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Procedura : 2014/2252(INI)
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Ciclo del documento : A8-0301/2015

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A8-0301/2015

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PV 11/04/2016 - 16
CRE 11/04/2016 - 16

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PV 12/04/2016 - 5.10
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P8_TA(2016)0103

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Martedì 12 aprile 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Relazioni annuali 2012 e 2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità
P8_TA(2016)0103A8-0301/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 12 aprile 2016 sulle relazioni annuali 2012 e 2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità (2014/2252(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"(1),

–  viste le modalità pratiche, convenute il 22 luglio 2011 fra i servizi competenti del Parlamento europeo e del Consiglio, per l'applicazione dell'articolo 294, paragrafo 4, del TFUE in caso di accordi in prima lettura,

–  vista la propria risoluzione del 4 febbraio 2014 sull'adeguatezza della regolamentazione dell'Unione europea e sulla sussidiarietà e la proporzionalità ("Legiferare meglio" – 19a relazione riguardante l'anno 2011)(2),

–  vista la propria risoluzione del 13 settembre 2012 sulla 18a relazione riguardante l'anno 2010 – "Legiferare meglio" – applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità(3),

–  vista la propria risoluzione del 14 settembre 2011 su una migliore legiferazione, sulla sussidiarietà, la proporzionalità e la normativa intelligente(4),

–  viste la relazione annuale 2012 in materia di sussidiarietà e proporzionalità della Commissione (COM(2013)0566) e la relazione annuale 2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità della Commissione (COM(2014)0506),

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla regolamentazione intelligente del 4 dicembre 2014,

–  viste le conclusioni della Conferenza dei presidenti dei parlamenti dell'Unione europea del 21 aprile 2015,

–  viste le relazioni semestrali della COSAC "on Developments in European Union Procedures and Practices Relevant to Parliamentary Scrutiny" (sugli sviluppi delle procedure e delle pratiche dell'Unione europea relative al controllo parlamentare) del 27 settembre 2012, del 17 maggio 2013, del 4 ottobre 2013, del 19 giugno 2014 e del 14 novembre 2014,

–  vista la relazione finale, del 14 ottobre 2014, del "High Level Group of Independent Stakeholders on Administrative Burdens" (gruppo ad alto livello di parti interessate indipendenti sugli oneri amministrativi), intitolata "Cutting Red Tape in Europe – Legacy and Outlook" (Alleggerire le formalità amministrative in Europa - Bilancio e prospettive)(5),

–  visti gli articoli 52 e 132 del proprio regolamento,

–  visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per il commercio internazionale, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per gli affari costituzionali(A8-0301/2015),

A.  considerando che nel 2012 la Commissione ha ricevuto pareri motivati riguardanti 83 proposte legislative; che il numero totale dei pareri pervenuti nel 2012 è stato di 292, inclusi i pareri che non avevano i requisiti per essere considerati pareri motivati;

B.  considerando che nel 2013 la Commissione ha ricevuto pareri motivati riguardanti 99 proposte legislative; che il numero totale dei pareri pervenuti nel 2013 è stato di 313, inclusi i pareri che non avevano i requisiti per essere considerati pareri motivati;

C.  considerando che nel 2012 i parlamenti nazionali hanno formulato 12 pareri motivati sulla proposta Monti II(6), per un totale di 19 voti (la soglia essendo di 18 voti), facendo così scattare per la prima volta il cosiddetto "cartellino giallo", che obbliga l'istituzione che ha presentato la proposta a riesaminarla e a motivare la decisione con cui ritira, modifica o mantiene la proposta;

D.  considerando che la Commissione ha ritirato la proposta Monti II, dichiarando tuttavia di considerarla conforme al principio della sussidiarietà e di ritirarla a causa dell'insufficiente appoggio alla proposta in seno al Parlamento europeo e al Consiglio(7);

E.  considerando che nel 2013 i parlamenti nazionali hanno formulato 13 pareri motivati sulla proposta per l'istituzione della Procura europea(8), per un totale di 18 voti, facendo così scattare per la seconda volta la procedura del cartellino giallo;

F.  considerando che la Commissione ha concluso che la proposta era conforme al principio di sussidiarietà e che non era necessario ritirarla né modificarla; che la Commissione ha dichiarato che avrebbe tenuto in debita considerazione i pareri motivati nel corso del processo legislativo(9);

G.  considerando che diversi parlamenti nazionali hanno espresso preoccupazione per l'impostazione della Commissione, giudicando insufficienti le motivazioni e le argomentazioni da essa addotte; che la commissione giuridica e la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo hanno tenuto discussioni su tale questione;

H.  considerando che nei successivi negoziati con il Consiglio riguardo al Procuratore europeo il campo d'applicazione e le metodologie di lavoro sono state ridotte rispetto alla proposta originaria sulla quale erano stati formulati i pareri motivati;

I.  considerando che, in virtù del suo diritto d'iniziativa, la Commissione ha la responsabilità di assicurare che le scelte appropriate circa l'opportunità di proporre un'azione a livello di UE e le modalità di tale proposta siano fatte in una fase precoce dello sviluppo delle politiche;

J.  considerando che la Commissione si sta accingendo a una revisione degli orientamenti per il processo della valutazione d'impatto, che prende in considerazione anche gli aspetti della sussidiarietà e della proporzionalità;

K.  considerando che il Parlamento ha istituito una propria Unità Valutazione d'impatto, la quale nel 2013 ha prodotto 50 analisi iniziali e due analisi dettagliate delle valutazioni d'impatto della Commissione;

L.  considerando che i parlamenti nazionali hanno osservato che quando s'introducono importanti e numerosi poteri delegati diventa difficile valutare adeguatamente se le norme finali rispetteranno il principio di sussidiarietà;

M.  considerando che il controllo della sussidiarietà e della proporzionalità, come pure la valutazione d'impatto, sono eseguiti soltanto all'inizio del processo legislativo;

1.  osserva che i principi di sussidiarietà e proporzionalità sono principi guida fondamentali per l'Unione europea;

2.  sottolinea che l'esercizio delle competenze dell'UE dovrebbe essere guidato dai principi di sussidiarietà e proporzionalità, come sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea; valuta positivamente il fatto che nel 2012 e nel 2013 il rispetto di questi due principi sia stato oggetto di attento controllo da parte delle istituzioni dell'UE e dei parlamenti nazionali;

3.  accoglie con favore la maggiore partecipazione e il più stretto coinvolgimento dei parlamenti nazionali nel processo legislativo europeo negli ultimi anni, il che ha condotto a un'accresciuta consapevolezza circa i principi su cui è fondata l'UE, ivi inclusi i principi di sussidiarietà e di proporzionalità nel contesto interistituzionale; rileva tuttavia che vi è ancora del lavoro da fare in questo campo; propone, come primo passo, che la Commissione s'impegni in un dibattito annuale con ciascun parlamento nazionale al fine di rafforzare il suo dialogo con tali parlamenti;

4.  ritiene inoltre che i principi di sussidiarietà e di proporzionalità rappresentano il punto di partenza per la formulazione delle politiche; sottolinea pertanto l'importanza di valutare all'inizio del processo legislativo se gli obiettivi politici possano essere conseguiti meglio a livello europeo piuttosto che attraverso iniziative nazionali o regionali;

5.  mette in rilievo l'importanza dei parlamenti e della loro incidenza sul territorio e vicinanza ai cittadini, e chiede che, ove opportuno, essi siano maggiormente coinvolti nel sistema di allerta precoce;

6.  rileva tuttavia che la maggior parte dei pareri dei parlamenti nazionali è presentata soltanto da un numero ridotto di camere nazionali; incoraggia le altre camere a partecipare di più al dibattito europeo;

7.  sottolinea che le istituzioni europee devono rispettare i principi di sussidiarietà e di proporzionalità sanciti dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea e dal protocollo n. 2 al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, principi che sono di carattere generale e che vincolano le istituzioni nell'esercizio delle competenze dell'Unione, fatta eccezione per i settori di competenza esclusiva dell'Unione stessa, nei quali il principio di sussidiarietà non è applicabile;

8.  ritiene che il meccanismo per la verifica del principio di sussidiarietà rivesta grande importanza per la cooperazione tra istituzioni europee e nazionali;

9.  osserva che le relazioni annuali preparate dalla Commissione hanno un carattere alquanto routinario e invita la Commissione a valutare la possibilità di preparare relazioni più approfondite riguardo al modo in cui il principio di sussidiarietà e di proporzionalità sono osservati nella definizione delle politiche dell'UE;

10.  prende atto della metodologia adottata dalla Commissione nelle relazioni annuali per il 2012 e il 2013, nelle quali si utilizzano statistiche che classificano i pareri motivati presentati dai parlamenti nazionali su un pacchetto di proposte come un unico parere motivato, anziché come un parere motivato per ciascuna delle singole proposte;

11.  osserva che, globalmente, la percentuale di pareri motivati sul totale dei pareri presentati è aumentata in modo significativo rispetto al 2010 e al 2011, e che nel 2012 i pareri motivati hanno rappresentato il 25% del totale, mentre nel 2013 hanno costituito il 30% dei pareri presentati dai parlamenti nazionali nel quadro della procedura del protocollo n. 2; rileva a questo proposito la consultazione dei parlamenti nazionali nel processo legislativo;

12.  sottolinea che il 2012 è stato l'anno in cui i parlamenti nazionali hanno fatto scattare per la prima volta la procedura cosiddetta del "cartellino giallo" riguardo al principio di sussidiarietà, il che è avvenuto in risposta alla proposta della Commissione per un regolamento sull'esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel quadro della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi (Monti II); nota che la Commissione, pur concludendo che non vi era stata violazione del principio di sussidiarietà, ha ritirato la proposta a causa dell'insufficiente sostegno politico; osserva che un secondo "cartellino giallo" è scattato nel 2013 sulla proposta della Commissione per un regolamento del Consiglio che istituisce la Procura europea (EPPO); prende atto che la Commissione ha concluso che la proposta rispetta il principio di sussidiarietà e ha deciso di mantenerla;

13.  osserva che i pareri motivati emessi dai parlamenti nazionali mettono in evidenza l'esistenza di diverse interpretazioni dei principi di sussidiarietà e proporzionalità; ricorda in questo contesto che il principio di sussidiarietà, quale formulato nei trattati, consente all'Unione di agire nei settori che non sono di sua competenza esclusiva soltanto "se e in quanto gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, né a livello centrale né a livello regionale e locale, ma possono, a motivo della portata o degli effetti dell'azione in questione, essere conseguiti meglio a livello di Unione"; ricorda altresì che, "in virtù del principio di proporzionalità, il contenuto e la forma dell'azione dell'Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati"; incoraggia i parlamenti nazionali ad essere fedeli alla lettera del TUE nel valutare il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità; raccomanda vivamente che i parlamenti nazionali e le istituzioni europee procedano a scambi di opinioni e prassi in materia di controllo della sussidiarietà e della proporzionalità;

14.  osserva che i pareri motivati presentati dai parlamenti nazionali variano notevolmente per quanto riguarda il tipo di argomentazioni sollevate e la forma; si duole dell'assenza di modelli comuni, che rende più difficile valutare su quale base i parlamenti nazionali intervengono;

15.  ricorda le perplessità manifestate in precedenti relazioni dal Parlamento riguardo a casi in cui l'aspetto della sussidiarietà non era stato adeguatamente trattato nelle valutazioni d'impatto elaborate dalla Commissione; ricorda inoltre che tale problema è stato sollevato nelle relazioni annuali del comitato per la valutazione d'impatto; rileva che tale comitato ha ritenuto che in più del 30% delle valutazioni d'impatto da esso esaminate nel 2012 e nel 2013 l'analisi del principio di sussidiarietà fosse insoddisfacente; è preoccupato del fatto che nel 2014 tale percentuale è salita al 50%, e sollecita la Commissione ad affrontare questo problema nella sua revisione degli orientamenti per le valutazioni d'impatto e a invertire la tendenza;

16.  rimarca l'importanza delle valutazioni d'impatto quale ausilio alle decisioni nel processo legislativo e sottolinea in tale contesto la necessità di tenere in debita considerazione le questioni relative alla sussidiarietà e alla proporzionalità;

17.  sottolinea che valutazioni d'impatto esaustive, che valutino in modo approfondito il rispetto della sussidiarietà, sono essenziali per accrescere la fiducia dei cittadini, i quali spesso considerano il principio di sussidiarietà un aspetto fondamentale del processo democratico; mette pertanto in rilievo il fatto che controlli di sussidiarietà rafforzati potrebbero essere considerati uno strumento importante per ridurre il cosiddetto "deficit democratico";

18.  ribadisce l'invito, contenuto nella sua summenzionata risoluzione del 14 settembre 2011, a ricorrere a valutazioni d'impatto nazionali per integrare quelle effettuate dalla Commissione – la cui riforma è in corso di discussione – a supporto della normativa proposta; ritiene che le unità per la valutazione d'impatto create di recente dal Parlamento offriranno utili complementi al lavoro della Commissione;

19.  esprime delusione per la risposta della Commissione ai parlamenti nazionali nei casi in cui si è arrivati al "cartellino giallo"; ritiene necessario che la Commissione risponda in modo esauriente a ogni perplessità sollevata dai parlamenti nazionali, e individualmente nell'ambito di un dialogo in aggiunta agli eventuali pareri pubblicati; considera altresì necessario che la Commissione europea si presenti dinanzi alla commissione o alle commissioni competenti del Parlamento europeo per spiegare in dettaglio la sua posizione;

20.  sottolinea che la procedura del "cartellino giallo", che è uno strumento per influenzare il processo decisionale dell'UE, potrebbe essere efficacemente rafforzata da uno scambio preliminare di informazioni sulle posizioni dei parlamenti nazionali; incoraggia pertanto questi ultimi a scambiarsi opinioni sui metodi di valutazione impiegati per verificare la conformità ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità e sulla portata di tale processo;

21.  ritiene che il dialogo politico sia sempre più importante per garantire il rispetto della sussidiarietà; considera auspicabile migliorare il dialogo politico non solo in caso di cartellino giallo o arancione, ma come regola generale; plaude a questo proposito all'impegno assunto dalla Commissione Juncker di presentarsi di fronte a un maggior numero di parlamenti nazionali, e chiede che il Parlamento europeo prenda in considerazione iniziative analoghe; ritiene che si potrebbero incoraggiare i relatori a rapportarsi più spesso con i parlamenti nazionali, specialmente grazie alla sempre maggior facilità ed efficacia di sistemi quali la videoconferenza e altri metodi di comunicazione online;

22.  sottolinea che le istituzioni europee e i parlamenti nazionali dovrebbero continuare ad adoperarsi per promuovere una "cultura della sussidiarietà" in tutta l'UE; raccomanda due iniziative specifiche che contribuiranno a migliorare da subito l'esame della sussidiarietà nel processo legislativo, e cioè facilitare una maggiore integrazione delle posizioni, delle prospettive o di altri suggerimenti formulati dai parlamenti nazionali nel dialogo politico, in particolare nel corso dei lavori preparatori come i libri verdi o bianchi prodotti dalla Commissione, e prendere in considerazione la possibilità di estendere il periodo per la consultazione dei parlamenti nazionali nell'ambito della verifica della sussidiarietà, qualora questi lo chiedano a causa di ristrettezze di tempo dovute a ragioni obiettive e giustificate, come calamità naturali o periodi di sospensione dei lavori parlamentari, estensione da concordare tra i parlamenti nazionali e la Commissione; ritiene che in una prima fase ciò potrebbe essere fatto attraverso un impegno politico concordato tra le istituzioni e i parlamenti nazionali, senza dar luogo a ritardi nell'adozione della legislazione in questione;

23.  è del parere che, se gli Stati membri concordano di estendere il termine concesso ai parlamenti nazionali per elaborare un parere motivato a norma dell'articolo 6 del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, si dovrebbe tenerne conto nella prossima revisione del trattato; osserva che tale periodo di proroga potrebbe quindi essere fissato anche nella legislazione secondaria;

24.  considera importante che la procedura del cartellino giallo sia facilmente applicabile per i parlamenti, riaffermando nel contempo il principio di sussidiarietà conformemente ai trattati;

25.  rileva che diversi parlamenti nazionali, in sede di COSAC, hanno espresso il loro interesse a proporre l'introduzione di un "cartellino verde", come strumento per migliorare il dialogo politico che darebbe ai parlamenti nazionali l'opportunità, dopo essersi assicurati il sostegno del Parlamento europeo, di formulare proposte costruttive da sottoporre all'esame della Commissione, nel dovuto rispetto del diritto d'iniziativa di quest'ultima;

26.  osserva che le proposte legislative possono subire cambiamenti radicali nel loro iter fino all'adozione da parte delle istituzioni; ricorda che la verifica del rispetto del principio di sussidiarietà avviene solo all'inizio e non alla conclusione del processo legislativo; ricorda inoltre che, più in generale, vengono redatte valutazioni d'impatto solo per le fasi iniziali e non per quelle finali del processo legislativo; sottolinea la necessità di una valutazione intermedia dopo l'avvio della procedura di adozione, nonché al termine del processo legislativo, prevedendo la possibilità, in determinati casi, di rivolgere un avvertimento agli Stati membri che non rispettino il principio di sussidiarietà;

27.  chiede pertanto che una nuova verifica della sussidiarietà e una valutazione completa dell'impatto siano intraprese alla conclusione dei negoziati legislativi e prima dell'adozione del testo definitivo, affinché possa essere garantito il rispetto del principio di sussidiarietà e si possano compiere valutazioni concernenti anche la proporzionalità; ritiene che un siffatto "periodo di riflessione" aiuterebbe i decisori politici a valutare la conformità della legislazione ai principi dell'Unione e aumenterebbe la trasparenza riguardo ai risultati di periodi di negoziazione spesso piuttosto intensa;

28.  prende atto degli obiettivi strategici della nuova Commissione per quanto riguarda le iniziative e le proposte legislative unionali: minimizzare il costo; apportare benefici a cittadini, imprese e lavoratori; evitare oneri normativi superflui;

29.  ritiene che i programmi nell'ambito del quadro finanziario pluriennale dovrebbero valutare e provare la conformità al principio di sussidiarietà in termini di valore aggiunto dimostrabile negli Stati membri beneficiari;

30.  invita la Commissione, conformemente ai principi di proporzionalità e di sussidiarietà, a semplificare la procedura per la richiesta di fondi UE, al fine di renderla più efficiente e orientata ai risultati;

31.  sottolinea il proprio impegno ad assicurare il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità mediante la valutazione delle proprie relazioni d'iniziativa legislativa, l'analisi ex ante delle valutazioni d'impatto della Commissione e la costante valutazione del potenziale valore aggiunto unionale e del "costo della non Europa";

32.  rileva le recenti discussioni sul tema della risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS) e le proposte della Commissione per sostituire il modello vigente; ricorda che l'articolo 3 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea stabilisce che la politica commerciale comune è un settore interamente di competenza esclusiva dell'Unione, che deve basarsi su principi uniformi; osserva pertanto che il principio di sussidiarietà non si applica alla politica commerciale comune;

33.  invita gli Stati membri a sbloccare la convenzione UNCITRAL sulla trasparenza nell'arbitrato tra investitori e Stato basato su trattati, affinché la Commissione possa firmare tale convenzione a nome dell'intera Unione; deplora l'attuale situazione, nella quale alcuni Stati membri sono parte della convenzione e altri non lo sono; ritiene che questo esempio sottolinei la necessità di maggiore chiarezza sotto tutti gli aspetti in merito alla portata della competenza esclusiva dell'Unione in materia di investimenti esteri diretti; ricorda che le politiche diverse attuate dagli Stati membri per quanto riguarda la protezione degli investimenti hanno portato alla situazione attuale in cui gli Stati membri sono parti di circa 1400 trattati bilaterali di investimento, con disposizioni talvolta diverse, il che può portare a differenze di trattamento degli investitori dell'UE all'estero, a seconda dell'origine dell'investimento in questione;

34.  chiede, in relazione all'assistenza finanziaria dell'UE ad altri paesi, in particolare l'assistenza macrofinanziaria, valutazioni d'impatto ex ante ed ex post più approfondite per quanto riguarda la proporzionalità delle misure proposte, affinché l'assistenza sia efficiente e realmente utile ai nostri partner in difficoltà; insiste sulla necessità di subordinare l'erogazione dell'assistenza alla condizionalità e di assicurare un adeguato controllo dell'utilizzo dei fondi che comprenda misure riguardanti la prevenzione e la lotta contro la frode e la corruzione, nonché sulla necessità di un esame dettagliato da parte del Parlamento; chiede una forte integrazione degli strumenti esterni dell'UE che combini il commercio, lo sviluppo e la politica estera e di sicurezza; sottolinea che gli Stati membri devono mostrare maggiore impegno a questo proposito;

35.  sottolinea l'estrema importanza di forme adeguate di consultazione e dialogo e di coinvolgimento dei cittadini, delle imprese (in particolare le PMI) e della società civile nel processo decisionale dell'UE in materia di politica commerciale;

36.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 321 del 31.12.2003, pag. 1.
(2) Testi approvati, P7_TA(2014)0061.
(3) GU C 353 E del 3.12.2013, pag. 117.
(4) GU C 51 E del 22.2.2013, pag. 87.
(5) http://ec.europa.eu/smart-regulation/refit/admin_burden/docs/08-10web_ce-brocuttingredtape_en.pdf
(6) Proposta di regolamento del Consiglio sull'esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel quadro della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi - (COM(2012)0130).
(7) Lettera del 12 settembre 2012 del Vicepresidente Šefčovič ai parlamenti nazionali.
(8) Proposta della Commissione per l'istituzione della Procura europea - (COM(2013)0534).
(9) Comunicazione del 27 novembre 2013 al Parlamento europeo, al Consiglio e ai parlamenti nazionali sul riesame della proposta di regolamento del Consiglio che istituisce la Procura europea per quanto riguarda il principio di sussidiarietà, a norma del protocollo n. 2 (COM(2013)0851).

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