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Procedura : 2016/2526(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0150/2016

Testi presentati :

B8-0150/2016

Discussioni :

PV 02/02/2016 - 11
CRE 02/02/2016 - 11

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PV 03/02/2016 - 8.9
CRE 03/02/2016 - 8.9
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P8_TA(2016)0042

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Mercoledì 3 febbraio 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Nuova strategia per l'uguaglianza di genere e i diritti della donna dopo il 2015
P8_TA(2016)0042B8-0150/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 3 febbraio 2016 su una nuova strategia per l'uguaglianza di genere e i diritti della donna in Europa dopo il 2015 (2016/2526(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 2 e l'articolo 3, paragrafo 3, secondo comma, del trattato sull'Unione europea (TUE) nonché l'articolo 8 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  viste la dichiarazione e la piattaforma d'azione di Pechino, adottate il 15 settembre 1995 alla quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne, e i successivi documenti finali adottati alle sessioni speciali delle Nazioni Unite di Pechino +5 (2000), Pechino +10 (2005), Pechino +15 (2010) e Pechino +20 (2015),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 21 febbraio 1996, dal titolo "Integrare la parità di opportunità tra le donne e gli uomini nel complesso delle politiche e azioni comunitarie" (COM(1996)0067), nella quale la Commissione si impegna a "promuovere la parità delle donne e degli uomini nell'insieme delle azioni e delle politiche e a tutti i livelli", stabilendo di fatto il principio del mainstreaming di genere,

–  visto il Patto europeo per la parità di genere (2011-2020), adottato dal Consiglio dell'Unione europea nel marzo 2011,

–  vista la relazione di studio della Commissione, del 21 settembre 2010, dal titolo "Evaluation of the strengths and weaknesses of the strategy for equality between women and men 2010-2015" (Valutazione dei punti di forza e di debolezza della strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 5 marzo 2010, dal titolo "Maggiore impegno verso la parità tra donne e uomini – Carta per le donne" (COM(2010)0078),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 21 settembre 2010, dal titolo "Strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015" (COM(2010)0491),

–  vista la sua risoluzione del 9 giugno 2015 sulla strategia dell'Unione europea per la parità tra donne e uomini dopo il 2015(1),

–  vista l'analisi della consultazione pubblica sulla parità tra donne e uomini nell'UE, pubblicata nell'ottobre 2015,

–  vista la nuova tabella di marcia dal titolo "New start to address the challenges of work-life balance faced by working families" (Un nuovo inizio per affrontare le sfide poste dall'equilibrio tra vita professionale e vita privata alle famiglie che lavorano), un pacchetto che comprende proposte legislative e non legislative pubblicato dalla Commissione nell'agosto 2015,

–  visto l'esito della riunione del Comitato consultivo per l'uguaglianza delle possibilità tra le donne e gli uomini della Commissione europea, tenutasi il 26 novembre 2015,

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione, del 3 dicembre 2015, dal titolo "Strategic engagement for gender equality 2016-2019" (Impegno strategico per l'uguaglianza di genere 2016-2019) (SWD(2015)0278),

–  viste le conclusioni del Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" (EPSCO) del 7 dicembre 2015, in particolare il paragrafo 35,

–  vista la dichiarazione del trio di presidenza dell'UE (Paesi Bassi, Slovacchia e Malta) sull'uguaglianza di genere, rilasciata il 7 dicembre 2015,

–  vista l'interrogazione alla Commissione sulla nuova strategia per l'uguaglianza di genere e i diritti della donna dopo il 2015 (O-000006/2016 – B8-0103/2016),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, come riconosciuto nei trattati e nella Carta dei diritti fondamentali, l'uguaglianza di genere è un valore cardine dell'UE, che quest'ultima si è impegnata a integrare in tutte le sue attività, e che essa è essenziale, come obiettivo strategico, per conseguire gli obiettivi generali di crescita, occupazione e inclusione sociale definiti nel quadro della strategia Europa 2020;

B.  considerando che il diritto alla parità di trattamento è un diritto fondamentale riconosciuto dai trattati dell'Unione, emblematico e profondamente radicato nella società europea, e che esso è imprescindibile per l'ulteriore sviluppo di quest'ultima e dovrebbe applicarsi tanto nella legislazione, nella pratica e nella giurisprudenza quanto nella vita quotidiana;

C.  considerando che, storicamente, l'Unione ha intrapreso importanti iniziative per rafforzare i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere ma che, negli ultimi dieci anni, si è assistito a un rallentamento dell'azione politica e delle riforme in materia di uguaglianza di genere a livello di UE; che la precedente strategia della Commissione per la parità tra donne e uomini per il 2010-2015 non è stata sufficientemente ampia da contribuire all'uguaglianza di genere a livello europeo e internazionale, e che gli obiettivi in essa previsti non sono stati conseguiti efficacemente; che una nuova strategia per il periodo dopo il 2015 dovrà imprimere nuovo slancio e realizzare azioni concrete per rafforzare i diritti delle donne e promuovere l'uguaglianza di genere;

D.  considerando che la valutazione della strategia 2010-2015 e delle posizioni dei soggetti interessati, presentata nella relazione di studio della Commissione dal titolo "Evaluation of the strengths and weaknesses of the strategy for equality between women and men 2010-2015", pone in evidenza la necessità di rafforzare ulteriormente l'approccio strategico adottato nel 2010;

E.  considerando che nella sua relazione del 9 giugno 2015 il Parlamento europeo ha chiesto una nuova strategia specifica per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere dopo il 2015; che dai risultati della consultazione pubblica è emerso che il 90 % degli intervistati è favorevole a una nuova strategia;

F.  considerando che, nella sue conclusioni del 7 dicembre 2015 (paragrafo 35), il Consiglio EPSCO ha invitato la Commissione ad "adottare, in una comunicazione, una nuova strategia per la parità di genere dopo il 2015"; che il trio di presidenza dell'UE, nella sua dichiarazione del 7 dicembre 2015, si è impegnato a presentare al Consiglio EPSCO un progetto di conclusioni del Consiglio su una strategia dell'UE per l'uguaglianza di genere dopo il 2015;

1.  ricorda che la Commissione è tenuta, a norma dell'articolo 2 TUE e della Carta dei diritti fondamentali, a intervenire a favore dell'uguaglianza di genere;

2.  osserva che, in passato, la Commissione ha espresso il proprio esplicito sostegno a una comunicazione chiara, trasparente, legittima e pubblica su una strategia per la parità tra donne e uomini, approvata da tutte le istituzioni dell'UE al più alto livello politico;

3.  si rammarica del fatto che nel programma di lavoro della Commissione per il 2016, pubblicato nel novembre 2015, non figuri alcun riferimento specifico alla strategia dell'UE per l'uguaglianza di genere post-2015; deplora che, il 3 dicembre 2015, la Commissione si sia limitata a pubblicare un documento di lavoro dei suoi servizi dal titolo "Strategic engagement for gender equality 2016-2019" ("Impegno strategico per l'uguaglianza di genere 2016-2019") e, così facendo, abbia non solo presentato un documento interno declassato, ma anche ristretto la durata della sua azione;

4.  si compiace del fatto che la Commissione abbia pubblicato, nell'agosto 2015, la tabella di marcia dal titolo "New start to address the challenges of work-life balance faced by working families" (Un nuovo inizio per affrontare le sfide poste dall'equilibrio tra vita professionale e vita privata alle famiglie che lavorano), un pacchetto che comprende proposte legislative e non legislative;

5.  invita gli Stati membri ad assumersi la piena responsabilità di migliorare l'attuazione dei principi di parità di trattamento e pari opportunità tra uomini e donne a livello nazionale;

6.  deplora il fatto che, il 7 dicembre 2015, il Consiglio EPSCO non sia riuscito a pervenire a un accordo relativo a una posizione ufficiale su diverse questioni a favore dell'uguaglianza di genere, fra cui la direttiva sulla presenza delle donne nei consigli di amministrazione, cosa che il Parlamento attende da molto tempo;

7.  accoglie con favore l'approccio della Commissione, illustrato nel succitato documento di lavoro sull'impegno strategico per l'uguaglianza di genere, ma deplora l'assenza di parametri di riferimento concreti e di un bilancio specifico, senza i quali non è possibile compiere o misurare i progressi relativi agli obiettivi e agli indicatori;

8.  invita la Commissione a riesaminare la propria decisione e ad adottare una comunicazione su una nuova strategia per l'uguaglianza di genere e i diritti della donna 2016-2020, che affronti le questioni legate all'uguaglianza di genere e che sia in linea con l'agenda internazionale, segnatamente con il documento finale di Pechino +20, del 2015, e con il nuovo quadro per "L'uguaglianza di genere e l'emancipazione femminile: trasformare la vita delle donne e delle ragazze attraverso le relazioni esterne dell'UE (2016 2020)";

9.  invita la Commissione a collaborare con il Parlamento e il Consiglio, e chiede che sia convocato un vertice dell'UE sull'uguaglianza di genere e i diritti delle donne al fine di individuare i progressi compiuti, nonché di rinnovare gli impegni nel quadro del prossimo Consiglio EPSCO in programma a marzo 2016;

10.   ricorda che l'attuazione del diritto dell'UE e degli strumenti politici deve rispettare i principi di sussidiarietà e "valore aggiunto", che norme uniformi non sempre sono necessarie ai fini del funzionamento pratico e competitivo del mercato interno e che la Commissione deve tenere conto dell'onere amministrativo derivante dalle proprie proposte legislative nonché i diversi contesti culturali e le diverse pratiche nei vari Stati membri;

11.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi degli Stati membri.

(1) Testi approvati, P8_TA(2015)0218.

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