Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Procedura : 2015/2234(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0143/2016

Testi presentati :

A8-0143/2016

Discussioni :

PV 07/06/2016 - 14
CRE 07/06/2016 - 14

Votazioni :

PV 08/06/2016 - 12.11
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2016)0263

Testi approvati
PDF 265kWORD 80k
Mercoledì 8 giugno 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Accordo quadro di partenariato e cooperazione UE-Filippine (risoluzione)
P8_TA(2016)0263A8-0143/2016

Risoluzione non legislativa del Parlamento europeo dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica delle Filippine, dall'altra (05431/2015 – C8-0061/2015 – 2013/0441(NLE)2015/2234(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (05431/2015),

–  visto il progetto di accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica delle Filippine, dall'altra (15616/2010),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma degli articoli 207 e 209 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e in combinato disposto con il suo articolo 218, paragrafo 6, lettera a), (C8-0061/2015),

–  vista la sua risoluzione legislativa dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione del Consiglio(1),

–  viste le relazioni diplomatiche tra le Filippine e l'UE (all'epoca la Comunità economica europea (CEE)), avviate il 12 maggio 1964 con la nomina dell'Ambasciatore delle Filippine alla CEE,

–  visto l'accordo quadro CE-Filippine per la cooperazione allo sviluppo, entrato in vigore il 1° giugno 1985,

–  visto il programma indicativo pluriennale dell'Unione europea per le Filippine 2014-2020,

–  visto il regolamento (CEE) n. 1440/80 del Consiglio, del 30 maggio 1980, relativo alla conclusione dell'accordo di cooperazione tra la Comunità economica europea e l'Indonesia, la Malaysia, le Filippine, Singapore e la Tailandia, Stati membri dell'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico(2),

–  vista la Comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 18 maggio 2015 al Parlamento e al Consiglio dal titolo "UE e ASEAN: un partenariato con obiettivi strategici",

–  visto il 10° vertice dell'ASEM tenutosi a Milano il 16 e 17 ottobre 2014,

–  vista la riunione interparlamentare tra il Parlamento europeo e il parlamento delle Filippine di febbraio 2013,

–  vista la 23a riunione del comitato misto di cooperazione UE-ASEAN (CMC), tenutasi a Jakarta il 4 febbraio 2016,

–  viste le sue recenti risoluzioni sulle Filippine, in particolare quelle del 14 giugno 2012 sui casi di impunità nelle Filippine, del 21 gennaio 2010 sulle Filippine(3) (in seguito al massacro di Maguindanao del 23 novembre 2009)(4) e del 12 marzo 2009 sulle Filippine (sulle ostilità tra le forze governative e il Fronte di liberazione nazionale Moro (MNLF))(5),

–  visto lo status delle Filippine di membro fondatore dell'ASEAN, in seguito alla firma della dichiarazione di Bangkok dell'8 agosto 1967,

–  visto il 27º vertice dell'ASEAN tenutosi a Kuala Lumpur (Malaysia) dal 18 al 22 novembre 2015,

–  visto il 14° vertice dell'Asia Security (IISS Shangri-La Dialogue), tenutosi a Singapore dal 29 al 31 maggio 2015,

–  viste le relazioni del Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all'alimentazione, Hilal Elver (29 dicembre 2015 - A/HRC/31/51/Add.1), del Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tratta di persone, Joy Ngozi Ezeilo (19 aprile 2013 - A/HRC/23/48/Add.3) e del Relatore speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, Philip Alston (29 aprile 2009 - A/HRC/11/2/Add.8),

–  vista la seconda revisione periodica universale del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani del maggio 2012, di cui le Filippine hanno accettato 66 raccomandazioni su 88,

–  visto il Piano d'azione delle Filippine per la nutrizione 2011-2016 e il Programma accelerato di alleviamento della fame, il Piano globale di riforma agraria del 1988 e il Codice della pesca del 1998,

–  visto l'articolo 99, paragrafo 1, secondo comma, del proprio regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A8-0143/2016),

A.  considerando che, in termini di legislazione internazionale e nazionale dei diritti umani, le Filippine sono un modello per gli altri paesi della regione, avendo ratificato otto delle nove principali convenzioni sui diritti umani, con l'eccezione della Convenzione per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate (CPPED), nonché lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale nel 2011;

B.  considerando che, a marzo 2014, il governo delle Filippine ha approvato un accordo di pace per l'isola di Mindanao con il Fronte di liberazione islamica Moro (MILF), che prevede la creazione di una regione autonoma (Bangsamoro) nel sud musulmano dell'isola, senza però includere la partecipazione di altri gruppi di miliziani che si oppongono al processo di pace; che, ciononostante, il Congresso filippino non è riuscito ad approvare la Legge fondamentale del Bangsamoro nel febbraio 2016 e, di conseguenza, non ha potuto condurre a buon fine i negoziati di pace;

C.  considerando che le Filippine hanno ricevuto una formazione anti-insurrezione, antiterrorismo e di intelligence da parte dell'esercito statunitense, nell'ambito della lotta contro gruppi di milizie che potrebbero essere collegate a gruppi terroristici regionali (sud-est asiatico) e internazionali quali al-Qaeda e ISIS;

D.  considerando che, ad aprile 2015, le Filippine e gli Stati Uniti hanno sottoscritto l'Accordo di cooperazione in materia di difesa rafforzata (EDCA);

E.  considerando che, a gennaio 2015, il Giappone e le Filippine hanno firmato un memorandum sulla cooperazione in materia di difesa e di scambi;

F.  considerando che le relazioni sino-filippine hanno registrato un graduale deterioramento dalle accuse di corruzione del 2008 riguardo all'assistenza cinese e, soprattutto, a seguito di una crescente assertività della Cina nelle sue rivendicazioni territoriali nel Mar cinese meridionale;

G.  considerando che, nel gennaio 2013, le Filippine hanno avviato un procedimento arbitrale presso il Tribunale d'arbitrato internazionale della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), per chiedere chiarimenti circa i propri diritti marittimi nel quadro dell'UNCLOS e la validità della rivendicazione "linea in 9 tratti" della Cina su gran parte del Mar cinese meridionale;

H.  considerando che le Filippine hanno annunciato che apriranno nuove basi della marina e dell'aviazione, con ampio accesso al Mar cinese meridionale, e che le metteranno a disposizione delle navi statunitensi, giapponesi e vietnamite;

I.  considerando che, a dicembre 2014, l'UE ha concesso alle Filippine lo status SPG + , facendone il primo paese ASEAN a beneficiare di queste preferenze commerciali; che ciò permette alle Filippine di esportare in esenzione da dazio il 66 % di tutti i suoi prodotti verso l'UE, tra cui frutta trasformata, olio di cocco, calzature, pesce e prodotti tessili;

J.  considerando che le Filippine sono costituite da migliaia di isole, e che tale conformazione comporta delle sfide in termini di collegamenti interni, infrastrutture e commercio;

K.  considerando che l'UE è un investitore estero e un partner commerciale di primo piano delle Filippine;

L.  considerando che l'UE è il quarto partner commerciale e il quarto mercato di esportazione delle Filippine, in quanto rappresenta l'11,56 % di tutte le esportazioni filippine;

M.  considerando che le Filippine hanno recentemente espresso il loro interesse ad aderire al Partenariato trans-pacifico e sono attualmente in fase di consultazione con gli Stati Uniti in merito all'adesione all'accordo;

N.  considerando che l'UE ha più che raddoppiato la sua dotazione finanziaria per la cooperazione allo sviluppo con le Filippine nel periodo 2014-2020 e, inoltre, ha fornito considerevoli aiuti umanitari e d'urgenza a favore delle vittime delle tempeste tropicali;

O.  considerando che le Filippine sono il terzo paese in via di sviluppo più vulnerabile ai cambiamenti climatici, e che ciò avrà effetti nefasti per l'agricoltura e le risorse marine del paese;

P.  considerando l'impatto devastante del tifone Haiyan, che, dopo essere costato la vita a 6.000 persone nel 2013, continua a ripercuotersi negativamente sull'economia e ha notevolmente aggravato l'insicurezza alimentare, facendo precipitare un ulteriore milione di persone in uno stato di povertà, secondo le stime delle Nazioni Unite;

1.  accoglie con favore la conclusione dell'accordo quadro di partenariato e cooperazione con le Filippine,

2.  ritiene che l'UE dovrebbe continuare a fornire sostegno finanziario e assistenza alle Filippine per lo sviluppo di capacità per la riduzione della povertà, l'inclusione sociale, il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, la promozione della pace, la riconciliazione, la sicurezza e la riforma giudiziaria, e assistere il paese nella preparazione alle catastrofi, nelle operazioni di soccorso e nella ripresa e nell'attuazione di politiche efficaci per contrastare il cambiamento climatico;

3.  incoraggia il governo delle Filippine a continuare a promuovere ulteriori progressi nell'eliminazione della corruzione e nella promozione dei diritti umani;

4.  si congratula con le Filippine per aver fatto parte della coalizione internazionale contro il terrorismo dal 2001; esprime tuttavia preoccupazione per le continue notizie circa gravi violazioni dei diritti umani da parte delle forze militari filippine nella conduzione delle operazioni antisommossa, in particolare ad opera di unità paramilitari;

5.  ricorda che il gruppo Abu Sayyaf è accusato dei più gravi atti terroristici commessi nelle Filippine, in particolare di sanguinosi attentati dinamitardi, come l'attacco contro un traghetto a Manila nel 2004 in cui hanno perso la vita oltre 100 persone;

6.  sottolinea che vi sono preoccupazioni crescenti che l'ISIS conquisti gruppi affiliati nel sud-est asiatico, poiché sta diffondendo propaganda nelle lingue locali e alcuni estremisti della regione si sono già impegnati ad essergli fedeli;

7.  apprezza gli impegni assunti dal governo filippino e sottolinea l'importanza di pervenire ad un processo di pace per Mindanao che sia quanto più inclusivo possibile; prende atto del contributo del Gruppo di contatto internazionale agli Accordi di Mindanao; si rammarica profondamente che l'accordo di pace di Mindanao non sia stato approvato dal Congresso delle Filippine; chiede che le trattative di pace siano portate avanti e che la legge fondamentale sul Bangsamoro venga adottata dal Congresso;

8.  condanna il massacro di agricoltori cristiani da parte dei ribelli separatisti sull'isola di Mindanao il 24 dicembre 2015; plaude all'iniziativa dell'ONG filippina PeaceTech di mettere in contatto scolari cristiani e mussulmani via Skype onde favorire i contatti tra le due comunità;

9.  invita il governo delle Filippine a sviluppare capacità nel settore della raccolta sistematica dei dati sulla tratta di esseri umani e invita l'UE e gli Stati membri a sostenere il governo, e in particolare il Consiglio interagenzie contro la tratta di esseri umani (IACAT), negli sforzi intrapresi per migliorare l'assistenza e il sostegno alle vittime, mettere in atto efficaci misure di contrasto, potenziare le modalità legali per la migrazione a fini lavorativi, e garantire il trattamento dignitoso dei migranti filippini nei paesi terzi;

10.  invita l'UE e i suoi Stati membri ad avviare un dialogo con le Filippine allo scopo di scambiare intelligence, cooperare e sostenere il rafforzamento delle capacità del governo nella lotta internazionale contro il terrorismo e l'estremismo, in relazione ai diritti fondamentali e allo Stato di diritto;

11.  osserva che le Filippine sono strategicamente situate in prossimità delle principali rotte del traffico aereo e marittimo internazionale nel Mar cinese meridionale;

12.  ribadisce la propria grave preoccupazione per le tensioni nel Mar cinese meridionale; ritiene deplorevole che, contrariamente a quanto stabilito nella Dichiarazione di condotta del 2002, varie parti stiano rivendicando territori nelle acque contese; è particolarmente preoccupato per le attività su vastissima scala intraprese dalla Cina nella zona, tra cui la costruzione di strutture militari, porti e almeno una pista di atterraggio; esorta tutte le parti della zona contesa ad astenersi da azioni provocatorie unilaterali e a risolvere le controversie in modo pacifico, in base al diritto internazionale, in particolare l'UNCLOS, ricorrendo a una mediazione e a un arbitrato internazionali imparziali; sollecita tutte le parti a riconoscere la giurisdizione sia dell'UNCLOS che della Corte di arbitrato e le invita a rispettare le eventuali decisioni dell'UNCLOS; sostiene tutte le azioni volte a consentire che il Mar cinese meridionale diventi un "mare della pace e della cooperazione"; sostiene altresì gli sforzi profusi per garantire che le parti concordino un codice di condotta per lo sfruttamento pacifico delle zone marittime in questione, inclusa la creazione di rotte commerciali sicure, e incoraggia l'adozione di misure atte a rafforzare la fiducia; ritiene che l'UE dovrebbe avviare una cooperazione bilaterale e multilaterale per contribuire efficacemente alla sicurezza della regione;

13.  accoglie con favore l'accordo del maggio 2014 tra le Filippine e l'Indonesia che ha chiarito la questione delle sovrapposizioni delle frontiere marittime nei mari di Mindanao e Celebes;

14.  invita le Filippine, in quanto paese cui l'UE ha concesso lo status SPG +, a garantire l'effettiva attuazione di tutte le convenzioni internazionali fondamentali relative ai diritti umani e del lavoro, all'ambiente e al buon governo, figuranti nell'elenco di cui all'allegato VIII del regolamento (UE) n. 978/2012; riconosce che le Filippine hanno rafforzato la loro legislazione in materia di diritti umani; invita il paese a continuare a promuovere ulteriori progressi nella promozione dei diritti umani, compresa la pubblicazione del piano d'azione nazionale per i diritti umani, nonché nell'eliminazione della corruzione; esprime particolare preoccupazione per la repressione degli attivisti che conducono campagne pacifiche per proteggere le loro terre ancestrali dall'impatto delle attività minerarie e di disboscamento; rammenta che, nell'ambito del regime SPG+, i beneficiari dovranno dimostrare di rispettare i loro obblighi per quanto riguarda le norme in materia diritti umani, lavoro, ambiente e governance;

15.  prende atto della valutazione sulle Filippine effettuata nell'ambito del sistema SPG +, in particolare per quanto attiene alla ratifica delle sette convenzioni dell'ONU sui diritti umani pertinenti ai fini dell'SPG + dell'UE; evidenzia che è necessario un ulteriore impegno ai fini dell'attuazione; prende atto delle misure adottate dal governo e dei progressi compiuti finora;

16.  incoraggia le Filippine a continuare a migliorare le condizioni di investimento, compreso l'ambiente degli investimenti esteri diretti (IED), aumentando la trasparenza e la buona governance, attuando i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e sviluppando ulteriormente le infrastrutture, se del caso, mediante partenariati pubblico-privati; esprime preoccupazione per gli effetti che i cambiamenti climatici avranno sulle Filippine;

17.  incoraggia il governo a investire in nuove tecnologie e internet al fine di agevolare gli scambi culturali e commerciali tra le isole dell'arcipelago;

18.  valuta positivamente l'accordo del 22 dicembre 2015 per l'avvio dei negoziati su un trattato di libero scambio con le Filippine; ritiene opportuno che la Commissione e le autorità filippine garantiscano elevati standard in materia di diritti umani, lavoro e ambiente; sottolinea che tale accordo di libero scambio dovrebbe servire da base per un accordo interregionale UE-ASEAN in materia di commercio e investimenti, da riavviare in parallelo;

19.  prende atto del fatto che 800 000 filippini vivono nell'UE e che i marinai filippini che lavorano su navi registrate nell'UE mandano ogni anno nelle Filippine rimesse per un importo di 3 miliardi di EUR; ritiene che l'UE dovrebbe sviluppare ulteriormente gli scambi interpersonali di studenti, docenti universitari e ricercatori scientifici, nonché gli scambi culturali;

20.  in considerazione del fatto che la maggior parte dei membri degli equipaggi di numerose navi battenti bandiera non UE che fanno scalo nei porti europei sono filippini, e delle condizioni di lavoro estremamente dure e disumane in cui molti di loro vivono, invita gli Stati membri a non accogliere tali navi nei porti europei, dal momento che le condizioni di lavoro a bordo sono in contrasto con i diritti del lavoro e i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; analogamente, esorta le navi battenti bandiere non UE a garantire ai loro equipaggi condizioni di lavoro conformi agli standard internazionali e alle norme stabilite dall'OIL e dall'OMI;

21.  auspica scambi regolari tra il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e il Parlamento, in modo da consentire a quest'ultimo di seguire l'attuazione dell'accordo quadro e il raggiungimento dei suoi obiettivi;

22.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Servizio europeo per l'azione esterna, al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al governo e al parlamento della Repubblica delle Filippine.

(1) Testi approvati, P8_TA(2016)0262.
(2) GU L 144 del 10.6.1980, pag. 1.
(3) GU C 332 E del 15.11.2013, pag. 99.
(4) GU C 305 E dell'11.11.2010, pag. 11.
(5) GU C 87 E dell'1.4.2010, pag. 181.

Avviso legale