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Procedura : 2015/2107(INI)
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Ciclo del documento : A8-0312/2015

Testi presentati :

A8-0312/2015

Discussioni :

PV 24/11/2015 - 14
CRE 24/11/2015 - 14

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PV 25/11/2015 - 9.8
CRE 25/11/2015 - 9.8
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P8_TA(2015)0411

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Mercoledì 25 novembre 2015 - Strasburgo Edizione definitiva
Quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020
P8_TA(2015)0411A8-0312/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre 2015 sul quadro strategico dell'Unione europea in materia di salute e di sicurezza sul luogo di lavoro 2014-2020 (2015/2107(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sull'Unione europea, in particolare il preambolo e gli articoli 3 e 6,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli 3, 6, 9, 20, 151, 152, 153, 154, 156, 159 e 168,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 1, 3, 27, 31, 32 e 33,

–  vista la Carta sociale europea del 3 maggio 1996, in particolare la parte I e l'articolo 3 della parte II,

–  vista la dichiarazione di Filadelfia del 10 maggio 1944 sugli scopi e gli obiettivi dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL),

–  viste le convenzioni e raccomandazioni dell'OIL in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 27 febbraio 2015 sul quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020 (6535/15) e le conclusioni del Consiglio del 5 ottobre 2015 su una nuova agenda per la sicurezza e la salute sul lavoro volta a promuovere migliori condizioni di lavoro,

–  visto il regolamento (CE) n. 1338/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alle statistiche comunitarie in materia di sanità pubblica e di salute e sicurezza sul luogo di lavoro(1),

–  viste la direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro(2) (direttiva quadro) e le relative direttive particolari,

–  vista la direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro(3),

–  vista la direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego(4),

–  vista la direttiva 2007/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2007, che modifica la direttiva 89/391/CEE del Consiglio, le sue direttive particolari e le direttive del Consiglio 83/477/CEE, 91/383/CEE, 92/29/CEE e 94/33/CE ai fini della semplificazione e della razionalizzazione delle relazioni sull'attuazione pratica(5),

–  vista la comunicazione della Commissione relativa ad un quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020 (COM(2014)0332),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Migliorare la qualità e la produttività sul luogo di lavoro: strategia comunitaria 2007-2012 per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro" (COM(2007)0062),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Agenda sociale rinnovata: opportunità, accesso e solidarietà nell'Europa del XXI secolo" (COM(2008)0412),

–  vista la relazione della Commissione sull'attuazione dell'accordo quadro relativo allo stress sul luogo di lavoro approvato dalle parti sociali (SEC(2011)0241),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "EUROPA 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020), il cui obiettivo principale consiste nell'incrementare i livelli di occupazione dell'UE portandoli al 75% entro la fine del decennio, anche attraverso una maggiore partecipazione delle donne e dei lavoratori più anziani e una migliore integrazione dei migranti nella popolazione attiva,

–  visto il Libro bianco della Commissione dal titolo "Un'agenda dedicata a pensioni adeguate, sicure e sostenibili" (COM(2012)0055),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Bilancio della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2014)0130),

–  viste l'analisi annuale della crescita 2015 (COM(2014)0902) e la relazione comune sull'occupazione (COM(2014)0906),

–  vista la sua risoluzione del 20 settembre 2001 sul mobbing sul posto di lavoro(6),

–  vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo che presenta l'accordo quadro europeo sulle molestie e la violenza sul luogo di lavoro (COM(2007)0686),

–  vista la sua risoluzione del 24 febbraio 2005 sulla promozione della salute e della sicurezza sul lavoro(7),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2006 recante raccomandazioni alla Commissione sulla protezione dei lavoratori sanitari europei da infezioni trasmissibili per via ematica a seguito di ferite provocate da aghi(8),

–  vista la sua risoluzione del 23 maggio 2007 sulla promozione di un lavoro dignitoso per tutti(9),

–  vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2008 sulla strategia comunitaria 2007-2012 per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro(10),

–  vista la sua risoluzione del 26 marzo 2009 sulla responsabilità sociale delle imprese negli accordi commerciali internazionali(11),

–  vista la sua risoluzione del 15 dicembre 2011 sull'analisi interlocutoria della strategia comunitaria 2007-2012 per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro(12),

–  vista la sua risoluzione del 14 marzo 2013 sulle minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all'amianto e le prospettive di eliminazione di tutto l'amianto esistente(13),

–  vista la sua risoluzione del 14 gennaio 2014 sulle ispezioni sul lavoro efficaci come strategia per migliorare le condizioni di lavoro in Europa(14),

–  visti il parere del Comitato economico e sociale europeo dell'11 dicembre 2014 e il parere del Comitato delle regioni del 12 febbraio 2015 sulla comunicazione della Commissione relativa ad un quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020,

–  vista la direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro,

–  vista l'azione congiunta sulla salute e sul benessere mentale lanciata nel 2013,

–  visti il principio del "pensare anzitutto in piccolo" (Think Small First) e lo Small Business Act per l'Europa,

–  vista l'attuale campagna dell'EU-OSHA dal titolo "Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato",

–  visto l’articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e il parere della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0312/2015),

A.  considerando che buone condizioni di lavoro che proteggono la salute fisica e mentale sono un diritto fondamentale(15) di ogni lavoratore che rappresenta un valore positivo di per sé;

B.  considerando che la crisi economica ha determinato un aumento della precarietà del lavoro e di forme di occupazione atipiche e una diminuzione degli utili delle imprese, in particolare delle PMI; che tale situazione non dovrebbe far perdere di vista l'importanza della salute e della sicurezza sul lavoro né gli elevati costi sociali e individuali degli infortuni sul luogo di lavoro dovuti al mancato rispetto delle norme;

C.  considerando che la salute e la sicurezza sul lavoro costituiscono un interesse fondamentale della società nonché un investimento che influisce positivamente sulla produttività e la competitività delle imprese, oltre ad accrescere la sostenibilità dei sistemi previdenziali e a consentire alla popolazione di lavorare in buona salute sino al raggiungimento dell'età pensionabile legale; che gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gravano notevolmente sulla società e che il miglioramento della salute e della sicurezza sul lavoro in tutta Europa può contribuire alla ripresa economica e al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020, nel cui ambito pochi progressi sono stati sinora compiuti verso il raggiungimento dell'obiettivo del 75% di occupazione per la fascia di popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni;

D.  considerando che la prevenzione dei rischi professionali, la promozione della salute e della sicurezza e la protezione dei lavoratori sul luogo di lavoro sono la chiave per migliorare le condizioni di lavoro e proteggere in tal modo la salute dei lavoratori, e di riflesso per apportare notevoli benefici sociali ed economici ai lavoratori interessati e alla società nel suo complesso; che, nell'UE a 28, 9 imprese su 10 che effettuano periodicamente valutazioni del rischio ritengono che tali valutazioni siano strumenti efficaci per gestire la salute e la sicurezza sul lavoro(16);

E.  considerando che l'articolo 153 TFUE stabilisce che l'Unione sostiene e completa l'azione degli Stati membri nel miglioramento, in particolare, dell'ambiente di lavoro, per proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori;

F.  considerando che l'invecchiamento della popolazione dell'UE è una delle sfide principali per gli Stati membri; che esistono disuguaglianze in termini di speranza di vita tra categorie socio-professionali e gravosità delle attività lavorative; che, oltre ai disturbi muscolo-scheletrici (DMS), i lavoratori di età superiore ai 55 anni sono particolarmente vulnerabili al cancro, alle cardiopatie, alle difficoltà respiratorie e ai disturbi del sonno(17); che tra il 2010 e il 2013 l'indicatore del numero degli anni di vita in buona salute ha registrato un regresso di 1,1 anni per le donne e di 0,4 anni per gli uomini, il che mette in evidenza la necessità di aumentare la speranza di vita in buona salute per fare in modo, tra l'altro, che un numero maggiore di persone resti sul mercato del lavoro sino all'effettivo raggiungimento dell'età pensionabile legale;

G.  considerando che il cancro costituisce la prima causa di mortalità connessa al lavoro(18), seguito dalle malattie cardiovascolari e respiratorie, mentre gli infortuni sul lavoro determinano solo un'esigua minoranza dei decessi; che i problemi di salute cronici, quali i disturbi muscolo-scheletrici (DMS), sono ampiamente diffusi nell'UE e possono limitare la capacità delle persone di essere assunte o di mantenere un'attività lavorativa retribuita(19); che l'individuazione precoce dei lavoratori a rischio è essenziale;

H.  considerando che gli oneri amministrativi e i costi diretti che le imprese sostengono nel quadro delle politiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL) a favore del benessere, di un ambiente di lavoro di qualità e della produttività sono nettamente inferiori a quelli associati alle malattie professionali e agli infortuni sul lavoro che il quadro normativo dell'UE è inteso a prevenire(20); che secondo alcuni studi l'"indice di redditività della prevenzione" per le imprese può essere elevato(21);

I.  considerando che il tasso di incidenti mortali sul lavoro e il numero di lavoratori che indicano di ritenere a rischio la loro salute fisica e mentale e la loro sicurezza a causa del lavoro variano in maniera sostanziale tra i diversi Stati membri(22) e i vari settori di attività economica, e che ciò mette in evidenza la necessità di concentrarsi maggiormente sull'attuazione e l'applicazione della legislazione in materia di SSL quale importante elemento per tutelare la salute e la produttività dei lavoratori;

J.  considerando che lo stress da lavoro in particolare, e i rischi psicosociali in generale, rappresentano un problema sempre più frequente per i lavoratori e i datori di lavoro in tutta l'UE, e che quasi la metà dei lavoratori ritiene che tale fenomeno sia presente nel proprio ambiente di lavoro; che lo stress da lavoro contribuisce all'assenteismo, influisce negativamente sulla produttività e rappresenta la causa di quasi la metà dei giorni lavorativi persi ogni anno; che le azioni finalizzate alla gestione dei rischi psicosociali variano da uno Stato membro all'altro(23);

K.  considerando che una legislazione in materia di SSL solida, ben attuata e applicata è un importante presupposto ai fini del rispetto degli obblighi nel settore, che tutela la salute e la produttività dei lavoratori lungo l'intera vita attiva; che le ispezioni sul lavoro svolgono un ruolo importante nell'attuazione delle politiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro a livello regionale e locale, e che l'adempimento degli obblighi normativi è la ragione principale per cui numerose imprese si occupano di SSL e pongono in essere misure di prevenzione(24);

L.  considerando che il coinvolgimento, la partecipazione e la rappresentanza globale dei lavoratori a livello aziendale nonché l'impegno della dirigenza sono estremamente importanti per un'efficace prevenzione dei rischi sul luogo di lavoro(25), e che nei luoghi di lavoro organizzati a livello sindacale si verificano meno casi di infortuni e malattie;

M.  considerando che la lotta agli infortuni sul lavoro nel loro insieme può avere esito positivo solo ponendo l'essere umano, in tutte le sue dimensioni, al centro del processo produttivo;

N.  considerando che occorrono sufficienti risorse per affrontare in modo adeguato i rischi in materia di SSL, sia quelli nuovi ed emergenti sia quelli tradizionali, come l'amianto, i nanomateriali e i rischi psicosociali; che molti lavoratori, tra cui gli operai edili, sono potenzialmente esposti all'amianto;

O.  considerando che il lavoro precario incide negativamente sulla salute e la sicurezza sul lavoro e sta compromettendo le strutture esistenti in materia di SSL; che il lavoro precario può impedire ai lavoratori di accedere a formazioni e a servizi di SSL e che esso è associato a stress mentale causato dall'incertezza del lavoro(26); che, a norma della direttiva quadro 89/391/CEE, la responsabilità di istituire un programma di prevenzione sistematico che copra tutti i rischi spetta al datore di lavoro; che l'esternalizzazione del lavoro attraverso il subappalto e il lavoro interinale può rendere più difficile l'identificazione della responsabilità riguardo alle disposizioni in materia di SSL; che il lavoro non dichiarato e il lavoro autonomo fittizio costituiscono una seria sfida per l'attuazione di misure nel settore SSL e per la salute e la sicurezza dei lavoratori;

P.  considerando che le parti sociali svolgono un ruolo importante nel processo di progettazione e attuazione delle politiche in materia di SSL a livello nazionale, internazionale e dell'Unione; che gli articoli da 153 a 155 TFUE stabiliscono la sfera di competenza e l'autorità delle parti sociali per negoziare e applicare gli accordi in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

Q.  considerando che il quadro normativo dell'UE mira a prevenire gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di tutti i lavoratori; che quanto più piccola è l'impresa tanto meno i lavoratori vengono verosimilmente informati sui rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro; che non è stata dimostrata nessuna correlazione tra il numero di infortuni e le dimensioni dell'impresa; che il tasso di infortuni dipende dal tipo di produzione e dal settore in cui l'impresa opera(27);

R.  considerando che la disponibilità e la comparabilità dei dati sulle malattie professionali a livello dell'Unione sono scarse(28);

S.  considerando che occorre lottare contro le molestie sessuali sul lavoro e il senso di insicurezza che generano;

T.  considerando che la segregazione occupazionale, il divario retributivo, l'orario di lavoro, i luoghi di lavoro, le precarie condizioni lavorative, il sessismo e la discriminazione sessuale, così come le differenze legate alle specificità fisiche della maternità, sono fattori che rischiano di influenzare le condizioni di lavoro delle donne;

U.  considerando che esiste uno stereotipo secondo cui le donne svolgerebbero lavori meno rischiosi e che in Europa vi è una tendenza generale per cui la divisione del lavoro tra uomini e donne non è mai neutrale, aspetto che, nel complesso, fa passare in secondo piano i problemi di salute delle donne e di conseguenza sono adottate meno misure preventive legate al lavoro femminile;

V.  considerando che nell'Unione il tasso di occupazione femminile è nettamente superiore nel settore dei servizi rispetto a quello industriale e che le donne lavorano maggiormente nei settori sanitario e sociale, del commercio al dettaglio, nel settore manifatturiero, dell'istruzione e delle attività imprenditoriali, con una diffusione crescente del lavoro a tempo parziale o saltuario, il che ha forti ripercussioni sulla salute e la sicurezza sul luogo di lavoro;

W.  considerando che la natura di alcune professioni esercitate prevalentemente da donne espone queste ultime a rischi specifici, ad esempio le patologie muscolo-scheletriche o taluni tipi di tumore, come il tumore al seno o il tumore dell'endometrio(29);

X.  considerando che le donne accusano maggiori problemi di salute connessi al lavoro rispetto agli uomini, a prescindere dal genere di attività lavorativa svolta(30), e che sono particolarmente vulnerabili alle malattie legate all'età; che, pertanto, le misure in materia di salute e sicurezza sul lavoro richiedono un approccio che tenga conto del genere e del ciclo di vita;

Y.  considerando che la capacità riproduttiva può essere minacciata dai problemi sanitari che potrebbero emergere nel caso in cui il futuro genitore o il nascituro siano esposti agli effetti dell'inquinamento ambientale e dei fattori di rischio presenti nell'ambiente di lavoro;

Z.  considerando che la ricerca empirica indica che le donne sono sottorappresentate nei processi decisionali in materia di salute e sicurezza;

AA.  considerando che le donne nelle zone rurali incontrano maggiori difficoltà a esercitare i loro diritti in materia di lavoro e salute e ad accedere ai servizi sanitari pubblici di base, a cure mediche specifiche e agli esami di diagnosi precoce dei tumori;

Quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL)

1.  sottolinea che tutti i lavoratori, anche quelli del settore pubblico, hanno diritto al massimo livello di tutela in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, che deve essere garantito a prescindere dalle dimensioni dell'impresa per cui lavorano, dal tipo di lavoro, dal contratto sottostante o dallo Stato membro in cui lavorano; invita la Commissione a elaborare specifiche strategie professionali che contemplino tutte le forme di occupazione rientranti nel quadro normativo dell'Unione in materia di SSL; sottolinea la necessità di norme chiare ed efficaci in materia di SSL;

2.  si compiace che il quadro strategico dell'UE in materia di SSL individui numerosi ambiti d'intervento di rilevanza; si rammarica tuttavia del fatto che la Commissione non abbia fissato obiettivi specifici nell'ambito di predetto quadro; in tale contesto, evidenzia che, ove giustificato da prove scientifiche e dai risultati della valutazione ex-post della legislazione UE in materia di SSL, il quadro in questione, a seguito del riesame del 2016, dovrebbe prevedere misure più concrete di natura legislativa e non legislativa nonché strumenti di attuazione e applicazione;

3.  invita la Commissione e gli Stati membri a definire obiettivi indicativi per la riduzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro in seguito al riesame del quadro strategico dell'UE in materia di SSL del 2016 e a basarsi, in sede di predetto riesame, sui più recenti risultati della ricerca sottoposti a valutazione inter pares; esorta la Commissione ad attribuire una priorità speciale ai settori in cui i lavoratori sono esposti ai rischi più alti, a elaborare orientamenti e a favorire lo scambio di buone pratiche ai fini dell'attuazione delle politiche in materia di SSL;

4.  reputa deplorevoli i ritardi nell'elaborazione dell'attuale quadro strategico dell'UE in materia di SSL; ritiene che le numerose sfide che i lavoratori, le imprese e i mercati del lavoro europei si trovano ad affrontare, fra cui quelle individuate dalla Commissione, esigano un intervento tempestivo ed efficace;

5.  sottolinea che è essenziale garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre a livello fisico e mentale durante l'intera vita lavorativa onde conseguire l'obiettivo di un invecchiamento attivo e in buona salute per tutti i lavoratori; reputa che la prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro così come una maggiore attenzione agli effetti cumulativi dei rischi professionali permettano di creare un valore aggiunto per i lavoratori e la società in generale;

6.  sottolinea la necessità di azioni concrete per contrastare gli effetti della crisi agevolando le imprese che intraprendono percorsi che favoriscono la sicurezza e la salute sul posto di lavoro;

Strategie nazionali

7.  sottolinea che le strategie nazionali in materia di SSL sono indispensabili e contribuiscono al miglioramento della salute e della sicurezza professionali negli Stati membri; evidenzia la necessità di incoraggiare la presentazione di relazioni periodiche sui progressi compiuti; ritiene fondamentale continuare ad avviare e coordinare le politiche a livello di Unione, prestando nel contempo una maggiore attenzione all'attuazione e all'applicazione della vigente legislazione in materia di SSL, nell'ottica di garantire un elevato livello di salute e sicurezza sul lavoro per tutti i lavoratori; giudica necessario garantire che, a livello europeo e nazionale, le politiche in materia di SSL siano coerenti con le altre politiche pubbliche e che i requisiti di conformità siano chiari, in modo da facilitarne il rispetto da parte delle imprese, in particolare delle PMI; ritiene che occorra procedere all'integrazione di genere per tenere maggiormente conto dei rischi specifici a cui sono esposti i lavoratori e le lavoratrici;

8.  invita gli Stati membri e la Commissione ad assicurare che le strategie nazionali in materia di SSL riflettano il quadro strategico dell'UE al riguardo e siano totalmente trasparenti e aperte ai contributi delle parti sociali e della società civile, ivi compresi i soggetti interessati del settore sanitario, nel rispetto delle pratiche e consuetudini degli Stati membri; ritiene che la condivisione di buone pratiche e il dialogo sociale siano strumenti importanti per migliorare la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro;

9.  incoraggia gli Stati membri a includere nelle loro strategie nazionali obiettivi adeguati al contesto, misurabili e comparabili; evidenzia la necessità di incoraggiare l'utilizzo di strumenti di rendicontazione periodica e trasparente sui progressi compiuti; sottolinea l'importanza dell'affidabilità dei dati;

Attuazione e conformità

10.  riconosce l'importanza di tener conto della situazione, delle esigenze specifiche e dei problemi di conformità che interessano le microimprese e le imprese di piccole dimensioni e taluni settori dei servizi pubblici in sede di attuazione delle misure in materia di SSL a livello aziendale; evidenzia che le attività di sensibilizzazione, lo scambio di buone pratiche, la consultazione, le guide di facile uso e le piattaforme online sono estremamente importanti per aiutare le PMI e le microimprese a rispettare in maniera più efficace i requisiti normativi in materia di SSL; invita la Commissione, l'agenzia EU-OSHA e gli Stati membri a continuare a mettere a punto strumenti pratici e linee guida che favoriscano, agevolino e migliorino il rispetto, da parte delle PMI e delle microimprese, degli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

11.  invita la Commissione, in fase di revisione del quadro strategico, a continuare a tenere presenti la natura e la situazione specifica delle PMI e delle microimprese, onde aiutarle a soddisfare gli obiettivi fissati in materia di salute e sicurezza sul lavoro; evidenzia che, nella sua forma attuale, il concetto di PMI interessa circa il 99% di tutte le imprese; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi al fine di raccogliere dati affidabili sull'effettiva attuazione delle misure in materia di sicurezza e salute sul lavoro presso le micro e piccole imprese;

12.  accoglie con favore l'introduzione negli Stati membri dello strumento interattivo online per la valutazione dei rischi (OiRA) dell'EU-OSHA, come pure di altri strumenti elettronici che agevolano la valutazione dei rischi e mirano a promuovere la conformità e una cultura della prevenzione, in particolare nelle microimprese e nelle imprese di piccole dimensioni; esorta gli Stati membri a ricorrere ai finanziamenti europei per le azioni di SSL in generale e per lo sviluppo di strumenti elettronici volti, nello specifico, a sostenere le PMI; sottolinea l'importanza delle campagne di sensibilizzazione in materia di SSL, quali le campagne "Ambienti di lavoro sani e sicuri", e sottolinea l'importanza di sensibilizzare i datori di lavoro e i lavoratori sui diritti e gli obblighi fondamentali in materia di SSL;

13.  invita gli Stati membri e le parti sociali ad intraprendere iniziative per aggiornare le competenze dei rappresentanti e dei quadri direzionali responsabili per la salute e la sicurezza, nel rispetto del diritto e delle prassi nazionali; chiede agli Stati membri di promuovere il coinvolgimento attivo dei lavoratori nell'attuazione delle misure preventive in materia di SSL, provvedendo a che i rappresentanti responsabili per la salute e la sicurezza ricevano una formazione più approfondita dei moduli di base;

14.  pone l'accento sull'importanza di promuovere una cultura della fiducia e dell'apprendimento reciproci, in cui i dipendenti siano incoraggiati a contribuire allo sviluppo della sicurezza e che favorisca altresì l'inclusione sociale dei lavoratori e la competitività delle aziende; sottolinea, in tale contesto, che nessun lavoratore deve subire un danno per aver manifestato preoccupazioni in materia di salute e sicurezza;

15.  osserva che gli aspetti fondamentali per garantire una corretta gestione e buoni risultati in materia di SSL sono costituiti da una legislazione ben attuata e applicabile e da una valutazione del rischio pienamente documentata, con la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti, il che consente di porre in essere idonee misure di prevenzione sul posto di lavoro;

16.  invita la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie per monitorare l'attuazione e l'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro negli Stati membri; ritiene che la valutazione ex post dell'attuazione pratica delle direttive dell'UE in ambito SSL negli Stati membri rappresenti una buona occasione a tal fine e si attende che i risultati relativi all'attuazione della legislazione in vigore siano presi in considerazione nell'ambito del riesame del quadro strategico;

Applicazione

17.  è del parere che sia indispensabile garantire parità di condizioni nell'Unione ed eliminare la concorrenza sleale e il dumping sociale; sottolinea che gli ispettorati del lavoro svolgono un ruolo chiave ai fini dell'applicazione del diritto dei lavoratori a un ambiente di lavoro sicuro e salubre a livello mentale e fisico e della fornitura di consulenza e orientamenti ai datori di lavoro, in particolare a PMI e microimprese; incoraggia gli Stati membri a seguire le norme e le linee guida dell'OIL relative alle ispezioni sul lavoro, al fine di garantire che gli ispettorati del lavoro dispongano di organico e risorse adeguate nonché di migliorare la formazione degli ispettori del lavoro, come raccomandato dal Comitato economico e sociale europeo(31); si compiace della cooperazione tra gli ispettorati nazionali del lavoro nell'ambito del comitato degli alti responsabili dell'ispettorato del lavoro (SLIC);

18.  richiama l'attenzione sul problema dell'attuazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro con riferimento ai lavoratori impegnati in attività non dichiarate; ricorda che gli ispettorati del lavoro svolgono un ruolo importante nello scoraggiare il lavoro sommerso; invita gli Stati membri a eseguire ispezioni rigorose e a imporre sanzioni adeguate nei confronti dei datori di lavoro che impiegano lavoratori non dichiarati; esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie per contrastare il lavoro sommerso; sottolinea che la maggior parte degli infortuni mortali sul lavoro avviene in settori ad alta intensità di lavoro, dove l'attività sommersa è più diffusa rispetto ad altri settori;

19.  ritiene che l'applicazione effettiva della legislazione in materia di SSL dipenda, in larga misura, anche dalle ispezioni sul lavoro; è del parere che le risorse debbano essere destinate a quei settori che sono stati identificati come i più rischiosi per i lavoratori; esorta le autorità competenti, pur continuando a effettuare ispezioni casuali, a ricorrere a una vigilanza basata sul rischio e a occuparsi dei trasgressori recidivi al fine di chiamare a rispondere dei propri atti i datori che non rispettano i requisiti in materia di SSL; invita gli Stati membri ad assicurare lo scambio di informazioni e a migliorare il coordinamento tra gli ispettorati del lavoro nell'ottica di rafforzare la cooperazione transfrontaliera;

Quadro normativo

20.  si compiace degli sforzi intesi a migliorare la qualità del quadro normativo e si aspetta ulteriori progressi al riguardo; ricorda alla Commissione, tuttavia, che la presentazione di direttive in materia di SSL nell'ambito del programma REFIT e le modifiche alla legislazione dovrebbero avvenire secondo modalità democratiche e trasparenti, coinvolgere le parti sociali e non dovrebbero in nessun caso comportare un abbassamento del livello della salute e della sicurezza professionali; sottolinea, in tale contesto, che è opportuno tenere conto dei cambiamenti nel luogo di lavoro determinati dagli sviluppi tecnologici; evidenzia che gli Stati membri sono liberi di adottare norme più rigorose rispetto ai requisiti minimi in materia di SSL; ritiene tuttavia che le norme esistenti vadano migliorate, ad esempio evitando sovrapposizioni e promuovendo una migliore integrazione tra il settore della salute e sicurezza sul lavoro, da un lato, e altri ambiti di intervento, dall'altro, preservando nel contempo il livello di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori e cercando di accrescerlo ulteriormente;

21.  sottolinea che la partecipazione dei lavoratori e delle parti sociali a tutti i livelli, in conformità del diritto e delle prassi nazionali, è una condizione necessaria per attuare in modo efficace la legislazione in materia di SSL ed evidenzia altresì che il coinvolgimento delle parti sociali a livello di Unione può assicurare la pertinenza del quadro strategico in materia di SSL per i datori di lavoro e i lavoratori europei; invita le parti sociali e la Commissione ad avviare un dialogo costruttivo sulle modalità per migliorare il quadro normativo in vigore e ritiene che si tratti di un passo necessario per rafforzare il ruolo delle parti sociali;

Prevenzione delle malattie professionali e di rischi nuovi ed emergenti

22.  sottolinea l'importanza di tutelare i lavoratori dall'esposizione a sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione; evidenzia, in tale contesto, che le donne sono spesso esposte a un cocktail di sostanze che può aumentare i rischi per la salute, anche per la sussistenza della loro prole; ribadisce con forza l'invito rivolto alla Commissione a presentare una proposta di revisione della direttiva 2004/37/CE basata su dati scientifici che, se del caso, aggiunga ulteriori valori limite vincolanti di esposizione professionale nonché a sviluppare un sistema di valutazione in collaborazione con il comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro che si basi su criteri chiari ed espliciti; ritiene opportuno affrontare in tale contesto le eventuali sovrapposizioni normative derivanti da inadempienze involontarie;

23.  sottolinea la necessità di introdurre una protezione più rigorosa dei lavoratori, tenendo conto non solo dei periodi di esposizione ma anche del mix di sostanze chimiche e/o tossiche cui sono esposti; pone l'accento sul fatto che molti operatori sanitari sono esposti a sostanze chimiche pericolose sul luogo di lavoro; invita la Commissione a intervenire sui fattori di rischio chimico nel settore sanitario e a introdurre, nel quadro strategico in materia di SSL, disposizioni specifiche riguardo all'esposizione del personale sanitario ai medicinali pericolosi; esorta la Commissione a garantire l'adeguata protezione di tutti i lavoratori direttamente o indirettamente coinvolti nell'uso o nello smaltimento di dispositivi medici taglienti; sottolinea che ciò potrebbe eventualmente richiede una revisione della direttiva 2010/32/UE sulla prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario;

24.  sottolinea che numerosi lavoratori sono a tutt'oggi esposti all'amianto sul luogo di lavoro; invita la Commissione a collaborare strettamente con le parti sociali e con gli Stati membri per promuovere e coordinare gli sforzi di questi ultimi intesi a definire un piano d'azione nazionale, fornire finanziamenti adeguati e adottare le misure necessarie per la gestione e la rimozione sicura dell'amianto;

25.  ribadisce il suo invito(32) rivolto alla Commissione a progettare e attuare un modello per il censimento e la registrazione dell'amianto, conformemente all'articolo 11 della direttiva 2009/148/CE; chiede una campagna europea sull'amianto ed esorta gli Stati membri a risarcire i lavoratori vittime dell'esposizione all'amianto;

26.  invita la Commissione a intervenire riguardo alle patologie osteomuscolari, uno dei problemi di salute legati al lavoro più diffusi in Europa, e a presentare senza indugio una proposta per uno strumento giuridico globale in materia, al fine di migliorare l'efficacia della prevenzione di tali patologie e affrontarne le cause, tenendo conto del problema della multifattorialità e dei rischi specifici a cui sono esposte le donne; fa osservare che il consolidamento della legislazione dell'UE che definisce i requisiti minimi per tutelare i lavoratori dall'esposizione ai fattori di rischio ergonomici può avere ricadute positive sia per i lavoratori che per i datori di lavoro, agevolando l'attuazione e il rispetto del quadro normativo; sottolinea inoltre l'importanza dello scambio di buone pratiche e la necessità di compiere una maggiore opera di sensibilizzazione e di informazione dei lavoratori riguardo ai fattori di rischio a livello ergonomico;

27.  invita gli Stati membri ad attuare quanto prima la direttiva 2002/44/CE, del 25 giugno 2002, sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici;

28.  richiama l'attenzione della Commissione sull'importanza di predisporre misure di prevenzione per l'esposizione sul lavoro agli interferenti endocrini, che hanno numerosi effetti nocivi sulla salute dei lavoratori, sia uomini che donne, nonché sulla loro prole(33); invita la Commissione a definire quanto prima una strategia globale contro gli interferenti endocrini che, se del caso, potrebbe includere l'attuazione della legislazione dell'Unione relativa alla commercializzazione di pesticidi e biocidi e rafforzare le norme di prevenzione dei rischi professionali; evidenzia che il sostegno dell'Unione per la ricerca di alternative più sicure è indispensabile ai fini dell'applicazione del principio di precauzione e del principio di sostituzione;

29.  si compiace dell'impegno della Commissione, nell'ambito del quadro strategico dell'Unione europea in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro (SSL) 2014-2020, per migliorare la prevenzione delle malattie professionali, soprattutto nei settori delle nanotecnologie e delle biotecnologie; sottolinea l'incertezza che circonda la diffusione e l'impiego delle nanotecnologie e ritiene che vadano condotte ulteriori ricerche sui potenziali rischi in materia di SSL associati alle nuove tecnologie; ritiene, a tal proposito, che sia necessario applicare il principio di precauzione al fine di ridurre i potenziali rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori che adoperano nanotecnologie;

30.  richiama l'attenzione della Commissione sull'aumento dei lavoratori affetti da malattie croniche; ritiene che sia necessario offrire posti di lavoro accessibili e sicuri alle persone affette da patologie terminali, da malattie croniche e di lunga durata e da disabilità; esorta gli Stati membri a concentrarsi sul mantenimento al lavoro e l'integrazione delle persone affette da malattie croniche e a sostenere adattamenti ragionevoli dei luoghi di lavoro, così da garantire un ritorno tempestivo all'attività lavorativa; invita la Commissione a promuovere misure di integrazione e di riabilitazione per le persone con disabilità e a sostenere gli sforzi degli Stati membri mediante azioni di sensibilizzazione nonché l'individuazione e la condivisione di buone pratiche concernenti la sistemazione e l'adeguamento del luogo di lavoro; esorta Eurofound ad approfondire l'esame e l'analisi delle opportunità di lavoro e del grado di occupabilità delle persone affette da malattie croniche;

31.  osserva che l'innovazione tecnologica può essere vantaggiosa per la società nel suo insieme; esprime tuttavia preoccupazione riguardo ai nuovi rischi determinati da tali cambiamenti; si compiace, in tale contesto, dell'intenzione della Commissione di istituire una rete di professionisti e scienziati impegnati nel settore della salute e della sicurezza sul lavoro, al fine di affrontare al meglio le sfide future; pone l'accento sul crescente utilizzo di assistenti robotizzati intelligenti, ad esempio, nella produzione industriale, negli ospedali e nelle case di riposo; invita la Commissione e gli Stati membri a individuare i potenziali rischi in materia di SSL derivanti dall'innovazione tecnologica e a prendere le misure adeguate per contrastarli;

32.  invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare e attuare un programma per il monitoraggio, la gestione e il sostegno sistematici delle persone che presentano rischi psicosociali, tra cui stress, depressione ed esaurimento, al fine di formulare, tra l'altro, raccomandazioni e orientamenti volti a combattere tali rischi; sottolinea che lo stress da lavoro è riconosciuto come un ostacolo importante alla produttività e alla qualità della vita; rileva, a tale proposito, che la salute mentale e i rischi psicosociali possono essere influenzati da molti fattori, non tutti legati all'attività lavorativa; sottolinea, tuttavia, che i rischi psicosociali e lo stress da lavoro rappresentano un problema strutturale legato all'organizzazione del lavoro e che è possibile prevenirli e gestirli; evidenzia la necessità, nell'ambito del riesame del quadro strategico in materia di SSL nel 2016, di effettuare studi, migliorare la prevenzione e valutare nuove misure basate sulla condivisione delle migliori pratiche e dei migliori strumenti per il reinserimento professionale;

33.  plaude alla campagna "Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato"; sottolinea che le iniziative volte a combattere lo stress da lavoro devono includere la dimensione di genere, tenendo conto delle condizioni di lavoro specifiche per le donne;

34.  richiama l'attenzione sul problema del mobbing e le sue possibili ripercussioni sulla salute psicosociale; sottolinea l'importanza di combattere le molestie e la violenza sul luogo di lavoro e invita pertanto la Commissione, in stretta collaborazione con le parti sociali, a valutare la possibilità di presentare una proposta di atto giuridico sulla base dell'accordo quadro sulle molestie e la violenza sul luogo di lavoro; esorta inoltre gli Stati membri a mettere a punto strategie nazionali efficaci di lotta alla violenza sul luogo di lavoro;

35.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio mirato inteso a eliminare il lavoro precario e a tener conto degli effetti negativi del lavoro precario sulla salute e la sicurezza professionali; sottolinea che i lavoratori con contratti atipici possono incontrare maggiori difficoltà ad accedere alla formazione e ai servizi di SSL; evidenzia che è fondamentale migliorare la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori in tutte le forme di occupazione, inclusi quelli che possono risultare vulnerabili, come i giovani e le persone precedentemente interessate dalla disoccupazione di lunga durata; invita gli Stati membri a rispettare i requisiti stabiliti nella direttiva 96/71/CE per combattere il dumping sociale e, in tale contesto, a prendere tutte le misure necessarie per far rispettare e per tutelare i diritti dei lavoratori distaccati per quanto concerne la parità di trattamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

36.  sottolinea che occorre tenere conto del lavoro domestico nell'ambito delle riflessioni intese a promuovere la salute e la sicurezza sul lavoro; esorta i datori di lavoro e i responsabili politici a garantire e ad agevolare un buon equilibrio tra attività professionale e vita privata, tenendo conto del numero crescente di lavoratori che devono conciliare il lavoro e le attività di assistenza; sottolinea l'importanza di risolvere il problema di un orario di lavoro eccessivo per garantire la conciliazione della vita familiare e lavorativa; invita gli Stati membri ad attuare pienamente la direttiva 2003/88/CE e sottolinea, in tale contesto, l'importanza del monitoraggio del rispetto della disposizione sul numero massimo di ore di lavoro;

37.  invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare politiche adeguate per affrontare l'invecchiamento della forza lavoro; ritiene che il quadro normativo in materia di SSL debba promuovere la sostenibilità della vita lavorativa e l'invecchiamento in buona salute; invita gli Stati membri a promuovere misure di riabilitazione e di reinserimento per i lavoratori anziani dando attuazione alle risultanze del progetto pilota dell'UE sulla salute e la sicurezza dei lavoratori anziani;

38.  sottolinea l'importanza delle misure in materia di SSL per far fronte alle sfide e ai rischi specifici che interessano le donne sul luogo di lavoro, incluse le molestie sessuali; invita la Commissione e le parti sociali a garantire una maggiore rappresentanza paritaria degli uomini e delle donne in tutti i processi del dialogo sociale; esorta la Commissione a tenere conto della dimensione di genere nell'ambito del riesame del quadro strategico in materia di SSL nel 2016; invita la Commissione a elaborare una strategia europea volta a combattere la violenza contro le donne sul luogo di lavoro e, nell'ambito di tale processo, a valutare se sia necessario rivedere la direttiva 2006/54/CE allo scopo di ampliarne l'ambito di applicazione includendovi nuove forme di violenza e di molestie; invita gli Stati membri ad attuare la raccomandazione 92/131/CEE della Commissione per sensibilizzare alla lotta contro le molestie sessuali e altre forme di abuso sessuale;

39.  richiama l'attenzione della Commissione sul ruolo che possono svolgere i comitati settoriali per il dialogo sociale nell'affrontare i rischi in materia di SSL in determinati settori e nel creare valore aggiunto potenziale, tramite accordi tra le parti sociali conclusi ricorrendo alle loro conoscenze approfondite di specifiche situazioni settoriali;

40.  sottolinea che la Commissione dovrebbe raccogliere dati, fornire ricerche e dotarsi di mezzi statistici specifici per genere ed età in grado di valutare la prevenzione allo scopo di affrontare le difficoltà specifiche riscontrate dai gruppi vulnerabili, comprese le donne, sul luogo di lavoro;

41.  evidenzia che è importante investire maggiormente sulle politiche di prevenzione dei rischi nonché promuovere, sviluppare e sostenere una cultura della prevenzione in materia di SSL; invita gli Stati membri a promuovere la sensibilizzazione e ad attribuire maggiore rilievo alla prevenzione e alla salute e sicurezza sul lavoro nei programmi scolastici a tutti i livelli, anche durante l'apprendistato; ritiene importante concentrarsi sulla prevenzione il prima possibile nel processo produttivo nonché promuovere l'attuazione di programmi sistematici di prevenzione basati sulla valutazione dei rischi che incoraggino i datori di lavoro e i lavoratori a contribuire a un ambiente di lavoro sicuro e sano; sottolinea che in molti Stati membri la qualità dei servizi di prevenzione è un aspetto fondamentale per aiutare le imprese, in particolare le PMI, a effettuare la valutazione dei rischi e ad adottare adeguate misure di prevenzione; invita la Commissione a prendere in esame le funzioni e i requisiti di formazione dei servizi di prevenzione previsti dalla legislazione nazionale degli Stati membri;

42.  sottolinea che le donne devono essere incluse nei processi decisionali in relazione allo sviluppo di migliori pratiche in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro;

43.  invita la Commissione a non tralasciare la questione dello sviluppo di carcinomi specifici legato al luogo di lavoro, come ad esempio il tumore della cavità nasale, il quale ha un'incidenza maggiore in caso di assenza di un'adeguata protezione delle vie aeree del lavoratore e della conseguente inalazione di tipi di polveri relativamente comuni derivanti dalla lavorazione del legno, della pelle, della farina, dei tessuti, del nichel e di altri materiali;

44.  incoraggia gli Stati membri a garantire a tutti i cittadini, e in particolare alle donne che vivono in zone rurali e ad altri gruppi di cittadini vulnerabili, pari opportunità per quanto riguarda l'esercizio dei diritti del lavoro e l'accesso alla sanità pubblica;

Dati statistici

45.  invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare la raccolta di dati attendibili e comparabili sulle malattie professionali e sulle esposizioni e sui rischi in tutti i settori, compreso il settore pubblico, allo scopo di individuare le migliori pratiche, promuovere l'apprendimento comparativo e creare una banca dati comune sulle esposizioni professionali, senza generare costi sproporzionati; sottolinea che è importante coinvolgere gli esperti nazionali e aggiornare costantemente la banca dati; esorta gli Stati membri e la Commissione a raccogliere ulteriori dati sui rischi connessi alla digitalizzazione, alla sicurezza stradale in relazione all'attività lavorativa e alle possibili ripercussioni della crisi sulla salute e la sicurezza sul lavoro;

46.  invita la Commissione e gli Stati membri a raccogliere dati statistici di qualità sulle malattie professionali ripartiti in base al sesso e all'età, al fine di migliorare costantemente e adeguare, ove necessario, il quadro legislativo in funzione dei rischi nuovi ed emergenti;

47.  invita gli Stati membri a condurre studi sull'incidenza delle patologie muscolo-scheletriche nella popolazione attiva a livello nazionale, in cui figurino dati ripartiti per genere, età e settore di attività economica, al fine di prevenire e combattere la comparsa di tali patologie;

48.  sottolinea l'importanza di aggiornare e fornire indicatori sanitari e definizioni comuni di malattie professionali, incluso lo stress da lavoro, e dati statistici a livello di UE al fine di fissare obiettivi per ridurre l'incidenza delle malattie professionali;

49.  sottolinea le difficoltà esistenti in numerosi Stati membri per quanto concerne la raccolta di dati; chiede il rafforzamento dell'attività dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) e di Eurofound; esorta gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie a garantire che i datori di lavoro segnalino gli infortuni sul lavoro;

Iniziative a livello internazionale

50.  invita il Consiglio e la Commissione a provvedere affinché tutti gli accordi commerciali con i paesi terzi migliorino l'ambiente lavorativo, al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori;

51.  sottolinea che l'adozione di norme del lavoro più rigorose, anche in relazione ai livelli di salute e sicurezza sul lavoro in ambito mondiale, rientra fra gli interessi e gli obblighi dell'Unione;

52.  esorta la Commissione a rafforzare la cooperazione in materia di SSL con le organizzazioni internazionali, tra cui l'OIL, l'OCSE, il G20 e l'OMS;

53.  si rammarica che non tutti gli Stati membri abbiano ratificato la Convenzione 187 dell'OIL sul quadro promozionale per la salute e la sicurezza sul lavoro; invita tutti gli Stati membri a ratificare tale convenzione;

o
o   o

54.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 354 del 31.12.2008, pag. 70.
(2) GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1.
(3) GU L 299 del 18.11.2003, pag. 9.
(4) GU L 204 del 26.7.2006, pag. 23.
(5) GU L 165 del 27.6.2007, pag. 21.
(6) GU C 77 E del 28.3.2002, pag. 138.
(7) GU C 304 E dell'1.12.2005, pag. 400.
(8) GU C 303 E del 13.12.2006, pag. 754.
(9) GU C 102 E del 24.4.2008, pag. 321.
(10) GU C 41 E del 19.2.2009, pag. 14.
(11) GU C 99 E del 3.4.2012, pag. 101.
(12) GU C 168 E del 14.6.2013, pag. 102.
(13) Testi approvati, P7_TA(2013)0093.
(14) Testi approvati, P7_TA(2014)0012.
(15) Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, articolo 31, paragrafo 1: "ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose".
(16) Seconda indagine europea tra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER-2), EU-OSHA (2015).
(17) Le condizioni di lavoro di una forza lavoro che invecchia, Eurofound (2008).
(18) Dichiarazione del direttore dell'EU-OSHA del 18.11.2014.
(19) Report on Employment opportunities for people with chronic diseases (Relazione sulle opportunità di lavoro per le persone affette da malattie croniche), Eurofound (2014).
(20) Evaluation of the European strategy on Safety and Health at Work 2007-2012 (Valutazione della strategia europea in tema di salute e sicurezza sul lavoro per il periodo 2007-2012), CE (2013) e Socio-economic costs of accidents at work and work-related ill health (Costi socioeconomici degli infortuni sul lavoro e di problemi di salute legati all'attività lavorativa), CE (2012).
(21) Berechnung des internationalen „Return on Prevention“ für Unternehmen: Kosten und. Nutzen von Investitionen in den betrieblichen Arbeits- und Gesundheitsschutz (Calcolo dell'"indice di redditività della prevenzione" internazionale per le imprese: costi e benefici degli investimenti nella tutela della salute e nella sicurezza sul lavoro), DGUV (2013).
(22) 5th Working Conditions Survey, Overview Report (Quinta indagine europea sulle condizioni di lavoro – Relazione generale), Eurofound (2012).
(23) Seconda indagine europea tra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER-2), EU-OSHA (2015).
(24) Seconda indagine europea tra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER-2), EU-OSHA (2015).
(25) Worker representation and consultation on health and safety (Rappresentanza e consultazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza), EU-OSHA (2012).
(26) Forme di lavoro flessibili: accordi contrattuali "molto atipici", Eurofound (2010) e Salute e benessere sul lavoro: una relazione fondata sulla quinta Indagine europea sulle condizioni di lavoro, Eurofound (2012).
(27) 5th Working Conditions Survey, Overview Report, (Quinta indagine europea sulle condizioni di lavoro), Eurofound 2012, e Third European Company Survey (Terza indagine sulle imprese europee), Eurofound (2015).
(28) Report on the current situation in relation to occupational diseases systems in EU Member States and EFTA/EEA countries, (Relazione sulla situazione attuale dei sistemi relativi alle malattie professionali negli Stati membri dell'UE e nei paesi EFTA/SEE), CE (2013).
(29) EU-OSHA, 2013, New risks and trends in the safety and health of women at work (Nuovi rischi e tendenze per la sicurezza e la salute delle donne sul posto di lavoro).
(30) Occupational health and safety risks for the most vulnerable workers (Rischi in materia di sicurezza e salute sul lavoro per i lavoratori più vulnerabili), Dipartimento tematico A del Parlamento europeo, Politiche economiche e scientifiche, 2011, pag. 40.
(31) GU C 230 del 14.7.2015, pag. 82.
(32) Testi approvati, P7_TA(2013)0093.
(33) The Cost of Inaction, Nordon (2014) e Rapport sur les perturbateurs endocriniens, le temps de la précaution, Gilbert Barbier (2011).

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