pari passo con un meccanismo finanziario basato su incentivi; ritiene che qualunque ulteriore finanziamento o strumento, come un meccanismo di solidarietà, debba essere parte integrante del bilancio dell'Unione ma che non debba rientrare nella dotazione concordata per il quadro finanziario pluriennale (QFP);

15.  invita, a tale riguardo, la futura Commissione a presentare una proposta su un'unica rappresentanza esterna dell'area dell'euro sulla base dell'articolo 138 del TFUE, con l'obiettivo di avere un'area dell'euro efficace con una posizione comune su questioni che rientrano nell'ambito delle competenze di tale rappresentanza; rammenta che, nel discorso pronunciato martedì 15 luglio 2014 poco prima di essere eletto dal Parlamento europeo, il nuovo presidente della Commissione si è impegnato a far sì che "l'UEM e l'euro siano rappresentati da un solo presidente, da una sola sede e da una sola voce in seno alle istituzioni di Bretton Woods";

16.  invita, a tale riguardo, la futura Commissione a presentare, tra l'altro, una proposta su un'unica rappresentanza esterna dell'area dell'euro sulla base dell'articolo 138 del TFUE, nonché a presentare la relazione annunciata nel "two-pack" e nella tabella di marcia "Verso un'autentica UEM" sulle possibilità offerte dal quadro di bilancio esistente dell'Unione per equilibrare le esigenze di investimento pubblico con gli obiettivi della disciplina di bilancio;

17.  invita la Commissione a rafforzare il processo del semestre europeo garantendo, tra l'altro, che siano destinati tempo e risorse sufficienti alla formulazione e al seguito dato alle raccomandazioni, in modo da renderle il più possibile pertinenti per l'elaborazione delle politiche economiche a livello di UE e a livello nazionale; invita la Commissione a presentare proposte per rendere più vincolanti le raccomandazioni del semestre europeo; sottolinea l'importanza di coinvolgere il Parlamento europeo fin dalle prime fasi e il più possibile, allo scopo di evitare – dati la sua crescente importanza e il suo ruolo vincolante – che si crei una lacuna di legittimità nel processo di formazione dell'opinione politica;

18.  ritiene che occorra rafforzare la titolarità dei parlamenti nazionali per quanto riguarda le raccomandazioni specifiche per paese; invita la Commissione a prevedere la possibilità di presentare le raccomandazioni specifiche per paese nei parlamenti nazionali prima della loro adozione da parte del Consiglio;

19.  prende atto del pacchetto di raccomandazioni specifiche per paese per il 2014 presentato dalla Commissione; prende atto della valutazione della Commissione, secondo cui sono stati compiuti progressi in materia di risanamento di bilancio e riforme strutturali, in particolare per quanto riguarda la modernizzazione dei mercati del lavoro e dei sistemi pensionistici e di assistenza sanitaria;

20.  prende atto, in questo contesto, dell'approvazione delle raccomandazioni specifiche per paese da parte del Consiglio europeo e delle raccomandazioni del Consiglio, in particolare le raccomandazioni specifiche sull'area dell'euro;

21.  sottolinea che una condizione necessaria per il successo dei programmi di assistenza finanziaria è la combinazione di solidarietà e condizionalità, forte senso di responsabilità e impegno a favore delle riforme; rammenta alla Commissione di allineare pienamente gli obblighi giuridici derivanti dal "two-pack" (regolamento (UE) n. 472/2013) agli attuali programmi di aggiustamento economico; esorta la Commissione e gli Stati membri a incorporare l'assistenza finanziaria e il sistema ad hoc della troika in una migliore struttura giuridica conforme al quadro di governance economica e al diritto dell'Unione, garantendo in tal modo la responsabilità democratica; prende atto del documento della Commissione a seguito della relazione del Parlamento europeo sulla troika; invita la Commissione a tenere conto delle conclusioni delle relazioni del Parlamento europeo sulla troika;

22.  sostiene l'obiettivo di porre l'accento sulle politiche che promuovono la competitività, sostengono gli investimenti e la creazione di occupazione, combattono la disoccupazione e migliorano il funzionamento del mercato del lavoro, in particolare nei settori ad alto potenziale di crescita; ritiene che gli Stati membri dispongano di informazioni utili che devono condividere per combattere la disoccupazione giovanile; sottolinea che il modello di istruzione duale si è dimostrato particolarmente efficace nella lotta alla disoccupazione giovanile;

23.  sottolinea che la politica di coesione rappresenta un importante quadro di investimenti per canalizzare le spese orientate alla crescita, compresi gli investimenti nell'innovazione, nella ricerca e nell'agenda digitale, le spese per agevolare l'accesso delle PMI ai finanziamenti, gli investimenti nella sostenibilità ambientale, nei collegamenti prioritari della rete transeuropea di trasporto, nonché nell'istruzione e nell'inclusione sociale;

24.  invita la Commissione a mettere in atto un meccanismo globale per promuovere lo scambio delle migliori pratiche tra tutti gli attori competenti a livello nazionale nell'ambito della disoccupazione giovanile; ribadisce che, nonostante non sia possibile attuare una soluzione valida per tutti, alcuni Stati membri hanno affrontato il problema della disoccupazione giovanile in modo più efficace di altri;

25.  sottolinea la necessità di tenere pienamente conto della strategia Europa 2020 nell'attuazione del semestre europeo,; invita la Commissione a includere la governance del mercato unico tra le principali priorità, dal momento che essa fornisce un contributo essenziale al conseguimento degli obiettivi del semestre europeo, in particolare per quanto riguarda la crescita economica sostenibile e l'occupazione;

26.  ricorda tuttavia che i risultati conseguiti dagli Stati membri nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese sono estremamente modesti; ritiene che non vi sia coerenza tra l'impegno europeo e l'attuazione a livello nazionale delle raccomandazioni specifiche per paese da parte degli Stati membri; sottolinea l'importanza della "titolarità nazionale" degli impegni assunti a livello europeo dai governi interessati; osserva che le raccomandazioni specifiche per paese dovrebbero essere formulate in modo tale da fornire agli Stati membri un margine politico per concepire le misure e le riforme specifiche necessarie per mettere in atto tali raccomandazioni;

27.  invita in particolare la Commissione a valutare lo sviluppo di parametri di riferimento comuni orientati ai risultati, onde misurare e confrontare le riforme strutturali nel quadro di eventuali proposte future finalizzate a rafforzare il coordinamento delle politiche economiche nell'UEM;

28.  esprime preoccupazione per il fatto che, secondo la Commissione, soltanto il 10% delle raccomandazioni specifiche per paese per il 2013 è stato pienamente attuato; rileva inoltre che il 45% di tali raccomandazioni ha registrato progressi scarsi o nulli;

29.  sottolinea che un sistema adeguato e democraticamente responsabile per il semestre europeo e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese costituiscono condizioni importanti per realizzare la convergenza economica nell'UEM, che è essenziale per il corretto funzionamento di quest'ultima, garantendo una stabilità economica e finanziaria e un elevato livello di competitività dell'economia europea favorevoli alla crescita e all'occupazione; si aspetta che i governi degli Stati membri difendano attivamente e attuino a livello nazionale le decisioni relative alle raccomandazioni specifiche per paese che sono state adottate da tutti gli Stati membri in seno al Consiglio ("titolarità nazionale");

30.  sottolinea che una serie di raccomandazioni specifiche per paese si basano su atti giuridici dell'Unione e che la loro mancata attuazione può comportare l'avvio di procedure giuridiche; ricorda agli Stati membri che devono rispettare gli obblighi giuridici previsti dal diritto dell'Unione; ritiene che la Commissione, nella sua interpretazione del quadro di valutazione, debba tenere sufficientemente conto del fatto che l'area dell'euro e gli Stati membri che ne fanno parte sono economie interdipendenti e aperte;

31.  invita la Commissione, in qualità di custode del trattato, ad avvalersi appieno di tutte le misure previste dal diritto dell'Unione per sostenere il rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese, in modo che ogni Stato membro adotti, entro i termini stabiliti, politiche economiche e finanziarie adeguate alla sua situazione;

32.  osserva che è sempre più alto il numero di raccomandazioni specifiche per paese indirizzate a livello regionale; sottolinea la necessità di utilizzare appieno i nuovi programmi dei Fondi strutturali e di investimento europei, in particolare se sono utilizzati come misure di accompagnamento alle riforme strutturali; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire una corretta definizione delle priorità al fine di migliorare la qualità della spesa;

33.  chiede che la Commissione riferisca su base trimestrale alla commissione competente del Parlamento in merito alle misure adottate per garantire il progresso dell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese e ai risultati conseguiti fino a quel momento; invita gli Stati membri a illustrare le ragioni del mancato rispetto delle raccomandazioni specifiche per paese alla commissione competente del Parlamento;

34.  invita il presidente dell'Eurogruppo a monitorare efficacemente l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese da parte degli Stati membri dell'area dell'euro e a riferire in merito ai progressi compiuti nel quadro della valutazione da parte dell'Eurogruppo dei documenti programmatici di bilancio per il 2015, che saranno presentati dagli Stati membri interessati entro la metà di ottobre 2014;

35.  invita la Commissione a prestare attenzione alla dimensione di genere nei programmi nazionali di riforma, in particolare all'integrazione delle donne nel mercato del lavoro, all'eliminazione del divario di genere nelle retribuzioni e nelle pensioni, al miglioramento dei servizi di custodia dei bambini e a orari di lavoro flessibili;

36.  ritiene che, per quanto riguarda il prossimo semestre europeo, sia necessario portare avanti una strategia di lungo periodo ed equilibrata per un risanamento di bilancio favorevole alla crescita e agli investimenti, al fine di migliorare la sostenibilità di bilancio; sottolinea tuttavia che occorre prestare particolare attenzione alle riforme e alle politiche che stimolano la crescita, in particolare negli Stati membri che dispongono di margini di bilancio per effettuare investimenti volti a promuovere la crescita e a favorire il riequilibrio nell'area dell'euro; ricorda che il quadro giuridico attuale permette un certo grado di flessibilità a fronte dell'avvio di riforme ed esorta a farne uso;

37.  sottolinea che la sostenibilità di bilancio è una condizione indispensabile per una crescita di lungo periodo;

38.  ritiene che le priorità degli Stati membri dovrebbero riguardare gli interventi per modernizzare le loro economie, i loro sistemi di previdenza sociale, i sistemi pensionistici e l'assistenza sanitaria, al fine di evitare di gravare eccessivamente sulle generazioni future; invita gli Stati membri a valutare l'impatto delle loro riforme sull'economia europea nel suo insieme;

39.  ritiene che le riforme strutturali dovrebbero essere intese, in particolare, a migliorare la capacità dei mercati del lavoro di integrare i giovani e altri gruppi esclusi nella popolazione attiva e dovrebbero poter offrire opportunità ai lavoratori più anziani; ritiene che il sistema della formazione in alternanza costituisca uno strumento particolarmente efficace a tal fine; ritiene inoltre che le riforme strutturali dovrebbero avere come obiettivo la sostenibilità a medio e lungo termine e l'equità dei sistemi di previdenza sociale, assistenza sanitaria e pensionistici nonché la riduzione della dipendenza energetica al fine di aumentare la competitività delle imprese europee, dando assoluta priorità alla creazione di occupazione;

40.  sottolinea che l'assenza di un mercato del lavoro interno ben funzionante e di un approccio sostenibile all'immigrazione frena la crescita nell'Unione; invita la Commissione e gli Stati membri a creare un mercato del lavoro comune e inclusivo e a definire una politica comune moderna e inclusiva in materia di immigrazione; sottolinea che il trattamento giusto ed equo dei lavoratori è fondamentale per la costruzione di un mercato del lavoro interno;

41.  rileva che la politica energetica e la crescita economica sono strettamente correlate; chiede pertanto vivamente che si adotti una politica energetica europea ambiziosa che, migliorando la sicurezza degli approvvigionamenti e l'innovazione nel settore energetico, possa favorire una maggiore stabilità economica e una maggiore crescita;

42.  osserva che non è ancora stato fatto alcun lavoro serio sul ruolo dell'evoluzione demografica nel rallentamento costante registrato dalla crescita dei paesi europei negli ultimi vent'anni; sottolinea che la mancanza di un mercato interno del lavoro funzionante frena altresì il potenziale di crescita dell'Unione; invita la Commissione e gli Stati membri a istituire un autentico mercato comune del lavoro e a mobilitare tutti gli strumenti dell'Unione per attuare una politica comune in materia di immigrazione nello spirito delle proposte enunciate dal presidente eletto;

43.  ribadisce il suo invito agli Stati membri a semplificare i sistemi fiscali al fine di ripristinare un contesto favorevole alle imprese in tutti gli Stati membri senza alcuna eccezione e chiede loro, ancora una volta, di ridurre le imposte che gravano sul lavoro; invita la Commissione, sulla base dell'esperienza acquisita nell'attuazione del piano d'azione del 2012 a tale riguardo, a intervenire urgentemente e a sviluppare una strategia globale basata su misure legislative concrete di lotta contro la frode e l'evasione fiscali; ricorda alla Commissione le proposte presentate nella risoluzione del Parlamento del 21 maggio 2013 sulla lotta alla frode fiscale, all'evasione fiscale e ai paradisi fiscali(16) (relazione Kleva Kekuš) in materia di evasione fiscale ed elusione fiscale;

44.  ribadisce che le riforme strutturali devono essere accompagnate e scandite da investimenti a più lungo termine nell'istruzione, nella ricerca, nell'innovazione, in infrastrutture moderne ed energie sostenibili al fine di promuovere la transizione digitale ed ecologica; sottolinea che gli investimenti nella ricerca, nell'innovazione, nell'istruzione e nelle infrastrutture sono un requisito indispensabile per la competitività, la crescita sostenibile e la creazione di occupazione; insiste sul ruolo che il bilancio dell'Unione deve svolgere in tali ambiti fondamentali di interesse comune;

45.  sottolinea che i livelli già elevati di debito pubblico non permettono un aumento significativo delle spese, per non vanificare gli sforzi di riforma e risanamento; raccomanda pertanto un riorientamento della spesa dai settori non produttivi a quelli produttivi orientati al futuro; sottolinea che il patto di stabilità e crescita prevede una certa flessibilità e che occorre farvi ricorso, ma chiede principalmente che gli Stati membri elaborino riforme credibili;

46.  prende atto del discorso del Presidente della BCE al simposio annuale delle banche centrali svoltosi a Jackson Hole il 22 agosto 2014; invita i responsabili politici a trarre le giuste conclusioni in merito alle politiche di riforma in campo monetario, di bilancio e strutturale allo scopo di generare crescita e creare posti di lavoro; ricorda i commenti equilibrati del seguente tenore: " Nessuna quantità di aggiustamenti fiscali o monetari può sostituire le necessarie riforme strutturali ", nonché "Una strategia coerente per ridurre la disoccupazione implica politiche sia dal lato della domanda e sia dal lato dell'offerta, sia a livello di Eurozona e sia a livello nazionale. E solo una strategia coerente può avere successo";

47.  ritiene che il basso livello di investimenti privati e la mancanza di un effetto leva degli investimenti pubblici ai livelli attuali rappresentino uno dei principali limiti che gravano sull'economia dell'UE; invita la Commissione a esaminare le ragioni del basso livello di investimenti privati nell'Unione; sottolinea la necessità di una riforma delle procedure di fallimento e di insolvenza per far fronte all'eccessivo indebitamento alla periferia dell'area dell'euro;

48.  sottolinea che gli investimenti sono importanti, dal momento che agiscono sul fronte dell'offerta e della domanda dell'economia, creando occupazione, generando reddito per le famiglie, aumentando le entrate fiscali, aiutando i governi nelle loro azioni di risanamento e stimolando la crescita; ribadisce la necessità di adottare politiche favorevoli agli investitori e di ridurre gli oneri burocratici e amministrativi; invita la prossima Commissione europea ad accrescere gli investimenti europei di 300 miliardi di EUR come annunciato negli orientamenti politici da Jean-Claude Juncker;

49.  invita la Commissione a rispettare infine il proprio impegno di completare il mercato unico, in particolare per quanto riguarda i servizi; esorta gli Stati membri a tenere fede ai propri impegni relativi alla strategia Europa 2020, in particolare nell'ambito della ricerca e dello sviluppo, dell'efficienza delle risorse, dell'innovazione, dell'occupazione, dell'istruzione, della povertà, dell'energia rinnovabile e della riduzione delle emissioni; esorta pertanto la Commissione a intensificare i suoi sforzi al fine di garantire la corretta attuazione della legislazione dell'UE negli Stati membri, utilizzando con fermezza tutti i suoi poteri;

50.  è estremamente preoccupato per le tendenze protezionistiche in alcuni Stati membri, in particolare per quanto riguarda la libera circolazione delle persone; sottolinea che il trattato garantisce la libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali e ricorda che la Commissione deve tutelare e far rispettare tali libertà;

51.  sottolinea che il mancato accesso ai finanziamenti, in particolare per le PMI, rappresenta un ostacolo enorme per la crescita nell'Unione; invita la Commissione a dare priorità alla ricerca di fonti alternative di finanziamento per le PMI tenendo conto delle raccomandazioni contenute nella risoluzione del Parlamento europeo del 5 febbraio 2013 su Migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti, in particolare attraverso i Fondi strutturali, la Banca europea per gli investimenti, il Fondo europeo per gli investimenti e le banche pubbliche per lo sviluppo; sottolinea la necessità di continuare a rimuovere gli ostacoli burocratici per le piccole e medie imprese e di applicare in maniera ancora più rigorosa in futuro il principio della proporzionalità nella legislazione dell'UE;

52.  ritiene che occorra prevedere riforme urgenti per tutti gli Stati nei quali le difficoltà legate alla creazione di imprese ostacolano le potenzialità di crescita e di creazione di posti di lavoro;

53.  invita la Commissione a proporre urgentemente misure per il completamento del mercato interno dei capitali, al fine di migliorare l'allocazione di capitali alle imprese e rilanciare l'economia reale; ritiene che siano necessarie nuove alternative al finanziamento bancario sia per le grandi imprese che per le piccole e medie imprese, in particolare migliorando le condizioni di finanziamento attraverso i mercati dei capitali e altre fonti private quali i fondi di capitale di rischio, i fondi peer to peer o i fondi di private equity; chiede che sia prestata particolare attenzione al ruolo del costo del capitale per l'avviamento e il funzionamento delle imprese negli Stati membri e per il conseguente aggiornamento del quadro di valutazione;

54.  sottolinea l'importanza fondamentale di adottare una normativa sugli investimenti a lungo termine;

55.  sottolinea l'importanza di accelerare e completare la realizzazione dell'unione bancaria; osserva che l'adozione dei tre pilastri dell'unione bancaria e l'attuazione di nuove norme in materia di enti creditizi e assicurazioni può contribuire a ristabilire la resilienza del settore finanziario europeo; ritiene che il completamento dell'unione bancaria debba essere conseguito attraverso l'unione delle assicurazioni e dei mercati; ribadisce che il costo del fallimento degli istituti bancari dovrebbe essere sostenuto dallo stesso settore bancario;

56.  sottolinea che un sistema finanziario solido, ben diversificato e trasparente è essenziale per la crescita futura;

57.  sottolinea che il semestre europeo non deve in alcun modo compromettere le prerogative del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali e regionali; insiste sulla necessità di una chiara divisione delle competenze a livello UE e nazionale e sottolinea che il Parlamento europeo è sede della responsabilità a livello dell'Unione, mentre i parlamenti nazionali lo sono a livello degli Stati membri; sottolinea l'importanza di coinvolgere formalmente e correttamente il Parlamento europeo fin dalle prime fasi e nella massima misura possibile al fine di accrescere la legittimità democratica;

58.  ribadisce l'esigenza di rafforzare la responsabilità democratica nei confronti del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali per quanto riguarda gli elementi essenziali del funzionamento dell'area dell'euro, quali il meccanismo europeo di stabilità, le decisioni dell'Eurogruppo e il monitoraggio e la valutazione dei programmi di assistenza finanziaria; chiede alla Commissione di effettuare e pubblicare valutazioni ex-post delle sue raccomandazioni e della sua partecipazione alla troika;

Contributi settoriali al semestre europeo 2014

59.  valuta positivamente che la Commissione abbia riconosciuto che il risanamento di bilancio deve proseguire in maniera differenziata e favorevole alla crescita, permettendo in tal modo agli Stati membri non soltanto di investire nella crescita e nella creazione di posti di lavoro, ma anche di far fronte a livelli di debito elevati, alla disoccupazione e alle sfide poste dall'invecchiamento della società;

60.  sottolinea il potenziale occupazionale dell'economia verde che, stando alle stime della Commissione, potrebbe creare 5 milioni di posti di lavoro entro il 2020 soltanto nei settori dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili, a condizione che siano attuate politiche ambiziose in materia di clima ed energia; invita gli Stati membri a garantire livelli di investimenti adeguati in tali ambiti e a prevedere in anticipo le future competenze dei lavoratori; esorta la Commissione a includere lo sfruttamento del potenziale occupazionale dell'economia verde nell'analisi annuale della crescita (AAC) per il 2015;

61.  si compiace che la Commissione tenga conto delle differenze tra gli Stati membri che emergono dai programmi nazionali di riforma (PNR), ma invita la Commissione e gli Stati membri a prestare particolare attenzione alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, in particolare in sede di assegnazione dei finanziamenti;

62.  sottolinea che le politiche sociali e occupazionali non dovrebbero essere valutate unicamente sotto il profilo dei costi, ma che occorre tenere conto anche delle riforme strutturali del mercato del lavoro e dei benefici a lungo termine, per mantenere gli investimenti nella società e nei cittadini allo scopo di realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020 e garantire il futuro e la stabilità degli Stati membri e dell'Unione nel suo insieme;

63.  sottolinea che, pur essendo una variabile importante della risoluzione degli squilibri macroeconomici nell'area dell'euro, i salari non sono semplicemente uno strumento di adeguamento economico, ma rappresentano in primo luogo il reddito di cui i lavoratori hanno bisogno per vivere; invita la Commissione a garantire che le raccomandazioni in materia di salari non determinino un aumento della povertà lavorativa o delle disparità retributive negli Stati membri e non vadano a scapito delle fasce a basso reddito;

64.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che l'UE è ben lontana dal raggiungere gli obiettivi sociali e occupazionali della strategia Europa 2020 e che, in particolare, non si registrano progressi per quanto riguarda l'obiettivo di riduzione della povertà, dal momento che il numero di persone che vivono in condizioni di povertà è aumentato di 10 milioni dal 2010 al 2012 anziché diminuire; invita la nuova Commissione ad adottare un approccio coerente e a chiedere agli Stati membri di riferire immediatamente in merito ai progressi conseguiti a livello nazionale rispetto alla strategia Europa 2020; invita gli Stati membri a stabilire, nei rispettivi PNR, strategie nazionali ben definite per portare avanti la strategia Europa 2020, in particolare per quanto riguarda la riduzione della povertà;

65.  plaude al fatto che, per le RSP di quest'anno, la Commissione si sia avvalsa del nuovo quadro di valutazione degli indicatori occupazionali e sociali, in particolare i riferimenti ai tassi di disoccupazione generale e di disoccupazione giovanile e ai livelli di NEET; osserva che tali indicatori sono puramente analitici; chiede che nel quadro di valutazione siano inclusi indicatori aggiuntivi, quali la qualità del lavoro, i livelli di povertà infantile, l'accesso all'assistenza sanitaria e il problema dei senzatetto; chiede che tali indicatori abbiano un'influenza reale sull'intero processo del semestre europeo;

66.  invita la Commissione e il Consiglio a continuare a perfezionare gli indicatori per il controllo della dimensione sociale, ambientale e dell'innovazione della strategia Europa 2020 nel contesto del semestre europeo; invita la Commissione a continuare la discussione sul numero e lo sviluppo di indicatori sociali e occupazionali, dato che l'aspetto sociale e l'aspetto economico dell'UE sono due facce della stessa medaglia e svolgono entrambi un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'Unione;

67.  chiede nuovamente che, ogniqualvolta sia necessario, prima dei vertici europei si convochi una riunione dei ministri del Lavoro e degli Affari sociali dell'Eurogruppo, per far sì che le problematiche sociali e occupazionali siano affrontate in modo più completo nelle discussioni e nelle decisioni delle autorità dell'area dell'euro, anche nell'ottica di fornire un contributo alle riunioni dei capi di Stato e di governo dell'area dell'euro; ritiene importante organizzare riunioni congiunte dei Consigli EPSCO ed ECOFIN allo scopo di definire una posizione coerente ove necessario;

68.  valuta positivamente il fatto che la Commissione abbia riconosciuto che le misure di risanamento dei conti pubblici, adottate per garantire non solo la sostenibilità economica di alcuni Stati membri, ma anche la sostenibilità dell'intera economia europea, hanno avuto ripercussioni pesanti e di ampia portata sull'occupazione e la situazione sociale nell'Unione; chiede maggiori sforzi al fine di adempiere a tutti gli obblighi in ambito occupazionale e sociale sanciti dai trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; invita l'Agenzia dell'UE per i diritti fondamentali a valutare attentamente l'impatto di tali misure sui diritti fondamentali e a formulare raccomandazioni in caso di violazioni della Carta;

69.  accoglie con favore l'intenzione della Presidenza italiana, indicata nelle conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 30 agosto 2014, di convocare una conferenza a livello di capi di Stato e di governo sull'occupazione, in particolare l'occupazione giovanile;

70.  si compiace della summenzionata riduzione dei tassi di disoccupazione in alcuni Stati membri; rammenta, tuttavia, che la strategia Europa 2020 indica con precisione che la cifra da prendere in considerazione è il tasso di occupazione e deplora che gli attuali indicatori del tasso di occupazione non riflettano accuratamente la realtà di tutti i mercati del lavoro nell'UE;

71.  rileva che la Commissione segnala l'esigenza di riforme strutturali intese a migliorare le condizioni quadro per la crescita e l'occupazione, segnatamente in una congiuntura di disoccupazione elevata, ed evidenzia le numerose opportunità che si possono aprire a livello nazionale ed europeo con il completamento del mercato unico;

72.  invita la nuova Commissione a fare della ripresa dell'occupazione una priorità assoluta mediante la definizione di una strategia ambiziosa e globale per la crescita e la creazione di posti di lavoro di qualità, il che dovrebbe avvenire con il coinvolgimento di tutti i nuovi commissari; ritiene che, a tale fine, il commissario per l'occupazione e gli affari sociali dovrebbe elaborare un programma che interessi tutti gli ambiti politici e comprenda misure concrete per promuovere un'occupazione di qualità;

73.  ritiene che l'UE non possa recuperare la propria competitività soltanto attraverso una riduzione delle spese, ma che questa debba essere accompagnata da maggiori investimenti nella ricerca e nello sviluppo, nell'istruzione e nelle competenze, nonché da un uso più efficiente delle risorse; chiede che i mercati del lavoro diventino più adattivi e dinamici, in modo da potersi adeguare alle perturbazioni della situazione economica senza causare licenziamenti collettivi e adeguamenti eccessivi delle retribuzioni; ricorda che il potere d'acquisto di molti lavoratori dell'UE è stato sensibilmente eroso, i redditi delle famiglie sono scesi e la domanda interna è calata; sottolinea che per recuperare la necessaria competitività della nostra economia, l'UE deve contemplare anche strategie incentrate sugli altri costi di produzione, sull'andamento dei prezzi e sui margini di profitto, nonché su politiche trasversali volte a promuovere l'innovazione, la produttività e l'eccellenza;

74.  esprime preoccupazione perché le crescenti disparità in termini di benessere e reddito stanno indebolendo il potere d'acquisto e la domanda interna nonché gli investimenti nell'economia reale; invita gli Stati membri a includere nei rispettivi PNR misure intese a ridurre tali disparità, al fine di dare impulso alla crescita, all'occupazione e alla coesione sociale;

75.  sottolinea che occorre spostare l'onere fiscale dal lavoro verso altre forme di tassazione sostenibile per promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro;

76.  accoglie con favore le RSP della Commissione in materia di tassazione ambientale e invita gli Stati membri ad attuarle provvedendo affinché ne traggano beneficio in particolare i redditi più bassi; evidenzia gli effetti positivi in ambito finanziario, occupazionale, sociale e ambientale del trasferimento degli oneri fiscali dal lavoro alla tassazione ambientale e della graduale eliminazione delle sovvenzioni dannose per l'ambiente;

77.  esprime preoccupazione per la frammentazione finanziaria dell'area dell'euro che in taluni casi mette a rischio la crescita e la sostenibilità delle PMI; chiede che sia ripristinata la capacità del sistema economico di concedere prestiti, che consente alle PMI di investire e creare posti di lavoro, e che sia facilitato l'accesso all'imprenditoria e l'accesso a programmi come COSME o Orizzonte 2020 da parte delle PMI;

78.  invita gli Stati membri a eliminare gli oneri amministrativi e la formalità burocratiche superflue a carico dei lavoratori autonomi, delle microimprese e delle PMI e a favorire le condizioni per l'avvio di nuove imprese;

79.  invita la Commissione a concretizzare urgentemente, sulla base dell'articolo 9 del TFUE, il piano di investimenti per 300 miliardi di EUR promesso e chiede che si valuti se tale importo sia sufficiente a ripristinare interamente le potenzialità per la crescita, la competitività e la creazione di posti di lavoro di qualità dell'UE;

80.  si compiace del fatto che, nella sua comunicazione quadro che sintetizza le RSP a livello di UE, la Commissione solleciti maggiori investimenti a favore della R&S, dell'innovazione, dell'istruzione, dell'acquisizione di competenze e di politiche attive del mercato del lavoro, oltre che all'energia, ai trasporti e all'economia digitale;

81.  invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare l'industria dell'UE attraverso l'applicazione di una politica di concorrenza più flessibile, che promuova la competitività e l'occupazione, unitamente a un piano di transizione ecologica e digitale; invita nuovamente la Commissione a elaborare, previa consultazione delle parti sociali, una proposta legislativa sull'informazione e la consultazione dei lavoratori e l'anticipazione e la gestione delle ristrutturazioni, al fine di garantire che l'adattamento delle industrie dell'UE ai cambiamenti avvenga in modo responsabile sotto il profilo economico e sociale, in modo da mantenere i diritti dei lavoratori senza introdurre un onere normativo eccessivo a carico delle imprese, in particolare delle PMI;

82.  è preoccupato per il fatto che, in molti Stati membri e in molti settori, la perdita di posti di lavoro si accompagna a un peggioramento della qualità del lavoro, all'aumento degli ostacoli all'occupazione e al deterioramento delle norme in materia di lavoro; sottolinea la necessità che la Commissione e gli Stati membri compiano sforzi specifici per migliorare la qualità del lavoro al fine di favorire l'incontro tra le competenze e le esigenze del mercato del lavoro; sottolinea la necessità che la Commissione e gli Stati membri affrontino in maniera specifica gli ulteriori problemi causati dall'occupazione a tempo parziale e temporanea imposta, dai contratti precari (come i contratti a zero ore), dal falso lavoro autonomo e dal lavoro non dichiarato; accoglie pertanto con favore l'iniziativa della Commissione relativa a una piattaforma europea del lavoro non dichiarato; ribadisce l'invito agli Stati membri a garantire che le persone con contratti di lavoro precari, a tempo determinato o a tempo parziale, oppure i lavoratori autonomi, fruiscano di una serie di diritti di base e di un'adeguata protezione sociale;

83.  invita la Commissione ad assicurare che i suoi orientamenti strategici promuovano riforme del mercato del lavoro volte, tra l'altro, a ridurre la segmentazione, promuovere il passaggio da un'occupazione all'altra, migliorare l'inclusione dei gruppi vulnerabili nel mercato del lavoro, ridurre la povertà in situazione lavorativa, promuovere la parità di genere, rafforzare i diritti dei lavoratori con contratti atipici e garantire una maggiore protezione sociale per i lavoratori autonomi;

84.  osserva che, nella sua relazione annuale 2013 sull'occupazione e la situazione sociale nell'UE, la Commissione aveva sottolineato l'importanza della spesa per la protezione sociale quale salvaguardia contro i rischi sociali; ricorda l'importanza degli stabilizzatori automatici nell'affrontare gli shock asimmetrici e ai fini di evitare un eccessivo smantellamento dei sistemi sociali nazionali e rafforzare il tal modo la sostenibilità dell'UEM nel suo insieme; invita la Commissione a includere nelle sue RSP l'importanza di mantenere stabilizzatori automatici forti negli Stati membri, considerato il loro ruolo essenziale al fine di mantenere la coesione sociale e stimolare la domanda interna e la crescita economica; rinnova l'invito rivolto alla Commissione affinché prepari un Libro verde sugli stabilizzatori automatici nell'area dell'euro;

85.  prende atto dell'intenzione della Presidenza italiana del Consiglio europeo, indicata nel relativo programma, di avviare la discussione sugli stabilizzatori automatici a livello di UE, prestando particolare attenzione all'eventuale istituzione di un sistema di sostegno alla disoccupazione nell'area dell'euro;

86.  sottolinea l'importanza di politiche attive e inclusive del mercato del lavoro nel contesto attuale, intese come uno strumento strategico per promuovere l'occupazione; è profondamente preoccupato per il fatto che vari Stati membri, nonostante la disoccupazione in crescita, abbiano ridotto gli stanziamenti di bilancio destinati a finanziare politiche attive e inclusive del mercato del lavoro; invita gli Stati membri ad aumentare la copertura e l'efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro, in stretta collaborazione con le parti sociali;

87.  accoglie con favore l'adozione della decisione n. 573/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, su una cooperazione rafforzata tra i servizi pubblici per l'impiego (SPI); prende atto della proposta di regolamento EURES (portale europeo della mobilità professionale) presentata nel gennaio 2014; invita il Parlamento e il Consiglio a deliberare con urgenza in proposito, affinché EURES possa divenire uno strumento efficace di promozione della mobilità dei lavoratori all'interno dell'UE, in linea con le disposizioni del regolamento (UE) n. 1296/2013 e al fine di promuovere la diversità; ricorda che la mobilità deve restare volontaria e non deve limitare gli sforzi volti a creare posti di lavoro di qualità e luoghi di formazione in loco; sottolinea che informazioni professionali affidabili sulle condizioni di vita e di lavoro in altri Stati membri costituiscono un requisito indispensabile per uno Spazio economico europeo ben funzionante;

88.  richiama l'attenzione sul numero crescente di lavoratori, in particolare tra i giovani, che lasciano il paese di origine diretti verso altri Stati membri in cerca di opportunità di lavoro; sollecita la Commissione e gli Stati membri a promuovere la mobilità dei lavoratori all'interno dell'Unione, al fine di assicurare la libera circolazione rispettando nel contempo il principio della parità di trattamento e salvaguardando le retribuzioni e le garanzie sociali; invita tutti gli Stati membri a stabilire condizioni sociali e lavorative in linea con la strategia Europa 2020;

89.  esprime preoccupazione per il fatto che la disponibilità di competenze scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM) non soddisferà la crescente domanda delle imprese nei prossimi anni, il che rende la forza lavoro dell'Unione meno capace di adattarsi e progredire; invita gli Stati membri a investire nella modernizzazione dei sistemi di istruzione e formazione, compresa la formazione permanente e i sistemi di apprendimento duale, e a facilitare il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro;

90.  ritiene che sia necessario migliorare le capacità di leadership, gestione e imprenditorialità tra i giovani per consentire alle nuove imprese e alle start-up di trarre vantaggio dai nuovi mercati e realizzare il loro potenziale di crescita, in modo che i giovani diventino datori di lavoro e non solo lavoratori dipendenti;

91.  osserva che il prestito bancario è ancora la fonte più comune di finanziamento nell'Unione; ritiene tuttavia che esistano reali benefici nelle nuove forme di finanziamento basate su sistemi innovativi e indipendenti dalle banche, come il finanziamento collettivo (crowd funding), gli investitori informali in PMI, i prestiti peer-to-peer, i microfinanziamenti, le agenzie di microcredito facilmente accessibili e altri strumenti che possono offrire investimenti essenziali per permettere alle start-up e alle PMI di crescere e di creare posti di lavoro;

92.  si compiace della riduzione dei tassi di disoccupazione giovanile, ma sottolinea che restano ancora a livelli allarmanti, vale a dire il 22% nell'UE-28 e il 23,1% nell'area dell'euro; sottolinea le preoccupanti differenze esistenti tra gli Stati membri (7,8% in Germania contro il 56,3% in Grecia nell'aprile 2014); sottolinea che anche la precarietà dei posti di lavoro e la sottoccupazione sono aumentate, tenendo conto che, anche quando i giovani trovano un lavoro, alcuni di essi – in media il 43% rispetto al 13% dei lavoratori adulti – si trovano a lavorare in condizioni di precariato o con contratti a tempo parziale imposti; esprime inoltre preoccupazione per il crescente livello di giovani disoccupati senzatetto in molti Stati membri;

93.  valuta positivamente il fatto che la garanzia per i giovani sia menzionata nella maggior parte delle RSP; invita la Commissione a seguire attentamente le sfide individuate nelle RSP del 2014 per quanto riguarda la qualità delle offerte, la mancanza di azioni attive di coinvolgimento dei NEET, la capacità amministrativa dei servizi pubblici per l'impiego e l'assenza di un'interazione efficace con tutti i partner interessati, identificando nel contempo le migliori pratiche che potrebbero servire come riferimento per migliorare i programmi; chiede una maggiore trasparenza nel monitoraggio dell'attuazione, un approccio più ambizioso relativamente ai provvedimenti da adottare nei confronti degli Stati membri che non mostrano progressi e un migliore utilizzo della possibilità di anticipare i finanziamenti; sottolinea al riguardo che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile dovrebbe essere considerata da tutti gli Stati membri un incentivo a utilizzare il Fondo sociale europeo per finanziare progetti più ampi relativi ai giovani, in particolare quelli che affrontano il problema della povertà e dell'inclusione sociale;

94.  invita la Commissione a proporre un quadro europeo che introduca norme minime per l'attuazione della garanzia per i giovani, anche per quanto concerne la qualità dell'apprendistato e dell'occupazione, salari dignitosi per i giovani e l'accesso ai servizi e ai diritti del lavoro, e copra la fascia di età compresa fra i 25 e i 30 anni; invita gli Stati membri a utilizzare in modo efficiente la dotazione disponibile e ad attuare tempestivamente la garanzia per i giovani; invita la Commissione e gli Stati membri a fare della garanzia per i giovani una priorità, dal momento che gli stanziamenti di bilancio sono anticipati nei primi due anni; chiede di aumentare la dotazione disponibile nel contesto della promessa revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale, tenendo presente che, secondo le stime dell'Organizzazione internazionale del lavoro, sono necessari 21 miliardi di EUR per risolvere il problema della disoccupazione giovanile nell'area dell'euro; ritiene che tale aumento sia un investimento necessario considerate le enormi perdite economiche annue causate dall'inerzia rispetto alla disoccupazione giovanile, che ammontano a 153 miliardi di EUR, pari all'1,2% del PIL dell'Unione (Eurofound, 2012)(17);

95.  sottolinea l'importanza di valorizzare le competenze pratiche e il sistema duale della formazione professionale, che migliorano l'occupabilità dei giovani;

96.  invita gli Stati membri a migliorare la cooperazione tra le imprese e il settore dell'istruzione a tutti i livelli;

97.  prende atto della raccomandazione del Consiglio del marzo 2014 relativa a un quadro di qualità per i tirocini, onde prevenire la discriminazione e lo sfruttamento dei giovani lavoratori; invita la Commissione e gli Stati membri, nell'ambito del semestre europeo, a integrare tali raccomandazioni nei PNR e nelle RSP;

98.  osserva con preoccupazione che i tassi di disoccupazione femminile sono più alti di quelli della disoccupazione globale (11,7% nell'UE-18 e 10,4% nell'UE-28, contro, rispettivamente, l'11,5% e il 10,2%); chiede pertanto programmi specifici per la creazione di posti di lavoro di qualità che contemplino misure mirate per le donne; invita a prevedere l'integrazione della dimensione di genere nelle raccomandazioni e sottolinea che la promozione della parità di genere e della partecipazione delle donne al mercato del lavoro non devono essere minacciate da altre raccomandazioni; chiede l'elaborazione di raccomandazioni specifiche volte a ridurre il divario di genere nelle retribuzioni e nelle pensioni, che non solo ha un effetto frenante sull'economia e la competitività, ma è anche un segno di ingiustizia sociale;

99.  valuta positivamente le raccomandazioni intese ad affrontare la scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro; invita la Commissione a includere nella prossima AAC una prospettiva più ampia di parità di genere che vada oltre i tassi di occupazione; invita la Commissione e gli Stati membri ad affrontare questioni quali la segregazione del mercato del lavoro e la ripartizione iniqua delle responsabilità familiari; chiede l'introduzione di servizi pubblici di qualità e a basso costo nel campo della custodia dei bambini e dell'assistenza agli anziani che permettano a coloro che prestano assistenza, in particolare alle donne, di rientrare nel mercato del lavoro e che favoriscano la conciliazione tra vita professionale e vita privata;

100.  invita gli Stati membri a prestare particolare attenzione all'alto tasso di disoccupazione tra le categorie svantaggiate, dando priorità all'accesso e all'integrazione nel mercato del lavoro e all'inclusione delle politiche in materia di accesso e integrazione, dal momento che il lavoro è la chiave per un'integrazione riuscita;

101.  si dichiara profondamente preoccupato per i tassi di disoccupazione più elevati che si registrano tra i disoccupati di lunga durata e i lavoratori anziani, che hanno maggiori difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro; invita gli Stati membri ad avvalersi pienamente del Fondo sociale europeo per aiutare tali lavoratori a rientrare con successo nel mercato del lavoro;

102.  osserva con preoccupazione che in molti casi i dipendenti di età superiore ai 40 anni non ricevono più una formazione adeguata, né corsi di perfezionamento sul lavoro; invita pertanto i datori di lavoro, le parti sociali e i governi nazionali a mettere in atto autentici concetti di apprendimento permanente e rilevazioni sul mercato del lavoro, al fine di conseguire quanto prima notevoli miglioramenti nelle qualifiche dei lavoratori più anziani;

103.  valuta positivamente le RSP volte a migliorare l'adeguatezza e la copertura dei regimi di reddito minimo, delle reti di sicurezza e della protezione sociale, come pure la serie di RSP relative alle politiche di inclusione nel mercato del lavoro; ritiene tuttavia che la crescita fragile e disomogenea prevista dalla Commissione per il 2014 e il 2015 non basterà di per sé a controbilanciare l'impatto e le conseguenze che la crisi ha avuto sulla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale nonché sul raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020; esorta gli Stati membri a seguire rigorosamente e attuare le raccomandazioni e a proporre nei loro PNR misure specifiche volte a contrastare la povertà, in particolare il problema dei senzatetto e la povertà infantile;

104.  invita la Commissione a collegare più strettamente il semestre europeo agli obiettivi sociali della strategia Europa 2020; ritiene che i PNR debbano riferire in merito ai progressi compiuti in relazione agli obiettivi nazionali in materia di povertà, dimostrando il contributo dato all'obiettivo primario in materia di povertà concordato nell'ambito della strategia Europa 2020; invita la Commissione a emettere in futuro raccomandazioni specifiche per paese sulla lotta alla povertà destinate a tutti gli Stati membri; invita gli Stati membri a dotarsi di misure specifiche in materia di inclusione sociale e lotta contro la discriminazione per la riduzione della povertà destinate ai gruppi più a rischio di esclusione sociale; invita gli Stati membri ad attuare una strategia globale di inclusione attiva fornendo un reddito minimo e un sistema di previdenza sociale, conformemente alle loro prassi nazionali, comprese le disposizioni stabilite nei contratti collettivi o nella legislazione nazionale;

105.  invita gli Stati membri, alla luce della raccomandazione del Consiglio del 9 e 10 dicembre 2013 sulle misure efficaci per l'integrazione dei Rom negli Stati membri, ad attuare misure a lungo termine, mirate e integrate per ridurre il livello di emarginazione sociale ed economica delle comunità Rom, in particolare adottando misure di integrazione nel mercato del lavoro, anche rafforzando i legami tra assistenza sociale e misure di attivazione, incrementando la partecipazione scolastica dei bambini Rom e riducendo l'abbandono scolastico prematuro;

106.  invita la Commissione a far fronte immediatamente all'aumento preoccupante della povertà infantile in tutta l'Unione mediante l'introduzione di una garanzia per i minori contro la povertà; ritiene che tale garanzia sia fondamentale per tutelare i bambini colpiti dalle conseguenze dell'attuale crisi economica e sociale;

107.  deplora che la Commissione abbia formulato le sue raccomandazioni in materia pensionistica senza tenere conto della posizione del Parlamento sul Libro verde e il Libro bianco pertinenti; sottolinea che le riforme dei regimi pensionistici richiedono una coesione politica e sociale a livello nazionale e sono efficaci soltanto se negoziate con le parti sociali; sottolinea inoltre che le necessarie riforme approfondite dei sistemi pensionistici negli Stati membri devono essere predisposte, concepite e adottate nell'ottica di garantire la loro sostenibilità, evitando nel contempo di compromettere livelli pensionistici adeguati, e conformemente alle priorità economiche e sociali della strategia Europa 2020;

108.  ritiene deplorevole che pochissime RSP affrontino la questione della povertà in situazione lavorativa o del problema dei senzatetto; richiama l'attenzione sulla comparsa di nuove forme di povertà che interessano la classe media e quella lavoratrice e sul fatto che le difficoltà nel pagamento dei mutui determinano un aumento degli sfratti e dei pignoramenti; invita la Commissione ad affrontare esplicitamente nell'AAC del 2015 la povertà in situazione lavorativa e la povertà tra le persone aventi un rapporto limitato o nullo con il mercato del lavoro; raccomanda alla Commissione e agli Stati membri di attuare strategie integrate che favoriscano un'edilizia sociale e a prezzi accessibili, politiche di prevenzione efficaci volte a ridurre il numero degli sfratti e politiche che affrontino il problema della povertà energetica, anch'essa in aumento;

109.  valuta positivamente il fatto che alcune RSP vertano sulla lotta alla povertà infantile e su servizi di custodia dei bambini a prezzi accessibili, ma raccomanda un aumento delle politiche rivolte alle famiglie a basso reddito; sollecita un maggior numero di raccomandazioni sulle strategie di inclusione sociale, tra cui la lotta alle forme estreme di povertà, come la condizione di senzatetto;

110.  prende atto del sostegno della Commissione a favore delle strategie di inclusione attiva; ritiene tuttavia che tali strategie debbano comprendere misure atte a integrare nel mercato del lavoro i disabili e le persone con ridotte capacità lavorative; incoraggia gli Stati membri a prendere in considerazione il valore aggiunto insito nell'incentivare i datori di lavoro ad assumere le persone più lontane dal mercato del lavoro, sviluppando una combinazione equilibrata di responsabilità e reti di supporto che coinvolgano tutti i soggetti interessati nello sviluppo delle politiche del mercato del lavoro negli Stati membri;

111.  chiede inoltre, alla luce degli elevati tassi di povertà, che sia effettuata una valutazione intesa ad accertare se il Fondo di aiuti europei agli indigenti disponga di una dotazione adeguata e, in caso contrario, che si esamini la possibilità di un suo incremento nell'ambito della revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale;

112.  conviene con la Commissione che gli Stati membri devono combattere il fenomeno dei senzatetto attraverso strategie globali basate sulla prevenzione, approcci imperniati sull'edilizia e il riesame delle normative e delle prassi in materia di sfratti, nonché ponendo fine alla criminalizzazione dei senzatetto; chiede che siano migliorati lo scambio transnazionale delle buone pratiche e l'apprendimento reciproco e riconosce il ruolo del programma Progress in tale contesto;

113.  valuta positivamente la raccomandazione di investire nell'istruzione, ma è preoccupato dal fatto che più di 20 Stati membri abbiano ridotto la spesa per l'istruzione in termini relativi (espressa in percentuale del PIL), mettendo pertanto a repentaglio il loro potenziale di crescita e creazione di posti di lavoro e la loro competitività; sottolinea che la riduzione di tali investimenti accrescerà le debolezze strutturali dell'UE, dato lo squilibrio tra la crescente esigenza di lavoratori altamente qualificati e il fatto che in molti Stati membri una percentuale elevata della forza lavoro è attualmente poco qualificata;

114.  prende atto della raccomandazione della Commissione che invita a riformare i sistemi sanitari affinché realizzino l'obiettivo di assicurare a tutti un accesso pubblico a cure di qualità in modo efficiente sotto il profilo dei costi, e a garantirne la sostenibilità finanziaria;

115.  rinnova la richiesta di coinvolgere maggiormente e in modo strutturato i rappresentanti della società civile a livello nazionale e di UE, al fine di salvaguardare la legittimità del processo del semestre europeo e di accrescerne l'efficacia; attende con interesse, a tale riguardo, che la Commissione coinvolga come previsto le parti sociali nel contesto del comitato per il dialogo sociale prima dell'adozione dell'AAC del 2015;

116.  critica il fatto che non tutti gli Stati membri abbiano coinvolto sia i rispettivi parlamenti che le parti sociali e la società civile nell'elaborazione dei loro PNR; invita gli Stati membri a inserire nei loro PNR un riepilogo dettagliato che illustri i soggetti coinvolti e secondo quali modalità; invita la Commissione a tenere conto delle varie prassi parlamentari e del diverso coinvolgimento dei soggetti interessati nel semestre europeo;

Politiche di bilancio

117.  sottolinea nuovamente il ruolo cruciale del bilancio dell'UE nello stimolare la crescita sostenibile, promuovere la creazione di posti di lavoro e ridurre gli squilibri macroeconomici nell'UE, contribuendo in tal modo alla riduzione delle disparità sociali; ribadisce in particolare che, anche senza tenere conto del suo ruolo di catalizzatore di investimenti, circa il 60% del bilancio dell'UE è direttamente destinato al conseguimento degli obiettivi di Europa 2020; sottolinea inoltre che molti programmi 2014-2020 includono strumenti finanziari innovativi, potenzialmente in grado di svolgere un ruolo chiave nel sostenere gli investimenti sia pubblici che privati negli Stati membri, in particolare per quanto riguarda gli investimenti a lungo termine, ampiamente riconosciuti come una delle massime priorità politiche;

118.  ricorda la necessità, all'inizio del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP), di una rapida ed efficace attuazione dei nuovi programmi, sia a livello dell'UE che degli Stati membri, per far sì che tali programmi contribuiscano al processo di ripresa economica; chiede un'attuazione particolarmente rapida dei programmi che beneficeranno di una concentrazione dei finanziamenti nei primi anni del QFP, quali Orizzonte 2020, COSME, Erasmus+ e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile; pone l'accento sul fatto che tali programmi esercitano un effetto leva e svolgano un ruolo sinergico e catalitico nei confronti delle politiche nazionali di investimento, della crescita e della creazione di posti di lavoro; sottolinea la necessità di un rapido avvio della politica di coesione 2014-2020 (in termini di accordi di partenariato già firmati, programmi operativi concordati e prefinanziamenti erogati); pone ancora una volta l'accento sul ruolo della politica di coesione nel sostenere la crescita e la creazione di posti di lavoro su tutto il territorio dell'Unione europea; invita gli Stati membri, in tale contesto, a garantire che i finanziamenti dell'UE siano diretti, ove possibile, a progetti intesi a promuovere la creazione di posti di lavoro, in particolare per i giovani, nonché la crescita sostenibile e la competitività; esprime profonda preoccupazione per quanto riguarda il livello senza precedenti degli impegni residui ("RAL"), che riguardano prevalentemente la politica di coesione, e il rischio elevato di disimpegni cui si trovano di fronte alcuni Stati membri per quanto riguarda i finanziamenti del precedente periodo di programmazione;

119.  sostiene sia la garanzia europea per i giovani sia l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, quali strumenti fondamentali per lottare contro il livello notevolmente elevato di disoccupazione giovanile; accoglie con favore i recenti provvedimenti presi dalla Commissione per assistere gli Stati membri nel programmare rapidamente le misure finanziate a titolo dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile; esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire un'attuazione adeguata, efficace, rapida e tempestiva di tali programmi;

120.  sottolinea che per promuovere l'occupazione, la crescita e la competitività nell'UE è necessario dare una spinta alla creazione di catene di valore nell'Unione e integrare maggiormente le imprese, incluse le PMI, a tutti i livelli di tali catene; ricorda che tali politiche dovrebbero riguardare le imprese di tutte le dimensioni, favorire il mantenimento della catena produttiva in Europa, sostenere i settori con un elevato potenziale di crescita, concentrandosi in particolare sull'innovazione, le competenze, la sostenibilità, l'imprenditorialità e la creatività, e consentire una crescita e un benessere sufficienti per generare un aumento della creazione di posti di lavoro;

121.  sottolinea che, in un momento in cui molti Stati membri dipendono fortemente da un singolo fornitore di energia, sei dei quali dipendono interamente dalla Russia per il gas naturale, la promozione e la salvaguardia dei posti di lavoro necessita altresì di una riduzione della vulnerabilità dell'UE agli shock energetici esterni, come dimostrato dalla crisi in corso in Ucraina; accoglie con favore, in tale ambito, le conclusioni del Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 e si attende che tali conclusioni siano integrate entro ottobre 2014 da misure ambiziose a medio e lungo termine per rafforzare la sicurezza energetica dell'UE;

122.  sottolinea che i massimali limitati dei pagamenti per il periodo 2014-2020 restano un problema nodale per il bilancio dell'UE, con un effetto negativo sulla ripresa economica, in quanto i ritardi di pagamento nuocciono, in primo luogo, ai beneficiari diretti; ricorda la necessità di assicurare, alla luce dell'attuazione, un avanzamento tempestivo e regolare dei pagamenti, in modo da procedere sia con quelli derivanti da impegni passati sia con quelli connessi ai prefinanziamenti volti a lanciare rapidamente i nuovi programmi, e da scongiurare qualsiasi riporto anomalo degli impegni residui ("RAL") al bilancio 2015; esorta a tale proposito il Consiglio ad adottare nella sua interezza il progetto di bilancio rettificativo n. 3/2014, quale presentato dalla Commissione, in modo tale da garantire il massimo impatto del bilancio dell'UE in termini di investimento effettivo; sottolinea che l'adozione senza modifiche dei progetti di bilancio rettificativo n. 2, 3 e 4 comporterebbe un'incidenza di bilancio complessiva pari solamente a 106 miliardi di EUR di contributi supplementari basati sul reddito nazionale lordo (RNL), che devono essere messi a disposizione dagli Stati membri al fine di garantire un livello sufficiente di stanziamenti di pagamento nel 2014 per coprire gli attuali obblighi giuridici dell'Unione; sottolinea la propria determinazione a continuare a monitorare la situazione complessiva per quanto riguarda i pagamenti ed i RAL e a sfruttare appieno tutti gli strumenti di flessibilità previsti dal regolamento QFP e dal relativo accordo interistituzionale; sottolinea che la questione relativa alla ricorrente crisi della bilancia dei pagamenti del bilancio UE deve essere affrontata in modo sostenibile in occasione del riesame postelettorale del QFP 2014-2020, il cui lancio è atteso, quanto prima, da parte della nuova Commissione europea, che deve entrare in funzione il 1° novembre 2014;

123.  ricorda la sua opinione secondo cui la situazione di bilancio negli Stati membri può essere alleggerita mediante un nuovo sistema di risorse proprie per il finanziamento del bilancio dell'Unione, che ridurrà i contributi basati sull'RNL permettendo così agli Stati membri di realizzare i loro sforzi di risanamento senza compromettere i finanziamenti dell'UE destinati a sostenere gli investimenti nelle misure per la ripresa economica e le riforme; ricorda che la Commissione ha presentato diverse proposte legislative al fine di riformare il sistema delle risorse proprie, ma che purtroppo finora nessuna di esse è stata seriamente discussa in seno al Consiglio; sottolinea pertanto l'importanza che attribuisce al nuovo gruppo di lavoro ad alto livello sulle risorse proprie, che dovrebbe portare ad un'autentica riforma del finanziamento dell'UE;

124.  esorta la Commissione, nel quadro dell'analisi annuale della crescita per il 2015, che sarà pubblicata a novembre 2014, a trattare esaustivamente e a sottolineare il ruolo del bilancio dell'UE nel processo del semestre europeo, fornendo dati reali e concreti sui suoi effetti di stimolo, catalizzatori, sinergici e integrativi sulla spesa pubblica complessiva a livello locale, regionale e nazionale;

125.  invita inoltre la Commissione a fornire, nella prossima analisi annuale della crescita, un quadro esauriente e completo dei risultati conseguiti grazie all'attuazione del patto per la crescita e l'occupazione adottato dal Consiglio europeo di giugno 2012, al fine di superare la crisi economica e finanziaria, ed a presentare nuove proposte sul ruolo che il bilancio dell'UE potrebbe svolgere per stimolare ancora di più una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva, efficiente sul piano delle risorse e in grado di creare occupazione;

126.  si compiace dell'impegno assunto dal Presidente eletto della Commissione di dare un seguito alla tabella di marcia della Commissione intitolata "Verso un'autentica Unione economica e monetaria" del 5 dicembre 2012; ritiene che qualsiasi finanziamento o strumento supplementare, ad esempio il meccanismo di solidarietà, debba essere parte integrante del bilancio dell'Unione, ma comunque andare oltre i massimali concordati del QFP;

Mercato interno

127.  chiede la creazione di un autentico mercato interno dell'energia che assicuri un accesso equo al mercato, un elevato livello di protezione dei consumatori e un mercato accessibile, in particolare per le PMI;

128.  reputa che gli Stati membri debbano potenziare gli sforzi volti a modernizzare la pubblica amministrazione, mediante il completamento delle riforme delle rispettive leggi in materia di pubblica amministrazione, una maggiore e migliore prestazione di servizi digitali a cittadini e imprese, la riduzione dei costi e una maggiore efficienza nonché la promozione della cooperazione transfrontaliera e l'attuazione di quadri di interoperabilità per le pubbliche amministrazioni; sottolinea che un'attuazione completa e rapida della legislazione dell'UE in materia di appalti pubblici e concessioni costituirebbe una grande opportunità per rafforzare l'innovazione e l'accesso delle PMI e per modernizzare la pubblica amministrazione, sia a livello governativo che locale, migliorando la qualità, l'efficacia e la trasparenza delle spese e degli investimenti pubblici;

Politiche ambientali

129.  sottolinea che il fatto che le economie dell'Unione europea diventino sempre più rispettose dell'ambiente contribuisce ad una crescita a lungo termine resistente alle crisi, accresce la competitività e crea posti di lavoro, migliorando nel contempo la sicurezza e l'indipendenza energetiche dell'Unione, e che l'economia verde va vista come principale fattore propulsivo dello sviluppo economico;

o
o   o

130.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, ai governi degli Stati membri, alla Commissione, ai parlamenti nazionali e alla Banca centrale europea.

(1) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 12.
(2) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 41.
(3) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 8.
(4) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 33.
(5) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
(6) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 1.
(7) Testi approvati, P7_TA(2014)0240.
(8) Testi approvati, P7_TA(2013)0036.
(9) Testi approvati, P7_TA(2014)0130.
(10) GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11.
(11) GU L 140 del 27.5.2013, pag. 1.
(12) Testi approvati, P7_TA(2014)0129.
(13) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.
(14) GU C 51 E del 22.2.2013, pag. 101.
(15) Testi approvati, P7_TA(2014)0043.
(16) Testi approvati, P7_TA(2013)0205.
(17) Eurofound (2012), "NEET – Giovani che non studiano e non lavorano: caratteristiche, costi e risposte politiche in Europa", Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo.

Avviso legale