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Procedura : 2015/2353(INI)
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Ciclo del documento : A8-0224/2016

Testi presentati :

A8-0224/2016

Discussioni :

PV 05/07/2016 - 9
CRE 05/07/2016 - 9

Votazioni :

PV 06/07/2016 - 6.9
CRE 06/07/2016 - 6.9
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P8_TA(2016)0309

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Mercoledì 6 luglio 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Preparazione della revisione postelettorale del QFP per il 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione
P8_TA(2016)0309A8-0224/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 6 luglio 2016 sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione (2015/2353(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 311, 312 e 323 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(1), in particolare l'articolo 2,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2015/623 del Consiglio, del 21 aprile 2015, recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2),

–  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(3),

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5),

–  vista la sua risoluzione del 15 aprile 2014 dal titolo "Negoziati sul QFP 2014-2020: insegnamenti da trarre e prospettive per il futuro"(6),

–  vista la sua risoluzione del 12 dicembre 2013 sulle relazioni tra il Parlamento europeo e le istituzioni che rappresentano i governi nazionali(7),

–  viste le sue risoluzioni del 19 novembre 2013 sul Quadro finanziario pluriennale 2014-2020(8) e sull'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio, la cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria(9),

–  vista la sua risoluzione del 3 luglio 2013 sull'accordo politico relativo al quadro finanziario pluriennale 2014-2020(10),

–  vista la sua risoluzione del 13 marzo 2013 sul Quadro finanziario pluriennale(11),

–  vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2012 per favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020(12),

–  vista la sua risoluzione dell'8 giugno 2011 dal titolo "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva"(13),

–  vista la dichiarazione congiunta interistituzionale sull'integrazione della dimensione di genere allegata al QFP,

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 15 giugno 2016 sulla revisione intermedia del Quadro finanziario pluriennale,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i bilanci e i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per lo sviluppo, della commissione per il commercio internazionale, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, della commissione per la cultura e l'istruzione, della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della commissione per gli affari costituzionali e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0224/2016),

A.  considerando che l'attuale Quadro finanziario pluriennale (QFP) è stato il primo ad essere adottato a norma delle nuove disposizioni del trattato di Lisbona, in base alle quali il Consiglio, deliberando secondo una procedura legislativa speciale, adotta un regolamento che fissa il QFP, deliberando all'unanimità e previa approvazione del Parlamento europeo;

B.  considerando che l'attuale MFF, che è stato deciso nel 2013, rispecchia le priorità dell'Unione al momento dell'adozione; che nei prossimi anni l'UE continuerà ad affrontare sfide che non erano previste al momento dell'adozione del QFP; che le priorità di finanziamento dell'UE si sono moltiplicate, mentre il QFP è rimasto invariato;

C.  considerando che, al fine di garantire la legittimità democratica del nuovo QFP e di permettere alla nuova Commissione e al Parlamento neoeletto di confermare e rivalutare le priorità politiche e di bilancio dell'UE, adeguando il QFP di conseguenza, il Parlamento ha chiesto l'introduzione di una clausola di revisione post-elettorale;

D.  considerando che l'accordo sul QFP 2014-2020 è stato il risultato di un processo negoziale lungo e complesso, che si è svolto in un contesto sociale, economico e finanziario molto difficile; che, di conseguenza, il livello globale del QFP è stato di fatto ridotto rispetto al periodo di programmazione precedente;

E.  considerando che, di fronte all'impossibilità politica di modificare gli importi globali del QFP decisi dal Consiglio europeo, il Parlamento è riuscito a negoziare l'inclusione nel regolamento sul QFP di un articolo specifico riguardante l'obbligo di procedere a un riesame/una revisione globale del QFP, la creazione di nuove disposizioni rafforzate in materia di flessibilità e l'istituzione di un gruppo ad alto livello sulle risorse proprie;

Quadro giuridico e portata del riesame/della revisione intermedia

1.  ricorda che, in conformità dell'articolo 2 del regolamento sul QFP, entro la fine del 2016 la Commissione presenta un riesame obbligatorio del funzionamento del QFP, tenendo pienamente conto della situazione economica in quel momento nonché delle proiezioni macroeconomiche più aggiornate, e che tale riesame sarà, se del caso, accompagnato da una proposta legislativa di revisione del regolamento sul QFP;

2.  rileva a tale riguardo che, mentre il riesame è inteso a esaminare e valutare il funzionamento del QFP rispetto alla sua esecuzione, all'evoluzione della situazione economica e ad altri nuovi sviluppi, e potrebbe pertanto mantenere lo status quo legislativo, la revisione implica una modifica del regolamento sul QFP, che include anche (oltre alle disposizioni legislative) i massimali del QFP, nel debito rispetto dell'articolo 312 TFUE e delle limitazioni imposte alla revisione dall'ultima frase dell'articolo 2 del regolamento sul QFP; ricorda che tale articolo prevede che le dotazioni nazionali preassegnate non possono essere ridotte nell'ambito di tale revisione; sottolinea che non sono stati posti altri limiti alla revisione del QFP, per cui una revisione al rialzo dei suoi massimali è possibile; sottolinea, in tale contesto, che l'articolo 323 TFUE stabilisce che la disponibilità dei mezzi finanziari necessari a consentire all'Unione di rispettare gli obblighi giuridici nei confronti dei terzi è garantita;

3.  ricorda che l'articolo 311 TFUE stabilisce che l'Unione si dota dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche; ritiene pertanto che, qualora il riesame dovesse pervenire alla conclusione che i massimali attuali sono troppo bassi, sarebbe necessario aumentarli a norma del diritto primario;

4.  sottolinea che l'articolo 17 del regolamento sul QFP prevede la possibilità di rivedere il QFP in caso di situazioni non previste in origine; mette in evidenza la portata delle crisi che hanno colpito l'Unione dopo l'adozione dell'attuale QFP nel 2013;

5.  sottolinea che la presente risoluzione è intesa ad analizzare gli aspetti puramente finanziari del funzionamento del QFP e non riguarderà le basi giuridiche della legislazione settoriale; osserva, tuttavia, che molte politiche e molti programmi dell'UE prevedono l'obbligo di procedere al loro riesame e/o alla loro revisione, che nella maggior parte dei casi sono programmati per il 2017;

I.Riesame del QFP – valutazione dei primi anni di funzionamento

6.  ritiene che un riesame del QFP nel 2016 dovrebbe fare il punto su una serie di crisi gravi e di nuove iniziative politiche, assieme alle rispettive implicazioni finanziarie, che non erano previste al momento dell'adozione del QFP; mette in evidenza, tra l'altro, la crisi migratoria e dei rifugiati, le emergenze esterne, le questioni relative alla sicurezza interna, la crisi nel settore agricolo, il finanziamento del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), la crisi dei pagamenti nel bilancio dell'UE, la persistenza di un tasso di disoccupazione elevato, in particolare tra i giovani, nonché la povertà e l'esclusione sociale; sottolinea inoltre il recente accordo internazionale sul cambiamento climatico e la crescente pressione sulla politica di sviluppo; osserva che, al fine di finanziare i nuovi fabbisogni urgenti, è stato necessario un ricorso senza precedenti ai meccanismi di flessibilità e agli strumenti speciali previsti dal QFP, in quanto per alcune rubriche i massimali del QFP sono risultati insufficienti; ritiene che, negli ultimi due anni, il QFP abbia fondamentalmente raggiunto i suoi limiti;

7.  sottolinea che il bilancio dell'UE deve rispecchiare le priorità politiche e strategiche dell'UE e garantire un equilibrio fra le priorità a lungo termine e le nuove sfide; sottolinea a tale riguardo il ruolo chiave che il bilancio dell'UE deve svolgere per il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020, che rappresenta il suo principale orientamento e la sua priorità generale; ritiene pertanto che il riesame del QFP dovrebbe includere un'analisi qualitativa intesa a valutare se e in quale misura gli obiettivi fissati in tale strategia sono stati conseguiti; insiste affinché tale valutazione sia accompagnata dalla previsione se le risorse finanziarie destinate a sostenere tale strategia per gli anni restanti dell'attuale QFP saranno sufficienti per consentire il successo della sua attuazione;

A.Eventi e sfide cruciali

La crisi migratoria e dei rifugiati

8.  sottolinea che i conflitti in Siria, in Medio Oriente e in molte regioni dell'Africa hanno avuto conseguenze senza precedenti sul piano umanitario e della migrazione; ricorda che l'UE è stata direttamente interessata, con l'arrivo di oltre un milione di rifugiati solo nel 2015, senza contare la previsione di altri arrivi nei prossimi anni; ricorda che questa crisi ha comportato una consistente risposta finanziaria da parte dell'UE e ha avuto pertanto un impatto significativo sul suo bilancio, in particolare sulle rubriche 3 (Sicurezza e cittadinanza) e 4 (Europa globale);

9.  ricorda che, nel corso del 2015, le misure supplementari approvate in linea con l'Agenda europea sulla migrazione hanno avuto un impatto finanziario immediato, come dimostrano in particolare i bilanci rettificativi nn. 5 e 7/2015; ricorda inoltre che è stato approvato l'utilizzo di un importo supplementare di 1 506 milioni di EUR nel bilancio dell'UE per il 2016, attraverso la mobilitazione dello strumento di flessibilità, al fine di fornire risorse addizionali per le misure relative alla migrazione e ai rifugiati a titolo della rubrica 3 (Sicurezza e cittadinanza), come il rafforzamento del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) e del Fondo Sicurezza interna (ISF), come pure risorse per le tre agenzie che operano in settori connessi alla migrazione, segnatamente Frontex, l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) ed Europol;

10.  osserva che le summenzionate decisioni di bilancio hanno completamente esaurito l'esiguo margine disponibile all'interno di questa rubrica e hanno di fatto comportato una revisione dei massimali della rubrica 3; richiama inoltre l'attenzione sulle nuove proposte della Commissione che dovrebbero avere un impatto sul bilancio dell'UE, in particolare la proposta relativa a una rifusione del regolamento "Dublino III", con un impatto finanziario totale di 1 829 milioni di EUR per il periodo rimanente del QFP, la proposta relativa all'istituzione dell'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera, con una dotazione di 1 212 milioni di EUR per il periodo rimanente del QFP e il nuovo meccanismo di sostegno di emergenza dell'UE, con un impatto stimato pari ad almeno 700 milioni di EUR tra il 2016 e il 2018; sottolinea che la situazione è critica al punto che gli stanziamenti supplementari autorizzati per il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) nel novembre 2015 hanno dovuto essere ridotti nel marzo 2016 per poter finanziarie fabbisogni ancora più urgenti, quali la necessità di aiuti umanitari nell'UE, che sono stati affrontati nel quadro del nuovo meccanismo di sostegno di emergenza summenzionato;

11.  ritiene che la soluzione della crisi migratoria e dei rifugiati in Europa richieda un approccio europeo basato sulla solidarietà e sull'equa ripartizione degli oneri; sottolinea, in tale contesto, che il bilancio dell'UE dovrebbe sostenere gli Stati membri riducendo l'onere dei costi connessi all'accoglienza dei rifugiati, in quanto ciò allenterà la pressione sui bilanci degli Stati membri che sono confrontati a un afflusso particolarmente elevato di rifugiati; sottolinea che tale approccio creerà sinergie ed è inoltre efficiente ed efficace sotto il profilo dei costi per tutti gli Stati membri;

12.  sottolinea che sono state stanziate risorse di bilancio consistenti, ma tuttora insufficienti, per affrontare le cause profonde della crisi migratoria e dei rifugiati, rafforzando i programmi specifici dell'UE all'interno della rubrica 4; ricorda le misure adottate, come le riassegnazioni a favore delle azioni relative alla migrazione e ai rifugiati, per un importo pari a 170 milioni di EUR nel corso del 2015, come pure l'approvazione nel 2016 di un importo supplementare di 130 milioni di EUR nell'ambito della rubrica 4 per le attività relative alla migrazione e ai rifugiati, assieme alla ridistribuzione di 430 milioni di EUR a titolo dello Strumento di assistenza preadesione (IPA), dello Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI) e dello Strumento europeo di vicinato (ENI); ricorda inoltre che, al fine di far fronte alla dimensione esterna della crisi migratoria e dei rifugiati, la Commissione ha presentato varie nuove proposte che hanno un impatto sul bilancio dell'UE, come quelle relative alla creazione di fondi fiduciari dell'UE (il fondo fiduciario Madad e il fondo fiduciario di emergenza per l'Africa, la cui incidenza finanziaria iniziale è stimata rispettivamente a 570 milioni di EUR e a 405 milioni di EUR), come pure lo Strumento per la Turchia a favore dei rifugiati, per il quale un importo pari a 1 miliardo di EUR sarà finanziato a titolo del bilancio dell'UE, senza contare eventuali finanziamenti supplementari; sottolinea che la pressione sul bilancio dell'Unione aumenterà a seguito di altre azioni programmate annunciate dalla Commissione, come gli impegni assunti a Londra, o a seguito di eventi come il vertice UE-Turchia del 18 marzo 2016; sottolinea che in futuro le risorse di bilancio addizionali dovrebbero consentire anche l'inclusione dei migranti più vulnerabili, in particolare donne, minori e LGBTI; è preoccupato tuttavia per il fatto che, vista la portata dei problemi ai quali l'UE è confrontata, saranno necessarie ulteriori azioni;

13.  conclude che la portata della crisi migratoria e dei rifugiati e l'impatto finanziario delle misure avviate dalla Commissione per affrontare il problema non avrebbero potuto essere previsti al momento dell'adozione del QFP 2014-2020; evidenzia che, a causa della mancanza di risorse sufficienti, l'UE ha dovuto creare strumenti "satellite" ad hoc, finanziati congiuntamente dagli Stati membri, dal bilancio dell'UE e dal Fondo europeo di sviluppo, segnatamente i fondi fiduciari dell'UE (il fondo fiduciario Madad e il fondo fiduciario di emergenza per l'Africa) e lo Strumento per la Turchia a favore dei rifugiati; ricorda che la mancanza di una strategia di bilancio complessiva per affrontare la crisi migratoria e dei rifugiati ha portato il Parlamento a essere escluso per quanto riguarda la decisione sull'uso dei fondi di bilancio dell'UE; sottolinea che la moltiplicazione di questi strumenti crea un problema di responsabilità nell'UE che deve essere tenuto in considerazione e analizzato; deplora inoltre che gli Stati membri non abbiano finora fornito i contributi attesi ai fondi fiduciari, compromettendo in tal modo il loro successo; invita nuovamente gli Stati membri a rispettare immediatamente i loro impegni e le loro responsabilità;

Bassi livelli di investimenti

14.  ricorda che, dall'inizio della crisi economica e finanziaria mondiale, l'UE ha risentito dei bassi e insufficienti livelli di investimenti; rileva, in particolare, che nel 2014 gli investimenti totali sono scesi del 15 % rispetto al livello del 2007, che corrisponde a un calo di 430 miliardi di EUR; ritiene che la carenza di investimenti rallenti la ripresa economica e incida negativamente sulla crescita, sulla creazione di posti di lavoro e sulla competitività;

15.  sottolinea che, in risposta a questo pressante problema, nel 2014 la nuova Commissione ha proposto un piano di investimenti per l'Europa e la creazione del FEIS, con lo scopo di mobilitare 315 miliardi di EUR in nuovi investimenti nell'economia reale; ribadisce il fermo impegno a favore del FEIS, il quale dovrebbe imprimere un impulso forte e mirato ai settori economici che promuovono la crescita e l'occupazione; constata con soddisfazione che è già stato approvato un numero significativo di progetti che sono in fase di attuazione; osserva che la garanzia fornita dall'Unione per il FEIS è coperta da un Fondo di garanzia di 8 miliardi di EUR istituito nel bilancio dell'UE;

16.  ricorda che, al fine di assicurare questi finanziamenti aggiuntivi, la dotazione finanziaria di due importanti programmi dell'UE – Orizzonte 2020 e il Meccanismo per collegare l'Europa (CEF) – è stata ridotta rispettivamente di 2,2 miliardi di EUR e di 2,8 miliardi di EUR, mentre l'importo rimanente di 3 miliardi di EUR è coperto dai margini non assegnati del QFP; sottolinea l'impegno assunto dal Parlamento durante i negoziati sul FEIS di ridurre il più possibile l'impatto negativo su questi due programmi, le cui dotazioni finanziarie, che sono state decise solo nel 2013, hanno subito tagli consistenti rispetto alla proposta della Commissione già durante i negoziati sul QFP 2014-2020;

17.  deplora che la quota del bilancio dell'Unione destinata alla ricerca e all'innovazione sia spesso stata la prima a subire i tagli al bilancio; rileva che i programmi di ricerca e innovazione hanno la capacità potenziale di generare un valore aggiunto dell'Unione e sottolinea il ruolo chiave di tali programmi nel sostenere la competitività e quindi garantire la futura crescita e la prosperità a lungo termine dell'Unione;

18.  evidenzia a tale riguardo che, in conformità dell'articolo 15 del regolamento QFP, negli anni 2014-2015 sono state anticipate risorse per Orizzonte 2020 (200 milioni di EUR per il Consiglio europeo della ricerca e le azioni Marie Curie) e COSME (50 milioni di EUR), al fine di compensare in parte la diminuzione degli stanziamenti tra il 2013 e il 2014; osserva che tale anticipo non modifica la dotazione finanziaria globale dei due programmi e comporta pertanto una riduzione degli stanziamenti per la seconda metà del periodo del QFP; sottolinea, tuttavia, che gli stanziamenti anticipati per Orizzonte 2020 e COSME sono stati completamente assorbiti, il che dimostra il buon funzionamento di questi programmi e la loro capacità di assorbire una quantità maggiore di risorse;

19.  rileva tuttavia con grande preoccupazione che il tasso di successo di Orizzonte 2020 è sceso al 13 % dal 20-22 % registrato dal suo predecessore (7° PQ) nel precedente periodo di programmazione; si rammarica, di conseguenza, della diminuzione del numero di progetti di elevata qualità nel settore della ricerca e dell'innovazione che beneficiano di finanziamenti dell'UE; prende atto altresì del respingimento di numerose domande di qualità relative al CEF a causa dell'insufficienza dei fondi di bilancio;

Disoccupazione giovanile

20.  sottolinea che il livello di disoccupazione giovanile rimane drammaticamente elevato e rappresenta uno dei problemi più gravi e urgenti che l'Unione si trovi ad affrontare; mette in evidenza che, nel febbraio 2016, 4,4 milioni di giovani al di sotto dei 25 anni nell'Unione erano disoccupati, cifra che corrisponde a una percentuale superiore al 40 % in alcuni Stati membri e superiore al 60 % in determinate regioni dell'UE; evidenzia che il tasso di occupazione nell'UE è ben al di sotto dell'obiettivo della strategia Europa 2020; sottolinea di conseguenza che un numero eccessivo di giovani è a rischio di emarginazione sociale e che occorre varare interventi più specifici per l'integrazione dei NEET (giovani che non lavorano e non partecipano ad alcun ciclo di istruzione o formazione); sottolinea che il volume di risorse umane altamente istruite e adeguatamente formate ha un forte impatto sulla competitività, la capacità innovativa e la produttività dell'Europa e sottolinea, a tale riguardo, la necessità di investire nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù e della cultura; riconosce inoltre l'importanza della strategia dell'UE per la gioventù 2010-2018;

21.  sottolinea che il bilancio dell'UE contribuisce in maniera significativa alla lotta contro la disoccupazione, in particolare attraverso il Fondo sociale europeo (FSE) e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (YEI); richiama l'attenzione sull'indicazione della Commissione, secondo cui la designazione di autorità incaricate dell'attuazione ha rappresentato una sfida fondamentale per i flussi finanziari del programma; mette in evidenza altresì che, nonostante i ritardi iniziali nella designazione delle autorità nazionali e nell'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, i dati attuali indicano una piena capacità di assorbimento (raggiunta in parte grazie a un aumento significativo del tasso di prefinanziamento del programma); osserva che una valutazione di tale iniziativa sarà conclusa a breve dalla Commissione e auspica che siano introdotti i necessari adeguamenti per garantire la sua efficace attuazione; ritiene che il proposto Programma di sostegno alle riforme strutturali potrebbe eventualmente apportare un valido contributo al miglioramento della capacità amministrativa negli Stati membri in tale contesto; sottolinea l'importanza di una valutazione costante delle prestazioni dell'YEI da parte dei soggetti pertinenti, incluse le organizzazioni giovanili;

22.  è particolarmente preoccupato per l'assenza di nuovi stanziamenti di impegno per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile a partire dal 2016, dal momento che l'intera dotazione iniziale dell'iniziativa è stata anticipata nel 2014 e nel 2015 (articolo 15 del regolamento sul QFP); sottolinea che, nel sostenere tale anticipo, il Parlamento non auspicava che l'iniziativa fosse conclusa dopo appena due anni di finanziamento e che altri meccanismi del QFP, come il margine globale per gli impegni, fossero attuati con l'obiettivo di assicurarne la continuità; ricorda, tuttavia, che il margine globale per gli impegni è già stato mobilitato solo per il finanziamento del FEIS; prende atto, inoltre, dell'anticipo degli stanziamenti, sulla base dello stesso articolo, per Erasmus + (150 milioni di EUR), un altro programma dell'UE che fornisce un importante contributo al miglioramento dell'occupabilità dei giovani, che è stato pienamente attuato nei primi due anni del periodo in esame; ricorda che, secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), un'efficiente Garanzia per i giovani a livello di Unione europea costerebbe 21 miliardi di EUR su base annuale per i paesi della zona euro;

Sicurezza interna

23.  ricorda i recenti attentati terroristici in Francia e in Belgio e i crescenti livelli di minaccia in altri Stati membri, che richiedono un'azione più coordinata e rafforzata a livello di UE; sottolinea l'Unione dispone di uno strumento adeguato a tal fine, cioè il Fondo sicurezza interna, e di numerose agenzie che operano in tale ambito, le quali subiscono una crescente pressione; ritiene che in tale ambito saranno necessarie più iniziative, e quindi maggiori finanziamenti, a livello europeo per dare una risposta adeguata a tale minaccia; evidenzia il fatto che una maggiore cooperazione in tale ambito presuppone l'incremento dell'organico delle agenzie interessate, il che potrebbe accrescere ulteriormente la pressione sul bilancio dell'UE e ricorda il limitato incremento del personale del Centro europeo antiterrorismo presso Europol, finanziato mediante la riassegnazione di fondi prelevati dal Fondo sicurezza interna;

24.  sottolinea che, tenuto conto degli attuali interventi e delle proposte legislative intese a intensificare la cooperazione giudiziaria, anche per Eurojust saranno gradualmente necessarie ulteriori risorse finanziarie e umane, che incideranno sul bilancio dell'Unione;

Crisi nel settore agricolo

25.  sottolinea che i rigidi massimali fissati per la politica agricola comune (PAC) fino al 2020 comportano margini molto inferiori rispetto al precedente QFP, proprio mentre il settore si trova confrontato a maggiori sfide; ricorda che la PAC è fondamentale per il reddito di molti agricoltori, segnatamente in tempi di crisi, e richiama l'attenzione sull'elevato tasso di assorbimento annuo prossimo al 100%; ricorda le diverse crisi che gli agricoltori europei si sono trovati ad affrontare dall'inizio dell'attuale QFP, in particolare la crisi del settore lattiero-caseario, delle carni suine e carni bovine e del comparto ortofrutticolo, come pure gli effetti negativi a lungo termine per gli agricoltori europei delle perdite imputabili all'embargo russo sui prodotti agricoli; rileva l'abolizione delle quote zucchero nel 2017 e le sue potenziali incidenze sul settore, richiamando altresì l'attenzione sulle particolari necessità delle regioni ultraperiferiche; evidenzia l'incidenza sul bilancio delle misure di emergenza adottate in risposta a tali crisi, per un importo di 500 milioni di EUR nel bilancio del 2016 e 300 milioni di EUR nel 2015, che sono state finanziate sui margini della rubrica 2; sottolinea che qualsiasi taglio in questo settore metterebbe a repentaglio la coesione territoriale dell'Unione, in particolare per le aree rurali; è inoltre contrario a qualsiasi tendenza alla rinazionalizzazione della politica agricola, che creerebbe delle distorsioni del mercato e a una concorrenza sleale per gli agricoltori;

Sfide ambientali

26.  esprime preoccupazione per il mancato conseguimento dell'obiettivo di spendere almeno il 20 % delle risorse del bilancio dell'UE per gli interventi legati al clima e per il fatto che, in base alla metodologia di integrazione trasversale della Commissione, soltanto il 12,7% del bilancio annuale dell'UE è utilizzato a tal fine; richiama l'attenzione sull'ingente fabbisogno di finanziamenti per gli interventi per il clima, per la protezione della biodiversità e per l'uso sostenibile delle risorse naturali, necessità destinata a crescere per effetto dell'attuale riscaldamento del pianeta; prende atto, in particolare, dell'accordo sul clima raggiunto nel corso della recente conferenza delle parti (COP 21) alla convenzione delle Nazioni Unite a Parigi nel 2015;

Coesione economica, sociale e territoriale

27.  ricorda che la politica di coesione rappresenta la principale politica di investimenti dell'Unione per ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali tra tutte le regioni dell'UE e, di conseguenza, migliorare la qualità di vita dei cittadini europei; ne sottolinea il ruolo importante per l'attuazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, in particolare grazie a una chiara assegnazione delle risorse per gli interventi in materia di clima e per gli obiettivi sociali, soprattutto la lotta alla crescente povertà, tra cui quella infantile, alle disuguaglianze e all'esclusione sociale, come pure per incentivare l'occupazione; invita la Commissione a monitorare la piena realizzazione dei suddetti obiettivi; ritiene inoltre che, pur nel rispetto delle dotazioni nazionali preassegnate, i Fondi strutturali possono apportare un prezioso contributo a raccogliere le sfide emergenti, come ad esempio le conseguenze della crisi dei rifugiati;

Crescente pressione sulle politiche di sviluppo e di vicinato

28.  rileva la pressione crescente sul fabbisogno mondiale di aiuti umanitari e sulla necessità di ridurre i rischi di catastrofi derivanti dalle conseguenze di conflitti e guerre; richiama l'attenzione sull'accordo di Addis Abeba, in cui i capi di Stato e di governo hanno confermato il loro forte impegno politico a conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) ed è consapevole della necessità di reperire le risorse a tal fine; ricorda l'impegno collettivo dell'Unione, confermato di recente, di portare allo 0,7% del suo RNL gli aiuti pubblici allo sviluppo (APS) e a destinare almeno il 20 % del proprio APS ai servizi sociali di base, con particolare attenzione all'istruzione e alla sanità; è fermamente contrario all'impiego degli aiuti allo sviluppo per finalità diverse da quelle di sviluppo;

29.  ricorda che la situazione geopolitica è fragile anche nei paesi del vicinato orientale; sottolinea l'importante ruolo svolto dal bilancio dell'UE nel contribuire alla stabilità della situazione nei paesi del proprio vicinato meridionale e orientale e nell'affrontare tali problemi prevedendo un maggiore sostegno a favore dei paesi che stanno attuando accordi di associazione, al fine di far avanzare le riforme e assicurare l'approfondimento delle relazioni fra l'Unione e detti paesi;

Integrazione della dimensione di genere

30.  accoglie con favore il riesame intermedio del QFP quale occasione per realizzare progressi significativi ai fini di una più efficace integrazione della dimensione di genere nel QFP e nell'attuazione e nel monitoraggio della dichiarazione comune allegata al QFP a tale riguardo;

Arretrato dei pagamenti

31.  ricorda l'accumulo di un arretrato di fatture non pagate nel corso del precedente QFP (2007-2013), che è passato da un livello "normale" di 5 miliardi di EUR alla fine del 2010 ai livelli senza precedenti di 11 miliardi di EUR alla fine del 2011, 16 miliardi di EUR alla fine del 2012 e 23,4 miliardi di EUR alla fine del 2013; avverte che tale arretrato si è esteso all'attuale QFP (2014-2020), facendo registrare un picco senza precedenti di 24,7 miliardi di EUR alla fine del 2014; sottolinea che, su insistente richiesta del Parlamento, è stato concordato un piano di pagamento per ridurre l'arretrato delle richieste di pagamento inevase relative alla politica di coesione per il periodo 2007-2013 a un livello "normale" di 2 miliardi di EUR entro la fine del 2016; fa osservare che alla fine del 2015 sono stati identificati almeno 8,2 miliardi di EUR di fatture non pagate per il periodo 2007-2013 nell'ambito della politica di coesione, cifra che dovrebbe scendere al di sotto di 2 miliardi di EUR entro la fine del 2016; rileva che tale riduzione rappresenta soltanto un sollievo temporaneo, in quanto è dovuta unicamente al fatto che il numero delle richieste di pagamento liquidabili per i programmi relativi ai periodi 2007-2013 e 2014-2020 è stato inferiore a quello annunciato; deplora che non sia stata adottata alcuna misura per far fronte all'"arretrato nascosto" riscontrato in altre rubriche; richiama l'attenzione sul fatto che la situazione del 2012-2014 potrebbe verificarsi di nuovo alla fine dell'attuale QFP se non saranno adottate misure concrete;

32.  deplora le gravi conseguenze di tale crisi dei pagamenti, che si ripercuotono sui beneficiari del bilancio dell'UE quali studenti, università, PMI, ricercatori, ONG, enti locali e regionali e altre entità interessate; rammenta, in particolare, la drammatica penuria di pagamenti nell'ambito degli interventi umanitari nel 2014, che ha avuto ricadute negative sulle operazioni di salvataggio dell'UE; ricorda che la Commissione è dovuta ricorrere a "misure di attenuazione", quali la riduzione delle percentuali di prefinanziamento e il rinvio degli inviti a presentare proposte/appalti e le relative aggiudicazioni; ricorda che si è verificato un rallentamento artificiale nell'attuazione dei nuovi programmi per il periodo 2014-2020 a causa della generale penuria di pagamenti, come ad esempio il ritardo artificiale relativo a 1 miliardo di EUR per inviti a presentare proposte nel quadro del programma Orizzonte 2020 nel 2014, per far sì che i pagamenti fossero esigibili nel 2015 anziché nel 2014; sottolinea inoltre che al bilancio dell'UE sono state imputate penalità di mora per pagamenti in ritardo, a concorrenza di circa 3 milioni di EUR sia nel 2014 che nel 2015;

B.Ampio ricorso alle disposizioni del QFP in materia di flessibilità

33.  sottolinea che, per assicurare gli stanziamenti supplementari che sono stati necessari per far fronte alle crisi o per finanziare nuove priorità politiche dal 2014, l'autorità di bilancio ha approvato un ampio ricorso alle disposizioni in materia di flessibilità e agli strumenti speciali inclusi nel regolamento sul QFP, una volta esauriti tutti i margini disponibili; ricorda che alcune di queste disposizioni scaturivano direttamente da proposte del Parlamento europeo, per il quale la massima flessibilità possibile è stata una delle principali richieste avanzate nel corso dei negoziati sul QFP;

34.  osserva, in particolare, che gli strumenti speciali sono stati mobilitati per far fronte alla crisi migratoria e dei rifugiati (utilizzo dell'importo totale dello strumento di flessibilità nel 2016 – 1,530 miliardi di EUR; riserva per gli aiuti d'urgenza nel 2016 – 150 milioni di EUR), al problema della penuria di pagamenti (attivazione del margine per imprevisti nel 2015 – 3,16 miliardi di EUR) e per il finanziamento del fondo di garanzia del FEIS (utilizzo integrale del margine globale per gli impegni del 2014 – 543 milioni di EUR); rammenta che la decisione di mobilitare il margine per imprevisti nei pagamenti si accompagna a una riduzione dei massimali di pagamento per gli anni dal 2018 al 2020;

35.  si attende che gli eventuali fabbisogni supplementari in relazione alla crisi migratoria e dei rifugiati nel 2016, compresa la quota di 200 milioni di EUR destinata al nuovo strumento di sostegno di emergenza nell'Unione, comportino la mobilitazione del margine per imprevisti non appena necessario; ricorda che nella rubrica 3 non sono disponibili altri margini e che lo strumento di flessibilità è già stato utilizzato integralmente per l'anno in corso; propone di esaminare ulteriori possibilità di flessibilità per le sfide emergenti;

36.  rammenta che la flessibilità legislativa, sancita al punto 17 dell'accordo interistituzionale, permette di incrementare la dotazione globale dei programmi adottati mediante procedura legislativa ordinaria fino a circa il 10 % nel periodo settennale; osserva che in caso di "nuove circostanze oggettive e durature", l'autorità di bilancio può discostarsi ulteriormente dalla dotazione iniziale; si compiace che tale disposizione sia già stata utilizzata per permettere all'Unione di rispondere a eventi imprevisti, incrementando notevolmente gli stanziamenti annuali iniziali di programmi come il Fondo Asilo, migrazione e integrazione;

II.Revisione intermedia del QFP: un imperativo

37.  è convinto, sulla base dell'analisi che precede, che il riesame del funzionamento dell'attuale QFP porti alla conclusione che un'effettiva revisione intermedia del QFP, quale prevista dal relativo regolamento, sia assolutamente indispensabile affinché l'Unione possa far fronte in maniera efficace a una serie di sfide, realizzando nel contempo i suoi obiettivi politici; ricorda che la realizzazione della strategia Europa 2020 rimane la principale priorità da sostenere con il bilancio dell'UE; sottolinea la necessità che il bilancio dell'UE sia dotato di risorse sufficienti ad assicurare effettivamente gli investimenti che favoriscano la crescita e l'occupazione, realizzino la coesione economica, sociale e territoriale e promuovano la solidarietà;

38.  esorta la Commissione, in sede di elaborazione della sua proposta legislativa, a tenere conto delle seguenti richieste del Parlamento in relazione alle modifiche da apportare al QFP per quanto riguarda gli importi e alcune disposizioni relative al funzionamento del QFP, che dovrebbero essere applicabili già per l'attuale QFP;

39.  sottolinea che due proposte legislative con rilevanti incidenze di bilancio, vale a dire la proroga del FEIS e la predisposizione di un piano di investimenti esterni, sono state anticipate all'autunno 2016; si attende che tutte le informazioni sul finanziamento delle due proposte in oggetto siano rese disponibili quanto prima, affinché se ne possa tenere conto nel corso dei negoziati sulla revisione intermedia del QFP; ribadisce la propria posizione di principio secondo cui le nuove iniziative politiche non devono essere finanziate a scapito dei programmi e delle politiche esistenti dell'Unione;

40.  sottolinea che le modifiche approvate nell'ambito della revisione intermedia del QFP dovrebbero essere attuate senza indugio e già integrate nel bilancio dell'UE per il 2017; invita, pertanto, la Commissione a presentare quanto prima le sue proposte legislative sulla revisione del regolamento sul QFP, onde permettere lo svolgimento concomitante dei negoziati sulla revisione del QFP e sul bilancio per il 2017, nonché il tempestivo raggiungimento di un accordo al riguardo;

41.  prende atto dell'esito del referendum tenutosi nel Regno Unito il 23 giugno 2016; invita a tale proposito la Commissione a fornire all'autorità di bilancio tutte le informazioni del caso sulle eventuali incidenze di bilancio derivanti dal referendum in oggetto, fatto salvo l'esito dei prossimi negoziati tra il Regno Unito e l'Unione europea;

42.  prende atto dell'importante contributo dato dall'UE al sostegno del processo di pace e di riconciliazione in Irlanda, in particolare attraverso i programmi PEACE, che sono destinati all'Irlanda del Nord e alle contee di confine nel sud; rileva che l'esito del referendum britannico potrebbe avere gravi conseguenze per il processo di pace e pregiudica l'integrità del processo di pace e dell'accordo del Venerdì Santo; invita la Commissione a continuare a sostenere il processo di pace mantenendo il finanziamento del programma PEACE;

A.Richieste del Parlamento per la seconda metà del QFP

Importi del QFP (impegni)

43.  è convinto, pur confermando pienamente l'idea di un sostegno politico e finanziario su vasta scala per il FEIS, che il bilancio dell'UE non dovrebbe finanziare nuove iniziative a scapito di programmi e politiche dell'Unione già esistenti; si propone di tenere fede al proprio impegno di compensare integralmente i tagli apportati a Orizzonte 2020 e al meccanismo per collegare l'Europa in relazione al FEIS, al fine di permettere a tali programmi di realizzare i rispettivi obiettivi come stabilito solo due anni fa e di consentire all'Unione di raggiungere i propri obiettivi di ricerca e innovazione; sottolinea, in questo contesto, che il livello di finanziamento degli altri programmi della sottorubrica 1a (Competitività per la crescita e l'occupazione) non dovrebbe risentire di questa compensazione, rimarcando il loro incontestabile contributo alla crescita, all'occupazione e alla competitività; ritiene che i margini della sottorubrica 1a non siano sufficienti a soddisfare tali esigenze e chiede pertanto un aumento del massimale di detta sottorubrica;

44.  sostiene con determinazione il proseguimento dell'iniziativa YEI quale mezzo per garantire una risposta urgente nella lotta contro la disoccupazione giovanile, a seguito dei necessari adeguamenti risultanti dalla valutazione in corso; ritiene che tale obiettivo possa essere realizzato solo prevedendo per l'iniziativa YEI, per gli anni restanti del QFP attuale, almeno lo stesso livello di stanziamenti di impegno assegnato annualmente al programma durante i primi due anni del periodo di riferimento (6 miliardi di EUR anticipati nel 2014 e 2015), in funzione dell'esito della prossima valutazione della Commissione; osserva che ciò dovrebbe comportare una revisione al rialzo dei massimali della sottorubrica 1b ("Coesione economica, sociale e territoriale"), dal momento che non vi sono margini disponibili;

45.  è fermamente convinto che la dotazione di bilancio globale e le dotazioni nazionali preassegnate per la PAC, compresi gli stanziamenti per pagamenti diretti, debbano rimanere invariate durante la revisione del QFP; sottolinea inoltre l'importanza di garantire che la dotazione del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca non sia ridotta, e ciò al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi della recente riforma della Politica comune della pesca;

46.  ritiene che l'entità della crisi migratoria e dei rifugiati causata dai conflitti e dal cambiamento climatico stia ad indicare che negli anni a venire potrebbero insorgere in tale settore esigenze aggiuntive, con importanti conseguenze di bilancio a carico della rubrica 3 (Sicurezza e cittadinanza); sottolinea inoltre che, a titolo della stessa rubrica, saranno altresì necessari finanziamenti aggiuntivi per sostenere un'azione rafforzata a livello dell'UE atta a garantire la sicurezza interna nell'Unione e la lotta contro il terrorismo; chiede alla Commissione di procedere quanto prima a una proiezione aggiornata delle risorse di bilancio che saranno necessarie fino alla fine dell'attuale QFP per raccogliere tutte le sfide in questi settori;

47.  è quindi fermamente convinto che, nonostante la mobilitazione dei modesti margini disponibili a titolo della rubrica 3 e le disposizioni esistenti in materia di flessibilità, le risorse disponibili non saranno sufficienti per far fronte all'aumento dei bisogni nel quadro di detta rubrica; chiede pertanto un significativo rafforzamento dell'AMIF e del Fondo Sicurezza interna, nonché delle agenzie dell'Unione (Frontex, l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO), Europol, Eurojust e l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA)) che hanno assunto nuove responsabilità operando nel settore, come anche di altre iniziative che possono essere intraprese; ritiene che sia necessaria una revisione al rialzo dei massimali della rubrica 3;

48.  si aspetta che l'azione concertata volta a rispondere in maniera efficace alla dimensione esterna della crisi migratoria e dei rifugiati – segnatamente la stabilizzazione politica del vicinato europeo e dell'Africa subsahariana, e l'eliminazione delle cause umanitarie ed economiche della migrazione – sia intensificata nei prossimi anni e accompagnata da un aumento delle richieste di finanziamenti a titolo della rubrica 4 (Europa globale); sottolinea che tali richieste di finanziamenti aggiuntivi non dovrebbero essere soddisfatte pregiudicando l'attuale azione esterna dell'UE, compresa la sua politica di sviluppo; chiede pertanto una revisione al rialzo dei massimali della rubrica 4;

49.  chiede un maggiore sostegno finanziario a favore dei tre programmi europei che interessano direttamente i cittadini, vale a dire Europa creativa, Europa per i cittadini ed Erasmus+, in quanto tali programmi sviluppano nuove linee di sovvenzione per far fronte all'attuale situazione per quanto riguarda l'integrazione e l'istruzione dei rifugiati e svolgono un ruolo fondamentale nelle azioni intraprese dall'Unione e dagli Stati membri per migliorare la situazione sociale globale, la comprensione reciproca e la convivenza nelle nostre diverse società;

Importi del QFP (pagamenti)

50.  reputa necessario intervenire a titolo prioritario con lo scopo di evitare una nuova crisi dei pagamenti verso la fine dell'attuale QFP; è fermamente convinto che occorra fare tutto il possibile per evitare l'accumulo di un arretrato di fatture non pagate come quello che si è registrato nel periodo precedente; sottolinea tuttavia che, proprio quando i fabbisogni di pagamento dovrebbero raggiungere il loro picco normale, è già possibile prevedere, nella seconda metà del QFP, una forte pressione sui pagamenti; ritiene che l'ulteriore pressione sui pagamenti sia dovuta, tra l'altro, alla compensazione del margine per imprevisti con i già ridotti massimali di pagamento per il periodo 2018-2020, al considerevole ritardo nell'avvio dei nuovi programmi in regime di gestione concorrente, compresa l'iniziativa YEI, al profilo dei pagamenti del FEIS e ai pagamenti aggiuntivi corrispondenti al recente aumento degli impegni in relazione alla crisi migratoria e dei rifugiati;

51.  ricorda che gli stanziamenti di pagamento sono la regolare conseguenza di impegni anteriori; si aspetta pertanto che i nuovi rafforzamenti a livello degli stanziamenti di impegno siano accompagnati da un corrispondente aumento degli stanziamenti di pagamento, compresa una revisione al rialzo dei massimali di pagamento; ritiene inoltre che il riesame/la revisione intermedia del QFP costituisce un'eccellente opportunità per fare il punto sull'esecuzione dei pagamenti e sulle previsioni aggiornate in merito alla prevista evoluzione dei pagamenti fino al termine dell'attuale QFP; ritiene che le tre istituzioni dovrebbero elaborare e concordare un piano comune di pagamento vincolante per il periodo 2016-2020; insiste sulla necessità di basare un nuovo piano di pagamento di questo tipo su una gestione finanziaria sana e di prevedere una strategia chiara per far fronte a tutte le esigenze di pagamento per tutte le rubriche sino alla fine dell'attuale QFP, evitando un "arretrato nascosto" causato da un rallentamento artificiale nell'esecuzione di determinati programmi pluriennali e altre contromisure quali la riduzione dei tassi di prefinanziamento;

52.  è determinato a risolvere in maniera inequivocabile il problema dell'iscrizione in bilancio dei pagamenti degli strumenti speciali del QFP; ricorda il conflitto di interpretazione irrisolto tra Commissione e Parlamento, da un lato, e Consiglio, dall'altro, che ha avuto un ruolo centrale nei negoziati sul bilancio degli ultimi anni; ribadisce la posizione che sostiene da tempo, secondo cui gli stanziamenti di pagamento risultanti dalla mobilitazione di strumenti speciali in stanziamenti di impegno dovrebbero altresì essere contabilizzati oltre i massimali di pagamento annuali del QFP;

Condizionalità per garantire il diritto fondamentale dell'UE

53.  insiste sulla necessità che ogni paese si assuma pienamente tutte le dovute responsabilità nel contesto della crisi dei rifugiati e della decisione sul meccanismo di riassegnazione specificamente previsto; invita la Commissione a introdurre un meccanismo di bonus-malus finanziario relativamente al rispetto o meno da parte degli Stati membri dei loro impegni nel quadro delle misure adottate dall'UE; è del parere che i contributi finanziari provenienti dalle sanzioni imposte agli Stati membri che non rispettano tali misure dovrebbero essere riversati nel bilancio dell'UE a titolo di entrate straordinarie;

Entrate straordinarie

54.  ritiene fermamente che qualsiasi eccedenza risultante dalla sottoesecuzione del bilancio dell'UE o dalle sanzioni pecuniarie inflitte alle imprese per violazione del diritto dell'Unione in materia di concorrenza dovrebbe essere contabilizzata come entrata straordinaria nel bilancio dell'UE, senza alcun adeguamento corrispondente dei contributi legati al reddito nazionale lordo (RNL); ritiene altresì che questa misura contribuirebbe in modo significativo ad attenuare il problema dei pagamenti del bilancio dell'UE; invita la Commissione a presentare al riguardo proposte legislative appropriate;

55.  è convinto, con riferimento a tutte le rubriche, che i disimpegni risultanti dalla mancata esecuzione totale o parziale delle azioni per le quali le risorse sono state stanziate dovrebbero essere nuovamente resi disponibili nel bilancio dell'UE e mobilitati dall'autorità di bilancio nel quadro della procedura di bilancio annuale; è inoltre fermamente convinto che, considerati i vincoli attualmente imposti al bilancio dell'UE e il fabbisogno supplementare di finanziamenti cui l'Unione deve far fronte, tale disposizione dovrebbe applicarsi anche ai disimpegni risultanti dall'esecuzione dei programmi 2007-2013, compresa la chiusura dei programmi della politica di coesione; invita la Commissione a presentare al riguardo proposte legislative appropriate;

Disposizioni in materia di flessibilità e strumenti speciali

56.  sottolinea che la frequenza e il livello di mobilitazione degli strumenti speciali del QFP negli ultimi due anni dimostrano da soli, al di là di ogni dubbio, la validità delle disposizioni e dei meccanismi di flessibilità sanciti dal regolamento QFP; sottolinea la posizione che sostiene da tempo, secondo cui la flessibilità dovrebbe consentire il massimo ricorso ai massimali globali del QFP per impegni e pagamenti;

57.  ritiene quindi che la revisione intermedia del regolamento QFP dovrebbe prevedere l'eliminazione di una serie di vincoli e di limiti che sono stati imposti dal Consiglio, all'atto dell'adozione del QFP, sulle disposizioni in materia di flessibilità; ritiene in particolare che le eventuali restrizioni al riporto degli stanziamenti e dei margini inutilizzati dovrebbero essere revocate fissando massimali annuali (margine globale per i pagamenti) o imponendo scadenze (margine globale per gli impegni); ritiene altresì che, considerati gli attuali vincoli di bilancio in varie rubriche, non bisognerebbe definire un ambito specifico per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse a titolo del margine globale per gli impegni;

58.  sottolinea in particolare la mobilitazione dell'importo integrale dello strumento di flessibilità nel 2016; rileva che questo strumento consente il finanziamento di una spesa chiaramente identificata che non può essere finanziata nell'ambito del massimale di una o più rubriche e che non è vincolata a una specifica politica dell'UE; ritiene quindi che esso apporti un'autentica flessibilità al bilancio dell'UE, soprattutto in caso di grave crisi; chiede di conseguenza un aumento sostanziale della relativa dotazione finanziaria fino a un'assegnazione annuale di 2 miliardi di EUR, fermo restando che questo importo è iscritto in bilancio solo qualora l'autorità di bilancio decida di mobilitare lo strumento in questione; ricorda che lo strumento di flessibilità non è vincolato a un settore d'intervento particolare e può essere mobilitato per qualsiasi finalità ritenuta necessaria;

59.  evidenzia il ruolo della riserva per gli aiuti d'urgenza nel fornire una risposta rapida a specifiche esigenze di aiuto per i paesi terzi in caso di eventi imprevisti, e ne sottolinea la particolare importanza nel contesto attuale; chiede un aumento sostanziale della relativa dotazione finanziaria fino a un'assegnazione annuale di 1 miliardo di EUR;

60.  prende atto delle diverse norme in vigore per quanto riguarda il termine utile per il riporto degli stanziamenti non utilizzati a titolo degli strumenti speciali del QFP, in particolare lo strumento di flessibilità, la riserva per gli aiuti d'urgenza, il Fondo di solidarietà dell'Unione europea e il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione; chiede l'armonizzazione di tali norme così da consentire l'applicazione a detti strumenti di una norma generale "N+3";

61.  annette un'importanza particolare al margine per imprevisti, quale strumento di ultima istanza per reagire a circostanze inattese; sottolinea che, secondo la Commissione, questo è l'unico strumento speciale che può essere mobilitato esclusivamente per gli stanziamenti di pagamento, e prevenire così una crisi dei pagamenti nel bilancio dell'UE, come nel 2014; si rammarica del fatto che, contrariamente al periodo precedente, una compensazione obbligatoria degli stanziamenti sia prevista nel regolamento QFP; è fermamente convinto che tale requisito crei una situazione insostenibile che di fatto ridurrà gli importi annuali con riferimento ai massimali del QFP negli ultimi anni del periodo, esercitando così un'ulteriore pressione sul bilancio dell'UE; sottolinea che il margine per imprevisti è, in ogni caso, uno strumento di ultima istanza, la cui mobilitazione è decisa congiuntamente dai due rami dell'autorità di bilancio; chiede quindi che la regola della compensazione obbligatoria sia revocata immediatamente e con effetto retroattivo, e che il suo importo massimo annuale sia portato allo 0,05 % del RNL dell'UE;

Seguito degli accordi internazionali sui cambiamenti climatici

62.  rileva che l'accordo della COP 21 raggiunto a Parigi rappresenta un accordo universale, dinamico e differenziato volto a far fronte alla sfida del cambiamento climatico; sottolinea che, nel quadro di tale accordo, i finanziamenti dell'UE devono essere destinati al sostegno dell'azione in materia di clima nei paesi in via di sviluppo; sottolinea che i finanziamenti destinati alle misure eventualmente risultanti dalla COP 21 dovrebbero andare ad aggiungersi all'attuale spesa per le azioni per il clima, e invita la Commissione a presentare la sua strategia di attuazione e una prima valutazione del possibile impatto dell'accordo della COP 21 sul bilancio dell'UE in tempo per la revisione; sottolinea altresì che la revisione del QFP offre un'eccellente occasione per garantire che l'obiettivo di spesa del 20 % per azioni legate al clima sia raggiunto nonché per prevedere un eventuale aumento di tale soglia in linea con gli impegni che l'UE ha contratto sul piano internazionale in occasione della COP 21; invita la Commissione ad assicurare che il meccanismo di integrazione dell'azione per il clima sia reso pienamente operativo e che l'attuale metodo di monitoraggio di tale spesa sia migliorato; rammenta inoltre che l'UE si è anche impegnata ad attuare il piano strategico della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, e sottolinea che essa dovrebbe prevedere risorse sufficienti che le consentano di far fronte agli impegni che ha contratto in tal senso;

Semplificazione

63.  ritiene che il riesame/la revisione intermedia costituisca un'eccellente occasione per una prima analisi e valutazione del funzionamento delle politiche e dei programmi UE interessati, nonché del funzionamento delle disposizioni del QFP in materia di flessibilità e degli strumenti speciali, e si attende che la Commissione fornisca un'analisi che identifichi le carenze dell'attuale sistema di esecuzione; presta particolare attenzione alla valutazione dell'impatto nel processo di attuazione dei nuovi elementi introdotti nell'attuale periodo di programmazione, come ad esempio le condizionalità ex ante previste dalla politica di coesione; ritiene che il riesame/la revisione intermedia del QFP dovrebbe altresì fare un bilancio del rendimento dei fondi assegnati, al fine di verificare se stiano conseguendo i loro obiettivi; invita la Commissione ad avanzare proposte concrete per affrontare le eventuali carenze e migliorare e razionalizzare il quadro di applicazione per i rimanenti esercizi dell'attuale QFP, al fine di garantire l'uso più efficiente possibile delle scarse risorse finanziarie e ridurre l'onere amministrativo per i beneficiari;

Programmazione di bilancio basata sui risultati/Bilancio incentrato sui risultati

64.  evidenzia che è importante mostrare il valore aggiunto dei risultati del bilancio dell'UE ed è favorevole all'inserimento della cultura dell'orientamento ai risultati tra gli elementi centrali del bilancio UE; sottolinea che la valutazione basata sulle prestazioni e sui risultati dovrebbe, ove del caso, diventare un principio fondamentale e segnala che questo principio è applicabile in particolare ai programmi orientati all'innovazione, prende atto del lavoro della Commissione nel contesto dell'iniziativa "Un bilancio dell'UE incentrato sui risultati", che dovrà essere sviluppata ulteriormente, e attende i risultati del gruppo di lavoro interistituzionale di esperti sulla programmazione di bilancio basata sui risultati; ritiene che questo approccio possa costituire un mezzo per incrementare la prestazione dei programmi che registrano scarsi risultati; sottolinea, tuttavia, che le carenze tecniche o programmatiche non possono portare a una riduzione del bilancio dell'UE né all'abbandono delle priorità politiche, e che, da solo, un miglioramento della spesa non risolverà il problema della mancanza di risorse finanziarie per affrontare le pressanti e crescenti esigenze; ricorda alla Commissione che, in quanto ramo dell'autorità di bilancio, il Parlamento deve essere coinvolto nella messa a punto della strategia della Commissione al riguardo;

Strumenti finanziari

65.  prende atto del rafforzamento del ruolo degli strumenti finanziari del bilancio dell'Unione come forme complementari di finanziamento rispetto a sussidi e sovvenzioni; riconosce il potenziale di questi strumenti in termini di rafforzamento dell'impatto finanziario, e quindi politico, del bilancio dell'Unione; sottolinea tuttavia che il passaggio da un finanziamento tradizionale a strumenti più innovativi non è consigliabile in tutti i settori strategici, in quanto non tutte le politiche sono interamente orientate al mercato; evidenzia che gli strumenti finanziari forniscono un modo alternativo e complementare di finanziamento e non dovrebbero essere utilizzati per i progetti che possono solo beneficiare dell'uso di sovvenzioni, che sono particolarmente importanti per le regioni meno avanzate;

66.  chiede che, nell'ambito del riesame/della revisione intermedia, la Commissione proceda ad un'analisi approfondita dell'utilizzo degli strumenti finanziari dall'inizio dell'attuale periodo di programmazione; sottolinea che, nella valutazione di uno strumento finanziario, la dimensione dell'effetto leva non può costituire l'unico criterio di valutazione; ricorda, a tale proposito, l'importanza dei criteri di "addizionalità" e della valutazione del contributo al raggiungimento degli obiettivi politici dell'UE;

67.  incoraggia la Commissione a individuare tutte le politiche dell'UE in cui le sovvenzioni potrebbero essere combinate con strumenti finanziari e a riflettere al corretto equilibrio tra questi due elementi; è fermamente convinto che la possibilità di una combinazione di varie risorse UE sulla base di regole di gestione armonizzate contribuirebbe ad ottimizzare le sinergie tra le fonti di finanziamento disponibili a livello UE; sottolinea che un maggiore ricorso agli strumenti finanziari non dovrebbe comportare una riduzione del bilancio dell'Unione; rammenta i suoi reiterati inviti ad aumentare la trasparenza e il controllo democratico per quanto riguarda l'applicazione degli strumenti finanziari a carico del bilancio dell'Unione;

B.Considerazioni del Parlamento riguardo al QFP dopo il 2020

68.  ricorda che, in base all'articolo 25 del regolamento QFP, la Commissione deve presentare una proposta relativa a un nuovo quadro finanziario pluriennale prima del 1° gennaio 2018; sottolinea quindi che una serie di elementi fondamentali per il prossimo QFP dovrebbe già essere discussa nel quadro del prossimo riesame/della prossima revisione;

69.  ritiene che le priorità fondamentali da affrontare debbano includere gli adeguamenti della durata del QFP, una riforma approfondita del sistema delle risorse proprie, una maggiore attenzione all'unità del bilancio e una maggiore flessibilità di bilancio; è quindi convinto del fatto che le modalità del processo decisionale debbano essere riviste al fine di garantire la legittimità democratica e il rispetto delle disposizioni del trattato;

70.  ricorda i principi finanziari di unità, verità del bilancio, annualità, pareggio, universalità, specializzazione, sana gestione finanziaria e trasparenza che devono essere rispettati all'atto della definizione e dell'esecuzione del bilancio dell'Unione;

71.  sottolinea che un elemento essenziale delle difficoltà nel concordare un quadro finanziario pluriennale fra gli Stati membri è la loro primaria focalizzazione sui saldi netti; ribadisce la sua posizione secondo cui il bilancio dell'Unione non è un semplice gioco a somma zero, ma piuttosto un'importante base d'avvio per la convergenza e l'espressione di politiche comuni che creano un valore aggiunto collettivo; esorta pertanto gli Stati membri a modificare la loro percezione del bilancio dell'Unione e il loro approccio al riguardo, ossia a stabilire l'entità del bilancio in base ad una valutazione approfondita delle esigenze finanziarie derivanti dagli obblighi giuridici dell'Unione, dagli obiettivi politici stabiliti nei suoi programmi e nelle sue politiche nonché dagli impegni internazionali, al fine di garantire che l'esito non sia un altro stallo che non farà che allontanare ulteriormente l'Unione dai propri cittadini; invita pertanto la Commissione a effettuare uno studio sui risparmi realizzati a livello nazionale dagli Stati membri grazie al finanziamento di determinate politiche da parte dell'UE;

72.  sottolinea l'imperativo politico di creare una procedura decisionale che garantisca la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie, sia a livello UE che nazionale, al fine di assicurare la piena attuazione delle decisioni politiche adottate dal Consiglio europeo;

Durata

73.  ricorda che, in base al terzo considerando del regolamento QFP, le tre istituzioni hanno convenuto di esaminare congiuntamente la questione della durata più appropriata per il prossimo QFP nel contesto del riesame/della revisione intermedia; ribadisce la sua posizione secondo cui la durata del QFP dovrebbe essere allineata al ciclo politico del Parlamento e della Commissione, facendo quindi delle elezioni europee una sede di discussione sulle future priorità di spesa;

74.  sottolinea tuttavia che, soprattutto per i programmi in gestione concorrente nel campo della politica di coesione e dello sviluppo rurale, la prevedibilità a lungo termine è essenziale, considerati i tempi necessari per concordare una legislazione settoriale e programmi operativi a livello nazionale e regionale;

75.  ritiene che, visto l'ambiente politico in rapida evoluzione e al fine di garantire una maggiore flessibilità, alcuni elementi del QFP dovrebbero essere concordati per 5 anni mentre altri, soprattutto quelli connessi ai programmi che richiedono una programmazione a più lungo termine e/o politiche che prevedono complesse procedure per la definizione dei sistemi di attuazione, come la politica di coesione o lo sviluppo rurale, dovrebbero essere concordati per un periodo di 5+5 anni con una revisione intermedia obbligatoria;

Riforma del sistema delle risorse proprie

76.  sottolinea la necessità di un'autentica riforma del sistema delle risorse proprie improntata ai principi di semplicità, equità e trasparenza; si attende quindi un'ambiziosa relazione finale del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie entro la fine del 2016 nonché, entro la fine del 2017, un pacchetto legislativo altrettanto ambizioso della Commissione in materia di risorse proprie a partire dal 2021;

77.  sottolinea l'esigenza di ridurre la quota dei contributi RNL al bilancio dell'Unione al fine di abbandonare l'approccio del "giusto ritorno" degli Stati membri; sottolinea che ciò ridurrebbe l'onere a carico degli erari nazionali, rendendo quindi le risorse interessate disponibili per i bilanci nazionali degli Stati membri; ricorda che l'attuale risorsa propria IVA è eccessivamente complessa e costituisce de facto un secondo contributo RNL, per cui ne chiede una sostanziale riforma o una completa eliminazione; ritiene comunque necessario mantenere i contributi RNL quale elemento del bilancio, vista la necessità che continuino a fungere da contributo integrativo;

78.  chiede l'introduzione di una o più nuove risorse proprie, se possibile con un chiaro collegamento a politiche europee che generano valore aggiunto; rileva che un'ampia serie di eventuali nuove risorse è già stata discussa dal gruppo ad alto livello, come la riforma dell'IVA, un'imposta sulle transazioni finanziarie, il signoraggio della BCE, una riforma del sistema di scambio di quote di emissione UE e la tassazione del carbonio, la tassazione dei trasporti, la tassazione delle società, nonché la tassazione dell'energia elettrica o dell'economia digitale; attende con vivo interesse le raccomandazioni del gruppo ad alto livello, al fine di procedere all'elaborazione della posizione del Parlamento al riguardo; chiede, a tale proposito, l'eliminazione graduale di qualunque forma di sconto;

Unità del bilancio

79.  sottolinea l'importanza del principio di unità del bilancio e ricorda che, ai sensi dell'articolo 310, paragrafo 1 TFUE, tutte le entrate e le spese dell'Unione devono essere iscritte in bilancio; è preoccupato in merito al recente passaggio dal metodo comunitario al processo decisionale intergovernativo come osservato, dal 2014, nella costituzione del Fondo fiduciario Bekou per la Repubblica centrafricana, del Fondo fiduciario regionale Madad in risposta alla crisi siriana, e del Fondo fiduciario di emergenza UE per l'Africa, nonché dello Strumento rifugiati per la Turchia; sottolinea che questa forma di finanziamento comporta una ridistribuzione di fondi nell'ambito dei programmi finanziari pluriennali esistenti, negoziati e concordati dalle tre istituzioni; evidenzia che ciò mette a repentaglio la responsabilità democratica, dal momento che il Parlamento europeo è stato escluso dalla costituzione di tali fondi;

80.  sottolinea che, in base al trattato, il Parlamento e il Consiglio stabiliscono il bilancio dell'Unione su piede di parità in quanto entrambi rami dell'autorità di bilancio; ritiene inoltre che un pieno controllo parlamentare su tutta la spesa costituisca un elemento essenziale della spesa UE; esorta la Commissione a salvaguardare l'unità del bilancio e a considerarla un principio guida al momento di proporre nuove iniziative strategiche;

81.  ribadisce la posizione che sostiene da tempo secondo cui il Fondo europeo di sviluppo (FES) andrebbe integrato nel bilancio dell'Unione a partire dal 2021, garantendo al contempo il finanziamento dello Strumento per la pace in Africa e delle operazioni connesse alla sicurezza;

82.  sottolinea che qualsiasi futura integrazione del FES o di simili strumenti ad hoc nel bilancio dell'UE implica che le loro rispettive dotazioni finanziarie siano aggiunte oltre i massimali del QFP, che dovranno essere riveduti di conseguenza per non compromettere il finanziamento di altri programmi e politiche dell'UE;

Rafforzamento della flessibilità

83.  sottolinea che la rigida struttura del bilancio dell'Unione priva l'autorità di bilancio della possibilità di reagire adeguatamente a modifiche delle circostanze; chiede quindi una maggiore flessibilità nel prossimo QFP, in particolare tra le rubriche, sotto forma di flessibilità dei margini non utilizzati, e tra gli esercizi, allo scopo di sfruttare appieno i massimali del QFP;

84.  sottolinea che, oltre alla capacità di agire in modo flessibile alle modifiche delle circostanze, fatta salva la programmazione concordata, vi è anche la necessità che l'Unione sia in grado di reagire rapidamente alle crisi in evoluzione, quali l'attuale crisi migratoria; chiede quindi che, oltre agli strumenti speciali già previsti dal QFP, sia costituita una riserva permanente di crisi dell'UE all'interno del bilancio dell'Unione, al fine di evitare soluzioni ad hoc come l'istituzione di fondi fiduciari; evidenzia che questo meccanismo, concepito per rispondere alle crisi e alle situazioni impreviste, dovrebbe per sua stessa natura funzionare come un nuovo strumento speciale del QFP ed essere calcolato al di là dei massimali del QFP;

Processo decisionale

85.  ricorda la posizione critica del Parlamento per quanto riguarda il modo in cui è stata condotta la procedura che ha portato all'adozione del regolamento QFP per il 2014-2020; ricorda che l'adozione del regolamento richiede l'approvazione del Parlamento; sottolinea quindi che il Parlamento deve essere pienamente coinvolto sin dall'inizio nei relativi negoziati; ritiene che le istituzioni dell'UE dovrebbero formalizzare le modalità per la prossima procedura QFP in un accordo conseguito al momento del riesame/della revisione intermedia del QFP, che dovrebbe tenere conto delle carenze dei precedenti negoziati e salvaguardare pienamente il ruolo e i poteri del Parlamento previsti dai trattati; è del parere che tali modalità dovrebbero quindi essere sancite dall'AII, come avviene per la procedura di bilancio;

86.  è d'avviso che il requisito dell'unanimità per l'adozione del regolamento QFP rappresenti un reale ostacolo nel processo; invita, a tale riguardo, il Consiglio europeo ad attivare la clausola passerella di cui all'articolo 312, paragrafo 2, TFUE, in modo da consentire l'adozione del regolamento QFP a maggioranza qualificata; ricorda inoltre che, per applicare la procedura legislativa ordinaria, si può altresì ricorrere alla clausola passerella generale di cui all'articolo 48, paragrafo 7 del TUE; sottolinea che il passaggio al voto a maggioranza qualificata per l'adozione del regolamento QFP sarebbe in linea con il processo decisionale per l'adozione di pressoché tutti i programmi pluriennali dell'UE, nonché con la procedura annuale di adozione del bilancio dell'UE;

87.  rammenta che il trattato non conferisce al Consiglio europeo il diritto di esercitare funzioni legislative; ribadisce, a tale proposito, la propria ferma opposizione alle ingerenze del Consiglio europeo nella legislazione durante gli ultimi negoziati sul QFP; chiede al Consiglio europeo di limitarsi ai compiti definiti dal trattato e di astenersi dall'anticipare i cambiamenti politici che devono essere stabiliti nel quadro della procedura legislativa ordinaria, rispettando in tal modo le prerogative legislative del Parlamento nell'ambito della procedura di codecisione;

88.  insiste sul fatto che l'iter legislativo per l'adozione del prossimo QFP dovrebbe concludersi entro la fine del 2018, a seguito di negoziati sostanziali tra Parlamento e Consiglio; sottolinea che un tempestivo accordo sul QFP consentirà la rapida adozione di tutti i regolamenti settoriali e l'avvio, senza indugi, di tutti i nuovi programmi il 1° gennaio 2021; evidenzia l'importanza di migliorare l'informazione dei parlamenti nazionali e dei cittadini europei sulle sfide del prossimo QFP, mediante l'organizzazione, se del caso, di una conferenza interistituzionale e interparlamentare;

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89.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle altre istituzioni e organismi interessati nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(2) GU L 103 del 22.4.2015, pag. 1.
(3)GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6) Testi approvati, P7_TA(2014)0378.
(7) Testi approvati, P7_TA(2013)0599.
(8) Testi approvati, P7_TA(2013)0455.
(9) Testi approvati, P7_TA(2013)0456.
(10) GU C 75 del 26.2.2016, pag. 47.
(11) GU C 36 del 29.1.2016, pag. 49.
(12) GU C 68 E del 7.3.2014, pag. 1.
(13) GU C 380 E dell'11.12.2012, pag. 89.

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