Indice 
Testi approvati
Mercoledì 17 dicembre 2014 - StrasburgoEdizione definitiva
Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: regimi per prodotti originari di alcuni Stati ACP
 Preferenze commerciali autonome per la Repubblica di Moldova ***I
 Trattamento tariffario delle merci originarie dell'Ecuador ***I
 Mobilitazione del margine per imprevisti nel 2014
 Progetto di bilancio rettificativo n. 3/2014: entrate derivanti da ammende, interessi e rimborsi - stanziamenti di pagamento - organico della Commissione, degli Uffici, del Comitato delle regioni e del Garante europeo della protezione dei dati
 Progetto di bilancio rettificativo n. 4/2014: risorse proprie tradizionali (RPT), basi IVA e del reddito nazionale lordo (RNL)
 Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE: inondazioni in Italia - terremoto in Grecia - tempeste di ghiaccio in Slovenia - tempeste di ghiaccio e inondazioni in Croazia
 Progetto di bilancio rettificativo n. 5/2014: inondazioni in Italia (Sardegna) nel 2013 – terremoto in Grecia – tempeste di ghiaccio in Slovenia – tempeste di ghiaccio e inondazioni in Croazia
 Progetto di bilancio rettificativo n. 6/2014: revisione delle previsioni relative alle risorse proprie tradizionali e ai contributi IVA e RNL
 Attivazione del Fondo di solidarietà dell'UE: inondazioni in Serbia, Croazia e Bulgaria
 Progetto di bilancio rettificativo n. 7/2014: alluvioni in Serbia, Croazia e Bulgaria
 Progetto di bilancio rettificativo n. 8/2014: eccedenza derivante dall'esecuzione del bilancio dell'esercizio 2013
 Sistema delle risorse proprie dell'Unione – adeguamento dei contributi degli Stati membri *
 Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE: regioni colpite da catastrofi
 Mobilitazione dello strumento di flessibilità – Finanziamento dei programmi dei Fondi strutturali di Cipro
 Nuovo bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015
 Classificazione di infrazioni gravi nel trasporto stradale
 Rinnovare la strategia di sicurezza interna (SSI) dell'UE
 Riconoscimento dello Stato palestinese
 Settore dell'acciaio nell'Unione europea: proteggere lavoratori e industrie
 Situazione nel Mediterraneo e necessità di un approccio globale dell'UE alle migrazioni

Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: regimi per prodotti originari di alcuni Stati ACP
PDF 207kWORD 50k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione del 14 novembre 2014 che modifica l'allegato I del regolamento (CE) n. 1528/2007 del Consiglio recante applicazione dei regimi per prodotti originari di alcuni Stati appartenenti al gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) previsti in accordi che istituiscono o portano ad istituire accordi di partenariato economico (C(2014)08355 – 2014/2954(DEA))
P8_TA(2014)0085B8-0346/2014

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato della Commissione (C(2014)08355),

–  vista la lettera del 26 novembre 2014 della Commissione, con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato,

–  vista la lettera del 5 dicembre 2014 della commissione per il commercio internazionale al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE) n. 1528/2007 del Consiglio, del 20 dicembre 2007, recante applicazione dei regimi per prodotti originari di alcuni Stati appartenenti al gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) previsti in accordi che istituiscono, o portano a istituire, accordi di partenariato economico(1), in particolare l’articolo 2, paragrafo 2, e l'articolo 24 bis, paragrafo 6,

–  visto il regolamento (UE) n. 527/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 1528/2007 del Consiglio per quanto riguarda l'esclusione di alcuni paesi dall'elenco delle regioni o degli Stati che hanno concluso negoziati(2),

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per il commercio internazionale,

–  visto l'articolo 105, paragrafo 6, del suo regolamento,

–  visto che non è stata sollevata alcuna obiezione nel termine previsto all'articolo 105, paragrafo 6, terzo e quarto trattino, del suo regolamento, che arrivava a scadenza il 16 dicembre 2014,

A.  considerando che, ai sensi del regolamento (UE) n. 527/2013, dal 1° ottobre 2014 il Kenya non rientra più nel regime di accesso al mercato previsto dal regolamento (CE) n. 1528/2007;

B.  considerando che il 16 ottobre 2014 il Kenya, l'Unione europea e i suoi Stati membri hanno concluso i negoziati su un accordo di partenariato economico;

C.  considerando che il 14 novembre 2014 la Commissione ha adottato un atto delegato volto a reinserire il Kenya nell'allegato I del regolamento (CE) n. 1528/2007;

D.  considerando che la Commissione ha sottolineato che la decisione di non sollevare obiezioni limiterebbe il rischio di diversione degli scambi e di minori esportazioni nell'UE da parte del Kenya, riducendo l'impatto negativo sul settore del tonno, dell'orticoltura e dei fiori recisi;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 348 del 31.12.2007, pag. 1.
(2) GU L 165 del 18.6.2013, pag. 59.


Preferenze commerciali autonome per la Repubblica di Moldova ***I
PDF 201kWORD 49k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 55/2008 del Consiglio recante preferenze commerciali autonome per la Repubblica moldova (COM(2014)0542 – C8-0128/2014 – 2014/0250(COD))
P8_TA(2014)0086A8-0053/2014

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0542),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0128/2014),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 10 dicembre 2014, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e il parere della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0053/2014),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 17 dicembre 2014 in vista dell'adozione del regolamento (UE) n. …/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 55/2008 del Consiglio, recante preferenze commerciali autonome per la Repubblica di Moldova

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) n. 1383/2014.)


Trattamento tariffario delle merci originarie dell'Ecuador ***I
PDF 200kWORD 47k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul trattamento tariffario delle merci originarie dell'Ecuador (COM(2014)0585 – C8-0172/2014 – 2014/0287(COD))
P8_TA(2014)0087A8-0056/2014

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0585),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0172/2014),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 10 dicembre 2014, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il commercio internazionale (A8-0056/2014),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 17 dicembre 2014 in vista dell'adozione del regolamento (UE) n. .../2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sul trattamento tariffario delle merci originarie dell'Ecuador

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) n. 1384/2014.)


Mobilitazione del margine per imprevisti nel 2014
PDF 214kWORD 53k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilizzazione del margine per imprevisti, in conformità del punto 14 dell'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria (COM(2014)0328 – C8-0020/2014 – 2014/2037(BUD))
P8_TA(2014)0088A8-0068/2014

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0328 – C8-0020/2014),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(1) (regolamento QFP), in particolare l'articolo 13,

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(2), in particolare il punto 14,

–  vista la dichiarazione comune sugli stanziamenti di pagamento del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, quale convenuta nelle conclusioni comuni del 12 novembre 2013(3),

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, definitivamente adottato il 20 novembre 2013,

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 3/2014 adottato dalla Commissione il 15 aprile 2014 (COM(2014)0329),

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2014 adottata dal Consiglio il 12 dicembre 2014 (16740/2014 – C8-0289/2014),

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0068/2014),

A.  considerando che l'esecuzione del QFP per il periodo 2014-2020 è iniziata con un enorme arretrato dei pagamenti, fatture non pagate alla fine del 2013 per un importo di circa 23,4 miliardi di EUR unicamente per quanto concerne la politica di coesione, nonché un livello di impegni residui (RAL) pari, alla stessa data, a 221,7 miliardi di EUR, vale a dire 41 miliardi di EUR in più di quanto previsto inizialmente in sede di approvazione del QFP per il periodo 2007-2013; che la situazione è inaccettabile e richiede l'adozione di misure urgenti, come il ricorso ai meccanismi di flessibilità previsti nel regolamento QFP, nell'ottica di non compromettere l'efficacia delle politiche e dei programmi dell'Unione, come convenuto all'unanimità nell'ambito del QFP, nonché di limitare i diritti agli interessi di mora e di evitare un indebito incremento dell'esposizione e della vulnerabilità economica dei beneficiari del bilancio dell'Unione;

B.  considerando che, nel quadro della conciliazione di bilancio per il 2014, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione hanno convenuto, alla luce della necessità di garantire un andamento ordinato dei pagamenti e di scongiurare eventuali riporti anomali degli impegni residui (RAL) al bilancio 2015, di fare ricorso ai vari meccanismi di flessibilità previsti dal regolamento QFP, ivi compreso il margine per imprevisti;

C.  considerando che, dopo avere esaminato tutte le altre possibilità finanziarie per reagire alle circostanze impreviste, la Commissione aveva proposto di mobilitare l'intero importo disponibile del margine per imprevisti per integrare gli stanziamenti di pagamento a titolo del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, oltre il massimale di pagamento;

D.  considerando che il Consiglio non condivide l'interpretazione del Parlamento e della Commissione, secondo cui i 350 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento mobilitati nel 2014 a titolo degli strumenti speciali previsti dal regolamento QFP non andrebbero fatti rientrare nel massimale per i pagamenti, lasciando pertanto un margine di 711 milioni di EUR da esaurire prima di ricorrere al margine per imprevisti; che, di conseguenza, resta aperta la decisione se, e in quale misura, detrarre i 350 milioni di EUR dai margini di pagamenti del QFP per l'esercizio in corso e per quelli futuri;

E.  considerando che, nel quadro dei negoziati sulle dotazioni 2014-2015, è stato deciso di mobilitare il margine per imprevisti per un importo di 2 818,2 milioni di EUR, cui si aggiungono 350 milioni di EUR, vale a dire 3 168,2 milioni di EUR;

F.  considerando che, con ogni probabilità, la mobilitazione in parola non risolverà in modo sostenibile la questione relativa alle recenti carenze di pagamento e all'aumento degli impegni residui, ma limiterà soltanto l'incremento del numero di fatture non pagate e riportate all'anno successivo, numero che, a partire dal 2010, è cresciuto ogni anno di oltre il 50%;

G.  considerando che, tra l'altro, la mobilitazione in esame può essere finanziata praticamente senza gravare sui bilanci nazionali grazie ad altre entrate supplementari impreviste nel 2014;

H.  considerando inoltre che la mobilitazione del margine per imprevisti nel 2014 non comporta un aumento del massimale globale degli stanziamenti di pagamento (908 miliardi di EUR a prezzi del 2011) del QFP 2014-2020, come stabilito chiaramente all'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento QFP, dal momento che si procede alla sua detrazione dai margini degli esercizi futuri, come stabilito all'articolo 13, paragrafo 3, del regolamento QFP;

1.  è d'accordo sulla mobilitazione del margine per imprevisti nel 2014, come illustrato nell'allegato;

2.  sottolinea che la mobilizzazione di tale strumento, come previsto all'articolo 13 del regolamento QFP, pone in evidenza ancora una volta la cruciale necessità di una sempre maggiore flessibilità del bilancio dell'Unione;

3.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

4.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa alla mobilitazione del margine per imprevisti

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2015/435.)

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(2) GU C 373 del 20.12.2013 pag. 1.
(3) Testi approvati del 20.11.2013, P7_TA(2013)0472.


Progetto di bilancio rettificativo n. 3/2014: entrate derivanti da ammende, interessi e rimborsi - stanziamenti di pagamento - organico della Commissione, degli Uffici, del Comitato delle regioni e del Garante europeo della protezione dei dati
PDF 216kWORD 55k
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2014 dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione (16740/2014 – C8-0289/2014 – 2014/2036(BUD))
P8_TA(2014)0089A8-0069/2014

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(1), in particolare l'articolo 41,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, definitivamente adottato il 20 novembre 2013(2),

–  viste la dichiarazione comune del Parlamento, del Consiglio e della Commissione sugli stanziamenti di pagamento (dichiarazione comune del 12 novembre 2013), quale approvata nelle conclusioni comuni del 12 novembre 2013(3), e la dichiarazione del Parlamento europeo e della Commissione sugli stanziamenti di pagamento, quale approvata nelle medesime conclusioni comuni,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(4) (regolamento QFP),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(5) (AII),

–  vista la decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee(6),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 3/2014 adottato dalla Commissione il 28 maggio 2014 (COM(2014)0329),

–  vista la proposta della Commissione relativa alla mobilizzazione del margine per imprevisti nel 2014, approvata il 28 maggio 2014 (COM(2014)0328),

–  viste le conclusioni comuni approvate dal Parlamento e dal Consiglio l'8 dicembre 2014,

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2014 adottata dal Consiglio il 12 dicembre 2014 e trasmessa al Parlamento europeo nello stesso giorno (16740/2014 – C8‑0289/2014),

–  visti gli articoli 88 e 91 del suo regolamento,

–  vista la lettera della commissione per gli affari esteri,

–  vista la lettera dalla commissione per lo sviluppo,

–  vista la lettera della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  vista la lettera dalla commissione per la cultura e l'istruzione,

–  visti la relazione della commissione per i bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0069/2014),

A.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo (PBR) n. 3/2014 al bilancio generale 2014 quale presentato inizialmente dalla Commissione proponeva di aumentare le previsioni delle entrate derivanti da ammende e sanzioni e delle altre entrate di un importo pari a 1 568 milioni di EUR e gli stanziamenti di pagamento di un importo pari a 4 738 milioni di EUR all'interno delle rubriche 1a, 1b, 2 e 4 del quadro finanziario pluriennale (QFP), per permettere di coprire il fabbisogno rimanente fino alla fine dell'anno in modo da onorare gli obblighi derivanti dagli impegni passati e attuali;

B.  considerando che l'attuazione del QFP 2014-2020 è iniziata con un enorme arretrato dei pagamenti, con fatture non pagate per un importo pari a circa 23,4 miliardi di EUR alla fine del 2013 per la sola politica di coesione e con un livello di impegni da liquidare (RAL) che, alla fine del 2013, aveva raggiunto 221,7 miliardi di EUR, vale a dire 41 miliardi di EUR in più rispetto alle previsioni iniziali al momento dell'adozione del QFP 2007-2013;

C.  considerando che, dell'importo totale del PBR n. 3/2014, solamente 99 milioni di EUR sono destinati a coprire i programmi 2014-2020 nell'ambito della politica di coesione, mentre l'importo restante è destinato alla chiusura dei programmi 2007-2013 (3,296 miliardi di EUR) e ai fabbisogni di pagamenti all'interno di altre rubriche (1,34 miliardi di EUR);

D.  considerando che il Parlamento, il Consiglio e la Commissione si sono impegnati, nella dichiarazione comune del 12 novembre 2013, a garantire che l'Unione disponga dei mezzi finanziari necessari per rispettare i propri obblighi giuridici nel 2014, assicurando un andamento ordinato dei pagamenti e ricorrendo ai vari meccanismi di flessibilità previsti dal regolamento QFP, incluso l'articolo 13 (il margine per imprevisti);

E.  considerando che alcune delegazioni in sede di Consiglio hanno espresso riserve sull'uso del margine per imprevisti nel PBR n. 3/2014, che il Parlamento considera essere una preoccupazione immotivata e in contrasto con lo spirito del regolamento QFP e dell'AII;

1.  prende atto del PBR n. 3/2014 quale proposto dalla Commissione;

2.  appoggia le conclusioni comuni concordate dal Parlamento e dal Consiglio l'8 dicembre 2014 al fine di prevedere aumenti dei pagamenti, nel bilancio 2014, per una serie di linee di bilancio fino a un importo di 4, 246 miliardi di EUR, di cui 3 168 milioni di EUR saranno resi disponibili attraverso la mobilizzazione del margine per imprevisti per il 2014;

3.  accoglie positivamente, in particolare, gli aumenti degli stanziamenti di pagamento per la sottorubrica 1a e la rubrica 4, che sono stati ampiamente mantenuti nel compromesso finale figurante nelle conclusioni comuni dell'8 dicembre 2014;

4.  accoglie positivamente l'aumento degli stanziamenti di pagamento per la sottorubrica 1b che rappresenta il settore maggiormente interessato dalla carenza di pagamenti nel bilancio dell'Unione in generale; ritiene tuttavia che ciò costituisca il minimo indispensabile per coprire i fabbisogni attuali fino alla fine del 2014 e che non sarà sufficiente per risolvere il ricorrente effetto valanga delle fatture non pagate che sta crescendo dal bilancio 2010; ricorda, in particolare, che la maggior parte delle fatture a titolo della sottorubrica 1b sono tradizionalmente presentate dagli Stati membri verso la fine di ciascun esercizio, allo scopo di evitare eventuali disimpegni grazie all'applicazione delle regole n+2 e n+3;

5.  appoggia la proposta di mobilizzazione del margine per imprevisti e sottolinea la sua interpretazione dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento QFP, secondo cui i pagamenti relativi agli strumenti speciali devono essere iscritti oltre i limiti dei massimali; ritiene che qualsiasi interpretazione divergente pregiudichi la base dell'accordo politico sul QFP 2014-2020, segnatamente l'intesa sull'esigenza di applicare una flessibilità specifica e al livello massimo per consentire all'Unione di adempiere ai suoi obblighi;

6.  ricorda che l'adozione dei PBR nn. 3/2014, 4/2014, 6/2014 e 8/2014 ridurrà la quota dei contributi degli Stati membri basati sull'RNL al bilancio dell'Unione di un importo totale di 8,688 miliardi di EUR e andrà pertanto a compensare pienamente i fabbisogni di pagamenti supplementari richiesti nel PBR n. 3/2014 come convenuto nelle conclusioni comuni dell'8 dicembre 2014;

7.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2014;

8.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 2/2014 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(2) GU L 51 del 20.2.2014, pag. 1.
(3) Testi approvati del 20 novembre 2013, P7_TA(2013)0472.
(4) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(5) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(6) GU L 163 del 23.6.2007, pag. 17.


Progetto di bilancio rettificativo n. 4/2014: risorse proprie tradizionali (RPT), basi IVA e del reddito nazionale lordo (RNL)
PDF 212kWORD 53k
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 4/2014 dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione (16741/2014 – C8-0290/2014 – 2014/2053(BUD))
P8_TA(2014)0090A8-0076/2014

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(1), in particolare l'articolo 41,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, definitivamente adottato il 20 novembre 2013(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  vista la decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee(5),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 4/2014 adottato dalla Commissione il 9 luglio 2014 (COM(2014)0461),

–  vista la lettera rettificativa n. 1 al progetto di bilancio rettificativo n. 4/2014 presentata dalla Commissione il 16 ottobre 2014,

–  viste le conclusioni comuni approvate dal Parlamento e dal Consiglio l'8 dicembre 2014,

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 4/2014 adottata dal Consiglio il 12 dicembre 2014 e trasmessa al Parlamento europeo nello stesso giorno (16741/2014 – C8‑0290/2014),

–  visti gli articoli 88 e 91 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0076/2014),

A.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo (PBR) n. 4/2014 riguarda una revisione delle previsioni relative alle risorse proprie tradizionali (RPT, vale a dire i dazi doganali e i contributi nel settore dello zucchero) e alle basi dell'IVA e del reddito nazionale lordo (RNL), la contabilizzazione delle pertinenti correzioni riguardanti il Regno Unito e una revisione delle previsioni relative ad altre entrate provenienti da multe, e comporta pertanto una modifica dell'entità e della ripartizione fra gli Stati membri dei loro contributi al bilancio dell'Unione a titolo delle risorse proprie;

B.  considerando che il PBR n. 4/2014 prevede inoltre la riduzione per un importo pari a 248 460 EUR degli stanziamenti di bilancio, sia d'impegno che di pagamento, per il Garante europeo della protezione dei dati e propone alcune modifiche della nomenclatura del Fondo europeo di sviluppo regionale in modo da riflettere l'adozione della relativa base giuridica;

C.  considerando che il PBR n. 4/2014 è indispensabile per evitare carenze di liquidità suscettibili di comportare un deficit di esecuzione nel 2014;

1.  prende atto del PBR n. 4/2014, quale modificato dalla lettera rettificativa n. 1, che prevede una revisione delle previsioni relative alle risorse proprie tradizionali (RPT, vale a dire i dazi doganali e i contributi nel settore dello zucchero) sulla base delle migliori stime della Commissione e di determinati altri sviluppi, come pure la revisione delle previsioni relative alle altre entrate, dovuta al fatto che diverse multe hanno assunto carattere definitivo e possono pertanto essere iscritte in bilancio;

2.  rileva che la riduzione di circa 646,1 milioni di EUR delle previsioni relative alle RTP e di 192,4 milioni di EUR della risorsa propria basata sull'IVA è compensata dalle multe summenzionate per un importo cumulativo di 2,433 miliardi di EUR, riducendo automaticamente il fabbisogno di contributi aggiuntivi basati sull'RNL di un importo pari a 1 594,5 milioni di EUR;

3.  rileva che il PBR n. 4/2014, inclusa la relativa lettera rettificativa n. 1, comporta una globale riduzione del fabbisogno di risorse proprie aggiuntive, principalmente dovuta all'iscrizione in bilancio di multe e interessi di mora che hanno assunto carattere definitivo per un importo totale di 2,433 miliardi di EUR;

4.  prende atto che il PBR n. 4/2014 propone la riduzione degli stanziamenti di bilancio, sia di impegno che di pagamento, per il Garante europeo della protezione dei dati per un importo di 248 460 EUR, a causa del rinvio della nomina del nuovo Garante europeo della protezione dei dati e del nuovo Garante europeo aggiunto della protezione dei dati;

5.  appoggia le conclusioni comuni concordate dal Parlamento e dal Consiglio l'8 dicembre 2014 in vista dell'approvazione del PBR n. 4/2014 quale inizialmente proposto dalla Commissione e modificato dalla lettera rettificativa, con l'inclusione degli stanziamenti d'impegno del PBR n. 6/2014 relativi al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e alla riserva per gli accordi di partenariato nel settore della pesca sostenibile, nonché la riassegnazione dell'importo di 248 460 EUR degli stanziamenti di pagamento disponibili alla linea relativa al Garante europeo della protezione dei dati verso la linea di bilancio 23 02 01 relativa agli aiuti umanitari;

6.  ricorda che l'adozione del PBR ridurrà il fabbisogno di risorse proprie aggiuntive per il bilancio dell'Unione di un importo pari a 2,433 miliardi di EUR e pertanto, assieme alla riduzione delle quote dei contributi degli Stati membri basati sull'RNL al bilancio dell'Unione derivante dai PBR nn. 3/2014, 6/2014 e 8/2014, compenserà pienamente i fabbisogni di pagamenti supplementari richiesti nel PBR n. 3/2014, come convenuto nelle conclusioni comuni dell'8 dicembre 2014;

7.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 4/2014;

8.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 3/2014 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

(1)GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(2)GU L 51 del 20.2.2014, pag. 1.
(3)GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4)GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(5)GU L 163 del 23.6.2007, pag. 17.


Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE: inondazioni in Italia - terremoto in Grecia - tempeste di ghiaccio in Slovenia - tempeste di ghiaccio e inondazioni in Croazia
PDF 206kWORD 52k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, in conformità del punto 11 dell'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria (inondazioni in Italia, terremoto in Grecia, tempeste di ghiaccio in Slovenia e tempeste di ghiaccio e inondazioni in Croazia) (COM(2014)0565 – C8-0137/2014 – 2014/2072(BUD))
P8_TA(2014)0091A8-0073/2014

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0565 – C8-0137/2014),

–  visto il regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea(1),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2), in particolare l'articolo 10,

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3), in particolare il punto 11,

–  viste le conclusioni comuni concordate dal Parlamento e dal Consiglio l'8 dicembre 2014,

–  vista la lettera della commissione per lo sviluppo regionale,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0073/2014),

1.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

2.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

concernente la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2015/436.)

(1)GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3.
(2)GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3)GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


Progetto di bilancio rettificativo n. 5/2014: inondazioni in Italia (Sardegna) nel 2013 – terremoto in Grecia – tempeste di ghiaccio in Slovenia – tempeste di ghiaccio e inondazioni in Croazia
PDF 208kWORD 50k
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 5/2014 dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione (16742/2014 – C8-0291/2014 – 2014/2073(BUD))
P8_TA(2014)0092A8-0078/2014

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(1), in particolare l'articolo 41,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, definitivamente adottato il 20 novembre 2013(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013 , che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2014 adottato dalla Commissione l'8 settembre 2014 (COM(2014)0564),

–  viste le conclusioni comuni concordate dal Parlamento e dal Consiglio l'8 dicembre 2014;

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 5/2014 adottata dal Consiglio il 12 dicembre 2014 e trasmessa al Parlamento europeo lo stesso giorno (16742/2014 – C8-0291/2014),

–  visti gli articoli 88 e 91 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0078/2014),

A.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2014 riguarda la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE (FSUE) per un importo di 46 998 528 EUR in stanziamenti d'impegno e di pagamento in relazione alle alluvioni in Italia (Sardegna) nel novembre 2013, a un terremoto in Grecia (Cefalonia), alle tempeste di ghiaccio in Slovenia e alle medesime tempeste di ghiaccio seguite da inondazioni in Croazia tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio 2014,

B.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2014 è inteso a iscrivere formalmente tale adeguamento nel bilancio 2014;

1.  prende atto del progetto di bilancio rettificativo n. 5/2014 quale presentato dalla Commissione;

2.  sottolinea la necessità urgente di sbloccare l'assistenza finanziaria del FSUE destinata ai paesi colpiti da queste calamità naturali;

3.  sottolinea che la carenza di stanziamenti di pagamento per il 2014, che costituisce il motivo soggiacente alla presentazione del progetto di bilancio rettificativo n. 3/2014 nonché alla relativa proposta della Commissione di mobilitare il margine per imprevisti, esclude a priori la possibilità di reperire tramite riassegnazione le risorse per il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2014;

4.  approva le conclusioni comuni concordate dal Parlamento e dal Consiglio l'8 dicembre 2014 finalizzate ad approvare gli stanziamenti d'impegno aggiuntivi pari a 47 milioni di EUR nel bilancio 2014 e di spostare il corrispondente fabbisogno di pagamenti al bilancio 2015;

5.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 5/2014;

6.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 4/2014 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

(1)GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(2)GU L 51 del 20.2.2014, pag. 1.
(3)GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4)GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


Progetto di bilancio rettificativo n. 6/2014: revisione delle previsioni relative alle risorse proprie tradizionali e ai contributi IVA e RNL
PDF 210kWORD 52k
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 6/2014 dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione (16743/2014 – C8-0288/2014 – 2014/2162(BUD))
P8_TA(2014)0093A8-0074/2014

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(1), in particolare l'articolo 41,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, definitivamente adottato il 20 novembre 2013(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 6/2014 adottato dalla Commissione il 17 ottobre 2014 (COM(2014)0649),

–  vista la lettera rettificativa n. 1/2014 al progetto di bilancio rettificativo n. 6/2014, adottata dalla Commissione il 3 dicembre 2014 (COM(2014)0730),

–  viste le conclusioni comuni concordate dal Parlamento e dal Consiglio l'8 dicembre 2014,

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 6/2014 adottata dal Consiglio il 12 dicembre 2014 e trasmessa al Parlamento europeo lo stesso giorno (16743/2014 – C8-0288/2014),

–  visti gli articoli 88 e 91 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0074/2014),

A.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo (PBR) n. 6/2014 riguarda la revisione delle previsioni delle risorse proprie tradizionali e dei contributi IVA e RNL, una riduzione degli stanziamenti di bilancio relativi al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e alla riserva per gli accordi di partenariato nel settore della pesca sostenibile, nonché un aumento degli stanziamenti di bilancio assegnati al Mediatore europeo;

B.  considerando che l'incidenza complessiva del PBR in termini di entrate, a seguito dell'adozione della lettera rettificativa n. 1/2014 al progetto di bilancio rettificativo n. 6/2014, è una diminuzione di 4 095,5 milioni di EUR del fabbisogno di risorse proprie, inclusi una riduzione dei contributi degli Stati membri basati sull'RNL pari a 4 515,5 milioni di EUR e un aumento delle risorse proprie tradizionali pari a 420 milioni di EUR;

C.  considerando che il PBR n. 6/2014 è inteso a iscrivere formalmente tali adeguamenti nel bilancio 2014;

1.  prende atto del PBR n. 6/2014 quale presentato dalla Commissione e modificato dalla lettera rettificativa n. 1/2014;

2.  rileva che la riduzione degli stanziamenti di bilancio relativi al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e alla riserva per gli accordi di partenariato nel settore della pesca sostenibile è pari a un importo totale di 76,3 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e di 6,2 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento, e che è dovuta principalmente all'adozione tardiva della base giuridica per il Fondo e alla valutazione aggiornata dello stato di avanzamento dei negoziati relativi ai summenzionati accordi nel settore della pesca;

3.  accoglie con favore la proposta di utilizzare 6,2 milioni di EUR dei risparmi di stanziamenti di pagamento di cui al paragrafo 2 per contribuire ad affrontare eventuali crisi umanitarie sino alla fine dell'anno;

4.  sottolinea che l'incidenza globale del PBR n. 6/2014 sui contributi basati sull'RNL è una diminuzione di 4 515,5 milioni di EUR e un aumento di 420 milioni di EUR delle previsioni relative alle risorse proprie tradizionali;

5.  appoggia le conclusioni comuni concordate dal Parlamento e dal Consiglio l'8 dicembre 2014 in vista dell'approvazione del PBR n. 6/2014 quale modificato dalla relativa lettera rettificativa, compreso il trasferimento sul lato spese ai PBR nn. 3/2014 e 4/2014;

6.  ricorda che l'adozione del PBR n. 6/2014 ridurrà il fabbisogno di contributi degli Stati membri basati sull'RNL di un importo pari a 4 515,5 milioni di EUR e pertanto, assieme alla riduzione delle quote dei contributi degli Stati membri basati sull'RNL al bilancio dell'Unione derivante dai PBR nn. 3/2014, 4/2014 e 8/2014, compenserà pienamente i fabbisogni di pagamenti supplementari richiesti nel PBR n. 3/2014 come convenuto nelle conclusioni comuni dell'8 dicembre 2014;

7.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 6/2014;

8.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 5/2014 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(2) GU L 51 del 20.2.2014, pag. 1.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


Attivazione del Fondo di solidarietà dell'UE: inondazioni in Serbia, Croazia e Bulgaria
PDF 205kWORD 48k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, in conformità del punto 11 dell'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria (Inondazioni in Serbia, Croazia e Bulgaria) (COM(2014)0648 – C8-0223/2014 – 2014/2161(BUD))
P8_TA(2014)0094A8-0075/2014

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0648 – C8-0223/2014),

–  visto il regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea(1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2), in particolare l'articolo 10,

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3), in particolare il punto 11,

–  viste le conclusioni congiunte del Parlamento e del Consiglio dell'8 dicembre 2014,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0075/2014),

1.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

2.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

concernente la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2015/437.)

(1) GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3) GU C 373 del 20.12.2013 pag. 1.


Progetto di bilancio rettificativo n. 7/2014: alluvioni in Serbia, Croazia e Bulgaria
PDF 206kWORD 49k
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 7/2014 dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione (16744/2014 – C8-0292/2014 – 2014/2163(BUD))
P8_TA(2014)0095A8-0072/2014

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(1) del Consiglio, in particolare l'articolo 41,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, definitivamente adottato il 20 novembre 2013(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 7/2014 adottato dalla Commissione il 17 ottobre 2014 (COM(2014)0650),

–  viste le conclusioni congiunte del Parlamento e del Consiglio dell'8 dicembre 2014,

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 7/2014 adottata dal Consiglio il 12 dicembre 2014 e trasmessa al Parlamento europeo lo stesso giorno (16744/2014 – C8-0292/2014),

–  visti gli articoli 88 e 91 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0072/2014),

A.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 7/2014 si riferisce alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE) per un importo pari a 79 726 440 EUR in stanziamenti d'impegno e di pagamento in relazione alle inondazioni che hanno colpito la Serbia e la Croazia nel maggio 2014 e la Bulgaria nel giugno 2014;

B.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 7/2014 è inteso a iscrivere formalmente tale adeguamento nel bilancio 2014;

1.  prende atto del progetto di bilancio rettificativo (PBR) n. 7/2014 quale presentato dalla Commissione;

2.  sottolinea l'urgente bisogno di sbloccare l'assistenza finanziaria del FSUE destinata ai paesi colpiti da queste calamità naturali;

3.  sottolinea che la carenza di stanziamenti di pagamento per il 2014, che costituisce il motivo alla base della presentazione del PBR n. 3/2014 e della relativa proposta della Commissione di mobilitare il margine per imprevisti, esclude a priori la possibilità di trovare le risorse per il PBR n. 7/2014 mediante riassegnazione;

4.  condivide le conclusioni congiunte del Parlamento e del Consiglio dell'8 dicembre 2014 al fine di approvare gli stanziamenti d'impegno supplementari pari a 80 milioni di EUR nel bilancio 2014 e trasferire le corrispondenti esigenze di pagamento al bilancio 2015;

5.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 7/2014;

6.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 6/2014 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(2) GU L 51 del 20.2.2014, pag. 1.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


Progetto di bilancio rettificativo n. 8/2014: eccedenza derivante dall'esecuzione del bilancio dell'esercizio 2013
PDF 210kWORD 52k
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 8/2014 dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione (16745/2014 – C8-0293/2014 – 2014/2225(BUD))
P8_TA(2014)0096A8-0079/2014

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(1), in particolare l'articolo 41,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, definitivamente adottato il 20 novembre 2013(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013 , che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  vista la decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee(5),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 2/2014 adottato dalla Commissione il 15 aprile 2014 (COM(2014)0234),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 8/2014, adottato dalla Commissione il 27 novembre 2014 (COM(2014)0722),

–  viste le conclusioni comuni del Parlamento e del Consiglio dell'8 dicembre 2014,

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 8/2014, adottata dal Consiglio il 12 dicembre 2014 e trasmessa al Parlamento europeo lo stesso giorno (16745/2014 – C8-0293/2014),

–  visti gli articoli 88 e 91 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0079/2014),

A.  considerando che la Commissione ha presentato il progetto di bilancio rettificativo (PBR) n. 8/2014 poiché il comitato di conciliazione non ha raggiunto un accordo sul progetto di bilancio rettificativo n. 2/2014, identico per finalità e contenuto al PBR n. 8/2014;

B.  considerando che il PBR n. 8/2014 mira a iscrivere nel bilancio 2014 l'eccedenza derivante dall'esecuzione dell'esercizio 2013, che ammonta a 1,005 miliardi di EUR;

C.  considerando che le componenti principali di tale eccedenza sono un risultato positivo sul lato delle entrate pari a 771 milioni di EUR, una sottoesecuzione delle spese pari a 276 milioni di EUR e una differenza di cambio negativa pari a 42 milioni di EUR;

D.  considerando che sul lato delle entrate l'aumento è dovuto principalmente alle ammende e agli interessi di mora (1,331 miliardi di EUR), mentre l'importo delle risorse proprie effettivamente riscosse rispetto a quelle iscritte in bilancio è in diminuzione (- 226 milioni di EUR) e anche le entrate da eccedenze, saldi e adeguamenti sono in calo (-360 milioni di EUR);

E.  considerando che sul lato delle spese la sottoesecuzione degli stanziamenti per il 2013 (107 milioni di EUR) e per il 2012 (54 milioni di EUR) non è stata determinata da una ridotta capacità di utilizzo ma, di fatto, tutti gli indicatori disponibili segnalano che vi è stata una carenza di stanziamenti di pagamento sia nel bilancio del 2012 che in quello del 2013;

F.  considerando che l'articolo 18 del regolamento finanziario prevede che il presente bilancio rettificativo sia finalizzato esclusivamente alle differenze tra i conti provvisori e le stime e che tale eccedenza sia iscritta nel bilancio dell'Unione mediante il presente bilancio rettificativo;

1.  prende atto del PBR n. 8/2014, presentato dalla Commissione, volto esclusivamente a iscrivere in bilancio l'eccedenza derivante dall'esecuzione dell'esercizio 2013, per un importo pari a 1, 005 miliardi di EUR, in conformità dell'articolo 18 del regolamento finanziario, e della posizione del Consiglio al riguardo;

2.  osserva che la Commissione ha presentato il PBR n. 8/2014 poiché il comitato di conciliazione non ha raggiunto un accordo sul PBR n. 2/2014, identico per finalità e contenuto, che il Consiglio aveva approvato nella sua lettura del 17 luglio 2014, mentre il Parlamento, nella posizione adottata il 22 ottobre 2014, ha presentato un emendamento per modificarlo al fine di mantenere il suo collegamento politico e procedurale con i PBR nn. 3, 4, 5, 6, e 7/2014;

3.  sottolinea che il comitato di conciliazione non ha potuto raggiungere un accordo sull'adozione del PBR n. 2/2014 a causa delle divergenze nelle posizioni del Parlamento e del Consiglio sul restante fabbisogno di pagamenti per il 2014 e sul pacchetto dei PBR nn. 2 -7/2014, e non a motivo del contenuto del PBR n. 2/2014 in sé;

4.  rammenta che l'adozione del PBR n. 8/2014 ridurrà la quota del contributo RNL degli Stati membri al bilancio dell'Unione di 1,005 miliardi di EUR e, di conseguenza, compenserà in parte il loro contributo al finanziamento dei PBR nn. 3, 5 e 7/2014;

5.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 8/2014;

6.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 7/2014 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(2) GU L 51 del 20.2.2014, pag. 1.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(5) GU L 163 del 23.6.2007, pag. 17.


Sistema delle risorse proprie dell'Unione – adeguamento dei contributi degli Stati membri *
PDF 221kWORD 58k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 recante applicazione della decisione 2007/436/CE, Euratom, relativa al sistema delle risorse proprie della Comunità (COM(2014)0704 – C8-0250/2014 – 2014/0332(NLE))
P8_TA(2014)0097A8-0066/2014

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2014)0704),

–  visti l'articolo 322, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0250/2014),

–  vista la lettera della commissione per il controllo dei bilanci,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0066/2014),

A.  considerando che, alla luce delle recenti revisioni statistiche effettuate dagli Stati membri, sembra che per diversi anni alcuni Stati membri abbiano versato contributi inferiori a quelli dovuti al bilancio dell'Unione, mentre altri avrebbero versato contributi troppo elevati; che questi scarti sono dovuti agli importanti cambiamenti statistici segnalati dagli Stati membri;

B.  considerando che le norme attualmente in vigore, convenute all'unanimità in sede di Consiglio, avrebbero portato a una tempestiva correzione di questi pagamenti in difetto o in eccesso;

C.  considerando che in passato gli Stati membri hanno generalmente versato senza ritardi significativi l'importo integrale dei propri contributi al bilancio unionale basati sull'RNL e sull'IVA, anche in periodi di crisi e di forte pressione fiscale;

D.  considerando che alcuni Stati membri che avevano beneficiato della sottovalutazione del proprio RNL hanno espresso riluttanza a versare gli importi supplementari dovuti entro la scadenza legale;

E.  considerando che il Consiglio ha invitato la Commissione a presentare una proposta volta a cercare di risolvere questa situazione modificando le regole pertinenti e consentendo il rinvio e il pagamento rateale degli importi dovuti;

F.  considerando che, conformemente alla revisione legislativa in corso, sette Stati membri hanno deciso di non iscrivere nel conto dell'UE i rispettivi saldi RNL e IVA il primo giorno feriale di dicembre 2014; che la Commissione ha in seguito rivisto gli importi inizialmente iscritti nel progetto di bilancio rettificativo (PBR) n. 6/2014 tenendo conto degli importi effettivamente messi a disposizione in tale data;

G.  considerando che ciò avviene subito dopo il completamento da parte delle istituzioni di un processo legislativo avviato nel 2011 volto alla revisione della legislazione in materia di risorse proprie, e persino prima che il nuovo pacchetto legislativo entri in vigore;

H.  considerando che questa proposta fa parte del più ampio pacchetto negoziale riguardante i bilanci rettificativi 2014 e il bilancio 2015;

I.  considerando che, a fini di trasparenza, una relazione sui calcoli e i dati alla base delle rettifiche dei saldi IVA e RNL dovrebbe essere presentata annualmente al Parlamento nel contesto della procedura di bilancio, garantendo che vi sia tempo sufficiente per il relativo esame, e che la decisione degli Stati membri sulle date e gli importi delle rate dovrebbe essere notificata al Parlamento;

J.  considerando che il regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 dovrebbe pertanto essere modificato di conseguenza;

1.  sottolinea che la proposta di modifica del regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 è dovuta alle conseguenze una tantum dell'applicazione di detto regolamento a taluni Stati membri;

2.  deplora che la questione del differimento delle rettifiche dei contributi nazionali abbia avuto la precedenza, al Consiglio, rispetto al raggiungimento di una posizione negoziale per i negoziati di bilancio 2014 e 2015, che è stata definita solo l'ultimo giorno del periodo di conciliazione di 21 giorni previsto dall'articolo 314 TFUE, contribuendo al mancato raggiungimento di un accordo in sede di comitato di conciliazione;

3.  sottolinea che le considerazioni di flessibilità e urgenza, alle quali il Consiglio si richiama all'unanimità quando si tratta del calendario relativo ai contributi degli Stati membri al bilancio dell'Unione, sono respinte da alcune delle sue delegazioni quando riguardano il funzionamento efficace del QFP 2014-2020 e, in particolare, l'erogazione tempestiva dei pagamenti ai beneficiari del bilancio dell'Unione;

4.  esprime preoccupazione per la proposta di concedere agli Stati membri un margine di discrezionalità più ampio per quanto concerne il calendario dei loro contributi complementari al bilancio dell'Unione derivanti dalle rettifiche RNL; sottolinea che si viene così a creare un precedente che potrebbe avere un impatto sulla tesoreria della Commissione, sulle scadenze per i pagamenti ai beneficiari del bilancio dell'Unione e, in ultima analisi, sulla credibilità del bilancio dell'Unione;

5.  sottolinea che questa proposta rende il sistema delle risorse proprie ancora più complesso e mira a modificare norme che saranno presto sostituite retroattivamente da altri atti legislativi già concordati; richiama l'attenzione, in queste circostanze, sul ruolo chiave del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie per la presentazione di proposte volte a superare le carenze del sistema in vigore;

6.  riconosce tuttavia che gli importi delle rettifiche 2014 delle risorse proprie basate sull'IVA e sull'RNL sono eccezionalmente elevati e che ciò può rappresentare un onere finanziario considerevole per alcuni Stati membri;

7.  sottolinea che la proposta della Commissione fa parte di un più ampio pacchetto negoziale, che include i bilanci rettificativi 2014 e il bilancio 2015, e si astiene pertanto dal respingerla;

8.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

9.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, TFUE e dell'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica;

10.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

11.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Articolo 1 – comma 2
Regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000
Articolo 10 – paragrafo 7 bis – comma 2
Gli Stati membri possono applicare il primo comma solo dopo aver comunicato alla Commissione, anteriormente al primo giorno feriale del mese di dicembre, la loro decisione e la data, o le date, dell'iscrizione dell'ammontare delle rettifiche nel conto di cui all'articolo 9, paragrafo 1, del presente regolamento.
Gli Stati membri possono applicare il primo comma solo dopo aver comunicato alla Commissione, anteriormente al primo giorno feriale del mese di dicembre, la loro decisione e la data, o le date, dell'iscrizione dell'ammontare delle rettifiche nel conto di cui all'articolo 9, paragrafo 1, del presente regolamento. La Commissione notifica al Parlamento europeo e al Consiglio tali decisioni precisando gli Stati membri interessati, il numero di rate, l'importo di ciascuna rata e le date della loro iscrizione contabile.
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Articolo 1 – comma 2 bis (nuovo)
Regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000
Articolo 10 – paragrafo 8

Il paragrafo 8 è sostituito dal seguente:
8.  Le operazioni di cui ai paragrafi da 4 a 7 costituiscono modifiche delle entrate dell'esercizio nel corso del quale vengono effettuate.
"8. Le operazioni di cui ai paragrafi da 4 a 7 costituiscono modifiche delle entrate dell'esercizio nel corso del quale vengono effettuate. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulle modifiche delle entrate di cui al presente articolo."

Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE: regioni colpite da catastrofi
PDF 205kWORD 51k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, in conformità del punto 11 dell'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria (COM(2014)0348 – C8-0021/2014 – 2014/2038(BUD))
P8_TA(2014)0098A8-0077/2014

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0348 – C8-0021/2014),

–  visto il regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea(1),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2), in particolare l'articolo 10,

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3), in particolare il punto 11,

–  viste le conclusioni congiunte del Parlamento e del Consiglio dell'8 dicembre 2014,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0077/2014),

A.  considerando che, conformemente al regolamento (UE) n. 661/2014, recante modifica del regolamento (CE) n. 2012/2002, un importo di 50 000 000 EUR è reso disponibile per il versamento di anticipi mediante stanziamenti iscritti al bilancio generale dell'Unione;

1.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

2.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

concernente la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2015/422.)

(1)GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3.
(2)GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3)GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


Mobilitazione dello strumento di flessibilità – Finanziamento dei programmi dei Fondi strutturali di Cipro
PDF 210kWORD 53k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione dello strumento di flessibilità in conformità del punto 12 dell'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria (COM(2014)0349 – C8-0022/2014 – 2014/2039(BUD))
P8_TA(2014)0099A8-0071/2014

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0349 – C8-0022/2014),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(1) (regolamento QFP), in particolare l'articolo 11,

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(2), in particolare il punto 12,

–  visto il nuovo progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 adottato dalla Commissione il 28 novembre 2014 (COM(2014)0723),

–  vista la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, adottata il 12 dicembre 2014 e comunicata al Parlamento europeo nello stesso giorno (1679/2014 – C8-0287/2014),

–  vista la sua posizione sul progetto di bilancio generale 2015 adottata il 17 dicembre 2014(3),

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0071/2014),

A.  considerando che, dopo aver vagliato tutte le possibilità di riassegnare gli stanziamenti d'impegno nell'ambito della sottorubrica 1b, risulta necessario attivare lo strumento di flessibilità per gli stanziamenti d'impegno;

B.  considerando che la Commissione ha proposto di attivare lo strumento di flessibilità per integrare il finanziamento previsto nel bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, oltre i massimali del QFP, in ragione di 79,8 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno onde aumentare la dotazione dei fondi strutturali per Cipro per l'anno 2015 fino all'importo totale di 100 milioni di EUR;

1.  rileva che, nonostante l'aumento contenuto degli stanziamenti d'impegno di alcune linee di bilancio, i massimali della sottorubrica 1b per l'esercizio 2015 non consentono di finanziare in maniera sufficiente priorità politiche importanti e urgenti dell'Unione;

2.  approva pertanto la mobilitazione dello strumento di flessibilità e modifica la proposta della Commissione per consentire la copertura finanziaria della dotazione addizionale dei programmi dei fondi strutturali per Cipro nell'ambito della sottorubrica 1b fino ad un importo di 83,26 milioni di EUR;

3.  ribadisce che la mobilitazione dello strumento di stabilità, prevista all'articolo 11 del regolamento sul QFP, pone ancora una volta in evidenza la cruciale necessità di flessibilità nel bilancio dell'Unione;

4.  ribadisce la sua posizione consolidata secondo cui, ferma restando la possibilità di mobilitare gli stanziamenti di pagamento per linee di bilancio specifiche attraverso lo strumento di flessibilità senza una precedente mobilitazione degli impegni, i pagamenti derivanti da impegni precedentemente mobilitati attraverso lo strumento di flessibilità possono solo essere iscritti in bilancio oltre i limiti dei massimali;

5.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

6.  incarica il suo Presidente di firmare la decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa alla mobilitazione dello strumento di flessibilità

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2015/421.)

(1)GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(2)GU C 373 del 20.12.2013 pag. 1.
(3)Testi approvati, P8_TA-PROV(2014)0100.


Nuovo bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015
PDF 459kWORD 219k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 relativa alla posizione del Consiglio sul nuovo progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 (16739/2014 – C8-0287/2014 – 2014/2224(BUD))
P8_TA(2014)0100A8-0067/2014

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  vista la decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee(1),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3) (regolamento QFP),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4) (AII del 2 dicembre 2013),

–  vista la sua risoluzione del 13 marzo 2014 sugli orientamenti generali per l'elaborazione del bilancio 2015, sezione III – Commissione(5),

–  vista la sua risoluzione del 17 aprile 2014 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2015(6),

–  visto il progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 adottato dalla Commissione il 24 giugno 2014 (COM(2014)0300),

–  vista la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, adottata il 2 settembre 2014 e comunicata al Parlamento europeo il 12 settembre 2014 (12608/2014 – C8-0144/2014),

–  vista la sua risoluzione del 22 ottobre 2014 relativa alla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015(7),

–  vista la mancata approvazione, da parte del comitato di conciliazione, di un testo comune entro il termine di ventuno giorni di cui all'articolo 314, paragrafo 6, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il nuovo progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 adottato dalla Commissione il 27 novembre 2014 (COM(2014)0723), a norma dell'articolo 314, paragrafo 8, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste le conclusioni del trilogo di bilancio dell'8 dicembre 2014,

–  vista la posizione del Consiglio sul nuovo progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, adottata il 12 dicembre 2014 (16739/2014 – C8-0287/2014) e comunicata al Parlamento europeo nello stesso giorno,

–  visti gli articoli 88 e 91 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0067/2014),

1.  rammenta che il "progetto di pacchetto", quale stabilito all'allegato, che è stato concordato al termine di difficili negoziati dai rappresentanti del Parlamento e del Consiglio nell'ambito del trilogo dell'8 dicembre 2014 consta di tre elementi: i progetti di bilancio rettificativo nn. 3-8/2014 per un importo complessivo di 49,8 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e un importo aggiuntivo di 3 529,6 milioni di EUR di nuove risorse in stanziamenti di pagamento, il bilancio dell'Unione per il 2015 fissato a 145 321,5 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e a 141 214,0 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento, nonché sei dichiarazioni comuni e tre dichiarazioni unilaterali;

2.  sottolinea che il livello degli stanziamenti di pagamento supplementari iscritti nel bilancio 2014, pur consentendo alla Commissione di far fronte ai fabbisogni di pagamento più urgenti nel 2014, non è sufficiente per risolvere il ricorrente effetto valanga delle fatture non pagate nel 2015; pone quindi l'accento sulla dichiarazione comune su un piano di pagamento che accompagna l'accordo sul pacchetto riguardante il bilancio 2014 e il bilancio 2015;

3.  è convinto, tuttavia, che nei prossimi anni sarà necessario intensificare gli sforzi al fine di ridurre a un livello sostenibile le fatture non pagate, con particolare attenzione alla politica di coesione; sottolinea a tale riguardo l'impegno comune delle tre istituzioni dell'Unione a prendere in considerazione tutti i mezzi possibili per ridurre il livello di tali fatture, come stabilito nella dichiarazione comune su un piano di pagamento che accompagna l'accordo sul bilancio di quest'anno;

4.  accoglie positivamente l'aumento di 244,2 milioni di EUR del livello globale degli stanziamenti d'impegno rispetto alla posizione iniziale del Consiglio del 2 settembre 2014; è soddisfatto della completa cancellazione dei tagli di 521,9 milioni di EUR apportati dal Consiglio agli stanziamenti d'impegno e dell'aggiunta di un importo di 170,7 milioni di EUR in impegni, compreso l'intero pacchetto di progetti pilota e azioni preparatorie, nonché di 95 milioni di EUR per Orizzonte 2020, COSME, Erasmus e gli aiuti umanitari;

5.  si rammarica tuttavia che, ancora una volta, il Consiglio non sia stato disposto a supportare le sue dichiarazioni politiche con sufficienti risorse di bilancio per quanto concerne il sostegno all'occupazione e alla crescita e gli impegni internazionali dell'Unione, il che è dimostrato dal mancato accordo all'iscrizione di stanziamenti fino al massimale del QFP per le rubriche 1a e 4; si compiace che gli aumenti ottenuti nei negoziati corrispondano alle priorità politiche del Parlamento; si rammarica tuttavia, in tale contesto, che il Consiglio sembri non avere più alcuna priorità politica e sia unicamente interessato a limitare il più possibile le spese in tutti i settori;

6.  accoglie con favore il fatto che, grazie all'individuazione di nuove entrate con destinazione specifica nella politica agricola comune a seguito della presentazione della lettera rettificativa n. 1/2015, sia stata trovata una soluzione per finanziare 273,6 milioni di EUR di misure di emergenza per far fronte all'embargo russo sulle importazioni di prodotti alimentari, senza dover ricorrere fin dall'inizio alla riserva per le crisi nel settore agricolo;

7.  si compiace che il livello complessivo degli stanziamenti di pagamento deciso per il 2015 registri un aumento dell'1,6% rispetto al bilancio 2014 e un aumento di 1 217,1 milioni di EUR rispetto alla lettura iniziale del Consiglio; esprime particolare soddisfazione per il fatto che, grazie alla riassegnazione di 448,5 milioni di EUR e alle entrate con destinazione specifica supplementari individuate nella summenzionata lettera rettificativa, i livelli dei pagamenti ottenuti per le rubriche 1a e 4 sono superiori al progetto di bilancio iniziale del 24 giugno 2014;

8.  rileva tuttavia che, in particolare per quanto riguarda i pagamenti, i negoziati di bilancio sono diventati sempre più difficili negli ultimi anni, principalmente a causa della posizione intransigente assunta dal Consiglio; sottolinea nuovamente la sua posizione secondo cui la funzione principale della procedura di bilancio dovrebbe consistere nel trovare un accordo sulle priorità politiche negli impegni di bilancio, mentre i pagamenti dovrebbero essere semplicemente considerati una conseguenza tecnica per onorare gli impegni; rammenta al Consiglio le definizioni relative alla tipologia degli stanziamenti di cui all'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e le relative modalità di esecuzione, che sancisce che "gli stanziamenti di pagamento coprono i pagamenti derivanti dall'esecuzione degli impegni giuridici sottoscritti durante l'esercizio o durante gli esercizi precedenti";

9.  si compiace che alla fine il Consiglio abbia accettato di mobilitare il margine per imprevisti nel 2014, sebbene per un importo inferiore a quello necessario; accoglie inoltre con favore i generali aumenti dei pagamenti nel bilancio 2014, per una serie di linee di bilancio fino all'importo di 4,2 miliardi di EUR, di cui 3 168,2 milioni di EUR saranno resi disponibili attraverso la mobilitazione del margine per imprevisti per il 2014, e il fatto che gli aumenti proposti nel PBR n. 3/2014 per gli stanziamenti di pagamento per le rubriche 1a e 4 sono stati ampiamente mantenuti nel compromesso finale; osserva che gli aumenti riguardano soprattutto la rubrica 1b, dove è principalmente concentrato il problema delle fatture non pagate a fine esercizio; rammenta che il Parlamento, già nella sua lettura del bilancio 2014, aveva previsto un maggiore fabbisogno di stanziamenti di pagamento (l'accordo definitivo era di 983 milioni di EUR inferiore rispetto alla posizione adottata dal Parlamento); invita il Consiglio a non tentare ogni anno di ridurre artificialmente il bilancio dell'Unione;

10.  si dichiara tuttavia in disaccordo con la decisione del Consiglio di non utilizzare l'intero importo delle entrate eccezionali derivanti da multe per coprire i fabbisogni di pagamento in sospeso; è del parere che, fino a quando sarà risolta la crisi dei pagamenti, tutte le entrate impreviste dovrebbero essere destinate integralmente a risolvere questo problema; ricorda che l'accordo sul progetto di pacchetto è stato raggiunto perché rispondeva alla richiesta del Parlamento di stabilizzare il problema dei pagamenti in sospeso; sottolinea tuttavia che per giungere a una soluzione reale della crisi dei pagamenti dell'Unione è necessario fissare un limite adeguato per le fatture non pagate;

11.  deplora che il Consiglio abbia accordato priorità alla questione del rinvio degli adeguamenti dei contributi nazionali rispetto alla definizione di una posizione negoziale per i negoziati relativi ai bilanci 2014 e 2015, adottando una posizione solamente nell'ultimo giorno del periodo di conciliazione di ventuno giorni previsto all'articolo 314 TFUE e contribuendo in tal modo al mancato raggiungimento di un accordo in sede di comitato di conciliazione;

12.  rammenta che, conformemente all'articolo 310 TFUE, nel bilancio dell'Unione entrate e spese devono risultare in pareggio;

13.  attribuisce la massima importanza politica alle dichiarazioni comuni concordate tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione, in particolare su un piano di pagamento e sugli strumenti speciali; insiste sulla necessità di finalizzare quanto prima il piano di pagamento, in ogni caso prima dell'adozione del progetto di bilancio 2016 da parte della Commissione; sottolinea nuovamente che la sua approvazione del QFP si basava sul presupposto che l'impiego di tutti gli strumenti speciali per i pagamenti deve essere previsto oltre i limiti dei massimali e che qualsiasi interpretazione divergente comporterebbe automaticamente la riapertura dell'accordo sul QFP;

14.  ribadisce la posizione che sostiene da tempo, secondo cui i pagamenti a favore degli strumenti speciali dovrebbero essere calcolati oltre i limiti dei massimali del QFP, come avviene per gli stanziamenti d'impegno; si rammarica che, ancora una volta, non sia stato possibile raggiungere un accordo con il Consiglio in merito a tale questione; sottolinea tuttavia che è necessario compiere ogni sforzo per trovare quanto prima un accordo definitivo su tale punto;

15.  ribadisce la sua posizione secondo cui è assolutamente necessaria una profonda riforma del sistema delle risorse proprie per uscire dall'impasse attuale nei negoziati di bilancio e attribuisce pertanto la massima rilevanza all'attività del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, presieduto da Mario Monti;

16.  si rammarica della riluttanza del Consiglio e della Commissione a dotare le agenzie dell'Unione delle risorse necessarie, specialmente per quanto riguarda il personale, per svolgere il mandato che è stato loro conferito dall'autorità legislativa, e sottolinea che l'accordo raggiunto non implica l'accettazione da parte del Parlamento del concetto di "riserva di riassegnazione" proposto dalla Commissione; esprime inoltre profondo rammarico per la riduzione del personale delle agenzie finanziate tramite riscossione di diritti e la ritiene ingiustificata nella misura in cui i posti in questione non sono finanziati a titolo del bilancio dell'Unione;

17.  accoglie positivamente l'aumento degli stanziamenti per i nove nuovi giudici della Corte di giustizia; ribadisce che occorre adottare tutte le misure necessarie per concludere la procedura legislativa entro il 1° ottobre 2015, onde consentire un effettivo aumento del numero dei giudici; esorta pertanto il Consiglio a giungere senza indugio a un accordo sulla ripartizione dei posti per i nuovi giudici; chiede che la Corte presenti al Consiglio e al Parlamento una valutazione tempestiva e aggiornata dei fabbisogni finanziari aggiuntivi per i nuovi giudici e il relativo personale; ribadisce la necessità di valutare con prudenza il fabbisogno di personale supplementare connesso alla nomina di nuovi giudici;

18.  accoglie con favore l'attuazione della prima fase dell'accordo di cooperazione tra il Parlamento e il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni; ritiene che tale accordo costituisca un buon esempio di ricerca di sinergie tra le istituzioni, che permetterà di aumentare l'efficienza e di realizzare risparmi; si attende che la seconda fase dell'accordo sia conclusa entro il luglio 2015;

19.  si compiace del trasferimento, senza alcuna incidenza sul bilancio, dei "costi amministrativi comuni" per il personale della Commissione presso le delegazioni dalla Sezione III (Commissione) alla Sezione X (SEAE) del bilancio; ribadisce che tale trasferimento risponderà alla semplificazione della gestione delle spese amministrative delle delegazioni dell'Unione e non dovrebbe avere altre ripercussioni sugli stanziamenti amministrativi della Commissione né sulle condizioni di lavoro del personale della Commissione presso le delegazioni; insiste sul fatto che l'esecuzione del trasferimento avverrà in stretta cooperazione tra il SEAE e la Commissione;

20.  si rammarica, in generale, dell'incapacità del Consiglio di trovare una posizione comune, in particolare durante il periodo di conciliazione di ventuno giorni e relativamente all'adozione dei progetti di bilancio rettificativo, e invita il Consiglio e la Commissione a decidere di comune accordo, all'inizio del 2015, sulle modalità per migliorare la procedura di bilancio allo scopo di facilitare l'adozione del bilancio dell'Unione per il 2016, che dovrebbe costituire il punto di partenza per un nuovo approccio strutturale al bilancio dell'Unione volto a evitare, nella maggior misura possibile, inutili e ricorrenti conflitti nonché ad accrescere tra gli interlocutori la consapevolezza di quanto le spese dell'Unione contribuiscano all'impegno comune a favore della crescita e dell'occupazione nell'Unione;

21.  approva senza modifiche la posizione del Consiglio sul nuovo progetto di bilancio 2015 e le dichiarazioni comuni allegate alla presente risoluzione;

22.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

23.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle altre istituzioni e agli organi interessati nonché ai parlamenti nazionali.

ALLEGATO

PROGETTO DI PACCHETTO

Bilancio 2015 – Conclusioni comuni

Il presente progetto di pacchetto comprende le seguenti sezioni:

1.  Bilancio 2015

2.  Bilancio 2014 – Progetti di bilanci rettificativi (PBR) dal n. 3/2014 al n. 8/2014

3.  Dichiarazioni comuni

SINTESI

A.  Bilancio 2015

Secondo il progetto di pacchetto:

—  il livello complessivo degli stanziamenti d'impegno nel bilancio per il 2015 è fissato a 145 321,5 milioni di EUR. Globalmente ciò lascia un margine al di sotto dei massimali del QFP per il 2015 pari a 1 760,1 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno;

—  il livello complessivo degli stanziamenti di pagamento nel bilancio per il 2015 è fissato a 141 214,0 milioni di EUR. Ciò comprende un importo di 126,7 milioni di EUR relativo alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE legata ai PBR nn. 5/2014 e 7/2014;

—  lo strumento di flessibilità per il 2015 è mobilitato per un importo di 83,3 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno;

—  gli stanziamenti di pagamento per il 2015 correlati alla mobilitazione dello strumento di flessibilità per concedere ulteriori aiuti a Cipro nel 2014 e 2015 sono stimati dalla Commissione a 11,3 milioni di EUR.

B.  Bilancio 2014

Secondo il progetto di pacchetto:

—  i PBR dal n. 3/2014 al n. 8/2014 sono accettati così come proposti dalla Commissione, con le eccezioni di cui alla sezione 2;

—  di conseguenza, il livello degli stanziamenti d'impegno nel bilancio 2014 è aumentato di 49,8 milioni di EUR, a causa della mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE (per un importo di 126,7 milioni di EUR) collegata ai PBR nn. 5/2014 e 7/2014, parzialmente compensata dalla riduzione degli stanziamenti d'impegno di 76,9 milioni di EUR nei PBR nn. 3/2014, 4/2014 e 6/2014 (per lo più in correlazione con la pesca);

—  di conseguenza, il livello degli stanziamenti di pagamento nel bilancio 2014 è aumentato di 3 529,6 milioni di EUR;

—  il margine per imprevisti per il 2014 è mobilitato per un importo di 2 818,2 milioni di EUR più 350 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento, in linea con la dichiarazione comune sugli strumenti speciali di cui alla sezione 3.3 infra.

1.  BILANCIO 2015

1.1.  Linee "chiuse"

Salvo indicazione contraria nelle conclusioni in appresso, sono confermate tutte le linee di bilancio che non sono state modificate dal Consiglio o dal Parlamento europeo come pure le linee per le quali il Parlamento europeo ha accolto le modifiche del Consiglio nella rispettiva lettura del bilancio.

Per le altre voci di bilancio, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno concordato le conclusioni inserite nelle sezioni da 1.2 a 1.7 infra.

1.2.  Questioni orizzontali

a)  Agenzie decentrate

Il contributo dell'UE (in stanziamenti d'impegno e di pagamento) e il numero dei posti destinati a tutte le agenzie decentrate sono fissati al livello proposto dalla Commissione nel nuovo progetto di bilancio (PB).

Aumenti dei posti nelle tabelle dell'organico e dei relativi stanziamenti rispetto al PB iniziale:

—  Autorità bancaria europea (EBA): +9 posti e + 585 000 EUR;

—  Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA): +3 posti e + 195 000 EUR;

—  Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA): +4 posti e + 260 000 EUR;

—  Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO): +4 posti e + 260 000 EUR e

—  Ufficio europeo di polizia (Europol): +5 posti, associati a una riduzione di - 600 000 EUR);

per Frontex, un aumento delle spese operative pari a 20,0 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e in stanziamenti di pagamento.

b)  Agenzie esecutive

Il contributo dell'UE (in stanziamenti d'impegno e di pagamento) e il numero dei posti destinati alle agenzie esecutive sono fissati al livello proposto dalla Commissione nel nuovo progetto di bilancio (PB).

c)  Progetti pilota/Azioni preparatorie

È approvato un pacchetto globale di 59 progetti pilota/azioni preparatorie (PP/AP), come proposto nel nuovo PB, in stanziamenti sia d'impegno che di pagamento. Quando un PP o un AP risulta essere coperto da una base giuridica esistente, la Commissione può proporre lo storno di stanziamenti verso la base giuridica corrispondente al fine di facilitarne l'attuazione.

Il presente pacchetto rispetta pienamente i massimali previsti dal regolamento finanziario per i PP e le AP.

d)  Costi amministrativi comuni delle delegazioni dell'UE

È approvato il trasferimento dei "costi amministrativi comuni delle delegazioni dell'UE" dalla sezione "Commissione" alla sezione "SEAE" del bilancio, come proposto nel nuovo PB.

1.3.  Spese per rubrica del quadro finanziario – Stanziamenti d'impegno

Tenuto conto delle suddette conclusioni sulle linee di bilancio "chiuse", sulle agenzie e sui progetti pilota e le azioni preparatorie, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno concordato quanto segue.

a)  Sottorubrica 1a

Gli stanziamenti d'impegno sono fissati al livello proposto dalla Commissione nel nuovo PB per tenere conto della priorità di contribuire a migliorare l'accesso ai finanziamenti attraverso il bilancio dell'UE, in particolar modo per le piccole e medie imprese (PMI):

(in migliaia di euro)

Linea di bilancio

Denominazione

Rafforzamenti degli stanziamenti d'impegno

PB 2015

Nuovo PB 2015

Differenza

02 02 02

Migliorare l'accesso delle piccole e medie imprese (PMI) ai finanziamenti sotto forma di capitale proprio e di debito

162 791,7

174 791,7

12 000,0

04 03 02 03

Microfinanza e imprenditoria sociale - Agevolare l'accesso ai finanziamenti per gli imprenditori, soprattutto quelli più lontani dal mercato del lavoro, e per le imprese sociali

24 957,0

26 457,0

1 500,0

08 02 02 02

Migliorare l'accesso al capitale di rischio per investire nella ricerca e nell'innovazione

337 534,7

342 534,7

5 000,0

Totale

18 500,0

Inoltre, sono stati accettati i seguenti rafforzamenti degli stanziamenti d'impegno rispetto al nuovo PB:

(in migliaia di euro)

Linea di bilancio

Denominazione

Nuovo PB 2015

Bilancio 2015

Differenza

02 02 01

Promuovere l'imprenditorialità e migliorare la competitività e l'accesso ai mercati per le imprese dell'Unione

106 561,8

108 561,8

2 000,0

02 04 03 02

Promuovere la sicurezza nelle società europee

148 235,9

153 235,9

5 000,0

08 02 01 01

Rafforzare la ricerca di frontiera mediante le attività del Consiglio europeo della ricerca

1 631 723,2

1 650 723,2

19 000,0

08 02 02 01

Leadership a livello di nanotecnologie, materiali avanzati, tecnologie laser, biotecnologie e tecnologie produttive avanzate

498 592,7

503 592,7

5 000,0

08 02 03 05

Conseguire un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse e resistente ai cambiamenti climatici e un approvvigionamento sostenibile di materie prime

291 719,4

297 719,4

6 000,0

09 04 02 01

Leadership nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione

819 154,4

824 154,4

5 000,0

09 04 03 02

Promuovere società europee inclusive, innovative e riflessive

41 725,8

43 725,8

2 000,0

15 02 01 01

Promuovere l'eccellenza e la cooperazione nei settori dell'istruzione e della formazione europei e accrescere la loro rilevanza per il mercato del lavoro

1 336 476,0

1 348 476,0

12 000,0

15 02 01 02

Promuovere l'eccellenza e la cooperazione nel settore della gioventù europea e la partecipazione dei giovani alla vita democratica in Europa

161 745,0

165 245,0

3 500,0

15 02 03

Sviluppare la dimensione europea nello sport

20 439,0

20 939,0

500,0

15 03 01 01

Azioni Marie Skłodowska-Curie — Generare, sviluppare e trasferire nuove competenze, conoscenze e innovazione

734 668,4

737 668,4

3 000,0

Totale

63 000,0

Di conseguenza, e dopo aver tenuto conto dei progetti pilota, delle azioni preparatorie e del trasferimento dei costi comuni delle delegazioni dell'UE alla sezione "SEAE", il livello di impegni concordato è fissato a 17 551,7 milioni di EUR, lasciando un margine di 114,3 milioni di EUR al di sotto del massimale di spesa della sottorubrica 1a.

b)  Sottorubrica 1b

Gli stanziamenti d'impegno sono fissati al livello proposto nel nuovo PB.

Tenendo conto dei progetti pilota e delle azioni preparatorie e della mobilitazione di 83,3 milioni di EUR dallo strumento di flessibilità per concedere ulteriori aiuti a Cipro, il livello di impegni concordato è fissato a 49 230,3 milioni di EUR.

c)  Rubrica 2

Gli stanziamenti d'impegno sono fissati al livello proposto dalla Commissione nel nuovo PB.

Sulla base dei nuovi elementi emersi dopo la presentazione della lettera rettificativa (LR) n. 1/2015, in particolare le informazioni sul livello di esecuzione delle misure di emergenza adottate dall'agosto 2014 per fare fronte all'embargo russo sulle importazioni di prodotti alimentari, l'eccedenza definitiva del FEAGA per il 2014 e le previsioni aggiornate sulle rettifiche finanziarie da riscuotere nel 2015, le misure di emergenza menzionate sopra (comprese quelle relative al settore lattiero negli Stati baltici, per il quale la Commissione ha adottato un nuovo pacchetto di misure il 26 novembre 2014, nonché quelle relative alla Finlandia, non appena saranno soddisfatte le condizioni) possono essere finanziate nei limiti degli stanziamenti richiesti nella LR n. 1/2015, senza dover ricorrere alla riserva per le crisi nel settore agricolo, grazie a tali entrate con destinazione specifica supplementari.

Di conseguenza, e dopo aver tenuto conto dei progetti pilota, delle azioni preparatorie e del trasferimento dei costi comuni delle delegazioni dell'UE alla sezione "SEAE", il livello di impegni concordato è fissato a 58 808,6 milioni di EUR, lasciando un margine di 790,4 milioni di EUR al di sotto del massimale di spesa della rubrica 2.

d)  Rubrica 3

Gli stanziamenti d'impegno sono fissati al livello proposto dalla Commissione nel nuovo PB. L'aumento delle spese operative di Frontex è compensato da una corrispondente diminuzione della voce di bilancio 18 02 01 01 (Sostegno alla gestione delle frontiere e a una politica comune dei visti per facilitare la libera circolazione delle persone per scopi legittimi).

Di conseguenza, e dopo aver tenuto conto dei progetti pilota e delle azioni preparatorie, il livello di impegni concordato è fissato a 2 146,7 milioni di EUR, lasciando un margine di 99,3 milioni di EUR al di sotto del massimale di spesa della rubrica 3.

e)  Rubrica 4

Gli stanziamenti d'impegno sono fissati al livello proposto dalla Commissione nel nuovo PB, in particolare per quanto riguarda il trasferimento dei costi amministrativi comuni delle delegazioni dell'UE alla sezione "SEAE" del bilancio.

Inoltre, sono stati accettati i seguenti rafforzamenti degli stanziamenti d'impegno rispetto al nuovo PB:

(in migliaia di euro)

Linea di bilancio

Denominazione

Nuovo PB 2015

Bilancio 2015

Differenza

21 03 01 04

Sostegno al processo di pace e assistenza finanziaria alla Palestina e all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA)

264 500,0

286 500,0

22 000,0

23 02 01

Fornitura rapida ed efficace di aiuti umanitari e alimentari

872 446,0

882 446,0

10 000,0

Totale

32 000,0

Tuttavia, il trasferimento dei rappresentanti speciali dell'UE dalla rubrica 4 alla rubrica 5 (sezione "SEAE"), come proposto nel nuovo PB, non è accettato. Di conseguenza, gli stanziamenti d'impegno e di pagamento per la linea di bilancio 19 03 01 07 (Rappresentanti speciali dell'Unione europea, rubrica 4) sono ripristinati, come proposto nel PB iniziale.

Di conseguenza, e dopo aver tenuto conto dei progetti pilota, delle azioni preparatorie e del trasferimento dei costi comuni delle delegazioni dell'UE alla sezione "SEAE", il livello di impegni concordato è fissato a 8 408,4 milioni di EUR, lasciando un margine di 340,6 milioni di EUR al di sotto del massimale di spesa della rubrica 4.

f)  Rubrica 5

Il numero di posti nelle tabelle dell'organico delle istituzioni e gli stanziamenti d'impegno sono fissati al livello proposto dalla Commissione nel nuovo PB, integrando in tal modo:

—  le rispettive letture del Parlamento europeo e del Consiglio, per le rispettive sezioni del bilancio;

—  la lettura del Parlamento europeo per la Corte di giustizia;

—  la lettura del Parlamento europeo per la Corte dei conti europea, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni;

—  per il servizio europeo per l'azione esterna, il livello degli stanziamenti proposto dalla Commissione nel PB iniziale è aumentato per tener conto del trasferimento, neutro in termini di incidenza sul bilancio, degli stanziamenti relativi ai "costi amministrativi comuni delle delegazioni dell'UE" dalla sezione "Commissione" alla sezione "SEAE" del bilancio. Tuttavia, il trasferimento dei rappresentanti speciali dell'UE dalla rubrica 4 alla sezione "SEAE" nell'ambito della rubrica 5, come proposto nel nuovo PB, non è accettato. Di conseguenza, nessuno stanziamento a tal fine è incluso nella sezione "SEAE" del bilancio.

Complessivamente, rispetto al PB iniziale, queste modifiche comportano:

—  una riduzione netta di 35 posti nella tabella dell'organico, dovuta a una riduzione di 47 posti per il Parlamento europeo parzialmente compensata da un aumento di 12 posti per la Corte di giustizia;

—  una riduzione netta degli stanziamenti di 0,6 milioni di EUR, dovuta a una riduzione di 1,4 milioni di EUR per la Corte dei conti europea, di 1,4 milioni di EUR per il Comitato economico e sociale europeo e di 0,4 milioni di EUR per il Comitato delle regioni parzialmente compensate da un aumento di 2,6 milioni di EUR per la Corte di giustizia;

—  l'aumento di 71,5 milioni di EUR per il SEAE dovuto al trasferimento, neutro in termini di incidenza sul bilancio, dei "costi amministrativi comuni delle delegazioni dell'UE", interamente compensato nella sezione "Commissione", sottorubrica 1a (0,6 milioni di EUR), rubrica 2 (0,1 milioni di EUR), rubrica 4 (45,7 milioni di EUR) e rubrica 5 (25,2 milioni di EUR). Complessivamente questi trasferimenti danno luogo ad un aumento netto degli stanziamenti a titolo della rubrica 5 di 46,3 milioni di EUR.

Inoltre, rispetto al nuovo PB, è approvato il seguente trasferimento, neutro in termini di incidenza sul bilancio, di posti e stanziamenti d'impegno dal Consiglio al PMO, per tenere conto del trasferimento al PMO, a decorrere dal 1° gennaio 2015, delle attività di determinazione e gestione dei diritti a pensione dei membri del personale del Consiglio in servizio e in pensione: un aumento di 6 posti AST 7 della tabella dell'organico nonché un aumento di 504 000 EUR in stanziamenti d'impegno a livello della Commissione (sezione III), interamente compensati da una riduzione di 6 posti AST 7 della tabella dell'organico nonché da una riduzione di 504 000 EUR in stanziamenti d'impegno a livello del Consiglio (sezione II).

Di conseguenza, tenuto conto dei progetti pilota, delle azioni preparatorie nonché del trasferimento dei costi comuni delle delegazioni dell'UE alla sezione "SEAE", il livello di impegni concordato è fissato a 8 660,5 milioni di EUR, lasciando un margine di 415,5 milioni di EUR al di sotto del massimale di spesa della rubrica 5.

1.4.  Stanziamenti di pagamento

Il livello complessivo degli stanziamenti di pagamento nel bilancio 2015 è fissato a 141 214 040 563 EUR.

Ciò comprende un importo di 126,7 milioni di EUR relativo alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE legata ai PBR nn. 5/2014 e 7/2014, nonché un importo di 440 milioni di EUR relativo allo spostamento degli stanziamenti di pagamento per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile dal bilancio 2014 al bilancio 2015.

La ripartizione del livello complessivo degli stanziamenti di pagamento nel bilancio 2015 tiene conto delle seguenti fasi:

a)  gli stanziamenti di pagamento per spese non dissociate menzionate sopra, in particolare a titolo delle rubriche 2 e 5, e

b)  gli stanziamenti di pagamento per il pacchetto di progetti pilota e azioni preparatorie menzionato sopra sono calcolati come segue: gli stanziamenti di pagamento per tutti i nuovi progetti pilota e per tutte le nuove azioni preparatorie sono fissati al 50% degli impegni corrispondenti o, se inferiore, al livello proposto dal Parlamento europeo; in caso di proroga dei progetti pilota o delle azioni preparatorie esistenti, il livello dei pagamenti è quello definito nel PB più il 50% dei corrispondenti nuovi impegni o, se inferiore, quello proposto dal Parlamento europeo;

c)  la riduzione di 123,3 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento rispetto al nuovo PB è ripartita proporzionalmente tra tutte le linee di bilancio con stanziamenti dissociati che non sono interessati dalla fase di cui alla precedente lettera b), ad eccezione delle seguenti linee di bilancio, per le quali il livello degli stanziamenti di pagamento è fissato al livello del nuovo PB:

—  spese per la sottorubrica 1a (Competitività per la crescita e l'occupazione) e la rubrica 4 (Europa globale);

—  linee di bilancio 04 02 17, 04 02 60, 11 06 12, 13 03 16 e 13 03 60 per l'obiettivo convergenza e

—  accordi internazionali di partenariato nel settore della pesca;

d)  sulla base dei risultati ottenuti nella fase di cui alla lettera c), devono essere apportati i seguenti adeguamenti finali:

—  un importo di 100 milioni di EUR è aggiunto alla linea di bilancio 13 04 02 (Completamento del Fondo di coesione (20072013)), compensato da:

—  una riduzione di 50 milioni di EUR per la linea di bilancio 13 03 18 (Completamento del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) — Competitività regionale e occupazione), e

—  una riduzione di 50 milioni di EUR distribuita tra tutte le linee di bilancio con stanziamenti dissociati che non sono interessate dalla fase di cui alla precedente lettera b) per le spese della sottorubrica 1a (Competitività per la crescita e l'occupazione) e della rubrica 4 (Europa globale), ad eccezione della linea di bilancio 23 02 (Aiuti umanitari, alimentari e preparazione alle catastrofi), per la quale sono mantenuti gli importi fissati nel nuovo PB.

1.5.  Commenti di bilancio

Per quanto riguarda i commenti di bilancio, il nuovo PB è approvato, integrando in tal modo gli emendamenti introdotti dal Parlamento europeo o dal Consiglio, tranne per le linee di bilancio 04 03 01 03 e 19 03 01 06, con l'intesa che tali emendamenti non possono modificare o estendere la portata di una base giuridica esistente, né interferire con l'autonomia amministrativa delle istituzioni.

1.6.  Nuove linee di bilancio

La nomenclatura di bilancio proposta dalla Commissione nel nuovo PB rimarrà invariata.

1.7.  Riserve

Non vi sono importi iscritti in riserve condizionali per la sezione "Commissione".

2.  BILANCIO 2014

a)  Gli stanziamenti d'impegno supplementari (126,7 milioni di EUR) richiesti per il Fondo di solidarietà dell'UE nei PBR nn. 5/2014 e 7/2014 sono approvati. I pagamenti corrispondenti sono trasferiti al bilancio 2015.

b)  Il PBR n. 3/2014 è approvato come proposto dalla Commissione, con una riduzione degli stanziamenti di pagamento come segue:

—  Sviluppo rurale: 90 milioni di EUR per il completamento dei programmi di sviluppo rurale 2007‑2013 non sono accettati tenuto conto della dichiarazione di pagamento inferiore al previsto presentata dagli Stati membri nel novembre 2014. È inoltre approvata una riduzione di 20 milioni di EUR sui nuovi programmi;

—  Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile: è approvata una riduzione di 420 milioni di EUR per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile. Tuttavia, un importo di 440 milioni di EUR di stanziamenti di pagamento per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è aggiunto al bilancio 2015, come indicato nella sezione 1.4 supra;

—  è approvata un'ulteriore riduzione degli stanziamenti di pagamento pari a 648.1 milioni di EUR, distribuita tra tutte le linee di bilancio rafforzate dal margine per imprevisti mantenendo al contempo invariati gli importi richiesti per le linee di bilancio 13 03 16 (FESR Convergenza), 04 06 01 (FEAD) nonché 21 03 02 01 e 21 03 03 03 (Sostegno all'Ucraina).

Riassegnazione di stanziamenti di pagamento:

—  la riassegnazione proposta dalla Commissione nello "storno globale" (DEC 31/2014) è accettata;

—  la riassegnazione proposta dalla Commissione per la sezione "Commissione" nel PBR n. 6/2014 è accettata; tuttavia, gli stanziamenti di pagamento disponibili per riassegnazioni dal FEAMP (spese di supporto amministrativo) e la riserva per accordi internazionali di partenariato nel settore della pesca (in totale 6 150 900 EUR) sono riassegnati ad aiuti umanitari (linea di bilancio 23 02 01);

—  tenendo conto dell'attuale stato di esecuzione del bilancio e delle prospettive di fine esercizio, è stata approvata un'ulteriore riassegnazione per un importo di 30,4 milioni di EUR. Le linee di bilancio interessate sono le seguenti:

—  articolo 01 03 02 (Assistenza macrofinanziaria): 5 milioni di EUR;

—  articolo 04 03 02 (PROGRESS): 10,0 milioni di EUR;

—  articolo 12 02 01 (Mercato interno): 1,2 milioni di EUR;

—  articolo 17 03 51 (Sanità pubblica): 0,7 milioni di EUR;

—  voce 18 02 01 02 (Prevenzione e lotta contro la criminalità): 2,3 milioni di EUR;

—  voce 21 09 51 01 (Strumento di cooperazione allo sviluppo Asia): 2,5 milioni di EUR;

—  articolo 33 02 02 (Promuovere la non discriminazione e la parità): 2,2 milioni di EUR e

—  articoli 29 02 01 e 29 02 51 (Statistiche): 6,5 milioni di EUR.

La seguente tabella mostra i conseguenti aumenti e riduzioni degli stanziamenti di pagamento nel PBR n. 3/2014 (compresi la riassegnazione attraverso lo "storno globale", il PBR n. 6/2014 e l'ultimo aggiornamento dello stato dell'esecuzione del bilancio), approvati sulla base degli orientamenti definiti sopra:

Linee di bilancio

Denominazione

PBR n. 3/2014

Adottato

01 03 02

Assistenza macrofinanziaria

-28 960 000

01 04 51

Completamento di programmi nel settore delle piccole e medie imprese (PMI) (prima del 2014)

12 000 000

02 02 02

Migliorare l'accesso delle piccole e medie imprese (PMI) ai finanziamenti sotto forma di capitale proprio e di debito

4 540 126

02 05 01

Sviluppare e fornire infrastrutture e servizi globali di radionavigazione satellitare (Galileo) entro il 2019

70 000 000

04 02 64

Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile

-420 000 000

04 03 02 01

PROGRESS — Sostenere lo sviluppo, l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione della politica sociale e dell'occupazione dell'Unione nonché della legislazione sulle condizioni di lavoro

-2 950 000

04 03 02 03

Microfinanza e imprenditoria sociale - Ampliare l'accesso ai finanziamenti, e la loro disponibilità, per le persone fisiche e giuridiche, soprattutto quelle più lontane dal mercato del lavoro, e per le imprese sociali

-7 114 776

04 06 01

Promuovere la coesione sociale e alleviare le forme più estreme di povertà nell'Unione

99 000 000

05 02 10 02

Azioni di promozione — Pagamenti diretti da parte dell'Unione

-308 029

05 04 60 01

Promozione dello sviluppo rurale sostenibile e di un settore agricolo unionale più equilibrato sotto il profilo territoriale e ambientale, innovativo e rispettoso del clima

-20 000 000

05 06 01

Accordi internazionali in materia di agricoltura

-3 784 411

05 08 77 06

Azione preparatoria — Osservatorio dei prezzi e dei margini agricoli

-612 329

05 08 77 09

Azione preparatoria — Risorse genetiche vegetali e animali dell'Unione

-600 000

05 08 77 10

Progetto pilota — Agropolo: sviluppo di una regione transfrontaliera europea modello di agribusiness

-600 000

05 08 77 11

Progetto pilota — Agroforestazione

-350 000

05 09 03 01

Garantire approvvigionamenti sufficienti di prodotti alimentari sicuri e di elevata qualità e altri bioprodotti

-1 666 954

07 02 77 03

Azione preparatoria — Valutazione strategica dell'impatto ambientale dello sviluppo nell'Artico europeo

356 052

08 02 01 01

Rafforzare la ricerca di frontiera mediante le attività del Consiglio europeo della ricerca

24 970 695

08 02 02 02

Migliorare l'accesso al capitale di rischio per investire nella ricerca e nell'innovazione

4 540 126

08 02 51

Completamento di programmi di ricerca precedenti — Settimo programma quadro — azione indiretta CE (dal 2007 al 2013)

50 000 000

08 04 01

Costruzione, funzionamento e messa in esercizio degli impianti ITER — Impresa comune europea per ITER — Fusione per l'energia (F4E)

-8 800 000

08 04 51

Completamento dell'Impresa comune europea per ITER — Fusione per l'energia (F4E) (dal 2007 al 2013)

-71 200 000

09 02 01

Definizione e attuazione della politica dell'Unione nel settore della comunicazione elettronica

-271 200

09 02 05

Misure relative al contenuto digitale e ai settori audiovisivo e di altri media

-592 000

09 02 77 03

Progetto pilota — Centro europeo per la libertà di stampa e dei media

-456 508

09 03 03

Promuovere l'interoperabilità, la diffusione sostenibile, il funzionamento e l'aggiornamento delle infrastrutture di servizi digitali transeuropee, nonché il coordinamento a livello europeo

-1 898 831

09 03 51 01

Completamento del Programma Safer Internet (2009-2013)

-450 000

09 04 03 02

Promuovere società europee inclusive, innovative e riflessive

2 784 852

09 04 51

Completamento del Settimo programma quadro (2007-2013)

105 000 000

11 01 04 01

Spese di supporto per il settore Affari marittimi e pesca — Assistenza tecnica e amministrativa non operativa

-774 900

11 01 06 01

Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese — Contributo del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

-809 000

11 03 01 (riserva)

Istituzione di un contesto di governance per le attività di pesca condotte dai pescherecci dell'Unione nelle acque dei paesi terzi

-69 567 000

11 06 12

Completamento del Fondo europeo per la pesca (FEP) — Obiettivo convergenza (2007-2013)

69 540 126

12 02 01

Attuazione e sviluppo del mercato interno

-1 170 000

12 02 77 03

Azione preparatoria — Forum del mercato unico

-150 000

12 03 51

Completamento di precedenti attività nel campo dei servizi finanziari, dell'informativa finanziaria e della revisione contabile

-669 803

13 03 16

Completamento del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) — Convergenza

2 400 700 000

13 03 18

Completamento del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) — Competitività regionale e occupazione

227 006 319

13 03 19

Completamento del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) — Cooperazione territoriale europea

179 334 992

13 03 77 09

Azione preparatoria sul Forum atlantico per la strategia atlantica dell'Unione europea

-433 000

13 05 63 02

Cooperazione transfrontaliera (CBC) — Contributo dalla rubrica 4

-12 338 481

14 02 01

Sostegno al funzionamento e alla modernizzazione dell'unione doganale

7 500 000

14 03 01

Miglioramento dell'operatività dei sistemi fiscali

2 500 000

15 02 01 01

Promuovere l'eccellenza e la cooperazione nei settori dell'istruzione e della formazione europei e accrescere la loro rilevanza per il mercato del lavoro

138 119 479

15 03 01 01

Azioni Marie Skłodowska-Curie — Generare, sviluppare e trasferire nuove competenze, conoscenze e innovazione

40 861 137

16 03 01 03

Antenne d'informazione

1 600 000

16 03 01 04

Comunicazione delle rappresentanze della Commissione e azioni di «Partenariato»

1 000 000

16 03 02 03

Strumenti di informazione e comunicazione scritta e online

2 900 000

17 02 01

Tutelare l'interesse dei consumatori e migliorare la loro sicurezza e la loro informazione

-1 449 000

17 03 10

Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie

-2 000 000

17 03 12 01

Contributo dell'Unione all'agenzia europea per i medicinali

-7 602 918

18 02 01 01

Sostegno alla gestione delle frontiere e a una politica comune dei visti per facilitare la libera circolazione delle persone per scopi legittimi

-7 446 000

18 02 01 02

Prevenzione e lotta contro la criminalità organizzata transfrontaliera e miglioramento della gestione dei rischi per la sicurezza e delle crisi

-9 236 000

18 03 51

Completamento delle operazioni e dei programmi in materia di rimpatri, rifugiati e flussi migratori

19 431 000

19 02 01

Risposta a situazioni di crisi o al delinearsi di situazioni di crisi

50 765 835

19 05 51

Completamento delle azioni nel campo delle relazioni e cooperazione con i paesi terzi industrializzati (dal 2007 al 2013)

3 600 000

20 02 01

Relazioni commerciali esterne, compreso l'accesso ai mercati dei paesi terzi

1 181 809

20 02 03

Aiuti al commercio — Iniziative multilaterali

1 000 000

21 02 07 06

Sicurezza alimentare e nutrizionale e agricoltura sostenibile

6 000 000

21 02 40

Accordi sui prodotti

20 000

21 02 51 01

Cooperazione con i paesi terzi in materia di migrazione e asilo

4 000 000

21 02 51 02

Cooperazione con i paesi in via di sviluppo dell'America latina

23 000 000

21 02 51 03

Cooperazione con i paesi in via di sviluppo dell'Asia, compresi l'Asia centrale e il Medio Oriente

44 000 000

21 02 51 05

Attori non statali dello sviluppo

2 000 000

21 02 51 06

Ambiente e gestione sostenibile delle risorse naturali, compresa l'energia

2 000 000

21 03 02 01

Partenariato orientale — Diritti umani e mobilità

210 000 000

21 03 03 03

Sostegno ad altre attività di cooperazione fra più paesi del vicinato

40 000 000

21 03 51

Completamento delle azioni nell'area della Politica europea di vicinato e relazioni con la Russia (prima del 2014)

3 000 000

21 04 51

Completamento dello strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (prima del 2014)

3 000 000

21 05 51

Completamento delle azioni connesse all'area delle «Minacce mondiali alla sicurezza» (prima del 2014)

2 000 000

21 09 51 01

Asia

-2 500 000

22 02 51

Completamento della precedente assistenza preadesione (precedente al 2014)

45 000 000

23 02 01

Fornitura rapida ed efficace di aiuti umanitari e alimentari

256 150 900

23 03 51

Completamento di programmi ed azioni nell'ambito della protezione civile all'interno dell'Unione (precedenti al 2014)

-500 000

24 01 07

Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)

-10 000

24 02 01

Prevenzione e lotta contro la frode, la corruzione e ogni altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell'Unione

942 750

24 04 01

Sostenere la mutua assistenza in materia doganale e agevolare strumenti di comunicazione elettronica sicuri per la segnalazione delle irregolarità da parte degli Stati membri

680 612

26 01 09

Ufficio delle pubblicazioni

-22 000

26 01 23 01

Ufficio per le infrastrutture e la logistica a Lussemburgo

-13 000

26 02 01

Procedure di aggiudicazione e di pubblicazione degli appalti pubblici di forniture, di lavori e di servizi

-250 000

26 03 01 01

Soluzioni di interoperabilità per le pubbliche amministrazioni europee

10 000 000

29 02 01

Fornire informazioni statistiche di qualità, applicare nuovi metodi di produzione delle statistiche europee e rafforzare la cooperazione all'interno del sistema statistico europeo

-11 294 249

29 02 51

Completamento dei programmi statistici (precedenti al 2013)

-9 872 560

32 02 52

Completamento dei progetti energetici per sostenere la ripresa economica

65 000 000

33 02 01

Garantire la tutela dei diritti e l'empowerment dei cittadini

-2 000 000

33 02 02

Promuovere la non discriminazione e la parità

-5 177 700

34 02 01

Ridurre le emissioni di gas serra dell'Unione

6 000 000

34 02 04

Partecipazione agli accordi multilaterali e internazionali in materia di clima

-74 969

34 02 51

Completamento di precedenti programmi in materia di azione per il clima

2 903 358

XX 01 01 01 01

Retribuzione ed indennità

-317 000

SEC 7 - 1 2 0 0

Retribuzione ed indennità

-10 992

SEC 9 - 1 1 0 0

Retribuzione ed indennità

-5 843

Totale

3 529 620 715

I risultanti stanziamenti di pagamento supplementari per il PBR n. 3/2014 sono pari a 3 529,6 milioni di EUR, di cui 2 818,2 milioni di EUR più 350 milioni di EUR riguardano la mobilitazione del margine per imprevisti, in linea con la dichiarazione comune sugli strumenti speciali di cui alla sezione 3.3 infra.

c)  Il PBR n. 4/2014, modificato dalla relativa lettera rettificativa, è approvato come proposto dalla Commissione, con l'inclusione degli stanziamenti d'impegno dal PBR n. 6/2014 correlati alle spese di supporto amministrativo per il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e la riserva per gli accordi di partenariato per una pesca sostenibile nella sezione della Commissione). Gli stanziamenti di pagamento disponibili, pari a 248 460 EUR, individuati nel PBR n. 4/2014 (Garante europeo della protezione dei dati) sono riassegnati agli aiuti umanitari (linea di bilancio 23 02 01). La richiesta di stanziamenti d'impegno e di pagamento supplementari correlati al Mediatore europeo (sezione VIII) nel PBR n. 6/2014 è ritirata, come indicato nella lettera rettificativa al PBR n. 6/2014.

d)  Il PBR n. 6/2014, modificato dalla relativa lettera rettificativa, è approvato come proposto dalla Commissione, per quanto riguarda le risorse proprie.

e)  Il PBR n. 8/2014 (= nuovo PBR n. 2/2014) relativo all'eccedenza del 2013, è approvato come proposto dalla Commissione.

3.  DICHIARAZIONI

3.1.  Dichiarazione comune sul progetto di bilancio rettificativo n. 6/2014 (risorse proprie) e sulla modifica del regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 del Consiglio

"Il Parlamento europeo e il Consiglio convengono di adottare il progetto di bilancio rettificativo n. 6/2014 modificato dalla lettera rettificativa n. 1/2014.

Alla luce della proposta della Commissione di modificare il regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 del Consiglio, recante applicazione della decisione 2007/436/CE, Euratom relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee, presentata dalla Commissione il 12 novembre 2014, il Parlamento europeo si impegna a fornire un parere in merito al regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 modificato in tempo utile per garantirne l'adozione nella seduta plenaria del PE di dicembre 2014, e il Consiglio ad adottarlo nell'ambito del pacchetto globale."

3.2.  Dichiarazione comune sulla mobilizzazione del margine per imprevisti

"Nel 2014 si è registrato un numero straordinariamente elevato di pagamenti residui per i fondi strutturali e di coesione all'inizio del quadro finanziario, mentre vari nuovi programmi sono stati notevolmente anticipati. Stante la situazione unica ed eccezionale della quale non è possibile tenere conto nell'ambito del massimale per i pagamenti per il 2014, le tre istituzioni convengono che il margine per imprevisti sarà mobilizzato per l'esercizio finanziario 2014 in ultima istanza.

Le istituzioni rinviano all'articolo 13 del regolamento QFP secondo cui "gli importi resi disponibili mediante la mobilizzazione del margine per imprevisti sono detratti integralmente dai margini in una o più rubriche del QFP per l'esercizio in corso o gli esercizi futuri".

Le istituzioni convengono di fare il possibile per trovare soluzioni adeguate di modo che il livello eccezionalmente elevato dei pagamenti residui dei fondi strutturali e di coesione per il periodo 2007-2013 non si protragga oltre il 2014 e di adoperarsi pertanto con ogni mezzo per assicurare che il margine per imprevisti non sia mobilizzato per finanziare gli impegni ancora da liquidare derivanti da programmi dei fondi strutturali e di coesione negli esercizi finanziari 2015-2020."

3.3.  Dichiarazione comune sugli strumenti speciali

"Le istituzioni ricordano che il margine per imprevisti è uno strumento di ultima istanza che non dovrebbe quindi essere mobilizzato se vi sono ancora possibilità finanziarie. Nel quadro del bilancio generale per l'esercizio 2014 non vi è accordo nel determinare se un importo di 350 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento che coprono altri strumenti speciali sia ancora disponibile all'interno del margine non assegnato.

Le istituzioni convengono che è estremamente importante giungere a un accordo di massima sulla mobilizzazione di altri strumenti speciali per i pagamenti quanto più rapidamente possibile.

Tuttavia, poiché non è stato possibile raggiungere tale accordo nell'ambito dei negoziati sul pacchetto riguardante i PBR per il 2014 e il bilancio generale per il 2015 le istituzioni convengono, onde assicurare una tempestiva adozione del pacchetto, di:

—  aggiungere al margine per imprevisti l'importo di 350 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento;

—  adoperarsi affinché si convenga rapidamente se e in quale misura si possano mobilizzare altri strumenti speciali oltre i limiti dei massimali del QFP per i pagamenti al fine di determinare se e in quale misura l'importo di 350 milioni di EUR debba essere detratto dai margini del QFP per i pagamenti per l'esercizio in corso o per quelli futuri;

—  accompagnare, se del caso, quanto precede con le necessarie modifiche alla decisione di mobilizzare il margine per imprevisti per l'esercizio di bilancio 2014, o con qualsiasi altra azione giuridicamente necessaria a garantire il pieno rispetto del regolamento QFP e in particolare dell'articolo 13, paragrafo 3."

3.4.  Dichiarazione della Commissione sul prefinanziamento dei programmi operativi nel 2014 e sull'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile

"Nel contesto di una tempestiva ed efficace attuazione del QFP 2014-2020, la Commissione europea conferma il prefinanziamento, nel 2014, dei programmi operativi che sono stati formalmente presentati nel 2014 e che soddisfano le necessarie condizioni stabilite nei corrispondenti atti giuridici.

Inoltre, la Commissione conferma che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile rimane un'importante priorità politica e che il trasferimento dei relativi stanziamenti di pagamento dal 2014 al 2015 non ne ritarderà l'attuazione."

3.5.  Dichiarazione comune sul finanziamento delle misure di emergenza per fare fronte all'embargo russo sulle importazioni di prodotti alimentari

"A seguito dell'embargo russo sulle importazioni di prodotti alimentari, una serie di misure di emergenza sono già state adottate nell'agosto e nel settembre 2014, e un ulteriore pacchetto di misure relative al settore lattiero-caseario negli Stati baltici è stato approvato il 26 novembre 2014. Non appena siano soddisfatte le condizioni relative ai criteri oggettivi necessari per l'ammissibilità, la Commissione può proporre un altro pacchetto per il settore lattiero-caseario in Finlandia.

Nella sua lettera rettificativa (LR) n. 1/2015, la Commissione ha annunciato la sua intenzione di finanziare, se necessario, queste misure attraverso la riserva per le crisi.

Dopo la presentazione della LR n. 1/2015 sono emersi i seguenti tre nuovi elementi che consentono il finanziamento di tali misure di emergenza senza ricorrere alla riserva per le crisi:

—  secondo le dichiarazioni degli Stati membri sul livello di esecuzione delle misure adottate in agosto e settembre, il costo è sceso a circa 234 milioni di EUR rispetto ai 344 milioni di EUR inizialmente stimati;

—  l'eccedenza definitiva del FEAGA per l'esercizio 2014 è di circa 230 milioni di EUR superiore a quanto previsto nella LR n. 1/2015, che si basava ancora su stime;

—  le rettifiche finanziarie da riscuotere nel 2015 dovrebbero essere più elevate rispetto a quanto inizialmente previsto lo scorso ottobre.

Alla luce di questi tre nuovi elementi, le misure di emergenza menzionate sopra (comprese quelle relative al settore lattiero-caseario negli Stati baltici e quelle relative alla Finlandia non appena saranno soddisfatte le condizioni) possono essere finanziate nei limiti degli stanziamenti richiesti nella LR n. 1/2015 grazie a tali entrate con destinazione specifica supplementari, senza dover ricorrere alla riserva per le crisi."

3.6.  Dichiarazione comune sugli stanziamenti di pagamento

"Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione ricordano la loro responsabilità condivisa per cui, a norma dell'articolo 323 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) "il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione vigilano sulla disponibilità dei mezzi finanziari necessari a consentire all'Unione di rispettare gli obblighi giuridici nei confronti dei terzi".

Il Parlamento europeo e il Consiglio rilevano la necessità di garantire, tenuto conto dell'esecuzione, un andamento ordinato dei pagamenti in relazione agli stanziamenti per impegni, onde evitare un livello anormale di fatture non pagate a fine esercizio.

Il Parlamento europeo e il Consiglio convengono di fissare a 141 214 040 563 EUR il livello degli stanziamenti di pagamento per il 2015. Chiedono alla Commissione di avviare qualsiasi azione necessaria, in base alle disposizioni del regolamento QFP e del regolamento finanziario, ad adempiere alla responsabilità prevista dal trattato e, in particolare, dopo aver esaminato le possibilità di riassegnazione degli stanziamenti interessati, con particolare riferimento alle previste sottoesecuzioni degli stanziamenti (articolo 41, paragrafo 2, del regolamento finanziario), al fine di richiedere stanziamenti di pagamento supplementari mediante un bilancio rettificativo da presentare non appena risulti che gli stanziamenti iscritti nel bilancio 2015 non siano sufficienti a coprire le spese.

Il Parlamento europeo e il Consiglio si pronunceranno sull'eventuale progetto di bilancio rettificativo quanto più rapidamente possibile onde evitare carenze di stanziamenti di pagamento. Il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnano a procedere senza indugio a eventuali storni di stanziamenti di pagamento, anche tra rubriche del quadro finanziario, al fine di sfruttare al meglio gli stanziamenti di pagamento iscritti in bilancio e di adeguarli all'esecuzione e alle esigenze effettive.

Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione monitoreranno attivamente, per l'intero anno, lo stato di esecuzione del bilancio 2015, in particolare nell'ambito della sottorubrica 1a (Competitività per la crescita e l'occupazione), della sottorubrica 1b (Coesione economica, sociale e territoriale) e lo sviluppo rurale nell'ambito della rubrica 2 (Crescita sostenibile: risorse naturali). Ciò si sostanzierà in una serie di apposite riunioni interistituzionali, conformemente al punto 36 dell'allegato dell'Accordo interistituzionale, per fare il punto sull'esecuzione dei pagamenti e sulle previsioni rivedute.

Tali riunioni dovrebbero aver luogo almeno tre volte nel corso del 2015 (in primavera al momento della presentazione del progetto di bilancio, in luglio in vista della lettura in sede di Consiglio del progetto di bilancio 2016 e in ottobre prima dell'inizio della procedura di conciliazione) e svolgersi a livello politico in presenza di membri del Parlamento europeo, membri del Consiglio e del vicepresidente della Commissione per il bilancio e le risorse umane. Le riunioni dovrebbero mirare a una valutazione congiunta del livello richiesto di fabbisogno di pagamenti, sulla scorta di un'analisi accurata degli importi dovuti che devono essere legalmente onorati e delle stime per il resto dell'anno N e dell'anno N+1."

3.7.  Dichiarazione comune su un piano di pagamento

"Le istituzioni convengono sull'obiettivo di ridurre il livello di fatture non pagate a fine esercizio, con particolare riguardo alla politica di coesione, al livello strutturale nel corso dell'attuale QFP.

Al fine di raggiungere tale obiettivo:

—  la Commissione conviene di presentare, insieme alle conclusioni comuni sul bilancio 2015, previsioni quanto più aggiornate sul livello di fatture non pagate a fine 2014; la Commissione aggiornerà tali dati e fornirà scenari alternativi nel marzo 2015, quando sarà disponibile un quadro globale del livello di fatture non pagate a fine 2014 per i principali settori d'intervento;

—  alla luce di quanto sopra, le tre istituzioni si adopereranno per concordare un livello-obiettivo massimo di fatture non pagate a fine esercizio che possa essere considerato sostenibile;

—  su tale base e nel rispetto del regolamento QFP, delle dotazioni finanziarie concordate per i programmi nonché di ogni altro accordo vincolante, le tre istituzioni si impegneranno ad attuare, a partire dal 2015, un piano per ridurre il livello di fatture non pagate corrispondenti all'esecuzione dei programmi 2007-2013 al livello concordato in comune entro la revisione intermedia dell'attuale quadro finanziario pluriennale. Tale piano sarà concordato dalle tre istituzioni a tempo debito, prima della presentazione del progetto di bilancio 2016. Dato il livello eccezionalmente elevato di fatture non pagate, le tre istituzioni convengono di prendere in esame ogni possibile mezzo per ridurre il livello di tali fatture.

Ogni anno, la Commissione conviene di corredare il suo progetto di bilancio di un documento che valuti il livello di fatture non pagate e che spieghi in che modo il progetto di bilancio consentirà la riduzione di tale livello e in quale misura. Questo documento annuale farà il punto dei progressi compiuti fino a quel momento e proporrà adeguamenti al piano in linea con i dati aggiornati."

3.8.  Dichiarazione del Parlamento europeo sulla mobilizzazione del margine per imprevisti in ultima istanza

"Il Parlamento europeo si rammarica che il Consiglio non condivida l'interpretazione secondo cui i 350 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento mobilizzati nel 2014 in relazione agli strumenti speciali previsti dal regolamento QFP dovrebbero essere conteggiati al di fuori del massimale per i pagamenti, lasciando così un margine di 711 milioni di EUR che dovranno essere esauriti prima di ricorrere al margine per imprevisti.

Il Parlamento europeo ricorda che, a norma dell'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento QFP, il margine per imprevisti è uno strumento di ultima istanza. È pertanto necessario esaurire pienamente tutte le altre possibilità finanziarie prima di ricorrere al margine per imprevisti. Nel contesto della controversia tra il Parlamento europeo e il Consiglio per quanto concerne il calcolo del margine disponibile al di sotto del massimale per i pagamenti per il 2014, non è stato possibile raggiungere un accordo politico sull'esaurimento di un margine disponibile di 350 milioni di EUR prima di ricorrere al margine per imprevisti.

Rammentando che il regolamento QFP si fonda sul principio di una "flessibilità specifica e al livello massimo possibile" per permettere all'Unione di adempiere ai suoi obblighi giuridici in conformità dell'articolo 323 del TFUE (considerando 4 del regolamento QFP), il Parlamento ritiene che l'interesse di mettere a disposizione stanziamenti supplementari per onorare impegni giuridici non ancora liquidati mediante la mobilizzazione del margine per imprevisti sia fondamentale. Il Parlamento accetta pertanto la mobilizzazione del margine per imprevisti, nonostante la sua interpretazione che 350 milioni di EUR rimangono disponibili al di sotto del massimale per i pagamenti.

Il Parlamento europeo invita la Commissione a riportare il margine inutilizzato di 350 milioni di EUR nel suo adeguamento tecnico 2015 del margine globale per i pagamenti di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera d), del regolamento QFP."

3.9.  Dichiarazione del Consiglio sulla mobilizzazione degli strumenti speciali

"Il Consiglio ricorda che gli strumenti speciali possono essere attivati soltanto per far fronte a circostanze realmente impreviste.

Rammenta che il margine per imprevisti non comporta il superamento dei massimali totali degli stanziamenti d'impegno e di pagamento.

Relativamente ad altri strumenti speciali, il Consiglio ricorda che l'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento QFP dispone che possono essere iscritti in bilancio stanziamenti di impegno oltre i limiti dei massimali fissati per le pertinenti rubriche.

Il Consiglio invita la Commissione, nel calcolare il margine globale, ad agire in conformità con il regolamento QFP e senza compromettere l'accordo raggiunto dalle tre istituzioni sulla dichiarazione comune sugli strumenti speciali (punto 3.3)."

(1) GU L 163 del 23.6.2007, pag. 17.
(2) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(5) Testi approvati, P7_TA(2014)0247.
(6) Testi approvati, P7_TA(2014)0450.
(7) Testi approvati, P8_TA(2014)0036.


Classificazione di infrazioni gravi nel trasporto stradale
PDF 215kWORD 56k
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sul progetto di regolamento della Commissione che integra il regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la classificazione di infrazioni gravi alle norme dell'Unione che possono portare alla perdita dell'onorabilità del trasportatore su strada e che modifica l'allegato III della direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (D034120/02 – 2014/2859(RPS))
P8_TA(2014)0101B8-0325/2014

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di regolamento della Commissione (D034120/02),

–  visto il regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che stabilisce norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l'attività di trasportatore su strada e abroga la direttiva 96/26/CE(1) del Consiglio, in particolare l'articolo 6, paragrafo 2,

–  vista la direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, sulle norme minime per l'applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativi a disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE(2) del Consiglio, in particolare l'articolo 9, paragrafo 3,

–  visto il parere reso il 30 giugno 2014 dal comitato di cui all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 3821/85(3),

–  visto l'articolo 5 bis, paragrafo 3, lettera b), della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(4),

–  visto l'articolo 106, paragrafi 2 e 3, e paragrafo 4, lettera c), del suo regolamento,

A.  considerando che l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1071/2009 è realizzare un mercato interno dei trasporti su strada caratterizzato da condizioni eque di concorrenza, per il quale è necessaria l'applicazione uniforme di norme comuni per autorizzare l'accesso alla professione di trasportatore su strada di merci o di persone;

B.  considerando che tali norme comuni contribuiranno a raggiungere un livello più elevato di qualificazione professionale per i trasportatori su strada, a razionalizzare il mercato, a migliorare la qualità del servizio, nell'interesse dei trasportatori su strada, dei loro clienti e dell'economia in generale, e a migliorare la sicurezza stradale;

C.  considerando che all'articolo 6 figura un elenco non esaustivo di norme dell'UE pertinenti ai fini della valutazione dell'onorabilità, tra cui norme sui tempi di guida e l'orario di lavoro dei conducenti, l'uso di tachigrafi, i pesi massimi e le dimensioni massime dei veicoli commerciali nel traffico internazionale, la qualificazione e la formazione dei conducenti, l'idoneità a viaggiare su strada dei veicoli commerciali, l'accesso al mercato del trasporto internazionale di merci su strada ovvero l'accesso al mercato del trasporto di persone su strada, la sicurezza del trasporto di merci pericolose su strada, l'installazione e l'uso di limitatori di velocità, le patenti di guida, l'accesso alla professione e il trasporto di animali;

D.  considerando che, a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1071/2009, la Commissione è tenuta a stilare un elenco di categorie, tipi e livelli di gravità delle infrazioni gravi alle norme dell'Unione che, oltre a quelli di cui all'allegato IV, possono comportare la perdita dell'onorabilità;

E.  considerando che, nello stabilire le priorità per i controlli a norma dell'articolo 12, paragrafo 1, gli Stati membri devono tenere conto delle informazioni su tali infrazioni, comprese le informazioni ricevute da altri Stati membri;

F.  considerando che, a norma dell'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1071/2009, la Commissione, nell'elaborare le misure del caso, deve stabilire le categorie e i tipi di infrazione che sono riscontrati con maggiore frequenza;

G.  considerando che, in base all'esame dell'atto giuridico di base, era logico attendersi che la misura adottata dalla Commissione avrebbe incluso un elenco completo non soltanto di infrazioni armonizzate, ma anche di livelli di gravità armonizzati che possono portare alla perdita dell'onorabilità del trasportatore su strada;

H.  considerando che la Commissione, nell'elaborare le misure in questione, deve definire il livello di gravità delle infrazioni in base ai potenziali rischi per la vita o ai rischi di lesioni gravi che esse comportano;

I.  considerando che l'elenco da preparare a cura della Commissione poteva prendere in considerazione unicamente le infrazioni suscettibili di comportare rischi per la vita o lesioni gravi, mentre le infrazioni gravi al regolamento (CE) n. 1072/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che fissa norme comuni per l'accesso al mercato internazionale del trasporto di merci su strada(5), hanno un notevole impatto sulle condizioni di lavoro e di vita, tale da presentare senza dubbio un potenziale rischio elevato per la vita o in termini di lesioni gravi;

J.  considerando che l'elenco non comprende un elenco completo di infrazioni gravi al regolamento (CE) n. 1072/2009, dato che al punto 10 dell'allegato 1 del progetto di regolamento della Commissione non figura il cabotaggio illegale, che invece, in ragione del suo impatto negativo sui conducenti, dovrebbe essere chiaramente considerato un'infrazione grave;

K.  considerato che dovrebbero essere incluse nell'elenco, in qualità di infrazioni gravi, anche altre norme relative al cabotaggio illegale, ad esempio correlate all'esecuzione dei trasporti di cabotaggio con modalità non conformi ai requisiti nazionali previsti dalle disposizioni in materia sociale applicabili al contratto, visti i potenziali rischi per la vita o di lesioni gravi che esse comportano;

L.  considerando che l'elenco di categorie, tipi e livelli di gravità delle infrazioni gravi che è stato aggiunto utilizza una terminologia molto comune, quale ad esempio "conformemente a" oppure "valido", e che ciò complica ulteriormente l'interpretazione, da parte delle autorità competenti, dei tipi e livelli di gravità delle infrazioni gravi;

M.  considerando che i regolamenti esistenti includono già chiare disposizioni relative alla responsabilità dei trasportatori, dei conducenti e dell'azienda interessati nel trasporto di merci pericolose;

N.  considerando che le competenze e le responsabilità dei diversi attori con riferimento al trasporto di merci pericolose possono essere compromesse, per quanto concerne il gruppo di infrazioni alla direttiva 2008/68/CE figurante al punto 9 dell'allegato 1 della misura proposta;

O.  considerando che, pertanto, il progetto di misura presentato dalla Commissione non dovrebbe essere considerato compatibile con la finalità o il contenuto dell'atto giuridico di base;

1.  si oppone all'adozione del progetto di regolamento della Commissione;

2.  ritiene che il progetto di regolamento della Commissione non sia compatibile con la finalità e il contenuto del regolamento (CE) n. 1071/2009;

3.  chiede alla Commissione di ritirare il progetto di regolamento e di presentare al comitato un nuovo elenco di infrazioni gravi alle norme dell'Unione che possono portare alla perdita dell'onorabilità del trasportatore su strada;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)GU L 300 del 14.11.2009, pag. 51.
(2)GU L 102 del 15.3.2006, pag. 35.
(3)GU L 370 del 31.12.1985, pag. 8.
(4)GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
(5)GU L 300 del 14.11.2009, pag. 72.


Rinnovare la strategia di sicurezza interna (SSI) dell'UE
PDF 134kWORD 59k
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sul rinnovo della strategia di sicurezza interna dell'UE (2014/2918(RSP))
P8_TA(2014)0102B8-0350/2014

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 2, 3, 6, 7 e 21 del trattato sull'Unione europea (TUE) e gli articoli 4, 16, 20, 67, 68, 70, 71, 72, 75, 82, 83, 84, 85, 86, 87 e 88 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 6, 7, 8, l'articolo 10, paragrafo 1, e gli articoli 11, 12, 21, 47-50, 52 e 53,

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 giugno 2014 "Relazione finale sull'attuazione della strategia di sicurezza interna dell’UE per il periodo 2010-2014" (COM(2014)0365),

–  visto il documento di Europol "EU Terrorism Situation and Trend Report (TE-SAT)" (relazione sulla situazione e le tendenze del terrorismo nell'UE) per il 2014,

–  visto il documento di Europol "Internet Organised Crime Threat Assessment (iOCTA)" (valutazione della minaccia della criminalità organizzata su Internet) per il 2014,

–  visto il documento di Europol "EU Serious and Organised Crime Threat Assessment (SOCTA)" (valutazione della minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata e dalle forme gravi di criminalità nell'UE) per il 2013,

–  visto il parere 01/2014 del Gruppo dell'articolo 29 per la tutela dei dati, sull'applicazione dei principi di necessità e proporzionalità e la protezione dei dati nell'azione di contrasto,

–  vista la risoluzione adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 24 settembre 2014 sulle minacce alla pace e alla sicurezza internazionali causate da atti terroristici (risoluzione 2178 (2014)),

–  vista la sua risoluzione del 2 aprile 2014 sulla revisione intermedia del programma di Stoccolma(1),

–  vista la sua risoluzione del 12 marzo 2014 sul programma di sorveglianza dell'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, sugli organi di sorveglianza in diversi Stati membri e sul loro impatto sui diritti fondamentali dei cittadini dell'UE(2),

–  vista la sua risoluzione del 27 febbraio 2014 sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea (2012)(3),

–  vista la sua risoluzione del 12 settembre 2013 sulla seconda relazione sull'attuazione della strategia di sicurezza interna dell'UE(4),

–  vista la strategia di sicurezza interna dell'Unione europea adottata dal Consiglio il 25 febbraio 2010,

–  viste le interrogazioni al Consiglio e alla Commissione sul rinnovo della strategia di sicurezza interna dell'UE (O-000089/2014 – B8-0044/2014 e O-000090/2014 – B8-0045/2014),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il trattato di Lisbona ha posto le fondamenta per lo sviluppo di una politica di sicurezza dell'UE strettamente condivisa dall'UE e dai suoi Stati membri, basata sullo Stato di diritto, il rispetto dei diritti fondamentali e la solidarietà, e soggetta al controllo democratico a livello europeo e nazionale, confermando nel contempo il principio di sussidiarietà; considerando che l'entrata in vigore del trattato di Lisbona ha reso il Parlamento un attore a pieno titolo nel campo della politica di sicurezza così da garantire il controllo democratico, conferendogli in tal modo il potere di partecipare attivamente alla definizione delle priorità in questo settore e di interagire con tutti i soggetti pertinenti a livello unionale e nazionale al fine di realizzare una politica di sicurezza dell'UE globale, mirata ed efficace;

B.  considerando che negli ultimi anni la situazione della sicurezza in Europa è cambiata radicalmente a causa di nuovi conflitti e sconvolgimenti nel vicinato immediato dell'UE, del rapido sviluppo delle nuove tecnologie e della crescente radicalizzazione che sfocia nella violenza e nel terrorismo; considerando che molte delle odierne sfide per la sicurezza hanno carattere transfrontaliero e transettoriale, superando la capacità di qualunque singolo Stato membro di rispondervi efficacemente, e che ciò richiede un approccio comune europeo;

C.  considerando che l'UE e gli Stati membri hanno la responsabilità comune di garantire la sicurezza e la libertà dei cittadini europei; che libertà, sicurezza e giustizia sono obiettivi che vanno perseguiti in parallelo e che, al fine di conseguire libertà e giustizia, le misure di sicurezza dovrebbero quindi fondarsi sempre su fatti provati, conformemente ai principi di necessità, proporzionalità e rispetto dei diritti fondamentali e sulla base di un adeguato controllo democratico e di un appropriato obbligo di rendiconto;

D.  considerando che particolare attenzione dev'essere rivolta a sostenere e proteggere tutte le vittime della criminalità in tutta l'UE;

E.  considerando che la strategia di sicurezza interna (SSI) per il periodo 2010-2014 sta per concludersi e che è in corso di preparazione una nuova SSI per il periodo 2015-2019;

1.  valuta positivamente la preparazione di una nuova SSI per i prossimi quattro anni; rileva che dopo l'istituzione dell'attuale SSI sono emerse nuove minacce alla sicurezza, mentre altre richiedono una risposta politica diversa; ribadisce inoltre che con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona la Carta dei diritti fondamentali dell'UE è stata incorporata nel diritto dell'Unione; ritiene pertanto che l'attuale SSI debba essere accuratamente valutata, aggiornata e rinnovata;

2.  ritiene che fra i presupposti essenziali per una SSI efficace vi sia un'analisi approfondita delle minacce alla sicurezza da affrontare, che dev'essere compiuta da Europol in stretta collaborazione con gli altri organismi unionali pertinenti e con gli Stati membri;

3.  si duole del fatto che la comunicazione della Commissione non contenga una valutazione degli strumenti attuali e una corrispondente analisi delle lacune ancora presenti; invita con urgenza la Commissione a compiere tale valutazione e analisi e a concentrare i suoi sforzi sulla corretta applicazione e su un uso migliore della legislazione e degli strumenti esistenti, prima di proporre la creazione di norme e strumenti nuovi; in particolare invita il Consiglio, in cooperazione con la Commissione, a valutare globalmente l'attuazione delle misure adottate in materia di sicurezza interna prima dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, avvalendosi della procedura di cui all'articolo 70 TFUE;

4.  chiede che la nuova SSI sia lungimirante e strategica, e facilmente adattabile all'evolvere delle situazioni, incentrandosi non solo sulle minacce alla sicurezza esistenti ma anche su quelle emergenti e applicando un approccio integrato, globale e olistico a settori prioritari quali la sicurezza informatica, la tratta di esseri umani e la lotta al terrorismo e a problemi interconnessi come la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro e la corruzione;

5.  osserva con preoccupazione il numero in rapida crescita di cittadini dell'UE che si recano in aree di conflitto per unirsi a organizzazioni terroristiche e successivamente tornano nel territorio dell'UE, fenomeno che crea rischi di nuovo tipo per la sicurezza interna dell'Unione; intende affrontare questa preoccupante tendenza con un approccio multidimensionale, che comprenda i seguenti versanti d'intervento: (i) agire in modo complessivo su fattori di fondo, quali la radicalizzazione, l'intolleranza e la discriminazione, promuovendo la tolleranza politica e religiosa, sviluppando la coesione e l'inclusività sociale e facilitando il reinserimento, (ii) analizzare e controbilanciare l'incitamento a compiere atti terroristici motivati dall'estremismo e a partire per aderire a organizzazioni terroristiche, (iii) prevenire e contrastare il reclutamento e la partecipazione ai conflitti, anche impedendo il viaggio stesso dei combattenti stranieri verso le zone di conflitto, nell'ambito degli appropriati quadri giuridici, (iv) smantellare le vie di finanziamento delle organizzazioni terroristiche e degli individui che si propongono di aderirvi, e (v) assicurare, ove appropriato, il perseguimento penale;

6.  rileva che rispetto al passato le minacce alla sicurezza sono oggi più diversificate, internazionali, molteplici e asimmetriche, rendendo necessaria una più stretta cooperazione transfrontaliera e tra agenzie; chiede una cooperazione operativa più efficace tra gli Stati membri attraverso una maggiore utilizzazione dei validi strumenti esistenti, come le squadre investigative comuni, e una condivisione più rapida ed efficiente di dati e informazioni pertinenti, fatte salve le garanzie appropriate in materia di protezione dei dati e della sfera privata; in tale contesto, sottolinea l'estrema importanza della rapida adozione della proposta di direttiva sulla protezione dei dati, in modo da disporre di un quadro giuridico completo per la condivisione dei dati nell'ambito delle attività di contrasto; sottolinea che, al fine di promuovere ulteriormente la cooperazione operativa fra gli Stati membri, sono necessarie ancora altre misure volte a rafforzare la fiducia; sostiene pertanto il rafforzamento dei programmi europei di formazione e di scambio per gli operatori nazionali, al fine di promuovere maggiormente una cultura europea in materia di attività di contrasto;

7.  ricorda al Consiglio europeo l'obbligo, che gli deriva dall'articolo 222 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, di valutare regolarmente le minacce per l'Unione, e invita la Commissione a presentare proposte concrete su come attuare nel modo migliore tale obbligo, riunendo le valutazioni delle minacce e dei rischi compiute a livello unionale e nazionale, attualmente troppo frammentate e caratterizzate da un'ottica troppo ristretta;

8.  invita a cercare il giusto equilibrio tra politiche di prevenzione e misure repressive al fine di preservare la libertà, la sicurezza e la giustizia; sottolinea che le misure di sicurezza dovrebbero essere sempre attuate in conformità dei principi dello Stato di diritto e della tutela di tutti i diritti fondamentali; invita pertanto la Commissione, in sede di elaborazione e attuazione della nuova SSI, a tenere debito conto della recente pronuncia sulla direttiva riguardante la conservazione dei dati con cui la Corte di giustizia stabilisce che tutti gli strumenti devono essere conformi ai principi di proporzionalità, necessità e legalità e devono includere le appropriate garanzie in materia di obbligo di rendiconto e di ricorso giurisdizionale;

9.  si duole che la SSI manchi tuttora di un'appropriata "dimensione di giustizia"; ricorda che, in linea col programma di Stoccolma, la fiducia reciproca va rafforzata sviluppando progressivamente una cultura giudiziaria europea basata sulla diversità dei sistemi e delle tradizioni giuridiche, attraverso la cooperazione e la legislazione europee in questo settore e, in particolare, attraverso lo sviluppo della cooperazione giudiziaria in materia penale;

10.  rileva che è di fondamentale importanza la corretta attuazione della nuova SSI, che è necessaria una chiara divisione dei compiti tra il livello unionale e quello nazionale, e che sia il Parlamento europeo sia i parlamenti nazionali devono partecipare a questo processo di monitoraggio; intende perciò effettuare, in stretta collaborazione con i parlamenti nazionali, regolari attività di monitoraggio della corretta attuazione della SSI;

11.  sottolinea l'importanza della coerenza tra gli aspetti interni e quelli esterni della sicurezza; ritiene che vadano portate al massimo grado le sinergie tra gli strumenti della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e quelli del settore giustizia e affari interni (GAI), tra cui lo scambio di informazioni e la cooperazione giudiziaria e di polizia con i paesi terzi, specialmente mediante il ricorso ad accordi sulla mutua assistenza giudiziaria, nel pieno rispetto dei principi stabiliti agli articoli 2, 3, 6 e 21 del TUE; sottolinea in questo contesto che tutti gli attori pertinenti, tra cui il coordinatore antiterrorismo dell'UE e il coordinatore anti-tratta dell'UE, devono operare in stretta collaborazione, integrando gli aspetti interni ed esterni;

12.  sottolinea la necessità di assicurare risorse finanziarie adeguate per la corretta attuazione delle misure enunciate nella SSI, e in particolare di garantire che le agenzie dell'UE come Europol ed Eurojust siano sufficientemente attrezzate per svolgere i compiti loro assegnati; riconosce, a questo proposito, l'importante ruolo che possono svolgere la ricerca e l'innovazione per lo sviluppo di strumenti utili a fronteggiare il terrorismo, la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità;

13.  rileva che, nella pratica, la SSI ha ripercussioni anche sulla definizione delle priorità nelle attività delle agenzie europee e nei finanziamenti europei nel settore GAI, in cui il Parlamento è colegislatore; esorta pertanto il Consiglio a tenere debitamente conto del contributo del Parlamento alla nuova SSI prima di adottare la nuova strategia;

14.  intende elaborare ulteriormente la propria posizione sulle priorità e le azioni nel campo della sicurezza interna, anche sulla base della prevista comunicazione della Commissione sulla nuova SSI, e intavolare su questo tema un dialogo proficuo con il Consiglio e la Commissione nello spirito del trattato di Lisbona;

15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché ai parlamenti degli Stati membri.

(1)Testi approvati, P7_TA(2014)0276.
(2)Testi approvati, P7_TA(2014)0230.
(3)Testi approvati, P7_TA(2014)0173.
(4)Testi approvati, P7_TA(2013)0384.


Riconoscimento dello Stato palestinese
PDF 126kWORD 53k
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sul riconoscimento dello Stato di Palestina (2014/2964(RSP))
P8_TA(2014)0103RC-B8-0277/2014

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul processo di pace in Medio Oriente,

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" del 17 novembre 2014 sul processo di pace in Medio Oriente,

–  viste le dichiarazioni dell'alto rappresentante/vicepresidente sull'attentato alla sinagoga di Har Nof, del 18 novembre 2014, sull'attentato terroristico a Gerusalemme, del 5 novembre 2014, nonché la dichiarazione del portavoce dell'alto rappresentante dell'UE sugli ultimi sviluppi in Medio Oriente, del 10 novembre 2014,

–  visti l'annuncio del governo svedese relativo al riconoscimento dello Stato di Palestina, del 30 ottobre 2014, nonché il precedente riconoscimento da parte di altri Stati membri prima della loro adesione all'Unione europea,

–  viste le mozioni sul riconoscimento dello Stato di Palestina approvate dalla Camera dei Comuni del Regno Unito il 13 ottobre 2014, dal Senato irlandese il 22 ottobre 2014, dal Parlamento spagnolo il 18 novembre 2014, dall'Assemblea nazionale francese il 2 dicembre 2014 e dall'Assemblea portoghese il 12 dicembre 2014,

–  visto il diritto internazionale,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'Unione europea ha confermato a più riprese il proprio sostegno a favore della soluzione a due Stati basata sui confini del 1967, che prevede Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati e la coesistenza, all'insegna della pace e della sicurezza, di uno Stato di Israele sicuro e di uno Stato di Palestina indipendente, democratico, territorialmente continuo e capace di esistenza autonoma, e ha sollecitato la ripresa dei colloqui di pace diretti tra Israele e l'Autorità palestinese;

B.  considerando che il conseguimento di una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi rappresenta da oltre mezzo secolo una delle principali preoccupazioni della comunità internazionale, inclusa l'Unione europea;

C.  considerando che i colloqui di pace diretti tra le parti sono in una fase di stallo; che l'UE ha chiesto alle parti di adoperarsi per favorire l'instaurazione di un clima di fiducia necessario ad assicurare negoziati significativi, di astenersi dal compiere azioni che pregiudichino la credibilità del processo e di evitare le provocazioni;

D.  considerando che nella sua risoluzione del 22 novembre 2012 il Parlamento europeo ha sottolineato che l'unico modo per giungere a una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi consiste nel ricorrere a mezzi pacifici e non violenti, ha chiesto che siano create le condizioni per la ripresa di colloqui di pace diretti tra le due parti, ha sostenuto, a tale proposito, la domanda della Palestina per diventare uno Stato non membro osservatore delle Nazioni Unite, ritenendolo un passo importante al fine di conferire maggiore visibilità, solidità ed efficacia alle richieste della Palestina, e ha invitato gli Stati membri dell'UE e la comunità internazionale, a tale riguardo, a trovare un accordo in questo senso;

E.  considerando che il 29 novembre 2012 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso di concedere alla Palestina lo status di Stato non membro osservatore in seno alle Nazioni Unite;

F.  considerando che il riconoscimento dello Stato di Palestina rientra nelle competenze degli Stati membri;

G.  ricordando l'impegno dell'OLP a riconoscere lo Stato di Israele dal 1993;

1.  sostiene in linea di principio il riconoscimento dello Stato palestinese e la soluzione a due Stati, e ritiene che ciò debba andare di pari passo con lo sviluppo dei colloqui di pace, che occorre far avanzare;

2.  sostiene gli sforzi del presidente Abbas e del governo di consenso nazionale palestinese; sottolinea ancora una volta l'importanza di consolidare l'autorità del governo di consenso palestinese e della sua amministrazione nella Striscia di Gaza; esorta tutte le fazioni palestinesi, incluso Hamas, ad accettare gli impegni assunti dall'OLP e a porre fine alle divisioni interne; chiede all'Unione di continuare a garantire sostegno e assistenza al rafforzamento delle capacità istituzionali palestinesi;

3.  esprime grave preoccupazione per la crescente tensione e l'intensificarsi della violenza nella regione; condanna con la massima fermezza tutti gli atti di terrorismo o di violenza e manifesta il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime; mette in guardia circa i rischi di un'ulteriore recrudescenza della violenza che coinvolga i luoghi sacri, il che potrebbe trasformare il conflitto israelo-palestinese in un conflitto religioso; invita i leader politici di tutte le parti a lavorare insieme con azioni visibili per una distensione della situazione e sottolinea che l'unico modo per giungere a una soluzione sostenibile e a una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi consiste nel ricorrere a mezzi non violenti e al rispetto delle norme internazionali sui diritti umani e del diritto umanitario internazionale; evidenzia che gli atti di violenza possono soltanto alimentare l'estremismo da ambo le parti; esorta tutte le parti ad astenersi da azioni che, con istigazioni, provocazioni, uso eccessivo della forza o ritorsioni, inasprirebbero la situazione;

4.  sottolinea inoltre che le azioni che mettono in dubbio gli impegni assunti a favore di una soluzione negoziata devono essere evitate; pone in evidenza che gli insediamenti sono illegali in forza del diritto internazionale; invita entrambe le parti ad astenersi da qualsiasi azione suscettibile di compromettere la fattibilità e le prospettive di una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati;

5.  ribadisce il proprio fermo sostegno a favore della soluzione a due Stati basata sui confini del 1967, con Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati e con uno Stato di Israele sicuro e uno Stato di Palestina indipendente, democratico, territorialmente continuo e capace di esistenza autonoma, che vivano fianco a fianco in condizioni di pace e sicurezza, sulla base del diritto all'autodeterminazione e del pieno rispetto del diritto internazionale;

6.  plaude alla recente visita del vicepresidente/alto rappresentante in Israele e in Palestina, nonché alla sua intenzione di impegnarsi proattivamente a favore di un processo positivo inteso a spezzare il circolo vizioso del conflitto e a creare le condizioni politiche per il conseguimento di effettivi progressi nel processo di pace; ritiene che l'Unione europea debba assumersi le proprie responsabilità e diventare un vero e proprio attore e facilitatore nel processo di pace in Medio Oriente, anche alla luce della necessità di riaprire i colloqui di pace, e anche mediante un approccio comune e una strategia globale per una soluzione del conflitto israelo-palestinese; ribadisce la necessità di un approccio diplomatico sotto l'egida del Quartetto per il Medio Oriente e ricorda l'importanza dell'iniziativa di pace araba;

7.  invita il VP/AR ad agevolare il raggiungimento di una posizione comune dell'UE a tal riguardo;

8.  sottolinea la necessità di una pace globale, che ponga fine a tutte le rivendicazioni e che soddisfi le legittime aspirazioni di entrambe le parti, incluse quelle degli israeliani alla sicurezza e quelle dei palestinesi alla sovranità; pone in evidenza che l'unica soluzione possibile al conflitto è la coesistenza di due Stati, Israele e Palestina;

9.  decide di avviare un'iniziativa dal titolo "Parlamentari per la pace" volta a riunire parlamentari europei, israeliani e palestinesi di vari partiti per contribuire a far progredire un'agenda di pace e integrare gli sforzi diplomatici dell'UE;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'inviato del Quartetto per il Medio Oriente, alla Knesset e al governo di Israele, al Presidente dell'Autorità palestinese e al Consiglio legislativo palestinese.


Settore dell'acciaio nell'Unione europea: proteggere lavoratori e industrie
PDF 159kWORD 79k
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sul settore siderurgico nell'UE: tutela dei lavoratori e dell'industria (2014/2976(RSP))
P8_TA(2014)0104RC-B8-0352/2014

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, che rappresenta la base del trattato sull'Unione europea,

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2011 intitolata "Politica industriale: rafforzare la competitività" (COM(2011)0642),

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 ottobre 2012 intitolata "Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica – Aggiornamento della comunicazione sulla politica industriale" (COM(2012)0582),

–  vista la comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2013 intitolata "Piano d'azione per una siderurgia europea competitiva e sostenibile" (COM(2013)0407),

–  vista la sua risoluzione del 4 febbraio 2014 sul piano d'azione per una siderurgia europea competitiva e sostenibile(1),

–  viste le sue precedenti risoluzioni sull'industria siderurgica e sulla ristrutturazione, il trasferimento e la chiusura di imprese nell'UE,

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2014 sugli aspetti occupazionali e sociali della strategia Europa 2020(2),

–  vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2013 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti l'informazione e la consultazione dei lavoratori, l'anticipazione e la gestione delle ristrutturazioni(3),

–  vista l'interrogazione alla Commissione sull'acciaieria Acciai Speciali Terni (AST) (O-000087/2014),

–  visto l'articolo 123, paragrafi 2 e 4 del suo regolamento,

Sfide generali

A.  considerando che il settore siderurgico europeo ha svolto un ruolo di notevole importanza storica nel processo di integrazione europea e costituisce la base del valore aggiunto industriale in Europa;

B.  considerando che il settore siderurgico riveste una funzione essenziale nell'economia e nell'industria europee ed è attualmente soggetto a un calo sostanziale della domanda, dal quale deriva una perdita continua di posti di lavoro e di competitività che non è di buon auspicio per la necessaria ripresa dell'economia europea;

C.  considerando che l'Unione europea dovrebbe promuovere una politica di sviluppo della produzione industriale in tutti gli Stati membri allo scopo di salvaguardare posti di lavoro al suo interno e dovrebbe adoperarsi per conseguire entro il 2020 l'obiettivo indicativo di portare almeno al 20% la quota di PIL derivante dall'industria;

D.  considerando che tra gli obiettivi dell'UE rientra quello di sostenere l'industria siderurgica, di eliminare ostacoli e minacce alla sua competitività e di far sì che essa sia in grado di adeguarsi all'evoluzione dei mercati sia europei che extraeuropei;

E.  considerando che negli ultimi anni l'industria siderurgica ha dovuto affrontare importanti sfide non solo in termini di ristrutturazioni e fusioni industriali, con i conseguenti costi sociali, ma anche in termini di nuovi requisiti per conseguire gli obiettivi climatici dell'UE;

F.  considerando che numerosi grandi produttori di acciaio hanno intrapreso strategie incentrate sui rendimenti finanziari a breve termine a danno dell'innovazione, degli investimenti in ricerca e sviluppo, dell'occupazione e dell'aggiornamento delle competenze;

G.  considerando che l'industria siderurgica europea si trova di fronte a una crisi degli investimenti che rischia di comprometterne il futuro, ma che al tempo stesso si prevede che i materiali in acciaio svolgeranno un ruolo fondamentale nell'offrire soluzioni industriali sostenibili in relazione all'urbanizzazione, alla mobilità e ai cambiamenti demografici;

H.  considerando che, con un aumento limitato della domanda, l'Europa da esportatore netto diverrà importatore netto di acciaio, soprattutto per quanto riguarda i prodotti piani e i prodotti ad elevato valore aggiunto;

I.  considerando che secondo la Commissione la chiusura di impianti ha causato la perdita di 60 000 posti di lavoro dal 2007 a oggi e un calo della produzione, che dal 2007 al 2013 è passata da 210 a 166 milioni di tonnellate(4);

Competitività e commercio

J.  considerando che conciliare la necessità di elevate prestazioni ambientali con una maggiore competitività a livello mondiale, alleviando nel contempo le preoccupazioni riguardanti la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e migliorando l'accesso alle materie prime, continua a costituire una sfida fondamentale per il settore siderurgico, tenuto conto dell'eterogeneità delle norme cui sono vincolati i vari concorrenti;

K.  considerando che in un approccio globale all'industria siderurgica vanno presi in considerazione i costi energetici e che per i consumatori industriali nell'UE i prezzi dell'energia potrebbero avere un impatto diretto sulla competitività;

L.  considerando che ulteriori miglioramenti in termini di efficienza nell'uso dell'energia e delle risorse potrebbero corrispondere a ulteriori riduzioni dei costi e delle emissioni per l'industria;

M.  considerando che la domanda da parte del settore automobilistico è limitata a causa della sovraccapacità strutturale, mentre altri settori, come le energie rinnovabili e le infrastrutture energetiche, rappresentano reali opportunità per il settore (ad esempio, una turbina eolica da 3MW rappresenta l'equivalente di 500 automobili);

Aspetti sociali

N.  considerando che gli elevati tassi di disoccupazione nell'UE sono correlati alla contrazione della sua base produttiva industriale e manifatturiera e che la crisi in corso ha generato un profondo disagio sociale per le regioni e i lavoratori colpiti;

O.  considerando che l'industria siderurgica dell'UE è una fonte occupazionale importante, cui sono attribuibili oltre 350 000 posti di lavoro diretti e vari altri milioni di posti di lavoro nell'indotto, che include la filiera del riciclaggio;

P.  considerando che la situazione di alcune acciaierie in Europa è fonte di grave preoccupazione per i lavoratori e le autorità nazionali e locali;

Q.  considerando che le imprese che attuano ristrutturazioni dovrebbero agire in modo socialmente responsabile, poiché l'esperienza dimostra che non è possibile realizzare una ristrutturazione sostenibile sul piano sociale ed economico senza un sufficiente dialogo sociale che punti in particolare a informare e consultare i lavoratori, come delineato nella citata risoluzione del Parlamento del 15 gennaio 2013;

R.  considerando che il pieno coinvolgimento delle parti sociali a tutti i livelli e il rafforzamento del dialogo sociale a livello di Unione sono essenziali al fine di salvaguardare gli interessi sia delle imprese siderurgiche che dei lavoratori;

S.  considerando che numerosi impianti, per una capacità complessiva di 20 milioni di tonnellate, sono a riposo a titolo temporaneo da oltre tre anni; che al tempo stesso la manodopera in molti stabilimenti in Europa è caratterizzata da lavoratori qualificati in età avanzata che hanno quasi raggiunto l'età pensionabile;

Ricerca e sviluppo / tecnologia

T.  considerando che le industrie ad alta tecnologia – ad esempio nel settore siderurgico – sono considerate un modello di know-how tecnologico che va tutelato e che è necessario agire immediatamente per impedire che tali imprese siano delocalizzate al di fuori dell'Unione;

U.  considerando che la ricerca e lo sviluppo sono elementi strategici per un'industria che deve trovare il modo di ridurre le proprie emissioni, soprattutto (ma non solo) quelle di CO2;

Sfide

1.  sottolinea che la ripresa economica dell'Europa dipende altamente da una forte industria manifatturiera, nell'ambito della quale l'industria siderurgica svolge un ruolo essenziale, e che la produzione manifatturiera dipende dalla domanda interna e dalla crescita;

2.  ribadisce la necessità di preservare le competenze e il know-how acquisiti in importanti distretti industriali in modo da garantire la diversificazione, le salvaguardie ambientali, l'innovazione dei prodotti;

3.  esorta la Commissione ad accelerare la preparazione della tabella di marcia per la politica industriale prevista per la prima parte del 2015 in modo da rilanciare l'industria europea sul mercato mondiale, al fine di garantire un'effettiva parità di condizioni assicurando al contempo norme sociali e ambientali elevate nell'UE e operando ai fini della reciprocità nei paesi terzi;

4.  ritiene che un approccio ambizioso alla reindustrializzazione nell'ambito della revisione intermedia della strategia Europa 2020 rivesta un'importanza fondamentale per conseguire un'autentica politica industriale dell'Unione e rilanciare la sua competitività industriale a livello mondiale;

5.  esorta la Commissione a studiare la posizione strategica dell'industria siderurgica europea nel mondo, giacché la produzione di acciaio è considerata un elemento strategico in numerosi paesi, nonché a elaborare una tabella di marcia specifica e chiara per le iniziative a medio e lungo termine che intende proporre a sostegno dell'industria siderurgica in Europa; sottolinea la necessità che tale tabella di marcia preveda il coinvolgimento tempestivo e totale delle parti sociali a tutti i livelli; ritiene opportuno, dato il perdurare della crisi, che venga presentata anche una relazione annuale sull'attuazione del piano d'azione per la siderurgia, al fine di consolidare i risultati positivi conseguiti nell'ultimo anno e di non perdere lo slancio acquisito;

6.  chiede alla Commissione di istituire uno strumento di analisi approfondita del mercato siderurgico in grado di fornire informazioni precise sull'equilibrio tra domanda e offerta di acciaio a livello europeo e mondiale, distinguendo tra elementi strutturali e ciclici dello sviluppo del mercato in questione; ritiene che il monitoraggio del mercato siderurgico possa contribuire in modo significativo alla trasparenza dei mercati dell'acciaio e dei rottami e fornire un prezioso contributo alla definizione di misure correttive e proattive, rese inevitabili dalla natura ciclica dell'industria siderurgica; chiede alla Commissione di utilizzare tale strumento di analisi del mercato per anticipare i rischi ed esaminare il modo in cui la chiusura degli stabilimenti incida sulla ripresa del settore;

7.  chiede alla Commissione di fornire, a breve termine, una relazione sulle principali sfide che l'industria siderurgica in Europa si trova ad affrontare, tenendo conto anche degli aspetti sociali, economici e ambientali; ricorda a tale proposito che, in seguito alla scadenza del trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), la Commissione ha facoltà di affrontare le ripercussioni sul piano economico e sociale degli sviluppi nell'industria siderurgica europea; invita la Commissione a tenere conto delle esperienze positive acquisite, in particolare per quanto concerne le riflessioni strategiche tripartite e la ricerca;

8.  chiede che sia ripristinato con urgenza il gruppo ad alto livello sull'acciaio nel quadro del collegio dei commissari eletto di recente, assicurando il pieno coinvolgimento del Parlamento, e che sia organizzata una riunione in tale contesto per informare i soggetti interessati in merito ai progressi conseguiti nell'attuazione delle 40 azioni delineate nel piano d'azione per la siderurgia della Commissione; invita la Commissione a tenere, ove opportuno o possibile, le riunioni del gruppo ad alto livello in date adeguate in modo che i suoi lavori possano alimentare le discussioni in seno al Consiglio "Competitività"; invita la Commissione a organizzare annualmente riunioni tematiche con altri comparti industriali ad alta intensità energetica, sulle politiche in materia di concorrenza, commercio, energia o clima, dal momento che alcuni dei problemi del settore siderurgico riguardano anche altre industrie ad alta intensità energetica;

9.  ritiene indispensabile il coinvolgimento diretto delle autorità regionali e locali nonché dei sindacati che rappresentano le regioni in cui si trovano gli stabilimenti siderurgici, al fine di promuovere la cooperazione e lo scambio di informazioni e di migliori prassi tra i principali soggetti interessati negli Stati membri;

10.  sottolinea la necessità di valutare come sia possibile affrontare la crisi degli investimenti allo scopo di trasformare l'industria europea in un settore sostenibile e redditizio, tenendo conto del fatto che gli investimenti nel settore siderurgico sono caratterizzati da rendimenti a lungo termine; esorta pertanto la Commissione a valutare l'opportunità di destinare una parte del suo pacchetto di investimenti a progetti realizzabili a lungo termine nel campo delle infrastrutture e a progetti industriali su grande scala incentrati sull'innovazione, tra cui progetti in materia di efficienza energetica e basse emissioni di carbonio, che potrebbero rilanciare in misura significativa la domanda di acciaio nell'UE;

11.  incoraggia inoltre il ricorso ad altri strumenti finanziari innovativi, quali i meccanismi di finanziamento con ripartizione dei rischi, che attribuiscano la priorità alle industrie siderurgiche in crisi; invita la Banca europea per gli investimenti e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo a elaborare un quadro di finanziamento a lungo termine per i progetti siderurgici;

12.  sottolinea che è essenziale fornire sostegno al settore siderurgico, anche attraverso lo sviluppo strategico di nuovi settori chiave utilizzatori di acciaio, ad esempio nell'ambito del settore energetico (produzione e distribuzione delle energie rinnovabili), del settore dei trasporti e dei progetti edili efficienti sotto il profilo delle risorse, creando in tal modo incentivi per processi di produzione efficienti, rafforzando il mercato interno e incentivando lo sviluppo di competenze;

13.  chiede l'applicazione dell'approccio basato sulla "valutazione del ciclo di vita" onde valutare gli effetti ambientali e l'uso ridotto delle risorse in tutti gli stadi del ciclo di vita, tra cui l'estrazione e la conversione delle materie prime, seguita dalla fabbricazione e dalla distribuzione fino all'utilizzazione e/o al consumo, al fine di favorire la riutilizzazione, il riciclaggio di materiali e il recupero di energia e ridurre lo smaltimento finale;

14.  invita la Commissione a verificare se l'applicazione delle norme sulla concorrenza abbia portato a soluzioni ingiuste nel mercato siderurgico europeo che potrebbero avere effetti negativi sulla sua efficienza e, in tal caso, esorta la Commissione a presentare misure correttive nonché a impedire che situazioni simili si ripresentino in futuro; sottolinea che le decisioni e le misure correttive della Commissione nell'ambito del diritto della concorrenza non dovrebbero compromettere la redditività economica dei singoli stabilimenti siderurgici, soprattutto in un contesto di accresciuta concorrenza mondiale; aggiunge che la Commissione dovrebbe adoperarsi altresì per proteggere le principali infrastrutture industriali e la capacità di produzione dalle imprese che praticano l'"asset-stripping" (spoliazione delle attività);

15.  esorta la Commissione a garantire che l'attuale regime di aiuti di Stato per le industrie ad alta intensità energetica non crei distorsioni nel mercato interno, assicurando in tal modo condizioni di parità per le imprese; è del parere che le industrie ad alta intensità energetica necessitino di un quadro stabile per gli investimenti al fine di garantire un elevato livello di occupazione;

Commercio e competitività

16.  esorta la Commissione ad attribuire maggiore importanza alla politica industriale adottando misure atte a consentire un rilancio della competitività dell'industria europea nel mercato globale, e a garantire un'effettiva parità di condizioni per tutti gli operatori economici;

17.  invita la Commissione a occuparsi in modo tempestivo ed efficace delle importazioni di acciaio nel mercato dell'UE che sono state oggetto di dumping e sovvenzioni illegali e ad avvalersi, ove opportuno, degli strumenti di difesa commerciale dell'UE conformemente alla normativa vigente dell'Unione;

18.  chiede alla Commissione di esaminare la fattibilità di un adeguamento del carbonio alla frontiera (pagamento delle quote ETS per l'acciaio proveniente da paesi terzi) al fine di creare parità di condizioni in termini di emissioni di CO2, ponendo in tal modo fine al fenomeno della rilocalizzazione delle emissioni di CO2;

19.  invita la Commissione a garantire che i futuri accordi commerciali prevedano disposizioni volte a migliorare in maniera significativa le opportunità di esportazione e l'accesso ai mercati per l'acciaio e i prodotti siderurgici europei; sottolinea che vi può essere un commercio equo dei prodotti siderurgici soltanto rispettando i diritti fondamentali dei lavoratori e le norme ambientali, e osserva che le importazioni a prezzi di dumping danno origine a una concorrenza sleale, soprattutto nei confronti dei produttori di acciaio inossidabile in Europa; evidenzia l'urgente necessità di modernizzare gli strumenti di difesa commerciale dell'Unione e invita la Commissione a incoraggiare gli Stati membri affinché intraprendano azioni concrete per portare avanti tale processo di modernizzazione, assicurando in tal modo una concorrenza leale e consentendo all'UE di adottare misure tempestive e proporzionate nella lotta contro le pratiche commerciali sleali;

20.  ritiene che le misure positive proposte consentirebbero all'industria siderurgica di accrescere la propria competitività a livello internazionale, dimostrando che i prodotti siderurgici dell'UE rispettano norme sociali, ambientali ed economiche più elevate rispetto a quelli di paesi terzi e mettendo in evidenza la qualità dei produttori di acciaio dell'Unione, cosa che al tempo stesso migliorerebbe la percezione dei consumatori;

21.  sottolinea che le elevate norme europee in materia di protezione ambientale e del clima potrebbero diventare norme internazionali, garantendo in tal modo condizioni di concorrenza eque;

22.  prende atto delle difficoltà in cui versa il settore siderurgico in molti Stati membri, causate in parte da un significativo calo della domanda globale e da un aumento dei costi energetici e della delocalizzazione dell'attività manifatturiera europea; invita la Commissione, quindi, a dare piena attuazione alla tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse (COM(2011)0571) e alle raccomandazioni strategiche della Piattaforma europea sull'efficienza nell'impiego delle risorse;

23.  ritiene che la legislazione in materia di rifiuti debba essere migliorata per sostenere il funzionamento del mercato dei rottami di acciaio dell'UE, ad esempio mediante una revisione della direttiva sui veicoli fuori uso; ricorda l'importanza del buon funzionamento del mercato dei rottami, che dovrebbe essere ulteriormente rafforzato e stimolato alla luce della strategia per un'economia circolare nell'UE al fine di evitare aumenti eccessivi dei prezzi dovuti alla presenza di industrie di paesi terzi nel mercato dell'Unione; invita la Commissione, a tale riguardo, a considerare l'applicazione di dazi all'esportazione nel mercato dei rottami dell'UE al fine di evitare il dumping ambientale che si verifica normalmente;

Aspetti sociali

24.  ricorda la necessità di investire nell'istruzione e nella formazione dei lavoratori e sottolinea l'importanza di un attento monitoraggio degli sviluppi in corso da parte della Commissione al fine di salvaguardare il patrimonio industriale e i lavoratori interessati;

25.  chiede alla Commissione di adoperarsi per evitare rivalità tra gli Stati membri nel caso in cui un grande produttore di acciaio che gestisce impianti in diversi paesi annunci una ristrutturazione; chiede inoltre, data l'importanza del coordinamento delle politiche per garantire un'industria siderurgica sostenibile, efficiente in termini di risorse e competitiva, in grado di rispondere alle mutevoli condizioni del mercato europeo ed extraeuropeo, una soluzione paneuropea che porti al mantenimento e alla creazione di posti di lavoro di qualità e dell'attività industriale nelle regioni europee;

26.  sottolinea che è necessario che l'industria, i partner sociali e le autorità locali anticipino i requisiti di formazione derivanti dalla possibile riapertura degli stabilimenti temporaneamente chiusi;

27.  è favorevole alla promozione di un programma di trasferimento del know-how per consentire ai lavoratori qualificati più anziani di trasmettere le loro conoscenze e competenze ai nuovi assunti negli stabilimenti siderurgici europei;

28.  sottolinea che le imprese europee dovrebbero applicare le norme dell'Unione in materia di responsabilità sociale delle imprese e partecipazione dei lavoratori anche nei paesi terzi;

29.  evidenzia che il coinvolgimento dei lavoratori nelle misure di innovazione e ristrutturazione è fondamentale per il successo economico e invita pertanto la Commissione a creare una piattaforma, con la partecipazione delle parti sociali, per fornire consulenza in merito al piano d'azione europeo per la siderurgia nonché provvedere all'attuazione e al monitoraggio dello stesso;

30.  chiede che le parti sociali degli impianti siderurgici che si trovano in una situazione economica critica considerino le opzioni per ridurre collettivamente l’orario di lavoro, al fine di rispondere alle situazioni di crisi ed evitare i licenziamenti e le perdite di posti di lavoro;

31.  invita la Commissione a razionalizzare l'utilizzo dei pertinenti fondi dell'UE, quali il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) e il Fondo sociale europeo (FSE), e degli strumenti politici dell'Unione per attenuare i costi sociali dell'adeguamento e garantire che le competenze pertinenti siano mantenute e sviluppate ai fini della futura competitività del settore;

32.  propone che i proventi della vendita delle quote gratuite delle imprese siano interamente reinvestiti nell'economia a basse emissioni di carbonio (attrezzature, tecnologie, ricerca e sviluppo, formazione dei lavoratori);

33.  reputa opportuno prevedere le future profonde mutazioni nel settore siderurgico e in altri settori industriali; ritiene a tal proposito che gli Stati membri dovrebbero adeguare maggiormente le politiche di istruzione e formazione alle esigenze del mercato del lavoro in modo da poter far fronte a situazioni simili e promuovere l'attrattiva dei campi tecnici e scientifici, onde garantire la presenza nel settore siderurgico di professionisti specializzati in grado di guidare l'innovazione;

34.  sottolinea la necessità di persone qualificate e competenti per far fronte alla transizione verso prodotti e processi produttivi più sostenibili e invita a sviluppare una strategia europea in materia di formazione e istruzione; accoglie con favore il progetto di istruzione e formazione professionale "Greening Technical" per il settore siderurgico, nell'ambito del quale le imprese siderurgiche, gli istituti di ricerca e le parti sociali hanno esaminato congiuntamente il fabbisogno di competenze per la sostenibilità ambientale; invita la Commissione a sostenere ulteriormente l'attuazione dei risultati del progetto;

Ricerca e sviluppo / tecnologia

35.  riconosce la necessità di sviluppare e diffondere le migliori tecniche disponibili in tutta l'UE, sostenendo ‒ ove possibile ‒ la sostituzione dei minerali con rottami ferrosi, nonché incrementando l'uso di forni elettrici ad arco (FEA) e sostituendo il carbone da coke con il gas;

36.  chiede che gli investimenti siano orientati verso tecnologie che massimizzano l'utilizzo di apporto energetico, ad esempio ottimizzando l'uso di gas di lavorazione e calore di scarto per la produzione di vapore ed energia elettrica;

37.  esorta gli Stati membri a garantire, mediante la legislazione o contratti collettivi, una protezione sociale e condizioni di lavoro adeguate, salari dignitosi nonché una tutela efficace contro il licenziamento senza giusta causa;

38.  evidenzia la necessità di investire nella ricerca e nell'innovazione, in quanto elementi essenziali per il rilancio e il rinnovamento dell'economia europea in generale e dell'industria siderurgica in particolare, che è basata su lunghi cicli di vita e un grande potenziale in termini di riciclaggio; accenna, in tale contesto, alle attuali e nuove tecnologie di riduzione del minerale di ferro basate sull'idrogeno, che sono potenzialmente in grado di ridurre o eliminare una grande quantità di emissioni di anidride carbonica; chiede l'istituzione e la promozione di un marchio distintivo per i prodotti siderurgici equi "made in Europe";

39.  ritiene che gli sforzi di ricerca e sviluppo congiunti promuoveranno una produzione di acciaio caratterizzata da basse emissioni di carbonio e basso impatto, favorendo in tal modo un'industria più sostenibile e competitiva;

40.  sottolinea, a tale proposito, l'importanza fondamentale dei programmi Orizzonte 2020 e SPIRE (Processi industriali sostenibili attraverso l'uso efficiente delle risorse e l'efficienza energetica), unitamente alla necessità che la Banca europea per gli investimenti e il futuro strumento NER400 finanzino i programmi in materia di ricerca e innovazione più rischiosi;

41.  invita la Commissione ad attuare una politica di innovazione ambiziosa, che consenta lo sviluppo di prodotti e processi innovativi di elevata qualità e ad alta efficienza energetica e permetta all'Unione di affermarsi nell'ambito della crescente concorrenza internazionale; sottolinea che l'innovazione nei nuovi prodotti, come i prodotti in acciaio di massa, tra cui le lamiere di acciaio ad alta resistenza per la produzione automobilistica nonché l'acciaio alto legato caratterizzato da diverse proprietà fisiche e chimiche, come pure nei nuovi processi produttivi, in particolare la tecnologia a idrogeno e la rifusione, è essenziale ai fini del miglioramento della competitività dell'industria siderurgica europea rispetto ai fornitori di paesi terzi, e che tale ambito dovrebbe essere oggetto di un sostegno particolare;

42.  ricorda che l'innovazione deve essere incoraggiata sostenendo non solo ricerca e sviluppo e il trasferimento di conoscenze, ma anche l'introduzione sul mercato e gli aggregati innovativi, attraverso la promozione di partenariati pubblico-privato in settori strategici come l'industria siderurgica al fine di mobilitare più capitali privati;

43.  sostiene il finanziamento dei progetti pilota industriali destinati a ridurre le emissioni di CO2 al fine di soddisfare l'urgente necessità di una transizione verso un'economia sostenibile e decarbonizzata basata sull'efficienza energetica, sulle energie rinnovabili e su infrastrutture intelligenti, e a trasformare la tecnologia di produzione di acciaio a emissioni di CO2 ultraridotte (ULCOS) in uno strumento di politica industriale efficiente sul piano energetico e ambientale;

44.  ritiene che le opzioni di riduzione, in particolare per i settori dell'industria siderurgica, dipenderanno in misura considerevole dalle nuove tecnologie, e sottolinea pertanto l'importanza del ruolo che i programmi di ricerca e di innovazione finanziati dall'UE potrebbero svolgere nel rilanciare l'economia europea attraverso Orizzonte 2020 nonché nel garantire la competitività del settore siderurgico europeo e l'elevata qualità della sua produzione; ricorda che la ricerca e l'innovazione sono importanti forze trainanti per la crescita economica e un'industria competitiva;

45.  invita la Commissione ad attuare quanto prima l'iniziativa SustSteel proposta nel piano d'azione per la siderurgia e pienamente sostenuta dal Parlamento, dal Comitato economico e sociale e dal Comitato delle regioni;

o
o   o

46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)Testi approvati, P7_TA(2014)0069.
(2)Testi approvati, P8_TA(2014)0060.
(3)Testi approvati, P7_TA(2013)0005.
(4)Documento di lavoro dei servizi della Commissione (SWD(2014)0215) concernente lo stato di attuazione della comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2013 su un piano d'azione per una siderurgia europea competitiva e sostenibile (COM(2013)0407).


Situazione nel Mediterraneo e necessità di un approccio globale dell'UE alle migrazioni
PDF 138kWORD 57k
Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2014 sulla situazione nel Mediterraneo e la necessità di un approccio globale dell'UE alle migrazioni (2014/2907(RSP))
P8_TA(2014)0105B8-0362/2014

Il Parlamento europeo,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  visti la Convenzione di Ginevra del 1951 e i relativi protocolli aggiuntivi,

–  vista la sua risoluzione del 9 ottobre 2013 sulle misure adottate dall'UE e dagli Stati membri per affrontare il flusso di rifugiati a seguito del conflitto in Siria(1),

–  vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2013 sui flussi migratori nel Mediterraneo, con particolare attenzione ai tragici eventi al largo di Lampedusa(2),

–  visto il discorso pronunciato dal Presidente del Parlamento europeo nel corso della visita effettuata a Lampedusa il 2 e 3 ottobre 2014 in occasione dell'anniversario della tragedia del 3 ottobre 2013,

–  viste le relazioni della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni concernenti le visite effettuate dalle sue delegazioni a Lampedusa nel novembre 2011, in Giordania nel febbraio 2013 in relazione ai rifugiati siriani e in Bulgaria nel gennaio 2014 in relazione alla situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo provenienti in particolare dalla Siria,

–  viste le discussioni tenutesi durante la sua seduta plenaria del 9 ottobre 2013 in merito alle politiche migratorie dell'UE nel Mediterraneo, con particolare attenzione ai tragici eventi al largo di Lampedusa,

–  viste le discussioni tenutesi sin dall'inizio dell'attuale legislatura: il 22 luglio 2014 in seno alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni in merito all'attuazione della comunicazione relativa all'attività della Task Force "Mediterraneo"; il 4 settembre 2014 in merito alle attività di Frontex nel Mediterraneo e alla Task Force "Mediterraneo"; il 24 settembre 2014 in merito alla quinta relazione annuale della Commissione sull'immigrazione e l'asilo (2013)(3) e alla relazione annuale dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) sulla situazione riguardante l'asilo nell'Unione europea (2013),

–  vista la comunicazione della Commissione del 4 dicembre 2013 sull'attività della Task Force "Mediterraneo"(4),

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 20 dicembre 2013,

–  visto il documento di lavoro della Commissione del 22 maggio 2014 sull'attuazione della comunicazione relativa all'attività della Task Force "Mediterraneo"(5),

–  viste le conclusioni adottate dal Consiglio europeo nella sua riunione del 26 e 27 giugno 2014, in cui ha definito gli orientamenti strategici della pianificazione legislativa e operativa nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia per gli anni a venire(6),

–  visti gli orientamenti politici per la prossima Commissione europea, illustrati dal Presidente Juncker il 15 luglio 2014 durante la seduta plenaria del Parlamento,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo dell'11 settembre 2014 sulle politiche europee di immigrazione(7),

–  visti gli impegni assunti dal commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, in occasione della sua audizione del 30 settembre 2014 dinanzi alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 10 ottobre 2014 sul tema "Adoperarsi per una migliore gestione dei flussi migratori",

–  vista la relazione elaborata nell'aprile 2012 dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE) sul tema "Perdita di vite umane nel Mediterraneo",

–  viste le relazioni annuali del relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani dei migranti, in particolare quella dell'aprile 2013 sulla gestione delle frontiere esterne dell'UE e il relativo impatto sui diritti umani dei migranti e quella dell'aprile 2014 sullo sfruttamento lavorativo dei migranti,

–  vista l'allocuzione di Sua Santità Papa Francesco in occasione della visita al Parlamento del 25 novembre 2014,

–  viste le interrogazioni al Consiglio e alla Commissione sulla situazione nel Mediterraneo e la necessità di un approccio globale dell'UE alle migrazioni (O-000078/2014 – B8-0037/2014 e O-000079/2014 – B8-0038/2014),

–  vista la discussione sulla situazione nel Mediterraneo e la necessità di un approccio globale dell'UE alle migrazioni tenutasi al Parlamento il 25 novembre 2014,

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, secondo i dati dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni(8), nei primi nove mesi del 2014 sono morte almeno 3 072 persone nel Mediterraneo, a ulteriore riprova della necessità di compiere ogni sforzo possibile per salvare la vita delle persone in pericolo e di garantire che gli Stati membri rispettino i propri obblighi internazionali in materia di soccorso in mare;

B.  considerando che circa 500 migranti sarebbero stati uccisi dopo che l'imbarcazione che li trasportava dall'Egitto all'Unione europea è stata presumibilmente speronata e affondata di proposito dai trafficanti; che i responsabili del traffico di migranti e della tratta di esseri umani sfruttano la migrazione irregolare e che queste reti mettono in serio pericolo la vita dei migranti e rappresentano un grave problema per l'UE;

C.  considerando che l'operazione "Mare Nostrum" per le azioni di pattugliamento, soccorso e sorveglianza, avviata dall'Italia per rafforzare le attività di soccorso umanitario nel Mediterraneo, ha prestato soccorso a 150 810 migranti in 364 giorni(9); che il governo italiano ha annunciato l'intenzione di mettere gradualmente fine all'operazione "Mare Nostrum";

D.  considerando che l'operazione congiunta "Triton", coordinata da Frontex, è diventata pienamente operativa il 1° novembre 2014, ma non è chiaro quali saranno i contributi apportati dagli Stati membri in futuro;

1.  riconosce l'importanza di sviluppare un approccio globale alle migrazioni;

2.  ribadisce che l'UE deve rafforzare l'equa ripartizione delle responsabilità e la solidarietà nei confronti degli Stati membri che accolgono il maggior numero di rifugiati e richiedenti asilo in termini assoluti o relativi, conformemente all'articolo 80 TFUE; ricorda gli obblighi derivanti dagli articoli 78 e 79 TFUE;

3.  si rammarica per la tragica perdita di vite umane nel Mediterraneo; esorta l'UE e gli Stati membri a compiere ogni sforzo possibile per scongiurare nuove tragedie in mare; è consapevole della necessità di garantire che gli obblighi di ricerca e soccorso siano effettivamente rispettati e di destinare pertanto opportuni finanziamenti a tal fine nel medio e lungo periodo;

4.  reputa necessario riflettere sul rafforzamento della politica e della sicurezza delle frontiere, nonché sulle possibili soluzioni per migliorare il ruolo futuro di Frontex e dell'EASO; invita gli Stati membri a continuare a dare prova di solidarietà e impegno contribuendo in misura sufficiente al bilancio e alle operazioni di tali agenzie;

5.  ricorda che gli Stati membri dovrebbero stabilire severe sanzioni penali contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, sia verso l'Unione europea che al suo interno, nonché contro le persone o i gruppi che sfruttano i migranti vulnerabili nell'UE, e che dovrebbero altresì realizzare ampie campagne di informazione e sensibilizzazione in merito ai rischi in cui incorrono le persone che si affidano ai trafficanti e le vittime della tratta di esseri umani;

6.  reputa necessario trovare nuovi canali di migrazione legale;

7.  considera la necessità di esplorare nuove iniziative basate su esempi positivi di reinsediamento, quali il programma di reinsediamento volontario previsto all'articolo 17 del regolamento che istituisce il Fondo Asilo, migrazione e integrazione; ricorda che gli Stati membri che intendono attuare programmi di reinsediamento possono beneficiare di un finanziamento dell'UE;

8.  sottolinea la necessità di esaminare la strategia globale di cooperazione con i paesi terzi, in particolare quelli dell'Africa subsahariana, del Nord Africa e del Medio oriente, per quanto concerne l'assistenza umanitaria, finanziaria e politica, anche nell'ambito dell'applicazione della legge, se del caso; chiede altresì chiarimenti circa il ruolo delle politiche in materia di protezione regionale, reinsediamento e rimpatrio, inclusi gli accordi di gestione della migrazione dei paesi di origine e di transito, per far fronte alle cause profonde della migrazione; sottolinea la necessità che i paesi terzi rispettino il diritto internazionale per quanto riguarda il salvataggio di vite umane in mare e garantiscano la protezione dei rifugiati nonché il rispetto dei diritti fondamentali;

9.  dovrebbe considerare la possibilità di provvedere al trattamento rapido delle domande, in collaborazione con i paesi terzi di transito e di origine, e al rimpatrio dei migranti che non soddisfano i requisiti per ottenere asilo e protezione nell'UE, così da garantire un utilizzo ottimale delle risorse a vantaggio delle persone che necessitano realmente di protezione; sottolinea la necessità di incoraggiare le politiche di rimpatrio volontario garantendo nel contempo la protezione dei diritti di tutti i migranti e l'accesso sicuro e legale al sistema di asilo dell'UE;

10.  ritiene che dovrebbe essere condotta un'analisi di come sono spesi in questo contesto i fondi destinati agli affari interni, compresi i fondi di emergenza, in particolare per le azioni concernenti la migrazione e l'asilo, il controllo delle frontiere, la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani e il rimpatrio, nonché i fondi relativi alla politica estera e di sviluppo dell'UE;

11.  esprime preoccupazione circa le modalità con cui assicurare l'efficace attuazione del sistema europeo comune di asilo – incluso, ove necessario e se richiesto, l'avvio del meccanismo di allerta rapido, di preparazione e di gestione delle crisi (articolo 33 del regolamento (UE) n. 604/2013) o mediante procedure di infrazione in caso di scorretta applicazione della legislazione dell'UE – e le modalità con cui garantire norme comuni efficaci in materia di accoglienza, procedure e qualifiche in tutta l'UE, proteggendo i soggetti più vulnerabili e incoraggiando l'inclusione sociale dei rifugiati;

12.  incarica la sua commissione competente di valutare le varie politiche interessate utilizzando risorse aggiuntive, quali risorse per condurre audizioni e inviare delegazioni ad hoc, nonché di elaborare una serie di raccomandazioni e di presentare una relazione di iniziativa strategica in Aula entro la fine del 2015;

13.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)Testi approvati, P7_TA(2013)0414.
(2)Testi approvati, P7_TA(2013)0448.
(3)COM(2014)0288.
(4)COM(2013)0869.
(5)SWD(2014)0173, parti 1 e 2.
(6)EUCO 79/14.
(7)REX/414.
(8)"Fatal Journeys: Tracking Lives Lost during Migration", IOM, 2014.
(9)http://www.marina.difesa.it/EN/operations/Pagine/MareNostrum.aspx

Avviso legale