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Procedura : 2014/2243(INI)
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A8-0261/2015

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PV 29/10/2015 - 4
CRE 29/10/2015 - 4

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PV 29/10/2015 - 10.6
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Giovedì 29 ottobre 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Uso sicuro dei sistemi aerei a pilotaggio remoto (RPAS) nel settore dell'aviazione civile
P8_TA(2015)0390A8-0261/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 29 ottobre 2015 sull'uso sicuro dei sistemi aerei a pilotaggio remoto (RPAS), noti comunemente come veicoli aerei senza equipaggio (UAV - Unmanned aerial vehicles), nel settore dell'aviazione civile (2014/2243(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione dell'8 aprile 2014, dal titolo "Una nuova era per il trasporto aereo - Aprire il mercato del trasporto aereo all'uso civile dei sistemi aerei a pilotaggio remoto in modo sicuro e sostenibile" (COM(2014)0207),

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 4, paragrafo 2, lettera g), l'articolo 16 e il titolo VI,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e in particolare i suoi articoli 7 e 8,

–  vista la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati,

–  visto il parere del Garante europeo della protezione dei dati in merito alla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Una nuova era per il trasporto aereo - Aprire il mercato del trasporto aereo all'uso civile dei sistemi aerei a pilotaggio remoto in modo sicuro e sostenibile,

–  vista la relazione finale del gruppo direttivo europeo sui sistemi RPAS, dal titolo "Tabella di marcia europea per l'integrazione dei sistemi RPAS nel settore dell'aviazione civile europea",

–  vista la dichiarazione di Riga sui sistemi aerei a pilotaggio remoto (droni), dal titolo "Definire il futuro dell'aviazione",

–  vista la relazione della Camera dei Lord, dal titolo "Impiego civile dei droni nell'UE",

–  vista la proposta dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) dal titolo "schema per le operazioni con droni - un approccio basato sul rischio per le norme sui veicoli aerei senza equipaggio",

–  vista la convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944,

–  visto l'articolo 52 del proprio regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0261/2015),

A.  considerando che, per parecchi decenni, gli appassionati hanno fatto volare modelli di aeromobili radiocomandati di piccole dimensioni; che gli ultimi 15 anni hanno visto una rapida crescita dell'utilizzo dei "sistemi aerei a pilotaggio remoto (RPAS)", comunemente più noti come "veicoli aerei senza equipaggio (UAV)" o droni; che in particolare i piccoli sistemi RPAS, progettati per scopi hobbisti e ricreativi, sono diventati sempre più popolari;

B.  considerando che questa tecnologia, elaborata essenzialmente per finalità militari, è adesso applicata all'utilizzo commerciale, allargando le frontiere legislative; che oggi i sistemi RPAS utilizzati in un contesto professionale forniscono anche vantaggi significativi per usi civili diversi, il cui valore aggiunto aumenta con la distanza tra l'apparecchio e il pilota remoto (voli oltre la distanza di visibilità); che gli usi dei sistemi RPAS sono ampiamente variati e potranno essere ulteriormente estesi ad altri campi in futuro, ad esempio i controlli di sicurezza e il monitoraggio delle infrastrutture (tracciati ferroviari, dighe e impianti energetici), la valutazione di disastri naturali, operazioni agricole di precisione (ecologicamente responsabili) e la produzione mediatica, la termografia aerea o la consegna di pacchi in regioni isolate; che il rapido sviluppo di nuove applicazioni può essere previsto in un prossimo futuro, a conferma della natura innovativa e dinamica del settore dei sistemi RPAS;

C.  considerando che la tecnologia RPAS può sostituire l'intervento umano in ambienti pericolosi;

D.  considerando che vi sono due categorie di uso dei sistemi RPAS, segnatamente gli usi professionali e gli usi ricreativi; che le due categorie, intrinsecamente differenti, devono essere disciplinate con requisiti differenti nell'ambito dello stesso quadro regolamentare dell'Unione europea;

E.  considerando che, secondo la legislazione unionale vigente, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) è, in linea di principio, l'autorità di certificazione per i sistemi RPAS con una massa massima al decollo superiore a 150 kg; che i sistemi RPAS di peso pari o inferiore a150 kg sono soggetti alla giurisdizione nazionale;

F.  considerando che norme in materia di sistemi RPAS esistono o sono in corso di sviluppo in Austria, Croazia, Danimarca, Francia(1), Germania, Italia, Irlanda, Polonia, Repubblica ceca, Spagna e Regno Unito(2); che vi sono scuole di volo autorizzate in Danimarca, Regno Unito e Paesi Bassi e che nei Paesi Bassi e nel Regno Unito oltre 500 piloti di sistemi RPAS sono già operativi;

G.  considerando che tutte le regole in materia di sistemi RPAS in vigore in Europa sono intese a valutare il rischio dell'operazione in termini di sicurezza; che tali norme sono incentrate sull'operatore, anziché seguire l'approccio basato sul velivolo utilizzato nell'aviazione con equipaggio; che il rischio dipende non solo dal tipo di macchina e dalle sue caratteristiche (peso, velocità, ecc.), ma anche da altri fattori, quali la zona sorvolata, l'altitudine, l'esperienza dell'operatore, lo specifico tipo di operazione e la capacita dell'operatore di gestire circostanze impreviste;

H.  considerando che il potenziale di crescita economica in questo settore industriale - dal costruttore all'utente finale - è sterminato, tanto per le grandi imprese quanto per la catena di approvvigionamento composta da migliaia di piccole e medie imprese e imprese innovative neocostituite; che è tassativo mantenere norme di fabbricazione e operative di classe mondiale, promuovendo nel contempo la leadership europea;

I.  considerando che, in riconoscimento del celere sviluppo di questo mercato, i sistemi RPAS sono a buon diritto in corso di inclusione nei programmi di aviazione in essere, quali l'impresa comune di ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo (SESAR) e Orizzonte 2020; che l'industria ha già investito risorse finanziarie rilevanti e sarebbe indotta a investimenti ancora maggiori ove fosse facilitato l'accesso ai finanziamenti per le PMI, che rappresentano una quota maggioritaria nel settore; che finanziamenti supplementari per la ricerca e sviluppo saranno fondamentali per sostenere questo nuovo settore industriale e ai fini di un'integrazione sicura e stabile dei sistemi RPAS nel settore aerospaziale;

J.  considerando che, anche in questa fase precoce, gli Stati membri, il settore produttivo e la Commissione hanno tutti riconosciuto la potenzialità di tale mercato e tengono a evidenziare come qualsiasi quadro politico debba consentire la crescita di questo settore europeo, per poter competere a livello mondiale;

K.  considerando che tale mercato nascente offre considerevoli opportunità per gli investimenti, per l'innovazione e per la creazione di posti di lavoro lungo tutta la catena di approvvigionamento e a vantaggio della società, ma riconoscendo nel contempo che l'interesse dei cittadini deve essere salvaguardato, anche per quanto riguarda questioni specifiche legate alla vita privata, alla protezione dei dati, alle rendicontazione e alla responsabilità civile;

L.  considerando che, nonostante il potenziale economico dei sistemi RPAS, il loro sviluppo rappresenterà una delle principali sfide del futuro per quanto concerne la sicurezza dell'industria aeronautica e la sicurezza e protezione di persone e imprese;

M.  considerando che compete all'Unione europea sviluppare quanto prima norme specifiche per gli usi civili dei sistemi RPAS;

N.  considerando che le norme unionali devono consentire, da un lato, al settore di continuare a innovare e a svilupparsi nelle condizioni migliori e, dall'altro, ai cittadini di avere la sicurezza di una protezione efficace dei beni e delle persone, nonché dei dati personali e della loro vita privata;

La dimensione internazionale

1.  osserva che gli Stati Uniti d'America sono considerati da molti come il principale mercato per l'uso di sistemi RPAS, anche se per operazioni militari; sottolinea tuttavia che l'Europa è il leader nel settore civile, con 2 500 operatori (400 nel Regno Unito, 300 in Germania, 1 500 in Francia, 250 in Svezia, ecc.) rispetto ai 2 342 operatori nel resto del mondo, e che dovrebbe fare il massimo per potenziare la sua forte posizione concorrenziale;

2.  osserva che il Giappone dispone di numerosi operatori di sistemi RPAS e di due decenni di esperienza, soprattutto nelle operazioni agricole di precisione mediante sistemi RPAS, come l'irrorazione delle colture; ricorda che il Giappone è stato il primo paese a consentire l'utilizzo di tecnologie RPAS nelle attività agricole a metà degli anni novanta e che il numero di operatori si è moltiplicato nel giro di pochi anni;

3.  osserva che Israele ha un'industria manifatturiera molto attiva, incentrata però su sistemi RPAS a finalità militari; sottolinea che un servizio integrato di navigazione aerea civile-militare rende ora più semplice l'integrazione di sistemi RPAS nello spazio aereo israeliano;

4.  osserva che l'Australia, la Cina (dove sono fabbricati molti dei sistemi RPAS di più piccole dimensioni) e Sud Africa sono tra gli altri 50 paesi che stanno attualmente sviluppando sistemi RPAS;

5.  sottolinea che la dimensione mondiale dei sistemi RPAS deve essere riconosciuta e invita la Commissione a tenere pienamente conto di questo aspetto;

La situazione negli Stati membri dell'UE

6.  sottolinea che tutti gli Stati membri svolgono attività nel campo dei sistemi RPAS, che si tratti di produzione o di attività operative;

7.  sottolinea che, eccetto in caso di concessione di una deroga, le attività operative sono legali solo ove sia in vigore una legislazione nazionale in materia; ricorda che ciò si basa sulla norma dell'ICAO secondo la quale tutte le operazioni effettuate da veicoli aerei senza equipaggio devono ottenere un'autorizzazione specifica(3);

8.  osserva che la mancanza di regolamentazione armonizzata a livello di UE comporta il rischio che sia impedito lo sviluppo di un mercato europeo dei sistemi RPAS, visto che le autorizzazioni nazionali in genere non formano oggetto di reciproco riconoscimento negli altri Stati membri;

Le problematiche principali

9.  ritiene che il settore dei sistemi RPAS necessiti urgentemente di regole europee e mondiali, al fine di garantire uno sviluppo dei sistemi RPAS a livello transfrontaliero; ritiene necessarie norme unionali chiare al fine di assicurare investimenti e lo sviluppo di un settore RPAS europeo competitivo; sottolinea che, se non si agisce prontamente, vi è il rischio che il potenziale economico e gli effetti positivi dei sistemi RPAS non si realizzino pienamente;

10.  ricorda l'importanza economica di tale settore e sottolinea la necessità di politiche che tutelino la vita privata e garantiscano la protezione dei dati e la sicurezza, proporzionate al loro scopo, senza imporre oneri sproporzionati a carico delle PMI;

11.  ritiene che norme unionali chiare, efficaci, sicure e di rapida introduzione potrebbero far avanzare il dibattito sull'elaborazione di norme mondiali sull'impiego dei droni;

12.  ritiene che dette future norme unionali debbano distinguere nettamente tra uso professionale e uso ricreativo dei sistemi RPAS;

13.  sottolinea che la protezione e la sicurezza sono di primaria importanza per ogni tipo di operazione con sistemi RPAS e le relative regole e che le stesse devono essere commisurate ai rischi; ritiene che le future norme unionali dovranno essere adattate ai rischi specifici legati ai voli oltre la distanza di visibilità, senza per altro scoraggiarne il ricorso;

14.  sottolinea che anche il tema della protezione dei dati e della privacy è centrale per promuovere un ampio sostegno dell'opinione pubblica all'impiego civile di RPAS e quindi per facilitare la crescita e l'integrazione sicura dei sistemi RPAS nell'aviazione civile, nel rigoroso rispetto della direttiva 95/46/CE sulla protezione dei dati personali, del diritto alla protezione della vita privata sancito all'articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e del diritto alla protezione dei dati personali sancito all'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dall'articolo 16 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE); invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che, nello sviluppo di una politica dell'UE in materia di RPAS, le garanzie di privacy e di protezione dei dati siano incorporate rispettando i principi di necessità e proporzionalità; chiede pertanto alla Commissione di promuovere l'elaborazione di norme su concetti di "privacy by design" (tutela della vita privata fin dalla progettazione) e "privacy by default" (impostazioni automatiche di tutela della vita privata);

15.  condivide e sostiene pienamente i cinque principi essenziali definiti nella dichiarazione di Riga per lo sviluppo futuro dei sistemi RPAS:

   i sistemi RPAS devono essere trattati come nuovi tipi di aeromobili, con norme proporzionate in funzione del rischio di ciascuna operazione;
   devono essere sviluppate norme unionali per la fornitura sicura di servizi RPAS, in modo da permettere all'industria di investire;
   occorre sviluppare tecnologia e norme al fine di consentire la piena integrazione dei sistemi RPAS nello spazio aereo europeo;
   l'accettazione da parte dei cittadini è fondamentale per la crescita dei servizi RPAS;
   l'operatore di un sistema RPAS è responsabile dell'utilizzo di quest'ultimo;

16.  sottolinea che nel breve termine, da un punto di vista di gestione del traffico aereo, sono già in atto procedure operative per consentire ai sistemi RPAS di volare al di fuori delle aree specifiche e soggette a restrizioni; ricorda che molti sistemi RPAS ad uso civile e militare volano utilizzando corridoi ad hoc, aumentando i criteri di separazione normalmente utilizzati per gli aeromobili con equipaggio;

17.  sottolinea l'importanza dei voli oltre la distanza di visibilità ai fini dello sviluppo del settore; ritiene che le norme unionali dovrebbero favorire tale modalità operativa;

18.  riconosce che l'impatto dei sistemi RPAS sul traffico con equipaggio è limitato, visto il ridotto rapporto RPAS/aeromobili con equipaggio; osserva tuttavia che le pressioni sulla gestione del traffico aereo potrebbero aumentare a causa del benvenuto aumento di sistemi RPAS ad uso sportivo e ricreativo i quali, in alcune circostanze, possono costituire un rischio per la sicurezza aerea, e chiede che le autorità competenti prendano in considerazione questo fattore anche nelle future norme unionali al fine di assicurare la continuità di un livello efficiente dei servizi di gestione del traffico aereo attraverso gli Stati Membri;

19.  sottolinea il fatto che, a lungo termine, soluzioni tecniche e normative dovrebbero preferibilmente consentire ai sistemi RPAS di utilizzare lo spazio aereo a fianco degli altri utenti dello spazio aereo, senza imporre ai sistemi RPAS nuovi requisiti di attrezzatura; osserva che vi è un gran numero di piccoli sistemi RPAS che operano al di sotto di 500 piedi, assieme ad aeromobili con equipaggio; sottolinea che, anche se i fornitori di servizi di navigazione aerea (ANSP) non forniscono servizi di controllo del traffico aereo (ATC) a queste altitudini, essi hanno la responsabilità di fornire informazioni sufficienti affinché entrambi i tipi di aeromobili possano coesistere nello stesso spazio aereo; osserva che EUROCONTROL sta assistendo gli Stati nel conseguire una comprensione comune delle problematiche in gioco e nel muovere verso l'armonizzazione per quanto possibile;

20.  ritiene essenziale la questione dell'identificazione dei droni, a prescindere dalle loro dimensioni; sottolinea che occorre individuare soluzioni tenendo in conto l'uso ricreativo o commerciale dei droni;

Le soluzioni per il futuro

21.  ritiene che un quadro normativo europeo e mondiale chiaro, armonizzato e proporzionato debba essere sviluppato su una base di rischio valutato, evitando regolamentazioni sproporzionate per le imprese che scoraggerebbero gli investimenti e l'innovazione nel settore dei RPAS ma, nel contempo, proteggendo adeguatamente i cittadini e creando posti di lavoro sostenibili e innovativi; ritiene che una valutazione approfondita dei rischi dovrebbe basarsi sullo schema operativo definito dall'EASA e dovrebbe tenere in conto le caratteristiche dei sistemi RPAS (peso, ambito operativo, velocità) e la natura dell'uso (ricreativo o professionale); ritiene che detto quadro debba collocarsi in una prospettiva a lungo termine, tenendo in conto i possibili sviluppi ed evoluzioni futuri di dette tecnologie:

22.  sostiene l'intenzione della Commissione di sopprimere la soglia di 150 kg e di sostituirla con norme unionali coerenti e globali che consentano alle autorità competenti, agli organi o alle associazioni qualificati di procedere alle convalide e alle attività di sorveglianza; ritiene che la proporzionalità delle norme dovrebbe avere per complemento la necessaria flessibilità nei processi e procedure;

23.  ritiene che l'evoluzione delle competenze dell'EASA in materia di sistemi RPAS andrà considerata nel bilancio dell'agenzia cosicché essa possa svolgere i compiti che le sono assegnati;

24.  invita la Commissione a garantire che, nello sviluppo di una politica dell'UE in materia di RPAS, le garanzie di privacy e di protezione dei dati vengano incorporate elaborando, come requisito minimo, valutazioni di impatto e di rispetto obbligatorio della vita privata fin dalla progettazione e per impostazione predefinita;

25.  esprime preoccupazione per il potenziale utilizzo illegale e non sicuro degli RPAS (ad esempio la trasformazione di RPAS da strumenti civili ad armi destinate a scopi militari o altro, o l'uso di RPAS per disturbare i sistemi di comunicazione o di navigazione); invita la Commissione a sostenere lo sviluppo delle tecnologie necessarie per garantire la sicurezza e la privacy nel funzionamento dei sistemi RPAS, anche mediante i fondi di Orizzonte 2020 orientati principalmente alla ricerca e allo sviluppo di sistemi, tecnologie, ecc., che possano essere utilizzati per potenziare il rispetto della privacy fin dalla progettazione e per impostazione predefinita e per sostenere lo sviluppo di tecnologie quali ad esempio i sistemi anticollisione "detect and avoid", il geo-fencing, o sistemi per evitare attività di disturbo e dirottamento, nonché il rispetto della privacy fin dalla progettazione e per impostazione predefinita;

26.  sollecita tecnologie innovative nel settore dei sistemi RPAS, in quanto hanno un potenziale enorme in termini di creazione di posti di lavoro, in particolare verdi, dato che comprendono una vasta gamma di profili professionali; invita a sviluppare ed esplorare il grande potenziale rappresentato dal coinvolgimento delle PMI in servizi di produzione di componenti e materiali speciali; sottolinea la necessità di organizzare e promuovere centri di qualificazione e formazione;

27.  ritiene che le norme a livello unionale e nazionale dovrebbero chiaramente indicare le disposizioni applicabili ai sistemi RPAS in relazione al mercato interno e al commercio internazionale (produzione, vendita, acquisto, commercio e uso dei sistemi RPAS) nonché ai diritti fondamentali alla vita privata e alla protezione dei dati; ritiene inoltre che tali norme dovrebbero concorrere alla corretta applicazione della legislazione in materia di privacy, di protezione dei dati e di ogni altro settore giuridico attinente ai diversi rischi e responsabilità associati alle operazioni con RPAS quali il diritto penale, la proprietà intellettuale, la legislazione relativa all'aviazione e il diritto ambientale; sottolinea la necessità di garantire che ogni persona che usa sistemi RPAS sia sensibilizzata alle regole basilari applicabili all'utilizzo degli RPAS e che tali regole siano precisate in una nota destinata agli acquirenti;

28.  ritiene che l'industria, le autorità di regolamentazione e gli operatori commerciali debbano lavorare insieme per garantire certezza giuridica propizia agli investimenti e per evitare di trovarsi in una situazione del tipo "l'uovo e la gallina", nella quale l'industria esita a investire nello sviluppo delle tecnologie necessarie non sapendo con certezza come queste saranno disciplinate, mentre i legislatori sono riluttanti a elaborare norme sino a quando l'industria non presenti le tecnologie per le quali chiede l'autorizzazione; sottolinea che le PMI dovrebbero essere effettivamente coinvolte in detto processo di standardizzazione;

29.  ritiene che un approccio basato sul rischio in linea con la dichiarazione di Riga e il concetto operativo definito dall'EASA siano una solida base per garantire il funzionamento sicuro dei sistemi RPAS e che i requisiti regolamentari europei dovranno essere elaborati secondo un approccio caso per caso oppure per tipo/classe, a seconda dei casi, e garantire un elevato livello di sicurezza e di interoperabilità; ritiene che, per garantire il successo dei fabbricanti e degli operatori di sistemi RPAS, è di vitale importanza che i requisiti di normalizzazione dell'organizzazione europea delle apparecchiature dell'aviazione civile (EUROCAE) siano convalidati dall'organismo di regolamentazione competente;

30.  ritiene che le future norme dell'UE e mondiali in materia di sistemi RPAS dovrebbero affrontare le problematiche connesse ai temi seguenti:

   idoneità alla navigazione aerea;
   specifiche di certificazione;
   impieghi commerciali e ricreativi;
   identità del drone e del proprietario/dell'operatore;
   autorizzazione delle organizzazioni di addestramento per i piloti;
   formazione dei piloti e concessione di licenze;
   operazioni;
   responsabilità e assicurazioni;
   protezione dei dati e della vita privata;
   "geo-fencing"
   zone di divieto di sorvolo;

31.  invita gli Stati membri a garantire che la formazione offerta agli utilizzatori professionali e ai proprietari di RPAS includa corsi specifici sulla protezione dei dati e la privacy, e che gli utilizzatori professionali di RPAS siano soggetti a un riconoscimento reciproco tra Stati membri onde eliminare eventuali restrizioni al mercato;

32.  sottolinea che i sistemi RPAS capaci di volare oltre la distanza di visibilità ottica devono essere dotati di una tecnologia "detect and avoid" per rilevare gli aeromobili che utilizzano lo stesso spazio aereo, garantendo che i sistemi RPAS non mettano a repentaglio la sicurezza degli aeromobili con equipaggio, e tenere inoltre conto delle aree densamente popolate, delle zone di divieto di sorvolo quali gli aeroporti, impianti nucleari e chimici e altre importanti infrastrutture; invita pertanto la Commissione a predisporre i bilanci necessari in materia di ricerca e sviluppo tramite l'impresa comune SESAR;

33.  invita la Commissione, le agenzie e le imprese interessate a potenziare i loro programmi di ricerca e sviluppo; ritiene che, viste le ricadute economiche previste nel settore, l'UE debba favorire l'affermarsi di tecnologie europee, segnatamente tramite Orizzonte 2020; chiede che si tengano in conto nel programmi di ricerca lo sviluppo di tecnologie per l'individuazione e la cattura di droni;

34.  ricorda che il programma europeo GNSS EGNOS per potenziare il segnale GPS è stato certificato per l'aviazione civile nel 2011 e che nei prossimi anni Galileo entrerà gradualmente nella fase operativa; ritiene al riguardo che un sistema di gestione del traffico aereo e le applicazioni per RPAS basate sui programmi europei GNSS daranno un contributo positivo al funzionamento sicuro dei RPAS;

35.  rileva che in linea con un approccio basato sul rischio i sistemi RPAS dovrebbero essere dotati di un chip di identità e registrati per assicurare tracciabilità, rendicontazione e applicazione corretta delle norme di responsabilità civile;

36.   sostiene il concetto operativo per i droni elaborato dall'EASA, in cui sono definite tre categorie diverse di RPAS e le norme corrispondenti;

37.  osserva che il potenziamento della legislazione in materia di RPAS è essenziale ai fini della positiva integrazione dei sistemi RPAS nello spazio aereo europeo;

38.  invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare mezzi sufficienti all'attuazione della legislazione in materia di RPAS;

39.  sottolinea che l'organizzazione che raggruppa le autorità per la regolamentazione in materia di sistemi senza equipaggio (JARUS) è un organismo ad appartenenza volontaria che riunisce le autorità per l'aviazione civile di 22 Stati membri e non membri dell'UE, nonché organismi ed enti regolamentari; ricorda che JARUS è presieduto da un rappresentante dell'EASA, l'agenzia che si occuperà della futura regolamentazione dei sistemi RPAS; ricorda che lo scopo di JARUS è quello di elaborare i requisiti tecnici, di sicurezza e di funzionamento per la certificazione e l'integrazione sicura di sistemi RPAS grandi e piccoli nello spazio aereo e negli aeroporti;

40.  ritiene che JARUS potrebbe garantire che le future norme unionali siano coordinate con le disposizioni internazionali di altri paesi, attraverso un processo di riconoscimento reciproco;

41.  ritiene che le autorità degli Stati membri preposte alla protezione dei dati dovrebbero lavorare insieme al fine di condividere informazioni e prassi eccellenti e assicurare la conformità con gli orientamenti e le normative esistenti in materia di protezione dei dati, quali la direttiva 95/46/CE;

42.  sottolinea il fatto che l'utilizzo di sistemi RPAS da parte dei servizi di contrasto e di intelligence deve avvenire nel rispetto dei diritti fondamentali alla privacy, alla protezione dei dati, alla libera circolazione e alla libertà di espressione, e che occorre affrontare i rischi potenziali associati all'utilizzo degli RPAS da parte dei servizi summenzionati, sia nell'ambito del controllo di persone e gruppi sia nel monitoraggio di aree pubbliche, ad esempio i confini;

43.  ritiene che le autorità di protezione dei dati degli Stati membri dovrebbero condividere un orientamento specifico in materia di protezione dei dati per i sistemi RPAS commerciali esistenti e invita gli Stati membri ad attuare con attenzione la normativa sulla protezione dei dati, in modo da rispondere appieno alle preoccupazioni dei cittadini in materia di privacy senza portare a oneri amministrativi sproporzionati per gli operatori di sistemi RPAS;

44.  raccomanda vivamente che le discussioni in corso fra l'UE e i responsabili delle politiche nazionali e le autorità di regolamentazione, l'industria, le PMI e gli operatori commerciali siano aperte e che sia avviato un dibattito pubblico con la partecipazione dei cittadini e di altri soggetti interessati, come le ONG (comprese le organizzazioni per i diritti civili), e le autorità di contrasto, per prendere atto delle preoccupazioni legate all'uso degli RPAS e affrontarle, per quanto concerne la protezione dei diritti fondamentali e le responsabilità e le sfide che i diversi attori devono affrontare nella salvaguardia di tali diritti e nella tutela della sicurezza dei cittadini;

45.  è del parere che il Parlamento europeo debba definire il proprio parere prima che la Commissione approvi il pacchetto sull'aviazione, rispondendo in tal modo alla richiesta di orientamenti chiari lanciata dal settore produttivo;

46.  sottolinea la necessità di un quadro giuridico chiaro basato sui criteri pertinenti riguardanti l'uso di fotocamere, videocamere e sensori, in particolare nell'ambito di RPAS commerciali e privati, in grado di garantire l'effettivo rispetto del diritto alla privacy e alla protezione dei dati, nonché la sicurezza dei cittadini, tenendo conto che la dimensione sempre più contenuta dei componenti degli RPAS consentirà di ottenere dispositivi non rilevabili e più facilmente trasportabili;

47.  chiede alle commissioni TRAN e LIBE di organizzare un'audizione congiunta invitando rappresentanti dell'industria, degli organismi nazionali per la tutela della vita privata, del Garante europeo della protezione dei dati, della Commissione e delle ONG che operano nel campo dei diritti fondamentali;

48.  invita la Commissione a valutare la possibilità di introdurre un meccanismo di segnalazione periodica che tenga conto dello sviluppo tecnico nonché di quello delle politiche e delle migliori pratiche a livello nazionale, in grado di occuparsi anche degli incidenti dei sistemi RPAS, e a presentare una panoramica e una valutazione degli approcci regolamentari a livello di Stati membri, in modo da consentirne un raffronto e individuare le migliori pratiche;

o
o   o

49.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) http://www.developpement-durable.gouv.fr/Quelle-place-pour-les-drones-dans.html
(2) http://www.caa.co.uk/default.aspx?catid=1995&pageid=16012
(3) http://www.icao.int/Meetings/UAS/Documents/Circular%20328_en.pdf

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