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Procedura : 2014/2204(INI)
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Ciclo del documento : A8-0281/2015

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A8-0281/2015

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Martedì 27 ottobre 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Crisi dell'Ebola: insegnamenti a lungo termine
P8_TA(2015)0374A8-0281/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 27 ottobre 2015 sulla crisi dell'Ebola: gli insegnamenti a lungo termine e come potenziare i sistemi sanitari nei paesi in via di sviluppo per impedire crisi future (2014/2204(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la risoluzione 2177(2014) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 18 settembre 2014 sulla pace e la sicurezza in Africa,

–  vista la risoluzione 69/1 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 19 settembre 2014 sulle misure volte a contenere e combattere l'epidemia di Ebola scoppiata di recente in Africa occidentale,

–  vista la decisione del Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, di istituire la prima missione sanitaria di emergenza della storia delle Nazioni Unite, la missione delle Nazioni Unite in risposta all'emergenza Ebola (UNMEER), in seguito all'adozione della risoluzione 69/1 dell'Assemblea generale e della risoluzione 2177(2014) del Consiglio di Sicurezza sull'epidemia di Ebola,

–  visto il regolamento sanitario internazionale (RSI) dell'OMS del 2005 (WA 32.1),

–  viste le raccomandazioni derivanti dalle consultazioni dell'OMS sulle zoonosi, del 5 maggio 2004,

–  vista la dichiarazione dell'OMS dell'8 agosto 2014, nella quale l'epidemia di Ebola è definita una emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale,

–  vista la tabella di marcia dell'OMS del 28 agosto 2014 per la risposta al virus dell'Ebola e i relativi aggiornamenti,

–  vista la relazione del direttore generale dell'OMS alla Sessione straordinaria del Consiglio esecutivo sull'Ebola, riunito a Ginevra il 25 gennaio 2015,

–  vista la dichiarazione dell'OMS del 9 maggio 2015 sulla fine dell'epidemia del virus dell'Ebola in Liberia,

–  visto il documento "Guidance for Immunization Programmes in the African Region in the Context of Ebola" (Orientamento per i programmi di immunizzazione nella regione africana nel contesto dell'Ebola) pubblicato dall'OMS;

–  vista la dichiarazione rilasciata in seguito alla riunione di primavera 2015 del gruppo Banca mondiale – FMI organizzata a Washington DC, dal 17 al 19 aprile 2015,

–  vista la conferenza internazionale dal titolo "Ebola: from emergency to recovery" (Ebola: dall'emergenza alla ripresa), tenutasi a Bruxelles il 3 marzo 2015,

–  vista la missione di sostegno dell'Unione africana contro l'epidemia di Ebola in Africa occidentale (ASEOWA), istituita dall'Unione africana il 21 agosto 2014,

–  visto il regolamento (UE) n. 1291/2013, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020,

–  vista la comunicazione della Commissione COM(2010)0128 unitamente ai documenti SEC(2010)0380, 0381 e 0382, sul ruolo dell'UE nella sanità mondiale,

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 24 ottobre 2014,

–  viste le conclusioni del Consiglio sul ruolo dell'UE nella sanità mondiale adottate in occasione della 3011ª riunione del Consiglio "Affari esteri" di Bruxelles del 10 maggio 2010,

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" dell'Unione europea del 15 agosto 2014, del 20 ottobre 2014, del 17 novembre 2014, del 12 dicembre 2014 e del 16 marzo 2015 sulla crisi dell'Ebola in Africa occidentale,

–  viste le relazioni al Consiglio europeo, redatte nel novembre 2014 e nel marzo 2015 da Christos Stylianides, Commissario europeo e Coordinatore UE per il virus dell'Ebola,

–  visto il quadro di risposta globale dell'UE all'epidemia del virus dell'Ebola in Africa occidentale, elaborato dal Servizio europeo per l'azione esterna e dalla Commissione,

–  visti l'Extractive Industries Transparency Initiative (Iniziativa trasparenza delle industrie estrattive - EITI) e la relazione d'avanzamento EITI 2011 della Sierra Leone, la relazione di avanzamento EITI 2012 della Liberia e la relazione di avanzamento EITI 2012 della Guinea,

–  visto il programma francese RIPOST, "Réseau d'Instituts de santé Publique d'Afrique de l'Ouest" (Rete degli istituti di sanità pubblica dell'Africa occidentale),

–  vista la risoluzione sull'epidemia di Ebola adottata dall'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE a Strasburgo, Francia, il 3 dicembre 2014,

–  vista la sua risoluzione del 18 settembre 2014 sulla risposta dell'UE all'epidemia di Ebola,(1),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per lo sviluppo e i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0281/2015),

A.  considerando che i sistemi sanitari della Liberia, della Sierra Leone e della Guinea presentano notevoli carenze e che, ancor prima dell'epidemia, i tre paesi si classificavano tra gli ultimi in base all'indice di sviluppo umano dell'UNDP, con circa l'80% dei cittadini in condizioni di estrema povertà, e che detenevano il primato mondiale di mortalità prematura degli adulti e dei bambini sotto i cinque anni a causa, soprattutto, di malattie curabili;

B.  considerando che la crisi dell'Ebola è sistemica non solo sul piano locale e regionale ma anche sul piano della governance nazionale e mondiale;

C.  considerando che la portata della catastrofe è riconducibile a diversi fattori, tra cui: l'incapacità politica dei paesi colpiti di lanciare l'allarme, l'inadeguatezza della risposta della comunità internazionale, i devastanti effetti della chiusura delle frontiere e delle restrizioni sulle persone, l'inefficacia dei meccanismi di sorveglianza e di allerta, la lentezza e l'inadeguatezza della risposta successivamente alla mobilitazione degli aiuti, l'assoluta assenza di leadership da parte dell'OM, la mancanza di ricerca e sviluppo in materia di farmaci, diagnosi e vaccini;

D.   considerando che nella settimana che termina il 18 ottobre 2015 sono stati registrati tre nuovi casi confermati di Ebola, tutti in Guinea; considerando che il paese ha denunciato l'assenza di casi nelle due settimane precedenti; considerando che la Sierra Leone ha denunciato l'assenza di casi per la quinta settimana consecutiva; considerando che il 3 settembre 2015 l'OMS ha dichiarato la Liberia libera dalla trasmissione del virus dell'Ebola tra la popolazione; considerando che ci sono stati 28 512 casi confermati, compresi 11 313 decessi confermati;

E.  considerando che troppo poco si sa ancora sul grado di diffusione, sulla trasmissione e sul potenziale di mutazione del virus dell'Ebola; e che la diffusa confusione e i ripetuti malintesi sulle cause e le conseguenze della malattia da virus Ebola hanno contribuito alla propagazione del virus; che la ricerca etnografica è utile per comprendere come funzionano le comunità e in che modo entrare in contatto con persone provenienti da diverse realtà culturali;

F.  considerando che la malattia da virus Ebola è stata rinvenuta nel seme e nel fluido oculare delle persone convalescenti; che esistono casi isolati di manifesta trasmissione sessuale, a indicare che vi sono difficoltà a eliminare il virus e a determinare il momento in cui un paese può ritenersi davvero libero dall'Ebola;

G.  considerando che in numerosi paesi africani i sistemi sanitari e di istruzione sono deteriorati nel corso dei programmi di adeguamento strutturale imposti dall'FMI e dalla Banca mondiale, che hanno richiesto tagli di bilancio nel settore pubblico;

H.  considerando che l'epidemia di Ebola nell'Africa occidentale ha dimostrato che i sistemi sanitari locali e nazionali dei paesi a basso reddito non hanno i mezzi né la resilienza necessari per rispondere a epidemie di malattie infettive come quella dell'Ebola; che il rafforzamento dei sistemi sanitari mondiali è pertanto divenuto parte integrante della governance della sanità mondiale;

I.  considerando il peso che assumono la cultura e le usanze tradizionali nella gestione della crisi dell'Ebola(2),

J.  considerando che i bambini, gli adolescenti e le giovani donne sono tra i soggetti più emarginati e vulnerabili in una tale crisi, che minaccia seriamente la partecipazione delle donne alle attività economiche e ha contribuito ad aumentare i divari di genere nell'istruzione; e che gli orfani rischiano di vedersi ripudiati e stigmatizzati;

K.  considerando che l'epidemia di Ebola che ha colpito l'Africa occidentale è la più estesa e complessa della storia di tale malattia; che l'OMS è stata allertata per la prima volta dell'epidemia di Ebola il 23 marzo 2014, ma soltanto l'8 agosto 2014 il Comitato di emergenza del regolamento sanitario internazionale ha dichiarato un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale; che, prima di questa epidemia, l'Ebola non era considerata un rischio principale per la salute pubblica;

L.  considerando che quasi 500 operatori sanitari sono morti di Ebola in Guinea, Liberia e Sierra Leone, in paesi già penalizzati da una grave penuria di personale prima dell'insorgenza della crisi dell'Ebola; che gli ospedali e il personale sanitario non disponevano delle capacità necessarie per occuparsi di altre malattie, essendo le risorse mobilitate per combattere l'epidemia dell'Ebola; e che è necessario proteggere le strutture sanitarie e il personale sanitario al fine di garantire una prestazione di cure mediche sostenibile;

M.  considerando che numerosi pazienti guariti sono stati emarginati sia dai propri parenti che dalla società; che tale situazione si ripercuote in particolare sui bambini che hanno perso uno o entrambi i genitori, e che molti di questi bambini sono stati respinti dai parenti sopravvissuti per timore dell'infezione;

N.  considerando che vi è la necessità di integrare tra loro l'epidemiologia, la sanità pubblica e la scienza sociale per trarre gli opportuni insegnamenti dall'epidemia dell'Ebola;

O.  considerando che nei primissimi mesi della crisi dell'Ebola, le ONG umanitarie – in particolare Medici Senza Frontiere e la Croce Rossa – sono state gli attori più efficaci, meglio informati e più esperti, e hanno quindi svolto un ruolo di prim'ordine nella fase iniziale della lotta contro il virus;

P.  considerando che la chiusura delle scuole e la tendenza dei bambini orfani a diventare assistenti nei nuclei famigliari rischia di creare una "generazione perduta" di bambini privati di istruzione formale per lunghi periodi di tempo;

Q.  considerando che, grazie alla loro competenza e capacità di cooperazione, le organizzazioni umanitarie hanno dimostrato che, in caso di necessità, all'inizio di una crisi possono essere più incisive e più efficaci rispetto "agli attori istituzionali";

R.  considerando che la crisi dell'Ebola ha fatto sorgere un altro problema che Medici Senza Frontiere ha descritto come "crisi nella crisi", che ha avuto l'effetto di allontanare dagli ospedali le persone colpite da una malattia diversa dall'Ebola per timore di essere contaminate dal virus;

S.  considerando che l'UE, insieme ai suoi Stati membri, è il maggior donatore di aiuti allo sviluppo al mondo, avendo messo a disposizione oltre 1,39 miliardi di euro per aiutare a contenere l'epidemia della malattia da virus Ebola nell'Africa occidentale; e che tale importo consente all'UE di negoziare con i paesi partner e gli altri donatori nell'ottica di sostenere lo sviluppo di un sistema sanitario nazionale completo sulla base di una strategia coerente, inclusiva e adeguata alle esigenze;

T.  considerando la capacità comprovata del Programma alimentare Mondiale delle Nazioni Unite di dispiegare una logistica efficace che potrà in futuro anche essere utile a fini allarme rapido e di reazione;

U.  considerando che la sicurezza del personale di assistenza è un elemento indispensabile per la mobilitazione internazionale degli operatori sanitari;

V.  considerando la nomina, da parte del Consiglio europeo, di un Coordinatore Ebola dell'UE nella persona del Commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi Stylianides, il 23 ottobre 2014; che, dal 12 novembre 2014, quest'ultimo si è recato nei paesi più colpiti insieme al Commissario per la salute Andriukaitis;

W.  considerando che le Nazioni Unite, l'OMS e la Commissione europea hanno istituito processi di valutazione della gestione dell'epidemia;

X.  considerando la dichiarazione dell'OMS dell'aprile 2015 che ha ammesso che "il mondo e l'OMS sono malpreparati per far fronte a un'epidemia di lunga durata";

Y.  considerando che è fondamentale migliorare la governance internazionale in materia di gestione delle crisi sanitarie;

Z.  considerando che l'accesso ai medicinali è un aspetto essenziale del diritto alla salute;

AA.  considerando che 2 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso ai vaccini o ai trattamenti di cui hanno bisogno per rimanere in vita e in salute;

AB.  considerando che l'accesso ai farmaci nonché la ricerca e lo sviluppo in materia devono rispondere in via prioritaria alle esigenze dei malati, a prescindere dal fatto che vivano in Europa o nei paesi in via di sviluppo;

AC.  considerando che l'iniziativa sui medicinali innovativi costituisce il maggiore partenariato pubblico-privato a livello mondiale nell'ambito delle scienze della vita, con un bilancio di 3,3 miliardi di EUR per il periodo 2014-2024, di cui 1,638 miliardi di euro provenienti da Orizzonte 2020;

AD.  considerando che il trauma dell'Ebola ha reso le persone diffidenti nei confronti delle strutture sanitarie, gli operatori sanitari timorosi di riprendere i servizi e ha impoverito e insospettito le comunità; considerando che è urgente rilanciare i servizi sanitari di base; e che è parimenti indispensabile istituire un sistema sanitario solido ed efficace, che preveda la mutualizzazione dei rischi, in tutti i paesi in via di sviluppo, con la conseguente necessità di attuare una valida formazione del personale medico locale;

AE.  considerando che la crisi dell'Ebola ha ulteriormente trascinato i paesi della zona colpita dal virus nella recessione e che, secondo la Banca mondiale, nel solo 2015 l'impatto sul PIL dei tre paesi più colpiti ammonterebbe a 2 miliardi di dollari;

AF.  considerando che questi tre paesi hanno chiesto all'FMI e alla Banca mondiale un "piano Marshall" dell'ordine di 7 500 milioni di euro per aiutarli a superare le loro difficoltà economiche;

AG.  considerando che alcune ONG hanno chiesto alla Banca mondiale di mettere a disposizione 1,7 miliardi di dollari per aiutare i suddetti paesi a migliorare in modo sostenibile le loro infrastrutture sanitarie;

AH.  considerando che la comunità internazionale deve restare vigile e che l'obiettivo è quello di raggiungere la fase post-Ebola senza nuovi casi di contaminazione su un lungo periodo;

AI.  considerando che sono indispensabili pratiche igieniche appropriate; che, tuttavia, i tre paesi difettano di sistemi igienico-sanitari sufficientemente funzionanti;

AJ.  considerando che, in caso di eventuali altre insorgenze dell'epidemia, vi è luogo di temere che il numero delle vittime sarà altrettanto cospicuo;

AK.  considerando che l'Alto rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini, il Commissario europeo per gli aiuti umanitari e Coordinatore dell'UE per il virus dell'Ebola, Christos Stylianides, il Commissario europeo per la cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica, i deputati al Parlamento europeo, i governi e i deputati degli Stati membri hanno chiesto in più occasioni il rafforzamento dei sistemi sanitari;

AL.  considerando che, nel quadro dell'11° Fondo europeo di sviluppo, il rafforzamento del sistema sanitario e il potenziamento dei servizi idrici e igienico-sanitari sono tra i settori focali solo per la Guinea, ma non per la Liberia e la Sierra Leone;

AM.  considerando che la comunicazione della Commissione sul ruolo dell'UE nella sanità mondiale (COM(2010)0128) presenta una strategia per la sanità mondiale completa e olistica, basata sulle necessità, che ha l'avallo degli Stati membri;

AN.  considerando che non tutti gli Stati hanno attuato appieno il regolamento sanitario internazionale (RSI); e che l'RSI dovrebbe essere riveduto dopo l'esperienza maturata nel corso dell'ultima epidemia di Ebola;

AO.  considerando che si hanno poche conoscenze riguardo alle zoonosi potenzialmente pericolose; e che le pratiche alimentari e agricole, la deforestazione, il commercio di animali o di prodotti animali sono all'origine dell'emergenza e dell'evoluzione di nuove zoonosi come l'influenza aviaria, l'Ebola e l'HIV;

AP.  considerando che l'OMS raccomanda il coordinamento tra il settore della sanità pubblica e quello veterinario;

AQ.  considerando che a novembre 2015 è prevista la visita di una delegazione della commissione per lo sviluppo in Sierra Leone;

1.  critica la lentezza della risposta internazionale nei primi mesi della crisi; sottolinea, tuttavia, la mobilitazione e l'impegno posti in campo dall'Unione europea e dai suoi Stati membri sin dal marzo 2014 per contribuire a contenere la propagazione del virus dell'Ebola; prende atto dell'intensificazione dell'impegno dell'UE e degli Stati membri nei settori dell'aiuto umanitario e dell'aiuto allo sviluppo, della logistica e della ricerca per far fronte alla crisi;

2.  plaude alla messa a punto a tempo di record di un nuovo vaccino, somministrato in Guinea a partire dal 23 marzo 2015, che si è dimostrato efficace al 100%, e chiede un accesso urgente e garantito a tale vaccino, che dovrebbe essere alla portata di tutti in Liberia e in Sierra Leone;

3.  ritiene che non si dovrebbe abbassare la guardia nei confronti di taluni nuovi casi di Ebola per i quali non è ancora stato accertato il modo di trasmissione;

4.  invita tutte le parti interessate, nella fattispecie i governi dei paesi in via di sviluppo, le istituzioni europee e le organizzazioni internazionali, a trarre insegnamenti dalla crisi, anche dagli effetti negativi che le condizionalità legate agli strumenti di adeguamento strutturale dell'FMI e della Banca mondiale hanno avuto sul settore sanitario nei paesi in via di sviluppo, e a mettere a punto metodi efficaci per la gestione delle crisi sanitarie di portata internazionale;

5.  prende atto, a tale riguardo, della riforma annunciata il 18 maggio 2015 dal direttore dell'OMS, in particolare con riferimento alla creazione di un nuovo programma d'emergenza e di una riserva mondiale di personale da poter dispiegare rapidamente sul campo, nonché all'istituzione di un nuovo fondo di riserva di 100 milioni di dollari USA destinato specificamente alle emergenze; si compiace dell'impegno assunto di aumentare del 10 % entro due anni il bilancio dell'OMS, in modo da portarlo a 4,5 miliardi di dollari USA;

6.  invita la comunità internazionale a promuovere campagne informative ed educative nei paesi interessati; sottolinea l'importanza capitale delle campagne di prevenzione e d'informazione nella gestione della crisi, in particolare per limitare la contaminazione e per accrescere la consapevolezza in merito alle pratiche rischiose da evitare; pone l'accento sull'importanza di mezzi alternativi per la diffusione delle informazioni;

7.  sottolinea energicamente l'importanza di contrastare le crescenti tensioni tra i diversi gruppi dovute allo scoppio dell'epidemia di Ebola, poiché potrebbero nascere miti in base ai quali alcuni gruppi etnici si vedrebbero addossata la responsabilità dell'epidemia;

8.  ritiene che la risposta a lungo termine dell'UE, una volta conclusasi la fase dell'assistenza emergenziale, debba posizionarsi innanzitutto sul piano dell'aiuto allo sviluppo – che dovrà comprendere investimenti nel settore della sanità per promuovere la resilienza, in particolare per quanto concerne l'organizzazione e la gestione dei sistemi sanitari, il monitoraggio e l'informazione sanitari, i sistemi di approvvigionamento dei medicinali, la governance interna e il consolidamento dello Stato – e quindi sul piano dell'indispensabile aiuto alla ripresa economica dei tre paesi;

9.  invita le autorità a tenere conto degli insegnamenti tratti in relazione al fenomeno della stigmatizzazione sociale e a metterli in pratica in crisi umanitarie analoghe che potrebbero presentarsi;

10.  ricorda l'importanza della prevenzione dei conflitti, giacché conflitti e fragilità hanno ripercussioni estremamente negative sui sistemi sanitari;

11.  chiede l'istituzione di una struttura europea permanente di azione rapida che includa esperti, personale di sostegno in laboratorio, epidemiologi e attrezzature logistiche, comprensive di laboratori mobili, che possano essere dispiegate in tempi il più possibile brevi; richiama l'attenzione, in particolare, sul contributo che l'Unione potrebbe fornire nell'ambito del "depistaggio alle frontiere", terrestri e marittime, così come sul fatto che l'Unione potrebbe cercare di emulare il livello di eccellenza raggiunto dalle autorità sanitarie statunitensi nel depistaggio effettuato negli aeroporti, traendone altresì beneficio;

12.  invita inoltre l'Unione europea a sostenere la costituzione di una rete di punti di controllo nei paesi in via di sviluppo per permettere di identificare quanto più rapidamente possibile i nuovi casi di malattie infettive con potenziale pandemico, al fine di creare una rete sentinella nel territorio di questi paesi;

13.  riconosce la necessità di sostenere la nascita di forme di cooperazione in materia di formazione del personale medico tra l'Unione europea e i suoi Stati membri e i paesi in via di sviluppo, in particolare quelli dell'Africa occidentale;

14.  sottolinea l'importanza di rafforzare i sistemi di protezione e di evacuazione rapida degli operatori sanitari internazionali;

15.  deplora il fatto che gli adeguamenti e le riforme attuati in passato e la mancanza di equità delle politiche di sviluppo abbiano contribuito all'inefficacia dei sistemi sanitari; esorta la Commissione ad aiutare i tre paesi colpiti a sviluppare i propri sistemi sanitari pubblici affinché siano in grado di rispondere alle esigenze sanitarie di base e di dotarsi delle infrastrutture necessarie per garantire che tutti i loro cittadini abbiano accesso alla sanità pubblica; ritiene, in particolare, che per costruire un sistema sanitario resiliente sul lungo periodo si debba, tra l'altro: (i) investire nei servizi sanitari pubblici di base, (ii) garantire un'assistenza sicura e di qualità aumentando le risorse destinate alla formazione, alla supervisione e all'adeguata retribuzione degli operatori sanitari, nonché assicurando l'accesso a farmaci sicuri, (iii) coinvolgere le comunità e i portatori d'interessi locali nella risposta alla crisi e nella pianificazione dello sviluppo; invita i donatori internazionali a potenziare l'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) a favore di detti paesi attraverso l'impiego di sistemi per paese, come il sostegno al bilancio; invita la Commissione a definire, in cooperazione con i paesi partner, l'OMS, la Banca mondiale e altri donatori, piani sanitari e procedure di monitoraggio coerenti basati sulle necessità;

16.  sottolinea che le risposte dovrebbero affrontare il problema delle disparità di fondo in termini di rappresentanza delle donne, accesso alla sanità e ai servizi e distruzione dei mezzi di sussistenza; pone segnatamente l'accento sulla necessità di offrire servizi di base e assistenza sanitaria di qualità, con particolare attenzione per l'assistenza alle madri e i servizi ostetrici e ginecologici;

17.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione sul ruolo dell'Unione europea nella sanità mondiale (COM(2010)0128) e la sua visione olistica di sistemi sanitari globali, il suo approccio orizzontale e il suo impegno a favore di una copertura sanitaria universale; incoraggia la Commissione a rivedere tale comunicazione alla luce delle nuove conoscenze acquisite durante la crisi dell'Ebola, mantenendo l'approccio globale e orizzontale, e a presentare e attuare con tempestività un programma d'azione;

18.  sottolinea, in generale, la necessità che i paesi in via di sviluppo conferiscano priorità, a livello del bilancio, allo sviluppo di solidi sistemi pubblici nel campo della sicurezza sociale e della sanità, alla costruzione di un numero sufficiente di infrastrutture sanitarie sostenibili e adeguatamente attrezzate (in particolare laboratori e servizi igienico-sanitari) e all'offerta di servizi di base e di assistenza sanitaria di qualità; sottolinea la necessità che gli operatori sanitari siano in numero adeguato rispetto alla popolazione e invita i governi dei paesi interessati a garantire che siano retribuiti e che il denaro destinato alla sanità arrivi alle persone; riconosce, tuttavia, che crisi come quella attuale non possono essere risolte dai soli sistemi sanitari, ma che occorre un approccio globale che abbracci diversi ambiti, come l'istruzione e la formazione, l'igiene, la sicurezza alimentare e l'acqua potabile, per affrontare le carenze critiche in tutti i servizi essenziali; sottolinea al tempo stesso che un'istruzione che copra anche la dimensione culturale e le credenze è a sua volta essenziale per la ripresa;

19.  ricorda che gli investimenti nel settore sanitario rappresentano un importante vettore di crescita economica e contribuiscono a ridurre la povertà nei paesi in via di sviluppo; si compiace dell'integrazione dell'obiettivo 3, "Garantire una vita in buona salute e promuovere il benessere di tutti a ogni età", nella proposta sui futuri obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS);

20.  sottolinea che i programmi a lungo termine preventivati, necessari per costruire sistemi sanitari resilienti e globali, devono includere anche un adeguato numero di operatori sanitari opportunamente formati, l'accesso a forniture mediche sufficienti e solidi sistemi d'informazione sanitaria;

21.  chiede il potenziamento delle infrastrutture di ricerca mediante la creazione di un centro regionale pubblico di ricerca sulle malattie infettive in Africa occidentale e lo sviluppo di forme di cooperazione inter-universitaria che coinvolgano l'Unione europea e i suoi Stati membri;

22.  pone l'accento sulla necessità di affrontare la diseguaglianza sociale per costruire un sistema sanitario pubblico resiliente e sostenibile; appoggia, a tale fine, l'introduzione di una copertura sanitaria universale gratuita per l'utente finanziata con fondi pubblici ed esorta la Commissione, unitamente ai paesi partner e agli altri donatori, a presentare quanto prima un programma per l'introduzione di una copertura sanitaria universale che garantisca la mutualizzazione dei rischi sanitari;

23.  invita tutti i paesi a impegnarsi a favore della copertura sanitaria universale e a elaborare un piano che individui le risorse nazionali e i potenziali finanziamenti internazionali funzionali al conseguimento di tale obiettivo; appoggia l'obiettivo di aumentare la spesa per l'assistenza sanitaria in tutti i paesi portandola al livello minimo riconosciuto di 86 USD per persona per i servizi sanitari essenziali;

24.  valuta positivamente la conferenza internazionale di alto livello sull'Ebola, tenutasi il 3 marzo 2015 sotto l'egida dell'UE e dei principali partner, con l'obiettivo di eradicare l'Ebola, ma anche di valutare le conseguenze nei paesi colpiti per assicurare che l'aiuto allo sviluppo si aggiunga agli sforzi umanitari;

25.  appoggia l'idea di istituire un "piano Marshall" per contribuire a riavviare l'economia di questi paesi; suggerisce di offrire assistenza tecnica all'amministrazione per potenziarne le capacità e fare in modo che il denaro arrivi alle persone e non si perda nei rivoli della corruzione o sia usato per altre finalità;

26.  accoglie favorevolmente gli sforzi internazionali volti ad alleviare gli obblighi internazionali in materia di debito dei paesi colpiti dal virus dell'Ebola;

27.  ritiene che i partenariati tra l'Unione europea e la zona colpita dalla crisi saranno efficaci soltanto se Liberia, Guinea e Sierra Leone saranno in grado di divenire quanto prima artefici diretti del loro sviluppo;

28.  ritiene che occorra riesaminare la programmazione dell'11° Fondo europeo di sviluppo (FES) per garantire che gli investimenti nel campo della sanità e del buon governo divengano una priorità per tutti i paesi dotati di infrastrutture pubbliche fragili; esprime preoccupazione per il fatto che la salute, l'acqua e i servizi igienico-sanitari non figurano tra i settori focali dei programmi indicativi nazionali della Liberia e della Sierra Leone; invita la Commissione a porre in essere meccanismi per monitorare più da vicino gli aiuti;

29.  ritiene che la revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale (QFP) non potrà più ignorare il rischio insito nel sottofinanziamento strutturale dell'azione umanitaria dell'Unione europea;

30.  si congratula con gli operatori umanitari e il personale medico presenti sul posto che, rischiando la propria vita, si sono impegnati per contenere questa grave crisi sanitaria;

31.  si congratula con la missione delle Nazioni Unite per l'emergenza Ebola (UNMEER), le organizzazioni partner e le organizzazioni umanitarie non governative, tra cui Medici senza frontiere e la Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, Emergency e altre ancora, per il lavoro svolto sul campo e valuta molto positivamente il loro ampio apporto e contributo ai fini del controllo dell'epidemia; deplora i casi di trattamento inappropriato del personale medico e di altro tipo impegnato nella lotta contro l'epidemia di Ebola dopo il loro rientro dall'Africa;

32.  ritiene che, in linea di principio, l'accesso ai farmaci non dovrebbe più dipendere dal potere d'acquisto dei pazienti, ma rispondere alle esigenze del malato, e che le forze di mercato non dovrebbero essere le sole a decidere quali farmaci produrre;

33.  invita l'Unione europea e i suoi Stati membri a onorare il principio unionale della coerenza delle politiche per lo sviluppo, sancito all'articolo 208 TFUE, attraverso la promozione di politiche giuste ed eque in materia di scambi internazionali, innovazione e ricerca medica che favoriscano e facilitino l'accesso universale ai farmaci;

34.  invita la Commissione a esplorare modelli alternativi a quelli basati sui monopoli dei brevetti per lo sviluppo di farmaci o vaccini prodotti nel quadro di partenariati pubblico-privato, come l'iniziativa sui medicinali innovativi, che possono garantire l'accessibilità ai trattamenti per i malati, la sostenibilità dei bilanci dell'assistenza sanitaria e una risposta efficace a crisi come quella causata dal virus dell'Ebola o da minacce simili;

35.  sottolinea l'importanza di rafforzare le capacità della ricerca epidemiologica su scala mondiale, di sviluppare "test rapidi" e di garantire l'accesso ai vaccini; si compiace, a tal proposito, del fatto che per combattere il virus dell'Ebola siano stati mobilitati molti fondi europei destinati alla ricerca, in particolare tramite l'iniziativa sui medicinali innovativi, il programma Orizzonte 2020 e il programma di partenariato Europa-paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (EDCTP); pone in evidenza che il fatto i vaccini, per quanto benaccetti, non sono molto probabilmente idonei a eradicare l'Ebola, dal momento che il virus sta mutando; sottolinea pertanto che, a livello di finanziamenti, va accordata priorità al rafforzamento del sistema sanitario nel suo complesso, all'igiene, al contenimento, alla possibilità di eseguire test rapidi affidabili in ambiente tropicale e ai medicinali volti a contrastare il virus e i sintomi da esso causati;

36.  esorta tutte le parti interessate a promuovere la formazione civica in materia di salute ponendo l'accento sulla questione delle usanze tradizionali incompatibili con la lotta alla propagazione delle epidemie;

37.  sottolinea che l'UE dovrebbe promuovere un finanziamento equo ed efficace della ricerca che giovi alla salute di tutti e garantisca che innovazioni e interventi si traducano in soluzioni accessibili e dal costo abbordabile; ribadisce, in particolare, che è opportuno esplorare modelli che dissocino il costo delle attività di ricerca e sviluppo dai prezzi dei medicinali, comprese le possibilità di trasferimento di tecnologia verso i paesi in via di sviluppo;

38.  ribadisce la necessità di investire nelle malattie trascurate; invita, in tale contesto, la Commissione a proseguire il dibattito in materia e a prevedere modalità per una cooperazione pubblico-privato di ampia portata tesa a rafforzare i sistemi sanitari nazionali e ad agevolare il trasferimento dei risultati alla popolazione interessata, a condizione che siano introdotte misure di salvaguardia per impedire che il partenariato pubblico-privato danneggi le persone vulnerabili in un mercato non regolamentato; plaude, a tale proposito, al fatto che, per fare fronte all'urgente necessità di intraprendere ricerche su nuove terapie, l'UE abbia messo a disposizione 138 milioni di EUR per progetti finalizzati a mettere a punto sperimentazioni cliniche per nuovi vaccini, test diagnostici rapidi e trattamenti nel quadro di Orizzonte 2020 e dell'iniziativa sui medicinali innovativi; elogia l'industria farmaceutica europea, che ha impegnato a sua volta importanti risorse per sostenere gli sforzi di ricerca;

39.  sottolinea che Ebola e altre epidemie rappresentano minacce transnazionali che richiedono una cooperazione internazionale; invita l'OMS a rivedere il regolamento sanitario internazionale (RSI) per inserirvi l'idea di responsabilità interdipendente e il sostegno finanziario, anche per affrontare le cause alla radice;

40.  accoglie con favore, alla luce dell'approssimata attuazione dell'RSI e della mancanza di sorveglianza epidemiologica, il programma francese RIPOST "Réseau d'Instituts de santé Publique d'Afrique de l'Ouest" (Rete degli istituti di sanità pubblica dell'Africa occidentale);

41.  sottolinea che ora l'epidemia sta scemando, ma che il virus rimane nelle gonadi per mesi dopo la guarigione, e che è pertanto necessario predisporre servizi di consulenza sessuale e pianificazione familiare nel quadro delle misure relative al sistema sanitario e all'istruzione;

42.  sottolinea la crescente probabilità di una crisi alimentare successiva all'epidemia, poiché quest'ultima è dilagata in modo particolare i piccoli agricoltori; invita gli Stati membri, la Commissione e la comunità internazionale a investire nel loro sviluppo a lungo termine per garantire che le famiglie contadine e la sicurezza alimentare futura dell'Africa occidentale non siano a rischio;

43.  chiede alla sua commissione competente di seguire da vicino le misure adottate per la gestione della crisi, in stretta collaborazione con il coordinatore dell'Unione per l'Ebola e alla luce della missione del Parlamento europeo in Sierra Leone, prima di presentare una valutazione definitiva basata su criteri ben definiti;

44.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti dei paesi dell'Unione africana, al Segretario generale delle Nazioni Unite e all'Organizzazione mondiale della sanità.

(1) Testi approvati, P8_TA(2014)0026.
(2) Ad esempio le usanze che vietano di bruciare i morti.

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