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Procedura : 2014/2158(INI)
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Ciclo del documento : A8-0019/2015

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A8-0019/2015

Discussioni :

PV 09/03/2015 - 14
CRE 09/03/2015 - 14

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PV 10/03/2015 - 10.11
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P8_TA(2015)0051

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Martedì 10 marzo 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Relazione annuale sulla politica di concorrenza dell'UE
P8_TA(2015)0051A8-0019/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 10 marzo 2015 sulla relazione annuale sulla politica di concorrenza dell'UE (2014/2158(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti la relazione della Commissione del 6 maggio 2014 sulla politica di concorrenza 2013 (COM(2014)0249) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione allegato alla relazione (SWD(2014)0148),

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli da 101 a 109,

–  visto il regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l'applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato(1),

–  visto il regolamento (CE) n. 169/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, relativo all'applicazione di regole di concorrenza ai settori dei trasporti ferroviari, su strada e per vie navigabili(2),

–  vista la direttiva 2014/104/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 novembre 2014, relativa a determinate norme che regolamentano le azioni per il risarcimento del danno ai sensi della legislazione nazionale a seguito della violazione delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri e dell'Unione europea(3),

–  vista la comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2013 relativa alla quantificazione del danno nelle azioni di risarcimento fondate sulla violazione dell'articolo 101 o 102 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea(4),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 4 febbraio 2011 intitolato "Consultazione pubblica: verso un approccio europeo coerente in materia di ricorsi collettivi" (SEC(2011)0173),

–  vista la comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2013 dal titolo "Verso un quadro orizzontale europeo per i ricorsi collettivi" (COM(2013)0401),

–  vista la raccomandazione 2013/396/UE della Commissione, dell'11 giugno 2013, relativa ai principi comuni per meccanismi di ricorso collettivo inibitori e risarcitori negli Stati membri in caso di violazioni dei diritti conferiti dalla legislazione dell'UE(5),

–  visto lo studio dell'unità tematica della Direzione generale delle Politiche interne intitolato "Collective redress in Antitrust" (ricorso collettivo all'antitrust) del giugno 2012,

–  vista la comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2013 pubblicata a norma dell'articolo 27, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1/2003 nella causa AT.39740 – Google(6),

–  visti gli impegni proposti alla Commissione ai sensi dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio nella causa COMP/39.398 – Le CMI applicate da VISA,

–  visto il regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio, del 20 gennaio 2004, relativo al controllo delle concentrazioni tra imprese (regolamento dell'Unione sulle concentrazioni)(7),

–  vista la consultazione della Commissione, del 27 marzo 2013, sul controllo delle concentrazioni dell'UE – progetto di revisione della procedura semplificata e del regolamento di applicazione relativo alle concentrazioni,

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 ottobre 2008 sull'applicazione delle regole in materia di aiuti di Stato alle misure adottate per le istituzioni finanziarie nel contesto dell'attuale crisi finanziaria mondiale(8) (la comunicazione sul settore bancario),

–  vista la comunicazione della Commissione del 5 dicembre 2008 dal titolo "La ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie nel contesto dell'attuale crisi finanziaria: limitazione degli aiuti al minimo necessario e misure di salvaguardia contro indebite distorsioni della concorrenza"(9) (comunicazione sulla ricapitalizzazione),

–  vista la comunicazione della Commissione del 25 febbraio 2009 sul trattamento delle attività che hanno subito una riduzione di valore nel settore bancario comunitario(10) (la comunicazione sulle attività deteriorate),

–  vista la comunicazione della Commissione del 23 luglio 2009 sul ripristino della redditività e la valutazione delle misure di ristrutturazione del settore finanziario nel contesto dell'attuale crisi in conformità alle norme sugli aiuti di Stato(11) (comunicazione sulle ristrutturazioni),

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 dicembre 2008 su un quadro di riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso al finanziamento nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica(12) (quadro di riferimento temporaneo),

–  vista la comunicazione della Commissione del 1° dicembre 2010 su un quadro di riferimento temporaneo dell'Unione per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso al finanziamento nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica(13) (nuovo quadro di riferimento temporaneo in sostituzione del precedente, che ha avuto termine il 31 dicembre 2010),

–  visto il progetto di comunicazione della Commissione relativa all'applicazione, a decorrere dal 1° agosto 2013, delle norme in materia di aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria (comunicazione sul settore bancario)(14),

–  visto il documento di analisi da parte della Commissione per l'attenzione del CEF sulla revisione degli orientamenti sugli aiuti di Stato per la ristrutturazione delle banche,

–  visto lo studio del giugno 2011 dell'unità tematica della Direzione generale delle Politiche interne dal titolo "State aid – Crisis rules for the financial sector and the real economy" (aiuti di Stato – norme sulla crisi per il settore finanziario e l'economia reale),

–  vista la comunicazione della Commissione sull'applicazione delle norme dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato alla compensazione concessa per la prestazione di servizi di interesse economico generale(15),

–  vista la decisione della Commissione (UE) 2012/21, del 20 dicembre 2011, riguardante l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 106, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale(16),

–  vista la comunicazione della Commissione intitolata "Disciplina dell'Unione europea relativa agli aiuti di Stato concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico (2011)"(17),

–  visto il regolamento della Commissione (UE) n. 360/2012, del 25 aprile 2012, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti di importanza minore ("de minimis") concessi ad imprese che forniscono servizi di interesse economico generale(18),

–  vista la sua risoluzione, del 15 novembre 2011, sulla riforma delle norme UE in materia di aiuti di Stato relativamente ai servizi di interesse economico generale(19),

–  vista la comunicazione della Commissione del 9 febbraio 2012 intitolata "Modernizzazione degli aiuti di Stato dell'UE" (COM(2012)0209),

–  vista la sua risoluzione del 17 gennaio 2013 sulla modernizzazione degli aiuti di Stato(20),

–  vista la proposta di regolamento del Consiglio del 30 luglio 2012 presentata dalla Commissione che modifica il regolamento (CE) n. 994/98 del Consiglio, del 7 maggio 1998, sull'applicazione degli articoli 92 e 93 del trattato che istituisce la Comunità europea a determinate categorie di aiuti di Stato orizzontali e il regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai servizi pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia (COM(2012)0730),

–  vista la proposta di regolamento del Consiglio del 5 luglio 2012 presentata dalla Commissione che modifica il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE (COM(2012)0725),

–  viste le linee guida della Commissione sugli aiuti di Stato alle imprese ferroviarie(21),

–  vista la sua risoluzione del 12 giugno 2013 sulla politica regionale nel quadro di regimi di aiuti di Stato più ampi(22),

–  visto l'accordo quadro del 20 ottobre 2010 sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea (in appresso "l'accordo quadro")(23), in particolare i paragrafi 9, 12, 15 e 16,

–  viste le sue risoluzioni, del 22 febbraio 2005, sulla 23a relazione della Commissione sulla politica di concorrenza - 2003(24), del 4 aprile 2006 sulla relazione della Commissione sulla politica di concorrenza 2004(25), del 19 giugno 2007 concernente la relazione sulla politica di concorrenza 2005(26), del 10 marzo 2009 sulla relazione sulla politica di concorrenza 2006 e 2007(27), del 9 marzo 2010 concernente la relazione sulla politica di concorrenza 2008(28), del 20 gennaio 2011 sulla relazione sulla politica di concorrenza 2009(29), del 2 febbraio 2012 sulla relazione annuale sulla politica di concorrenza dell'Unione europea(30), del 12 giugno 2013 sulla relazione annuale sulla politica di concorrenza dell'Unione europea(31) e dell'11 dicembre 2013 sulla relazione annuale sulla politica di concorrenza dell'Unione europea(32),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 20 giugno 2013 dal titolo "Towards more effective merger control" (verso un controllo più efficace delle concentrazioni),

–  visto il Libro bianco della Commissione del 9 luglio 2014 dal titolo "Towards more effective merger control" (verso un controllo più efficace delle concentrazioni),

–  vista la sua risoluzione del 5 febbraio 2014 sugli accordi di cooperazione dell'UE sull'applicazione della politica di concorrenza: prospettive future(33),

–  vista la dichiarazione del 6 novembre 2014 del commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager relativa alle indagini sugli aiuti di Stato di carattere fiscale,

–  visto il quadro di valutazione digitale 2014 della Commissione,

–  visti l'articolo 52 e l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A8-0019/2015),

A.  considerando che taluni settori nell'ambito del mercato unico sono ancora divisi da frontiere nazionali e da barriere artificiali e che, nel contempo, pratiche allarmanti come il dumping sociale o l'uso improprio dei fondi strutturali destano preoccupazione e dovrebbero essere affrontate nel quadro della politica di concorrenza dell'Unione europea; considerando che la concorrenza non funziona in modo altrettanto soddisfacente in tutti gli Stati membri;

B.  considerando che la politica in materia di concorrenza è di per sé uno strumento di salvaguardia della democrazia europea, dal momento che impedisce una concentrazione eccessiva del potere economico e finanziario nelle mani di pochi che pregiudicherebbe l'indipendenza delle autorità politiche europee rispetto ai grandi gruppi industriali e bancari;

C.  considerando che una politica di concorrenza basata su condizioni omogenee in tutti i settori costituisce il fondamento dell'economia di mercato sociale europea nonché uno strumento essenziale per garantire il corretto funzionamento di un mercato interno dinamico, efficiente, sostenibile e innovativo in grado di stimolare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro e di essere competitivo nel contesto globale; considerando che la crisi economica e finanziaria non dovrebbe pertanto essere un pretesto per allentare l'applicazione delle regole sulla concorrenza;

D.  considerando che ogni anno vengono cumulate perdite dell'ordine di 181-320 miliardi di EUR, pari pressappoco al 3% del PIL dell'UE, a causa dell'esistenza di cartelli;

E.  considerando che un importo equivalente a 1 600 miliardi di EUR è stato concesso alle banche nell'UE a titolo di aiuti di Stato nel periodo compreso tra il 2008 e la fine del 2011;

F.  considerando che l'evasione fiscale, le frodi fiscali e i paradisi fiscali costano ai contribuenti dell'UE un importo stimato a mille miliardi di EUR all'anno di mancate entrate fiscali, distorcendo la concorrenza nel mercato unico tra le imprese che pagano le tasse e quelle che non lo fanno;

G.  considerando che i cittadini europei chiedono servizi pubblici accessibili e di alta qualità;

H.  considerando che la rigorosa applicazione dei principi del diritto della concorrenza va principalmente a vantaggio dei consumatori, mentre la mancanza di concorrenza dà luogo a un'allocazione distorta delle risorse e a una minore produttività;

I.  considerando che, in termini di costi dell'energia, il mercato unico europeo presenta risultati peggiori rispetto al mercato statunitense, con una dispersione di prezzo del 31% rispetto al 22% negli Stati Uniti;

J.  considerando che la creazione di un "passaporto amministrativo per il mercato unico" ridurrebbe le distorsioni della concorrenza e la frammentazione del mercato unico, incrementando le potenzialità di crescita dell'economia europea;

K.  considerando che uno sviluppo corretto delle PMI in condizioni di libera concorrenza è uno dei principali requisiti per la creazione di posti di lavoro, la crescita sostenibile, l'innovazione e gli investimenti; considerando che in molti Stati membri le PMI, che rappresentano il 98% delle imprese nell'UE, sono interessate da una grave stretta creditizia;

L.  considerando che la libera circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali è indispensabile per la crescita; che il protezionismo può limitare le prospettive di crescita a lungo termine delle industrie nazionali;

M.  considerando che i cartelli portati alla luce hanno una durata che varia dai 6 ai 14 anni dalla loro creazione e incidono sull'economia ponendo maggiori oneri sui clienti e, in ultima analisi, sui consumatori;

N.  considerando che il brevetto unitario dell'UE costituisce un passo avanti verso il completamento del mercato unico e che tutti gli Stati membri dovrebbero parteciparvi;

O.  considerando che la pubblicazione dei cosiddetti documenti "LuxLeaks" da parte del consorzio internazionale dei giornalisti d'inchiesta evidenzia la necessità di un'indagine accurata e indipendente sulle pratiche degli accordi fiscali degli Stati membri e sulla loro conformità alle norme dell'UE sul controllo degli aiuti di Stato; considerando che l'indipendenza della DG Concorrenza è della massima importanza per riuscire a conseguire tale risultato nonché i suoi altri obiettivi;

Osservazioni generali

1.  si compiace del fatto che la dimensione economica dell'Unione sia sancita nei trattati come una "economia di mercato aperta e in libera concorrenza"; sottolinea che è necessario una maggiore attenzione alla promozione della concorrenza per raggiungere gli ambiziosi obiettivi in materia di occupazione, crescita, investimenti e competitività globale dell'economia europea, dal momento che è la concorrenza sostenibile ed efficace che favorisce gli investimenti e i vantaggi per gli utenti finali e che, al contempo, dà slancio all'economia; sottolinea il ruolo essenziale dell'attuazione della politica di concorrenza nel creare condizioni omogenee che favoriscono la produttività, l'innovazione, la creazione di posti di lavoro e gli investimenti da parte di tutti gli attori del mercato unico e per tutti i modelli aziendali, incluse le PMI, nel pieno rispetto delle diversità nazionali; chiede alla Commissione di dare attuazione alle norme antitrust e alle norme in materia di aiuti di Stato e controllo delle concentrazioni in modo da realizzare un mercato interno ben funzionante e garantire il progresso sociale;

2.  ritiene che la garanzia di condizioni omogenee per le imprese nel mercato interno dipenda anche dal contrasto del dumping sociale e dall'attuazione del diritto europeo in materia sociale e ambientale; invita la Commissione a tenere conto degli impatti sociali e occupazionali dei suoi interventi nel settore degli aiuti di Stato, specialmente nelle regioni con livelli elevati di disoccupazione, integrando tale analisi nelle sue decisioni;

3.  sottolinea la necessità di prendere opportuni provvedimenti fiscali e in materia di concorrenza per aiutare i gruppi industriali e le PMI europei a fronteggiare la globalizzazione;

4.  invita la Commissione a identificare gli eventuali squilibri tra gli Stati membri che possano distorcere la concorrenza, come pure le loro cause e il loro impatto economico;

5.  sottolinea che la politica in materia di concorrenza svolge un ruolo chiave nel consolidamento di un approccio olistico al mercato unico mirante a far fronte alle sfide economiche, sociali e ambientali dell'Europa; invita la Commissione a rispettare in modo efficace le esigenze dei cittadini, dei consumatori e delle PMI, ponendo le loro preoccupazioni al centro del processo decisionale, affinché le politiche proposte in materia di concorrenza possano apportare un valore aggiunto ai cittadini europei;

6.  ribadisce che la Commissione potrebbe valutare la possibilità di riassegnare risorse dalle linee di bilancio obsolete o sottoutilizzate verso la DG Concorrenza; ribadisce che la Commissione deve essere dotata di adeguate risorse di personale se vuole ampliare e approfondire in maniera significativa le sue indagini sugli aiuti di Stato di carattere fiscale quali gli accordi fiscali e l'elusione fiscale in modo da dare alla politica di concorrenza un ruolo sufficientemente proattivo; ritiene che la Commissione debba anche disporre di strumenti giuridici ottimali per continuare a identificare le criticità emerse con la rivelazione dei regimi fiscali mirati praticati da diversi Stati membri nell'Unione; raccomanda in particolare il rafforzamento dell'unità della DG Concorrenza sugli aiuti di Stato di carattere fiscale, alla luce delle rivelazioni di LuxLeaks;

7.  attende l'imminente pubblicazione della valutazione della Commissione dopo un decennio di attuazione del regolamento (CE) n. 1/2003 sull'applicazione delle regole di concorrenza e invita la Commissione a coinvolgere il Parlamento europeo in tutte le conseguenti iniziative; invita la Commissione ad adottare misure appropriate per adeguare il regolamento alla nuova situazione giuridica, in particolare a seguito dell'adozione della direttiva sulle azioni di risarcimento del danno;

8.  ricorda alla Commissione che la questione dell'indipendenza delle autorità nazionali garanti della concorrenza richiede la massima attenzione;

9.  insiste sul fatto che gli strumenti della politica in materia di concorrenza non debbano essere snaturati per permettere interventi di natura fiscale; incoraggia la Commissione a formulare chiaramente i propri timori nel settore della tassazione;

10.  è del parere che i principi e gli orientamenti importanti della politica di concorrenza debbano in futuro essere elaborati e adottati in stretta cooperazione con il Parlamento, allo scopo di rafforzare la legittimità democratica dell'autorità garante della concorrenza;

11.  condivide l'approccio comune seguito nel processo di modernizzazione degli aiuti di Stato, volto a promuovere una maggiore efficacia della spesa pubblica in un contesto di limitati margini di bilancio, specie negli Stati Membri più duramente colpiti dalla crisi;

12.  riconosce che un'efficiente attuazione della politica della concorrenza richiede un interpretazione giudiziaria coerente e uniforme;

13.  rileva che la Commissione fa sempre più affidamento sulle decisioni concernenti gli impegni; ritiene, tuttavia, che una maggiore trasparenza sulla fondatezza delle accuse e la creazione di un maggior numero di precedenti giuridici siano comunque necessari; ritiene che ciò valga specialmente per i casi che riguardano le problematiche antitrust in nuovi settori, per esempio i mercati dei beni digitali, in cui le imprese potrebbero avere difficoltà nel valutare se un certo comportamento rappresenti o meno una violazione delle norme sulla concorrenza;

14.  ritiene che, al fine di garantire una maggiore trasparenza e mitigare alcuni inconvenienti legati alle decisioni concernenti gli impegni e, al contempo, mantenerne i principali vantaggi, occorrerebbe pubblicare integralmente le obiezioni sollevate dalla Commissione nei confronti dei convenuti;

Aiuti di Stato e servizi di interesse economico generale (SIEG)

15.  rileva che i SIEG rappresentano una quota significativa della fornitura totale di servizi negli Stati membri e ritiene che un'offerta più efficiente (rispetto agli altri servizi) potrebbe presentare benefici significativi; ribadisce l'importanza della designazione di SIEG per i servizi universalmente accessibili di importanza vitale per i cittadini europei, dalla sanità alla sicurezza sociale e agli alloggi, sottolineando nel contempo che è responsabilità della Commissione garantire che la compensazione erogata ai SIEG sia compatibile con le norme dell'UE in materia di aiuti di Stato;

16.  ribadisce che i Fondi strutturali dell'UE potrebbero non essere utilizzati in modo da sostenere direttamente o indirettamente il trasferimento dei servizi o della produzione in altri Stati membri;

17.  ritiene che si dovrebbero svolgere ulteriori indagini sulle associazioni sportive (soprattutto di calcio) che devono somme milionarie alle autorità della sicurezza sociale senza tuttavia versarle o senza che siano rivendicate dallo Stato, in quanto ciò potrebbe di fatto configurarsi come un aiuto di Stato;

18.  sottolinea l'opportunità di valutare gli effetti cumulativi della fiscalità delle imprese e degli aiuti di Stato;

Antitrust e concentrazioni

19.  invita la Commissione a monitorare attentamente l'attuazione di tale direttiva da parte degli Stati membri e a garantire un'applicazione uniforme delle norme in tutta l'Unione;

20.  ribadisce la sua preoccupazione riguardo al fatto che il ricorso alle ammende quale unico strumento sanzionatorio possa non essere sufficientemente efficace; chiede nuovamente che siano messi a punto strumenti più sofisticati atti ad aumentare l'efficacia del sistema sanzionatorio; reitera il suo invito alla Commissione affinché prenda in considerazione un riesame generale dei propri orientamenti per il calcolo delle ammende del 2006 e chiede che detti orientamenti siano integrati nel regolamento (CE) n. 1/2003; invita la Commissione a valutare la possibilità di integrare le ammende comminate ai cartelli con sanzioni individuali, come ammende individuali e l'interdizione degli amministratori; chiede alla Commissione di far sì che le imprese che violano la legge non subiscano ricadute che vadano al di là di un risarcimento proporzionato alla violazione;

21.  chiede alla Commissione di istituire speciali task force trasversali a tutte le direzioni generali atte a monitorare i settori le cui caratteristiche strutturali (per esempio elevate barriere in entrata o elevati costi di passaggio per i consumatori) rendono più probabili le violazioni delle norme antitrust;

22.  invita la Commissione a contribuire all'introduzione di un meccanismo istituzionale in base al quale, ogni qual volta che un'autorità nazionale prende una decisione in materia di antitrust, si attivi automaticamente una verifica di seguito in cui la Commissione valuti se simili problematiche riguardino anche altri mercati geografici in Europa in cui operano le imprese sanzionate;

23.  sostiene l'attuale cooperazione all'interno della Rete europea della concorrenza (REC), che consente la coerenza a livello dell'UE dell'applicazione delle norme in materia di concorrenza da parte delle autorità pubbliche e ne incoraggia l'ulteriore sviluppo;

24.  invita la Commissione a stabilire orientamenti chiari in materia di calendari e scadenze al fine di velocizzare il processo d'indagine ed evitare proroghe ingiustificate; chiede che siano previsti diritti formali per tutte le parti lese e le parti interessate nei casi relativi a norme antitrust e cartelli, dando il giusto peso al principio della presunzione di innocenza;

25.  chiede alla Commissione di elaborare una valutazione giuridico-economica globale dei casi relativi a norme antitrust e cartelli, specialmente nei mercati in rapida evoluzione, in modo da acquisire un'idea chiara della struttura dei mercati e delle loro tendenze e adottare le misure appropriate per proteggere i consumatori;

26.  constata che la politica di concorrenza dovrebbe essere specialmente incentrata sulla tutela dei consumatori, sul miglioramento del benessere dei consumatori, sulla promozione dell'innovazione e sullo stimolo della crescita economica;

27.  chiede a tale proposito che si specifichino le condizioni in base alle quali le società madri che esercitano un'influenza su una controllata, ma non sono direttamente coinvolte in una violazione, possano essere considerate responsabili in solido per le violazioni delle norme antitrust da parte delle loro controllate;

28.  ribadisce, nei casi di recidiva, la necessità di un chiaro collegamento tra la violazione oggetto delle indagini, da un lato, e, dall'altro, le precedenti violazioni dell'impresa interessata;

29.  prende atto che è in aumento il numero delle richieste di riduzione dell'ammenda motivate dall'impossibilità di pagare, provenienti in particolare da imprese monoprodotto e da PMI; ribadisce la necessità di adeguare gli orientamenti per il calcolo delle ammende riguardanti le imprese monoprodotto e le PMI;

30.  è del parere che una posizione dominante di mercato conseguita attraverso l'espansione, l'innovazione e il successo non costituisca di per sé un problema di concorrenza, ma considera l'abuso di posizione dominante un grave problema in tale ambito; invita pertanto la Commissione a continuare a mantenere l'imparzialità e l'obiettività nei procedimenti in materia di concorrenza;

31.  invita la Commissione ad affrontare con determinazione tutti i problemi individuati nelle indagini in corso sulle violazioni delle norme antitrust e ad adottare tutti i provvedimenti necessari per porre fine alle pratiche dannose e ristabilire una concorrenza leale;

Controllo delle concentrazioni

32.  concorda sul fatto che un controllo efficace delle concentrazioni sia uno strumento importante per l'attuazione delle norme della concorrenza, poiché contribuisce a mantenere una pressione concorrenziale sui partecipanti al mercato;

33.  invita la Commissione a prestare attenzione ai casi in cui i prezzi al consumo subiscono un incremento o la qualità dei prodotti diminuisce sensibilmente subito dopo l'autorizzazione di una concentrazione;

34.  accoglie con favore la proposta della Commissione del 5 dicembre 2013 sulla "semplificazione delle concentrazioni" e le proposte del suo ultimo Libro bianco(34), ma chiede che siano sensibilmente migliorate le definizioni di "quota di mercato" e "potere di mercato" e di "definizione del mercato";

35.  sottolinea la necessità di valutare se l'attuale prassi di controllo delle concentrazioni tenga conto dell'internazionalizzazione dei mercati, in particolare per quanto concerne la delimitazione geografica del mercato; ritiene che la Commissione debba prendere in considerazione i risultati di tale valutazione nell'ambito della revisione delle norme sul controllo delle concentrazioni;

36.  invita la Commissione a valutare attentamente se vi siano realmente lacune normative per quanto concerne le competenze della Commissione riguardo all'esame delle partecipazioni di minoranza non di controllo;

Sviluppi nei vari settori

Energia e ambiente

37.  sottolinea l'importanza dell'affidabilità economica, della sostenibilità e della sicurezza dell'approvvigionamento energetico per l'economia dell'UE e per la sua competitività; ritiene che la politica di concorrenza debba tenere conto di questo triplice obiettivo nell'affrontare l'attuale frammentazione del mercato, nel garantire un'attuazione corretta e tempestiva del terzo pacchetto di liberalizzazione per il gas e l'elettricità, nel promuovere la disaggregazione dei servizi all'ingrosso da quelli al dettaglio per prevenire pratiche anticoncorrenziali e nel contribuire a un approvvigionamento energetico a prezzi accessibili per i consumatori e le imprese; riconosce che le nuove linee guida in materia di aiuti di Stato per la protezione ambientale e l'energia potrebbero limitare gli sforzi esplicati da alcuni Stati membri di promuovere le energie rinnovabili; sottolinea che la regolamentazione degli aiuti di Stato per le fonti energetiche sostenibili debba, nei limiti del possibile, essere introdotta con lo stesso spirito che in qualsiasi altro settore, tenendo comunque conto degli obiettivi dell'UE per il 2030 in materia di clima ed energia nonché delle diversità nazionali;

38.  sottolinea l'importanza di evitare pratiche monopolistiche al fine di pervenire a un mercato europeo dell'energia assolutamente equo e competitivo; chiede, a tale riguardo, l'eliminazione dei fornitori monopolistici e delle pratiche discriminatorie ai danni degli utenti; ritiene che il mercato europeo del gas dovrebbe evolvere verso un'Unione dell'energia caratterizzata da prezzi equi e stabili, migliorando la diversificazione delle sue fonti di energia e l'accesso alle infrastrutture strategiche;

39.  invita la Commissione ad avviare indagini e adottare le misure necessarie per garantire che gli interconnettori dell'elettricità esistenti siano resi pienamente disponibili per il mercato dell'energia dai gestori dei sistemi di trasmissione, al fine di rafforzare il funzionamento del mercato interno dell'elettricità e sostenere il raggiungimento degli obiettivi dell'UE per il 2030 in materia di clima ed energia al minor costo socioeconomico possibile a livello dell'Unione;

40.  esorta vivamente la Commissione a riferire in merito alle riserve di combustibili fossili e alle potenziali emissioni di CO2 da parte delle società quotate e di quelle che chiedono di essere quotate all'interno del mercato unico e a provvedere a una comunicazione ambientale corretta e affidabile per dati aggregati e alla pubblicazione dei livelli delle riserve e delle emissioni mediante adeguate linee guida in materia contabile in quanto ciò è essenziale per garantire condizioni di parità nel mercato per gli investimenti sostenibili;

41.  invita la Commissione a verificare in quale misura la concentrazione di fornitori di materie prime essenziali possa generare una disparità di condizioni e danneggiare l'attività dei settori clienti e un'economia più eco-efficiente; ritiene che ciò sia essenziale per la diffusione di tecnologie e innovazioni eco-efficienti, necessarie per il raggiungimento degli obiettivi ambientali;

42.  ribadisce che la politica di concorrenza dovrebbe contribuire a promuovere la trasparenza, standard aperti e l'interoperabilità, in modo da impedire il sequestro tecnologico di consumatori e clienti da parte di qualunque soggetto che opera sul mercato dell'energia; esorta la Commissione a controllare da vicino il livello di concorrenza dal momento che i tre principali soggetti rappresentano ancora circa il 75% del mercato dell'elettricità e oltre il 60% del mercato del gas nonostante la graduale apertura dei mercati a partire dalla metà degli anni '90; chiede alla Commissione di assicurare un'adeguata concorrenza nel mercato dell'energia onde rafforzare il sostegno statale all'innovazione e l'accesso alle fonti energetiche rinnovabili;

43.  chiede alla Commissione di garantire che le normative e le direttive in materia di energia siano recepite e applicate correttamente in tutti gli Stati membri; invita la Commissione a prestare particolare attenzione quando i prezzi energetici superano la media dell'UE, in quanto i prezzi elevati distorcono la concorrenza e danneggiano i consumatori;

Tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e media

44.  ritiene che il mercato unico del digitale debba continuare a essere al centro degli sforzi esplicati dall'UE per raggiungere risultati sul fronte della creazione di posti di lavoro, della crescita e degli investimenti; riconosce il ruolo svolto dalla politica di concorrenza nel perseguimento di un mercato unico del digitale; ritiene che il quadro legislativo dell'UE si debba adattare rapidamente all'evoluzione del mercato; invita la Commissione a verificare se gli strumenti giuridici in materia di concorrenza attualmente disponibili siano idonei alle esigenze dell'era digitale; ritiene che le priorità indicate nella relazione "Priorities towards a Digital Single Market in the Baltic Sea Region" (priorità verso un mercato unico digitale nella regione del Mar Baltico) potrebbero diventare obiettivi comuni a tutta l'Unione europea;

45.  plaude all'annuncio del commissario responsabile della Concorrenza circa le ulteriori indagini da parte della Commissione sulle pratiche di Google nel settore mobile e, in generale, nel mercato del digitale; deplora che la Commissione, nonostante un'indagine di quattro anni e tre pacchetti di proposte di impegno, non abbia ottenuto risultati tangibili nell'affrontare la principale preoccupazione inerente alla concorrenza, ossia il trattamento preferenziale da parte di Google dei propri servizi nel mostrare i risultati delle ricerche; sottolinea che è indispensabile che la Commissione risolva con urgenza il caso di Google per garantire condizioni omogenee se vuole che la sua strategia sull'agenda digitale resti credibile; chiede con insistenza alla Commissione di intervenire con decisione in merito a tutte le preoccupazioni individuate, prendere misure basate sul principio di non discriminazione contro le violazioni della concorrenza nei mercati dinamici e in rapida evoluzione del digitale quali le ricerche online e i mercati della pubblicità e trovare una soluzione sostenibile nel lungo termine per un struttura equilibrata, equa e aperta delle ricerche su Internet;

46.  chiede alla Commissione di concentrarsi sulla mobilitazione degli strumenti della politica di concorrenza e delle relative competenze di mercato affinché contribuiscano, a seconda dei casi, agli obiettivi in materia di occupazione e crescita, anche nel settore del mercato unico del digitale; ritiene importante, in tale contesto, continuare a mettere a punto un approccio economico e giuridico alla valutazione delle tematiche della concorrenza nonché sviluppare ulteriormente il monitoraggio del mercato a sostegno delle più ampie attività della Commissione;

47.  sottolinea che, nel settore della banda larga di prossima generazione, gli ex monopoli detengono un'impressionante quota di mercato superiore all'80%; ricorda che una concorrenza effettiva costituisce il fattore determinante per investimenti efficaci e offre ai consumatori vantaggi a livello di scelta, prezzo e qualità; chiede pertanto alla Commissione di applicare adeguatamente le norme dell'Unione in materia di concorrenza sia a priori che a posteriori in modo da prevenire un'eccessiva concentrazione di mercato e l'abuso di posizione dominante, dal momento che la pressione concorrenziale è essenziale per garantire che i consumatori possano trarre il massimo vantaggio dall'esistenza di servizi altamente qualitativi e a prezzi accessibili;

48.  sottolinea che è improbabile che una limitazione della concorrenza si traduca in maggiori investimenti a favore della banda larga, persino nelle aree periferiche, dal momento che la totale copertura di servizi di base a banda larga è stata già raggiunta in Europa attraverso un quadro normativo che garantisce l'accesso alle reti di operatori dominanti;

49.  è del parere che gli investimenti nell'infrastruttura della banda larga di prossima generazione siano evidentemente essenziali per pervenire a un'economia e a una società digitali; ritiene tuttavia che, al fine di massimizzare gli investimenti, le politiche nel settore delle telecomunicazioni dovrebbero consentire a tutti gli attori di compiere investimenti efficienti, fornendo loro un accesso efficace a reti e mezzi non duplicabili e a prodotti di accesso all'ingrosso commisurati alle esigenze;

50.  invita la Commissione a basare le sue decisioni e proposte politiche su un'analisi completa e imparziale di gruppi di dati corretti, pertinenti e indipendenti; sottolinea, in particolare, i dubbi riguardanti la correttezza dei dati presentati in merito alle insufficienti prestazioni dell'UE nella banda larga ad alta velocità, anche per quanto riguarda le velocità ricevute dagli utenti finali, gli investimenti infrastrutturali e lo stato finanziario del settore in una comparazione globale;

51.  rammenta che la neutralità della rete è della massima importanza per assicurare che non esista alcuna discriminazione tra i servizi su Internet e che sia pienamente garantita la concorrenza;

52.  sottolinea che, per incentivare la concorrenza e favorire la crescita, la competitività e la fiducia dei consumatori nel settore digitale, è essenziale affrontare la frammentazione del mercato interno digitale, anche analizzando le caratteristiche delle barriere esistenti nei settori principali di detto mercato e garantendo un'Internet aperta e la neutralità della rete sancita dal diritto dell'UE, in modo da assicurare che l'intero traffico in Internet sia trattato nello stesso modo, senza discriminazioni, restrizioni o interferenze; ritiene che gli standard aperti e l'interoperabilità contribuiranno a una concorrenza leale; sottolinea la necessità che la politica in materia di concorrenza sia adeguata alle esigenze future e tenga conto delle nuove modalità di vendita online;

53.  segnala che gli sforzi profusi per promuovere la concorrenza libera e leale, tra cui lo sviluppo del mercato unico digitale, nonché gli altri aspetti del settore dei servizi dovrebbero servire l'interesse dei consumatori e delle PMI; ribadisce che detti sforzi miglioreranno le opzioni per i consumatori e creeranno un contesto in cui le PMI e le microimprese possono dar prova di maggiore innovazione e creatività; ritiene che siano essenziali azioni rapide da parte degli organismi di regolamentazione e delle autorità di applicazione contro le pratiche fuorvianti e sleali per l'attuazione delle politiche in materia di concorrenza;

Economia del consumo collaborativo

54.  chiede alla Commissione di valutare come tener conto, nella legislazione dell'UE, dell'ascesa dell'economia del consumo collaborativo ("sharing economy"); ritiene necessario un suo adattamento per garantire condizioni di parità e, pertanto, una concorrenza leale tra tutti gli operatori coinvolti;

55.  ritiene che le imprese nel settore della cosiddetta economia del consumo collaborativo debbano pagare le tasse e ottemperare alla normativa alla stessa stregua delle imprese tradizionali poiché, diversamente, non solo si configurerebbe una distorsione della concorrenza, ma si avrebbero anche conseguenze fiscali negative sulle finanze degli Stati membri;

56.  sottolinea che un controllo efficace del comportamento delle aziende in posizione dominante e una rapida reazione in caso di abusi, risultano particolarmente importanti, visto che le pratiche illegali possono comportare un'uscita precoce dal mercato dei concorrenti piccoli e innovativi;

57.  constata che l'assenza di una regolamentazione dell'economia del consumo collaborativo conferisce ad alcune imprese un vantaggio iniquo e, al contempo, riduce gli incentivi per gli investimenti nei settori interessati;

Appalti pubblici

58.  invita gli Stati membri ad applicare in tempi rapidi le nuove norme dell'UE relative agli appalti pubblici, tra cui le disposizioni concernenti i criteri connessi all'oggetto dell'appalto, compresi gli aspetti sociali, ambientali e innovativi e l'amministrazione elettronica, gli appalti elettronici e la suddivisione in lotti, al fine di favorire la concorrenza leale e permettere alle autorità pubbliche di conseguire la migliore convenienza economica; esorta vivamente la Commissione a provvedere il più possibile alla loro applicazione per combattere le distorsioni della concorrenza provocate dalle turbative d'asta, dagli abusi di posizione dominante e dalla discriminazione nel settore degli appalti pubblici; invita la Commissione a lanciare azioni in un quadro globale, stabilendo un nesso tra la politica di concorrenza dell'Unione sul territorio europeo e l'apertura dei mercati degli appalti pubblici al fuori dell'Unione;

59.  sottolinea l'importanza di orientamenti dettagliati e chiari da parte della Commissione alle aziende, in particolare alle PMI, e alle autorità pubbliche al fine di facilitare la loro comprensione della legislazione in materia di appalti pubblici recentemente adottata e, in particolare, della nuova flessibilità che offre;

60.  invita la Commissione a controllare attentamente l'accentramento degli acquisti nei mercati degli appalti pubblici al fine di evitare le concentrazioni eccessive di potere d'acquisto e le collusioni e a preservare le opportunità di accesso al mercato per le PMI in conformità dello Small Business Act europeo;

61.  invita la Commissione, in sede di messa a punto delle procedure di appalto con le sue Direzioni generali e agenzie, a concedere più appalti dal valore limitato e appalti superiori a 193 000 EUR, anziché ricorrere quasi esclusivamente ai contratti quadro che costituiscono una barriera all'apertura del mercato degli appalti pubblici alle PMI europee dal momento che avvantaggiano le grandi aziende e i consorzi situati nelle vicinanze dei centri decisionali;

Servizi finanziari

62.  chiede per la quarta volta consecutiva la rapida abolizione del regime di aiuti di Stato in tempi di crisi a favore del settore bancario; riconosce che la comunicazione della Commissione dell'agosto 2013 concernente il settore bancario non è sufficiente a tutelare i contribuenti europei e a limitare l'importo di aiuti che le banche possono ricevere; sottolinea che gli aiuti di Stato al settore bancario non hanno dato luogo a un aumento del credito, né hanno ristabilito la fiducia; esorta la Commissione a continuare a osservare da vicino il settore bancario in modo da migliorare la concorrenza nei mercati bancari europei e quindi massimizzare i vantaggi per i cittadini dell'Unione; sottolinea la necessità di reintrodurre il tradizionale ricorso ai controlli sugli aiuti di Stato, non appena sarà possibile per il settore bancario;

63.  sottolinea il contributo del controllo delle operazioni di concentrazione a favore di un settore dei servizi finanziari più trasparente;

64.  si rammarica del fatto che la Commissione non abbia intrapreso alcuna azione per far fronte agli abusi commessi nella ristrutturazione delle banche private, inclusi quelli che hanno colpito i piccoli risparmiatori e i piccoli proprietari di strumenti finanziari, come le azioni privilegiate, che in molti casi sono state commercializzate senza garantire la piena conformità alla legislazione dell'UE;

65.  invita la Commissione a monitorare da vicino il settore finanziario al fine di rafforzare la concorrenza e la tutela di investitori e consumatori nel mercato bancario e degli investimenti dell'Unione europea; rileva che il consolidamento nel settore bancario abbia accresciuto la quota di mercato di diversi istituti finanziari fino a superare il livello precedente alla crisi, mentre l'industria degli investimenti finanziari è cresciuta simultaneamente senza alcun vantaggio per l'economia reale nell'Unione; ritiene pertanto necessario mantenere un mercato interno pienamente funzionante, garantire condizioni di parità per gli operatori del settore finanziario ed evitare una perdita di trasparenza e lo sviluppo di concentrazioni assimilabili a un cartello;

66.  riconosce l'importante ruolo svolto dal controllo degli aiuti di Stato dall'inizio della crisi come meccanismo di ristrutturazione e di risoluzione per le banche in difficoltà;

67.  è del parere che il controllo degli aiuti di Stato durante la crisi dovrebbe concentrarsi sulla stabilizzazione del sistema bancario e sulla lotta contro la segmentazione iniqua delle condizioni del credito e la discriminazione ai danni delle PMI nel mercato unico;

68.  ritiene che la Commissione dovrebbe valutare la possibilità di condizionare la concessione di aiuti di Stato alle banche al credito alle PMI;

69.  ritiene che le regolamentazioni bancarie dovrebbero tenere conto del fatto che i piccoli istituti hanno meno risorse per garantire la conformità alle stesse e dovrebbero pertanto essere quanto più semplici possibile per evitare di creare distorsioni a favore delle grandi banche;

70.  sollecita la Commissione a monitorare da vicino i mercati del settore bancario, dove la concentrazione è elevata o in crescita, in particolare a seguito delle ristrutturazioni in risposta alla crisi; rammenta che i mercati oligopolistici sono particolarmente inclini a pratiche anticoncorrenziali; teme che questa concentrazione possa nuocere ulteriormente ai consumatori;

71.  esorta la Commissione a fare in modo che le banche, prima di ricevere qualsiasi aiuto di Stato, vendano le loro partecipazioni detenute in altre società, al fine di ridurre gli oneri a carico dei contribuenti;

72.  ritiene necessario prestare una particolare attenzione alla frammentazione del mercato dei pagamenti mediante carta elettronica, compresi i problemi quali la cessazione del servizio quando il consumatore si sposta in un altro Stato membro;

73.  plaude alla sentenza della Corte di giustizia europea dell'11 settembre 2014 sulle commissioni anticoncorrenziali delle carte di credito, nonché alle azioni coronate da successo intraprese dalla Commissione per garantire che i processi di standardizzazione nel settore dei pagamenti non incida sull'ingresso al mercato e sull'innovazione; ribadisce la posizione del Parlamento secondo cui si dovrebbero introdurre massimali per le commissioni sui pagamenti tramite carta, al fine di ridurre gli inutili costi per i consumatori; chiede, a tale proposito, alla Commissione di accelerare il processo di standardizzazione della mappatura per i pagamenti mobili, pur facendo in modo che qualsiasi azione intrapresa non escluda i nuovi operatori né favorisca gli attori dominanti e che il quadro normativo sia neutro dal punto di vista della tecnologia, al fine di facilitare i futuri sviluppi tecnologici;

74.  ritiene che le esternalità degli sviluppi in tale settore debbano essere attentamente monitorate; esprime preoccupazione per lo sviluppo di standard diversi tra soggetti concorrenti di pari livello in seguito alla standardizzazione dei regolamenti finanziari;

75.  rileva che dal 2008 sono stati compiuti progressi importanti nel regolamentare il settore finanziario; sottolinea la necessità di prestare ulteriore attenzione al problema degli istituti finanziari considerati troppo grandi per fallire e che, pertanto, continuano a beneficiare di sussidi impliciti; ritiene che occorra inserire un'analisi approfondita degli aspetti della concorrenza del nuovo regolamento finanziario dell'UE nella prossima relazione ECON sulla valutazione dell'impatto e sul bilancio della legislazione sui servizi finanziari al fine di garantire che le banche dell'UE siano sempre competitive con gli istituti finanziari internazionali;

Regimi fiscali degli aiuti di Stato

76.  esprime preoccupazione per le possibili pratiche illegali relative alle aliquote fiscali societarie negli Stati membri ed esorta la Commissione a concludere quanto prima le sue indagini in corso sugli accordi fiscali avvalendosi di tutte gli elementi disponibili; chiede che sia data priorità alle indagini sui tagli fiscali che potrebbero costituire una forma di aiuti di Stato illegali; sottolinea che una concorrenza fiscale leale è indispensabile per l'integrità del mercato interno, la sostenibilità delle finanze pubbliche e condizioni di concorrenza leale;

77.  pone l'accento sulla pubblicazione dei cosiddetti documenti "LuxLeaks" da parte del consorzio internazionale dei giornalisti; plaude all'impegno del commissario responsabile della Concorrenza di compiere un'indagine completa e indipendente sulle pratiche degli accordi fiscali degli Stati membri e sulla loro conformità alle normative dell'UE in materia di concorrenza; osserva che l'elusione fiscale da parte di alcune imprese distorce la concorrenza nel mercato unico; sollecita la Commissione ad attuare attentamente le norme dell'UE sul controllo degli aiuti di Stato;

78.  invita il Presidente della Commissione a garantire l'indipendenza delle indagini attuali e future sulle pratiche degli accordi fiscali degli Stati membri sotto la guida del commissario responsabile della Concorrenza; insiste affinché il Parlamento sia tenuto informato dei progressi a grandi linee di tali indagini, al fine di garantire che vengano svolte in modo trasparente e indipendente; invita la Commissione a presentare quanto prima una relazione sulle sue risultanze; ricorda l'impegno assunto dal commissario responsabile della Concorrenza di valutare le più ampie ripercussioni sulla concorrenza delle pratiche aggressive di elusione fiscale adottate dalle imprese e incoraggiate dagli Stati e a estendere le indagini qualora sia ritenuto necessario una volta raccolti gli elementi probatori;

Industria agroalimentare

79.  invita la Commissione, nel prossimo riesame della riforma della PAC, ad esaminare il cofinanziamento dei fondi trasferiti, chiede una semplificazione delle misure riguardanti le aree di interesse ecologico incentrate sulla competitività e una revisione neutrale sotto il profilo della concorrenza dei fattori riguardanti le aree di interesse ecologico per le colture intercalari e le colture che fissano l'azoto;

80.  invita la Commissione, alla luce della sua recente revisione dell'impatto economico del commercio al dettaglio moderno sulla scelta e l'innovazione nel settore alimentare dell'UE, a valutare il potenziale impatto dei grandi supermercati, che dominano il mercato in misura tale che il potere d'acquisto collettivo distorce la concorrenza tra le catene di fornitura, sia in Europa sia nei paesi in via di sviluppo;

Settore farmaceutico e dei servizi sanitari

81.  constata che la frammentazione di questo settore è dovuta alle normative nazionali; plaude al contributo della politica di concorrenza dell'UE nel combattere le barriere artificiali all'ingresso;

82.  chiede che sia prestata una particolare attenzione ai farmaci e ai procedimenti medici innovativi in sede di valutazione dei casi relativi alla fissazione temporanea dei prezzi;

83.  constata che la politica di concorrenza potrebbe contribuire a migliorare l'accesso ai farmaci generici;

Trasporti e servizi postali

84.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire condizioni di parità che consentano una concorrenza libera ma altresì equa in tutte le modalità di trasporto; è tuttavia del parere che in tale ambito si debba tenere in debito conto delle molteplici specificità del diritto nazionale in materia di trasporti; sottolinea che il settore dei trasporti è una componente essenziale dell'infrastruttura che garantisce la sopravvivenza e il benessere dei residenti e delle imprese, specialmente nelle regioni scarsamente popolate e nelle isole periferiche;

85.  invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare i loro sforzi atti a garantire una concorrenza leale e una migliore qualità dei servizi nel settore ferroviario nonché nella gestione delle reti portuali e aeroportuali, in particolare nei casi in cui la relativa gestione è oggetto di monopolio da parte del governo centrale; sottolinea che la concorrenza non comporta necessariamente la privatizzazione dei servizi esistenti; invita inoltre la Commissione a far sì che i vettori non abusino della propria posizione dominante in taluni aeroporti;

86.  ritiene che la Commissione dovrebbe rafforzare ulteriormente i legami tra politica della concorrenza e politica dei trasporti al fine di migliorare la competitività del settore europeo dei trasporti e dovrebbe portare avanti i progressi verso il completamento del mercato unico nel settore dei trasporti;

87.  sollecita la Commissione a completare l'attuazione dello spazio ferroviario europeo unico, a garantire la piena trasparenza dei flussi di denaro tra i gestori di infrastrutture e le imprese ferroviarie, nonché a verificare che ogni Stato membro disponga di un'autorità di regolamentazione nazionale solida e indipendente;

88.  sottolinea che sul mercato unico nel settore del trasporto ferroviario incide il recepimento improprio o incompleto del diritto dell'Unione da parte di taluni Stati membri e da strozzature nella mobilità transfrontaliera che danneggiano la concorrenza e la crescita; invita la Commissione a verificare se le barriere tecniche o del mercato che variano da uno Stato membro a un altro, come per esempio gli scartamenti, l'approvvigionamento energetico e i sistemi di segnalamento, possano essere considerate violazioni delle norme di concorrenza;

89.  invita la Commissione a delineare un quadro generale giustificato per appurare se i vettori aerei godano di vantaggi rispetto ad altri prestatori di servizi attraverso condizioni speciali o presunti abusi di posizione dominante in taluni aeroporti;

90.  esprime la propria preoccupazione per la diversa attuazione e applicazione, da parte dei singoli Stati membri, delle regolamentazioni relative al trasporto internazionale su strada, per esempio le norme sul cabotaggio e sui periodi di guida e di riposo nonché il potenziale dumping sociale nei servizi di trasporto in senso lato e ritiene che tali problemi debbano essere affrontati;

91.  accoglie con favore l'iniziativa della Commissione nei confronti delle aziende internazionali di autonoleggio tesa a porre fine alle pratiche che impediscono ai consumatori di avere accesso ai prezzi migliori disponibili sulla base del loro paese di residenza; sottolinea che ai consumatori non dovrebbe essere impedito di ricorrere alla tariffa migliore disponibile quando acquistano beni o servizi nel mercato unico;

92.  invita la Commissione a intraprendere azioni volte a ridurre la frammentazione nel settore dell'autonoleggio dal momento che attualmente le regolamentazioni nazionali aumentano di molto i costi per i movimenti transfrontalieri, danneggiando così il mercato unico;

93.  sottolinea che gli sforzi tesi a incoraggiare un'Unione europea competitiva devono sempre essere finalizzati agli interessi del pubblico; riconosce il nesso tra un'efficace politica di concorrenza dell'UE e la necessità di investimenti su larga scala in servizi pubblici vitali, inclusi i servizi di trasporto;

Cultura e sport

94.  sollecita la Commissione a esaminare le pratiche restrittive e abusive delle federazioni sportive internazionali, per esempio la negazione ai loro membri del diritto di partecipare a eventi sportivi alternativi non avallati dalle rispettive federazioni e l'imposizione per atleti, funzionari e allenatori di una squalifica a vita dalle competizioni come i giochi olimpici e i campionati mondiali in caso di non ottemperanza;

Dimensione internazionale

95.  chiede l'inserimento di un capitolo dedicato alla concorrenza contenente disposizioni relative alle norme antitrust, alle concentrazioni, alle imprese statali, alle sovvenzioni e all'accesso iniquo al mercato, nell'accordo di partenariato transatlantico su commercio e investimenti; chiede una copertura mediatica neutrale delle misure ivi contenute e dei problemi e dei progressi riguardanti tali accordi;

96.  riconosce e sostiene l'esigenza della Commissione di rafforzare il ruolo della politica di concorrenza nella cooperazione economica internazionale, anche attraverso la cooperazione con gli organi garanti della concorrenza a livello globale; ricorda che tale cooperazione regolamentare e di carattere attuativo contribuisca a garantire condizioni di parità per le imprese dell'UE attive sui mercati globali;

97.  sottolinea che per un'efficace attuazione dei principi del diritto in materia di concorrenza nell'era della globalizzazione è indispensabile una cooperazione internazionale; invita pertanto la Commissione a dare impulso alla cooperazione internazionale sulle questioni del diritto in materia di concorrenza;

98.  invita la Commissione a valutare la possibilità di concludere con altri paesi terzi accordi in materia di concorrenza che consentano lo scambio di informazioni tra le autorità inquirenti; sottolinea che l'accordo sulla concorrenza recentemente concluso con la Svizzera può servire in tale ambito quale modello per ulteriori accordi della stessa natura;

Ruolo del Parlamento europeo

99.  pone l'accento sulla disposizione inserita nell'accordo quadro sulla parità di trattamento del Parlamento e del Consiglio relativamente all'accesso alle riunioni e alla fornitura di informazioni nell'elaborazione della legislazione e delle norme non vincolanti nel settore della politica di concorrenza;

100.  sottolinea il ruolo essenziale del Parlamento europeo nel rappresentare gli interessi dei consumatori dell'UE rispetto all'adeguata applicazione della normativa sulla concorrenza;

101.  si compiace del ruolo del Parlamento in qualità di colegislatore per la direttiva sulle azioni di risarcimento per violazione delle norme antitrust e considera i lavori relativi a tale direttiva come un modello per la futura cooperazione interistituzionale sulle questioni in materia di concorrenza;

102.  ribadisce che, nella definizione della politica di concorrenza, la Commissione deve dare pienamente conto al Parlamento europeo e dar seguito alle sue risoluzioni;

103.  invita il Commissario ad impegnarsi a tenere riunioni frequenti con le commissioni competenti del Parlamento e con il gruppo di lavoro sulla concorrenza della commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento;

104.  ritiene che il PE debba disporre di poteri di codecisione in materia di politica di concorrenza; deplora il fatto che gli articoli 103 e 109 del TFUE prevedono solo la consultazione del Parlamento; ritiene che tale deficit democratico sia inaccettabile; propone che sia superato il prima possibile, mediante accordi interistituzionali in materia di politica di concorrenza, e rettificato con la prossima modifica del trattato;

Priorità della nuova Commissione in materia di politica di concorrenza

105.  sottolinea il ruolo del Commissario per la concorrenza nel promuovere l'occupazione e la crescita, nonché il mercato unico digitale, la politica energetica, i servizi finanziari, la politica industriale e la lotta contro l'evasione fiscale;

106.  sollecita la Commissione a sviluppare linee guida e procedure nel quadro della Rete europea della concorrenza (REC), garantendo un controllo efficiente della conformità degli accordi fiscali degli Stati membri alle normative sugli aiuti di Stato;

107.  plaude all'impegno della Commissione a favore di un'effettiva applicazione delle norme in materia di concorrenza nei settori della normativa antitrust e dei cartelli, delle concentrazioni e degli aiuti di Stato, mantenendo gli strumenti in materia di concorrenza in linea con gli sviluppi del mercato e promuovendo nel contempo una cultura innovativa della concorrenza, sia nell'Unione europea sia a livello globale;

108.  invita la Commissione a valutare la sua gestione dei casi recenti in materia di norme antitrust e ad affrontare le preoccupazioni di carattere formale che sono state sollevate;

109.  invita la Commissione a elaborare in modo coordinato proposte in materia di concorrenza fiscale e a sottoporle al Consiglio;

110.  invita la Commissione a continuare a riferire annualmente al Parlamento europeo circa gli sviluppi e gli effetti dell'applicazione della politica di concorrenza;

111.  accoglie con favore gli impegni presi dal Commissario nel corso della sua audizione, soprattutto per quanto riguarda la futura cooperazione e il rafforzamento delle relazioni con il Parlamento europeo;

112.  invita la Commissione ad adoperarsi maggiormente per promuovere una politica attiva in materia di concorrenza intesa come caposaldo dell'economia sociale di mercato;

113.  è del parere che sia opportuno mettere tempestivamente a disposizione dei consumatori e delle imprese una scheda di valutazione sotto forma di raccolta di casi;

114.  rileva la perdurante incertezza in alcuni Stati membri circa il fatto che il sostegno ai centri europei per la tutela dei consumatori costituisca un aiuto di Stato non giustificato; teme che di conseguenza il sostegno ai centri europei dei consumatori sia messo a repentaglio; invita la Commissione a fare chiarezza quanto prima nei confronti degli Stati membri circa la necessità di notificare tale sostegno, per continuare a garantire i servizi di assistenza dei centri europei dei consumatori;

115.  invita la Commissione e gli Stati membri, in particolare a tutti i livelli politici, a imporre un rigoroso rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato;

116.  chiede l'istituzione di un organismo comune che riunisca rappresentanti del Parlamento, del Consiglio, della Commissione e del mondo scientifico allo scopo di analizzare l'orientamento e lo sviluppo a lungo termine della politica di concorrenza nei settori del futuro, quali l'economia digitale o il settore energetico;

117.  chiede una ferma analisi di ciò che costituisce una politica fiscale nazionale responsabile, con particolare riferimento alle politiche sleali, agli accordi e alle esenzioni in materia fiscale, al fine di poter prendere in futuro efficaci provvedimenti contro tali pratiche;

o
o   o

118.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alle autorità nazionali competenti.

(1)GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1.
(2)GU L 61 del 5.3.2009, pag. 1.
(3)GU L 349 del 5.12.2014, pag. 1.
(4)GU C 167 del 13.6.2013, pag. 19.
(5)GU L 201 del 26.7.2013, pag. 60.
(6)GU C 120 del 26.4.2013, pag. 22.
(7)GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1.
(8)GU C 270 del 25.10.2008, pag. 8.
(9)GU C 10 del 15.1.2009, pag. 2.
(10)GU C 72 del 26.3.2009, pag. 1.
(11)GU C 195 del 19.8.2009, pag. 9.
(12)GU C 16 del 22.1.2009, pag. 1.
(13)GU C 6 dell'11.1.2011, pag. 5.
(14)GU C 216 del 30.7.2013, pag. 1.
(15)GU C 8 dell'11.1.2012, pag. 4.
(16)GU L 7 dell'11.1.2012, pag. 3.
(17)GU C 8 dell'11.1.2012, pag. 15.
(18)GU L 114 del 26.4.2012, pag. 8.
(19)GU C 153 E del 31.5.2013, pag. 51.
(20)Testi approvati, P7_TA(2013)0026.
(21)GU C 184 del 22.7 2008, pag. 13.
(22)Testi approvati, P7_TA(2013)0267.
(23)GU L 304 del 20.11.2010, pag. 47.
(24)GU C 304 E dell'1.12.2005, pag. 114.
(25)GU C 293 E del 2.12.2006, pag. 143.
(26)GU C 146 E del 12.6.2008, pag. 105.
(27)GU C 87 E dell'1.4.2010, pag. 43.
(28)GU C 349 E del 22.12.2010, pag. 16.
(29)GU C 136 E dell'11.5.2012, pag. 60.
(30)GU C 239 E del 20.8.2013, pag. 97.
(31)Testi approvati, P7_TA(2013)0268.
(32)Testi approvati, P7_TA(2013)0576.
(33)Testi approvati, P7_TA(2014)0079.
(34)COM(2014)0449 del 9 luglio 2014.

Avviso legale