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Procedura : 2014/2255(INI)
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Ciclo del documento : A8-0241/2015

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A8-0241/2015

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PV 08/09/2015 - 13
CRE 08/09/2015 - 13

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PV 09/09/2015 - 8.13
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Mercoledì 9 settembre 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Valutazione dell'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni (2012)
P8_TA(2015)0309A8-0241/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 9 settembre 2015 concernente la relazione sull'attuazione, sui risultati e sulla valutazione globale dell'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni (2012) (2014/2255(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la decisione n. 940/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2011, sull'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni (2012)(1),

–  vista la direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro(2),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare l’articolo 25 sui diritti degli anziani,

–  vista la relazione finale della Commissione relativa al vertice europeo sull'innovazione per l'invecchiamento attivo e in buona salute del 9 e 10 marzo 2015,

–  visto il documento di base della Commissione del 23 febbraio 2015 dal titolo "Growing the Silver Economy in Europe" (Crescita dell'economia d'argento in Europa),

–  vista la relazione della Commissione del 15 settembre 2014 sull'attuazione, sui risultati e sulla valutazione globale dell'Anno europeo 2012 dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni (COM(2014)0562),

–  vista la relazione 2015 della Commissione sull'invecchiamento demografico: proiezioni economiche e di bilancio dei 28 Stati membri dell'UE (2013-2060) (European Economy n. 3/2015),

–  vista la relazione della Commissione del 17 gennaio 2014 dal titolo "Relazione congiunta sull'applicazione della direttiva 2000/43/CE del Consiglio", del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica ("direttiva sull’uguaglianza razziale") e della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro ("direttiva sull'uguaglianza in materia di occupazione") (COM(2014)0002),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 20 febbraio 2013, intitolata "Investire nel settore sociale a favore della crescita e della coesione, in particolare attuando il Fondo sociale europeo del periodo 2014-2020" (COM(2013)0083),

–  vista la tabella di marcia della politica della Commissione per il 2014, Attuazione del pacchetto di investimenti sociali,

–  vista la comunicazione della Commissione del 16 febbraio 2012 dal titolo "Libro bianco – Un'agenda dedicata a pensioni adeguate, sicure e sostenibili" (COM(2012)0055),

–  vista la comunicazione della Commissione del 29 febbraio 2012 intitolata "Portare avanti il piano strategico di attuazione del partenariato europeo per l'innovazione nell'ambito dell'invecchiamento attivo e in buona salute" (COM(2012)0083),

–  vista la dichiarazione del Consiglio, del 7 dicembre 2012, su "L'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni (2012): prospettive per il futuro",

–  vista la relazione preparata congiuntamente dal comitato per la protezione sociale e dalla Commissione, del 10 ottobre 2014, dal titolo "Un'adeguata protezione sociale per le esigenze di assistenza a lungo termine in una società che invecchia",

–  vista la relazione della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound), del 31 ottobre 2014, sull'accesso all'assistenza sanitaria in tempi di crisi,

–  visto il lavoro attualmente intrapreso dal gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sull'invecchiamento verso una convenzione sulla protezione dei diritti degli anziani,

–  visti i risultati della relazione della Fondazione Eurofound dal titolo "Preferenze sul lavoro dopo i 50 anni di età" (2014),

–  visto il documento della Fondazione Eurofund dal titolo "Focus on Sustainable work Toward better and longer working lives" (Focus sul lavoro sostenibile: verso una vita lavorativa migliore e più lunga" (dicembre 2014),

–  vista l'analisi approfondita del marzo 2015 a cura del servizio ricerca del Parlamento europeo, dal titolo "Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni (2012)",

–  vista la relazione finale, del 15 aprile 2014, ECORYS intitolata "Valutazione dell'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni",

–  vista la "Tabella di marcia verso e oltre l'anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni 2012 (EY 2012)", della coalizione delle parti interessate dell'Anno europeo 2012, del 10 dicembre 2012,

–  visto lo speciale Eurobarometro n. 378 del gennaio 2012, dal titolo "Invecchiamento attivo",

–  vista la sua risoluzione del 4 luglio 2013 sull'impatto della crisi sull'accesso delle categorie vulnerabili all'assistenza(3),

–  vista la sua risoluzione del 21 maggio 2013 su un'agenda dedicata a pensioni adeguate, sostenibili e sicure(4),

–  vista la sua risoluzione dell'11 novembre 2010 sulla sfida demografica e la solidarietà tra generazioni(5),

–  visto l'articolo 52 del proprio regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A8-0241/2015),

A.  considerando che l'obiettivo dell'Anno europeo 2012 dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni è stato quello di sensibilizzare l'opinione pubblica in merito all'importanza dell'invecchiamento attivo, stimolare lo scambio d'informazioni, promuovere le politiche per l'invecchiamento attivo e creare un quadro per un'azione concreta da parte dell'Unione, dei suoi Stati membri e di tutte le parti interessate del settore pubblico e privato;

B.  considerando che le previsioni per il 2050 indicano che l'età media della popolazione dell'UE sarà superiore ai 50 anni;

C.  considerando che l'UE sta affrontando cambiamenti demografici, sociali e strutturali senza precedenti a cui occorre rispondere quanto prima; che l'invecchiamento generale della popolazione è accompagnato dalla crescita dei bisogni socio-assistenziali e sanitari degli anziani e delle loro famiglie e che la qualità e la sostenibilità a lungo termine dei servizi pubblici dell'UE dipenderanno in misura rilevante dalle azioni intraprese nei prossimi anni;

D.  considerando che l'aumento dell'aspettativa media di vita deve essere visto come una conquista di civiltà e un fattore di progresso sociale;

E.  considerando che nel 2006 è stata creata una rete delle regioni per il cambiamento demografico, di cui fanno parte circa 40 regioni europee e il cui obiettivo consiste nel sensibilizzare sull'importanza per l'Unione europea di sfide come l'invecchiamento e lo spopolamento, nonché della coesione economica e sociale dell'Unione stessa;

F.  considerando che il numero medio di figli per donna dell'Unione europea è più basso della soglia di rinnovamento delle generazioni, che la crisi economica ha contribuito alla riduzione della natalità e che la speranza di vita potrebbe crescere di ulteriori 5 anni fino al 2050;

G.  considerando che l'invecchiamento attivo rappresenta una delle grandi sfide del XXI secolo;

H.  considerando che, unitamente al fenomeno dell'invecchiamento, sono sempre di più le regioni europee nelle quali si verifica un declino demografico provocato da un calo della natalità, a cui si aggiungono un calo demografico, un elevato invecchiamento e alti tassi di dipendenza e di riduzione della popolazione attiva; che tutti questi fenomeni sono accentuati nelle zone rurali delle regioni interessate, dal momento che si verifica spesso un abbandono, da parte della popolazione, delle zone rurali a favore delle città di dimensioni grandi e medie;

I.  considerando che l'invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni sono fondamentali per conseguire gli obiettivi di Europa 2020 e realizzare un'Europa competitiva, prospera e inclusiva;

J.  considerando che il successo delle politiche a favore dell'invecchiamento attivo è strettamente legato all'efficacia di una serie di politiche di lotta alla discriminazione, di protezione sociale, di inclusione sociale e di sanità pubblica messe a punto durante tutta la vita attiva dei cittadini e dei lavoratori dell'Unione;

K.  considerando che secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il termine "attivo" fa riferimento alla partecipazione continua alle attività sociali, economiche, culturali, spirituali e civiche, e non solo alla capacità di essere fisicamente dinamici o in grado di contribuire alla forza lavoro, e che, di conseguenza, gli anziani che vanno in pensione, e le persone che vanno in pensione per invalidità o malattia, possono continuare a contribuire attivamente alle loro famiglie, pari, comunità e nazioni;

L.  considerando che è necessario un approccio olistico, che tenga conto dei vari elementi che contribuiscono alla sostenibilità del lavoro nel corso della vita di tutte le persone e della società nel suo complesso;

M.  considerando che diversi gruppi di lavoratori sono soggetti a diverse condizioni di lavoro, che generano disuguaglianze in materia di salute sul lavoro;

N.  considerando le evidenti discrepanze esistenti tra gli Stati membri e le autorità regionali e locali per quanto riguarda le politiche in materia di invecchiamento attivo e di protezione sociale in vecchiaia, infrastrutture di sostegno e risorse di bilancio;

O.  considerando che l'invecchiamento attivo e in buona salute crea nuove esigenze sociali, che richiedono investimenti in servizi pubblici diversificati, sia in servizi esistenti sia in nuovi servizi ancora da creare, e certamente nel settore della salute e dell'assistenza agli anziani, e che esso apre nuove potenzialità in relazione alla fruizione e all'estensione del tempo libero e di riposo;

P.  considerando che la crisi finanziaria ed economica ha avuto un impatto sull'aumento dei livelli di povertà tra gli anziani e che la povertà o l'essere a rischio di povertà e di esclusione sociale presenta non solo rischi per la salute, ma ostacola anche qualsiasi possibilità di invecchiamento attivo;

Q.  considerando che circa 125 000 fondi pensionistici professionali operano nell'Unione europea e detengono attività del valore di 2 500 miliardi di EUR per conto di circa 75 milioni di europei, il che rappresenta il 20% della popolazione in età lavorativa dell'UE;

R.  considerando che una società umana si fonda sul principio della solidarietà tra le generazioni; che l'allungamento della speranza media di vita rende ancor più importanti le relazioni intergenerazionali; che, per raggiungere i propri obiettivi, l'economia e la società necessitano dell'esperienza, dell'impegno e della ricchezza di idee di tutte le generazioni;

S.  considerando che la partecipazione attiva ai programmi di apprendimento permanente e in ambito sportivo contribuisce notevolmente alla creazione di un'autentica cultura dell'invecchiamento attivo, che consente alla popolazione non solo di adattare le proprie competenze durante l'intero arco della vita alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro, ma anche di rimanere in buona salute, attiva e partecipativa nella società, in senso più generale;

T.  considerando che le donne anziane rappresentano il 20% della popolazione dell'UE e che, in base alle attuali tendenze demografiche, detta percentuale continuerà ad aumentare; che nella maggior parte dei paesi dell'UE le donne anziane presentano un maggiore rischio di povertà rispetto agli uomini anziani, in media 21% per le donne e 16% per gli uomini; che il divario pensionistico di genere nell'Unione è pari al 39%;

U.  considerando che le tecnologie accessibili possono consentire e agevolare l'accesso al mercato del lavoro, una vita indipendente e la partecipazione in tutti gli aspetti della società; che più del 69% delle persone prive di competenze digitali di base ha più di 55 anni; che, a causa della mancanza di accessibilità, della rapida evoluzione delle TIC e della scarsa alfabetizzazione digitale, molti anziani e disabili hanno elevate probabilità di non trarre pieno vantaggio dal futuro mercato unico digitale;

1.  riconosce che l'Anno europeo 2012 ha fornito un notevole slancio politico che ha contribuito ad avviare una discussione sulle sfide dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni in Europa;

2.  definisce l'equità intergenerazionale come l'equa ripartizione tra le generazioni di benefici e oneri; ritiene che, per funzionare, la convivenza tra le generazioni debba fondarsi sulla solidarietà ed essere contraddistinta dal rispetto, dalla responsabilità e dall'attenzione reciproci;

3.  Osserva che gli obiettivi specifici dell'Anno europeo 2012 sono stati in parte realizzati e che i risultati migliori sono stati conseguiti nell'ambito delle iniziative di sensibilizzazione e delle manifestazioni;

4.  constata e accoglie con favore il fatto che dagli eventi e dalle iniziative realizzati nel quadro dell'Anno europeo 2012 è emerso chiaramente che gli anziani non rappresentano un peso, bensì un vantaggio per l'economia e per la società, grazie all'esperienza maturata, all'operato di una vita e alle conoscenze acquisite;

5.  sottolinea che l'Anno europeo 2012 è riuscito nel suo obiettivo di mobilitare gli attori intorno a un invecchiamento attivo e suscitare solidarietà tra le generazioni; si rammarica, tuttavia, che l'obiettivo di creare nuove reti per la condivisione di risorse, progetti e idee tra pubblico, privato e società civile sia stato raramente raggiunto; deplora il fatto che la partecipazione delle parti sociali sia variabile e che non siano state create imprese private in quantità significativa; sottolinea la necessità di migliorare lo sviluppo di capacità al fine di promuovere la partecipazione attiva degli anziani alla società;

6.  si compiace del fatto che l'Anno europeo 2012 abbia contribuito a perfezionare agende politiche nazionali sull'invecchiamento attivo, abbia stimolato lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri e abbia aumentato il numero di iniziative volte a promuovere l'invecchiamento attivo e a rafforzare le conoscenze e le competenze delle parti interessate;

7.  sottolinea la necessità di statistiche affidabili sulla situazione degli anziani e sui cambiamenti demografici per elaborare strategie in materia di invecchiamento attivo più mirate ed efficaci; invita la Commissione a garantire un'esaustiva raccolta di dati di alta qualità sullo status sociale degli anziani, sulla loro salute, sui loro diritti e sul loro tenore di vita;

8.  ritiene essenziale il fatto che alle iniziative avviate dagli Stati membri nel quadro dell'Anno europeo 2012 sarà dato un seguito ed esse saranno trasformate in un forte impegno politico seguito da azioni concrete volte a garantire l'inclusione sociale, la partecipazione attiva e il benessere di tutte le generazioni, rispettando nel contempo il principio di sussidiarietà e proporzionalità; ricorda che la legislazione dell'UE in materia di politiche per l’invecchiamento deve essere attuata in modo efficace per combattere e prevenire le discriminazioni in tutte le sfere della vita, sia nei confronti dei giovani che in quelli degli anziani;

9.  sottolinea la necessità di intensificare il coordinamento del triangolo composto da livello decisionale (compreso a livello di UE, nazionale, regionale e locale), società civile e settore privato, ivi comprese le industrie che forniscono beni e servizi innovativi a sostegno di una vita autonoma;

10.  invita la Commissione europea a effettuare uno studio sul declino demografico che interessa un numero crescente di regioni di vari Stati dell'Unione europea e a elaborare una comunicazione su tale problema e sulle misure che potrebbero essere adottate a livello europeo, nonché a livello degli Stati membri e delle regioni interessate, per affrontare la sfida del declino demografico;

11.  sottolinea che le regioni con gravi e permanenti svantaggi demografici o naturali come, per esempio, le regioni a bassa densità di popolazione, le regioni insulari e quelle montuose sono colpite in particolare dai problemi associati all'invecchiamento e dispongono di minori mezzi e infrastrutture per promuovere un invecchiamento attivo; chiede di valutare l'opportunità di piani di dinamizzazione per invertire il processo di invecchiamento, generalmente aggravato da processi paralleli di spopolamento, che colpiscono molte di queste regioni e che possono metterne in pericolo la sopravvivenza;

12.  ritiene deplorevole il fatto che l'approvazione relativamente tardiva dell'Anno europeo 2012 abbia causato ritardi nell'aggiudicazione e nell'attuazione dei contratti e che, di conseguenza, taluni eventi, quali l'iniziativa Seniorforce Day, non abbiano sfruttato pienamente il loro potenziale; prende atto del bilancio di minore entità stanziato per l'Anno europeo 2012, rispetto agli Anni europei precedenti, e delle risorse di conseguenza più scarse per l'attuazione degli obiettivi dell'Anno europeo 2012;

13.  ricorda che l'invecchiamento attivo è anche il processo di ottimizzazione delle opportunità per la salute e per la partecipazione alla società, al fine di consentire alle persone che invecchiano di mantenere un buono standard di vita e una buona qualità della vita; è del parere che le politiche di invecchiamento attivo dovrebbero aumentare il potenziale di benessere fisico, sociale e mentale delle persone nel corso della loro vita, in modo da consentire una migliore inclusione sociale e una maggiore partecipazione alla società; sottolinea il fatto che l'invecchiamento attivo comporta anche la garanzia di un migliore accesso ai servizi sanitari di assistenza a lungo termine e sociali, che in determinati casi sono stati messi a dura prova dalla crisi, e all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, alla partecipazione nella società e alle attività culturali, aumentando le infrastrutture sociali esistenti, quali residenze e centri di assistenza diurni, l'eliminazione delle discriminazioni in base all'età e agli stereotipi, le azioni di lotta contro la povertà e l'esclusione sociale e una maggiore consapevolezza del valore dell'invecchiamento attivo e in buona salute;

14.  raccomanda a tutti gli Stati membri di promuovere e rafforzare, mediante i propri sistemi di previdenza sociale, le infrastrutture pubbliche di alta qualità per gli anziani (residenze, centri di assistenza diurni e assistenza a domicilio), dove gli anziani sono considerati partecipanti attivi, anziché destinatari passivi delle iniziative a cui partecipano;

15.  ritiene che sia necessario elaborare una strategia europea in materia di demenza, che debba prevedere misure per l'assistenza alle famiglie dei pazienti, campagne di informazione, sensibilizzazione e scambio di migliori pratiche tra gli Stati membri;

16.  invita la Commissione a studiare il preoccupante problema della disoccupazione tra le persone di età superiore ai 50 anni e il sempre crescente livello di disoccupazione di lungo periodo e, in collaborazione con gli Stati membri, le autorità regionali e locali e le parti sociali, ad esaminare le circostanze e la situazione personale degli anziani che sono disoccupati, a sviluppare strumenti efficaci per mantenere i lavoratori che appartengono a questa categoria vulnerabile nel mercato del lavoro, offrendo possibilità di apprendimento lungo tutto l'arco della vita e il miglioramento delle competenze, la formazione sul lavoro e programmi di formazione accessibili e a prezzi abbordabili nonché a promuovere la formazione e la trasmissione di conoscenze tra generazioni sul posto di lavoro per tutti;

17.  sottolinea che in questo contesto è opportuno tenere soprattutto conto di programmi come "tutoraggio generazionale", in cui sono incoraggiati gli scambi tra esperti più anziani e le generazioni più giovani nel lavoro e nella formazione; sottolinea che nel processo lavorativo occorre sostenere squadre composte da lavoratori di età diversa e che i progetti in corso di attuazione dovrebbero essere ricompensati; ritiene che gli Stati membri dovrebbero applicare incentivi per le imprese affinché assumano più lavoratori anziani e che, in linea di principio, i lavoratori anziani non devono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori più giovani, per quanto riguarda la formazione professionale e continua; sottolinea in particolare l'importanza di adattare i posti di lavoro alle necessità dei lavoratori più anziani fornendo loro maggiori opportunità di lavoro a tempo parziale, conformemente alle loro preferenze, e a facilitare il prolungamento della vita lavorativa per coloro che desiderano e possono lavorare più a lungo; è del parere che dovrebbero essere elaborati piani speciali di pensionamento per gli anziani disoccupati di lunga durata, trovando un equilibrio tra la necessità di stabilità sociale di queste persone e quelle dei sistemi di sicurezza sociale;

18.  considera deplorevole il fatto che gli anziani siano ancora spesso esposti alla discriminazione basata sull'età, a stereotipi e a barriere; invita pertanto gli Stati membri ad attuare correttamente la direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro; osserva che la proposta di direttiva in materia di parità di trattamento orizzontale(6) è bloccata in Consiglio dal 2008 e invita gli Stati membri a trovare una soluzione quanto prima possibile;

19.  respinge tuttavia con fermezza l'esame delle politiche a favore dell'invecchiamento attivo unicamente come uno strumento per mantenere l'occupabilità dei lavoratori anziani ed esorta gli Stati membri a compiere tutti i necessari accertamenti e sforzi per passare ad un approccio basato sul ciclo di vita e, se del caso, riformare il sistema pensionistico, pur compiendo ogni sforzo per stabilizzare le norme in materia di prepensionamento, tenendo conto dei tassi attuali di disoccupazione tra la popolazione al di sopra dell'età di 50 anni, prima di modificare l'età pensionistica obbligatoria; sottolinea che il collegamento dell'età pensionabile solo all'aspettativa di vita non tiene conto dell'importanza dell'andamento del mercato del lavoro e non rappresenta, pertanto, l'unico strumento adeguato per far fronte alle sfide poste dall'invecchiamento della società; ritiene che invece, attraverso la loro legislazione in materia di protezione dell'occupazione e dei sistemi di formazione dei salari, gli Stati membri dovrebbero sostenere l'assunzione di lavoratori anziani, in particolare prima dell'età pensionabile legale, affinché la disoccupazione non abbia ulteriori effetti negativi sul loro reddito pensionistico, e ritiene che gli Stati membri dovrebbero garantire sistemi di protezione sociale sostenibili;

20.  invita gli Stati membri ad assicurare la sostenibilità dei regimi pensionistici pubblici e a garantire a tutti redditi da pensione adeguati, anche a coloro che – soprattutto donne – hanno interrotto l'attività lavorativa per motivi giustificati, diritti pensionistici adeguati, affinché in vecchiaia tutti abbiano una vita decorosa; sottolinea l'importanza di un'adeguata supervisione e di revisioni contabili indipendenti dei fondi pensionistici professionali al fine di garantire pensioni sicure e sostenibili;

21.  sottolinea che gli anziani devono poter liberamente svolgere il loro ruolo cruciale di sostegno alle proprie famiglie ed evidenzia il loro importante contributo come volontari;

22.  sottolinea l'importanza di tecnologie accessibili per le società europee che invecchiano e invita la Commissione a elaborare una strategia inclusiva per il mercato unico digitale, garantendo che l'accessibilità sia integrata in tutta la strategia e collegata alla promozione dell'"economia d'argento" in Europa;

23.  accoglie con favore il fatto che l'invecchiamento attivo e in buona salute sia una delle priorità d'investimento del Fondo sociale europeo per il periodo di programmazione 2014-2020, come indicato nel regolamento (UE) n. 1304/2013; invita gli Stati membri a utilizzare le risorse assegnate in modo efficace; ricorda che i finanziamenti per i progetti volti a promuovere l'invecchiamento attivo sono disponibili anche attraverso programmi quali i Fondi strutturali e d'investimento europei (ESIF), Orizzonte 2020, Occupazione e innovazione sociale ("EaSI") e il programma in materia di salute pubblica; chiede un migliore coordinamento tra i vari programmi e gli strumenti messi a disposizione dall'UE per la promozione dell'invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni, e chiede, in linea con le priorità di Orizzonte 2020, che sia definita una priorità europea per la ricerca nel campo delle "scienze applicate in materia di salute e invecchiamento attivo";

24.  invita gli Stati membri a utilizzare i finanziamenti disponibili del Fondo sociale europeo (FSE), dei fondi SIE e del programma EaSI per favorire l'assistenza finanziaria ai programmi autonomi attuati da organizzazioni per anziani, che condividono la propria energia, conoscenza, esperienza e buon senso e aiutano le persone bisognose, contribuendo pertanto all'invecchiamento attivo e in buona salute, e a vivere in modo autonomo più a lungo;

25.  ricorda la revisione del bilancio della Commissione del 2010 che ha identificato il "valore aggiunto UE" come uno dei suoi principi fondamentali; insiste sul fatto che detto principio debba rappresentare la pietra angolare di tutte le spese e che i finanziamenti dell'UE, in particolare quelli a titolo del FSE, non debbano essere utilizzati per sovvenzionare approcci nazionali, bensì per fornire sostegno aggiuntivo ai programmi di invecchiamento attivo degli Stati membri;

26.  invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare la destinazione dei fondi per l'invecchiamento attivo, insieme con l'efficacia di assorbimento dei fondi; esorta inoltre la Commissione a valutare la fattibilità e il valore aggiunto di un nuovo strumento finanziario europeo per affrontare il problema del reinserimento dei lavoratori di mezza età licenziati;

27.  invita la Commissione e gli Stati membri a raccogliere dati completi e attendibili che consentano di valutare l'efficacia della spesa del FSE a favore dei lavoratori anziani;

28.  invita la Commissione europea a valutare la fattibilità e il valore aggiunto di un nuovo strumento finanziario europeo per garantire un reddito minimo a tutti i cittadini europei che si trovano sotto la soglia di povertà;

29.  raccomanda agli Stati membri di elaborare e attuare politiche e programmi pubblici che non solo miglioreranno la salute fisica ma promuoveranno anche la salute mentale e i legami sociali;

30.  ritiene essenziale sostenere gli anziani a vivere in modo autonomo e attivamente il più a lungo possibile, come stabilito dall'articolo 25 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, sviluppando e mantenendo servizi pubblici di sostegno e di assistenza destinati alla popolazione e basati sulla domanda e migliorando la connessione tra questi servizi; invita pertanto gli Stati membri a garantire un'assistenza sanitaria economica, accessibile e non discriminatoria e a dare la priorità alla prevenzione nelle loro politiche in materia di assistenza sanitaria; invita pertanto la Commissione ad attuare il pacchetto di investimenti sociali, per mantenere l'invecchiamento sano e l'adeguatezza e la qualità delle cure a lungo termine al centro dell'agenda politica, nonché ad analizzare l'accessibilità economica dell'assistenza sanitaria per gli anziani, a raccogliere dati sui tempi di attesa nei sistemi sanitari in tutta l'UE e a proporre orientamenti in materia di tempi massimi di attesa; ritiene essenziale promuovere la responsabilità personale e individuale per la propria salute, con un aumento considerevole del livello di informazione sull'assistenza sanitaria e campagne nazionali di motivazione, nonché a promuovere la cooperazione in materia di alfabetizzazione sanitaria al fine di consentire agli anziani di prendersi cura della loro salute; ricorda che si dovrebbe dedicare maggiore attenzione a soluzioni tecnologiche e a strumenti innovativi; riconosce infine l'importanza di una divulgazione efficace dell'informazione relativa alle prestazioni e ai servizi locali nel raggiungimento di detto obiettivo;

31.  invita la Commissione a dare un seguito alle conclusioni della relazione congiunta intitolata "Un'adeguata protezione sociale per le esigenze di assistenza a lungo termine in una società che invecchia" e a presentare quanto prima proposte concrete;

32.  ritiene che la priorità dovrebbe essere attribuita all'integrazione degli anziani in seno alle loro famiglie; suggerisce alla Commissione di esplorare le potenzialità offerte da imprese familiari e il corrispondente lavoro nel settore dell'assistenza agli anziani;

33.  sottolinea che un trasporto pubblico più efficace costituisce una delle massime priorità per gli anziani, per la creazione di ambienti a misura di anziano(7), a sostegno di una vita autonoma e di un accesso ai servizi di base; invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare l'accessibilità e l'interoperabilità dei sistemi di trasporto;

34.  accoglie con favore il documento di base della Commissione dal titolo "Growing the Silver Economy in Europe" (Crescita dell'economia d'argento in Europa) e ribadisce la necessità di sviluppare ulteriormente l'"economia d'argento" affinché risponda alle esigenze della popolazione che invecchia, sulla base delle opportunità economiche derivanti dalla spesa pubblica e dei consumatori, connessa all'invecchiamento della popolazione, e da determinati prodotti, servizi, soluzioni innovative ed esigenze che si traducono in nuovi posti di lavoro e crescita;

35.  constata che un ringiovanimento unilaterale del personale non porta a una maggiore innovazione, bensì allo spreco di esperienze, conoscenze e competenze;

36.  ritiene che gli anziani debbano far parte a pieno titolo della società e che la loro partecipazione nella vita quotidiana e pubblica dovrebbe essere sostenuta; ritiene, inoltre, che un dialogo strutturato e lo scambio di esperienza tra i giovani e gli anziani debbano essere incoraggiati attivamente; rispetta, in questo contesto, il ruolo dei progetti intergenerazionali; sostiene inoltre il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente, così come enunciato all'articolo 25 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; ritiene che la partecipazione politica attiva dei rappresentanti delle giovani e delle vecchie generazioni debba essere assicurata a tutti i livelli dell'UE, soprattutto là dove possono essere toccati gli interessi delle varie generazioni;

37.  sottolinea l'importante missione sociale della trasmissione di valori, esperienze e riferimenti da parte degli anziani circa il modo in cui vivere in società;

38.  invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri ad adottare una posizione positiva in seno al gruppo di lavoro aperto delle Nazioni Unite sull'invecchiamento, per garantire ai cittadini più anziani di poter godere pienamente dei propri diritti umani; invita la Commissione a collaborare strettamente con l'esperto indipendente delle Nazioni Unite sui diritti degli anziani e con le organizzazioni rappresentative degli anziani nell'Unione europea;

39.  deplora che la vita professionale stia diventano sempre più instabile e incerta a causa di lavori interinali, di contratti a tempo determinato sempre più diffusi, di posti di lavoro che non assicurano un reddito sufficiente o di periodi di disoccupazione;

40.  accoglie con favore l'imminente Patto dei sindaci sul cambiamento demografico, come uno dei principali risultati dell'Anno europeo 2012 e del suddetto Partenariato europeo per l'innovazione sull'invecchiamento attivo e in buona salute; invita la Commissione a individuare aree nell'ambito del bilancio dell'UE in cui è possibile garantire risparmi ed efficienze al fine di fornire finanziamenti per il patto, che è una rete aperta, ampia e indipendente che riunisce le parti interessate locali e regionali, impegnate ad affrontare il cambiamento demografico europeo promuovendo ambienti a misura di anziano, in stretta cooperazione con l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS);

41.  invita la Commissione ad adottare una strategia dell'UE sul cambiamento demografico per coordinare l'azione dell'Unione in vari settori, al fine di garantire sinergie e ottimizzare il loro impatto positivo sui cittadini, sull'economia e sulla creazione di occupazione europei, nonché di tutelare i diritti umani degli anziani in tutte le politiche dell'Unione europea;

42.  ritiene che le sfide demografiche non siano adeguatamente affrontate a livello europeo; invita pertanto le prossime presidenze del Consiglio dell'UE a iscrivere nuovamente questo punto all'ordine del giorno dell'UE e a elaborare forti risposte politiche;

43.  sottolinea che il cambiamento demografico non può essere usato come pretesto per intaccare i diritti e le prestazioni sociali;

44.  accoglie con favore i principi guida per l'invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni elaborati congiuntamente dal comitato per la protezione sociale e il comitato per l'occupazione; accoglie con favore, in particolare, il ruolo del comitato per la protezione sociale che consente uno scambio diretto di esperienze tra gli Stati membri, anche per quanto concerne l'assistenza a lungo termine e le pensioni;

45.  accoglie con favore l'indice di invecchiamento attivo che punta a sfruttare il potenziale inutilizzato degli anziani per una partecipazione più attiva alla vita sociale e professionale e per una vita autonoma, insieme con l'attuale progetto di follow-up svolto dalla Commissione, in collaborazione con la commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite; incoraggia gli Stati membri a fissare obiettivi sulla base dell'indice di invecchiamento attivo che devono essere raggiunti mediante approfondite strategie per l'invecchiamento attivo e a monitorare i progressi verso tali obiettivi;

46.  osserva che promuovere ambienti a misura di anziano è uno strumento essenziale per sostenere i lavoratori e i disoccupati anziani e per promuovere società inclusive che offrano pari opportunità a tutti; accoglie con favore, a questo proposito, il progetto per la gestione congiunta della Commissione con l'OMS volto ad adeguare al contesto europeo la guida dell'OMS delle città a misura di anziano;

47.  ritiene che una Convenzione delle Nazioni Unite intesa a tutelare i diritti degli anziani migliorerà la vita di questi ultimi garantendo loro parità di accesso ai diritti politici, economici, sanitari e culturali e rappresenterà una piattaforma importante per un cambio di mentalità a favore dell'invecchiamento a livello globale;

48.  invita la Commissione ad adottare un piano d'azione sugli abusi nei confronti degli anziani, tenendo conto del quadro europeo per la qualità dei servizi di assistenza a lungo termine elaborato dal Partenariato europeo per il benessere e la dignità delle persone anziane (WeDO) e affrontando la questione dei diritti degli anziani che necessitano di assistenza;

49.  deplora il fatto che la Commissione non abbia ancora affrontato le disparità legate all'età nell'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) e della strategia sulla disabilità; invita pertanto la Commissione a sensibilizzare e ad affrontare la questione dei diritti degli anziani con disabilità e la discriminazione basata sull'età di cui essi sono vittime, e a garantire che l'applicazione della Convenzione UNCRPD non escluda gli anziani;

50.  invita la Commissione a pubblicare l'Atto europeo sull'accessibilità a lungo atteso per garantire che i trasporti, gli alloggi e i prodotti e servizi basati sulle TIC, ivi compresi quelli offerti con l'economia d'argento, siano accessibili agli anziani;

51.  invita la Commissione a formulare raccomandazioni specifiche per paese che affrontino l'adeguatezza, la sostenibilità e l'equità delle riforme economiche nel settore dell'occupazione, delle pensioni, dell'inclusione sociale e dell'assistenza a lungo termine nell'ambito del semestre europeo; invita la Commissione a valutare meglio l'impatto sociale delle riforme economiche, in particolare nel contesto dell'invecchiamento della popolazione;

52.  sottolinea l'importanza del volontariato, un fenomeno non scontato il cui valore aggiunto per la società deve essere maggiormente apprezzato e che favorisce l'apprendimento interculturale e la solidarietà fra le generazioni, contribuisce all'invecchiamento attivo e alla partecipazione civica in tutte le fasi della vita e permette ai meno giovani di impegnarsi per il bene della società, migliorando così la loro qualità di vita, il loro benessere e la salute in generale; incoraggia lo sviluppo di approcci più flessibili e inclusivi nei confronti della partecipazione ai programmi di volontariato; in tale contesto, deplora l'interruzione del programma Grundtvig che ha sostenuto i volontari più anziani; ricorda l'importanza delle reti europee e transnazionali di associazioni e di enti pubblici e privati che lavorano per promuovere l'integrazione delle persone anziane, reti cui dovrebbe essere attribuito un sostegno particolare, ed esorta la Commissione a riconoscere il valore dei programmi dell'UE realizzati con successo in passato che hanno associato la partecipazione civica agli scambi di gruppo a livello dell'UE che interessano le persone anziane;

53.  sottolinea che l'obiettivo di una politica di giustizia generazionale deve essere quello di creare gli strumenti atti ad instaurare un dialogo aperto e leale tra le generazioni che permetta di creare situazioni di reciproco vantaggio; esorta la Commissione e gli Stati membri a lavorare alacremente a tali strumenti, onde promuovere la solidarietà;

54.  sottolinea l'importanza delle imprese sociali che contribuiscono a fornire servizi agli anziani, a curare la loro salute e la loro partecipazione alla società;

55.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché agli Stati membri.

(1) GU L 246 del 23.9.2011, pag. 5.
(2) GU L 303 del 2.12.2000, pag. 16.
(3) Testi approvati, P7_TA(2013)0328.
(4) Testi approvati, P7_TA(2013)0204.
(5) GU C 74 E del 13.3.2012, pag. 19.
(6) Proposta di direttiva del Consiglio recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale (COM(2008)0426).
(7) Commissione europea (2012). Speciale Eurobarometero 378 sull'invecchiamento attivo.

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