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Procedura : 2015/2104(INI)
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Ciclo del documento : A8-0308/2015

Testi presentati :

A8-0308/2015

Discussioni :

PV 23/11/2015 - 17
CRE 23/11/2015 - 17

Votazioni :

PV 24/11/2015 - 5.8
CRE 24/11/2015 - 5.8
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P8_TA(2015)0403

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Martedì 24 novembre 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Ruolo dell'UE nell'ambito delle Nazioni Unite
P8_TA(2015)0403A8-0308/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 24 novembre 2015 sul ruolo dell'Unione europea nell'ambito delle Nazioni Unite – come meglio raggiungere gli obiettivi di politica estera dell'Unione (2015/2104(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sull'Unione europea,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sull'UE e sull'ONU, in particolare la sua raccomandazione al Consiglio del 2 aprile 2014 sulla 69a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite(1) e la sua risoluzione dell'11 maggio 2011 su "L'UE quale attore globale: il suo ruolo nell'ambito delle organizzazioni multilaterali"(2),

–   viste le conclusioni del Consiglio del 22 giugno 2015 sulle priorità dell'UE per la 70a Assemblea generale delle Nazioni Unite,

–   vista la Carta delle Nazioni Unite,

–   vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA) sulla partecipazione dell'Unione europea ai lavori delle Nazioni Unite(3), che garantisce all'Unione europea il diritto d'intervenire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, di presentare proposte ed emendamenti orali messi al voto su richiesta di uno Stato membro e di esercitare il diritto di rettifica,

–   vista la dichiarazione che il presidente del Consiglio di sicurezza ha rilasciato per la prima volta in assoluto il 14 febbraio 2014 sul ruolo svolto dall'UE nel mantenere la pace e la sicurezza internazionali(4),

–   vista la dichiarazione della conferenza mondiale di Durban del 2001 contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e la relativa intolleranza,

–   visto lo studio pubblicato nel marzo 2015 della direzione generale per le politiche esterne del Parlamento europeo "Reforming the United Nations: State of Play, Ways Forward",

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari esteri e i pareri della commissione per lo sviluppo, della commissione per il commercio internazionale, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per la cultura e l'istruzione e della commissione per gli affari costituzionali (A8–0308/2015),

Gli obiettivi e i punti di forza globali dell'UE

A.  considerando che il futuro dell'Unione europea è connesso con la pace, la sicurezza, lo sviluppo e i diritti umani globali; che le sfide cui l'UE deve far fronte necessitano di soluzioni globali e che le questioni globali necessitano dell'azione europea;

B.  considerando che i principi e gli obiettivi della politica esterna dell'UE sono sanciti dall'articolo 21 del trattato sull'Unione europea e sono strettamente collegati con quelli dell'ONU; considerando che l'articolo 21 del TUE chiede espressamente il rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale;

C.  considerando che la forza dell'UE risiede nella sua potenzialità di mobilitare risorse nell'intero ventaglio degli strumenti diplomatici, di sicurezza, di difesa, economici, relativi allo sviluppo e umanitari, nel totale rispetto delle disposizioni della Carta delle Nazioni Unite; considerando che l'impiego di questi strumenti sulla base di un approccio globale offre all'UE una flessibilità unica nell'affrontare efficacemente gli obiettivi di sicurezza più impegnativi;

D.  considerando che l'UE partecipa attivamente, sotto l'egida dell'ONU, alla promozione della pace, della sicurezza e del progresso, attraverso la sua politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la sua politica di sicurezza e difesa comune (PSDC);

E.  considerando che l'UE tutela i suoi valori, i suoi interessi fondamentali, la sua sicurezza, la sua indipendenza e integrità e che essa opera per mantenere la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale, conformemente ai principi della Carta delle Nazioni Unite e dell'Atto finale di Helsinki del 1975, e agli obiettivi della Carta di Parigi per una nuova Europa, adottata nel 1990; considerando che l'UE è parte del sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite, nonché di uno degli accordi regionali previsti al capitolo VIII della Carta;

F.  considerando che l'UE favorisce il progresso economico, sociale e ambientale sostenibile dei paesi in via di sviluppo con gli obiettivi primari di eliminare la povertà, promuovere la pace e la stabilità a lungo termine e combattere le ineguaglianze sociali, e fornisce assistenza umanitaria alle popolazioni, ai paesi e alle regioni che sono confrontati con ogni tipo di crisi, siano esse naturali o provocate dall'uomo;

G.  considerando che l'UE è l'attore principale in diversi settori politici interconnessi: il commercio, lo sviluppo, l'aiuto umanitario, l'ambiente e i diritti umani;

H.  considerando che l'Unione europea agisce a favore della sostenibilità ambientale promuovendo misure internazionali e azioni volte a preservare e a migliorare la qualità dell'ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali;

I.  considerando che l'UE svolge anche un ruolo guida anche nelle politiche ambientali, in particolare nella lotta contro il cambiamento climatico, non solo grazie al fatto di essere all'avanguardia e di imporre a se stessa obiettivi ambiziosi, ma anche sostenendo immancabilmente, nei negoziati a livello globale, accordi vincolanti e azioni concrete e misurabili;

J.  considerando che l'UE rafforza il fondamento della sostenibilità sociale e del buon governo consolidando, sostenendo e promuovendo la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti dell'uomo e i principi del diritto internazionale;

K.  considerando che, in conformità dei suoi trattati, l'UE promuove un sistema internazionale basato su una cooperazione multilaterale rafforzata e sul buon governo a livello mondiale e si impegna per un reale multilateralismo, con le NU al centro; considerando che tale impegno fonda le sue radici nella convinzione che per rispondere in modo efficace alle crisi, sfide e minacce globali, la comunità internazionale necessità di un sistema multilaterale, basato su diritti e valori universali;

L.  considerando che l'accento principale della politica esterna dell'UE è stato posto sulle relazioni bilaterali e sulla cooperazione e sui partenariati con paesi, gruppi di paesi e altre organizzazioni regionali e internazionali di tutto il mondo; che particolare attenzione è stata rivolta nel corso degli ultimi decenni a obiettivi e a inquietudini geopolitici negli immediati vicini orientali e meridionali dell'UE; considerando che l'UE mantiene inoltre rapporti speciali con i paesi africani e, nelle sue azioni, dedica particolare attenzione alle sfide che si registrano in tali paesi;

M.  considerando che, in un contesto di crescente interdipendenza globale, l'UE deve rafforzare il proprio ruolo sia nelle relazioni bilaterali che nei forum multilaterali;

N.  considerando che l'UE partecipa e svolge un ruolo importante nei negoziati e nella mediazione internazionali, in particolare nei casi E3/EU3+3 e nei negoziati con l'Iran,nonché nel processo di pace per il Medio Oriente;

O.  considerando che, essendo il più grande blocco commerciale del mondo, l'UE svolge un forte ruolo negli accordi commerciali bilaterali e multilaterali e ha messo a punto misure di politica commerciale attiva per la crescita economica, la riduzione della povertà e la protezione dell'ambiente e delle risorse naturali;

P.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri costituiscono il principale contribuente finanziario del bilancio generale dell'ONU, nonché della sua assistenza umanitaria, del suo aiuto pubblico allo sviluppo (APS) e delle sue operazioni di mantenimento della pace; che le politiche di sviluppo dell'UE sono particolarmente importanti a causa della loro attiva promozione della riduzione della povertà e della sostenibilità economica, sociale e ambientale, rafforzando così la pace e la sicurezza; considerando che l'UE ha sottoscritto oltre 50 accordi e convenzioni multilaterali dell'ONU come unico partecipante non statale;

Q.  considerando che l'UE è tra i più impegnati difensori e promotori dei diritti umani, delle libertà fondamentali, dei valori culturali, della democrazia e dello Stato di diritto; che le disposizioni relative a tali principi sono incluse in tutti i suoi partenariati bilaterali e hanno una posizione centrale nella sua politica multilaterale; considerando che l'UE ha sempre sostenuto con forza la giustizia internazionale;

R.  considerando che l'UE svolge un ruolo importante nel sostegno alle operazioni delle Nazioni Unite in settori di interesse comune, in particolare nella protezione dei civili, e soprattutto di donne e minori vittime di conflitti armati;

S.  considerando che l'uguaglianza tra uomo e donna è un valore fondamentale dell'UE, riconosciuto dai trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali; che l'UE si è assunta la responsabilità di integrare l'uguaglianza di genere in tutte le sue attività e settori politici, tra cui le politiche esterne e di cooperazione allo sviluppo;

T.  considerando che l'umanità ha valori e interessi comuni; che vi deve essere una condivisione equa dell'onere e dei benefici al momento di risolvere i problemi comuni e di promuovere gli obiettivi e i valori comuni;

Il sistema delle Nazioni Unite

U.  considerando che il sistema delle Nazioni Unite è il principale forum mondiale per migliorare la governance globale e in quanto tale rappresenta il miglior forum in cui promuovere i valori e gli interessi dell'Unione europea;

V.  considerando dopo la Seconda guerra mondiale l'obiettivo principale era di mantenere la pace e la sicurezza; che la promozione dello sviluppo economico e sociale e dei diritti umani ha un posto centrale nella Carta; che nell'agenda dell'ONU le preoccupazioni ambientali sono sorte all'inizio degli anni '70; che nel 1987 il Rapporto Brundtland "Our Common Future" definiva il concetto di sviluppo sostenibile quale uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni; che alla conferenza di Rio (UNCED) nel 1992 le politiche di sviluppo e ambientali sono state fuse in una combinazione di interventi efficaci per ridurre la povertà e promuovere lo sviluppo sostenibile in tutto il mondo;

W.  considerando che il sistema delle Nazioni Unite copre tutti i settori della cooperazione e che il Consiglio di sicurezza, al suo interno, è il primo responsabile per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, assistito da organi sussidiari e consultivi;

X.  considerando che il sistema delle Nazioni Unite è costituito da 19 agenzie specializzate, fra cui la FAO, l'IFAD, l'OIL, il FMI, l'UNESCO, l'UNIDO, l'OMS e la Banca mondiale, insieme a 11 fondi e programmi, fra cui l'UNCTAD, il PNUS, il PNUA, l'UNFPA, l'UNHCR, l'UNICEF, l'UN-Women e il PAM(5), nonché 9 commissioni funzionali, 5 commissioni regionali e una serie di altri organismi dello stesso tipo; che organizzazioni come l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) sono anch'esse legate al sistema delle Nazioni Unite;

Y.  considerando che la maggior parte delle agenzie, fondi, programmi, commissioni e comitati di cui sopra lavorano sotto l'egida del Consiglio economico e sociale e dell'Assemblea generale, cui alcuni di loro rendono conto;

Z.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri hanno un ruolo cruciale nella promozione dei principi e degli obiettivi dell'ONU e nel risolvere i problemi comuni dell'umanità; che, d'altro canto, l'Europa ha bisogno di partner a livello mondiale per risolvere i propri problemi in settori come la sicurezza, la protezione dell'ambiente, i diritti umani, la migrazione, la salvaguardia del diritto all'asilo e l'instabilità finanziaria;

AA.  considerando che l'Unione europea ha una responsabilità particolare nei confronti del vicinato per quanto concerne il mantenimento della pace, lo sviluppo e i diritti umani;

AB.  considerando che è essenziale che le azioni intraprese nel quadro delle Nazioni Unite rispettino il diritto internazionale; che i crimini perpetrati nell'ambito di un mandato dell'ONU sono estremamente dannosi per la credibilità dell'organizzazione e non devono godere dell'impunità;

AC.  considerando che i paesi sono divisi in aree geografiche e che questa situazione determina spesso votazioni per blocchi; che i paesi che sono membri del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC) sono spesso essi stessi colpevoli di violazioni sistematiche dei diritti umani, il che mina l'efficacia e la credibilità dell'UNHRC nel suo complesso;

AD.  considerando che i profitti delle attività di saccheggio e contrabbando collegate ai siti e agli oggetti culturali e religiosi in Iraq e Siria da parte dell'ISIS/Da'esh vengono usati per finanziare le attività terroristiche dell'ISIS/Da'esh; considerando che l'UNESCO e la sua convenzione concernente le misure da adottare per interdire e impedire l'illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali hanno un ruolo chiave da svolgere nel garantire l'urgente protezione del patrimonio culturale siriano e iracheno;

AE.  considerando che l'UE e l'ONU partecipano ad una stretta collaborazione nei più delicati scenari di crisi, in particolare nel Medio Oriente e nell'Africa settentrionale; che il loro impegno deve essere ulteriormente incrementato per trovare soluzioni politiche pacifiche a tali crisi;

AF.  considerando che le discussioni e le decisioni sul rinnovo del mandato del forum sulla governance di internet (FGI) sono previste per il 2015 presso l'Assemblea generale delle Nazioni Unite; considerando che il Parlamento ha chiesto all'Assemblea di rinnovare il mandato al FGI e di rafforzare sia le sue risorse che il modello di governance multilaterale di internet;

L'UE nel sistema delle Nazioni Unite

1.  ricorda che l'UE e i suoi Stati membri condividono i valori e i principi della Carta dell'ONU come previsto dall'articolo 21, paragrafo 1 del TUE e svolgono un ruolo chiave nella promozione di tali principi e degli obiettivi delle Nazioni Unite, mediante l'azione esterna dell'UE; ritiene che l'UE abbia bisogno di partner globali se vuole riuscire a raggiungere i propri obiettivi di politica estera, in particolare nell'ambito della pace e della sicurezza, del terrorismo, della criminalità organizzata, dei conflitti regionali, dei malfunzionamenti degli Stati e della proliferazione delle armi di distruzione di massa;

2.  ritiene che l'ambiente di sicurezza dell'Unione europea sia sempre più instabile e volatile a causa del gran numero di sfide vecchie o nuove in materia di sicurezza; reputa che il conflitto nell'Ucraina orientale, unitamente ai conflitti in Siria e in Iraq, all'ascesa dell'organizzazione terroristica ISIS, alla crisi libica e alla minaccia terroristica in Africa (in particolare nel Sahel, in Libia e nel Corno d'Africa) rappresentino serie minacce globali che richiedono una risposta globale; ritiene che l'UE non possa affrontare tali minacce da sola, ma necessiti del sostegno dei partner internazionali;

3.  accoglie con favore il fatto che l'UE e i suoi Stati membri svolgano un ruolo attivo e contribuiscano ai lavori del sistema dell'ONU in formati e modi diversi, ma ritiene che la partecipazione dovrebbe essere più visibile;

4.  plaude inoltre all'importante contributo dell'UE allo sviluppo e agli aiuti umanitari in tutto il mondo; ricorda che l'UE e gli Stati membri sono, congiuntamente, il principale contribuente per lo sviluppo e gli aiuti umanitari;

5.  ricorda che l'UE è diventato un vero e proprio attore internazionale e, di conseguenza, detiene lo stato di "osservatore privilegiato" presso l'ONU con il diritto di parola alle riunioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite nei dibattiti tra i rappresentanti dei principali gruppi e dinanzi ai singoli Stati, il diritto di presentare proposte ed emendamenti, il diritto di replica e il diritto di sollevare mozioni di procedura e divulgare documenti;

6.  ricorda, inoltre, che nell'ambito dell'ONU, l'UE è rappresentata da molteplici attori: il presidente del Consiglio europeo, l'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, la Commissione europea e le delegazioni dell'UE, nonché dai suoi 28 Stati membri, due dei quali (Francia e Regno Unito) sono membri permanenti, con diritto di veto, del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (CdS); insiste sul fatto che, ai sensi del trattato, gli Stati membri dell'UE sono tenuti a coordinare le proprie azioni in tutte le sedi internazionali;

Il modo migliore per conseguire gli obiettivi della politica estera dell'Unione europea in seno alle Nazioni Unite

7.  è del parere che, al fine di raggiungere al meglio i propri obiettivi di politica estera sanciti dal trattato, l'UE dovrebbe cercare di rafforzare la governance globale all'interno del sistema delle Nazioni Unite ed aumentare la propria influenza e quella degli Stati membri all'interno di tale sistema; ricorda l'impegno dell'UE volto a sostenere attivamente una riforma globale del sistema delle Nazioni Unite al fine di rafforzarne la legittimità, la rappresentatività regionale e la trasparenza, la responsabilità e l'efficacia nel rispondere alle complesse e articolate sfide odierne; sottolinea, in particolare, l'importanza di rivitalizzare il lavoro dell'Assemblea generale;

8.  sottolinea che, nell'ambito dell'Assemblea generale, l'UE dovrebbe svolgere un ruolo più forte che comporti sufficiente visibilità e forza politica, consentendole di rispettare al meglio i propri obblighi internazionali, in linea con la risoluzione summenzionata dell'Assemblea generale del 3 maggio 2011;

9.  ribadisce il suo sostegno al ruolo dei parlamenti e delle assemblee regionali nel sistema delle Nazioni Unite;

10.  invita i membri del Consiglio di Sicurezza a riesaminare e a rivedere, in stretta collaborazione con l'Assemblea Generale, l'opaco processo di selezione del Segretario generale delle Nazioni Unite e a garantire eque opportunità tra uomini e donne candidati a questo posto; esorta tutti gli organi delle Nazioni Unite, e in particolare il Consiglio di Sicurezza, a dedicare sufficiente attenzione alla dimensione di genere nell'ambito delle Nazioni Unite, e gli Stati membri dell'UE ad essere in prima linea in questo sforzo, incoraggiando e promuovendo candidate donne; esprime l'auspicio che una donna sia eletta come prossimo Segretario generale delle Nazioni Unite; chiede all'UE di sostenere l'UN Women nel prendere in considerazione la discriminazione basata sull'identità e l'espressione di genere;

11.  sottolinea le attuali priorità dell'UE, definite per la 70° sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ribadiscono la costante richiesta dell'Unione affinché l’ONU razionalizzi le proprie strutture, il proprio bilancio e i propri metodi di lavoro, senza sfuggire da temi difficili come la riforma del Consiglio di sicurezza.

12.  sottolinea che l'Assemblea generale, che rappresenta i governi di tutti i paesi membri, deve avere i modi e i mezzi per orientare il sistema delle Nazioni Unite e coordinarne tutte le attività;

13.  è convinto che il Consiglio di sicurezza deve essere riformato al fine di riflettere meglio la nuova realtà mondiale e di far fronte in modo più efficace alle attuali e future sfide in materia di sicurezza; incoraggia i paesi che godono del diritto di veto presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad astenersi dall'esercitare tale diritto in situazioni di genocidio e di crimini contro l'umanità;

14.  ricorda, stanti il contributo dell'UE all'architettura di pace e sicurezza nel mondo e l'obiettivo del trattato di Lisbona di migliorare la politica estera europea, l'obiettivo a lungo termine dell'UE di avere un seggio in un Consiglio di sicurezza allargato, e ribadisce la propria richiesta di un dibattito a livello europeo sulla sua riforma; ribadisce il proprio invito alla vicepresidente/Alto rappresentante (VP/AR) a cercare posizioni comuni dell'UE su questioni di competenza del Consiglio di Sicurezza e a migliorare i meccanismi di cooperazione esistenti volti ad assicurare che gli Stati membri dell'UE che siedono presso il Consiglio di sicurezza difendano le posizioni comuni dell'UE in tale istanza; ricorda che, ai sensi dell'articolo 34 del TUE, i membri UE del CdS sono tenuti a informare gli altri Stati membri e l'Alto rappresentate e a difendere le posizioni e gli interessi dell'Unione; ricorda, inoltre, che laddove l'UE abbia una posizione definita su punto in discussione presso il CdS, tali Stati devono chiedere che l'Alto rappresentante sia invitato a presentare la posizione dell'Unione;

15.  ricorda che il capitolo VIII della Carta delle Nazioni Unite promuove un rafforzamento del ruolo delle organizzazioni regionali e subregionali in seno all'ONU e invita l'UE e l'OSCE a puntare ad un maggiore coinvolgimento da parte loro e di altre organizzazioni regionali nella governance globale;

16.  ritiene che, attraverso la cooperazione con le Nazioni Unite, l'Unione europea dovrebbe sfruttare al meglio i partenariati con agenzie, fondi, programmi, commissioni e comitati specializzati delle Nazioni Unite; chiede un rafforzamento del coordinamento UE nei consigli di amministrazione di questi organi per garantire che l'UE parli con una sola voce;

17.  sottolinea che, al di là delle necessarie riforme da attuare all'interno dell'ONU, un migliore conseguimento degli obiettivi della politica estera dell'UE, tra cui la promozione dei valori fondamentali, presuppone un coordinamento più efficace delle varie dimensioni di tutte le sue politiche esterne, a livello sia bilaterale che multilaterale; ribadisce la propria richiesta per una maggiore visibilità dell'azione e dell'assistenza dell'UE in tutte le sedi multilaterali e sul terreno;

18.  chiede all'UE di coordinare in modo più efficace le proprie attività nel settore degli aiuti umanitari, per esempio attraverso la direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile, con le rispettive agenzie dell'ONU, al fine di ottenere il massimo dell'efficienza con risorse limitate, evitando inutili sovrapposizioni;

19.  invita le istituzioni pertinenti in seno all'Unione europea e alle Nazioni Unite a rispettare e attuare pienamente l'accordo quadro finanziario e amministrativo (FAFA); chiede alla Commissione di riferire al Parlamento sull'attuazione del FAFA e delle relative linee guida e di individuare gli ambiti che necessitano di miglioramenti, presentando, a tale scopo, proposte pertinenti;

20.  mette in risalto l'importanza della cooperazione tra l'UE e il PNUS in merito all'efficacia degli aiuti; sottolinea l'impegno del partenariato globale per un'efficace cooperazione allo sviluppo e incoraggia tutti gli Stati e gli attori del settore privato a impegnarsi in tale partenariato;

21.  ritiene che la Corte europea per i diritti umani abbia contribuito con successo al progresso ottenuto dall'Europa in termini di rispetto dei diritti umani e che possa servire come esempio per altre regioni;

22.  chiede il miglioramento degli strumenti di allarme precoce e di prevenzione e un rafforzamento delle capacità di mediazione delle Nazioni Unite, con mandati coerenti e realizzabili per le operazioni di costruzione e di mantenimento della pace che comprendano una componente relativa ai diritti umani e chiare strategie di uscita; incoraggia gli Stati membri dell'UE ad offrire un sostegno più concreto alle operazioni di costruzione e di mantenimento della pace e chiede all'UE di rafforzare i suoi sforzi di mediazione nella risoluzione dei conflitti; tenendo conto delle recenti atrocità e violazioni dei diritti umani perpetrate da alcuni gruppi estremisti e terroristi, nonché delle violenze sessuali commesse nei conflitti, tra cui lo stupro come arma di guerra; esorta il Consiglio di sicurezza, in linea con la dottrina della responsabilità di fornire protezione, a definire un insieme ambizioso di strumenti e mezzi per garantire una prevenzione efficace di tali atrocità e sostenere lo stato di diritto e il diritto umanitario, e a spingere gli Stati membri dell'ONU a lottare contro il traffico di esseri umani e a reprimere il reclutamento e il finanziamento dei gruppi terroristici, impedendo e bloccando il reclutamento, l'organizzazione il trasporto e l'equipaggiamento dei terroristi, nonché il finanziamento dei loro spostamenti e attività;

23.  chiede all'Unione europea di sostenere il rafforzamento di coerenza, sinergie e complementarità tra i riesami delle operazioni di pace, dell'architettura di costruzione della pace delle Nazioni Unite e della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza; sottolinea l'importanza della piena partecipazione delle donne su un piano di parità come agenti attivi nella prevenzione e nella risoluzione dei conflitti, nei negoziati di pace, nella costruzione e nel mantenimento della pace, nella risposta umanitaria e nella ricostruzione post-conflitto; in tale contesto, si compiace che la Commissione abbia riesaminato la propria politica in materia di aiuti umanitari, secondo la quale ora il diritto umanitario internazionale e/o la legislazione sui diritti umani possono giustificare l'esecuzione di aborti sicuri per le donne vittime di stupri di guerra;

24.  incoraggia l'UE a promuovere un'ampia definizione del concetto di sicurezza umana, mettendolo maggiormente in relazione con i diritti umani, l'uguaglianza di genere e lo sviluppo umano;

25.  è del parere che l'UE debba dimostrare un forte e dedicato sostegno nei confronti della Corte penale internazionale, in particolare rafforzando e ampliando il suo rapporto con le Nazioni Unite, segnatamente il Consiglio di sicurezza, e assicurando una rapida ratifica da parte degli Stati membri dell'UE delle modifiche di Kampala allo statuto di Roma che definiscono il crimine di aggressione; ricorda che la responsabilità primaria di consegnare gli autori di reati alla giustizia spetti agli stessi Stati e sostiene la giurisdizione della CPI qualora le autorità nazionali non siano in grado o non siano disposte a perseguire veramente i crimini più gravi motivo di allarme per la comunità internazionale;

26.  appoggia il rafforzamento della cooperazione operativa UE-ONU nella gestione delle crisi, anche attraverso la cooperazione dell'UE con le Nazioni Unite sia nella condivisione delle analisi (al fine di giungere a un'analisi comune) che della pianificazione delle operazioni di pace e di sicurezza (al fine di agevolare gli aspetti operativi);

27.  ritiene che debba essere fatto di più per garantire che gli Stati membri dell'ONU rispettino le promesse di fornitura di aiuti umanitari pubblicando resoconti regolari sul rispetto degli obblighi;

28.  accoglie con favore l'impegno dell'UE per una maggiore responsabilità e trasparenza nel commercio di armi e sostiene la promozione dell'universalizzazione e della piena attuazione del trattato sul commercio delle armi nonché dell'attuazione dei risultati della prima conferenza degli Stati; chiede all'UE di continuare a promuovere il trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) come pietra angolare del regime globale di non proliferazione nucleare e quindi base fondamentale per il disarmo nucleare, ai sensi dell'articolo VI di quel trattato; chiede inoltre all'UE di intraprendere attivamente dei passi verso il disarmo globale;

29.  sottolinea l'importanza del fatto che l'UE continui a promuovere attivamente l'uguaglianza e la non discriminazione; accoglie con favore la prima riunione in assoluto del Consiglio di sicurezza dell'ONU sui diritti LGBTI, tenutasi il 24 agosto 2015, che ha condannato le aggressioni e le uccisioni di persone LGBTI in Medio Oriente da parte dell'ISIS; incoraggia il Consiglio di sicurezza dell'ONU a tenere ulteriormente conto delle violazioni dei diritti LGBTI;

30.  ricorda la posizione dell'UE sulla tolleranza zero per la pena capitale; sottolinea l'importanza del fatto che l'UE continui a portare avanti la moratoria sulla pena capitale;

31.  è del parere che le dimensioni economica, sociale, ambientale e dello sviluppo del sistema delle Nazioni Unite debbano essere sostanzialmente rafforzate facendo in modo che gli organi delle Nazioni Unite adottino un approccio più politico e migliorino la cooperazione tra di loro garantendo un uso più efficace e trasparente delle risorse disponibili; ritiene che ciò debba avvenire in primo luogo per mezzo di una riforma strutturale e funzionale del principale organo responsabile di questa attività ai sensi della Carta delle Nazioni Unite, in particolare il Consiglio economico e sociale; invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a prendere in considerazione la possibilità di rafforzare il loro ruolo nel Consiglio economico e sociale attraverso lo sviluppo in un Consiglio per lo sviluppo sostenibile

32.  accoglie con favore la creazione, nel 2013, del forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile, il cui ruolo è fornire leadership politica, orientamenti e raccomandazioni sui tre pilastri (sociale, economico e ambientale) dello sviluppo sostenibile; è convinto che il Forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile debba diventare il principale organo decisionale per tutte le questioni legate allo sviluppo sostenibile, assicurando così una valutazione coordinata ed efficiente delle esigenze e l'adozione delle necessarie tabelle di marcia, decisioni e misure vincolanti in relazione al quadro per lo sviluppo sostenibile previsto per il periodo post-2015; insiste sulla necessità di attuare in maniera efficace gli obiettivi di sviluppo sostenibile adottati dal vertice delle Nazioni Unite nel settembre 2015;

33.  è del parere, alla luce delle ricorrenti crisi umanitarie legate a profughi e migranti che stanno causando molta sofferenza umana e considerando che lo sviluppo sostenibile dei paesi di origine potrebbe in ultima analisi offrire una soluzione alla crisi umanitaria, che il lavoro di tutti agenzie legate a questa problematica debba essere coordinato;

34.  è del parere che le sfide presentate dalle crisi umanitarie legate ai rifugiati siano questioni che devono essere gestite in modo globale, con spirito di solidarietà all'interno dell'UE e in stretta cooperazione con l'ONU e le sue agenzie;

35.  invita l'UE e l'ONU ad intensificare i loro sforzi congiunti al fine di concludere un accordo ambizioso e giuridicamente vincolante in occasione della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici che si terrà a Parigi nel 2015 e di garantire una rapida attuazione della COP21;

36.  ritiene che le attività della Banca mondiale, del Fondo monetario internazionale e dell'Organizzazione mondiale del commercio potrebbero anche essere coordinate come parte del sistema delle Nazioni Unite, pur mantenendo le loro attuali strutture decisionali, al fine di garantire che le rispettive decisioni vengano adottate e le azioni condotte in modo responsabile, efficiente, coerente e non ridondante;

37.  sostiene l'obiettivo di istituire a livello multilaterale un regime di tutela degli investimenti con un nuovo sistema, in cui sia rispettata la giurisdizione dei tribunali nazionali e chiede alla Commissione di inserire tale obiettivo nella sua agenda negoziale nel quadro dell'elaborazione di accordi sugli investimenti; ritiene che qualora fosse creata una corte internazionale permanente per la risoluzione delle controversie in materia di investimenti, questa potrebbe essere inserita all'interno del sistema delle Nazioni Unite e dovrebbe basarsi sui diritti e i doveri di quanti sono sottoposti alla corte con particolare attenzione ai principi dell'OCSE per le multinazionali e i principi guida dell'ONU sulle imprese e i diritti umani; ritiene che il Sistema delle Nazioni Unite offra modelli utili per un sistema del genere, specialmente per quanto riguarda il finanziamento;

38.  giudica necessario giungere alla conclusione del ciclo di Doha per lo sviluppo in ambito OMC e ritiene che le Nazioni Unite possano sfruttare la propria posizione unica per garantire che tali colloqui si traducano in un successo per i paesi in via di sviluppo; ritiene, a tale proposito, che le Nazioni Unite dovrebbero lavorare a fianco dell'OMC e prestare consulenza e orientamento ai paesi in via di sviluppo, in termini di promozione di una strategia per il commercio e gli investimenti, con l’UE in qualità di attore principale;

39.  è consapevole della necessità di rafforzare e attuare i principi dell'ONU sulle imprese e i diritti umani; esorta l'UE a contribuire all'esito positivo dell'attività del gruppo di lavoro intergovernativo sulle imprese transnazionali e sui diritti umani.

40.  ritiene che le Nazioni Unite dovrebbero migliorare tutti gli aspetti legati al benessere umano; è del parere che questi comprendano la sostenibilità culturale e la protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, attraverso l'integrazione tra istruzione, turismo, diplomazia culturale, tutela del patrimonio, settore creativo e ricerca scientifica nel metodo di definizione delle politiche;

41.  raccomanda di assicurare la cooperazione fra l'Unione europea e le Nazioni Unite nell'ambito dell'istruzione nei programmi di emergenza in caso di crisi umanitarie, conflitti armati e disastri naturali, continuando a sostenere programmi come Istruzione nelle situazioni di emergenza e transizione post crisi, dell'UNICEF, Istruzione di qualità nei campi profughi, dell'UNHCR, e l'attività educativa, dell'UNRWA;

42.  accoglie con favore l'organizzazione in gruppi del lavoro della Commissione nominata nel 2014, che conferisce alla VP/AR la responsabilità rafforzata di coordinare la politica estera dell'UE, in stretta collaborazione con le altre istituzioni dell'UE; sottolinea che le politiche con una dimensione globale devono essere al centro dei lavori di tale gruppo specifico;

43.  invita la VP/AR ad inserire nella sua relazione annuale sulla PESC una sezione completa sulla promozione degli obiettivi globali di politica estera dell'UE;

44.  è del parere che il Parlamento europeo debba essere in grado di affrontare le sfide globali nello stesso modo approfondito e generale della Commissioni e di organizzare i propri lavori di conseguenza; incoraggia tutte le commissioni del Parlamento, competenti in materia di politiche che presentano una dimensione esterna e globale, a trasmettere i loro pareri sulla pertinente sezione della relazione della VP/AR alla commissione per gli affari esteri, responsabile di questa relazione;

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45.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Servizio europeo per l'azione esterna, all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

(1) Testi approvati, P7_TA(2014)0259.
(2) GU C 377 E del 7.12.2012, pag. 66.
(3) A/RES/65/276 del 3 maggio 2011 sulla partecipazione dell'Unione europea ai lavori delle Nazioni Unite.
(4) S/PRST/2014/4 del 14 febbraio 2014 - dichiarazione del Presidente del Consiglio di Sicurezza sulla cooperazione tra le Nazioni Unite e le organizzazioni regionali e subregionali nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionali
(5) FAO: Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura: IFAD: Fondo internazionale di sviluppo agricolo; OIL: Organizzazione internazionale del lavoro; FMI: Fondo monetario internazionale; UNESCO: Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza sociale e naturale e la Cultura UNIDO: Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale OMS: Organizzazione mondiale della sanità; UNCTAD: Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo; PNUS: Programma di sviluppo delle Nazioni Unite; PNUA: Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente; UNFPA: Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione UNHCR: Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati UNICEF: Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia PAM: Programma alimentare mondiale.

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