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Procedura : 2016/2755(RSP)
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RC-B8-0754/2016

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PV 09/06/2016 - 4.3

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Giovedì 9 giugno 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Vietnam
P8_TA(2016)0276RC-B8-0754/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 9 giugno 2016 sul Vietnam (2016/2755(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Vietnam,

–  vista la dichiarazione resa il 18 dicembre 2015 dal portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) sull'arresto dell'avvocato Nguyễn Văn Đài,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 7 marzo 2016 dai capi di Stato e di governo,

–  vista la dichiarazione resa alla stampa il 13 maggio 2016 a Ginevra dal portavoce dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani sulla Turchia, sul Gambia e sul Vietnam,

–  vista la dichiarazione resa il 3 giugno 2016 dal relatore speciale delle Nazioni Unite per la libertà di religione o di credo, Heiner Bielefeldt, e dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, Juan E. Méndez, approvata dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei difensori dei diritti umani, Michel Forst, dal relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti alla libertà di riunione pacifica e di associazione, Maina Kiai, dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla promozione e protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione, David Kaye, dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, le sue cause e conseguenze, Dubravka Šimonović, nonché dal gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria,

–  visti l'accordo di partenariato e cooperazione tra l'UE e il Vietnam firmato il 27 giugno 2012 e il dialogo annuale UE-Vietnam sui diritti umani, che ha luogo tra l'UE e il governo del Vietnam e la cui ultima riunione si è svolta il 15 dicembre 2015,

–  visti gli orientamenti dell'UE in materia di diritti umani,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR), al quale il Vietnam ha aderito nel 1982,

–  vista la Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne, di cui il Vietnam è parte contraente dal 1982,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, ratificata dal Vietnam nel 2015,

–  visti gli esiti della revisione periodica universale sul Vietnam del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani del 28 gennaio 2014,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che l'Unione europea reputa il Vietnam un partner importante in Asia; che nel 2015 ricorre il 25° anniversario dell'avvio delle relazioni UE-Vietnam; che tali relazioni si sono rapidamente allargate dal commercio e dagli aiuti ad un rapporto più globale;

B.  considerando che dal 1975 il Vietnam è uno Stato monopartitico e che il Partito comunista vietnamita non consente di contestarne la leadership e controlla l'Assemblea nazionale e i tribunali;

C.  considerando che le autorità vietnamite hanno preso severi provvedimenti in risposta a una serie di manifestazioni organizzate nel maggio 2016 in tutto il paese a seguito di una catastrofe ecologica che ha decimato gli stock ittici nazionali;

D.  considerando che un avvocato e attivista per i diritti umani originario del Vietnam, Lê Thu Hà, è stato arrestato il 16 dicembre 2015, contestualmente a un altro importante avvocato per i diritti umani, Nguyễn Văn Đài, arrestato per aver svolto propaganda contro lo Stato; che il 22 febbraio 2016 il difensore dei diritti umani Trần Minh Nhật è stato aggredito da un agente di polizia presso la sua abitazione nel distretto di Lâm Hà, nella provincia di Lâm Đồng; che Trần Huỳnh Duy Thức, imprigionato nel 2009 dopo un processo senza un'effettiva difesa, ha ricevuto una condanna a sedici anni di carcere seguiti da cinque anni di arresti domiciliari; che vi è profonda preoccupazione per il deteriorarsi dello stato di salute del dissidente buddista Thích Quảng Độ, attualmente agli arresti domiciliari;

E.  considerando che in Vietnam i partiti politici indipendenti, i sindacati e le organizzazioni per i diritti umani sono banditi e che per i raduni pubblici è necessaria un'autorizzazione ufficiale; che alcune proteste pacifiche sono state fortemente controllate, mantenendo alcuni attivisti di spicco agli arresti domiciliari, mentre altre manifestazioni sono state interrotte o vietate del tutto;

F.  considerando che le ampie misure di polizia adottate per prevenire e punire la partecipazione alle manifestazioni sono sfociate in una serie di violazioni dei diritti umani, tra cui tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, nonché in violazioni dei diritti di riunione pacifica e di libertà di circolazione; che le condizioni di detenzione e trattamento dei prigionieri sono dure e che nel 2015 sono stati denunciati almeno sette decessi durante la detenzione preventiva, per i quali si sospettano casi di tortura o altre forme di maltrattamento da parte della polizia;

G.  considerando che, sebbene abbia accettato 182 delle 227 raccomandazioni formulate dal Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani nell'ambito della revisione periodica di giugno 2014, il Vietnam ha respinto raccomandazioni come quelle concernenti la liberazione dei prigionieri politici e delle persone detenute senza imputazioni né processo, la riforma giuridica finalizzata a porre fine alle detenzioni politiche, la creazione di un'istituzione nazionale indipendente per i diritti umani così come altre misure volte a promuovere la partecipazione del pubblico; che, tuttavia, il Vietnam ha concesso di recente a gruppi internazionali per i diritti umani di incontrare i rappresentanti dell'opposizione e i funzionari statali per la prima volta dalla fine della guerra del Vietnam;

H.  considerando che il Vietnam si ostina a invocare disposizioni del codice penale relative alla sicurezza nazionale formulate in modo vago, come ad esempio quelle relative alla "propaganda contro lo Stato", alla "sovversione" o all'"abuso di libertà democratiche", al fine di incriminare e mettere a tacere dissidenti politici, difensori dei diritti umani e chi viene considerato critico nei confronti del governo;

I.  considerando che nel maggio 2016 a Jonathan Head, un corrispondente della BBC, sarebbe stato vietato di fare un servizio sulla visita del presidente Obama in Vietnam e che il giornalista sarebbe stato privato dell'accreditamento senza un motivo ufficiale; che a Kim Quốc Hoa, ex caporedattore del giornale Người Cao Tuổi, è stato revocato il tesserino da giornalista all'inizio del 2015 e che questi è stato in seguito perseguito ai sensi dell'articolo 258 del codice penale per abuso delle libertà democratiche, dopo che il quotidiano aveva denunciato diversi funzionari corrotti;

J.  considerando che nella classifica 2016 dell'indice sulla libertà di stampa nel mondo dell'organizzazione Reporter senza frontiere il Vietnam si colloca al 175° posto su 180 paesi e che i media della carta stampata e radiotelevisivi sono controllati dal Partito comunista vietnamita, dall'esercito o da altri organi del governo; che il decreto n. 72 del 2013 limita ulteriormente la libertà di espressione su blog e social media e il decreto n. 174 del 2014 applica severe sanzioni ai social media e agli utenti di Internet che danno voce a una "propaganda contro lo Stato" o a "ideologie reazionarie";

K.  considerando che la libertà di religione o di credo viene soffocata e che molte minoranze religiose, tra cui membri della Chiesa cattolica e persone appartenenti a religioni non riconosciute, quali la Chiesa buddista unificata del Vietnam, come pure membri di diverse chiese protestanti e della minoranza etnico-religiosa Montagnard, subiscono gravi persecuzioni religiose, come osservato dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di religione o di credo in occasione della sua visita in Vietnam;

L.  considerando che nell'aprile del 2016 il Vietnam ha adottato una legge sull'accesso alle informazioni e una modifica della legge sulla stampa che limitano la libertà di espressione e rafforzano la censura, nonché una serie di regolamentazioni che vietano le manifestazioni al di fuori dei tribunali durante i processi;

M.  considerando che, nell'indice sul divario di genere del Forum economico mondiale, il Vietnam ha perso posizioni, passando dal 42° posto nel 2007 all'83° nel 2015, e che la Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne ha criticato le autorità vietnamite per non aver compreso il concetto di "vera parità di genere"; che, nonostante alcuni risultati positivi, la violenza domestica, la tratta di donne e ragazze, la prostituzione, l'HIV/AIDS e le violazioni dei diritti sessuali e riproduttivi continuano a rappresentare un problema nel paese;

N.  considerando che l'accordo globale di partenariato e cooperazione mira a stabilire un partenariato moderno, con un'ampia base e reciprocamente vantaggioso, fondato su interessi e principi condivisi come l'uguaglianza, il rispetto reciproco, lo Stato di diritto e i diritti umani;

O.  considerando che l'UE ha elogiato il Vietnam per i continui progressi nel campo dei diritti socio-economici, ma ha espresso a più riprese le sue preoccupazioni circa la situazione dei diritti politici e civili; che, nel dialogo annuale sui diritti umani, l'Unione ha tuttavia sollevato la questione delle limitazioni alla libertà di espressione, alla libertà dei media e alla libertà di riunione;

P.  considerando che l'UE è il più grande mercato di esportazione del Vietnam; che l'Unione, con i suoi Stati membri, è il maggiore fornitore di aiuti pubblici allo sviluppo del Vietnam e che, nel periodo 2014-2020, il bilancio unionale destinato a tale scopo subirà un aumento del 30%, fino ad arrivare a 400 milioni di EUR;

1.  accoglie con favore il rafforzamento del partenariato e il dialogo sui diritti umani tra l'Unione europea e il Vietnam; valuta positivamente la ratifica, da parte del Vietnam lo scorso anno, della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura;

2.  invita il governo del Vietnam a porre immediatamente fine a qualsiasi vessazione, intimidazione e persecuzione ai danni degli attivisti per i diritti umani, sociali e ambientali; insiste sulla necessità che il governo rispetti il diritto di tali attivisti di manifestare pacificamente e rilasci chiunque sia detenuto ingiustamente; chiede il rilascio immediato di tutti gli attivisti arrestati e imprigionati indebitamente, come Lê Thu Hà, Nguyễn Văn Đài, Trần Minh Nhật, Trần Huỳnh Duy Thức e Thích Quảng Độ;

3.  nutre forti preoccupazioni riguardo ai crescenti livelli di violenza perpetrata contro i manifestanti vietnamiti che hanno espresso la loro rabbia per l'enorme moria di pesci lungo costa centrale del paese; chiede che l'esito delle indagini sul disastro ambientale sia reso pubblico e che i responsabili rispondano del loro operato; invita il governo del Vietnam a rispettare il diritto alla libertà di riunione, in conformità degli obblighi in materia di diritti umani assunti a livello internazionale;

4.  critica le condanne emesse e le severe pene detentive a carico di giornalisti e blogger in Vietnam, tra cui Nguyễn Hữu Vinh e la sua collega Nguyễn Thị Minh Thúy e Đặng Xuân Diệu, e ne chiede la liberazione;

5.  deplora le continue violazioni dei diritti umani nel paese, tra cui le intimidazioni politiche, le vessazioni, le aggressioni, gli arresti arbitrari, le pene detentive severe e i processi iniqui di cui sono oggetto attivisti politici, giornalisti, blogger, dissidenti e difensori dei diritti umani, sia online che offline, in palese violazione degli obblighi in materia di diritti umani assunti dal Vietnam a livello internazionale;

6.  è preoccupato per la legge sulle associazioni e quella sul credo e sulla religione al vaglio dell'Assemblea nazionale, che sono incompatibili con le norme internazionali in materia di libertà di riunione e di libertà di religione o credo;

7.  esorta il Vietnam a rafforzare ulteriormente la cooperazione con i meccanismi dei diritti umani e a migliorare la conformità ai meccanismi di comunicazione degli organi previsti dai trattati; ribadisce il suo invito a conseguire risultati positivi nell'attuazione delle raccomandazioni della revisione periodica universale;

8.  esorta nuovamente a rivedere gli specifici articoli del codice penale vietnamita che sono utilizzati per soffocare la libertà di espressione; considera deplorevole che tra i 18 000 prigionieri a cui è stata concessa l'amnistia il 2 settembre 2015 non vi fosse alcun prigioniero politico; condanna le condizioni di detenzione e nelle carceri in Vietnam e chiede alle autorità vietnamite di garantire un accesso illimitato ai consulenti legali;

9.  sollecita il governo del Vietnam a istituire meccanismi efficaci di responsabilità per le forze di polizia e le agenzie di sicurezza, nell'ottica di fermare gli abusi nei confronti di prigionieri o detenuti;

10.  invita le autorità a porre fine alla persecuzione religiosa e a modificare la legislazione sullo status delle comunità religiose, in modo da ristabilire lo status giuridico delle religioni non riconosciute; esorta il Vietnam a ritirare il quinto progetto di legge sul credo e sulla religione, che al momento è in fase di discussione in seno all'Assemblea nazionale, e a preparare una nuova bozza che sia conforme agli obblighi assunti dal paese a norma dell'articolo 18 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici; chiede il rilascio dei leader religiosi, tra cui il pastore Nguyễn Công Chính, Trần Thị Hồng e Ngô Hào;

11.  chiede al Vietnam di contrastare la discriminazione nei confronti delle donne, introducendo una legislazione anti-tratta e adottando misure efficaci per reprimere la violenza domestica e le violazioni dei diritti riproduttivi;

12.  elogia il Vietnam per il ruolo di primo piano che svolge in Asia sul fronte dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI), in particolare per la legge recentemente approvata sul matrimonio e la famiglia, che consente la celebrazione di matrimoni tra persone dello stesso sesso;

13.  chiede alla commissione intergovernativa sui diritti umani dell'ASEAN di esaminare la situazione dei diritti umani in Vietnam, concentrandosi in particolare sulla libertà di espressione, e di formulare raccomandazioni al paese;

14.  invita il governo vietnamita a formulare un invito permanente per procedure speciali delle Nazioni Unite, in particolare al relatore speciale sulla libertà di espressione e al relatore speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani;

15.  chiede all'UE di potenziare il dialogo politico sui diritti umani con il Vietnam, nel quadro dell'accordo globale di partenariato e cooperazione;

16.  invita la delegazione dell'UE a sfruttare tutti i mezzi e gli strumenti opportuni per accompagnare il governo del Vietnam in questo percorso e sostenere e proteggere i difensori dei diritti umani; sottolinea l'importanza del dialogo sui diritti umani tra l'Unione europea e le autorità vietnamite, in particolare se ad esso segue una reale attuazione; evidenzia che tale dialogo dovrebbe essere efficiente e orientato ai risultati;

17.  riconosce gli sforzi compiuti dal governo vietnamita nel rafforzamento delle relazioni UE-ASEAN, come pure nel sostegno all'adesione dell'UE al vertice dell'Asia orientale;

18.  elogia il Vietnam per aver conseguito numerosi obiettivi di sviluppo del millennio e invita la Commissione e il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a garantire un sostegno continuo alle autorità vietnamite, alle organizzazioni non governative e alle organizzazioni della società civile del paese nell'ambito dell'agenda per lo sviluppo post 2015;

19.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e all'Assemblea nazionale del Vietnam, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'ASEAN, all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

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