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Procedura : 2015/2225(INI)
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Ciclo del documento : A8-0174/2016

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A8-0174/2016

Discussioni :

PV 06/06/2016 - 18
CRE 06/06/2016 - 18

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PV 07/06/2016 - 5.14
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P8_TA(2016)0251

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Martedì 7 giugno 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Soluzioni tecnologiche per un'agricoltura sostenibile nell'UE
P8_TA(2016)0251A8-0174/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 7 giugno 2016 su soluzioni tecnologiche per un'agricoltura sostenibile nell'UE (2015/2225(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 11, 114, paragrafo 3, 168, paragrafo 1, e 191,

–  vista la decisione 2013/743/UE del Consiglio, del 3 dicembre 2013, che stabilisce il programma specifico di attuazione del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) — Orizzonte 2020 e abroga le decisioni 2006/971/CE, 2006/972/CE, 2006/973/CE, 2006/974/CE e 2006/975/CE(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) — Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 1982/2006/CE(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio(3),

–  visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE(4),

–  vista la direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 233/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo per il periodo 2014-2020(6),

–  visti il regolamento (CE) n. 870/2004 del Consiglio, del 24 aprile 2004 che istituisce un programma comunitario concernente la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura e che abroga il regolamento (CE) n. 1467/94(7) e la relazione della Commissione del 28 novembre 2013 dal titolo "Risorse genetiche in agricoltura – dalla conservazione all'uso sostenibile" (COM(2013)0838),

–  visto il regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati(8),

–  visto il memorandum d'intesa del 14 luglio 2014 tra la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti sulla cooperazione in agricoltura e lo sviluppo rurale nel periodo 2014-2020,

–  vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2014 sul futuro del settore orticolo in Europa – strategie per la crescita(9),

–  visto lo studio elaborato nel 2014 dal dipartimento tematico B: Politiche strutturali e di coesione – agricoltura e sviluppo rurale, dal titolo "Precision agriculture: An opportunity for EU farmers – potential support with the CAP 2014-2020" (Agricoltura di precisione: un'opportunità per gli agricoltori UE – possibilità di sostegno nel quadro della PAC 2014-2020),

–  visto lo studio effettuato nel 2013 dalla Valutazione delle opzioni scientifiche e tecnologiche (STOA), dal titolo "Opzioni tecnologiche per garantire l'approvvigionamento alimentare di dieci miliardi di persone",

–  vista la comunicazione della Commissione del 29 febbraio 2012 relativa al partenariato europeo per l'innovazione "Produttività e sostenibilità dell'agricoltura", (COM(2012)0079),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 febbraio 2012 dal titolo "L'innovazione per una crescita sostenibile: una bioeconomia per l'Europa" (COM(2012)0060),

–  vista la decisione della Commissione del 16 ottobre 2015 sull'istituzione di un gruppo ad alto livello di consulenti scientifici (C(2015)6946),

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 maggio 2015 dal titolo "Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell'UE" (COM(2015)0215),

–  vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2015 sui brevetti e la privativa per i ritrovati vegetali(10),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0174/2016),

A.  considerando che le nostre società sono confrontate a molteplici sfide nelle quali è coinvolta l'agricoltura e che esse devono fare la loro parte; che si stima altresì che la popolazione globale raggiungerà i 9,6 miliardi entro il 2050, il che significa che a quella data vi saranno circa 2,4 miliardi di persone in più rispetto a oggi;

B.  considerando che, in media, almeno un terzo degli alimenti prodotti – e in alcuni settori quasi la metà – viene sprecato e che uno dei modi più efficaci per soddisfare la domanda prevista senza esaurire le scarse risorse consiste nel ricorrere a soluzioni tecnologiche per aumentare la produzione, migliorare i mezzi di distribuzione e contrastare lo spreco alimentare;

C.  considerando la pressante richiesta di produrre maggiori quantitativi di alimenti che siano sicuri, sani e nutrienti per i cittadini dell'UE e del mondo intero per affrontare problemi come la malnutrizione, l'obesità, le malattie cardiovascolari, ecc.; che le rigorose norme dell'UE in materia di qualità dei prodotti alimentari sono riconosciute in tutto il mondo;

D.  considerando che esistono molte forme alternative di uso del terreno che sono in concorrenza con l'agricoltura, ad esempio l'urbanizzazione, l'industria, il turismo e le attività ricreative;

E.  considerando che le materie prime agricole offrono prospettive di crescita nel campo della chimica verde;

F.  considerando che l'innalzamento del livello di sostenibilità in agricoltura sta divenendo un obiettivo sempre più importante per gli operatori, date la necessita di contenere i costi per salvaguardare i redditi, da un lato, e di far fronte al depauperamento e al degrado delle risorse naturali (suolo, acqua, aria e biodiversità), dall'altro; che all'agricoltura è riconducibile il 70 % del consumo di acqua potabile nel mondo e che la disponibilità di acqua rappresenta già una grande limitazione per la produzione agricola, in alcune regioni dell'UE così come a livello mondiale; che l'utilizzo di acqua potabile nel settore agricolo può essere notevolmente ridotto applicando efficacemente moderne tecniche di irrigazione e coltivando seminativi adatti alle condizioni climatiche locali;

G.  considerando che i fertilizzanti azotati garantiscono rese elevate, ma che la loro produzione assorbe circa il 50 % dell'energia da combustibili fossili utilizzata nei sistemi di produzione agricola;

H.  considerando che, in base alle stime, la domanda mondiale di energia aumenterà del 40 % di qui al 2030 e che occorre ormai riflettere seriamente sul soddisfacimento di tale domanda attraverso una maggiore efficienza energetica e un mix energetico sicuro che includa le fonti rinnovabili; che la ricerca ha dimostrato che le catene agroalimentari più corte possono ridurre il consumo di energia, con benefici in termini di costi e ambiente;

I.  considerando che ogni anno fino al 40 % dei raccolti va perduto, a livello mondiale, a causa di parassiti e malattie delle piante e che si prevede che tale percentuale aumenterà significativamente negli anni a venire; che occorre intervenire, anche mediante l'adozione di approcci sistemici e l'adeguamento degli attuali modelli di produzione, per evitare che essa salga ulteriormente, e che il cambiamento climatico contribuisce alla perdita dei raccolti e provoca la comparsa di nuovi parassiti e nuove malattie delle piante;

J.  considerando che il riscaldamento globale sta generando eventi meteorologici estremi che provocano siccità o inondazioni, con danni ingenti per le popolazioni colpite e gravi rischi per la loro sicurezza alimentare; che la resilienza ai cambiamenti climatici di ecosistemi agrari biologicamente e strutturalmente può contribuire a ridurre tale rischio;

K.  considerando che il potenziale genetico delle colture dell'UE non è sfruttato sistematicamente nelle aziende agricole europee, i cui livelli di produzione sono stati stazionari negli ultimi anni;

L.  considerando che la diversità e la qualità delle risorse fitogenetiche sono cruciali per la resilienza e la produttività agricola, e rappresentano quindi un fattore determinante per l'agricoltura a lungo termine e la sicurezza alimentare;

M.  considerando che il superamento del "divario in termini di resa agricola" costituisce un problema particolare per l'agenda di ricerca in materia di agricoltura sostenibile;

N.  considerando che l'agricoltura di precisione comporta il ricorso all'automazione e ad altre tecnologie intese a migliorare la precisione e l'efficienza delle pratiche fondamentali di gestione agricola mediante l'utilizzo di approcci sistemici per raccogliere e analizzare i dati e ottimizzare le interazioni tra condizioni atmosferiche, suolo, acqua e colture, e che essa è volta in ultima analisi a ridurre l'utilizzo di pesticidi, fertilizzanti e acqua, migliorando nel contempo la fertilità dei suoli e ottimizzando le rese;

O.  considerando che la scienza del suolo dimostra che i terreni sani e vivi nutrono e proteggono le colture grazie alla presenza di specie benefiche che le difendono da patogeni e parassiti, oltre a fornire alle colture nutrienti e acqua ricevendo in cambio zuccheri dagli essudati radicali delle piante; che le pratiche agricole possono incidere negativamente sulla qualità biologica, chimica e fisica dei terreni, con conseguenze come l'erosione del suolo, la degradazione delle sue strutture e la perdita di fertilità;

P.  considerando che i vantaggi delle tecnologie innovative non dovrebbero essere limitati a un solo tipo di pratica agricola, bensì essere applicabili a tutti i tipi di attività agricole, dall'agricoltura convenzionale a quella biologica, dall'allevamento ai seminativi, dalle attività su piccola scala a quelle su grande scala;

Q.  considerando che il numero delle sostanze attive antiparassitarie è stato ridotto del 70% tra il 1993 e il 2009, mentre è aumentata la presenza nell'Unione europea di focolai di organismi nocivi; che i processi di approvazione, compresi i criteri per definire le sostanze attive e quelli relativi alle nuove sostanze che costituiscono un'alternativa ai prodotti fitosanitari, stanno diventando sempre più complessi per l'agricoltura e i cittadini dell'UE; che è necessario ovviare con urgenza alla mancanza di sostanze attive per gli usi minori;

R.  considerando che l'insufficienza di soluzioni per proteggere le colture speciali mette a repentaglio la qualità, la diversità e la produzione sostenibile delle colture alimentari nell'UE, con effetti diretti stimati in oltre un miliardo di EUR, tra cui perdite di produzione e costi aggiuntivi per gli agricoltori;

S.  considerando che i cicli a breve termine a livello delle priorità politiche e di finanziamento della ricerca possono pregiudicare le competenze, l'infrastruttura e l'innovazione in agricoltura e che occorrerebbe privilegiare un efficace trasferimento dei risultati della ricerca dai laboratori agli agricoltori e a programmi di ricerca incentrati sul miglioramento della sostenibilità dell'agricoltura, riducendo i costi di produzione e aumentando la competitività;

Agricoltura di precisione (AP)

1.  osserva che il settore agricolo ha sempre fatto ricorso a nuovi modelli e nuove pratiche imprenditoriali, tra cui nuove tecniche e metodi di produzione, per aumentare la produzione e adeguarsi a nuove realtà e all'evolvere delle circostanze; sottolinea che i servizi ecosistemici, ad esempio i cicli dei nutrienti, hanno un'importanza centrale per l'agricoltura e che alcune funzioni, come il sequestro del carbonio, vanno al di là della produzione di alimenti;

2.  è convinto che l'innovazione abbia il potenziale per contribuire a realizzare un'agricoltura sostenibile nell'UE e ritiene che le tecnologie AP siano particolarmente importanti per continuare a progredire, ma riconosce i limiti che ostacolano la sua adozione generalizzata, tra cui la sua affidabilità e gestibilità, la scarsa conoscenza di detta tecnologia e il suo livello di adattabilità ad aziende agricole di tutti i tipi e di tutte le dimensioni;

3.  ritiene che i principi alla base dell'agricoltura di precisione siano in grado di generare importanti benefici per l'ambiente, di incrementare i redditi agricoli, razionalizzare l'utilizzo delle macchine agricole e migliorare notevolmente l'efficienza delle risorse, incluso l'uso dell'acqua irrigua; incoraggia dunque la Commissione a promuovere politiche atte a incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie di agricoltura di precisione per tutti i tipi di aziende agricole, a prescindere dalle loro dimensioni e dalla loro produzione, sia essa colturale o zootecnica;

4.  evidenzia l'esigenza particolare che il processo di innovazione nell'AP risolva il problema del "costo elevato" dello sviluppo e utilizzo di alcune tecnologie AP e che gli agricoltori e gli operatori dell'intera catena di approvvigionamento siano attivamente coinvolti nella messa a punto di tali tecnologie, onde garantire chiari benefici a livello di aziende agricole e aiutare queste ultime a divenire più resilienti;

5.  è convinto che lo sviluppo economico e la produzione sostenibile non si escludano a vicenda e siano raggiungibili attraverso l'innovazione; sottolinea la necessità di sostenere l'innovazione nel campo della tecnologia e della governance assicurando coerenza normativa, chiarezza e opportunità imprenditoriali ed esorta la Commissione a garantire che, in occasione dei prossimi riesami e delle prossime riforme della legislazione pertinente, si tenga esplicitamente conto dell'innovazione; evidenzia che l'agricoltura europea è in grado di fornire prodotti di elevata qualità e ad alto valore aggiunto nonché di elaborare soluzioni redditizie e basate sulla conoscenza, al fine di nutrire una popolazione mondiale in crescita e con maggiori esigenze;

6.  invita l'industria, la Commissione e gli Stati membri a lavorare in partenariato per migliorare le prestazioni e l'adattabilità della robotica e delle altre tecnologie AP, di modo che i finanziamenti a favore della ricerca siano utilizzati in modo efficace nell'interesse dell'agricoltura e dell'orticoltura;

7.  invita inoltre l'industria a cogliere le opportunità offerte dall'innovazione per sviluppare capacità in materia di AP che siano accessibili a tutti, rafforzando così la posizione delle persone con disabilità, promuovendo l'uguaglianza di genere e ampliando il patrimonio di competenze e le possibilità di occupazione nelle comunità rurali;

8.  si compiace dell'inclusione della robotica AP nel programma di lavoro Orizzonte 2020 per il 2016-2017 pubblicato di recente, ma deplora che le proposte previste da questo invito non richiedano un approccio basato su una pluralità di soggetti, il che potrebbe tradursi in un'esclusione degli agricoltori da sviluppi innovativi; sottolinea che l'AP consente di ridurre almeno del 15 % l'utilizzo delle risorse; incoraggia la diffusione dell'agricoltura di precisione, che offre nuovi approcci per la gestione delle aziende agricole nella loro globalità, come i macchinari dotati di tecnologia GPS/GNSS e i sistemi aerei a pilotaggio remoto (SAPR);

Big data e informatica

9.  fa notare che il settore agricolo, come tutti gli altri settori economici, sta attraversando un processo di cambiamento ; evidenzia che è stato possibile sviluppare l'agricoltura moderna solo accettando i progressi scientifici e tecnologici, e che allo stesso modo i progressi in campo digitale offrono la possibilità di un ulteriore sviluppo del settore agricolo;

10.  sottolinea che la raccolta e l'analisi delle grandi serie integrate di dati hanno la potenzialità di stimolare l'innovazione in agricoltura e sono particolarmente utili per affrontare e sviluppare una catena alimentare efficiente e sostenibile che vada a beneficio degli agricoltori, dell'economia, dei consumatori e dell'ambiente; invita la Commissione e gli Stati membri a eliminare le barriere che ostacolano l'integrazione dei sistemi TIC complessi e frammentati, stimolando gli investimenti e coprendo i costi di formazione, nonché a rendere maggiormente accessibili le strutture necessarie per il settore agricolo;

11.  si compiace dei progressi realizzati dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) a favore dell'agricoltura di precisione; ritiene che il satellite Sentinel 2B dell'ESA, in orbita a fine 2016, potrebbe fornire una visione più precisa della copertura delle coltivazioni e delle foreste, permettendo di attuare in maniera più efficace le politiche agricole, di razionalizzare l'uso delle risorse e di ottimizzare i periodi per la raccolta; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere l'utilizzo dei sistemi satellitari;

Gestione del terreno, dell'acqua e dei nutrienti

12.  riconosce che il degrado del suolo costituisce un limite importante alla produzione agricola e chiede che siano fissati obiettivi più ambiziosi e compiuti maggiori sforzi per migliorare le pratiche di gestione idrica e del terreno, in particolare alla luce del cambiamento climatico; accoglie con favore lo sviluppo delle tecnologie CTF (Controlled Traffic Farming), che consentono di ridurre i danni subiti dal suolo a causa dello sfruttamento eccessivo del terreno, e si compiace inoltre dei recenti sforzi intesi a integrare tecnologie di telerilevamento ad alta risoluzione nell'agricoltura biologica; incoraggia la Commissione a quantificare i vantaggi apportati da tali nuove tecnologie per l'ambiente e la produzione e a garantire un trasferimento delle informazioni, delle conoscenze e delle tecnologie;

13.  chiede che gli agricoltori siano inclusi nella concezione, nella prova e nella diffusione delle tecniche di mappatura dei nutrienti dei terreni onde contribuire a migliorarne l'efficacia;

14.  si rammarica del fatto che l'efficacia dell'utilizzo dei nutrienti nell'UE sia molto limitata e sottolinea che occorre adottare misure per un utilizzo più efficace di azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), al fine di ridurre il loro impatto ambientale e migliorare al contempo la produzione alimentare e di energia; sollecita una ricerca mirata (e la sua applicazione) nell'ottica di migliorare il monitoraggio dell'efficienza dei nutrienti e l'ulteriore ottimizzazione delle tecniche di applicazione a dosaggio variabile;

15.  concorda sul fatto che lo sviluppo di nuove tecnologie e di pratiche agricole innovative potrebbe contribuire in maniera significativa a ridurre l'utilizzo di prodotti fitosanitari, fertilizzanti e acqua, nonché a contrastare l'erosione del suolo;

Diversità genetica

16.  ritiene che la perdita di diversità genetica registrata nel secolo scorso minacci la sicurezza dell'alimentazione umana e animale e pregiudichi le politiche UE in materia di agricoltura sostenibile, protezione della biodiversità e strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici; ritiene che le monocolture e l'assenza di rotazioni delle colture sia un fattore importante che ha determinato tale perdita; ritiene che tutte le varietà vegetali e le specie animali, compresi gli ecotipi e i loro affini selvatici e semiselvatici, come pure le varietà antiche o pioniere, siano essenziali per mantenere la diversità genetica, i programmi di selezione e la produzione di alimenti sani, nutrienti e sufficienti;

17.  è dell'avviso che la regolamentazione dell'UE dovrebbe consentire agli agricoltori e ai selezionatori di fare il miglior uso di tali risorse genetiche per tutelare la biodiversità e promuovere l'innovazione nello sviluppo di nuove varietà; sottolinea che la normativa dell'UE dovrebbe sempre puntare a non compromettere tali processi innovativi evitando di imporre eccessivi oneri amministrativi ad agricoltori e selezionatori;

18.  sottolinea l'esigenza di un maggior dialogo tra le banche genetiche, gli enti di ricerca e selezione vegetale pubblici e privati, gli utenti finali e tutti gli altri attori coinvolti nella conservazione e nell'uso di risorse genetiche, al fine di rafforzare la resilienza e far fronte alle sfide dell'agricoltura sostenibile in tutta Europa;

19.  evidenzia il precedente sostegno fornito dalla DG Agricoltura e sviluppo rurale (AGRI) e dalla DG Ricerca e innovazione (RTD) alle attività di conservazione delle risorse genetiche, ad esempio la rete europea di conservazione dei semi delle piante spontanee (ENSCONET), ma chiede che i prossimi programmi continuino a sostenere le attività di conservazione genetica delle colture e del patrimonio zootecnico, in particolare l'uso sul campo delle risorse genetiche mediante misure a livello di aziende agricole;

20.  sottolinea l'importanza di aprire la conservazione delle risorse genetiche a una più ampia varietà di specie vegetali e animali e di garantire che i finanziamenti destinati alla ricerca in questo ambito diano luogo a miglioramenti tecnologici applicabili all'agricoltura e all'orticoltura;

21.  invita la Commissione a presentare proposte per la strategia europea per la salvaguardia della varietà genetica nell'agricoltura prevista dalla misura 10 della "strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020";

22.  riconosce l'esigenza di utilizzare in maniera responsabile raccolte di germoplasma onde identificare e caratterizzare i tratti per l'efficienza dell'utilizzo delle risorse, la resistenza ai parassiti e alle malattie e altri attributi che conferiscano una migliore qualità e resilienza; ritiene che a tal fine sia necessario porre un maggiore accento sulla fenotipizzazione che rappresenta una particolare strozzatura per molte colture;

23.  rileva che il modo più efficace per mantenere la diversità genetica in agricoltura è mediante un uso in vivo; osserva che dei tre criteri D.U.S. (distinguibilità, uniformità e stabilità) applicati ai cataloghi di sementi ufficiali dell'UE, l'Uniformità e la Stabilità non sono caratteristiche naturali nei vegetali geneticamente diversi; osserva che l'adattamento al cambiamento climatico dipende da un'elevata variazione genetica; prende atto della concentrazione sempre maggiore dei mercati delle sementi e della minore variazione per varietà; promuove il ruolo svolto dai sistemi e dagli scambi di sementi nell'agricoltura per conferire titolarità agli agricoltori e riconosce la selezione partecipativa come una lunga tradizione di innovazione nelle comunità rurali;

24.  riconosce la necessità di mantenere e utilizzare le risorse genetiche per la sicurezza alimentare a lungo termine e ampliare la base genetica dei moderni programmi di selezione vegetale e animale; riconosce che le aziende dedite all'agricoltura biologica si trovano ad affrontare una carenza di nuove varietà che siano resistenti agli organismi nocivi e alle malattie e che possano essere coltivate senza utilizzare prodotti fitosanitari; sostiene il concetto della condivisione dell'accesso e dei vantaggi, ma sollecita un'applicazione del protocollo di Nagoya, a norma del regolamento (UE) n. 511/2014, e del regolamento di attuazione (UE) 2015/1866, affinché i selezionatori non siano scoraggiati dalla complessità e dai costi derivanti dall'utilizzo di materiale spontaneo per introdurre nuove caratteristiche come la resistenza ai parassiti e alle malattie, la qualità nutrizionale e la resilienza ambientale; osserva che ciò dovrebbe avvenire senza esautorare le comunità rurali che nel corso degli anni hanno mantenuto le specie e selezionato le varietà;

25.  ritiene che sia essenziale mantenere e sviluppare il rendimento delle razze locali, data la loro capacità di adattamento alle caratteristiche dell'ambiente da cui provengono, e rispettare il diritto degli agricoltori di selezionare i vegetali autonomamente nonché di conservare e scambiare sementi di specie e varietà diverse, al fine di garantire la diversità genetica dell'agricoltura europea

26.  riconosce la necessità di sostenere rotazioni appropriate delle colture che continuino a essere redditizie per gli agricoltori; sottolinea inoltre la necessità di mantenere una serie di strumenti atti alla protezione di un'ampia gamma di colture, oltre alle risorse genetiche; osserva che l'assenza di tali strumenti influirà molto negativamente sulla diversità delle colture che possono essere prodotte in maniera redditizia;

Selezione di precisione

27.  sostiene l'esigenza di un costante progresso nella selezione innovativa mediante l'applicazione di tecniche sicure e testate volte a incrementare non solo la gamma delle caratteristiche di resistenza ai parassiti e alle malattie nelle colture, ma anche la gamma di materiale grezzo alimentare con caratteristiche nutrizionali e benefiche per la salute presente sul mercato;

28.  ritiene che sia importante garantire un sostegno costante allo sviluppo e all'utilizzo di futuri strumenti tecnologici grazie ai quali, nell'ambito della selezione, sia possibile affrontare efficacemente le sfide future a livello sociale;

29.  ritiene sia tempo che la Commissione pubblichi la relazione definitiva del gruppo di lavoro "Nuove tecnologie" e utilizzi le sue risultanze scientifiche come base per chiarire, tra l'altro, lo status giuridico delle tecniche di selezione attualmente all'esame, avvalendosi di solide analisi giuridiche nelle sue decisioni;

30.  incoraggia un dialogo aperto e trasparente fra tutti i portatori di interesse e il pubblico sullo sviluppo responsabile di soluzioni innovative di alta precisione per i programmi di selezione, compresi i relativi rischi e benefici; osserva che ciò renderà necessario adoperarsi per promuovere, tra gli agricoltori e il pubblico generale, una maggiore consapevolezza quanto alle nuove tecnologie e una migliore comprensione delle stesse; invita la Commissione a garantire che i consumatori e gli agricoltori dispongano di conoscenze adeguate riguardo alle tecnologie di selezione nuove ed emergenti, onde garantire che possa aver luogo un dibattito pubblico aperto e informato al riguardo;

31.  esprime preoccupazione per la recente decisione della commissione di ricorso allargata dell'Ufficio europeo dei brevetti (UEB) del 25 marzo 2015 nei procedimenti G2/12 e G2/13;

Prodotti fitosanitari

32.  sottolinea l'urgente esigenza di rivedere l'attuazione del quadro regolamentare per i prodotti fitosanitari e sviluppare un sistema di valutazione e approvazione coerente, efficiente, prevedibile, basato sul rischio e scientificamente solido; ritiene importante ridurre il più possibile la dipendenza degli agricoltori dai pesticidi e osserva che la produzione di alimenti e mangimi si colloca in un contesto competitivo e internazionale; considera importante sviluppare prodotti fitosanitari che siano efficienti in termini di costi, sicuri da utilizzare ed ecologici;

33.  accoglie con favore le iniziative REFIT del programma di lavoro della Commissione per il 2016 che impegnano l'UE ad effettuare una valutazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 e del regolamento (CE) n. 396/2005; sottolinea, che il processo REFIT non deve condurre a un indebolimento delle norme in materia di sicurezza alimentare e protezione ambientale;

34.  invita la Commissione a inserire nella sua relazione al Parlamento e al Consiglio opzioni di modifica e miglioramento dell'attuale legislazione, in particolare per quanto riguarda il funzionamento del riconoscimento reciproco delle autorizzazioni e del processo di valutazione zonale;

35.  pone in evidenza la preoccupazione per il fatto che il sistema di autorizzazioni zonale non funzioni correttamente a causa del persistente ricorso a metodi di autorizzazione obsoleti a livello nazionale e invita la Commissione ad armonizzare i sistemi di approvazione per garantire il riconoscimento reciproco dei prodotti negli Stati membri nelle zone definite dal regolamento (CE) n. 1107/2009;

36.  accoglie con favore la gestione integrata delle specie nocive – Rete dello spazio europeo di ricerca (IPM-ERANET) e la nuova piattaforma di coordinamento per gli "usi minori", ma ritiene che la piattaforma potrebbe essere sfruttata meglio contemplando la ricerca e l'innovazione nell'ottica di affrontare la mancanza di soluzioni per la protezione delle colture per usi minori e colture di specialità;

37.  evidenzia l'importanza di valutare in maniera trasparente gli impatti delle sostanze attive nell'ottica di garantire un'agricoltura sostenibile in linea con il diritto dell'UE, nonché di valutare in maniera esauriente i rischi e i pericoli associati all'uso dei prodotti, e rammenta che occorre avvalersi del principio di precauzione quando il grado di incertezza è troppo elevato per garantire la salute pubblica o assicurare buone condizioni agricole e ambientali;

38.  invita la DG Salute e sicurezza alimentare (SANTE) a stabilire criteri chiari per la definizione delle sostanze attive a basso rischio ai fini dello sviluppo e dell'utilizzo di pesticidi a basso rischio, tenendo comunque presente l'evoluzione delle conoscenze scientifiche e garantendo il conseguimento degli obiettivi in materia di salute e protezione ambientale, nonché ad adoperarsi affinché si disponga dei dati sulla sicurezza relativi ai criteri applicati per tutte le potenziali sostanze a basso rischio;

39.  è dell'avviso che le sostanze a basso rischio, incluse le alternative non chimiche ai prodotti fitosanitari, quali la lotta biologica, dovrebbero essere prioritarie ai fini della valutazione da parte degli Stati membri designati come relatori e dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), al fine di contribuire a soddisfare gli obiettivi della direttiva 2009/128/CE in materia di difesa integrata e utilizzo sostenibile dei pesticidi, in particolare per l'utilizzo del prodotto su colture minori e di specialità;

40.  sottolinea che gli agricoltori devono poter disporre di più strumenti per proteggere le colture e per scegliere le misure più efficaci a tal fine; incoraggia pertanto un maggior uso di varie alternative ai pesticidi tradizionali, tra cui i biopesticidi, nell'ambito della difesa integrata, e chiede maggiori sforzi volti a sviluppare alternative che siano più efficienti sotto il profilo dei costi, sostenendo la ricerca sul campo nonché ulteriori dimostrazioni in merito ad alternative non chimiche e a misure e pesticidi a basso rischio che siano maggiormente ecocompatibili;

41.  osserva che i controlli biologici costituiscono metodi di protezione delle colture basati sull'uso di organismi vivi o sostanze naturali e potrebbero ridurre l'impiego di pesticidi tradizionali e contribuire a una migliore resilienza vegetale;

42.  invita la Commissione a presentare un piano d'azione e a istituire un gruppo di esperti al fine di ottenere un sistema di difesa integrata maggiormente sostenibile; sottolinea il potenziale di una difesa antiparassitaria che migliori l'interazione tra le attività di selezione vegetale, i sistemi di difesa naturale e l'uso dei pesticidi;

43.  deplora la lentezza con cui gli Stati membri e la Commissione procedono, rispettivamente, all'attuazione e alla valutazione della difesa integrata e della direttiva 2009/128/CE;

Sviluppo delle competenze e trasferimento delle conoscenze

44.  riconosce che lo sviluppo delle tecnologie legate all'agricoltura richiede una moltitudine di competenze e conoscenze specialistiche che presuppongono un approccio interdisciplinare e che comprendono, fra l'altro, la botanica e la zoologia generali, le scienze ambientali, la fisiologia e l'ingegneria;

45.  deplora la crescente scarsità di competenze in numerose di queste professioni e invita gli Stati membri a lavorare in partenariato con l'industria, gli istituti di ricerca e altri portatori di interesse nella progettazione dei loro prossimi programmi di sviluppo rurale, compresi i partenariati europei per l'innovazione (PEI), onde identificare le opportunità per sostenere lo sviluppo di competenze e il trasferimento di conoscenze in questi settori, anche mediante formazioni e tirocini per i giovani agricoltori e i nuovi soggetti che si affacciano al settore;

46.  invita il settore delle tecnologie agricole a migliorare il coordinamento e l'integrazione delle dimostrazioni in sede di azienda nonché il ricorso alle dimostrazioni e a monitorare le aziende al fine di condividere le migliori pratiche a livello regionale, nazionale ed europeo attraverso i programmi, le iniziative o le risorse attualmente disponibili o utilizzandone di nuovi;

47.  riconosce il potenziale che offrono l'agricoltura di precisione e l'integrazione delle tecnologie digitali per rendere l'agricoltura più attrattiva agli occhi dei giovani e creare nuove possibilità di lavoro e di crescita nelle zone rurali; è del parere che gli investimenti nello sviluppo di tali tecnologie possano favorire il ricambio generazionale nell'agricoltura;

Priorità in materia di ricerca e finanziamento

48.  riconosce le sfide a lungo termine associate all'agricoltura e all'orticoltura sostenibili e chiede alla Commissione e agli Stati membri di mettere a punto un piano di investimenti a lungo termine che assegni la priorità a un approccio settoriale e assicuri la continuità dei fondi per la ricerca di base e applicata; invita altresì la Commissione e gli Stati membri a migliorare la formazione di specialisti nell'agricoltura sostenibile e a garantire la possibilità di consultare esperti;

49.  ritiene che tale piano debba includere soluzioni efficaci in termini di costi ed essere applicabile ai piccoli produttori, alle zone rurali e alle regioni ultraperiferiche e di montagna; evidenzia che gli agricoltori sono i primi custodi dell'ambiente in Europa e devono poter accedere costantemente all'innovazione e alla ricerca per poter produrre alimenti, mangimi e altri prodotti in maniera sostenibile ed efficace in termini di costi, salvaguardando nel contempo l'ambiente per le future generazioni e accrescendo la biodiversità e i servizi di ecosistema;

50.  si compiace dei progressi compiuti nella ricerca applicata negli ultimi anni, ma chiede che siano profusi maggiori sforzi per garantire il trasferimento delle conoscenze agli utenti finali e coinvolgere gli agricoltori e gli altri utilizzatori delle tecnologie e dei prodotti agricoli, comprese le piccole aziende agricole;

51.  chiede un rafforzamento del partenariato europeo per l'innovazione a favore di un'agricoltura competitiva e sostenibile contemplato dal secondo pilastro della PAC, allo scopo di creare partenariati tra soggetti innovativi compresi tutti gli agricoltori, e in particolare quelli di piccole dimensioni, più lontani dai centri decisionali europei;

52.  rileva che negli Stati membri in cui è fatto un uso intelligente dei partenariati pubblico-privato si è registrato un maggiore passaggio verso la ricerca applicata e un maggiore coinvolgimento degli utilizzatori finali;

53.  ritiene essenziale che la Commissione e gli Stati membri sviluppino progetti incentrati sullo sviluppo di pratiche agricole e di varietà colturali più efficienti in termini di risorse, comprese le varietà specializzate a livello locale, allo scopo di garantire la salvaguardia e il miglioramento della fertilità del suolo e dello scambio di nutrienti, data soprattutto la crescente scarsità di acqua e di talune componenti fondamentali di fertilizzanti, come i fosfati; chiede alla Commissione di assegnare la priorità agli investimenti nell'economia circolare e nelle pratiche agricole intelligenti sotto il profilo climatico, prevedendo incentivi adeguati ai finanziamenti nella ricerca e nella diffusione dei relativi risultati tra gli agricoltori; sottolinea che i vantaggi della coltivazione acquaponica, del ciclo dei nutrienti di tipo chiuso, dell'agroecologia, compresa l'agrosilvicoltura, dell'agricoltura conservativa, della gestione forestale sostenibile, del sapropel, delle filiere corte dei mangimi, dell'allevamento a pascolo e della produzione a basso impiego di risorse dovrebbero essere adeguatamente valutati, divulgati e incentivati;

54.  ritiene altresì essenziale che la Commissione e gli Stati membri sviluppino progetti innovativi per ottenere prodotti non alimentari e servizi (bioeconomia, energie rinnovabili, ecc.) allo scopo di sviluppare un'industria agricola più efficace sotto il profilo delle risorse (migliore sfruttamento dell'acqua, dell'energia, dei concimi e dei mangimi, ecc.) e più autonoma;

55.  rileva che in gran parte dell'UE, i centri di istruzione, formazione e innovazione in agricoltura, indipendenti o finanziati dallo Stato, sono diminuiti o non rispondono adeguatamente agli approcci interdisciplinari in settori emergenti come l'ingegneria agricola; riconosce che in alcuni Stati membri gli agricoltori hanno qualifiche ancora limitate, il che rende difficoltoso l'accesso alle nuove tecnologie e il loro utilizzo, e invita pertanto la Commissione a elaborare un piano europeo di investimenti nell'istruzione e nella formazione in materia di agricoltura a livello tecnico o superiore;

56.  accoglie con favore il partenariato europeo per l'innovazione su "Produttività e sostenibilità dell'agricoltura" (PEI-AGRI), avviato di recente, che ha lo scopo di stabilire un collegamento tra la ricerca e le pratiche agricole e invita la Commissione a svolgere un ruolo attivo nel favorire il coordinamento, a livello nazionale e transfrontaliero, per promuovere un'agenda innovativa esplicitamente legata a Orizzonte 2020 e garantire l'adeguato trasferimento di conoscenze agli utenti finali;

57.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi maggiormente per sensibilizzare l'opinione pubblica sul valore dell'agricoltura nell'UE e a sviluppare centri transeuropei per l'innovazione agricola che dimostrino le nuove tecnologie innovative, l'agricoltura sostenibile, la sicurezza e la sovranità alimentari e garantiscano un accesso adeguato ad esse;

58.  sottolinea che le attività di tali centri dovrebbero permettere l'accesso alle nuove tecnologie non solo per l'agricoltura sostenibile, ma anche per lo sviluppo rurale sostenibile, operando all'interno delle comunità, delle PMI rurali, delle cooperative e delle organizzazioni di produttori; sottolinea che tali attività dovrebbero essere trasparenti e aperte al pubblico in generale e agli agricoltori e che dovrebbero seguire un approccio intersettoriale, promuovendo il dialogo tra i settori che potrebbero essere colpiti in modo diverso dall'innovazione;

59.  esorta la Commissione a garantire che, accanto alle innovazioni tecnologiche e scientifiche, le tecniche e le imprese agricole tradizionali possano continuare a prosperare, in quanto rappresentano un fattore di immensa ricchezza e diversità culturale, rurale, storica e turistica e assicurano la sussistenza di numerosi piccoli agricoltori europei in una grande varietà di regioni;

60.  invita gli Stati membri a sfruttare meglio gli strumenti finanziari creati a norma del Memorandum d'intesa congiunto tra la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti per quanto riguarda l'agricoltura e lo sviluppo rurale per il periodo 2014-2020;

61.  sottolinea il valore aggiunto associato a tali strumenti soprattutto in termini di effetti leva e di garanzie ai prestiti volti a stimolare l'attuazione dell'agenda in materia di ricerca per l'agricoltura sostenibile e le foreste, fra cui la sfida della società n. 2 di Orizzonte 2020; fa riferimento in particolare alla loro utilità per ridurre il fabbisogno di investimenti e i rischi per gli agricoltori che intendano adottare tecnologie e metodi costosi di agricoltura di precisione;

Tenere l'Europa al centro dello sviluppo scientifico e dell'innovazione

62.  rileva che le zone rurali così come le regioni ultraperiferiche e di montagna sono le più esposte ai cambiamenti climatici reali e potenziali, il che le rende meno attraenti e maggiormente esposte allo spopolamento e all'invecchiamento della popolazione; riconosce che l'agricoltura deve potersi adattare per rispondere alle circostanze in mutamento ricorrendo a tutte le soluzioni tecnologiche disponibili per garantire un impiego maggiormente sostenibile delle superfici agricole;

63.  osserva che l'uso di tecnologie moderne nell'agricoltura e un settore più ampio dell'uso del suolo possono permettere a tali settori di contribuire realmente agli sforzi di mitigazione dei cambiamenti climatici globali; sottolinea in tale contesto la necessità di ampliare la definizione di "agricoltura produttiva" e di sostenere e rispettare appieno i terreni agricoli che forniscono beni pubblici per la mitigazione dei cambiamenti climatici e il sequestro del carbonio, comprese le attività agroecologiche;

64.  ritiene essenziale preservare i terreni agricoli nelle aree come le zone montane e periferiche dell'Unione, e sostiene tutte le azioni volte a garantire che soprattutto le aziende agricole di piccole dimensioni presenti in tali zone abbiano accesso a tecnologie di punta adeguate alle loro esigenze;

65.  ritiene essenziale che una regolamentazione dell'UE ragionevole, orientata alla sicurezza dei consumatori e alla protezione della salute e dell'ambiente, basata su dati scientifici indipendenti e sottoposti alla valutazione tra pari, consenta ai prodotti agricoli dell'Unione di essere competitivi e attraenti sul mercato interno e sui mercati mondiali, e chiede che tale principio continui ad essere applicato;

66.  rileva in particolare l'elevato costo, il lungo orizzonte temporale e l'incertezza commerciale e legale che caratterizzano l'immissione sul mercato di nuove tecnologie e prodotti sostenibili in base alle attuali regolamentazioni dell'UE; osserva che tali elementi sono ancora più evidenti nelle regioni ultraperiferiche, nelle zone rurali remote, nelle aree svantaggiate e nelle zone montane;

67.  esorta la Commissione a valorizzare e migliorare tutte le peculiarità delle regioni ultraperiferiche, mettendo a punto progetti pilota nel campo dell'innovazione tecnologica e scientifica intesi a ridurre il loro svantaggio naturale e, date le ridotte dimensioni, la difficoltà di tali regioni ad accedere agli ultimi sviluppi scientifici e tecnologici e a utilizzarli;

68.  invita la Commissione a migliorare il proprio quadro regolamentare in linea con i principi del "Legiferare meglio" per garantire procedure decisionali tempestive, efficienti ed efficaci, il che contribuirebbe allo sviluppo tecnologico nell'UE;

69.  esorta la Commissione a servirsi del suo meccanismo di consulenza scientifica per perfezionare un quadro regolamentare che ponga maggiore enfasi sulle prove scientifiche indipendenti e basate sui rischi in fase di valutazione dei rischi, dei pericoli e dei benefici derivanti dall'adozione o dalla non adozione di tecnologie, prodotti e pratiche nuovi;

70.  prende atto dell'ampio sostegno a favore dell'adozione del principio di innovazione, secondo il quale le proposte legislative dell'UE dovrebbero essere pienamente valutate in termini del loro impatto sull'innovazione;

71.  chiede alla Commissione di adottare misure di più ampio respiro nell'ambito della cooperazione scientifica a livello internazionale, anche nell'ottica di intensificare lo scambio di informazioni e di individuare le opportunità di sviluppo;

o
o   o

72.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 965.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 487.
(4) GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.
(5) GU L 309 del 24.11.2009, pag. 71.
(6) GU L 77 del 15.3.2014, pag. 44.
(7) GU L 162 del 30.4.2004, pag. 18.
(8) GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1.
(9) Testi approvati, P7_TA(2014)0205.
(10) Testi approvati, P8_TA(2015)0473.

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