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Procedura : 2015/2044(INI)
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Ciclo del documento : A8-0143/2015

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A8-0143/2015

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PV 18/05/2015 - 17
CRE 18/05/2015 - 17

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PV 19/05/2015 - 5.12
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Martedì 19 maggio 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Finanziamento dello sviluppo
P8_TA(2015)0196A8-0143/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 19 maggio 2015 sul finanziamento dello sviluppo (2015/2044(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti i documenti finali della Prima e della Seconda conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo, in particolare il Consenso di Monterrey del 2002 e la Dichiarazione di Doha del 2008;

–  viste le risoluzioni 68/204 e 68/279 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla Terza conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo, che si terrà ad Addis Abeba (Etiopia) dal 13 al 16 luglio 2015,

–  visto il documento informativo del 21 gennaio 2015, presentato dai copresidenti del processo di preparazione per la Terza conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo,

–  vista la relazione di sintesi del segretario generale delle Nazioni Unite di dicembre 2014 sull'agenda post 2015, intitolata The Road to Dignity by 2030: Ending Poverty, Transforming All Lives and Protecting the Planet (La strada verso la dignità entro il 2030: porre fine alla povertà, trasformare la vita di tutti e proteggere il pianeta),

–  vista la relazione di agosto 2014 del Comitato intergovernativo di esperti sul finanziamento dello sviluppo sostenibile,

–  vista la relazione di luglio 2014 del gruppo di lavoro aperto delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile,

–  vista la relazione dell'UNCTAD sugli investimenti mondiali per il 2014 Investing in the SDGs: An Action Plan (Investire negli obiettivi di sviluppo sostenibile, un piano d'azione)(1),

–  visto il documento finale della Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (Rio+20) del giugno 2012, dal titolo The Future We Want (Il futuro che vogliamo),

–  vista la risoluzione dell'Assemblea generale dell'ONU, dal titolo Towards the establishment of a multilateral legal framework for sovereign debt restructurings (Verso l'istituzione di un quadro giuridico multilaterale per le ristrutturazioni del debito sovrano) del settembre 2014,

–  vista la comunicazione della Commissione del 5 febbraio 2015, intitolata "Un partenariato mondiale per l'eliminazione della povertà e lo sviluppo sostenibile dopo il 2015" (COM(2015)0044)(2),

–  vista la comunicazione della Commissione del 2 giugno 2014 dal titolo "Un'esistenza dignitosa per tutti: dalla visione all'azione collettiva" (COM(2014)0335)(3),

–  vista la comunicazione della Commissione del 16 luglio 2013 dal titolo "Oltre il 2015: verso un'impostazione globale e integrata al finanziamento dell'eliminazione della povertà e dello sviluppo sostenibile"(COM(2013)0531)(4),

–  vista la comunicazione della Commissione del 27 febbraio 2013 dal titolo "Un'esistenza dignitosa per tutti: sconfiggere la povertà e offrire al mondo un futuro sostenibile"(COM(2013)0092)(5),

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri", del 12 dicembre 2013, sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo,

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari generali" del 16 dicembre 2014 su un'agenda post 2015 trasformativa(6),

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" del 12 dicembre 2013 sul finanziamento dell'eliminazione della povertà e dello sviluppo sostenibile oltre il 2015(7),

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri", del 12 dicembre 2014, su "Un ruolo più incisivo del settore privato nella cooperazione allo sviluppo",

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari generali" del 25 giugno 2013 su un'agenda globale post 2015(8),

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2014 sull'UE e sul quadro di sviluppo globale post 2015(9),

–  vista la sua risoluzione del 23 settembre 2008 sul seguito dato alla Conferenza di Monterrey del 2002 sul finanziamento dello sviluppo(10),

–  viste le sue risoluzioni del 26 novembre 2014 sulla conferenza delle Nazioni Unite (COP 20) sui cambiamenti climatici, Lima (Perù), 1-12 dicembre 2014(11); del 26 febbraio 2014 sulla promozione dello sviluppo di pratiche commerciali responsabili, compreso il ruolo dell'industria estrattiva nei paesi in via di sviluppo(12); dell'8 ottobre 2013 sulla corruzione nei settori pubblico e privato: l'impatto sui diritti umani nei paesi terzi(13); del 21 maggio 2013 sulla lotta contro la frode fiscale, l'evasione fiscale e i paradisi fiscali(14); e del 16 aprile 2013 sul miglioramento dello sviluppo attraverso il commercio(15),

–  vista la decisione (UE) n. 472/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativa all'Anno europeo per lo sviluppo (2015)(16),

–  visto il regolamento (UE) n. 233/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo per il periodo 2014-2020,

–  visto l'articolo 208 TFUE, che stabilisce l'eliminazione della povertà quale obiettivo principale della politica dell'Unione nel settore della cooperazione allo sviluppo e sancisce il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo e il parere della commissione per i bilanci (A8-0143/2015),

A.  considerando che il 2015 rappresenta un anno fondamentale per gli sforzi globali di sviluppo, con l'adozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e un accordo sull'azione globale per il clima, gli uni e l'altro validi fino al 2030;

B.  considerando che la Terza conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo che si terrà ad Addis Abeba (Etiopia) dal 13 al 16 luglio 2015, dovrà creare le condizioni per il finanziamento e l'attuazione dell'agenda post 2015, e che il successo di detta agenda dipenderà dal livello di ambizione che sarà dimostrato in occasione della conferenza;

C.  considerando che 1,5 miliardi di persone vivono tuttora in condizioni di povertà, subendo privazioni sul piano della salute, dell'istruzione e del tenore di vita, soprattutto negli Stati fragili e teatro di conflitti; considerando che ciò non è accettabile, dal momento che vi sono risorse sufficienti, a livello mondiale, per porre gradualmente fine a tale situazione;

D.  considerando che l'eliminazione della povertà e della disuguaglianza può essere conseguita solo mobilitando risorse sufficienti e adeguate per tutti e con interventi più mirati nei confronti dei gruppi emarginati, quali i minori, le donne, gli anziani e i disabili; che, nonostante la significativa riduzione della povertà estrema, i progressi a beneficio dei minori sono stati più lenti, e che, per tale motivo, investire nell'infanzia - sia attraverso la mobilitazione di risorse nazionali sia attraverso finanziamenti pubblici internazionali - diventa un fattore determinante;

E.  considerando che, come riconosciuto dal Consenso europeo in materia di sviluppo del 2005, non può esservi sviluppo sostenibile senza la pace e la sicurezza;

F.  considerando che tre quarti delle persone più povere del mondo - secondo le stime 960 milioni - vivono attualmente in paesi a reddito medio e che, pertanto, il nuovo paradigma di sviluppo richiede programmi destinati sia ai poveri sia ai paesi poveri;

G.  considerando che, secondo le stime dell'UNCTAD, i finanziamenti necessari nei paesi in via di sviluppo per gli OSS previsti ammontano a 3 900 miliardi di USD l'anno, di cui mancano attualmente 2 500 miliardi l'anno; considerando che un'azione debole comporterebbe alla fine costi molto più elevati rispetto a un'azione decisiva a favore dello sviluppo sostenibile;

H.  considerando che la sfida del finanziamento degli OSS è di tale portata da richiedere un partenariato forte e globale, nonché l'impiego di tutte le forme di finanziamento (fonti nazionali, internazionali, pubbliche, private e innovative) e di misure non finanziarie; considerando che il finanziamento privato può integrare ma non sostituire il finanziamento pubblico;

I.  considerando che la mobilitazione delle risorse nazionali e l'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) costituiscono fondamenti insostituibili del finanziamento dello sviluppo, che devono essere rafforzati;

J.  considerando che il potenziale di mobilitazione delle risorse nazionali dei paesi in via di sviluppo è significativo, ma che, nella situazione attuale, vi sono limiti a quanto i singoli paesi possono conseguire da soli; che il gettito fiscale rimane basso rispetto al PIL nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, e che è pertanto fondamentale promuovere sistemi fiscali equilibrati, equi ed efficienti basati sulla capacità contributiva dei singoli e delle imprese; e che la mobilitazione del reddito nazionale richiede anche una ripartizione equa dei benefici delle risorse naturali;

K.  considerando che pochissimi paesi industrializzati stanno adempiendo al proprio impegno di stanziare lo 0,7% del reddito nazionale lordo (RNL) a titolo di APS, compreso lo 0,15-0,20% dell'RNL a favore dei paesi meno sviluppati (PMS); che gli Stati membri che hanno aderito all'UE nel 2004 o negli anni successivi si sono impegnati a conseguire l'obiettivo dello 0,33% dell'RNL, ma nessuno di essi lo ha ancora raggiunto;

L.  considerando che molti dei paesi meno sviluppati sono paesi fragili o resi fragili da eventi esterni quali i conflitti armati, le epidemie come l'Ebola, e le catastrofi naturali; e che essi necessitano di un più intenso sostegno;

M.  considerando che la riduzione della povertà, la crescita economica e la sicurezza dipendono in larga misura dalla capacità di uno Stato di esercitare le proprie funzioni sovrane per garantire lo Stato di diritto, offrire i servizi pubblici di base, come l'accesso all'istruzione e alle cure sanitarie, rispettando al contempo il principio di titolarità; e che tali paesi necessitano, in particolare, di un maggiore sostegno per introdurre sistemi sanitari solidi;

N.  considerando che l'agenda per lo sviluppo si sta ampliando e che è dunque importante riconoscere e incentivare ulteriormente gli sforzi che si stanno compiendo oltre l'APS; considerando che nonostante le difficili circostanze fiscali in molti paesi dell'OCSE, i livelli di APS sono rimasti elevati, toccando il record di 134,8 miliardi di USD nel 2013; considerando che l'APS può essere un catalizzatore per attirare investimenti privati e che occorre tenere conto dell'importanza degli strumenti finanziari innovativi in questo contesto;

O.  considerando che il settore privato e gli investimenti esteri diretti (IED), se adeguatamente regolamentati e correlati a miglioramenti concreti sul piano dell'economia nazionale, possono apportare un importante contributo al conseguimento degli OSS, come evidenziato dalla proposta di piano d'azione per gli investimenti relativi agli OSS elaborata dall'UNCTAD;

P.  considerando che i flussi di capitale privato hanno svariate conseguenze per i paesi in via di sviluppo, sia positive che negative; e che i flussi finanziari provenienti da fonti private e diretti ai paesi in via di sviluppo sono notevoli ma in gran parte volatili, distribuiti in modo disomogeneo e spesso associati a flussi in uscita come quello dei profitti rimpatriati, i quali, dopo il 2010, hanno superato i nuovi afflussi di investimenti esteri diretti;

Q.  considerando che la società civile svolge un ruolo essenziale nel garantire un processo universale e inclusivo, sia a livello nazionale che a livello mondiale, e contribuisce alla buona governance e alla responsabilità; considerando l'incompatibilità tra gli aiuti allo sviluppo e la corruzione;

R.  considerando che è importante favorire la bancarizzazione nei paesi in via di sviluppo;

S.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri, in quanto principali donatori di aiuti allo sviluppo, devono essere alla guida del processo di finanziamento dello sviluppo e contribuire a dare una risposta credibile alle sfide ad esso associate, garantendo la coerenza delle politiche per lo sviluppo nell'ambito dell'agenda post 2015; e che altri paesi sviluppati ed emergenti dovrebbero seguire l'esempio dell'UE;

Un partenariato globale

1.  accoglie favorevolmente il progetto preliminare del documento finale della Terza conferenza sul finanziamento dello sviluppo e chiede all'Unione europea e agli Stati membri di sostenerlo;

2.  accoglie con favore la relazione di sintesi del segretario generale delle Nazioni Unite e il suo approccio trasformativo, universale, olistico e integrato rispetto a un ambizioso partenariato globale sui nuovi obiettivi di sviluppo e sul quadro finanziario corrispondente, incentrato sull'eliminazione della povertà, l'universalità dei diritti umani e la parità di genere; ribadisce che senza mezzi di attuazione completi e sostanziali, questo ambizioso partenariato non potrà avere successo;

3.  esorta l'Unione ad affermare la propria leadership politica in tutto il processo preparatorio in vista della definizione di un quadro per lo sviluppo sostenibile, di un rinnovato accordo sul finanziamento dello sviluppo e di altri mezzi d'attuazione, in linea con gli impegni e i valori sanciti nei suoi trattati istitutivi; ritiene che la fornitura di aiuti allo sviluppo UE non debba essere condizionata da altri donatori partner;

4.  insiste sul fatto che l'Unione e gli Stati membri dovrebbero mantenere il proprio ruolo di principali donatori di aiuti allo sviluppo, sollecitando nel contempo la condivisione delle responsabilità; chiede ai paesi ad alto reddito, a quelli a reddito medio-alto e alle economie emergenti di assumere impegni significativi;

5.  accoglie con favore la recente comunicazione della Commissione dal titolo "Un partenariato mondiale per l'eliminazione della povertà e lo sviluppo sostenibile dopo il 2015", per l'esaustività, l'attenzione dedicata alla coerenza delle politiche e la conferma che l'UE è determinata a svolgere appieno il proprio ruolo in tale partenariato mondiale; si rammarica, tuttavia, di un impegno poco incisivo per quanto concerne il calendario degli obiettivi finanziari futuri;

Finanziamenti pubblici internazionali

6.  sottolinea che l'APS rimane uno strumento fondamentale per il finanziamento dello sviluppo; esorta l'UE e gli Stati membri ad impegnarsi nuovamente, senza ritardi, per l'obiettivo dello 0,7% dell'RNL all'APS, stanziando il 50% dell'APS e almeno lo 0,2% dell'RNL a favore dei PMS, e a presentare (tenendo conto dei limiti di bilancio) calendari di bilancio pluriennali per la progressione fino a raggiungere tali quote entro il 2020; plaude alla posizione ferma dell'UE sulla necessità di concentrare gli sforzi sulla quantità e sulla qualità degli aiuti allo sviluppo; invita gli altri partner sviluppati e i paesi emergenti ad accrescere la loro assistenza allo sviluppo, e sollecita la Commissione e gli Stati membri a convincere i donatori pubblici e privati di tutto il mondo ad onorare le loro promesse finanziarie e ad assumere nuovi impegni; sottolinea che tutti i donatori devono fare in modo che l'APS rappresenti trasferimenti reali ai paesi in via di sviluppo;

7.  sottolinea che l'UE e gli altri paesi industrializzati devono onorare gli impegni assunti circa la fornitura di finanziamenti maggiori, nuovi e aggiuntivi per il clima onde raggiungere l'obiettivo di mobilitare congiuntamente 100 miliardi di USD l'anno da una svariata gamma di fonti, pubbliche e private, bilaterali e multilaterali, comprese quelle alternative, entro il 2020; deplora la mancanza di progressi riguardo all'addizionalità dei finanziamenti destinati al clima e dell'APS; chiede un'azione internazionale congiunta dei paesi industrializzati ed emergenti affinché l'accordo sull'Azione globale per il clima, che dovrà essere concluso alla Conferenza che si terrà a Parigi a dicembre 2015, preveda nuovi finanziamenti supplementari a favore del clima per i paesi in via di sviluppo, senza tuttavia pregiudicare il bilancio per lo sviluppo; ritiene che l'UE dovrebbe proporre tappe intermedie sulla via della piena addizionalità; esorta gli Stati membri a utilizzare i proventi derivanti dai mercati del carbonio per azioni a favore del clima nei paesi in via di sviluppo; invita inoltre le economie emergenti a mobilitare finanziamenti per il clima per i paesi in via di sviluppo;

8.  sostiene il ricorso a fonti innovative per potenziare i finanziamenti destinati allo sviluppo e al clima, tra cui le imposte sulle transazioni finanziarie, sulle emissioni di anidride carbonica dei trasporti aerei e marittimi internazionali e lo stanziamento automatico delle entrate derivanti dal mercato del carbonio; accoglie con favore gli ulteriori sforzi, a livello europeo e internazionale, per individuare altre fonti complementari;

9.  pone l'accento sul fatto che l'APS dovrebbe rimanere il parametro di misurazione degli sforzi finanziari compiuti; è favorevole all'introduzione di un indicatore complementare relativo al sostegno ufficiale totale allo sviluppo sostenibile (Total Official support for Sustainable Development (TOSD)), a condizione che sia perfettamente chiaro che esso non deve in alcun modo sostituire o ridurre l'importanza della misura dell'APS;

10.  osserva che sebbene l'APS sia concesso per lo più sotto forma di sovvenzioni, sono anche importanti i prestiti agevolati, che, tuttavia, si aggiungono all'onere debitorio rischiando di portare a una bolla del debito, in particolare nei paesi dell'Africa sub-sahariana e dei Caraibi con introiti limitati per il servizio del debito; invita di conseguenza i donatori a concedere aiuti ai PMS sotto forma di sovvenzioni; ritiene che i prestiti agevolati potrebbero non essere adatti ad investimenti in settori sociali la cui finalità non è quella di generare profitti; accoglie favorevolmente l'accordo del Comitato per gli aiuti allo sviluppo (CAS) dell'OCSE volto ad ammodernare la denuncia dei prestiti agevolati attraverso l'introduzione di un sistema di equivalente sovvenzione ai fini del calcolo delle cifre dell'APS;

11.  osserva che l'UE è il maggiore donatore mondiale di aiuti allo sviluppo, provvedendo a quasi il 60% degli aiuti allo sviluppo ufficiali mondiali; invita tuttavia la Commissione a fornire dati chiari e trasparenti sulla quota del bilancio complessivo destinato all'aiuto allo sviluppo dell'UE al fine di valutare il seguito dato al consenso di Monterrey da tutti i donatori europei; si rammarica inoltre del fatto che il livello dei contributi finanziari erogati dall'Unione europea ai paesi in via di sviluppo abbia scarsa visibilità e invita la Commissione a sviluppare strumenti di comunicazione e d'informazione adeguati e mirati onde incrementare la visibilità dell'aiuto allo sviluppo dell'UE;

12.  invita l'UE a tenere conto delle esigenze di finanziamento a lungo termine, privilegiando e portando avanti un approccio più strategico, ambizioso e universale in linea con gli OSS;

13.  ricorda il contributo del bilancio dell'UE al finanziamento dello sviluppo, che prevede 19,7 miliardi di EUR per la cooperazione allo sviluppo e 6,8 miliardi di EUR per gli aiuti umanitari tra il 2014 e 2020, in aggiunta ai 2,2 miliardi di EUR della riserva per gli aiuti d'urgenza; ricorda altresì i 30,5 miliardi di EUR del Fondo europeo per lo sviluppo (FES); chiede l'iscrizione in bilancio del FES, che recherebbe vantaggi quali maggiore trasparenza, visibilità, efficienza ed efficacia; accoglie con favore l'opportunità offerta dal riesame/revisione postelettorale del quadro finanziario pluriennale per tener conto dell'aumento del fabbisogno strutturale di aiuti umanitari come pure delle necessità di sviluppo dei paesi più poveri e più fragili;

14.  rileva che il bilancio 2015 assegna 2,4 miliardi di EUR in impegni (2,1 miliardi di EUR in pagamenti) alla cooperazione allo sviluppo e 928,8 milioni di EUR in impegni (918,8 milioni di EUR in pagamenti) agli aiuti umanitari; sostiene le misure adottate per ridurre l'arretrato delle fatture non pagate, in particolare al fine di mantenere la sostenibilità finanziaria dei partner più vulnerabili, e sottolinea l'importanza del principio di parità tra impegni e pagamenti per quanto riguarda gli aiuti umanitari, visto che le crisi si verificano con maggiore frequenza e che i fondi devono essere erogati più rapidamente;

15.  invita l'UE a garantire che i negoziati sull'agenda di sviluppo globale post 2015, il finanziamento dello sviluppo e i cambiamenti climatici siano connessi in modo credibile con il nuovo quadro di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi 2015-2030 al fine di rafforzare la resilienza e la preparazione raggiungendo, al contempo, l'obiettivo globale di non lasciare nessuno indietro;

16.  ricorda che la cooperazione allo sviluppo è una responsabilità condivisa dell'UE e degli Stati membri che deve rispettare i concetti di complementarietà e coordinamento; sottolinea la necessità di coinvolgere la società civile e le autorità locali nel processo di coordinamento;

17.  chiede all'UE e agli Stati membri di promuovere un programma per l'efficacia degli aiuti basato sugli impegni del partenariato di Busan per una cooperazione efficace al servizio dello sviluppo, riducendo la frammentazione degli aiuti grazie al meccanismo dei finanziamenti congiunti e ad un maggior coordinamento tra i vari meccanismi di erogazione e i soggetti interessati; sottolinea che tutti i finanziamenti destinati allo sviluppo dovrebbero essere a favore dei poveri, sensibili alle specificità di genere, rispettosi dell'ambiente e a prova di clima;

18.  ricorda che, ai sensi del TFUE, la riduzione e, in prospettiva, l'eliminazione della povertà rappresenta l'obiettivo primario dell'UE in materia di sviluppo, mentre la difesa dei diritti umani, la parità di genere, la coesione sociale e la lotta alle disuguaglianze devono rimanere al centro delle attività di sviluppo;

19.  sottolinea l'importanza di una chiara definizione delle priorità per quanto riguarda le spese, dedicando particolare attenzione alle misure in materia di salute, istruzione, energia, forniture idriche e infrastrutture; evidenzia la necessità di compiere ulteriori sforzi e progressi relativamente all'efficacia degli aiuti, grazie a un maggior grado di coordinamento tra i diversi meccanismi di aiuto e i donatori;

20.  pone l'accento sul fatto che l'APS dovrebbe attribuire priorità ai servizi sociali di base per tutti e ai "beni pubblici" che il settore privato fornisce con minore efficacia, come l'istruzione primaria, le reti di sicurezza sociale, l'assistenza sanitaria e le infrastrutture igienico-sanitarie e per l'approvvigionamento idrico ed energetico, in modo che i paesi in via di sviluppo possano realizzare appieno il loro potenziale; sottolinea che l'accessibilità dovrebbe essere un criterio chiave dei finanziamenti pubblici internazionali, nell'ottica di promuovere servizi e infrastrutture universali e inclusivi;

21.  sottolinea la necessità di garantire che le popolazioni più vulnerabili abbiano accesso alle opportunità di sviluppo; ricorda, in tal senso, che canalizzare gli aiuti esclusivamente per mezzo dei governi rischia di dar luogo a un finanziamento insufficiente per le comunità marginalizzate o vulnerabili;

22.  pone in evidenza l'importanza di garantire che le banche di sviluppo mobilitino fondi aggiuntivi per ridurre il divario a livello di finanziamento delle infrastrutture e accesso al credito nei paesi in via di sviluppo, prevedendo meccanismi di monitoraggio e di valutazione d'impatto;

23.  sottolinea l'assoluta necessità che l'Unione europea punti al massimo livello di coordinamento possibile per conseguire la coerenza con gli altri settori strategici (ambiente, migrazione, commercio internazionale, diritti umani, agricoltura ecc.) ed evitare le duplicazioni di attività e l'incoerenza delle stesse; ricorda che, con il trattato di Lisbona (articolo 208 TFUE), la coerenza delle politiche per lo sviluppo è divenuta un obbligo sancito dai trattati;

Mobilitazione delle risorse nazionali e cooperazione internazionale in ambito fiscale

24.  sottolinea che la mobilitazione delle risorse nazionali è più prevedibile e sostenibile di quella degli aiuti esterni e deve costituire una fonte essenziale di finanziamento; incoraggia gli sforzi dei paesi in via di sviluppo volti a incrementare tale mobilitazione; evidenzia l'importanza di una migliore riscossione delle imposte nazionali nei paesi in via di sviluppo e l'esigenza di sistemi fiscali solidi, equilibrati, equi ed efficienti, che siano a favore dei poveri, sensibili verso i gruppi più vulnerabili e rispettosi degli impegni internazionali in materia di sviluppo sostenibile; chiede la soppressione delle sovvenzioni dannose nei settori dell'energia (in particolare i combustibili fossili), della pesca e dell'agricoltura;

25.  invita la Commissione a migliorare il sostegno fornito al potenziamento delle capacità negli ambiti dell'amministrazione fiscale, della governance finanziaria, della gestione delle finanze pubbliche, dell'anticorruzione, del recupero dei beni rubati e della lotta all'evasione fiscale e agli abusi dei prezzi di trasferimento; ritiene che l'Unione debba svolgere un ruolo cruciale al riguardo; rammenta l'importanza della distribuzione degli introiti fiscali provenienti dalle risorse naturali, in particolare mediante la creazione di fondi sovrani; sottolinea la necessità di accelerare e intensificare gli sforzi in atto per migliorare la comunicazione dei dati di bilancio e chiede una maggiore armonizzazione di tali prassi nei diversi paesi;

26.  chiede all'Unione e ai suoi Stati membri di prendere seri provvedimenti contro i paradisi fiscali, l'evasione fiscale e i flussi finanziari illeciti, che pregiudicano l'assistenza allo sviluppo e contribuiscono all'indebitamento dei paesi in via di sviluppo, nonché di cooperare con questi ultimi nella lotta alle pratiche di elusione fiscale aggressive da parte di talune imprese transnazionali e di cercare modalità con cui aiutare i paesi in via di sviluppo a resistere alle pressioni per la partecipazione alla concorrenza fiscale, in quanto ciò compromette la mobilitazione delle risorse nazionali per lo sviluppo;

27.  sostiene l'istituzione di un organismo intergovernativo per la cooperazione fiscale sotto l'egida delle Nazioni Unite; incoraggia lo scambio automatico di informazioni; sollecita l'istituzione di registri pubblici dell'effettiva titolarità, la presentazione obbligatoria di una relazione paese per paese da parte delle imprese transnazionali in tutti i settori e la garanzia di un'equa distribuzione dei diritti fiscali nell'ambito della negoziazione di trattati fiscali e di investimento con i paesi in via di sviluppo;

28.  ritiene che la normativa internazionale in materia di imposte sulle società debba includere il principio secondo cui occorre pagare le imposte nel luogo dove si ricava o si crea valore;

29.  sottolinea l'importanza decisiva della buona governance, della protezione dei diritti umani, dello Stato di diritto, del quadro istituzionale e degli strumenti normativi; sostiene in particolare gli investimenti nello sviluppo delle capacità, nei servizi sociali di base come l'istruzione e la sanità (assicurando una copertura sanitaria universale), compresi la salute e i diritti sessuali e riproduttivi, nella nutrizione, nei servizi pubblici, nella protezione sociale e nella lotta alla povertà e alla disuguaglianza, anche tra bambini e in termini di genere; riconosce la necessità di infrastrutture accessibili e di investimenti pubblici selettivi, come pure di un impiego sostenibile delle risorse naturali, anche da parte delle industrie estrattive;

30.  sottolinea che il finanziamento allo sviluppo deve rafforzare le risorse disponibili per promuovere l'uguaglianza tra donne e uomini, i diritti delle donne e l'emancipazione femminile; pone in evidenza il ruolo specifico delle donne nella società e sottolinea che ciò dovrebbe includere l'integrazione della prospettiva di genere nella procedura di bilancio, investimenti mirati in settori chiave come la sanità e l'istruzione, nonché l'adozione di misure volte a garantire che tutti i finanziamenti destinati allo sviluppo tengano pienamente conto della situazione delle donne e delle ragazze;

31.  invita a destinare maggiori finanziamenti alla ricerca e allo sviluppo nel campo della scienza, della tecnologia e dell'innovazione nei paesi in via di sviluppo, riconoscendo allo stesso tempo che tale finanziamento dovrebbe essere sia nazionale, sia internazionale; esorta alla promozione della ricerca e sviluppo, che possa far compiere progressi nell'affrontare sfide complesse e nella corretta gestione dei beni pubblici globali, come la tecnologia e l'innovazione in ambito sanitario; rileva l'importante ruolo delle microimprese e delle piccole e medie imprese in tale contesto; chiede la revisione dei regimi dei diritti di proprietà intellettuale che sono stati introdotti nei paesi in via di sviluppo attraverso accordi di libero scambio, al fine di identificare gli eventuali effetti avversi sulla salute pubblica, sull'ambiente o sul trasferimento di tecnologie;

Settore privato e società civile

32.  sottolinea la grande importanza di creare condizioni favorevoli per le imprese private e l'imprenditorialità nei paesi in via di sviluppo, in particolare per le microimprese e le piccole e medie imprese, in quanto esse svolgono un ruolo fondamentale quale volano per la creazione di posti di lavoro e di una crescita inclusiva; sollecita in particolare un ulteriore rafforzamento dei sistemi di microfinanziamento e garanzia; insiste sulla necessità di sviluppare ulteriormente le banche e le cooperative di credito locali e regionali al fine di ridurre in maniera significativa i tassi di interesse eccessivi sui prestiti di mercato, migliorando in tal modo il sostegno allo sviluppo delle comunità a livello locale(17); chiede che il settore privato si allinei agli obiettivi di sviluppo sostenibile tramite partenariati, strumenti finanziari, incentivi e quadri di rendicontabilità adeguati, nonché tramite un'effettiva responsabilità sociale d'impresa; rammenta la necessità di rispettare le norme internazionali concordate, come le norme dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e i principi guida delle Nazioni Unite in materia di imprese e diritti umani;

33.  insiste sulla necessità di mettere a disposizione delle imprese strumenti di informazione e formazione, nonché piattaforme di consulenza, indispensabili per il loro sviluppo;

34.  sottolinea che, per conferire slancio a lungo termine all'economia, è fondamentale consentire ai giovani e alle donne di accedere al credito per sostenere la creazione di start-up;

35.  sottolinea il ruolo di coesione sociale svolto dall'imprenditoria collettiva delle associazioni di produttori nella prevenzione dei conflitti etnici e religiosi;

36.  insiste sul fatto che il sostegno dell'Unione e la cooperazione con il settore privato possono e devono contribuire alla riduzione della povertà e della disuguaglianza, nonché al rispetto e alla promozione dei diritti umani, delle norme ambientali, degli impegni in materia di clima e del dialogo sociale; sollecita la definizione di un quadro giuridicamente vincolante per le imprese, ivi comprese le società transnazionali con un meccanismo di ricorso;

37.  chiede che l'Unione istituisca, congiuntamente ai paesi in via di sviluppo e in linea con il Quadro complessivo per la politica d'investimento in relazione allo sviluppo sostenibile elaborato dall'UNCTAD, un quadro normativo volto a stimolare investimenti maggiormente responsabili, trasparenti e giustificabili che contribuiscano allo sviluppo di un settore privato consapevole da un punto di vista sociale nei paesi in via di sviluppo;

38.  invita la Commissione a sostenere un maggiore accesso ai finanziamenti da parte delle microimprese, delle piccole e medie imprese e delle cooperative nei paesi in via di sviluppo; sottolinea l'importanza dei sistemi di microfinanziamento, in particolare per le donne; incoraggia l'ulteriore sviluppo delle banche e delle cooperative di credito locali e regionali; chiede alla Commissione di incentivare i paesi in via di sviluppo a definire quadri politici e giuridici favorevoli allo sviluppo di servizi bancari; segnala la necessità – a vari livelli, segnatamente tra i poveri, le donne e altri gruppi vulnerabili – di fornire informazioni e formazione in materia di questioni finanziarie, utilizzo dei prodotti bancari e delle assicurazioni, nonché delle pertinenti nuove tecnologie;

39.  ricorda che gli aiuti pubblici da soli sono tutt'altro che sufficienti per coprire tutte le esigenze d'investimento nei paesi in via di sviluppo; insiste pertanto sull'effetto leva del finanziamento combinato e dei partenariati pubblico-privati (PPP) quali strumenti per migliorare l'impatto degli aiuti allo sviluppo, attrarre finanziamenti privati e sostenere le attività commerciali locali; sottolinea tuttavia che il finanziamento combinato non deve sostituire la responsabilità statale di rispondere alle esigenze sociali e dovrebbe essere allineato agli obiettivi di sviluppo nazionali e ai principi di efficacia dello sviluppo; incoraggia i partenariati pubblico-privati, in particolare nel settore della ricerca relativa all'iniziativa in materia di medicinali innovativi come il programma Ebola+;

40.  chiede l'adozione di norme e criteri internazionali e l'esecuzione di analisi del rischio di indebitamento per i progetti combinati e i partenariati pubblico-privato che attraggono finanziamenti privati e sostengono le imprese locali, nel rispetto delle norme dell'OIL, dell'OMS e in materia di diritti umani concordate a livello internazionale; esorta la Commissione, alla luce della sua volontà di estendere notevolmente il ricorso al finanziamento combinato in futuro, ad attuare le raccomandazioni contenute nella relazione speciale della Corte dei conti europea sul ricorso al finanziamento combinato e a valutare il meccanismo di combinazione di sovvenzioni e prestiti, segnatamente in termini di sviluppo e addizionalità, trasparenza e responsabilità finanziarie; esorta la BEI e altre istituzioni di finanziamento allo sviluppo a dare priorità agli investimenti in imprese e fondi disposti a rendere pubbliche le titolarità effettive e ad applicare la rendicontazione paese per paese;

41.  appoggia un maggiore accesso al mercato da parte dei paesi in via di sviluppo, in particolare dei PMS, dal momento che ciò può determinare un rafforzamento del settore privato e incentivare le riforme; esorta la Commissione a garantire che gli accordi relativi a commercio e investimenti, in particolare con i paesi in via di sviluppo, i PMS e gli Stati fragili, siano in linea con gli OSS e promuovano i diritti umani e l'integrazione regionale; pone l'accento sul fatto che tali accordi dovrebbero essere sottoposti alle valutazioni di impatto relative agli OSS; appoggia la proposta della Commissione di aggiornare la sua strategia in materia di aiuti al commercio alla luce degli esiti dei negoziati post-2015 e di concedere un trattamento speciale e differenziato ai paesi in via di sviluppo, ai PMS e agli Stati fragili negli accordi commerciali, rispettando al contempo il loro margine di manovra politica per poter adottare decisioni sovrane conformemente al rispettivo contesto nazionale e alle esigenze delle popolazioni;

42.  chiede un'azione volta a potenziare l'utilizzo e la trasparenza dei sistemi nazionali di appalto pubblico nell'ambito delle attività gestite dal settore pubblico e per rafforzare le autorità competenti in materia di concorrenza nei paesi in via di sviluppo;

43.  sottolinea il contributo positivo dei migranti allo sviluppo dei rispettivi paesi di origine e sollecita una cooperazione più efficace e innovativa a livello delle politiche migratorie tra i paesi di origine e di destinazione; richiama l'attenzione sui notevoli e crescenti flussi finanziari determinati dalle rimesse della diaspora e sostiene la creazione di fondi della diaspora; chiede che vengano profusi ulteriori sforzi per ridurre i costi di trasferimento e aumentare l'impatto sullo sviluppo locale nei paesi di origine;

44.  lancia un appello a favore di una maggiore partecipazione degli enti locali e della società civile, comprese le ONG di carattere locale, ai dibattiti sulle priorità in materia di sviluppo, in particolare alla conferenza di Addis Abeba, nonché un'attuazione più inclusiva e responsabile dell'agenda post-2015; sottolinea il ruolo delle ONG nell'attuazione delle operazioni sul terreno e nello sviluppo di meccanismi di responsabilità, monitoraggio e revisione; riconosce che il ruolo degli enti locali nell'attuazione degli OSS richiede l'attribuzione dei mezzi necessari; chiede una maggiore consultazione dei giovani nell'ambito dei dibattiti sull'agenda post-2015, in particolare attraverso tecnologie di comunicazione innovative; pone in evidenza il ruolo delle delegazioni dell'UE in quanto facilitatori di tali dialoghi;

Governance globale

45.  rammenta il ruolo centrale svolto dalle Nazioni Unite, in complementarità con altre istituzioni e forum esistenti come l'OCSE, nell'ambito della governance economica e dello sviluppo a livello globale; sollecita una rappresentanza paritaria ed equilibrata dal punto di vista del genere per tutti i paesi all'interno delle istituzioni multilaterali e degli altri organismi preposti alla regolamentazione e alla normalizzazione, comprese le istituzioni finanziarie internazionali; rammenta che tutte le istituzioni finanziarie internazionali dovrebbero adottare norme di trasparenza di base, come definite nella Carta sulla trasparenza delle istituzioni finanziarie internazionali, e porre in essere politiche di comunicazione al pubblico;

46.  insiste sul fatto che occorre agevolare soluzioni sostenibili al problema del debito (che comprendano anche norme responsabili di assunzione e concessione di prestiti) attraverso un quadro giuridico multilaterale per le procedure di ristrutturazione del debito sovrano, nell'ottica di alleviare l'onere debitorio ed evitare un debito insostenibile; chiede all'Unione di partecipare in modo costruttivo ai negoziati delle Nazioni Unite relativi a tale quadro; esorta l'Unione a insistere affinché siano attuati i principi dell'UNCTAD riguardanti la responsabilità, sia dei debitori che dei creditori, nel contesto delle transazioni relative al debito sovrano;

47.  accoglie con favore gli sforzi internazionali per alleviare gli obblighi debitori internazionali dei paesi colpiti dall'Ebola, al fine di aiutarli ad affrontare le crisi economiche causate dall'epidemia;

48.  chiede un riesame dei programmi e degli strumenti di assistenza finanziaria allo sviluppo in seno alle organizzazioni internazionali, allo scopo di allinearli ai nuovi OSS; esorta, in particolare, la Banca europea per gli investimenti, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale a definire gli standard più elevati di finanziamento responsabile e a gestire le loro risorse in modo più adeguato alle esigenze dei paesi in via di sviluppo, prevedendo anche strumenti di prestito a favore dei poveri che siano reciprocamente efficaci; chiede in particolare un aumento degli importi disponibili alla Banca europea per gli investimenti, oltre il suo attuale mandato, al fine di incrementare ulteriormente il suo finanziamento a favore dei paesi a basso reddito;

Monitoraggio, rendicontabilità e valutazione

49.  chiede che alla conferenza di Addis Abeba si pervenga a un accordo su un quadro solido, trasparente e accessibile di monitoraggio e rendicontabilità, ai fini di un controllo e di un monitoraggio efficace degli investimenti e dei progressi relativi all'attuazione degli impegni e degli obiettivi specifici; chiede che sia varata un'iniziativa internazionale volta a migliorare la qualità di statistiche, dati e informazioni, compresi dati disaggregati per reddito, genere, età, razza, etnicità e stato migratorio, disabilità, ubicazione geografica e altre caratteristiche pertinenti ai fini dei contesti nazionali; chiede a tutte le parti di garantire una gestione trasparente ed efficiente degli aiuti e dei finanziamenti, in particolare sottoscrivendo e attuando effettivamente le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione e impegnandosi a pubblicare sistematicamente dati accurati, tempestivi e confrontabili sulle entrate e le spese, come pure i documenti di bilancio; invita in particolare la Commissione a continuare a monitorare e controllare il finanziamento dei programmi e dei progetti di aiuto e ad adottare le misure necessarie nel caso in cui esistano prove di corruzione e cattiva gestione; esorta altresì la Commissione a potenziare la propria assistenza onde rafforzare l'apparato giudiziario e delle agenzie anticorruzione nei paesi in via di sviluppo;

50.  chiede un'iniziativa internazionale volta a migliorare la qualità delle statistiche, dei dati e delle informazioni al fine di monitorare la spesa, gli investimenti e i progressi relativi a impegni e obiettivi specifici; si compiace degli sforzi globali profusi per garantire che i dati utilizzati nell'attuazione degli OSS siano sufficientemente disaggregati per reddito, genere, età e altri indicatori, così che l'impatto delle politiche possa essere monitorato con efficacia;

51.  ribadisce che per tener conto delle nuove sfide sociali e ambientali è necessario un nuovo insieme di indicatori, a complemento del PIL, che dovrebbe includere, in particolare, l'indice di sviluppo umano, il coefficiente di Gini, una misura di uguaglianza di genere, l'impronta di carbonio e l'impronta ecologica;

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52.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al segretario generale delle Nazioni Unite e ai cofacilitatori del processo preparatorio della Terza conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo.

(1) http://unctad.org/en/publicationslibrary/wir2014_en.pdf
(2) https://webgate.ec.testa.eu/docfinder/extern/aHR0cDovLw==/ZXVyLWxleC5ldXJvcGEuZXU=/resource.html?uri=cellar:afc5ef38-ad24-11e4-b5b2-01aa75ed71a1.0008.01/DOC_1&format=PDF
(3) https://webgate.ec.testa.eu/docfinder/extern/aHR0cDovLw==/ZXVyLWxleC5ldXJvcGEuZXU=/resource.html?uri=cellar:441ba0c0-eb02-11e3-8cd4-01aa75ed71a1.0012.03/DOC_1&format=PDF
(4) http://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2013/IT/1-2013-531-IT-F1-1.Pdf
(5) https://webgate.ec.testa.eu/docfinder/extern/aHR0cDovLw==/ZXVyLWxleC5ldXJvcGEuZXU=/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52013DC0092&rid=2
(6) http://eu-un.europa.eu/articles/en/article_15873_en.htm
(7) http://eu-un.europa.eu/articles/en/article_14363_en.htm
(8) http://eu-un.europa.eu/articles/en/article_13692_en.htm
(9) Testi approvati, P8_TA(2014)0059.
(10) GU C 8 E del 14.1.2010, pag. 1.
(11) Testi approvati, P8_TA(2014)0063.
(12) Testi approvati, P7_TA(2014)0163.
(13) Testi approvati, P7_TA(2013)0394.
(14) Testi approvati, P7_TA(2013)0205.
(15) Testi approvati, P7_TA(2013)0119.
(16) GU L 136 del 9.5.2014, pag. 1.
(17) Report on Support for SMEs in Developing Countries Through Financial Intermediaries ("Relazione sul sostegno alle PMI nei paesi in via di sviluppo attraverso gli intermediari finanziari"), Dalberg, novembre 2011, www.eib.org.

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