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Procedura : 2014/2214(INI)
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Ciclo del documento : A8-0279/2015

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A8-0279/2015

Discussioni :

PV 27/10/2015 - 14
CRE 27/10/2015 - 14

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PV 28/10/2015 - 7.9
CRE 28/10/2015 - 7.9
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P8_TA(2015)0383

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Mercoledì 28 ottobre 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica
P8_TA(2015)0383A8-0279/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 28 ottobre 2015 su una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (2014/2214(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti la comunicazione della Commissione relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica (COM(2014)0357) nonché il piano d'azione e il documento analitico di supporto correlati,

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(1) ("regolamento recante disposizioni comuni – RDC"),

–  visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(2),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 23 ottobre 2014 sulla strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica,

–  viste la relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sul valore aggiunto delle strategie macroregionali (COM(2013)0468) e le pertinenti conclusioni del Consiglio del 22 ottobre 2013,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, dell'11 settembre 2014, in merito alla comunicazione della Commissione relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica (COM(2014)0357) e sul tema "La strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica: ricerca, sviluppo e innovazione nelle PMI" (parere esplorativo della presidenza italiana dell'UE),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 21 gennaio 2014, in merito alla strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) (parere esplorativo),

–  visto il parere del Comitato delle regioni, del 26 giugno 2014, in merito alla strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR),

–  visto il parere d'iniziativa del Comitato delle regioni, dell'11 ottobre 2011, dal titolo "La cooperazione territoriale nel bacino del Mediterraneo attraverso la macroregione adriatico-ionica",

–  vista la sua risoluzione del 3 luglio 2012 sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo(3),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Una strategia marittima per il Mare Adriatico e il Mar Ionio" (COM(2012)0713),

–  vista la relazione della Commissione sulla governance delle strategie macroregionali (COM(2014)0284),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 26 gennaio 2011, dal titolo "Il contributo della politica regionale alla crescita sostenibile nel contesto della strategia Europa 2020" (COM(2011)0017),

–  vista la direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati,

–  vista la direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente,

–  vista la decisione n. 2005/370/CE del Consiglio, del 17 febbraio 2005, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (convenzione di Aarhus),

–  vista la dichiarazione di Ancona, adottata in occasione della Conferenza per lo sviluppo e la sicurezza dell'Adriatico e dello Ionio del 19 e 20 maggio 2000,

–  viste la Conferenza istitutiva dell'Euroregione adriatico-ionica, tenutasi a Pola il 30 giugno 2006, e la Dichiarazione di promozione dell'iniziativa per l'adozione della Strategia per l'Adriatico, adottata in occasione dell'Assemblea dell'Euroregione adriatico-ionica tenutasi il 22 ottobre 2009 a Spalato,

–  visto lo studio del gennaio 2015 a cura della sua Direzione generale delle Politiche interne (Dipartimento B: politiche strutturali e di coesione) dal titolo "Il nuovo ruolo delle macroregioni nella cooperazione territoriale europea",

–  visto lo studio del giugno 2015 a cura della sua Direzione generale delle Politiche interne (Dipartimento B: politiche strutturali e di coesione) dal titolo "Regione adriatica e ionica: analisi e valutazione socioeconomiche dei collegamenti nel settore dei trasporti e dell'energia",

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per la pesca (A8-0279/2015),

A.  considerando che le strategie macroregionali costituiscono un nuovo modello di governance multilivello in cui il coinvolgimento delle parti interessate in rappresentanza dei livelli europeo, nazionale, regionale e locale, incluse le parti economiche e sociali e le organizzazioni della società civile, nonché la complementarietà delle varie politiche e dei diversi programmi sono fondamentali nell'ottica di un'attuazione efficace e del conseguimento degli obiettivi; che gli enti regionali e locali svolgono un ruolo da protagonisti nella promozione della democrazia, del decentramento e di una maggiore autonomia locale e regionale;

B.  considerando che le strategie già attuate per le regioni del Mar Baltico e del Danubio hanno offerto vantaggi tangibili alle regioni interessate, hanno confermato il successo dei meccanismi di cooperazione dell'UE e hanno permesso di maturare utili esperienze per elaborare nuove strategie macroregionali;

C.  considerando che le regioni mostrano un crescente interesse nei confronti di questa forma innovativa di cooperazione regionale e del relativo modello di governance; che ultimamente ciò ha riguardato in particolare regioni montane come quelle dei Carpazi e delle Alpi, dove la presenza di vincoli naturali esige una specifica politica regionale;

D.  considerando che una strategia macroregionale, in quanto quadro integrato approvato dal Consiglio europeo e relativo a Stati membri e paesi terzi nella stessa area geografica, costituisce una strategia dell'Unione europea;

E.  considerando che vi sono grandi differenze socioeconomiche tra i paesi coinvolti nella strategia in esame, in particolare tra gli Stati che sono membri dell'UE e quelli che non lo sono;

F.  considerando che l'adozione di una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) è frutto del rinnovato interesse dimostrato dai paesi della regione adriatica e ionica per la cooperazione e la definizione di azioni comuni per far fronte alle sfide sfruttando il potenziale in tutta la regione, nonché dei loro continui sforzi intesi a realizzare sinergie;

G.  considerando che le strategie macroregionali possono essere considerate uno strumento ai fini dell'integrazione europea e di una maggiore coesione territoriale, che si basa sulla cooperazione volontaria tra gli Stati membri e i paesi vicini per rispondere alle sfide comuni; che l'EUSAIR è una nuova forma di cooperazione regionale che può assistere i paesi partecipanti candidati e potenziali candidati nel loro percorso verso l'UE, e costituisce un'importante componente della più ampia politica dell'UE relativa al Mediterraneo, espressa nel quadro dell'Unione per il Mediterraneo; che l'EUSAIR, quale parte della politica regionale dell'UE, è uno strumento dedicato alla promozione della coesione economica e sociale, i cui obiettivi principali sono la riduzione delle disparità tra le regioni, la promozione di una reale convergenza e l'incoraggiamento della crescita e dell'occupazione;

H.  considerando che, per la sua conformazione semi-chiusa, il Mare Adriatico è particolarmente vulnerabile all'inquinamento e presenta peculiari caratteristiche idrografiche, come profondità e profili costieri che variano notevolmente dal nord al sud della regione; che gli stock ittici sono condivisi tra tutti gli Stati costieri, il che ne mette sotto forte pressione la rigenerazione; che gli interventi previsti nel futuro regolamento quadro sulle misure tecniche nella PCP riformata dovrebbero essere concepiti a livello regionale e ad hoc per le specificità di questa zona e delle relative risorse marine e attività di pesca;

Osservazioni generali

1.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica nonché il piano d'azione correlato; ritiene che si tratti di una tappa essenziale per lo sviluppo di questa regione dell'Europa; sottolinea che l'EUSAIR è stata istituita per conferire un valore aggiunto agli interventi delle autorità UE, nazionali o regionali o del settore privato, in modo da rafforzare considerevolmente il funzionamento della macroregione; pone l'accento sulle prospettive della strategia per i paesi candidati e potenziali candidati della regione; sottolinea l'importanza di fondare la strategia sui principi di integrazione, coordinamento, cooperazione e partenariato; ribadisce l'importanza del principio dei "tre no" (no a nuove norme, no a nuove istituzioni e no a nuovi fondi), dal momento che le macroregioni sono strutture per iniziative di cooperazione che si basano sulle sinergie risultanti dall'articolazione dei diversi strumenti politici dell'UE, inclusi i fondi SIE;

2.  si compiace degli sforzi profusi da tutte le parti interessate nella creazione di un'architettura istituzionale per l'attuazione dell'EUSAIR all'interno del quadro istituzionale esistente; incoraggia tutti i soggetti interessati a livello nazionale, regionale e locale ad assumere la piena titolarità dell'attuazione dei progetti oggetto della strategia macroregionale in questione; sottolinea l'importanza di rafforzare la capacità istituzionale e l'efficienza delle amministrazioni pubbliche e dei servizi pubblici, come pure di garantire che ciascun paese partecipante disponga di risorse sufficienti e di personale amministrativo competente espressamente destinati all'attuazione dell'EUSAIR;

3.  sottolinea la necessità di un approccio basato sul territorio per quanto concerne le attività di cooperazione e mette in rilievo il valore aggiunto del modello di governance multilivello che deve sopperire alla mancanza di capacità amministrativa e può essere sfruttato per mettere in comune le risorse nella macroregione; ribadisce, a tale proposito, che occorre includere le autorità locali e regionali negli organismi di gestione politici nonché negli enti operativi, tecnici ed esecutivi della strategia, mantenendo nel contempo il ruolo della Commissione nel processo di coordinamento; sottolinea che lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) può mobilitare e coinvolgere i soggetti locali nel processo decisionale e contribuire a rafforzare la titolarità dei progetti presso i cittadini;

4.  pone l'accento sull'importanza di un processo trasparente per l'adozione, il monitoraggio e la valutazione della strategia, nonché dell'apertura e dell'inclusività nei confronti della società civile e di tutte le parti interessate; mette in evidenza che la comunicazione e la sensibilizzazione quali elementi trasversali comuni a tutti i pilastri sono essenziali ai fini della partecipazione dei soggetti interessati al processo decisionale e dell'approvazione da parte dell'opinione pubblica; incoraggia gli Stati membri a far sì che la strategia abbia un'adeguata visibilità a livello nazionale, regionale e locale, a sviluppare un'adeguata comunicazione sugli obiettivi e sui risultati della strategia e a promuovere il coordinamento e lo scambio di buone pratiche con altre strategie macroregionali già esistenti e future;

5.  sottolinea la necessità che i paesi terzi armonizzino la loro normativa con lo specifico acquis settoriale relativo alla strategia, così da garantire il conseguimento degli obiettivi dell'UE nonché la loro attuazione regolare, legale e tempestiva sulla base delle norme e della legislazione dell'Unione; incoraggia tutti i paesi partecipanti a istituire gruppi di riflessione e a organizzare incontri regolari per scambiare le migliori pratiche, onde salvaguardare la procedura e renderla più efficiente;

6.  osserva che il netto calo degli investimenti privati nei paesi della regione, combinato al risanamento di bilancio e alla limitata capacità di investimento nel settore pubblico, potrebbe causare problemi per quanto riguarda il finanziamento dei progetti previsti dalla strategia; invita i paesi partecipanti a mantenere un alto livello di titolarità, di impegno e di leadership, elementi essenziali per la riuscita della strategia;

7.  si compiace del fatto che i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) e lo Strumento di assistenza preadesione 2014-2020, in particolare il Programma di cooperazione transnazionale Adriatico-Ionico 2014-2020 (ADRION), forniscono notevoli risorse potenziali e un'ampia gamma di strumenti e opzioni tecniche ai fini della strategia; conferma che sono disponibili altri fondi e strumenti pertinenti ai pilastri della strategia, in particolare i programmi Orizzonte 2020 ed Erasmus+ per tutti i pilastri, il meccanismo per collegare l'Europa per il pilastro 2, il programma LIFE per il pilastro 3 e per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ai medesimi, i programmi COSME ed Europa creativa per le PMI per il pilastro 4, nonché il programma INNOVFIN volto a finanziare le innovazioni; incoraggia, per creare una sinergia dei fondi disponibili, la collaborazione tra i comitati di sorveglianza dei programmi di cooperazione territoriale che insistono sulla regione, l'organo direttivo dell'EUSAIR e le autorità di gestione dei fondi SIE; sottolinea che la strategia dovrebbe consentire un uso più efficiente ed efficace degli strumenti e dei fondi esistenti;

8.  invita la Commissione europea e gli enti nazionali, regionali e locali responsabili della preparazione, della gestione e dell'attuazione dei programmi dei programmi SIE a sottolineare l'importanza dei progetti e delle azioni macroregionali;

9.  sottolinea l'importanza di definire, a livello macroregionale, la struttura di attuazione e i meccanismi di coordinamento per facilitare la cooperazione, anche attraverso la pianificazione congiunta, l'allineamento delle opportunità di finanziamento e un approccio dal basso verso l'alto; pone l'accento sulla necessità di allineare i programmi operativi nazionali e regionali agli obiettivi della strategia includendo, ove possibile, l'incorporamento della strategia EUSAIR nei programmi; reputa fondamentale coordinare e armonizzare le iniziative, le proposte e i progetti che riguardano la regione adriatico-ionica;

10.  incoraggia la Commissione, la Banca europea per gli investimenti (BEI) e i paesi partecipanti a sfruttare appieno le possibilità offerte dal nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nell'ottica di finanziare progetti nella regione in grado di creare valore aggiunto, promuovere lo sviluppo sostenibile e la coesione economica e sociale, stimolare la crescita e incrementare l'occupazione a livello macroregionale, nonché contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020; incoraggia in tale contesto l'attribuzione di "punti bonus" ai progetti macroregionali nella fase di selezione dei progetti, in ragione della loro intrinseca natura transnazionale;

11.  segnala che non esistono fondi specifici assegnati esclusivamente all'attuazione delle strategie macroregionali e che una forte volontà politica, il partenariato e il coordinamento tra i paesi sono condizioni imprescindibili per il successo; invita pertanto i paesi della regione a riunire, nel quadro della BEI, i fondi (SIE, IPA e FEIS) e i contributi nazionali in una piattaforma finanziaria e di investimento per sostenere il finanziamento dei progetti che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla strategia; chiede la creazione di una riserva di progetti, trasparente e disponibile al pubblico, per la regione adriatica e ionica, in grado di dare visibilità alle esigenze di investimento e ai progetti attuali e potenziali al fine di incoraggiare gli investitori a investire in tali progetti;

12.  esorta le parti interessate a scambiare le migliori pratiche, a basarsi sulle esperienze acquisite, a individuare le strozzature nel processo di attuazione di altre strategie macroregionali dell'UE e a rafforzare la cooperazione con le loro controparti, ad esempio quelle provenienti dalle macroregioni del Mar Baltico, del bacino del Danubio e delle Alpi;

13.  invita la Commissione a eliminare gli ostacoli amministrativi e non finanziari che spesso scoraggiano gli investitori dall'investire in simili progetti;

14.  ritiene che occorra trovare un modo per coinvolgere i paesi non inclusi nella strategia e vicini alla regione dal punto di vista geografico ed economico, perlomeno sulla base di progetti individuali e specifici; sottolinea al riguardo l'importanza della cooperazione transfrontaliera e transnazionale nel quadro della politica di coesione e invita le regioni e gli Stati membri interessati ad avvalersi delle migliori pratiche esistenti in tale settore;

15.  fa presente il forte impatto della crisi economica sulla regione e mette in rilievo la necessità di effettuare valutazioni periodiche delle strategie elaborate ai fini della ripresa economica; segnala che i paesi nella regione presentano livelli di sviluppo differenti e hanno esigenze diverse; invita la Commissione a sottolineare l'importanza della creazione di condizioni atte a ridurre le disparità socioeconomiche tra i paesi; sostiene le riforme nei paesi meno avanzati e incoraggia lo scambio di conoscenza, esperienze e pratiche in tale contesto;

16.  segnala che occorre incoraggiare, rilanciare e approfondire la cooperazione nel campo della cultura, della scienza e dell'istruzione, anche migliorando le opportunità di mobilità accademica degli studenti e del personale universitario; sottolinea che la scienza e l'innovazione sono condizioni imprescindibili per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile; pone l'accento sull'interdipendenza tra la cooperazione scientifica e culturale, da un lato, e la crescita delle dinamiche economiche e il livello di diversità e sostenibilità del turismo nella regione, dall'altro;

17.  plaude al fatto che il Parlamento europeo sia rappresentato negli organi direttivi dell'EUSAIR; invita la Commissione a valutare gli sforzi comuni dei paesi della regione (Stati membri e non membri dell'UE) e l'effettiva partecipazione delle autorità locali e regionali al conseguimento degli obiettivi della strategia;

18.  fa riferimento ai precedenti stabiliti nel contesto di altre strategie macroregionali dell'UE e chiede, nel quadro dei progetti pilota e delle azioni preparatorie, che venga fornito sostegno alle diverse tipologie di azioni, dagli studi al capitale di avviamento per la preparazione di progetti in diversi settori prioritari;

19.  ritiene imprescindibile che, nella fase di implementazione della strategia, i suoi principi generali, e in particolare le istanze relative alla protezione dell'ambiente e alla valorizzazione delle risorse naturali, vengano tenuti nella dovuta considerazione in tutti e quattro i pilastri, anche al fine di avere un approccio olistico alle complesse e variegate sfide della macroregione;

20.  sottolinea che occorre prestare particolare attenzione alle zone di cui all'articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come quelle insulari, di montagna e rurali, al fine di identificare e sfruttare il loro specifico potenziale, specialmente nel settore turistico, rispettando nel contempo le aree di intervento e le priorità identificate dalla presente relazione; invita inoltre la Commissione a proporre un Anno europeo delle regioni insulari e di montagna;

21.  ritiene necessario trovare soluzioni che consentano ai paesi partecipanti di includere altri importanti pilastri che potrebbero apportare vantaggi in termini di sviluppo per l'area, come ad esempio l'agricoltura, in considerazione della specificità delle condizioni geoclimatiche, della biodiversità e del potenziale di generare effetti sinergici coordinati così come un'ulteriore crescita; raccomanda una cooperazione e un coordinamento intensi tra le zone dell'entroterra, l'area costiera e le isole, così da creare sinergie tra i progetti per l'energia pulita e la produzione di alimenti sani;

22.  richiama l'attenzione sull'importanza di un'adeguata rendicontazione e valutazione dell'attuazione della strategia; invita in tal senso i paesi partecipanti, insieme alla Commissione, a raccogliere dati di riferimento affidabili e a stabilire obiettivi concreti per ogni pilastro, che saranno valutati su base annuale e messi a disposizione del pubblico;

23.  chiede un approccio europeo globale e integrato alle migrazioni; sottolinea che la regione si trova ad affrontare importanti sfide migratorie e deplora tutte le tragedie nel Mediterraneo; ribadisce che, per rispondere a tali sfide, è essenziale un cambiamento radicale delle politiche in materia d'asilo sotto il profilo della solidarietà tra Stati membri; sottolinea la necessità di esaminare la strategia globale sulla cooperazione con i paesi terzi; deplora l'insufficiente cooperazione fra gli Stati membri dell'UE per quanto concerne le sfide poste dalla migrazione; incoraggia lo scambio di buone pratiche nel settore dell'accoglienza dei migranti ed esorta ad accordare particolare attenzione alle questioni sociali e umanitarie che interessano la regione, in vista di un'eventuale ridefinizione delle priorità dell'EUSAIR in futuro;

24.  si aspetta che venga dato nuovo slancio al rafforzamento della pace e della sicurezza nell'Europa sudorientale;

25.  invita i paesi a procedere a uno scambio di migliori pratiche per quanto riguarda il rispetto dei diritti delle minoranze in modo da applicare le norme più rigorose, considerando che si tratta di un'area particolarmente sensibile alle questioni linguistiche;

26.  sottolinea che, all'interno delle varie fasi di attuazione, occorre garantire ai soggetti economici pubblici e privati, ai soggetti sociali e alle differenti componenti della società civile organizzata un'adeguata formazione mediante un programma ad hoc e un supporto organizzativo e tecnico;

27.  invita la Commissione a presentare ogni due anni al Parlamento e al Consiglio una relazione sull'attuazione dell'EUSAIR, al fine di valutarne il funzionamento e il valore aggiunto in termini di crescita e occupazione, riduzione delle disparità e sviluppo sostenibile;

28.  incoraggia l'adozione di azioni specifiche per valorizzare la dimensione sociale; sottolinea l'importanza di integrare priorità e misure volte a favorire l'inclusione delle persone con disabilità e a prevenire qualsiasi tipo di discriminazione;

Crescita blu

29.  sottolinea che l'unicità della posizione geografica e la specificità della struttura costiera della regione, unite alla ricchezza della sua biodiversità marina, presentano un immenso potenziale in termini di creazione di posti di lavoro "blu" e di sviluppo e crescita innovativi e sostenibili dell'economia, tra cui figurano tecnologie blu, pesca e acquacoltura, nonché una governance e servizi marini e marittimi migliori;

30.  difende l'economia blu quale soluzione alla crisi economica, poiché favorisce la creazione di nuovi posti di lavoro e lo sviluppo economico, in particolare l'occupazione femminile e giovanile nei paesi costieri e insulari; ritiene che la strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica non possa essere attuata senza tenere conto del concetto di economia blu che lega i settori economici relativi ai mari e agli oceani, l'acquacoltura, i trasporti marittimi e fluviali e il turismo alla tutela ambientale;

31.  invita la Commissione e i paesi che partecipano alla strategia a fornire incentivi per attrarre i giovani verso il settore della pesca e dell'acquacoltura nella regione adriatica e ionica e incoraggiarli a intraprendere tali attività;

32.  chiede il coordinamento programmatico e l'armonizzazione degli obiettivi della strategia, come pure progetti comuni, in linea con i valori, i principi e gli obiettivi della politica comune della pesca; incoraggia inoltre a favorire lo sviluppo di un settore della pesca sostenibile e la produzione di alimenti sani e tradizionali; chiede la creazione di gruppi di azione locale per la pesca, che potrebbero rappresentare uno strumento naturale per diversificare tale settore; sottolinea che una pesca e un'acquacoltura sostenibili e redditizie richiedono una partecipazione più intensa da parte dei soggetti interessati alla gestione complessiva, nonché il miglioramento e la diversificazione delle attività di pesca;

33.  è del parere che la crescita blu comprenda attività commerciali e settori molto diversificati e che, per questo, il suo sviluppo necessita di manodopera altamente qualificata in tutti questi settori; invita gli Stati membri che partecipano all'EUSAIR a promuovere i vari settori della crescita blu nei rispettivi programmi di formazione, tenendo conto dei sistemi di apprendimento permanente e della formazione dei dipendenti; sottolinea la complessità delle attività, dei settori e delle discipline dei sistemi socioeconomici interessati dalla crescita blu e ritiene, pertanto, estremamente importante che gli Stati membri che partecipano alla strategia EUSAIR adottino politiche per il mercato del lavoro che permettano di migliorare la capacità di adattamento ai cambiamenti, all'innovazione e alla multidisciplinarietà, di adeguare la formazione del capitale umano e di incrementare il tasso di partecipazione femminile;

34.  sottolinea l'importanza di una maggiore e reale interconnessione fra la strategia Europa 2020 e i tre pilastri, specialmente quello della crescita blu, della strategia EUSAIR sulla base del piano d'azione della Commissione; considera il piano d'azione uno dei risultati dell'approccio della strategia per l'identificazione delle priorità concrete della macroregione; sottolinea che, alla luce di ciò, la scelta di ogni azione o progetto passa per un ampio processo di consultazione dal basso verso l'alto che coinvolge una gamma di soggetti interessati della regione adriatico-ionica in rappresentanza delle autorità nazionali, regionali e locali, delle parti sociali, così come del settore privato, dell'economia sociale, del mondo accademico e della società civile;

35.  incoraggia la creazione di cluster e la cooperazione tra le imprese pubbliche e private, le università, gli istituti di ricerca e altri soggetti interessati del settore marino e marittimo, al fine di stimolare l'innovazione e trarre pieno vantaggio dalle sinergie; ritiene che le azioni previste nell'ambito del pilastro "Crescita blu" debbano basarsi sulle strategie nazionali e regionali di ricerca e innovazione per una specializzazione intelligente, in modo da garantire investimenti più efficaci ed efficienti; invita i paesi e le regioni a partecipare alla piattaforma S3 della Commissione per beneficiare di assistenza nello sviluppo, nell'attuazione e nella revisione delle strategie di specializzazione intelligente; ritiene necessario, in tale contesto, garantire alle PMI un migliore accesso al credito e rafforzare le reti di aziende (cluster) esistenti, attraverso il processo di internazionalizzazione, così da creare nuovi posti di lavoro sostenibili e di qualità;

36.  è favorevole alla creazione di un marchio di qualità comune per i prodotti ittici di alta qualità della regione, al fine di migliorarne la competitività;

37.  sottolinea l'importanza del dialogo sociale e del coinvolgimento dei rappresentanti della società civile nelle attività di rafforzamento delle capacità, assieme alle autorità pubbliche; ritiene che tale obiettivo potrebbe essere raggiunto istituendo una piattaforma permanente a livello macroregionale e regionale in ciascuno Stato membro per rappresentare le parti sociali ed economiche, analogamente a quanto già avvenuto per le università, le camere di commercio e le città;

38.  sottolinea l'importanza della ricerca marina e marittima e di una più intensa cooperazione in questi settori tra i ricercatori e tra gli Stati membri e le regioni che partecipano alla strategia EUSAIR, onde superare il divario esistente fra tali Stati membri e promuovere la competitività delle zone costiere e la creazione a livello locale di posti di lavoro sostenibili e di qualità;

39.  prende atto con preoccupazione del tasso di depauperamento degli stock ittici del Mar Adriatico e del Mar Ionio in conseguenza della pesca eccessiva e della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), nonché di altri rischi significativi per le specie marine in generale; sottolinea che la pesca rappresenta una delle componenti chiave delle economie delle zone costiere e insulari; ritiene pertanto necessario considerare la protezione e la difesa degli stock ittici e degli ecosistemi marini, conformemente al principio del rendimento massimo sostenibile incluso nella politica comune della pesca, un obiettivo di massima importanza della strategia; evidenzia la necessità di favorire, nel periodo di transizione, l'adeguamento ai limiti di pesca mediante sussidi per l'acquisto di nuove attrezzature a titolo del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP); chiede che sia adottato un intervento risolutivo sotto forma di allineamento della legislazione dei paesi terzi in materia di pesca alla normativa dell'UE, condivisione dei dati, piattaforme di monitoraggio e piani di gestione della pesca comuni, come pure che si tenga conto di come sviluppare ulteriormente la sostenibilità del settore dell'acquacoltura, il quale si presta ad essere alimentato con energia rinnovabile;

40.  ricorda che lo sfruttamento a fini commerciali di pesci e molluschi dovrebbe essere mantenuto entro limiti biologici di sicurezza, al fine di conseguire un buono stato ecologico e di salvaguardare la sostenibilità a lungo termine dell'industria della pesca;

41.  chiede alla Commissione di registrare il volume di catture della pesca ricreativa nonché di regolamentare tale attività e assoggettarla, assieme alla pesca professionale, agli obiettivi del rendimento massimo sostenibile;

42.  esorta a condurre ricerche approfondite sugli stock ittici, in particolare per quanto riguarda le specie minacciate di estinzione, e sulla loro interconnessione biologica, poiché la mancanza di dati esatti renderebbe le valutazioni poco chiare e inaffidabili; sollecita la difesa della riproduzione naturale;

43.  invita a esaminare e promuovere progetti aventi l'obiettivo di valutare l'impatto della pesca indiretta (reti fantasma, maglie per mitilicoltura) e delle catture accessorie di specie protette, dal momento che, stando alle stime, nel solo Adriatico vengono pescate accidentalmente oltre 40 000 tartarughe marine; ritiene necessario condurre con urgenza studi sulle modalità di mitigazione del problema (ad esempio sistemi di esclusione delle tartarughe);

44.  sollecita un forte sostegno a favore del settore cantieristico, compreso quello delle imbarcazioni da diporto, puntando sulla sua modernizzazione e specializzazione, al fine di creare occupazione e di rispondere ai requisiti di una crescita sostenibile e competitiva in linea con le tecnologie blu;

45.  chiede di fornire un valido aiuto ai distretti produttivi, ai gemellaggi e alla cooperazione fra distretti di zone diverse della macroregione; incoraggia lo scambio di buone pratiche tra le esperienze più significative del settore e le realtà di altre regioni che intendono adottare lo stesso approccio, al fine di promuovere l'istituzione dei distretti produttivi;

46.  sottolinea l'importanza di sostenere e incoraggiare la pesca sportiva ricreativa e familiare assieme a politiche integrate in materia di pesca e turismo (pesca e pescaturismo, maricoltura), soprattutto nelle isole, in modo da salvaguardare le tradizioni culturali locali e lo stile di vita marittimo degli isolani e delle zone costiere di piccole dimensioni; incoraggia la pesca e l'acquacoltura tradizionali, su scala ridotta e sostenibili, unitamente a un'offerta culinaria diversificata e alla promozione dei mercati ittici locali, quali migliore strategia per garantire la sostenibilità e fornire un aiuto più incisivo alle attività turistiche costiere;

47.  invita la Commissione a favorire e a promuovere il coinvolgimento della pesca e dei lavoratori del settore in progetti come quelli legati al turismo culturale e storico, che comprendano la pesca e la riscoperta della cultura marinara e dei luoghi e dei mestieri della pesca tradizionale;

48.  pone l'accento sull'importanza dell'economia sociale e dell'imprenditoria femminile per il raggiungimento del pilastro della crescita blu e invita gli Stati membri che partecipano alla strategia EUSAIR a promuovere e sostenere la partecipazione delle donne in tutti i settori pertinenti; ricorda il ruolo fondamentale delle piccole e micro imprese nelle regioni e nei territori interessati e chiede agli Stati membri che partecipano alla strategia EUSAIR di mettere in atto politiche attive per la promozione di queste forme di attività economica;

49.  appoggia misure volte a ridurre il rischio idrogeologico e di erosione costiera;

50.  sottolinea l'importanza della ricerca e invita a fornire un forte sostegno ai distretti marini e marittimi;

51.  evidenzia che lo sviluppo dell'acquacoltura e della maricoltura può svolgere un ruolo importante non solo nel recupero della diversità delle specie, ma anche nella crescita economica della regione adriatica e ionica;

52.  invita la Commissione a intensificare lo scambio di buone pratiche, come ad esempio la sostenibilità dei progetti sviluppati dai gruppi di azione costieri;

Collegare la regione

53.  constata che il miglioramento dei collegamenti energetici e dei trasporti fra i paesi partecipanti, come pure fra questi ultimi e i loro vicini, compresi il trasporto marittimo, le connessioni intermodali con l'entroterra e le reti energetiche, sono necessità impellenti della macroregione nonché una condizione imprescindibile per il suo sviluppo economico e sociale; sottolinea l'assenza di collegamenti tra le due sponde dell'Adriatico e il divario in termini di infrastruttura di rete esistente nell'area adriatico-ionica;

54.  chiede che siano forniti incentivi per la creazione di collegamenti sostenibili che riducano i tempi di viaggio, i costi del trasporto e della logistica e le esternalità; invita a realizzare grandi opere strategiche per l'interscambio mare-terra, onde creare opportunità di trasporto intermodale fra paesi, contribuire alla coesione, potenziare la rete generale e ridurre la congestione stradale e, di conseguenza, le emissioni di CO2; richiama l'attenzione sulla necessità di migliorare la dimensione marittima e portuale del cabotaggio, delle autostrade del mare e delle crociere tra le due sponde dell'Adriatico, sia nelle rotte nord-sud che in quelle trasversali est-ovest; mette in evidenza la necessità di un maggiore coordinamento per prevenire la congestione del traffico marittimo e migliorarne la gestione e il controllo;

55.  promuove il ricorso al regolamento concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni generate dal trasporto marittimo (regolamento (UE) 2015/757) ai fini dell'innovazione e dell'introduzione nella macroregione di trasporti marittimi sostenibili grazie all'impiego di motori e carburanti alternativi per la propulsione di navi, onde ridurre le emissioni di gas serra e migliorare l'efficienza energetica del settore dei trasporti;

56.  pone l'accento sull'importanza di collegare le rotte del trasporto marittimo e i porti con altre parti d'Europa, nonché sulla rilevanza delle interconnessioni con i corridoi TEN-T; invita i paesi partecipanti a concentrare i loro sforzi sull'attuazione dei progetti che rientrano nell'attuale rete TEN-T e di altri interventi legati alla proposta di estensione di tale rete all'Europa sud-orientale/Adriatico orientale, i quali permettono di colmare il divario in termini di reti esistente nell'area adriatico-ionica; invita pertanto i paesi interessati a identificare i progetti infrastrutturali prioritari che apportano valore aggiunto regionale ed europeo e consiglia di prestare attenzione, tra l'altro, a quanto segue:

   i) completamento del corridoio baltico-adriatico, incluso il prolungamento dell'intera dorsale ionico-adriatica,
   ii) ampliamento nord-sud del corridoio scandinavo-mediterraneo,
   iii) creazione di un corridoio di trasporto su rotaia Alpi-Balcani occidentali,
   iv) migliore collegamento tra la Penisola iberica, l'Italia centrale e i Balcani occidentali,
   v) creazione di un collegamento su strada nell'area balcanica tra il sistema portuale e i paesi interni e di un'interconnessione con il corridoio Reno-Danubio,
   vi) potenziamento delle strutture portuali per un migliore collegamento delle due sponde dell'Adriatico ed elaborazione di una strategia comune da parte dei consigli di amministrazione dei porti dell'Adriatico settentrionale per garantire un approvvigionamento più completo di merci di importazione all'Europa centrale;

57.  invita a ottimizzare la capacità della rete infrastrutturale esistente, con particolare riferimento ai collegamenti stradali e ferroviari presenti nella macroregione, compresi quelli dell'ultimo miglio; sottolinea la necessità di completare quanto prima l'autostrada adriatico-ionica, la quale darà slancio allo sviluppo economico e sociale della macroregione; rammenta l'importanza dei nuovi corridoi che integreranno autostrade, ferrovie e altre infrastrutture su entrambi i lati dell'area adriatico-ionica; mette in evidenza la necessità di un maggiore coordinamento per prevenire la congestione del traffico marittimo e migliorarne la gestione e il controllo;

58.  chiede lo sviluppo di un'infrastruttura ferroviaria ad alta velocità che interconnetterà la macroregione e consentirà collegamenti migliori con l'UE e all'interno dell'UE; sottolinea l'importanza di migliorare il collegamento su rotaia della regione adriatica e ionica, come pure fra le coste tirreniche e adriatico/ioniche;

59.  invita i paesi partecipanti a migliorare le loro infrastrutture di trasporto marittimo, ferroviario e aereo, a creare autostrade del mare all'interno della macroregione, combinando mezzi di trasporto intermodali soprattutto per il collegamento con l'entroterra, nonché a migliorare la logistica dei trasporti, utilizzando al meglio le tecnologie più avanzate e assicurando sempre un elevato livello di sicurezza e di sostenibilità ambientale; chiede altresì ai paesi partecipanti di valutare la possibilità di migliorare la connettività attraverso strumenti di e-mobility che possano prevedere un servizio di biglietteria elettronica internazionale;

60.  evidenzia l'assenza di un collegamento efficace con le isole; esorta la Commissione e gli Stati membri a favorire connessioni migliori, valutando nuove opzioni coordinate e dal valore aggiunto, ottimizzando l'uso delle rotte per il trasporto di merci e passeggeri e coinvolgendo i soggetti interessati privati e pubblici, in modo da migliorare la qualità della vita, frenare lo spopolamento e permettere di sfruttare le opportunità socioeconomiche nelle zone in questione; sottolinea la necessità di potenziare i collegamenti interni delle isole e le loro infrastrutture di trasporto per una mobilità interna sostenibile; evidenzia altresì la necessità di garantire adeguati programmi nel campo della sanità e dell'istruzione per le popolazioni isolane durante tutto l'anno;

61.  chiede la realizzazione di grandi progetti per mettere a punto collegamenti intermodali sulle isole e auspica, in particolare, che sia fornito un valido sostegno al potenziamento di aeroporti di importanza strategica, sia in termini infrastrutturali che di nuove rotte verso le altre regioni della macroregione;

62.  esorta i paesi partecipanti a proseguire gli sforzi intesi a diversificare le fonti dell'approvvigionamento energetico, processo che non solo migliorerà la sicurezza energetica della macroregione, ma aumenterà anche la concorrenza e contrasterà la povertà energetica, con vantaggi significativi per lo sviluppo economico e sociale della regione; mette in rilievo la necessità di condurre valutazioni approfondite dell'impatto ambientale degli interventi nel settore energetico; sottolinea l'importanza di una pianificazione comune degli investimenti a favore dello sviluppo di terminali di gas naturale liquefatto (GNL) e delle reti di gasdotti mancanti nella macroregione, in modo da contribuire a raggiungere una maggiore indipendenza e sicurezza energetica; incoraggia inoltre l'adozione di misure volte a incrementare l'efficienza energetica e delle risorse per favorire anche la competitività;

63.  incoraggia la creazione di un'infrastruttura energetica in grado di ridurre l'impronta di carbonio, aumentare l'efficienza energetica e garantire la sicurezza energetica della macroregione e non solo; sottolinea altresì l'importanza di sviluppare e promuovere il concetto di città intelligenti, onde aggiungere valore all'attuale infrastruttura energetica generale della macroregione;

64.  riconosce l'elevato potenziale delle fonti di energia rinnovabile sottoutilizzate nella macroregione; invita a sfruttare le fonti rinnovabili disponibili come l'energia solare, eolica, mareomotrice (ove fattibile dal punto di vista tecnico) e del moto ondoso, nell'ambito del mix di produzione energetica; pone l'accento sulla sostenibilità e la competitività di eventuali impianti idroelettrici in tutti i paesi partecipanti; invita questi ultimi a contribuire alla creazione nella macroregione di un mercato efficiente e interconnesso del gas e dell'energia elettrica, che assicuri un equo approvvigionamento di energia a prezzi contenuti e accessibili; sottolinea l'importanza di potenziare le interconnessioni energetiche transfrontaliere, favorendo gli investimenti nel settore dell'energia, quale condizione essenziale dell'integrazione nella rete energetica dell'Unione, come pure di eliminare gli ostacoli agli investimenti transfrontalieri nel suddetto settore;

65.  sostiene la pianificazione comune e gli investimenti nelle infrastrutture energetiche per la produzione e il trasporto di elettricità e gas nella macroregione, in linea con la rete TEN-E, attraverso l'attuazione di progetti concreti contenuti nell'elenco di progetti di interesse europeo nel campo dell'energia;

66.  esprime preoccupazione per il rinnovato impulso all'esplorazione e allo sfruttamento di petrolio e di gas offshore e sulla terraferma, che potrebbero esporre la macroregione al rischio di catastrofi con conseguenze gravissime per l'ambiente, l'economia, compreso il settore della pesca, e la salute pubblica; sottolinea che qualsiasi attività di questo tipo deve rispettare le norme e gli orientamenti dell'Unione in materia di clima ed energie rinnovabili; mette in evidenza che l'Adriatico è un mare chiuso e poco profondo, inadatto a smaltire le sostanze inquinanti e caratterizzato da un turismo fiorente su entrambe le sponde, e che la crescita della macroregione dovrebbe dipendere innanzitutto dal turismo e dalle attività economiche legate alla specificità dell'ambiente e dell'ecosistema; sottolinea la necessità di applicare in modo coerente la legislazione dell'UE e le convenzioni internazionali in materia di sostenibilità ambientale e sicurezza delle attività marittime; chiede la piena attuazione della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino (2008/56/CE) e della direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi (2013/30/UE);

67.  chiede la formulazione di standard europei comuni sulla sicurezza dei trasporti per la macroregione adriatico-ionica;

68.  sottolinea la necessità di promuovere servizi aerei transfrontalieri attraverso la realizzazione di progetti comuni finalizzati a garantire e incrementare i collegamenti all'interno della macroregione;

Qualità ambientale

69.  ricorda la ricchezza degli ecosistemi terrestri, costieri e marini dei paesi partecipanti; constata che il mar Adriatico ospita quasi la metà (49%) di tutte le specie marine mediterranee registrate ed è la subregione del Mediterraneo più singolare in virtù della sua scarsa profondità, dei flussi limitati e dell'ampia influenza dei fiumi; chiede un impegno comune affinché siano adottate tutte le misure possibili, ad esempio l'uso di carburanti puliti per il trasporto marittimo e la logistica, per preservare la biodiversità dell'ambiente marino e gli habitat terrestri transnazionali, nonché per evitare e ridurre l'inquinamento del mare e le altre minacce alla biodiversità costiera e marina; sottolinea l'importanza di proteggere le specie marine e terrestri in pericolo come la foca monaca mediterranea, il proteo, la lince, il grifone e altre specie e invita i paesi partecipanti ad attuare misure proporzionate per conseguire tale obiettivo;

70.  sollecita uno scambio di migliori pratiche tra i paesi partecipanti per quanto riguarda la gestione del patrimonio naturale e culturale, inclusi i siti Natura 2000 e UNESCO, nell'ottica di creare attrazioni turistiche sostenibili;

71.  invita tutti i paesi partecipanti ad unire le forze per procedere alla pianificazione dello spazio marittimo, conformemente alla direttiva 2014/89/UE che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo, e alla gestione integrata delle zone costiere, coinvolgendo varie parti interessate (autorità nazionali, regionali e locali, popolazione locale, comunità di ricerca, ONG, ecc.); ritiene che una corretta governance congiunta dello spazio marittimo fornisca un quadro importante per l'uso sostenibile e trasparente delle risorse marittime e marine;

72.  sottolinea l'importanza di proteggere e preservare i fiumi e i laghi del bacino adriatico-ionico;

73.  sottolinea la necessità di contrastare in modo responsabile l'inquinamento storico e transfrontaliero e di bonificare i siti interessati dalla contaminazione industriale del suolo, delle acque e dell'aria e, eventualmente, dall'inquinamento prodotto dai conflitti militari; appoggia tutte le misure attive che riducano l'inquinamento marino provocato da armi chimiche e convenzionali; è a favore della riduzione dei rifiuti marini, ai fini di una totale eliminazione, in linea con la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, con particolare riferimento all'inquinamento da rifiuti nelle isole adriatiche;

74.  esprime preoccupazione per i danni provocati dai rifiuti di plastica in mare; chiede alla Commissione di sostenere le iniziative volte a raccogliere e riciclare tali rifiuti; sottolinea l'importanza di coinvolgere i pescatori in tale processo;

75.  invita i paesi a sviluppare e attuare piani globali finalizzati al riutilizzo di siti industriali e militari obsoleti; sottolinea che questi siti non solo rappresentano una minaccia per l'ambiente, ma offrono anche un notevole potenziale economico ancora inesplorato;

76.  chiede che si incoraggi la delocalizzazione dell'industria dai centri urbani e dalle zone costiere, così da migliorare la qualità della vita;

77.  insiste affinché vengano utilizzati tutti gli strumenti esistenti per applicare le migliori soluzioni di gestione dei rifiuti e di trattamento delle acque reflue nella regione, in linea con la direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane;

78.  richiama l'attenzione sulle varie catastrofi naturali e provocate dall'uomo che hanno colpito la regione negli ultimi anni; richiama l'attenzione sul problema della deforestazione e altri rischi relativi al cambiamento climatico; sottolinea la necessità di applicare pienamente i principi orizzontali per la gestione del rischio di catastrofi naturali e l'adattamento ai cambiamenti climatici in attuazione del piano d'azione e delle priorità di ogni pilastro; incoraggia la cooperazione tra gli istituti idrometeorologici dei paesi nella gestione dei fenomeni meteorologici estremi, delle conseguenze dei cambiamenti climatici e del rischio di catastrofi; ritiene che l'acqua, l'agricoltura e il turismo siano i settori più vulnerabili ai cambiamenti climatici e incoraggia pertanto la cooperazione tra autorità nazionali al fine di creare un quadro e un meccanismo di sostegno per l'attuazione di misure di adattamento e attenuazione;

79.  sottolinea la necessità di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, segnatamente nel settore del trasporto marittimo;

80.  sottolinea l'esistenza di un problema che riguarda la disparità geografica e temporale nell'accessibilità alle riserve idriche nonché la marcata carenza d'acqua sulle isole e nell'area costiera durante la stagione estiva, quando la domanda d'acqua diventa notevolmente superiore in ragione dell'arrivo di un gran numero di turisti;

81.  sollecita la creazione di un centro regionale per la preparazione alle catastrofi unitamente a un piano di emergenza congiunto per la gestione delle fuoriuscite di petrolio e dei casi di inquinamento su larga scala, al fine di mettere a punto un sistema di allarme rapido inteso a prevenire le catastrofi naturali e quelle provocate da attività industriali, di trasporto o di altro tipo, come ad esempio inondazioni, incendi e attività di sfruttamento nell'Adriatico; sottolinea che il centro dovrebbe essere direttamente collegato al meccanismo di protezione civile dell'UE; sottolinea l'importanza di preservare l'ecosistema e la biodiversità della regione mediante una migliore conoscenza e lo scambio di migliori pratiche;

82.  invita i paesi che non fanno parte dell'Unione europea ad accelerare l'attuazione dell'acquis settoriale (ad esempio la direttiva quadro sulle acque) ai fini della loro futura adesione all'UE;

83.  esorta gli Stati membri a consultare le autorità competenti dei paesi confinanti e delle comunità locali nella macroregione, specialmente per quanto riguarda le attività economiche soggette alla valutazione d'impatto ambientale a norma della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati;

Turismo sostenibile e competitivo

84.  sottolinea l'importanza eccezionale del turismo per l'economia europea e lo sviluppo della coesione sociale nell'UE, specialmente per i paesi del Mediterraneo e per la regione nel suo complesso; sottolinea la necessità di sviluppare nuovi approcci per compensare la stagionalità, che siano coerenti con l'impatto e la sostenibilità del turismo sull'ambiente; chiede un maggiore sostegno finanziario per i progetti nel settore del turismo tramite i fondi SIE e altre fonti;

85.  sollecita il miglioramento urgente dei collegamenti stradali transfrontalieri al fine di migliorare la competitività del turismo, dal momento che la connettività insufficiente causa strozzature del traffico e lunghi ritardi; sottolinea che, ai fini dell'attività turistica, occorre migliorare l'attuale infrastruttura aerea e i collegamenti marittimi tra le due coste dell'Adriatico;

86.  ricorda la necessità di favorire l'utilizzo di scali aeroportuali già esistenti nella macroregione al fine di evitare una concentrazione eccessiva dei passeggeri in pochi hub e di favorire un turismo sostenibile e più equilibrato dal punto di vista dei flussi nei diversi territori;

87.  riconosce il ricco patrimonio culturale e naturale (incluse le attività culturali come il cinema, il teatro e la musica) della regione quale grande punto di forza su cui si fonda il settore del turismo; sottolinea il gran numero di siti tutelati dall'UNESCO e i siti Natura 2000 presenti in tutti i paesi partecipanti; ritiene che, nonostante il significativo contributo apportato all'economia da questo settore, il potenziale turistico non venga ancora sfruttato appieno, soprattutto a causa di cicli stagionali molto marcati e delle carenze a livello di innovazione, sostenibilità, infrastrutture di trasporto, qualità dell'offerta turistica, competenze delle parti interessate e gestione del turismo responsabile; chiede ai paesi partecipanti di adottare politiche atte a garantire un'adeguata offerta di collegamenti e di servizi ricettivi anche al di fuori della stagione estiva, al fine di diversificare i flussi turistici e di assicurare una presenza turistica costante nelle diverse stagioni dell'anno; sottolinea l'importanza dell'integrazione tra turismo e patrimonio naturale, culturale e artistico;

88.  esorta gli Stati membri a promuovere soluzioni di mobilità sostenibile nel settore del turismo, migliorando così la qualità dei servizi turistici e ampliandone la gamma;

89.  riconosce l'importanza dei parchi nazionali e naturali e delle aree protette quale fondamento della futura educazione civica sui temi della tutela ambientale e della lotta al cambiamento climatico;

90.  sottolinea che per un ulteriore sviluppo del turismo nella regione è essenziale una cooperazione fra i paesi; incoraggia l'elaborazione di strategie in materia di turismo per il mare Adriatico e il mar Ionio che si basino sulla sostenibilità e consentano ai paesi di trarre vantaggio dalle sinergie e affrontare le sfide comuni a livello macroregionale; ritiene che sia necessario lavorare di concerto per migliorare il profilo delle destinazioni nella regione adriatico-ionica;

91.  esorta la Commissione, i paesi partecipanti e le autorità locali e regionali ad adottare misure che incentivino le parti interessate a migliorare l'infrastruttura turistica;

92.  sottolinea l'importanza di sostenere le attività culturali e creative e in particolare lo sviluppo e l'integrazione imprenditoriale nei settori della musica, del teatro, della danza, della cinematografia; incentiva l'organizzazione di festival, convention e manifestazioni culturali che promuovano l'integrazione;

93.  richiama l'attenzione sulla necessità di consentire un accesso più agevole all'assistenza e al finanziamento delle PMI, fondamentali per il settore turistico; esorta le parti interessate della regione a partecipare alla rete Enterprise Europe al fine di condividere esperienze, fare rete e reperire partner transfrontalieri;

94.  sottolinea l'importanza dei processi di Smart Specialisation e Smart Communities attraverso la valorizzazione di piattaforme di innovazione esistenti, tra cui la creazione di un distretto della creatività di area adriatico-ionica;

95.  sostiene lo sviluppo di un'offerta turistica diversificata che comprenda parchi e itinerari turistici tematici, il turismo culturale, rurale, sanitario, medico, nautico, enogastronomico, congressuale e quello sportivo, inclusi ciclismo, golf, immersioni subacquee, escursionismo, sci, alpinismo e sport all'aperto, allo scopo di promuovere il turismo tutto l'anno e migliorare la competitività delle destinazioni turistiche, basandosi sulla sostenibilità; sostiene lo sviluppo del turismo rurale per ridurre la pressione sui centri turistici principali e sulla stretta zona costiera, contribuendo a superare il problema della stagionalità; sostiene l'espansione delle attività turistiche verso l'entroterra, creando al contempo prodotti turistici integrati che includano le attrazioni principali delle capitali della macroregione;

96.  sottolinea l'importanza della coerenza tra l'infrastruttura e la gestione del turismo nonché la necessità di migliorare la qualità e la diversità dei servizi e delle offerte, tenendo conto delle specificità della regione; insiste inoltre sull'importanza di promuovere e di mantenere le tradizioni locali e regionali;

97.  sottolinea l'importanza di valutare percorsi e modelli imprenditoriali alternativi, collegando meglio l'offerta di crociere alla popolazione e ai prodotti locali, così da gestire in modo più efficace l'insostenibile congestione e sfruttare meglio il pieno potenziale della zona, con vantaggi economici più duraturi per le economie locali; riconosce l'importanza di sviluppare e assegnare un marchio alle rotte turistiche macroregionali, grazie alla mappatura e all'ulteriore promozione delle rotte esistenti;

98.  sostiene la valorizzazione a fini turistici di cluster di prodotti maggiormente rappresentativi dell'area e la definizione di programmi di promo-commercializzazione;

99.  sottolinea la necessità di una reale intermodalità dei trasporti, caratterizzata da una rete articolata con servizi e aree di interscambio, al fine di sviluppare un turismo ecocompatibile e di qualità;

100.  promuove la creazione di una Carta adriatico-ionica che promuova il turismo sostenibile attraverso la definizione di criteri, principi e linee guida, attraverso l'implementazione dell'ETIS (European Tourism Indicator System) che permetta la valutazione delle performance delle destinazioni turistiche al fine di migliorare il loro sviluppo sostenibile;

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101.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti dei paesi partecipanti alla strategia dell'UE per la regione adriatico-ionica (EUSAIR) ovvero Croazia, Grecia, Italia, Slovenia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia).

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.
(3) GU C 349 E del 29.11.2013, pag. 1.

Avviso legale