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Procedura : 2015/2592(RSP)
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RC-B8-0239/2015

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CRE 12/03/2015 - 8.4
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P8_TA(2015)0074

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Giovedì 12 marzo 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Assassinio del leader di opposizione russo Boris Nemtsov e lo stato della democrazia in Russia
P8_TA(2015)0074RC-B8-0239/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2015 sull'assassinio del leader di opposizione russo Boris Nemcov e sullo stato della democrazia in Russia (2015/2592(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti relazioni e risoluzioni sulla Russia, in particolare le risoluzioni del 23 ottobre 2012 sull'applicazione di restrizioni comuni in materia di visti ai funzionari russi coinvolti nel caso Sergej Magnitskij(1), del 13 giugno 2013 sullo Stato di diritto in Russia(2), del 13 marzo 2014 sulla Russia: condanna dei manifestanti coinvolti nei fatti di Piazza Bolotnaja(3), del 23 ottobre 2014 sulla chiusura della ONG "Memorial" (vincitrice del premio Sacharov 2009) in Russia(4), nonché del 15 gennaio 2015 sulla Russia, in particolare il caso di Aleksej Naval'nyj(5),

–  vista la dichiarazione sull'omicidio di Boris Nemcov rilasciata il 28 febbraio 2015 dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) Federica Mogherini,

–  vista la dichiarazione resa dal VP/AR il 4 marzo 2015 sul protrarsi della detenzione di Nadija Savčenko,

–  vista la dichiarazione del portavoce del VP/AR, rilasciata il 3 marzo 2015, sul rifiuto di consentire l'ingressi del deputato al Parlamento europeo Sandra Kalniete nel territorio della Federazione russa,

–  vista la dichiarazione del mediatore per i diritti umani della Federazione russa, Vladimir Lukin, del 4 marzo 2014, sulle manifestazioni pubbliche a Mosca e sui provvedimenti adottati dalle autorità preposte all'applicazione della legge,

–  viste le consultazioni UE-Russia in materia di diritti umani del 28 novembre 2013,

–  visti il vigente accordo di partenariato e di cooperazione (APC) che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall'altra, e i negoziati per un nuovo accordo UE-Russia, che sono stati sospesi,

–  visto l'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che Boris Nemcov, ex vice primo ministro della Federazione russa, ex governatore di Nižnij Novgorod, riformista di primo piano della società e dell'economia nella Russia post-sovietica e uno dei leader dell'opposizione liberale e democratica russa, è stato assassinato nei pressi del Cremlino due giorni prima di una manifestazione contro gli effetti della crisi economica e il conflitto in Ucraina, in programma il 1° marzo 2015 e da lui organizzata;

B.  che nelle settimane precedenti al suo omicidio Boris Nemcov stava indagando sulla partecipazione della Russia al conflitto nel Donbas e intendeva pubblicare una relazione al riguardo; che per l'omicidio di Boris Nemcov sono stati arrestati cinque uomini, anche se non è chiaro se sia stato uno di essi a sparare i colpi fatali; che le autorità russe non hanno consentito l'ingresso nella Federazione russa ad alcuni deputati al Parlamento europeo e ad alcune delegazioni nazionali, impedendo loro di partecipare alle esequie di Boris Nemcov;

C.  considerando che Boris Nemcov era uno strenuo fautore di una Federazione russa moderna, prospera e democratica aperta al mondo;

D.  considerando che la Federazione russa, quale membro a pieno titolo del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e quale firmataria della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, si è impegnata a osservare i principi universali della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto delle libertà fondamentali e dei diritti umani;

E.  considerando che la situazione dei diritti umani in Russia ha subito un costante peggioramento negli ultimi anni e che le autorità russe hanno adottato una serie di leggi contenenti disposizioni ambigue, utilizzate per imporre ulteriori restrizioni ai membri dell'opposizione e agli attori della società civile e ostacolare le libertà di espressione e di riunione; che il ministro della Giustizia si è avvalso dei poteri di recente introduzione per classificare 42 gruppi come "agenti stranieri", tra cui le organizzazioni per i diritti umani più autorevoli e qualificate del paese, e si è servito di pretesti burocratici per tentare di far cessare l'attività di diversi altri gruppi; che nel gennaio 2015 la Duma ha compiuto i primi passi verso l'approvazione di una nuova legge che proibirebbe le attività di organizzazioni estere "sgradite";

F.  considerando che in numerose occasioni il Parlamento ha espresso preoccupazione per lo stato della democrazia in Russia e per il sistematico mancato rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali; che la Russia non rispetta lo Stato di diritto, le norme in materia di procedimenti giudiziari equi, il giusto processo e l'indipendenza del potere giudiziario; che le ultime elezioni presidenziali e della Duma di Stato non hanno rispettato le norme dell'OSCE;

G.  considerando che negli ultimi anni diversi processi e procedimenti giudiziari, tra cui i casi Naval'nyj, Magnitskij, Chodorkovskij e Politkovskaja, hanno sollevato dubbi circa l'indipendenza e l'imparzialità delle istituzioni giudiziarie della Federazione russa; che tali casi di alto profilo sono solo i più conosciuti al di fuori della Russia e si inscrivono nella sistematica inosservanza dello Stato di diritto da parte dello Stato russo e nella sua costante incapacità di garantire la giustizia ai propri cittadini;

H.  considerando che si rivela sempre più necessario che l'UE adotti una politica unitaria, risoluta, coerente e globale nei confronti della Russia, appoggiata da tutti gli Stati membri, nell'ambito della quale il sostegno e l'assistenza siano accompagnati da critiche ferme e giuste sulla base dei valori universali che sia l'UE sia la Russia si sono impegnate a rispettare;

I.  considerando che l'UE, mediante il partenariato per la modernizzazione, ha offerto a più riprese assistenza e competenze alla Russia affinché questa rafforzi lo Stato di diritto, rispetti i suoi obblighi internazionali e sviluppi pienamente il suo potenziale economico;

J.  considerando che il 19 febbraio 2015 il leader di opposizione russo Aleksej Naval'nyj è stato condannato a 15 giorni di carcere per aver distribuito volantini riguardanti una manifestazione futura; che il 30 dicembre 2014 un tribunale ha condannato Aleksej Naval'nyj a tre anni e mezzo di reclusione con sospensione della pena e suo fratello Oleg Naval'nyj a tre anni e mezzo di carcere;

K.  considerando che il 4 marzo 2015 un tribunale di Mosca ha respinto un nuovo ricorso presentato da Nadija Savčenko contro la sua detenzione illegale da parte della Federazione russa, nel quale si appellava all'immunità di cui gode in quanto membro dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE); che il 4 marzo 2015 Nadija Savčenko osservava lo sciopero della fame già da 82 giorni e che, dopo un periodo così prolungato, rischia danni permanenti per la salute o perfino la morte;

L.  considerando che sono trascorsi sei mesi dal rapimento del funzionario di polizia estone Eston Kohver da parte dei servizi di sicurezza russi sul territorio dell'Estonia, in violazione del diritto internazionale; che Eston Kohver continua a essere detenuto illegalmente nel carcere di Lefortovo, a Mosca; che non gli viene fornita un'assistenza legale adeguata, gli è negato il diritto a un giusto processo e gli è stata ordinata una perizia psichiatrica ingiustificata i cui particolari restano ignoti;

M.  considerando che il Fondo europeo per la democrazia si sta occupando della questione della pluralità dei mezzi d'informazione russi e che è invitato, insieme ai suoi partner, a mettere a punto nuove iniziative in questo ambito;

N.  considerando che sono ancora in mani russe i rottami e le scatole nere dell'aereo del governo polacco Tu-154, schiantatosi nei pressi di Smolensk nell'aprile 2010 provocando la morte del presidente polacco e di membri di spicco degli ambienti politici, militari e culturali; che le autorità russe rifiutano di restituirli alla Polonia nonostante le numerose richieste avanzate;

1.  condanna fermamente l'assassinio di Boris Nemcov (l'omicidio politico più grave nella storia recente della Russia), il quale è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco nei pressi del Cremlino, in una zona sorvegliata da videocamere e presidiata da polizia e servizi di sicurezza;

2.  rende omaggio a Boris Nemcov, leader di primo piano dell'opposizione, fondatore e leader del movimento politico Solidarnost' e principale critico del presidente Vladimir Putin e della guerra in Ucraina, che ha dedicato la sua vita alla realizzazione di una Russia più democratica, prospera e aperta e alla creazione di forti partenariati tra la Russia e i suoi vicini e partner; esprime le sue sincere condoglianze ai familiari e agli amici di Boris Nemcov, ai membri dell'opposizione e al popolo russo; condanna la decisione della leadership russa di impedire ad alcuni diplomatici dell'UE e a talune delegazioni nazionali di partecipare ai funerali di Nemcov, negando in tal modo all'Unione la possibilità di rendere omaggio ai coraggiosi cittadini russi che sostengono i valori universali;

3.  sottolinea che questo omicidio si aggiunge al crescente numero di morti sospette e di omicidi irrisolti di matrice politica avvenuti in Russia dal 1998, compresi quelli della giornalista d'inchiesta Anna Politkovskaja, di Aleksandr Litvinenko, presumibilmente assassinato nel Regno Unito, dell'avvocato Stanislav Markelov, della giornalista Anastasija Baburova, del difensore dei diritti umani Natal'ja Estemjrova, dell'avvocato Sergej Magnitskij e ora del politico Boris Nemcov;

4.  prende atto dell'arresto di cinque sospetti di origine cecena annunciato dalle autorità russe;

5.  chiede che sia condotta un'indagine internazionale indipendente sull'omicidio; è del parere che gli strumenti disponibili nel quadro dell'OSCE, del Consiglio d'Europa e delle Nazioni Unite contribuirebbero a garantire un'indagine imparziale ed equa;

6.  chiede al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri di tenere conto, in sede di definizione della futura politica nei confronti della Russia, del fatto che il clima politico creato dalle autorità russe ha costituito un terreno fertile per tali omicidi, violenze e pressioni; è preoccupato dall'atmosfera di odio, cresciuto in Russia negli ultimi anni, nei confronti degli attivisti dell'opposizione, dei difensori dei diritti umani, delle minoranze e delle nazioni limitrofe, istigato dalla propaganda di Stato e dai mezzi di comunicazione ufficiali nel contesto di una cultura politica che si discosta dai principi democratici;

7.  invita le autorità della Federazione russa a porre fine alla vergognosa guerra di propaganda e di informazione nei confronti dei paesi vicini, del mondo occidentale e della stessa popolazione russa, guerra che sta trasformando la Russia in uno Stato caratterizzato da repressione, incitamento all'odio e paura, dove l'euforia nazionalista trova fondamento nell'annessione della Crimea e nell'aggravarsi del conflitto in Ucraina, dove i diritti dei tatari di Crimea vengono violati e dove il Cremlino, in violazione del diritto internazionale, accende e provoca odio e scontri; condanna la nuova guerra di propaganda condotta contro i valori democratici e fondamentali, che vengono presentati come estranei alla società russa; ricorda che sia l'Unione europea che la Federazione russa si sono impegnate, in numerosi trattati e dichiarazioni internazionali, a tutelare i valori democratici e i diritti fondamentali universali; sottolinea l'importanza della presenza di forze di opposizione politica al fine di assicurare un uno scambio di opinioni e di idee e un dibattito costanti in campo politico e nell'ambito delle procedure legislative in Russia;

8.  esorta le autorità russe a porre fine a tutte le pressioni, le azioni repressive e le intimidazioni di natura politica e giudiziaria nei confronti dei leader dell'opposizione, dei rappresentanti della società civile e dei media indipendenti, consentendo loro di agire liberamente in linea con i principi di base della Costituzione russa;

9.  esprime profonda preoccupazione per il mancato rispetto, da parte della Russia, degli obblighi giuridici internazionali ad essa incombenti in quanto membro delle Nazioni Unite, del Consiglio d'Europa e dell'OSCE, nonché dei diritti umani fondamentali e dello Stato di diritto; ritiene che la Federazione russa dovrebbe osservare gli obblighi che ha sottoscritto; deplora che i recenti sviluppi dimostrino che la Russia si è mossa in una direzione opposta a quella di una democrazia funzionante, la quale è caratterizzata, tra l'altro, dal rispetto dell'opposizione, dallo Stato di diritto e dall'indipendenza del sistema giudiziario;

10.  deplora profondamente che le autorità russe non abbiano risposto alle critiche formulate, tanto all'interno della Federazione russa quanto a livello internazionale, in merito alla legge sugli agenti stranieri e che abbiano invece adottato emendamenti che limitano ulteriormente le possibilità per le organizzazioni non commerciali di svolgere le loro attività e che sono per loro natura discriminatori; invita fermamente la Russia a rivedere la legislazione pertinente al fine di rispettare i propri obblighi internazionali in materia di diritti umani e libertà democratiche;

11.  si compiace della decisione della Corte suprema del 28 gennaio 2015 di respingere il ricorso presentato dal ministero della Giustizia che chiedeva la chiusura dell'associazione russa "Memorial" asserendo l'esistenza di violazioni nella sua struttura organizzativa, e chiede che le altre ONG iscritte nell'elenco degli "agenti stranieri" siano rimosse da tale lista;

12.  invita le autorità russe a rilasciare immediatamente tutti i prigionieri politici riconosciuti;

13.  invita le autorità russe a rilasciare con urgenza Nadija Savčenko, rapita nel territorio ucraino e al momento detenuta illegalmente in un carcere russo, e a rispettare la sua immunità in quanto membro della Verkhovna Rada (il parlamento ucraino) e dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa; sottolinea che la Russia è responsabile dello stato di salute estremamente fragile in cui versa; esprime profonda preoccupazione per le sue condizioni di salute ed esorta le autorità giudiziarie russe ad applicare il diritto umanitario;

14.  condanna il sequestro del funzionario di polizia Eston Kohver, prelevato dal territorio estone e portato in Russia; chiede il suo rilascio immediato e il suo ritorno in Estonia in condizioni di sicurezza;

15.  ritiene che la Russia continui a essere un importante attore globale e che sia nell'interesse strategico tanto dell'Unione europea quanto della Russia attenuare rapidamente le tensioni e ripristinare le relazioni attraverso la diplomazia e la mediazione, purché ciò avvenga nel rispetto del diritto internazionale e degli impegni assunti nel quadro dell'OSCE;

16.  esprime il suo sostegno alle forze democratiche in Russia, che sono schierate a favore di una società aperta e di un programma riformista;

17.  esorta il Consiglio a definire una politica unitaria nei confronti della Russia in base alla quale i 28 Stati membri e le istituzioni dell'Unione europea si impegnino a mandare un forte messaggio comune sul ruolo dei diritti umani nelle relazioni UE-Russia e sulla necessità di porre fine alle repressioni contro la libertà di espressione, di riunione e di associazione in Russia; è del parere che la strategia dell'Unione debba avere il fine di indurre la Russia a rispettare appieno i principi dell'OSCE e di motivare la leadership russa a far uscire il paese dal proprio autoisolamento politico ed economico;

18.  esorta il VP/AR, con il sostegno del SEAE e della Commissione, a elaborare un programma di sostegno più ambizioso a favore della società civile russa in Russia e nella Crimea occupata e a individuare e creare nuove opportunità per avviare un dialogo con essa al fine di promuovere i valori della democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto; invita l'UE, in relazione all'attuale fase di programmazione degli strumenti finanziari dell'Unione, a incrementare la sua assistenza finanziaria a favore della società civile russa attraverso lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani nonché i finanziamenti destinati alle organizzazioni della società civile e agli enti locali, come pure a includere il Forum della società civile UE-Russia nello strumento di partenariato al fine di garantire un sostegno a lungo termine sostenibile e credibile;

19.  ribadisce la sua preoccupazione, già espressa in precedenti risoluzioni, per la mancata cooperazione delle autorità russe nelle indagini indipendenti e internazionali sull'abbattimento del volo MH17; sottolinea con forza che l'amnistia prevista dall'accordo di Minsk non può applicarsi ai responsabili di tale crimine e che pertanto essi non hanno diritto ad alcuna amnistia;

20.  chiede alle autorità russe di restituire immediatamente i rottami dell'aereo del governo polacco Tu-154 e tutte le sue scatole nere alla Polonia; sottolinea il fatto che il livello di dipendenza del sistema giudiziario russo nei confronti delle autorità compromette qualsiasi indagine imparziale e onesta;

21.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa nonché al presidente, al governo e al parlamento della Federazione russa.

(1)GU C 68 E del 7.3.2014, pag. 13.
(2)Testi approvati, P7_TA(2013)0284.
(3)Testi approvati, P7_TA(2014)0253.
(4)Testi approvati, P8_TA(2014)0039.
(5)Testi approvati, P8_TA(2015)0006.

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