Indice 
Testi approvati
Mercoledì 29 aprile 2015 - StrasburgoEdizione definitiva
Prefinanziamento versato a programmi operativi sostenuti dall'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile ***I
 Abrogazione del regolamento (CEE) n. 3030/93 del Consiglio relativo al regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari dei paesi terzi ***I
 Misure di salvaguardia previste nell'accordo con la Norvegia ***I
 Accordo di stabilizzazione e di associazione con l'Albania ***I
 Accordo di stabilizzazione e di associazione e accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali con la Bosnia-Erzegovina ***I
 Accordo di stabilizzazione e di associazione con la ex Repubblica iugoslava di Macedonia ***I
 Applicazione degli articoli 107 e 108 TFUE a determinate categorie di aiuti di Stato orizzontali *
 Modalità di applicazione dell’articolo 108 TFUE *
 Discarico 2013: bilancio generale dell'UE – Commissione europea e agenzie esecutive
 Relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2013
 Discarico 2013: Bilancio generale dell'UE - ottavo, nono e decimo FES
 Discarico 2013: bilancio generale dell'UE - Parlamento europeo
 Discarico 2013: bilancio generale dell'UE – Consiglio europeo e Consiglio
 Discarico 2013: bilancio generale dell'UE - Servizio europeo per l'azione esterna
 Discarico 2013: Bilancio generale dell'UE - Corte di giustizia dell'Unione europea
 Discarico 2013: bilancio generale dell'UE - Corte dei conti
 Discarico 2013: bilancio generale dell'UE - Comitato economico e sociale europeo
 Discarico 2013: Bilancio generale dell'UE - Comitato delle regioni
 Discarico 2013: bilancio generale dell'UE - Mediatore europeo
 Discarico 2013: bilancio generale dell'UE – Garante europeo della protezione dei dati
 Discarico 2013: prestazioni, gestione finanziaria e controllo delle agenzie dell'UE
 Discarico 2013: Agenzia europea per la cooperazione fra i regolatori dell'energia (ACER)
 Discarico 2013: Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC)
 Discarico 2013: Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea (CdT)
 Discarico 2013: Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop)
 Discarico 2013: Accademia europea di polizia (CEPOL)
 Discarico 2013: Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA)
 Discarico 2013: Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO)
 Discarico 2013: Autorità bancaria europea (ABE)
 Discarico 2013: Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)
 Discarico 2013: Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA)
 Discarico 2013: Agenzia europea dell'ambiente (EEA)
 Discarico 2013: Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA)
 Discarico 2013: Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)
 Discarico 2013: Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE)
 Discarico 2013: Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA)
 Discarico 2013: Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT)
 Discarico 2013: Agenzia europea per i medicinali (EMA)
 Discarico 2013: Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA)
 Discarico 2013: Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA)
 Discarico 2013: Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA)
 Discarico 2013: Agenzia ferroviaria europea (ERA)
 Discarico 2013: Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA)
 Discarico 2013: Fondazione europea per la formazione (EFT)
 Discarico 2013: Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (eu-LISA)
 Discarico 2013: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)
 Discarico 2013: Agenzia di approvvigionamento dell'Euratom (ESA)
 Discarico 2013: Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound)
 Discarico 2013: Unità di cooperazione giudiziaria dell'Unione europea (Eurojust)
 Discarico 2013: Ufficio europeo di polizia (Europol)
 Discarico 2013: Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA)
 Discarico 2013: Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (Frontex)
 Discarico 2013: Agenzia del GNSS europeo (GSA)
 Discarico 2013: impresa comune ARTEMIS
 Discarico 2013: impresa comune Clean Sky
 Discarico 2013: impresa comune ENIAC
 Discarico 2013: impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno"
 Discarico 2013: impresa comune sui medicinali innovativi
 Discarico 2013: impresa comune per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione
 Discarico 2013: impresa comune SESAR
 Fondi comuni monetari ***I
 Importazioni di prodotti tessili da taluni paesi terzi non contemplate da alcun regime unionale specifico in materia di importazioni ***I
 Stato di previsione delle entrate e delle spese per l'esercizio 2016 - Sezione I - Parlamento
 Procura europea
 Strategia in materia di alcol
 Secondo anniversario del crollo dell'edificio Rana Plaza e situazione del patto di sostenibilità
 Consiglio europeo straordinario (23 aprile 2015) - Recenti tragedie nel Mediterraneo e politiche UE in materia di migrazione e asilo

Prefinanziamento versato a programmi operativi sostenuti dall'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile ***I
PDF 238kWORD 61k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo, per quanto riguarda un aumento del prefinanziamento iniziale versato a programmi operativi sostenuti dall'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (COM(2015)0046 – C8-0036/2015 – 2015/0026(COD))
P8_TA(2015)0110A8-0134/2015

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2015)0046),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 164 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0036/2015),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 18 marzo 2015(1),

–  visto il parere della commissione per i bilanci sulla compatibilità finanziaria della proposta,

–  visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 21 aprile 2015, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti gli articoli 59 e 41 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e il parere della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0134/2015),

1.  adotta la sua posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 29 aprile 2015 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2015/... del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1304/2013 per quanto riguarda un prefinanziamento iniziale supplementare versato a programmi operativi sostenuti dall'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2015/779.)

(1)Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.


Abrogazione del regolamento (CEE) n. 3030/93 del Consiglio relativo al regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari dei paesi terzi ***I
PDF 234kWORD 62k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante abrogazione del regolamento (CEE) n. 3030/93 relativo al regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari dei paesi terzi (COM(2014)0707 – C8-0271/2014 – 2014/0334(COD))
P8_TA(2015)0111A8-0026/2015

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0707),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0271/2014),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera dell'11 marzo 2015, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 59 e l'articolo 50, paragrafo 1, del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il commercio internazionale (A8-0026/2015),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 29 aprile 2015 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2015/... del Parlamento europeo e del Consiglio recante abrogazione del regolamento (CEE) n. 3030/93, relativo al regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari dei paesi terzi

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2015/937.)


Misure di salvaguardia previste nell'accordo con la Norvegia ***I
PDF 235kWORD 61k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle misure di salvaguardia previste nell'accordo tra la Comunità economica europea e il Regno di Norvegia (testo codificato) (COM(2014)0304 – C8-0010/2014 – 2014/0159(COD))
P8_TA(2015)0112A8-0046/2015

(Procedura legislativa ordinaria – codificazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0304),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0010/2014),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994 su un metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi(1),

–  visti gli articoli 103 e 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0046/2015),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta in questione si limita ad una mera codificazione dei testi esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 29 aprile 2015 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2015/... del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle misure di salvaguardia previste nell'accordo tra la Comunità economica europea e il Regno di Norvegia (codificazione)

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2015/938.)

(1) GU C 102 del 4.4.1996, pag. 2.


Accordo di stabilizzazione e di associazione con l'Albania ***I
PDF 236kWORD 63k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad alcune procedure di applicazione dell’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Albania, dall’altra (testo codificato) (COM(2014)0375 – C8-0034/2014 – 2014/0191(COD))
P8_TA(2015)0113A8-0047/2015

(Procedura legislativa ordinaria – codificazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0375),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0034/2014),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994 su un metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi(1),

–  visti gli articoli 103 e 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0047/2015),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta in questione si limita ad una mera codificazione dei testi esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 29 aprile 2015 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2015/... del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad alcune procedure di applicazione dell'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Albania, dall'altra (codificazione)

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2015/939.)

(1) GU C 102 del 4.4.1996, pag. 2.


Accordo di stabilizzazione e di associazione e accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali con la Bosnia-Erzegovina ***I
PDF 238kWORD 64k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad alcune procedure di applicazione dell'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra, e dell'accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra (testo codificato) (COM(2014)0443 – C8-0087/2014 – 2014/0206(COD))
P8_TA(2015)0114A8-0017/2015

(Procedura legislativa ordinaria – codificazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0443),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207, paragrafo 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0087/2014),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994 su un metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi(1),

–  visti gli articoli 103 e 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0017/2015),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta in questione si limita ad una mera codificazione dei testi esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 29 aprile 2015 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2015/... del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad alcune procedure di applicazione dell'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra, e dell'accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra (codificazione)

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2015/940.)

(1) GU C 102 del 4.4.1996, pag. 2.


Accordo di stabilizzazione e di associazione con la ex Repubblica iugoslava di Macedonia ***I
PDF 237kWORD 64k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad alcune procedure di applicazione dell’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra (testo codificato) (COM(2014)0394 – C8-0041/2014 – 2014/0199(COD))
P8_TA(2015)0115A8-0132/2015

(Procedura legislativa ordinaria – codificazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0394),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0041/2014),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994 su un metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi(1),

–  visti gli articoli 103 e 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0132/2015),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta in questione si limita ad una mera codificazione dei testi esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 29 aprile 2015 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2015/... del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad alcune procedure di applicazione dell’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra (codificazione)

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2015/941.)

(1) GU C 102 del 4.4.1996, pag. 2.


Applicazione degli articoli 107 e 108 TFUE a determinate categorie di aiuti di Stato orizzontali *
PDF 233kWORD 59k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla proposta di regolamento del Consiglio sull’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea a determinate categorie di aiuti di Stato orizzontali (testo codificato) (COM(2014)0377 – C8-0139/2014 – 2014/0192(NLE))
P8_TA(2015)0116A8-0029/2014

(Consultazione – codificazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2014)0377),

–  visto l'articolo 109 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0139/2014),

–  visto l'accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994 su un metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi(1),

–  visti gli articoli 103 e 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0029/2014),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta in questione si limita ad una mera codificazione dei testi esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  approva la proposta della Commissione quale adattata alle raccomandazioni del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 102 del 4.4.1996, pag. 2.


Modalità di applicazione dell’articolo 108 TFUE *
PDF 233kWORD 60k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modalità di applicazione dell’articolo 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (testo codificato) (COM(2014)0534 – C8-0212/2014 – 2014/0246(NLE))
P8_TA(2015)0117A8-0047/2014

(Consultazione – codificazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2014)0534),

–  visto l'articolo 109 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0212/2014),

–  visto l'accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994 su un metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi(1),

–  visti gli articoli 103 e 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0047/2014),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta in questione si limita ad una mera codificazione dei testi esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  approva la proposta della Commissione quale adattata alle raccomandazioni del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 102 del 4.4.1996, pag. 2.


Discarico 2013: bilancio generale dell'UE – Commissione europea e agenzie esecutive
PDF 941kWORD 413k
Decisione
Decisione
Decisione
Decisione
Decisione
Decisione
Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive (2014/2075(DEC))
P8_TA(2015)0118A8-0101/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0140/2014)(2),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–  vista la comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2014 dal titolo "Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2013" (COM(2014)0342),

–  visti la relazione annuale della Commissione sulla valutazione delle finanze dell'Unione in base ai risultati conseguiti (COM(2014)0383) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0200, SWD(2014)0201),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–  viste la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(3), e le sue relazioni speciali,

–  viste le varie decisioni e raccomandazioni del Mediatore europeo riguardanti la Commissione, unitamente all'attuazione di tali raccomandazioni da parte delle istituzioni, nell'interesse dei cittadini,

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alla Commissione sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05303/2015 – C8-0053/2015),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.  concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive, nonché nella risoluzione del 29 aprile 2015 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2013(7);

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti nonché ai parlamenti nazionali e alle istituzioni di controllo nazionali e regionali degli Stati membri, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura per l'esercizio 2013 (2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(8),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0140/2014)(9),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura relativi all'esercizio 2013(10),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(11),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(12) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8-0048/2015),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(14), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(15), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(16), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione 2009/336/CE della Commissione del 20 aprile 2009 che istituisce l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura per la gestione dell'azione comunitaria nei settori dell'istruzione, degli audiovisivi e della cultura, in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(17),

–  vista la decisione di esecuzione 2013/776/UE della Commissione, del 18 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura e abroga la decisione 2009/336/CE(18),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) per l'esercizio 2013 (2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(19),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0140/2014)(20),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) relativi all'esercizio 2013(21),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(22),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(23) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8-0048/2015),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(24),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(25), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(26), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(27), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione 2004/20/CE della Commissione, del 23 dicembre 2003, che istituisce un'agenzia esecutiva, denominata "Agenzia esecutiva per l'energia intelligente", per la gestione dell'azione comunitaria nel settore dell'energia a norma del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(28),

–  vista la decisione di esecuzione 2013/771/UE della Commissione, del 17 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per le piccole e le medie imprese e abroga le decisioni 2004/20/CE e 2007/372/CE(29),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione), al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

4.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori) per l'esercizio 2013 (2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(30),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0140/2014)(31),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori) relativi all'esercizio 2013(32),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori) relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(33),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(34) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8-0048/2015),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(35),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(36), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(37), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(38), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione 2004/858/CE della Commissione, del 15 dicembre 2004, che istituisce un'agenzia esecutiva denominata "Agenzia esecutiva per il programma di sanità pubblica", per la gestione dell'azione comunitaria nel settore della sanità pubblica, a norma del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(39),

–  vista la decisione di esecuzione 2013/770/UE della Commissione, del 17 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare, e che abroga la decisione 2004/858/CE(40),

–  vista la decisione di esecuzione 2014/927/UE della Commissione, del 17 dicembre 2014, che modifica la decisione di esecuzione 2013/770/UE per trasformare "l'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare" nella "Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare"(41),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori) per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori), al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

5.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca per l'esercizio 2013 (2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(42),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0140/2014)(43),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca relativi all'esercizio 2013,

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(44),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(45) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8-0048/2015),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(46),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(47), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(48), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(49), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione 2008/37/CE della Commissione, del 14 dicembre 2007, che istituisce l'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca per la gestione del programma specifico comunitario Idee, nel settore della ricerca di frontiera, a norma del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(50),

–  vista la decisione di esecuzione 2013/779/UE della Commissione, del 17 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca e abroga la decisione 2008/37/CE(51),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

6.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per la ricerca per l'esercizio 2013 (2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(52),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0140/2014)(53),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per la ricerca relativi all'esercizio 2013(54),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per la ricerca relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(55),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(56) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8-0048/2015),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(57),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(58), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(59), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(60), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione 2008/46/CE della Commissione, del 14 dicembre 2007, che istituisce l'Agenzia esecutiva per la ricerca per la gestione di talune parti dei programmi specifici comunitari Persone, Capacità e Cooperazione nel settore della ricerca, a norma del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(61),

–  vista la decisione di esecuzione 2013/778/UE della Commissione, del 13 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per la ricerca e abroga la decisione 2008/46/CE(62),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per la ricerca per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per la ricerca, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

7.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) per l'esercizio 2013 (2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(63),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0140/2014)(64),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) relativi all'esercizio 2013(65),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(66),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(67) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8-0048/2015),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(68),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(69), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(70), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(71), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione 2007/60/CE della Commissione, del 26 ottobre 2006, che istituisce l'Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto, in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(72),

–  vista la decisione di esecuzione 2013/801/UE della Commissione, del 23 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti e abroga la decisione 2007/60/CE quale modificata dalla decisione 2008/593/CE(73),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto), al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

8.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla chiusura dei conti del bilancio generale dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013, sezione III – Commissione (2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(74),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0140/2014)(75),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–  vista la comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2014 dal titolo "Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2013" (COM(2014)0342),

–  visti la relazione annuale della Commissione sulla valutazione delle finanze dell'Unione in base ai risultati conseguiti (COM(2014)0383) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0200, SWD(2014)0201),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–  viste la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(76), e le sue relazioni speciali,

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(77) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alla Commissione sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05303/2015 – C8-0053/2015),

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8-0048/2015),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(78),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(79), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(80), in particolare l'articolo 14, paragrafi 2 e 3,

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

1.  approva la chiusura dei conti del bilancio generale dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, nonché ai parlamenti nazionali e alle istituzioni di controllo nazionali e regionali degli Stati membri, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

9.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive (2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione,

–  viste le sue decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio delle agenzie esecutive per l'esercizio 2013,

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.  considerando che per la ventesima volta consecutiva la Corte dei conti non è stata in grado di esprimere una dichiarazione di affidabilità positiva sulla legittimità e la regolarità dei pagamenti alla base dei conti, il che rischia di compromettere la legittimità della spesa e delle politiche dell'Unione;

B.  considerando che, soprattutto in una congiuntura di scarse risorse, la Commissione dovrebbe dare l'esempio dimostrando il valore aggiunto europeo delle proprie spese e garantendo che le risorse di cui è parzialmente o pienamente competente siano utilizzate conformemente alle vigenti norme e regolamentazioni finanziarie;

C.  considerando che alla Commissione spetta la responsabilità ultima per l'esecuzione del bilancio dell'Unione e che gli Stati membri sono tenuti a cooperare lealmente con la Commissione per garantire che gli stanziamenti siano utilizzati secondo i principi della sana gestione finanziaria; considerando la particolare responsabilità che incombe agli Stati membri per l'esecuzione del bilancio dell'Unione, specialmente nell'ambito della gestione concorrente dei fondi;

D.  considerando l'assoluta importanza che, nell'ambito della gestione concorrente dei fondi, i dati comunicati dagli Stati membri sulle entrate e le spese nell'ambito della gestione concorrente dei fondi siano veritieri ed esatti; considerando altresì l'assoluta importanza che gli Stati membri siano consapevoli della propria responsabilità per la gestione dei fondi dell'Unione nell'ambito della gestione concorrente;

E.  considerando che il dialogo interistituzionale previsto all'articolo 318 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) rappresenta l'occasione per promuovere una nuova cultura del rendimento all'interno della Commissione;

Gestione concorrente e decentrata: carenze nella gestione della Commissione e degli Stati membri

Riserve in merito ai settori dell'agricoltura e dello sviluppo rurale

1.  non può garantire da un punto di vista politico che le procedure di controllo poste in essere dalla Commissione e dagli Stati membri forniscano le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e alla regolarità di tutte le operazioni sottostanti in materia di agricoltura e sviluppo rurale, come dimostrano le riserve espresse dal Direttore generale della DG AGRI nella sua relazione annuale di attività (RAA) del 31 marzo 2014;

   ABB 02 – Misure di mercato: 198,3 milioni di EUR a rischio; sette regimi di aiuto in nove Stati membri con 11 riserve: Polonia: 77,6 milioni di EUR; Spagna: 54 milioni di EUR; Francia: 32,4 milioni di EUR; Paesi Bassi: 16,4 milioni di EUR; Regno Unito: 8,5 milioni di EUR; Italia: 5 milioni di EUR; Repubblica ceca: 2 milioni di EUR; Austria: 1,9 milioni di EUR; Svezia: 0,5 milioni di EUR;
   ABB 03 – Pagamenti diretti: 652 milioni di EUR a rischio; 20 organismi pagatori che includono 6 Stati membri interessati: Spagna (15 su 17 organismi pagatori): 153 milioni di EUR; Francia: 203,4 milioni di EUR; Regno Unito (RPA England): 118 milioni di EUR; Grecia: 117,8 milioni di EUR; Ungheria: 36,6 milioni di EUR; Portogallo: 28 milioni di EUR;
   ABB 04 – Spesa per lo sviluppo rurale: 599 milioni di EUR a rischio; 31 organismi pagatori che includono 19 Stati membri interessati: Belgio e Bulgaria (56,8 milioni di EUR); Cipro, Germania (Baviera, Brandeburgo), Danimarca, Spagna (Andalusia, Asturia, Castilla la Mancha, Castilla y Léon, FOGGA Galicia, Madrid), Finlandia, Francia (ODARC, ASP) (70,3 milioni di EUR), Regno Unito (SGRPID Scotland, RPA England), Grecia, Irlanda, Italia (AGEA) (52,6 milioni di EUR), AGREA Emilia-Romagna, OPR Lombardia, OPPAB Bolzano, ARCEA Calabria), Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia (56,7 milioni di EUR), Portogallo (51,7 milioni di EUR), Romania (138,9 milioni di EUR) e Svezia;
   ABB 05 – 2,6 milioni di EUR a rischio – Assistenza IPARD a favore della Turchia;

Riserve in merito alla politica regionale

2.  non può garantire da un punto di vista politico che le procedure di controllo poste in essere dalla Commissione e dagli Stati membri forniscano le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e alla regolarità di tutte le operazioni sottostanti in materia di politica regionale, come dimostrano le riserve espresse dal Direttore generale della DG REGIO nella sua relazione annuale di attività del 31 marzo 2014; rileva che sono state espresse riserve su 73 di 322 programmi in ragione della parziale affidabilità dei sistemi di gestione e di controllo (rispetto a 85 su 317 programmi operativi (PO) nel 2012); rileva che i pagamenti intermedi effettuati per i suddetti programmi 2007-2013, su cui sono state espresse riserve, ammontano a 6,0355 miliardi di EUR; osserva che la Commissione ha stimato l'importo a rischio a 440,2 milioni di EUR;

3.  riconosce che, sebbene da un lato le riserve espresse siano un segnale delle carenze riscontrate nei sistemi di controllo degli Stati membri, dall'altro esse costituiscono altresì uno strumento efficace utilizzato dalla Commissione per accelerare gli interventi degli stessi Stati membri al fine di ovviare a tali carenze e quindi tutelare il bilancio dell'Unione;

Riserve in merito ai settori dell'occupazione e degli affari sociali

4.  non può garantire da un punto di vista politico che le procedure di controllo poste in essere dalla Commissione e dagli Stati membri forniscano le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e alla regolarità di tutte le operazioni sottostanti in materia di occupazione e affari sociali, come dimostrano le riserve espresse dal Direttore generale della DG EMPL nella sua relazione annuale di attività del 31 marzo 2014; rileva che la relazione annuale di attività contiene una riserva relativa ai pagamenti effettuati per il periodo di programmazione 2007-2013, per un importo a rischio di 123,2 milioni di EUR nel 2013; osserva che tali riserve riguardano 36 dei 118 PO a titolo del Fondo sociale europeo (FSE) (rispetto ai 27 su 117 PO nel 2012);

La dichiarazione di affidabilità della Corte dei conti

Conti e legittimità e regolarità delle entrate – Giudizi senza riserve

5.  accoglie positivamente il fatto che i conti annuali dell'Unione europea per l'esercizio 2013 presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria dell'Unione al 31 dicembre 2013, e constata con soddisfazione che le entrate su cui si basano i conti per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;

Riserve in merito ai contributi basati sul reddito nazionale lordo (RNL)

6.  esprime una riserva sulle modalità di calcolo dei contributi basati sull'RNL degli Stati membri a causa delle carenze riscontrate(81) riguardo alla verifica dei dati da parte della Commissione(82); ricorda le conclusioni della Corte dei conti, secondo cui la verifica dei dati RNL da parte della Commissione non è stata sufficientemente strutturata e mirata;

Legittimità e regolarità degli impegni – Giudizio senza riserve

7.  constata con soddisfazione che gli impegni su cui si basano i conti per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittimi e regolari;

Legittimità e regolarità dei pagamenti – Giudizio negativo

8.  considera inaccettabile il fatto che, per il ventesimo anno consecutivo, i pagamenti continuino a essere inficiati da errori in misura rilevante;

9.  rileva che il giudizio negativo della Corte dei conti si fonda sulla constatazione del fatto che i sistemi di vigilanza e controllo hanno un'efficacia soltanto parziale e che, di conseguenza, i pagamenti registrano un tasso di errore più probabile del 4,7%;

10.  ricorda che il tasso di errore più probabile per i pagamenti era stato stimato al 4,8% nell'esercizio 2012, al 3,9% nell'esercizio 2011, al 3,7% nell'esercizio 2010, al 3,3% nell'esercizio 2009, al 5,2% nell'esercizio 2008 e al 6,9% nell'esercizio 2007, il che si traduce in un livello medio approssimativo del 4,6% nel periodo coperto dal precedente Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2007-2013; constata che le relazioni annuali della Corte dei conti registrano pertanto una stabilizzazione del tasso di errore nel 2013 al livello della media del QFP 2007-2013, il che dimostra comunque una costante tendenza negativa al rialzo a partire dal 2009;

11.  sottolinea che, secondo la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, i settori soggetti a gestione concorrente presentano un tasso di errore stimato del 5,2%; constata che tutte le altre spese operative (gestite, per la maggior parte, direttamente dalla Commissione) presentano un tasso di errore stimato del 3,7%; sottolinea che entrambi i tassi di errore sono al di sopra della soglia di rilevanza del 2%; evidenzia che i settori soggetti a gestione concorrente presentano un tasso di errore notevolmente superiore a quello di qualsiasi altra categoria di spesa operativa;

12.  constata che, nella sua relazione annuale di attività del 31 marzo 2014, il Direttore generale della DG REGIO, in ragione della parziale affidabilità dei sistemi di gestione e di controllo, ha espresso riserve in merito a 73 programmi su 322 per il 2013, il che rappresenta un miglioramento rispetto al 2012 (85 su 317 PO); osserva che l'importo a rischio stimato è pari a 1,1353 miliardi di EUR e che le riserve in questione e i relativi importi riguardano i due periodi di programmazione 2007-2013 e 2000-2006;

13.  constata che, nella sua relazione annuale di attività del 31 marzo 2014, il Direttore generale della DG RTD ha espresso una riserva circa il Settimo programma quadro di ricerca (7PQ) e che l'impatto stimato nel 2013 oscilla tra 105,5 e 109,5 milioni di EUR;

14.  rileva che, nella sua relazione annuale di attività del 31 marzo 2014, il Direttore generale della DG MARE ha espresso una riserva riguardo al Fondo europeo per la pesca e che l'importo a rischio nel 2013 ammonta a 10,77 milioni di EUR;

15.  richiama l'attenzione sulla necessità di migliorare costantemente i sistemi di gestione e di controllo negli Stati membri, onde garantire una migliore gestione finanziaria dei fondi dell'Unione e una riduzione del tasso di errore nei rispettivi ambiti di intervento durante il periodo di programmazione 2014-2020;

Rettifiche finanziarie e recuperi

16.  rileva che le rettifiche finanziarie date per attuate nel 2013 sono diminuite da 3,7 miliardi di EUR nel 2012 a 2,5 miliardi di EUR nel 2013 e ricorda che l'elevato tasso di rettifiche finanziarie nel 2012 era in gran parte imputabile a un'unica rettifica di 1,8 miliardi di EUR in Spagna, relativa alle spese a titolo dei Fondi strutturali nel periodo 2000-2006; rileva che nel 2013 la Commissione ha effettuato rettifiche e recuperi finanziari per un importo di 3,362 miliardi di EUR, pari al 2,3% dei pagamenti a titolo del bilancio dell'Unione;

17.  sottolinea che l'accumulo di rettifiche attuate al momento del versamento dei saldi dei programmi rappresenta un accumulo artificiale e che tali rettifiche, poiché sono rilevate dopo anni dalla loro realizzazione, non sono significative; chiede alla Commissione di valutare se la modifica metodologica che prevede il passaggio da rettifiche confermate a rettifiche attuate, avvenuta nel 2012, sia la più adeguata per rispecchiare la reale situazione dei sistemi di controllo e di gestione in un determinato esercizio;

18.  constata che la conseguente diminuzione del 34% delle rettifiche finanziarie effettuate nel 2013 (da 3,7 miliardi di EUR a 2,5 miliardi di EUR) è stata parzialmente compensata da un aumento del 27% dei recuperi effettuati nel 2013 (da 0,7 miliardi di EUR a 0,9 miliardi di EUR);

19.  si rammarica che, a causa del quadro normativo a tutela degli interessi finanziari dell'Unione, della complessità delle relative procedure e del numero dei livelli di controllo che intervengono in numerosi settori, gli errori possono essere rettificati soltanto diversi anni dopo essersi verificati;

20.  fa notare che l'importo medio delle rettifiche finanziarie e dei recuperi effettuati nel periodo 2009-2013 è ammontato a 2,7 miliardi di EUR, che rappresentano il 2,1% dell'importo medio dei pagamenti a titolo del bilancio dell'Unione nel periodo in questione; osserva che, stando alla Commissione, tale tendenza si spiega con la chiusura del periodo di programmazione 2000-2006(83); rileva in particolare che, nel settore della politica di coesione, quattro quinti delle rettifiche effettuate nel periodo 2007-2013 si riferiscono a PO di periodi precedenti(84); ricorda che gli Stati membri hanno il diritto di sostituire le spese non ammissibili riscontrate con spese legittime e regolari in conformità con il quadro normativo vigente per i fondi strutturali;

21.  ricorda alla Commissione e agli Stati membri che hanno il dovere di adottare misure correttive a tutela del bilancio dell'Unione nel caso di sistemi di controllo inefficaci o di spese irregolari; fa rilevare che la Commissione e gli Stati membri ricorrono a tali misure correttive e osserva che, se queste non fossero state applicate ai pagamenti del 2013 oggetto di audit da parte della Corte dei conti, il tasso di errore stimato complessivo sarebbe stato del 6,3% invece che del 4,7%; sottolinea che la Corte dei conti ha riscontrato che, in una serie di operazioni inficiate da errori, in particolare nei settori a gestione concorrente, le autorità disponevano di sufficienti informazioni per poter individuare e rettificare gli errori; chiede pertanto che la Corte dei conti, nelle sue future relazioni annuali, effettui una stima del tasso di errore nel caso in cui sono state adottate tutte le misure correttive;

22.  deplora inoltre il fatto che le misure in questione abbiano a tutt'oggi un'incidenza finanziaria limitata sul bilancio dell'Unione, dal momento che oltre il 40% delle rettifiche finanziarie effettuate nel 2013 non sono considerate entrate con destinazione specifica(85) ma possono essere utilizzate dagli stessi Stati membri responsabili delle rettifiche in oggetto nell'ambito della politica di coesione, compromettendo in tal modo l'effetto preventivo delle rettifiche finanziarie;

23.  osserva che, nel caso della politica di coesione, circa il 28% delle rettifiche finanziarie effettuate nel 2013 ha comportato una riduzione netta del finanziamento dell'Unione al programma e allo Stato membro interessato;

24.  rileva con preoccupazione che la suddetta comunicazione della Commissione del 29 settembre 2014 non necessariamente fornisce informazioni attendibili sui ritiri, i recuperi e i recuperi pendenti dei Fondi strutturali da parte degli Stati membri, dal momento che la Commissione dichiara di aver dovuto adottare un approccio prudente a causa di alcune lacune nelle cifre fornite dagli Stati membri, in modo da assicurare che gli importi di cui sopra non siano sopravvalutati(86);

25.  invita la Commissione e gli Stati membri a porre in essere valide procedure per confermare i tempi, l'origine e gli importi delle misure correttive e a fornire informazioni che consentano, quanto più possibile, di conciliare l'anno in cui viene effettuato il pagamento, l'anno in cui viene individuato il relativo errore e l'anno in cui i recuperi o le rettifiche finanziarie vengono menzionati nelle note allegate ai conti, tenendo conto del carattere pluriennale dell'intera procedura; ritiene altresì fondamentale una completa informazione relativa ai recuperi e alle rettifiche finanziare, oltre che la piena trasparenza dei dati relativi al disimpegno di fondi e alle procedure di infrazione relative all'anno in considerazione;

Relazione di sintesi e relazioni annuali di attività

26.  constata che i direttori generali della Commissione hanno espresso un totale di 17 riserve quantificate in materia di spese; sottolinea che il numero ridotto di riserve quantificate nel 2013 (21 nel 2012) non ha avuto l'effetto di ridurre l'entità dell'importo a rischio e che l'importo totale massimo a rischio annunciato dalla Commissione nella sua relazione di sintesi(87) è inferiore a 4,179 miliardi di EUR, che corrisponde al 2,8% di tutte le spese effettuate;

27.  chiede alla Commissione di precisare ulteriormente il calcolo dell'importo a rischio(88) per spiegare l'incidenza stimata dei meccanismi correttivi sull'importo in parola e di emettere nella relazione di sintesi una vera e propria "dichiarazione di affidabilità" sulla base delle relazioni annuali di attività dei direttori generali;

28.  ricorda che le cifre cumulative utilizzate dalla Commissione riguardano i meccanismi correttivi applicati dalla stessa e dagli Stati membri (rettifiche finanziarie e recuperi) diversi anni dopo l'esborso dei fondi (in particolare durante i periodi 1994-1999 e 2000-2006) e rileva che, all'epoca, né la Corte dei conti né la Commissione hanno comunicato tassi di errore precisi;

Pressione sul bilancio

29.  è preoccupato per il fatto che, a causa dell'inaccettabile posizione assunta dal Consiglio durante i negoziati sul bilancio annuale dell'Unione e nonostante l'elevato livello dei pagamenti, dai conti si evince che nel 2013 è proseguita la tendenza al rialzo degli impegni finanziari non liquidati (alla rubrica 1b, soprattutto per la politica regionale, il livello degli impegni finanziari non liquidati a fine 2013 è stimato a 23,4 miliardi di EUR, rispetto ai 5 miliardi a fine 2010, ai 11 miliardi di EUR a fine 2011 e ai 16 miliardi di EUR a fine 2012) e di altre passività; osserva che questi ultimi ammontavano a fine anno a 322 miliardi di EUR(89) e che tale cifra è destinata probabilmente ad aumentare nel 2014;

30.  ricorda che alla fine del 2013 l'ammontare stimato dei RAL era pari a 322 miliardi di EUR e che si prevedeva un loro aumento nel corso del 2014; ritiene che tale situazione sia de facto in contraddizione con l'articolo 310 TFUE che disciplina la sana gestione finanziaria inficiando la legalità del bilancio;

31.  sottolinea che tali obblighi finanziari "incombenti" sono motivo di particolare preoccupazione giacché, per la prima volta, i massimali di pagamento dovrebbero rimanere sostanzialmente stabili in termini reali per diversi anni(90);

32.  sottolinea l'esiguità delle risorse finanziarie in tempi di crisi economica; rileva tuttavia che, per gran parte del bilancio, i massimali di spesa per le rubriche del QFP sono ripartiti in stanziamenti annui per Stato membro; osserva che la modalità di assorbimento dei fondi da parte degli Stati membri diventa spesso il principale obiettivo politico (pena la perdita degli stessi)(91); invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a promuovere il passaggio da una cultura della spesa a una cultura del rendimento, incentrata sui risultati ottenuti in base ai principi di efficienza, efficacia ed economia;

33.  sottolinea che, alla fine del 2013, l'importo lordo dei prefinanziamenti ammontava a 79,4 miliardi di EUR e insiste sul fatto che il protrarsi dei periodi di prefinanziamento può comportare un maggiore rischio di errore o di perdite; sottolinea che tale rischio esiste in particolare per la rubrica 4 del bilancio ("L'UE come attore globale"), in cui per un'operazione standard trascorrono quattro anni fra l'impegno e la registrazione della spesa finale corrispondente da parte della Commissione;

34.  esorta la Commissione una volta di più a preparare e a pubblicare una "previsione di tesoreria a lungo termine", che preveda il fabbisogno futuro di pagamenti per garantire che si possa dar corso ai pagamenti necessari a titolo dei bilanci annuali approvati; esige che la Commissione presenti, se necessario, modifiche ai regolamenti esistenti qualora i bilanci annuali non possano fornire stanziamenti sufficienti per soddisfare il livello necessario di pagamenti;

35.  ribadisce la necessità di lavorare per trovare soluzioni a lungo termine che possano consentire alla Commissione di riprendere il controllo del suo bilancio; rileva che vi è una particolare necessità di una maggiore enfasi sulla responsabilità e di un accento sui risultati in materia di prestazioni e spesa; sottolinea a tal fine l'esigenza che il Parlamento svolga un ruolo più importante nel controllo di spese e prestazioni;

Strumenti finanziari

36.  osserva che, a fine 2013, erano stati creati 941 strumenti di ingegneria finanziaria (SIF) nell'ambito di 176 PO a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo (FSE) in 25 Stati membri; esprime particolare preoccupazione per il fatto che fosse stato effettivamente versato ai beneficiari finali appena il 47% dei 14,3 miliardi di EUR (6,7 miliardi di EUR) erogati agli SIF, sebbene tale importo rappresenti un aumento rispetto ai 4,7 miliardi di EUR versati entro la fine del 2012; osserva che il tasso medio di esborso del 47% a fine 2013 maschera una certa variazione tra i fondi e gli Stati membri; rileva che l'esborso medio copre tutti e 900 i fondi: quelli costituiti nel 2008 e quelli neocostituiti nel 2013 la cui applicazione era appena all'inizio; osserva che, mentre alcuni fondi hanno scarsi risultati, altri hanno già raggiunto il 100% di assorbimento e stanno ora reinvestendo i fondi di rotazione;

37.  osserva che sono stati creati 14 SIF negli Stati membri a titolo del Fondo di sviluppo rurale; rileva che, fino alla fine del 2013, sono stati versati a banche in Romania, Bulgaria, Grecia, Italia e Lituania 443,77 milioni di EUR dal bilancio dell'Unione; esprime preoccupazione per il fatto che neppure un euro dell'importo in questione sia stato erogato ai beneficiari finali; constata che, per sei SIF creati nell'ambito del Fondo europeo per la pesca, è stato versato a banche in Grecia, Romania, Bulgaria, Estonia, Lettonia e Paesi Bassi un importo di 72,37 milioni di EUR; osserva che soltanto in Lettonia gli importi disponibili sono stati interamente versati ai beneficiari finali, a fronte del 28% in Romania, del 77% in Bulgaria, del 91% in Estonia e dello 0% nei Paesi Bassi e in Grecia(92);

38.  si rammarica, inoltre, che tali strumenti siano complessi e difficili da contabilizzare correttamente, il che rende anche più difficile il controllo pubblico; invita la Commissione ad essere più trasparente e a riferire regolarmente sulla leva finanziaria, le perdite e i rischi quali le bolle degli investimenti; esorta la Commissione a presentare un quadro completo del numero di progetti finanziati a titolo di ciascuno degli SIF e dei risultati ottenuti, a indicare chiaramente la quota degli stanziamenti dell'Unione impiegata per cofinanziare tali progetti a titolo degli SIF e a presentare un'analisi costi-benefici dello strumento costituito dai SIF rispetto a forme più dirette di finanziamento dei progetti;

39.  si compiace del fatto che, nel corso delle riunioni annuali di verifica, l'attuazione degli strumenti finanziari venga sistematicamente inclusa all'ordine del giorno e che siano poi analizzate le carenze e proposte azioni correttive; riconosce con soddisfazione che, per il prossimo periodo 2014-2020, le carenze nel settore sono state corrette, vale a dire che i pagamenti saranno trasferiti ai fondi di gestione degli strumenti finanziari solo quando l'effettivo esborso ai beneficiari finali avrà raggiunto una determinata percentuale;

40.  raccomanda, tenuto conto della pressione sulla dotazione per i pagamenti e del fatto che l'articolo 140, paragrafo 7, del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (il regolamento finanziario) impone di evitare saldi eccessivi negli strumenti finanziari, che la Commissione garantisca che i contributi a titolo del bilancio dell'Unione a favore di tali strumenti rispecchino il reale fabbisogno di tesoreria;

41.  esprime particolare preoccupazione per alcune risultanze della Corte dei conti circa l'efficacia del combinare le sovvenzioni dei meccanismi d'investimento regionali con i prestiti concessi dalle istituzioni finanziarie a sostegno delle politiche esterne dell'Unione(93);

42.  sottolinea che, sebbene gli strumenti in questione siano stati creati correttamente, i potenziali benefici della combinazione non sono stati realizzati appieno in ragione delle carenze gestionali presso la Commissione; chiede a quest'ultima di erogare i finanziamenti soltanto allorché i beneficiari ne hanno effettivamente bisogno e di migliorare il controllo dell'esecuzione delle sovvenzioni dell'Unione;

Responsabilità della Commissione e degli Stati membri nella gestione concorrente

43.  sottolinea che, a norma dell'articolo 317 TFUE, la Commissione è responsabile, in ultima istanza, dell'esecuzione del bilancio dell'Unione; sottolinea che, sebbene l'esecuzione del bilancio nell'ambito della gestione concorrente spetti alla Commissione, i compiti di esecuzione sono delegati, a norma dell'articolo 59 del regolamento finanziario, agli Stati membri, i quali ne hanno di conseguenza la responsabilità politica e finanziaria; ribadisce pertanto che gli Stati membri dovrebbero agire rigorosamente in conformità del principio di sana gestione finanziaria e non dovrebbero compromettere la propria responsabilità nella gestione dei fondi dell'Unione;

44.  prende atto della comunicazione della Commissione del 28 ottobre 2014, relativa all'adozione delle raccomandazioni del gruppo di lavoro interistituzionale per la creazione e l'uso delle dichiarazioni nazionali (COM(2014)0688); sottolinea che la presentazione della dichiarazione è volontaria e pertanto si compiace del fatto che quattro Stati membri (Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito) abbiano deciso di presentarla; deplora, tuttavia, che le dichiarazioni differiscano per forma, portata, completezza e periodo di riferimento, e rileva che esse risultano quindi poco utili;

45.  sottolinea che, secondo numerose dichiarazioni della Corte dei conti, le dichiarazioni nazionali di gestione trasmesse dai quattro Stati membri summenzionati hanno un valore molto limitato nel processo di audit della Corte dei conti e non possono essere considerate come una fonte affidabile di informazioni per il rilascio della dichiarazione di affidabilità;

46.  deplora inoltre, in relazione alla predetta comunicazione della Commissione del 28 ottobre 2014, la mancanza di progressi sostanziali nel miglioramento della gestione finanziaria, mancanza che potrebbe comportare una perdita continua di fondi dell'Unione a causa di decisioni errate a livello politico e amministrativo; chiede l'introduzione di un sistema sanzionatorio nel caso in cui gli Stati membri trasmettano informazioni e dichiarazioni inesatte sui programmi;

47.  invita pertanto la Commissione e il Consiglio ad adottare misure concrete e significative per permettere i necessari progressi in una sana gestione finanziaria, compreso il maggiore utilizzo dello strumento delle dichiarazioni nazionali che, in pratica, non richiede molti sforzi supplementari (secondo le stime, meno di 1 equivalente a tempo pieno su base annua per ogni Stato membro), rilevando al contempo che è molto importante che gli Stati membri si assumano la responsabilità politica dell'utilizzo dei fondi dell'Unione con un documento pubblico; invita la Commissione e gli Stati membri a pubblicare non solo le dichiarazioni nazionali, ma anche le sintesi annuali e le dichiarazioni di gestione, onde fornire un quadro più chiaro e ottenere un reale miglioramento della gestione finanziaria; esorta la Commissione a presentare una raccomandazione al Parlamento e al Consiglio per promuovere l'uso delle dichiarazioni nazionali in linea con le raccomandazioni del gruppo di lavoro interistituzionale per la creazione e l'uso delle dichiarazioni nazionali;

48.  ritiene essenziale promuovere la piena trasparenza nell'uso dei fondi strutturali attraverso la pubblicazione della documentazione contabile relativa ai progetti approvati;

Attendibilità dei dati trasmessi dagli Stati membri

49.  osserva che la mancata attendibilità dei controlli di primo livello da parte degli Stati membri nell'ambito della gestione concorrente compromette la credibilità delle relazioni annuali di attività elaborate dai servizi della Commissione e della relazione di sintesi adottata dalla Commissione, dal momento che esse si basano in parte sui risultati dei controlli effettuati dalle autorità nazionali; ribadisce la propria richiesta che la Commissione valuti e, se necessario, rettifichi i dati forniti dagli Stati membri, onde elaborare relazioni annuali di attività attendibili e oggettive;

50.  chiede che i direttori generali riferiscano dettagliatamente nelle loro relazioni annuali di attività in merito ai tassi di errore notificati dagli Stati membri e alle rettifiche apportate dalla Commissione, se del caso a livello dei PO;

Stati membri con i peggiori risultati

51.  accoglie con favore il quadro generale dei risultati dell'audit della Corte dei conti in termini di fondi gestiti in regime di gestione concorrente nel settore agricolo e della coesione nel 2009-2013, pubblicato dalla Corte dei conti unitamente alla sua relazione annuale 2013, che viene parzialmente incontro alla richiesta espressa dal Parlamento nella risoluzione di discarico del 2012 di informazioni specifiche per paese nell'ambito della gestione concorrente;

52.  sottolinea che, secondo i dati forniti dalla Corte dei conti in merito all'entità e alla percentuale dei fondi a rischio a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo sociale europeo e del Fondo di coesione (fonti dati incluse nelle relazioni annuali di attività 2013 della DG Occupazione, affari sociali e inclusione e della DG Politica regionale e urbana), i tassi di errore più elevati si registrano in Slovacchia, nel Regno Unito e in Spagna;

53.  sottolinea che, secondo i dati forniti dalla Corte dei conti in merito all'entità e alla percentuale dei fondi a rischio a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo sociale europeo e del Fondo di coesione (fonti dati incluse nelle relazioni annuali di attività 2013 della DG Agricoltura e sviluppo rurale), i tassi di errore più elevati si registrano in Romania, in Bulgaria e in Portogallo;

54.  invita la Corte dei conti a elaborare una propria metodologia di rendicontazione per paese, tenendo presenti non solo gli importi a rischio, ma anche i sistemi di gestione e di controllo degli Stati membri, unitamente ai meccanismi correttivi applicati dalla Commissione e dagli Stati membri per valutare adeguatamente l'andamento della gestione negli Stati membri con i peggiori risultati e a raccomandare le migliori soluzioni possibili;

55.  ricorda che la corruzione nuoce gravemente ai fondi dell'Unione; esprime preoccupazione per i dati dai quali emerge che alcuni Stati membri sono particolarmente interessati da tale fenomeno e ricorda, a questo proposito, la raccomandazione della Commissione del 29 maggio 2013 relativa alla raccomandazione del Consiglio sul programma nazionale di riforma 2013 dell'Italia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dell'Italia 2012-2017"(94); chiede una rapida adozione della direttiva relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale;

Conflitti d'interesse

56.  deplora che in alcuni Stati membri la normativa sul conflitto d'interesse per i membri del parlamento, i membri del governo e i membri dei consigli locali sia vaga e insufficiente; invita la Commissione a valutare attentamente la situazione attuale e, se necessario, a presentare raccomandazioni o addirittura soluzioni giuridicamente vincolanti; ritiene che lo stesso dovrebbe applicarsi ai candidati Commissari e ai membri della Commissione;

Entrate: risorse proprie basate sull'RNL

57.  rileva che l'audit della Corte dei conti (cfr. relazione annuale 2013, punto 2.27) non riscontra alcun errore sostanziale nel calcolo, da parte della Commissione, dei contributi degli Stati membri e del relativo pagamento, che si basano per lo più sui dati relativi alle previsioni del reddito nazionale lordo (RNL) per il 2013;

58.  chiede alla Commissione di garantire che i dati di Eurostat e degli Stati membri siano identici in quanto l'indicatore dell'RNL rappresenta il punto di riferimento fondamentale non solo per le entrate, ma anche per le spese dell'Unione;

59.  ricorda le critiche formulate dalla Corte dei conti nella sua relazione annuale per il 2012 in relazione alla mancata efficacia della verifica dei dati RNL da parte della Commissione (cfr. relazione annuale 2012, punto 2.41); sottolinea che il ricorso protratto alle riserve generali e l'eccessiva durata del ciclo di verifica dei dati RNL utilizzati ai fini delle risorse proprie possono comportare incertezza di bilancio, come messo in evidenza dalle discussioni tra gli Stati membri in merito al progetto di bilancio rettificativo n. 6 al bilancio generale 2014(95);

60.  deplora che alcuni Stati membri, pur essendo a conoscenza dei cambiamenti intervenuti nella metodologia statistica per il calcolo del contributo basato sull'RNL dalla primavera 2014, non abbiano previsto che i cambiamenti in questione avrebbero comportato un aumento del loro contributo al bilancio;

61.  si rammarica che la Commissione abbia per forza voluto trattare il fascicolo come se fosse di natura puramente tecnica(96), pur sapendo perfettamente sin dalla primavera 2013 che i cambiamenti nella metodologia statistica per il calcolo del contributo basato sull'RNL avrebbero comportato un sostanziale aumento dei contributi di taluni Stati membri;

62.  ricorda che la Corte dei conti ha constatato, nel suo parere n. 7/2014(97), che la proposta della Commissione di consentire il pagamento differito dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) e dei saldi e degli adeguamenti RNL in caso di circostanze eccezionali, può aumentare la complessità del sistema delle risorse proprie e l'incertezza di bilancio per gli Stati membri;

63.  sottolinea, in particolare, che la proposta della Commissione che modifica il regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 recante applicazione della decisione n. 2007/436/CE, Euratom, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee (COM(2014)0704) si riferisce soltanto alla sospensione del termine per gli Stati membri per rendere disponibili le risorse in caso di importi significativi derivanti da saldi e adeguamenti IVA e RNL positivi e rileva che, qualora gli Stati membri presentino ingenti saldi e adeguamenti IVA e RNL negativi, la Commissione potrebbe essere costretta a reperire entrate supplementari mediante un bilancio rettificativo;

64.  deplora che il Consiglio non sia riuscito finora ad avanzare verso la riforma del sistema delle risorse proprie sulla base delle proposte legislative, nonostante la Commissione abbia proposto una riforma globale del sistema delle risorse proprie, che è stata accolta favorevolmente dal Parlamento(98), mirante a rendere il sistema delle risorse proprie più equo, più comprensibile, più trasparente e più efficiente e a ridurre i contributi nazionali;

Misure da adottare

65.  esorta la Commissione a:

   ridurre a un massimo di quattro anni la durata del ciclo di verifica dei dati RNL utilizzati ai fini delle risorse proprie, se necessario mediante l'avvio di una procedura d'infrazione e/o imponendo termini rigorosi per la revoca delle riserve;
   limitare il ricorso alle riserve generali a casi eccezionali di rischio significativo di mancata tutela degli interessi finanziari dell'Unione, per esempio allorché uno Stato membro procede a una revisione approfondita durante il ciclo di verifica o a intervalli irregolari;
   redigere un piano d'azione per porre rimedio alle carenze individuate dalla Corte dei conti nella sua relazione speciale n. 11/2013 e riferire in merito al Parlamento europeo e alla Corte dei conti entro la fine del giugno 2015;
   predisporre e monitorare attentamente un piano d'azione dettagliato, specificandone chiaramente le finalità, per far fronte ai problemi riscontrati nella compilazione dei conti nazionali della Grecia;
   apportare una modifica alla predetta proposta della Commissione COM(2014)0704 al fine di autorizzare la Commissione a rinviare il rimborso degli importi dovuti in caso di saldi e adeguamenti "negativi";

66.  evidenzia le carenze riscontrate dalla Corte dei conti nella relazione speciale n. 2/2014 dal titolo "I regimi di scambi preferenziali sono gestiti in modo adeguato?" nell'ambito della strategia di controllo e della gestione dei rischi in Germania, Francia e Regno Unito, che comportano potenziali perdite per il bilancio dell'Unione; rileva che tali carenze sono state confermate dall'importo delle entrate potenzialmente perse rilevato in questi tre Stati membri; osserva che, estrapolando gli errori riscontrati nel suo campione del 2009, la Corte ha stimato in 655 milioni di EUR l'importo dei dazi interessati in questi Stati membri a causa della prescrizione; rileva che ciò rappresenta circa il 6% dell'ammontare lordo dei dazi all'importazione riscossi nei cinque Stati membri selezionati quell'anno, di cui 167 milioni di EUR per la Germania, 176 milioni di EUR per la Francia e 312 milioni di EUR per il Regno Unito;

Agricoltura

Agricoltura: sfida demografica e sfida legata alla struttura dei beneficiari

67.  sottolinea che i mutamenti demografici incidono sulla politica agricola comune (PAC) più che su qualsiasi altra politica dell'Unione, dal momento che circa un terzo dei 12 milioni di agricoltori europei tra cui è ripartito oltre il 45% del bilancio dell'Unione sono ultrasessantacinquenni, mentre appena il 6% hanno meno di 35 anni di età(99); accoglie pertanto con favore il programma di promozione dei giovani agricoltori avviato nel contesto della riforma della PAC;

68.  si rammarica del fatto che le misure avviate dalla Commissione nel settore della politica agricola non siano state finora in grado di correggere lo squilibrio demografico e, alla luce di questo, invita la Commissione a riesaminare il sostegno a titolo del bilancio agricolo;

69.  sottolinea il fatto che meno del 2% degli agricoltori dell'Unione riceve il 31% dei pagamenti diretti previsti dalla PAC; sottolinea che la PAC dovrebbe mirare in particolare ai piccoli agricoltori e ritiene che la pratica attuale comprometta ulteriormente l'accettazione politica della PAC;

70.  ribadisce che, per rendere più equa la PAC, il Parlamento e il Consiglio hanno introdotto(100) una riduzione dei pagamenti superiori a 150 000 EUR e un eventuale livellamento dei pagamenti diretti; chiede quindi che la Corte dei conti controlli l'efficienza e l'efficacia di questa misura prima delle sue prossime relazioni annuali;

71.  fa osservare che la Repubblica ceca, seguita da Slovacchia, Ungheria, Germania e Bulgaria, presenta le maggiori disparità a livello dei sistemi agricoli(101); invita la Commissione e gli Stati membri a garantire un migliore equilibrio della struttura dei loro beneficiari e chiede che il Direttore generale della DG AGRI alleghi ogni anno alla sua relazione annuale di attività i dati indicativi sulla ripartizione, per Stato membro e categoria di beneficiari, degli aiuti diretti ai produttori a titolo della PAC;

Agricoltura: tasso di errore relativo al primo pilastro

72.  deplora che i pagamenti a titolo del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) per il 2013 siano inficiati da errori rilevanti, con un tasso di errore più probabile stimato dalla Corte dei conti al 3,6% (2012: 3,8%)(102) e che dei cinque sistemi di controllo per i pagamenti esaminati, due siano risultati inefficaci, due solo parzialmente efficaci e soltanto uno efficace;

73.  sottolinea che per 33 dei 101 errori quantificabili individuati dalla Corte dei conti, le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e rettificare tali errori almeno parzialmente e che, se tutte queste informazioni fossero state utilizzate opportunamente, il tasso di errore più probabile per questo settore sarebbe stato inferiore dell'1,1% e quindi relativamente prossimo alla soglia di rilevanza del 2%; sottolinea che gli Stati membri hanno una seria responsabilità nella corretta e legittima attuazione del bilancio dell'Unione in quanto sono responsabili della gestione dei fondi dell'Unione;

Condizionalità

74.  segnala che l'audit della Corte dei conti ha preso in esame i requisiti di condizionalità e che i casi di mancato rispetto di tali obblighi sono stati trattati come errori, purché potesse essere dimostrato che la violazione sussisteva già nell'anno in cui l'agricoltore aveva presentato la domanda di aiuto; rileva che la Corte dei conti incorpora le carenze nell'ambito della condizionalità nel suo calcolo del tasso di errore; osserva tuttavia che, a giudizio della Commissione, la condizionalità non riguarda l'ammissibilità ai pagamenti, ma si limita a dare luogo a sanzioni amministrative;

75.  rileva che nella sua risposta alla Corte dei conti la Commissione precisa che nel periodo di programmazione 2014-2020 è stato semplificato il quadro giuridico e chiede che la Commissione riferisca entro la fine del 2015 sulle modalità con cui tali misure di semplificazione abbiano funzionato concretamente e quali misure supplementari andrebbero adottate in materia di complesse normative e requisiti di ammissibilità tuttora in vigore;

Tasso di errore relativo alle misure di mercato

76.  manifesta inquietudine per il fatto che il tasso di errore relativo alle misure di mercato nel settore agricolo è pari al 7,44% come calcolato dalla Commissione; deplora che si tratti del secondo tasso di errore più elevato in un ambito d'intervento per il 2013;

77.  sottolinea che le riserve formulate dal Direttore generale della DG AGRI nella sua relazione annuale di attività 2013 confermano l'inquietante situazione delle misure di mercato, dal momento che ne sono stati coinvolti sette regimi di aiuto in nove Stati membri, in particolare il settore ortofrutticolo, la ristrutturazione dei vigneti, gli investimenti in ambito vinicolo, le restituzioni all'esportazione per il pollame e il programma di distribuzione del latte nelle scuole;

78.  richiama l'attenzione sul fatto che molti dei programmi più piccoli, come ad esempio i programmi di distribuzione di frutta e latte nelle scuole, non sono facili da gestire, in parte a causa del carico burocratico che li accompagna, per cui la loro diffusione ed esecuzione non sono ottimali;

79.  deplora le rilevanti carenze riscontrate nelle procedure di controllo applicate in sede di concessione del riconoscimento alle associazioni di produttori ortofrutticoli(103) in Polonia, Austria, Paesi Bassi e Regno Unito, come evidenziato dalla Corte dei conti nella sua relazione annuale per il 2013 e confermato dal Direttore generale della DG AGRI che, nella sua relazione annuale di attività 2013, ha espresso una riserva in base alla previsione che è a rischio circa il 25% della spesa totale sostenuta nell'ambito della presente misura, cioè 102,7 milioni di EUR;

80.  deplora, in particolare, le carenze riscontrate dalla Commissione riguardo alle misure concernenti la "ristrutturazione dei vigneti" in Spagna, che ha giustificato la riserva espressa dal Direttore generale della DG AGRI sulla base di un tasso di errore del 33% e un importo a rischio di 54 milioni di EUR, nonché alla misura "Esportazione di prodotti avicoli in Francia", sulla base di un tasso di errore del 69,6% e un importo a rischio di 29,3 milioni di EUR;

Attendibilità dei dati forniti dagli Stati membri sui pagamenti diretti

81.  si compiace del fatto che, poiché i tassi di errore comunicati dagli Stati membri nelle loro statistiche non coprono tutte le componenti del tasso di errore residuo e non sono sempre attendibili, la DG AGRI ha condotto una valutazione individuale per ciascun organismo pagatore, sulla base di tutte le informazioni disponibili, tra cui le risultanze degli audit della Corte dei conti;

82.  ribadisce le dichiarazioni della Corte dei conti(104), secondo cui i risultati del nuovo approccio dimostrano che le statistiche degli Stati membri sulle ispezioni, le dichiarazioni dei direttori degli organismi pagatori e il lavoro svolto dagli organismi di certificazione possono offrire soltanto una garanzia limitata;

83.  sottolinea che, sebbene quasi tutti gli organismi pagatori per i pagamenti diretti fossero accreditati e certificati dalle autorità di certificazione e sebbene 79 delle 82 dichiarazioni di affidabilità da parte degli organismi pagatori avessero ricevuto un parere senza rilievi dagli organismi di certificazione nel 2013, confermando in tal modo la correttezza delle dichiarazioni di affidabilità presentate dai direttori degli organismi pagatori, la Commissione ha dovuto comunque rivedere al rialzo i tassi di errore comunicati da 42 organismi pagatori su 68, con un tasso di errore residuo superiore al 2%;

84.  rileva che i cinque organismi pagatori che presentano il tasso di errore più elevato sono stati:

1.  Regno Unito, RPA

5,66% (notifica dello Stato membro: 0,67%)

2.  Grecia, OKEPE

5,17% (notifica dello Stato membro: 0,83%)

2.  Spagna, AVGA

4,71% (notifica dello Stato membro: 1,93%)

4.  Portogallo, IFAP

4,37% (notifica dello Stato membro: 0,82%)

5.  Romania, PIAA

4,27% (notifica dello Stato membro: 1,77%)

85.  si rammarica che l'attuale quadro legislativo non preveda sanzioni per gli organismi pagatori che presentano dichiarazioni incorrette o false(105);

86.  chiede ai funzionari dell'Unione europea di rafforzare la vigilanza e di controllare e coordinare più da vicino gli organismi pagatori nazionali negli Stati membri in questione, così da porre rimedio alle carenze riscontrate, in particolare per quanto riguarda gli organismi pagatori che negli ultimi tre anni hanno dato prova di risultati costantemente inferiori alle aspettative, ai fini di una maggiore efficacia della gestione dei pagamenti;

SIGC e SIPA

87.  condivide l'opinione espressa dalla Commissione e dalla Corte dei conti, secondo cui il Sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC) svolge un ruolo chiave nel prevenire e ridurre gli errori presenti nelle domande inoltrate dagli agricoltori e sottolinea che il suo corretto funzionamento avrebbe dovuto garantire l'assenza di errori rilevanti nei pagamenti diretti nel settore agricolo;

88.  deplora, tuttavia, che il persistere di carenze nelle procedure di esclusione dei terreni non ammissibili dal Sistema per l'identificazione delle parcelle agricole (SIPA) e nel trattamento amministrativo delle domande degli agricoltori contribuisca notevolmente al livello rilevante di errori ancora riscontrabile nei pagamenti FEAGA;

89.  sottolinea ancora una volta la dimensione orizzontale delle carenze riscontrate nel SIPA; rileva che, dal 2007, la Corte dei conti ha esaminato il SIGC presso 38 organismi pagatori in tutti i 28 Stati membri e si rammarica profondamente che solo sette dei sistemi di controllo siano risultati efficaci, a fronte di ventidue parzialmente efficaci e nove inefficaci; invita la Commissione a garantire che i rischi finanziari per il bilancio siano coperti con rettifiche finanziarie nette;

Procedure intese a garantire il recupero dei pagamenti indebiti

90.  è preoccupato per il fatto denunciato dalla Corte dei conti(106), secondo cui le somme andate perdute a causa di irregolarità o negligenze relative ai crediti per l'esercizio 2008 o precedenti erano state notificate ai debitori in Irlanda con notevole ritardo e non erano state oggetto di alcuna procedura di recupero o di esecuzione forzata per parecchi anni;

91.  afferma che, fino alla fine del 2012, dei 6,7 milioni di EUR di debiti non recuperati relativi a questi anni di domanda, 2,3 milioni di EUR sono stati sostenuti dall'Unione in applicazione della regola di condivisione 50/50, nonostante il ritardo constatato dalla Corte dei conti nella procedura di notifica, e teme che il denaro sia definitivamente perduto per il bilancio dell'Unione;

92.  esprime preoccupazione altresì per i rilievi della Corte dei conti in relazione al fatto che le autorità italiane non hanno registrato se i debiti fossero imputabili a irregolarità o a errori amministrativi che potrebbero dar luogo a imputazioni al bilancio dell'Unione; chiede alla Commissione di riferire in merito a tale situazione tramite un'analisi dettagliata entro la fine dell'anno;

93.  osserva che, secondo i dati della relazione annuale di attività della DG AGRI per il 2013(107), gli Stati membri che presentavano i peggiori risultati in materia di recuperi dei pagamenti indebiti sono la Bulgaria, con un tasso di recupero del 4%, la Grecia con il 21%, la Francia e la Slovenia con il 25%, la Slovacchia con il 27%, e l'Ungheria con il 33%; esprime preoccupazione per i livelli allarmanti dei recuperi in determinati settori e chiede alla Commissione una relazione sulle cause e le possibilità di conseguire miglioramenti;

Procedura di liquidazione dei conti

94.  rileva che nel 2013 la Commissione ha adottato quattro decisioni di conformità, che hanno comportato rettifiche finanziarie per un importo di 1,1168 miliardi di EUR (861,9 milioni di EUR relativi al FEAGA e 236,2 milioni di EUR relativi al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)), il che rappresenta circa il 2% del bilancio dell'Unione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale nel 2013 (1,4% nel periodo 2008-2012);

95.  sottolinea che tale importo non può essere rapportato al tasso di errore più probabile fornito dalla Corte di conti, in quanto gli audit di conformità della Commissione sono basati su sistemi, non verificano la regolarità delle operazioni sottostanti, riguardano spese relative a più esercizi di bilancio, comportano rettifiche finanziarie effettuate per il 65% su base forfettaria e, di conseguenza, non permettono di calcolare un tasso di errore annuo(108);

96.  sottolinea che l'aumento nel 2013 del livello medio delle rettifiche finanziarie rispetto al periodo 2008-2012 è imputabile per lo più, in base alle conclusioni della Corte dei conti(109), al calo dell'arretrato dei fascicoli di audit aperti – da 553 a fine 2012 a 516 a fine 2013 – e che la risoluzione di questi casi, che si riferivano agli esercizi precedenti al 2010, ha comportato rettifiche finanziarie per 881 milioni di EUR (pari al 79% del totale);

97.  è preoccupato dal fatto che le disposizioni attualmente in vigore non garantiscono l'indipendenza dell'organo di conciliazione che potrebbe essere coinvolto nella procedura di verifica della conformità(110);

Sviluppo rurale, ambiente, pesca e salute

98.  osserva che i pagamenti nei settori dello sviluppo rurale, dell'ambiente, della pesca e della salute per il 2013 sono inficiati da errori rilevanti, con una riduzione del tasso di errore più probabile dal 6,7% al 7,9% nel 2012, e che sette dei 13 sistemi di supervisione e di controllo esaminati per i pagamenti contabilizzati come spese negli Stati membri sono risultati parzialmente efficaci e sei inefficaci;

99.  condivide il parere espresso dalla Corte dei conti, secondo cui il tasso di errore più probabile sarebbe sceso al 2% se le autorità nazionali avessero utilizzato tutte le informazioni a loro disposizione per prevenire, individuare e rettificare gli errori; sottolinea che gli Stati membri hanno una seria responsabilità per quanto riguarda la corretta e legittima attuazione del bilancio dell'Unione, in quanto sono responsabili della gestione dei fondi dell'Unione;

100.  deplora che il tasso di errore medio calcolato dalla Corte dei conti per lo sviluppo rurale riscontrato negli ultimi tre anni sia stato dell'8,2% e che nel 2013 si sia attestato al 7,9%(111); si rammarica inoltre vivamente che si tratti del tasso di errore più elevato in un ambito d'intervento per il 2013;

101.  rileva che tali errori riscontrati dalla Corte dei conti si sono verificati soprattutto perché i beneficiari non hanno rispettato i criteri di ammissibilità, le norme sugli appalti non sono state correttamente applicate e gli impegni agroambientali non sono stati osservati;

102.  esprime preoccupazione per la costatazione della Corte dei conti, secondo cui presunte violazioni deliberate da parte di beneficiari privati hanno contribuito per un ottavo al tasso di errore nel settore dello sviluppo rurale, e deplora che la misura specifica "Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali" sia quella che ha contribuito più significativamente al tasso di errore negli investimenti privati(112), il che ha portato la Corte dei conti ad esprimere grave preoccupazione per quanto riguarda "l'efficacia e l'efficienza della misura nel conseguire i suoi obiettivi strategici";

103.  condivide l'opinione espressa dalla Corte dei conti(113), secondo cui gli errori sono in parte imputabili alla complessità delle regole e alla grande diversità dei regimi di aiuto nei programmi 2007-2013: in totale 46 misure per lo sviluppo rurale, ciascuna con le proprie norme e requisiti;

104.  osserva il crescente livello di sospensione e interruzione dei pagamenti effettuati dalla Commissione, che garantisce che vengano sistematicamente poste in essere azioni correttive nei casi in cui siano constatate delle carenze;

105.  accoglie con favore il nuovo approccio della Commissione al calcolo del tasso di errore residuo, che tiene conto di tutti gli audit e delle informazioni pertinenti allo scopo di adeguare il tasso di errore comunicato dagli Stati membri;

106.  deplora la mancata attendibilità dei dati comunicati dagli Stati membri sull'esito dei loro controlli; osserva che gli organismi di certificazione hanno espresso un giudizio con rilievi per un tasso di errore superiore al 2% soltanto per nove organismi pagatori su 74(114), mentre la Commissione ha emesso un giudizio con rilievi per 31 organismi in 24 Stati membri(115);

107.  deplora la scarsa qualità delle azioni correttive di alcuni Stati membri e l'assenza di un approccio sistematico per eliminare le cause degli errori in tutti gli Stati membri; sottolinea la mancanza di azioni preventive contro le diffuse carenze a livello di Unione;

108.  riconosce che i principali fattori alla base della sottoesecuzione di 4 300 000 EUR al capitolo 17 04 "Sicurezza degli alimenti e dei mangimi, salute e benessere degli animali e salute delle piante" sono rappresentati dai 900 000 EUR relativi a entrate con destinazione specifica per i diversi programmi che possono essere utilizzati nel 2014 e dai 2 000 000 EUR relativi al Fondo di emergenza; nota che, di quest'ultimo importo, il 50%, ossia 1 milione di EUR, è stato riportato al 2014 (per combattere la febbre catarrale ovina in Germania) e utilizzato in quell'esercizio;

Richieste rivolte alla Commissione, agli Stati membri e alla Corte dei conti nel settore dell'agricoltura e dello sviluppo rurale

109.  chiede alla Corte dei conti di calcolare separatamente i tassi di errore per le misure di mercato e per i pagamenti diretti nell'ambito del primo pilastro della PAC;

110.  raccomanda alla Commissione di monitorare attivamente l'applicazione di misure correttive riguardo alle carenze riscontrate nel sistema di controllo applicabile agli aiuti dell'Unione per il riconoscimento dei gruppi di produttori ortofrutticoli in Polonia e nei programmi operativi per le organizzazioni di produttori in Austria, Paesi Bassi e Regno Unito;

111.  esorta la Commissione a dimostrare il valore aggiunto dell'Unione delle misure di mercato nel settore agricolo, tenendo presente il rischio di potenziali perdite ai danni del bilancio dell'Unione, e la invita a prenderne in considerazione l'abolizione qualora il rischio fosse troppo elevato; invita la Commissione altresì a riferire, nella relazione sul seguito dato al discarico alla Commissione per il 2013, in merito alle azioni intraprese dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) alla luce della missione di audit delle restituzioni all'esportazione di pollame in Francia;

112.  chiede alla Commissione di elaborare proposte intese a sanzionare gli organismi pagatori in caso di dichiarazioni false o inesatte, tra cui i tre seguenti aspetti: le statistiche sulle ispezioni, le dichiarazioni degli organismi pagatori e il lavoro svolto dagli organismi di certificazione; chiede che la Commissione sia autorizzata a revocare il riconoscimento degli organismi pagatori in caso di gravi inesattezze;

113.  esorta il Direttore generale della DG AGRI a esaminare l'effettivo valore aggiunto di ritardare, anno dopo anno, le riserve giustificate dalle carenze riscontrate nel SIPA, laddove tali carenze hanno una chiara dimensione trasversale;

114.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie per garantire che il SIGC sia utilizzato al massimo delle sue potenzialità e, in particolare, per garantire che l'ammissibilità e le dimensioni delle parcelle agricole siano correttamente valutate e registrate dagli Stati membri, nonché che vengano adottate senza indugio azioni correttive adeguate da parte degli Stati membri in cui il SIGC risulta inficiato da errori sistemici;

115.  esorta la Commissione a far luce sui fatti denunciati dalla Corte dei conti in Irlanda e in Italia ai punti 3.24 e 3.25 della sua relazione annuale per il 2013 per quanto riguarda le irregolarità nel recupero dei pagamenti indebiti, ad adottare le necessarie misure correttive e a riferire in merito al Parlamento entro il giugno 2015;

116.  esorta la Commissione ad adottare misure per ridurre ulteriormente l'arretrato dei fascicoli di audit aperti nell'ambito della procedura di liquidazione dei conti, affinché tutti gli audit svolti prima del 2012 possano essere conclusi entro la fine del 2015;

117.  chiede, in particolare, che il mandato dei membri dell'organo di conciliazione incaricato della procedura di liquidazione dei conti abbia una durata limitata a un periodo iniziale di tre anni, eventualmente prorogabile per un massimo di un anno; chiede inoltre che siano evitati eventuali conflitti d'interesse nella gestione di tali fascicoli e che non siano rappresentati in seno all'organo di conciliazione gli Stati membri direttamente interessati dalle rettifiche finanziarie;

118.  chiede alla Commissione di presentare al Parlamento una relazione con dati disaggregati per Stato membro sull'attuazione del livellamento nei pagamenti diretti della PAC;

119.  chiede una PAC meno burocratica al fine di ridurre i tassi di errore; accoglie pertanto con favore l'impegno assunto dalla Commissione per fare della semplificazione e della sussidiarietà una delle massime priorità nei prossimi cinque anni; chiede che in casi estremi gli organismi pagatori con risultati costantemente inferiori alle aspettative si vedano privati del loro accreditamento;

120.  invita la Commissione a presentare a tempo debito un piano dettagliato per ridurre del 25% gli oneri burocratici nella PAC entro i cinque anni successivi;

121.  invita la Corte dei conti a esaminare il settore della politica di sviluppo rurale in un capitolo a parte della sua relazione annuale o almeno a calcolare tassi di errore prevedibile distinti per il settore della politica di sviluppo rurale, il settore della politica della pesca e il programma LIFE+;

122.  raccomanda alla Commissione di garantire che i piani d'azione degli Stati membri in materia di sviluppo rurale siano completati con l'inclusione di tutte le regioni e le misure rientranti nel loro ambito, in particolare le misure d'investimento, e che si tenga conto degli audit della Commissione e della Corte dei conti;

123.  invita la Commissione a riferire in merito al seguito dato ai casi di presunte violazioni deliberate denunciate dalla Corte dei conti all'OLAF, in particolare per quanto riguarda la misura di sviluppo rurale "Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali", e a riesaminare integralmente l'impianto di tale misura alla luce delle osservazioni critiche formulate dalla Corte dei conti in relazione alla sua efficienza ed efficacia nella relazione sul seguito dato al discarico alla Commissione per il 2013;

124.  esorta la Commissione a controllare da vicino l'attuazione dei programmi di sviluppo rurale e, nell'ambito dei propri audit di conformità, a tener conto delle norme applicabili, tra cui, se del caso, di quelle adottate a livello nazionale, onde ridurre il rischio che si ripresentino le carenze e gli errori riscontrati durante il periodo di programmazione 2007-2013;

Pesca

125.  prende atto della riserva formulata dalla DG MARE per quanto riguarda un tasso di errore superiore al 2% relativo alle spese dichiarate da taluni Stati membri e, nel caso di uno Stato membro, una relazione giudicata non affidabile e la mancata presentazione di una relazione; deplora la situazione riguardante lo Stato membro in questione; osserva, tuttavia, che essa è migliorata a seguito delle istruzioni impartite dalla Commissione allo Stato membro in questione;

126.  deplora il fatto che, a parte tali osservazioni, la Corte dei conti non abbia dettagliato con maggiore precisione il risultato dei suoi audit per lo specifico settore della pesca e degli affari marittimi e chiede che queste informazioni siano rese pubbliche a fini di trasparenza;

127.  prende atto che il 92,31% dei pagamenti della DG MARE è stato effettuato in tempo; osserva tuttavia con preoccupazione che il numero dei pagamenti in ritardo è aumentato rispetto all'esercizio finanziario precedente; constata con soddisfazione la diminuzione degli interessi di mora pagati nel 2013 e incoraggia quindi la DG MARE a mantenere i termini di pagamento conformi alle esigenze regolamentari;

Politica regionale, trasporti ed energia

UE2020

128.  sottolinea che, sull'importo totale dei pagamenti nel 2013 a titolo di tale politica settoriale (45 311 milioni di EUR), il 96% (43 494 milioni di EUR) è destinato alla politica regionale, in prevalenza attuata tramite il FESR e il Fondo di coesione (FC), 1 059 milioni di EUR sono destinati alla mobilità e ai trasporti e 758 milioni di EUR all'energia;

129.  riconosce il ruolo determinante della politica regionale dell'Unione nella riduzione delle disparità regionali e nella promozione della coesione economica, sociale e territoriale tra le regioni degli Stati membri e tra gli Stati membri stessi; riconosce che tale politica è la principale politica per investimenti a lungo termine nell'economia reale a livello dell'Unione, pari al 29% delle uscite totali di bilancio dell'Unione nel 2013, ed è uno strumento consolidato per favorire la crescita e creare posti di lavoro nell'Unione, mirato a sostenere il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020;

130.  riconosce il ruolo rilevante delle politiche dei trasporti e dell'energia, al fine di prefigurare per i cittadini e le imprese dell'Unione sistemi e servizi sicuri, sostenibili e competitivi nel settore dei trasporti e dell'energia, e sottolinea il contributo di dette politiche all'attuazione degli obiettivi della strategia Europa 2020;

131.  accoglie con favore il fatto che la Commissione verifichi l'efficacia, l'efficienza, la coerenza e il valore aggiunto europeo della politica regionale attraverso una valutazione a posteriori; si attende di ricevere aggiornamenti regolari della valutazione della Commissione;

132.  sottolinea che la Commissione dovrebbe garantire di ricevere dagli Stati membri dati coerenti e affidabili sull'utilizzazione dei fondi del FESR; ritiene che tali dati dovrebbero riportare i progressi dei programmi operativi, in termini non solo di resa finanziaria, ma anche di risultato(116);

133.  richiama l'attenzione sulla natura pluriennale del sistema di gestione della politica di coesione e sottolinea che la valutazione finale delle irregolarità relative all'attuazione della politica sarà possibile soltanto alla chiusura del periodo di programmazione;

Errori

134.  constata che, su 180 operazioni controllate dalla Corte dei conti, 102 (il 57%) erano viziate da errori; rileva che la Corte dei conti valuta con un livello di affidabilità del 95% che il tasso di errore nella popolazione si collochi tra il 3,7% e il 10,1% (rispettivamente, il limite inferiore e quello superiore dell'errore) e ritiene, sulla base di 40 errori da essa quantificati, che il tasso più probabile di errore si collochi al 6,9% (2012: 6,8 %);

135.  segnala che in 17 casi di errori quantificabili commessi dai beneficiari finali le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e rettificare gli errori prima che venisse presentata la dichiarazione di spesa alla Commissione; osserva che se tutte queste informazioni fossero state utilizzate per rettificare gli errori, il tasso di errore stimato nel settore di intervento oggetto del presente capitolo sarebbe stato inferiore di 3 punti percentuali; sottolinea che gli Stati membri hanno una seria responsabilità nella corretta e legittima attuazione del bilancio dell'Unione in quanto sono responsabili della gestione dei fondi dell'Unione;

136.  evidenzia che nel caso delle spese del FESR e del FC, nonché per la mobilità, i trasporti e l'energia, i principali rischi di non conformità riguardano: errori nelle norme a disciplina degli appalti pubblici (39%), progetti/attività o beneficiari non ammissibili (22%), spese non ammissibili inserite nelle dichiarazioni di spesa (21%) e non conformità con le norme in materia di aiuti di Stato per il FESR e il FC; si compiace delle azioni attuate dalla Commissione per attenuare tali rischi e la esorta a continuare a fornire alle autorità di gestione orientamento e formazione sui rischi riscontrati; si attende che le nuove regolamentazioni e norme per il periodo di programmazione 2014-2020 contribuiscano a ridurre il rischio di errori e a garantire prestazioni migliori grazie a una maggiore semplificazione e chiarezza delle procedure;

Affidabilità del rendiconto degli Stati membri

137.  osserva che le autorità degli Stati membri hanno trasmesso 322 giudizi di audit nazionali sui loro programmi operativi e che i giudizi di audit hanno accertato in 209 casi (65%) un tasso di errore inferiore al 2%; osserva che quando la Commissione ha verificato i dati ha potuto soltanto confermare la notifica dei tassi di errore degli Stati membri in 78 giudizi di audit nazionali; rileva che la Commissione ha dovuto rettificare 244 giudizi di audit(117); chiede alla Commissione di riferire in futuro i dettagli delle rettifiche dei tassi di errore disposte dalla DG REGIO;

138.  osserva che la Commissione ha ritenuto non attendibili tutti i tassi di errore dei giudizi di audit nazionale nelle relazioni della Slovacchia, 10 su 15 tassi di errore nelle relazioni dell'Ungheria, 2 su 7 nelle relazioni della Bulgaria e 1 su 4 nelle relazioni del Belgio; chiede alla Commissione di dimostrare se e come le rettifiche finanziarie forfetarie imposte per tutelare il bilancio dell'Unione (25% per un programma e 10% per nove programmi in Slovacchia, due per la Bulgaria e l'Italia e uno per il Belgio(118)) abbiano posto rimedio alla situazione;

139.  sottolinea che la segnalazione degli errori per i programmi operativi seguenti è particolarmente inaffidabile:

Stato membro

Programma

Titolo

Importo deciso in milioni di EUR

Tasso di errore dello Stato membro nelle relazioni annuali di controllo

Tasso di errore/tasso forfettario della Commissione

BE

2007BE162PO001

Bruxelles, competitività regionale

56,93

6,23 %

10 %

BG

2007BG161PO002

Assistenza tecnica

1 466,43

4,10 %

10 %

DE

2007DE162PO006

ERDF Brema

142,01

0,31 %

5 %

DE

2007DE161PO003

ERDF Meclemburgo-Pomerania Anteriore

1 252,42

0,81 %

5 %

DE

2007DE162PO005

ERDF Assia

263,45

0,04 %

5 %

CTE

2007CB063PO052

INTERREG IV Italia/Austria

60,07

2,77 %

10 %

CTE

2007CG163PO030

Slovacchia/Repubblica ceca

92,74

0,96 %

10 %

CTE

2007CB163PO019

Meclemburgo Pomerania Anteriore - Polonia

132,81

0,02 %

5 %

HU

2007HU161PO001

Sviluppo economico

2 858,82

0,71 %

5 %

HU

2007HU161PO007

Trasporti

5 684,24

0,54 %

5 %

HU

2007HU161PO003

Pannonia occidentale

463,75

1,30 %

5 %

HU

2007HU161PO004

Grande pianura meridionale

748,71

1,30 %

5 %

HU

2007HU161PO005

Transdanubio centrale

507,92

130 %

5 %

HU

2007HU161PO006

Ungheria settentrionale

903,72

1,30 %

5 %

HU

2007HU161PO009

Grande pianura del nord

975,07

1,30 %

5%

HU

2007HU161PO011

Transdanubio meridionale

705,14

1,30 %

5 %

HU

2007HU161PO001

Ungheria centrale

1 467,20

0,10 %

5 %

IT

2007IT161PO007

Sviluppo Mezzogiorno

579,04

0,63 %

10 %

IT

2007IT161PO008

Calabria

1 499,12

2,45 %

10 %

SL

2007SL161PO001

Potenziale sviluppo regionale

1 783,29

2,80 %

5 %

SL

2007SL161PO002

Infrastrutture

1 562,06

2,80 %

5 %

SK

2007SK161PO006

Competitività e crescita economica

968,25

0 %

25 %

SK

2007SK161PO005

Salute

250,00

1,79 %

25 %

SK

2007SK161PO001

Società dell'informazione

843,60

1,79 %

10 %

SK

2007SK16UPO001

Ricerca & sviluppo

1 209,42

1,30 %

10 %

SK

2007SK161PO002

Ambiente

1 820,00

0,33 %

10 %

SK

2007SK161PO004

Trasporti

3 160,15

0,74 %

10 %

SK

2007SK161PO003

Programma operativo regionale

1 554,50

0,32 %

10 %

SK

2007SK161PO007

Assistenza tecnica

97,60

1,79 %

10 %

SK

2007SK162PO001

Bratislava

95,21

1,79 %

10 %

UK

2007UK162PO001

Aree pianeggianti e montuose della Scozia

375,96

5,98 %

8,42 %

UK

2007UK161PO002

Galles occidentale / regione delle valli

1 250,38

036 %

5 %

UK

2007UK162PO012

Galles orientale

72,45

0,36 %

5 %

140.  chiede alla Commissione di riferire in futuro, nella relazione annuale di attività, i tassi di errore per programma, nei termini comunicati dagli Stati membri e accettati/rettificati dalla Commissione stessa;

141.  prende atto che la Commissione ha valutato, sulla base del proprio riesame, che il lavoro di 40 autorità di audit nazionali incaricate di controllare il 90% degli stanziamenti del FESR/FC nel periodo di programmazione 2007-2013 era in generale affidabile;

Sistemi di gestione e controllo

142.  chiede alla Commissione di fornire ulteriore orientamento e assistenza tecnica agli Stati membri; chiede alla Commissione e agli Stati membri di prestare particolare attenzione alla semplificazione delle procedure, comprese quelle per i beneficiari, in quanto ciò potrebbe apportare vantaggi sia per il controllo sia per la diminuzione dei tassi di errore, incrementando parallelamente l'efficacia dei sistemi di gestione e di controllo;

143.  accoglie con favore un miglioramento nella gestione dei fondi dopo il 2011 in Austria, Repubblica ceca e Romania; esprime preoccupazione per il peggioramento della gestione del FESR in Slovacchia, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito(119);

144.  sottolinea che, in 50 casi su 75, le riserve sono rimaste pendenti per un anno o più; invita la Commissione a fornire informazioni onde valutare se le carenze e le regioni sono rimaste le medesime e conoscere la ragione per cui le autorità di gestione nazionali non sono riuscite a correggere gli errori in maniera efficace;

145.  sostiene fermamente l'interruzione e la sospensione dei pagamenti utilizzate dalla Commissione come efficace strumento di prevenzione a tutela degli interessi finanziari dell'Unione;

146.  è consapevole del fatto che, secondo le disposizioni del nuovo quadro normativo per il periodo di programmazione 2014-2020, carenze gravi ai sensi del regolamento delegato della Commissione (UE) n. 480/2014(120), riscontrate dalla Commissione o dalla Corte dei conti dopo la presentazione dei conti, comportano rettifiche finanziarie nette per i programmi interessati; chiede alla Commissione di fornire un elenco di detti casi in tempo utile per la procedura di discarico 2014 della Commissione;

147.  accoglie con favore le procedure rafforzate di controllo e di audit previste nel quadro normativo per il periodo di programmazione 2014-2020, in particolare per quanto riguarda le verifiche e i controlli di gestione prima della certificazione dei conti annuali dei programmi e prima della presentazione delle dichiarazione di gestione da parte delle autorità di gestione alla Commissione; osserva che la capacità correttiva della Commissione è stata ulteriormente migliorata eliminando la possibilità per gli Stati membri di riutilizzare i fondi, ottenendo in questo modo rettifiche finanziarie nette; si compiace della creazione di un Centro di competenza per il rafforzamento delle capacità amministrative per quanto riguarda i Fondi strutturali e d'investimento europei; appoggia il maggiore orientamento ai risultati e la concentrazione tematica della politica di coesione, che dovrebbero assicurare il passaggio dai criteri di assorbimento dei fondi verso la qualità della spesa e un elevato valore aggiunto delle operazioni cofinanziate;

148.  rammenta il paragrafo 165 della sua risoluzione sul discarico alla Commissione per l'esercizio 2012, in cui il Parlamento ha sollecitato l'armonizzazione del trattamento degli errori legati agli appalti pubblici nella gestione concorrente; accoglie con favore l'armonizzazione attuata dalla Commissione con la sua decisione C(2013)9527, del 19 dicembre 2013, relativa alla fissazione e all'approvazione degli orientamenti per la determinazione delle rettifiche finanziarie che la Commissione deve applicare alle spese finanziate dall'Unione nell'ambito della gestione concorrente in caso di mancato rispetto delle norme in materia di appalti pubblici; segnala che la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(121) deve essere attuata degli Stati membri entro il 18 aprile 2016; ritiene che essa introdurrà notevoli cambiamenti nelle procedure d'appalto e potrebbe richiedere ulteriori rettifiche metodologiche;

149.  rileva che la metodologia della Corte dei conti è stata coerente ed è stata applicata in tutti i settori gestionali; è consapevole che un ulteriore allineamento potrebbe portare a incongruenze nelle definizioni della Corte dei conti riguardo a operazioni illecite nella gestione diretta e concorrente;

Rettifiche finanziarie

150.  osserva che nel 2013 la Commissione ha deciso rettifiche finanziarie per un importo pari a 912 371 222 EUR riguardo a programmi operativi degli Stati membri, di cui 239,50 milioni di EUR per la Repubblica ceca, 147,21 milioni di EUR per l'Ungheria e 95,47 milioni di EUR per la Grecia;

151.  invita la Commissione ad effettuare valutazioni progressive delle prestazioni durante l'esecuzione e dopo la realizzazione dei progetti proposti dagli Stati membri per quanto riguarda i Fondi strutturali, al fine di aumentare l'efficacia dei progetti e il controllo sull'utilizzo di fondi pubblici e di essere pertanto in grado di rilevare eventuali abusi e frodi legati alla realizzazione dei progetti;

152.  invita la Commissione a creare un meccanismo per lo scambio di informazioni tra le autorità di audit nazionali, al fine di consentire un controllo incrociato di scritture contabili relative a transazioni tra due o più Stati membri per combattere le frodi transfrontaliere riguardanti i Fondi strutturali e, in considerazione delle nuove disposizioni del Quadro finanziario pluriennale 2014-2020, la categoria più ampia di fondi ESI (Fondo sociale europeo (FSE), Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Fondo di coesione (FC), Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), Fondo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)), al fine di garantire un approccio trasversale alla tutela degli interessi finanziari dell'Unione;

153.  osserva inoltre che nel corso del periodo di programmazione 2007-2013, sei Stati membri (Repubblica ceca, Grecia, Spagna, Ungheria, Polonia e Romania) hanno totalizzato il 75% (ossia 1 342 milioni di EUR) delle rettifiche finanziarie confermate FERS/FC e FSE;

Disimpegni

154.  deplora che nel 2013 si siano dovuti disimpegnare 397,8 milioni di EUR, 296,7 milioni di EUR per la sola Repubblica ceca; ritiene che tali disimpegni siano in contrasto con una sana gestione finanziaria; esprime preoccupazione per la costante incapacità di alcune regioni di assorbire i fondi stanziati e invita la Commissione a identificare le problematiche regionali alla base di tale incapacità di assorbimento; invita inoltre la Commissione a predisporre e presentare un piano dettagliato per aumentare la capacità di assorbimento dei fondi in quelle regioni che presentano un tasso di assorbimento particolarmente ridotto;

155.  sottolinea che nel nuovo regolamento per il periodo di programmazione 2014-2020 è prevista la fissazione di un periodo di ammissibilità allo scopo di stabilire un termine entro il quale effettuare gli investimenti e incoraggiare le autorità di programma a investire tempestivamente nell'occupazione e nella crescita all'interno dell'Unione, riducendo il rischio di mancato utilizzo entro il dato periodo di ammissibilità e, quindi, il rischio di disimpegno;

Strumenti di ingegneria finanziaria

156.  osserva che le autorità di gestione degli Stati membri hanno comunicato che, alla fine del 2013, un totale di 941 strumenti di ingegneria finanziaria (SIF) erano attivi in 25 Stati membri: il 91% di tali strumenti era a favore delle imprese, il 6% a favore di progetti di sviluppo urbano e il 3% a favore di fondi destinati all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili; rileva che l'importo totale dei contributi ai programmi operativi erogati ai SIF era pari a 14 278,20 milioni di EUR, di cui 9 597,62 milioni di EUR di fondi strutturali; rileva che a soli due anni dalla conclusione è stato erogato ai destinatari finali soltanto il 47% dei contributi ai programmi operativi, ossia 6 678,20 milioni di EUR;

157.  esprime preoccupazione per le constatazioni della Commissione nel suo rapporto annuale consolidato del 2013 sull'attuazione dei SIF – a norma dell'articolo 67, paragrafo 2, lettera j), del regolamento (CE) n. 1083/2006(122) del Consiglio – secondo cui le autorità di gestione degli Stati membri non hanno fornito una panoramica completa sull'attuazione degli strumenti di ingegneria finanziaria e taluni dati evidenziavano "inesattezze" per quanto riguarda le informazioni relative ai SIF in Ungheria e Italia;

Grecia

158.  esprime preoccupazione per l'attuazione dei progetti prioritari in Grecia diretti dalla task force di gestione; rileva che vanno accelerati 48 progetti prioritari; osserva che, secondo la Commissione, i problemi principali sono da ricondursi ai seguenti fattori: a) ritardi nella fase di sviluppo, b) ritardi nelle autorizzazioni, c) scioglimento di contratti per scarsa liquidità dei contraenti e d) lentezza dei ricorsi giudiziari nel contesto delle procedure di appalto; invita pertanto la Commissione a fornire un aggiornamento sui progetti prioritari nella relazione di verifica per il 2013;

Lago Trasimeno

159.  prende atto del fatto che nel dicembre 2014 è stata effettuata una missione d'inchiesta dell'OLAF al fine di esaminare eventuali irregolarità nel contesto dell'assistenza fornita dall'Unione alle piste ciclabili lungo il lago Trasimeno in Italia; invita la Commissione a informare il Parlamento sugli ulteriori sviluppi nella relazione sul seguito dato al discarico per il 2013;

Privatizzazione di progetti infrastrutturali finanziati con fondi dell'Unione

160.  osserva che l'Unione ha finanziato l'ammodernamento di una rete di distribuzione idrica a Skorkov (CZ) con un contributo pari a 1,1 milioni di EUR; è preoccupato per il fatto che le autorità comunali hanno concesso in locazione il sistema di distribuzione dell'acqua a un'impresa che gestisce già la rete fognaria locale; osserva che anche quest'ultimo è stato cofinanziato da fondi dell'Unione per un importo di 1,4 milioni di EUR e che il prezzo per la fornitura di acqua potabile è aumentato del 45%; è del parere che l'acqua potabile sia un bene pubblico e che tutti i cittadini debbano avere accesso ad acqua potabile di alta qualità a un prezzo ragionevole;

161.  invita la Commissione a informare il Parlamento in merito a tutti i casi in cui i progetti ai quali l'Unione ha contribuito con una quota pari ad almeno il 30% siano stati successivamente privatizzati;

Fondo di solidarietà dell'Unione europea

162.  prende atto della relazione della Commissione sul Fondo di solidarietà dell'Unione europea per il 2013(123); constata con stupore che non è stato dato seguito alle preoccupazioni sollevate nella relazione speciale n. 24/2012 della Corte dei conti e confermate nella relazione del Parlamento del 3 aprile 2014 sul discarico alla Commissione per il 2012(124); invita la Commissione a spiegare in che modo, nella versione riveduta del regolamento sul Fondo di solidarietà dell'Unione europea entrata in vigore il 28 giugno 2014, è stato posto rimedio alle carenze riscontrate dalla Corte dei conti nella fornitura di aiuti di emergenza alla regione Abruzzo, in particolare per quanto concerne la definizione di piani nazionali aggiornati di gestione delle catastrofi, la predisposizione di accordi sugli appalti di emergenza, la realizzazione di misure provvisorie di alloggio in zone disastrate e il trasferimento al bilancio dell'Unione di eventuali entrate generate da progetti del Fondo di solidarietà;

Misure da adottare

163.  invita la Commissione a riferire in modo dettagliato sui progressi compiuti con i sistemi di gestione e controllo ritenuti parzialmente efficaci nel 2013, in tempo per la procedura di discarico 2014(125);

164.  invita la Commissione a procedere, in linea con la raccomandazione della Corte dei conti, a una valutazione dei "controlli di primo livello" eseguiti nel periodo di programmazione 2007-2013 in conformità dell'articolo 32, paragrafo 5, del regolamento finanziario; invita la Commissione a inserire nella relazione annuale di attività della DG REGIO una valutazione dell'affidabilità dei dati trasmessi dagli organismi di certificazione negli Stati membri; accoglie con favore le valutazioni effettuate dal 2010 a questa parte attraverso audit mirati sui programmi ad alto rischio nel quadro dell'indagine di audit "Bridging the assurance gap";

165.  invita la Corte dei conti a fornire al Parlamento una relazione dettagliata sull'evoluzione del tasso di errore (per anno, per politica settoriale e per Stato membro) durante l'intero periodo del precedente quadro finanziario pluriennale (2007-2013);

166.  invita la Commissione a richiedere alle autorità di audit di certificare l'accuratezza dei dati sulle rettifiche finanziarie comunicati dalle autorità di certificazione per ogni singolo programma operativo; ritiene che tali dati dettagliati andrebbero pubblicati in allegato alla relazione annuale di attività della DG REGIO;

167.  chiede alla Commissione di indicare costantemente nella relazione annuale di attività le ragioni per non esprimere riserve (o per non esprimere riserve aventi un minore impatto finanziario) nei casi in cui ciò sia dovuto ad eccezioni rispetto agli orientamenti della Commissione in materia o a strategie di audit convenute;

168.  condivide la raccomandazione della Corte dei conti secondo cui la Commissione dovrebbe chiedere agli Stati membri di fornire nelle loro dichiarazioni sulla gestione (ai sensi dell'articolo 59, paragrafo 5, lettera a), del regolamento finanziario) una conferma esplicita dell'efficacia dei controlli di primo livello eseguiti dalle autorità di gestione e di certificazione;

169.  invita la Commissione a chiedere alle autorità nazionali di riferire se sono stati conseguiti gli obiettivi fissati per i progetti nell'ambito del FESR/FC e dell'FSE; ritiene che ciò dovrebbe avvenire in modo tale che i dati registrati siano comparabili a livello dell'Unione; ritiene che i cittadini interessati dalla realizzazione degli obiettivi di progetto dovrebbero avere l'opportunità di valutare il progetto dopo il suo compimento;

170.  invita la Commissione a chiarire le inesattezze nell'ambito degli strumenti di ingegneria finanziaria e a valutarne dettagliatamente i risultati nella relazione annuale di attività 2014 della DG REGIO;

171.  riconosce gli sforzi compiuti dalla Commissione per evolvere verso una cultura della performance; chiede pertanto alla Commissione (DG REGIO) di includere nel suo piano di gestione e nella relazione annuale di attività una valutazione del lavoro svolto per aumentare l'efficienza, l'efficacia e l'impatto della politica di coesione; invita la Commissione a controllare, oltre al metodo di esecuzione del bilancio, i risultati rispetto agli obiettivi e a fare un migliore uso delle valutazioni, nonché a sostenere gli Stati membri e le rispettive autorità di gestione affinché massimizzino la qualità delle loro relazioni di valutazione; sottolinea in questo contesto la necessità, in futuro, di prendere in considerazione e valutare i risultati dei progetti, la redditività degli investimenti e l'effettivo valore aggiunto per l'economia, l'occupazione e lo sviluppo regionale;

Occupazione e affari sociali

Strategia Europa 2020

172.  sottolinea che le risorse dell'FSE contribuiscono notevolmente al conseguimento degli obiettivi di politica occupazionale e sociale; segnala che per l'anno di riferimento sono stati resi disponibili per questi obiettivi stanziamenti di pagamento per un valore di 14,1 miliardi di EUR, di cui il 98% effettuati tramite l'FSE; ritiene che sia però necessaria una valutazione di performance sul fondo che evidenzi non tanto il tasso di assorbimento del fondo quanto la sua reale capacità di creare posti di lavoro e reintrodurre i disoccupati nel mercato del lavoro; chiede un'analisi dettagliata relativa alla performance conseguita entro la fine dell'anno, vincolando a questa il giudizio politico sull'FSE;

173.  si compiace del contributo del settore al conseguimento degli obiettivi della strategia UE2020 attraverso i progetti dell'FSE e gli altri strumenti a titolo di tale fondo;

174.  sottolinea che, a norma del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, le risorse dell'FSE non possono essere utilizzate per la rilocalizzazione del lavoro da uno Stato membro a un altro; insiste affinché la Commissione e gli Stati membri effettuino adeguati controlli per garantire che le risorse dell'Unione non siano oggetto di una simile appropriazione indebita;

175.  osserva che l'intenzione degli Stati membri di assorbire i fondi dell'Unione dovrebbe perseguire il conseguimento di risultati e obiettivi sostenuti dall'FSE e non deve compromettere l'applicazione coerente di controlli efficaci poiché, in particolare verso la fine del periodo di ammissibilità, ne può derivare la mancata individuazione delle inadempienze alle norme, con il conseguente finanziamento di progetti troppo costosi, attuati in modo carente o poco suscettibili di produrre il risultato auspicato;

176.  sottolinea che resta particolarmente urgente ridurre il tasso di disoccupazione giovanile; si compiace del fatto che oltre 12,4 miliardi di EUR a titolo dell'FSE e dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile siano stati destinati alla lotta contro la disoccupazione giovanile durante il nuovo periodo di programmazione; invita la Commissione a sostenere gli Stati membri nell'attuazione dei fondi dell'Unione e ad assicurarsi che tali risorse siano spese per le finalità indicate; invita la Commissione a istituire un sistema per il periodo di programmazione 2014-2020 che consenta di riferire in merito ai progressi compiuti nell'integrazione nel mondo del lavoro di persone o gruppi di persone svantaggiate (giovani, anziani, disoccupati di lungo periodo, rom);

Rom

177.  rileva che i fondi a disposizione per l'integrazione dei rom non sempre sono stati spesi a tale scopo; è preoccupato per il fatto che molti rom sono vittime di discriminazioni ed esclusione sociale e vivono in pessime condizioni socioeconomiche; è inoltre profondamente preoccupato per le informazioni che emergono da un sondaggio effettuato dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali nel 2012(126), secondo il quale il 90% delle famiglie rom dispone di un reddito medio al di sotto delle soglie nazionali di povertà e, in media, il 45% circa dei rom vive in condizioni abitative estremamente disagiate;

178.  invita la Commissione a sostenere l'efficace attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei rom a livello locale e regionale e a garantire che la spesa di bilancio rifletta gli obiettivi delle politiche generali;

Errori

179.  constata che, su 182 operazioni controllate dalla Corte dei conti, 50 (il 27%) erano inficiate da errori; osserva che sulla base dei 30 errori che ha quantificato, la Corte stima il tasso di errore più probabile al 3,1 % (3,2% nel 2012); osserva che in 13 casi di errori quantificabili commessi dai beneficiari finali le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e rettificare gli errori prima di dichiarare la spesa alla Commissione; ritiene che se tutte queste informazioni fossero state utilizzate per rettificare gli errori, il tasso di errore più probabile stimato per il presente capitolo sarebbe stato inferiore di 1,3 punti percentuali; sottolinea l'importante responsabilità degli Stati membri riguardo alla corretta e regolare esecuzione del bilancio dell'Unione quando è affidata loro la gestione di fondi dell'Unione;

180.  osserva che, per il settore dell'occupazione e degli affari sociali, la relazione annuale della Corte dei conti evidenzia una lieve riduzione del tasso di errore stimato, pari al 3,1% nel 2013 rispetto al 3,2% dell'anno precedente; osserva che il suddetto tasso di errore era comunque il secondo più basso fra tutti quelli degli altri settori di intervento e si attende un'ulteriore riduzione di tale tasso nei prossimi anni;

181.  osserva che gli errori in questo settore d'intervento riguardavano, come negli anni precedenti, le spese non ammissibili (93% legati a sovraimputazione di spese generali, sovradichiarazione dei costi di personale e spese calcolate in maniera non corretta) e l'inosservanza delle norme sugli appalti pubblici (7%);

182.  prende atto della raccomandazione della Corte dei conti rivolta alla Commissione affinché dia seguito, insieme agli Stati membri, alle lacune individuate nell'audit tematico basato sull'analisi dei rischi realizzato dalla DG EMPL sulle verifiche di gestione, e accoglie con favore i nuovi orientamenti elaborati dalla Commissione allo scopo di rafforzare ulteriormente l'affidabilità delle verifiche di gestione nel periodo di programmazione 2014-2020; rileva che tali orientamenti, fondati sulle esperienze acquisite durante il precedente periodo di programmazione, sono stati presentati agli Stati membri e saranno pubblicati nel primo semestre del 2015; sottolinea l'importanza che le autorità degli Stati membri utilizzino le informazioni a loro disposizione per individuare e correggere gli errori prima di presentare domanda di rimborso alla Commissione poiché, in tal modo, si otterrebbe una riduzione considerevole del tasso di errore nel settore dell'occupazione e degli affari sociali;

183.  incoraggia la DG EMPL a perseguire il suo obiettivo di passare, per quanto riguarda l'FSE, da un approccio incentrato sulla correzione degli errori a uno basato sulla loro prevenzione e sostiene gli sforzi della DG EMPL volti ad aiutare gli Stati membri aventi i tassi di errore più elevati per l'FSE a migliorare i loro sistemi ricorrendo alle migliori prassi disponibili; osserva a tale proposito che la capacità amministrativa e l'organizzazione della DG EMPL dovrebbero corrispondere ai suoi compiti e alle sue responsabilità nei confronti degli Stati membri;

Affidabilità del rendiconto degli Stati membri

184.  deplora che controlli di primo livello lacunosi da parte dei sistemi nazionali di gestione e controllo siano la fonte primaria di errori; esprime profonda preoccupazione per il fatto che gli Stati membri sono apparentemente meno scrupolosi nello spendere i fondi dell'Unione rispetto a quelli provenienti dal loro bilancio nazionale, sebbene incomba ad essi un'importante responsabilità riguardo alla corretta e regolare esecuzione del bilancio dell'Unione quando è affidata loro la gestione di fondi unionali; osserva che i seguenti programmi hanno mostrato particolare debolezze sistemiche: Polonia, Spagna (Castiglia e Leon), Romania, Portogallo, Italia (Sicilia), Germania (Bund), Germania (Turingia), Repubblica ceca e Ungheria; osserva inoltre che taluni audit tematici della Commissione hanno evidenziato carenze nei sistemi di gestione e di controllo dei programmi operativi in Irlanda (Investimenti in capitale umano), Slovacchia (Istruzione) e Spagna (Comunidad Valenciana);

185.  sottolinea che, in sede di riesame dei tassi di errore comunicati dagli Stati membri nelle loro relazioni annuali di controllo (RAC), la Commissione ha aumentato il tasso di errore di oltre il 2% per i seguenti programmi operativi (PO):

Stato membro

Numero PO

Pagamenti intermedi per il 2013 in EUR

Tasso di errore nelle relazioni annuali di controllo dello Stato membro

Rettifica COM

Differenza

IT

2007IT052PO009

Bolzano

934 530

4,95%

7,11 %

2,16 %

CZ

2007CZ052PO001

Praha Adapabilita

3,58%

6,45 %

2,87 %

SK

2007SK05UPO002

OP occupazione e inclusione sociale

86 718 231

1,65%

4,66 %

3,01 %

UK

2007UK052PO002

Low- & Uplands Scotland

74 251 497

1,95%

10,59 %

8,64 %

IT

2007IT052PO001

Abruzzo

0,2%

15,9 %

15,88 %

ES

2007ES052PO011

La Rioja

0,38%

37,76 %

37,38 %

Inoltre, la Commissione ha ritenuto le relazioni annuali di controllo per i seguenti programmi operativi del tutto inattendibili, procedendo pertanto a una rettifica forfettaria:

Stato membro

Numero PO

Pagamenti intermedi per il 2013 in EUR

Tasso di errore nelle relazioni annuali di controllo dello Stato membro

Rettifica forfettariaCOM

Differenza

LU

2007LU052PO001

Programma operativo FSE

4 285 659

0,46%

2,0 %

1,54 %

IT

2007IT051PO001

Campania

77 486 332

0,38%

2,0 %

1,62 %

BE

2007BE052PO001

Comunità germanofona

0,0%

2,0 %

2 %

ES

2007ES052PO002

Castiglia e Leon

10 607 012

0,0%

2,0 %

2,0 %

BE

2007BE052PO003

Stato federale

3,66%

5,0 %

1,34 %

IT

2007IT051PO007

Pon istruzione

78 589 393

0,4%

5,0 %

4,6 %

BE

2007BE052PO005

Fiandre

118 201 220

1,61%

10,0 %

8,39 %

UK

2007UK051PO002

Galles occidentale e regione valli (West Wales and the valleys)

149 600 091

0,36%

10,0 %

9,64 %

UK

2007UK052PO001

Galles orientale (East Wales)

9 476 602

0,36%

10,0 %

9,64 %

IT

2007IT052PO012

Toscana

61.978.561

1,11

25 %

23,89 %

IT

2007IT052PO016

Sardegna

23.478.530

0,13

25 %

24,87 %

186.  valuta positivamente, a tale proposito, le azioni specifiche di mitigazione adottate dalla Commissione, che comprendono misure sia preventive che correttive e gli audit basati sull'analisi del rischio effettuati dalla DG EMPL;

187.  si compiace del fatto che nel 2013 la Commissione ha portato avanti la sua politica rigorosa in materia di interruzione e di sospensione; ritiene al riguardo significativo il fatto che nel 2013 la Commissione abbia applicato rettifiche finanziarie per un importo pari a 842 milioni di EUR, di cui 153 milioni di EUR per il periodo 1994-1999, 472 milioni di EUR per il periodo 2000-2006 e 217 milioni di EUR per il periodo 2007-2013; osserva che nel corso dei tre periodi di programmazione i seguenti Stati membri sono stati oggetto delle rettifiche finanziarie più rilevanti:

Stato membro

Rettifica finanziaria cumulativa accettata / decisa (milioni di EUR)

Rettifica finanziaria cumulativa attuata (milioni di EUR)

Italia

497,7

497,7

Romania

312,1

299,1

Spagna

1 070,1

1 064,3

188.  rileva inoltre che nella relazione annuale di attività della DG EMPL figura una riserva relativa ai pagamenti effettuati per il periodo di programmazione 2007-2013, per un importo a rischio di 123,2 milioni di EUR nel 2013; osserva che tale riserva riguarda 36 dei 118 programmi operativi dell'FSE (rispetto ai 27 dei 117 PO nel 2012):

Periodo di programmazione 2007-2013

Stato

membro

Numero PO

Denominazione

Riserva

Belgio

2007BE051PO001

Convergence Hainaut

Totale

2007BE052PO002

Troika Wallonie-Bruxelles

Totale

2007BE052PO003

Federal

Reputazionale

2007BE052PO004

Bruxelles-Capitale : Emploi et cohésion sociale

Reputazionale

2007BE052PO005

Vlanderen

Totale

Repubblica ceca

2007CZ052PO001

Praha Adaptabilita

Reputazionale

2007CZ05UPO001

Lidské zdroje a zaměstnanost

Parziale di ordine reputazionale

Francia

2007FR052PO001

Programme opérationnel national FSE

Parziale

Germania

2007DE051PO002

Mecklemburg-Vorpommern

Totale

2007DE052PO003

Berlin

Totale

Irlanda

2007IE052PO001

Human Capital investment

Parziale di ordine reputazionale

Italia

2007IT051PO001

Campania

Totale

2007IT051PO007

PON Istruzione

Totale

2007IT052PO001

Abruzzo

Parziale di ordine reputazionale

2007IT052PO009

Bolzano

Totale

2007IT052PO012

Toscana

Totale

2007IT052PO016

Sardegna

Totale

Polonia

2007PL051PO001

Program Operacyjny Kapitał Ludzki

Parziale

Romania

2007RO051PO001

Human Resource Development

Totale

Slovacchia

2007SK05UPO001

OP Education

Parziale

2007SK05UPO002

OP Employment and Social Inclusion

Parziale di ordine reputazionale

Spagna

2007ES051PO003

Extremadura

Parziale

2007ES051PO005

Andalucia

Totale

2007ES052PO003

Comunidad Valenciana

Reputazionale

2007ES052PO004

Aragon

Totale

2007ES052PO005

Baleares

Totale

2007ES052PO007

Cataluña

Reputazionale

2007ES052PO008

Madrid

Parziale di ordine reputazionale

2007ES052PO011

La Rioja

Reputazionale

2007ES05UPO001

Adaptabilidad Y Empleo

Parziale

2007ES05UPO002

Lucha contra la discriminacion

Parziale

2007ES05UPO003

Asistencia tecnica

Parziale

Regno

Unito

2007UK051PO002

West Wales and the Valleys

Totale

2007UK052PO001

East Wales

Totale

2007UK052PO002

Lowlands and Uplands of Scotland

Totale

2007UK052PO003

Northern Ireland

Parziale

Periodo di programmazione 2000-2006

Stato

membro

Numero PO

Denominazione

Riserva

Francia

1999FR053DO001

Objectif 3 national

Reputazionale

2000FR162DO021

Nord-Pas-de-Calais

Italia

1999IT161PO006

Calabria

Svezia

1999SE161DO001

Norbotten & Vasterbotten

Regno

Unito

1999GB161DO005

Highlands and Islands of Scotland

2000GB162DO013

Western Scotland

189.  sottolinea che, in 30 casi su 79, le riserve sono rimaste pendenti per un anno o più, senza considerare le riserve ricorrenti formulate per gli stessi programmi; invita la Commissione a fornire informazioni onde valutare se le carenze e le regioni sono rimaste le medesime e chiarire i motivi per cui le autorità di gestione nazionali non sono riuscite a correggere gli errori in maniera efficace; prende atto delle riserve ricorrenti in Belgio (competitività regionale e occupazione, occupazione e coesione sociale), Germania (Turingia e Berlino), Irlanda (investimenti in capitale umano), Italia (Campania, competenze e sviluppo), Slovacchia (istruzione), Spagna (Estremadura, Andalusia, isole Baleari, Catalogna, La Rioja, adattabilità e impiego, lotta contro la discriminazione, assistenza tecnica) e Regno Unito (Highlands and islands – Scozia, Lowlands and Uplands — Scozia); chiede alla Commissione, in siffatto contesto, per quale ragione tali riserve sono state formulate in maniera ricorrente e quali misure ha adottato per porre rimedio alla situazione;

190.  evidenzia che sono oggetto di riserve una serie di pagamenti intermedi per programmi operativi del periodo 2007-2013 per un importo di 2 159,4 milioni di EUR; osserva che la Commissione ha stimato l'importo a rischio nel 2013 a 123,3 milioni di EUR;

191.  appoggia la Corte dei conti quando chiede alla Commissione di indicare costantemente nella relazione annuale di attività le ragioni per non esprimere riserve (o per non esprimere riserve aventi un minore impatto finanziario) nei casi in cui ciò sia dovuto ad eccezioni rispetto agli orientamenti della Commissione o a strategie di audit convenute;

192.  esprime preoccupazione per le debolezze sistemiche nei sistemi di gestione e di controllo in Spagna e Italia, aggravate da strutture statali decentrate;

193.  chiede alla DG EMPL di includere nella sua relazione annuale di attività una tabella sulle relazioni annuali di controllo presentate in risposta alla domanda 19 del questionario sul discarico;

194.  chiede alla Commissione di garantire che le autorità nazionali responsabili della gestione dei Fondi strutturali s'impegnino a risolvere il problema derivante dal fatto che i costi del personale per i progetti dell'Unione sono applicati a tassi più elevati rispetto ai progetti finanziati mediante risorse nazionali;

195.  prende debitamente atto della relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio, in particolare per quanto riguarda l'occupazione e gli affari sociali, ma si rammarica della limitatezza dei riferimenti all'uguaglianza di genere in questo settore nonché dell'insufficiente attenzione dedicata all'occupazione, alla solidarietà sociale e all'uguaglianza di genere nelle relazioni speciali pubblicate dalla Corte dei conti nell'anno in corso;

196.  ribadisce la richiesta di sviluppare ulteriormente gli indicatori e i dati specifici di genere onde consentire la valutazione del bilancio generale dell'Unione in una prospettiva di genere e monitorare gli sforzi compiuti in materia di bilancio di genere;

Disimpegni

197.  è preoccupato per il fatto che, alla fine del 2014, potrebbe essere necessario disimpegnare 129 milioni di EUR in sei Stati membri (BE, CZ, DE, ES, IT e UK);

Strumento Progress di microfinanza

198.  osserva che l'Unione ha contribuito con 100 milioni di EUR allo strumento Progress di microfinanza; ricorda che il Fondo europeo per gli investimenti, che attua lo strumento Progress di microfinanza per conto della Commissione e della Banca europea per gli investimenti, ha riferito che 52 fornitori di microcredito in 20 Stati membri hanno firmato accordi nell'ambito di Progress di microfinanza e che 31 895 microprestiti per un valore di 260,78 milioni di EUR sono già stati erogati a microimprenditori; in tale contesto, esprime preoccupazione per il fatto che non viene riservata sufficiente attenzione alla questione della responsabilità democratica in sede di creazione di strumenti finanziari;

Misure da adottare

199.  invita la Commissione a provvedere a che gli Stati membri, in sede di approvazione dei programmi operativi per il nuovo periodo di programmazione, tengano conto di tutte le possibilità di semplificazione consentite dai regolamenti sui Fondi strutturali e sui Fondi di investimento per il periodo 2014-2020;

200.  invita la Commissione a riferire sui progressi compiuti nella gestione dei succitati programmi operativi oggetto di riserve e a porre rimedio alle carenze riscontrate nella sua relazione sul seguito dato al discarico per il 2013;

201.  esorta la Commissione a far sì che le autorità degli Stati membri incaricate della gestione dei fondi strutturali affrontino la questione dell'imputazione di costi del personale più elevati per i progetti dell'Unione rispetto a quelli imputati per i progetti finanziati da fondi nazionali;

202.  invita la Commissione a esercitare pressioni sugli Stati membri e a sollecitarli ad attuare la strategia per i rom e garantire l'esecuzione dei fondi dell'Unione ad essi destinati;

203.  invita la Commissione a esercitare pressioni sugli Stati membri e a sollecitarli a lottare attivamente e concretamente contro la disoccupazione, in particolare quella giovanile;

Relazioni esterne

Pressione sul bilancio

204.  accoglie con favore la maggiore attenzione riservata dalla procedura di discarico al miglioramento della performance, nell'ottica di ottenere i migliori risultati possibili con i soldi dei contribuenti dell'Unione; incoraggia la Commissione, a questo proposito, a moltiplicare gli sforzi per migliorare il feedback continuo del ciclo di valutazioni, in modo tale che quanto appreso dalla pratica passata e dalle raccomandazioni di valutazione contribuisca in misura ancora maggiore a migliorare in futuro il processo decisionale, la programmazione e l'attuazione degli aiuti dell'Unione;

205.  è seriamente preoccupato per il fatto che, nel bilancio 2013, gli stanziamenti di pagamento gestiti dalla direzione generale Sviluppo e cooperazione (DG DEVCO) registravano un ammanco di 293 milioni di EUR e per il fatto che l'approvazione tardiva dei necessari rinforzi abbia provocato un riporto all'anno successivo, esercitando così una maggiore pressione sui già scarsi stanziamenti di pagamento per il 2014;

206.  rileva con preoccupazione la crescente discrepanza tra, da un lato, gli impegni internazionali dell'Unione, i suoi ambiziosi quadri politici e i nuovi strumenti (come ad esempio l'agenda di sviluppo post-2015 e gli strumenti di finanziamento esterno per il periodo 2014-2020) e, dall'altro, la sua incapacità di onorare gli impegni assunti nei confronti dei partner globali e di altri organismi, segnatamente per quanto riguarda gli aiuti umanitari, a causa della indisponibilità di sufficienti stanziamenti di pagamento;

207.  ritiene che tale situazione comporti non solo un elevato rischio politico e di reputazione per la credibilità dell'Unione quale primo donatore mondiale, ma possa anche mettere in pericolo la stabilità di bilancio dei paesi partner, lasciando lacune finanziarie nei loro bilanci; teme che questa discrepanza possa diventare molto evidente nel 2015, quando il livello complessivo di aiuti pubblici allo sviluppo (APS) sarà ampiamente al di sotto dell'obiettivo collettivo dello 0,7% del RNL dell'Unione a fine esercizio;

208.  sottolinea che nel 2013, per il secondo anno consecutivo, gli aiuti umanitari attraverso il bilancio dell'Unione hanno superato 1,3 miliardi di EUR di impegni a causa del verificarsi di un elevato numero di crisi umanitarie che hanno causato enormi sofferenze umane; si rammarica profondamente dell'impatto che la mancanza di stanziamenti di pagamento ha provocato in tale anno di crisi sulle attività della DG ECHO, che potrebbero essere mantenute solo attraverso una riprogrammazione dei piani di pagamento, con un conseguente riporto di 160 milioni di EUR in arretrati di pagamenti a fine esercizio; chiede al Consiglio di onorare il piano dei pagamenti concordato con il Parlamento europeo;

209.  deplora il danno di reputazione già subito a causa di queste misure ad-hoc e sottolinea il paradosso tra l'aumento delle crisi umanitarie registrato in tutto il mondo negli ultimi anni e le misure operative che l'Unione ha adottato per affrontare in modo efficace le crisi improvvise (come l'apertura del Centro di coordinamento delle risposte alle emergenze nel maggio 2013), da un lato, e la mancanza di stanziamenti di pagamento, dall'altro; è allarmato dal possibile peggioramento di questa situazione nel caso in cui non venga garantito un adeguato rinforzo di bilancio;

Tasso di errore

210.  rileva che il tasso di errore più probabile per la Corte dei conti è del 2,6% e che il tasso di errore residuo stabilito dal secondo studio condotto da EuropeAid è stimato al 3,35%; deplora che i sistemi esaminati presso EuropeAid dalla Corte dei conti siano considerati parzialmente efficaci;

211.  osserva che, nel sostegno al bilancio e nei contributi dell'Unione a progetti finanziati da più donatori e attuati da organizzazioni internazionali, la natura degli strumenti e le condizioni di pagamento limitano la propensione delle operazioni all'errore;

212.  chiede alla Commissione di presentare una relazione sul valore aggiunto del sostegno al bilancio e, in particolare, sul modo in cui ha aiutato i paesi in via di sviluppo a raggiungere gli obiettivi di sviluppo del Millennio; chiede a tale proposito che sia effettuata un'indagine sulle misure adottate per evitare che una parte dei finanziamenti vada perduta a causa della corruzione e delle frodi nonché sull'efficacia dei sistemi di gestione finanziaria in tale ambito;

213.  condivide le critiche della Corte dei conti relative al cosiddetto "approccio nozionale" nel caso dei progetti cui partecipano più donatori e chiede alla Commissione di valutare la possibilità di presentare nei propri conti un'analisi di tali progetti nel loro complesso, invece di limitarsi a considerare se l'importo aggregato comprende sufficienti spese ammissibili per coprire il contributo dell'Unione;

214.  chiede alla Corte dei conti di calcolare un tasso di errore distinto nell'ambito delle relazioni esterne per le spese non incluse nel sostegno al bilancio o nei contributi a progetti finanziati da più donatori e attuati da organizzazioni internazionali;

Relazioni annuali di attività

215.  si rammarica del fatto che per nove operazioni riguardanti il programma nazionale di preadesione la Commissione abbia applicato una procedura contabile per liquidare l'importo di 150 milioni di EUR basata su stime anziché sui costi sostenuti, pagati e accettati comprovati da documenti giustificativi; evidenzia che tale prassi sistematica della DG Allargamento non è conforme all'articolo 88 del regolamento finanziario e all'articolo 100 delle modalità di esecuzione; sottolinea che tale prassi di lunga data ha inciso per molti anni, e incide tuttora, sulle dichiarazioni di affidabilità della direzione generale Allargamento, il che significa che per il 2013 il 20% di tutte le spese operate dalla DG era basato su stime; accoglie con favore il fatto che nel 2014 la Commissione ha posto in essere e attuato senza ritardi un sistema per garantire che i prefinanziamenti siano liquidati in futuro sulla base dei costi sostenuti e dichiarati correttamente; riconosce che la Commissione ha sottolineato con regolarità che nessuna spesa è stata ufficialmente convalidata o accettata dalla DG Allargamento nell'ambito della procedura di liquidazione dei conti e che, conseguentemente, non può essere presunta alcuna comunicazione al destinatario indicante accettazione;

216.  ricorda che nella sua dichiarazione di affidabilità(127) il direttore generale di EuropeAid afferma che le procedure di controllo in essere forniscono le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti; ritiene tuttavia che tale affermazione sia smentita dal fatto che egli ha emesso una riserva generica relativa al tasso di errore, superiore al 2%, il che dimostra che le procedure di controllo non sono in grado di prevenire, individuare e correggere errori materiali;

217.  invita la Commissione a chiarire le istruzioni permanenti del Segretariato generale della Commissione in modo da poter esprimere un giudizio negativo qualora l'incidenza finanziaria superi la soglia di rilevanza per l'intero bilancio del quale è responsabile la DG;

218.  chiede alla Commissione di valutare la possibilità di introdurre un sistema di sanzioni in caso di dichiarazione di affidabilità intenzionalmente irregolare effettuata da un ordinatore nella relazione annuale di attività di cui all'articolo 66, paragrafo 9, del regolamento finanziario;

Commercio internazionale

219.  chiede alla Commissione di ridistribuire le risorse umane da altre direzioni generali alla DG Commercio in modo da garantire che quest'ultima sia in grado di rispondere alla legittima richiesta dei cittadini dell'Unione e del Parlamento europeo di una maggiore trasparenza e di un migliore accesso alle informazioni nel contesto dei negoziati commerciali dell'Unione in corso e del prossimo processo di ratifica, in particolare per quanto riguarda il TTIP, il CETA e il TISA, in modo efficace, efficiente e puntuale, senza vedersi costretta a trascurare altri compiti importanti affidati alla Commissione;

220.  richiama l'attenzione sulla necessità di garantire controlli e audit adeguati dell'assistenza macro-finanziaria dell'Unione;

221.  prende atto delle osservazioni della Corte dei conti in merito al fatto che, nonostante gli sviluppi positivi registrati, il sistema di preferenze generalizzate (SPG) non è ancora stato in grado di conseguire pienamente i suoi obiettivi; osserva inoltre che tale sistema è divenuto operativo soltanto di recente;

222.  sottolinea che la valutazione e il controllo degli accordi commerciali non costituiscono soltanto una questione di bilancio, ma anche un aspetto fondamentale per far sì che i partner si attengano agli impegni sottoscritti nell'ambito dei diritti umani e degli standard lavorativi e ambientali;

223.  chiede di garantire controlli sufficienti delle varie attività a sostegno dell'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese dell'Unione e del loro accesso ai mercati dei paesi terzi; ribadisce la necessità di valutare il livello di efficacia del coordinamento tra centri imprenditoriali dell'Unione, centri imprenditoriali nazionali e camere di commercio nei paesi terzi, in particolare in Asia, e individuare le pertinenti modalità di miglioramento;

Haiti

224.  concorda con le raccomandazioni contenute nella relazione speciale n. 13/2014 della Corte dei conti europea dal titolo "Sostegno dell'UE per la riabilitazione a seguito del terremoto di Haiti", in particolare sull'adozione di una strategia comune DEVCO-ECHO per garantire un collegamento e una sinergia più efficaci tra le loro rispettive attività, ed esorta la Commissione ad attuare tali raccomandazioni in tutte le sue operazioni, in corso e future, a seguito di un disastro o in una situazione di fragilità; invita la Commissione a informare i colegislatori in merito ad eventuali vincoli di bilancio o giuridici che abbiano ostacolato l'effettiva attuazione del sostegno dell'Unione per il risanamento di Haiti a seguito del terremoto;

Finanziamento combinato

225.  rileva con preoccupazione che il ricorso al finanziamento combinato nel settore dell'energia si concentra principalmente su grandi progetti che pongono un minore accento sulle soluzioni energetiche locali; esorta l'Unione ad astenersi dall'elaborare un approccio dall'alto da applicare allo sviluppo di infrastrutture energetiche per garantire un accesso universale all'energia per tutti entro il 2030, tenendo presente che le infrastrutture su larga scala potrebbero non essere adatte alla struttura economica e sociale del paese e non riuscire ad assicurare ai poveri accesso all'energia, per i quali sono di solito più idonee ed efficaci fonti di energia più piccole, decentrate e non collegate alla rete;

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

226.  si compiace dei progressi compiuti dalla Commissione nell'accreditare tutte le missioni PESC in conformità della "valutazione fondata su sei pilastri" e della sua previsione secondo cui le quattro missioni principali saranno presto conformi; sottolinea la necessità per la Commissione di accreditare tutte le missioni in linea con la raccomandazione della Corte dei conti;

227.  è profondamente preoccupato per le gravi accuse di corruzione nei confronti di EULEX Kosovo, che, se confermate, rimetteranno in questione l'integrità della reputazione dell'Unione europea e l'assistenza che essa fornisce ai paesi che attuano riforme nel settore dello Stato di diritto; è altresì particolarmente preoccupato circa il modo in cui le accuse di corruzione sono state trattate e per la lentezza di reazione del Servizio europeo per l'azione esterna; prende atto dell'indagine avviata per esaminare EULEX Kosovo; si aspetta di essere informato quanto prima dei risultati e sottolinea la necessità di attuare una politica a tolleranza zero per quanto riguarda le questioni di corruzione e di applicare gli insegnamenti tratti;

228.  deplora i forti ritardi registrati nella fornitura di attrezzature e servizi essenziali per le missioni nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), nonché le conseguenti ripercussioni negative sul funzionamento delle missioni stesse; ricorda che la Corte dei conti, nella sua relazione speciale n. 18/2012 intitolata "Assistenza dell'Unione europea al Kosovo in relazione allo stato di diritto", ha denunciato tale inefficienza concludendo che le regole in materia di appalti stabilite dal regolamento finanziario "non sono pensate per le missioni di PSDC (…) che a volte richiedono risposte rapide e flessibili"; esorta la Commissione a prendere in considerazione una revisione delle regole pertinenti;

Relazione sulla gestione degli aiuti esterni (EAMR)

229.  osserva che gran parte delle delegazioni dell'Unione non hanno raggiunto i parametri fissati dalla Commissione per gli indicatori chiave di prestazione(128) che figurano nelle 119 relazioni sulla gestione degli aiuti esterni concernenti la pianificazione finanziaria e la ripartizione delle risorse, la gestione finanziaria e la revisione contabile;

230.  osserva che, alla luce di tali indicatori chiave di prestazione definiti dalla Commissione, le delegazioni dell'Unione con i risultati migliori sono quelle in Nepal e Namibia, poiché hanno raggiunto i parametri di riferimento stabiliti dalla Commissione per 23 dei 26 indicatori essenziali di prestazione; deplora il fatto che la prestazione peggiore è stata conseguita dalla delegazione dell'Unione in Libia, la quale ha raggiunto i parametri di riferimento solo per tre dei 26 indicatori, seguita dalla delegazione nella Repubblica centrafricana, anch'essa caratterizzata da uno scarso rendimento in quanto ha raggiunto soltanto quattro parametri di riferimento;

231.  si rammarica che, nella relazione sulla gestione degli aiuti esterni, le delegazioni ispezionate dalla DG Allargamento, ossia quelle in Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Kosovo, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Turchia e Serbia, espongano poche informazioni e dati specifici;

232.  si rammarica che i risultati, le realizzazioni e gli impatti delle azioni attuate dai servizi delle delegazioni dell'Unione non siano misurati in modo adeguato nel quadro degli attuali indicatori chiave di prestazione e che questi ultimi consentano una chiarezza assai limitata sulla quantità, e soprattutto sulle prestazioni delle delegazioni, nonché sul grado di "soddisfazione dei soggetti interessati" relativamente ai servizi forniti dalle delegazioni dell'Unione in detti paesi;

233.  invita la Commissione a:

   illustrare al Parlamento le misure adottate al fine di migliorare i risultati delle delegazioni dell'Unione per quanto riguarda la pianificazione finanziaria e la ripartizione delle risorse, la gestione finanziaria e la revisione contabile, in particolare per quanto attiene alle delegazioni che registrano le prestazioni peggiori;
   documentare meglio ogni anno le conclusioni da essa tratte nella relazione sulla gestione degli aiuti esterni e per mezzo degli indicatori chiave di prestazione, e presentare al Parlamento tali conclusioni assieme alle relazioni sulla gestione degli aiuti esterni;
   inserire nella relazione sulla gestione degli aiuti esterni un bilancio finanziario con dati contabili riguardanti la delegazione;
   migliorare l'esaustività e la qualità dei dati forniti nella relazione sulla gestione degli aiuti esterni e la pertinenza della relazione stessa, in particolare per quanto riguarda le delegazioni controllate dalla DG Ampliamento;
   inserire vincoli relativi alla lotta alla corruzione agli aiuti esterni;

Gruppo internazionale di gestione (IMG)

234.  osserva che è stata fatta circolare una versione trapelata della relazione finale dell'OLAF sul Gruppo internazionale di gestione (IMG); chiede alla Commissione e al comitato di vigilanza dell'OLAF di indagare sul motivo e sulle modalità con cui la relazione dell'OLAF è trapelata nonché sull'autore di tale fuga di notizie, mentre l'IMG non è ancora a conoscenza del contenuto della relazione;

235.  osserva che, sin dalla sua creazione nel 1994, l'IMG ha ricevuto, direttamente o indirettamente in regime di gestione congiunta, più di 130 milioni di EUR dalla Commissione; osserva che, in ragione dell'interruzione del pagamenti da parte della Commissione, l'IMG ha adito le vie legali e lo status dell'organizzazione è oggetto di una controversia giuridica; esorta la Commissione ad adottare una chiara decisione al riguardo e chiede alla stessa di informare il Parlamento in merito al seguito dato alla all'indagine OLAF avviata nel 2011; sollecita la Commissione a fornire al Parlamento un elenco in cui figurino tutte le organizzazioni, le imprese, gli altri organismi o soggetti che hanno ricevuto contratti della Commissione senza invito a presentare proposte, illustrando nel dettaglio il loro status giuridico;

Ucraina

236.  rileva che nel 2013 i pagamenti dell'assistenza bilaterale a favore dell'Ucraina, finanziati a titolo del bilancio dello strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI), ammontavano a 152,8 milioni di EUR; osserva che il 42,5% dei pagamenti in questione (64,9 milioni di EUR) riguardano contratti gestiti direttamente dalla delegazione dell'Unione in Ucraina; segnala che il resto, ossia il 57,5% (87,9 milioni di EUR), è stato erogato sotto forma di sostegno al bilancio;

237.  sottolinea che i pagamenti a sostegno del bilancio sono subordinati al raggiungimento di risultati e parametri di riferimento concordati congiuntamente; osserva che il governo beneficiario ha assunto un impegno riguardo a tali risultati e parametri di riferimento con la firma di un accordo di finanziamento bilaterale e che, laddove i risultati e i parametri non sono raggiunti, i pagamenti non vengono erogati;

238.  riconosce che l'Ucraina si trova attualmente in una situazione particolarmente difficile; ritiene tuttavia che ciò non possa servire da scusa per non soddisfare le condizioni alle quali è concesso il sostegno al bilancio e, in particolare, per non affrontare il problema della corruzione diffusa nel paese;

239.  invita pertanto la Commissione e la delegazione dell'Unione in Ucraina a dare prova di una particolare prudenza nell'erogazione dei fondi e a provvedere a che i fondi siano investiti nei progetti cui erano destinati;

Costi amministrativi dell'erogazione degli aiuti

240.  esprime preoccupazione per gli elevati costi amministrativi, calcolati dalla Corte dei conti, derivanti dall'erogazione degli aiuti in Asia centrale; chiede alla Commissione di informare il Parlamento sui costi amministrativi dell'erogazione degli aiuti esterni, se superiori al 10% del bilancio previsionale;

Possibile appropriazione indebita di fondi per gli aiuti umanitari e di sviluppo dell'Unione

241.  constata che l'OLAF ha redatto una relazione sugli aiuti umanitari concessi al campo profughi saharawi di Tindouf, Algeria (OF 2003/526); invita la Commissione a chiarire le misure adottate in risposta alle conclusioni di tale relazione; osserva che, stando a una relazione d'inchiesta dell'UNHRC(129), la mancata registrazione di una popolazione di profughi per un periodo così prolungato (quasi 30 anni dopo il loro arrivo) costituisce "una situazione anomala e unica nella storia dell'UNHRC"; esorta la Commissione a garantire che le persone algerine o saharawi messe sotto accusa dalla relazione dell'OLAF non abbiano più accesso agli aiuti finanziati dai contribuenti dell'Unione; invita la Commissione a rivalutare e adeguare gli aiuti dell'Unione all'effettivo fabbisogno della popolazione interessata e a garantire che gli interessi e le esigenze dei profughi non siano lesi, dal momento che sono i più vulnerabili a ogni possibile irregolarità;

242.  esprime preoccupazione per la frode sulle retribuzioni pubbliche in Ghana dato che né la Banca mondiale né il Regno Unito, in quanto partner del progetto, hanno avvertito la Commissione circa le gravi preoccupazioni nutrite sulle carenze nei controlli e sul rischio riscontrato di errori contabili e frode;

Ricerca e altre politiche interne

Strategia Europa 2020

243.  sottolinea che il settimo programma quadro (7°PQ) era il principale programma finanziato dalla Commissione; rileva che sono state firmate 809 convenzioni di sovvenzione, che interessano 10 345 partecipanti per un totale di 3 439 milioni di EUR di contributi dell'Unione; rileva che il 7°PQ contribuisce agli sforzi dell'Unione volti a investire in una competitività sostenibile ma evidenzia che l'Unione nel suo complesso è ancora lontana dall'obiettivo di destinare almeno il 3% del PIL a ricerca e sviluppo; osserva che sono stati compiuti alcuni progressi nel conseguimento degli indicatori chiave di performance (spesa lorda per ricerca e sviluppo – R&S, percentuale di spesa pubblica destinata alla R&S, progressi nell'attuazione dell'Unione dell'innovazione, quota dei contributi finanziari dell'Unione a favore delle piccole e medie imprese, riduzione dei tempi di concessione);

Errori

244.  rileva che la Corte dei conti ha controllato 150 operazioni, segnatamente 89 operazioni relative alla ricerca (86 per il settimo programma quadro (7°PQ) e tre per il sesto programma quadro (6°PQ)), 25 operazioni relative ai programmi di apprendimento permanente (PAP) e "Gioventù in azione" (GiA) e 36 operazioni per altri programmi; si rammarica che la Corte dei conti stimi il tasso di errore più probabile al 4,6% (2012: 3,9%);

245.  osserva che le spese legate a questo gruppo di politiche riguardano un'ampia gamma di obiettivi strategici, quali la ricerca e l'innovazione, l'istruzione, la sicurezza, la migrazione e le misure per combattere gli effetti della crisi finanziaria; osserva che la Commissione ha speso oltre il 50% (5 771 milioni di EUR) dell'importo disponibile per la ricerca; osserva che il 45% del bilancio di ricerca della Commissione è stato attuato da organismi (agenzie e imprese comuni) esterni alla direzione generale; constata che circa il 90% della spesa assume la forma di sovvenzioni a beneficiari che partecipano a progetti e che nel 2013 la Commissione ha concluso 809 convenzioni di sovvenzione;

246.  rileva che il principale rischio sotto il profilo della regolarità è che i beneficiari possano indicare nelle proprie dichiarazioni di spesa costi non ammissibili o non documentati, che potrebbero non essere rilevati e corretti dai sistemi di controllo della Commissione o degli Stati membri;

247.  si rammarica che il 35 % del tasso di errore stimato dipenda da spese per il personale non ammissibili o calcolate in maniera non corretta; rileva che in tale ambito rientrano la dichiarazione dei costi per il personale iscritti a bilancio anziché di quelli effettivi, come pure l'indicazione di costi per ore di lavoro non imputabili al progetto;

248.  si rammarica che il 23% del tasso di errore stimato dipenda da costi indiretti non ammissibili, il 25% da altri costi diretti non ammissibili (IVA, spese di viaggio, ecc.) e il 17% dal mancato rispetto delle norme in materia di appalti pubblici;

249.  osserva che i richiedenti che presentano una domanda per la prima volta, in particolare le PMI, presentano profili di rischio/errore in gran parte sconosciuti; invita la Commissione a non compromettere gli sforzi compiuti per incoraggiare tali partecipanti a prendere parte al programma accrescendo sistematicamente il livello di controllo o gli oneri amministrativi nei loro confronti;

Sistemi di gestione e controllo

250.  esprime stupore per il fatto che in nove delle 32 dichiarazioni di spesa certificate da revisori indipendenti la Corte dei conti ha riscontrato un livello significativo di errori; ritiene inaccettabile un simile livello di errore in quanto i revisori operano nel settore di loro competenza professionale;

251.  invita la Commissione a sensibilizzare maggiormente i revisori in merito allo svolgimento delle loro funzioni;

252.  constata che nel 2013 la Commissione ha condotto 500 audit ex post, svolgendo le relative azioni correttive e di recupero come pure controlli ex ante basati sul rischio;

253.  appoggia la raccomandazione della Corte dei conti, accettata dalla Commissione, di svolgere le proprie attività di controllo per questo gruppo di politiche tenendo maggiormente in considerazione i rischi, focalizzando i controlli sui beneficiari a rischio elevato (ad esempio entità con minore esperienza in merito ai finanziamenti dell'Unione) e alleviando l'onere dei controlli per i beneficiari meno rischiosi;

254.  ribadisce la necessità di trovare il giusto equilibrio tra minori oneri amministrativi e controlli finanziari efficaci;

255.  si compiace del fatto che, nel 2014, i tempi per la concessione di sovvenzioni sono passati da 249 giorni a 209 giorni per il 94% delle convenzioni di sovvenzione;

256.  accoglie con favore il fatto che la Commissione ha proseguito la sua campagna di comunicazione sulla base di un documento che elenca le dieci principali cause di errore, che è stato distribuito a tutti i partecipanti al programma nel 2012;

257.  osserva che alla fine del 2013 il recupero degli importi dichiarati indebiti aveva raggiunto i 29,6 milioni di EUR, mentre gli importi recuperabili ancora dovuti erano cresciuti, passando da 12 milioni di EUR alla fine del 2012 a quasi 17 milioni di EUR;

258.  rileva che le parti interessate del progetto (Organizzazione ITER e le agenzie nazionali, tra cui Fusion for Europe) hanno riconosciuto che il calendario e il bilancio attuali non sono realistici, come confermato da varie valutazioni indipendenti nel corso degli ultimi due anni (2013-2014); chiede di ricevere una copia del nuovo scadenziario e del nuovo bilancio che saranno presentati al Consiglio ITER nel giugno 2015; esprime preoccupazione per i sistematici ritardi nel programma ITER, che ne mettono in discussione l'efficienza e l'efficacia; è profondamente preoccupato per i sovraccosti che compromettono l'efficacia in termini di costi del programma oltre a mettere a rischio gli altri programmi europei, soprattutto nel settore della ricerca;

259.  si compiace che il Fondo per le frontiere esterne abbia contribuito a favorire la solidarietà finanziaria; critica ciononostante il fatto che l'ulteriore valore aggiunto per l'Unione da esso fornito è stato limitato e che non si è potuto misurare il risultato complessivo, a causa di debolezze nel monitoraggio operato dalle autorità responsabili e di gravi carenze nelle valutazioni ex post svolte dalla Commissione e dagli Stati membri;

Galileo

260.  prende atto delle risposte della Commissione sui progressi compiuti nell'attuazione del progetto Galileo: 4 satelliti della fase di validazione in orbita di Galileo (IOV) sono stati lanciati con successo nel 2011 e nel 2012, la fase di validazione in orbita di Galileo è stata conclusa con successo nel 2014, le caratteristiche progettuali del sistema, gli obiettivi di rendimento e il valore di riferimento per il funzionamento del sistema sono stati confermati, l'infrastruttura di terra, con diverse basi in tutto il mondo, è stata completata per le operazioni iniziali, le capacità di ricerca e salvataggio dei satelliti IOV Galileo sono state dimostrate con successo, il 22 agosto 2014 sono stati lanciati due satelliti (n. 5 e 6) che si sono collocati in un'orbita errata e, dal dicembre 2014, questi vengono progressivamente spostati verso un'orbita più favorevole al fine di utilizzarli nel miglior modo possibile, e, infine, è in corso la prova del carico pagante di navigazione dei satelliti; si attende di essere informato sui costi supplementari di tali azioni non previste;

261.  rileva che nel 2013 la Corte dei conti ha sottoposto ad audit otto operazioni nel settore dei trasporti, concludendo che cinque di esse erano inficiate da uno o più errori; richiama l'attenzione sull'aumento della percentuale di operazioni affette da errori nel 2013 (62%) rispetto al 2012 (49%) ed esprime preoccupazione per il fatto che, come negli anni precedenti, per i progetti TEN-T esaminati la Corte dei conti ha rilevato diversi errori in relazione alla mancata osservanza delle norme unionali e nazionali sugli appalti; prende atto che, come nel precedente anno 2012, ancora una volta nel 2013 la DG MOVE non ha formulato una riserva relativa a errori in materia di appalti pubblici; invita perciò caldamente la Commissione ad adottare i provvedimenti necessari al fine di escludere tali errori in futuro; osserva che è estremamente importante estendere il controllo ex-ante ed ex-post dei beneficiari delle sovvenzioni, dei fondi e dei finanziamenti della Commissione, al fine di evitare un'utilizzazione abusiva delle risorse assegnate dall'Unione e di assicurare la verifica delle prestazioni; sottolinea che, sebbene il periodo di finanziamento 2007-2013 sia formalmente finito, per il finanziamento della coesione vige un principio N+2, il che significa che molti progetti saranno ancora in fase di realizzazione fino alla fine di quest'anno;

262.  invita la Commissione, a fini di trasparenza, a pubblicare un elenco annuale facilmente accessibile dei progetti di trasporto cofinanziati dall'Unione, in cui figuri anche l'importo esatto del finanziamento accordato a ogni singolo progetto; osserva che tale elenco dovrà comprendere tutte le fonti di finanziamento unionale, come le TEN-T, Orizzonte 2020 e i fondi di coesione e regionali;

263.  esorta la Commissione a riferire ogni anno in merito al modo in cui si è tenuto conto delle osservazioni sulle rispettive linee di bilancio;

264.  ricorda che i progetti di trasporto nei periodi 2007-2013 e 2014-2020 sono stati e saranno finanziati da più fonti, tra cui il Meccanismo per collegare l'Europa, il Fondo di coesione e il Fondo europeo di sviluppo regionale; invita la Commissione a ricercare una maggiore sinergia tra le diverse fonti di finanziamento così da ottenere un'allocazione più efficiente dei fondi dell'Unione;

Ambiente e sanità pubblica

265.  esprime soddisfazione per l'esecuzione globale delle linee di bilancio in materia di ambiente, azione per il clima, sanità pubblica e sicurezza alimentare nel 2013; ricorda ancora una volta che meno dello 0,5% del bilancio dell'Unione è dedicato a tali strumenti strategici e che non bisogna ignorare il chiaro valore aggiunto dell'Unione in tali settori nonché il sostegno dei cittadini europei a favore delle politiche ambientali e climatiche dell'Unione, oltre che della sanità pubblica e della sicurezza alimentare; deplora che tale percentuale sia scesa dallo 0,8 allo 0,5% nel 2012;

266.  prende atto della presentazione dei settori strategici dell'ambiente e della sanità nell'ambito della relazione annuale della Corte dei conti per il 2013; esprime preoccupazione per il fatto che entrambi i settori strategici sono stati nuovamente inseriti nel capitolo dedicato anche allo sviluppo rurale e alla pesca; ribadisce la sua critica nei confronti di una simile composizione dei settori strategici e invita la Corte dei conti a rivedere il suo approccio nella prossima relazione annuale; ricorda al riguardo la relazione speciale n. 12/2014 della Corte dei conti dal titolo "Il FESR è efficace nel finanziare progetti che promuovono in modo diretto la biodiversità nell'ambito della strategia dell'UE per la biodiversità all'orizzonte 2020?", la quale sottolinea la necessità che la Commissione tenga una registrazione accurata della spesa diretta e indiretta in materia di biodiversità, fra cui Natura 2000; esorta gli Stati membri a facilitare questo processo fornendo dati precisi;

267.  riconosce che la Corte dei conti effettua controlli a campione negli Stati membri in modo molto sistematico e stabilisce il tasso di errore su questa base; rileva che la Corte dei conti non indica in quali Stati membri o in quali settori sorgano i maggiori problemi; sottolinea pertanto la necessità di una chiara catena di responsabilità e, in tale contesto, attribuisce grande importanza alla qualità dei sistemi di controllo negli Stati membri;

268.  considera soddisfacenti i progressi realizzati nell'attuazione di 14 progetti pilota (PP) e sei azioni preparatorie (AP), per un importo complessivo di 5 983 607 EUR; incoraggia la Commissione a continuare ad attuare i PP e le AP come proposto dal Parlamento;

269.  rileva che la DG SANCO era responsabile dell'esecuzione di 233 928 461 EUR per le linee di bilancio relative alla sanità pubblica nel 2013, di cui il 98,1% è stato impegnato in modo soddisfacente; è consapevole del fatto che il 77% circa di tale bilancio è direttamente trasferito a tre agenzie decentrate (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l'Agenzia europea per i medicinali (EMA)), che tutti gli stanziamenti sono stati utilizzati al 100% tranne che per EMA ed EFSA, e che tale sottoesecuzione di stanziamenti di impegno di EMA ed EFSA corrisponde al risultato del 2012;

Cultura

270.  si compiace del fatto che nel 2013 il tasso di esecuzione del bilancio per i programmi del periodo 2007-2013, in particolare per i programmi Apprendimento permanente (PAP), Cultura, Media e Gioventù in azione, è stato del 100%; chiede di rafforzare e aumentare la dotazione nel quadro dei programmi 2014-2020 in tema di istruzione e cultura; esprime particolare preoccupazione per il fatto che alla fine dell'anno la mancata corrispondenza tra gli stanziamenti di impegno e di pagamento adottati ha comportato una penuria di pagamenti (per il programma Erasmus+, ad esempio, pari a 202 milioni di EUR), con ripercussioni negative sull'esercizio successivo; teme fortemente e deplora che una situazione simile si possa verificare nel contesto dei nuovi programmi, in particolare Erasmus+ ed Europa creativa, il che, a sua volta, determinerebbe per l'Unione europea una pericolosa perdita di credibilità, minando la fiducia dei cittadini nelle sue istituzioni, e avrebbe conseguenze disastrose per i partecipanti ai programmi;

271.  si compiace che il programma Erasmus, dal suo avvio nel 1987, abbia raggiunto e superato l'obiettivo di 3 milioni di studenti; prende atto del successo duraturo di cui sin dalla sua nascita gode questo programma di punta dell'Unione, che ha contribuito all'integrazione europea e alla crescente consapevolezza di una cittadinanza comune europea e del senso di appartenenza a essa;

272.  esprime preoccupazione per il fatto che a livello europeo – come riportato nell'Eurobarometro speciale 399 del 2013 sulla partecipazione e sull'accesso alla cultura – i bilanci pubblici dedicati alla salvaguardia e alla promozione del patrimonio culturale sono in palese diminuzione, così come lo è la partecipazione alle attività culturali tradizionali; ritiene pertanto che debbano essere rafforzati i nuovi strumenti dell'Unione volti a sostenere l'agenda europea per la cultura, come i programmi Europa creativa e Orizzonte 2020 o la piattaforma culturale Europeana;

Misure da adottare

273.  prende atto del fatto che il direttore generale della DG Ricerca e innovazione ha formulato una riserva generale per quanto riguarda la precisione delle dichiarazioni di spesa (3 664 milioni di EUR) per il 7° PQ nella relazione annuale di attività della direzione generale, anche se egli stesso si attende che l'incidenza finanziaria netta degli errori, basata su 1 552 progetti conclusi, sia pari a circa il 2,09%, vale a dire in prossimità della soglia di rilevanza; ritiene che tali riserve rendano priva di significato la dizione "sana gestione finanziaria"; invita pertanto il direttore generale a formulare in futuro riserve in modo più specifico e mirato;

274.  invita la Commissione a fornire informazioni in merito alla durata media dei procedimenti in contraddittorio prima di procedere al recupero in questo gruppo di politiche, in tempo utile per la relazione sul seguito dato al discarico alla Commissione per il 2013;

275.  si rammarica che la Commissione non abbia ancora inviato l'elenco dei beneficiari per paese; si attende di ricevere una risposta nella relazione sul seguito dato al discarico alla Commissione per il 2013;

276.  si compiace che la Commissione abbia finalmente concesso al relatore l'accesso alla relazione di audit sui costi operativi per due programmi (6,9 milioni di EUR per Apprendimento permanente e 1,65 milioni di EUR per Gioventù in azione) nel 2012 e nel 2013 in Turchia; rileva che la relazione è stata trasmessa in virtù dell'accordo quadro; è preoccupato per le rilevanti carenze riscontrate ma si compiace delle misure adottate dalle autorità turche per porre rimedio al problema; chiede alla Commissione di valutare l'opportunità di imporre eventuali rettifiche finanziarie;

277.  invita la Commissione a fornire ulteriori informazioni sulla spesa per il Programma di sostegno alla politica in materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in tempo per la relazione sul seguito dato al discarico 2013 della Commissione; osserva che, per il programma in parola, l'importo dei pagamenti a rischio potrebbe arrivare a 3,4 milioni di EUR nel 2013, con un tasso di errore residuo del 2,8%; osserva che, nonostante queste circostanze, il direttore generale della DG Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie (DG CONNECT) non ha formulato riserve;

278.  invita la Commissione a riferire in modo esauriente, in tempo per la procedura di discarico 2014, sul potenziamento dell'orientamento strategico della direzione generale della Ricerca e dell'innovazione, avviato mediante l'esternalizzazione della gestione di due terzi dei costi operativi del 7° PQ a organismi esterni alla Commissione;

279.  chiede alla Commissione di fornire, in tempo per la procedura di discarico 2014, un riepilogo dei progressi delle politiche tra il 7º PQ e Orizzonte 2020 per i ricercatori e le PMI;

Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)

280.  accoglie favorevolmente le discussioni in corso tra l'OLAF e il suo comitato di vigilanza in merito alla revisione degli accordi operativi e li esorta a raggiungere un accordo comune e soddisfacente; prende atto degli sforzi compiuti dall'OLAF per attuare gli accordi operativi; sottolinea che tali sforzi non dovrebbero essere sproporzionati, in considerazione della ristrettezza delle risorse dell'ufficio;

281.  segnala che il regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(130), in vigore dal 1º ottobre 2013, obbliga l'OLAF a garantire il funzionamento indipendente della segreteria del comitato di vigilanza (considerando 40 del regolamento in parola); non è a conoscenza, in questa fase, delle misure prese per attuare tale obbligo giuridico; sollecita la Commissione ad adottare provvedimenti immediati per porre rimedio alla situazione;

282.  invita l'OLAF a consultare tempestivamente il proprio comitato di vigilanza, prima di modificare le istruzioni al suo personale in materia di procedure d'indagine e prima di stabilire le priorità della politica in materia di indagini;

283.  deplora il fatto che l'OLAF non necessariamente attua le raccomandazioni del proprio comitato di vigilanza, a volte senza nemmeno fornire una motivazione; invita il direttore generale a migliorare la cooperazione in tale ambito;

284.  ricorda che l'OLAF, al 31 gennaio 2012, aveva avviato 423 indagini; esprime preoccupazione in merito alla legittimità di una simile procedura; invita il comitato di vigilanza dell'OLAF a valutare la legittimità delle 423 indagini avviate all'improvviso nonché l'esito delle stesse; chiede inoltre al comitato di vigilanza dell'OLAF di esaminare le statistiche sulla durata delle indagini, di analizzare il funzionamento del sistema automatico di gestione dei fascicoli e di riferire in merito al Parlamento;

285.  chiede altresì al comitato di vigilanza dell'OLAF di esaminare le statistiche sulla durata delle indagini, di analizzare il funzionamento del sistema automatico di gestione dei fascicoli e di riferire in merito alla commissione competente del Parlamento;

286.  chiede all'OLAF di fornire statistiche più dettagliate sulla frequenza dell'avvio e della conclusione delle indagini nella sua relazione annuale;

287.  chiede all'OLAF di fornire al Parlamento maggiori informazioni in merito agli aspetti pratici del processo di selezione dei fascicoli, alla lunghezza e agli orientamenti interni per il processo;

Amministrazione

288.  evidenzia che negli ultimi quattro anni (2011-2014) sono state ricevute 336 145 domande per tutte le procedure di selezione avviate dall'Ufficio europeo di selezione del personale, che il costo medio di trattamento di una domanda può essere stimato a 238 EUR e che meno del 10% dei candidati viene infine inserito in una lista di riserva; sollecita risparmi con il denaro dei contribuenti dell'Unione riducendo la burocrazia e prorogando la validità delle liste di riserva per almeno due anni; chiede alla Commissione di riferire al riguardo entro giugno 2015;

289.  chiede alla Commissione di indicare al Parlamento la pensione più elevata versata nel 2013 ai funzionari della Commissione;

290.  esprime preoccupazione perché la Corte dei conti ha riscontrato che le disposizioni per ovviare a un basso rendimento del personale sono raramente attivate; invita la Commissione ad applicare pienamente le disposizioni dello statuto del personale;

291.  sollecita informazioni sul personale che non figura nella tabella dell'organico e sui costi del personale finanziati da rubriche diverse da quella relativa all'"amministrazione"; deplora che non vengano trasmessi all'autorità di bilancio dati consolidati concernenti il numero totale di personale di questo tipo e le relative spese associate in seno alla Commissione;

292.  segnala che il regolamento del Consiglio (CE, Euratom) n. 723/2004(131) ha introdotto nell'allegato 1.A due nuovi gradi, AD 13 e AD 14, accessibili al personale senza responsabilità di gestione, per il quale era prima previsto il limite al grado A4 (equivalente al grado AD 12); invita la Commissione ad aggiornare la relazione del 2011 sull'equivalenza delle carriere e la relazione sulle spese di personale generate nel 2013 dall'organico non dirigenziale di grado AD 13 e AD 14;

293.  chiede alla Commissione di fornire informazioni circa il finanziamento di tutte le misure sociali, sportive e culturali per il proprio personale, compresi i benefici di tali misure per il rendimento e per l'integrazione delle persone trasferitesi all'estero e delle loro famiglie;

294.  chiede alla Commissione di riferire in merito all'utilizzo del sistema di orario di lavoro flessibile nel seguito dato al discarico alla Commissione per il 2013;

295.  esprime preoccupazione per il considerevole aumento del numero di alti funzionari di grado da AD 13 a AD 16; considera ciò un rischio per la reputazione dell'Unione, in quanto è difficile spiegare che le ore di lavoro straordinario non sono comprese in retribuzioni tanto cospicue;

296.  osserva che le divergenze nei livelli retributivi dei funzionari che lavorano per le istituzioni dell'Unione e di quelli impiegati nelle amministrazioni nazionali continuano a essere alquanto considerevoli, comportando, tra l'altro, una mancanza di mobilità del personale tra il livello europeo e quello nazionale; invita la Commissione a condurre uno studio approfondito sui motivi di tali divergenze e a elaborare una strategia a lungo termine per ridurle, prestando particolare attenzione alle diverse indennità (indennità familiare, di dislocazione, di installazione e di nuova sistemazione), al congedo ordinario, alle vacanze, ai giorni di viaggio e alla compensazione di lavoro straordinario;

297.  segnala la comunicazione del Segretario generale della Commissione sulla prevista limitazione a venti righe delle risposte alle interrogazioni parlamentari; invita i Commissari a farsi carico della loro responsabilità politica e a non permettere più che il Segretariato generale ponga un limite alle loro risposte;

298.  esprime preoccupazione per la tutela degli informatori e sollecita la Commissione a vigilare affinché sia garantito il pieno rispetto dei loro diritti;

299.  segnala che nel 2013 le organizzazioni non governative (ONG) hanno ricevuto quasi 9 milioni di EUR dalla DG Ambiente, quasi 4 milioni di EUR dalla DG Salute e consumatori e 5,7 milioni di EUR dalla DG Occupazione, affari sociali e inclusione; prende atto di una costante esternalizzazione dei compiti della Commissione; invita la Commissione a illustrare al Parlamento il valore aggiunto europeo dei fondi distribuiti attraverso tali ONG;

300.  invita la Commissione a erogare ai Commissari in carica per meno di due anni un'indennità transitoria non superiore al periodo del loro mandato in qualità di Commissario;

301.  ritiene che, in tempi di crisi e di tagli di bilancio in generale, sia necessario ridurre i costi degli "away day" del personale delle istituzioni europee e che esse dovrebbero svolgersi, per quanto possibile, nelle rispettive sedi delle istituzioni, dal momento che il loro valore aggiunto non giustifica costi così elevati;

302.  esprime preoccupazione per la scarsa presenza di donne nei posti di responsabilità della Commissione; chiede alla Commissione di mettere a punto un piano per le pari opportunità, in particolare per quanto riguarda i posti dirigenziali, con l'obiettivo di correggere quanto prima tale squilibrio;

Ottenere risultati dal bilancio dell'Unione europea

303.  deplora che, nonostante alcuni progressi riferiti dalla Corte dei conti(132), la quarta relazione di valutazione di cui all'articolo 318 TFUE ancora non costituisca un utile contributo all'attività di discarico, sebbene in virtù del TFUE dovrebbe essere parte delle prove quando il Parlamento concede ogni anno il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio; è preoccupato perché la mancata attenzione sulla performance costituisce un grave problema per il bilancio dell'Unione;

304.  osserva che, nella relazione per il 2013, la Corte dei conti conclude che gli Stati membri, nel selezionare i progetti nell'ambito della gestione concorrente, si sono concentrati innanzitutto sulla necessità di spendere i fondi dell'Unione disponibili piuttosto che sulla performance da essi attesa; chiede, al fine di invertire tale tendenza e consentire un cambiamento verso una cultura del buon rendimento, che sia istituito un gruppo di lavoro indipendente di alto livello (al quale partecipino anche personalità accademiche) sui risultati del bilancio dell'Unione, allo scopo di formulare raccomandazioni per consentire un passaggio strutturale dalla logica della spesa a quella del buon rendimento, sulla base di una valutazione del valore aggiunto europeo e nel rispetto delle norme; ritiene che le conclusioni di tale gruppo di lavoro di alto livello dovrebbero essere disponibili in tempo utile prima della revisione intermedia dell'attuale QFP e costituire la base per il nuovo periodo di programmazione del QFP;

305.  ribadisce la richiesta che le direzioni generali della Commissione definiscano nel loro piano di gestione un numero limitato di obiettivi semplici, conformi ai requisiti della Corte dei conti in termini di pertinenza, comparabilità e affidabilità e collegati ai principali obiettivi della strategia Europa 2020, riferiscano in merito al loro conseguimento nella relazione annuale di attività, in un capitolo intitolato "risultati politici", e che la Commissione adotti su tale fondamento la relazione di valutazione delle finanze dell'Unione come previsto all'articolo 318 TFUE;

306.  chiede che la Commissione includa nelle prossime relazioni di valutazione di cui all'articolo 318 TFUE un'analisi dell'efficienza, dell'efficacia e dei risultati ottenuti in termini di crescita e posti di lavoro attraverso il piano di investimento di 315 miliardi di EUR annunciato il 26 novembre 2014 dal Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, in occasione della seduta plenaria del Parlamento;

307.  chiede che nella prossima relazione di valutazione prevista all'articolo 318 TFUE la Commissione includa un'analisi effettuata in cooperazione con la Banca europea per gli investimenti sull'efficienza, sull'efficacia e sui risultati conseguiti dal piano per la crescita e l'occupazione di 120 miliardi di EUR adottato dal Consiglio europeo nella riunione del 28 e 29 giugno 2012;

308.  ribadisce che l'organizzazione interna della Commissione, presieduta da Jean Claude Juncker, dovrebbe tenere presente il fatto che la strategia per la crescita e l'occupazione dell'Unione non si basa su attività condotte da singole direzioni generali, ma comprende sette iniziative faro trasversali, attuate di volta in volta da diverse DG; insiste sul fatto che il coordinamento e la cooperazione necessari in seno alla Commissione non dovrebbero comportare nuove formalità e oneri burocratici;

309.  invita la Commissione a gestire il proprio bilancio in modo che non vi siano sovrapposizioni fra le politiche tematiche e duplicazioni degli sforzi tra le varie DG aventi competenze simili o identiche;

310.  ritiene che il concetto/l'idea di studi concernenti la valutazione d'impatto sulla sostenibilità debba applicarsi a tutti i tipi di sostegno finanziario, non solo nell'ambito della spesa della Commissione ma anche di quella di tutte le tutte le istituzioni, organi ed agenzie dell'Unione; è del parere che nessuna spesa debba essere consentita e ammessa se non è conforme allo studio/all'analisi concernente la valutazione d'impatto;

311.  chiede che la Commissione presenti alla commissione competente del Parlamento, entro settembre 2015, una relazione completa sulle attività da essa svolte al fine di incoraggiare i cittadini in generale a denunciare le irregolarità di cui vengono a conoscenza;

Agenzie esecutive

312.  deplora che, secondo la relazione di revisione sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto(133), l'Agenzia non svolga verifiche ex ante soddisfacenti sulle spese per la propria sede fatturate dal gestore degli edifici e che, quindi, nel 2013 essa abbia pagato, senza chiederne il rimborso, l'IVA su tali spese per un ammontare di 113 513 EUR; osserva che la maggior parte dei contratti, delle fatture e delle ricevute alla base di tali spese non erano a disposizione dell'Agenzia esecutiva; segnala l'elevato tasso di riporti per il titolo II (27%, pari a 666 119 EUR), il quale solleva interrogativi in merito alla sana gestione finanziaria di tale Agenzia esecutiva;

Contrabbando di tabacco

313.  ricorda che il Parlamento europeo ha chiesto, nella risoluzione che accompagna il discarico alla Commissione per l'esercizio 2012, una valutazione degli accordi esistenti con i quattro gruppi del tabacco (Philip Morris International Corporation Inc. (PMI), Japan Tobacco International Corporation, British American Tobacco Corporation e Imperial Tobacco Corporation); osserva che durante l'audizione a porte chiuse su tale tematica la Commissione si è impegnata a presentare, entro maggio 2015, una valutazione delle esperienze maturate in relazione all'accordo con PMI che scadrà a breve.

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(4) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(7) Testi approvati di tale data, P8_TA(2015)0119.
(8) GU L 66 dell'8.3.2013.
(9) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(10) GU C 408 del 15.11.2014, pag. 39.
(11) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 67.
(12) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(13) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(14) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(15) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(16) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(17) GU L 101 del 21.4.2009, pag. 26.
(18) GU L 343 del 19.12.2013, pag. 46.
(19) GU L 66 dell'8.3.2013.
(20) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(21) GU C 408 del 15.11.2014, pag. 6.
(22) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 74.
(23) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(24) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(25) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(26) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(27) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(28) GU L 5 del 9.1.2004, pag. 85.
(29) GU L 341 del 18.12.2013, pag. 73.
(30) GU L 66 dell'8.3.2013.
(31) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(32) GU C 408 del 15.11.2014, pag. 5.
(33) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 83.
(34) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(35) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(36) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(37) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(38) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(39) GU L 369 del 16.12.2004, pag. 73.
(40) GU L 341 del 18.12.2013, pag. 69.
(41) GU L 363 del 18.12.2014, pag. 183
(42) GU L 66 dell'8.3.2013.
(43) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(44) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 240.
(45) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(46) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(47) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(48) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(49) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(50) GU L 9 del 12.1.2008, pag. 15.
(51) GU L 346 del 20.12.2013, pag. 58.
(52) GU L 66 dell'8.3.2013.
(53) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(54) GU C 408 del 15.11.2014, pag. 40.
(55) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 351.
(56) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(57) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(58) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(59) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(60) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(61) GU L 11 del 15.1.2008, pag. 9.
(62) GU L 346 del 20.12.2013, pag. 54.
(63) GU L 66 dell'8.3.2013.
(64) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(65) GU C 408 del 15.11.2014, pag. 41.
(66) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 358.
(67) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(68) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(69) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(70) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(71) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(72) GU L 32 del 6.2.2007, pag. 88.
(73) GU L 352 del 24.12.2013, pag. 65.
(74) GU L 66 dell'8.3.2013.
(75) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(76) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(77) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(78) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(79) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(80) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(81)Cfr.la relazione speciale n. 11/2013 della Corte dei conti, punti 93-97.
(82)Cfr.la predetta risoluzione del Parlamento del 29 aprile 2015 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2013 - parte I.
(83)Cfr.la comunicazione della Commissione del 29 settembre 2014 sulla tutela del bilancio dell'UE fino alla fine del 2013 (COM(2014)0618), pag. 11.
(84)Cfr.la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 1.14.
(85)Cfr.la predetta comunicazione della Commissione COM(2014)0618, tabella 5.2: ritiri nella politica di coesione (775 milioni di EUR), recuperi per lo sviluppo rurale (129 milioni di EUR) e rettifiche finanziarie disimpegno/detrazione alla chiusura nella politica di coesione (494 milioni di EUR) o in altri settori d'intervento diversi dalla politica agricola e di coesione sociale (1 milione di EUR).
(86)Cfr.la predetta comunicazione della Commissione COM(2014)0618, tabella 7.2.
(87)Comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2014 dal titolo "Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2013" (COM(2014)0342), pag. 14: importo totale massimo a rischio per l'intera spesa del 2013 (bilancio dell'UE e del FES).
(88)L'allegato 1 alla relazione di sintesi definisce gli "importi a rischio" "il valore della frazione delle operazioni che si ritiene non siano pienamente conformi ai requisiti normativi e contrattuali di applicazione una volta attuati tutti i controlli (misure correttive) intesi a ridurre i rischi di non conformità".
(89)Dei 322 miliardi di EUR in questione, 222 miliardi rappresentano impegni di bilancio non ancora liquidati e 99 miliardi riguardano passività di bilancio non coperte dagli impegni da liquidare.
(90)Presentazione delle relazioni annuali della Corte dei conti a cura del suo presidente, Vítor Manuel da Silva Caldeira, nella riunione della commissione CONT del 5 novembre 2014.
(91)Ibidem.
(92)Informazioni fornite dal Vicepresidente della Commissione, Kristalina Georgieva, nel corso della procedura di discarico.
(93)Cfr.la relazione speciale n. 16/2014 della Corte dei conti.
(94) COM(2013)0362.
(95)Cfr.la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 2.11, e la relazione speciale della Corte dei conti n. 11/2013 (discarico 2013) dal titolo "Ottenere dati affidabili relativi al reddito nazionale lordo (RNL): un approccio più strutturato e più mirato renderebbe più efficace la verifica della Commissione".
(96)Dichiarazione di Jacek Dominik sulla revisione del reddito nazionale lordo degli Stati membri, comunicato stampa, Bruxelles, 27 ottobre 2014, ultima frase.
(97)Parere n. 7/2014 su una proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 recante applicazione della decisione 2007/436/CE, Euratom, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee (GU C 459 del 19.12.2014, pag. 1).
(98)Testi approvati, P7_TA(2013)0078.
(99)Cfr.l'analisi panoramica della Corte dei conti dal titolo "Impiegare nel miglior modo i fondi dell’UE: un’analisi panoramica dei rischi per la gestione finanziaria del bilancio dell'UE", 2014, pag. 67.
(100)Regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante norme sui pagamenti diretti agli agricoltori nell’ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune e che abroga il regolamento (CE) n. 637/2008 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 608).
(101)Dati indicativi sulla distribuzione degli aiuti diretti ricevuti, in base a una classe dimensionale di aiuti, versati al produttore secondo il regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, trasmessi dal Commissario Hogan l'8 dicembre 2014.
(102)La frequenza è aumentata notevolmente: dal 41% nel 2012 al61% nel 2013.
(103)A norma del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1), in talune regioni può essere accordato un sostegno transitorio per incoraggiare i produttori che desiderano acquisire lo status di organizzazione di produttori (OP) per la costituzione di associazioni di produttori. Tale finanziamento può essere parzialmente rimborsato dall'UE e cessa non appena il gruppo di produttori è riconosciuto come OP.
(104)Cfr.la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 43.
(105)Cfr.la risposta della Commissione alla domanda scritta n. 11, durante l'audizione della commissione CONT con il commissario Phil Hogan del 1º dicembre 2014.
(106)Cfr.la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 3.23 e successivi.
(107)Cfr.la relazione annuale di attività della DG AGRI per il 2013, allegato 10, pag. 51: "nuovi casi in sospeso dal 2007".
(108)Cfr.la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 4.25.
(109)Cfr.la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 4.27.
(110)Cfr.la risposta alla domanda scritta n. 29 durante l'audizione del Commissario Phil Hogan del 1º dicembre 2014.
(111)Cfr.la relazione speciale n. 23/2014 della Corte dei conti intitolata: "Errori nella spesa per lo sviluppo rurale: quali sono le cause e in che modo sono stati affrontati?", che indica a pag. 10 che l'8,2% rappresenta una media per il triennio con un limite inferiore del 6,1% e un limite superiore del 10,3%. La media si articola nei seguenti valori annuali: 8,4% per il 2011, 8,3% per il 2012 e 7,9% per il 2013.
(112)Cfr.la relazione speciale n. 23/2014 della Corte dei conti, pagg. 22-24.
(113)Dichiarazione del membro della Corte dei conti, Rasa Budbergyte, durante l'audizione della commissione CONT con il Commissario Phil Hogan del 1°dicembre 2014.
(114)Cfr.la risposta alla domanda scritta n. 12 durante l'audizione del Commissario Phil Hogan del 1º dicembre 2014.
(115)Cfr.la relazione annuale di attività della DG AGRI per il 2013, tabella 2.1.24.
(116)Cfr.la relazione speciale n. 20/2014 della Corte dei conti, punto 68.
(117)Cfr.la relazione annuale di attività 2013 della DG REGIO, allegato, pag. 41.
(118)Cfr.la relazione annuale di attività 2013 della DG REGIO, allegato, pag. 42.
(119)Cfr.la relazione annuale di attività 2013 della DG REGIO, allegato, pag. 43.
(120)Regolamento delegato (UE) n. 480/2014 della Commissione, del 3 marzo 2014, che integra il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (GU L 138 del 13.5.2014, pag. 5).
(121)Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65).
(122) Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999 (GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25).
(123) COM(2015)0118.
(124) GU L 266 del 5.9.2014, pag. 69, paragrafo 139 et seq.
(125) Deplora che i seguenti 73 sistemi di gestione e controllo negli Stati membri siano stati ritenuti, nella migliore delle ipotesi, parzialmente attendibili (contrassegnati in arancione all'interno di una scala cromatica che comprende verde, giallo, arancione, rosso): Vorarlberg (AT), Vienna (AT), Stiria (AT), Tirolo (AT), Bruxelles (BE), sviluppo regionale (BG), ambiente (BG), imprese & innovazione (CZ), ROP NUTSII North-East (CZ), ROP NUTS II Silesia (CZ), PO integrato (CZ), Turingia (DE), Meclemburgo Pomerania Anteriore (DE), Sassonia-Anhalt, Brema (DE), Renania Settentrionale-Vestfalia (DE), EC ENV (EE), Attica (EL), Grecia occidentale (EL), Macedonia-Tracia (EL), Tessaglia-Grecia continentale-Epiro (EL), Creta e isole dell'Egeo (EL), Murcia (ES), Melilla (ES), Ceuta (ES), Asturie (ES), Galizia (ES), Estremadura (ES), Castiglia La Mancha (ES), Andalusía (ES), Fondo di coesione (ES), Cantabria (ES), regione basca (ES), Navarra (ES), Madrid (ES), Rioja (ES), Catalogna (ES), isole baleari (ES), Aragona (ES), Castiglia e Leon (ES), regione di Valencia (ES), isole Canarie (ES), ricerca, sviluppo e innovazione per le imprese (ES), sviluppo economico (HU), energia e ambiente (HU), Pannonia occidentale (HU), Grande pianura meridionale (HU), Transdanubio centrale (HU), Ungheria settentrionale (HU), trasporti (HU), Grande pianura settentrionale (HU), Transdanubio meridionale (HU), Ungheria centrale (HU), Adriatico (strumento di assistenza di preadesione - IPA), Meclemburgo-Pomerania occidentale/Brandeburgo-Polonia (cooperazione territoriale europea - ETC), regione frontaliera Fiandre-Paesi Bassi (ETC), reti e mobilità (IT), ricerca (IT), sicurezza (IT), Calabria (IT), Puglia (IT), Sicilia (IT), Basilicata (IT), Sardegna (IT), infrastrutture e ambiente (PL), sviluppo della Polonia orientale (PL), società dell'informazione (SK), ambiente (SK), PO regionale (SK), trasporti (SK), sanità (SK), competitività e crescita economica (SK), assistenza tecnica (SK), ricerca e sviluppo (SK).
(126) Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, La situazione dei rom in 11 Stati membri dell'UE, Lussemburgo, 2012.
(127)Cfr.relazione annuale di attività di EuropeAid per il 2013, pag. 197.
(128)a.b.c.d.e.f.g.h.i.ICP "20 Importi non ammissibili ex ante"ICP 1 "Attuazione delle previsioni finanziarie: Pagamenti"ICP 2 "Attuazione delle previsioni finanziarie: Contratti"ICP 4 "RAL - Capacità di assorbimento",ICP 18 "Percentuale di progetti ispezionati nel periodo della relazione sulla gestione degli aiuti esterni"ICP 21 "Attuazione del piano annuale di audit: anno n (2013)"ICP 22 "Attuazione del piano annuale di audit: anno n-1 (2012)"ICP 23 "Attuazione del piano annuale di audit: anno n-2 (2011)"ICP 26 "Recupero o motivazione degli importi non ammissibili di audit".
(129) UNHCR Inspector General's Office, Inquiry Report INQ/04/005, Ginevra, 12 maggio 2005.
(130) Regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248, del 18.9.2013, pag. 1).
(131) Regolamento (CE, Euratom) n. 723/2004 del Consiglio, del 22 marzo 2004, che modifica lo statuto dei funzionari delle Comunità europee e il regime applicabile agli altri agenti di dette Comunità (GU L 124, del 27.4.2004, pag. 1).
(132)Cfr.relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 10.24.
(133)Cfr.relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia (in precedenza Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) (GU C 442, del 10.12.2014, pag. 358), punti da 11 a 13.


Relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2013
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Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2013 (2014/2140(DEC))
P8_TA(2015)0119A8-0067/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0140/2014)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, accompagnata dalle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità(4) dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste la sua decisione del 29 Aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione(5), e la sua risoluzione recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione,

–  viste le relazioni speciali della Corte dei conti elaborate a norma dell'articolo 287, paragrafo 4, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alla Commissione sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05303/2015 – C8-0053/2015),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(7), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0067/2015),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

B.  considerando che le relazioni speciali della Corte dei conti forniscono informazioni su questioni d'interesse per l'esecuzione dei fondi e sono pertanto utili al Parlamento nell'esercizio del suo ruolo di autorità di discarico;

C.  considerando che le sue osservazioni sulle relazioni speciali della Corte dei conti costituiscono parte integrante della sua decisione del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione;

Parte I - Relazione speciale n. 11/2013 della Corte dei conti dal titolo "Ottenere dati affidabili relativi al reddito nazionale lordo (RNL): un approccio più strutturato e meglio mirato renderebbe più efficace la verifica della Commissione"

1.  invita la Commissione a svolgere un'analisi strutturata e formalizzata, che tenga conto dei costi e dei benefici e che consenta di pianificare la sua verifica di aree specifiche o (sub)processi di compilazione e stabilire le priorità; ritiene che tale analisi dovrebbe prendere in considerazione i rischi connessi alla compilazione dei conti nazionali effettuata dagli Stati membri e alla dimensione relativa dei componenti dell'RNL nell'economia totale; osserva che questa valutazione dei rischi dovrebbe essere basata su tutte le informazioni qualitative e quantitative disponibili in tutti i servizi di Eurostat e concentrarsi sulle procedure di compilazione descritte negli inventari RNL e nelle recenti relazioni sulla qualità dell'RNL degli Stati membri;

2.  chiede alla Commissione di ridurre la durata del ciclo di verifica, al fine di limitare l'uso delle riserve generali; ritiene che tali riserve dovrebbero essere limitate a casi eccezionali in cui vi sono rischi significativi che gli interessi finanziari dell'Unione non siano tutelati, per esempio quando uno Stato membro effettua una revisione generale durante il ciclo di verifica o a intervalli irregolari;

3.  invita Eurostat a riferire in modo chiaro e tempestivo al comitato RNL in merito a tutti i casi in cui ritiene venga applicata l'analisi costi/benefici;

4.  si attende che il processo di verifica da parte della Commissione includa una valutazione qualitativa dei rischi, strutturata e formalizzata, delle procedure di compilazione descritte negli inventari RNL, nonché una verifica approfondita dei componenti dell'RNL rilevanti e a rischio; ritiene che la selezione dei componenti dell'RNL per la verifica approfondita dovrebbe essere effettuata in base all'analisi costi-benefici di cui alla raccomandazione 1; è del parere che l'estensione e gli obiettivi della verifica approfondita dovrebbero essere più ampi di quelli della verifica diretta effettuata da Eurostat nel recente ciclo di verifica;

5.  invita la Commissione a prestare particolare attenzione, nell'ambito delle sue verifiche, all'esaustività dell'RNL degli Stati membri e all'uso di procedure di stima comparabili per valutare l'economia sommersa nei conti nazionali; chiede a Eurostat di controllare se gli orientamenti della Commissione siano seguiti da tutti gli Stati membri e di intraprendere le azioni del caso per garantire un trattamento uniforme di questo problema in tutti gli Stati membri;

6.  invita la Commissione a documentare il proprio lavoro, raccogliendo informazioni complete sulla verifica effettuata da Eurostat sulla base di controlli documentali e/o di visite presso gli istituti nazionali di statistica (INS); ritiene che i fascicoli di controllo di Eurostat dovrebbero consentire d'identificare chiaramente i risultati dei controlli effettuati sui componenti dell'RNL selezionati, nel rispetto delle norme di controllo interno (ICS);

7.  chiede a Eurostat di valutare, ove possibile, il potenziale impatto (per le osservazioni quantificabili) e/o gli importi a rischio (per le osservazioni non quantificabili) dei punti di azione, e di stabilire criteri di rilevanza chiari al fine di formulare riserve specifiche; è convinto che tali criteri dovrebbero essere qualitativi o quantitativi; è del parere che, come regola generale, si dovrebbero esprimere riserve su specifici componenti dell'RNL relativi ai punti d'azione non presi in considerazione dagli INS entro i termini fissati e il cui impatto potrebbe essere rilevante;

8.  invita Eurostat a migliorare il coordinamento tra il servizio incaricato della verifica dell'RNL ai fini delle risorse proprie e gli altri servizi, in particolare quelli che si occupano dei conti nazionali; ritiene che laddove eventuali azioni intraprese da altri servizi di Eurostat possano avere ripercussioni sulla compilazione del prodotto interno lordo (PIL) e/o dell'RNL, il comitato RNL dovrebbe essere consultato e la decisione finale su tali misure dovrebbe essere presa a un livello gerarchico adeguato in seno a Eurostat;

9.  chiede a Eurostat di migliorare le relazioni di valutazione per fornire un giudizio completo, trasparente e coerente dei dati RNL degli Stati membri; ritiene che i pareri annuali del comitato RNL dovrebbero includere una chiara valutazione dell'eventuale adeguatezza dei dati RNL degli Stati membri ai fini delle risorse proprie, dell'eventuale conformità dei loro contenuti ai requisiti del regolamento (CE, Euratom) n. 1287/2003(8) del Consiglio (regolamento RNL) e dell'eventuale utilizzo appropriato nella procedura di bilancio prevista dal regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 del Consiglio(9) (regolamento sulle risorse proprie);

10.  è del parere che le relazioni annuali di attività (RAA) della DG Bilancio e di Eurostat dovrebbero fornire un quadro veritiero e corretto della verifica dei dati RNL degli Stati membri e della gestione delle risorse proprie basate sull'RNL; invita pertanto la Commissione a stabilire requisiti affinché Eurostat riferisca con regolarità in merito ai risultati delle proprie verifiche dei dati RNL, consentendo alla DG Bilancio di formulare la necessaria dichiarazione di affidabilità, da utilizzare nel contesto delle sue RAA;

Parte II - Relazione speciale n. 13/2013 della Corte dei conti dal titolo "L'assistenza allo sviluppo fornita dall'UE all'Asia centrale"

11.  accoglie con favore la relazione speciale che valuta l'assistenza allo sviluppo fornita dall'UE all'Asia centrale; prende atto dei rilievi, delle conclusioni e delle raccomandazioni e presenta qui di seguito le proprie osservazioni e raccomandazioni;

Osservazioni generali

12.  si compiace delle osservazioni formulate nella relazione secondo cui la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) hanno compiuto sforzi significativi in un contesto geografico e politico alquanto difficile;

13.  sottolinea, tuttavia, che vi è ancora margine di miglioramento per quanto riguarda il migliore orientamento e adeguamento delle strategie di sviluppo dell'Unione attraverso modelli di assistenza appropriati per aumentare la visibilità e l'impatto degli obiettivi politici dell'Unione a livello regionale;

14.  mette in risalto il fatto che il livello e la natura dell'impegno dell'Unione devono essere differenziati e subordinati a progressi misurabili nell'ambito della democratizzazione, dei diritti umani, della buona governance, dello sviluppo socioeconomico sostenibile, dello Stato di diritto e della lotta alla corruzione, offrendo laddove necessario la propria assistenza per favorire tali progressi, secondo orientamenti simili ai principi della politica di vicinato dell'Unione;

15.  ritiene che la continua promozione da parte dell'Unione di programmi destinati ai paesi dell'Asia centrale rappresenti un importante strumento transfrontaliero per stimolare la comprensione e la cooperazione fra i paesi della regione;

16.  sottolinea che la cooperazione allo sviluppo con i paesi dell'Asia centrale può portare a risultati solo se tali paesi rispettano i principi internazionali in materia di democrazia, governance, Stato di diritto e diritti umani; ribadisce allo stesso modo che la cooperazione allo sviluppo dell'Unione non deve essere subordinata a interessi economici, energetici o di sicurezza;

Futuri sviluppi per quanto riguarda la pianificazione e l'attuazione della futura assistenza allo sviluppo

17.  ritiene che la Commissione dovrebbe progettare i futuri programmi regionali in modo che siano in grado di conseguire una vera e propria dimensione regionale;

18.  chiede alla Commissione di concentrare tutta l'assistenza fornita su un numero ridotto di settori;

19.  sottolinea che la futura assistenza allo sviluppo dovrebbe essere migliorata intensificando, da un lato, il coordinamento interno all'Unione e, dall'altro, l'impegno verso altri donatori internazionali e interlocutori regionali;

20.  è decisamente favorevole ad aprire delegazioni dell'Unione a pieno titolo in tutti i paesi dell'Asia centrale, quale strumento per incrementare la presenza e la visibilità dell'Unione nella regione, nonché la cooperazione e l'impegno a lungo termine con tutti i settori della società e per promuovere lo sviluppo di una migliore comprensione e la nascita dello Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani; è convinto che la presenza di queste delegazioni contribuirà notevolmente al conseguimento degli obiettivi dell'assistenza allo sviluppo;

21.  invita la Commissione a definire un sistema per il calcolo e la rendicontazione dei costi amministrativi complessivi derivanti dalla fornitura dell'assistenza allo sviluppo;

22.  chiede che la Commissione definisca e applichi condizioni rigorose e oggettivamente verificabili per gli eventuali programmi di sostegno al bilancio prolungati, in particolare prestando sufficiente attenzione a sostenere i meccanismi anticorruzione;

23.  ricorda che la corruzione rappresenta un grave problema nei paesi dell'Asia centrale; rileva che, nell'indice di percezione della corruzione di Transparency International, tutti i paesi dell'Asia centrale hanno ricevuto un punteggio inferiore a 28 su 100 nel 2011, mentre Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan si classificano nell'ultimo 10 % dei 182 paesi esaminati;

24.  ritiene che una corruzione così intensa possa incidere sulla reputazione della Commissione e ridurre l'efficacia dei programmi di sostegno;

25.  è del parere che le decisioni di esborso dovrebbero essere basate sugli effettivi progressi conseguiti dai paesi partner piuttosto che sull'impegno a intraprendere riforme; sottolinea l'importanza di garantire un adeguato dialogo politico fondato su un approccio basato sugli incentivi e un controllo continuo delle riforme e dei programmi di settore che misurano le prestazioni e la sostenibilità dei risultati;

26.  chiede una maggiore trasparenza nell'assegnazione dei fondi da parte dell'Unione e delle ambasciate degli Stati membri per sostenere partner non governativi realmente indipendenti, in modo tale da aiutarli a svolgere un ruolo efficace nello sviluppo e nel consolidamento della società civile;

27.  chiede che la Commissione migliori la concezione e l'attuazione dei programmi alla luce degli insegnamenti tratti e dell'evoluzione delle circostanze;

28.  chiede alla Commissione di rendere conto dei risultati e dell'impatto, in modo da consentire un confronto con i piani e gli obiettivi;

Parte III - Relazione speciale n. 15/2013 della Corte dei conti dal titolo "La componente Ambiente del programma LIFE è stata efficace?"

29.  sottolinea che è necessario che il programma LIFE funga da catalizzatore dei cambiamenti nello sviluppo e nell'attuazione delle politiche, e che la Commissione stabilisca obiettivi chiari, specifici, misurabili e conseguibili per i progetti da finanziare;

30.  evidenzia la necessità che i progetti finanziati dal programma LIFE contribuiscano alla realizzazione degli obiettivi specifici di più di uno dei settori prioritari del programma; sottolinea che i progetti finanziati non devono rimanere isolati, bensì assumere un carattere transnazionale e contribuire in modo misurabile alla diffusione, alla sostenibilità e alla replicabilità dei loro risultati in altri Stati membri;

31.  osserva che la selezione dei progetti migliori può talvolta subire distorsioni dovute alle dotazioni nazionali; incoraggia gli Stati membri a mantenere un equilibrio geografico proponendo progetti più integrati, ma ribadisce che i fondi dovrebbero essere innanzitutto distribuiti in base al merito dei progetti, evitando di metterne a repentaglio la qualità;

32.  rileva che occorre dedicare un'attenzione particolare al potenziale dei progetti da diffondere, sostenere e replicare; invita la Commissione a stabilire indicatori chiari onde esaminare il potenziale di diffusione, sostenibilità e replicabilità dei progetti valutati, in modo da realizzare gli obiettivi dei vari programmi; incoraggia la Commissione a monitorare il seguito di tali obiettivi;

33.  esorta la Commissione a migliorare i propri strumenti di gestione dei programmi al fine di evitare procedure di selezione poco trasparenti; ritiene che ciò comprenda il miglioramento dei moduli di valutazione per la selezione dei progetti attraverso l'introduzione di modelli dettagliati per la valutazione dei costi dichiarati, un adeguato monitoraggio dei progetti con l'impiego di adeguati indicatori di realizzazione e di risultato comuni e un monitoraggio approfondito del seguito dato ai progetti;

Parte IV - Relazione speciale n. 16/2013 della Corte dei conti dal titolo "Valutazione della situazione per quanto attiene all''audit unico' (single audit) e all'utilizzo, da parte della Commissione, del lavoro svolto dalle autorità di audit nazionali nel settore della coesione"

34.  sottolinea i possibili miglioramenti in termini di efficienza derivanti da una catena di audit unica basata su principi e regole comuni; incoraggia gli Stati membri, la Commissione e la Corte dei conti a portare avanti i loro sforzi in tale settore; è del parere che il sistema di audit unico debba altresì tenere conto dei cicli dei programmi pluriennali;

35.  rammenta alla Commissione le osservazioni del Parlamento(10) riguardo alle conclusioni della Corte dei conti nella sua relazione annuale per il 2012: "sottolinea che i risultati dell'audit della Corte dei conti rivelano carenze nei "controlli di primo livello" delle spese [negli Stati membri]; osserva che, per il 56 % delle operazioni inficiate da errori (quantificabili e/o non quantificabili) nel settore della politica regionale, la Corte dei conti ritiene che le autorità degli Stati membri disponessero di informazioni sufficienti a rilevare e correggere uno o più errori prima di certificare la spesa alla Commissione"; osserva che, per tale motivo, il Parlamento ha condiviso le riserve espresse dal Direttore generale della DG REGIO riguardo ai sistemi di gestione e controllo del FESR/Fondo di coesione/Strumento di preadesione per il periodo di programmazione 2007-2013 in 17 Stati membri (72 programmi) e ha chiesto interventi urgenti;

36.  resta pertanto persuaso che gli Stati membri debbano prestare un'attenzione ben maggiore nell'amministrare i fondi strutturali;

37.  mette in evidenza, a tale proposito, l'importanza di introdurre dichiarazioni nazionali, sottoscritte da organismi competenti, possibilmente politici, e di basarsi sulle dichiarazioni annuali di affidabilità della gestione (articolo 59, paragrafo 5, del regolamento finanziario);

38.  accoglie con favore il fatto che dal 2009 la Commissione abbia effettuato audit in loco di vasta portata per valutare il lavoro delle autorità di audit; osserva che ha proceduto a 269 missioni di audit e rivisto rispettivamente 47 e 84 autorità di audit per il FESR e il FSE; rileva che le missioni hanno coperto rispettivamente il 96 % e 99 % circa degli stanziamenti complessivi; ritiene che, durante un periodo di finanziamento, la Commissione dovrebbe controllare tutti i programmi operativi (PO) almeno una volta;

39.  accoglie con favore il fatto che la Commissione si sia avvalsa di interruzioni e sospensioni dei pagamenti in caso di errori superiori alla soglia di rilevanza del 2 %; ritiene che si tratti di strumenti utili per proteggere gli interessi finanziari dell'Unione ed è del parere che la Commissione dovrebbe concentrare i propri controlli sugli attori con "prestazioni scadenti";

40.  ritiene che gli Stati membri dovrebbero fornire alla Commissione informazioni sufficientemente dettagliate sui loro audit;

41.  appoggia la raccomandazione della Corte dei conti secondo cui la Commissione dovrebbe adottare misure appropriate affinché le autorità di audit possano avvalersi di un quadro metodologico stabile e vincolante che assicuri in tutti gli Stati membri un controllo della spesa dell'Unione secondo principi comuni e una precisa comunicazione dei risultati;

42.  osserva con soddisfazione che il 13 dicembre 2013 la Commissione ha presentato una comunicazione sull'applicazione delle rettifiche finanziarie nette agli Stati membri nei settori dell'agricoltura e della politica di coesione (COM(2013)0934); sottolinea tuttavia che molti sono i fattori da cui dipende la possibilità che il nuovo strumento porti a più frequenti rettifiche nette e quindi a un tasso di errore minore nella politica di coesione;

43.  invita la Corte dei conti e la Commissione a sviluppare uno strumento di audit che, da un lato, registri annualmente gli errori e le irregolarità, mentre, dall'altro, prenda anche in considerazione le rettifiche finanziarie nel corso del periodo di programmazione;

44.  accoglie con favore il fatto che, a settembre 2013, la Commissione abbia aggiornato la tabella di marcia per l'implementazione e il monitoraggio della corretta attuazione del principio dell'audit unico, la cui ottemperanza dovrebbe consentire alle autorità nazionali di ottenere lo "status di audit unico"; chiede una copia di tale documento;

45.  è consapevole che il controllo della spesa potrebbe rappresentare un onere amministrativo; ritiene che l'obbligo dell'assunzione di responsabilità non debba scoraggiare i potenziali beneficiari dal chiedere un'assistenza finanziaria;

Parte V - Relazione speciale n. 17/2013 della Corte dei conti dal titolo "Finanziamenti UE per il clima nel contesto degli aiuti esterni"

46.  accoglie con favore la relazione speciale sui finanziamenti dell'Unione per il clima nel contesto degli aiuti esterni, che reca un importante contributo al dibattito politico e finanziario generale sulla politica e la diplomazia dell'Unione in materia di clima; prende atto dei rilievi, delle conclusioni e delle raccomandazioni e presenta qui di seguito le proprie osservazioni e raccomandazioni;

Osservazioni generali

47.  si compiace delle conclusioni della relazione, secondo cui la Commissione ha gestito bene la spesa dell'Unione legata al clima a carico del bilancio dell'Unione e del Fondo europeo di sviluppo (FES);

48.  si compiace altresì dei lavori avviati da Commissione e Stati membri per l'elaborazione di una norma comune dell'Unione per il monitoraggio, la rendicontazione e la verifica in materia di finanziamenti pubblici per il clima;

49.  ribadisce la posizione del Parlamento, di cui la Corte dei conti ha preso atto nella sua relazione speciale, secondo cui le risorse dell'Unione destinate al clima dovrebbero andare ad aggiungersi all'obiettivo dello 0,7 %; si rammarica che il concetto di addizionalità difeso dal Parlamento nei negoziati relativi allo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI) non sia stato confermato;

50.  segnala tuttavia che la Commissione dovrebbe esercitare un ruolo di guida adeguato per ottimizzare il suo impatto a livello internazionale e consolidare gli strumenti atti a creare i presupposti per la diplomazia climatica/verde dell'Unione nei prossimi anni, in particolare per rispettare i parametri di riferimento relativi al clima nell'ambito del DCI, quali adottati nel dicembre 2013, laddove la Commissione dovrebbe "contribuire a realizzare l'obiettivo di destinare almeno il 20 % del bilancio dell'Unione alla transizione verso una società a basse emissioni di carbonio e resistente ai cambiamenti climatici, mentre il programma su beni pubblici e sfide globali dovrebbe destinare almeno il 25 % dei fondi ai cambiamenti climatici e all'ambiente (considerando 20 del DCI)"; indica che l'allegato IV del DCI specifica inoltre che, nell'ambito del programma su beni pubblici e sfide globali, il 27 % dei fondi è destinato ad "Ambiente e cambiamenti climatici" e almeno il 50 % alle azioni per il clima e agli obiettivi ambientali;

51.  si compiace del fatto che, dal 2011, circa 40 paesi si sono impegnati a migliorare la programmazione congiunta a livello dell'Unione; rileva tuttavia che il coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri in materia di finanziamenti per il clima destinati ai paesi in via di sviluppo necessita ancora di un notevole miglioramento non solo per realizzare gli impegni all'orizzonte del 2020 ma anche per consentire all'Unione di rimanere in una posizione di avanguardia in termini di azioni per il clima e allo scopo di combattere la corruzione nei paesi in via di sviluppo;

52.  ribadisce il sostegno del Parlamento a favore della programmazione congiunta e il riconoscimento dei significativi risultati raggiunti in tale ambito; si attende di essere consultato nuovamente, come promesso dalla Commissione, qualora la programmazione in parola dovesse comportare modifiche a quella del DCI;

53.  prende atto delle spiegazioni relative alle difficoltà incontrate nel controllo e nella rendicontazione dovute alle diverse pratiche di rendicontazione adottate negli Stati membri, come illustrato nella relazione di rendiconto della Commissione sul finanziamento per lo sviluppo, pubblicata il 3 luglio 2014 sotto forma di documento di lavoro dei suoi servizi, compresa una sezione nel volume I sul finanziamento del clima in cui vengono fornite informazioni sul finanziamento dell'Unione al settore climatico; osserva che la relazione riporta la cifra di 7,3 miliardi di EUR resa disponibile dall'Unione e dagli Stati membri a titolo di finanziamento rapido, ed esorta a conseguire ulteriori miglioramenti nella rendicontazione relativa all'impatto e ai risultati degli aiuti allo sviluppo;

Sviluppi futuri

54.  chiede che i fondi, quando incanalati attraverso il sostegno di bilancio, siano assegnati in misura maggiore a settori specifici, incluso il finanziamento per il clima, e sollecita in generale una maggiore trasparenza sull'impiego dei fondi;

55.  ritiene che la Commissione e il SEAE dovrebbero rafforzare la loro politica di comunicazione, sia in merito al sostegno fornito globalmente o ai singoli paesi beneficiari che per promuovere i valori dell'Unione;

56.  riconosce che la corruzione continua a rappresentare un ostacolo considerevole all'efficacia del finanziamento per il clima ed esorta la Commissione a intensificare i propri sforzi, di concerto con i partner allo sviluppo, sulle questioni relative alla lotta contro la corruzione;

57.  invita la Commissione a proporre al Consiglio una tabella di marcia riguardo all'aumento progressivo dei finanziamenti per il clima in vista dell'obiettivo del 2020 definito nell'accordo di Copenaghen, nonché la definizione di finanziamenti privati;

58.  chiede alla Commissione di svolgere una valutazione indipendente dell'Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico, compreso un esame della ragione per cui la maggior parte degli Stati membri non abbia scelto di cofinanziarla;

59.  chiede alla Commissione e al SEAE di riferire sulla misura in cui l'obiettivo di spendere il 20 % del bilancio dell'Unione e del FES tra il 2014 e il 2020 per le azioni legate al clima è attuato negli aiuti allo sviluppo, precisando quanto è stato impegnato ed erogato;

60.  invita la Commissione e gli Stati membri, nel quadro del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(11) (regolamento sul meccanismo di monitoraggio), a concordare norme comuni per il monitoraggio, la rendicontazione e la verifica, con particolare riferimento alla definizione di risorse "nuove e aggiuntive", all'applicazione dei marcatori di Rio e alla presentazione di relazioni sull'erogazione dei finanziamenti per il clima;

61.  invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare la loro cooperazione per l'attuazione del Codice di condotta dell'UE in materia di divisione dei compiti nell'ambito dei finanziamenti per il clima, in particolare per quanto riguarda lo scambio di informazioni sugli stanziamenti da parte dei paesi, sulla programmazione congiunta e la prevenzione e la lotta alla corruzione in tema di finanziamenti per il clima;

Parte VI - Relazione speciale n. 18/2013 della Corte dei conti dal titolo "L'attendibilità dei risultati dei controlli svolti dagli Stati membri sulla spesa agricola"

62.  riconosce che i sistemi esaminati nella relazione speciale n. 18/2013 sono stati modificati dai nuovi regolamenti sulla PAC (politica agricola comune), con un aumento delle responsabilità in capo agli organismi di certificazione degli Stati membri in materia di verifica della legittimità e regolarità delle spese e verifica dei risultati dei controlli comunicati alla Commissione;

63.  accoglie con favore gli sforzi attualmente profusi dalla Commissione per semplificare la PAC; si attende che la semplificazione dei criteri di ammissibilità porti alla semplificazione delle norme sui controlli e possa contribuire al raggiungimento di un tasso di errore inferiore;

64.  ricorda alla Commissione di garantire che i problemi incontrati non si ripetano; ribadisce che le risultanze dalla Corte dei conti nella sua relazione annuale 2012 erano le seguenti:

   a) i sistemi di supervisione e di controllo degli Stati membri per i pagamenti contabilizzati e per lo sviluppo rurale erano solo parzialmente efficaci e, per un numero significativo di operazioni, inficiate da errori, le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per individuare e correggere gli errori in questione;
   b) l'efficacia del sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC) è risultata compromessa soprattutto dall'imprecisione delle banche dati utilizzate per i controlli incrociati;

65.  rileva che il 3 aprile 2014 il Parlamento ha appoggiato la riserva espressa dal direttore generale della DG AGRI nella relazione annuale di attività di detta DG per il 2012 in merito alle carenze riscontrate dalla Commissione e dalla Corte dei conti per quanto riguarda l'identificazione delle superfici ammissibili; ribadisce che il Parlamento ha chiesto, in particolare, che le superfici a pascolo permanente fossero correttamente documentate nel sistema di identificazione delle parcelle agricole (SIPA) e di essere informato dalla Commissione ogni sei mesi sui progressi compiuti;

66.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure correttive immediate qualora si accerti che i sistemi di gestione e di controllo e/o le banche dati del sistema interno di gestione e di controllo sono inadeguati o obsoleti;

67.  esorta la Commissione e gli Stati membri a provvedere a che i pagamenti si basino sui risultati delle ispezioni e che tali controlli in loco presentino la qualità necessaria per accertare in modo attendibile e uniforme le superfici ammissibili;

68.  esorta la Commissione a provvedere affinché la concezione e la qualità del lavoro svolto dagli organismi pagatori e dagli organismi di certificazione forniscano una base attendibile per la valutazione della legittimità e regolarità delle operazioni soggiacenti; sostiene che, per raggiungere questo obiettivo, la Commissione dovrebbe adoperarsi per mettere a punto una strategia di audit unica per il sistema di controllo della PAC;

69.  si compiace del nuovo e diverso approccio applicato dalla DG AGRI ai fini del calcolo del tasso di errore residuo per l'aiuto disaccoppiato alle superfici nel 2012, in quanto tiene conto del fatto che le statistiche sulle ispezioni, le dichiarazioni dei direttori degli organismi pagatori e il lavoro svolto dagli organismi di certificazione possono essere inficiati da carenze che incidono sulla loro attendibilità; esorta a estendere tale nuovo approccio a tutte le spese relative alla PAC nelle relazioni annuali di attività della DG AGRI per quanto concerne il nuovo periodo di finanziamento;

70.  ricorda alla Commissione che ha appoggiato la riserva espressa nella relazione annuale di attività della DG AGRI in merito al totale delle spese del FEASR per il 2012 e che detta riserva è dovuta a perplessità circa la qualità dei controlli in alcuni Stati membri, come pure il tasso di errore comunicato dalla Corte dei conti;

71.  invita gli Stati membri a eseguire in modo efficiente i rispettivi controlli amministrativi previsti utilizzando tutti i dati pertinenti a disposizione degli organismi pagatori, dato che in tal modo si potrebbe individuare e correggere la maggior parte degli errori;

72.  invita la Commissione e gli Stati membri a concentrare l'attenzione sull'efficienza in termini di costi dei controlli e a considerarla un ambito importante, in particolare favorendo ulteriormente il ricorso ai controlli basati sul rischio;

73.  invita la Commissione a garantire che, nel settore dello sviluppo rurale, i suoi organismi responsabili dell'approvazione e dell'audit applichino e rispettino parimenti norme e procedure uniformi;

Parte VII - Relazione speciale n. 1/2014 della Corte dei conti dal titolo "Efficacia dei progetti di trasporto pubblico urbano finanziati dall'UE"

74.  sottolinea che i fondi strutturali e d'investimento europei (fondi ESI) sono in assoluto la più importante fonte di finanziamento unionale per piani di mobilità urbana e che tali piani non solo sono essenziali per l'accessibilità delle aree urbane nelle regioni meno sviluppate dell'Unione, ma hanno anche importanti connotazioni sociali e ambientali per la qualità della vita dei cittadini dell'Unione;

75.  sottolinea la crescente importanza di proseguire l'assistenza finanziaria dell'Unione, soprattutto alla luce delle conseguenze negative della crescente espansione urbana e delle prospettive di un ulteriore persistente aumento della popolazione urbana;

76.  sottolinea la necessità di assicurare che i piani di mobilità urbana presentati dalla Commissione e dagli Stati membri siano pertanto responsabili, efficaci ed efficienti e perseguano risultati concreti anziché l'assorbimento di finanziamenti disponibili;

77.  ribadisce, tenendo presente il principio di sussidiarietà, l'invito fatto agli Stati membri nella comunicazione della Commissione, del 17 dicembre 2013, dal titolo "Insieme verso una mobilità urbana competitiva ed efficace sul piano delle risorse" (COM(2013)0913):

   a) effettuare l'attenta valutazione dell'efficienza presente e futura, coordinare e integrare i piani di mobilità urbana sostenibile in una più ampia strategia di sviluppo urbano e territoriale e modificare, laddove necessario, gli strumenti tecnici e di altro tipo a disposizione delle autorità di pianificazione;
   b) concentrarsi, oltre che sulle infrastrutture, su veicoli appropriati, in quanto strumento atto a fornire una mobilità urbana sostenibile nel quadro della logistica urbana;

78.  esorta la Commissione e le autorità degli Stati membri, alla luce dell'impatto negativo della crisi finanziaria sull'uso dei sistemi di trasporto, a rivolgere maggiore attenzione agli obiettivi e agli indicatori, in particolare quelli esposti nei formulari di presentazione dei piani, al fine di identificare i rischi potenziali e prevenire una tendenza pregiudiziale all'ottimismo nei piani futuri, nonché a evitare lo sforamento dei costi e dei tempi cui fa riferimento la relazione speciale;

79.  invita la Commissione a svolgere analisi dei costi e benefici più approfondite per il bilancio indicativo dei piani di trasporto urbano, a condividere le migliori pratiche con gli Stati membri nonché ad incoraggiare quest'ultimo a tali condivisioni, in modo da aiutare le autorità a sviluppare con successo i progetti non soggetti all'approvazione della Commissione;

80.  insiste affinché la Commissione incoraggi gli Stati membri a fare uso dell'assistenza congiunta per la preparazione di progetti a favore delle regioni europee (Jaspers) e a sfruttarne appieno il potenziale, per contribuire allo sviluppo e alla valutazione della qualità dei progetti di trasporto urbano finanziati da fondi ESI;

81.  richiama tuttavia l'attenzione sul fatto che il trasporto urbano pubblico non è solo un'attività che genera entrate, ma anche un elemento centrale e, talvolta, insostituibile dei sistemi di mobilità urbana in numerose città di grandi dimensioni, anche nelle regioni più sviluppate, in quanto anche esse soffrono del cosiddetto "paradosso urbano" a causa dell'esistenza di circoscrizioni socialmente vulnerabili;

82.  invita pertanto le autorità competenti a prendere pienamente in considerazione la dimensione sociale dei progetti di trasporto urbano pubblico, introducendo motivazioni adeguate nei moduli di domanda;

83.  chiede alla Commissione di adottare rapidamente gli atti delegati e di esecuzione pertinenti al fine di evitare possibili ritardi, riconoscendo che i progetti relativi ai trasporti richiedono spesso tempi lunghi di elaborazione e attuazione;

84.  insiste che sia data attuazione agli elementi indicati nell'allegato alla summenzionata comunicazione della Commissione, del 17 dicembre 2013, compresi:

   a) svolgere un'analisi completa della situazione e linea di base mediante un "audit delle prestazioni della mobilità urbana", che funga da strumento per valutare i progressi futuri;
   b) individuare all'interno delle aree urbane le zone problematiche in cui l'efficienza dell'attuale sistema dei trasporti è particolarmente carente;
   c) individuare indicatori di prestazione appropriati, da controllare adeguatamente;
   d) identificare obiettivi di prestazione specifici e realisticamente ambiziosi in relazione agli obiettivi di un piano di mobilità urbana sostenibile;
   e) fissare obiettivi misurabili basati su una valutazione realistica della linea di base e delle risorse disponibili e che tengano conto degli obiettivi specifici di un piano di mobilità urbana sostenibile;

85.  rileva la carenza di indicatori sufficienti per misurare l'efficacia dei progetti di trasporto urbano elencati nel regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(12) (regolamento FESR), e insiste affinché la Commissione includa indicatori più adeguati negli atti delegati e di esecuzione connessi a tali tipi di progetti, tenendo in considerazione quelli raccomandati dalla Corte dei conti;

Parte VIII - Relazione speciale n. 2/2014 della Corte dei conti dal titolo "I regimi di scambi preferenziali sono gestiti in modo adeguato?"

86.  accoglie con favore la relazione speciale che esamina la gestione dei regimi di scambi preferenziali nel contesto delle competenze esclusive dell'Unione e la reputa un contributo importante al dibattito politico generale sulla politiche esterne dell'Unione relative agli scambi commerciali e allo sviluppo; prende atto delle conclusioni e delle raccomandazioni della relazione e presenta qui di seguito le proprie osservazioni e raccomandazioni;

Osservazioni generali

87.  esprime serie preoccupazioni per il fatto che la Commissione non abbia esaminato adeguatamente tutte le conseguenze economiche dei regimi di scambi preferenziali (RSP) e che non sia garantita la completezza della procedura concernente la riscossione delle entrate;

88.  ricorda che una delle massime priorità è quella di informare adeguatamente i responsabili politici, le varie parti interessate e i contribuenti dell'Unione sul principale valore aggiunto e sui principali vantaggi delle diverse opzioni e dei diversi scenari di politica commerciale;

89.  non ritiene accettabile che in alcuni casi manchino le valutazioni d'impatto sulla sostenibilità (VIS), ovvero siano incomplete, si basino su informazioni vecchie o non aggiornate o siano, in altri casi (Cile) disponibili soltanto dopo la firma dell'accordo;

90.  insiste sul fatto che sia necessario completare e pubblicare il pertinente studio VIS prima della firma di un eventuale nuovo accordo;

91.  deplora che non in tutti i casi le parti di un sistema di preferenze generalizzate (sistema SPG) abbiano sottoscritto le convenzioni internazionali sui diritti umani e il lavoro; invita la Commissione a sottolineare maggiormente l'ambiente e la buona governance nei regimi di scambi preferenziali;

92.  gradirebbe essere informato in merito alle misure adottate dalla Commissione sulla base delle raccomandazioni e delle osservazioni del Parlamento e della Corte dei conti entro ottobre 2015;

Sviluppi futuri

93.  ritiene che, al fine di migliorare la valutazione degli effetti economici degli RSP, la Commissione dovrebbe:

   a) effettuare una valutazione d'impatto (VI) e una VIS per ciascun RSP, fornendo un'analisi approfondita, completa e quantificata dell'impatto economico atteso, compresa una stima accurata delle mancate entrate;
   b) coinvolgere regolarmente Eurostat in una valutazione qualitativa delle fonti statistiche utilizzate nelle VIS e garantire una tempestiva messa a disposizione dei negoziatori dell'analisi effettuata;
   c) effettuare valutazioni intermedie ed ex post su tutti gli RSP al fine di valutare in che misura gli RSP che hanno un impatto rilevante rispondano agli obiettivi politici e come possa essere migliorata la loro performance nei settori chiave, includendo altresì una stima delle mancate entrate;

94.  invita la Commissione, onde migliorare la tutela degli interessi finanziari dell'Unione, a:

   a) creare profili di rischio dell'UE sugli RSP in modo tale che gli Stati membri adottino un approccio comune all'analisi dei rischi onde ridurre le perdite per il bilancio dell'Unione;
   b) verificare che gli Stati membri migliorino l'efficacia dei loro sistemi di gestione dei rischi e della strategia di controllo così da ridurre le perdite per il bilancio dell'Unione;
   c) incoraggiare gli Stati membri ad adottare misure cautelari appropriate quando ricevono una comunicazione di assistenza reciproca (AR);
   d) effettuare una valutazione e visite di monitoraggio, applicando un approccio basato sul rischio, nei paesi che beneficiano del trattamento preferenziale, in particolare per quel che riguarda le norme di origine e le disposizioni sul cumulo;
   e) obbligare gli Stati membri a migliorare la qualità delle informazioni che forniscono in materia di cooperazione amministrativa;
   f) migliorare il seguito finanziario dato alle indagini dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) onde evitare perdite per il bilancio dell'Unione per subentrata prescrizione;
   g) rafforzare la posizione dell'Unione negli RSP reciproci e ricorrere maggiormente alle misure precauzionali e di salvaguardia includendole in tutti gli accordi commerciali futuri;
   h) fornire senza indugio un quadro d'insieme dei recuperi effettuati dal 2010 al 2014;
   i) informare il Parlamento in merito all'esito dell'iniziativa Compact in Bangladesh;

Parte IX - Relazione speciale n. 3/2014 della Corte dei conti dal titolo "Insegnamenti da trarre dallo sviluppo del Sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) ad opera della Commissione europea"

95.  accoglie con favore le conclusioni e le raccomandazioni contenute nella relazione speciale n. 3/2014 della Corte dei conti;

96.  critica la Commissione per non avere fornito sufficiente personale esperto all'inizio del progetto, né in termini di attuazione tecnica né di valutazione della qualità in merito al progetto SIS II;

97.  raccomanda l'integrazione di ogni progetto IT di rilievo nella procedura di governance informatica e di includere esperti non solo della Direzione generale Informatica della Commissione, ma anche di altre direzioni generali, oltre a esperti esterni, per meglio beneficiare delle conoscenze specialistiche interne;

98.  raccomanda alla Commissione di trarre vantaggio dalle competenze degli Stati membri sin dall'inizio di ogni progetto importante e di istituire un gruppo di esperti composto da rappresentanti degli Stati membri incaricati del progetto; ritiene che le funzioni del gruppo di esperti e le competenze dei suoi membri dovrebbero essere definite in modo chiaro;

99.  critica il fatto che né la Commissione, che avrebbe dovuto rappresentare, tra l'altro, gli interessi degli utenti finali del SIS II, né i principali attori fossero a conoscenza dei requisiti tecnici e delle esigenze degli utenti finali all'inizio del progetto;

100.  si aspetta che per i futuri progetti la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, definisca all'inizio del progetto un profilo esatto dei requisiti tecnici e delle esigenze degli utenti finali da soddisfare;

101.  ritiene che il fatto che la Commissione abbia pubblicato un invito generale a presentare proposte per il progetto senza averne chiaramente definito i requisiti costituisca uno spreco di denaro dei contribuenti;

102.  raccomanda alla Commissione di definire per i futuri progetti IT un piano operativo e un calendario realistici, basati su requisiti chiaramente definiti nella forma e nel contenuto e su un'analisi chiara dei costi e dei tempi, tenendo conto dei rischi e della complessità del progetto;

103.  critica il fatto che la Commissione abbia cercato varie volte di coprire i ritardi e l'aumento dei costi;

104.  richiede la massima trasparenza possibile nei futuri progetti IT in termini di ciclo informativo continuo nei confronti della rispettiva commissione competente del Parlamento, in particolare quando si tratta di decisioni fondamentali che generano nuove fasi di progetto o comportano modifiche impreviste dei costi e dei tempi oppure il ricorso a soluzioni alternative;

105.  è del parere che le condizioni per l'esecuzione delle richieste di indennizzo non avrebbero dovuto essere limitate al contratto con il contraente principale; ritiene che i futuri contratti dovrebbero prevedere un efficace meccanismo di sanzioni per garantire che le prestazioni siano fornite nel rispetto dei tempi e degli standard richiesti;

106.  critica il fatto che la Commissione non abbia risolto il contratto con il contraente principale nonostante gli scarsi risultati forniti nella prima fase del progetto;

107.  deplora che la Commissione non abbia insistito su un sistema di sviluppo basato su componenti per l'attuazione del SIS II; ritiene che se fossero stati introdotti blocchi di lavoro collegabili, sarebbe stato possibile consegnare elementi completi a un altro contraente, evitando così di impegnarsi con un unico contraente specifico;

108.  critica il fatto che la Commissione abbia superato il valore del contratto originale di otto volte mediante la rinegoziazione del contratto, nonostante l'articolo 126, paragrafo 1, lettera e), del regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione(13) disponga che il valore del contratto non debba superare di più del 50 % il suo valore originale;

109.  osserva, a tale proposito, che potrebbe rendersi necessaria la revisione dell'articolo 134, paragrafo 1, lettera b), del regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione(14) poiché che le ragioni tecniche o artistiche che vincolano le amministrazioni aggiudicatrici a uno specifico contraente o agente non dovrebbero eludere la disposizione di tutela di cui alla lettera e) del summenzionato articolo e consentire la moltiplicazione spropositata del valore originale del contratto principale;

110.  osserva che, in caso di notevole aumento dei costi originali del progetto o di cambiamenti importanti in termini di benefici attesi, rischi o soluzioni alternative, dovrebbe essere necessaria l'approvazione preventiva dell'autorità di bilancio;

111.  deplora le varie riassegnazioni di fondi di bilancio effettuate senza l'approvazione dell'autorità di bilancio;

112.  accoglie con favore le linee guida sulla gestione dei progetti raccomandate dalla Direzione generale Informatica della Commissione dal 2011; ritiene che, sulla base di tali linee guida, la commissione competente per il progetto debba approvare l'introduzione delle successive fasi del progetto, note come "tappe di approvazione obbligatorie";

113.  sottolinea l'esigenza di guardare a quanto avverrà in futuro, dato che entro la fine di questo decennio il SIS II potrebbe giungere a un punto di saturazione rendendo necessario un SIS III; auspica a tale proposito che i preparativi del SIS III siano effettuati in modo significativamente migliore;

Parte X - Relazione speciale n. 4/2014 della Corte dei conti dal titolo "L'integrazione nella PAC degli obiettivi della politica UE in materia di acque: un successo parziale"

114.  chiede alla Commissione di proporre al legislatore dell'Unione le modifiche necessarie agli attuali strumenti (condizionalità e sviluppo rurale) al fine di garantire il rispetto della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(15) (direttiva quadro sulle acque) o, se necessario, nuovi strumenti capaci di far fronte agli obiettivi più ambiziosi rispetto all'integrazione nella PAC degli obiettivi della politica in materia di acque;

115.  invita gli Stati membri, in conformità della direttiva quadro sulle acque, a:

   a) ovviare alle debolezze individuate dall'audit nei controlli in materia di condizionalità;
   b) imporre in modo sistematico sanzioni appropriate in caso di infrazioni;
   c) porre maggiore enfasi sull'individuazione e sulla risoluzione dei problemi relativi alle risorse idriche attraverso i programmi di sviluppo rurale (PSR) nonché verificarne la coerenza con i piani di gestione dei bacini idrografici (PGBI);
   d) definire e attuare rigorosamente procedure di salvaguardia per impedire gli effetti negativi sulle risorse idriche dovuti ad attività finanziate dallo sviluppo rurale;
   e) considerare attivamente e promuovere in modo adeguato l'uso dei fondi destinati alle questioni relative alle risorse idriche, in un modo che sia coerente con la sana gestione finanziaria;

116.  si attende che la Commissione proponga meccanismi adeguati che possano esercitare efficacemente un influsso forte e positivo sulla qualità dei documenti di programmazione degli Stati membri relativi alla direttiva quadro sulle acque ed evitare di discostarsi dal calendario stabilito dalla direttiva; ritiene opportuno, a tal fine, che siano fissate condizioni minime per l'attuazione della direttiva quadro sulle acque prima di impegnare i fondi per lo sviluppo rurale;

117.  invita gli Stati membri ad accelerare urgentemente il processo di attuazione della direttiva quadro sulle acque e a migliorare la qualità dei PGBI per il prossimo ciclo di gestione (2015), descrivendo le singole misure (ad esempio, in termini di ambito di applicazione, tempistica, obiettivi da conseguire e costi) e renderli sufficientemente chiari e concreti sul piano operativo fino al livello locale/di impresa agricola.

118.  chiede alla Commissione di rafforzare le proprie conoscenze sui collegamenti esistenti tra la qualità/quantità delle acque e le pratiche agricole, migliorando gli attuali sistemi di monitoraggio e facendo in modo che essi siano quanto meno in grado di misurare l'evoluzione delle pressioni delle pratiche agricole sulle risorse idriche; ritiene che ciò contribuirebbe a identificare meglio le aree in cui sono maggiormente necessari i finanziamenti della PAC;

119.  esorta gli Stati membri a migliorare la tempestività, l'affidabilità e la coerenza dei dati forniti alla Commissione, dato che la qualità delle informazioni sulle risorse idriche nell'Unione nel suo insieme dipende dalla qualità delle informazioni fornite dagli Stati membri;

Parte IX - Relazione speciale n. 5/2014 della Corte dei conti dal titolo "La vigilanza bancaria europea prende forma - l'ABE e il suo contesto in divenire"

120.  sottolinea che è necessario prevedere un'analisi intersettoriale dell'impatto e che è importante tenere conto del tempo necessario per l'elaborazione di norme tecniche; accoglie con favore la proposta della Commissione di prevedere termini per i poteri conferiti relativamente alle norme tecniche e osserva che è in atto un'analisi intersettoriale per esaminare la legislazione finanziaria adottata negli anni precedenti dall'Unione in merito alle misure del pacchetto regolamentare;

121.  sottolinea che le attività dell'Autorità bancaria europea (l'Autorità) dovrebbero continuare ad essere neutrali sotto il profilo politico; considera al contempo essenziale rafforzare quanto prima la convergenza delle attività di vigilanza affinché essa possa assolvere i propri compiti e svolgere il proprio ruolo;

122.  ritiene che un sistema di controllo indipendente costituisca la base di un corretto funzionamento del mercato finanziario; esprime pertanto preoccupazione per la decisione politica di considerare l'Autorità solo un'autorità di coordinamento e non di vigilanza micro-prudenziale in un momento storico in cui sono necessarie azioni forti per mantenere la fiducia nelle istituzioni finanziarie;

123.  prende atto dei vincoli dell'Autorità per quanto riguarda i collegi delle autorità di vigilanza, nonché la sua influenza sulla convergenza delle attività di vigilanza; accoglie con favore i progressi compiuti dall'Autorità entro questi vincoli per migliorare il funzionamento dei collegi, in particolare in relazione alle valutazioni congiunte del rischio, e al raggiungimento di decisioni comuni;

124.  osserva con preoccupazione che, nonostante il rafforzamento del ruolo dell'Autorità per quanto concerne l'avvio e il coordinamento delle prove di stress nell'ambito del pacchetto che istituisce il meccanismo di vigilanza unico, la responsabilità giuridica per la conduzione delle prove di stress continua a spettare alle autorità competenti, il che priva l'Autorità di qualsiasi controllo sui risultati delle prove;

125.  prende atto con preoccupazione dell'incapacità dell'Autorità di adempiere pienamente al suo mandato di protezione dei consumatori, in particolare a causa della mancanza di strumenti giuridici all'uopo previsti e della limitata possibilità di adottare decisioni giuridicamente vincolanti per vietare determinati prodotti o attività; evidenzia, tuttavia, il ruolo del comitato congiunto nel facilitare e migliorare lo scambio di opinioni tra i vari settori e concorda con la Corte dei conti sul fatto che sono necessarie misure rafforzate per la tutela dei consumatori nel settore finanziario dell'Unione;

126.  è d'avviso che un maggiore coordinamento con le autorità nazionali preposte alla tutela dei consumatori potrebbe aumentare l'impatto dell'Autorità in questo settore;

127.  concorda con la Corte dei conti che l'istituzione di un sistema di misurazione delle prestazioni è essenziale ai fini di un monitoraggio efficace e prende atto del fatto che l'Autorità sta per attuare un sistema di gestione delle prestazioni;

128.  rileva che la vigilanza bancaria a livello dell'Unione richiede una chiara separazione dei rispettivi ruoli e delle responsabilità tra l'Autorità, la Banca centrale europea e le autorità nazionali di vigilanza sia all'interno che all'esterno del meccanismo di vigilanza unico; chiede pertanto un ulteriore chiarimento dei rispettivi ruoli e compiti, al fine di evitare il rischio di sovrapposizioni, lacune e mancanza di chiarezza nella definizione delle competenze;

129.  considera necessario migliorare le norme di vigilanza vigenti, affinché prevedano il controllo più rigoroso delle banche nazionali dei paesi terzi che hanno adottato l'euro ma che non sono Stati membri, come lo Stato della Città del Vaticano, Andorra, Monaco e San Marino;

130.  ritiene necessario rivedere i parametri delle attività ponderate per il rischio, per non penalizzare le banche più esposte ai prodotti bancari legati al credito e per non favorire le banche che detengono prodotti finanziari dubbi o di scarsa qualità quali i derivati;

Parte XII - Relazione speciale n. 6/2014 della Corte dei conti dal titolo "Il sostegno dei fondi della politica di coesione alla produzione di energia da fonti rinnovabili — ha ottenuto buoni risultati?"

131.  accoglie con favore la relazione speciale n. 6/2014 della Corte dei conti e ne appoggia le raccomandazioni;

132.  plaude al fatto che la Corte dei conti abbia riscontrato un'attuazione priva di problemi in alcuni progetti in tema di fonti di energia rinnovabile (FER) selezionati e ritiene che ciò stia a confermare la maturità delle tecnologie essenziali nella produzione di energia rinnovabile;

133.  è d'avviso che nei progetti FER che generalmente impiegano un periodo di diversi anni per divenire pienamente operativi sia difficile operare una valutazione accurata delle prestazioni prima che sia trascorso tale periodo;

134.  ritiene che il principio del rapporto costi-efficacia debba essere pienamente integrato negli strumenti della politica di coesione, come anche in altri strumenti quali il programma energetico europeo per la ripresa, e non solo nei progetti relativi alle FER, anche quando perseguono finalità più vaste; sottolinea che il concetto di efficienza dei costi può essere definito in vari modi; propone pertanto che la Commissione e gli Stati membri discutano le modalità per razionalizzare questa idea al fine di fornire indicazioni più efficaci per l'attuazione dei progetti in tema di FER;

135.  è preoccupato per il fatto che il quadro normativo dell'Unione in materia di FER non corrisponda pienamente ai requisiti stabiliti dagli strumenti finanziari dell'Unione – Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo di coesione – che rappresentano le più importanti fonti di finanziamento delle energie rinnovabili; invita la Commissione a procedere ad un'analisi approfondita della legislazione e a correggere le incongruenze esistenti;

136.  ritiene che i finanziamenti pubblici in questo settore dovrebbero rivestire un ruolo fondamentale nell'integrare ed incentivare gli investimenti; è tuttavia del parere che alcuni progetti, in particolare quelli di scala più ampia, necessitino di maggiori investimenti pubblici;

137.  considera che gli investimenti nelle energie rinnovabili siano ostacolati da incentivi e regimi di sostegno instabili e imprevedibili; insiste sul fatto che le incertezze esistenti distorcono anche il processo di selezione delle tecnologie di produzione, il che mina ulteriormente il principio del rapporto costi-efficacia;

138.  sottolinea che le difficoltà e le incertezze relative all'integrazione delle energie rinnovabili nella rete non solo rappresentano un ostacolo per gli investimenti del settore privato nello sviluppo delle energie rinnovabili, ma possono anche compromettere la sostenibilità economica e finanziaria dei progetti in corso, nonché l'attuazione di futuri programmi del FESR e del Fondo di coesione; invita la Commissione ad effettuare un'analisi aggiornata degli ostacoli normativi e tecnici a livello degli Stati membri, al fine di consentire un migliore accesso alla rete elettrica dei progetti FER sia su piccola che su grande scala;

139.  rileva che la Commissione deve procedere ad una supervisione più rigorosa del nuovo quadro normativo per il periodo 2014-2020, compresi i suoi obiettivi iniziali e gli indicatori di performance, ai fini di un monitoraggio e di una valutazione efficaci;

140.  chiede agli Stati membri di compiere ulteriori sforzi per lo scambio delle migliori prassi e la messa a punto di procedure comuni al fine di armonizzare i loro sistemi amministrativi nazionali;

141.  osserva che criteri di selezione molto dettagliati in materia di FER possono diventare un modo per escludere concorrenti; invita la Commissione a rafforzare le linee guida in materia e a monitorare attentamente questi casi;

142.  prende atto delle risposte della Commissione, la quale dichiara che alcune delle raccomandazioni della Corte dei conti sono già state attuate attraverso la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(16) (direttiva sulle energie rinnovabili);

Parte XIII - Relazione speciale n. 7/2014 della Corte dei conti dal titolo "Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) ha sostenuto con successo lo sviluppo degli incubatori di imprese?"

143.  accoglie positivamente la relazione speciale n. 7/2014 della Corte dei conti e ne appoggia le raccomandazioni;

144.  osserva che gli incubatori di imprese favoriscono la creazione e lo sviluppo di giovani imprese, consentendo di mettere le piccole e medie imprese (PMI) al centro della crescita economica e della creazione di posti di lavoro nell'Unione;

145.  ritiene che i programmi di finanziamento della politica di coesione di cui hanno beneficiato gli incubatori oggetto di audit dovrebbero essere pianificati in modo strutturato, perseguire una serie di obiettivi chiari ed essere oggetto di valutazioni efficaci; è del parere che gli incubatori oggetto di audit presentassero carenze per quanto concerne tutti i requisiti summenzionati;

146.  ricorda che il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) ha apportato un importante contributo finanziario alla creazione dell'infrastruttura di incubatori di imprese e che, sebbene i servizi degli incubatori oggetto di audit siano stati creati correttamente, i loro risultati sono stati limitati;

147.  osserva che il numero di piani aziendali creati con il sostegno di incubatori, il numero di aziende start-up che hanno beneficiato di incubatori e il numero di posti di lavoro creati sono stati, in media, molto inferiori a quelli rilevati negli incubatori di riferimento impiegati dalla Corte dei conti per confronto;

148.  osserva che gli incubatori del FESR oggetto di audit offrivano una gamma di servizi più limitata rispetto agli incubatori di riferimento, e che il ventaglio di competenze ed esperienze del loro personale era meno esteso;

149.  sottolinea che, affinché gli incubatori di imprese possano essere efficaci, è importante sostenere le imprese con una catena del valore efficace, con personale competente, impiegando le migliori prassi e attuando controlli regolari;

150.  prende atto della risposta della Commissione, secondo la quale gli Stati membri che hanno aderito all'Unione nel 2004 dopo l'accessione non disponevano di infrastrutture, competenze ed esperienza in materia imprenditoriale e non potevano, per tali ragioni, ottenere risultati migliori; ricorda tuttavia che l'audit riguardava incubatori in 4+2 Stati membri, dei quali solo due avevano aderito all'Unione nel 2004;

151.  ritiene che, nei periodi di programmazione consecutivi 2000-2006 e 2007-2013, la Commissione abbia dato prova di scarso impegno nel sostegno a queste imprese; rileva che ciò è confermato dalle lacune negli orientamenti forniti dalla Commissione in tali periodi di programmazione, soprattutto tra il 2006 e il 2010;

152.  ricorda che la creazione e la condivisione delle migliori prassi, soprattutto nelle imprese di nuova creazione, sia un'importante misura per aumentare l'efficacia; deplora i risultati deludenti forniti dagli incubatori oggetto di audit; invita la Commissione a migliorare gli orientamenti forniti alle autorità di gestione degli Stati membri a questo proposito e invita gli Stati membri ad attuare tali orientamenti in modo efficace;

153.  sottolinea che investire nella formazione del personale per assicurare un sostegno efficace alle imprese incubate e ai potenziali clienti è importante per la riuscita dell'attività d'impresa; deplora che anche questo elemento sia stato generalmente trascurato dagli incubatori oggetto di audit;

154.  rileva che il sostegno agli incubatori di imprese potrebbe basarsi su un'analisi completa e approfondita, nonché su una serie di valutazioni individuali, specifiche e su misura dei progetti destinatari di un sostegno particolare (ad esempio uno studio di fattibilità, un piano aziendale ecc.); è convinto che queste analisi potrebbero consentire di motivare in modo chiaro l'attribuzione del sostegno;

155.  ritiene che non tutte le località siano destinate ad ottenere risultati positivi in materia di sviluppo di incubatori di imprese progettati per apportare valore aggiunto nell'ambito dello sviluppo regionale ed economico; è del parere che andrebbero sostenuti soltanto gli incubatori che soddisfano le condizioni preliminari;

156.  evidenzia che il sostegno agli incubatori di imprese potrebbe essere fornito ricorrendo a partenariati pubblico-privati (PPP), in virtù dei quali il rischio assunto dal servizio pubblico è condiviso con l'impresa privata destinataria del sostegno;

157.  rileva che gli incubatori di imprese dovrebbero essere creati in stretta collaborazione con gli istituti d'insegnamento e le strutture di ricerca;

158.  osserva che è importante trovare complementarietà e sinergie tra il sostegno agli incubatori di imprese a titolo del FESR, di Orizzonte 2020 e del programma per la competitività delle imprese e delle PMI (COSME) nel periodo 2014-2020;

Parte XIV - Relazione speciale n. 8/2014 della Corte di conti dal titolo "La Commissione ha gestito in maniera efficace l'integrazione del sostegno accoppiato nel regime di pagamento unico?"

159.  approva le raccomandazioni della Corte dei conti e accoglie favorevolmente l'atteggiamento costruttivo della Commissione;

160.  si rammarica che, secondo la Corte dei conti, alcuni Stati membri non abbiano sempre osservato il principio di sana gestione finanziaria in sede di definizione dei criteri per il calcolo dei diritti all'aiuto;

161.  osserva che ciò ha portato gli agricoltori in alcuni settori a ottenere vantaggi eccezionali, cosa che, di per sé, non ha rappresentato una violazione delle norme esistenti:

   a) in Spagna, in base alle norme nazionali, il valore dei diritti all'aiuto era superiore al sostegno accoppiato percepito dagli agricoltori in passato;
   b) in Italia gli agricoltori avevano percepito diritti all'aiuto corrispondenti al loro livello di sostegno storico, anche se nel frattempo avevano ridotto in modo significativo le superfici che coltivavano;
   c) contrariamente a quanto prescritto dalla normativa dell'Unione, le autorità francesi non avevano ridotto il valore di tutti i diritti all'aiuto per finanziare il sostegno specifico a favore degli agricoltori (articolo 68 del regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio(17)); ne consegue che, in Francia, il valore totale dei diritti è stato sovrastimato del 4,61 %, pari a 357,3 milioni di EUR; osserva che 74 milioni di EUR di questo importo riguardavano il sostegno integrato nel regime di pagamento unico (RPU) nel 2010 e che la Commissione afferma che nel piano d'azione per la Francia sono incluse misure correttive;

162.  invita pertanto la Commissione a supervisionare in maniera adeguata il calcolo dei diritti all'aiuto assegnati agli agricoltori da parte degli Stati membri, compreso il rispetto dei massimali disponibili per l'assegnazione di tali diritti;

163.  rileva con preoccupazione che anche dove la Commissione aveva individuato degli errori, i diritti all'aiuto non sono stati corretti a causa dell'eccessiva lentezza delle procedure amministrative;

164.  invita la Commissione a migliorare la tempestiva supervisione e a prestare maggiore attenzione ai rischi connessi ai diritti;

165.  osserva che a partire dal 2015 l'RPU sarà sostituito da un "regime di pagamento di base";

166.  ritiene che il nuovo sistema dovrebbe avere l'obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per gli agricoltori;

167.  è del parere che i controlli e le revisioni contabili della Commissione debbano essere essenzialmente basati sul rischio;

168.  ribadisce che il nuovo sistema deve evitare divergenze ingiustificate nei calcoli dei diritti all'aiuto nei diversi Stati membri nonché la disparità di trattamento tra gli agricoltori, indipendentemente dal livello di discrezionalità che il regolamento può offrire; invita la Commissione a rassicurare il Parlamento e la sua commissione per il controllo dei bilanci confermando che le opportune misure per il conseguimento di tali obiettivi sono in atto;

169.  è preoccupato che diritti all'aiuto errati possano portare a errori nei pagamenti anche dopo il 2014, giacché gli Stati membri potranno scegliere di pagare fino al 2021 una parte dell'aiuto futuro sulla base dell'attuale livello di sostegno a titolo dell'RPU; ritiene che, benché tali pagamenti possano essere corretti e recuperati, essi dovrebbero essere evitati sin dall'inizio;

170.  rammenta alla Commissione che l'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea sancisce che: "la Commissione dà esecuzione al bilancio, in cooperazione con gli Stati membri [...], sotto la propria responsabilità e nei limiti dei crediti stanziati, in conformità del principio della buona gestione finanziaria"; si attende pertanto che la Commissione fornisca un sufficiente orientamento agli Stati membri affinché possano attuare il regime di pagamento di base in conformità del principio della sana gestione finanziaria, e che istituisca le strutture di monitoraggio adeguate al fine di assumere la responsabilità globale per l'esecuzione del bilancio;

Parte XV - Relazione speciale n. 9/2014 della Corte dei conti dal titolo "Il sostegno dell'UE agli investimenti e alla promozione nel settore vitivinicolo è gestito in maniera soddisfacente e il suo contributo alla competitività dei vini dell'Unione è dimostrato?"

171.  accoglie favorevolmente le conclusioni e le raccomandazioni contenute nella relazione speciale n. 9/2014 della Corte dei conti;

172.  prende atto dell'adozione, da parte del Consiglio e del Parlamento, del regolamento (UE) n. 1308/2013(18) relativo alla nuova organizzazione comune dei mercati per il periodo 2014-2020;

173.  rammenta la relazione speciale n. 7/2012 (discarico 2011) della Corte dei conti dal titolo "La riforma dell'organizzazione comune del mercato vitivinicolo: I progressi sinora compiuti" e la successiva relazione della commissione per il controllo dei bilanci;

174.  concorda pienamente sul fatto che si dovrebbe razionalizzare il regime di aiuto e che la Commissione dovrebbe monitorare periodicamente l'assorbimento dei fondi; ribadisce l'assoluta necessità che la misura di investimento sia orientata alle imprese e ai risultati, che siano incoraggiati modelli di migliori prassi e che da essi siano tratti insegnamenti;

175.  esprime preoccupazione per l'incapacità di attrarre un numero maggiore di piccole e medie imprese (PMI) nell'ambito del sostegno e della promozione dell'Unione al settore vitivinicolo; ritiene che i tassi di cofinanziamento dovrebbero essere rivisti affinché siano vantaggiosi per le PMI, agevolando in tal modo la partecipazione delle potenziali PMI beneficiarie, in particolare di quelle che presentano capacità amministrative e finanziarie limitate;

176.  osserva che è necessario un sistema comune di valutazione della misura di promozione per garantire che la Commissione e gli Stati membri siano in grado di analizzare l'entità dei progressi e il conseguimento degli obiettivi prefissati nonché il loro impatto sulla competitività del settore vitivinicolo a livello degli Stati membri; evidenzia che l'aumento della quota di mercato globale di ciascuna azienda vinicola potrebbe far parte di tale sistema comune di valutazione;

177.  sottoscrive la raccomandazione della Corte dei conti secondo cui le spese accessorie, come i costi e le spese generali degli organismi attuatori, dovrebbero essere debitamente giustificate e limitate a una percentuale massima dei costi totali;

178.  sottolinea che è di fondamentale importanza fornire un insieme adeguato di misure che combinino investimenti e promozione; ritiene che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero essere più efficienti nell'applicazione delle misure; osserva in particolare, per quanto riguarda la misura di promozione, che i beneficiari dovrebbero essere tenuti a dimostrare di aver bisogno dell'aiuto dell'Unione, che le spese di esercizio ordinarie non dovrebbero essere finanziate e che il sostegno ai beneficiari che presentano in ciascun periodo di programmazione programmi di promozione per gli stessi paesi destinatari dovrebbe essere limitato; evidenzia inoltre che i risultati delle azioni di promozione dovrebbero essere valutati a livello di beneficiario anziché per l'intero settore vitivinicolo dell'Unione;

179.  sostiene la raccomandazione della Corte dei conti secondo cui la Commissione dovrebbe analizzare in che modo la dotazione assegnata ai programmi nazionali di sostegno per il periodo 2014 - 2018 corrisponde alle esigenze del settore vitivinicolo dell'Unione, nonché verificare la capacità di assorbimento degli Stati membri e rivedere, ove necessario, la dotazione di bilancio; invita la Commissione a valutare se non sia necessario dotare il settore vitivinicolo di strumenti finanziari aggiuntivi rispetto agli altri settori agricoli;

180.  accoglie favorevolmente l'evoluzione positiva delle esportazioni di vini di qualità da parte dell'Unione; sottolinea che l'Unione dovrebbe individuare e sfruttare il proprio vantaggio concorrenziale in un mercato vitivinicolo mondiale multilaterale e sempre più competitivo, nonché incoraggiare i produttori di vino dell'Unione a realizzare vini di elevata qualità concorrendo ulteriormente a stabilire un equilibrio tra domanda e offerta all'interno dell'Unione;

181.  incoraggia la Commissione a contribuire a una maggiore trasparenza per quanto concerne la promozione del vino nei paesi terzi, attraverso un migliore sistema di controllo e di monitoraggio dei progetti finanziati; sottolinea che questa misura dovrebbe anche permettere di evitare il doppio finanziamento;

Parte XVI - Relazione speciale n. 10/2014 della Corte dei conti dal titolo "L'efficacia del sostegno all'acquacoltura da parte del Fondo europeo per la pesca"

182.  appoggia le principali raccomandazioni della Corte dei conti, rilevando al contempo che la Commissione sta mettendo a punto gli orientamenti richiesti per la direttiva quadro sulle acque e la direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(19) (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino); accoglie con favore il fatto che la Commissione abbia preso atto delle raccomandazioni relative alla pianificazione territoriale e della necessità di una semplificazione amministrativa;

183.  si compiace che nel nuovo Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) 2014-2020 si sia tenuto conto degli insegnamenti tratti dal periodo 2007-2013; sottolinea comunque che è necessario che la Commissione faccia in modo che tutte le raccomandazioni siano state, e saranno, messe in atto;

184.  è consapevole del fatto che il raggiungimento degli obiettivi di crescita e occupazione nel settore dell'acquacoltura ha subito l'impatto negativo della crisi finanziaria; sottolinea tuttavia che uno dei principali obiettivi del Fondo europeo per la pesca (FEP) - crescita e sostenibilità dell'acquacoltura - non è stato raggiunto anche a causa di altri fattori; evidenzia che, a differenza di altre parti del mondo, invece di essere cresciuto, il settore dell'acquacoltura è fermo da anni;

185.  deplora la mancanza di attribuzione di priorità a livello dei progetti e di pianificazione strategica a livello nazionale; esorta pertanto la Commissione a migliorare la progettazione al fine di rafforzare le misure di sostegno all'acquacoltura e la sollecita a garantire una migliore attuazione;

186.  sottolinea che, sebbene un'acquacoltura più forte e sostenibile rappresenti uno degli obiettivi chiave della Commissione, tuttavia è stato fatto molto poco per raggiungere con successo questo obiettivo nell'ambito del FEP; osserva che si tratta di un errore sistematico, riscontrabile anche in altri programmi, e ritiene di conseguenza che la Commissione fallisca continuamente nel raggiungimento dei suoi obiettivi;

187.  sollecita la Commissione a ripensare la sua gestione finanziaria e a modificare il suo approccio, concentrandosi sul fatto che la spesa sia allineata alle regole, offra un buon rapporto qualità-prezzo e fornisca un sostegno efficace per il raggiungimento degli obiettivi principali, piuttosto che spendere tutte le risorse disponibili;

188.  rileva che gli Stati membri devono affrontare le carenze nella selezione dei progetti, invece di concedere fondi a tutti i progetti, e devono fare in modo che la procedura di selezione sia soggetta a regole di valutazione dettagliate, che esaminino il potenziale dei progetti nel fornire i risultati e il rapporto qualità-prezzo utili ai fini degli obiettivi del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), quali la crescita e l'occupazione; sottolinea che la Commissione dovrebbe sostenere gli Stati membri in questa operazione e incoraggiare il monitoraggio dei risultati dei progetti, stabilendo valutazioni post-progetto più complesse, da utilizzare come insegnamenti per il futuro;

189.  è convinto che gli Stati membri debbano migliorare i loro strumenti e canali di rendicontazione, poiché i dati forniti alla Commissione sono spesso imprecisi; raccomanda alla Commissione di: a) sviluppare mezzi per esercitare maggiori pressioni sugli Stati membri affinché forniscano dati affidabili, soprattutto nei casi in cui vi sono evidenti discrepanze, e b) considerare la possibilità di penalizzare gli Stati membri sospettati di fornire intenzionalmente dati non corretti;

190.  sottolinea che la Commissione deve sviluppare un quadro più solido per tutti i suoi programmi finanziari, comprese le nuove misure del FEAMP per l'acquacoltura; ritiene che la Commissione dovrebbe considerare la necessità di essere più coerente nel suo approccio e sviluppare una maggiore integrità;

191.  invita la Commissione a garantire che gli Stati membri chiariscano le proprie strategie, attuandole in modo da integrare gli obiettivi del FEAMP; chiede alla Commissione di supervisionare che gli Stati membri compiano ulteriori sforzi nella valutazione dei progetti e risolvano il problema della mancanza di pensiero strategico nei progetti; sottolinea che occorre garantire che i valutatori esaminino i progetti con attenzione e con aspettative chiare;

192.  raccomanda che il finanziamento dei progetti già avviati sia riconsiderato dal momento che non ha alcun impatto aggiuntivo; sconsiglia alla Commissione e agli Stati membri di limitarsi a "barrare caselle", onde evitare una mancanza di valore aggiunto;

193.  incoraggia la semplificazione delle procedure amministrative per garantire l'elevata qualità dei progetti che chiedono finanziamenti;

194.  accoglie con favore la proposta di un nuovo sistema di monitoraggio del FEAMP, che includerà una banca dati a livello di Stato membro che memorizzi le informazioni relative a ciascuna operazione e una relazione esaustiva con informazioni chiave, ma insiste affinché questa proposta sia attuata e affinché gli standard imposti siano elevati;

Parte XVII - Relazione speciale n. 11/2014 della Corte dei conti dal titolo "L'istituzione del servizio europeo per l'azione esterna"

195.  plaude alla relazione speciale n. 11/2014 della Corte dei conti e ne approva le raccomandazioni;

196.  ritiene che il servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) non sia ancora un servizio diplomatico dell'Unione a pieno titolo a causa dei vincoli riguardanti le risorse; considera che la Commissione e gli Stati membri sono i giusti attori in grado di fare pressioni per un consolidamento del SEAE;

197.  rileva che il principio della neutralità di bilancio sia estremamente auspicabile; è tuttavia del parere che esso non vada visto disgiuntamente dai risparmi che gli Stati membri hanno ottenuto con la creazione del SEAE;

198.  ritiene che il SEAE continui ad avere una struttura dirigenziale eccessivamente pesante che deve essere corretta; considera che le misure già attuate per correggere questo aspetto siano a buon punto e chiede alla Commissione di rafforzare il proprio impegno per migliorare la cooperazione tra i servizi;

199.  ritiene che le competenze dei rappresentanti speciali dell'Unione siano molto opache, in quanto mancano un adeguato controllo e un'analisi dei risultati; propone che essi vengano integrati in seno al SEAE al fine di colmare tale lacuna;

200.  giudica positivamente gli sviluppi registrati nel settore delle risorse umane, ciononostante concorda con le osservazioni della Corte dei conti secondo cui le competenze tematiche sono ancor più necessarie presso le delegazioni; invita la Commissione, unitamente al SEAE, a mettere a punto un approccio concertato per ottimizzare il profilo degli effettivi presso le delegazioni;

201.  invita il SEAE a dotarsi di una migliore visione d'insieme dei costi sostenuti nelle procedure di assunzione; invita il SEAE a ricorrere a soluzioni innovative quali la videoconferenza per i colloqui di lavoro e ad avanzare, nei limiti del possibile, proposte analoghe anche per la formazione del personale;

202.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a prendere misure volte a promuovere un migliore coordinamento e una migliore cooperazione tra i loro servizi per le relazioni esterne e il SEAE senza perdere di vista le questioni inerenti alle tematiche orizzontali;

203.  sottolinea la necessità di provvedere a una maggiore flessibilità nel finanziamento delle missioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), al fine di garantire la sicurezza interna ed esterna dell'Unione a causa dei pericoli derivanti dai conflitti nei paesi confinanti, nonché dall'accresciuto rischio di possibili attività terroristiche collegate all'IS;

204.  sollecita il SEAE a massimizzare i benefici delle economie di scala creando nuove sinergie nella sede centrale del SEAE e in seno alle sue delegazioni nonché cooperando con gli Stati membri e i servizi diplomatici nazionali, nello spirito di un autentico corpo diplomatico dell'Unione; rileva con soddisfazione che, seppur ancora limitata, sta aumentando la locazione in comune delle delegazioni dell'Unione e delle rappresentanze diplomatiche degli Stati membri, e si congratula con il SEAE per la priorità accordata a questo aspetto nell'ambito della sua azione;

205.  riconosce che sono necessari ulteriori progressi per quanto riguarda i servizi consolari;

Parte XVIII - Relazione speciale n. 12/2014 della Corte dei conti dal titolo "Il FESR è efficace nel finanziare progetti che promuovono in modo diretto la biodiversità nell'ambito della strategia dell'UE per la biodiversità fino al 2020?"

206.  nota che la Convenzione sulla biodiversità (CBD) definisce la diversità biologica come la variabilità degli organismi viventi di ogni origine, compresi gli ecosistemi terrestri, marini ed altri ecosistemi acquatici, oltre ai complessi ecologici di cui fanno parte; sottolinea che la CBD prende atto delle numerose minacce gravi alla biodiversità, quali la perdita e la frammentazione degli habitat, lo sfruttamento eccessivo di foreste, oceani, fiumi, laghi e del suolo, l'inquinamento, il cambiamento climatico e l'introduzione di specie che competono con la flora e la fauna autoctone;

207.  sottolinea che la biodiversità è essenziale alla vita umana e al benessere delle società; evidenzia inoltre che il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, le minacce arrecate dalle specie invasive e il consumo eccessivo di risorse naturali costituiscono le sfide principali che riguardano ogni cittadino dell'Unione;

208.  deplora che l'Unione non abbia potuto raggiungere il suo grande obiettivo di contenere la perdita di biodiversità nell'Unione entro il 2010;

209.  constata che la perdita di biodiversità ha costi economici devastanti per la società, di cui finora non si è sufficientemente tenuto conto nelle politiche globali; rileva altresì che lo studio sull'economia degli ecosistemi e della biodiversità ha valutato che il costo dell'inazione e del degrado dei servizi ecologici rappresenterà fino al 7% del PIL mondiale annuo nel 2050(20);

210.  è convinto che esista pertanto un bisogno urgente di agire e di dare una maggiore importanza politica alla biodiversità onde rispettare gli impegni del 2020 in materia;

211.  constata che i risultati dei progetti emergono spesso con troppo ritardo, il che ne rende difficile la valutazione;

212.  ritiene che, nonostante i limiti connessi allo scarso orientamento dei fondi in direzione della biodiversità e alle difficoltà di valutazione dell'utilizzazione fattane, è essenziale in questa fase mantenere tali fondi;

213.  sottolinea che la protezione della biodiversità non rappresenta solamente uno scopo ambientale nobile, ma che una siffatta politica offre altresì un potenziale significativo per creare nuove competenze, nuovi posti di lavoro e nuove opportunità di business;

214.  evidenzia l'importanza di integrare la tutela e la conservazione della biodiversità nello sviluppo, nell'attuazione e nel finanziamento di tutte le altre politiche dell'Unione (tra cui quelle in materia di agricoltura, silvicoltura, pesca, sviluppo e coesione regionale, energia, industria, trasporti, turismo, cooperazione e aiuti allo sviluppo, ricerca e innovazione), al fine di rendere più coerenti le politiche settoriali e di bilancio dell'Unione e di garantire che essa rispetti i propri impegni vincolanti relativi alla tutela della biodiversità; sottolinea, in tale contesto, la necessità di rafforzare la cooperazione tra le autorità locali, regionali, nazionali e dell'Unione;

215.  osserva che, malgrado l'orientamento e l'impulso dati dalla Commissione, spetta esclusivamente agli Stati membri definire priorità di finanziamento in funzione delle proprie specifiche necessità e che la grande maggioranza degli Stati membri non utilizza il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) come strumento per proteggere la biodiversità;

216.  ritiene pertanto necessario considerare, tenuto conto della loro scarsa utilizzazione (0,79 %), di destinare parte dei fondi FESR, secondo una percentuale da determinare, alla promozione della biodiversità;

Parte XIX - Relazione speciale n. 13/2014 della Corte dei conti dal titolo "Sostegno dell'UE per la riabilitazione a seguito del terremoto di Haiti"

217.  accoglie positivamente la relazione speciale n. 13/2014 che valuta il sostegno dell'Unione per la riabilitazione a seguito del terremoto di Haiti quale importante contributo al dibattito politico generale sulla politica umanitaria e la politica di sviluppo condotte dall'Unione; prende atto delle risultanze e raccomandazioni della relazione;

218.  accoglie con favore e rileva le principali conclusioni e raccomandazioni della relazione finale di valutazione della cooperazione dell'Unione con la Repubblica di Haiti, elaborata dalla direzione generale della Cooperazione internazionale e dello sviluppo – EuropeAid della Commissione su richiesta del Parlamento e presenta di seguito le proprie osservazioni e raccomandazioni;

Osservazioni generali

219.  ribadisce la propria soddisfazione globale riguardo al lavoro e agli sforzi portati avanti dai servizi della Commissione in risposta al terremoto di Haiti del 2010, in una situazione estremamente critica per la delegazione dell'Unione e il suo personale; apprezza, a questo proposito, che l'abilità della Commissione nel rifiutare di erogare pagamenti a fronte dell'insoddisfacente evoluzione della gestione finanziaria da parte del governo e delle carenze delle procedure nazionali d'appalto pubblico;

220.  deplora le carenze identificate a livello di coordinamento tra i donatori e nell'ambito dei servizi della Commissione, che sono stati oggetto di commento anche nella valutazione della cooperazione dell'Unione con la Repubblica di Haiti (2008-2012)(21) pubblicata per conto della Commissione; chiede a questo proposito che gli aiuti umanitari e gli aiuti allo sviluppo siano meglio articolati e che sia migliorata la correlazione tra soccorso, risanamento e sviluppo (LRRD) attraverso un quadro LRRD permanente; ritiene che occorra integrare, ove possibile, gli approcci tra la direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile (ECHO) della Commissione e EuropeAid, con obiettivi di coordinamento chiaramente dichiarati, una coerente strategia per paese e la condivisione delle migliori prassi; accoglie favorevolmente, a questo proposito, la sistematica integrazione dell'approccio LRRD nel ciclo di finanziamento del periodo 2014-2020; chiede inoltre ai servizi della Commissione di migliorare la transizione dalle attività umanitarie a breve termine agli interventi di sviluppo a lungo termine e di mettere a punto un coordinamento coerente non solo tra i diversi soggetti unionali, ma anche tenendo conto delle priorità nazionali, attraverso una strategia comune sulla base di una struttura umanitaria e di sviluppo comune; invita la Commissione ad avviare un dialogo con il Parlamento laddove un coordinamento efficace tra i diversi strumenti finanziari nel campo dell'aiuto umanitario e allo sviluppo sia ostacolato dal quadro legislativo in vigore; ritiene inoltre che la partecipazione delle organizzazioni non governative della società civile locale possa potenziare l'uso della base di conoscenze locale, al fine di meglio identificare il fabbisogno di risanamento e di controllare i progressi compiuti dalle autorità nazionali;

221.  ricorda le raccomandazioni formulate a seguito della missione della delegazione della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento ad Haiti nel febbraio 2012 e insiste, quale principio costante, sul tema essenziale della tracciabilità e rendicontazione degli aiuti unionali allo sviluppo, in particolare ancorando il sostegno finanziario ai risultati e definendo chiaramente obblighi e doveri dell'amministrazione nazionale, al fine di assicurare un'adeguata trasparenza, tracciabilità e rendicontazione; ribadisce la propria richiesta di porre maggiormente l'accento sulla lotta contro la corruzione endemica; osserva che l'aiuto umanitario dovrebbe essere basato su una strategia di disimpegno e sottolinea che i fondi dovrebbero essere incanalati, ove possibile, attraverso le istituzioni haitiane nel quadro dell'accordo di Cotonou, onde garantire la titolarità e sostenere il rafforzamento degli organismi nazionali, tra cui l'agenzia per gli appalti, la quale dovrebbe fungere da filtro di controllo; invita la Commissione e il servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a sottolineare la natura condizionale del sostegno finanziario settoriale;

222.  ricorda che la costruzione dell'apparato statale deve essere al centro della strategia unionale per lo sviluppo e la chiave di volta di ogni situazione di crisi di questo tipo, coerentemente con i principi per l'intervento in contesti fragili; osserva che ciò comprende il sostegno alla costruzione istituzionale, la trasparenza ed efficienza della gestione finanziaria pubblica, stanziamenti di bilancio ed efficacia della spesa pubblica, insieme al rafforzamento dei dialoghi politici e strategici;

223.  chiede che si definisca un buon mix di politiche, nella logica dell' intervento dell'Unione, mediante un approccio globale alle parti interessate statali e non statali/non governative e fornendo sostegno ai settori con una tempestiva valutazione delle esigenze settoriali, a beneficio della realizzabilità, complementarità e sostenibilità dei progetti;

Orientamenti per il futuro

224.  considera che, al di là della situazione di Haiti, occorra discutere e migliorare le misure per rafforzare la struttura strategica di intervento e di riduzione del rischio di catastrofi, con il fine ultimo di limitare al minimo i rischi per le vite umane e per le condizioni di vita; ritiene che investire nella riduzione dei rischi di catastrofi sia un essenziale elemento integrante dello sviluppo sostenibile nonché altamente efficace sul profilo dei costi, in quanto autorizza un utilizzo delle risorse più efficiente ed efficace rispetto alla copertura delle spese a seguito delle catastrofi;

225.  ritiene che le situazioni di crisi e fragilità rendano necessario lo sviluppo di strategie che includano nuovi approcci, metodi ed esperienza, in particolare per quanto riguarda attività quali i) l'identificazione dei rischi ai diversi livelli operativi, ii) l'elaborazione di scenari e proiezioni delle probabili conseguenze e iii) lo sviluppo di strumenti volti a evitare e ridurre i rischi e le potenziali catastrofi e prepararsi a tali eventi; chiede un approccio flessibile per consentire alla Commissione di adattare adeguatamente e rapidamente le proprie misure e i propri strumenti di assistenza a fronte di situazioni di crisi e post-crisi; osserva in proposito che nel frattempo la Commissione ha messo a punto un sistema per mobilitare esperti nei vari settori di competenza, al fine di permettere lo spiegamento a breve termine di personale complementare presso le delegazioni dell'Unione o presso i servizi centrali, in caso di insufficienza di personale;

226.  incoraggia la Commissione e il SEAE a lavorare sistematicamente alle quattro fasi del ciclo di gestione delle catastrofi, vale a dire attenuazione del rischio e preparazione, risposta e ripristino per definire un quadro strategico per la gestione dei rischi di catastrofi e la costruzione della resilienza; invita la Commissione e il SEAE a informare il Parlamento sui progressi, in particolare riguardo alla gestione dei rischi e alla preparazione ad attuare e conseguire gli obiettivi dei programmi in un contesto post-catastrofe;

227.  ricorda che in tali situazioni di crisi occorre rivolgere la debita attenzione alla solidità e all'efficacia operativa del quadro nazionale di governance per la gestione della riduzione dei rischi di catastrofe quale requisito per la riuscita dell'intervento unionale; ricorda che la valutazione di un eventuale quadro nazionale di governance dovrebbe tenere conto, tra l'altro, delle strutture esistenti di rendicontazione dei risultati, delle definizioni esistenti e delle decisioni riguardo alle responsabilità ai livelli centrali e locali, una chiara catena di comando e di controllo, canali d'informazione tra i diversi soggetti/donatori e meccanismi di feedback sui progetti;

228.   appoggia le raccomandazioni della Corte dei conti riguardo al sostegno unionale per la riabilitazione a seguito del terremoto di Haiti e accoglie favorevolmente la risposta della Commissione di accettare anch'essa le raccomandazioni;

Parte XX - Relazione speciale n. 14/2014 della Corte dei conti dal titolo "Con quali modalità gli organi e le istituzioni dell'UE provvedono a calcolare, ridurre e compensare le proprie emissioni di gas a effetto serra?"

229.  ritiene che tutte le istituzioni e tutti gli organi dell'Unione dovrebbero mirare a un approccio comune in materia di emissioni di gas a effetto serra in vista di un'eventuale riduzione delle stesse; è convinto che, ai fini della realizzazione di tale obiettivo, essi abbiano bisogno di calcolare globalmente le rispettive emissioni di gas a effetto serra e non dovrebbero astenersi dal pubblicare i risultati;

230.  è del parere che, se vuole conservare la propria attendibilità nei negoziati in materia ambientale con parti terze, la Commissione dovrebbe adoperarsi maggiormente nella raccolta di ulteriori dati sulle proprie emissioni di gas a effetto serra;

231.  invita le istituzioni e gli organi dell'Unione che non dispongono di una certificazione del sistema di ecogestione e audit (EMAS) a considerare di attuare rapidamente tale sistema; sottolinea tuttavia che l'EMAS dovrebbe essere visto come uno strumento per strutturare, fra l'altro, le emissioni di gas a effetto serra, e non dovrebbe essere considerato l'obiettivo ultimo della politica verde delle istituzioni;

232.  evidenzia che la compensazione delle emissioni di gas a effetto serra può essere utilizzata dalle istituzioni e dagli organi dell'Unione in misura maggiore, per ridurre la loro impronta di carbonio; concorda con la Corte dei conti sul fatto che il ricorso a compensazioni di alta qualità quale soluzione integrativa (e non sostitutiva) delle misure di riduzione delle emissioni sarebbe una risposta adeguata alle questioni testé citate; osserva, tuttavia, che la compensazione dovrebbe essere secondaria rispetto all'investimento di tali fondi ai fini di un ulteriore miglioramento della politica ambientale degli organismi e delle istituzioni dell'Unione;

233.  accoglie con favore il fatto che alcune istituzioni dell'Unione abbiano avviato progetti pilota relativi ad appalti verdi; auspica che i risultati si dimostrino promettenti e che questo tipo di appalti diventi in futuro una procedura standard delle istituzioni e degli organi dell'Unione;

234.  sottolinea che, nell'attuazione di tali politiche, i fattori umani permangano un aspetto chiave; sollecita quindi la dirigenza delle istituzioni e degli organi dell'Unione responsabile di tali politiche a prepararsi e a migliorare ulteriormente le proprie competenze e la propria comprensione dell'importanza che rivestono le emissioni di gas a effetto serra delle istituzioni; auspica che l'istituzione del nuovo collegio dei commissari nel 2014 offra l'opportunità di una nuova apertura nella messa in atto di standard più elevati presso la Commissione e le sue agenzie;

Parta XXI - Relazione speciale n. 15/2014 della Corte dei conti dal titolo "Il Fondo per le frontiere esterne ha favorito la solidarietà finanziaria, ma necessita di una migliore misurazione dei risultati e deve fornire un ulteriore valore aggiunto dell'UE"

235.  rileva con preoccupazione che gli obiettivi strategici del Fondo per le frontiere esterne (FFE) non erano chiari e, in particolare, che vi sono discordanze tra la natura generale del FFE quale meccanismo di solidarietà e la sua concentrazione su obiettivi concreti di miglioramento della cooperazione nel settore dei controlli di frontiera e dei visti;

236.  rileva che, per la Commissione, la riuscita del lancio di SIS II, VIS ed Eurosur in tutti gli Stati membri è dovuta al contributo del FFE; ritiene tuttavia che una dichiarazione così generica non possa essere utilizzata per rispondere in modo soddisfacente alle specifiche critiche formulate dalla Corte dei conti sulla mancanza di indicatori di risultato;

237.  osserva che problemi analoghi possono emergere rispetto agli obiettivi dello strumento di sostegno finanziario per le frontiere esterne e i visti nell'ambito del Fondo sicurezza interna, poiché anche tale strumento mira tanto alla solidarietà tra gli Stati membri riguardo alla gestione dei controlli di frontiera, quanto alla realizzazione di un livello elevato e uniforme di controllo delle frontiere esterne, nonché al trattamento efficace dei visti Schengen, nel rispetto degli impegni dell'Unione in materia di libertà fondamentali e diritti umani;

238.  sottolinea che gli Stati membri, pur riconoscendo l'importanza di controlli di frontiera efficaci ai confini esterni comuni quali parte dell'acquis di Schengen, continuano a considerare la gestione dei controlli di frontiera e, in misura minore, il trattamento dei visti, quali competenze essenzialmente nazionali;

239.  invita pertanto gli Stati membri a includere il Fondo sicurezza interna nelle loro strategie nazionali di gestione delle frontiere, onde contribuire alla cooperazione consolare, a operazioni Frontex o ad azioni d'emergenza e specifiche d'importanza per l'area Schengen nel suo insieme; esorta la Commissione e gli Stati membri a migliorare la cooperazione al riguardo;

240.  chiede che la Commissione esamini se possa essere utile dividere la parte del Fondo sicurezza interna relativa ai controlli di frontiera e ai visti in segmenti a destinazione specifica: uno per la solidarietà, uno per la realizzazione della cooperazione consolare, operazioni Frontex e azioni d'emergenza e specifiche e uno per azioni particolarmente rilevanti secondo una prospettiva nazionale;

241.  raccomanda che gli Stati membri elaborino e utilizzino indicatori pertinenti e misurabili delle realizzazioni, dei risultati e dell'impatto dei progetti finanziati; sottolinea che è necessario condurre verifiche ex ante di elevata qualità per garantire che tutti i progetti finanziati perseguano obiettivi concreti e misurabili e possiedano un valore aggiunto; osserva che verifiche ex post permetterebbero di offrire meccanismi di controllo della qualità;

242.  sottolinea che è possibile conseguire un valore aggiunto maggiore a livello dell'Unione attraverso contributi supplementari da parte degli Stati membri alle operazioni di Frontex, rendendo obbligatoria la registrazione di almeno una parte dei beni cofinanziati dal Fondo sicurezza interna nel parco attrezzature tecniche di Frontex;

243.  esprime preoccupazione a fronte delle irregolarità individuate dalla Corte dei conti nelle varie politiche nazionali in materia d'appalto e sostiene che la clausola d'eccezione per gli appalti nei settori della difesa e della sicurezza non dovrebbe r essere utilizzata nei casi in cui procedure meno restrittive possono essere impiegate senza compromettere la sicurezza; raccomanda di snellire le procedure di appalto onde assicurare l'attivazione tempestiva dei finanziamenti;

244.  loda la Commissione per avere preso misure finanziarie correttive nel caso di un progetto che violava libertà fondamentali e diritti umani, ma invita la Commissione a identificare ex ante, per quanto possibile, ogni possibile rischio di tal genere, soprattutto quando si tratta delle modalità di attuazione dei controlli di frontiera in relazione al diritto di chiedere asilo;

245.  evidenzia la necessità di migliorare il principio di raccolta dei dati concernenti i progetti finanziati a livello nazionale, al fine di aumentare il grado di trasparenza;

Parte XXII - Relazione speciale n. 16/2014 della Corte dei conti dal titolo "L'efficacia del combinare le sovvenzioni dei meccanismi d'investimento regionali con i prestiti concessi dalle istituzioni finanziarie per sostenere le politiche esterne dell'UE"

246.  accoglie con favore la relazione speciale dedicata alla valutazione dell'efficacia del combinare le sovvenzioni dei meccanismi d'investimento regionali con i prestiti concessi dalle istituzioni finanziarie per sostenere le politiche esterne dell'UE ed esprime le osservazioni e raccomandazioni riportate in appresso;

Osservazioni generali

247.  esorta la Corte dei conti a estendere ulteriormente le attività di audit in questo settore di cooperazione emergente, per fornire periodicamente ai responsabili politici una valutazione regolare e completa delle problematiche e dei rischi in gioco;

248.  riconosce che l'accresciuto interesse nei confronti del finanziamento misto e delle opportunità offerte dall'uso di nuovi meccanismi per gli investimenti finanziari è dovuto principalmente alla combinazione di importanti sfide in materia di sviluppo e di fondi pubblici fortemente limitati, il che ha condotto allo sviluppo di nuove risorse finanziarie che combinano le sovvenzioni concesse dall'Unione e altri tipi di risorse diverse dalle sovvenzioni;

249.  sottolinea che eventuali nuovi strumenti finanziari e il finanziamento misto devono essere conformi agli obiettivi delle politiche di sviluppo dell'Unione, basati sui criteri per l'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) e fissati nel programma di cambiamento, quali il miglioramento della qualità, l'efficienza, la sostenibilità e la rapidità di attuazione degli interventi dell'Unione; ritiene che tali strumenti debbano essere incentrati sulle priorità dell'Unione caratterizzate da un valore aggiunto, economico e non economico, e da un'incidenza più elevati, e osserva che devono essere impiegati strategicamente nei settori in cui il sostegno finanziario dell'Unione è essenziale ai fini della vitalità degli investimenti e in cui il finanziamento misto può essere utilizzato nel modo più utile; si rammarica pertanto che la relazione sia incentrata prevalentemente sugli aspetti finanziari del combinare le sovvenzioni dei meccanismi d'investimento regionali, mentre la loro efficienza ed efficacia non sono analizzate a sufficienza;

250.  chiede, quale principio fondamentale e costante, che venga neutralizzato il rischio che gli incentivi finanziari superino in importanza i principi di sviluppo (gli obiettivi finanziari potrebbero prevalere sulle questioni legate allo sviluppo) e chiede il rispetto dei principi di sviluppo sostenibile come le norme sociali e ambientali o l'accesso ai beni pubblici di base;

251.  prende atto dei risultati del riesame della piattaforma UE per i finanziamenti misti nella cooperazione esterna avente l'obiettivo iniziale di accrescere l'efficacia, l'efficienza e la qualità dei meccanismi e strumenti di finanziamento misto esistenti, tenendo conto del fatto che l'armonizzazione dei principi fondamentali, validi per tutti i meccanismi regionali e gli strumenti finanziari, rivestirà la massima importanza nel nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP); invita la Commissione e il SEAE, in funzione dell'esito della revisione post-elettorale del QFP, a portare avanti un dialogo strutturato/strategico, in particolare sulla questione riguardante le modalità per poter assicurare e aumentare costantemente la trasparenza e la responsabilità;

252.  ritiene che, durante la fase di programmazione, la Commissione dovrebbe concentrarsi sul conseguimento di obiettivi economici, sociali e ambientali sostenibili e a lungo termine nei settori in cui gli investimenti devono essere attuati;

253.  chiede, quale principio fondamentale, la concentrazione dei fondi unionali sui progetti che non sarebbero attuati senza i finanziamenti dell'Unione, come ad esempio i progetti a redditività ridotta, ma che potrebbero contribuire al miglioramento del contesto sociale, ambientale e dei diritti umani;

254.  chiede, quale principio fondamentale, il monitoraggio dei risultati e degli effetti a medio e lungo termine dei progetti attuati in ambito sociale, ambientale e dei diritti umani, e che vi si dia seguito; considera che l'esito di tali valutazioni di controllo dovrebbe essere utilizzato direttamente per riferire in merito agli obiettivi di lungo termine conseguiti e per migliorare la fase di programmazione/selezione dei progetti per i finanziamenti futuri;

255.  chiede di rafforzare il ruolo politico della Commissione in quanto organo politicamente responsabile in tale settore;

256.  chiede l'introduzione di norme comuni in materia di governance applicabili a tali attività finanziarie, come pure la definizione di migliori prassi e di criteri di ammissibilità e valutazione ben definiti per l'uso di tali strumenti finanziari; ritiene che norme di gestione coerenti, come relazioni strutturate, regole di controllo e quadri di monitoraggio chiari, porteranno alla riduzione dei costi di transazione ovvero alla riduzione di eventuali duplicazioni dei costi;

257.  reputa imperativo elaborare adeguate strutture di governance dei vari meccanismi al fine di promuovere la titolarità di paesi destinatari, beneficiari e soggetti interessati su tali strumenti; rammenta che lo sviluppo del finanziamento misto dell'aiuto pubblico allo sviluppo erogato attraverso i meccanismi richiede una cooperazione ben strutturata tra la Commissione e il servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), da un lato, e la Banca europea per gli investimenti (BEI), gli Stati membri e il Parlamento, dall'altro; chiede che le delegazioni dell'Unione siano maggiormente coinvolte nel processo decisionale, in particolare nella fase di individuazione dei progetti, attraverso contributi all'analisi o alla valutazione d'impatto ex ante e, più in generale, che consolidino la posizione dell'Unione nel dialogo politico con i paesi partner e fungano da elemento di contatto con la società civile locale;

258.  insiste sulla necessità di raggiungere il più elevato livello di trasparenza e responsabilità attraverso l'accesso a informazioni di bilancio e dati finanziari esaustivi e affidabili relativamente ai progetti finanziati a titolo di tali meccanismi di investimento per garantire al Parlamento il potere di controllo e di approvazione; chiede che siano regolarmente trasmesse al Parlamento relazioni sull'uso di tali strumenti finanziari e sui risultati ottenuti, in particolare sulla valutazione dell'effetto leva e del valore aggiunto finanziario e non finanziario, e rammenta altresì la necessità di osservare le disposizioni di cui all'articolo 140 del regolamento finanziario;

259.  sostiene le raccomandazioni della Corte dei conti, quale primo passo nella giusta direzione, per quanto concerne l'efficacia del combinare le sovvenzioni dei meccanismi d'investimento regionali con i prestiti concessi dalle istituzioni finanziarie a sostegno delle politiche esterne dell'Unione e accoglie con favore il fatto che anche la Commissione abbia accettato tali raccomandazioni;

Parte XXIII - Relazione speciale n. 17/2014 della Corte dei conti dal titolo "L'iniziativa «centri di eccellenza» dell'UE è in grado di contribuire efficacemente ad attenuare i rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari provenienti da aree esterne all'UE?"

260.  accoglie con favore l'iniziativa "centri di eccellenza chimici, biologici, radiologici e nucleari" (CBRN); considera che la struttura di governance dell'iniziativa ne sottolinea l'intento di creazione di reti;

261.  accoglie con favore lo slancio positivo generale della relazione speciale n. 17/2014 e delle raccomandazioni della Corte dei conti, tutte accettate dalla Commissione;

262.  osserva come l'iniziativa rappresenti un approccio innovativo che consente la creazione di reti, la formazione di partenariati regionali e internazionali, il consolidamento, il coordinamento e l'ottimizzazione delle capacità esistenti in termini di competenze, formazione, assistenza tecnica e attrezzature;

263.  evidenzia come tali strutture siano inevitabilmente complesse e pertanto difficili da porre in essere e da gestire;

264.  ricorda che l'iniziativa disponeva di 100 milioni di euro per il periodo 2010-2013;

265.  ritiene che il valore primario dell'iniziativa risieda nell'approccio dal basso verso l'alto, partendo dall'esperienza dei paesi partner; considera che le delegazioni dell'Unione dovrebbero ricevere informazioni regolari e assumere un ruolo più attivo nella consultazione con le autorità dei rispettivi paesi partner;

266.  desidera sottolineare al contempo che il rispetto della "titolarità" dei progetti dei paesi partner non dovrebbe impedire alla Commissione di avanzare proposte alle quali gioverebbe una risposta congiunta (per esempio al fine di contrastare la diffusione dell'epidemia di ebola);

267.  è convinto che la selezione dei progetti debba poter consentire una concentrazione delle limitate risorse disponibili nelle aree di maggiore rilevanza ai fini della sicurezza dell'Unione; ritiene che nella selezione dei progetti le istituzioni dell'Unione potrebbero proficuamente assumere il ruolo di camera di compensazione;

268.  osserva che si dovrebbero potenziare le competenze tecniche dei segretariati regionali al fine di agevolare l'individuazione delle tematiche da trattare con le iniziative e migliorare la preparazione e l'attuazione dei singoli progetti;

269.  accoglie con favore la possibilità per i paesi partner, a partire da maggio 2013, di proporre progetti in qualunque momento, consentendo una maggiore capacità di reazione alle minacce emergenti;

270.  prende atto della necessità di ridurre ulteriormente i tempi che intercorrono tra la proposta del progetto e la successiva approvazione e attuazione;

271.  sottolinea la necessità di una più ampia cooperazione strategica al fine di migliorare la coerenza e il coordinamento di vari strumenti di finanziamento in materia di sicurezza; sottolinea come un migliore coordinamento degli attori di rilievo nei settori CBRN potenzierebbe l'efficacia delle iniziative in atto;

272.  ritiene che ai fini dell'iniziativa possa essere utile una distinzione più chiara tra la dimensione interna ed esterna delle azioni CBRN(22);

Parte XXIV - Relazione speciale n. 19/2014 della Corte dei conti dal titolo "L'assistenza preadesione dell'UE alla Serbia"

273.  invita le autorità serbe a migliorare la qualità delle loro strategie e dei loro piani d'azione nazionali e a razionalizzarli ulteriormente, come pure ad affrontare in modo adeguato le varie questioni politiche e socioeconomiche; invita la Commissione, se necessario, a rendersi disponibile a fornire il sostegno tecnico richiesto a questo scopo;

274.  sottolinea l'importanza di elaborare strategie nazionali in ambiti politicamente sensibili; chiede alle autorità competenti di predisporre strategie, abbinate a un calendario realistico per l'attuazione, in due settori chiave della governance: il decentramento territoriale e una strategia di coordinamento dell'attuazione della riforma nell'ambito della gestione delle finanze pubbliche;

275.  esorta la Commissione e la delegazione dell'Unione in Serbia a prevenire le difficoltà sorte nella prima parte del periodo di programmazione 2007-2013, dovute alla scelta di progetti non sufficientemente sviluppati o problematici; appoggia la cooperazione tra la Commissione e le autorità serbe nell'affrontare i problemi individuati, tra cui l'assenza di sostegno da parte delle autorità nazionali, la mancanza di coordinamento interistituzionale, la concezione carente dei progetti, la definizione inadeguata dei capitolati d'oneri, la non sostenibilità delle soluzioni di finanziamento e l'incapacità di apprendere dagli errori commessi nei precedenti progetti;

276.  accoglie con favore i buoni risultati ottenuti, in generale, dai progetti relativi alla governance, ma ritiene che i sistemi di attuazione e di controllo degli stessi siano stati deboli o inefficaci, specialmente se si considera che la Corte dei conti ha individuato carenze rilevanti in quattro degli otto progetti relativi allo strumento di assistenza preadesione in materia di governance controllati;

277.  sottolinea che dal la riforma del settore giudiziario ha registrato sviluppi modesti;

278.  insiste sulla necessità di potenziare l'attuale protezione degli informatori, come delineato nella strategia nazionale anticorruzione 2013-2018; pone l'accento sul fatto che le autorità serbe dovrebbero accelerare l'elaborazione di una nuova normativa in materia di denuncia delle irregolarità, che possa infondere fiducia e incoraggiare i potenziali informatori a farsi avanti;

279.  appoggia le raccomandazioni della Corte dei conti e chiede alla Commissione di prestare la necessaria attenzione alla definizione degli obiettivi, alla valutazione dei bisogni e agli insegnamenti da trarre da precedenti progetti, nonché di evitare ritardi e procedure di appalto inefficienti o inefficaci; sottolinea l'importanza della sostenibilità, dal momento che i risultati hanno suscitato interrogativi nei due terzi dei progetti, soprattutto in quelli legati alla governance;

Parte XXV - Relazione speciale n. 20/2014 della Corte dei conti dal titolo "Il sostegno del FESR alle PMI nel campo del commercio elettronico è stato efficace?"

280.  accoglie con favore la relazione speciale n. 20/2014 della Corte dei conti e si associa alle sue conclusioni e raccomandazioni;

281.  accoglie altresì positivamente la reazione costruttiva della Commissione alle raccomandazioni della Corte dei conti;

282.  osserva che le tecnologie del commercio elettronico sono essenziali per promuovere lo sviluppo e la competitività delle piccole e medie imprese (PMI); evidenzia l'importanza di queste ultime per lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro nell'Unione;

283.  riconosce che la relazione speciale della Corte dei conti ha posto l'accento sull'importanza delle misurazioni della performance e del valore aggiunto europeo;

284.  osserva che, nonostante l'aumentata disponibilità di servizi commerciali online, i progetti selezionati per beneficiare di un investimento erano deboli; rileva che la mancanza di una selezione comparativa delle domande e di informazioni commerciali esaustive ha fatto sì che in oltre un terzo dei casi si sia trattato di progetti non sufficientemente in grado, o non in grado, di garantire un impiego ottimale delle risorse;

285.  segnala che dieci dei trenta progetti cofinanziati presi in esame sarebbero stati realizzati anche in assenza del cofinanziamento pubblico e che, di questi dieci, cinque erano già stati avviati prima della notifica del finanziamento e tre ancor prima che le imprese presentassero domanda di cofinanziamento;

286.  ritiene che debba essere resa obbligatoria la presentazione di un piano aziendale che dimostri il valore aggiunto europeo, al fine di evitare il fenomeno dell'effetto inerziale;

287.  sottolinea la necessità che gli Stati membri predispongano criteri e procedure di selezione atti a garantire che i progetti scelti massimizzino il valore aggiunto in termini di incentivazione dello sviluppo del commercio elettronico nelle PMI e di conseguimento degli obiettivi indicati nell'agenda digitale europea (ADE);

288.  segnala che, a causa di alcune carenze a livello di monitoraggio da parte della Commissione, è stato impossibile valutare in che misura il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) abbia contribuito alla realizzazione degli obiettivi nazionali e dell'Unione in materia di tecnologie dell'informazione, come pure all'attuazione dei piani aziendali delle PMI stesse;

289.  ritiene che la Commissione debba adoperarsi per ottenere dagli Stati membri informazioni coerenti e affidabili sull'impiego dei finanziamenti a titolo del FESR; è del parere che tali informazioni dovrebbero indicare lo stato di avanzamento dei programmi operativi non solo in termini finanziari, ma anche sul piano della performance;

290.  condivide il parere della Corte dei conti secondo cui è necessario definire nella convenzione di sovvenzione un insieme minimo di indicatori solidi, corredati di obiettivi, che vengano poi misurati e sottoposti a successivo monitoraggio, sia una volta attuato e messo in opera il progetto, che in una fase successiva, al fine di valutare la performance;

Parte XXVI - Relazione speciale n. 21/2014 della Corte dei conti dal titolo "Le infrastrutture aeroportuali finanziate dall'UE: un impiego non ottimale delle risorse"

291.  riconosce che la Commissione ha già messo in atto cambiamenti per rispondere a molti dei problemi sollevati dalla relazione speciale e appoggia ampiamente il nuovo quadro normativo descritto dalla Commissione; propone, tenuto conto di ciò, che la Commissione riferisca alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento in merito ai progressi compiuti a seguito delle raccomandazioni, entro un anno dall'adozione della presente risoluzione;

292.  appoggia la raccomandazione della Corte dei conti che chiede agli Stati membri di mettere a punto piani coerenti per lo sviluppo degli aeroporti e raccomanda che questi piani siano sottoposti all'approvazione della Commissione prima della concessione di eventuali finanziamenti per progetti specifici; raccomanda altresì che questi piani regionali, nazionali o sovranazionali tengano conto non solo del trasporto aereo, ma anche di altri mezzi di trasporto pubblico con orari di viaggio simili a quelli dei voli, tra cui i treni e gli autobus, onde evitare la saturazione del mercato e aumentare la redditività del servizio;

293.  raccomanda che siano concessi fondi soltanto agli aeroporti finanziariamente sostenibili;

294.  raccomanda che la Commissione esamini tutti i nuovi progetti in base a un'analisi del bacino d'utenza onde garantire la fattibilità, tenendo conto, in ciascun caso, dell'importanza degli aeroporti regionali ai fini dell'accessibilità e della mobilità all'interno dell'Unione;

295.  è del parere che la Commissione debba monitorare attentamente e in via prioritaria gli Stati membri i cui progetti, stando alla relazione, abbiano presentato in passato problematiche particolari;

o
o   o

296.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(4) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(5) Testi approvati, P8_TA(2015)0118.
(6) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(7) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(8) Regolamento (CE, Euratom) n. 1287/2003 del Consiglio, del 15 luglio 2003, relativo all'armonizzazione del reddito nazionale lordo ai prezzi di mercato (Regolamento RNL) (GU L 181 del 19.7.2003, pag. 1).
(9) Regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 del Consiglio, del 22 maggio 2000, recante applicazione della decisione 94/728/CE, Euratom, relativa al sistema delle risorse proprie della Comunità (GU L 130 del 31.5.2000, pag. 1).
(10) Risoluzione del Parlamento europeo, del 3 aprile 2014, recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2012, sezione III – Commissione e agenzie esecutive (GU L 266 del 5.9.2014, pag. 32).
(11) Regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo a un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici a livello nazionale e dell'Unione europea e che abroga la decisione n. 280/2004/CE (GU L 165 del 18.6.2013, pag. 13).
(12) Regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289).
(13) Regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità d'esecuzione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 357 del 31.12.2002, pag. 1).
(14) Regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre 2012, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione (GU L 362 del 31.12.2012, pag. 1).
(15) Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1).
(16) Direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE (GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16).
(17) Regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio 2009, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e che modifica i regolamenti (CE) n. 1290/2005, (CE) n. 247/2006, (CE) n. 378/2007 e abroga il regolamento (CE) n. 1782/2003 (GU L 30 del 31.1.2009, pag. 16).
(18) Regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671).
(19) Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino) (GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19).
(20) Leon Braat, Patrick ten Brink (ed. et al.), The Cost of Policy Inaction: The case of not meeting the 2010 biodiversity target, Wageningen/Bruxelles, 2008, pag. 28.
(21) Valutazione della cooperazione dell'Unione europea con la Repubblica di Haiti (2008-2012), Particip GmbH, svolta per conto della Commissione, agosto 2014.
(22) Si veda anche la risoluzione del Parlamento europeo del 14 dicembre 2010 sul rafforzamento della sicurezza chimica, biologica, radiologica e nucleare nell'Unione europea - Piano d'azione CBRN dell'UE (GU C 169 E del 15.6.2012, pag. 8).


Discarico 2013: Bilancio generale dell'UE - ottavo, nono e decimo FES
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013 (2014/2077(DEC))
P8_TA(2015)0120A8-0102/2015

Il Parlamento europeo,

–  visti i bilanci finanziari e i conti di gestione dell'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013 (COM(2014)0487 – C8-0146/2014),

–  vista la relazione annuale della Commissione del 14 aprile 2014 sulla gestione finanziaria dell'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013,

–  viste le informazioni finanziarie sul Fondo europeo di sviluppo (COM(2014)0350),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività finanziate dall'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013, corredata delle risposte della Commissione(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste le raccomandazioni del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare alla Commissione per l'esecuzione delle operazioni dei Fondi europei di sviluppo per l'esercizio 2013 (05135/2015 – C8-0050/2015, 05136/2015 – C8-0051/2015, 05138/2015 – C8-0052/2015),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0286),

–  visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000(3) e modificato a Ouagadougou (Burkina Faso) il 22 giugno 2010(4),

–  vista la decisione 2001/822/CE del Consiglio, del 27 novembre 2001, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità europea ("decisione sull'associazione d'oltremare")(5),

–  visto l'articolo 33 dell'accordo interno del 20 dicembre 1995 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE(6),

–  visto l'articolo 32 dell'accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE(7),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 17 luglio 2006 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, riguardante il finanziamento degli aiuti comunitari forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2008-2013 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE e lo stanziamento degli aiuti finanziari ai paesi e territori d'oltremare ai quali si applica la parte quarta del trattato CE(8),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 74 del regolamento finanziario, del 16 giugno 1998, applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE(9),

–  visto l'articolo 119 del regolamento finanziario, del 27 marzo 2003, per il 9° Fondo europeo di sviluppo(10),

–  visto l'articolo 142 del regolamento (CE) n. 215/2008 del Consiglio, del 18 febbraio 2008, recante il regolamento finanziario per il decimo Fondo europeo di sviluppo(11),

–  visti l'articolo 93, l'articolo 94, terzo trattino, e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0102/2015),

1.  concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla chiusura dei conti dell'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013 (2014/2077(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i bilanci finanziari e i conti di gestione dell'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013 (COM(2014)0487 – C8-0146/2014),

–  vista la relazione annuale della Commissione del 14 aprile 2014 sulla gestione finanziaria dell'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013,

–  viste le informazioni finanziarie sul Fondo europeo di sviluppo (COM(2014)0350),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività finanziate dall'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013, corredata delle risposte della Commissione(12),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(13) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste le raccomandazioni del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare alla Commissione per l'esecuzione delle operazioni dei Fondi europei di sviluppo per l'esercizio 2013 (05135/2015 – C8-0050/2015, 05136/2015 – C8-0051/2015, 05138/2015 – C8-0052/2015),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0286),

–  visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000(14) e modificato a Ouagadougou (Burkina Faso) il 22 giugno 2010(15),

–  vista la decisione 2001/822/CE del Consiglio, del 27 novembre 2001, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità europea ("decisione sull'associazione d'oltremare")(16),

–  visto l'articolo 33 dell'accordo interno del 20 dicembre 1995 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE(17),

–  visto l'articolo 32 dell'accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE(18),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 17 luglio 2006 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, riguardante il finanziamento degli aiuti comunitari forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2008-2013 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE e lo stanziamento degli aiuti finanziari ai paesi e territori d'oltremare ai quali si applica la parte quarta del trattato CE(19),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 74 del regolamento finanziario, del 16 giugno 1998, applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE(20),

–  visto l'articolo 119 del regolamento finanziario, del 27 marzo 2003, per il 9° Fondo europeo di sviluppo(21),

–  visto l'articolo 142 del regolamento (CE) n. 215/2008 del Consiglio, del 18 febbraio 2008, recante il regolamento finanziario per il decimo Fondo europeo di sviluppo(22),

–  visti l'articolo 93, l'articolo 94, terzo trattino, e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0102/2015),

1.  constata che i conti annuali definitivi dell'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo si presentano come nella tabella 2 della relazione annuale della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti dell'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013 (2014/2077(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono e decimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2013,

–  visti l'articolo 93, l'articolo 94, terzo trattino, e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0102/2015),

A.  considerando che l'obiettivo principale dell'accordo di Cotonou, che costituisce il quadro normativo che disciplina le relazioni dell'Unione con gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) e i paesi e territori d'oltremare (PTOM), consiste nel ridurre e, infine, eliminare la povertà, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di integrazione progressiva dei paesi ACP e PTOM nell'economia mondiale;

B.  considerando che gli obiettivi specifici della politica di sviluppo devono essere tutelati nel quadro del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE); sottolineando che altre considerazioni relative alla politica commerciale e alla politica estera e di sicurezza non devono prescindere dalle priorità di sviluppo dell'Unione;

C.  considerando che i Fondi europei di sviluppo (FES), finanziati dagli Stati membri, sono il principale strumento finanziario dell'Unione per la cooperazione allo sviluppo con gli Stati ACP e che la Commissione è responsabile del discarico relativo ai FES;

D.  considerando che gli strumenti di prefinanziamento finanziati dalla Commissione europea hanno raggiunto l'importo di 424 milioni di EUR e che le entrate di esercizio ammontavano a 124 milioni di EUR per l'esercizio 2013;

E.  considerando che il FES ha definito i suoi settori strategici e prioritari sulla base di preferenze politiche, come pure di criteri economici e finanziari collegati a criteri di efficienza generale, e che opera con strumenti finanziari adeguati per realizzare tali priorità definite in una prospettiva sostenibile e a lungo termine;

F.  considerando che nell'ambito dei paesi in via di sviluppo vi è un'elevata esposizione al rischio intrinseco, dovuta a un contesto geopolitico, istituzionale e amministrativo frequentemente associato a un contesto instabile e fragile;

G.  considerando che il livello e la natura dell'impegno dell'Unione devono essere differenziati e subordinati a progressi misurabili in vari settori quali la democratizzazione, i diritti umani, il buon governo, lo sviluppo socioeconomico sostenibile, lo Stato di diritto, la trasparenza e la lotta alla corruzione;

H.  considerando che il ricorso a strumenti finanziari innovativi come i meccanismi di combinazione è considerato uno dei modi per ampliare la portata degli strumenti esistenti, come sovvenzioni e prestiti, e include altresì sfide in termini di controllo e di governance;

I.  considerando che è indispensabile garantire la visibilità dell'Unione e promuovere i suoi valori in tutti gli interventi dell'Unione;

J.  considerando che l'iscrizione in bilancio del FES, che consiste nella sua inclusione e integrazione nella struttura del bilancio dell'Unione, rimane una priorità per il Parlamento; considerando che l'inclusione del FES nel bilancio generale comporterebbe una maggiore sicurezza finanziaria per i paesi beneficiari, ma anche una migliore coerenza politica e un maggiore controllo democratico;

K.  considerando che il sostegno al bilancio comporta un considerevole rischio fiduciario e presenta in particolare una serie di sfide in termini di trasparenza, rendicontabilità e buona gestione finanziaria; considerando che il sostegno al bilancio esige un attento controllo e un dialogo politico tra l'Unione e il paese partner per quanto riguarda gli obiettivi, i progressi realizzati nel conseguimento dei risultati concordati e degli indicatori di risultato, nonché un'analisi dei rischi sistematica e una strategia di riduzione dei rischi che dovrebbero essere rafforzate;

Dichiarazione di affidabilità

Affidabilità dei conti

1.   accoglie con favore il giudizio della Corte dei conti, secondo cui i conti annuali definitivi dell'ottavo, nono e decimo FES relativi all'esercizio 2013 presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria degli stessi al 31 dicembre 2013, i risultati delle loro operazioni, i flussi di cassa e le variazioni dell'attivo netto per l'esercizio chiuso in tale data, conformemente alle disposizioni del regolamento finanziario del FES e ai principi contabili per il settore pubblico riconosciuti a livello internazionale;

2.  prende atto con soddisfazione dei miglioramenti conseguiti per quanto riguarda il numero e il valore dei recuperi, che sono aumentati rispetto al 2012, con 24 recuperi per un importo totale di 4,7 milioni di EUR nel 2013 contro i 13 recuperi effettuati nel 2012 per un importo di 1,3 milioni di EUR;

3.  è tuttavia profondamente preoccupato per il fatto che gli ordinatori subdelegati non rispettano ancora sistematicamente la norma in base alla quale per i prefinanziamenti d'importo superiore a 750 000 EUR la Commissione è tenuta a riscuotere gli interessi su base annua e per il fatto che l'importo delle entrate provenienti da interessi che figura nei conti è basato in parte su stime;

4.  si rammarica inoltre che gli interessi generati dai prefinanziamenti d'importo compreso fra 250 000 e 750 000 EUR non siano ancora riconosciuti come entrata finanziaria nei rendiconti, dato che lo sviluppo del Sistema integrato di gestione dell'informazione usato per le relazioni esterne (CRIS) non è ancora stato completato;

Legittimità e regolarità delle operazioni che sono alla base dei conti

5.  si compiace del fatto che, a giudizio della Corte dei conti, le entrate e gli impegni che sono alla base dei conti per l'esercizio 2013 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittimi e regolari;

6.  è tuttavia preoccupato per la valutazione della Corte dei conti circa la legittimità e la regolarità dei pagamenti che sono alla base dei conti, secondo cui i sistemi di supervisione e di controllo presso la sede centrale di EuropeAid e le delegazioni dell'Unione sono solo parzialmente efficaci nel garantire la legittimità e la regolarità dei pagamenti;

7.  si rammarica che, secondo le stime della Corte dei conti, il tasso di errore più probabile per le operazioni di spesa dell'ottavo, nono e decimo FES è del 3,4%, registrando un leggero aumento rispetto al 2012 (3%) ma rimanendo comunque inferiore al picco raggiunto nel 2011 (5,1%);

8.  prende atto che la relazione annuale della Corte dei conti concernente le attività del FES per l'esercizio 2013 indica che il tasso di errore è aumentato rispetto all'esercizio precedente e che si attesta ancora a un livello troppo elevato; esorta la Commissione ad adoperarsi per conseguire il tasso di errore concordato del 2%;

9.  prende atto e si rammarica che i pagamenti alla base dei conti siano stati inficiati in misura rilevante da errori conseguenti alle carenze individuate nei meccanismi di supervisione e di controllo; rileva che il 27% dei pagamenti erano inficiati da errori, vale a dire 45 delle 165 operazioni di pagamento controllate;

10.  prende atto dei risultati del campionamento per quanto riguarda i progetti, secondo cui delle 130 operazioni di pagamento controllate 42 (32%) erano inficiate da errori, e in particolare del fatto che 30 operazioni di pagamento su 42 erano inficiate da errori quantificabili e 17 erano pagamenti finali ordinati dopo che tutte le verifiche ex ante erano state espletate;

11.  si rammarica che, nonostante il piano d'azione correttivo introdotto nel maggio 2013, la tipologia di errori identificati sia, in larga misura, simile agli anni precedenti, vale a dire l'assenza di documenti giustificativi, l'inosservanza, da parte del beneficiario, delle norme in materia di appalti e spese non ammissibili; osserva che questi errori sono stati riscontrati anche nelle seguenti attività: i) operazioni relative ai programmi a preventivo, ii) convenzioni di sovvenzione e iii) accordi di contributo fra la Commissione e organizzazioni internazionali;

12.  esorta la Commissione a intensificare i suoi sforzi in questi specifici settori di cooperazione, ridefinendo il programma d'azione correttivo esistente, specialmente quando gli errori quantificabili denotano una debolezza nei controlli da parte delle organizzazioni internazionali riguardo al rispetto delle disposizioni contrattuali e nel quadro dello sforzo globale teso a migliorare i metodi di gestione dei rischi e i sistemi di controllo e di gestione generali;

Rischi connessi alla regolarità e all'efficacia dei meccanismi di controllo

13.  prende atto che per l'esecuzione dei FES si fa ricorso a numerosi modus operandi e a diversi metodi di attuazione (gestione centralizzata diretta e indiretta) con regole e procedure complesse, come l'appalto e l'aggiudicazione di contratti e con un'ampia copertura geografica, che presentano un elevato grado di rischio intrinseco, rendendo difficile ottimizzare i sistemi di controllo e migliorare la trasparenza del finanziamento dei FES;

14.  è profondamente preoccupato per il fatto che, secondo la valutazione della Corte dei conti, le verifiche ex ante condotte prima dell'esecuzione dei pagamenti relativi al progetto hanno ancora riscontrato delle debolezze significative;

15.  invita la Commissione a prestare una costante attenzione alla qualità e all'adeguatezza delle verifiche ex ante svolte da tutti gli attori (personale della Commissione e revisori esterni) prima che i pagamenti relativi al progetto siano effettuati, in particolare in considerazione dell'elevato rischio sul piano politico e operativo;

16.  prende atto che sia per il sostegno al bilancio (con 718 milioni di EUR di pagamenti a titolo del FES nel 2013) sia per i contributi dell'Unione a progetti finanziati da più donatori e attuati da organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite (i pagamenti a titolo dei FES sono stati pari a 458 milioni di EUR nel 2013), la natura degli strumenti e le condizioni di pagamento limitano la propensione delle operazioni all'errore;

17.  è preoccupato per il ricorrente problema degli errori riscontrati nelle domande di pagamento finali che erano state oggetto di audit esterni e di verifiche della spesa;

18.  esorta la Direzione generale per lo Sviluppo e la cooperazione (DG DEVCO) della Commissione a dar seguito alla raccomandazione emessa dalla Corte nel 2011 e a rafforzare quanto prima la capacità del suo servizio di audit interno in modo tale che possa espletare con maggiore efficienza i compiti ad esso attribuiti;

Strategia e priorità

19.  sottolinea che tutte le attività dei FES devono seguire attentamente i settori strategici e prioritari generali basati sulle preferenze politiche, come pure su criteri di efficienza economica e finanziaria, che sono di conseguenza rispecchiati nei risultati della gestione, incluse la gestione del rischio, le attività di controllo e la forma concreta degli strumenti finanziari a tal fine;

20.  richiama l'attenzione, in considerazione della crescente importanza attribuita ai risultati degli aiuti dell'Unione, sul fatto che l'Africa subsahariana è la regione che registra il maggiore ritardo per quanto riguarda gli Obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM) ed è l'unica regione al mondo in cui, secondo le proiezioni, molto probabilmente la povertà non sarà dimezzata entro il 2015; esprime preoccupazione per il fatto che la diminuzione, registrata negli ultimi anni, dei livelli di aiuto pubblico allo sviluppo destinati ai servizi sociali, in particolare ai settori dell'istruzione e della salute riproduttiva, rischia di invertire i progressi in materia di sviluppo del capitale umano;

21.  conclude che è necessario intensificare gli sforzi per accelerare il conseguimento degli OSM in Africa entro il temine del 2015; invita la Commissione a tener conto, quale base per il controllo di gestione della Corte dei conti, dell'agenda per lo sviluppo post 2015 e dei negoziati sugli obiettivi di sviluppo sostenibile una volta adottati; si compiace che i FES, che rappresentano lo strumento principale per fornire gli aiuti dell'Unione a favore della cooperazione allo sviluppo agli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), abbiano rappresentato il 45% del valore totale dei nuovi contratti conclusi dalla DG DEVCO nel 2013;

22.  rileva che nel 2013 è stato trovato un accordo sull'istituzione dell'undicesimo FES con un valore totale di circa 27 miliardi di EUR (ai prezzi 2011), congelando in tal modo i fondi al livello del decimo FES, invece di aumentarlo del 13% come aveva proposto la Commissione, nonostante il costante impegno dell'Unione ad aumentare i finanziamenti per lo sviluppo nei prossimi anni;

Monitoraggio e supervisione

23.  è seriamente preoccupato per le carenze ancora riscontrabili nel sistema di informazione gestionale relativo ai risultati e al follow-up degli audit e delle verifiche di spesa esterni, malgrado l'impegno della Commissione a migliorare la qualità dei dati del sistema CRIS negli ultimi anni;

24.  ricorda che l'attendibilità e l'accuratezza del sistema di informazione gestionale svolgono un ruolo chiave che richiede una costante vigilanza; esorta la Commissione a proseguire i suoi sforzi per sviluppare e creare nuove funzioni nel modulo di audit del proprio sistema CRIS, in particolare assicurando il follow-up di tutte le relazioni di audit e di tutti i tipi di valutazione; ritiene fondamentale disporre di sistemi di monitoraggio orientati ai risultati uniformi per fornire informazioni adeguate e affidabili sui risultati conseguiti al fine di adeguare le priorità strategiche;

25.  considerando che la maggior parte dei FES sono eseguiti nell'ambito di un regime di gestione decentrata da parte delle delegazioni dell'Unione, invita gli uffici centrali della DG DEVCO a sostenere le delegazioni nella gestione del loro portafoglio in funzione delle rispettive componenti di rischio mediante il sistema CRIS; ribadisce e incoraggia a un migliore utilizzo delle possibilità previste dalla valutazione del rischio nel quadro del follow-up delle operazioni delle delegazioni dell'Unione;

26.  accoglie con favore l'introduzione dello studio sul tasso di errore residuo nelle operazioni concluse come un esempio del contesto gestionale della DG DEVCO esistente;

27.  osserva che, in base al secondo studio nel 2013, il tasso di errore è stato stimato dalla DG DEVCO al 3,35% (equivalente a circa 228,55 milioni di EUR), contro il 3,4% risultante dalle stime della Corte dei conti; osserva con preoccupazione che le principali cause identificate sono l'assenza di documentazione soddisfacente fornita dalle organizzazioni beneficiarie, gli errori dovuti alla mancata disponibilità di elementi probatori sufficienti per accertare la regolarità delle operazioni, l'inosservanza delle procedure in materia di appalti pubblici e la mancata riscossione e correzione di taluni importi;

28.  ritiene che la definizione delle priorità potrebbe essere integrata nel piano d'azione messo a punto dalla DG DEVCO per l'attuazione di azioni attenuanti, incentrando l'attenzione sui settori specifici e più critici che destano preoccupazione e sulle opportunità di efficienza sul piano dei costi; invita la DG DEVCO a indicare nella relazione annuale di attività i progressi realizzati o le particolari difficoltà incontrate nell'attuazione del piano d'azione;

29.  è convinto che sarà utile identificare chiaramente quali attività della formazione del bilancio per attività presentano il maggior numero di carenze e di errori e il più elevato livello di vulnerabilità; ritiene che, al fine di mantenere i costi dei controlli a un livello ragionevole, il trattamento e l'analisi di questi ambiti specifici potrebbero essere effettuati secondo un piano di rotazione pluriennale;

30.  prende atto, per quanto riguarda l'efficienza sul piano dei costi dei meccanismi di controllo, che non si tratta di aggiungere altri livelli di controllo bensì di potenziare l'efficacia del quadro delle attività di controllo e la loro complementarità in base ai principi di buon governo;

31.  si compiace dell'inclusione del quadro generale dei costi nella relazione annuale di attività, inclusi i costi delle spese amministrative come pure i costi dei sistemi di monitoraggio e controllo;

32.  accoglie con favore la revisione delle relazioni sulla gestione degli aiuti esterni (EAMR), che adesso include una sintesi delle misure correttive per gli errori riscontrati, e la richiesta ai capi delle delegazioni di fornire la garanzia che aumenteranno il livello di responsabilità nella catena globale dell'affidabilità e l'esaustività delle relazioni fornite dalle delegazioni dell'Unione;

Sostegno al bilancio

33.  prende atto con interesse e si compiace dell'attuazione del nuovo approccio della Commissione al sostegno al bilancio; rileva che nel 2013 un importo totale di 660 milioni di EUR è stato destinato alle nuove operazioni di sostegno al bilancio in Africa, utilizzate in parte per realizzare l'"Iniziativa OSM" a sostegno di quei paesi che registrano ritardi in settori importanti quali la salute, l'approvvigionamento idrico, le infrastrutture igienico-sanitarie, la sicurezza alimentare e la nutrizione;

34.  considerando lo scopo del sostegno al bilancio, con il trasferimento diretto dei contributi al bilancio generale dei paesi beneficiari o a una dotazione del bilancio generale relativa a una politica o a un obiettivo specifico, insiste sul fatto che il sostegno al bilancio debba rispecchiare e collegare rigorosamente le condizioni generali di ammissibilità alla realizzazione di progressi significativi da parte dai paesi partner, in particolare nella gestione delle finanze pubbliche; accoglierebbe con favore l'elaborazione di indicatori chiave di performance vincolanti al fine di ridurre i rischi;

35.  ricorda la necessità di sostenere la lotta contro la frode e la corruzione in tutti i settori di governo contemplati dalla strategia di cooperazione dell'Unione; sottolinea che il rischio che le risorse siano deviate resta elevato e che i rischi di corruzione e di frode sono legati alla gestione delle finanze pubbliche;

36.  ribadisce la necessità di applicare indicatori chiave di performance solidi e obiettivamente verificabili a tutti i programmi di sostegno al bilancio continui; sottolinea che occorre concentrare l'attenzione sul principio di differenziazione, onde evitare un'interpretazione troppo ampia della condizionalità dell'erogazione del sostegno al bilancio; esige un forte sostegno ai meccanismi anticorruzione, visto che la corruzione sembra essere una delle questioni centrali, che riduce l'efficacia dei programmi di sostegno ed è pertanto la causa della mancanza di efficacia della cooperazione allo sviluppo europea; sottolinea quindi la necessità di rafforzare la cooperazione sulle misure di buon governo e l'attuazione di incentivi contro la corruzione;

37.  deplora che nell'utilizzo finale i fondi trasferiti dall'Unione siano fusi con le risorse di bilancio del paese partner e che di conseguenza sia impossibile tracciare i fondi dell'Unione; chiede una relazione dettagliata pubblica per quanto riguarda l'utilizzo dei fondi, al fine di aumentare la trasparenza e di garantire una più agevole tracciabilità dei fondi trasferiti dall'Unione;

38.  invita la Corte dei conti, in tale contesto, a prestare una crescente attenzione alla questione della corruzione e a tentare di quantificare e di indicare il grado di corruzione nelle sue relazioni speciali come pure nella relazione annuale di attività della Corte dei conti;

39.  chiede che la natura condizionale del sostegno al bilancio settoriale sia utilizzata sistematicamente e rafforzata e che siano definiti parametri adeguati per l'intervento dell'Unione; si compiacerebbe se tutti i programmi generali di sostegno al bilancio fossero gradualmente trasformati in programmi di sostegno al bilancio settoriali, al fine di aumentare il livello di controllo e di rendicontabilità per tutelare maggiormente gli interessi finanziari dell'Unione;

40.  sottolinea l'importanza di garantire un dialogo politico adeguato basato sugli incentivi e un monitoraggio continuo delle riforme e dei programmi settoriali, per misurare la performance e la sostenibilità dei risultati attraverso i sistemi di gestione finanziaria della Commissione per l'esecuzione del sostegno al bilancio nei paesi partner;

41.  invita la Commissione a sostenere fermamente lo sviluppo degli organi di controllo parlamentare e di vigilanza e le competenze nei paesi beneficiari, anche mediante una costante prestazione di assistenza tecnica; insiste sulla necessità che l'esistenza di un organismo nazionale di audit indipendente sia una condizione per la concessione di un sostegno al bilancio;

42.  appoggia fermamente la capacità della Commissione di bloccare il trasferimento di fondi ai paesi beneficiari quando non sono rispettate le condizionalità ex ante, in particolare le necessarie condizioni macroeconomiche; invita la Commissione a bloccare il trasferimento di fondi in quei paesi che presentino un elevato tasso di corruzione e che non intraprendono politiche mirate per combattere il fenomeno;

Cooperazione con le organizzazioni internazionali

43.  propone che nel corso della nuova legislatura si debbano compiere ulteriori passi per migliorare lo scambio di informazioni con la Banca mondiale e le istituzioni delle Nazioni Unite al fine di ottimizzare la cooperazione;

44.  ribadisce il sostegno del Parlamento alla definizione e allo scambio di buone prassi per stabilire principi fondamentali analoghi e sostenibili di affidabilità e rispetto dei regolamenti finanziari dell'Unione;

45.  appoggia la più estesa pubblicazione delle relazioni di audit delle istituzioni dell'ONU per ottenere una migliore gestione dei finanziamenti dell'Unione;

46.  ritiene che sia opportuno portare avanti il continuo ravvicinamento dei rispettivi sistemi di governance e di audit interno ed esterno per raffrontare i dati, le metodologie e i risultati;

47.  chiede che sia rigorosamente rispettata la visibilità dei finanziamenti dell'Unione nelle iniziative finanziate da più donatori, in particolare quando i finanziamenti dell'Unione sono erogati in un contesto rischioso;

48.  accoglie con favore il rafforzamento delle relazioni del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF) e della Banca mondiale con l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) attraverso l'adozione delle linee guida dell'OLAF relative allo scambio di informazioni e di strategie;

49.  ribadisce la propria preoccupazione in merito all'attuazione dell'undicesimo FES per il fatto che entità delegate possono a loro volta delegare compiti di esecuzione del bilancio ad altre organizzazioni di diritto privato in base a un contratto di prestazione di servizi, creando in tal modo una catena di rapporti fiduciari; invita la Commissione ad applicare rigorose condizioni per il subappalto e rammenta, riguardo a tali modalità di attuazione, che le entità delegate devono garantire un efficace livello di protezione degli interessi finanziari dell'Unione;

50.  chiede che vengano forniti rapidamente ulteriori chiarimenti sulla messa in comune dei fondi (inclusi i fondi fiduciari) e sui relativi rischi concernenti la regolarità delle transazioni, segnatamente quando i contributi finanziari della Commissione ai progetti a cui partecipano più donatori vanno ad aggiungersi a quelli degli altri donatori, senza essere destinati a voci specifiche e identificabili della spesa ammissibile;

51.  chiede di ricevere informazioni sullo studio preliminare dei sistemi di controllo e gestione realizzato dalla Commissione su altre organizzazioni internazionali associate; chiede inoltre informazioni sul livello di comparabilità e di coerenza dei sistemi esistenti;

52.  chiede di essere informato sulle misure preventive, attenuanti e di altra natura che potrebbero essere attivate in caso di parere divergente sul livello di affidabilità da raggiungere e sul rischio correlato implicato per l'intera spesa;

Fondo investimenti della Banca europea per gli investimenti

53.  ribadisce ed è fermamente convinto che anche il Fondo investimenti gestito dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) per conto dell'Unione dovrebbe essere soggetto alla procedura di discarico del Parlamento, visto che è finanziato con il denaro dei contribuenti europei;

54.  osserva che l'accordo tripartito di cui all'articolo 287, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che disciplina la cooperazione tra la BEI, la Commissione e la Corte dei conti per quanto riguarda le modalità di controllo da parte della Corte dei conti sull'attività della Banca in merito alla gestione dei fondi dell'Unione e degli Stati membri, dovrà essere rinnovato nel 2015; invita la BEI ad aggiornare l'ambito di competenza della Corte dei conti europea in materia, includendo qualsiasi nuovo strumento finanziario della BEI che coinvolga fondi pubblici provenienti dal bilancio dell'Unione o dal Fondo europeo di sviluppo;

55.  accoglie con favore l'inclusione nel programma di lavoro della Corte dei conti di un audit sul Fondo investimenti del FES, dando seguito alla richiesta del Parlamento nel quadro del discarico 2012, e attende l'esito di questa relazione speciale nel 2015;

56.  prende atto che la BEI sostiene progetti in contesti altamente rischiosi, segnatamente con rischi politici collegati all'instabilità dei paesi beneficiari;

57.  si compiace dell'approccio orientato ai risultati adottato dalla BEI, segnatamente con l'introduzione di un Quadro per la misurazione dei risultati, che permette la valutazione della solidità dei progetti, della loro sostenibilità finanziaria ed economica e del valore aggiunto della BEI; chiede che sia garantito un dialogo permanente sugli indicatori di misurazione e sulla convergenza dei risultati conseguiti con i partner associati;

58.  sottolinea l'importanza della politica di tolleranza zero della BEI in materia di frodi e di corruzione; ricorda la necessità di evitare di finanziare imprese coinvolte in frodi e casi di corruzione comprovati; ritiene inadeguata l'attuale politica della BEI sulle "Non-Cooperative Jurisdiction", incluso l'ultimo addendum, e considera invece opportuno che la BEI adotti subito una nuova politica sulla tassazione responsabile, secondo cui la BEI attui una "forensic review" dei "beneficial owner" delle società finanziate e, nei casi in cui i finanziamenti BEI vadano a favore di multinazionali, che quest'ultime forniscano ex ante i dati disaggregati relativi a ogni paese in cui operano dei redditi, profitti generati e oneri fiscali sostenuti;

59.  ricorda l'importanza di ottenere un ampio impatto sociale tramite i progetti finanziati dalla BEI, evitando speculazioni e privilegiando le aziende locali; chiede una valutazione annuale dettagliata dell'impatto sociale dei progetti finanziati dalla BEI;

60.  chiede che le sovvenzioni dell'Unione siano concesse solamente agli intermediari finanziari che non operano in centri finanziari offshore, che hanno un forte radicamento locale e che dispongono degli strumenti necessari per applicare un approccio favorevole allo sviluppo a sostegno delle specificità delle piccole e medie imprese in ciascun paese; chiede che la BEI non cooperi con intermediari finanziari con precedenti negativi in termini di trasparenza, frode, corruzione e impatti ambientali e sociali; sottolinea che la BEI elabora di concerto con la Commissione un elenco di criteri rigorosi per la selezione degli intermediari finanziari che viene reso pubblico;

61.  incoraggia la BEI a finanziare investimenti produttivi e a combinare i prestiti con l'assistenza tecnica, laddove necessario, per aumentare l'efficacia dei progetti e garantire un effettivo valore aggiunto dell'Unione per quanto riguarda l'addizionalità e per ottenere un maggiore impatto sullo sviluppo;

62.  ricorda che la coerenza con gli obiettivi dell'Unione è cruciale e che occorre prestare particolare attenzione alla capacità di assorbimento degli Stati ACP;

63.  chiede un accurato esame dei potenziali attori locali e intermediari durante la loro identificazione e selezione;

Finanziamenti misti

64.  riconosce che l'accresciuto interesse nei confronti del finanziamento misto è dovuto principalmente alla correlazione tra importanti sfide in materia di sviluppo e fondi pubblici fortemente limitati, il che ha portato allo sviluppo di nuove risorse finanziarie che combinano le sovvenzioni concesse dall'Unione e altri tipi di risorse diverse dalle sovvenzioni; esorta la Corte dei conti a fornire periodicamente una valutazione completa delle attività finanziate mediante la combinazione di strumenti finanziari;

65.  riconosce che combinando le sovvenzioni con risorse aggiuntive pubbliche e private (come prestiti e partecipazione al capitale) è possibile ottenere un notevole effetto leva delle sovvenzioni nonché un maggiore sviluppo e impatto delle politiche dell'Unione per sbloccare finanziamenti aggiuntivi;

66.  sottolinea che eventuali nuovi strumenti finanziari e il finanziamento misto devono essere conformi agli obiettivi delle politiche di sviluppo dell'Unione, basati sui criteri per l'aiuto pubblico allo sviluppo e fissati nel programma di cambiamento; ritiene che tali strumenti debbano essere incentrati sulle priorità dell'Unione caratterizzate dal valore aggiunto economico e dall'impatto strategico più elevati;

67.  prende atto dei risultati del riesame della piattaforma UE per i finanziamenti misti nella cooperazione esterna, avente l'obiettivo iniziale di accrescere l'efficacia, l'efficienza e la qualità dei meccanismi e strumenti di finanziamento misto esistenti;

68.  chiede l'introduzione di norme comuni in materia di governance applicabili a tali attività finanziarie, come pure la definizione di migliori prassi e di criteri di ammissibilità e valutazione ben definiti per l'uso di tali strumenti finanziari; ritiene che norme di gestione coerenti, come le relazioni strutturate, regole di controllo e quadri di monitoraggio chiari, contribuiranno a ridurre i costi di transazione o l'eventuale duplicazione dei costi, a condizione di raggiungere il più elevato livello di trasparenza e rendicontabilità;

69.  chiede, al fine di garantire il potere di controllo e di approvazione del Parlamento, che siano regolarmente trasmesse a quest'ultimo relazioni sull'uso di tali strumenti finanziari e sui risultati ottenuti, in particolare sulla valutazione dell'effetto leva e del valore aggiunto finanziario e non finanziario;

Sostegno dell'Unione alla Repubblica democratica del Congo

70.  ribadisce la propria posizione sulla situazione preoccupante nella Repubblica democratica del Congo (RDC), in particolare per quanto riguarda la riforma del sistema giudiziario e la situazione dello Stato di diritto, le finanze pubbliche e la questione della decentralizzazione;

71.  accoglie positivamente la valutazione della Corte dei conti riguardante gli aiuti allo sviluppo dell'Unione finanziati con risorse del FES; concorda sul fatto che la mancanza di volontà politica e di capacità di assorbimento è la causa principale degli scarsi risultati ottenuti nel miglioramento della governance nella RDC;

72.  prende atto che la RDC è ampiamente considerata come uno degli Stati più fragili del mondo; propone fermamente l'elaborazione di indicatori chiave di performance e di parametri vincolanti per la valutazione dell'affidabilità dei miglioramenti; propone altresì con insistenza che gli indicatori chiave di performance e i parametri siano elaborati in maniera realistica;

73.  chiede alla Commissione e al SEAE di fornire l'elenco più recente delle priorità per l'aiuto allo sviluppo europeo nella RDC per dare un seguito alla relazione di discarico dello scorso anno, che ha proposto un numero di priorità più limitato per consentire una strategia di aiuto allo sviluppo più efficace e più mirata;

Sostegno dell'UE ad Haiti

74.  ribadisce la propria soddisfazione generale riguardo al lavoro e agli sforzi compiuti dai servizi della Commissione in risposta al terremoto di Haiti nel 2010, in una situazione estremamente critica per la delegazione dell'Unione e il suo personale; si compiace, a tale proposito, che la Commissione abbia saputo rifiutarsi di erogare pagamenti a fronte dell'insufficiente evoluzione della gestione finanziaria da parte del governo di Haiti e delle carenze delle procedure di appalto pubblico nazionali;

75.  prende atto delle carenze identificate dalla Corte dei conti a livello di coordinamento e a tale proposito sottolinea l'importanza di mantenere uno stretto coordinamento tra i donatori e nell'ambito dei servizi della Commissione; chiede che gli aiuti umanitari e gli aiuti allo sviluppo siano costantemente articolati e che sia migliorato il collegamento tra aiuto d'emergenza, riabilitazione e sviluppo attraverso una piattaforma CARS (collegamento tra aiuto d'emergenza, riabilitazione e sviluppo) interservizi permanente; ritiene che occorra integrare, ove possibile, gli approcci tra ECHO e EuropeAid, con obiettivi di coordinamento chiaramente dichiarati, una coerente strategia per paese e la condivisione delle migliori prassi; invita la Commissione a instaurare un dialogo con il Parlamento; ritiene inoltre che la partecipazione della società civile locale possa potenziare l'uso della base di conoscenze locale;

76.  ricorda le raccomandazioni formulate a seguito della missione della delegazione della commissione per il controllo dei bilanci ad Haiti nel febbraio 2012 e insiste nuovamente sul tema essenziale della tracciabilità e della rendicontazione degli aiuti dell'Unione allo sviluppo, in particolare ancorando il sostegno finanziario ai risultati; invita la Commissione e il SEAE a sottolineare la natura condizionale del sostegno al bilancio settoriale;

77.  ricorda che le misure relative alla costruzione dell'apparato statale devono essere al centro della strategia dell'Unione per lo sviluppo e la chiave di volta di ogni piano d'azione per le situazioni di crisi; chiede che si definisca una buona combinazione delle politiche in linea con gli interventi dell'Unione;

78.  ritiene che tali situazioni di crisi e fragilità rendano necessario lo sviluppo di nuovi approcci, in particolare per quanto riguarda attività quali i) l'identificazione dei rischi ai diversi livelli operativi, ii) l'elaborazione di proiezioni delle probabili conseguenze e iii) lo sviluppo di strumenti volti a ridurre i rischi e le potenziali catastrofi e preparare a tali eventi e che consentano un sufficiente livello di flessibilità e di capacità di mobilitare esperti in vari settori di competenze;

79.  incoraggia la Commissione e il SEAE a lavorare in maniera più sistematica e coordinata alle quattro fasi del ciclo di gestione delle catastrofi; invita la Commissione e il SEAE a informare il Parlamento sui progressi, in particolare riguardo alla gestione dei rischi e alla preparazione, per attuare e conseguire gli obiettivi dei programmi in un contesto post-catastrofe;

80.  ricorda che in tali situazioni di crisi occorre prestare la debita attenzione alla solidità e all'efficacia operativa della struttura nazionale di governance per la gestione della riduzione dei rischi di catastrofe, quale requisito per la riuscita dell'intervento dell'Unione;

Il futuro del FES

81.  raccomanda che le strategie e le priorità per le future attività del FES siano definite con precisione e che su tale base sia costruito un sistema di strumenti finanziari, rispettando i principi di efficienza e di trasparenza;

82.  si rammarica per il fatto che, nelle nuove regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione (regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012), i FES non siano stati inclusi nel bilancio generale;

83.  rammenta che il Parlamento, il Consiglio e la Commissione hanno stabilito che tali regole finanziarie sarebbero state riviste per includere le modifiche rese necessarie dall'esito dei negoziati sul quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020, inclusa la questione del possibile inserimento del FES nel bilancio dell'Unione; fa nuovamente appello al Consiglio e agli Stati membri affinché si accordino sulla piena integrazione del FES nel bilancio dell'Unione;

84.  ritiene che la nuova legislatura offra l'opportunità politica per incoraggiare le istituzioni dell'Unione ad avviare presto una riflessione e una valutazione sullo scenario post 2020 per una possibile sostituzione dell'attuale accordo di Cotonou; ricorda che secondo il Parlamento il FES dovrebbe essere incluso nel bilancio generale al più presto possibile;

85.  è del parere che l'integrazione dei FES nel bilancio generale rafforzerà il controllo democratico coinvolgendo il Parlamento nella definizione delle priorità strategiche riguardanti l'assegnazione dei fondi e assicurerà un'esecuzione più efficace, con migliori meccanismi di coordinamento sia al livello dei servizi della Commissione sia sul terreno; chiede nuovamente alla Commissione di esaminare attentamente l'impatto finanziario dell'inclusione dei FES per gli Stati membri nella prossima valutazione e un possibile criterio di contribuzione vincolante per gli Stati membri;

86.  è convinto che la semplificazione e l'uniformazione delle norme sui FES porterà probabilmente a una riduzione del rischio di errori e inefficienze e aumenterà il livello di trasparenza e certezza del diritto; incoraggia la Commissione a proporre un regolamento finanziario unico per tutti i FES; deplora che, nell'ambito delle discussioni sul futuro accordo per l'undicesimo FES, la Commissione non abbia proposto alcuna disposizione finanziaria per snellire la gestione dei FES;

Follow-up delle risoluzioni del Parlamento

87.  invita la Corte dei conti a passare in rassegna nella sua prossima relazione annuale il follow-up dato alle raccomandazioni formulate dal Parlamento nella sua relazione annuale sul discarico.

(1) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(2) GU C 401 del 13.11.2014, pag. 264
(3) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
(4) GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3.
(5) GU L 314 del 30.11.2001, pag. 1, e GU L 324 del 7.12.2001, pag. 1.
(6) GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.
(7) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.
(8) GU L 247 del 9.9.2006, pag. 32.
(9) GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.
(10) GU L 83 dell'1.4.2003, pag. 1.
(11) GU L 78 del 19.3.2008, pag. 1.
(12) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(13) GU C 401 del 13.11.2014, pag. 264
(14) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
(15) GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3.
(16) GU L 314 del 30.11.2001, pag. 1, e GU L 324 del 7.12.2001, pag. 1.
(17) GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.
(18) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.
(19) GU L 247 del 9.9.2006, pag. 32.
(20) GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.
(21) GU L 83 dell'1.4.2003, pag. 1.
(22) GU L 78 del 19.3.2008, pag. 1.


Discarico 2013: bilancio generale dell'UE - Parlamento europeo
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Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione I – Parlamento europeo (2014/2078(DEC))
P8_TA(2015)0121A8-0082/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0147/2014)(2),

–  vista la relazione sulla gestione di bilancio e finanziaria per l'esercizio 2013, sezione I – Parlamento europeo(3),

–  vista la relazione annuale del revisore interno per l'esercizio 2013,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(4),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e l'articolo 318 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(7), in particolare gli articoli 164, 165 e 166,

–  vista la decisione dell'Ufficio di presidenza del 27 aprile 2005 sulle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo(8), in particolare l'articolo 13,

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2012 sugli orientamenti relativi alla procedura di bilancio 2013 – sezioni I, II, IV, V, VI, VII, VIII, IX e X(9),

–  vista la sua risoluzione del 29 marzo 2012 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2013(10),

–  visti l'articolo 94, l'articolo 98, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0082/2015),

A.  considerando che il Presidente ha adottato i conti dell'Istituzione relativi all'esercizio 2013 il 25 giugno 2014;

B.  considerando che, il 6 novembre 2014, il Segretario generale, in quanto principale ordinatore delegato, ha certificato con ragionevole certezza che le risorse assegnate al bilancio del Parlamento sono state utilizzate per gli scopi previsti e conformemente ai principi di sana gestione finanziaria;

C.  considerando che la revisione contabile della Corte dei conti indica, per le spese amministrative del 2013, che tutte le istituzioni hanno utilizzato in maniera soddisfacente i sistemi di supervisione e controllo prescritti dal regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012;

D.  considerando che l'articolo 166, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 prevede che tutte le istituzioni adottino ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento;

1.  concede il discarico al suo Presidente per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione I – Parlamento europeo (2014/2078(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione I – Parlamento europeo,

–  vista la decisione in data 26 febbraio 2015 del Mediatore europeo che chiude l'indagine di propria iniziativa OI/1/2014/PMC relativa alle denunce di irregolarità ("whistleblowing"),

–  visti l'articolo 94, l'articolo 98, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0082/2015),

A.  considerando che, nella sua certificazione dei conti definitivi, il contabile del Parlamento ha attestato con ragionevole certezza che i conti forniscono sotto ogni aspetto significativo un'immagine veritiera e fedele della situazione finanziaria del Parlamento europeo e che non è stato portato alla sua attenzione alcun elemento su cui esprimere riserve;

B.  considerando che la Corte dei conti, a seguito del suo audit, ha constatato che da quest'ultimo non sono emerse carenze gravi rispetto ai temi esaminati per il Parlamento europeo e che i sistemi di supervisione e di controllo, in relazione alle spese amministrative del 2013, sono risultati efficaci;

C.  considerando che, in base alla procedura abituale, è stato inviato un questionario all'amministrazione del Parlamento, le cui risposte sono state per la maggior parte discusse dalla commissione per il controllo dei bilanci, in presenza dei Vicepresidenti competenti per il bilancio, del Segretario generale e del revisore interno; che, per la prima volta, una serie di domande poste dai deputati non ha ricevuto risposta, né per iscritto né oralmente, il che ha impedito al Parlamento di disporre delle informazioni pertinenti e di prendere una decisione informata per quanto concerne determinati aspetti importanti correlati all'approvazione della gestione del Parlamento;

D.  considerando che il controllo è necessario per garantire che l'amministrazione e i responsabili politici del Parlamento rispondano del proprio operato ai cittadini dell'Unione; che sussistono sempre margini di miglioramento in termini di qualità, efficienza ed efficacia nella gestione delle finanze pubbliche;

E.  considerando che nella relazione della Corte dei conti adottata l'11 luglio 2014 si afferma che, se il Parlamento centralizzasse le sue attività, i risparmi potenziali per il bilancio dell'Unione sarebbero di circa 114 milioni di EUR l'anno;

F.  considerando che il Parlamento è l'unica, tra le istituzioni, a concedere il discarico al proprio Presidente anziché al Segretario generale o a un vicepresidente responsabile;

Conti del Parlamento europeo

1.  constata che gli stanziamenti definitivi del Parlamento per il 2013 ammontavano complessivamente a 1 750 463 939 EUR, pari al 19,07% della rubrica 5 del Quadro finanziario pluriennale accantonata per le spese amministrative delle istituzioni dell'Unione per il 2013, il che rappresentava nel complesso un aumento dell'1,9% rispetto al bilancio 2012 (1 717 868 121 EUR);

2.  rileva che le entrate totali iscritte nei conti al 31 dicembre 2013 ammontavano a 158 117 371 EUR (2012: 175 541 860 EUR), di cui 25 991 783 EUR di entrate con destinazione specifica (2012: 22 274 843 EUR);

3.  osserva che quattro capitoli hanno rappresentato da soli il 70% della totalità degli impegni: capitolo 10 (Membri dell'Istituzione), capitolo 12 (Funzionari e agenti temporanei), capitolo 20 (Immobili e spese accessorie) e capitolo 42 (Spese relative agli assistenti parlamentari);

4.  prende atto delle cifre di chiusura dei conti del Parlamento europeo per l'esercizio 2013, vale a dire:

a)  Stanziamenti disponibili (EUR)

Stanziamenti per il 2013

1 750 463 939

Riporti non automatici dall'esercizio 2012

0

Riporti automatici dall'esercizio 2012

305 457 875

Stanziamenti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2013

25 991 783

Riporti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2012

106 900 532

Totale

2 188 814 129

b)  Utilizzo degli stanziamenti nell'esercizio finanziario 2013 (EUR)

Impegni

2 162 476 429

Pagamenti effettuati

1 769 756 705

Stanziamenti riportati automaticamente, compresi quelli provenienti da entrate con destinazione specifica

384 709 057

Stanziamenti riportati non automaticamente

734 000

Stanziamenti annullati

33 114 755

c)  Entrate (EUR)

Riscosse nel 2013

158 117 371

d)  Totale bilancio al 31 dicembre 2013 (EUR)

1 573 957 198

5.  osserva che nel 2013 è stato impegnato il 99,02% degli stanziamenti iscritti nel bilancio del Parlamento, con un tasso di annullamento dello 0,8% e che, come negli esercizi precedenti, si è raggiunto un livello molto elevato di esecuzione del bilancio;

6.  sottolinea, tuttavia, che questa elevata percentuale di esecuzione del bilancio non indica se sono inclusi gli storni volti a trasferire tutti gli stanziamenti disponibili a fine anno alle linee di bilancio previste per gli immobili, segnatamente per effettuare anticipi in conto capitale e ridurre in tal modo i futuri oneri di interessi; chiede pertanto che i dati relativi all'esecuzione del bilancio gli siano comunicati prima dell'avvio della procedura degli storni "di recupero";

7.  rileva, in tale contesto, che un importo di 54 000 000 EUR è stato trasferito dalle voci di bilancio per gli stanziamenti accantonati e da altre fonti in modo da contribuire a finanziare l'ampliamento e l'ammodernamento dell'edificio Konrad Adenauer (KAD), che costituisce il principale progetto immobiliare a Lussemburgo;

8.  considera che ciò comporterà un risparmio stimato di 18 100 000 EUR in oneri finanziari per l'intero periodo di costruzione e di ammortamento del prestito; ricorda, tuttavia, ai propri organi competenti che le operazioni di prefinanziamento o di rimborso riguardo agli edifici dovrebbero rientrare nella strategia di bilancio; invita i propri organi competenti a iscrivere pertanto in bilancio con sufficiente chiarezza la politica immobiliare del Parlamento per le future acquisizioni;

9.  ricorda alla propria amministrazione che il Parlamento ha chiesto a più riprese che la politica immobiliare fosse adeguatamente iscritta in bilancio; si attende che si provveda in tal senso entro l'esercizio 2016;

10.  deplora il sempre maggiore livello dei riporti, che nel 2013 ammontavano a 305 457 875 EUR (2012: 222 900 384 EUR);

Pareri della Corte dei conti sull'affidabilità dei conti 2013 e sulla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti a tali conti

11.  si compiace del fatto che dall'audit non siano emerse gravi carenze relative ai temi esaminati per il Parlamento;

12.  ricorda che la Corte dei conti svolge una valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura nel quadro di un singolo gruppo di politiche per tutte le istituzioni dell'Unione;

13.  constata che la Corte dei conti ha rilevato che dai test eseguiti sulle operazioni si evince che il tasso di errore più probabile riscontrato per questo gruppo di politiche è pari all'1%, che pertanto tali politiche non sono inficiate da un livello di errore rilevante e che i sistemi di supervisione e di controllo sono risultati efficaci;

14.  rileva che è stato esaminato un campione di 153 operazioni di pagamento, ossia 95 per spese relative al personale, 17 per le spese immobiliari e 41 per spese di altra natura; sottolinea che le spese amministrative e di altra natura sono considerate un settore a basso rischio e invita la Corte dei conti a focalizzare la sua analisi sui settori più soggetti a errori, vale a dire la mancata conformità con le procedure di appalto, le spese immobiliari e l'esecuzione dei contratti;

15.  ricorda che una sede unica per il Parlamento europeo permetterebbe di conseguire grandi risparmi;

Relazione annuale del revisore interno

16.  osserva che, nella riunione della commissione competente con il revisore interno del 26 gennaio 2015, quest'ultimo ha presentato la sua relazione annuale firmata il 23 luglio 2014, indicando di aver svolto, nel 2013, le seguenti attività di audit in relazione all'amministrazione del Parlamento:

   incarico di consulenza sulle spese per ricevimenti e di rappresentanza delle commissioni parlamentari e delle delegazioni interparlamentari;
   follow-up trasversale delle azioni in sospeso scaturite dalle relazioni di audit interno – fasi I e II – del 2013;
   audit della consulenza esterna acquisita per lo STOA (Valutazione delle opzioni scientifiche e tecnologiche);
   esame periodico del progetto relativo all'edificio Konrad Adenauer (KAD) – fase I: governance del progetto e sistemi di gestione;
   esame del progetto di nuovo Sistema di gestione finanziaria – fase I: portata, governance, risorse e gestione dei rischi del progetto;
   audit della consulenza esterna acquisita per la Direzione generale delle Politiche esterne;
   audit degli Uffici di informazione e del processo di regolarizzazione della spesa a valere sulla cassa anticipi;

17.  sottolinea, nell'ambito dell'esame dell'audit del progetto relativo all'edificio Konrad Adenauer (KAD):

   la necessità di garantire la continua efficienza ed efficacia del partenariato con le autorità lussemburghesi per l'intera durata del progetto;
   la necessità di garantire che l'équipe addetta al progetto KAD disponga di personale sufficiente per l'intera durata del progetto;
   la necessità di definire e precisare ulteriormente le procedure di gestione e controllo finanziari applicabili all'attuazione dell'accordo di locazione concluso con la società immobiliare "SI KAD PE";

18.  chiede che venga elaborata, entro il 20 maggio 2015, una presentazione sintetica (tre pagine) delle principali conclusioni critiche contenute nella relazione annuale del revisore interno;

Audit del quadro di controllo interno del Parlamento

19.  constata che a fine 2013, dopo successivi audit di follow-up, restavano ancora da ultimare 13 delle 452 azioni originariamente approvate nell'ambito del quadro di controllo interno; prende atto dei progressi compiuti riguardo a quattro delle suddette 13 azioni, che hanno permesso di rivalutare il rischio residuo da "significativo" a "moderato";

20.  esorta la dirigenza centrale e periferica ad attuare senza ulteriori indugi le restanti "azioni in sospeso"; chiede alla dirigenza centrale e periferica di attenersi a calendari più rigorosi per le azioni da attuare; invita il revisore interno a tenere informata la commissione per il controllo dei bilanci sui progressi compiuti in merito alle azioni in questione; li esorta inoltre a quantificare i costi sostenuti e i risparmi realizzati con le nuove misure proposte nella presente risoluzione e a includere tali importi nel monitoraggio del discarico 2013;

Seguito dato alla risoluzione sul discarico 2012

21.  prende atto delle risposte scritte alla risoluzione sul discarico 2012 pervenute alla commissione per il controllo dei bilanci il 28 ottobre 2014 e della presentazione del Segretario generale relativa alle diverse domande e richieste contenute nella risoluzione del Parlamento sul discarico per il 2012, come pure dello scambio di opinioni con i deputati che ne è seguito; deplora che alcune delle raccomandazioni formulate dal PE non abbiano avuto un seguito adeguato;

22.  rileva che, dopo cinque anni di applicazione del nuovo Statuto degli assistenti parlamentari, la valutazione avrebbe dovuto essere preparata entro la fine del 2014, in base all'impegno assunto dal Segretario generale nelle risposte fornite oralmente e per iscritto sul seguito dato alle raccomandazioni del PE sul discarico 2012; chiede che la valutazione sia effettuata congiuntamente ai rappresentanti degli assistenti parlamentari accreditati (APA) della precedente legislatura che continuano a lavorare in seno al PE, che sia presentata entro il 30 giugno 2015 e che la commissione per il controllo dei bilanci sia informata del suo esito; sottolinea che, al 31 dicembre 2013, erano 1 763 gli assistenti parlamentari accreditati al servizio del Parlamento;

23.  rileva che il servizio di ristorazione ha registrato, a fine 2013, un disavanzo di 3 500 000 EUR; è sorpreso che l'aumento del 150% circa dei clienti nel periodo 2002- 2011 non abbia offerto l'occasione di riequilibrare la situazione finanziaria; ribadisce la propria richiesta, vista la seconda revisione dei prezzi (approvata dall'Ufficio di presidenza il 10 giugno 2013), che la politica dei prezzi al Parlamento non si discosti dalla prassi in vigore nelle altre istituzioni; evidenzia, ad esempio, la diversa struttura tariffaria presso i servizi di ristorazione e i bar della Commissione; segnala inoltre che il notevole incremento dei prezzi dei menu offerti non è stato accompagnato da un miglioramento per quanto riguarda la qualità o la varietà, che invece sono considerevolmente peggiorate;

24.  si interroga sul motivo del sovrapprezzo del caffè all'entrata di alcune delle sale di riunione delle commissioni parlamentari, dove costa il 20% in più rispetto al medesimo prodotto che si può trovare nello stesso tipo di macchine oppure presso i bar del Parlamento; segnala che il servizio è fornito dalla stessa impresa incaricata della ristorazione, che gestisce anche le macchine distributrici di caffè Nespresso ubicate nel Parlamento; reputa necessaria una spiegazione riguardo al costo supplementare dell'estensione del contratto stipulato dal Parlamento con l'impresa concessionaria di cui sopra;

25.  ritiene che sia opportuno attribuire una particolare importanza al miglioramento delle possibilità di accesso delle piccole e medie imprese (PMI) a tutti i mercati delle concessioni dell'Unione; è dell'avviso che la concessione assegnata dal Parlamento all'impresa attualmente responsabile della ristorazione nella sede di Bruxelles rappresenti un ostacolo alla libera prestazione di servizi, poiché priva altre PMI di diritti e opportunità commerciali di cui finora hanno avuto poche possibilità di beneficiare; chiede che sia valutata la possibilità di introdurre nei contratti di concessione un certo margine di flessibilità, tale da garantire che altri operatori dispongano di un accesso effettivo e non discriminatorio a determinati servizi specifici; è del parere che ciò favorirà altresì un utilizzo più ottimale delle risorse e consentirà di disporre di servizi di qualità superiore al miglior prezzo;

Discarico 2013 del Parlamento

26.  prende atto dello scambio di opinioni tra i Vicepresidenti competenti per il bilancio, il Segretario generale e la commissione per il controllo dei bilanci, svoltosi il 26 gennaio 2015 alla presenza del membro competente della Corte dei conti e del revisore interno;

27.  ribadisce una volta di più che i propri organi direttivi e la propria amministrazione devono rispondere delle risorse messe a disposizione del Parlamento per tutta la durata del discarico e che è pertanto essenziale che l'intero processo decisionale si svolga nella massima trasparenza, per garantire che i cittadini dell'Unione abbiano un quadro veritiero e preciso del modo in cui il Parlamento adotta le sue decisioni e usa le risorse a sua disposizione;

28.  deplora che il Segretario generale non abbia risposto a una serie di domande poste dai deputati; ribadisce che la supervisione effettiva dell'esecuzione del bilancio del Parlamento ha sempre richiesto una stretta cooperazione tra l'amministrazione del Parlamento e la commissione per il controllo dei bilanci; sollecita, di conseguenza, il Segretario generale a completare il questionario rispondendo per iscritto ai seguenti quesiti:

Quadro strategico di esecuzione per il Parlamento europeo

Documenti strategici

Strategia relativa alle misure di efficienza delle risorse

Deputati al Parlamento europeo

Direzione generale della ComunicazioneStrategia di comunicazione e preparazione della campagna d'informazione per le elezioni del 2014

Assistenti parlamentari accreditati (APA)

Direzione generale delle Infrastrutture e della logisticaServizi di ristorazione

Direzione generale della Sicurezza e della protezione

   a) Nella presentazione del Quadro strategico di esecuzione (SEF) per il Parlamento europeo effettuata il 3 giugno 2014, il Segretario generale ha indicato che il SEF è basato su una teoria accademica elaborata dalla Stanford School of Engineering di Palo Alto (California). Può il Segretario generale spiegare quale è stato il percorso o la procedura che ha portato il Parlamento a scegliere questa teoria quale base per il SEF? Sono state considerate, studiate e raffrontate altre teorie, elaborate da università o istituti specializzati diversi, in particolare europei, o da altre istituzioni internazionali, prima che il Parlamento optasse per quella di Stanford? Se sì, perché è stata scelta la teoria elaborata dalla Stanford School of Engineering? Come è stata presa la decisione e da chi?
   b) Il Parlamento può utilizzare la teoria di Stanford gratuitamente o è tenuto a versare diritti di qualche tipo? In quest'ultimo caso, a quanto ammontano tali diritti?
   c) Nel quadro dell'elaborazione del SEF il personale del Parlamento ha dovuto seguire formazioni specifiche a Stanford o presso altre istituzioni accademiche? Se sì, quali membri del personale (gradi e funzioni) hanno partecipato a tali formazioni? Quale è stato il costo della formazione per ciascun partecipante? Sono previste altre formazioni in futuro? Se sì, quante e a quale costo?
   d) Si prevede di avviare una discussione interservizi o con il Comitato del personale e i sindacati riguardo al SEF? Quali saranno le modalità e le tempistiche dell'attuazione del SEF e i costi previsti?
   e) Negli ultimi mesi il Segretario generale ha presentato all'Ufficio di presidenza una serie di documenti strategici sul funzionamento del Parlamento, che avranno un'incidenza decisiva non solo sulla vita amministrativa ma anche sull'approccio del PE alla legislazione e alle politiche dell'UE. Tenuto conto dell'importanza di questi documenti per l'organizzazione e l'evoluzione futura del nostro lavoro, perché non è stata predisposta una procedura di discussione e di decisione che prevedesse la partecipazione di tutte le parti interessate, e non solo dell'Ufficio di presidenza del Parlamento?
   f) Prima di proporre e di applicare i nuovi orari per le riunioni, è stata realizzata una valutazione dell'impatto che tali modifiche avranno sull'organizzazione del lavoro dei deputati (limitazione delle fasce orarie per riunioni, riunioni di lavoro, incontri con organizzazioni e cittadini, ecc., al di fuori delle riunioni ufficiali)? Perché i deputati non sono stati consultati su una decisione che riguarda così direttamente l'organizzazione del loro lavoro?
   g) Dal momento che è operativo da svariati mesi, qual è il bilancio sul funzionamento dello sportello unico per la fornitura di servizi parlamentari ai deputati?
   h) L'Evento europeo per i giovani tenutosi nel maggio 2014 nell'ambito della suddetta campagna ha portato 5 000 giovani a Strasburgo. Durante la preparazione di tale evento si è tenuto conto della situazione economica in Europa e del modo in cui i giovani europei potrebbero percepire le spese sostenute per un evento di tale portata?
   i) Il concetto "ACT, REACT, IMPACT" è generalmente considerato un successo? Quali sono gli indicatori di performance per misurare tale successo? Come viene usato il concetto dopo le elezioni? È stata elaborata una relazione di valutazione dopo le campagne legislative e di valore del PE? Si prega di fornire alla commissione per il controllo dei bilanci una copia della valutazione.
   j) Quale valutazione è stata fatta sul programma pluriennale di sovvenzioni 2012-2014 volto ad aumentare la consapevolezza sul ruolo del Parlamento europeo? Tali valutazioni possono essere messe a disposizione della commissione per il controllo dei bilanci?
   k) L'efficacia dello strumento per l'assunzione degli assistenti parlamentari accreditati "APA-PEOPLE", introdotto all'inizio della nuova legislatura, è già stata valutata?
   l) Per quale ragione si è registrato un ritardo di parecchi mesi nell'inserimento di alcuni APA nei pertinenti indirizzari del PE (assistenti dell'8a legislatura, Bruxelles), il che ha impedito che ricevessero informazioni sul loro lavoro? Sono state adottate misure al riguardo?
   m) Vorrebbe sapere per quale motivo nell'edificio SQM i prezzi risultano del 25% superiori a quelli della mensa ASP e si chiede se ciò non ostacola l'obiettivo di ridurre il sovraffollamento della mensa ASP?
   n) Quali misure sono state identificate per aumentare la sicurezza dopo le recenti violazioni, in particolare quella del 7 ottobre 2014 ad opera di manifestanti curdi? Il "Nuovo concetto di sicurezza globale" sarà aggiornato?
   o) Il Parlamento ha acquistato un sistema di riconoscimento elettronico per le targhe delle automobili? Quale è stato il costo? Il sistema è stato installato e utilizzato agli ingressi del garage per controllare se la targa corrisponde alle informazione riportate sul tesserino di accesso?

29.  raccomanda, ai fini di una maggiore trasparenza ed efficacia dell'attività politica e amministrativa del Parlamento europeo, che tutti gli ordini del giorno e i processi verbali delle riunioni, come pure le decisioni assunte dagli organi decisionali del Parlamento, siano comunicati in modo immediato e generale a tutti i deputati e al personale del Parlamento, nonché al pubblico in generale; ricorda l'utilità della vecchia commissione per il regolamento come forum preposto a discutere e migliorare, in modo trasparente e pubblico, non soltanto la procedura normativa, ma anche gli affari interni del Parlamento; raccomanda, in tal senso, l'istituzione di una commissione neutra per il regolamento e gli affari interni per consentire il trattamento di tutte le questioni in parola, le quali saranno successivamente legittimate dalla plenaria del Parlamento;

30.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che il Parlamento abbia destinato 17 800 000 EUR ad attività promozionali che costituivano la campagna elettorale istituzionale nel biennio 2013-2014, e ciononostante l'affluenza alle urne alle elezioni europee del 2014 ha fatto registrare un nuovo calo, attestandosi al 42,54% (rispetto al 43% registrato nel 2009); sollecita l'adozione di una nuova strategia intesa a incrementare l'attrattiva delle elezioni europee negli Stati membri;

31.  sottolinea che è prevista per il giugno 2015 la presentazione della relazione di valutazione esterna ex post della strategia di comunicazione per le elezioni del 2014; chiede che la data di pubblicazione sia comunicata alla commissione per il controllo dei bilanci; si attende che tale relazione includa un'analisi dettagliata dei fondi;

32.  osserva che, come emerge dal sondaggio Eurobarometro del Parlamento europeo (EB/EP 82.5), durante la campagna elettorale del 2014 il 23% degli intervistati ha dichiarato di avere un'immagine molto negativa del Parlamento e il 43% un'immagine neutra; sottolinea che l'analisi dei media suggerisce che un'immagine negativa è spesso associata al regime finanziario applicabile ai deputati, ad esempio indennità e salari, e al bilancio del Parlamento in generale; è pertanto convinto che per migliorare la fiducia e il sostegno nei confronti del Parlamento siano necessari miglioramenti strutturali, ad esempio assicurando completa trasparenza e rendicontabilità in relazione alle indennità per spese generali;

33.  prende atto dell'istituzione della nuova Direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare, che fornirà una consulenza accademica indipendente rivolta principalmente ai singoli deputati, integrando così l'attività dei dipartimenti tematici, che rispondono alle esigenze degli organi parlamentari;

34.  accoglie con favore la creazione di un servizio per la valutazione d'impatto della legislazione dell'Unione; chiede che tale servizio si concentri sui compromessi negoziati dal Parlamento e sulle modifiche apportate dal Parlamento alle proposte della Commissione; chiede che, entro il 30 ottobre 2015, sia elaborato un piano per una valutazione tempestiva della legislazione e del suo impatto, che questo servizio sia promosso presso i deputati e che sia fornita una presentazione dei costi complessivi; esorta il servizio a tenere scambi regolari con i servizi corrispondenti della Commissione, del Consiglio e dei parlamenti nazionali;

35.  prende atto dell'accordo di cooperazione tra il Comitato economico e sociale europeo, il Comitato delle regioni e il Parlamento, che è stato infine firmato il 5 febbraio 2014 e la cui prima fase ha previsto un trasferimento consistente di personale da entrambi i comitati al nuovo Servizio di ricerca parlamentare (EPRS); è del parere che occorra migliorare l'efficacia della cooperazione interistituzionale e ritiene che la messa in comune delle competenze e del potere d'acquisto in settori in cui le istituzioni hanno bisogno di assistenza dello stesso tipo dovrebbe incidere positivamente sui risultati e ridurre i costi generali; auspica che lo sviluppo dell'accordo in parola fra le tre istituzioni contribuisca al raggiungimento degli obiettivi sopra citati, avvenga in modo equilibrato e arrechi vantaggi, equamente distribuiti, alle tre istituzioni; chiede a ciascuna di queste istituzioni di elaborare, trascorso un anno dall'avvio della collaborazione, una valutazione individuale dell'impatto dell'accordo sotto il profilo delle risorse umane, della spesa, delle sinergie, del valore aggiunto e dei contenuti;

36.  prende atto dell'istituzione della Direzione generale della Sicurezza e della protezione; rammenta che l'internalizzazione dei propri servizi di sicurezza ha generato risparmi per 195 000 EUR nel 2013 e dovrebbe permettere di risparmiare oltre 11 milioni di EUR nel periodo 2013-2016; ritiene opportuno negoziare con il governo belga un maggior contributo alla sicurezza del Parlamento in virtù del fatto che il Belgio trae vantaggio economico dalla presenza delle istituzioni europee sul suo territorio; chiede che entro il 30 settembre 2015 sia presentata alla commissione per il controllo dei bilanci una valutazione della qualità dei servizi di sicurezza prima e dopo la creazione della Direzione generale della Sicurezza e della protezione; insiste affinché sia condotto uno studio comparativo sui sistemi di sicurezza delle altre istituzioni;

37.  ribadisce che si deve attribuire la massima priorità al mantenimento della sicurezza presso gli edifici del Parlamento e nelle immediate vicinanze; chiede, in questo contesto, il miglioramento della sicurezza nei parcheggi;

38.  esprime preoccupazione per la mancanza di parità in seno all'amministrazione alla luce del fatto che, al 31 dicembre 2013, le donne rappresentavano il 29% dei capi unità, il 34% dei direttori e il 33% dei direttori generali; chiede che sia predisposto un piano di pari opportunità, con particolare riferimento ai posti dirigenziali, onde porre rimedio quanto prima a questo squilibrio;

39.  chiede che nell'assegnazione dei posti ai livelli dirigenziali dell'amministrazione del Parlamento sia garantito un equilibrio in relazione al paese di origine; si attende che sia elaborata, entro la fine del 2015, una relazione sui progressi realizzati nel conseguimento di questo obiettivo;

40.  chiede che gli sia trasmesso, entro la fine del 2015, un quadro annuale dell'evoluzione del personale e delle spese relative al personale, ripartite per grado e livello dirigenziale; chiede all'amministrazione del Parlamento di indicare se studi analoghi, riguardanti le amministrazioni di assemblee parlamentari internazionali, potrebbero contenere conclusioni importanti per l'attività del Parlamento; osserva che anche il lavoro esternalizzato a specialisti dovrebbe essere incluso nelle relazioni onde promuovere l'etica della trasparenza e soddisfare nel contempo il miglior interesse degli elettori; osserva con preoccupazione che il nutrito numero di membri del personale nell'ufficio del Presidente del Parlamento europeo, costituito da un organico di 35 persone, e che include due autisti e un usciere personale, è altamente discutibile e costituisce un cattivo esempio per la riduzione dei costi e la responsabilità di bilancio all'interno del Parlamento;

41.  constata che le misure di attuazione del codice di condotta dei deputati sono state adottate dall'Ufficio di presidenza il 15 aprile 2013; esprime tuttavia preoccupazione per la mancata attuazione del codice di condotta e per le differenze di interpretazione segnalate da una coalizione di ONG(11), e chiede un rafforzamento della posizione del comitato consultivo, cui deve essere conferito il diritto di iniziativa affinché possa avviare controlli a campione sulle dichiarazioni di interessi fornite dai deputati;

42.  accoglie con favore il fatto che i deputati devono dar prova di maggiore trasparenza riguardo alle attività secondarie che svolgono parallelamente al loro mandato parlamentare; ricorda, tuttavia, che i deputati al Parlamento europeo, analogamente ai deputati ai parlamenti nazionali, non hanno un mandato esclusivo e possono pertanto esercitare altre attività professionali; è del parere che un modello di dichiarazione più dettagliato per i deputati contribuirebbe ad accrescere la trasparenza e ad evitare potenziali conflitti d'interesse; chiede al Segretario generale di istituire una banca dati pubblica, accessibile dal sito web del Parlamento, di tutte le attività secondarie svolte dai singoli deputati;

43.  sottolinea la necessità di una maggiore trasparenza nelle indennità per spese generali dei deputati; invita l'Ufficio di presidenza ad adoperarsi per definire regole più precise per quanto concerne la contabilizzazione delle spese autorizzate nell'ambito di tale indennità, senza determinare costi aggiuntivi per il Parlamento;

44.  esprime preoccupazione per l'assenza di verifiche ex post sull'uso delle auto di servizio da parte dei deputati e mette in discussione il fatto che al Presidente del Parlamento sono messe a disposizione due auto di servizio;

45.  si compiace del fatto che la riduzione del 5% delle spese di viaggio dei deputati e delle spese di missione del personale abbia permesso di risparmiare 4 milioni di EUR nel 2013; ritiene opportuno perseguire una politica rigorosa di riduzione delle spese di viaggio tramite accordi negoziati con le compagnie aeree; invita il Segretario generale a presentare proposte in tal senso;

Gestione del regime di sovvenzioni per i gruppi di visitatori

46.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che la Corte dei conti, nella sua analisi panoramica della gestione finanziaria del bilancio dell'Unione, ha definito un "elemento ad alto rischio" la prassi di pagare in contanti il rimborso delle spese sostenute dai gruppi di visitatori; sottolinea che nel 2013 il 73% delle sovvenzioni è stato pagato in contanti e soltanto il 27% tramite bonifico bancario; è preoccupato per l'elevato rischio per la reputazione del Parlamento e il grave rischio di sicurezza che comporta il pagamento in contanti ai gruppi di visitatori;

47.  sottolinea la necessità e l'importanza di informare i gruppi di visitatori, prima della loro visita, in merito ai mezzi di trasporto sostenibili con cui raggiungere il Parlamento; raccomanda l'introduzione di tassi di rimborso diversi in funzione del mezzo di trasporto scelto e del relativo livello di emissioni;

48.  sottolinea che, per realizzare risparmi a lungo termine nel bilancio dell'Unione, il Parlamento e il Consiglio devono affrontare la questione della necessità di una tabella di marcia in vista dell'istituzione di una sede unica, come sostenuto dal Parlamento in diverse risoluzioni precedenti;

Direzione generale delle Politiche interne e Direzione generale delle Politiche esterne

49.  richiama l'attenzione sui costi relativi al 2013 delle delegazioni, delle assemblee parlamentari paritetiche, delle delegazioni ad hoc e delle missioni di osservazione elettorale al di fuori dell'Unione, che ammontavano a circa 5 794 360 EUR; chiede che sia elaborata, entro la fine del 2015, una presentazione dei costi per questi settori per il periodo che va dal 2005 al 2015;

50.  rileva con preoccupazione che il costo di una delegazione a un'assemblea parlamentare è ammontato a 493 193 EUR; invita l'Ufficio di presidenza a elaborare principi semplici ma efficaci per una più economica struttura dei costi per le missioni delle delegazioni, tenendo conto in particolare della loro importanza politica, della durata e dei risultati;

Delegazioni interparlamentari

51.  reputa urgente e importante sviluppare e rendere più ricche di contenuti le pagine web delle delegazioni interparlamentari; considera altrettanto fondamentale che, nella misura in cui il bilancio lo consente, le riunioni pubbliche delle delegazioni siano trasmesse in diretta in streaming, al pari delle riunioni delle commissioni parlamentari;

Direzione generale della Comunicazione

52.  deplora che il programma pluriennale di sovvenzioni 2012-2014, inteso a sensibilizzare l'opinione pubblica sul ruolo del Parlamento, sia costato circa 14 500 000 EUR; esprime dubbi quanto al fatto che tale programma di sovvenzioni illustri le competenze fondamentali del Parlamento e i compiti che gli derivano dalle sue prerogative in materia legislativa, di bilancio e di discarico; invita la propria amministrazione a fornire alla commissione per il controllo dei bilanci una valutazione esterna su tale programma di sovvenzioni in tempo utile per la procedura di discarico 2014;

53.  chiede che gli sia trasmesso un quadro completo di tutte le sovvenzioni a titolo del bilancio del Parlamento per i progetti di comunicazione, che indichi i relativi importi e i beneficiari;

54.  chiede che gli sia trasmessa una ripartizione delle eventuali spese relative alle organizzazioni "MEP Ranking" e "Vote Watch Europe" a carico del bilancio del Parlamento; si rammarica del fatto che tali organizzazioni valutino le attività dei deputati sulla base di criteri quantitativi, cosa che può dar luogo ad un tipo di incentivi non corretto e generare attività superflue; è del parere che i deputati si trovino di fronte ad una progressiva burocratizzazione e ad una restrizione ancor maggiore della loro libertà di esercizio del mandato;

EuroparlTV

55.  ricorda che la dotazione di EuroparlTV ammontava a 8 000 000 EUR nel 2013 e a 5 000 000 EUR nel 2014 e si compiace del fatto che i risultati di tale servizio siano migliorati grazie all'avvio di una serie di nuove attività e progetti; rileva che tra il 2012 e il 2014 il numero medio di video guardati mensilmente è passato da 53 000 a 400 000;

56.  ricorda che, in seguito alla decisione dell'Ufficio di presidenza del 12 dicembre 2012, è stato avviato uno studio esterno nel 2014 per dare un input sulla futura evoluzione del servizio video web del Parlamento (Europarl TV); rileva che le raccomandazioni dello studio andranno attuate nel corso del primo semestre del 2015;

Premio LUX

57.  constata che la spesa per il Premio LUX nel 2013 ammontava a 448 000 EUR, in linea con i costi del 2012 (434 421 EUR) e ha riguardato:

   la procedura relativa alla selezione ufficiale e al concorso;
   le attività di comunicazione a Bruxelles e a Strasburgo;
   le attività di sensibilizzazione dei deputati e dei partner specializzati del mondo dell'informazione, nonché del pubblico in generale;
   i costi di sottotitolazione in 24 lingue ufficiali;
   la creazione della versione adattata del film vincitore per persone ipoudenti o ipovedenti;
   la partecipazione del Parlamento ai grandi eventi cinematografici europei per promuovere il Premio LUX;

58.  chiede che siano identificate misure di efficienza nel suo bilancio;

59.  chiede che venga effettuato un sondaggio rappresentativo presso i deputati entro la fine del 2015, per rilevare se il Premio LUX è ben conosciuto e, nel caso, in che modo esso è considerato nei rispettivi Stati membri;

Uffici di informazione

60.  rileva con preoccupazione che nel 2013 le spese di missione degli Uffici di informazione ammontavano a 1 839 696 EUR, di cui 1 090 290 EUR per le missioni a Strasburgo; deplora che il costo delle missioni dagli Uffici di informazione a Strasburgo sia cresciuto del 7% circa dal 2012, con un ulteriore aumento del 2% dovuto alla creazione del nuovo Ufficio di informazione in Croazia; chiede che vengano indicate nel dettaglio le principali motivazioni delle missioni del personale degli Uffici di informazione a Strasburgo e a Bruxelles; chiede che gli sia trasmesso un quadro delle missioni effettuate da ciascun Ufficio di informazione negli anni 2005, 2010 e 2015 a fini di comparazione; insiste sulla necessità di privilegiare il ricorso alle videoconferenze, che comporterebbe riduzioni strutturali dei costi a carico del bilancio del Parlamento, oltre ai vantaggi ambientali, senza che l'attività parlamentare ne risenta;

61.  rileva che i siti web di diversi Uffici di informazione negli Stati membri non sono stati aggiornati dalle elezioni; richiama l'attenzione sulle implicazioni che ciò potrebbe avere per la credibilità del Parlamento presso il grande pubblico; insiste affinché sia svolta un'indagine sull'utilizzo dei finanziamenti destinati agli Uffici di informazione che illustri le importanti variazioni dei costi delle connessioni a Internet tra i vari Stati membri;

Logo del Parlamento

62.  osserva che il logo del Parlamento europeo è cambiato; esprime il suo disaccordo per non essere stato, ancora una volta, informato di una decisione in tempi adeguati; chiede ai servizi responsabili di spiegare i motivi che hanno determinato il cambiamento in parola, quale sia stato il processo decisionale e quali siano i costi che tale cambiamento ha comportato;

63.  chiede un riepilogo dettagliato di tutti i costi esterni ed interni imputati al Parlamento e relativi alla Casa della Storia europea, distinti in base alle spese di progettazione (compresa la progettazione preliminare), le spese d'investimento e le spese di gestione (compresa la riserva per i lavori di costruzione e manutenzione, le spese di carattere personale, le spese di esposizione); rileva che la Commissione contribuisce al finanziamento della Casa della Storia europea con una dotazione annuale di 800 000 EUR; osserva che la Casa della Storia europea avrà effetti positivi non soltanto per le istituzioni dell'Unione ma anche per lo Stato belga sotto forma di una nuova attrazione turistica in grado di generare entrate; raccomanda, pertanto, che lo Stato belga sia invitato a sostenere la realizzazione della Casa della Storia europea;

Direzione generale del Personale

64.  prende atto del fatto che, in linea di principio, il personale del Parlamento (funzionari permanenti) può essere assunto soltanto tramite concorso pubblico che circa il 10% dei candidati supera ad un'età media di 34 anni; mostra preoccupazione dato che, nonostante il fatto che l'occupazione giovanile sia una delle più alte priorità dell'Unione, le istituzioni dell'Unione, compreso il Parlamento, mancano totalmente di una politica di stimolo dell'occupazione dei giovani di età inferiore ai 30 anni;

65.  sottolinea la difficoltà di assumere funzionari o agenti provenienti, in particolare, da determinati Stati membri; rileva che le attuali tabelle retributive e il grado d'ingresso offerti dalle istituzioni sono meno interessanti per il nuovo personale; sottolinea che non offrono né stipendi competitivi né prospettive di carriera interessanti per molti cittadini degli Stati membri dell'UE-15, in particolare per quanti stanno raggiungendo l'età del pensionamento; insiste che tale circostanza, associata alla riduzione inevitabile delle dimensioni dell'amministrazione pubblica europea, provocherà in un futuro immediato una riduzione della qualità dei servizi prestati e un rischio di un crescente squilibrio geografico;

66.  chiede un esame delle attività organizzate e finanziate dal Comitato del personale, analizzando in dettaglio il tipo di attività, le spese sostenute e la conformità con la sana gestione finanziaria;

67.  chiede alla DG Personale e ai servizi responsabili di promuovere attivamente la nomina di donne agli incarichi direttivi in seno al Parlamento o di valutare i motivi per la mancanza di parità e proporre misure atte a facilitare l'integrazione delle donne nelle alte cariche dell'amministrazione del Parlamento;

68.  prende atto dell'elevato costo degli "away days" e di eventi simili per il personale nel 2013 (140 730 EUR per 8 eventi); ritiene che, in un'epoca di crisi e di tagli di bilancio generali, i costi degli "away days" del personale delle istituzioni dell'Unione debbano essere proporzionati e che tali eventi dovrebbero realizzarsi, nella misura del possibile, nelle stessi sedi delle istituzioni, dato che il valore aggiunto degli stessi non giustifica spese tanto elevate;

Assistenti parlamentari

69.  esprime il proprio sostegno per le misure adottate per organizzare la gestione del termine del contratto di circa 1 700 assistenti parlamentari accreditati (APA) dinanzi alla fine della settima legislatura e all'inizio dell'ottava, e in particolare l'applicazione APA-People; ritiene, tuttavia, che sarebbe stato necessario dotare di più personale amministrativo alcuni servizi implicati nella procedura di assunzione degli APA per renderla più rapida ed efficiente; sottolinea che le risorse umane e tecniche non sono state sufficienti per evitare ritardi nella firma dei contratti di alcuni assistenti, interruzioni di contratti e ritardi nel pagamento delle diarie e di altre indennità e quindi degli stipendi; riconosce, tuttavia, che la procedura è migliorata in modo manifesto rispetto al 2009 e che il Parlamento deve continuare a lavorare per migliorare la rapidità e la fluidità della procedura di assunzione; è preoccupato per il fatto che non si offra una soluzione agli APA che hanno subito una riduzione dei loro diritti dato che è stata diminuita, almeno di un mese, la durata del loro contratto a causa dell'anticipo delle elezioni al Parlamento; insiste che si debba adeguare la legislazione relativa al tempo necessario per l'accesso ai diritti di pensionamento alle vicissitudini del ciclo parlamentare reale;

70.  si rammarica che la relazione sociale del Parlamento corrispondente al 2013 - così come quelle precedenti - includa soltanto in minima parte i dati corrispondenti agli APA nonostante essi rappresentino il 29,4% del personale del Parlamento; chiede la rettifica di questa carenza, data l'importanza fondamentale di tale documento per il miglioramento della gestione delle risorse umane dell'istituzione;

71.  si rammarica per la sentenza del Tribunale della funzione pubblica, del 12 dicembre 2013, nella causa F-129/12 e si rammarica profondamente che il Parlamento sia stato condannato per il fatto di non essere in grado di prestare assistenza a un'assistente parlamentare accreditata nel caso di molestie e di licenziamento irregolare; prende atto della creazione, su decisione dell'Ufficio di presidenza del 14 aprile 2014, del Comitato consultivo per la prevenzione del mobbing sul posto di lavoro, volto ad evitare questo tipo di situazioni per gli APA; mostra preoccupazione, tuttavia, per lo squilibrio nella composizione del Comitato, composto da tre Questori, un rappresentante dell'amministrazione e un rappresentate degli APA; prende atto che, almeno fino a novembre 2014, il Comitato aveva trattato tre casi in cui "i Questori avevano deciso che non sussistevano motivi per azioni ulteriori"; chiede pertanto all'Ufficio di presidenza di rivedere la sua decisione riguardo alla composizione del Comitato in modo che questo possa avere una composizione più equilibrata che includa almeno due rappresentanti degli APA;

72.  prende atto con preoccupazione dell'elevata percentuale di abbandono dei corsi di lingua da parte degli APA, pari al 32% rispetto all'8% per il resto del personale statutario; chiede di modificare i corsi di lingua per garantire che siano più adattati alle circostanze specifiche del lavoro degli APA;

73.  chiede di esaminare le possibili ragioni dell'ampia disparità tra gli APA e il resto del personale per quanto riguarda il ricorso al congedo per malattia;

74.  attira l'attenzione sul fatto che gli APA percepiscono indennità di soggiorno per lo spostamento a Strasburgo del 30-45% più basse rispetto al resto del personale statutario; attira altresì l'attenzione sul fatto che tra gli stessi APA vi siano tre livelli di rimborso di tali spese e che sia contemplata anche la possibilità di non rimborsare la missione a Strasburgo; chiede che l'Ufficio di presidenza adotti le misure necessarie per porre termine a questa disuguaglianza ed equiparare i diritti degli APA a quelli del resto del personale statutario;

75.  esprime preoccupazione per la notevole differenza del numero di assistenti locali al servizio di ciascun deputato, che nel 2013 oscillava tra zero e 43; chiede che sia svolta un'indagine per valutare se le procedure di assunzione siano state rispettate nei casi con un alto numero di assistenti locali nonché i motivi di tali numeri; chiede una valutazione delle procedure di assunzione degli assistenti locali e proposte relative a una loro semplificazione per evitare un numero eccessivo di assistenti locali per deputato; invita a garantire una maggiore trasparenza in merito all'assunzione degli assistenti locali e ai prestatori di servizi; chiede che sia pubblicato su internet un elenco di tutti i prestatori di servizi impiegati dai deputati;

76.  richiama l'attenzione sul fatto che l'articolo 43, lettera d), delle misure di attuazione dello statuto dei deputati, adottato nel luglio 2008, esclude la possibilità per i deputati di assumere come assistenti il proprio coniuge o il partner stabile in un'unione di fatto o genitori, figli, fratelli o sorelle;

77.  è preoccupato del ritardo nell'adozione delle norme interne sulle denunce di fatti sospetti; invita a procedere alla loro attuazione senza ulteriori indugi;

Direzione generale delle Infrastrutture e della logistica

Politica immobiliare del Parlamento

78.  constata che, nei suoi tre luoghi di lavoro, il Parlamento occupa 1,1 milioni di m2 ed è proprietario dell'81% di tale superficie; considera della massima importanza stabilire misure adeguate per garantire la sostenibilità degli edifici del Parlamento a fronte dell'aumento dei costi di manutenzione;

79.  chiede la conclusione di un accordo di cooperazione tra il Parlamento e la Commissione sulla gestione congiunta delle Case d'Europa allo scopo, da un lato, di definire un quadro per una programmazione pluriennale di prospezioni immobiliari ai fini dell'acquisto o della locazione di immobili e, d'altro lato, di semplificare le procedure amministrative e finanziarie per la gestione quotidiana;

80.  constata che la Casa d'Europa a Sofia è pienamente operativa dal luglio 2013; rileva che i difetti e la mancata conformità della struttura dell'edificio sono stati imputati al venditore prima della firma dell'atto di acquisto;

Direzione generale dell'Interpretazione e delle Conferenze e Direzione generale della Traduzione

81.  rileva con soddisfazione che l'attuazione della decisione dell'Ufficio di presidenza sul multilinguismo efficiente nell'uso delle risorse ha permesso di risparmiare, nel 2013, 15 milioni di EUR e 10 milioni di EUR rispettivamente nei servizi di interpretazione e di traduzione, senza pregiudicare il principio del multilinguismo o inficiare la qualità dell'attività parlamentare; ribadisce che la cooperazione interistituzionale è indispensabile per lo scambio delle migliori prassi che favoriscono l'efficacia e consentono di realizzare economie;

Direzione generale delle Finanze

Fondo di vitalizio volontario

82.  osserva che a fine 2013 il deficit attuariale stimato del Fondo di vitalizio volontario, calcolato sulla base degli attivi del fondo, era aumentato a 197,5 milioni di EUR; sottolinea che le passività future stimate sono distribuite su un periodo di vari decenni;

83.  constata che in ultima analisi non è possibile valutare se il Fondo è gestito in modo efficiente e regolare e raccomanda di commissionare una valutazione esterna;

84.  osserva, tuttavia, che tale situazione solleva preoccupazioni circa il possibile esaurimento del fondo e che il Parlamento garantisce il pagamento dei diritti pensionistici se e quando il fondo non sarà in grado di far fronte ai propri obblighi;

85.  prende atto che la Corte di giustizia ha sancito nel 2013 la validità della decisione di aumentare da 60 a 63 anni l'età pensionabile degli affiliati al fondo di vitalizio volontario, onde evitare l'esaurimento anticipato del capitale e allinearla al nuovo statuto dei deputati del Parlamento europeo;

Servizi forniti ai deputati

86.  chiede di pubblicare sulla pagina web dei deputati al Parlamento europeo il nome dei prestatori di servizi e dei servizi prestati al deputato a fianco ai dati relativi agli APA e agli assistenti locali;

Direzione generale dell'Innovazione e dell'Assistenza tecnologica

87.  prende atto del processo di internalizzazione del personale presso la Direzione generale dell'Innovazione e dell'Assistenza tecnologica, nonché della promessa riduzione dei costi e del maggiore livello di competenza del personale informatico; rammenta che il maggiore livello di competenza per le innovazioni a carattere permanente era stata anche la motivazione per esternalizzare il settore alcuni anni or sono; invita il Segretario generale a cooperare con l'Ufficio europeo per la selezione del personale per trovare il modo di accelerare le procedure di assunzione e di attrarre i migliori esperti nel campo delle tecnologie e della sicurezza informatica;

88.  ricorda che sono state compromesse le caselle postali personali e riservate di un certo numero di deputati, assistenti parlamentari e funzionari in seguito all'attacco di tipo man-in-the-middle ai danni del Parlamento da parte di un hacker che ha intercettato le comunicazioni fra smartphone privati e la rete WiFi pubblica del Parlamento;

89.  constata che è stato effettuato un audit sulla sicurezza delle TIC da parte di un soggetto terzo indipendente, che ha interessato tutti i sistemi di telecomunicazioni e TIC del Parlamento, allo scopo di tracciare una chiara tabella di marcia verso una più solida politica di sicurezza delle TIC nel 2015; rileva che l'audit sulla sicurezza delle TIC era atteso nel dicembre 2014; ribadisce che, in considerazione delle recenti notevoli minacce alla scurezza, esso dovrebbe essere prioritario e chiede che la commissione per il controllo dei bilanci sia informata dei risultati non appena la relazione sarà adottata in via definitiva;

90.  prende atto delle misure immediate e a medio termine adottate dall'Ufficio di presidenza il 9 dicembre 2013 per rafforzare le norme di sicurezza del Parlamento riguardo all'uso di dispositivi mobili;

91.  insiste sulla necessità che il Parlamento intensifichi la collaborazione con la Direzione generale dell'Informatica della Commissione allo scopo di identificare soluzioni idonee per sostituire in maniera adeguata i vecchi strumenti e infrastrutture TIC, che vadano nella direzione di soluzioni aperte, interoperabili e non legate a un particolare distributore, e ciò al fine di conseguire un ambiente informatico efficiente sotto il profilo dei costi e di elevata qualità per il Parlamento;

92.  si compiace per l'avvio già da alcuni anni dell'utilissima e riuscita applicazione at4am per la presentazione di emendamenti; ritiene che sia necessario procedere a un miglioramento e a un'attualizzazione della stessa soprattutto in aspetti molti utili come l'autocorrezione e il back up;

93.  sollecita affinché, ai fini della trasparenza e della parità di accesso ai documenti, tutti i deputati, e non soltanto i deputati titolari o sostituti della commissione per le petizioni, possano accedere attraverso l'applicazione ePetition a tutte le petizioni presentate dai cittadini a detta ;

Un Parlamento ecocompatibile

94.  è a conoscenza del concetto di nuovo ambiente di lavoro (New World of Work), dell'accreditamento e del processo EMAS e del programma "paperless", comprese le applicazioni "e-Committee" e "e-Meeting"; chiede il rafforzamento di tale programma mediante applicazioni disponibili per smartphone e tablet;

95.  richiama l'attenzione sul fatto che le teleconferenze e il telelavoro possono contribuire a un uso più efficiente del tempo e a un Parlamento più ecocompatibile, riducendo i costi amministrativi e di trasferta;

96.  rileva che nel 2012 le emissioni di gas a effetto serra imputabili alle trasferte del proprio personale tra Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo sono diminuite del 34% rispetto al 2006; invita l'Ufficio di presidenza a garantire la massima trasparenza e a tener anche conto delle emissioni provocate dai viaggi dei deputati tra i rispettivi paesi di origine e Bruxelles e Strasburgo; plaude alle misure atte a compensare le emissioni che non possono essere ridotte e sono inevitabili; raccomanda l'attuazione mediante progetti di ulteriori politiche di compensazione secondo il meccanismo di sviluppo pulito (CDM) "Gold standard" riconosciuto dall'ONU;

97.  invita il Segretario generale a elaborare un piano per ridurre il numero di bauli disponibili per le trasferte parlamentari; propone di utilizzare bauli di dimensioni ridotte o di attuare un sistema di condivisione degli stessi, riducendone così i costi in termini finanziari e di impronta di carbonio;

98.  chiede ai servizi responsabili di sviluppare un concetto sostenibile e coerente che consenta il pieno utilizzo fino all'importo massimo della linea di bilancio 239 per la compensazione delle emissioni di CO2 al fine di compensare le emissioni inevitabili di CO2 dell'istituzione mediante progetti conformi al CDM "Gold standard" riconosciuto dall'ONU;

99.  chiede che il sistema di climatizzazione sia incentrato sull'efficienza energetica al fine di garantire il minor impatto ecologico possibile;

Relazione annuale sui contratti aggiudicati

100.  rileva che, su un totale di 264 contratti aggiudicati nel 2013, 120 si basavano su procedure aperte o ristrette, per un valore di 465 milioni di EUR, e 144 su procedure negoziate, per un valore complessivo di 152 milioni di EUR; osserva che, sebbene il numero totale dei contratti aggiudicati mediante procedura negoziata fosse del 37% inferiore nel 2013 (144 rispetto a 241 nel 2012), non vi sono stati mutamenti particolarmente significativi in termini di valore delle procedure negoziate;

101.  evidenzia in tale contesto la necessità di attuare il concetto di appalti pubblici verdi per tutti i contratti e i bandi di gara; chiede che siano fissati obiettivi vincolanti crescenti e ambiziosi per i contratti verdi, segnatamente nei settori del vitto e della ristorazione, dei veicoli e del trasporto, delle installazioni sanitarie e idriche, della carta, della gestione dei rifiuti, delle apparecchiature informatiche e per il trattamento di immagini, dell'illuminazione, della pulizia e del mobilio;

102.  constata che i contratti aggiudicati nel 2013 erano per lo più contratti di servizi (61%), per un valore totale di 374 milioni di EUR, e che tre direzioni generali hanno aggiudicato 14 contratti di valore superiore a 10 milioni di EUR; sottolinea la necessità di garantire che i contratti di elevato valore siano in particolare soggetti ad adeguati sistemi di controllo per monitorare costantemente l'esecuzione degli ordini;

103.  rileva che la ripartizione dei contratti aggiudicati nel 2013 e nel 2012, per tipo di contratto, è la seguente:

Tipo di contratto

2013

2012

Numero di contratti

Percentuale

Numero di contratti

Percentuale

Servizi

Forniture

Lavori

Edifici

189

48

19

8

72%

18%

7%

3%

242

62

36

4

70%

18%

12%

1%

Totale

264

100%

344

100%

Tipo di contratto

2013

2012

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Servizi

Forniture

Lavori

Edifici

374 147 951

91 377 603

15 512 763

136 289 339

61%

15%

2%

22%

493 930 204

145 592 868

48 386 872

180 358 035

57%

17%

5%

21%

Totale

617 327 656

100%

868 267 979

100%

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2013, pag. 7)

104.  rileva che la composizione dei contratti aggiudicati nel 2013 e nel 2012, per tipo di procedura, è la seguente:

Tipo di procedura

2013

2012

Numero di contratti

Percentuale

Numero di contratti

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezionale

106

14

144

-

-

40%

5%

55%

-

-

98

5

241

-

-

28%

2%

70%

0%

0%

Totale

264

100%

344

100%

Tipo di procedura

2013

2012

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezionale

382 045 667

83 288 252

151 993 737

-

-

62%

13%

25%

-

-

381 116 879

245 156 318

241 994 782

-

-

44%

28%

28%

0%

0%

Totale

724 297 066

100%

603 218 807

100%

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2013, pag. 9)

Procedure negoziate a carattere eccezionale

105.  rileva che le procedure negoziate a carattere eccezionale hanno rappresentato il 39% delle procedure negoziate avviate nel 2013; è preoccupato per il fatto che nel 2013 il Parlamento è ricorso a questo tipo di procedura negoziata per l'aggiudicazione di 56 contratti e chiede che sia indicato non solo il numero totale dei contratti in questione ma anche il loro valore cumulato;

106.  è del parere che gli ordinatori debbano motivare in maniera esaustiva e trasparente il ricorso a una procedura negoziata a carattere eccezionale; invita l'Unità finanziaria centrale a integrare le informazioni nella relazione annuale sui contratti aggiudicati destinata all'autorità di discarico;

Gruppi politici (linea di bilancio 4 0 0)

107.  rileva che nel 2013 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 0, destinati ai gruppi politici e ai deputati non iscritti, sono stati utilizzati nel modo seguente:

Gruppo

2013

2012

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo (2011)

PPE

21 680

4 399

18 437

85,04%

7 642

21 128

2 024

18 974

89,81%

4 178

S&D

15 388

6 849

17 649

114,69%

4 588

14 908

6 313

14 520

97,40%

6 702

ALDE

6 719

2 172

7 142

106,30%

1 749

6 673

2 281

6 855

102,72%

2 100

Verts/ALE

4 366

1 787

4 778

109,44%

1 375

4 319

1 460

4 002

92,65%

1 778

GUE/NGL

2 658

1 076

3 317

124,79%

416

2 563

1 094

2 602

101,52%

1 055

ECR

4 046

1 602

4 598

113,64%

1 050

3 765

1 219

3 407

90,51%

1 577

EFD

2 614

939

2 422

92,65%

1 132

2 538

881

2 494

98,29%

925

Deputati non iscritti

1 316

367

931

70,74%

441

1 362

413

963

70,73%

367

Totale

58 786

19 193

59 274

100,83%

18 394

57 255

15 687

53 817

94,00%

18 680

* tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR

Partiti politici europei e fondazioni politiche europee

108.  rileva che nel 2013 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 2 sono stati utilizzati nel modo seguente(12):

Partito

Acronimo

Risorse proprie*

Sovvenzione PE

Totale delle entrate

Sovvenzione PE in % spesa ammissibile (max. 85%)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve) o perdite

Partito popolare europeo

PPE

1 439

6 464

9 729

85%

192

Partito dei socialisti europei

PSE

1 283

4 985

6 841

85%

118

Partito dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa

ALDE

518

2 232

3 009

85%

33

Partito Verde Europeo

PVE

461

1 563

2 151

78%

-36

Alleanza dei conservatori e riformisti europei

AECR

307

1 403

1 970

85%

45

Partito della Sinistra europea

EL

233

948

1 180

68%

-258

Partito Democratico Europeo

PDE

91

437

528

85%

0

Democratici UE

EUD

48

197

245

85%

12

Alleanza libera europea

EFA

93

439

592

85%

12

Movimento politico cristiano europeo

ECPM

61

305

366

85%

8

Alleanza europea per la libertà

EAF

68

384

452

85%

1

Alleanza europea dei movimenti nazionalisti

AEMN

53

350

403

85%

-38

Movimento per un'Europa della libertà e della democrazia

MELD

107

594

833

85%

0

Totale

4 762

20 301

28 299

83%

89

(*) tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR

109.  rileva che nel 2013 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 3 sono stati utilizzati nel modo seguente(13):

Fondazione

Acronimo

Partito di affiliazione

Risorse proprie*

Sovvenzione PE

Totale delle entrate

Sovvenzione PE in % della spesa ammissibile (max. 85%)

Centre d'études européennes

CES

PPE

772

3 985

4 757

85%

Fondazione europea di studi progressisti

FEPS

PSE

491

2 762

3 253

85%

Forum liberale europeo

ELF

ALDE

214

1 108

1 322

85%

Fondazione verde europea

GEF

PVE

158

881

1 039

85%

Transform Europe

TE

EL

130

538

668

85%

Istituto dei democratici europei

IED

PDE

50

219

269

85%

Centro Maurits Coppieters

CMC

EFA

50

227

277

85%

New Direction - Foundation for European Reform

ND

AERC

183

645

828

85%

Fondazione europea per la libertà

EFF

EAF

39

210

249

85%

Organizzazione per la cooperazione interstatale europea

OEIC

EUD

20

123

143

85%

Fondazione politica cristiana europea

ECPF

ECPM

31

170

201

85%

Fondazione per un'Europa della libertà e della democrazia

FELD

MELD

60

280

340

85%

Identités & Traditions europénnes

ITE

AEMN

31

177

208

85%

Totale

-

2 229

11 325

13 554

85%

(*) Tutti gli importi sono espressi in migliaia di euro.

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 201 del 30.6.2014, pag. 1.
(4) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(5) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(6) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(7) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(8) PE 349.540/Bur/ann/def.
(9) GU C 249 E del 30.8.2013, pag. 18.
(10) GU C 257 E del 6.9.2013, pag. 104.
(11) ALTER-EU, "Mind the Gap" (http://www.alter-eu.org/sites/default/files/documents/Mind%20the%20Gap%20briefing.pdf)
(12) Fonte: PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.295/BUR) e PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.297/BUR) punto 12.
(13) Fonte: PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.295/BUR) e PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.297/BUR) punto12.


Discarico 2013: bilancio generale dell'UE – Consiglio europeo e Consiglio
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Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2014/2079(DEC))
P8_TA(2015)0122A8-0116/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0148/2014)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0116/2015),

1.  rinvia la decisione sul discarico al Segretario generale del Consiglio per l'esecuzione del bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2014/2079(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio,

–  vista la decisione del 26 febbraio 2015 del Mediatore europeo che chiude l'indagine di propria iniziativa OI/1/2014/PMC sulle norme interne relative alla divulgazione nell'interesse generale ("whistleblowing"),

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0116/2015),

A.  considerando che tutte le istituzioni dell'Unione dovrebbero essere trasparenti e rendere pienamente conto ai cittadini dell'Unione in merito ai fondi loro affidati in qualità di istituzioni dell'Unione;

B.  considerando che, in assenza di risposte alle domande del Parlamento e in mancanza di informazioni sufficienti, il Parlamento non è in grado di adottare una decisione con cognizione di causa sulla concessione del discarico;

1.  prende atto che la Corte dei conti, sulla base del lavoro di audit svolto, ha concluso che i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 per le spese amministrative e di altra natura delle istituzioni e degli organi sono, nell'insieme, privi di errori rilevanti;

2.  prende atto che la Corte dei conti, nella sua relazione annuale 2013, ha osservato di non aver individuato debolezze significative riguardo agli aspetti sottoposti a audit per quanto concerne il Consiglio europeo e il Consiglio;

3.  rileva che, nel 2013, il Consiglio europeo e il Consiglio disponevano di un bilancio globale pari a 535 511 300 EUR (533 920 000 EUR nel 2012), con un tasso di esecuzione dell'86,7%; si rammarica della diminuzione del tasso di utilizzo nel 2013, rispetto al 91,8% del 2012;

4.  è preoccupato per il fatto che il tasso di sottoutilizzo continui ad essere elevato e si riferisca a quasi tutte le categorie; reitera la propria richiesta affinché vengano sviluppati indicatori chiave di performance che consentano di migliorare la pianificazione del bilancio dei prossimi esercizi;

5.  rileva che 71 376 244 EUR di stanziamenti d'impegno sono stati cancellati nel 2013 a causa del sottoutilizzo e di un uso ridotto delle infrastrutture;

6.  constata con stupore che l'importo di 5 milioni di EUR stanziato per l'acquisizione dell'edificio "Europa" è stato riportato al 2014 per il pagamento effettivo; ritiene che questa operazione, in aggiunta al riporto di altri stanziamenti, sia contraria ai principi di annualità e di sana gestione finanziaria del regolamento finanziario;

7.  ribadisce che il bilancio del Consiglio europeo e quello del Consiglio dovrebbero essere separati al fine di contribuire alla trasparenza della gestione finanziaria delle istituzioni e a una maggiore assunzione di responsabilità da parte di entrambe le istituzioni;

8.  reitera la sua richiesta al Consiglio europeo e al Consiglio di trasmettere al Parlamento la loro relazione annuale di attività comprendente un quadro generale dettagliato di tutte le risorse umane a disposizione delle due istituzioni, suddivise per categoria, grado, genere, nazionalità e formazione professionale; osserva che tale tabella dovrebbe figurare automaticamente nella relazione annuale di attività delle istituzioni;

9.  si compiace della creazione di un comitato di audit presso il Segretariato generale del Consiglio e dell'adozione di una nuova Carta del servizio di audit interno; invita il Consiglio a tenere informato il Parlamento dei benefici e dei risultati di questi cambiamenti;

10.  si rammarica che nel 2013 vi sia stata una diminuzione nell'attuazione delle osservazioni del servizio di audit interno; concorda con il Consiglio circa l'importanza di una tempestiva attuazione delle raccomandazioni del servizio di audit(7); si attende che questa procedura sia applicata senza indugio;

11.  è preoccupato per il ritardo nell'attuazione delle raccomandazioni di audit da parte del servizio di traduzione;

12.  rileva con preoccupazione le enormi disparità esistenti tra le diverse istituzioni dell'Unione per quanto riguarda i costi di traduzione; chiede pertanto al Gruppo di lavoro interistituzionale sulla traduzione di individuare le cause di tali disparità e di proporre soluzioni volte a correggere tale squilibrio e armonizzare i costi di traduzione nel massimo rispetto della qualità e della diversità linguistica; osserva che, a tal fine, il Gruppo di lavoro dovrebbe dare nuovo impulso alla collaborazione tra le istituzioni per condividere le migliori prassi e i migliori risultati, nonché individuare gli ambiti in cui è possibile rafforzare la cooperazione o gli accordi tra le istituzioni; fa notare che il Gruppo di lavoro dovrebbe inoltre puntare alla creazione di una metodologia unificata di presentazione dei costi della traduzione per tutte le istituzioni al fine di semplificare l'analisi e il raffronto di tali costi; osserva che il Gruppo di lavoro dovrebbe presentare i risultati entro la fine del 2015; chiede a tutte le istituzioni di partecipare attivamente ai lavori del Gruppo di lavoro interistituzionale; ricorda in tal senso l'importanza fondamentale del rispetto del multilinguismo nelle istituzioni dell'Unione per garantire la parità di trattamento e di opportunità a tutti i cittadini dell'Unione;

13.  ritiene che, in un periodo di crisi e di tagli di bilancio in generale, sia necessario ridurre i costi delle "giornate esterne" (away days) del personale delle istituzioni dell'Unione e che tali giornate dovrebbero svolgersi, per quanto possibile, nelle sedi proprie delle istituzioni, dal momento che il loro valore aggiunto non giustifica costi così elevati;

14.  esprime preoccupazione per la scarsa presenza femminile nelle posizioni di responsabilità delle istituzioni dell'Unione; chiede al Consiglio di mettere a punto un piano in materia di pari opportunità, in particolare per quanto riguarda le posizioni dirigenziali, con l'obiettivo di correggere quanto prima tale squilibrio;

15.  deplora che la redazione di un manuale per la gestione dei progetti immobiliari sia stata rinviata;

16.  rileva che alcune raccomandazioni dell'audit interno relative al progetto dell'edificio "Europa" non sono ancora state attuate; invita nuovamente il Consiglio a fornire una spiegazione scritta esaustiva che indichi in modo dettagliato l'importo totale degli stanziamenti utilizzati per l'acquisto dell'edificio;

17.  chiede che la politica immobiliare dell'istituzione sia allegata alla sua relazione annuale di attività, in particolare data l'importanza di assicurare che i costi di tale politica siano debitamente razionalizzati e non risultino eccessivi;

18.  prende atto della crescita zero (0,3%) (1,6 milioni di EUR) del bilancio del Consiglio per il 2013; ritiene che questa tendenza sia positiva e si attende che essa continui anche nei prossimi esercizi;

19.  invita il Consiglio a cooperare con le altre istituzioni per definire una metodologia unificata di presentazione dei costi della traduzione, onde semplificare l'analisi e il raffronto di tali costi;

20.  è preoccupato per il ritardo nell'adozione delle norme interne in materia di "whistleblowing"; invita il Consiglio a procedere senza ulteriori indugi all'attuazione di tali norme;

21.  invita il Consiglio a includere nelle sue relazioni annuali di attività, nel rispetto delle vigenti norme in materia di riservatezza e protezione dei dati, i risultati e le conseguenze dei casi chiusi dall'OLAF in cui l'indagine ha riguardato l'istituzione o uno dei membri del suo personale;

Motivi del rinvio della decisione sulla concessione del discarico

22.  ribadisce che il Consiglio dovrebbe dar prova di trasparenza e rendere pienamente conto ai cittadini dell'Unione in merito ai fondi affidatigli in quanto istituzione dell'Unione; sottolinea che ciò implica una partecipazione piena e in buona fede del Consiglio alla procedura annuale di discarico, al pari delle altre istituzioni; ritiene, a tal proposito, che un controllo efficace dell'esecuzione del bilancio dell'Unione richieda una cooperazione tra il Parlamento e il Consiglio nel quadro di un accordo operativo; deplora le difficoltà riscontrate finora nelle procedure di discarico; prende atto tuttavia dell'interesse mostrato dall'attuale Presidenza dell'Unione ai fini della conciliazione delle diverse posizioni, nonché della lettera che il Segretario generale del Consiglio ha presentato in risposta ai quesiti formulati dalla commissione per il controllo dei bilanci, in cui si dichiara disposto a sostenere attivamente misure concrete per definire un "modus vivendi", come richiesto dal Parlamento nella sua risoluzione del 23 ottobre 2014(8); insiste sulla necessità di migliorare la capacità di dialogo tra le due istituzioni per trovare quanto prima una soluzione che consenta di garantire il rispetto del mandato conferito dal trattato e la responsabilità nei confronti dei cittadini;

23.  ribadisce che un controllo di bilancio efficace può essere attuato solo mediante una cooperazione tra Parlamento e Consiglio, che deve prevedere innanzitutto riunioni ufficiali tra i rappresentanti del Consiglio e la commissione per il controllo dei bilanci, la risposta da parte del Consiglio alle domande formulate dai membri della commissione sulla base di un questionario scritto e la presentazione, su richiesta, di documenti che servano da materiale di supporto per il controllo di bilancio;

24.  ribadisce che, senza la cooperazione del Consiglio come indicato sopra, il Parlamento non è in grado di adottare una decisione informata sulla concessione del discarico;

25.  concorda con il parere espresso dalla Commissione nella sua lettera del 23 gennaio 2014 indirizzata al Parlamento, secondo cui è auspicabile che quest'ultimo continui a concedere, rinviare o rifiutare il discarico alle altre istituzioni, incluso il Consiglio, come avvenuto fino ad ora;

26.  appoggia pienamente il parere espresso dalla Commissione nella sua lettera, secondo cui tutte le istituzioni devono partecipare pienamente al seguito da dare alle osservazioni formulate dal Parlamento nell'esercizio di discarico e cooperare per garantire il buon funzionamento della procedura di discarico, nel pieno rispetto delle pertinenti disposizioni del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e del diritto derivato applicabile;

27.  informa il Consiglio del fatto che, nella sua lettera, la Commissione ha affermato che non intende vigilare sull'esecuzione dei bilanci delle altre istituzioni e che rispondere alle domande indirizzate a un'altra istituzione costituirebbe una violazione dell'autonomia di tale istituzione nell'esecuzione della rispettiva sezione del bilancio; ricorda che il Parlamento concede il discarico alle altre istituzioni dopo aver esaminato i documenti forniti e le risposte date alle domande; si rammarica che il Parlamento continui a incontrare difficoltà ad ottenere risposte dal Consiglio;

28.  reputa democratico che il Parlamento eserciti il suo potere di concedere il discarico a norma degli articoli 316, 317 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in linea con l'attuale interpretazione e prassi, in particolare per concedere il discarico a ogni titolo di bilancio singolarmente, al fine di garantire la trasparenza e la responsabilità democratica nei confronti dei contribuenti dell'Unione; sostiene pertanto che la concessione o meno del discarico rappresenta un dovere del Parlamento nei confronti dei cittadini dell'Unione;

29.  è del parere che il quadro giuridico dell'Unione relativo al discarico debba essere rivisto al fine di chiarire l'iter del discarico stesso;

30.  si rammarica che non tutte le istituzioni europee rispettino le stesse norme in materia di trasparenza e ritiene che il Consiglio dovrebbe realizzare miglioramenti in questo senso.

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(4) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(7) Sintesi della Relazione annuale di attività 2013 del revisore interno del Segretariato generale del Consiglio, pagina 2.
(8) GU L 334 del 21.11.2014, pag. 95.


Discarico 2013: bilancio generale dell'UE - Servizio europeo per l'azione esterna
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Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna (2014/2086(DEC))
P8_TA(2015)0123A8-0109/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti consolidati annuali dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0155/2014)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio finanziario 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 55, 99 e da 164 a 167,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0109/2015),

1.  concede all'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza il discarico per l'esecuzione del bilancio del Servizio europeo per l'azione esterna per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna (2014/2086(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna,

–  vista la decisione del Mediatore europeo in data 26 febbraio 2015 che chiude l'indagine di propria iniziativa OI/1/2014/PMC concernente le denunce di irregolarità (whistleblowing),

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0109/2015),

1.  si compiace del fatto che nel suo terzo esercizio finanziario il Servizio europeo per l'azione esterna ("SEAE") abbia nuovamente dato esecuzione al suo bilancio senza che la Corte dei conti individuasse errori rilevanti; prende atto dei progressi compiuti nel rimediare agli errori individuati negli esercizi precedenti e appoggia le raccomandazioni per ulteriori miglioramenti formulate dalla Corte dei conti nella sua relazione annuale; accoglie con favore la relazione speciale n. 11/2014 della Corte dei conti sull'istituzione del SEAE e i numerosi utili suggerimenti per miglioramenti che essa contiene e che è auspicabile siano attuati quanto prima;

2.  sottolinea che nelle relazioni annuali 2011, 2012 e 2013 la Corte dei conti ha ripetutamente formulato osservazioni riguardanti il SEAE in relazione al pagamento degli stipendi al personale, a carenze nella gestione degli assegni familiari svolta per conto del SEAE dal PMO ("Paymaster Office ", l'Ufficio di gestione e liquidazione dei diritti individuali), agli appalti per i servizi di sicurezza nelle delegazioni e ai contratti per i servizi informatici;

3.  è preoccupato per il fatto che già negli esercizi precedenti le indennità per il personale destavano preoccupazioni ed erano soggette ad errori; chiede che si effettuino controlli più rigorosi in materia, in particolare ricordando regolarmente al personale di dichiarare le indennità percepite da altre fonti;

4.  è preoccupato per il fatto che nel 2013 il sistema del PMO non era ancora pienamente operativo, il che ha causato irregolarità nei pagamenti delle indennità sociali ai membri del personale; chiede al SEAE di estendere il sistema ai funzionari di tutti gli Stati membri;

5.  ricorda che la sede centrale del SEAE deve sempre seguire con attenzione ogni tipo di procedura d'appalto, in tutte le sue fasi, specialmente nelle delegazioni; ritiene che il personale delle delegazioni impegnato in tali procedure dovrebbe essere costantemente supportato mediante orientamenti chiari, al fine di ridurre l'esposizione al rischio intrinseco, soprattutto nel caso di gare e contratti sensibili; accoglie con soddisfazione l'istituzione, presso la sede centrale del SEAE, di una task force dedicata per i contratti relativi ai servizi di sicurezza delle delegazioni;

6.  rileva che, nel caso dei contratti quadro aggiudicati dal SEAE, si deve garantire la dovuta diligenza per quanto attiene alla tracciabilità delle operazioni, registrando una documentazione adeguata per ciascun contratto, indipendentemente dalla sua natura specifica; chiede alla sede centrale del SEAE di sviluppare ulteriormente le competenze e la sensibilità del personale delle delegazioni riguardo a tale questione e, più in generale, all'efficace applicazione delle pertinenti norme di controllo interno; rileva che la qualità dell'informazione è uno dei principali punti deboli individuati dai controlli ex ante effettuati nel 2013, e chiede che si ponga rapidamente rimedio a tale situazione onde poter accedere a un'informazione precisa e completa sulla gestione e l'amministrazione;

7.  invita il SEAE a rafforzare la sua nuova strategia antifrode riguardante i paesi terzi e si compiace che il 23 gennaio 2015 sia stato infine firmato il Memorandum d'intesa amministrativo con l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF);

8.  chiede al SEAE di riferire in merito ai progressi compiuti per quanto riguarda la nuova strategia antifrode per le delegazioni dell'Unione, la cui finalizzazione era prevista per il 2013;

9.  è preoccupato per il ritardo nell'adozione delle regole interne in materia di "whistleblowing" (denunce di irregolarità); invita il SEAE a porre in atto tali regole senza ulteriori indugi;

10.  invita il SEAE a includere nelle sue relazioni annuali di attività, rispettando le norme vigenti in materia di riservatezza e protezione dei dati, i risultati e le conseguenze dei casi chiusi dall'OLAF nei quali l'indagine aveva per oggetto l'istituzione o qualsiasi persona al suo servizio;

11.  osserva che il bilancio definitivo della sede centrale del SEAE per l'esercizio 2013 ammontava a 508,8 milioni di euro, importo che rappresenta un aumento del 4,09%, ed era così ripartito: 195,81 milioni di euro per la sede centrale del SEAE e 312,95 milioni di euro per le delegazioni dell'Unione; osserva che al bilancio proprio del SEAE si è aggiunto un contributo della Commissione pari a 272,4 milioni di euro;

12.  rileva che, per quanto riguarda la sede centrale del SEAE, il 69% del bilancio è destinato al pagamento delle retribuzioni e di altri diritti del personale statutario ed esterno (134,59 milioni di euro), mentre il 10% (ovvero 19,92 milioni di euro) è destinato agli immobili e alle spese accessorie; rileva altresì che, per quanto riguarda le delegazioni dell'Unione, 106,6 milioni di euro (34%) sono destinati alle retribuzioni del personale statutario, 62,2 milioni di euro (19,9%) al personale esterno e 99,6 milioni di euro (31,8%) agli immobili e alle spese accessorie;

13.  è del parere che il SEAE non sia ancora un vero e proprio servizio diplomatico dell'Unione, e ciò a causa della ristrettezza delle risorse; ritiene che la Commissione e gli Stati membri siano gli attori competenti per promuovere il consolidamento del SEAE;

14.  rileva che il principio della neutralità di bilancio è da accogliere molto favorevolmente, ma non va visto disgiuntamente dai risparmi che gli Stati membri hanno realizzato grazie all'istituzione del SEAE;

15.  è del parere che il SEAE continui ad avere un'amministrazione squilibrata per la presenza di troppi funzionari di grado elevato, il che va corretto; ritiene che le misure già attuate per porre rimedio al problema siano un passo nella giusta direzione, e chiede alla Commissione di intensificare il proprio impegno per migliorare la cooperazione tra i servizi; chiede all'istituzione di riferire sulla riduzione dei posti AD 15 e AD 16 nella sua prossima relazione annuale di attività; rileva altresì la mancanza di un quadro di competenze per i dirigenti, che funga da base per la valutazione dei candidati preselezionati; sottolinea che la competenza nel campo degli affari esteri deve continuare ad essere il criterio principale per le decisioni in materia di assunzioni;

16.  insiste sulla necessità di razionalizzare l'alta dirigenza del SEAE e di semplificare i processi decisionali;

17.  valuta positivamente i miglioramenti conseguiti nell'equilibrio geografico per quanto riguarda il numero di dipendenti del SEAE provenienti dagli Stati membri che hanno aderito all'Unione a partire dal 2004, i quali rappresentano ormai il 18% degli amministratori e il 17,7% dei capi delegazione, a fronte di una percentuale di popolazione di tali paesi del 21%; sottolinea la necessità di un equilibrio geografico nell'assunzione e nella nomina del personale; è del parere che una rappresentanza geografica equilibrata in seno al SEAE sia un elemento importante, che contribuisce a migliorarne le prestazioni, e invita la Commissione a continuare a lavorare in questa direzione;

18.  prende atto degli sforzi compiuti per migliorare l'equilibrio di genere e rimuovere i potenziali ostacoli alla progressione in carriera; sollecita il SEAE a continuare ad adoperarsi per ridurre gli squilibri di genere, specialmente nella categoria dei dipendenti di grado elevato;

19.  esprime tuttavia preoccupazione per la scarsità di donne nelle posizioni di responsabilità del SEAE (204 uomini e 55 donne nelle delegazioni, mentre fra gli alti dirigenti il rapporto è di 42/4, vale a dire solo l'8,7% sono donne); chiede che si ponga in atto un piano di pari opportunità mirato in particolare alle posizioni dirigenziali al fine di correggere quanto prima tale squilibrio;

20.  osserva che l'obiettivo statutario secondo il quale almeno un terzo del personale SEAE di livello AD (amministratori) dovrebbe essere costituito da diplomatici degli Stati membri è stato raggiunto nel 2013; fa notare cionondimeno il numero relativamente elevato di esperti nazionali distaccati dagli Stati membri (397 a giugno 2014) e chiede ulteriori chiarimenti circa il loro status e i loro diritti, nonché i relativi costi a carico del bilancio del Servizio;

21.  rinnova la richiesta avanzata lo scorso anno di poter disporre di una tabella completa di tutte le risorse umane a disposizione del SEAE, ripartite per grado, genere e nazionalità; fa rilevare che detta tabella dovrebbe essere inclusa automaticamente nella relazione annuale d'attività dell'istituzione;

22.  si rammarica tuttavia che non sia stato ancora conseguito un migliore equilibrio geografico e chiede al SEAE di rafforzarlo, in particolare per quanto concerne le nomine ai posti dirigenziali e ai posti di capo delegazione; ribadisce la necessità di un equilibrio geografico tra gli Stati membri imposto a tutti i livelli dell'amministrazione e sollecita il SEAE ad attuare misure che contribuiscono a una rappresentanza migliore e più equilibrata di tutti gli Stati membri;

23.  ritiene che le responsabilità dei rappresentanti speciali dell'Unione siano molto poco chiare e manchino di un appropriato monitoraggio e di un'adeguata analisi delle prestazioni; suggerisce la loro integrazione nel SEAE al fine di colmare tale lacuna;

24.  ricorda che è importante trasferire il bilancio dei rappresentanti speciali dell'Unione dalla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) operativa al bilancio del SEAE, per supportare meglio la loro integrazione nel SEAE;

25.  prende atto degli sviluppi operati nel settore delle risorse umane, ma concorda con le osservazioni della Corte dei conti sulla necessità delle competenze tematiche nelle delegazioni; esprime preoccupazione in merito alle carenze di organico delle delegazioni dell'Unione nelle sezioni politiche e per la pianificazione operativa e l'esecuzione delle missioni della politica estera e di sicurezza comune (PESC); rileva altresì che le delegazioni hanno difficoltà pratiche a ricevere e trattare le informazioni di intelligence; invita la Commissione e il SEAE a porre in atto di concerto un approccio inteso a ottimizzare il profilo del personale delle delegazioni;

26.  osserva che il SEAE continua a destinare risorse insufficienti agli aspetti esterni delle politiche interne e manca del personale necessario per fornire un contributo adeguato alla programmazione degli strumenti finanziari, compromettendo così la coerenza dell'azione esterna dell'Unione;

27.  ritiene che, in questi tempi di crisi e di generali tagli al bilancio, occorra ridurre i costi degli "away days" del personale delle istituzioni dell'Unione, e che tali giornate dovrebbero svolgersi, per quanto possibile, presso le sedi delle istituzioni stesse, dal momento che il valore aggiunto di queste "giornate esterne" non giustifica costi così elevati;

28.  invita il SEAE ad avere una migliore visione d'insieme dei costi sostenuti per le procedure di assunzione; lo invita a ricorrere a soluzioni innovative come la videoconferenza per i colloqui di lavoro e a presentare proposte analoghe, nei limiti del possibile, per la formazione del personale;

29.  ribadisce che è necessario che il SEAE introduca l'obbligo per il suo personale di nuova nomina di presentare una dichiarazione sull'onore in cui attesta di non aver lavorato in passato per servizi di intelligence;

30.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure volte a promuovere un migliore coordinamento e una migliore cooperazione tra i loro servizi per le relazioni esterne e il SEAE, senza trascurare le questioni tematiche orizzontali;

31.  sottolinea che è possibile realizzare risparmi significativi migliorando la cooperazione tra gli Stati membri in materia di politica estera e di sicurezza, e individuando in maniera proattiva attività comuni che il SEAE può gradualmente rilevare per fare dell'Unione un protagonista globale più forte e più efficiente;

32.  sottolinea che occorrerebbe sviluppare ulteriormente le prassi di lavoro per garantire la cooperazione con la DG Sviluppo e cooperazione (DEVCO) e fornire supporto alle divisioni tematiche (come la Direzione per la prevenzione dei conflitti e la politica di sicurezza);

33.  sottolinea che le divisioni tematiche dovrebbero essere coinvolte in tutte le fasi della programmazione, per evitare che la prevenzione dei conflitti, la costruzione della pace, le questioni di genere e i diritti umani costituiscano aggiunte dell'ultimo minuto;

34.  è del parere che l'attuale politica estera dell'Unione continui ad essere fortemente influenzata dalle politiche estere di determinati Stati membri; evidenzia che la politica di tagliare fuori i paesi dotati di competenze specifiche su qualcuno dei conflitti in corso, nello specifico il conflitto ucraino-russo, determina largamente i risultati della politica estera dell'Unione; invita il SEAE a monitorare costantemente tale aspetto e a tener conto dei possibili effetti della politica estera di determinati Stati membri sulla politica estera dell'Unione;

35.  sottolinea l'importanza di riconoscere e sostenere il duro lavoro del personale civile e militare distaccato nelle aree più instabili e pericolose del mondo, dovendo l'UE essere rappresentata e svolgere il proprio ruolo anche in tali luoghi; ritiene fondamentale, perciò, che tale personale, che vive e lavora sotto il peso di una forte pressione, dal punto di vista sia della sicurezza che della mobilità, dell'unione/separazione della famiglia e dei fattori culturali e sociali, goda del massimo livello di protezione e sicurezza e di un sufficiente grado di flessibilità; è favorevole a un aumento delle risorse di bilancio destinate alle spese per la sicurezza delle delegazioni che si trovano nelle condizioni descritte; ritiene che sarebbe molto utile disporre di dati statistici comparativi per il personale del SEAE e il personale che attua l'azione esterna degli Stati membri operando in situazioni di questo tipo;

36.  insiste sulla necessità di semplificare il regime di bilancio per il finanziamento delle delegazioni; sottolinea le difficili condizioni in cui si trovano le delegazioni che hanno la minor dotazione di personale a causa della complessità e rigidità delle norme che disciplinano la delega delle autorizzazioni di pagamento tra il personale del SEAE e quello della Commissione; invita il SEAE e la Commissione a valutare in che modo si potrebbe semplificare la procedura di autorizzazione dei fondi garantendo però il rispetto delle norme di controllo finanziario;

37.  sottolinea che le regole finanziarie, quali attualmente applicate alle delegazioni dell'Unione, continuano a imporre un pesante onere amministrativo ai capi delegazione distogliendoli dalla loro responsabilità primaria, ossia il lavoro di natura politica; esorta il SEAE e la Commissione a trovare una soluzione al problema, cosa che potrebbe comportare una modifica delle regole finanziarie, a condizione che ciò non determini una riduzione della qualità e del rigore nella gestione finanziaria delle delegazioni; rileva altresì che continuano a essere utilizzate linee di bilancio sia del SEAE che della Commissione per le spese amministrative, il che complica inutilmente i circuiti finanziari;

38.  fa rilevare che il personale dell'Unione delle delegazioni e il personale dell'Unione delle missioni PESC nelle stesse località ricevono un trattamento diverso per quanto riguarda i congedi, i voli, le indennità e altri benefici; chiede, a titolo d'esempio, un confronto dettagliato dei pagamenti e dei benefici ricevuti dal personale delle delegazioni dell'Unione e dal personale dell'Unione in missione PESC a Mogadiscio (Somalia) e a Bangui (Repubblica centrafricana) al 1° gennaio 2014, e chiede fermamente che, qualora esistano differenze, di trattamento ne siano fornite le ragioni;

39.  pone l'accento sulla necessità di assicurare maggiore flessibilità nel finanziamento delle missioni PSDC per garantire la sicurezza interna ed esterna dell'Unione alla luce dei pericoli derivanti dai conflitti in paesi confinanti, nonché del rischio accresciuto di attività terroristiche;

40.  sottolinea che è d'importanza fondamentale istituire un Centro servizi condivisi, che consentirebbe risparmi significativi fornendo un supporto centralizzato alle missioni PSDC e ai rappresentati speciali dell'Unione e ai loro uffici per quanto attiene alla logistica, agli appalti e agli aspetti amministrativi; deplora il forte ritardo registrato nell'istituzione di tale Centro e sollecita tutte le parti interessate a impegnarsi per raggiungere quanto prima un accordo su un Centro servizi condivisi ambizioso, in grado di fornire un efficace supporto alle missioni, in particolare al momento del loro avvio, nonché di standardizzare le procedure di lavoro e di organizzare le procedure d'appalto in modo più rapido ed economicamente più vantaggioso;

41.  sollecita il SEAE a massimizzare i benefici delle economie di scala creando nuove sinergie in seno alla sede centrale e alle delegazioni, nonché nella cooperazione con gli Stati membri e i servizi diplomatici nazionali, nello spirito di una vera politica esterna dell'Unione e dei suoi servizi; rileva con soddisfazione che, seppur ancora limitata, la coubicazione delle delegazioni dell'Unione e delle rappresentanze diplomatiche degli Stati membri sta aumentando; chiede al SEAE di continuare a ricercare modi per aumentare ulteriormente la coubicazione;

42.  esige che alla relazione annuale di attività sia allegata una descrizione della politica immobiliare del SEAE, specialmente in considerazione dell'importanza di razionalizzarne opportunamente i costi, che non devono risultare eccessivi;

43.  sollecita il SEAE a fornire all'autorità di discarico l'elenco dei contratti immobiliari conclusi nel 2013, riportando le informazioni dettagliate relative a ciascun contratto, il paese in cui è stato stipulato e la durata, così come era stato fatto nella relazione annuale di attività del Servizio per il 2011, e chiede al SEAE di fornire le corrispondenti informazioni anche nella relazione annuale d'attività per il 2014;

44.  riconosce che c'è ancora da lavorare per quanto riguarda i servizi consolari; richiama l'attenzione sulle potenzialità di risparmio offerte dalla fornitura di servizi consolari tramite le delegazioni dell'Unione; chiede al SEAE di preparare un'analisi circostanziata delle relative implicazioni finanziarie e invita gli Stati membri a raggiungere un accordo in proposito e a definire regole e norme di legge armonizzate;

45.  invita la Corte dei conti a inserire nella sua prossima relazione annuale un esame del seguito dato dal SEAE alle raccomandazioni formulate dal Parlamento nella presente risoluzione.

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(4) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


Discarico 2013: Bilancio generale dell'UE - Corte di giustizia dell'Unione europea
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Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione IV – Corte di giustizia (2014/2080(DEC))
P8_TA(2015)0124A8-0111/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti consolidati annuali dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0149/2014)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0111/2015),

1.  concede il discarico al cancelliere della Corte di giustizia per l'esecuzione del bilancio della Corte di giustizia per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione IV – Corte di giustizia (2014/2080(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione IV – Corte di giustizia,

–  vista la decisione in data 26 febbraio 2015 del Mediatore europeo che chiude l'indagine di propria iniziativa OI/1/2014/PMC riguardante la divulgazione nell'interesse generale ("whistleblowing"),

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0111/2015),

1.  osserva con soddisfazione che, nella sua relazione annuale 2013, la Corte dei conti ha constatato che per la Corte di giustizia dell'Unione europea (in appresso "Corte di giustizia") non sono emerse debolezze significative in merito agli aspetti sottoposti ad audit che riguardano le risorse umane e gli appalti;

2.  si compiace del fatto che la Corte dei conti, sulla base del lavoro di audit svolto, abbia concluso che i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 per le spese amministrative e di altra natura delle istituzioni e degli organismi sono, nell'insieme, privi di errori rilevanti;

3.  prende atto che nel 2013 la Corte di giustizia aveva stanziamenti per un totale di 354 880 000 EUR (rispetto a 348 300 000 EUR nel 2012), e che il tasso di esecuzione era del 96,3%; si rammarica della diminuzione del tasso di utilizzo nel 2013 rispetto al 98,6% del 2012;

4.  prende atto che l'inferiore tasso di esecuzione può essere attribuito al fatto che gli stanziamenti iniziali per il 2013 avevano incluso una proposta di adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni per un totale di quasi 6 000 000 EUR, mentre alla fine l'adeguamento non è stato approvato dal Consiglio; evidenzia che le motivazioni alla base dell'inattesa sentenza sull'adeguamento delle retribuzioni non sono più applicabili in seguito all'accordo in merito al nuovo statuto del personale concluso nel 2014;

5.  sottolinea tuttavia che il bilancio della Corte di giustizia è puramente amministrativo e che gran parte dello stesso è utilizzata per spese relative al personale che lavora all'interno dell'istituzione; prende atto della motivazione relativa alla diminuzione del tasso di utilizzo riportata nella relazione annuale di attività della Corte di giustizia per l'esercizio 2013;

6.  osserva che la Corte di giustizia ha portato a termine 701 cause nel 2013 (nel 2012 le cause concluse erano 595), e sono state presentate dinanzi ad essa 699 nuove cause (632 nel 2012), tra cui 450 ricorsi e domande di pronuncia pregiudiziale; approva i positivi risultati statistici e ritiene che nonostante il buon esito vi siano ancora margini di miglioramento;

7.  prende atto del fatto che nel 2013 sono state presentate al Tribunale 790 nuove cause, che quest'ultimo ha trattato 702 cause e che vi erano 1325 cause pendenti, dati che indicano un aumento generale del numero di procedimenti rispetto al 2012; osserva inoltre che la durata dei procedimenti è leggermente diminuita; evidenzia che l'istituzione di una nona Sezione non ha contribuito nel 2013 a un aumento dell'efficienza del Tribunale, ribadisce tuttavia la propria posizione secondo cui il Tribunale necessita di un potenziamento a livello di risorse umane;

8.  osserva che nel 2013 il Tribunale della funzione pubblica ha completato 184 cause rispetto alle 121 del 2012 (con un aumento del 52%), riducendo pertanto di 24 il numero delle cause pendenti (con una riduzione dell'arretrato dell'11%); ritiene che nonostante gli scarsi risultati, l'eliminazione del Tribunale della funzione pubblica non rappresenti una soluzione adeguata per superare il persistente blocco del Consiglio;

9.  ritiene che vi siano ancora margini di miglioramento con le risorse attualmente a disposizione della Corte di giustizia; sottolinea che le riforme interne attuate nel 2013, in particolare l'istituzione di una nuova Sezione del Tribunale e di un nuovo avvocato generale, nonché la riforma del regolamento di procedura che disciplina il funzionamento della Corte di giustizia, con particolare riferimento agli ambiti linguistico e informatico, e altre disposizioni complementari, hanno contribuito ad apportare cambiamenti positivi al sistema grazie ai quali si è conseguita una migliore ottimizzazione delle risorse; esorta la Corte di giustizia a continuare a lavorare in questa direzione;

10.  raccomanda una riorganizzazione della struttura di gestione dell'istituzione, che permetta una migliore separazione delle funzioni giudiziarie da quelle amministrative in maggiore conformità all'articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, affinché i giudici non si trovino più nella situazione di pronunciarsi su ricorsi contro atti ai quali i loro organi hanno partecipato direttamente;

11.  rammenta che nella sua risposta alla risoluzione di discarico 2012 la Corte di giustizia indica che l'esecuzione di un numero maggiore di udienze e la pronuncia di un numero maggiore di sentenze non aumenterebbero in modo significativo la produttività; segnala che, d'altro canto, la Corte di giustizia ha chiesto di aumentare il numero di giudici; esorta la Corte di giustizia a richiedere una valutazione inter pares esterna per ottenere strumenti esterni volti a individuare possibili soluzioni ai problemi sollevati dalla Corte di giustizia;

12.  sottolinea la particolare importanza del rispetto del multilinguismo nella Corte di giustizia, dal momento che deve garantire non solo la parità di accesso alla giurisprudenza della Corte di giustizia ma anche la parità di opportunità delle parti in causa dinanzi alla Corte stessa;

13.  si rammarica per le insufficienti informazioni ricevute durante la procedura di discarico in merito all'elenco di attività esterne svolte dai giudici; chiede alla Corte di giustizia di pubblicare sul proprio sito web un registro contenente informazioni dettagliate sulle attività esterne di ciascun giudice che hanno un impatto sul bilancio dell'Unione;

14.  chiede alla Corte di giustizia, nel caso dei due traduttori funzionari in pensione che hanno ottenuto contratti di traduzione, di presentare una relazione che consenta di verificare se la situazione sia conforme a quanto prescritto dallo statuto dei funzionari dell'Unione europea, per quanto riguarda sia il conflitto di interessi sia l'aspetto retributivo;

15.  chiede alla Corte di giustizia di prendere in considerazione la possibilità di consolidare le cancellerie della Corte di giustizia per costituire una cancelleria unica, ai fini di un miglior coordinamento degli atti procedurali tra gli organi giurisdizionali europei;

16.  prende atto dei miglioramenti apportati all'applicazione e-Curia; riconosce che l'applicazione non ha ancora raggiunto il suo pieno potenziale; raccomanda alla Corte di giustizia di elaborare un piano volto a incoraggiare tutti gli Stati membri a utilizzarla;

17.  prende atto del lancio, avvenuto nel 2013, del progetto relativo alle raccolte di giurisprudenza digitali al fine di sostituire le raccolte di giurisprudenza cartacee; ritiene che tale progetto avrebbe potuto essere attuato prima;

18.  è del parere che la Corte di giustizia, tenendo conto dei dati forniti nella relazione annuale di attività, possa ridurre ulteriormente il numero di copie cartacee senza compromettere le proprie responsabilità;

19.  esorta la Corte di giustizia, alla luce del fatto che la sua prima trasmissione in diretta streaming è avvenuta nel 2013, a ricorrere maggiormente alla tecnologia e ad applicarla in misura maggiore agli ambiti lavorativi;

20.  riconosce che la qualità dell'interpretazione in seno alla Corte di giustizia è fondamentale e che non è possibile controllare il numero delle udienze; ritiene tuttavia che una pianificazione più efficiente del calendario delle udienze sia possibile; suggerisce alla Corte di giustizia, nell'ambito delle sue relazioni interistituzionali, di esaminare le migliori prassi attuate dalle altre istituzioni in tale contesto;

21.  prende atto della politica della Corte di giustizia di accordare preferenza alle risorse interne, con particolare riferimento ai servizi di traduzione; è consapevole delle difficoltà nel reperire esperti con competenze giuridiche per alcune combinazioni linguistiche; è tuttavia profondamente preoccupato per il numero estremamente elevato di stanziamenti inutilizzati (2 200 000 EUR) destinati alla traduzione esterna; ritiene pertanto che anche l'esternalizzazione, ove necessaria, dovrebbe portare a ulteriori risparmi;

22.  chiede alla Corte di giustizia di prendere in considerazione la possibilità di attuare un sistema di traduzione "su richiesta" per cause specifiche e di ricorrere con maggiore frequenza agli strumenti di ausilio alla traduzione;

23.  chiede alla Corte di verificare, caso per caso, la necessità della traduzione qualora vi sia una limitata rilevanza per i cittadini dell'Unione;

24.  osserva con preoccupazione le enormi disparità esistenti tra le diverse istituzioni dell'Unione per quanto riguarda i costi di traduzione; chiede pertanto al gruppo di lavoro interistituzionale sulla traduzione di individuare le cause di tali disparità e di proporre soluzioni volte a correggere tale squilibrio e armonizzare i costi di traduzione nel massimo rispetto della qualità e della diversità linguistica; osserva, a tal fine, che il gruppo di lavoro dovrebbe dare nuovo impulso alla collaborazione interistituzionale per condividere le migliori prassi e i migliori risultati nonché individuare gli ambiti in cui è possibile rafforzare la cooperazione o gli accordi tra le istituzioni; osserva che il gruppo di lavoro dovrebbe puntare altresì alla messa a punto di una metodologia unificata di presentazione delle spese di traduzione per tutte le istituzioni al fine di semplificare l'analisi e la comparazione di tali costi; evidenzia che il gruppo di lavoro dovrebbe presentare i risultati di tale lavoro prima della fine del 2015; chiede a tutte le istituzioni di partecipare attivamente alle attività del gruppo di lavoro interistituzionale; ricorda, a tal proposito, l'importanza fondamentale del rispetto del multilinguismo in seno alle istituzioni dell'Unione per garantire parità di trattamento e pari opportunità a tutti i cittadini dell'Unione;

25.  ritiene che, in tempi di crisi e di tagli di bilancio in generale, sia necessario ridurre i costi degli "away days" del personale delle istituzioni dell'Unione e che tali iniziative dovrebbero svolgersi, per quanto possibile, nelle rispettive sedi delle istituzioni, dal momento che il loro valore aggiunto non giustifica costi così elevati;

26.  si attende che la Corte di giustizia continui a cercare nuove sinergie interne, soprattutto nel campo della traduzione e dell'interpretazione;

27.  ribadisce la richiesta che l'ordine del giorno delle sedute della Corte di giustizia sia allegato alla relazione annuale di attività dell'anno corrispondente;

28.  raccomanda che siano fissati criteri oggettivi per la definizione della durata eccessiva del periodo di pronuncia delle sentenze;

29.  constata con rammarico che gli Stati membri che hanno aderito all'Unione dopo il 2004 non sono rappresentanti ai vertici dell'istituzione; ribadisce la necessità di un maggiore equilibrio geografico a tutti i livelli dell'amministrazione;

30.  esprime preoccupazione per la scarsa presenza di donne nei posti di responsabilità della Corte di giustizia (70%-30%); chiede che sia messo a punto un piano per le pari opportunità, in particolare per quanto riguarda i posti dirigenziali, con l'obiettivo di correggere quanto prima tale squilibrio;

31.  osserva che le regole applicate dalla Corte di giustizia per disciplinare l'uso a fini privati delle automobili ufficiali sono simili a quelle applicate da altre istituzioni; reputa opportuno aggiornare tali regole al fine di ridurre i costi, soprattutto nel caso di uso a fini privati;

32.  invita la Corte di giustizia a ridurre il numero di automobili ufficiali a disposizione dei membri e del personale e a riferire al Parlamento in merito ai risparmi realizzati; ritiene che in tal modo sarebbe necessaria una revisione delle assegnazioni dei posti per i conducenti; segnala che i costi dei servizi privati ampliati forniti dai conducenti sono a carico dei contribuenti dell'Unione;

33.  ritiene opportuno che la Corte di giustizia migliori il proprio impegno a favore dell'ambiente sviluppando ulteriormente le misure esistenti volte a ridurre le emissioni e a includere criteri ambientali nelle procedure di appalto;

34.  prende atto dell'impegno della Corte di giustizia a continuare a migliorare il proprio sistema per il monitoraggio e il controllo tempestivi delle procedure di assunzione e di appalto; sostiene i continui sforzi della Corte di giustizia volti a monitorare la gestione delle indennità e a migliorare il livello dei risultati ottenuti;

35.  considera abbastanza elevato il numero di appalti conclusi mediante procedura negoziata; chiede di essere ampiamente informato in merito alle motivazioni alla base di tali decisioni;

36.  invita la Corte di giustizia a includere nelle sue relazioni annuali di attività, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di confidenzialità e protezione dei dati, i risultati e l'esito dei casi chiusi dall'OLAF in cui l'indagine ha riguardato l'istituzione o uno dei membri del suo personale;

37.  prende atto della politica immobiliare della Corte di giustizia allegata alla relazione annuale di attività;

38.  osserva con soddisfazione che la Corte di giustizia ha elaborato una relazione annuale di attività esauriente e dettagliata e vi ha incluso informazioni approfondite sulla sua gestione delle risorse umane, conformemente alle richieste del Parlamento;

39.  è preoccupato quanto alla ritardata adozione delle regole interne in materia di "whistleblowing"; invita la Corte di giustizia a porre in atto tali regole senza ulteriori indugi.

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(4) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


Discarico 2013: bilancio generale dell'UE - Corte dei conti
PDF 261kWORD 79k
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione V – Corte dei conti (2014/2081(DEC))
P8_TA(2015)0125A8-0113/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0155/2014)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0113/2015),

1.  concede il discarico al Segretario generale della Corte dei conti per l'esecuzione del bilancio della Corte dei conti per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione V – Corte dei conti (2014/2081(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione V – Corte dei conti,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0113/2015),

1.  osserva che i conti annuali della Corte dei conti sono sottoposti a revisione contabile da parte di un revisore esterno indipendente – PricewaterhouseCoopers SARL – al fine di applicare alla Corte i medesimi principi di trasparenza e di responsabilità da essa applicati ai soggetti che sottopone a revisione; prende atto del parere del revisore contabile, secondo il quale i rendiconti finanziari presentano un'immagine fedele della situazione finanziaria della Corte;

2.  evidenzia che nel 2013 gli stanziamenti definitivi della Corte dei conti ammontavano a un totale di 142 761 000 EUR (contro i 142 477 000 EUR del 2012) e che il tasso complessivo di esecuzione del bilancio è stato del 92%; si rammarica della flessione del tasso di utilizzo nel 2013 rispetto al 96% del 2012;

3.  sottolinea, tuttavia, che il bilancio della Corte dei conti è puramente amministrativo e che è in gran parte utilizzato per spese inerenti al personale che lavora all'interno dell'istituzione; prende atto della spiegazione relativa al calo del tasso di utilizzo fornita nella relazione della Corte dei conti sulla gestione finanziaria e di bilancio relativa al 2013;

4.  prende atto della nuova strategia della Corte dei conti per il periodo 2013-2017 volta a sviluppare al massimo il suo ruolo di revisore contabile esterno dell'Unione; appoggia il piano stabilito per il 2013 così come l'intenzione della Corte di accrescere la quantità e la qualità delle relazioni di controllo di gestione attraverso il miglioramento dell'efficienza e il potenziamento delle risorse destinate allo scopo; rileva altresì che il numero di tali relazioni è aumentato di circa il 60% dal 2008 e insiste sul fatto che la quantità non deve andare a scapito della qualità;

5.  ricorda alla Corte dei conti che il Parlamento, il Consiglio e la Commissione hanno concordato, al paragrafo 54 dell'orientamento comune sulle agenzie decentrate del 2012, che tutti gli aspetti degli audit esterni commissionati a terzi "rimangono sotto la piena responsabilità della Corte dei conti, che gestisce tutte le procedure amministrative e d'appalto necessarie e le finanzia a carico del proprio bilancio, al pari di tutti gli altri costi associati agli audit esterni commissionati a terzi"; si attende che la Corte dei conti si attenga all'orientamento comune e commissioni e paghi gli audit esterni delle agenzie;

6.  invita la Corte dei conti a effettuare un audit sugli effetti del consolidamento delle cancellerie della Corte di giustizia per costituire una cancelleria unica, ai fini di un miglior coordinamento degli atti procedurali tra gli organi giurisdizionali;

7.  accoglie con favore il programma di riforma interna della Corte dei conti, incluso nella strategia 2013-2017 della medesima e basato sulla relazione del 2014 scaturita dalla peer review, sulla relazione sul futuro della Corte dei conti elaborata dal Parlamento europeo e sull'analisi interna condotta dalla Corte stessa; invita la Corte dei conti a informare puntualmente il Parlamento in merito all'evoluzione e all'attuazione della riforma;

8.  ritiene che nel programma di lavoro della Corte dei conti sia necessario un certo grado di flessibilità per garantire che essa possa adattarsi rapidamente a situazioni impreviste di significativa rilevanza suscettibili di richiedere un audit o un'attenzione particolari e che possa accantonare tematiche contemplate dal programma nel frattempo divenute obsolete; reputa parimenti importante che la Corte consegua una certa diversificazione e un certo equilibrio anziché concentrarsi troppo, con frequenza eccessiva, su determinati settori d'attività; richiama l'attenzione della Corte dei conti sulle priorità politiche dei legislatori e sui temi di maggiore interesse per i cittadini dell'Unione quali segnalati dalla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento;

9.  sostiene la Corte dei conti nei suoi sforzi volti a destinare maggiori risorse ai controlli di gestione; ricorda che la Corte dei conti dovrebbe garantire che i revisori ai quali sono state assegnate verifiche contabili specifiche dispongano delle conoscenze tecniche e delle competenze metodologiche necessarie;

10.  ricorda alla Corte dei conti la necessità di migliorare i calendari, soprattutto per le sue relazioni speciali, senza che ciò vada a discapito della qualità di queste ultime; constata con rammarico che la tempestività delle risultanze dell'audit continua ad essere ben lontana dall'obiettivo di lungo periodo; raccomanda che la Corte dei conti si ponga l'obiettivo di ridurre la durata di ciascuna fase del piano per il controllo di gestione;

11.  rileva che la metodologia della Corte dei conti deve essere coerente e applicarsi a tutti gli ambiti di gestione; è consapevole che un ulteriore adeguamento potrebbe portare a incongruenze nelle definizioni di quelle che per la Corte sono operazioni illecite nella gestione diretta e concorrente;

12.  osserva che per elaborare una relazione speciale servono tuttora in media 20 mesi, come nel 2012; constata con rammarico che la Corte dei conti non ha raggiunto l'obiettivo strategico di un periodo medio di 18 mesi per la stesura delle relazioni speciali; invita la Corte di conti ad allegare a ogni relazione speciale informazioni dettagliate sul contesto in cui essa si inserisce e sulle varie tappe della sua elaborazione;

13.  ritiene che le raccomandazioni contenute nelle relazioni speciali dovrebbero essere più chiare e presentare in maniera coerente i comportamenti positivi e negativi dei paesi interessati;

14.  prende atto del fatto che le recenti modifiche nel regolamento del PE, finalizzate a una maggiore partecipazione delle commissioni parlamentari nei vari settori con riferimento alle relazioni speciali, non hanno pienamente risposto alle aspettative; si impegna a studiare formule atte a migliorare le procedure parlamentari concernenti le relazioni speciali della Corte dei conti;

15.  sostiene l'ulteriore potenziamento dei posti di revisore contabile nel 2013; prende atto dell'avvenuta assunzione di nuovo personale per i posti di audit e del minor numero di posti vacanti alla fine del 2013, rispetto al 2012;

16.  prende atto del fatto che la Corte dei conti riconosce di non tener conto di criteri geografici per la nomina dei funzionari a posti di responsabilità; invita in proposito la Corte dei conti a fare il necessario per ovviare in futuro al notevole squilibrio esistente al suo interno sotto questo profilo, soprattutto per quanto concerne le posizioni direttive;

17.  deplora che il piano d'azione per le pari opportunità, lanciato dalla Corte dei conti nel 2012 per garantire l'equilibrio di genere, non abbia dato i risultati sperati, soprattutto per quanto riguarda le posizioni di responsabilità; rileva che, dei 70 posti di direttore e capo unità, solo 21 sono ricoperti da donne, la maggior parte delle quali, inoltre, è in servizio presso le direzioni della traduzione e dell'amministrazione; sottolinea, accogliendolo con soddisfazione, l'aumento del numero di donne fra gli auditor, il che si ripercuoterà indubbiamente sulla presenza di donne in posizioni di responsabilità in questo settore; prende atto dell'impegno della Corte dei conti a rivedere in tempi brevi il piano d'azione per le pari opportunità al fine di individuare soluzioni efficaci che permettano di raggiungere quanto prima gli obiettivi fissati in materia;

18.  invita la Corte dei conti a includere nella relazione annuale di attività un quadro riassuntivo del personale che ricopre posizioni manageriali, fornendo una ripartizione per nazionalità, genere e posizione in organico;

19.  constata con compiacimento che l'edificio K3 è stato completato nel rispetto del budget e dei tempi previsti;

20.  chiede che alla relazione annuale di attività della Corte dei conti sia allegata una descrizione della politica immobiliare dell'istituzione, segnatamente in considerazione dell'importanza di razionalizzare opportunamente i costi di tale politica, che non devono essere eccessivi;

21.   prende atto del fatto che, presso la Corte dei conti, il costo delle traduzioni varia notevolmente a seconda della lingua (con differenze anche di 100 EUR per pagina, in funzione della lingua); è del parere che differenze di costo così grandi, anche tenendo conto dei costi indiretti, debbano essere analizzate e corrette;

22.  prende atto con preoccupazione delle enormi disparità esistenti tra le varie istituzioni dell'Unione per quanto riguarda i costi di traduzione; invita pertanto il gruppo di lavoro interistituzionale sulla traduzione a identificare le cause di tali disparità e a proporre soluzioni per porre fine a questi squilibri e armonizzare i costi di traduzione, garantendo nel contempo il massimo rispetto per la qualità e la diversità linguistica; rileva, a questo proposito, l'opportunità che il gruppo di lavoro dia nuovo impulso alla collaborazione interistituzionale per condividere prassi e risultati di eccellenza e identificare gli ambiti nei quali è possibile rafforzare la cooperazione o gli accordi tra istituzioni; osserva che il gruppo di lavoro dovrebbe perseguire anche la messa a punto di una metodologia unificata per la presentazione delle spese di traduzione che tutte le istituzioni potranno utilizzare, allo scopo di semplificare l'analisi e la comparazione dei costi; osserva che il gruppo di lavoro dovrebbe presentare i suoi risultati entro la fine del 2015; invita tutte le istituzioni dell'Unione a partecipare attivamente alle attività del gruppo di lavoro interistituzionale; ricorda, a tale proposito, l'importanza fondamentale del rispetto del multilinguismo in seno alle istituzioni dell'Unione per garantire parità di trattamento e di opportunità a tutti i cittadini dell'Unione;

23.  ritiene che, in epoca di crisi e di tagli di bilancio in generale, occorra ridurre i costi degli "away days" del personale delle istituzioni dell'Unione e che tali iniziative dovrebbero svolgersi, per quanto possibile, presso le sedi delle istituzioni stesse, dal momento che il loro valore aggiunto non giustifica spese tanto elevate;

24.  riconosce che la Corte dei conti ha realizzato progressi quanto alla definizione e precisazione delle competenze e responsabilità della sezione "coordinamento, valutazione, affidabilità e sviluppo" (CEAD); incoraggia la Corte dei conti a continuare a impegnarsi in questo senso e chiede di essere informato in merito alle misure adottate per migliorare i risultati dell'attività di tale sezione;

25.  constata che nel 2013 la Corte dei conti ha segnalato quattordici casi di frode sospetta emersi nel quadro della sua attività di audit e dieci casi emersi a seguito di segnalazioni inviate all'Ufficio europeo antifrode (OLAF); osserva che l'OLAF ha deciso di avviare un'inchiesta in sette dei quattordici casi, mentre nei casi restanti le informazioni sono state trasmesse a un'altra autorità affinché vi fosse dato seguito;

26.  invita la Corte dei conti europea a includere nelle sue relazioni annuali di attività, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di confidenzialità e protezione dei dati, l'esito e le conseguenze dei casi chiusi dall'OLAF nei quali l'indagine ha riguardato l'istituzione o uno dei membri del suo personale;

27.  si compiace delle analisi di follow-up del revisore interno per il 2013 e dei progressi compiuti nell'individuare e porre in ordine di priorità i rischi operativi e finanziari, così come nella messa a punto di adeguati controlli per la riduzione dei rischi;

28.  rileva che la politica di sicurezza dell'informazione ha bisogno di una strategia di sicurezza aziendale coordinata e armonizzata; sottolinea che è possibile migliorare l'efficienza della gestione e i controlli interni nei principali ambiti di competenza della Corte dei conti;

29.  prende atto dell'introduzione, presso la Corte, di un nuovo sistema di supporto all'audit (ASSYST) quale applicazione interna di audit; chiede di essere informato in merito agli obiettivi di risultato fissati per questa applicazione;

30.  prende atto del fatto che la Corte dei conti ha assicurato di adottare tutte le misure possibili per garantire che gli stanziamenti relativi alle missioni siano utilizzati nel rigoroso rispetto dei principi di economia, efficienza ed efficacia;

31.  prende altresì atto dell'introduzione di nuove applicazioni informatiche per migliorare la gestione dei corsi di lingue; confida nel fatto che questi strumenti miglioreranno ulteriormente la gestione della formazione linguistica;

32.  comprende che la Corte dei conti sia interessata a valutare la sua presenza nei media; ritiene, tuttavia, che debba migliorare la chiarezza dei suoi messaggi; suggerisce, pertanto, che la qualità editoriale di tutti i testi della Corte dei conti sia oggetto di un processo centralizzato;

33.  apprezza la cooperazione fra la Corte dei conti e la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo e si compiace del feedback sistematico in risposta alle richieste del Parlamento; invita la Corte dei conti a includere nella sua relazione annuale di attività, analogamente alla maggior parte delle altre istituzioni, una sezione specifica sul seguito dato alle raccomandazioni formulate dal Parlamento in occasione del discarico alla Corte per l'esercizio precedente; invita nondimeno la Corte dei conti e le autorità di discarico a migliorare ulteriormente la loro cooperazione per accrescere l'efficienza e l'efficacia del loro lavoro;

34.  ritiene che le relazioni della Corte dei conti, e in particolare le relazioni speciali, forniscano un importante contributo ai fini di un approccio finalizzato a una migliore qualità della spesa per quanto riguarda le risorse dell'Unione; è del parere che le relazioni della Corte dei conti potrebbero avere un valore aggiunto addirittura maggiore se integrate da una serie di misure correttive da adottare a livello dell'Unione, corredate di un calendario per la loro attuazione, al fine di conseguire i risultati e gli obiettivi definiti dai programmi, dai Fondi o dalle politiche dell'Unione; ritiene che questa maggiore attenzione per i risultati, in particolare per i risultati a lungo termine, conformemente ai principi di efficienza ed efficacia, migliorerebbe pertanto il necessario processo di follow-up da parte della Corte, nell'ambito del quale verrebbero monitorati gli effetti delle raccomandazioni proposte;

35.  chiede alla Corte dei conti di esaminare la possibilità di anticipare la presentazione della sua relazione annuale, nel rispetto dei parametri fissati dal regolamento finanziario dell'Unione.

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(4) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


Discarico 2013: bilancio generale dell'UE - Comitato economico e sociale europeo
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Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo (2014/2082(DEC))
P8_TA(2015)0126A8-0114/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0151/2014)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0114/2015),

1.  concede il discarico al Segretario generale del Comitato economico e sociale europeo per l'esecuzione del bilancio del Comitato economico e sociale europeo per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Servizio europeo per l'azione esterna, al Comitato delle regioni, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dat, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo (2014/2082(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo,

–  vista la decisione del Mediatore europeo del 26 febbraio 2015 che chiude la sua indagine di iniziativa OI/1/2014/PMC sulle regole interne relative alla denuncia di irregolarità ("whistleblowing"),

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0114/2015),

1.  si compiace del fatto che la Corte dei conti, sulla base del lavoro di audit svolto, sia giunta alla conclusione che i pagamenti per le spese amministrative e di altra natura delle istituzioni e degli organismi relativi all'esercizio chiuso il 31 dicembre 2013 siano, nell'insieme, privi di errori rilevanti;

2.  rileva con soddisfazione che, nella sua relazione annuale 2013, la Corte dei conti non ha constatato per il Comitato economico e sociale europeo (CESE) significativi punti deboli per quanto riguarda gli aspetti relativi a risorse umane e appalti sottoposti ad audit;

3.  prende atto che nel 2013 il bilancio del CESE ammontava a 130 104 400 EUR (nel 2012 a 128 816 588 EUR), con un tasso di utilizzo del 94,1%; si rammarica della diminuzione del tasso di utilizzo registrato nel 2013 rispetto al 96,8 % del 2012;

4.  sottolinea tuttavia che il bilancio del CESE è puramente amministrativo e che gran parte di esso è utilizzata per spese relative a persone che lavorano all'interno dell'istituzione, mentre il resto riguarda spese relative a immobili, mobilio e attrezzature nonché costi di funzionamento vari; prende atto della spiegazione fornita dal CESE, in base a cui la diminuzione del tasso di utilizzo è dovuta all'adozione di misure precauzionali;

5.  fa notare che le ragioni alla base dell'inaspettata sentenza sull'adeguamento salariale non trovano più applicazione a seguito dell'accordo sul nuovo Statuto del personale del 2014;

6.  prende atto dell'aumento dell'1 % del bilancio 2013 rispetto al bilancio annuale precedente; appoggia gli sforzi del CESE volti a limitare i bilanci dei prossimi anni, assicurando in tal modo un aumento forfettario;

7.  prende atto delle osservazioni sul seguito dato alla risoluzione del Parlamento sul discarico 2012, allegate alla relazione annuale d'attività del CESE; ribadisce la sua richiesta di essere informato in merito alla revisione dettagliata delle spese e ai risultati di tale esercizio;

8.  accoglie con favore l'intenzione del CESE di prevedere una migliore programmazione dei lavori nell'ambito del processo legislativo, non aumentando necessariamente il numero di pareri ma prestando maggiore attenzione alla qualità degli stessi;

9.  rileva che il CESE ha applicato le nuove regole di rimborso delle spese di viaggio dei membri basate sui costi effettivi come raccomandato dal Parlamento; ricorda che il sistema dovrebbe essere pienamente operativo nell'autunno del 2015, quando avrà inizio il prossimo mandato del CESE;

10.  prende atto della cooperazione fra il CESE e la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento, in particolare in relazione alla procedura di discarico;

11.  rileva che il ricorso alla traduzione esterna è diminuito attestandosi al 2,9 % nel 2013 rispetto al 4,5 % del 2012; ritiene tuttavia che anche la produttività del servizio interno di traduzione abbia registrato un calo;

12.  osserva con preoccupazione le enormi disparità esistenti fra i costi di traduzione delle varie istituzioni europee; chiede pertanto che il gruppo di lavoro interistituzionale sulla traduzione individui le cause di tali disparità e proponga soluzioni intese a porre fine a questo squilibrio e a giungere all'armonizzazione dei costi di traduzione nel pieno rispetto della qualità e della diversità linguistica; osserva che, a tale scopo, il gruppo di lavoro dovrebbe rilanciare la collaborazione tra le istituzioni ai fini della condivisione delle migliori prassi e dei migliori risultati, nonché dell'individuazione di quegli ambiti nei quali è possibile rafforzare la cooperazione o gli accordi tra le istituzioni; rileva altresì che il gruppo di lavoro dovrebbe mirare a istituire una metodologia comune di presentazione dei costi di traduzione per tutte le istituzioni, onde semplificare l'analisi e il raffronto delle spese; osserva che il gruppo di lavoro dovrebbe presentare i risultati della propria attività entro la fine del 2015; chiede a tutte le istituzioni di partecipare attivamente ai lavori del gruppo di lavoro interistituzionale; ricorda a tal proposito l'importanza fondamentale del rispetto del multilinguismo nelle istituzioni europee onde garantire la parità di trattamento e di opportunità a tutti i cittadini dell'Unione;

13.  prende atto dell'accordo di cooperazione tra il CESE, il Comitato delle regioni e il Parlamento, che è stato sottoscritto il 5 febbraio 2014 e che è iniziato con il trasferimento di una parte considerevole del personale dei Comitati al nuovo Servizio di ricerca del Parlamento europeo; si attende che l'evoluzione di tale accordo sarà equilibrata, apporterà gli stessi vantaggi alle tre istituzioni e contribuirà in modo positivo all'ulteriore razionalizzazione delle risorse; invita ciascuna delle istituzioni, trascorso un anno dall'avvio della cooperazione, a procedere a una valutazione individuale dell'impatto dell'accordo sia dal punto di vista delle risorse umane che della spesa, delle sinergie, del valore aggiunto e della qualità dei contenuti;

14.  invita il CESE a includere nella relazione annuale di attività una panoramica del personale che occupa posizioni dirigenziali suddivisa per nazionalità, genere e posizione;

15.  esprime preoccupazione per la mancanza di figure femminili nei posti di responsabilità del CESE (61% - 39%); chiede che si attui un piano per le pari opportunità in particolare per quanto concerne le posizioni dirigenziali, onde rimediare quanto prima a questo squilibrio;

16.  raccomanda al CESE di continuare a procedere alla regolare verifica dei risparmi di bilancio derivanti dall'attuazione del nuovo accordo di cooperazione amministrativa con il Comitato delle regioni; chiede che gli vengano trasmesse informazioni dettagliate sui risultati di tale cooperazione;

17.  osserva che il prossimo riesame a medio termine di tale accordo di cooperazione sarà il momento opportuno per valutare l'accordo e correggere eventuali carenze individuate;

18.  chiede che siano fornite informazioni dettagliate sui risultati del riesame a medio termine e si attende che tale valutazione includa anche un'analisi congiunta delle economie di bilancio realizzate grazie alla cooperazione;

19.  rileva che il ricorso agli strumenti di videoconferenza è ancora limitato; riconosce che sono in corso di attuazione misure volte ad ampliarne l'utilizzo; chiede di essere informato in merito ai progressi compiuti in questo ambito;

20.  considera positiva la diminuzione della quota di servizi di interpretazione richiesti e non utilizzati, scesa dal 7,6% del 2012 al 5,1% del 2013; sottolinea tuttavia che tale tasso è ancora elevato e chiede un'ulteriore riduzione dei costi di interpretazione;

21.  ritiene che in un periodo di crisi e di restrizioni di bilancio in generale, i costi delle giornate esterne ("away days") del personale delle istituzioni europee debbano essere ridotti e che questi eventi dovrebbero svolgersi, nella misura del possibile, nelle sedi proprie delle istituzioni, in quanto il valore aggiunto che ne deriva non giustifica spese così elevate;

22.  esprime preoccupazione per il fatto che diversi grandi eventi in programma per l'anno 2013 siano stati annullati o rinviati; esorta il CESE a pianificare meglio e a razionalizzare l'organizzazione dei suoi eventi interni;

23.  prende atto delle informazioni fornite in merito al nuovo contratto di assicurazione entrato in vigore il 1° luglio 2012 a copertura dei delegati della commissione consultiva per le trasformazioni industriali;

24.  si rammarica della sentenza pubblicata il 22 maggio 2014 con cui il Tribunale della funzione pubblica condanna il CESE per aver violato la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea nell'ambito del licenziamento di un membro del suo personale nel 2013; deplora altresì la sentenza negativa nei confronti del CESE emessa dalla Corte di giustizia dell'Unione europea l'8 ottobre 2014 nella causa T-530/12 P, M. B.G. c/CESE relativa alla denuncia di irregolarità contro l'ex Segretario generale da parte del capo del servizio giuridico del CESE; invita il CESE e il suo nuovo Segretario generale ad adottare misure adeguate per evitare che si verifichino altre gravi violazioni della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione, a informare il suo Ufficio di presidenza, i membri e tutto il personale sul contenuto delle due sentenze e sul fatto che i funzionari e il personale statutario hanno l'obbligo di denunciare irregolarità e che l'Ufficio di presidenza del CESE è un organo competente per la ricezione di questo tipo di denunce; chiede inoltre di essere informato in merito al totale delle spese legali sostenute negli ultimi cinque anni per casi concernenti il personale che sono stati trattati dinanzi ai tribunali o al Mediatore;

25.  esprime preoccupazione per il ritardo nell'adozione delle regole interne relative alle denunce di irregolarità; invita il CESE ad applicare tali norme senza ulteriori indugi;

26.  rileva che il servizio di audit interno è composto da tre persone; osserva che congedi di malattia prolungati hanno ridotto in maniera considerevole la disponibilità di personale nel 2013; invita il CESE a rafforzare il servizio di audit interno e ad ampliare il campo delle sue indagini;

27.  invita il CESE a includere nelle sue relazioni annuali di attività, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di confidenzialità e protezione dei dati, i risultati e l'esito dei casi chiusi dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode, nei quali l'istituzione o le persone che lavorano per essa sono state soggette a indagini;

28.  esige che la politica immobiliare del CESE sia allegata alla relazione annuale di attività, in particolare in considerazione del fatto che è importante che i costi di tale politica siano opportunamente razionalizzati e non risultino eccessivi;

29.  ribadisce la necessità di migliorare la visibilità del CESE rafforzando in maniera adeguata la politica di informazione e comunicazione.

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(4) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


Discarico 2013: Bilancio generale dell'UE - Comitato delle regioni
PDF 255kWORD 74k
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione VII – Comitato delle regioni (2014/2083(DEC))
P8_TA(2015)0127A8-0105/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0152/2014)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0105/2015),

1.  concede il discarico al Segretario generale del Comitato delle regioni per l'esecuzione del bilancio del Comitato delle regioni per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Servizio europeo per l'azione esterna, al Comitato delle regioni, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione VII – Comitato delle regioni (2014/2083(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione VII – Comitato delle regioni,

–  vista la decisione del Mediatore europeo, del 26 febbraio 2015, nel quadro della chiusura dell'indagine di iniziativa OI/1/2014/PMC sulla denuncia di irregolarità,

–  viste le nuove norme in materia di protezione degli informatori,

–  vista la sentenza del Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea, del 7 maggio 2013,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0105/2015),

1.  rileva con soddisfazione che, nella sua relazione annuale 2013, la Corte dei conti ha constatato che per il Comitato delle regioni (in appresso "il Comitato") non sono emerse debolezze significative in merito agli aspetti sottoposti ad audit che riguardano le risorse umane e gli appalti;

2.  si compiace del fatto che la Corte dei conti, sulla base del lavoro di audit svolto, abbia concluso che i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 per le spese amministrative e di altra natura delle istituzioni e degli organismi sono, nell'insieme, privi di errori rilevanti;

3.  osserva che nel 2013 il Comitato aveva un bilancio approvato di 87 373 000 EUR (86 503 000 EUR nel 2012), di cui 84 800 000 EUR in stanziamenti di impegno, con un tasso di utilizzo del 97%; si rammarica della diminuzione del tasso di utilizzo nel 2013 rispetto al 98,2% del 2012;

4.  sottolinea tuttavia che il bilancio del Comitato è puramente amministrativo, e che gran parte dello stesso è utilizzata per spese relative a persone che lavorano all'interno dell'istituzione, mentre l'importo restante riguarda spese relative a immobili, mobilio e attrezzature nonché costi di funzionamento vari; prende atto della spiegazione del Comitato in merito alla diminuzione del tasso di utilizzo;

5.  evidenzia che le motivazioni alla base dell'inattesa sentenza sull'adeguamento delle retribuzioni non sono più applicabili in seguito all'accordo in merito al nuovo statuto del personale concluso nel 2014;

6.  accoglie con favore la Relazione annuale sulla sussidiarietà 2013 che presenta una panoramica delle attività di controllo della sussidiarietà del Comitato per l'intero anno; ritiene che la relazione sia un utile strumento per l'attività legislativa del Parlamento; chiede che l'avvio di simili relazioni sia adeguatamente pubblicizzato e che esse siano trasmesse ai colegislatori;

7.  prende atto della costituzione di un nuovo gruppo politico (ECR) in seno al Comitato e della limitata incidenza finanziaria della sua costituzione nel 2013; accoglie con favore le informazioni fornite nella relazione annuale di attività in merito alle attività politiche del Comitato e chiede di essere ulteriormente aggiornato sui progetti e informato circa le incidenze di bilancio delle misure adottate;

8.  riconosce la cooperazione fra il Comitato e la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento, in particolare in relazione alla procedura di discarico;

9.  rileva con soddisfazione che le raccomandazioni e le richieste formulate dalla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento sono registrate dal servizio bilancio del Comitato in una banca dati centrale e che ne viene regolarmente monitorata l'attuazione; accoglie con favore la creazione, nel quadro dell'audit interno, di un comitato composto da cinque membri e da un esperto esterno, che finora ha tenuto conto delle raccomandazioni della Corte dei conti e del Parlamento;

10.  accoglie favorevolmente il nuovo sistema di bilancio basato su attività posto in essere dal Comitato, che è maggiormente in linea con le caratteristiche specifiche delle istituzioni di minori dimensioni e permette di avere una visione più completa dei costi e delle attività previste; chiede al Comitato di effettuare una valutazione dei benefici ottenuti in seguito all'applicazione del nuovo sistema;

11.  prende atto dell'accordo di cooperazione tra il Comitato economico e sociale europeo (CESE), il Comitato e il Parlamento, che è stato infine sottoscritto il 5 febbraio 2014 e ha portato a un consistente trasferimento di personale dai comitati al nuovo servizio Ricerca del Parlamento europeo (ERPS); si attende che l'evoluzione di tale accordo sarà equilibrata, apporterà gli stessi vantaggi alle tre istituzioni e contribuirà in modo positivo all'ulteriore razionalizzazione delle risorse; chiede a ciascuna istituzione di effettuare, trascorso il primo anno dall'avvio della collaborazione, una valutazione individuale dell'impatto di tale accordo sia dal punto di vista delle risorse umane che dei consumi, delle sinergie, del valore aggiunto e dei contenuti;

12.  osserva che la domanda di traduzione è calata del 19,1% rispetto al 2012; rileva tuttavia che anche la produttività del servizio interno di traduzione è diminuita;

13.  prende atto dell'intenzione del Comitato di razionalizzare le richieste di traduzione e di standardizzare alcuni tipi di documenti; sostiene l'iniziativa e chiede di essere pienamente informato in merito alla sua attuazione; rileva con preoccupazione che una parte del personale interno della traduzione è stato trasferito al nuovo servizio Ricerca del Parlamento europeo (ERPS), in virtù dell'accordo di cooperazione; chiede al Comitato di condurre uno studio specifico sull'impatto di questi tagli sulla qualità e sull'efficienza dei suoi servizi di traduzione;

14.  osserva che è stata concordata con altre istituzioni una metodologia comune per il calcolo e il confronto dei costi di traduzione e di altri indicatori; invita il Comitato a informare l'autorità di discarico in merito all'attuazione della metodologia comune concordata;

15.  ritiene che in un periodo di crisi e di tagli di bilancio in generale, i costi legati agli "away day" del personale delle istituzioni dell'Unione debbano essere ridotti e che tali eventi dovrebbero svolgersi, per quanto possibile, nelle sedi stesse delle istituzioni, dal momento che il loro valore aggiunto non giustifica costi così elevati;

16.  rileva con soddisfazione che il Comitato ha incluso informazioni sui servizi di interpretazione non utilizzati nella relazione annuale di attività per il 2013; valuta positivamente il fatto che la quota di servizi di interpretazione non utilizzati sia diminuita dal 3,23% nel 2012 al 2,51% nel 2013; ritiene che sia possibile migliorare ulteriormente tale percentuale e invita il Comitato a pianificare meglio le proprie riunioni;

17.  rileva che gli strumenti di videoconferenza continuano a essere utilizzati in modo limitato; riconosce che sono in corso di attuazione misure volte ad ampliarne l'utilizzo; chiede di essere informato in merito ai progressi compiuti in questo ambito;

18.  raccomanda al Comitato di continuare a procedere alla regolare verifica dei risparmi di bilancio derivanti dall'attuazione del nuovo accordo di cooperazione amministrativa con il CESE; chiede che gli vengano trasmesse informazioni dettagliate sui risultati di tale cooperazione;

19.  osserva che il prossimo riesame a medio termine del nuovo accordo di cooperazione rappresenterà il momento opportuno per valutare l'accordo e correggere eventuali carenze individuate;

20.  chiede che siano fornite informazioni dettagliate sui risultati del riesame intermedio e si attende che tale valutazione includa anche un'analisi congiunta delle economie di bilancio realizzate grazie all'accordo di cooperazione;

21.  insiste sulla necessità di migliorare la visibilità dell'istituzione attraverso il rafforzamento dell'adeguata politica di informazione e di comunicazione;

22.  esprime preoccupazione per la mancanza di figure femminili nei posti di responsabilità del Comitato (67% - 33%); chiede che si attui un piano per le pari opportunità in particolare per quanto concerne le posizioni dirigenziali, onde rimediare quanto prima a questo squilibrio;

23.  invita il Comitato a includere nelle sue relazioni annuali di attività, conformemente alle norme esistenti sulla riservatezza e sulla protezione dei dati, i risultati e l'esito dei casi chiusi dell'OLAF, nei quali l'istituzione o le persone che lavorano per essa sono stati oggetto di indagine;

24.  esige che la politica immobiliare del Comitato sia allegata alla relazione annuale di attività, in particolare in considerazione del fatto che è importante che i costi di tale politica siano opportunamente razionalizzati e non risultino eccessivi;

25.  si congratula con il Comitato per la qualità costante della relazione annuale di attività e per l'esauriente relazione annuale d'impatto che esso fornisce e che rappresenta uno strumento importante per valutare il suo lavoro; rileva con soddisfazione che nella relazione annuale d'attività figura una tabella esaustiva di tutte le risorse umane a disposizione del Comitato;

26.  evidenzia che i membri del Comitato sono rappresentanti locali e regionali democraticamente legittimati che svolgono attività politica; ritiene pertanto che dovrebbero essere soggetti alle stesse regole applicabili agli altri esponenti politici nazionali o europei per quanto concerne il loro accesso alla Commissione e ai suoi servizi;

27.  è preoccupato per il ritardo nell'adozione delle regole interne sulla segnalazione di irregolarità; invita il Comitato ad attuare tali regole senza ulteriori indugi;

28.  ricorda che il Comitato si occupa del medesimo caso di denuncia di irregolarità dal 2003; sottolinea il costo considerevole che ne consegue per i contribuenti dell'Unione nonché il pregiudizio subito dal denunciante; sollecita il Comitato delle regioni a conformarsi senza indugio alle conclusioni della sentenza del Tribunale della funzione pubblica, del 7 maggio 2013, a riconoscere come legittima l'azione del denunciante e ad archiviare definitivamente il caso;

29.  sottolinea che il Parlamento non tollererà alcun maltrattamento degli informatori al suo interno o in altre istituzioni dell'Unione e ribadisce il suo totale impegno nei confronti della legislazione in materia di protezione degli informatori, nello spirito e nella lettera.

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(4) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


Discarico 2013: bilancio generale dell'UE - Mediatore europeo
PDF 251kWORD 70k
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione VIII – Mediatore europeo (2014/2084(DEC))
P8_TA(2015)0128A8-0115/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0153/2014)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 accompagnata dalle risposte delle istituzioni controllate(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0115/2015),

1.  concede il discarico al Mediatore europeo per l'esecuzione del bilancio del Mediatore europeo per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione VIII – Mediatore europeo (2014/2084(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione VIII – Mediatore europeo,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0115/2015),

1.  rileva con soddisfazione che la Corte dei conti, nella sua relazione annuale 2013, ha osservato di non aver individuato debolezze significative riguardo agli aspetti sottoposti a audit relativi alle risorse umane e agli appalti per quanto concerne il Mediatore europeo ("il Mediatore");

2.  sottolinea che la Corte dei conti, sulla base del lavoro di audit svolto, ha concluso che i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 per le spese amministrative e di altra natura delle istituzioni e degli organismi sono, nell'insieme, privi di errori rilevanti;

3.  sottolinea che il bilancio del Mediatore è puramente amministrativo e nel 2013 ammontava a 9 731 371 EUR (EUR 9 516 500 nel 2012), di cui 7 567 371 EUR assegnati al titolo 1 (spese relative alle persone appartenenti all'istituzione), 1 606 700 EUR al titolo 2 (immobili, materiale e spese varie di funzionamento) e 557 300 EUR al titolo 3 (spese risultanti dall'esecuzione da parte dell'istituzione di compiti specifici);

4.  prende atto che, degli stanziamenti complessivi, il 98,20% è stato impegnato (rispetto al 98,30% nel 2012) e il 91,82% pagato (rispetto all'88,69% nel 2012), con un tasso di esecuzione del 98,20% (rispetto al 95,88% per il 2012); si compiace dei risultati conseguiti nel 2013;

5.  prende atto dei continui miglioramenti della programmazione finanziaria e del suo controllo; chiede che tale sforzo sia portato avanti nei prossimi esercizi di bilancio;

6.  appoggia il piano di gestione annuale del Mediatore per il 2013, in cui è incluso un quadro di indicatori chiave di performance al fine di misurare i risultati ottenuti dal suo Ufficio a livello di conseguimento degli obiettivi;

7.  prende atto dell'impegno del Mediatore di continuare a migliorare il proprio sistema per il monitoraggio e il controllo tempestivi delle procedure di assunzione e di appalto; sostiene il Mediatore affinché continui a monitorare la gestione delle indennità e a migliorare i suoi livelli di prestazione;

8.  prende atto del fatto che il Mediatore si adopera costantemente per migliorare la pianificazione finanziaria onde assicurare l'attuazione più efficace possibile del bilancio;

9.  invita il Mediatore a indicare nella prossima relazione annuale di attività la quota non utilizzata dei servizi di interpretazione richiesti durante il relativo esercizio;

10.  osserva con preoccupazione le enormi disparità esistenti nei costi di traduzione tra le varie istituzioni dell'Unione; chiede, pertanto, che il Gruppo di lavoro interistituzionale sulla traduzione individui le cause di dette disparità e proponga soluzioni per porre fine a tale squilibrio e conseguire l'armonizzazione dei costi di traduzione garantendo il massimo rispetto della qualità e della diversità linguistica; osserva che il Gruppo di lavoro, a tal fine, dovrebbe rilanciare la collaborazione tra le istituzioni allo scopo di porre in comune le migliori prassi e risultati nonché individuare gli ambiti in cui si possa rafforzare la cooperazione o gli accordi tra istituzioni; osserva che il Gruppo di lavoro dovrebbe anche prefiggersi l'obiettivo di creare una metodologia unificata per presentare i costi della traduzione per tutte le istituzioni al fine di semplificare l'analisi e il raffronto di tali costi; osserva che il Gruppo di lavoro dovrebbe presentare tali risultati prima della fine del 2015; chiede a tutte le istituzioni che partecipino attivamente ai lavori del Gruppo di lavoro interistituzionale; ricorda in tal senso l'importanza fondamentale del rispetto del multilinguismo nelle istituzioni dell'Unione per garantire la parità di trattamento e di opportunità a tutti i cittadini dell'Unione;

11.  prende atto delle conclusioni del revisore interno nelle relazioni di audit 2013 secondo cui i sistemi di gestione e di controllo interni sono efficaci e secondo cui tutte le azioni pendenti sono state chiuse;

12.  accoglie favorevolmente il fatto che nel 2013 si sia conseguito ampiamente l'obiettivo di chiudere casi in meno di un anno (70%); ritiene tuttavia che la percentuale di indagini archiviate nel lasso di tempo di 18 mesi, pur essendo passata dal 79% all'81%, sia ancora al di sotto dell'obiettivo fissato da Mediatore; è convinto che l'obiettivo del 90% sia realistico e possa essere realizzato; si aspetta che tale obiettivo sia conseguito nel 2014 e che i risultati afferenti siano esposti in modo dettagliato nella relazione annuale di attività; valuta positivamente l'avvio di indagini specifiche di propria iniziativa e chiede di essere informato sui primi risultati;

13.  accoglie favorevolmente il fatto che il Mediatore abbia conseguito il primo livello di riconoscimento "Impegno verso l'eccellenza" della Fondazione europea per la gestione della qualità nel 2012 e che abbia continuato a mantenere una relazione eccellente e produttiva con la Fondazione nel 2013;

14.  attira l'attenzione sulle spese elevate destinate agli "away days", conferenze o eventi simili per il personale dell'Ufficio del Mediatore europeo nel 2013 che superano nettamente quelle del resto delle altre istituzioni; ritiene che, in un periodo di crisi e di tagli di bilancio in generale, i costi degli "away days" del personale delle istituzioni dell'Unione debbano essere ridotti e che tali giornate dovrebbero tenersi, nella misura del possibile, nelle stesse sedi delle istituzioni dato che il valore aggiunto risultante dalle stesse non giustifica spese così elevate;

15.  si compiace che una donna sia stata eletta Mediatore europeo; mostra preoccupazione, tuttavia, per la mancanza di donne in posti di responsabilità presso l'Ufficio del Mediatore; sollecita che venga avviato un piano di pari opportunità, in particolare per quanto riguarda i posti direttivi onde risolvere quanto prima questo squilibrio;

16.  ritiene che il Mediatore debba proseguire i suoi sforzi per una costante qualità della relazione annuale di attività e per fornire una relazione d'impatto annuale esauriente, che costituisce uno strumento importante per la valutazione delle sue attività;

17.  chiede che la politica immobiliare del Mediatore sia allegata nella sua relazione annuale di attività, specialmente dato che è importante che i costi di tale politica siano adeguatamente razionalizzati e che non siano eccessivi;

18.  invita il Mediatore a includere nelle sue relazioni annuali di attività, conformemente alle norme esistenti sulla riservatezza e sulla protezione dei dati, i risultati e le conseguenze dei casi archiviati dall'OLAF, in cui l'istituzione o suoi funzionari siano stati oggetto di indagine;

19.  esorta, concordando assolutamente con la politica di trasparenza promossa dall'Ufficio del Mediatore europeo, l'avvio di una procedura che valuti anteriormente l'eventuale impatto di determinate pubblicazioni al fine di corredarle di una relazione esplicativa che eviti usi tendenziosi; sottolinea che tale procedura dovrà essere lanciata su richiesta del Mediatore in cooperazione con il Garante europeo della protezione dei dati, la Commissione e l'istituzione a cui fa riferimento la pubblicazione;

20.  sottolinea che la relazione annuale sulle attività del Mediatore per il 2013 è stata approvata in Aula il 15 gennaio 2015(7) e prende atto delle osservazioni ivi contenute.

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(4) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(7) Testi approvati, P8_TA(2015)0009.


Discarico 2013: bilancio generale dell'UE – Garante europeo della protezione dei dati
PDF 254kWORD 72k
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati (2014/2085(DEC))
P8_TA(2015)0129A8-0118/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8-0154/2014)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, accompagnata dalle risposte delle istituzioni controllate(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0118/2015),

1.  concede il discarico al Garante europeo della protezione dei dati per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati (2014/2085(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati,

–  vista la decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine di propria iniziativa OI/1/2014/PMC del 26 febbraio 2015 sulle segnalazioni di irregolarità,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0118/2015),

1.  si compiace delle conclusioni della Corte dei conti secondo le quali i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 riguardanti le spese amministrative e di altra natura del Garante europeo della protezione dei dati ("il Garante") non presentano, nell’insieme, errori rilevanti e i sistemi di supervisione e controllo esaminati per quanto riguarda le spese amministrative e di altra natura si sono rivelati efficaci;

2.  rileva che la Corte dei conti, nella sua relazione annuale 2013, ha osservato di non aver individuato debolezze significative riguardo agli aspetti sottoposti a audit relativi alle risorse umane e agli appalti per quanto concerne il Garante;

3.  prende atto che nel 2013 il Garante disponeva di un totale di 7 661 409 EUR (rispetto a 7 624 090 EUR nel 2012), e che il tasso di esecuzione di tali stanziamenti è stato dell’84,7% (rispetto all’83,2% nel 2012); ritiene che questa sia una evoluzione positiva e chiede sforzi supplementari in modo da migliorare il tasso di esecuzione;

4.  rileva che il bilancio del Garante è puramente amministrativo; osserva che il tasso di esecuzione delle spese relative alle persone appartenenti all’istituzione è del 93,41% (titolo 1), e quello delle spese per immobili, attrezzature e funzionamento è del 99,14% (titolo 2);

5.  prende atto dell'impegno del Garante di continuare a migliorare il proprio sistema per il monitoraggio e il controllo tempestivi delle procedure di assunzione e di appalto, sostiene il Garante a continuare a monitorare la gestione delle indennità e a perfezionare i suoi livelli di prestazione;

6.  rileva con soddisfazione che la verifica del seguito dato effettuata nel giugno 2013 dal servizio di audit interno ha consentito di considerare conclusa la maggior parte delle azioni e delle raccomandazioni formulate in materia di procedure amministrative, nonché di concludere che non vi erano raccomandazioni particolari al 31 dicembre 2013;

7.  prende atto del fatto che, al momento della verifica del giugno 2013, l'attuazione della raccomandazione concernente la sicurezza dei dati contenuti nei reclami era incompleta a motivo di un ritardo nella predisposizione del sistema di gestione dei dossier ("Case Management System", CMS) e che tale raccomandazione era suscettibile di essere attuata integralmente nel corso del 2014, essendo il CMS entrato in funzione nell'ottobre 2013;

8.  prende atto del fatto che l'ordinatore delegato ritiene che il livello di gestione e di controllo predisposto sia appropriato e in via di miglioramento, e che, al momento dell'elaborazione della relazione annuale di attività 2013, non si fosse prodotto alcun errore significativo e nessuna riserva dovesse essere formulata in relazione ai controlli preliminari;

9.  ribadisce che il trattato di Lisbona ha rafforzato le competenze del Garante estendendo la protezione dei dati a tutti i settori oggetto delle politiche dell'Unione; rileva che le discussioni in seno al Consiglio in merito al nuovo quadro giuridico per la protezione dei dati (proposto dalla Commissione il 25 gennaio 2012) sono ancora in corso;

10.  prende atto che un nuovo titolo III è stato aggiunto al bilancio del Garante per prevedere la creazione di una segreteria indipendente per un nuovo Comitato europeo per la protezione dei dati; riconosce che questo titolo non dispone di stanziamenti fino all'adozione del quadro giuridico;

11.  prende atto del nuovo strumento per la determinazione dei costi, recentemente approvato, mirato a aumentare l'efficienza nell'assegnazione delle risorse e da applicare nel 2015;

12.  chiede di essere informato sull'impatto di bilancio della riorganizzazione della segreteria del Garante;

13.  rileva che il Servizio di audit interno (SAI) ha concluso che sono stati compiuti sostanziali miglioramenti dopo l'ultima valutazione del rischio nel 2011; esorta il Garante a proseguire questo sforzo per dare risposta alle raccomandazioni ancora pendenti;

14.  prende atto dell'installazione di un sistema di videoconferenza presso i nuovi locali del Garante; chiede di essere informato sul numero di riunioni in cui è stato utilizzato il sistema per le riunioni nel 2013;

15.  appoggia totalmente la creazione di indicatori chiave di performance (ICP) per valutare l'efficienza nell'uso delle risorse; invita il Garante a continuare a fornire il quadro di valutazione nella relazione annuale di attività;

16.  chiede che la politica immobiliare del Garante sia allegata alla relazione annuale di attività, in particolare dato che è importante che questi costi di dette opzioni politiche siano debitamente razionalizzati e che non risultino eccessivi;

17.  rinnova la sua richiesta di inserire nella prossima relazione annuale di attività una tabella completa di tutte le risorse umane a disposizione del Garante, disaggregate per categoria, grado, sesso e nazionalità; osserva che detta tabella dovrebbe figurare automaticamente nella relazione annuale di attività dell'istituzione;

18.  esprime preoccupazione per la mancanza di donne nei posti dirigenziali (67% - 33%); chiede che si attui un piano per le pari opportunità in particolare per quanto concerne le posizioni dirigenziali, onde rimediare quanto prima a questo squilibrio;

19.  ritiene che in un periodo di crisi e di tagli di bilancio in generale, i costi legati agli "away days" del personale delle istituzioni dell'Unione debbano essere ridotti e che tali eventi dovrebbero svolgersi, per quanto possibile, nelle sedi stesse delle istituzioni, dal momento che il loro valore aggiunto non giustifica costi così elevati;

20.  osserva con preoccupazione le enormi disparità esistenti nei costi di traduzione tra le varie istituzioni dell'Unione; chiede, pertanto, che il gruppo di lavoro interistituzionale sulla traduzione individui le cause di dette disparità e proponga soluzioni per porre fine a tale squilibrio e conseguire l'armonizzazione dei costi di traduzione nel massimo rispetto della qualità e della diversità linguistica; osserva che il gruppo di lavoro, a tal fine, dovrebbe rilanciare la collaborazione tra le istituzioni allo scopo di porre in comune le migliori prassi e risultati nonché individuare gli ambiti in cui si possa rafforzare la cooperazione o gli accordi tra istituzioni; osserva che il gruppo di lavoro dovrebbe porsi anche l'obiettivo di creare una metodologia unificata per presentare i costi della traduzione per tutte le istituzioni al fine di semplificare l'analisi e il raffronto di tali costi; osserva che il gruppo di lavoro dovrebbe presentare tali conclusioni entro la fine del 2015; chiede a tutte le istituzioni di partecipare attivamente ai lavori del gruppo di lavoro interistituzionale; In tal senso ricorda l'importanza fondamentale del rispetto del multilinguismo nelle istituzioni europee per garantire la parità di trattamento e di opportunità a tutti i cittadini dell'Unione;

21.  esorta, concordando assolutamente con la politica di trasparenza promossa dall'Ufficio del Mediatore europeo, l'avvio di una procedura che valuti ex ante l'eventuale impatto di determinate pubblicazioni al fine di corredarle di una relazione esplicativa che eviti abusi; tale procedura dovrà essere lanciata su richiesta del Mediatore in cooperazione con il Garante europeo della protezione dei dati, la Commissione e l'istituzione interessata dalla pubblicazione;

22.  è preoccupato per il ritardo nell'adozione delle regole interne sulla segnalazione di irregolarità; invita il Garante ad applicarle senza ulteriori indugi;

23.  si compiace del fatto che il Garante europeo della protezione dei dati abbia dato seguito alle osservazioni contenute nelle sue risoluzioni sul discarico per gli esercizi 2010 e 2012 al fine di stabilire la propria strategia 2013-2014 e che la messa in atto di detta strategia denoti risultati positivi a livello delle attività;

24.  ritiene, in generale, che il Garante debba prestare maggiore attenzione al principio della sana gestione finanziaria in relazione al principio dell'annualità del bilancio, il che significa economia, efficacia ed efficienza nell'uso degli stanziamenti quando svolge il suo mandato.

(1) GU L 66 dell'8.3.2013.
(2) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.
(3) GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.
(4) GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.
(5) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


Discarico 2013: prestazioni, gestione finanziaria e controllo delle agenzie dell'UE
PDF 296kWORD 100k
Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio delle agenzie dell'Unione europea per l'esercizio 2013: prestazioni, gestione finanziaria e controllo (2014/2139(DEC))
P8_TA(2015)0130A8-0070/2015

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio delle agenzie dell'Unione europea per l'esercizio 2013,

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che l'accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–  viste le relazioni annuali specifiche(1) della Corte dei conti sui conti annuali delle agenzie decentrate per l'esercizio 2013,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(4),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(5), in particolare l'articolo 110,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8‑0070/2015),

A.  considerando che la presente risoluzione contiene, per ciascun organismo di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012, le osservazioni orizzontali che accompagnano la decisione di discarico in conformità dell'articolo 110 del regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione e dell'articolo 3 dell'allegato V del regolamento del Parlamento;

B.  considerando che nell'ultimo decennio il numero delle agenzie è aumentato in modo sostanziale passando da tre nel 2000 a 32 nel 2013;

1.  ribadisce l'importanza dei compiti svolti dalle agenzie e il loro impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini dell'Unione, e l'autonomia delle agenzie, in particolare di quelle di regolamentazione e di quelle la cui funzione consiste nel raccogliere informazioni in maniera indipendente; ricorda che le agenzie sono state istituite principalmente con lo scopo di effettuare valutazioni tecniche o scientifiche indipendenti; osserva che il ruolo delle agenzie decentrate consiste nell'assistere la Commissione ad attuare le politiche unionali a nome dell'Unione stessa; invita la Commissione e la rete delle agenzie dell'Unione (la "Rete") a migliorare le loro politiche in materia di comunicazione onde garantire che le agenzie comunichino efficacemente con i cittadini allo scopo di sensibilizzarli maggiormente in merito produttività e ai risultati conseguiti;

2.  riconosce il ruolo svolto dalle agenzie nel sostenere le politiche dell'Unione; invita ad avvalersi maggiormente di queste competenze e capacità nelle pertinenti fasi del processo politico del Semestre europeo; sottolinea il contributo delle agenzie nell'ambito delle attività finalizzate al conseguimento degli obiettivi della Strategia Europa 2020;

3.  riconosce che nell'ambito dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia è stato creato un numero elevato di agenzie, ma ribadisce l'importanza delle missioni cui esse adempiono e il loro impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini; sottolinea che tutte le nuove agenzie sono state create per rispondere a una necessità specifica; rileva che alcune agenzie nell'ambito dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia sono agenzie operative e che l'esecuzione del loro bilancio dipende anche da fattori esterni;

4.  ritiene che la discussione sui progetti di programma di lavoro annuale e le strategie pluriennali delle agenzie nell'ambito delle commissioni competenti contribuisca a garantire che programmi e strategie rispecchino le reali priorità politiche;

5.  rileva, sulla base della sintesi delle risultanze degli audit annuali del 2013della Corte dei conti riguardo alle agenzie e ad altri organismi dell'Unione (la "sintesi della Corte"), che il bilancio 2013 delle agenzie è ammontato a circa 2 miliardi di EUR, il che rappresenta un aumento del 25% rispetto al 2012 e l'1,4% circa del bilancio generale dell'Unione; rileva che tale aumento origina soprattutto da agenzie di nuova istituzione e da nuove responsabilità assegnate ad alcune agenzie; osserva, sulla base della sintesi della Corte, che le agenzie occupano circa 6 500 persone tra funzionari permanenti e agenti temporanei, ossia il 14% del totale dei funzionari dell'U autorizzati nell'ambito del bilancio generale dell'Unione; osserva inoltre che prestano servizio presso le agenzie circa 2 900 addetti facenti parte del personale contrattuale o del personale distaccato;

6.  ricorda che il rischio d'immagine associato alle agenzie è elevato per l'Unione, in quanto esse influenzano in misura significativa il processo politico e decisionale, nonché l'attuazione di programmi in settori di primaria importanza per i cittadini dell'Unione;

7.  osserva che il principio del "rapporto costo-benefici" vale anche nel caso delle agenzie e che queste dovrebbero dimostrare che le loro prestazioni sono efficaci, assicurandosi che i cittadini siano ben informati dei risultati delle loro attività; richiede alla Rete di tenere l'autorità di discarico sempre informata dell'uso e del valore aggiunto della serie comune di principi e manuali sui sistemi e sui quadri di misurazione della performance, dei documenti di programmazione annuali e pluriennali, degli indicatori chiave di performance, e degli strumenti di notifica e di valutazione;

Approccio comune e tabella di marcia della Commissione

8.  ricorda che nel luglio 2012 Parlamento europeo, Consiglio e Commissione hanno adottato un approccio comune sulle agenzie decentrate (l'"approccio comune"), un accordo politico concernente la futura gestione e riforma delle agenzie; prende atto che la Commissione è responsabile del seguito dato a tale accordo;

9.  accoglie con favore la "tabella di marcia della Commissione relativa al seguito da dare all'approccio comune sulle agenzie decentrate dell'UE" (la "tabella di marcia") definita nel dicembre 2012 e invita tutte le parti interessate a proseguire il progresso ottenuto dall'attuazione delle idee espresse in detto documento; constata che nella sua tabella di marcia la Commissione ha definito un piano dettagliato riguardante le modalità del seguito da dare all'approccio comune ed ha elencato 90 punti per i quali era richiesta l'azione di tutti gli attori coinvolti;

10.  prende atto della relazione della Commissione sui progressi compiuti nell'attuazione dell'approccio comune, della sua agenda per il 2013 e oltre, nonché degli sforzi che la Commissione e le agenzie decentrate hanno compiuto congiuntamente e che hanno portato a progressi comprovati; si compiace, a tale riguardo, che le modalità e i ruoli delle funzioni di controllo interno e dei servizi di revisione contabile interna delle agenzie siano stati chiariti nel regolamento finanziario quadro rivisto(6) (RFQ), nonché dell'elaborazione da parte dell' Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) degli orientamenti relativi alle strategie antifrode delle agenzie dall';

11.  apprende dalla Rete che le agenzie hanno progredito bene in termini di attuazione delle azioni previste dall'approccio comune; riconosce inoltre che, in base allo studio lanciato dalla Rete fra le agenzie interessate dalla tabella di marcia, il tasso di completamento da parte delle agenzie delle azioni rilevanti per la tabella di marcia è del 96%;

12.  prende atto del fatto che i servizi della Commissione hanno messo a punto disposizioni standard che includono disposizioni giuridiche adeguate per riflettere i principi concordati nell'ambito dell'approccio comune, nonché altre disposizioni che fanno abitualmente parte degli atti istitutivi delle agenzie; riconosce che tali disposizioni standard sono utilizzate come punto di riferimento quando si creano nuove agenzie o quando vengono rivisti gli atti istitutivi esistenti;

13.  osserva che, sulla base del contributo delle agenzie, la Commissione ha elaborato linee guida contenenti disposizioni standard per accordi relativi alla sede tra agenzie decentrate e Stati membri ospitanti; osserva con preoccupazione che 10 agenzie non hanno ancora accordi relativi alla sede; esorta tali agenzie ad affrontare efficacemente e in via prioritaria la questione degli accordi relativi alla sede, al fine di aumentare l'efficacia e di risparmiare sui costi; esprime preoccupazione in relazione alle gravi ripercussioni che la mancanza di accordi sulla sede può avere per il personale delle agenzie e invita gli Stati membri a completare gli accordi prima che abbia inizio la prossima procedura di discarico;

14.  ritiene necessario intraprendere una seria analisi al fine di valutare la possibilità di accorpare quelle agenzie che svolgono compiti similari, non solo per evitare uno spreco di risorse ma anche per creare una massa critica che renda le agenzie realmente efficaci;

15.  constata che la Commissione ha migliorato i suoi servizi alle agenzie sotto forma di raccomandazioni sia generali che specifiche, utilizzando le informazioni e i suggerimenti forniti dalla Rete; rileva che, in un contesto di risorse finanziarie e umane limitate, tali miglioramenti hanno portato a prendere in considerazione possibili misure strutturali intese a razionalizzare il funzionamento delle agenzie; osserva che dette misure hanno già prodotto dei risultati, quali la condivisione i servizi tra agenzie, e incoraggia le agenzie a proseguire gli sforzi in tal senso;

Gestione finanziaria e di bilancio

16.  ricorda che il principio dell'annualità è, insieme a quello dell'unità e a quello del pareggio, uno dei tre principi di bilancio fondamentali che sono indispensabili per garantire un'esecuzione efficace del bilancio dell'Unione; osserva che le agenzie decentrate non rispettano sempre appieno il principio dell'annualità; invita le agenzie a ridurre al minimo gli errori a tal riguardo;

17.  rileva, sulla base della sintesi della Corte, che l'elevato livello di stanziamenti impegnati riportati all'esercizio successivo resta la questione più frequente in tema di gestione finanziaria e di bilancio e che tale problema ha riguardato 24 agenzie; riconosce che un alto livello di stanziamenti riportati è contrario al principio dell'annualità del bilancio;

18.  prende atto del fatto che, in sette casi, la Corte dei conti ha comunque osservato un elevato livello di annullamenti degli stanziamenti riportati da esercizi precedenti; osserva che tali annullamenti indicano che gli stanziamenti riportati erano basati su una stima eccessiva del fabbisogno o che non erano comunque giustificati; invita le agenzie a fare quanto in loro potere, in particolare ad applicare migliori processi di pianificazione del bilancio, per evitare futuri riporti, concentrandosi in particolare su quelle agenzie che hanno annullato gli stanziamenti riportati dagli esercizi precedenti;

19.  constata che la Commissione ha adottato, il 30 settembre 2013, il nuovo RFQ inteso a semplificare le regole applicabili alle agenzie;

20.  osserva che, al fine di garantire una maggiore coerenza e comparabilità fra i documenti prodotti dalle agenzie, la Commissione sta collaborando con esse sulla definizione di linee guida per il documento di programmazione, che consiste di una componente annuale e di una pluriennale, nonché su di un modello per le relazioni annuali di attività consolidate che risponda ai requisiti stabiliti dal RFQ;

21.  rileva che il RFQ prevede che una relazione di attività consolidata sia trasmessa entro il 1° luglio di ogni anno alla Commissione, alla Corte dei conti e all'autorità di discarico, la quale combina le informazioni provenienti dalla relazione annuale di attività, dalle relazioni di audit interno ed esterno, nonché dalle relazioni finanziarie come richiesto dal precedente regolamento finanziario quadro; osserva che le relazioni di discarico restano separate per via del loro carattere specifico e dei destinatari dei conti provvisori;

22.  si rammarica del fatto che, nel caso dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia e di Frontex, la Corte dei conti abbia dovuto comunque esprimere un giudizio con rilievi sulla legittimità e la regolarità delle operazioni alla base dei loro conti; è preoccupato in relazione al numero ancora elevato di osservazioni (97) formulate dalla Corte dei conti relativamente a 35 agenzie; esorta la Rete a far sì che le agenzie interessate prendano tutte le misure necessarie per dar seguito alle osservazioni della Corte;

Cooperazione tra le agenzie – servizi condivisi e sinergie

23.  esprime dubbi quanto all'ubicazione geografica delle agenzie, molte delle quali sono situate lontano dalle altre istituzioni europee; reputa che, per tutelare l'indipendenza delle agenzie, la distanza geografica non sia necessaria, e che non rappresenti di per sé una garanzia contro interferenze indesiderate da parte della Commissione o degli Stati membri, ma che comporti in tutti i casi spese di viaggio addizionali e renda più difficile beneficiare delle sinergie, ad esempio di servizi amministrativi e finanziari più centralizzati condivisi da tutte le agenzie o da un certo numero di esse;

24.  osserva che tutte le agenzie hanno esaminato i loro processi amministrativi interni in linea con le precedenti raccomandazioni dell'autorità di discarico; osserva inoltre che alcune agenzie effettuano già a una valutazione regolare dei processi in conformità della certificazione ISO (ISO 9001) nonché audit a cura dei loro servizi incaricati della qualità e della revisione contabile interna; apprende che alcune agenzie hanno assunto consulenti, che le assistono nella valutazione dei loro processi amministrativi interni;

25.  si compiace del fatto che il RFQ prevede la possibilità di condividere i servizi o di trasferirli nei casi in cui ciò possa migliorare l'efficienza in termini di costi; ricorda che le agenzie ricercano già le sinergie, lo scambio di migliori prassi e la condivisione dei servizi in vista di un funzionamento efficace e di uno sfruttamento ottimale delle loro risorse; riconosce che la cooperazione tra le agenzie ha registrato un'evoluzione e che essa andrà ulteriormente intensificandosi nei prossimi anni consentendo loro di continuare ad essere all'altezza dei loro obiettivi; osserva che l'82% delle agenzie ha firmato un memorandum d'intesa con altre agenzie; invita le agenzie a continuare ad ampliare la loro già ben avviata cooperazione e la condivisione dei servizi; invita le agenzie a cercare in modo proattivo di collaborare ulteriormente fra loro, al fine di migliorare l'efficienza e l'efficacia dei loro lavori;

26.  prende dalle agenzie che è stato creato uno strumento di comunicazione online che funge da piattaforma per lo scambio di informazioni, conoscenze e migliori prassi fra di esse, e che include una banca dati di servizi condivisi in vari settori e di riferimenti a nuove iniziative; constata che la cooperazione fra le agenzie continua ad aumentare nei rispettivi settori di specializzazione e che, in un prossimo futuro, il 65% di esse prevede di concludere nuove iniziative e di firmare nuovi memorandum d'intesa con altre agenzie;

Performance

27.  si compiace che siano stati concordati una serie comune di principi per una gestione orientata a risultati efficienti ed efficaci , nonché orientamenti comuni su sistemi di misurazione della performance, documenti di programmazione annuali e pluriennali e strumenti di notifica e valutazione; sottolinea che è importante che la Rete diventi membro del nuovo gruppo di lavoro interistituzionale sulla performance al fine di promuovere la comprensione comune del concetto di performance buona e migliorata; chiede che la Corte dei conti fornisca una valutazione della performance e dei risultati delle agenzie, in tempo utile per il riesame del Quadro finanziario pluriennale nel 2016;

28.  ritiene che la tendenza a porre maggiore enfasi, nell'elaborazione delle relazioni, sull'efficacia e sui risultati conseguiti sia una tendenza positiva; chiede di rafforzare ulteriormente sotto questo aspetto il sistema di presentazione delle relazioni, al fine di migliorare la responsabilità democratica delle agenzie;

Gestione delle risorse umane

29.  prende atto dell'adozione da parte della Commissione, nel luglio del 2013, di una comunicazione(7) intesa a stabilire una programmazione delle risorse umane e finanziarie per le agenzie decentrate nel periodo 2014-2020, con l'intento di garantire la compatibilità delle risorse con i vincoli imposti al riguardo dal quadro finanziario pluriennale 2014-2020;

30.  riscontra dalla Rete che la maggior parte delle agenzie ha già attuato, seppur con grandi difficoltà, nei rispettivi piani pluriennali di politica del personale, la richiesta riduzione del 5%; si rammarica che la Commissione abbia creato una riserva di riassegnazione supplementare del 5% del personale , imponendo così nella realtà all'organigramma delle agenzie tagli ulteriori e andando al di là dell'obiettivo concordato del 5%;

31.  apprende dalla Rete che alcune agenzie devono già far fronte a gravi difficoltà nell'espletamento del loro mandato, date le risorse limitate di cui dispongono; osserva con preoccupazione che sarà difficile per le agenzie mantenere lo stesso livello di qualità del lavoro se questo processo di riduzione ulteriore del personale continuerà, considerato che l'Unione affida loro un numero sempre crescente di compiti e responsabilità; invita la Commissione a rivedere il suo piano per quanto riguarda le riduzioni supplementari del personale e ad adattarlo in base al carico di lavoro e al fabbisogno di risorse di ciascuna agenzia;

32.  ricorda la posizione del Parlamento in materia di procedura di bilancio secondo la quale il personale finanziato dai diritti provenienti dall'industria e, di conseguenza, non finanziato dal bilancio dell'Unione non dovrebbe essere interessato dal taglio annuale del 1% applicato dall'Unione; ritiene che la Commissione dovrebbe trattare le agenzie finanziate principalmente dal bilancio dell'Unione come un caso a parte e proporre un quadro specifico per le agenzie finanziate principalmente dall'industria che dovrebbe essere in proporzione ai servizi forniti dall'agenzia in questione;

33.  osserva che la Rete ha deciso di creare un pool di investigatori interagenzia incaricato di effettuare indagini disciplinari; apprende che i candidati nominati dalle agenzie prenderanno parte, a tale scopo, a un'azione di formazione specifica organizzata dall'Ufficio di indagine e disciplina della Commissione;

34.  invita le agenzie a migliorare il loro equilibrio geografico a livello della costituzione dell'organico; chiede a tutte le agenzie di pubblicare il loro equivalente a tempo pieno (ETP) effettivo, non solo per gli agenti temporanei e gli agenti contrattuali ma anche in riferimento al tempo lavorato da contraenti esterni, espresso in ETP;

Cooperazione della Rete con il Parlamento

35.  è soddisfatto della cooperazione della Rete con la commissione parlamentare competente ed osserva la disponibilità e l'apertura dei direttori delle agenzie contattate dalla commissione nel quadro della procedura annuale di discarico; invita la Rete e le singole agenzie ad estendere ulteriormente la loro comunicazione e cooperazione con il Parlamento, al di là della procedura di discarico;

Conflitti di interesse e trasparenza

36.  osserva che, sulla base della tabella di marcia, nel dicembre 2013 la Commissione ha pubblicato gli "Orientamenti sulla prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse nelle agenzie decentrate dell'UE" (gli "Orientamenti"); osserva altresì che detti Orientamenti includono disposizioni concernenti la pubblicazione delle dichiarazioni di interesse di membri del consiglio di amministrazione, di direttori esecutivi, di esperti di comitati scientifici o altri organismi e altro personale di questo tipo; osserva anche che gli Orientamenti forniscono un riferimento chiaro per le politiche adottate dalle agenzie; prende atto del fatto che un certo numero di agenzie ha pubblicato politiche sulla prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse, o aggiornato le proprie politiche esistenti al fine di rispecchiare gli Orientamenti;

37.  rileva che gli Orientamenti non sono giuridicamente vincolanti per le agenzie e invita la Commissione a valutare come potrebbero essere conclusi con queste ultime accordi maggiormente vincolanti con lo scopo di promuovere la trasparenza e di evitare i conflitti di interesse;

38.  apprende dalle agenzie che la fiducia dei cittadini dell'Unione nelle istituzioni, negli organi e negli organismi europei è della massima importanza; rileva che le agenzie hanno introdotto un certo numero di misure e strumenti concreti per affrontare in modo adeguato i rischi reali e presunti di conflitti di interesse; rileva altresì che l'88% delle agenzie ha già adottato politiche pertinenti in materia di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse, mentre il restante 12% sta provvedendo in tal senso; osserva che le politiche dell'81% delle agenzie tengono conto degli esperti nazionali distaccati così come del personale esterno e interinale;

39.  rileva, tuttavia, che un certo numero di agenzie incontra ancora delle difficoltà per quanto riguarda l'attuazione delle rispettive politiche in materia di indipendenza, segnatamente in relazione allo staff presente nei gruppi di esperti e nei panel e comitati scientifici; raccomanda alle agenzie di affrontare la questione insieme alla Commissione, tenendo anche conto dei suggerimenti formulati nell'indagine di propria iniziativa del Mediatore europeo (OI/6/2014/NF) avviata il 12 maggio 2014, di cui nella lettera alla Commissione concernente la composizione dei suoi gruppi di esperti;

40.  prende atto del fatto che il 61% delle agenzie ha già pubblicato sul sito Web i CV e le dichiarazioni di interessi dei membri dei consigli di amministrazione, del personale dirigente e dei rispettivi esperti esterni e interni; prende altresì atto del fatto che le restanti agenzie hanno deciso di pubblicare le stesse informazioni una volta adottate le politiche riviste e si aspetta che tali agenzie procedano all'adozione delle politiche riviste e alla pubblicazione delle suddette informazioni senza inutili ritardi;

41.  osserva che né gli esperti nazionali distaccati né il personale esterno e interinale sono menzionati specificamente negli Orientamenti e che, soprattutto nel caso dei cosiddetti esperti indipendenti, vi è ancora margine per interpretazione, ad esempio per quanto concerne i docenti universitari che hanno anche intrapreso ricerche per singole società o per il mondo delle imprese in senso ampio; chiede alla Rete di garantire al riguardo un approccio armonizzato, che impedirà anche conflitti di interesse indiretti;

42.  apprende che l'OLAF ha elaborato orientamenti per le strategie antifrode delle agenzie e che nel farlo ha tenuto conto del contributo di queste ultime; osserva che l'OLAF ha fornito sostegno alle agenzie per facilitare la messa in atto da parte loro di detti orientamenti;

43.  invita la Corte dei conti a dar seguito alla sua relazione speciale n. 15/2012 su "La gestione del conflitto di interessi in quattro agenzie UE";

44.  incoraggia la Commissione a intraprendere su base regolare una valutazione della trasparenza e dell'integrità delle agenzie nonché a rendere pubblici i risultati di detta valutazione;

Visibilità

45.  deplora la mancanza di visibilità e di responsabilità democratica delle agenzie, che in linea di massima non sono ben conosciute dai cittadini e che sono vulnerabili rispetto alle influenze esterne di lobbisti specializzati, segnatamente di quelli che rappresentano grosse imprese;

46.  riconosce che nel 2014 quasi tutte le agenzie hanno dichiarato sul loro sito Web di essere agenzie dell'Unione; sollecita le rimanenti agenzie ad aggiungere urgentemente questo tipo di dichiarazione e invita le agenzie a dare assicurazione del fatto che esse e la loro attività sono associate all'Unione;

47.  si compiace dell'iniziativa presa da alcune agenzie di organizzare consultazioni pubbliche su talune loro politiche; invita le agenzie a proseguire con tale prassi;

48.  osserva, in relazione alla responsabilità sociale, che tutti i contratti firmati dalle agenzie per servizi esterni vincolano i contraenti a rispettare la legislazione del lavoro e fiscale locale; riconosce che le agenzie hanno intrapreso anche altre azioni di promozione della responsabilità sociale, sia dovute al profilo sociale delle loro missioni specifiche sia in relazione alle comunità locali in cui hanno sede;

49.  rileva in particolare le seguenti azioni:

   l'Agenzia europea dei medicinali sta pubblicando sul suo sito Web la maggior parte dei suoi lavori, in vista di una migliore informazione e sensibilizzazione del pubblico,
   il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale sta sostenendo attivamente il Comune di Salonicco nella valutazione delle possibilità di localizzazione e abbinamento delle competenze a livello locale e regionale, nonché nella ridistribuzione delle sue attrezzature informatiche declassificate alle scuole e ad enti di beneficienza locali, sulla base di un processo trasparente di richiesta e attribuzione,
   il programma innovativo nel settore delle attività relative ai media sociali posto in atto dalla Fondazione europea per la formazione professionale nel quadro dell'Anno europeo di lotta alla povertà e all'esclusione sociale, nel 2010, ha vinto premi internazionali e tale approccio partecipativo è stato esteso anche ad altre attività della Fondazione;

50.  osserva che solo un'agenzia, il Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea (CdT), pubblica la sua relazione annuale di attività in tutte le lingue ufficiali dell'Unione, mentre tre agenzie traducono sintesi delle loro relazioni annuali di attività in 23 lingue ufficiali, ad eccezione dell'irlandese;

51.  prende atto del fatto che, sotto la guida del CdT, la Rete ha condotto un'indagine sull'approccio delle agenzie al multilinguismo; osserva che da tale indagine risulta che le attuali impostazioni in materia di multilinguismo sono molto differenziate e che, avendo ciascuna agenzia un suo pubblico, essendo le , istanze rivolte da parte di gruppi di interesse differenti, e variando i loro bilanci e dimensioni, non può esserci una politica linguistica unica per tutte le agenzie;

52.  riconosce, cionondimeno, che tutte le agenzie si stanno adoperando per applicare una prassi multilinguistica a livello della loro presenza online e per far sì che sul loro sito Web figuri almeno una sezione o un documento contenente informazioni di base sull'agenzia in tutte le lingue ufficiali dell'Unione; sottolinea che, sebbene un approccio multilinguistico necessiti di un impegno finanziario significativo, è necessario che le agenzie agiscano immediatamente in tale settore;

53.  prende atto del fatto che i risultati dell'attività delle agenzie sono resi disponibili attraverso la pubblicazione, sui rispettivi siti Web, della loro relazione annuale di attività; osserva che parti di tale relazione comprendono descrizioni che spiegano, in termini accessibili, in che modo i fondi dell'Unione sono utilizzati nel bilancio delle agenzie; osserva altresì che la maggior parte delle agenzie elabora relazioni che sono connesse con l'impatto dei loro compiti specifici sui cittadini dell'Unione e che spiegano per quale motivo la loro attività è importante;

54.  constata che numerose agenzie hanno potenziato la loro presenza online e hanno intrapreso sforzi considerevoli per accrescere la loro visibilità e si compiace dell'approccio proattivo adottato a tale riguardo; invita le agenzie a migliorare ulteriormente la loro visibilità per il tramite di altri strumenti quali, fra l'altro, le reti sociali, le giornate "porte aperte", la presenza alle fiere, e altri strumenti simili, con lo scopo di garantire che i cittadini europei siano informati in modo esaustivo e trasparente in merito alle attività delle agenzie;

Controlli interni

55.  osserva che 10 agenzie hanno avuto un totale di 17 osservazioni riguardanti i controlli interni, il che rappresenta un progresso rispetto al 2012, esercizio in cui 22 agenzie avevano 34 osservazioni su tale aspetto; rileva che in quattro casi il problema riguardava l'attuazione delle norme di controllo interno che non erano state adottate alla fine dell'esercizio o che erano state adottate ma solo parzialmente attuate, o per le quali erano ancora in corso azioni correttive; rileva che il numero delle osservazioni relative alla gestione delle immobilizzazioni e alla gestione delle sovvenzioni è diminuito rispetto al 2012;

56.  prende atto del fatto che il ruolo del Servizio di audit interno della Commissione (IAS) e quello delle Strutture di audit interno (IAC) delle agenzie sono stati ulteriormente chiariti dal RFQ, il che pone le premesse per un rafforzamento del coordinamento dei lavori, dello scambio di informazioni e delle sinergie globali fra di essi; rileva che il RFQ offre alle agenzie la possibilità di condividere le loro Strutture di audit interno e le invita a procedere in tal senso per quanto possibile;

57.  invita la Corte dei conti a continuare a porre l'accento sulla verifica della buona gestione finanziaria delle agenzie, segnatamente l'economia, l'efficienza e l'efficacia con cui queste ultime hanno utilizzato i loro stanziamenti nell'esercizio delle rispettive responsabilità;

Agenzie autofinanziate

58.  ribadisce che gli organismi dell'Unione cui non si applicano le regole finanziarie di cui nel RFQ dovrebbero se del caso introdurre, a fini di coerenza, regole analoghe(8); sottolinea che le attuali eccedenze devono essere trattate quanto prima, e che si dovrebbe esaminare la possibilità di riassegnare le risorse al bilancio dell'Unione; sottopone la questione, per esame, al gruppo di lavoro interistituzionale sulla performance;

Altre osservazioni

59.  si compiace degli sforzi intrapresi dalle agenzie per affrontare le questioni dell'efficacia dei costi e del rispetto dell'ambiente da parte del quadro di lavoro; incoraggia le agenzie a ricercare, in relazione alla gestione del lavoro e degli edifici, ulteriori soluzioni che siano efficaci sotto il profilo dei costi e non dannose per l'ambiente, nonché a migliorare l'utilità delle soluzioni digitali, ad esempio delle videoconferenze, al fine di ridurre le spese di viaggio e altri costi;

o
o   o

60.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alle agenzie soggette a questa procedura di discarico, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU C 442 del 10.12.2014.
(2) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(5) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(6) Regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione.
(7) COM(2013)0519.
(8) Attualmente l'UCVV (Ufficio comunitario delle varietà vegetali) con sede ad Angers, e l'UAMI (Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno) con sede ad Alicante.


Discarico 2013: Agenzia europea per la cooperazione fra i regolatori dell'energia (ACER)
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia per l'esercizio 2013 (2014/2123(DEC))
P8_TA(2015)0131A8-0117/2015

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità(2) dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare all'Agenzia sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(4), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 713/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia(5), in particolare l'articolo 24,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0117/2015),

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia sull'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia per l'esercizio 2013 (2014/2123(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti(9) nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare all'Agenzia sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(10),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(11), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 713/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia(12), in particolare l'articolo 24,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0117/2015),

1.  constata che i conti annuali definitivi dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia si presentano quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia per l'esercizio 2013;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia per l'esercizio 2013 (2014/2123(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia per l'esercizio 2013,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0117/2015),

A.  considerando che, stando ai suoi rendiconti finanziari, il bilancio definitivo dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia ("l'Agenzia") per l'esercizio 2013 ammontava a 11 930 220 EUR, importo che rappresenta un aumento del 64,74% rispetto al 2012, che può essere spiegato dal fatto che l'Agenzia è stata creata recentemente e dall'applicazione del regolamento REMIT(15); considerando che l'intera dotazione dell'Agenzia proviene dal bilancio dell'Unione;

B.  considerando che la Corte dei conti ("la Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia relativi all'esercizio 2013 ("la relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Agenzia, nonché alla legittimità e alla regolarità delle relative operazioni;

Seguito dato al discarico del 2012

1.  apprende dalla relazione della Corte che, per quanto riguarda due osservazioni formulate nella relazione della Corte per il 2011 e classificate come "in corso" nella relazione della Corte per il 2012, sono state intraprese azioni correttive e che entrambe le raccomandazioni risultano attualmente "completate" nella relazione della Corte; rileva altresì che, per quanto riguarda le cinque osservazioni formulate nella relazione della Corte per il 2012, sono state intraprese azioni correttive e che tre di esse risultano ora "completate" mentre due sono ancora "in corso";

2.  apprende dall'Agenzia che le misure relative alle raccomandazioni sulle procedure di assunzione dell'Agenzia sono state formalizzate con l'adozione della decisione 2014-06 del suo direttore, del 4 aprile 2014; rileva che tale decisione è stata sottoposta alla Corte e invita l'Agenzia a informare l'autorità di discarico sul parere della Corte, non appena sarà disponibile;

3.  riconosce che l'Agenzia ha attuato una serie di misure volte a migliorare le procedure di pianificazione di bilancio mediante lo sviluppo e l'implementazione di una serie di linee guida ad uso degli attori coinvolti nel processo di pianificazione di bilancio e ha svolto esercitazioni periodiche di previsione e revisione dell'utilizzo degli stanziamenti, compreso il monitoraggio mensile e la rendicontazione sull'esecuzione del bilancio;

Bilancio e gestione finanziaria

4.  prende atto con preoccupazione dalla relazione annuale di attività dell'Agenzia del 2013 (RAA) che non è stato raggiunto alcun accordo circa un eventuale contributo all'Agenzia da parte degli Stati membri dell'Associazione europea di libero scambio;

5.  osserva che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi durante l'esercizio 2013 hanno portato a un tasso di esecuzione del bilancio del 97,53%, che rappresenta un aumento del 4% rispetto al 2012, e che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è rimasto contenuto, attestandosi al 55,00%, al di sotto dell'obiettivo dell'Agenzia del 70%, e ciò, stando alla RAA, è dovuto principalmente al ricevimento tardivo dell'importo di 2 989 000 EUR attraverso un bilancio rettificativo approvato il 31 ottobre 2013;

6.  osserva con preoccupazione che l'Agenzia deteneva alla fine dell'esercizio una liquidità di cassa di 5 500 000 EUR; invita l'Agenzia a garantire, in futuro, una gestione rigorosa della tesoreria;

Impegni e riporti

7.  rileva che un totale di 1 900 000 EUR degli stanziamenti impegnati per il titolo II è stato riportato al 2014, principalmente come conseguenza dell'applicazione del regolamento REMIT; osserva che, secondo la Corte, questa è un'attività operativa pluriennale e avrebbe dovuto essere iscritta in bilancio sotto il titolo III; nota altresì che tale lacuna è stata rettificata nei successivi stanziamenti d'impegno;

8.  osserva inoltre che, per il titolo III, l'Agenzia ha riportato 3 100 000 EUR, pari al 91% degli stanziamenti totali impegnati per tale titolo; riconosce che anche questi riporti sono connessi all'applicazione del regolamento REMIT e che il loro tasso eccezionalmente elevato è essenzialmente dovuto ai 2 989 000 EUR ricevuti tramite un bilancio rettificativo approvato il 31 ottobre 2013;

9.  apprende dall'Agenzia che è stata attuata una serie di misure volte a migliorare i processi di pianificazione di bilancio; invita l'Agenzia a informare l'autorità di discarico in merito ai progressi e ai risultati di dette misure;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interessi e trasparenza

10.  riconosce che l'Agenzia ha riesaminato la propria strategia in materia di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse basandosi sugli orientamenti della Commissione relativi alla prevenzione e alla gestione dei conflitti di interesse nelle Agenzie decentrate dell'UE; rileva che, in seguito a tale revisione, l'Agenzia ha elaborato una nuova politica che è stata sottoposta alla procedura di consultazione interna dell'Agenzia e sta per essere adottata dal suo consiglio di amministrazione; invita l'Agenzia a informare l'autorità di discarico in merito ai risultati della valutazione quando saranno disponibili;

11.  osserva inoltre che i curricula vitae e le dichiarazioni di interesse dei membri del comitato dei regolatori, del direttore, dei quadri superiori e degli esperti che partecipano ai gruppi di esperti dell'Agenzia, nonché i curricula vitae dei membri del consiglio di amministrazione e della commissione dei ricorsi, sono pubblicamente disponibili sul sito web dell'Agenzia; rileva che le dichiarazioni di interesse del direttore e dei membri della commissione di ricorso sono pubbliche;

Procedure di appalto e di assunzione

12.  riconosce che l'Agenzia ha attuato nuove misure dopo l'adozione delle linee guida sulle procedure di assunzione e le attività dei comitati di selezione per la selezione degli agenti temporanei e contrattuali;

13.  osserva che le domande per i colloqui e le prove sono stabilite prima dell'esame delle candidature; rileva inoltre che i criteri di ammissione alle prove scritte e ai colloqui e i criteri per l'inserimento nell'elenco di idoneità sono specificati in maggior dettaglio;

Audit interno

14.  osserva che il servizio di audit interno della Commissione (IAS) ha proceduto a una revisione contabile dell'Agenzia conformemente al piano di audit strategico 2013-2015 della stessa;

15.  rileva che, nel corso dell'analisi del rischio, lo IAS ha individuato un totale di otto procedure dall'elevato rischio intrinseco che non potevano essere considerate revisionabili nell'ambito del piano di audit, dato che i controlli sono stati giudicati assenti o insufficienti; riconosce che l'Agenzia ha presentato allo IAS un piano d'azione con l'obiettivo di porre rimedio alle lacune individuate;

16.  apprende altresì che lo IAS ha formulato le seguenti raccomandazioni "molto importanti":

   migliorare la struttura, migliorare i contenuti e assicurare la completezza del programma di lavoro annuale;
   rafforzare il monitoraggio delle attività legate agli appalti;
   potenziare il monitoraggio operativo e dell'esecuzione del bilancio;

17.  rileva che, in risposta alle raccomandazioni formulate dallo IAS, l'Agenzia ha predisposto un piano d'azione per risolvere queste lacune; osserva che, a giudizio dello IAS, il piano d'azione affronta i rischi individuati in modo adeguato;

18.  osserva che lo IAS ha proceduto a un esame documentale dell'attuazione delle sue precedenti raccomandazioni; prende atto che, al 31 dicembre 2013, nessuna raccomandazione critica era in sospeso e l'attuazione delle tre raccomandazioni molto importanti era a buon punto;

o
o   o

19.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 29 aprile 2015(16) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 18.
(2) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 18.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(5) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 1.
(6) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(8) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 18.
(9) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 18.
(10) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(11) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(12) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 1.
(13) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(14) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(15) Regolamento (UE) n. 1227/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, concernente l'integrità e la trasparenza del mercato dell'energia (GU L 326 dell'8.12.2011, pag. 1.).
(16) Testi approvati in tale data, P8_TA(2015)0130.


Discarico 2013: Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC)
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esercizio 2013 (2014/2124(DEC))
P8_TA(2015)0132A8-0081/2015

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Ufficio(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare all'Ufficio sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(4), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 1211/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 che istituisce l'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l'Ufficio(5), in particolare l'articolo 13,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0081/2015),

1.  concede il discarico al comitato di gestione dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al comitato di gestione dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla chiusura dei conti dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esercizio 2013 (2014/2124(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Ufficio(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare all'Ufficio sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(10),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(11), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 1211/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 che istituisce l'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l'Ufficio(12), in particolare l'articolo 13,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0081/2015),

1.  constata che i conti annuali definitivi dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche si presentano quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esercizio 2013;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al comitato di gestione dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esercizio 2013 (2014/2124(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esercizio 2013,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0081/2015),

A.  considerando che, secondo i suoi rendiconti finanziari, il bilancio definitivo dell'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (in appresso "l'Ufficio") per l'esercizio 2013 ammontava a 3 557 219 EUR, importo che rappresenta un aumento dell'11,51% rispetto al 2012, a seguito della recente istituzione dell'Ufficio;

B.  considerando che, stando ai suoi rendiconti finanziari, il contributo complessivo dell'Unione al bilancio dell'Ufficio per il 2013 ammontava a 3 556 000 EUR, il che rappresenta un aumento dell'11,47% rispetto al 2012;

C.  considerando che la Corte dei conti, nella sua relazione sui conti annuali dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esercizio 2013 (la "relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Ufficio nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti;

Seguito dato al discarico del 2012

1.  prende atto con soddisfazione del fatto che, nella relazione della Corte, per quanto riguarda le tre osservazioni formulate nella relazione della Corte per il 2011 e che risultavano "in corso" nella relazione della Corte per il 2012, sono state intraprese azioni correttive e tutte le osservazioni risultano "completate" nella relazione della Corte per il 2013; osserva inoltre che sono state intraprese azioni correttive anche riguardo alle 10 osservazioni formulate nella relazione della Corte per il 2012 e che otto osservazioni risultano ora "completate" e due "in corso";

2.  apprende dall'Ufficio che esso ha adottato misure per mitigare le questioni legate all'esecuzione e al monitoraggio del bilancio, istituendo riunioni di bilancio mensili per gli amministratori dell'Ufficio e predisponendo sintesi dettagliate sullo stato di avanzamento dell'esecuzione del bilancio, che vengono presentate su base trimestrale al comitato di gestione per le osservazioni;

Gestione finanziaria e di bilancio

3.  osserva che gli sforzi in materia di monitoraggio di bilancio intrapresi durante l'esercizio 2013 hanno portato a un tasso di esecuzione del bilancio pari all'89,55% e che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato del 76,58%;

4.  apprende dalla relazione della Corte che i tassi di esecuzione del bilancio dell'Ufficio sono migliorati notevolmente rispetto al 2012, il che indica una migliore pianificazione e una esecuzione più tempestiva delle attività; osserva, tuttavia, che esistono ancora margini per un ulteriore miglioramento;

5.  plaude agli sforzi dell'Ufficio intesi a migliorare l'accuratezza della sua pianificazione di bilancio e a ridurre al minimo l'annullamento degli stanziamenti d'impegno; invita l'Ufficio a informare l'autorità di discarico sull'esito di tali azioni;

Impegni e riporti

6.  constata con preoccupazione che il livello dei riporti annullati relativi al 2012 è rimasto relativamente elevato, attestandosi al 28%, mentre nel 2012 era rimasto al 45%; apprende dall'Ufficio che l'elevato livello di annullamenti continuerà a essere oggetto di un'analisi approfondita degli importi riportati alla fine dell'anno, che dovrebbe ridurre il livello generale dei riporti;

7.  prende atto dalla relazione della Corte che il livello degli stanziamenti impegnati riportati è diminuito dal 19%, come rilevato nel 2012, al 13% nel 2013; riconosce che i riporti hanno riguardato nella maggior parte dei casi contratti firmati nel secondo semestre del 2012 per le attività previste nel 2013 e 2014;

Procedure di appalto e di assunzione

8.  osserva che, per quanto riguarda il 2013, né le operazioni incluse nel campione né altre risultanze dell'audit hanno dato luogo, nella relazione della Corte, a osservazioni sulle procedure di appalto o di assunzione dell'Ufficio;

9.  prende atto del fatto che, alla fine dell'anno, l'Ufficio contava 25 dipendenti e aveva sei posti vacanti su 28 posti autorizzati; riconosce che, nel 2013, l'Ufficio ha ultimato sei procedure di assunzione, assumendo personale per due posti AST, tre posti di agente contrattuale e occupando un posto per esperto nazionale distaccato per un periodo di due mesi; riconosce che due ulteriori assunzioni sono state avviate nel 2013;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza

10.  prende atto dalla relazione annuale di attività dell'Ufficio che ai sensi del regolamento (CE) n. 1211/2009, l'Ufficio deve svolgere le sue attività, di concerto con l'Ufficio dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC), con un livello elevato di trasparenza, garantendo che il pubblico e le eventuali parti interessate dispongano di informazioni obiettive, affidabili e facilmente accessibili in relazione ai risultati delle sue attività;

11.  apprende dall'Ufficio che esso si assume la responsabilità per la gestione di tutti i documenti prodotti nel corso delle attività del BEREC e per garantire la massima trasparenza delle attività del BEREC, conformemente alla legislazione in vigore; riconosce inoltre che tali compiti sono svolti gestendo il registro pubblico dei documenti del BEREC e dell'Ufficio, nonché il suo sito web, e garantendo la trasparenza e l'efficienza delle procedure interne del BEREC e dell'Ufficio;

Audit interno

12.  osserva che, nel 2013, il servizio di audit interno della Commissione (IAS) ha effettuato un esame limitato in merito all'adeguatezza della configurazione e dell'efficacia dell'attuazione delle norme di controllo interno, che ha riguardato 16 norme di controllo interno adottate dal comitato di gestione nel maggio 2011; osserva inoltre che, a seguito di tale esame limitato, e tenendo conto della recente istituzione dell'Ufficio e dello stato attuale delle operazioni e dell'amministrazione, lo IAS ha formulato 18 raccomandazioni, una delle quali classificata come "critica" e quattro come "molto importante";

13.  riconosce che restano in sospeso due questioni, ovvero l'attuazione di adeguati controlli relativi alla sicurezza dell'informazione e l'istituzione di un processo sistematico per la gestione del rischio; constata che l'Ufficio è attualmente impegnato a individuare una soluzione appropriata per risolvere in breve tempo le due questioni; invita l'Ufficio a comunicare all'autorità di discarico i progressi compiuti in proposito;

14.  apprende dall'Ufficio che a seguito di tale audit ha elaborato un piano d'azione che lo IAS ha considerato adeguato per affrontare adeguatamente i rischi individuati e, se verrà attuato come previsto, idoneo a mitigarne gli effetti;

Altre osservazioni

15.  esprime profondo rammarico per il fatto che il 91% dei rimborsi per gli esperti nel 2013 sono giunti in ritardo; rileva, inoltre, che nel primo semestre del 2013, i pagamenti tardivi sono stati effettuati in media dopo 78 giorni, rispetto ai 33 giorni registrati nel secondo semestre del 2013; apprende dall'Ufficio che esso valuterà alcuni metodi per far sì che i ritardi nei pagamenti siano ridotti in modo da conseguire l'obiettivo prefissato di 30 giorni; invita l'Ufficio a risolvere questo problema con urgenza e a comunicare all'autorità di discarico le misure adottate a tal fine e i relativi risultati;

o
o   o

16.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione sul discarico, alla sua risoluzione del 29 aprile 2015(15) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 28.
(2) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 28.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(5) GU L 337 del 18.12.2009, pag. 1.
(6) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(8) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 28.
(9) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 28.
(10) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(11) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(12) GU L 337 del 18.12.2009, pag. 1.
(13) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(14) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(15) Testi approvati in tale data, P8_TA(2015)0130.


Discarico 2013: Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea (CdT)
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2013 (2014/2101(DEC))
P8_TA(2015)0133A8-0084/2015

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte del Centro(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare al Centro sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(4), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 2965/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo all'istituzione di un Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea(5), in particolare l'articolo 14,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0084/2015),

1.  concede il discarico al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea sull'esecuzione del bilancio del Centro per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla chiusura dei conti del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2013 (2014/2101(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte del Centro(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare al Centro sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(10),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(11), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 2965/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo all'istituzione di un Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea(12), in particolare l'articolo 14,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0084/2015),

1.  constata che i conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea si presentano quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2013;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2013 (2014/2101(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2013,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0084/2015),

A.  considerando che, secondo i suoi rendiconti finanziari, il bilancio definitivo del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea (in prosieguo "il Centro") per l'esercizio 2013 ammontava a 52 193 667 EUR, importo che rappresenta un aumento dell'8,08 % rispetto al 2012;

B.  considerando che la Corte dei conti, nella sua relazione sui conti annuali del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 ("la relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali del Centro e alla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti;

C.  considerando che il Centro ha il compito di fornire alle istituzioni o agli organismi dell'Unione che ne avanzino richiesta i servizi di traduzione necessari alle loro attività;

Seguito dato al discarico del 2012

1.  prende atto dalla relazione della Corte che le due azioni correttive intraprese a seguito delle osservazioni formulate per l'esercizio precedente sono contrassegnate "in corso";

2.  apprende dal Centro che esso ha preparato un piano d'azione per ridurre i suoi costi amministrativi individuati nei settori delle risorse umane, dei circuiti finanziari, delle tecnologie informatiche e delle infrastrutture; apprende dal Centro che esso ha raggiunto i suoi limiti in materia di riduzione dei costi amministrativi;

Gestione di bilancio e finanziaria

3.  osserva che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi durante l'esercizio 2013 hanno portato a un tasso di esecuzione del bilancio pari all'83,47 % e che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato del 77,68 %;

Contratti quadro

4.  osserva che il Centro ha concluso 472 contratti quadro con servizi di traduzione per un periodo massimo di quattro anni nel 2008; constata, inoltre, che nel 2012 il Centro ha partecipato alla procedura di appalto della Commissione per i servizi di traduzione, anche se sui termini contrattuali non è stato possibile raggiungere un accordo con la Commissione;

5.  riconosce che, di conseguenza, il Centro ha prorogato i suoi contratti quadro esistenti per un ulteriore anno; rileva con preoccupazione che, benché una deroga sia stata rilasciata dal direttore del Centro, tale proroga non è conforme alle regole di attuazione del regolamento finanziario del Centro, che prevede un periodo massimo di quattro anni per i contratti quadro;

6.  apprende dal Centro che la mancanza di un accordo con la Commissione è dovuta al fatto che la Commissione ha modificato le condizioni di offerta in una fase tardiva della procedura; prende atto della decisione del Centro di prorogare i contratti esistenti in virtù della conseguenza negativa di non disporre di alcun contratto fino all'organizzazione della prossima gara d'appalto;

Impegni e riporti

7.  riconosce che la relazione della Corte non menziona nulla di particolare per quanto riguarda il livello dei riporti nel 2013; rileva che il 5,79 % degli stanziamenti di bilancio sono stati riportati al 2014;

Controlli interni

8.  apprende che nel 2013 il Servizio di audit interno (IAS) della Commissione ha effettuato una valutazione dei rischi completa che ha dato luogo al piano di audit interno strategico dell'IAS per il Centro, elencando le tematiche di audit proposte per il periodo 2014-2016;

9.  riconosce che in seguito a vari impegni, come il trasferimento nell'edificio Drosbach, i progressi conseguiti nell'attuazione di varie azioni incluse del piano d'azione per il controllo interno non sono stati del tutto corrispondenti a quelli inizialmente anticipati;

10.  osserva con preoccupazione che, nel corso della sua analisi del rischio, l'IAS ha individuato talune procedure a elevato rischio intrinseco che non potevano essere considerate revisionabili nell'ambito del piano di audit, dato che i controlli sono stati giudicati assenti o insufficienti; rileva che l'amministrazione del Centro ha presentato all'IAS un piano d'azione volto ad affrontare tali carenze e che le azioni intraprese dal Centro per risolverle saranno monitorate dall'IAS;

11.  constata che l'IAS ha monitorato l'attuazione delle sue precedenti raccomandazioni attraverso un esame documentale, e che nessuna precedente raccomandazioni critica è rimasta in sospeso dal 31 dicembre 2013; rileva che una raccomandazione molto importante è in fase di attuazione e sul percorso giusto, e che l'attuazione di un'altra raccomandazione molto importante è stata rinviata; invita il Centro ad affrontare tale questione e a informarne l'autorità di discarico al momento del completamento;

12.  rileva con preoccupazione che le deleghe formali degli ordinatori non sono sempre coerenti con i diritti di autorizzazione riguardanti le operazioni nel sistema contabile basato sul principio della competenza (ABAC); apprende dal Centro che esso ha aggiornato la delega formale per allinearla ai diritti di cui al sistema ABAC;

Storni

13.  constata che, stando alla relazione annuale di attività del Centro e alla relazione della Corte, nel 2012 il livello e il carattere degli storni sono rimasti entro i limiti delle regole finanziarie;

Procedure di appalto e di assunzione

14.  osserva che, per quanto riguarda l'esercizio 2013, né le operazioni incluse nel campione né altre risultanze dell'audit hanno dato luogo, nella relazione della Corte, a osservazioni sulle procedure di appalto del Centro;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza

15.  apprende dal Centro che esso ha valutato la sua politica in materia di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse sulla base degli orientamenti della Commissione sulla prevenzione e sulla gestione dei conflitti di interesse nelle agenzie decentrate dell'UE; osserva che, sulla base di tale valutazione, il Centro ha istituito una nuova politica che stabilisce che i curriculum vitae e le dichiarazioni di interesse dei membri del consiglio di amministrazione, del direttore e dei funzionari amministrativi di alto livello devono essere messi a disposizioni del pubblico;

16.  osserva che il Centro ha presentato tale nuova politica al suo consiglio di amministrazione nel 2014 e che essa è stata approvata il 29 ottobre 2014; riconosce che il Centro ha messo a disposizione sul proprio sito web i curriculum vitae e le dichiarazioni di interesse dei membri del consiglio di amministrazione; invita il Centro a promuovere la facilità di accesso a tali documenti;

Prestazioni

17.  rileva dalla relazione della Corte che la liquidità di cassa detenuta dal Centro è aumentata da 35 000 000 EUR alla fine del 2012 a 40 000 000 EUR alla fine del 2013; rileva, inoltre, che l'eccedenza di bilancio e le riserve sono aumentate da 30 900 000 EUR a 37 500 000 EUR nello stesso periodo;

18.  apprende dal Centro che la sua eccedenza di bilancio del 2012 è stata generata principalmente da fattori esterni che sfuggono al suo controllo e che il Centro ha adottato misure per ridurla; osserva che, alla luce dell'analisi dei costo del Centro per il 2012, e dell'analisi dei costi del primo semestre del 2013, il Centro ha deciso di abbassare i suoi prezzi per il 2014; apprende dal Centro che i suoi bilanci per il 2014 e il 2015 sono stati pianificati come bilanci in disavanzo onde utilizzare parte delle eccedenze degli anni precedenti;

Altre osservazioni

19.  riconosce che il Centro è divenuto operativo nel 1994 e, da allora, ha operato sulla base di scambi di corrispondenza e interazioni con lo Stato membro ospitante; riconosce che i negoziati del Centro con lo Stato membro ospitante per quanto riguarda la sede hanno raggiunto la fase finale, e che esso ha firmato l'accordo sulla sede con il governo del Granducato di Lussemburgo; osserva che il Centro è in attesa della conferma definitiva al riguardo;

o
o   o

20.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione sul discarico, alla sua risoluzione del 29 aprile 2015(15) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 35.
(2) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 35.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(5) GU L 314 del 7.12.1994, pag. 1.
(6) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(8) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 35.
(9) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 35.
(10) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(11) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(12) GU L 314 del 7.12.1994, pag. 1.
(13) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(14) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(15) Testi approvati in tale data, P8_TA(2015)0130.


Discarico 2013: Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop)
PDF 179kWORD 81k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2013 (2014/2087(DEC))
P8_TA(2015)0134A8-0079/2015

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte del Centro(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare al Centro sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(4), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio, del 10 febbraio 1975, relativo all'istituzione di un centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale(5), in particolare l'articolo 12 bis,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A8-0079/2015),

1.  concede il discarico al direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale sull'esecuzione del bilancio del Centro per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla chiusura dei conti del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2013 (2014/2087(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte del Centro(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare al Centro sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(10),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(11), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio, del 10 febbraio 1975, relativo all'istituzione di un centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale(12), in particolare l'articolo 12 bis,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013 , che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A8-0079/2015),

1.  constata che i conti annuali definitivi del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale si presentano quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2013;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2013 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2013 (2014/2087(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2013,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A8-0079/2015),

A.  considerando che, stando ai suoi rendiconti finanziari, il bilancio definitivo del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (di seguito "il Centro") per l'esercizio 2013 ammontava a 17 925 075 EUR, importo che rappresenta un aumento dell'6,72% rispetto al 2012;

B.  considerando che, stando ai suoi rendiconti finanziari, il contributo complessivo dell'Unione al bilancio del Centro per il 2013 ammontava a 17 133 900 EUR, importo che rappresenta una diminuzione dell'1,18% rispetto al 2012;

C.  considerando che la Corte dei conti ("la Corte"), nella sua relazione sui conti annuali del Centro per l'esercizio 2013 ("la relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali del Centro sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari,

Seguito dato al discarico del 2012

1.  prende atto del fatto che, nella relazione della Corte, per quanto riguarda due osservazioni formulate nella relazione per il 2011 che risultavano "in corso" nella relazione della Corte del 2012, sono state intraprese azioni correttive ed entrambe le raccomandazioni risultano ora "completate"; rileva inoltre che per quanto riguarda le tre osservazioni formulate nella relazione della Corte per il 2012, sono state intraprese due azioni correttive in risposta alle osservazioni sull'esercizio dell'anno precedente e che esse risultano ora "completate", mentre la terza risulta "non applicabile";

2.  apprende dal Centro che:

   dopo aver seguito la raccomandazione della Corte di garantire che i membri del comitato di preselezione firmino dichiarazioni di interessi, al fine di evitare conflitti di interesse, la procedura di assunzione dei funzionari di alto livello è stata completata;
   ha riesaminato e adattato la propria politica in materia di conflitti di interesse; invita il Centro a informare l'autorità di discarico circa i risultati del riesame politico e le modifiche apportate dal Centro stesso;
   sta intraprendendo azioni per quanto riguarda la pubblicazione dei CV dei membri del consiglio di amministrazione e le dichiarazioni di assenza di conflitti di interesse; osserva con preoccupazione che il Centro non ha pienamente posto rimedio al problema e lo invita ad attuare azioni correttive e a informare d'urgenza l'autorità di discarico sui risultati di dette azioni;
   l'informazione sulle attività del Centro è fornita principalmente alla Commissione, agli Stati membri e alle parti sociali, cosa che, a breve termine, ne limita l'impatto diretto fra i cittadini dell'Unione; rileva inoltre che la relazione annuale del Centro è accessibile al pubblico sul sito web del Centro stesso;
   nel contesto del quadro di cooperazione il Centro coordina le proprie attività con la Fondazione europea per la formazione e la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, al fine di massimizzare le sinergie e la condivisione delle conoscenze;

Gestione finanziaria e di bilancio

3.  osserva che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi durante l'esercizio 2013 hanno portato a un tasso di esecuzione del bilancio pari al 98,95% e che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato del 92,39%;

4.  apprende dal Centro che, a seguito di risparmi e rinvii delle assunzioni, la diminuzione delle spese del Titolo II ha compensato le spese sostenute ai sensi dei Titoli I e III, legate ai requisiti in materia di servizi e di prestazioni da fornirsi che figurano nel programma di lavoro; riconosce che, a seguito delle osservazioni della Corte del 2012, i riporti degli stanziamenti di impegno del Titolo II sono stati portati al di sotto della soglia del 20%, ossia al 17% nel 2013, rispetto al 37% nel 2012;

Procedure di appalto e di assunzione

5.  osserva che, in relazione all'esercizio 2013, né le operazioni incluse nel campione né altre risultanze dell'audit hanno dato luogo, nella relazione annuale di audit della Corte dei conti, a osservazioni sulle procedure di appalto del Centro;

6.  apprende dalla relazione annuale del Centro che l'organigramma per l'anno 2013 prevedeva 100 posti, 51 dei quali erano posti AD e 49 erano posti AST; prende inoltre atto del fatto che in entrambi i gruppi di funzioni il numero dei posti temporanei era superiore a quello dei posti permanenti;

7.  rileva che a fine anno il Centro impiegava 96 persone, conformemente all'organigramma, ed erano stati pubblicati due inviti a candidarsi per i posti AD vacanti; riconosce inoltre che due posti erano stati tenuti vacanti in modo da poterli sopprimere nel 2014, in risposta alla richiesta della Commissione di ridurre il personale del 5% nei prossimi anni;

Controlli interni

8.  osserva che, stando alle informazioni provenienti dal Centro, le nuove misure di verifica ex-post ed ex-ante sono state attuate in modo da rispondere alle preoccupazioni espresse dalla Corte nel 2012; rileva inoltre che le misure ex-post comprendono controlli dettagliati dei costi del personale per tre beneficiari selezionati a caso, sulla base di tutta la documentazione di supporto, compresi fogli di presenza, buste paga, calcolo delle tariffe giornaliere, contratti, fatture ed estratti conto;

9.  prende atto che il centro ha finalmente messo a punto processi per monitorare la legittimità e la regolarità, nonché per riferirne in merito, e sta attualmente applicando la propria strategia antifrode;

Audit interno

10.  osserva che il servizio di audit interno della Commissione (IAS) ha effettuato una valutazione completa del rischio al fine di determinare le priorità di audit per i tre anni seguenti, cosa che si è tradotta in un piano di audit strategico definitivo per il periodo 2013-2015; apprende dal Centro che il piano di audit strategico definitivo è stato approvato dal consiglio di amministrazione del Centro stesso nel mese di giugno 2013;

11.  rileva tuttavia che, nel corso dell'analisi del rischio, lo IAS ha individuato talune procedure dall'elevato rischio intrinseco che non potevano essere considerate revisionabili nell'ambito del piano di audit, dato che i controlli sono stati giudicati assenti o insufficienti; apprende dal Centro che la sua direzione ha presentato un piano d'azione volto a rimediare a tali lacune, che sarà oggetto di seguito dello IAS durante la prossima valutazione approfondita del rischio;

12.  prende atto del fatto che lo IAS ha seguito nel 2013 l'attuazione delle sue precedenti raccomandazioni attraverso un esame documentale delle informazioni fornite dal Centro sullo stato di avanzamento dell'attuazione delle raccomandazioni molto importanti, importanti o consigliabili; riconosce che nessuna raccomandazione essenziale o molto importante era pendente al 31 dicembre 2013;

Altre osservazioni

13.  accoglie con favore le misure esemplari adottate dal Centro per quanto riguarda soluzioni efficaci sotto il profilo economico e rispettose dell'ambiente; lo incoraggia a proseguire in tale buona prassi;

14.  constata con rammarico che i lavori di riparazione dell'edificio che ospita il Centro continuano a subire ritardi e che sarebbero dovuti essere ultimati solo nel 2014;

15.  sottolinea che l'attività del Centro è di grande rilevanza per l'agenda politica dell'Unione in materia di istruzione e formazione professionale (IFP) e qualifiche; prende atto delle preoccupazioni espresse dal Centro quanto al fatto che, in mancanza di un'inversione di tendenza, la debole domanda economica, che causa una disoccupazione elevata, alimenterà e perpetuerà lo squilibrio tra l'offerta e la domanda di competenze nonché l'obsolescenza delle competenze per effetto della sovraqualificazione e della disoccupazione; prende atto dei risultati principali conseguiti dal Centro nel 2013 nel suo settore d'attività; rileva altresì che nel 2014 il Centro realizzerà la sua prima indagine paneuropea sulle qualifiche (eu-SKILL);

16.  richiama l'attenzione sulle esperienze positive fatte in alcuni Stati membri con il sistema duale di istruzione; osserva tuttavia che esso non può essere considerato una formula magica per contrastare la forte disoccupazione giovanile;

17.  si congratula con il Centro per i risultati della valutazione condotta nel 2013 dalla Commissione, che individua in esso un centro di eccellenza di primo piano a livello mondiale per quanto riguarda i quadri di riferimento delle qualifiche e le competenze e che riconosce l'importante contributo da esso fornito al rafforzamento della cooperazione tra i portatori d'interesse in materia di IFP in Europa.

o
o   o

18.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 29 aprile 2015(15) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 42.
(2) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 42.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(5) GU L 39 del 13.2.1975, pag. 1.
(6) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(8) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 42.
(9) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 42.
(10) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(11) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(12) GU L 39 del 13.2.1975, pag. 1.
(13) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(14) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(15) Testi approvati in tale data, P8_TA(2015)0130.


Discarico 2013: Accademia europea di polizia (CEPOL)
PDF 177kWORD 80k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Accademia europea di polizia per l'esercizio 2013 (2014/2112(DEC))
P8_TA(2015)0135A8-0086/2015

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Accademia europea di polizia relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Accademia europea di polizia relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Accademia(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare all'Accademia sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(4), in particolare l'articolo 208,

–  vista la decisione 2005/681/GAI del Consiglio, del 20 settembre 2005, che istituisce l’Accademia europea di polizia (CEPOL) e che abroga la decisione 2000/820/GAI (5), in particolare l'articolo 16,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0086/2015),

1.  concede il discarico al direttore dell'Accademia europea di polizia per l'esecuzione del bilancio dell'Accademia per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore dell'Accademia europea di polizia, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla chiusura dei conti dell'Accademia europea di polizia per l'esercizio 2013 (2014/2112(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Accademia europea di polizia relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Accademia europea di polizia relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Accademia(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare all'Accademia sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(10),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(11), in particolare l'articolo 208,

–  vista la decisione 2005/681/GAI del Consiglio, del 20 settembre 2005, che istituisce l’Accademia europea di polizia (CEPOL) e che abroga la decisione 2000/820/GAI (12), in particolare l'articolo 16,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (14), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0086/2015),

1.  constata che i conti annuali definitivi dell'Accademia europea di polizia si presentano quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti dell'Accademia europea di polizia per l'esercizio 2013;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore dell'Accademia europea di polizia, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Accademia europea di polizia per l'esercizio 2013 (2014/2112(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Accademia europea di polizia per l'esercizio 2013,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0086/2015),

A.  considerando che, secondo i suoi stati finanziari, il bilancio definitivo dell'Accademia europea di polizia (in appresso "l'Accademia") per l'esercizio 2013 ammontava a 8 450 640 EUR; che l'intero bilancio dell'Accademia proviene dal bilancio dell'Unione;

B.  considerando che la Corte dei conti (in appresso "la Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Accademia europea di polizia relativi all'esercizio 2013 (in appresso "la relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto una ragionevole certezza in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Accademia, nonché alla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti;

Seguito dato al discarico 2012

1.  rileva dalla relazione della Corte che, per quanto riguarda tre osservazioni formulate nella relazione della Corte per il 2011 che risultavano "pendenti" nella relazione della Corte per il 2012, nonché per quanto riguarda un'osservazione che risultava "in corso", un'azione correttiva è stata intrapresa e nella relazione della Corte risulta ora "completata", due risultano "in corso" e una risulta "non applicabile"; rileva inoltre che, per le sei osservazioni formulate nella relazione della Corte per il 2012, un'azione correttiva è stata intrapresa in risposta alle osservazioni dell'anno precedente e risulta ora "completata", due risultano "non applicabili", due "in corso" e una "pendente";

2.  apprende dall'Accademia che:

   le informazioni sull'impatto delle sue attività sui cittadini dell'Unione sono disponibili sul sito web dell'Accademia tramite la pubblicazione annuale di documenti strategici, tra cui la relazione annuale, nonché attraverso altri strumenti di comunicazione come video e sezioni dedicate del sito;
   il consiglio di amministrazione ha deciso di esternalizzare una parte dei suoi servizi di contabilità alla Commissione a partire dal mese di aprile 2014; prende atto degli sforzi intrapresi dall'Accademia per diminuire le sue spese amministrative;

Bilancio e gestione finanziaria

3.  osserva che gli sforzi in materia di controllo del bilancio intrapresi durante l'esercizio 2013 hanno avuto come risultato un tasso di esecuzione del bilancio del 94,89% e che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato del 92,46%; riconosce gli sforzi dell'Accademia per aumentare in misura significativa, del 21%, il livello di esecuzione dei pagamenti rispetto al 76% registrato nel 2012;

Impegni e riporti

4.  rileva con preoccupazione che il livello degli stanziamenti impegnati riportati al 2014 è stato elevato, pari al 30,46%, per il Titolo II (spese amministrative); prende atto che per il Titolo III (spese operative) il livello degli stanziamenti impegnati riportati è stato del 17,91%; apprende dalla relazione della Corte che i riporti del Titolo II sono derivati principalmente da eventi che esulavano dal controllo dell’Accademia, come i pagamenti dovuti nel 2014 per beni e servizi commissionati e prestati come previsto nel 2013;

5.  apprende inoltre che i livelli dei riporti dell’Accademia sono diminuiti dal 20% per le operazioni dal 2012 al 2013 all'11% per quelle dal 2013 al 2014; prende atto delle misure messe in atto dall'Accademia, ma la invita a migliorare ulteriormente i livelli di riporto, in modo da rispettare maggiormente il principio dell'annualità del bilancio;

6.  è preoccupato per il fatto che, su un importo di 1 669 930 EUR di stanziamenti impegnati riportati dal 2012, gli impegni annullati nel 2013 sono stati pari a 303 740 EUR, cioè il 18,19%; constata che gli impegni annullati sono dipesi principalmente dal fatto che le spese da rimborsare nell'ambito delle convenzioni di sovvenzione del 2012 sono state inferiori alle stime; osserva che l'entità degli annullamenti indica la necessità di ottenere informazioni più precise dai beneficiari a fine esercizio sulle spese effettivamente sostenute; invita l'Accademia a informare l'autorità di discarico sulle misure adottate per far fronte con urgenza a questo inconveniente;

Storni

7.  apprende dall'Accademia che essa ha messo in atto una nuova procedura per gli storni di bilancio, migliorando la struttura del bilancio e consentendo anche una supervisione rafforzata della sua esecuzione;

8.  prende atto che nel 2013 l'Accademia ha eseguito nove storni di bilancio per un importo di 500 000 EUR nell’ambito dei rispettivi titoli; riconosce che tutti gli storni sono stati effettuati conformemente al regolamento finanziario e alle modalità d'esecuzione; osserva inoltre che i miglioramenti delle procedure di bilancio hanno determinato una tendenza alla diminuzione degli importi degli storni di bilancio;

Procedure di appalto e di assunzione

9.  rileva con preoccupazione dalla relazione della Corte che le procedure di assunzione dell'Accademia non sono ancora pienamente trasparenti, poiché certi elementi procedurali sono ancora incompleti, non sufficientemente chiari o non conformi alle norme; prende atto delle iniziative dell'Accademia per una revisione del processo di assunzione mediante la riprogettazione e il miglioramento delle istruzioni di lavoro, delle liste di controllo e dei modelli relativi; invita l'Accademia a informare l'autorità di discarico in merito agli effetti del processo riprogettato sulle assunzioni avviate nel 2014, e attende con interesse i risultati dei futuri audit della Corte per quanto riguarda le procedure di assunzione;

Prevenzione e gestione dei conflitti d'interessi e trasparenza

10.  prende atto che l'Accademia ha programmato un riesame delle disposizioni in vigore con l'obiettivo di sviluppare una politica specifica in materia di conflitti d'interessi, applicabile al suo personale ed anche ad altri soggetti interessati che collaborano direttamente con l'Accademia pur non essendone dipendenti; apprende che nel mese di novembre 2014 il consiglio di amministrazione dell'Accademia ha adottato la sua politica in materia di prevenzione e gestione dei conflitti d'interessi;

11.  prende atto della pubblicazione delle dichiarazioni d'interessi del direttore, del vicedirettore e del capo dei servizi amministrativi sul sito web dell'Accademia; apprende che, a seguito dell'adozione, a novembre 2014, della politica in materia di conflitti d'interessi, l'Accademia ha chiesto ai membri del consiglio di amministrazione di pubblicare sul sito web dell'Accademia la loro dichiarazione d'interessi e il loro CV;

12.  sollecita l'Accademia a pubblicare entro giugno 2015 le dichiarazioni di interessi del suo personale e dei membri del consiglio di amministrazione, dei membri dei gruppi di lavoro/del comitato di audit e degli esperti nazionali distaccati;

13.  si rammarica della mancata risposta dell'Accademia alla domanda relativa a eventuali iniziative tese ad aumentare la trasparenza dei contatti delle agenzie con i lobbisti; sollecita l'Accademia a rispondere entro la fine di maggio 2015;

Audit interno

14.  rileva che il Servizio di audit interno (IAS) della Commissione ha svolto un audit finalizzato a valutare l'adeguatezza della configurazione e l'effettiva applicazione del sistema di controllo interno per i sottoprocessi inerenti alle risorse umane gestiti dall'Accademia; prende atto che lo IAS ha concluso che il sistema di controllo interno in vigore fornisce una ragionevole garanzia in ordine al raggiungimento degli obiettivi operativi per i processi in materia di risorse umane interessati;

15.  prende atto che lo IAS ha effettuato una verifica documentale dell'attuazione delle sue raccomandazioni precedenti, da cui non è emersa alcuna raccomandazione critica o molto importante rimasta in sospeso a fine esercizio;

16.  prende atto degli sforzi compiuti dall'Accademia per attuare le raccomandazioni di audit della Corte e dello IAS al fine di garantire la rapida attuazione dei piani d'azione; rileva che per la fine del 2013 il tasso di attuazione delle raccomandazioni era dell'83%;

Altre osservazioni

17.  si rallegra del fatto che l'Accademia ha ripreso ufficialmente l'attività nella sua nuova sede di Budapest nel mese di ottobre 2014; appoggia gli sforzi compiuti dall'Accademia per far svolgere il trasferimento nella nuova sede in accordo con i principi della sana gestione finanziaria; prende atto inoltre che in relazione a ciò è stata avviata una rettifica di bilancio per l'esercizio finanziario 2014 che è stata approvata dal consiglio di amministrazione;

18.  prende atto che il trasferimento dell'Accademia da Bramshill nella nuova sede di Budapest ha generato risparmi annui per un valore di 200 000 EUR; si compiace di tali risparmi nelle spese operative dell'Accademia e si rallegra del fatto che l'uso degli uffici nella nuova sede dell'Accademia è gratuito e che l'infrastruttura è messa a disposizione per un periodo di almeno dieci anni; chiede all'Accademia di includere nella sua prossima relazione annuale una panoramica dei risparmi realizzati nelle spese operative;

19.  rileva con preoccupazione che è in corso la discussione sul futuro dell'Accademia e che ciò danneggia la pianificazione e lo svolgimento dell'attività;

20.  rileva con preoccupazione che l'Accademia non ha risposto esaurientemente alla domanda dell'autorità di discarico in merito alle soluzioni economicamente vantaggiose ed ecologiche per l'ambiente di lavoro; invita l'Accademia a porre rimedio a tale mancanza;

o
o   o

21.  rinvia, per altre osservazioni, di natura orizzontale, che accompagnano la sua decisione sul discarico, alla sua risoluzione del 29 aprile 2015(15) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 51.
(2) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 51.
(3) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(4) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(5) GU L 256 dell'1.10.2005, pag. 63.
(6) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(8) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 51.
(9) GU C 442 del 10.12.2014, pag. 51.
(10) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
(11) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(12) GU L 256 dell'1.10.2005, pag. 63.
(13) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(14) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(15) Testi approvati in tale data, P8_TA(2015)0130.


Discarico 2013: Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA)
PDF 179kWORD 81k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2013 (2014/2106(DEC))
P8_TA(2015)0136A8-0074/2015

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare all'Agenzia sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(4), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile e che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza aerea, e che abroga la direttiva 91/670/CEE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1592/2002 e la direttiva 2004/36/CE(5), in particolare l'articolo 60,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013 , che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0074/2015),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2013;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2.Decisione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2013 (2014/2106(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea relativi all'esercizio 2013,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(8),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare all'Agenzia sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05304/2015 – C8-0054/2015),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(10),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(11), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile e che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza aerea, e che abroga la direttiva 91/670/CEE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1592/2002 e la direttiva 2004/36/CE(12), in particolare l'articolo 60,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0074/2015),

1.  constata che i conti annuali definitivi dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea si presentano quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea relativi all'esercizio 2013;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3.Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2013 (2014/2106(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2013,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0074/2015),

A.  considerando che, secondo i suoi stati finanziari, il bilancio definitivo dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea (in appresso "l'Agenzia") per l'esercizio 2013 ammontava a 167 023 535 EUR, importo che rappresenta un aumento del 5,15% rispetto al 2012;

B.  considerando che, secondo i suoi stati finanziari, il contributo dell'Unione al bilancio dell'Agenzia per il 2013 ammontava a 35 829 562 EUR, importo che rappresenta un aumento dello 0,2% rispetto al 2012;

C.  considerando che la Corte dei conti, nella sua relazione sui conti annuali dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea relativi all'esercizio 2013 ("la relazione della Corte), ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Agenzia, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni alla base di tali conti;

Seguito dato al discarico 2012

1.  apprende dalla relazione della Corte che, per quanto riguarda un'osservazione formulata nella relazione della Corte per il 2011, che risultava "in corso" nella relazione della Corte per il 2012, è stata intrapresa un'azione correttiva e che nella relazione della Corte per il 2013 l'osservazione relativa a tale azione risulta ora "completata"; osserva inoltre che, per le quattro osservazioni formulate nella relazione della Corte per il 2012, sono state intraprese azioni correttive e che due delle osservazioni risultano ora "completate" mentre due "non applicabili";

2.  prende atto da quanto indicato dall'Agenzia che:

   le informazioni e i dati statistici sulla gestione dei conflitti di interessi figuravano nella sua relazione annuale di attività per il 2013;
   i CV e le dichiarazioni di interesse del direttore esecutivo, dei direttori e dei capi di dipartimento sono stati integralmente pubblicati sul sito web dell'Agenzia a partire dal 1°dicembre 2014, come richiesto dall'autorità di discarico in relazione al discarico dell'Agenzia per il 2014;
   le informazioni relative all'impatto delle attività dell'Agenzia sui cittadini dell'Unione sono fornite sul suo sito web mediante la pubblicazione annuale di documenti strategici quali la relazione generale annuale, il rapporto annuale sulla sicurezza e il programma di lavoro;

Osservazioni sulla legittimità e regolarità delle operazioni

3.  osserva che nel 2013 l'Agenzia ha utilizzato circa 22 000 000 EUR per le procedure di appalto volte a esternalizzare parte delle proprie attività di certificazione ad autorità aeronautiche nazionali ed enti qualificati; riconosce che il processo di aggiudicazione di compiti specifici di certificazione alle parti contraenti, nonché i criteri da applicare erano descritti in specifiche linee guida elaborate dall'Agenzia con decisione del relativo consiglio di amministrazione;

4.  invita l'Agenzia a migliorare la trasparenza del meccanismo di esternalizzazione attraverso una migliore documentazione dei processi di aggiudicazione, comprese le valutazioni fatte sulla base dei criteri stabiliti dalle linee guida; rileva con preoccupazione che ciò vale anche per le aggiudicazioni agli offerenti di molti altri appalti di valore modesto;

Impegni e riporti

5.  osserva che il livello complessivo degli stanziamenti impegnati ammontava al 98%, percentuale che varia tra il 92% nel caso del titolo III (spese operative) e il 98% nel caso del titolo II (spese amministrative);

6.  prende atto di una riduzione generale del livello globale dei riporti di stanziamenti impegnati, passando da 10 100 000 EUR (11%) nel 2012 a 7 200 000 EUR (8%) nel 2013; esprime preoccupazione per il fatto che, nonostante una riduzione del livello generale dei riporti, quest'ultimo è rimasto elevato nel caso del titolo III, ossia pari a 3 400 000 (42%); osserva che, sebbene tali riporti siano in parte giustificati dalla natura pluriennale delle operazioni dell'Agenzia, un livello così elevato è in contrasto con il principio di bilancio dell'annualità;

Procedure di appalto e di assunzione

7.  osserva che, nella relazione annuale di audit per il 2013, la Corte non ha inserito osservazioni riguardanti le procedure di assunzione dell'Autorità;

8.  apprende dall'Agenzia che i requisiti cui devono conformarsi i candidati nel quadro della procedura di assunzione sono stati fissati in conformità dello statuto dei funzionari dell'Unione europea e che il caso identificato nella relazione della Corte per il 2012 è considerato archiviato;

9.  ricorda la posizione del Parlamento in materia di procedura di bilancio secondo la quale il personale finanziato dai diritti provenienti dal settore e, di conseguenza, non finanziato dal bilancio dell'Unione non dovrebbe essere interessato dal taglio annuale del 2% applicato dall'Unione; ritiene che la Commissione dovrebbe trattare le agenzie finanziate principalmente dal bilancio dell'Unione come un caso a parte e proporre un quadro specifico per le agenzie finanziate principalmente dai diritti gravanti sugli operatori, che dovrebbero essere in proporzione ai servizi forniti dall'agenzia in questione;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interessi e trasparenza

10.  osserva che nel 2013 l'Agenzia ha riesaminato 213 dichiarazioni di interesse alla luce del Codice di condotta per il personale dell'AESA, adottato nel 2012; si compiace della revisione del regolamento AESA e sottolinea la necessità di rivedere il codice di condotta onde evitare qualsiasi potenziale conflitto d'interessi; propone che al riguardo sia prevista una verifica periodica dell'applicazione del codice di condotta e dei singoli casi da parte della Corte dei conti; evidenzia che nel 2013 sono stati identificati due casi relativi al fenomeno delle "porte girevoli"; constata che l'Agenzia ha autorizzato le attività notificate relative a entrambi i casi a condizione che non si contatti ovvero influenzi il personale dell'Agenzia e che ci si astenga da negoziazioni contrattuali dirette con la stessa durante un periodo di riflessione compreso tra i 12 e i 24 mesi;

11.  rileva con preoccupazione che la questione dei conflitti di interesse riguarda da vicino i membri del gruppo di esperti che sono chiamati a testare e autorizzare i prodotti; è profondamente preoccupato per i due casi di porte girevoli identificati dall'Agenzia nel 2013 e raccomanda a quest'ultima di rafforzare ulteriormente la propria politica in materia di indipendenza, in particolare pubblicando entro la fine di settembre 2015 i CV e le dichiarazioni di interesse dei dirigenti, dei membri del consiglio di amministrazione e del gruppo di esperti; invita l'Agenzia ad adottare politiche globali per la gestione di situazioni caratterizzate da conflitti di interessi, quali ad esempio la cessione degli interessi di un funzionario pubblico, la ricusazione del funzionario pubblico dalla partecipazione a un processo decisionale interessato, la restrizione dell'accesso da parte del funzionario pubblico interessato a particolari informazioni, la ridefinizione dei doveri del funzionario pubblico o le sue dimissioni dall'incarico;

Controlli interni

12.  apprende dall'Agenzia che sono stati effettuati controlli ex ante ed ex post a seguito delle discussioni con la Corte e delle raccomandazioni dell'autorità di discarico; riconosce che i controlli ex post non sono obbligatori secondo il regolamento finanziario dell'Agenzia; rileva che è stato istituito un piano annuale di verifica ex post, il quale è basato sul rischio e comprende le procedure di appalto pubblico;

Audit interno

13.  rileva che il Servizio di audit interno della Commissione (IAS) ha pubblicato la relazione concernente una revisione limitata della gestione dei progetti informatici nel 2013, che ha portato a due raccomandazioni "molto importanti"; rileva inoltre che l'IAS ha condotto un ulteriore audit sui "Capisaldi dell'affidabilità", che ha portato a un parere di garanzia ragionevole come pure a due raccomandazioni "molto importanti"; osserva che l'IAS ha confermato che 22 delle 23 raccomandazioni "molto importanti" da esso formulate negli anni precedenti sono "completate";

Altre osservazioni

14.  osserva che sin dal 2004, anno in cui è diventata operativa, l'Agenzia ha operato sulla base di scambi di corrispondenza con lo Stato membro ospitante; rileva tuttavia che tra l'Agenzia e lo Stato me