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Procedura : 2014/2149(INI)
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A8-0207/2015

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Martedì 8 settembre 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Verso un approccio integrato al patrimonio culturale per l'Europa
P8_TA(2015)0293A8-0207/2015

Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 settembre 2015 verso un approccio integrato al patrimonio culturale per l'Europa (2014/2149(INI))

Il Parlamento europeo,

—  visto il preambolo del trattato sull'Unione europea (TUE) secondo il quale i firmatari traggono ispirazione dalle "eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa", e visto l'articolo 3, paragrafo 3, TUE,

—  visto l'articolo 167 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

—  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 22,

—  vista la Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, adottata dall'UNESCO il 20 ottobre 2005,

—  visto il regolamento (UE) n. 1295/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma Europa creativa (2014-2020) e che abroga le decisioni n. 1718/2006/CE, n. 1855/2006/CE e n. 1041/2009/CE(1),

—  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca nonché disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(2),

—  visto il regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006(3),

—  visto il regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 1982/2006/CE(4),

—  vista la direttiva 2014/60/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa alla restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro e che modifica il regolamento (UE) n. 1024/2012(5),

—  vista la direttiva 2013/37/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che modifica la direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico(6),

—  vista la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Convenzione di Faro) del 13 ottobre 2005(7),

—  viste le conclusioni del Consiglio del 21 maggio 2014 sul patrimonio culturale come risorsa strategica per un'Europa sostenibile(8),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 25 novembre 2014 sulla governance partecipativa del patrimonio culturale(9) e sul piano di lavoro per la cultura 2015-2018(10) e visto l'Anno europeo del patrimonio culturale menzionato nelle conclusioni,

—  vista la raccomandazione 2011/711/UE della Commissione, del 27 ottobre 2011, sulla digitalizzazione e l'accessibilità in rete dei materiali culturali e sulla conservazione digitale(11),

—  vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2014 dal titolo "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

—  vista la comunicazione della Commissione del 22 luglio 2014 dal titolo "Verso un approccio integrato al patrimonio culturale per l'Europa" (COM(2014)0477),

—  visto il parere del Comitato delle regioni del novembre 2014 sulla comunicazione della Commissione "Verso un approccio integrato al patrimonio culturale per l'Europa",

—  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

—  visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e i pareri della commissione per i trasporti e il turismo e della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0207/2015),

A.  considerando che la cultura e il patrimonio culturale sono risorse condivise nonché beni e valori comuni che non possono essere soggetti ad uso esclusivo e che il loro pieno potenziale ai fini dello sviluppo umano, sociale ed economico sostenibile deve ancora essere pienamente riconosciuto e adeguatamente sfruttato, sia a livello di strategie UE che di obiettivi di sviluppo dell'ONU post-2015;

B.  considerando che, nel processo decisionale, occorre tener conto dei molteplici impatti della cultura nelle società;

C.  considerando che il patrimonio culturale è per sua natura eterogeneo, riflette la diversità e il pluralismo culturali e linguistici e interessa lo sviluppo regionale, la coesione sociale, l'agricoltura, gli affari marittimi, l'ambiente, il turismo, l'istruzione, l'agenda digitale, le relazioni esterne, la cooperazione doganale nonché la ricerca e l'innovazione;

D.  considerando che la promozione della cultura, della diversità culturale e del dialogo interculturale funge da catalizzatore per la cooperazione tra gli Stati membri;

E.  considerando che il potenziamento della diversità culturale e linguistica dell'Unione, la promozione del suo patrimonio culturale e il rafforzamento della competitività dei settori culturali e creativi europei mirano a promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;

F.  considerando che le risorse del patrimonio sono attività a lungo termine che contribuiscono allo sviluppo di competenze e della crescita economica, attraverso la promozione del turismo, nonché a creare occupazione;

G.  considerando che i progetti per la valorizzazione del patrimonio culturale rappresentano spesso esempi di attività economiche innovative e sostenibili, in grado di sviluppare le capacità imprenditoriali e di ricerca delle piccole e medie imprese (PMI);

H.  considerando che il patrimonio culturale, sia materiale che immateriale, svolge un ruolo significativo nella creazione, nella tutela e nella promozione della cultura e dei valori europei e dell'identità nazionale, regionale, locale e individuale nonché dell'identità contemporanea della popolazione dell'Europa;

I.  considerando che le politiche per la manutenzione, il restauro e la conservazione, l'accessibilità e la valorizzazione del patrimonio culturale sono in primo luogo responsabilità nazionali, regionali o locali, ma che il patrimonio culturale ha altresì una chiara dimensione europea ed è direttamente affrontato in diverse politiche dell'UE, comprese quelle concernenti l'agricoltura, l'ambiente, la ricerca e l'innovazione;

J.  considerando che l’articolo 167 TFUE dispone che l'azione dell'Unione contribuisce al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, "evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune";

K.  considerando che l'articolo 167 TFUE stabilisce che l'azione dell'Unione è intesa a migliorare la conoscenza e la diffusione della cultura e della storia dei popoli europei, a incoraggiare la cooperazione tra Stati membri e, se necessario, ad appoggiare e integrare l'azione di questi ultimi in materia di conservazione e salvaguardia del patrimonio culturale di importanza europea;

L.  considerando che il piano di lavoro per la cultura, adottato dal Consiglio il 25 novembre 2014, include il patrimonio come una delle quattro priorità dell'opera dell'UE in materia di cultura per il periodo 2015-2018;

M.  considerando che l'assenza di dati culturali disaggregati per genere, anche nel settore del patrimonio culturale, è un fattore che nasconde i divari e le sfide di genere esistenti ai responsabili e decisori politici;

N.  considerando che l'informazione sulle opportunità di finanziamento attraverso i programmi UE in settori connessi al patrimonio culturale - come lo sviluppo locale e regionale, la cooperazione culturale, la ricerca, l'istruzione, il sostegno alle PMI e alla società civile e il turismo - se disponibile, è frammentata;

O.  considerando che occorrerebbe rafforzare il valore culturale e turistico degli Itinerari culturali del Consiglio d'Europa nel promuovere un patrimonio culturale comune europeo e nello sviluppo di un turismo culturale sostenibile;

P.  considerando che il premio dell'Unione europea per il patrimonio culturale/premio Europa Nostra promuove l'eccellenza, fornisce ispirazione grazie alla "forza dell'esempio" e stimola lo scambio delle migliori pratiche nel settore del patrimonio culturale in tutta Europa;

Q.  considerando che la Carta di Venezia sulla conservazione e il restauro dei monumenti e siti, la Convenzione di Granada per la salvaguardia del patrimonio architettonico d'Europa e la Convenzione della Valletta per la protezione del patrimonio archeologico definiscono chiaramente le norme internazionalmente riconosciute per il restauro del patrimonio culturale e delle opere archeologiche(12);

Approccio integrato

1.  ritiene di fondamentale importanza utilizzare le risorse disponibili per sostenere, valorizzare e promuovere il patrimonio culturale, sulla base di un approccio integrato, tenendo conto delle componenti culturali, economiche, sociali, storiche, educative, ambientali e scientifiche;

2.  è del parere che, per quanto concerne il patrimonio culturale, sia necessario un approccio integrato per ottenere il dialogo culturale e la comprensione reciproca; è convinto che tale approccio possa portare al rafforzamento della coesione sociale, economica e territoriale, contribuendo nel contempo anche al raggiungimento degli obiettivi fissati nella strategia Europa 2020;

3.  rivolge alla Commissione, nel contesto dello sviluppo del nuovo approccio integrato al patrimonio culturale, le seguenti raccomandazioni specifiche:

   a) stabilire, in linea con gli attuali metodi di lavoro della Commissione per un'azione intersettoriale e flessibile, un approccio comune al suo interno, attraverso una migliore cooperazione tra i vari settori strategici che si occupano di beni culturali, e riferire al Parlamento sui risultati di questa più stretta cooperazione;
   b) comunicare ai potenziali beneficiari, in modo diretto e accessibile, ad esempio attraverso una piattaforma unica per le informazioni e lo scambio delle migliori pratiche nell'UE, le linee di finanziamento europee esistenti in materia di patrimonio culturale;
   c) designare, preferibilmente per il 2018, un Anno europeo del patrimonio culturale, dotato di un bilancio adeguato, con l'obiettivo, fra l'altro, di diffondere e rafforzare presso le future generazioni la consapevolezza e l'educazione al rispetto dei valori del patrimonio culturale europeo e della sua tutela, e presentare al Parlamento una bozza di programma per l'Anno europeo non oltre il 2016;
   d) riconoscere, nel suo approccio politico e trasversale, il patrimonio culturale in quanto mobile e immobile, materiale e immateriale nonché come risorsa non rinnovabile la cui autenticità deve essere preservata;

4.  invita a istituire nel prossimo futuro un quadro politico per l'ambiente storico – noto come patrimonio culturale immobile – che contenga un quadro normativo per i monumenti, l'archeologia e i paesaggi storici, in linea con l'articolo 4 TFUE;

5.  promuove l'innovazione creativa contemporanea in architettura e nel design, sulla base del rispetto del passato come pure del presente, garantendo nel contempo elevata qualità e coerenza;

Finanziamento europeo per il patrimonio culturale

6.  prende atto dell'impegno dell'Unione a preservare e valorizzare il patrimonio culturale europeo attraverso vari programmi (Europa creativa, Orizzonte 2020, Erasmus +, Europa per i cittadini), finanziamenti (Fondi strutturali e di investimento europei) e azioni come le Capitali europee della cultura, le Giornate europee del patrimonio e il Marchio del patrimonio europeo; propone un impegno ancora maggiore da parte dell'Unione e degli Stati membri in materia di promozione della ricerca;

7.  chiede alla Commissione di:

   a) istituire un portale unico UE dedicato al patrimonio culturale materiale e immateriale, che raccolga informazioni provenienti da tutti i programmi UE di finanziamento dei beni culturali e sia strutturato intorno a tre aspetti principali: una banca dati dei beni culturali materiali e immateriali. contenente esempi di buone pratiche di conservazione e promozione, con tutti i riferimenti pertinenti; opportunità di finanziamento per i beni culturali, nonché dati sullo stato del patrimonio culturale europeo e informazioni rilevanti ai fini della conservazione, come ad esempio i dati climatici e dettagli sui progetti di restauro già effettuati; notizie e link riguardanti gli sviluppi della politica legati al patrimonio culturale, le azioni e gli eventi storici;
   b) sostenere, con finanziamenti dedicati, studi, ricerche e misure pilota, espressamente finalizzati all'analisi degli impatti dei processi di valorizzazione del patrimonio culturale, all'emersione di indicatori puntuali e di contesto del suo apporto, diretto e indiretto, nei processi di sviluppo economico e sociale, al sostegno diretto dell'innovazione culturale e sociale integrata nei contesti territoriali in cui il patrimonio culturale può trainare lo sviluppo e concorrere alla qualità di vita delle popolazioni;
   c) rafforzare il neoistituito principio di finanziamento multiplo che consente l'uso complementare di vari fondi europei all'interno di uno stesso progetto su larga scala;
   d) incoraggiare i partenariati pubblico-privato;
   e) adeguare i requisiti temporali di gestione dei progetti per i Fondi strutturali, al fine di soddisfare meglio le esigenze specifiche dei progetti di conservazione, restauro e salvaguardia;
   f) rivedere il parametro di riferimento di 5 milioni di euro in relazione a progetti sui beni culturali presentati nel quadro dell'azione infrastrutturale di ridotte dimensioni(13), portandolo almeno allo stesso livello dei progetti dell'UNESCO, cioè 10 milioni di euro;

8.  rileva che lo spirito alla base della revisione del regolamento FESR e, in particolare, il principio del finanziamento integrato, si realizza in casi specifici anche attraverso il sostegno a progetti di grandi dimensioni; riconosce, tuttavia, la necessità di promuovere e sostenere iniziative culturali su piccola scala che rivestono particolare importanza per lo sviluppo endogeno e possono contribuire sia alla salvaguardia del patrimonio culturale che allo sviluppo locale e regionale e alla crescita socioeconomica in generale;

9.  esorta la Commissione a inserire nelle linee guida che disciplineranno la prossima generazione di fondi strutturali per il patrimonio culturale un sistema obbligatorio di controllo della qualità, applicabile a tutto il ciclo di vita di un progetto;

10.  sottolinea il ruolo degli Stati membri nel garantire sia un elevato livello di capacità e conoscenza professionale degli operatori che una struttura d'impresa in grado di assicurare le migliori pratiche nella salvaguardia del patrimonio culturale, anche attraverso adeguati sistemi di verifica qualitativi, come richiesto dalle Carte internazionali;

11.  chiede alla Commissione che, negli atti delegati, negli inviti a manifestazione di interesse e nelle iniziative per sviluppare i regolamenti della politica di coesione sul periodo 2014-2020, l'innovazione nella conservazione del patrimonio e le soluzioni a basso impatto per l'efficienza energetica negli edifici storici siano considerati temi ammissibili;

12.  invita gli Stati membri a esaminare eventuali incentivi fiscali in relazione ai lavori di restauro, tutela e conservazione, come la riduzione dell'IVA o di altre imposte, visto che il patrimonio culturale europeo è gestito anche da organismi privati;

13.  esorta la Commissione a fare un bilancio delle migliori pratiche nelle politiche fiscali in Europa e a raccomandare agli Stati membri quelle adeguate; esorta gli Stati membri ad attenersi a dette raccomandazioni e a scambiarsi le migliori pratiche, al fine di garantire il massimo incoraggiamento del sostegno privato nei confronti di progetti sul patrimonio culturale materiale e immateriale e massimizzarne gli impatti sullo sviluppo economico e sulla coesione sociale nel rispettivo ambiente locale;

Nuovi modelli di governance

14.  accoglie con favore l'iniziativa del Consiglio di redigere linee guida per i nuovi modelli di governance partecipativa per il settore del patrimonio culturale, valorizzandone la dimensione di risorsa condivisa e rafforzando i legami fra piani locali, regionali, nazionali ed europei;

15.  chiede agli Stati membri di garantire lo sviluppo di strumenti giuridici che consentano modelli di finanziamento e di amministrazione alternativi, come il coinvolgimento della comunità, la partecipazione della società civile e di partenariati pubblico-privato, al fine di attuare azioni legate alla conservazione, al restauro, alla salvaguardia, allo sviluppo e alla promozione del patrimonio culturale;

16.  invita la Commissione e gli Stati membri a dare avvio a un dialogo di portata europea tra i responsabili politici, a tutti i livelli di governance, e i settori culturale e creativo, le reti di operatori turistici, i partenariati fra attori privati e pubblici e le ONG;

17.  incoraggia tutte le parti interessate che partecipano alla governance del patrimonio culturale a raggiungere un equilibrio tra conservazione sostenibile e sviluppo del potenziale economico e sociale del patrimonio culturale;

18.  sottolinea che i progetti FESR legati alla valorizzazione del patrimonio culturale rappresentano un esempio pratico di governance multilivello e di valida applicazione del principio di sussidiarietà e costituiscono un importante elemento della spesa del FESR; sottolinea l'importanza dei progetti culturali transfrontalieri che contribuiscono a rafforzare la coesione economica e sociale e incoraggiano l'inclusione; invita a questo proposito a rafforzare e sviluppare ulteriormente azioni di sostegno dei finanziamenti attraverso accordi di partenariato pubblico-privato;

19.  sottolinea la necessità di nuovi modelli di governance onde includere un sistema di controllo della qualità in tutte le forme alternative di finanziamento e amministrazione del patrimonio culturale;

20.  esorta gli Stati membri a potenziare i controlli sulla spesa per le componenti relative al patrimonio culturale e a favorire la cooperazione nella lotta alla frode, alla corruzione e ad ogni altra attività irregolare incontrata in questo settore;

21.  propone che le proposte legislative europee siano integrate da una valutazione d'impatto per quanto riguarda il patrimonio culturale e che, qualora la valutazione evidenzi un impatto negativo, il patrimonio culturale sia escluso in via eccezionale dall'ambito di applicazione della proposta legislativa;

Potenziale economico e strategico del patrimonio culturale

22.  rileva che il patrimonio culturale contribuisce a creare posti di lavoro, prodotti, servizi e processi innovativi e può essere una fonte di idee creative, alimentando la nuova economia, pur avendo un basso impatto sull'ambiente, se si applica una corretta gestione;

23.  riconosce che il patrimonio culturale svolge un ruolo fondamentale in molte delle iniziative faro della strategia Europa 2020, come ad esempio l'agenda digitale, l'Unione dell'innovazione, l'Agenda per le nuove competenze e l'occupazione, e la politica industriale per l'era della globalizzazione; chiede, quindi, di riconoscere con più forza il ruolo del patrimonio culturale europeo quale risorsa strategica per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, nella revisione intermedia della strategia Europa 2020;

24.  rileva che il settore del patrimonio culturale ha la capacità di creare posti di lavoro altamente qualificati; esorta gli Stati membri a presentare iniziative sullo sviluppo di attività di formazione in materia di gestione e conservazione per gli operatori e i ricercatori nel settore del patrimonio culturale; si compiace in particolare delle prospettive di finanziamento a lungo termine per le reti di ricercatori come, ad esempio, le sovvenzioni Marie Skłodowska-Curie;

25.  sottolinea l'importanza per il turismo europeo del patrimonio culturale e naturale, materiale o immateriale, riconosciuto dall'UNESCO;

26.  sottolinea la possibilità di porre maggiormente l'enfasi sul turismo culturale nel contesto dello sviluppo di strategie macroregionali per ancorarlo maggiormente nel quadro strategico della cooperazione europea;

27.  invita le istituzioni europee e gli Stati membri a promuovere e a sostenere le iniziative di "mobilità dolce" (itinerari pedestri, equestri e ciclabili), offrendo in tal modo nuove opportunità al turismo culturale e naturale;

28.  incoraggia gli Stati membri a collaborare con le autorità regionali e locali, al fine di massimizzare il valore del patrimonio culturale nelle nostre società e il suo contributo alla crescita e all'occupazione nell'Unione europea;

29.  evidenzia che il turismo culturale, che rappresenta il 40% del turismo europeo, è un settore economico fondamentale in termini potenziali di crescita e occupazione, il cui sviluppo dovrebbe essere ulteriormente rafforzato con l'uso delle nuove tecnologie; sottolinea tuttavia l'importanza di preservare il patrimonio culturale e naturale mettendo a punto forme di turismo sostenibili, meno invasive e a maggior valore aggiunto, in cui il settore del turismo sia integrato nelle strategie di sviluppo locale;

30.  esprime preoccupazione per lo stato delle politiche di conservazione, restauro, tutela e promozione del patrimonio culturale, che rivestono la massima importanza per l'identità europea; sottolinea che i finanziamenti per la salvaguardia del patrimonio culturale hanno subito una drastica riduzione in alcuni Stati membri a seguito della crisi economica e finanziaria; esorta a tal fine la Commissione e gli Stati membri a provvedere affinché iniziative e fondi adeguati siano destinati alla valorizzazione del patrimonio culturale europeo;

31.  invita la Commissione a promuovere l'eccellenza, l'innovazione e la competitività nei settori culturale e creativo, sostenendo il lavoro di artisti, creatori e professionisti culturali;

32.  afferma l'urgente necessità di attribuire al patrimonio culturale il posto che gli spetta nel piano della Commissione in materia di investimenti per l'Europa;

33.  richiama l'attenzione sulla necessità di migliorare il quadro metodologico per avere migliori statistiche relative al settore dei beni culturali; esorta la Commissione a proporre una serie di indicatori che potrebbero essere utilizzati per il monitoraggio e la valutazione della situazione del patrimonio culturale e che siano uniformi per tutti gli Stati membri; sottolinea la necessità di ottenere maggiori risultati nel campo della ricerca per tutti gli aspetti del patrimonio culturale e di collegarli fra loro al fine di contrastare la frammentazione del settore; evidenzia a tale proposito il potenziale dei "big data" ai fini dell'acquisizione di maggiori conoscenze dai progetti di ricerca; sottolinea che, al fine di valutare il valore economico reale e potenziale del patrimonio culturale, è essenziale una raccolta più sistematica di dati statistici;

34.  ritiene che la Commissione debba qualificare le imprese e gli enti dedicati alla conservazione del patrimonio nei suoi diversi aspetti come appartenenti a un settore specifico e depositari di tecniche tradizionali che presentano un valore aggiunto e rendono possibile una conservazione ecologica e sostenibile;

35.  riconosce l'urgente necessità di affrontare la disoccupazione giovanile e sottolinea che il patrimonio culturale è un settore avente la potenzialità di creare più e migliori posti di lavoro, in cui è possibile rafforzare il ponte tra istruzione e mondo del lavoro, ad esempio attraverso lo sviluppo di apprendistati, tirocini e start up di qualità, nel campo delle PMI e dell'economia sociale; incoraggia in tal senso gli Stati membri a sviluppare nuove e innovative opportunità di finanziamento per sostenere la formazione e l'istruzione in materia di gestione e conservazione nonché la mobilità dei lavoratori e dei ricercatori in questo settore;

36.  esorta a Commissione ad incentivare programmi congiunti nel campo del patrimonio culturale e del turismo, con una visione integrale e una base scientifica che servano da riferimento e modello di buone pratiche;

37.  invita gli Stati membri a pianificare strategicamente progetti culturali legati al patrimonio che possano tradursi in sviluppo regionale e locale globale, programmi di cooperazione internazionale e interregionale, nella creazione di nuovi posti di lavoro, nel risanamento rurale e urbano sostenibile, nonché nella salvaguardia e nella promozione delle competenze tradizionali legate al restauro del patrimonio culturale;

38.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad elaborare uno studio economico e statistico sulle imprese, sugli enti di gestione e sulle diverse specificità professionali che costituiscono il settore dedicato alla conservazione e diffusione del patrimonio culturale e sul loro peso specifico nel sistema produttivo e nell'occupazione;

39.  richiama l'attenzione sulla necessità di creare, sviluppare e promuovere opportunità di mobilità e scambio di esperienze per gli operatori del settore dei beni culturali, garantendo un’effettiva corrispondenza professionale, in linea con la direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, attraverso l'individuazione e la condivisione tra gli Stati membri di livelli minimi di competenze (capacità e conoscenze), in particolare per la figura del restauratore-conservatore; invita la Commissione, in tale contesto, a presentare una proposta di estensione degli opportuni programmi, onde includere la mobilità dei gestori e degli operatori nel campo del patrimonio culturale (ad es. gli amministratori dei castelli), al fine di favorire lo scambio di esperienze e migliori pratiche;

40.  invita gli Stati membri a rilevare il valore di "asset" patrimoniale del settore promuovendo studi che consentano di accertare il valore economico-culturale dei beni culturali in maniera tale da trasformare il "costo" per la conservazione in "investimento" sul valore degli stessi;

41.   invita la Commissione a prendere in considerazione la possibilità che l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) istituisca, nell'ambito della sua prossima agenda strategica per l'innovazione, comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) nel settore del patrimonio culturale e delle industrie creative, sostenendo quindi direttamente una visione globale della ricerca e dell'innovazione;

42.  ribadisce l'importanza di promuovere nei programmi scolastici l'inserimento dell'educazione artistica, musicale, teatrale e cinematografica come componente essenziale per sviluppare la conoscenza del patrimonio culturale, la pratica artistica ed espressiva, nonché le soft skills orientate alla creatività e all'innovazione;

43.  invita gli Stati membri a introdurre percorsi multidisciplinari dedicati al patrimonio culturale nei vari cicli di istruzione;

44.  sottolinea l'importante potenziale esistente a favore dello sviluppo di attività imprenditoriale e di un approccio partecipativo nel settore turistico, in particolare per le PMI attive nel settore, comprese le start-up, per il settore non profit e altre organizzazioni che contribuiscono alla conservazione, alla protezione e alla promozione del patrimonio culturale europeo; sottolinea che, oltre alle risorse culturali, la qualità dei servizi, un'elevata professionalità, la presenza di personale adeguatamente formato sul campo e in rete sono fattori essenziali per il successo e la competitività del settore turistico europeo; sottolinea che la ricerca, l'innovazione e le nuove tecnologie, soprattutto in materia di telecomunicazioni, sono essenziali per far avvicinare il patrimonio culturale alle persone; ritiene altresì che occorra abolire gli oneri superflui gravanti sulle PMI, al fine di favorirne la competitività, e che debba essere rivista la legislazione che ha effetti negativi sulle PMI nel settore del turismo;

Opportunità e sfide

45.  evidenzia il potenziale legato alla digitalizzazione del patrimonio culturale, sia come strumento per preservare il nostro passato che come fonte di istruzione, opportunità di ricerca, posti di lavoro di qualità e migliore inclusione sociale, più ampio accesso dei disabili o degli abitanti delle zone periferiche e sviluppo economico sostenibile; sottolinea che la digitalizzazione del patrimonio richiede un congruo sforzo finanziario per le istituzioni culturali di medie e ridotte dimensioni o isolate, e che l'adeguatezza dei finanziamenti è essenziale per garantire un pubblico più ampio e una maggiore divulgazione di tale patrimonio; sottolinea che le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie, che non sostituirebbero mai l'accesso al patrimonio originale o i benefici sociali associati alle forme tradizionali di partecipazione alla cultura, non dovrebbero comportare negligenza nella conservazione degli originali o disinteresse per le forme tradizionali di promozione della cultura, durante o dopo la digitalizzazione;

46.  sostiene l'innovazione digitale nel settore delle arti e del patrimonio, e osserva che l'uso dell'infrastruttura informatica può coinvolgere nuovi tipi di pubblico e garantire un migliore accesso e la valorizzazione del patrimonio culturale digitale; sottolinea l'importanza degli strumenti esistenti, come il sito Europeana, e incoraggia il miglioramento dei criteri di ricerca del sito, al fine di una maggiore facilità di utilizzo;

47.  sottolinea la necessità di migliorare il livello di digitalizzazione, conservazione e disponibilità in rete del patrimonio culturale, in particolare del patrimonio cinematografico europeo;

48.  sottolinea l'importanza di sviluppare una narrativa realmente democratica e partecipativa per il patrimonio europeo, anche per quello delle minoranze religiose ed etniche; richiama l'attenzione sulla presenza di siti del patrimonio culturale che racchiudono passati diversi o contestati, e sottolinea che i processi di riconciliazione non dovrebbero tradursi in una soppressione della coscienza storica delle comunità; invita gli Stati membri a riflettere sull'etica e sui metodi di presentazione del patrimonio culturale e a tenere conto della diversità delle interpretazioni;

49.  afferma che il patrimonio religioso rappresenta una componente immateriale del patrimonio culturale europeo; sottolinea che l'importanza dei luoghi, delle pratiche e degli oggetti legati alle pratiche religiose non dovrebbe essere sottovalutata nella narrativa del patrimonio culturale europeo o essere oggetto di trattamento discriminatorio;

50.  ritiene che il patrimonio storico religioso, comprese l'architettura e la musica, debba essere conservato in ragione del suo valore culturale, indipendentemente dalla confessione religiosa che lo ha creato;

51.  sottolinea l'importanza del dialogo interculturale, sia all'interno che all'esterno dell'Europa, e ritiene che l'Unione dovrebbe promuovere tale dialogo quale strumento adeguato per il contrasto al radicalismo di qualunque origine;

52.  richiama l'attenzione sulle caratteristiche specifiche delle minoranze nazionali negli Stati membri in relazione al patrimonio culturale; chiede quindi di conservare il loro patrimonio culturale e di promuovere e proteggere la diversità culturale;

53.  sottolinea che occorre evitare la discriminazione culturale nei confronti delle minoranze etniche e religiose;

54.  sottolinea l'importanza di sostenere le attività culturali delle comunità migranti;

55.  ribadisce l'importante contributo del patrimonio culturale all'industria culturale e creativa nonché all'inclusione sociale attraverso la cultura;

56.  evidenzia l'importanza di migliorare l'accessibilità dei disabili ai siti del patrimonio culturale;

57.  sottolinea l'importanza di preservare i panorami culturali e, in particolare, il patrimonio culturale immateriale che rappresenta una cultura vivente e alimenta l'artigianato tradizionale; invita la Commissione a includere maggiormente tale aspetto nei rispettivi programmi;

58.  sottolinea l'importanza del patrimonio gastronomico che deve essere tutelato e sostenuto; ritiene che l'interazione con altre politiche dell'Unione, come la politica agricola comune o la tutela dei consumatori, permetterebbe di ottimizzare le risorse destinate a tale settore;

59.  osserva che il patrimonio culturale e il turismo sono reciprocamente vantaggiosi visto che, da un lato, il patrimonio culturale genera notevoli guadagni per l'industria del turismo e, dall'altro, il turismo è positivo per la cultura, incoraggia l'esposizione e la conservazione dei beni culturali e genera i proventi necessari alla loro conservazione;

60.  sottolinea che il turismo culturale deve svolgere un ruolo di primo piano nella conservazione e nella presa di coscienza del valore del nostro patrimonio culturale, che include non solo il patrimonio fisico e il paesaggio, ma anche il patrimonio immateriale, come le lingue e le tradizioni religiose e culturali;

61.  invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a proseguire la loro cooperazione al fine di applicare, a tutti i rispettivi livelli, le azioni volte a promuovere il patrimonio culturale e il turismo culturale, di cui nella comunicazione della Commissione del 30 giugno 2010 dal titolo "L'Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo" (COM(2010)0352);

62.  fa presente - alla luce dei profondi cambiamenti demografici e sociali - l'importanza del nostro patrimonio culturale comune europeo e del previsto Anno europeo dedicato all'identificazione dei cittadini con l'Unione europea e al rafforzamento del senso di appartenenza all'interno dell'Unione;

63.  è del parere che, soprattutto per le generazioni future, la comprensione del patrimonio culturale comune dell'Europa offra anche un orientamento e la possibilità di sviluppare un'identità europea e valori quali la rispettosa convivenza oltre i confini del proprio Stato membro; raccomanda quindi di rivolgere anche una particolare attenzione alle giovani generazioni, tra l'altro nella fase di organizzazione dell'Anno europeo del patrimonio culturale;

64.  si compiace del grande successo ottenuto dalle Capitali europee della cultura; invita a creare una rete fra tali città, al fine di prolungare l'effetto focale sui territori interessati, permettere lo scambio di esperienze e buone pratiche, in particolare per aiutare i futuri candidati, e facilitare l'organizzazione di eventi e di circuiti specifici;

65.  incoraggia l'utilizzo del patrimonio culturale quale strumento educativo per risolvere le problematiche sociali, così da avvicinare e unire ulteriormente i popoli che abitano l'Europa;

66.  richiama l'attenzione sulle minacce ambientali, che interessano un cospicuo numero di siti culturali all'interno dell'UE e chiede che le conseguenze del cambiamento climatico e dell'impronta dell'uomo siano prese in considerazione dagli Stati membri nelle loro strategie di finanziamento a lungo termine per i metodi di conservazione e restauro del patrimonio; raccomanda, inoltre, che gli Stati membri e l'UE promuovano in maggior misura la ricerca in questo settore, tra l'altro al fine di indagare in modo più approfondito i molteplici effetti dei cambiamenti climatici sul patrimonio culturale e di mettere a punto contromisure;

67.  invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a fare tesoro dell'iniziativa "The 7 Most Endangered" (i sette siti più a rischo), avviata da Europa Nostra in cooperazione con la Banca europea per gli investimenti, identificando ulteriori esempi di patrimonio europeo in pericolo, definendo piani d'azione e cercando eventuali fonti di finanziamento; osserva che lo sviluppo di questa iniziativa è un modo per attirare gli investimenti privati verso la promozione del patrimonio;

68.  invita la Commissione a migliorare il coordinamento e il sostegno degli sforzi degli Stati membri nella lotta contro il furto, il contrabbando e il traffico illecito dei beni culturali all'interno e all'esterno dell'Unione; chiede la restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro;

69.  rammenta l'importanza di salvaguardare e conservare il patrimonio culturale, non solo dal degrado causato dal passare del tempo, ma anche dal vandalismo e dai saccheggi; evidenzia che numerosi siti archeologici rischiano tuttora di essere saccheggiati da parte di cacciatori organizzati di relitti, in particolare i siti sottomarini difficilmente accessibili e controllabili da parte delle autorità; chiede in questo senso una cooperazione più efficace tra gli Stati membri nell'identificazione, nel recupero e nella lotta al traffico illecito di tali beni;

70.  sottolinea il ruolo che il patrimonio culturale riveste nelle relazioni esterne dell'Unione attraverso il dialogo politico e la cooperazione con i paesi terzi e sollecita gli Stati membri, la Commissione e il Consiglio a rilanciare la diplomazia culturale; evidenzia inoltre il potenziale legato ai progetti interdisciplinari di ricerca tra gli Stati membri dell'UE e i paesi terzi sulla conservazione del patrimonio culturale;

71.  sollecita un forte impegno degli Stati membri, dell’UE e della comunità internazionale per la prevenzione, la tutela, la documentazione e il restauro laddove il patrimonio culturale dell'UE o quello dei paesi terzi venga intenzionalmente minacciato e danneggiato come atto di guerra e di violazione delle identità culturali e religiose, anche attraverso la cooperazione con organismi internazionali come ICCROM, ICBS (Comitato internazionale dello Scudo blu), le autorità civili e militari, le istituzioni culturali e le associazioni professionali;

72.  incoraggia l'adozione di accordi internazionali per prevenire il traffico illecito di beni culturali; sottolinea la necessità che l'UE, insieme alle Nazioni Unite e all'UNESCO, difenda il patrimonio a rischio e combatta il saccheggio e la distruzione di beni culturali nelle zone di conflitto;

73.  sottolinea il potenziale costituito dal know-how di cui dispone l'UE ai fini della conservazione degli artefatti culturali danneggiati o distrutti dal terrorismo e dalla guerra;

74.  sostiene la creazione di prodotti transnazionali del turismo culturale che riflettano i valori e il patrimonio comuni dell'Europa; invita la Commissione a cercare una maggiore collaborazione con gli Stati membri e altre organizzazioni che elaborano politiche in materia di cultura e turismo, come l'Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite (UNWTO) e l'UNESCO e a continuare a cofinanziare e promuovere reti, progetti regionali transfrontalieri e, in stretta collaborazione con il Consiglio d'Europa, gli itinerari culturali europei che sono l'esempio migliore di progetti turistici tematici paneuropei di natura transnazionale;

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75.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 221.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289.
(4) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104.
(5) GU L 159 del 28.5.2014, pag. 1.
(6) GU L 175 del 27.6.2013, pag. 1.
(7) Adottata dal comitato dei ministri del Consiglio d’Europa il 13 ottobre 2005; aperta alla firma degli Stati membri a Faro (Portogallo) il 27 ottobre dello stesso anno; entrata in vigore il 1° giugno 2011.
(8) GU C 183 del 14.6.2014, pag. 36.
(9) GU C 463 del 23.12.2014, pag. 1.
(10) GU C 463 del 23.12.2014, pag. 4.
(11) GU L 283 del 29.10.2011, pag. 39.
(12) Carta di Venezia adottata dall'ICOMOS (Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti) nel 1965; Convenzione di Granada adottata dal Consiglio d'Europa nel 1985 e Convenzione della Valletta adottata dal Consiglio d'Europa nel 1992.
(13) Cfr. articolo 3, paragrafo 1, lettera e) del regolamento (UE) n. 1301/2013.

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