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Procedura : 2014/2240(INI)
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Ciclo del documento : A8-0214/2015

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A8-0214/2015

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PV 07/09/2015 - 27
CRE 07/09/2015 - 27

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PV 08/09/2015 - 5.11
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P8_TA(2015)0291

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Martedì 8 settembre 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Ricerca e innovazione nell'economia blu per creare occupazione e crescita
P8_TA(2015)0291A8-0214/2015

Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 settembre 2015 sulla valorizzazione del potenziale della ricerca e dell'innovazione nell'economia blu per creare crescita e posti di lavoro (2014/2240(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione dell'8 maggio 2014 dal titolo "L'innovazione nell'economia blu: realizzare il potenziale di crescita e di occupazione dei nostri mari e dei nostri oceani (COM(2014)0254),

–  vista la direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo(1),

–  vista la direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino)(2),

–  vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2010 dal titolo "Iniziativa faro Europa 2020 – L'Unione dell'innovazione" (COM(2010)0546),

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 ottobre 2007 su "Una politica marittima integrata per l'Unione europea" (COM(2007)0575),

–  vista la dichiarazione di Limassol dell'8 ottobre 2012 su un'agenda marina e marittima per la crescita e l'occupazione,

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 settembre 2012 dal titolo "Crescita blu: opportunità per una crescita sostenibile dei settori marino e marittimo" (COM(2012)0494),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 maggio 2013 dal titolo "Piano d'azione per una strategia marittima nella regione atlantica. Promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2013)0279),

–  visto il Libro verde della Commissione, del 29 agosto 2012, dal titolo "Conoscenze oceanografiche 2020 – dalla mappatura dei fondali marini alle previsioni oceanografiche" (COM(2012)0473),

–  vista la sua risoluzione del 2 luglio 2013 sulla crescita blu: miglioramento della crescita sostenibile nel settore marino, dei trasporti marittimi e del turismo dell'Unione(3),

–  vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2013 sulle conoscenze oceanografiche 2020: mappatura dei fondali marini per la promozione di una pesca sostenibile(4),

–  vista la sua risoluzione del 27 febbraio 2014 sulle misure specifiche nell'ambito della politica comune della pesca per potenziare il ruolo della donna(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 1982/2006/CE(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 1292/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 294/2008 che istituisce l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia(7),

–  vista la decisione n. 1312/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativa all'agenda strategica per l'innovazione dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT): il contributo dell'EIT a un'Europa più innovativa(8),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 15 ottobre 2014, sul tema "L'innovazione nell'economia blu: realizzare il potenziale di crescita e di occupazione dei nostri mari e dei nostri oceani"(9),

–  visto il parere del Comitato delle regioni, del 3 dicembre 2014, sul tema "L'innovazione nell'economia blu: realizzare il potenziale di crescita e di occupazione dei nostri mari e dei nostri oceani"(10),

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 febbraio 2014 dal titolo "Strategia europea per una maggiore crescita e occupazione nel turismo costiero e marittimo" (COM(2014)0086),

–  viste le conclusioni del consiglio "Competitività" del 4 dicembre 2014 dal titolo "Favorire il turismo facendo leva sul patrimonio culturale, naturale e marittimo europeo",

–  vista la dichiarazione finale adottata alla conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (Rio+20) svoltasi a Rio de Janeiro, Brasile, dal 20 al 22 giugno 2012,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per la pesca (A8-0214/2015),

A.  considerando che il concetto dell'economia blu comprende un ampio spettro di settori economici legati ai mari e agli oceani, tra cui settori tradizionali o affermati e settori emergenti, ad esempio: pesca, acquacoltura, trasporti marittimi e fluviali, porti e logistica, turismo, nautica da diporto e da crociera, costruzione e riparazione navale, opere marittime e di difesa del litorale, prospezione e sfruttamento delle risorse minerali offshore, sfruttamento dell'energia eolica offshore e dell'energia marina, biotecnologie;

B.  considerando che lo sviluppo dell'economia blu dovrebbe incentrarsi su attività economiche sostenibili che soddisfino le esigenze delle generazioni di oggi e di quelle future, e generino prosperità per la società;

C.  considerando che lo sviluppo dell'economia blu necessita di una stretta integrazione delle conoscenze scientifiche, base della ricerca e dell'innovazione, e che i settori della scienza e della tecnologia legati all'economia blu sono estremamente diversificati;

D.  considerando che la protezione e la salvaguardia degli ambienti naturali marini sono fondamentali per mantenere, sostenere e sviluppare l'economia blu e che, inoltre, gli ecosistemi marini sostenibili sono un requisito essenziale per lo sfruttamento delle risorse dei mari e degli oceani; che l'innovazione e la sostenibilità dovrebbero essere i pilastri fondamentali dell'economia blu nell'ottica della creazione di crescita e posti di lavoro;

E.  considerando che si osserva una grave mancanza di dati, informazioni e conoscenze relativamente ai mari e agli oceani, alle relative risorse e biodiversità, al modo in cui essi interagiscono con le attività umane come pure agli effetti ambientali e cumulativi di tali attività – che siano già in atto o ancora in fase di sviluppo – e che conoscenze inadeguate su tali aspetti limitano notevolmente l'impiego delle risorse in questione, ostacolano l'innovazione e riducono il pieno potenziale dei mari e degli oceani, nel contesto di un aumento della popolazione mondiale laddove i nostri mari e oceani saranno sempre più utilizzati per il cibo, lo spazio, l'energia e i minerali, rendendo pertanto necessario un approccio più sistematico volto al loro utilizzo sostenibile;

F.  considerando che gli ecosistemi marini costituiscono fragili punti nevralgici della biodiversità e sono sensibili alle attività umane, e che sta diventando sempre più importante ottenere e condividere accurate informazioni sull'ubicazione e sull'estensione dei tipi di habitat, per agevolare una gestione, uno sviluppo e una protezione corretti delle aree sensibili;

G.  considerando che gli ostacoli al successo dell'innovazione nell'economia blu sono dati non solo dal divario di conoscenze scientifiche, che le università, le imprese e gli istituti di ricerca cercano di colmare mediante attività di ricerca d'avanguardia, ma anche, in misura significativa, dagli ostacoli ai finanziamenti da fonti sia pubbliche che private;

H.  considerando che il potenziale di sfruttamento delle risorse marine per lo sviluppo di risorse energetiche rinnovabili sostenibili potrebbe contribuire in maniera significativa alla strategia di sicurezza energetica dell'UE attraverso la riduzione della dipendenza degli Stati membri da fonti energetiche di paesi terzi;

I.  considerando che lo sviluppo sostenibile dell'economia blu può promuovere notevolmente la crescita e lo sviluppo economico, nonché la creazione di posti di lavoro, specialmente per le regioni costiere, le regioni ultraperiferiche e i paesi insulari, tenendo al contempo in considerazione le specifiche e differenti esigenze nonché le differenze di ciascuna area geografica;

J.  considerando che i crescenti investimenti in ricerca e innovazione nell'ambito di mari e oceani possono rappresentare uno strumento utile per sostenere gli obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale, contrastando le asimmetrie e le crescenti differenze tra gli Stati membri nonché rafforzando la posizione globale dell'UE nel settore della politica marittima e dell'economia blu (ad esempio attraverso l'esportazione di tecnologie ambientali), data l'importanza delle piccole e medie imprese (PMI) e delle imprese a conduzione familiare ai fini dell'innovazione e dell'occupazione;

K.  considerando che nelle attività dell'economia blu è necessario tenere conto dei diversi livelli adeguati di competenza, vale a dire il livello internazionale, europeo e degli Stati membri; che le priorità settoriali per lo sviluppo dell'economia blu possono variare da Stato membro a Stato membro, a seconda dei precedenti in materia di sviluppo dei settori tradizionali o affermati, da un lato, e delle risorse esistenti e del potenziale di sviluppo dei settori emergenti in ciascuno Stato membro, dall'altro lato;

L.  considerando che per trarre vantaggio dalle opportunità di innovazione nell'economia blu è richiesta una forza lavoro competente, istruita e adeguatamente formata; che attualmente si registra un divario di competenze che va affrontato;

M.  considerando che la valorizzazione del potenziale dell'economia blu non deve servire da pretesto per realizzare nei mari e negli oceani forme insostenibili di sfruttamento delle risorse e modelli di crescita che si sono già dimostrati insostenibili, e che la valorizzazione dei mari e degli oceani deve attenersi scrupolosamente all'esigenza di assicurare una corretta gestione e conservazione delle risorse, senza alterare gli equilibri associati agli ecosistemi marini e ripristinando quelli degradati, ad esempio impiegando metodi innovativi per la lotta contro l'inquinamento dei mari, in particolare la crescente quantità di rifiuti di plastica, plastiglomerati e microparticelle di plastica decomposta, e riciclando i rifiuti senza impoverire le risorse;

N.  considerando che numerosi strumenti di gestione dell'ambiente costiero e marino sono sostenuti dalla mappatura dei fondali, comprese indagini di pianificazione e monitoraggio, grazie all'individuazione delle zone che potrebbero configurarsi come habitat di particolare interesse o alla fornitura di informazioni per assistere i progetti di localizzazione e pianificazione offshore, quali lo sviluppo di moli e porti turistici, lavori di protezione costiera, parchi eolici offshore e opere di bonifica, in maniera sostenibile dal punto di vista ambientale;

O.  considerando che, in conformità dell'articolo 190 del trattato di Lisbona e della dichiarazione di Rio+20, il principio di precauzione e l'approccio basato sugli ecosistemi dovrebbero essere al centro della gestione di qualsiasi attività che abbia un impatto sull'ambiente marino;

P.  considerando che l'Unione europea sta sviluppando una serie di programmi e orientamenti volti a fornire un quadro per le attività e l'innovazione associate all'economia blu; che tale quadro dovrebbe essere valutato sulla base della sua utilità pratica nel sostenere gli sforzi degli Stati membri e delle autorità regionali e locali volti allo sviluppo dell'economia blu;

Q.  considerando che la promozione e lo sviluppo di un'economia blu nuova e sostenibile deve entrare a far parte della politica di sviluppo dell'Unione, della politica estera e della politica dell'Unione per il Mediterraneo, e che gli Stati dell'Africa mediterranea, gli Stati insulari dell'Africa orientale nell'oceano Indiano e gli Stati insulari dell'accordo di partenariato economico (APE) dell'ACP devono essere considerati come partner per la creazione di un'economia blu sostenibile;

R.  considerando che le comunità costiere e insulari e le autorità locali e regionali sono attori fondamentali nel dibattito sul potenziale dell'economia blu e sulle modalità per la sua realizzazione:

S.  considerando che i territori costieri presentano caratteristiche specifiche che li contraddistinguono e determinano le loro possibilità di sviluppo sul medio e lungo termine;

T.  considerando che gli oceani e i mari europei hanno caratteristiche molto differenti, che spaziano dalle profondità dell'Atlantico al largo delle coste irlandesi fino alle profondità del mar Nero in Romania e dai freddi mari dell'Artico fino alle calde acque del Mediterraneo;

U.  considerando che il turismo rappresenta il 5 % del PIL dell'UE, con 12 milioni di posti di lavoro e 2,2 milioni di imprese; che il turismo culturale equivale a circa il 40 % del turismo paneuropeo; che il turismo marino e costiero rappresenta un terzo di tutte le attività turistiche in Europa, offrendo lavoro a 3,2 milioni di persone;

V.  considerando che, secondo le stime, il settore marittimo nel suo insieme rappresenta attualmente dal 3 al 5% del PIL dell'UE, occupa circa 5,6 milioni di persone e contribuisce all'economia europea in misura di 495 miliardi di EUR;

W.  considerando che a tutt'oggi si stima che il numero di molecole in mare sia nettamente superiore a quello presente sulla terraferma e che esse rappresentano un potenziale immenso per la ricerca nel settore della sanità, dei cosmetici e delle biotecnologie;

X.  considerando l'importanza della politica marittima integrata in quanto leva delle attività dell'economia blu, soprattutto al fine di rispondere in modo integrato a tutte le sfide cui i mari europei sono oggi confrontati;

Y.  considerando che nel quadro della precedente politica comune della pesca (PCP) i gruppi di sviluppo della pesca si sono rivelati uno strumento molto utile per la creazione di occupazione e di ricchezza, per la coesione sociale e territoriale, come centri di decisione e protagonisti del proprio sviluppo;

1.  prende atto della comunicazione della Commissione dal titolo: "L'innovazione nell'economia blu: realizzare il potenziale di crescita e di occupazione dei nostri mari e dei nostri oceani"; segnala che la comunicazione ha un ambito di applicazione limitato e non disciplina tutti i settori che compongono l'economia blu; invita la Commissione ad adottare un approccio integrato e più ampio che includa le sfide dell'innovazione e della creazione di posti di lavoro nel contesto diversificato dei settori di interazione;

2.  sostiene una definizione specifica e integrata dell'economia blu, che comprenda tutte le attività settoriali e intersettoriali collegate agli oceani, ai mari, agli ecosistemi costieri, al retroterra connesso e alle zone costiere, incluse le forme di sostegno diretto e indiretto; richiama l'attenzione sull'importanza trasversale dell'innovazione in tutte queste attività, sia quelle tradizionali sia quelle emergenti;

3.  sostiene la necessità di una pianificazione strategica delle attività nell'economia blu, di metodi diretti di finanziamento, di una definizione delle priorità e di un piano d'azione al fine di incentivare questo settore entro il 2020, come pure di idee specifiche in relazione ai meccanismi di cooperazione e investimenti nelle infrastrutture;

4.  esorta gli Stati membri a condurre un'analisi e una quantificazione della portata delle loro attività di economia blu già esistenti e chiede l'elaborazione di una strategia che raggruppi le iniziative in tutti i settori marittimi; invita la Commissione a svolgere un censimento dei numerosi progetti da essa finanziati in passato che sono stati significativi per l'economia blu e ad avviare uno studio approfondito sull'importanza e sul peso di tale economia;

5.  sottolinea che i mari e gli oceani sono già esposti a notevoli pressioni antropiche e ne subiscono le conseguenze (inquinamento, cambiamenti ambientali e climatici, eccessivo sfruttamento delle risorse, pesca eccessiva, ecc.), ma che i mari e gli oceani continuano a conservare importanti riserve di ecosistemi inaccessibili e quindi intatte; ritiene che l'economia blu debba pertanto prendere in considerazione la protezione, il ripristino e il mantenimento degli ecosistemi, della biodiversità, della resilienza e della produttività dei mari e degli oceani, compresi i servizi associati alla biodiversità marina e al funzionamento degli ecosistemi; ritiene che il principio di precauzione e l'approccio basato sugli ecosistemi dovrebbero essere il fulcro dell'economia blu;

6.  sottolinea l'importante ruolo delle nuove tecnologie per contrastare il degrado degli ecosistemi marini come pure i legami esistenti tra economia blu ed economia verde, in particolare per quanto riguarda metodi innovativi di pulizia dei mari, tra cui il riciclaggio efficace sotto il profilo dei costi della plastica dannosa per l'ambiente;

7.  ricorda che una migliore conoscenza dei mari e degli oceani, compresi i fondali marini e la vita marina, nonché la valutazione dell'impatto ambientale permetteranno di sfruttare in modo sostenibile le risorse del mare migliorando i fondamenti scientifici su cui si basano le varie politiche marittime dell'UE;

8.  invita la Commissione, in stretto coordinamento con gli Stati membri (in seguito al completamento della suddetta analisi scientifica e del censimento), a valutare il fabbisogno di finanziamenti dell'economia blu (a livello settoriale, regionale, nazionale ed europeo), al fine di realizzarne il potenziale di crescita sostenibile, sviluppo e creazione di posti di lavoro, prestando particolare attenzione alle regioni altamente dipendenti dalla pesca e tenendo conto in modo specifico delle start-up, delle PMI e delle imprese a conduzione familiare;

9.  sottolinea che lo sviluppo sostenibile dell'economia blu esige maggiori investimenti nelle conoscenze e nella ricerca; deplora l'impatto, a breve e lungo termine, che i tagli agli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo stanno avendo sui programmi di ricerca nazionali; ritiene che l'UE e gli Stati membri, al fine di migliorare la conoscenza dell'ambiente marino e del suo potenziale economico, debbano assicurare finanziamenti consistenti con garanzie della loro continuità e prevedibilità a lungo termine, senza compromettere il finanziamento dei programmi già esistenti e in corso;

10.  esorta la Commissione a promuovere la raccolta di dati scientifici periodici e aggiornati sullo stato delle popolazioni marine sia nelle acque territoriali dell'UE che al di fuori di essa in cooperazione con altre organizzazioni internazionali; ribadisce la natura multidisciplinare della ricerca marina e marittima e sottolinea l'importanza di sostenere un approccio trasversale che includa diversi settori e discipline della ricerca marina e marittima;

11.  esorta a definire obiettivi e scadenze concrete nell'ottica di incrementare la trasparenza, l'accessibilità, l'interoperabilità e l'armonizzazione dei dati, riguardanti tanto i fondali marini quanto la colonna d'acqua e le risorse vive; chiede che le informazioni sui mari e sugli oceani siano messe a disposizione del pubblico al fine di promuovere l'innovazione, assicurando al contempo che i fondi non siano sprecati e i progetti duplicati; ritiene che gli investimenti in progetti di acquisizione di dati contribuiranno altresì alla produttività e a una maggiore innovazione;

12.  chiede che i risultati della ricerca finanziata con risorse pubbliche siano di dominio pubblico per scopi non commerciali (salvaguardia dei dati di importanza strategica per gli Stati membri) e che tale principio sia vincolante anche per i partner nei programmi di ricerca dell'UE; chiede che sia assicurato il libero accesso ai dati a sostegno dei risultati di suddette ricerche; chiede un'iniziativa dell'Unione volta a incoraggiare le aziende private del settore marittimo a condividere i dati economicamente non sensibili a scopi di ricerca ed esorta la Commissione a istituire quanto prima la piattaforma di informazione sulla ricerca creata nel quadro di Orizzonte 2020;

13.  chiede che il progetto della rete europea di osservazione e di dati dell'ambiente marino (EMODnet) includa esplicitamente l'indagine dei dati connessi agli impatti cumulativi, ai rifiuti marini, al rumore marino e ai disgregatori endocrini dissolubili nella sezione relativa all'impatto dell'uomo;

14.  respinge i tagli di bilancio del programma quadro di ricerca Orizzonte 2020 proposti dalla Commissione;

15.  esorta la Commissione a procedere a valutazioni periodiche relative all'attuazione del programma Orizzonte 2020 nei settori associati all'economia blu e a pubblicarne i risultati; sostiene l'istituzione di un partenariato specifico per l'industria marittima nel quadro di Orizzonte 2020 e ne chiede l'inclusione nel programma di lavoro di Orizzonte 2020 per il periodo 2016-2017; ritiene che dovrebbero essere compiuti maggiori sforzi per migliorare il legame tra ricerca e industria nello sviluppo di nuovi prodotti e processi, della crescita e dell'occupazione;

16.  segnala che gli Stati membri e le autorità regionali hanno una responsabilità centrale nello sviluppo dell'economia blu e sollecita la Commissione a sostenere e promuovere tutte le forme di cooperazione tra Stati membri e autorità regionali (per ovviare a tutte le carenze in tale ambito), come le iniziative di programmazione congiunta, coinvolgendo al contempo i poli marittimi, il settore della pesca e le comunità locali; evidenzia il ruolo delle strategie macroregionali quale mezzo per affrontare le sfide condivise e sfruttare le opportunità comuni (ad esempio la Strategia per la regione adriatica e ionica) e invita la Commissione e gli Stati membri a continuare a sviluppare progetti di ricerca regionali di successo (ad esempio BONUS);

17.  invita alla cooperazione e a partenariati tra gli Stati membri per contribuire a un'assegnazione più efficace dei finanziamenti disponibili tramite gli strumenti dell'UE e nazionali; sottolinea che, all'atto di stabilire le priorità, si dovrebbe tenere conto dell'impatto diretto dei finanziamenti sull'economia blu e del contributo diretto apportato alla stessa;

18.  pone l'accento sull'interesse degli Stati membri nell'ampliare la cooperazione con i paesi del Mediterraneo meridionale e invita gli Stati membri a considerare l'economia blu un ulteriore ambito di cooperazione; incoraggia ogni forma di cooperazione con i paesi terzi (ad esempio l'Unione per il Mediterraneo e l'Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero) e invita la Commissione a includere il sostegno allo sviluppo di un'economia blu sostenibile tra gli obiettivi della politica di sviluppo dell'UE;

19.  invita la Commissione a stabilire delle condizioni normative e giuridiche favorevoli per investire nelle energie rinnovabili nell'economia blu e a portare avanti un quadro chiaro e stabile di sostegno alla ricerca, alle imprese e ai governi, che consentirà un aumento degli investimenti nei progetti innovativi volti allo sviluppo delle energie rinnovabili;

20.  sottolinea che gli oceani e i mari europei sono molto diversi tra loro e che è pertanto essenziale che la Commissione non adotti un approccio unico a livello di Unione; richiama l'attenzione sulla necessità di promuovere un approccio integrato nei confronti dei diversi settori dell'economia blu, basato su principi comuni quali la sostenibilità, riconoscendo e rispettando le specificità e le necessità delle varie regioni nonché le priorità dei diversi Stati membri e sostenendoli nello sviluppo di tali priorità;

21.  invita la Commissione e le sue agenzie a sostenere gli Stati membri nella formulazione e attuazione delle strategie nazionali e regionali per lo sviluppo dell'economia marittima;

22.  richiama l'attenzione sullo sviluppo negativo e sull'evidente deterioramento di alcuni dei settori più tradizionali dell'economia blu (come la pesca, la costruzione e la riparazione navale), specialmente in aree in cui rappresentavano vere e proprie attività fulcro, promuovendo le attività economiche sia a monte che a valle, creando posti di lavoro e promuovendo lo sviluppo; ritiene che qualsiasi strategia dell'UE in merito all'economia blu non debba dimenticare queste attività e regioni e debba mettere in risalto il potenziale dell'innovazione e trarre vantaggio dalle conoscenze europee (ad esempio per quanto riguarda l'ammodernamento delle navi) nell'invertire tale declino;

23.  sottolinea l'importanza della ricerca marina e marittima, e di una più intensa cooperazione tra ricercatori, tra Stati membri e tra regioni in questi settori, onde superare il divario esistente tra gli Stati membri e la concentrazione geografica in alcune aree, e promuovere la competitività delle zone costiere e la creazione a livello locale di posti di lavoro di qualità e sostenibili;

24.  ritiene che la carenza di professionisti qualificati in diversi ambiti di studio e settori di attività, tra cui ricercatori, ingegneri, tecnici e lavoratori, rappresenti un enorme ostacolo alla piena attuazione del potenziale dell'economia blu; ritiene che tale carenza sia strettamente legata alla sempre maggiore deresponsabilizzazione e al disinvestimento degli Stati membri nei settori della scienza e dell'istruzione, nonché alla mancata valorizzazione delle professioni esistenti, soprattutto negli Stati membri maggiormente colpiti dalla crisi economica, e raccomanda pertanto una rapida inversione di queste due tendenze; esorta gli Stati membri e le autorità regionali a investire in una dimensione sociale ambiziosa di crescita blu e competenze marittime, allo scopo di promuovere la formazione e l'accesso dei giovani alle professioni marittime; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere sia l'istruzione superiore che la formazione professionale e i programmi dedicati all'apprendimento permanente, provvedendo a integrarvi la prospettiva dell'economia blu;

25.  esorta gli Stati membri, le autorità regionali, gli istituti di istruzione e l'industria a coordinare, a creare sinergie e a individuare delle tematiche di ricerca trasversali nel settore dell'economia blu, al fine di promuove la formazione e l'accesso dei giovani alle professioni connesse alla crescita blu;

26.  ritiene che per conseguire un adeguato sviluppo dell'economia blu sia necessario associarla alla dignità delle professioni e alla creazione di posti di lavoro di qualità con diritti, compresi i diritti in materia di salute e sicurezza per i lavoratori marittimi, come pure alla consapevolezza di tali diritti onde assicurare che il settore mantenga la sua attrattiva; reputa inoltre opportuno, dal momento che per tradizione l'economia blu è stata ed è tuttora dominata dagli uomini, che l'UE riconosca che questo è il momento ottimale per spingere le donne verso tale nicchia economica; esorta la Commissione e gli Stati membri a includere la prospettiva di genere in tutte le fasi di sviluppo dell'economia blu e a promuovere e rafforzare in essa l'effettiva partecipazione delle donne;

27.  esorta la Commissione a promuovere i diritti dei lavoratori e a garantire condizioni di lavoro sicure in tutti i settori dell'economia blu, sia già affermati che emergenti;

28.  invita la Commissione a raccogliere e analizzare i dati associati alle carriere nel settore marittimo a tutti i livelli (dal diritto all'ingegneria e alla gestione ambientale, dagli istruttori subacquei ai marinai e ai tecnici marittimi) e a impiegare tali dati per sondare le opportunità lavorative a vari livelli, ovvero quelli tradizionali, emergenti e completamente nuovi che potrebbero crearsi;

29.  invita la Commissione a individuare tutti i fondi europei disponibili per finanziare le attività dell'economia blu e a concentrarli in un'unica piattaforma accessibile ai cittadini; invita altresì la Commissione a stanziare finanziamenti per l'innovazione e la crescita blu per finanziare la ricerca di base, la ricerca e lo sviluppo, la formazione, la creazione di posti di lavoro, la creazione di imprese, le PMI, le imprese sociali e le cooperative, l'istruzione e l'apprendistato, la riduzione della povertà costiera, lo sviluppo biotecnologico, i collegamenti di trasporto, l'interconnessione energetica, la costruzione e le riparazioni navali, l'accesso costiero alla banda larga, la protezione dell'ambiente e la vendita di prodotti, servizi e processi innovativi;

30.  ritiene che gli investimenti nell'economia blu debbano privilegiare, tra l'altro, l'innovazione ecologica che non si basi su risorse limitate, l'efficienza nell'uso delle risorse, l'economia circolare, la conservazione della natura, la protezione marina e costiera, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi nonché l'uso sostenibile delle risorse (con tassi di utilizzazione che non eccedano, a lungo termine, il tasso di rigenerazione naturale); chiede alla Commissione di integrare tali principi nei programmi di sostegno esistenti o da elaborare;

31.  sostiene la creazione di un quadro finanziario appropriato per stimolare l'innovazione, lo sviluppo sostenibile dell'economia blu e la creazione di posti di lavoro, che integri, coordini e faciliti l'accesso ai diversi strumenti finanziari disponibili – i fondi strutturali e di investimento (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Fondo sociale europeo (FSE), Fondo di coesione), il programma quadro di ricerca, la possibile creazione di future comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) incentrate sull'economia blu, il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e altri; segnala la necessità di promuovere un miglior adeguamento dei diversi strumenti alle esigenze dei diversi soggetti – istituzioni pubbliche, enti locali, imprese, specialmente le PMI, organizzazioni non governative, ecc. – e un'ampia divulgazione delle opportunità esistenti;

32.  deplora vivamente i ritardi di programmazione in relazione al FEAMP in taluni Stati membri;

33.  ritiene che gli investimenti pubblici, soprattutto in alcuni Stati membri, svolgano un ruolo decisivo nella promozione dello sviluppo e del pieno sfruttamento del potenziale dell'economia blu, senza dimenticare il ruolo degli investimenti privati; sottolinea che gli investimenti nell'economia blu richiedono una varietà di progetti con tematiche centrali diverse, dai progetti infrastrutturali a investimenti diversificati e su piccola scala nelle PMI, che necessitano di ulteriore assistenza nell'accesso ai finanziamenti;

34.  sottolinea che le industrie sulla terraferma che supportano l'economia blu offshore sono il collegamento essenziale per garantire l'innovazione marina e invita la Commissione a fornire maggiore sostegno a tali industrie sulla terraferma;

35.  invita la Commissione a sostenere gli sforzi degli Stati membri per la promozione di strategie di specializzazione intelligente allo scopo di creare e sfruttare filiere di valore associate alle molteplici attività dell'economia blu; ritiene che lo sviluppo di "distretti" e "superdistretti" esiga un intervento attivo degli Stati membri nella promozione di sinergie intrasettoriali e intersettoriali; ritiene che le strategie per la ricerca marittima e lo sviluppo tecnologico possano essere sperimentate inizialmente e quindi fungere da esempio di miglior prassi per la più ampia economia blu;

36.  ritiene che l'attuazione di strategie, piani e programmi, nonché una normativa nazionale specifica, possano creare un quadro politico e istituzionale maggiormente favorevole allo sviluppo dell'economia blu nei vari Stati membri; sottolinea che tali strategie, piani e programmi insieme alla normativa nazionale specifica, dovrebbero contribuire a un'interazione armoniosa e sostenibile tra le attività umane e l'ambiente marino e costiero; sottolinea l'importanza della pianificazione dello spazio marittimo per lo sviluppo sostenibile e coordinato delle attività marittime, tenendo conto degli interessi di tutti i settori in maniera equa, come pure delle interazioni terraferma-mare e della gestione integrata delle zone costiere; ricorda la direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo, la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino e la politica marittima integrata a livello dell'UE e dei bacini marittimi;

37.  richiama l'attenzione sull'importanza delle imprese pubbliche o a maggioranza statale in settori quali la marina mercantile, la gestione dei porti, l'industria navale e i lavori di difesa marittima e costiera; respinge la visione che tende a concentrarsi solo sul settore privato e ritiene che il rafforzamento e la modernizzazione del settore pubblico possano essere un importante propulsore per la promozione dell'economia blu;

38.  ritiene che allo scopo di garantire lo sviluppo sostenibile dell'economia blu sia necessario perseguire a livello di Unione una migliore integrazione e un miglior coordinamento di sforzi e competenze, attraverso azioni coese e coerenti; segnala che è necessario riunire le agenzie pertinenti e le competenze sparse già esistenti all'interno di un'agenzia dotata di competenze marittime, al fine di rafforzare il coordinamento, la cooperazione e il sostegno agli Stati membri nello sviluppo e nel pieno dispiegamento del potenziale dell'economia blu;

39.  ritiene che le comunità costiere e insulari debbano essere coinvolte pienamente in tutte le fasi di sviluppo dell'economia blu e che tale aspetto sia una premessa essenziale per realizzare il suo potenziale in termini di innovazione, occupazione, prosperità e sviluppo sostenibile; riconosce il potenziale e la necessità di soluzioni innovative per l'espansione delle città galleggianti;

40.  riconosce la diversità e la particolarità delle comunità costiere e insulari e chiede l'adozione di misure eccezionali al fine di promuovere in maniera efficace lo sviluppo dell'economia blu in tali aree, eliminando gli ostacoli agli investimenti e creando condizioni favorevoli per la crescita;

Approcci settoriali

41.  auspica un sostegno più intenso alla modernizzazione e allo sviluppo sostenibile del settore della pesca e della trasformazione dei prodotti della pesca, al fine di creare un più elevato valore aggiunto, privilegiando la pesca su piccola scala e puntando a incrementare la selettività degli strumenti di pesca e a ridurre il consumo di energia nonché l'impatto ambientale della pesca, oltre a fornire modalità più efficaci di lotta alla pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata; rammenta che la mappatura e la classificazione degli habitat delle risorse sono essenziali per la creazione di un settore della pesca funzionante, sostenibile e ben gestito; sottolinea che i dati scientifici sulla pesca alla base del processo decisionale politico dovrebbero essere resi pubblici nella loro interezza;

42.  invita la Commissione ad adottare le misure necessarie per rafforzare il ruolo dei gruppi di sviluppo della pesca nell'ambito della nuova PCP, assegnando loro maggiori risorse affinché possano continuare a sviluppare il proprio ruolo e favorire tale cooperazione interterritoriale;

43.  sostiene la necessità di individuare e promuovere attrazioni culturali e naturali; sottolinea il ruolo delle zone "inaccessibili" nel favorire la sopravvivenza delle zone incontaminate e la rigenerazione delle zone eccessivamente sfruttate del fondale marino, contribuendo così alla futura sostenibilità dei nostri mari;

44.  ritiene che lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura europea esiga un maggiore sostegno alla ricerca scientifica e allo sviluppo tecnologico nel campo della coltura di nuove specie, soprattutto autoctone, garantendo un approvvigionamento sostenibile del mangime, evitando le fughe, minimizzando gli effetti sulla biodiversità e riducendo l'impatto dell'uso di sostanze chimiche e medicinali, così come nel campo dello sviluppo di prodotti nuovi o significativamente migliorati, in modo da consentire una diversificazione della produzione e dell'offerta alimentare e un perfezionamento della qualità, garantendo al contempo una maggiore sicurezza ambientale; evidenzia che un'accurata conoscenza della batimetria e della composizione dei fondali marini è essenziale per selezionare i siti più idonei all'espansione dell'industria locale dell'acquacoltura, per stimare la loro capacità di carico e per la modellizzazione dell'inquinamento derivante dalle attività dell'acquacoltura;

45.  raccomanda di integrare i criteri ambientali e i più ampi criteri di sostenibilità nelle norme di produzione e nell'etichettatura, di premiare i produttori responsabili e di consentire ai consumatori di effettuare scelte maggiormente informate con l'espandersi di tale settore; chiede un'adeguata regolamentazione dell'acquacoltura e misure volte a mitigare l'alterazione della qualità dell'acqua; chiede che sia fornito sostegno per la transizione dai metodi di produzione dell'acquacoltura convenzionale all'acquacoltura biologica;

46.  ritiene che, per ragioni legate al consumo energetico e alla facilità tecnica della conversione in gas di petrolio liquefatto (GPL), rispetto ad altre modalità di trasporto delle merci il traffico mercantile e fluviale stia assumendo un'importanza sempre più strategica; sostiene la concentrazione delle risorse per sostenere l'innovazione nel settore, al fine di migliorare l'efficienza energetica, diversificare le fonti di energia primarie e ridurre le emissioni inquinanti;

47.  ribadisce la necessità di agire immediatamente nel settore dei trasporti marittimi, in termini di miglioramento dell'efficienza e velocizzazione della decarbonizzazione del settore, e che è opportuno incoraggiare per il settore lo sviluppo e l'utilizzo di gas naturale liquefatto (GNL) in qualità di combustibile transitorio più pulito;

48.  sottolinea l'importanza strategica delle attività di costruzione e riparazione navale e le relative interrelazioni con altri settori – come la siderurgia, la marina mercantile, la pesca e il turismo da crociera; ritiene che l'impegno a favore dell'innovazione tecnologica e un alto livello di specializzazione, in grado di tradursi in recuperi di valore aggiunto, possa far emergere contesti di minore concorrenza a livello internazionale auspicando l'inversione della tendenza al declino del settore; ritiene che dovrebbero essere forniti aiuti specifici per rilanciare e modernizzare l'industria navale e l'industria degli acciai speciali in Europa, nei suoi diversi comparti;

49.  invita la Commissione a riesaminare interamente la sua politica relativa all'industria europea delle costruzioni navali e sostiene con forza gli aiuti speciali volti al rilancio e alla modernizzazione delle costruzioni navali in Europa;

50.  ritiene che si dovrebbe prestare maggiore attenzione al ruolo del mare nel settore del turismo e alla sua sostenibilità; rileva che il turismo balneare e costiero europeo deve far fronte alla concorrenza dei paesi terzi; evidenzia che l'UE dovrebbe valorizzare la sua ricchezza culturale per offrire servizi turistici marittimi e costieri sostenibili e di alta qualità; ritiene che il patrimonio culturale e il turismo marittimo e costiero possano svolgere un ruolo significativo nell'attirare un maggior numero di consumatori e di imprese, diversificando l'offerta turistica; sottolinea l'apporto positivo dato dal patrimonio culturale e dal turismo balneare e costiero agli obiettivi europei di crescita economica sostenibile e creazione di posti di lavoro; chiede un maggiore sostegno alle PMI, che costituiscono la grande maggioranza del settore del turismo acquatico, per garantire che i posti di lavoro già esistenti e quelli nuovi siano sostenibili, di alta qualità e annuali;

51.  sottolinea l'importanza della promozione di forme di turismo sostenibili a livello sociale, economico e ambientale che possano costituire una fonte significativa di valore aggiunto per le zone marittime;

52.  ritiene che sia d'obbligo conferire al patrimonio culturale subacqueo la debita importanza all'interno dell'economia blu, in particolare poiché esso può fornire alle società attuali insegnamenti sul passato sfruttamento dei mari, sulle reazioni dell'uomo al cambiamento climatico e sull'innalzamento del livello del mare e, tra le altre cose, poiché il patrimonio culturale subacqueo si caratterizza come risorsa per il turismo;

53.  sottolinea il fatto che, sebbene l'Unione europea rimanga tra i leader mondiali nel campo dell'economia blu, la concorrenza internazionale in questo settore è feroce e solamente una parità di condizioni a livello globale potrà garantire ulteriormente una crescita sostenibile e la creazione di occupazione europea in questo settore complesso;

54.  ritiene che gli studi riguardanti il degrado dei sistemi costieri (inquinamento e perdita di biodiversità), la resilienza e il ripristino dell'ecosistema, l'erosione costiera, la mitigazione delle sue cause e le opere marittime di difesa della costa (comprese le soluzioni naturali come le infrastrutture verdi) siano ambiti fondamentali dell'economia blu, che acquistano sempre maggior rilevanza nel contesto dei cambiamenti climatici; chiede un maggior sostegno dell'UE a tali aree e flessibilità per le zone con profili costieri definiti e soggette a ripetute catastrofi a causa dell'erosione costiera;

55.  segnala che le risorse energetiche dei mari e degli oceani dispongono di un notevole potenziale per quanto riguarda la valorizzazione delle risorse nazionali, la diversificazione delle fonti energetiche e il contributo agli obiettivi in materia di clima e di energia; sottolinea che le energie marine rinnovabili sono un settore industriale rivolto al futuro e richiama l'attenzione, a questo proposito, sull'importanza di sviluppare fonti di energia pulita innovative, la cosiddetta energia blu, come ad esempio l'energia mareomotrice, l'energia del moto ondoso o l'energia a gradiente salino, cui la Commissione fa riferimento nella sua comunicazione del 20 gennaio 2014 sull'energia blu; evidenzia la notevole importanza delle reti offshore tra gli Stati membri; sottolinea che è necessario tenere conto del potenziale della cattura e dello stoccaggio del carbonio (CCS) e di realizzare ulteriori studi in merito;

56.  sottolinea che la prospezione e lo sfruttamento delle risorse energetiche dei mari e degli oceani devono tenere conto delle esigenze in materia di trasferimento di tecnologie, segnatamente in termini di formazione di lavoratori qualificati e altamente qualificati, oltre a soddisfare criteri rigorosi di sostenibilità ambientale; richiama l'attenzione sul potenziale effetto moltiplicatore di queste attività in termini di posti di lavoro e attività associate, tanto a monte quanto a valle;

57.  sottolinea l'importante ruolo delle nuove tecnologie, ad esempio nel contrastare il degrado degli ecosistemi marini o nella cattura e nello stoccaggio delle emissioni di carbonio; invita la Commissione a condurre ulteriori studi su come utilizzare in modo economicamente praticabile la tecnologia e le relative infrastrutture per il trasporto sicuro e poco costoso di CO2;

58.  sottolinea che l'ubicazione ottimale dei generatori di energia per sfruttare l'energia blu, ad esempio l'energia eolica, del moto ondoso o solare, delle correnti oceaniche, l'energia a gradiente salino e la conversione dell'energia termica, può dipendere da un certo numero di fattori, compresi la profondità delle acque, le condizioni dei fondali, le caratteristiche oceanografiche e la distanza dalla costa; ritiene pertanto che l'armonizzazione dei dati raccolti mediante i diversi programmi nazionali sulla batimetria, le caratteristiche dei fondali e i profili verticali degli oceani possano agevolare la selezione in loco e le politiche in materia di licenze per lo sviluppo delle energie rinnovabili; sottolinea inoltre che il proseguimento della ricerca nel campo dell'energia marina è essenziale per poter sviluppare soluzioni tecnologiche energetiche economicamente accessibili ed efficienti sul piano dei costi e delle risorse;

59.  ritiene che la prospezione e lo sfruttamento delle risorse minerarie della piattaforma continentale esigano una presenza costante degli Stati, segnatamente per quanto riguarda le informazioni, l'individuazione delle aree escluse dalle attività minerarie, la valutazione dell'impatto ambientale, l'analisi e la riduzione dei rischi nonché l'esercizio della sovranità; invita la Commissione a proporre e aggiornare un elenco non esaustivo delle attività marittime (ad esempio produzione di energia offshore, sfruttamento minerario in alto mare, estrazione di ghiaia e sabbia dai mari, ecc.) che richiedono una previa valutazione dell'impatto ambientale e socioeconomico; chiede che sia rivolta attenzione al riutilizzo e al riciclo di minerali come opzione alternativa allo sfruttamento minerario in alto mare, nonché al potenziale offerto da tali attività per integrare la conoscenza e lo sviluppo scientifici e il trasferimento tecnologico;

60.  auspica un coinvolgimento forte e coordinato dell'UE all'interno dell'Autorità internazionale dei fondali marini, per garantire un quadro normativo in materia di ambiente efficace e precauzionale volto a prevenire gli effetti negativi dell'estrazione e dello sfruttamento minerari in alto mare, comprese le zone di particolare interesse ambientale (APEI), così come le ripercussioni sociali dell'attività mineraria in alto mare e della bioprospezione sulle comunità locali, nonché per garantire la totale trasparenza dei dati;

61.  ritiene che le biotecnologie associate ai mari e agli oceani siano un settore molto diversificato, che complessivamente racchiude un potenziale enorme in termini di generazione e applicazione di conoscenze nuove e creazione di nuovi processi e prodotti ad alto valore aggiunto (nuovi materiali, alimenti, componenti farmaceutici, ecc.); segnala le esigenze in materia di istruzione e formazione all'interno del settore, che richiedono una netta responsabilizzazione degli Stati membri, insieme al settore privato, nonché il perseguimento della cooperazione internazionale in questo campo;

62.  sottolinea l'importanza del dialogo sociale e ritiene che tutte le parti sociali coinvolte nell'economia blu dovrebbero essere rappresentate; sottolinea l'importanza di consultare i soggetti interessati, comprese la società civile e le autorità regionali e locali, in merito allo sviluppo dell'economia blu in generale;

63.  sostiene fermamente l'iniziativa della Commissione inclusa nella sua comunicazione per promuovere un'alleanza delle competenze e un centro della conoscenza e dell'innovazione in materia di economia blu;

64.  ritiene necessario l'avvio del pacchetto sulla sicurezza marittima "Erika IV" per prevenire ulteriori catastrofi marittime; è del parere che tale pacchetto debba riconoscere il danno ambientale alle acque marine all'interno della legislazione europea;

65.  evidenzia la necessità di sensibilizzare la società civile sull'importanza del mare come risorsa economica, culturale e sociale nonché sul ruolo della ricerca e del dialogo nel raggiungimento di una sostenibilità integrata tra i soggetti interessati e i cittadini;

66.  ritiene che i mari e le coste costituiscano una risorsa preziosa che dovrebbe costituire uno dei pilastri della politica di rilancio industriale dell'UE; rileva che occorre puntare a rivitalizzare l'industria blu sostenendo nel contempo la coesione dell'economia europea e lo sviluppo sostenibile, in particolare nelle regioni in cui tali potenzialità sono state emarginate a seguito dei processi di globalizzazione;

67.  ritiene che lo scambio di informazioni e di migliori prassi possa contribuire allo sviluppo rapido e sostenibile del settore;

o
o   o

68.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.

(1) GU L 257 del 28.8.2014, pag. 135.
(2) GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19.
(3) Testi approvati, P7_TA(2013)0300.
(4) Testi approvati, P7_TA(2013)0438.
(5) Testi approvati, P7_TA(2014)0178.
(6) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104.
(7) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 174.
(8) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 892.
(9) GU C 12 del 15.1.2015, pag. 93.
(10) GU C 19 del 21.1.2015, pag. 24.

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