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Procedura : 2015/2897(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0441/2016

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B8-0441/2016

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PV 13/04/2016 - 20
CRE 13/04/2016 - 20

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PV 14/04/2016 - 7.11
CRE 14/04/2016 - 7.11
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P8_TA(2016)0135

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Giovedì 14 aprile 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Relazione 2015 sulla Bosnia-Erzegovina
P8_TA(2016)0135B8-0441/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 14 aprile 2016 sulla relazione 2015 sulla Bosnia-Erzegovina (2015/2897(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra(1),

–  vista la domanda di adesione all'Unione europea presentata dalla Bosnia-Erzegovina il 15 febbraio 2016,

–  vista la decisione del Consiglio del 21 aprile 2015 con la quale si concludeva l'ASA con la Bosnia-Erzegovina,

–  visti le conclusioni del Consiglio europeo del 19 e 20 giugno 2003 sui Balcani occidentali e l'allegato dal titolo "Agenda di Salonicco per i Balcani occidentali: procedere verso l'integrazione europea",

–  viste le conclusioni del Consiglio del 16 marzo, del 12 ottobre e del 15 dicembre 2015 sulla Bosnia-Erzegovina,

–  vista la prima riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina, tenutasi a Sarajevo il 5-6 novembre 2015 e le prime riunioni del consiglio di stabilizzazione e di associazione e del comitato di stabilizzazione e associazione tra la Bosnia-Erzegovina e la UE tenutesi rispettivamente l'11 e il 17 dicembre 2015,

–  viste la dichiarazione finale del presidente del vertice dei Balcani occidentali, tenutosi a Vienna il 27 agosto 2015, e le raccomandazioni delle organizzazioni della società civile per il vertice di Vienna 2015,

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 novembre 2015 intitolata "La strategia di allargamento dell'UE" (COM(2015)0611), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Bosnia and Herzegovina 2015 Report" (SWD(2015)0214),

–  visto l'impegno scritto a favore dell'integrazione nell'UE adottato dalla Presidenza della Bosnia-Erzegovina il 29 gennaio 2015 e approvato dall’Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina il 23 febbraio 2015, nonché il programma di riforme 2015-2018 per la Bosnia-Erzegovina, adottato da tutti e tre i livelli di governo nel mese di luglio 2015,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul paese, tra cui le sue risoluzioni del 9 luglio 2015 sulla commemorazione dei fatti di Srebrenica(2) e del 17 dicembre 2015 sul 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton(3),

–  vista la conferenza sul "Futuro europeo della Bosnia-Erzegovina - 20 anni dopo l'accordo di pace di Dayton-Parigi", tenutasi presso il Parlamento europeo il 9 dicembre 2015,

–  vista l'attività svolta da Cristian Dan Preda come relatore permanente sulla Bosnia-Erzegovina della commissione per gli affari esteri,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'UE ribadisce il proprio impegno nei confronti della prospettiva europea della Bosnia-Erzegovina e della sua integrità, sovranità e unità territoriale;

B.  considerando che l'adesione all'UE è un processo inclusivo, che richiede un consenso sul programma di riforme; che i cittadini della Bosnia-Erzegovina devono essere posti al centro delle riforme istituzionali, economiche e sociali;

C.  considerando che l'UE ha avviato un nuovo approccio per la Bosnia-Erzegovina affinché il paese possa compiere progressi nei confronti dell'UE e affrontare le straordinarie sfide socio-economiche e dello Stato di diritto, consentendo in questo modo al paese di prepararsi alla futura adesione; che, a seguito di detto approccio, l'ASA è entrato in vigore il 1° giugno 2015;

D.  considerando che è indispensabile un meccanismo di coordinamento efficace sulle tematiche dell'UE tra i vari livelli di governo al fine di garantire una migliore interazione con l'UE, facilitare l'allineamento, l'attuazione e l'applicazione delle normative dell'UE, favorendo l'esito positivo della domanda di adesione all'UE della Bosnia-Erzegovina; che il Consiglio dei ministri (CdM) della Bosnia-Erzegovina ha adottato la "Decisione relativa a un sistema di coordinamento nel processo di integrazione europea in Bosnia-Erzegovina" il 26 gennaio 2016; che i progressi relativi al coordinamento sulle questioni UE prepareranno il terreno affinché la Bosnia-Erzegovina benefici pienamente dei finanziamenti UE;

E.  considerando che ci sono ancora 84 500 sfollati interni e un gran numero di rifugiati della Bosnia-Erzegovina nei paesi limitrofi, in tutta Europa e nel mondo;

F.  considerando che un forte sostegno politico è un fattore chiave per rendere più efficace l'assetto istituzionale del paese;

1.  accoglie con favore la prima relazione della Commissione sulla Bosnia-Erzegovina contenente una valutazione più positiva e ribadisce il suo impegno inequivocabile nei confronti della prospettiva europea del paese; invita le autorità a dar prova di determinazione nel perseguire le riforme istituzionali e socio-economiche, compresa la loro effettiva attuazione, e a compiere progressi costanti in direzione dell'UE; invita alla trasparenza nel processo di pianificazione e di attuazione delle riforme; accoglie con favore il piano d'azione comune dello Stato e delle entità per attuare il programma di riforme 2015-2018, e chiede un'attuazione armonizzata per conseguire un reale cambiamento, visibile in tutto il paese, e migliorare la vita di tutti i cittadini della Bosnia-Erzegovina;

2.  accoglie con favore la presentazione della domanda di adesione all'UE da parte della Bosnia-Erzegovina il 15 febbraio 2016; invita il Consiglio a valutarla alla prima occasione utile e a trasmetterla senza indugio alla Commissione al fine di avviare l'elaborazione del parere;

3.  accoglie favorevolmente l'adozione da parte del CdM della Bosnia-Erzegovina, il 26 gennaio 2016, di una decisione che istituisce un meccanismo di coordinamento sulle questioni relative all'UE e, il 9 febbraio 2016, della posizione di negoziato per l'adeguamento dell'ASA in seguito all'adesione della Croazia all'UE; ricorda che, insieme ai progressi significativi nell'attuazione del programma di riforma, tali elementi sono necessari affinché l'UE valuti come credibile la domanda di adesione; chiede che le posizioni delle entità sul meccanismo di coordinamento adottato vengano armonizzate senza indugio e incoraggia la cooperazione fra tutte le parti interessate per migliorarlo ulteriormente; chiede una sua rapida attuazione e sollecita una collaborazione costruttiva sulle questioni europee; sottolinea che questo meccanismo è indispensabile per un efficiente processo decisionale nel processo di adesione all'UE; accoglie con favore le concrete consultazioni iniziali, a livello parlamentare, ai fini della piena attuazione del meccanismo di coordinamento, e incoraggia vivamente l'ulteriore intensificazione di tali riunioni tra gli attori istituzionali; insiste nuovamente sull'adeguamento delle concessioni commerciali accordate nell'ambito dell'ASA; ritiene che la piena attuazione dell'ASA, ivi incluso il suo adeguamento, sia un elemento importante dell'impegno della Bosnia-Erzegovina nei confronti dell'UE e uno dei prerequisiti per l'approvazione della sua candidatura all'adesione; raccomanda che la Bosnia-Erzegovina si impegni altresì con gli Stati membri dell'UE per quanto concerne i suoi progressi verso l'UE;

4.  ribadisce la necessità di portare avanti anche le riforme costituzionali, giuridiche e politiche che trasformerebbero la Bosnia-Erzegovina in uno Stato pienamente efficace, inclusivo e funzionale, garantendo l'uguaglianza e la rappresentanza democratica di tutti i suoi popoli costitutivi e di tutti i suoi cittadini, e garantendo che tutti i cittadini possano candidarsi, siano eleggibili e possano svolgere attività a tutti i livelli politici, in maniera paritaria e indipendentemente dalle loro origini etniche o religiose, in conformità con i principi espressi nella sua risoluzione precedente, includendo i criteri di Copenaghen, l'acquis dell'UE, le raccomandazioni formulate dalla Commissione di Venezia e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) nonché le pertinenti decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo; invita le autorità a promuovere attivamente i principi della legittima rappresentanza, del federalismo, del decentramento e della sussidiarietà, nonché i valori europei e l'importanza della prospettiva europea; invita le istituzioni dell'UE a partecipare attivamente agli sforzi finalizzati alla ricerca di una soluzione sostenibile nei confronti dell'ordinamento costituzionale della Bosnia-Erzegovina;

5.  esorta i leader politici e religiosi ad astenersi dalla divisiva retorica nazionalistica e secessionista che polarizza la società e a portare avanti il dialogo politico e le attività volte al reciproco rispetto, al consenso e alla cooperazione tra i rappresentanti politici legittimi tutelando l'eterogeneità della sua società; invita tutti i cittadini a fare proprie la riconciliazione e la cooperazione, che sono prerequisiti fondamentali per soddisfare la prospettiva europea;

6.  sottolinea il ruolo importante che le organizzazioni di base della società civile svolgono nel processo di costruzione della pace e di riconciliazione, e in particolare la partecipazione dei giovani al dialogo e agli scambi interculturali, nonché alla sfera politica; prende atto del contributo significativo che gli attivisti culturali, gli artisti, gli scrittori e gli accademici apportano alla promozione del dialogo e alla comprensione tra gruppi sociali diversi; sollecita la promozione dell'istruzione ai fini della democrazia, dei diritti fondamentali e della cittadinanza in Bosnia-Erzegovina;

7.  prende atto dell'annuncio del Presidente della Repubblica Srpska (RS) relativo al rinvio del referendum previsto nella RS sul sistema giudiziario a livello statale della Bosnia-Erzegovina; si rammarica, tuttavia, che tale decisione non sia stata approvata dall'Assemblea nazionale della RS; chiede di abbandonare del tutto l'idea di un referendum, in quanto rappresenta una sfida per la coesione, la sovranità e l'integrità del paese e rischia di minare gli sforzi per migliorare la situazione socio-economica di tutti i cittadini della Bosnia-Erzegovina e compiere ulteriori progressi sul fronte dell'integrazione europea; sottolinea che eventuali carenze del sistema giudiziario della Bosnia-Erzegovina dovrebbero essere affrontate in uno spirito di cooperazione piuttosto che attraverso iniziative unilaterali, nel quadro ampliato del dialogo strutturato sulla giustizia; ricorda che l'accordo di Dayton non riconosce alla RS un diritto di secessione;

8.  è profondamente preoccupato per le dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Interni della Repubblica Srpska per quanto concerne il futuro addestramento di unità speciali di polizia della RS nella Federazione russa, il rafforzamento della cooperazione, in particolare in merito allo scambio di informazioni, e l'intenzione di acquistare attrezzature militari russe; invita le autorità della RS a non perseguire una politica estera e di sicurezza indipendente suscettibile di compromettere la politica a livello statale;

9.  accoglie con favore l'entrata in vigore dell'ASA e il fatto che il comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione sia stato il primo organismo comune costituito su tale base; esprime tuttavia profondo rammarico per il fatto che esso non sia riuscito ad adottare il proprio regolamento a causa dei tentativi di introdurre il veto etnico nelle disposizioni di votazione del comitato; ricorda che l'ASA richiede l'adozione del regolamento e che la sua mancata adozione costituisce una violazione diretta dell'attuazione dell'ASA; esorta la delegazione bosniaca ad adoperarsi costruttivamente e senza indugio per quanto riguarda l'adozione del regolamento in occasione della prossima riunione del comitato; accoglie con favore le prime riunioni del consiglio di stabilizzazione e di associazione tra la Bosnia-Erzegovina e l'UE tenutesi l'11 dicembre 2015;

10.  deplora il fatto che la corruzione, compresa quella ai massimi livelli, continui ad essere diffusa e che gli impegni politici non si siano tradotti in risultati concreti; resta preoccupato per la debolezza del quadro giuridico e istituzionale nel combattere la corruzione che consente di perseguire pratiche di corruzione impunemente e per l'esiguo numero di condanne definitive nei casi di corruzione; invita a migliorare i risultati relativi all'efficacia delle indagini e delle azioni penali nei casi di corruzione ad alto livello che coinvolgono politici, funzionari di alto livello e istituzioni di regolamentazione, anche nel quadro degli appalti pubblici e della privatizzazione; plaude all'adozione della strategia e del piano d'azione 2015-2019 contro la corruzione e sollecita lo stanziamento di risorse di bilancio sufficienti per la sua attuazione; chiede il rafforzamento significativo della cooperazione tra le agenzie a livello nazionale; sollecita l'istituzione di apposite strutture prevenzione e monitoraggio della corruzione e l'adozione di documenti strategici per la prevenzione della corruzione a tutti i livelli di governo; sollecita l'attuazione integrale e senza indugio delle raccomandazioni formulate dal GRECO;

11.  sottolinea che un sistema giudiziario funzionante e stabile è di fondamentale importanza per assicurare lo Stato di diritto nel paese e per l'ulteriore progresso della Bosnia-Erzegovina verso l'UE; è preoccupato per l'aumento della pressione sul sistema giudiziario da parte degli attori politici; afferma l'urgente necessità di rafforzare l'indipendenza della magistratura in Bosnia-Erzegovina; esprime preoccupazione in particolare per i casi di interferenze politiche nei procedimenti giudiziari, la politicizzazione delle procedure di nomina nella magistratura, il protrarsi della frammentazione in quattro diversi sistemi giuridici e la mancanza di un sistema efficace e obiettivo per valutare e le qualità professionali dei giudici; accoglie con favore l'aggiornamento della strategia di riforma del settore giudiziario per il periodo 2014-2018 e chiede un piano d'azione per la sua attuazione il quale sia fortemente incentrato sugli sforzi di armonizzazione in tutto il paese; ritiene fondamentale garantire un sistema giudiziario più professionale, indipendente e responsabile, compresa l'applicazione sistematica di criteri oggettivi per le nomine; accoglie con favore il protocollo firmato dai ministri della Giustizia a livello di entità e a livello statale con l'obiettivo di riformare il sistema giudiziario nazionale, il Consiglio giudiziario superiore e il Consiglio delle procure; accoglie con favore la nomina di difensori civici, ma esprime preoccupazione per le continue difficoltà finanziarie e in termini di risorse umane incontrate dall'ufficio del difensore civico; chiede che venga adottata rapidamente la legge sulla riforma del difensore civico;

12.  continua ad esprimere preoccupazione per il fatto che l'accesso al patrocinio gratuito rimane molto limitato; sollecita le autorità competenti ad adottare una legge sul patrocinio gratuito a livello statale come prerequisito per garantire un accesso alla giustizia equo, efficace e non discriminatorio; ritiene che l'attuazione di una tale legge sia fondamentale per rafforzare la fiducia dei cittadini nello Stato di diritto;

13.  condanna fermamente la legge ancora vigente sull'ordine pubblico nella RS che mina i diritti democratici fondamentali della libertà di riunione, della libertà di associazione e della libertà dei media; sollecita la piena attuazione della legge sulla libertà di accesso alle informazioni, in quanto ancora irregolare e spesso limitata dal diritto alla privacy e dalla tutela degli interessi commerciali delle aziende che collaborano con i governi, privando così i cittadini di mezzi di ricorso efficaci da utilizzare quando le informazioni sono negate; elogia l'adozione di modifiche al codice penale della Bosnia-Erzegovina che adegua le sue disposizioni in materia di tortura, sparizione forzata e stupro agli standard internazionali; sollecita le autorità ad includere i reati elencati nel protocollo addizionale alla Convenzione internazionale sulla criminalità informatica nel codice penale;

14.  ritiene importante migliorare la cooperazione tra i parlamenti a livello di Stato, delle entità e del distretto di Brčko e organizzare riunioni congiunte tra di loro; prende atto degli impegni assunti nel quadro del gemellaggio parlamentare e sollecita l'urgente attuazione delle raccomandazioni risultanti, così come l'operatività del quadro concordato per la cooperazione; accoglie con favore, a tale riguardo, la firma del "Concetto del meccanismo di cooperazione dei parlamenti in Bosnia-Erzegovina in attività legate al processo di integrazione europea"; chiede miglioramenti del coordinamento generale con le assemblee cantonali;

15.  prende atto del ruolo svolto dalla commissione parlamentare mista per la sicurezza e la difesa nel garantire il controllo democratico sulle forze armate della Bosnia-Erzegovina; manifesta preoccupazione per la diffusa presenza di armi detenute illegalmente dalla popolazione e per le grandi scorte di munizioni e armi ancora sotto la responsabilità delle forze armate; elogia i progressi compiuti dalle forze armate nello smaltimento delle munizioni più instabili e la costruzione di capacità sostenibili per gestire il resto delle scorte; sollecita l'adozione di un approccio globale alle sfide che ancora restano aperte per quanto riguarda lo sminamento del paese entro il 2019; invita la Commissione e la VP/HR a incrementare il contributo per queste attività;

16.  esorta i membri del gruppo di lavoro per la preparazione delle modifiche alla legge elettorale della Bosnia-Erzegovina a garantire che le modifiche alla legge creino le basi per elezioni veramente democratiche come espressione della sovranità; sottolinea che le elezioni democratiche non possono tenersi se non è possibile esercitare costantemente una vasta gamma di altri diritti umani e libertà fondamentali senza discriminazioni in base a etnia, religione, sesso, opinione politica o di altra natura, patrimonio, nascita o altro status, e senza limitazioni arbitrarie e irragionevoli;

17.  ritiene che la frammentazione della pubblica amministrazione, la sua politicizzazione e lo scarso coordinamento delle politiche ostacolino le riforme istituzionali e legislative e abbiano un impatto sull'offerta di servizi pubblici ai cittadini; invita le autorità competenti a tutti i livelli a potenziare la pianificazione politica a medio termine e a sviluppare un quadro strategico globale di riforma della pubblica amministrazione a livello nazionale, nonché un programma di gestione delle finanze pubbliche, in linea con i principi europei per la pubblica amministrazione identificati dall'OCSE / SIGMA per i candidati all'adesione all'UE;

18.  riconosce che l'agricoltura è un settore economico chiave per la Bosnia-Erzegovina, in quanto circa il 20 % della popolazione della Bosnia-Erzegovina fa affidamento direttamente o indirettamente sul settore; accoglie con favore, quindi, i progressi compiuti nel campo della sicurezza alimentare e della politica veterinaria e la decisione della Commissione di approvare l'esportazione verso l'UE di latte e prodotti lattiero-caseari della Bosnia-Erzegovina; incoraggia maggiori sforzi per allineare il sistema di controllo veterinario e fitosanitario ufficiale agli standard europei e creare le necessarie strutture istituzionali che permettano l'uso dello strumento di aiuto preadesione per lo sviluppo rurale; invita il governo a sostenere la creazione di un ministero statale dell'agricoltura e ad accompagnare la strategia di sviluppo;

19.  esprime preoccupazione per gli insufficienti meccanismi di cooperazione tra il governo e le organizzazioni della società civile, compresa la loro limitata capacità di partecipare al dialogo politico sul programma di riforme; ritiene essenziale migliorare il ruolo della società civile e coinvolgere i cittadini nel processo di adesione all'UE; rinnova la sua richiesta di istituire e attuare meccanismi di consultazione pubblica trasparenti e inclusivi; invita le autorità competenti a tutti i livelli a migliorare il pertinente quadro giuridico e finanziario, ad adottare una strategia nazionale in materia di organizzazioni della società civile e a garantire finanziamenti pubblici trasparenti a favore di queste ultime, onde promuovere una democrazia più partecipativa e inclusiva in tutto il paese; invita le OSC e gli attivisti a rafforzare in modo significativo le proprie capacità e strutture e ad impegnarsi con le autorità della Bosnia-Erzegovina, l'Unione europea e la comunità internazionale; invita questi ultimi organi ad assisterli in questi sforzi;

20.  prende atto dell'attuazione non coordinata della strategia 2014-2016 sulla lotta alla criminalità organizzata; sollecita l'adozione e l'attuazione di una nuova strategia e di un piano d'azione sul riciclaggio del denaro in linea con le raccomandazioni MONEYVAL; sottolinea la necessità di un approccio orientato alle vittime e una strategia multidisciplinare e globale di lotta al traffico di droga e di esseri umani; invita le autorità dell'Unione europea e della Bosnia-Erzegovina a lavorare insieme per combattere efficacemente la tratta degli esseri umani e a fornire protezione alle vittime; accoglie con favore l'adozione del piano d'azione 2016-2019 per la lotta alla tratta degli esseri umani nella Bosnia-Erzegovina, inclusa l'enfasi sui problemi connessi ai lavoratori migranti e all'accattonaggio forzato dei bambini, e ne chiede un'efficace attuazione; resta preoccupato per il grande volume di armi illegali in Bosnia, facilmente trasferite verso l'UE; invita le autorità competenti ad intensificare i loro sforzi per perseguire i commercianti e i contrabbandieri di armi e ad adoperarsi maggiormente per combattere la proliferazione incontrollata e il traffico illecito di armi, segnatamente leggere e di piccolo calibro, anche attraverso una più stretta cooperazione regionale e la cooperazione tra la Bosnia-Erzegovina e l'UE;

21.  invita le autorità a sviluppare un piano d'azione per l'attuazione della strategia 2015-2020 per quanto concerne la prevenzione e la lotta contro il terrorismo; chiede alle autorità di intensificare i loro sforzi per garantire in tutto il paese una cooperazione più efficace tra la polizia, l'intelligence e i servizi di sicurezza nella lotta contro il terrorismo e l’estremismo violento; chiede il rafforzamento della capacità antiterroristica della Bosnia-Erzegovina; sollecita le autorità competenti ad intraprendere maggiori sforzi nella lotta contro il finanziamento del terrorismo, compresa la creazione di un quadro giuridico per consentire il congelamento dei beni di gruppi terroristici; ritiene essenziale che le operazioni di sicurezza in Bosnia-Erzegovina siano coordinate e che i dati siano condivisi all'interno del paese; sottolinea l'importanza fondamentale di una più stretta cooperazione tra i servizi di sicurezza regionali e incoraggia un'ulteriore cooperazione in questo senso;

22.  sottolinea che la Bosnia-Erzegovina è stata gravemente colpita dal fenomeno dei combattenti stranieri e dalla radicalizzazione; esprime preoccupazione per la radicalizzazione tra i giovani e per il fatto che un numero alto di essi, rispetto ad altri paesi della regione, abbia aderito al Daesh; chiede la prosecuzione e il rafforzamento delle misure contro la radicalizzazione e il terrorismo; accoglie positivamente gli sforzi volti a rafforzare il dialogo interreligioso, inclusa la dichiarazione congiunta dei leader politici e religiosi che condanna il terrorismo e l'estremismo violento; accoglie con favore le prime sentenze emanate sui combattenti stranieri sulla base dei reati di finanziamento di attività terroristiche, istigazione pubblica di attività terroristiche, organizzazione del Daesh e adesione a quest'ultimo; chiede l'urgente sviluppo di efficaci programmi di deradicalizzazione e urgenti sforzi per offrire una migliore prospettiva economica ai giovani della Bosnia-Erzegovina, in linea con l'agenda positiva per la gioventù dei Balcani occidentali, dissuadendoli così dall'associarsi ad ideologie radicali ed estreme; incoraggia gli sforzi intesi a coinvolgere i media, la comunità accademica e la società civile nel contribuire alla sensibilizzazione nei confronti dei fattori di rischio che consentono alla radicalizzazione di trasformarsi in estremismo violento; incoraggia lo sviluppo di reti di sensibilizzazione nazionale e regionale al problema della radicalizzazione sulla base delle migliori pratiche e degli strumenti disponibili nella rete UE per la sensibilizzazione al problema della radicalizzazione; incoraggia una maggiore collaborazione con i servizi di sicurezza dei paesi dell'UE e vicini, anche sullo scambio di informazioni; incoraggia le operazioni di polizia svolte in tutta la Bosnia-Erzegovina, che hanno portato all'arresto di persone sospettate dell'organizzazione, del supporto e del finanziamento di attività terroristiche;

23.  rileva che il quadro giuridico e istituzionale per il rispetto dei diritti umani richiede miglioramenti sostanziali; chiede lo sviluppo di una strategia di lotta contro la discriminazione a livello nazionale in collaborazione con le OSC; esorta ancora una volta a includere nella legge anti-discriminazione una definizione chiara di identità di genere, orientamento sessuale, età e disabilità come motivi di discriminazione; chiede la sua efficace attuazione e un rafforzamento del ruolo del difensore civico per i diritti umani; manifesta preoccupazione per la discriminazione contro le persone con disabilità nel mondo del lavoro, nell'istruzione, nell'accesso all'assistenza sanitaria e nella fornitura di altri servizi; è preoccupato per la violenza dettata dall'odio, per l'istigazione all'odio e per l'aumento registrato per quanto riguarda le minacce nei confronti delle persone LGBT; incoraggia il governo ad affrontare questo problema anche mediante l'attuazione di azioni di sensibilizzazione sui diritti delle persone LGBT dirette alla magistratura, alle forze dell'ordine e al pubblico in generale; prende atto dei progressi significativi per quanto concerne il completamento del processo di iscrizione all'anagrafe dei rom ma resta preoccupato per le azioni limitati tese a migliorare la loro salute, l’istruzione e le prospettive di occupazione; esorta in particolare le autorità a combattere la discriminazione basata sul genere; esorta ad abrogare la norma sulla pena di morte nella Costituzione dell'entità della RS;

24.  deplora il fatto che non siano stati compiuti progressi per quanto riguarda l'attuazione dei casi Sejdić-Finch e Zornic, e ricorda che la Bosnia-Erzegovina continua a violare le pertinenti sentenze della CEDU; sottolinea ancora una volta che la loro mancata attuazione continua a costituire una discriminazione contro i cittadini della Bosnia-Erzegovina e può pertanto ostacolare il paese sul percorso verso l'adesione all'UE;

25.  chiede con forza che i casi di odio e di incitamento all'odio, anche per motivi etnici, nonché la diffusione di ideologie estremiste attraverso i social media, siano oggetto di indagini e provvedimenti più forti e adeguati; deplora che la Federazione rimanga l'unico paese nei Balcani occidentali in cui la sanzione del crimine motivato dall'odio non è regolamentata dalla legge penale e sollecita l'inserimento di una tale disposizione; invita, allo stesso modo, a inserire una disposizione contro l'incitamento all'odio nel codice penale di tutti i soggetti;

26.  ribadisce che la legge elettorale e il sistema elettorale devono fornire l'opportunità a tutti e tre i popoli costitutivi e a tutti gli altri cittadini di eleggere liberamente e autonomamente i propri rappresentanti politici legittimi nelle istituzioni e nelle autorità;

27.  sottolinea l'importante ruolo svolto dalla società civile nel proteggere e promuovere i diritti delle minoranze nel paese, nonché nel favorire l'armonia sociale e la tolleranza e nel rafforzare la comprensione dei benefici della diversità da parte delle persone; chiede una maggiore partecipazione della società civile nell'affrontare le sfide della divisione etnica, al fine di aiutare il paese ad avanzare verso l'UE; chiede un migliore coordinamento tra le autorità competenti e le OSC al fine di garantire una migliore applicazione della legge sulle minoranze;

28.  accoglie con favore l'adozione della strategia 2015-2018 per l'attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica; chiede l'urgente adozione e applicazione della strategia quadro per l'attuazione della Convenzione di Istanbul; è preoccupato in merito alla mancanza di un quadro giuridico globale a livello statale sulle aggressioni sessuali e di un adeguato meccanismo di risarcimento delle vittime; chiede alle autorità competenti di garantire l'idoneo finanziamento e una migliore normativa in materia di "case protette" e di stabilire un sistema armonizzato per il monitoraggio e la raccolta dei dati sui casi di violenza nei confronti delle donne; chiede inoltre che si compia ogni sforzo per rafforzare la partecipazione delle donne alla politica e all'occupazione, migliorarne la situazione socio-economica – soprattutto per quanto riguarda l'accesso al diritto al congedo e ai benefici di maternità – nonché promuovere, tutelare e rafforzare i diritti delle donne; esorta i governi a tutti i livelli a rafforzare la sensibilizzazione in merito a queste tematiche, con l'aiuto della società civile, affinché le donne si servano della tutela che la legge prevede;

29.  sottolinea il ruolo essenziale dell'istruzione nel creare e promuovere una società tollerante e inclusiva, nonché favorire la cooperazione e la coesione attraverso gli spartiacque culturali, religiosi ed etnici; rileva con preoccupazione il lento progresso compiuto nell'affrontare la questione delle "due scuole sotto un tetto" e altre forme di segregazione e discriminazione nelle scuole, e deplora che non si stia ancora sviluppando una comune offerta formativa di base; sollecita l'adozione di misure concrete per avviare la desegregazione del sistema educativo; sottolinea la necessità di sforzi significativi volti a migliorare l'efficienza del frammentato sistema educativo, garantendo nel contempo il diritto alle pari opportunità di istruzione in tutte le lingue ufficiali della BiH e il diritto di ogni comunità all'istruzione nella propria lingua; esorta le autorità a garantire l'efficace attuazione di principi inclusivi in materia di istruzione per quanto riguarda i bambini disabili;

30.  si compiace della partecipazione attiva della BiH alla Piattaforma dei Balcani occidentali in materia di istruzione e formazione, nonché della sua costante partecipazione ad Erasmus+ e alla Finestra dei giovani per i Balcani occidentali, che svolgono un importantissimo ruolo nella lotta contro gli assai elevati livelli di disoccupazione giovanile; accoglie con favore l'impegno della BiH a partecipare allo studio PISA dell'OCSE nel 2018; considera questo studio un utile strumento per discutere la qualità dell'istruzione e le necessarie riforme; elogia la volontà espressa da tutti i 13 ministeri dell'istruzione e da tutte le agenzie correlate di prendere parte a questo sforzo comune; invita la Commissione a prendere in considerazione l'opportunità di finanziare la partecipazione della BiH allo studio a titolo dei fondi preadesione;

31.  sottolinea che organi mediatici indipendenti e professionali costituiscono una delle componenti fondamentali di una prospera società democratica; esprime quindi preoccupazione in merito ai regressi nel settore della libertà di espressione, ai casi di pressione politica e di intimidazione dei giornalisti, fra cui l'assoggettamento di alcuni organi di stampa a fasulle ispezioni finanziarie e di altro tipo da parte delle autorità locali e nazionali, nonché in merito alla costante polarizzazione dei media lungo linee politiche ed etniche; invita le autorità competenti ad effettuare una indagine completa sugli attacchi nei confronti dei giornalisti e a creare un quadro giuridico per la loro protezione; sollecita inoltre un intervento urgente per garantire l'indipendenza politica, istituzionale e finanziaria dell'autorità regolamentare delle comunicazioni e garantire la trasparenza della proprietà dei media, colmando tutte le lacune legislative che ostacolano sistematicamente la piena trasparenza; rileva che l'attuazione di queste misure è indispensabile per garantire l'assenza di ogni indebita influenza politica; chiede un intervento per garantire il pluralismo dei media e la diffusione radiotelevisiva in tutte le lingue ufficiali; chiede inoltre che sia rafforzata l'indipendenza editoriale e la stabilità finanziaria delle emittenti del servizio pubblico, vista l'importanza dell'esistenza di un'emittente di servizio pubblico per l'unità della BiH; è preoccupato per il fatto che non vengono perseguiti gli attacchi informatici mirati contro i siti di informazione;

32.  si compiace dei progressi compiuti nel ridurre l'arretrato delle cause di crimini di guerra; rileva le preoccupazioni dell'ICTY in merito allo scarso seguito dato dalla procura dello Stato alle reiterate richieste di portare a termine le cause sui crimini di guerra; chiede una revisione della strategia nazionale in materia di crimini di guerra, una più efficace e migliore azione giudiziaria nei confronti degli atti di violenza sessuale compiuti in tempo di guerra e miglioramenti nella tutela delle vittime; chiede un intervento per garantirne il diritto a un effettivo risarcimento;

33.  prende atto di un qualche intervento e chiede maggiori progressi sul rientro sostenibile degli sfollati interni e dei rifugiati, compreso in materia di occupazione, istruzione, protezione sociale, restituzione dei beni e assistenza sanitaria a livello locale; ribadisce l'importanza di incoraggiare il loro rientro sostenibile nella BiH, in particolare nella Republika Srpska; invita tutti i livelli di governo a proteggerli e ad accelerare il processo del rientro, introducendo e applicando tutte le misure legislative e amministrative necessarie; chiede l'efficace applicazione della strategia rivista in merito all'allegato VII dell'accordo di pace di Dayton; esorta la Commissione a fornire adeguata assistenza finanziaria e di progetto che faciliterebbe tale processo; prende atto del numero tuttora elevato di scomparsi e chiede alle autorità competenti di avviare un'intensa cooperazione e di incrementare i propri sforzi per reperire le 7 019 persone tuttora disperse in seguito alla guerra; sottolinea la necessità di sviluppare ulteriormente approcci alternativi alla giustizia, prendendo anche le mosse dalla strategia dell'UNDP in merito alla giustizia di transizione; esorta le autorità della BiH ad investire cospicue risorse nei programmi interessati;

34.  rileva che, sebbene la ripresa e la ricostruzione postbelliche nella BiH abbiano conseguito ampi successi avvicinando il paese all'UE, permangono tuttora sfide in materia di sostenibilità del processo di riconciliazione; sottolinea pertanto l'importanza dell'istruzione sulla riconciliazione e la comprensione reciproca nella società;

35.  si compiace dell'aumento dell'occupazione ufficiale nonché dei primi passi adottati per rafforzare il coordinamento della politica e migliorare il clima delle imprese; nutre tuttora preoccupazione per quanto riguarda l'influenza dello Stato sull'economia, la qualità delle finanze pubbliche e l'elevato livello di dipendenza dai finanziamenti a titolo di prestiti internazionali, l'origine oscura degli investimenti internazionali e le difficili condizioni del mercato del lavoro; sottolinea l'esigenza di affrontare il tasso tuttora elevato della disoccupazione a lungo termine (27,6 %), fra cui una elevatissima disoccupazione giovanile (62,7 %), e l'ampia economia informale e di migliorare il funzionamento del mercato del lavoro;

36.  accoglie con favore l'adozione della nuova legislazione in materia lavorativa da parte delle due entità; deplora la mancanza di un'unificazione dello spazio economico unico che ostacola l'ambiente delle imprese; sollecita inoltre il miglioramento dell'ambiente delle imprese rafforzando lo Stato di diritto, semplificando l'applicazione dei contratti e lottando contro la corruzione; si rammarica che la Bosnia-Erzegovina non abbia sviluppato una strategia per le PMI a livello statale;

37.  sottolinea la necessità di riformare e armonizzare i sistemi di tutela sociale frammentati sulla base delle esigenze dei cittadini, al fine di fornire parità di trattamento per tutti; rileva che i diritti sindacali e del lavoro, comprese le leggi in materia di salute e sicurezza, sono ancora limitati, e sottolinea l'importanza di rafforzare e armonizzare ulteriormente queste leggi in tutto il paese;

38.  sollecita l'adozione di strategie settoriali a livello di paese in materia di trasporti, energia e ambiente; sottolinea che tali strategie sono necessarie, fra l'altro, per beneficiare pienamente dell'assistenza di preadesione UE;

39.  accoglie con favore la partecipazione della BiH all'iniziativa dei sei paesi dei Balcani occidentali; evidenzia l'importanza di due grandi progetti di investimento – "Stara Gradiška" e "Svilaj" – che faciliteranno il commercio, l'integrazione regionale e la crescita sostenibile; esorta le autorità a garantire la piena e rapida attuazione delle norme tecniche e di misure dolci nel settore dei trasporti che sono state concordate durante il vertice dei Balcani occidentali del 2015 a Vienna (ad esempio, allineare/semplificare le procedure di attraversamento delle frontiere, sistemi di informazione, regimi di manutenzione, disaggregazione e accesso di terzi alle reti) prima del prossimo vertice 2016 a Parigi;

40.  chiede che i risultati del censimento demografico e catastale siano pubblicati senza ulteriore indugio in quanto strumentali per la pianificazione economica e sociale; evidenzia inoltre che i dati del censimento 2013 saranno necessari per compilare il questionario che la BiH riceverà dalla Commissione;

41.  esorta le agenzie statistiche della BiH ad allineare le proprie statistiche agli standard Eurostat;

42.  è preoccupato in merito ai regressi nel campo della società dell'informazione; chiede l'urgente attuazione del passaggio verso il digitale; sollecita l'istituzione di un organismo di vigilanza per l'accreditamento della normativa in materia di commercio digitale e firma digitale a livello statale, visto che deve ancora essere attuata per la mancanza di questo organismo; sollecita le autorità competenti ad accelerare il buon esito dell'attuazione del 112, numero per le chiamate di emergenza europeo, che è stata decisa nel 2009;

43.  prende atto delle limitate misure e attività effettuate in materia di adattamento al cambiamento climatico e dei timidi passi compiuti per mettere a punto la rete Natura 2000 sulla protezione della natura; esorta le autorità competenti a stabilire un quadro giuridico armonizzato in materia di protezione dell'ambiente e azione climatica e a rafforzare la pianificazione e l'allineamento strategico con l'acquis in questi settori; esorta le autorità competenti a prevenire un eccessivo inquinamento atmosferico, in linea con gli standard ambientali dell'UE, compreso l'inquinamento provocato dalla raffineria petrolifera di Bosanski Brod; ribadisce la necessità che la BiH soddisfi pienamente i suoi obblighi per quanto riguarda la Convenzione sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero (Espoo, 1991) e il Protocollo sulla valutazione ambientale strategica (Kiev, 2003);

44.  invita il governo della Bosnia-Erzegovina a regolamentare e a monitorare lo sviluppo delle centrali idroelettriche nelle aree ecologicamente sensibili, nonché nelle aree protette e potenzialmente protette, e a mantenere l'integrità dei parchi nazionali esistenti, quali il parco nazionale Sutjeska e il parco nazionale Una; raccomanda di migliorare la qualità delle valutazioni di impatto ambientale affinché tengano conto delle norme dell'UE stabilite dalle direttive Uccelli e Habitat e dalla direttiva quadro sulle acque; incoraggia il governo della Bosnia-Erzegovina ad aumentare la trasparenza attraverso la partecipazione e la consultazione del pubblico nell'ambito dei progetti previsti insieme alle comunità locali, agli esperti scientifici e al settore civile;

45.  si congratula con la BiH che ha assunto la presidenza della Comunità dell'energia nel 2016; è tuttavia preoccupato per l'imposizione di sanzioni della Comunità dell'energia nei confronti della BiH; ribadisce il suo invito alla BiH ad adottare misure per collegare le infrastrutture energetiche dei paesi confinanti e ad onorare tutti i propri obblighi contrattuali previsti dal trattato sulla Comunità dell'energia;

46.  denuncia la legge sull'ordine pubblico e la pace adottata nella Republika Srpska nel febbraio 2015, che criminalizza gli interventi postati sui social media che disturbano l'ordine pubblico o che comportano un contenuto indecente, offensivo o insultante, in quanto ciò apre la strada a restrizioni giuridiche in materia di libera espressione online e di libertà dei media e potrebbe creare un'autocensura tra gli utenti dei social media;

47.  elogia il ruolo costruttivo e proattivo della BiH nel promuovere la cooperazione regionale; ritiene che la concreta cooperazione in settori di reciproco interesse possa contribuire alla stabilizzazione dei Balcani occidentali; accoglie con favore l'accordo sulle frontiere con il Montenegro; chiede ulteriori sforzi per risolvere le questioni bilaterali in sospeso, fra cui le questioni di demarcazione delle frontiere con la Serbia e la Croazia, e di affrontare le questioni legate all'inquinamento ambientale transfrontaliero; si compiace della prima sessione congiunta del Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina con il governo serbo svoltasi il 4 novembre 2015 a Sarajevo;

48.  si compiace dell'aumento del tasso di allineamento con le decisioni PESC, passato dal 52 al 62 %; ritiene necessario, alla luce della domanda di adesione all'UE presentata dalla BiH, coordinare in misura maggiore la politica estera alla PESC dell'UE;

49.  invita le autorità della BiH, nel quadro delle prossime elezioni locali, ad attuare le pertinenti raccomandazioni avanzate dagli osservatori internazionali e locali nonché dall'OSCE/ODIHR, al fine di garantire la credibilità e l'integrità del processo elettorale; sollecita le autorità a regolamentare in via d'urgenza le elezioni locali a Mostar;

50.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al VP/HR, al Consiglio, alla Commissione, alla Presidenza della BiH, al Consiglio dei ministri della BiH, all'Assemblea parlamentare della BiH, ai governi e ai parlamenti della Federazione della BiH e della RS nonché ai governi dei 10 cantoni.

(1) GU L 164 del 30.6.2015, pag. 2.
(2) Testi approvati, P8_TA(2015)0276.
(3) Testi approvati, P8_TA(2015)0471.

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