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Procedura : 2015/2503(RSP)
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Testi presentati :

RC-B8-0046/2015

Discussioni :

PV 15/01/2015 - 9.1
CRE 15/01/2015 - 9.1

Votazioni :

PV 13/01/2015 - 8.6
PV 15/01/2015 - 11.1

Testi approvati :

P8_TA(2015)0006

Testi approvati
PDF 136kWORD 59k
Giovedì 15 gennaio 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Russia, in particolare il caso di Alexey Navalny
P8_TA(2015)0006RC-B8-0046/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 gennaio 2015 sulla Russia, in particolare il caso di Alexei Navalny (2015/2503(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  vista la Costituzione della Russia, in particolare l'articolo 118, che attribuisce ai soli tribunali il potere di amministrare la giustizia nella Federazione russa, e l'articolo 120, che sancisce l'indipendenza dei giudici e l'assoggettamento degli stessi unicamente alla Costituzione russa e alle leggi federali;

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Russia, in particolare le sue risoluzioni del 23 ottobre 2012 sull'applicazione di restrizioni comuni in materia di visti ai funzionari russi coinvolti nel caso Sergei Magnitsky(1), del 13 giugno 2013 sullo Stato di diritto in Russia(2), del 13 marzo 2014 sulla Russia: condanna di manifestanti che hanno partecipato agli eventi della Piazza Bolotnaya(3) e del 23 ottobre 2014 sulla chiusura della ONG "Memorial", titolare del premio Sakharov 2009, in Russia(4), nonché la sua raccomandazione al Consiglio, del 2 aprile 2014, concernente l'applicazione di restrizioni comuni in materia di visti ai funzionari russi coinvolti nel caso Sergei Magnitsky(5),

−  vista la sua risoluzione dell'11 dicembre 2013 sulla relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo nel 2012 e sulla politica dell'Unione europea in materia(6),

−  vista la dichiarazione del portavoce del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), rilasciata il 30 dicembre 2014, sulla condanna di Alexei Navalny e di suo fratello Oleg Navalny da parte del tribunale di Zamoskvoretsky,

−  viste le consultazioni UE-Russia in materia di diritti umani del 28 novembre 2013,

−  visti il vigente accordo di partenariato e di cooperazione (APC) che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall'altra, e i negoziati sospesi per un nuovo accordo UE-Russia,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che la Federazione russa, quale membro a pieno titolo del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e quale firmataria della dichiarazione delle Nazioni Unite, si è impegnata a osservare i principi della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto delle libertà fondamentali e dei diritti umani; che, a seguito di numerose gravi violazioni dello Stato di diritto e dell'approvazione di leggi restrittive negli ultimi mesi, sono emerse forti preoccupazioni circa il rispetto degli obblighi internazionali e nazionali da parte della Russia; che l'Unione europea ha offerto a più riprese assistenza e competenze supplementari, attraverso il partenariato per la modernizzazione, per aiutare la Russia ad ammodernare e rispettare il proprio ordine costituzionale e giuridico, in linea con le norme del Consiglio d'Europa; che esistono molteplici casi giudiziari in cui motivazioni di matrice politica sono state utilizzate per eliminare la concorrenza politica, minacciare la società civile e dissuadere i cittadini dal partecipare a manifestazioni e raduni pubblici ostili agli attuali leader del paese;

B.  considerando che Alexei Navalny ha sistematicamente denunciato la corruzione generalizzata ai più alti livelli dell'apparato statale russo; che il primo verdetto con cui è stato condannato a cinque anni di carcere nel luglio 2013 è stato considerato di natura politica; che nel febbraio 2014 egli è stato posto agli arresti domiciliari per due mesi e che nel marzo 2014 gli è stato applicato un braccialetto elettronico per controllarne le attività;

C.  considerando che Alexei Navalny ha ottenuto il 27% dei voti alle elezioni municipali di Mosca del settembre 2013, confermandosi così come una delle figure di maggior rilievo dell'opposizione russa al Cremlino;

D.  considerando che il secondo verdetto nei confronti di Alexei Navalny doveva essere pronunciato il 15 gennaio 2015, ma che il tribunale ha inspiegabilmente anticipato la data al 30 dicembre 2014, quando l'attenzione della maggior parte dei russi era rivolta alle festività di fine anno; che la stessa tecnica di anticipare la data è stata utilizzata anche nel caso di Mikhail Khodorkovsky;

E.  considerando che la situazione dei diritti umani in Russia è peggiorata drammaticamente negli ultimi anni e che le autorità russe hanno adottato una serie di leggi contenenti disposizioni ambigue, utilizzate per imporre ulteriori restrizioni ai membri dell'opposizione e agli attori della società civile e ostacolare le libertà di espressione e di riunione;

F.  considerando che durante l'ultimo anno le norme sulle ONG e sul diritto alla libertà di riunione sono state utilizzate per reprimere la società civile, mettere a tacere le opinioni politiche contrastanti e vessare le ONG, l'opposizione democratica e i mezzi di comunicazione; che l'organizzazione indipendente per la difesa dei diritti "Memorial" è stata chiusa de facto in applicazione della legge sugli "agenti stranieri"; che l'applicazione di tale legge ha dato luogo ad azioni severe volte a ostacolare le organizzazioni della società civile, inclusa l'organizzazione "Madri dei soldati", e a dissuaderle dallo svolgimento delle loro attività;

G.  considerando che alla fine del dicembre 2014 il ministero della Giustizia della Federazione russa ha apportato sostanziali modifiche all'elenco degli "agenti stranieri", aggiungendovi diverse organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, incluso il Centro Sakharov, ostacolando così, in particolare le, loro attività e la protezione dei diritti umani in Russia;

H.  considerando che negli ultimi anni diversi processi e procedimenti giudiziari, quali ad esempio i casi Magnitskij, Chodorkovskij e Politkovskaja, hanno sollevato dubbi circa l'indipendenza e l'imparzialità delle istituzioni giudiziarie della Federazione russa; che tali casi di alto profilo, come quello di Alexei Navalny, sono solo i più conosciuti al di fuori della Russia in quello che costituisce un fallimento sistematico dello Stato russo per quanto concerne il rispetto dello Stato di diritto e la garanzia della giustizia per i propri cittadini; che l'ultima decisione del tribunale rappresenta un tentativo dettato da ragioni politiche di punire Alexei Navalny per essere uno dei principali oppositori del governo;

I.  considerando che si rivela sempre più necessario che l'UE adotti una politica risoluta, coerente e globale nei confronti della Russia, appoggiata da tutti gli Stati membri, nell'ambito della quale il sostegno e l'assistenza siano accompagnati da critiche ferme e giuste;

1.  esprime la più profonda preoccupazione per il fatto che, in Russia, la legge sia utilizzata come strumento politico; sottolinea che la condanna del noto avvocato Alexei Navalny, militante impegnato nella lotta contro la corruzione e attivista sociale, a tre anni e mezzo di reclusione con sospensione della pena, e di suo fratello Oleg Navalny a tre anni e mezzo di carcere, si basa su accuse infondate; deplora fortemente il fatto che il processo appaia motivato da ragioni politiche;

2.  constata con preoccupazione che, sebbene Alexei Navalny sia fuori prigione, suo fratello Oleg Navalny si trova attualmente in carcere, e che ciò suscita il timore di un possibile uso politico di un membro della famiglia per intimidire e mettere a tacere uno dei leader dell'opposizione russa, Alexei Navalny; rammenta che il fratello di Alexei, Oleg, padre di due bambini piccoli ed ex dirigente del servizio postale statale, non ha mai svolto alcun ruolo all'interno del movimento di opposizione russo;

3.  esorta le autorità giudiziarie e le autorità preposte all'applicazione della legge della Russia a espletare le proprie funzioni in modo imparziale e indipendente, senza interferenze politiche, e a garantire che i procedimenti giudiziari nei casi Navalny, come pure tutte le altre indagini e i processi a carico di attivisti dell'opposizione, siano conformi alle norme riconosciute a livello internazionale; sottolinea l'importanza di assicurare che le decisioni giudiziarie siano prese senza interferenze politiche e nel pieno rispetto dello Stato di diritto;

4.  sostiene pienamente la campagna contro la corruzione in Russia avviata da Alexei Navalny e appoggia gli sforzi del popolo russo per giungere a una soluzione che garantisca democrazia, pluralismo politico, unità e rispetto dei diritti umani;

5.  ritiene che la Federazione russa, in quanto membro del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, debba rispettare gli obblighi che ha sottoscritto; fa notare che i recenti sviluppi vanno in una direzione contraria allo Stato di diritto e all'indipendenza del sistema giudiziario nel paese;

6.  invita i presidenti del Consiglio e della Commissione, nonché il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), a continuare a seguire da vicino questi casi, a sollevare tali questioni in diversi formati e incontri con la Russia e a riferire al Parlamento sugli scambi con le autorità russe;

7.  sottolinea che la libertà di riunione nella Federazione russa è sancita dall'articolo 31 della Costituzione russa e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, di cui la Russia è firmataria, e che le autorità russe sono pertanto obbligate a rispettare tale libertà;

8.  esorta il Consiglio a definire una politica unitaria nei confronti della Russia in base alla quale i 28 Stati membri e le istituzioni dell'Unione europea si impegnino a mandare un forte messaggio comune sul ruolo dei diritti umani nelle relazioni UE-Russia e sulla necessità di porre fine alle repressioni contro la libertà di espressione, di riunione e di associazione in Russia;

9.  chiede al VP/AR di definire con urgenza una strategia globale nei confronti della Russia intesa a preservare l'integrità territoriale e la sovranità degli Stati europei e a sostenere nel contempo il rafforzamento dei principi democratici, il rispetto dei diritti umani e lo Stato di diritto in Russia;

10.  esprime profonda preoccupazione per le continue ondate di attacchi rivolti contro le organizzazioni impegnate nel settore dei diritti umani e i gruppi della società civile indipendenti in Russia, che rappresentano un ulteriore segnale della repressione delle voci indipendenti, una tendenza che è fonte di crescente preoccupazione per l'Unione europea; esorta la Commissione e il SEAE, in relazione all'attuale fase di programmazione degli strumenti finanziari dell'UE, a incrementare l'assistenza finanziaria stanziata a favore della società civile russa attraverso lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani nonché i fondi destinati alle organizzazioni della società civile e agli enti locali, come pure a includere il Forum della società civile UE-Russia nello strumento di partenariato al fine di garantire un sostegno a lungo termine sostenibile e credibile; si compiace della decisione del Consiglio dei governatori del Fondo europeo per la democrazia (EED) di consentire al Fondo di estendere le sue attività anche alla Russia;

11.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa nonché al presidente, al governo e al parlamento della Federazione Russa.

(1) GU C 68 E del 7.3.2014, pag. 13.
(2) Testi approvati, P7_TA(2013)0284.
(3) Testi approvati, P7_TA(2014)0253.
(4) Testi approvati, P8_TA(2014)0039.
(5) Testi approvati, P7_TA(2014)0258.
(6) Testi approvati, P7_TA(2013)0575.

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