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Procedura : 2016/2004(BUD)
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Ciclo del documento : A8-0036/2016

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A8-0036/2016

Discussioni :

PV 08/03/2016 - 17
CRE 08/03/2016 - 17

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PV 09/03/2016 - 11.6
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Mercoledì 9 marzo 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Orientamenti per il bilancio 2017 - Sezione III
P8_TA(2016)0080A8-0036/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 9 marzo 2016 sugli orientamenti generali per l'elaborazione del bilancio 2017, sezione III – Commissione (2016/2004(BUD))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(1),

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3),

–  vista la sua risoluzione legislativa del 25 novembre 2015 sul progetto comune di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, approvato dal comitato di conciliazione nel quadro della procedura di bilancio(4),

–  visti il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016(5) e le due dichiarazioni comuni messe a punto da Parlamento, Consiglio e Commissione(6),

–  vista la dichiarazione comune su un piano di pagamento 2015-2016(7) approvata il 19 maggio 2015,

–  viste le previsioni economiche della Commissione europea dell'autunno 2015(8),

–  vista l'analisi annuale della crescita 2016 della Commissione(9),

–  visto il titolo II, capitolo 8, del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0036/2016),

A.  considerando che il bilancio 2017 dovrebbe aprire la strada per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, in un contesto di ripresa economica fragile minacciata dalla situazione dei mercati emergenti e dalle tensioni geopolitiche;

B.  considerando che il bilancio 2017 subirà le ripercussioni dell'evoluzione della crisi migratoria e dei rifugiati;

C.  considerando che il bilancio 2017 coinciderà con la revisione intermedia del Quadro finanziario pluriennale (QFP);

D.  considerando che l'equilibrio tra la domanda interna e il commercio esterno fa sì che, sul piano economico, l'UE dipenda in una certa misura dall'evoluzione della situazione mondiale;

Osservazioni generali

1.  osserva che il bilancio dell'Unione si è dimostrato fondamentale per affrontare le recenti crisi e rispondere a fabbisogni che non erano stati necessariamente previsti durante i negoziati sul QFP 2014-2020, come il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), la crisi migratoria e dei rifugiati o le tensioni geopolitiche nel vicinato europeo, che causano una serie di problemi e di emergenze gravi, mentre all'interno dell'UE il ritmo della ripresa economica e degli investimenti è inferiore alle potenzialità e persiste un deficit di investimenti;

2.  sottolinea che la capacità limitata del bilancio dell'Unione di far fronte a queste crisi è dovuta, in questa fase, principalmente all'utilizzo di tutti gli strumenti disponibili decisi nel quadro dei negoziati sul QFP, in particolare gli strumenti speciali come lo strumento di flessibilità; ricorda il ruolo decisivo svolto dal Parlamento nella configurazione di tali strumenti durante i negoziati sul QFP; sottolinea tuttavia che, nell'eventualità dell'aggravarsi delle crisi, nemmeno l'applicazione di tutte le disposizioni in materia di flessibilità esistenti sarà sufficiente per risolvere il problema; esorta il Consiglio, in tale contesto, a riconsiderare la sua posizione sulla questione dell'iscrizione in bilancio degli strumenti speciali del QFP per allentare i vincoli imposti al bilancio dell'Unione; ribadisce, a tale riguardo, la posizione che sostiene da tempo, secondo cui gli stanziamenti di pagamento relativi agli strumenti speciali (lo Strumento di flessibilità, il Fondo di solidarietà dell'UE, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e la Riserva per gli aiuti d'urgenza) dovrebbero essere calcolati al di fuori dei massimali del QFP, come avviene per gli impegni; si attende che tale problema sia risolto nel contesto della revisione intermedia del QFP;

Un bilancio che tenga conto delle previsioni economiche e sia conforme al Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche

3.  prende atto che le previsioni economiche della Commissione europea dell'autunno 2015 indicano una leggera ripresa, sebbene ancora al di sotto del potenziale di crescita dell'Unione europea; sottolinea, tuttavia, che tale ripresa deve essere consolidata rafforzando i fondamenti della crescita per favorire la creazione di posti di lavoro e il ritorno alla piena occupazione; constata che la disoccupazione di lunga e lunghissima durata, in particolare nelle regioni più povere dell'Unione e tra i giovani, sono ancora a livelli preoccupanti e che l'UE sta incontrando difficoltà nella ristrutturazione industriale; constata la persistenza di disparità in termini di sviluppo economico tra le regioni europee e gli Stati membri e sottolinea il divario tra i cittadini europei più poveri e quelli più ricchi; constata inoltre l'emergere di nuove sfide, quali il rischio del rallentamento delle economie di mercato emergenti e del commercio mondiale, con forti pressioni derivanti dalla volatilità dei mercati cinesi, la necessità di far fronte alla crisi migratoria e dei rifugiati e le persistenti tensioni geopolitiche;

4.  prende atto dell'analisi annuale della crescita 2016 della Commissione; è fermamente convinto che il rilancio degli investimenti, anche attraverso un aumento coordinato degli investimenti pubblici e privati orientato agli obiettivi della strategia Europa 2020, costituisca una risposta adeguata ai fini di una politica economica più equilibrata; ritiene che questi due elementi debbano essere presi in considerazione nell'elaborazione del progetto di bilancio 2017, in quanto ciò dovrebbe contribuire a determinare le priorità nell'ambito del contesto economico; chiede di conseguenza maggiori sinergie tra la dimensione dell'Unione del Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche e il bilancio dell'Unione, che è anche un elemento essenziale per la stabilità della zona euro;

5.  accoglie con favore, in tale contesto, gli sforzi compiuti dalla Commissione per promuovere l'uso dei Fondi strutturali e d'investimento europeo a sostegno delle principali priorità evidenziate nelle raccomandazioni specifiche per paese; prende atto della proposta della Commissione di istituire il Programma di sostegno alle riforme strutturali ed esorta la Commissione a garantire che i finanziamenti siano accordati allo scopo di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale in conformità dell'articolo 174 TFUE;

6.  si rammarica che negli ultimi anni il bilancio dell'Unione sia stato una vittima collaterale dell'atteggiamento ipocrita degli Stati membri, che li ha portati a considerare il loro contributo al bilancio dell'Unione come un onere e a trattarlo come una variabile dell'aggiustamento dei bilanci nazionali; sottolinea che il bilancio dell'UE, che è un bilancio di investimenti, può apportare un valore aggiunto particolarmente forte stimolando la crescita, la competitività e la creazione di posti di lavoro negli Stati membri; richiama l'attenzione sulla necessità che i contributi degli Stati membri al bilancio dell'Unione non siano trattati come una variabile dell'aggiustamento dei bilanci nazionali che dipende dalla situazione macroeconomica; ribadisce altresì il valore aggiunto del bilancio dell'Unione in termini di sinergie e di economie di scala; sottolinea la situazione speciale delle regioni isolate e/o periferiche;

7.  prende atto con rammarico che l'elusione fiscale da parte delle società ha causato ingenti perdite di introiti fiscali per gli Stati membri e, di conseguenza, una riduzione dei loro contributi al bilancio dell'UE; ritiene inoltre che la concorrenza fiscale sleale in alcuni casi comporta il trasferimento di PIL da uno Stato membro a un altro e il trasferimento di RNL verso paradisi fiscali fuori dall'UE, riducendo in tal modo i contributi aggregati degli Stati membri al bilancio dell'UE;

Superamento delle crisi

8.  sottolinea che negli ultimi anni l'Unione è stata confrontata a numerose crisi per le quali deve essere trovata una soluzione olistica; evidenzia che la crisi dei rifugiati, nell'Unione come pure nei paesi vicini, che è causata dal conflitto siriano, non è ancora stata risolta; constata che tale crisi si è aggravata nel 2015 e continua nel 2016, con un improvviso e forte aumento del numero di rifugiati e migranti che fuggono nell'Unione alla ricerca di asilo; sottolinea che ciò ha avuto ulteriori ripercussioni sulle crisi interne; sottolinea che il bilancio dell'Unione ha dato una risposta immediata alla crisi e dovrebbe essere fortemente rivisto al rialzo per poter realmente finanziare l'attuazione delle politiche dell'UE destinate ad affrontare questa crisi e dovrebbe contribuire in futuro a trovare una soluzione europea per queste situazioni di emergenza;

9.  sottolinea che il bilancio 2017 subirà le ripercussioni delle sfide per la sicurezza interne ed esterne, che potrebbero anche concretizzarsi in minacce terroristiche o in atti di estremismo, e dell'attuazione del programma comune tra l'Unione e gli Stati membri per la realizzazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell'UE; sottolinea, in tale contesto, l'importanza degli strumenti di bilancio dell'UE, quali il Fondo sicurezza interna, per far fronte alle sfide più cruciali, anche rafforzando le misure preventive e la cooperazione operativa transfrontaliera;

10.  accoglie con favore l'adozione del FEIS, che costituirà uno dei principali strumenti per potenziare gli investimenti a livello di UE e contribuirà a stimolare la creazione di posti di lavoro; prende atto con soddisfazione che un numero significativo di progetti e operazioni del FEI sono già stati approvati e che potrebbero essere individuate sinergie tra il FEIS e il programma Orizzonte 2020; invita la Commissione a promuovere attivamente le sinergie tra i diversi fondi dell'UE e a creare un sistema di controllo per identificare i casi di combinazione di diverse forme di finanziamenti dell'UE; insiste sulla necessità di applicare correttamente il quadro di valutazione; incoraggia gli Stati membri e i soggetti privati a fare pieno uso delle risorse finanziarie disponibili attraverso il FEIS; ricorda che il bilancio dell'Unione costituisce la colonna portante del Piano di investimenti, mettendo a disposizione gli 8 miliardi di EUR necessari in stanziamenti d'impegno e di pagamento per la dotazione del fondo di garanzia del FEIS, di cui un importo totale pari a 3,38 miliardi di EUR è già stato mobilitato a titolo dei bilanci 2015 e 2016; ricorda che il margine globale per gli impegni è stato pienamente utilizzato a tal fine nel 2016 e rileva che, secondo la scheda finanziaria legislativa del FEIS, la Commissione prevede uno scenario simile per il progetto di bilancio 2017; ribadisce il proprio impegno a rafforzare il programma Orizzonte 2020 e il Meccanismo per collegare l'Europa nel quadro della procedura di bilancio annuale, al fine di compensare quanto più possibile i tagli decisi durante i negoziati sul FEIS;

11.  sottolinea l'importanza di programmi come Orizzonte 2020, COSME, i programmi per il finanziamento delle PMI ed Erasmus+, nonché delle politiche e dei programmi che sostengono lo sviluppo di un contesto favorevole all'innovazione e contribuiscono al successo della strategia Europa 2020; prende atto con soddisfazione degli elevati tassi di assorbimento del programma Orizzonte 2020, ma manifesta apprensione per il tasso di successo medio del finanziamento di progetti, che è preoccupantemente basso e lascia senza finanziamenti molti progetti eccellenti; invita gli Stati membri ad esaminare la possibilità di rilevare i progetti di Orizzonte 2020 che hanno ottenuto una valutazione positiva ma non possono essere cofinanziati a causa dell'indisponibilità di risorse di bilancio; ricorda il ruolo importante delle piccole e medie imprese che costituiscono il pilastro dell'economia europea; sottolinea che il bilancio dell'UE dovrebbe ulteriormente agevolare l'accesso delle PMI ai mercati e ai finanziamenti tramite i suoi programmi già esistenti, come COSME; ribadisce che il futuro dell'Unione è connesso alla sua capacità di innovazione in settori strategici chiave per conseguire la competitività europea nell'economia globale;

12.  ritiene che l'Iniziativa europea a favore della gioventù, in particolare, sia fondamentale per il raggiungimento dell'obiettivo prioritario dell'Unione riguardante l'occupazione e la crescita; ribadisce il proprio impegno a proseguire il finanziamento di questo programma, con l'obiettivo di rafforzarlo per offrire a un maggior numero di giovani, inclusi i giovani migranti che arrivano nell'Unione europea, la prospettiva di accedere realmente al mercato del lavoro, beneficiando di un'offerta di posti di lavoro di qualità, di formazione continua e di opportunità di apprendistato; si rammarica per il fatto che, durante i negoziati sul bilancio dell'UE per il 2016, non siano stati previsti nuovi impegni per finanziare l'Iniziativa europea a favore della gioventù, sebbene la disoccupazione giovanile continui a registrare i tassi più elevati nell'UE; ricorda che tale obiettivo deve essere considerato assieme alla necessità di incoraggiare la mobilità dei giovani, promossa dal programma Erasmus+; sottolinea l'importanza della dichiarazione comune delle tre istituzioni (Parlamento, Consiglio e Commissione) sul bilancio 2016, secondo cui "la riduzione della disoccupazione giovanile resta una priorità politica importante e condivisa" e che, a tal fine, le tre istituzioni "riaffermano la loro determinazione a utilizzare al meglio le risorse di bilancio disponibili per farvi fronte, in particolare tramite l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (Youth Employment Initiative, YEI)"; osserva che, nonostante i ritardi iniziali nell'attuazione di questa iniziativa e il continuo procrastinare della designazione delle autorità per i programmi operativi dell'Iniziativa in molti Stati membri, i dati attuali relativi all'esecuzione indicano una piena capacità di assorbimento; invita la Commissione a presentare la sua valutazione dell'Iniziativa europea a favore della gioventù al più tardi entro la fine di aprile 2016 e, in ogni caso, in tempo utile per prevedere il prolungamento del programma nel bilancio dell'UE per il 2017; sottolinea che una soluzione permanente per il finanziamento dell'Iniziativa attraverso nuovi stanziamenti d'impegno fino al 2020 sarà trovata nel quadro della revisione intermedia del QFP; sottolinea, in tale contesto, l'importanza della disposizione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) concernente il sostegno ai giovani fino all'età di 25 anni disoccupati e non iscritti a corsi di istruzione o di formazione (NEET) in numero uguale a quello dei lavoratori che beneficiano di sostegno nelle regioni con un alto tasso di disoccupazione;

13.  mette in evidenza che, secondo la recente relazione dell'organizzazione "Save the Children", 27 milioni di bambini sono attualmente esposti al rischio di povertà nell'UE; ricorda la sua risoluzione del 24 novembre 2015(10) in cui ha chiesto la creazione di una garanzia per liberare i bambini da condizioni di povertà, fornire un contesto adatto al loro sviluppo personale e prevenire il loro sfruttamento e la loro esclusione sociale; si compiace degli sforzi intrapresi dagli Stati membri che hanno recentemente adottato strategie di riduzione della povertà infantile, nella prospettiva di abbassare i livelli di povertà generali, anche per i bambini e i giovani; invita la Commissione a garantire che gli Stati membri rispettino la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e i principi della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; ritiene che l'istruzione, l'assistenza all'infanzia, i servizi sanitari, l'alloggio e la sicurezza siano bisogni fondamentali che ciascun bambino in Europa, compresi i bambini che arrivano in Europa come rifugiati o migranti, ha diritto di vedere soddisfatti;

14.  rammenta l'importanza che le agenzie europee rivestono nel garantire l'attuazione della legislazione dell'UE e nel realizzare così i suoi obiettivi strategici in materia di competitività, crescita e occupazione, da un lato, nonché nel gestire l'attuale crisi migratoria e dei rifugiati, dall'altro; insiste pertanto affinché siano stanziate risorse finanziarie e umane sufficienti per coprire le spese amministrative e operative, al fine di consentire alle agenzie di svolgere i compiti loro assegnati e di conseguire i migliori risultati possibili; ricorda, per quanto riguarda la crisi migratoria e dei rifugiati, l'incremento del personale e degli stanziamenti destinati alle agenzie che operano nel settore della giustizia e degli affari interni previsto dai bilanci 2015 e 2016; sottolinea, cionondimeno, che sono necessarie risorse supplementari nel bilancio 2017 per consentire a dette agenzie di far fronte al considerevole aumento del loro carico di lavoro e ai compiti supplementari che sono loro assegnati; invita inoltre la Commissione a fornire informazioni aggiornate e consolidate e a presentare una strategia a medio e lungo termine riguardante tali agenzie;

15.  è preoccupato dinanzi al persistere delle disuguaglianze socioeconomiche e alle difficoltà incontrate nel raggiungimento dell'obiettivo dell'UE in materia di convergenza socioeconomica; sottolinea che il bilancio dell'Unione dovrebbe promuovere politiche di convergenza, integrazione e coesione basate sulla salvaguardia e la promozione dell'imprenditorialità, la creazione di posti di lavoro dignitosi, di qualità e stabili, l'uso sostenibile delle risorse naturali e la protezione dell'ambiente, perseguendo i suoi obiettivi nel quadro della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; è particolarmente preoccupato dinanzi a un'esecuzione inferiore al previsto degli stanziamenti di pagamento per il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD);

16.  riconosce l'importanza dei programmi di distribuzione di latte e frutta nelle scuole, e suggerisce di esaminare in che misura sarebbe possibile potenziarne il finanziamento; ricorda le numerose crisi degli ultimi anni, fra cui la crisi agricola dovuta, in particolare, agli effetti dell'embargo russo; esorta a continuare ad operare per rendere l'agricoltura dell'UE maggiormente resistente ai cambiamenti climatici, riducendo globalmente le emissioni agricole di gas a effetto serra e garantendo la sostenibilità economica del settore;

17.  prende atto del fatto che, nonostante la mobilitazione di consistenti risorse di bilancio nel 2015 e 2016 per far fronte alla crisi migratoria e dei rifugiati, non si è ancora trovata una soluzione né sul piano interno, in seno all'Unione, né su quello esterno, nei paesi d'origine dei rifugiati; sottolinea tuttavia che i mezzi di bilancio sono insufficienti e che per affrontare questa crisi sono necessarie risorse finanziarie supplementari sostanziali, in quanto l'aumento del numero di rifugiati e migranti non può essere considerato un fenomeno temporaneo; evidenzia la necessità di ricercare soluzioni a più lungo termine, non solo nell'ambito della procedura di bilancio annuale ma anche in occasione della prossima revisione del QFP; sollecita la Commissione a presentare un piano politico e finanziario di medio e lungo termine con lo scopo di affrontare la crisi migratoria e il suo impatto sul bilancio 2017; rileva che tutte le misure finanziate dall'UE dovrebbero essere considerate come investimenti per far fronte alle sfide in materia di rifugiati e migrazione; evidenzia altresì la necessità di affrontare le cause profonde del fenomeno migratorio migliorando le condizioni di vita, in particolare mediante il rafforzamento dell'istruzione e dei servizi sanitari nonché del sostegno agli investimenti in infrastrutture, nei paesi d'origine dei migranti o nei paesi in cui essi cercano inizialmente rifugio; sottolinea che il finanziamento della crisi migratoria e dei rifugiati non dovrebbe compromettere od ostacolare l'attuazione di altre importanti politiche dell'UE; sottolinea, a tale riguardo, che la solidarietà è un principio fondamentale del bilancio dell'UE; è preoccupato quanto alla mancanza di uniformità nella solidarietà dimostrata dagli Stati membri dinanzi alla crisi dei rifugiati; rinnova l'invito rivolto alla Commissione affinché essa presenti una proposta di modalità mediante le quali poter indurre gli Stati membri, attraverso il bilancio dell'UE, ad adottare un approccio più equilibrato alla solidarietà;

18.  esprime profonda preoccupazione quanto alla mancanza di una protezione adeguata dei minori non accompagnati lungo le rotte in direzione di un luogo sicuro e chiede che si proceda a un'indagine approfondita sul caso dei 10 000 bambini scomparsi riferito da Europol;

19.  sottolinea che è importante rafforzare il finanziamento dei programmi di reinsediamento, delle procedure di ricollocazione e delle operazioni di rimpatrio, segnatamente nell'ambito del Fondo asilo, migrazione e integrazione, al fine di attuare una politica europea efficace in materia di asilo e migrazione prevenendo e riducendo nel contempo la migrazione irregolare; sottolinea altresì che è necessario creare, nel quadro del bilancio dell'UE, possibilità per lo sviluppo di aree di reinsediamento e zone sicure nel continente africano e in Medio Oriente, in cooperazione con l'Unione africana, la Lega araba e l'UNHCR;

20.  prende atto dell'istituzione del Fondo fiduciario regionale dell'Unione in risposta alla crisi siriana e del Fondo fiduciario di emergenza per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa; esorta gli Stati membri a tener fede alle loro promesse e a dare a tali Fondi un contributo di entità pari a quello dell'UE, che ammonta a 2,3 miliardi di EUR; è profondamente preoccupato per via del basso livello dei contributi finanziari provenienti dagli Stati membri; evidenzia che saranno necessari ulteriori sforzi finanziari per fornire assistenza umanitaria lungo le rotte di transito e per raccogliere la sfida rappresentata dal crescente numero di rifugiati; mette in evidenza che la mancanza di finanziamenti sufficienti per gli aiuti umanitari, da destinare anche a misure sanitarie e di istruzione nei campi, ha spinto un numero maggiore di rifugiati a mettersi in viaggio, nonostante i rischi, alla volta dell'UE; rammenta che i Fondi di cui sopra sono stati creati in risposta alla mancanza di flessibilità e di risorse del bilancio dell'UE; insiste sul fatto che le azioni intraprese per far fronte al problema della migrazione e dei rifugiati non dovrebbero pesare sulle politiche di sviluppo dell'Unione in altri settori e sulla necessità che tutte le azioni dell'UE in questo campo siano soggette alle regole in materia di rendicontazione;

21.  sottolinea che gli Stati membri hanno riconfermato il loro impegno in occasione dell'incontro informale dei capi di Stato e di governo dell'UE tenutosi il 23 settembre 2015 per discutere della migrazione, del Consiglio europeo del 15 ottobre 2015 e del vertice della Valletta dell'11 e 12 novembre 2015; attribuisce la massima importanza alle dichiarazioni pubbliche del Consiglio sulla risposta a questa crisi migratoria e dei rifugiati che non ha precedenti; si attende dal Consiglio che non deluda le aspettative sollevate dalle sue stesse dichiarazioni e decisioni riguardanti, in particolare, la corrispondenza tra i contributi degli Stati membri e il sostegno di bilancio dell'UE al Fondo Madad e al Fondo fiduciario per l'Africa, come anche la piena attuazione della proposta della Commissione sullo Strumento per i rifugiati in Turchia; riconosce che alcuni Stati membri contribuiscono a titolo addizionale attraverso altri regimi di aiuti umanitari come il Programma alimentare mondiale, e attraverso l'UNHCR;

22.  valuta positivamente il principio e gli obiettivi dello Strumento per i rifugiati in Turchia, che dovrebbe essere dotato di 3 miliardi di EUR, ed esorta ogni Stato membro a rispettare i propri impegni politici e a fornire un sostegno finanziario adeguato a tale meccanismo; è fermamente determinato a fare ricorso ad ogni mezzo di pressione politico e istituzionale per garantire che gli Stati membri non vengano meno al loro impegno di contribuire al Fondo fiduciario regionale in risposta alla crisi siriana, al Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa e allo Strumento per i rifugiati in Turchia; si aspetta che la Commissione spieghi in che modo il contributo dell'UE verrebbe messo a disposizione nei limiti dei rispettivi massimali del bilancio dell'Unione per il 2016 e il 2017; critica il fatto che Consiglio e Commissione abbiano escluso il Parlamento dalle decisioni relative all'istituzione dello Strumento e alla mobilitazione del contributo dell'Unione, come dimostra il fatto che la Commissione ha annunciato la propria intenzione di finanziare detto contributo riassegnando risorse del bilancio UE 2016 recentemente adottato e utilizzando già i margini del bilancio 2017; sottolinea inoltre la necessità di aumentare l'impatto della spesa esterna dell'UE; invita la Commissione a elaborare proposte su come migliorare le sinergie tra gli strumenti di finanziamento esterno dell'UE e rendere più coerente il loro approccio strategico; ritiene che detti Fondi fiduciari, così come lo Strumento per i rifugiati in Turchia, non rientrino nel bilancio dell'UE ma non siano nemmeno esterni ad esso, ragion per cui mancano il processo di assunzione di responsabilità e il processo democratico necessari prescritti dal metodo comunitario; intende pertanto procedere a un attento monitoraggio dell'istituzione dei Fondi e dello Strumento, nonché della relativa esecuzione; sottolinea che le azioni di cui sopra costituiscono una palese violazione dei diritti del Parlamento quale ramo dell'autorità di bilancio;

23.  richiama l'attenzione sulla fragilità della situazione geopolitica nel Vicinato orientale e invita l'UE a rafforzare il sostegno fornito ai paesi che stanno attuando accordi di associazione, al fine di far progredire le riforme e di assicurare l'approfondimento delle relazioni fra l'Unione e detti paesi;

Pagamenti

24.  ricorda che, nel caso dei bilanci 2015 e 2016, la Commissione si è molte volte astenuta dal chiedere stanziamenti di pagamento addizionali per un certo numero di sue risposte alle crisi (anticipazione di 2 miliardi di EUR per la Grecia, prime iniziative nel settore della migrazione), tornando invece alla riassegnazione di risorse già esistenti; sottolinea che ciò ha aumentato l'onere gravante sugli stanziamenti di pagamento nel 2016 e oltre, rischiando di ricreare una situazione in cui gli stanziamenti potrebbero non essere sufficienti a soddisfare le reali necessità dei programmi finanziari per tutte le rubriche, con effetti diretti sui responsabili dei progetti e sui cittadini; è preoccupato quanto al fatto che tale situazione, sommata al ritardo nell'avvio dell'esecuzione dei programmi in regime di gestione concorrente, possa ricreare le condizioni che hanno portato, alla fine dell'ultimo QFP, a un livello di RAL senza precedenti e a un arretrato insostenibile di richieste di pagamento in sospeso; ribadisce la posizione che sostiene da tempo secondo cui il fabbisogno di pagamenti imprevisto dovrebbe essere finanziato mediante stanziamenti nuovi;

25.  chiede che le dichiarazioni comuni sui pagamenti concordate da Parlamento, Consiglio e Commissione nel 2015 e nel 2016 trovino piena attuazione; ricorda l'impegno di tenere, nel corso di quest'anno, almeno tre riunioni interistituzionali sui pagamenti, per fare il punto sull'esecuzione dei pagamenti e sulle previsioni rivedute; osserva che la Commissione ha annunciato per il 2015 un arretrato a fine anno di 8,2 miliardi di EUR, vale a dire quasi la metà di quello che aveva originariamente previsto; intende sollevare la questione in occasione della prima riunione interistituzionale sui pagamenti nel marzo 2016, al fine di determinare le cause di tale discrepanza e i possibili effetti a lungo termine sulle previsioni di pagamento; si aspetta altresì che, nella sua lettura del bilancio dell'Unione per il 2017, il Consiglio accetti e rispetti pienamente gli importi confermati nella riunione dell'aprile 2016; sollecita la Commissione a fornire al Parlamento e al Consiglio, come concordato nella dichiarazione comune adottata nel quadro della procedura di bilancio per l'esercizio 2016, previsioni a più lungo termine in merito alla prevista evoluzione dei pagamenti fino al termine del QFP 2014-2020, al fine di evitare un arretrato dei pagamenti nella seconda metà del QFP;

26.  evidenzia che l'esecuzione dei Fondi strutturali e di investimento europei dovrebbe raggiungere la velocità di crociera nel 2017, e mette in guardia contro un'iscrizione in bilancio di stanziamenti di pagamento insufficienti non corrispondenti a questo maggiore livello di assorbimento; incoraggia la Commissione a fissare i pagamenti ai livelli necessari nel progetto di bilancio; esprime preoccupazione dinanzi all'adozione tardiva dei programmi operativi e al rischio che si venga a creare, nella seconda metà del QFP, un nuovo arretrato di fatture non pagate; incoraggia la Commissione a cooperare attivamente con gli Stati membri e chiede a questi ultimi di compiere ogni sforzo per far sì che siano rapidamente designate autorità di programma, la cui mancanza è stata la causa principale dei ritardi attuali; si compiace della disponibilità della Commissione a collaborare strettamente con gli Stati membri su richiesta, soprattutto in relazione all'adeguamento, ove opportuno, dei programmi operativi, onde consentire una maggiore sinergia tra i Fondi strutturali e di investimento europei e le sfide interne legate alla crisi dei rifugiati;

Ulteriori questioni di particolare rilevanza

27.  rammenta l'importanza dell'integrazione della dimensione di genere, che dovrebbe essere alla base delle politiche dell'Unione quale principio orizzontale; invita la Commissione a mettere in pratica, se del caso, detto principio quando elabora il progetto di bilancio per il 2017;

28.  accoglie favorevolmente l'accordo raggiunto a Parigi il 12 dicembre 2015 dalle 196 parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si presenta come un accordo universale, vincolante, dinamico e differenziato per far fronte alla sfida dei cambiamenti climatici; si rammarica tuttavia del fatto che non sia per nulla chiaro come i paesi donatori raggiungeranno l'obiettivo dei 100 miliardi di dollari USA l'anno per sostenere i paesi in via di sviluppo né, in particolare, come essi si accorderanno su una metodologia comune per garantire i finanziamenti per il clima; osserva che tale questione deve essere risolta prima della COP 22 che si svolgerà a Marrakesh e si aspetta che la Commissione presenti un quadro normativo consolidato dell'UE che rispetti pienamente tutti gli impegni presi a Parigi e che anticipi detti finanziamenti nel progetto di bilancio per il 2017; ricorda che l'UE ha stabilito che almeno il 20 % del suo bilancio per il periodo 2014-2020, per un equivalente di 180 miliardi di EUR, dovrebbe essere speso per azioni connesse al clima, e che è necessario adeguare il bilancio dell'UE in funzione del clima; chiede alla Commissione di continuare a sostenere la spesa dell'UE per infrastrutture sostenibili ed efficienti e modi di trasporto sostenibili; incoraggia la Commissione a dare rapidamente attuazione alle conclusioni del Consiglio del 17 novembre 2015 per quanto riguarda i fondi destinati al clima e alla politica di coesione;

29.  si compiace degli sforzi compiuti dalla Commissione per definire la strategia "Un bilancio dell'UE incentrato sui risultati"; invita la Commissione a dimostrare di compiere progressi nel settore della semplificazione dei finanziamenti dell'Unione, soprattutto per quanto riguarda la riduzione degli oneri di attuazione e gestione dei progetti finanziati dall'UE; sottolinea che dovrebbe essere accordata un'attenzione particolare alle prestazioni degli strumenti finanziari che sono in grado di raggiungere importanti gruppi di destinatari come le PMI, le imprese innovative e le microimprese nel quadro dei programmi di finanziamento dell'Unione; ritiene che, a parte le istituzioni dell'Unione, anche gli Stati membri abbiano una responsabilità considerevole dal momento che l'80 % del bilancio è in regime di "gestione concorrente"; invita pertanto gli Stati membri a fare tutto il possibile per garantire una sana gestione finanziaria e una riduzione del numero di errori, nonché ad evitare ritardi nell'esecuzione dei programmi di cui sono responsabili; sottolinea che è necessario concentrarsi maggiormente sulla messa a punto di indicatori di realizzazione quantitativi e qualitativi adeguati per misurare le prestazioni e ottenere un quadro concreto degli effetti della spesa dell'UE nell'economia reale; invita tutti gli Stati membri a promuovere e porre in atto misure concrete per lottare attivamente contro la corruzione nelle gare e nell'aggiudicazione degli appalti;

30.  conferma il proprio sostegno al programma internazionale di ricerca e ingegneria ITER, e si impegna a garantirgli un finanziamento adeguato; è preoccupato, tuttavia, in relazione ai possibili ulteriori ritardi e costi aggiuntivi di tale programma, come pure alle relative potenziali ripercussioni sul bilancio dell'Unione; si rammarica pertanto di non aver potuto valutare il livello degli stanziamenti ITER per il 2016 in funzione del piano di pagamento e del calendario aggiornati; si aspetta che il piano rivisto sia incluso nell'elaborazione del progetto di bilancio per il 2017; chiede un meccanismo di rendicontazione atto a fornire un quadro chiaro dell'importo delle risorse finanziarie accordate al progetto internazionale e a consentire di valutare l'efficacia del loro utilizzo;

31.  ricorda che l'accordo finale sul QFP 2014-2020, quale sancito dall'articolo 2 del regolamento sul QFP, prevede un riesame obbligatorio del QFP, accompagnato da una proposta legislativa di revisione dello stesso entro la fine del 2016; sottolinea che lo scopo del riesame/revisione è di valutare il funzionamento qualitativo e quantitativo del QFP e affrontare le carenze sistemiche del bilancio dell'Unione, come anche di garantire che quest'ultima riceva risorse sufficienti per far fronte efficacemente alle crisi interne ed esterne, e finanziare nuove priorità politiche per la seconda metà del QFP attuale; sottolinea inoltre che il Consiglio dovrebbe rispondere alle aspettative sollevate dalle dichiarazioni e decisioni del Consiglio europeo; evidenzia a tale proposito che il Consiglio dovrebbe assumersi la responsabilità di garantire che siano messi a disposizione gli stanziamenti necessari per far fronte al finanziamento di nuovi compiti e a circostanze impreviste, anche attraverso una revisione verso l'alto dei massimali del QFP; si ripropone di adottare un approccio coerente in occasione dei negoziati sul bilancio 2017 e della revisione del QFP; esprime forti dubbi riguardo alla possibilità di finanziare le crisi in questione mantenendosi entro i limiti dell'attuale QFP; sottolinea altresì che la revisione del QFP nel 2016 rappresenta un'occasione per adeguare le sue risorse ed estendere la sua flessibilità interna;

32.  ribadisce che è favorevole alla necessaria riforma approfondita del sistema delle risorse proprie dell'Unione e attribuisce la massima importanza politica ai lavori del gruppo di alto livello sulle risorse proprie, istituito come parte dell'accordo QFP 2014-2020; si aspetta che la Commissione e il Consiglio accettino le conclusioni finali di detto gruppo previste per la fine del 2016, comprese eventuali nuove proposte di risorse proprie; ricorda che l'idea conduttrice della riforma delle risorse proprie è di rendere il versante delle entrate del bilancio dell'Unione più autonomo, nonché più stabile, semplice, equo, sostenibile e prevedibile, sollevando nel contempo i bilanci nazionali dall'onere di una spesa eccessiva e migliorando la trasparenza e la visibilità per i cittadini, senza aumentare l'onere fiscale globale gravante su questi ultimi; ritiene che, per avere un bilancio UE del tutto indipendente, sia necessario predisporre delle autentiche risorse proprie;

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33.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alla Corte dei conti europea.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(2) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) Testi approvati, P8_TA(2015)0407.
(5) GU L 48 del 24.2.2016.
(6)Cfr. l'allegato alla risoluzione legislativa del Parlamento del 25 novembre 2015 (Testi approvati, P8_TA(2015)0407).
(7)Cfr. l'allegato alla risoluzione legislativa del Parlamento dell'8 luglio 2015 (Testi approvati, P8_TA(2015)0263).
(8) http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/eeip/pdf/ip011_en.pdf
(9) http://ec.europa.eu/europe2020/pdf/2016/ags2016_annual_growth_survey.pdf
(10) Testi approvati, P8_TA(2015)0401.

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