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Procedura : 2014/2903(RSP)
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Testi presentati :

RC-B8-0164/2014

Discussioni :

PV 23/10/2014 - 6.1
CRE 23/10/2014 - 6.1

Votazioni :

PV 23/10/2014 - 7.1

Testi approvati :

P8_TA(2014)0039

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Giovedì 23 ottobre 2014 - Strasburgo Edizione definitiva
Chiusura della ONG Memorial, titolare del Premio Sacharov 2009, in Russia
P8_TA(2014)0039RC-B8-0164/2014

Risoluzione del Parlamento europeo del 23 ottobre 2014 sulla chiusura della ONG "Memorial" (vincitrice del premio Sacharov 2009) in Russia (2014/2903(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti raccomandazioni e risoluzioni sulla Russia, in particolare le sue raccomandazioni al Consiglio del 23 ottobre 2012(1) e del 2 aprile 2014(2) concernenti l'applicazione di restrizioni comuni in materia di visti ai funzionari russi coinvolti nel caso Sergei Magnitsky, nonché le sue risoluzioni del 13 giugno 2013 sullo Stato di diritto in Russia(3) e del 13 marzo 2014 sulla Russia: condanna dei manifestanti coinvolti nei fatti di Piazza Bolotnaya(4),

–  vista l'assegnazione del premio Sacharov 2009 per la libertà di pensiero a "Memorial", organizzazione non governativa (ONG) russa impegnata, tra l'altro, nella difesa dei diritti dei prigionieri politici in Russia,

–  vista la dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) del 26 marzo 2013 sulla situazione delle ONG nella Federazione russa,

–  vista la costituzione russa, in particolare l'articolo 118, che attribuisce ai soli tribunali il potere di amministrare la giustizia nella Federazione russa, e l'articolo 120, che sancisce l'indipendenza dei giudici e l'assoggettamento degli stessi unicamente alla costituzione russa e alle leggi federali,

–  viste le consultazioni UE-Russia in materia di diritti umani del 28 novembre 2013,

–  vista la dichiarazione del mediatore per i diritti umani della Federazione russa, Vladimir Lukin, del 4 marzo 2014, sulle manifestazioni pubbliche a Mosca e sui provvedimenti adottati dalle autorità di contrasto,

–  visti il vigente accordo di partenariato e di cooperazione (APC) che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall'altra, e i negoziati sospesi per un nuovo accordo UE-Russia,

–  visti il "partenariato per la modernizzazione" avviato nel 2010 a Rostov-sul-Don e l'impegno assunto dalla dirigenza russa in relazione allo Stato di diritto quale base fondamentale per la modernizzazione del paese,

–  vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani, adottata dall'Assemblea generale dell'ONU il 9 dicembre 1998,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che la Federazione russa, quale membro a pieno titolo del Consiglio d'Europa, dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e delle Nazioni Unite, si è impegnata a rispettare i principi della democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani; che, in ragione di diverse violazioni gravi dello Stato di diritto e dell'adozione di leggi restrittive nel corso degli ultimi mesi, si nutrono sempre maggiori preoccupazioni riguardo al rispetto degli obblighi internazionali e nazionali da parte della Russia; che in più occasioni l'UE ha offerto a titolo addizionale la propria assistenza e competenza per aiutare il paese a modernizzare e rispettare il proprio ordine costituzionale e giuridico, in linea con le norme del Consiglio d'Europa;

B.  considerando che la situazione dei diritti umani in Russia è peggiorata negli ultimi anni e che le autorità russe hanno adottato una serie di provvedimenti legislativi contenenti disposizioni ambigue, utilizzate per imporre ulteriori restrizioni ai membri dell'opposizione e della società civile e ostacolare le libertà di espressione e di riunione;

C.  considerando che la legge russa sugli "agenti stranieri", adottata nel luglio 2012, impone alle ONG che ricevono finanziamenti stranieri e sono impegnate in "attività politiche" di presentare domanda per essere incluse in un elenco governativo speciale degli agenti stranieri, per essere poi sottoposte a rigorosi controlli supplementari da parte del governo, e che tale legge obbliga le stesse ONG a dichiarare in ogni pubblicazione, comunicato stampa e relazione che tali documenti sono stati elaborati da un agente straniero; che la legge è stata modificata nel maggio 2014 per consentire al ministero della Giustizia di registrare le ONG come "agenti stranieri" a propria discrezione;

D.  considerando che l'attuazione di tale legge ha comportato gravi interventi quali retate della polizia, sequestri di beni, ammende amministrative e altri provvedimenti intesi a ostacolare le organizzazioni della società civile e a dissuaderle dallo svolgere il loro lavoro; che tredici gruppi di spicco nel settore della difesa dei diritti hanno presentato congiuntamente una denuncia dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo per contestare la legge sugli "agenti stranieri"; che tale domanda è attualmente oggetto di esame;

E.  considerando che numerose organizzazioni russe e internazionali dei diritti umani hanno segnalato che il ricorso a provvedimenti sproporzionati e atti aggressivi da parte delle forze di sicurezza ha provocato episodi di violenza cui hanno fatto seguito arresti arbitrari di manifestanti; che leader di partiti e movimenti di opposizione sono soggetti a vessazioni da parte delle autorità russe e alcuni di essi sono attualmente in stato di fermo con diverse accuse;

F.  considerando che lo svolgimento di diversi processi e procedimenti giudiziari nel corso degli ultimi anni ha sollevato dubbi circa l'indipendenza e l'imparzialità delle istituzioni giudiziarie della Federazione russa; che tali processi vanno considerati in un contesto più ampio, caratterizzato da un aumento della repressione, della persecuzione e delle violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui figurano arresti, carcerazioni e processi per motivi politici, e che i casi di Sergej Magnitskij, Michail Chodorkovskij e Aleksej Naval'nyj sono solo gli esempi più eclatanti;

G.  considerando che le autorità russe stanno ampliando i programmi di sorveglianza di massa e che tali programmi, unitamente alle leggi che limitano la libertà delle ONG, rappresentano per le autorità russe un potentissimo strumento per controllare e opprimere le voci dell'opposizione;

H.  considerando che Memorial è un'associazione storica russa per la difesa dei diritti umani che opera dal 1987 per promuovere i valori di difesa della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani fondamentali nella pratica politica e nella vita pubblica e che è stata fondata su iniziativa di un gruppo di dissidenti dell'era sovietica sotto l'egida del premio Nobel Andrej Sacharov;

I.  considerando che il ministero della Giustizia russo chiede attualmente la liquidazione di Memorial, dal momento che riunisce oltre 50 agenzie regionali indipendenti su scala nazionale sotto un'unica organizzazione centrale, senza disporre di una sede centrale; che, secondo il diritto federale, un'organizzazione può essere definita "nazionale" solo se è rappresentata in più della metà delle regioni della Russia attraverso organizzazioni "regionali" formalmente registrate; che Memorial è registrata presso il ministero della Giustizia dal 1992;

J.  considerando che Memorial, grazie alle voci dei suoi leader, si è opposta fermamente all'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia, esprimendo dure critiche al riguardo, e ha invitato il presidente Putin a porre fine a tale situazione;

K.  considerando che nel 2009 il Parlamento europeo ha assegnato il premio Sacharov a Memorial;

L.  considerando che il 23 maggio 2014 un tribunale di Mosca ha disposto la registrazione del centro per i diritti umani Memorial quale "agente straniero" in ragione della sua "attività politica" nel campo dei diritti umani; che, a seguito di ciò, l'ONG si è rifiutata di registrarsi con tale ingiusta denominazione e ha deciso di liquidare la propria struttura, proseguendo il suo operato senza alcuna registrazione nella Federazione russa;

M.  considerando che il 13 ottobre 2014 il ministero della Giustizia russo ha intentato un'azione legale al fine di liquidare l'associazione russa Memorial, adducendo il fatto che l'associazione stessa e le relative affiliate sarebbero registrate in maniera indebita;

N.  considerando che Memorial potrebbe essere sciolta una volta che, il 13 novembre 2014, la Corte suprema russa delibererà in merito all'azione legale;

O.  considerando che Memorial ha da tempo problemi con l'amministrazione russa, dato che, tra le altre cose, è stata denominata "agente straniero" dal ministero della Giustizia nel luglio del 2014, è stata costretta a chiudere il suo ufficio in Cecenia dopo l'assassinio dell'attivista per i diritti umani Natal'ja Estemirova, che stava indagando su casi di rapimento e omicidio, ed è stata la prima organizzazione oggetto di un ordine di liquidazione destinato al suo centro contro le discriminazioni ADC di San Pietroburgo (attivo sul fronte della promozione dei diritti dei rom in Russia, dei lavoratori migranti provenienti dall'Asia centrale e dal Caucaso, e dell'etnia dei tatari in Crimea) per non essersi registrata come "agente straniero";

P.  considerando che i siti Internet di talune emittenti giornalistiche indipendenti sono stati bloccati a norma di nuovi emendamenti alla legge sull'informazione, sulle tecnologie dell'informazione e sulla protezione delle informazioni adottati a febbraio 2014; che tra i siti si annoverano Grani.ru, Kasparov.ru, EJ.ru, nonché il blog dell'attivista dell'opposizione Aleksej Naval'nyj sul sito web della stazione radio Moscow Echo e Livejournal.com; che le trasmissioni del canale televisivo via cavo dell'opposizione, Dožd' (Pioggia), un'emittente indipendente, sono state interrotte in certe zone;

1.  condanna fermamente il ricorso presentato dal ministero della Giustizia russo dinanzi alla Corte suprema volto a chiudere l'organizzazione indipendente per la difesa dei diritti "Memorial", nonché l'udienza prevista il 13 novembre 2014, ed esorta il ministero della Giustizia a ritirare l'azione legale prima che si tenga l'udienza; sottolinea che Memorial svolge un ruolo cruciale nello sviluppo di valori democratici e nella promozione dei diritti umani in Russia;

2.  invita le autorità russe a porre fine a tutte le vessazioni, anche a livello giudiziario, contro l'associazione Memorial, il centro per i diritti umani Memorial, i relativi membri e tutti i difensori dei diritti umani nella Federazione russa, e a garantire che questi possano svolgere le loro legittime attività in ogni circostanza, senza alcuna ingerenza;

3.  sottolinea che Michail Fedotov, presidente del Consiglio presidenziale russo per la società civile e i diritti umani, ha affermato con chiarezza che non vi sono presupposti giuridici per la chiusura di Memorial e che l'udienza della Corte suprema andrebbe rinviata a dopo la conferenza di Memorial, in programma il 19 novembre 2014, in occasione della quale è atteso l'annuncio di modifiche alla sua struttura organizzativa onde rispettare la legge russa;

4.  ritiene che la legge sugli "agenti stranieri" sia contraria agli impegni sottoscritti dalla Russia nel quadro del Consiglio d'Europa e dell'OSCE; reputa inoltre che la definizione di "attività politica" svolta da una ONG che accetta finanziamenti esteri sia così ampia da permettere al governo di controllare in pratica qualsiasi attività organizzata relativa alla vita pubblica; esorta pertanto la Russia ad abrogare le leggi contenenti disposizioni non conformi agli impegni costituzionali e internazionali assunti dal paese in materia di diritti umani;

5.  esprime la più profonda preoccupazione per i successivi emendamenti apportati nel maggio 2014 alla legge sugli "agenti stranieri", in base a cui il ministero della Giustizia può ormai iscrivere gruppi nel registro degli "agenti stranieri" a propria discrezione, senza il consenso degli interessati;

6.  rileva che, a seguito di tale revisione della legge, il ministero della Giustizia ha prontamente registrato i primi quindici gruppi e che, successivamente, diverse ONG si sono battute in tribunale, senza successo, contro i tentativi delle autorità di costringerle a iscriversi nel registro;

7.  sottolinea che tali ONG (centro per i diritti umani Memorial, Public Verdict Foundation, AGORA e JURIX) sono particolarmente note per l'assistenza giuridica che forniscono alle vittime della manipolazione politica della giustizia, agli attivisti della società civile e ai manifestanti pacifici fatti oggetto di persecuzione, nonché agli attivisti LGBT e alle vittime di atti di violenza commessi dalla polizia, e che esse svolgono attualmente un ruolo essenziale per lo sviluppo dei valori democratici e la promozione dei diritti umani in Russia;

8.  invita le autorità russe a garantire il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali in qualsiasi circostanza, conformemente alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e agli strumenti internazionali e regionali sui diritti umani ratificati dalla Federazione russa, nonché a rispettare il diritto di tutti i cittadini a esercitare le libertà fondamentali e i diritti umani universali; invita le autorità russe a conformarsi alle disposizioni della Dichiarazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa sull'azione del Consiglio d'Europa relativa al miglioramento della protezione dei difensori dei diritti umani e alla promozione delle loro attività;

9.  esprime profonda preoccupazione per il mancato rispetto, da parte della Russia, degli obblighi giuridici internazionali ad essa incombenti in quanto membro del Consiglio d'Europa e dell'OSCE, nonché dei diritti umani fondamentali e dello Stato di diritto, come sancito dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR);

10.  esprime profonda inquietudine per il peggioramento delle condizioni della società civile critica in Russia, segnatamente di quelle organizzazioni impegnate a favore dei diritti umani e delle libertà democratiche che muovono critiche nei confronti delle politiche dello Stato; invita caldamente la Russia a invertire l'attuale tendenza al fine di garantire a tali cittadini e organizzazioni di svolgere le loro legittime attività senza impedimenti, nonché a promuovere la partecipazione di una società civile critica;

11.  sottolinea che la libertà di riunione nella Federazione russa è sancita dall'articolo 31 della Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, di cui la Russia è firmataria, e che le autorità russe sono pertanto obbligate a rispettarla; invita la Federazione russa a rispettare i principi dello Stato di diritto, della libertà di espressione e della libertà di riunione;

12.  invita il vicepresidente/alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a garantire che i casi di tutti coloro che sono perseguitati per motivi politici siano sollevati nel quadro degli incontri con le controparti russe e che i rappresentanti della Russia in tali incontri siano formalmente chiamati a rispondere caso per caso;

13.  invita i presidenti del Consiglio e della Commissione, nonché il vicepresidente/alto rappresentante, a continuare a seguire da vicino i suddetti casi e a sollevare tali questioni con diverse modalità e in vari incontri con la Russia, riferendo quindi al Parlamento in merito agli scambi intrattenuti con le autorità russe;

14.  esorta il VP/AR e il SEAE a garantire che l'Unione europea si adoperi in tutti i modi per continuare a offrire la propria collaborazione e assistenza alle organizzazioni della società civile della Russia, incluse quelle impegnate nella promozione dei valori della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto;

15.  esorta la Commissione e il SEAE, in relazione all'attuale fase di programmazione degli strumenti finanziari dell'UE, a incrementare l'assistenza finanziaria a favore della società civile russa e a includere il Forum della società civile UE-Russia nello strumento di partenariato al fine di garantire un sostegno a lungo termine sostenibile e credibile;

16.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa nonché al presidente, al governo e al parlamento della Federazione russa.

(1) GU C 68 E del 7.3.2014, pag. 13.
(2) Testi approvati, P7_TA(2014)0258.
(3) Testi approvati, P7_TA(2013)0284.
(4) Testi approvati, P7_TA(2014)0253.

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