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A8-0146/2016

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Giovedì 7 luglio 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
71a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite
P8_TA(2016)0317A8-0146/2016

Raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio del 7 luglio 2016 sulla 71a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (2016/2020(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta di raccomandazione destinata al Consiglio presentata da Andrey Kovatchev, a nome del gruppo PPE, sulla 71a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (B8-1374/2015),

–  visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 21, 34 e 36,

–  vista la 70a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 22 giugno 2015 sulle priorità dell'UE per la 70a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite,

–  vista la Carta delle Nazioni Unite,

–  viste la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e le convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti umani e i relativi protocolli opzionali,

–  vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla partecipazione dell'Unione europea ai lavori delle Nazioni Unite(1), che riconosce all'UE il diritto di intervenire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, di presentare proposte ed emendamenti orali da sottoporre a votazione su richiesta di uno Stato membro e di esercitare il diritto di rettifica,

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2010 sul decimo anniversario della risoluzione 1325(2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite riguardante le donne, la pace e la sicurezza(2),

–  vista la sua raccomandazione del 18 aprile 2013 destinata al Consiglio concernente il principio della "responsabilità di proteggere" (R2P) delle Nazioni Unite(3),

–  vista la sua raccomandazione del 2 aprile 2014 destinata al Consiglio sulla 69ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite(4),

–  vista la sua risoluzione del 24 novembre 2015 sul ruolo dell'Unione europea nell'ambito delle Nazioni Unite – come meglio raggiungere gli obiettivi di politica estera dell'Unione(5),

–  vista la sua risoluzione del 21 gennaio 2016 sulle priorità dell'UE per le sessioni del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2016(6) e del 17 luglio 2014 sul crimine di aggressione(7),

–  vista la sua risoluzione del 4 febbraio 2016 sullo sterminio sistematico delle minoranze religiose da parte del cosiddetto "ISIS/Daesh"(8),

–  vista la risoluzione dell'8 marzo 2016 sulla situazione delle donne rifugiate e richiedenti asilo nell'Unione europea(9),

–  visto l'accordo di Parigi del 12 dicembre 2015,

–  visti il documento del 13 giugno 2012 relativo al piano d'azione per migliorare il sostegno dell'UE nell'ambito della PSDC alle operazioni dell'ONU di mantenimento della pace(10) e il documento del 23 marzo 2015 dal titolo "Strengthening the UN-EU Strategic Partnership on Peacekeeping and Crisis Management: Priorities 2015-2018"(11) (Rafforzamento del partenariato strategico UE-ONU sul mantenimento della pace e la gestione delle crisi: priorità 2015-2018),

–  visti gli orientamenti di Oslo, del novembre 2007, sull'uso dei mezzi militari e della protezione civile nell'ambito di interventi internazionali in caso di calamità,

–  vista la risoluzione 1325(2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e la recente risoluzione 2242(2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza,

–  vista la relazione di valutazione dell'ONU del 15 maggio 2015 sugli interventi di applicazione della legge e di supporto alle vittime di sfruttamento e abusi sessuali da parte del personale dell'ONU e di altro personale coinvolto nelle operazioni di mantenimento della pace,

–  vista la prima relazione dell'ONU sulla resistenza agli antibiotici presentata dall'OMS nell'aprile del 2014, che definisce la resistenza agli antimicrobici come una seria minaccia per la salute pubblica a livello mondiale,

–  viste le recenti rivelazioni riguardanti le attività di Mossack Fonseca, uno studio legale panamense, e le iniziative correlate volte al rafforzamento della cooperazione internazionale per la lotta all'evasione fiscale,

–  visti l'articolo 134, paragrafo 3, e l'articolo 113 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0146/2016),

A.  considerando che l'impegno dell'UE per un multilateralismo efficace e una buona governance mondiale, centrati sulle Nazioni Unite, è parte integrante della politica esterna dell'UE e si fonda sulla convinzione che un sistema multilaterale basato su norme e valori universali da onorare e rispettare sia lo strumento più adatto per affrontare le crisi, le sfide e le minacce globali;

B.  considerando che l'UE dovrebbe svolgere un ruolo proattivo nel costruire un'Organizzazione delle Nazioni Unite che possa contribuire efficacemente a soluzioni globali, alla pace e alla sicurezza, allo sviluppo, ai diritti umani, alla democrazia, nonché a un ordine internazionale basato sullo Stato di diritto;

C.  considerando che gli Stati membri dell'UE sono chiamati a profondere il massimo impegno verso il coordinamento delle loro azioni in seno agli organi e agli organismi del sistema delle Nazioni Unite sulla base del mandato di cui all'articolo 34, paragrafo 1, TUE;

D.  considerando che si sta registrando un rapido deterioramento e un aumento della complessità del contesto di sicurezza a livello mondiale e regionale e che la distinzione tra sicurezza interna ed esterna sta diventando meno netta; che l'ONU svolge un ruolo fondamentale nel garantire la stabilità e la sicurezza a livello mondiale;

E.  considerando che è necessario condurre un riesame attento degli strumenti per un multilateralismo efficace nell'ambito dell'ONU, in seguito ai cambiamenti in termini di diffusione e configurazione del potere a livello mondiale; che tali strumenti devono coinvolgere maggiormente le parti interessate, sia statali che non statali, anche nei processi di prevenzione dei conflitti e di gestione delle crisi;

F.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri sono complessivamente il maggiore contribuente finanziario del sistema delle Nazioni Unite, fornendo circa un terzo del bilancio ordinario delle Nazioni Unite, quasi due quinti del bilancio delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace e circa metà della totalità dei contributi per i fondi e i programmi delle Nazioni Unite;

G.  considerando che l'UE agisce a favore della sostenibilità ambientale, in particolare nella lotta ai cambiamenti climatici attraverso la promozione di misure e azioni internazionali volte a preservare e a migliorare la qualità dell'ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali;

H.  considerando che l'UE rappresenta uno dei più strenui difensori e promotori dei diritti umani, delle libertà fondamentali, della diversità e dei valori culturali, della democrazia e dello Stato di diritto;

I.  considerando che il contesto di sicurezza dell'UE è sempre più instabile e precario a causa di un ampio numero di sfide, che perdurano da tempo o che sono emerse di recente, tra cui conflitti violenti, terrorismo, criminalità organizzata, flussi migratori senza precedenti e cambiamenti climatici, impossibili da affrontare a livello nazionale e che richiedono risposte regionali e globali;

J.  considerando che le nuove sfide, incluse la guerra ibrida e dell'informazione, le minacce informatiche, la bioingegneria, i sistemi di armamento autonomi letali, le nanotecnologie, la miniaturizzazione delle armi e la proliferazione di tecnologie a duplice uso, richiedono la conclusione di accordi multilaterali, per i quali l'ONU rappresenta l'organizzazione più adatta;

K.  considerando che i recenti sviluppi nella proliferazione di armi di distruzione di massa e dei relativi mezzi stanno rendendo il controllo degli armamenti e il disarmo sempre più difficili e stanno minando la stabilità e la sicurezza globale; che le Nazioni Unite rappresentano un'organizzazione adatta per la promozione di nuove misure di disarmo e controllo degli armamenti, di concerto con partner che condividono i medesimi principi;

1.  rivolge al Consiglio le seguenti raccomandazioni:

Pace e sicurezza

Lotta al terrorismo

Non proliferazione e disarmo

Migrazione

Diritti umani, democrazia e Stato di diritto

Sviluppo

Cambiamenti climatici

L'UE e la riforma del sistema delle Nazioni Unite

   a) lavorare attivamente per garantire che tutte le parti coinvolte direttamente o indirettamente in conflitti armati e le relative organizzazioni rispettino appieno gli obblighi internazionali e le norme del diritto internazionale e si impegnino per trovare una soluzione pacifica e diplomatica a qualsiasi tipo di conflitto; chiedere che tali obblighi e impegni includano anche l'obbligo di consentire l'accesso agli aiuti umanitari a chi ne ha bisogno;
   b) continuare a sostenere i tentativi multilaterali per trovare soluzioni politiche e pacifiche durature ai conflitti in corso in Medio Oriente e in Nord Africa; continuare a sostenere il lavoro dell'inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in Siria, il rappresentate speciale e capo della missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia, l'inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in Yemen, il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente e l'inviato delle Nazioni Unite nel Sahara occidentale; chiedere alla comunità internazionale di continuare a fornire assistenza umanitaria, finanziaria e politica per far fronte alla situazione umanitaria e di adoperarsi affinché cessino immediatamente le violenze; condannare le azioni unilaterali e non coordinate in ogni teatro di crisi;
   c) sostenere i dialoghi all'interno della Siria, basati sulla risoluzione 2254(2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; sostenere il lavoro delle task force create dal gruppo di supporto internazionale per la Siria, che stanno supervisionando la prestazione di aiuti umanitari estremamente necessari per migliaia di siriani in zone assediate o difficili da raggiungere, nonché la cessazione delle ostilità approvata dalla risoluzione 2268(2016) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; condannare con forza le diffuse violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario in Siria e sostenere le attività delle organizzazioni della società civile volte a documentare le prove dei crimini di guerra, dei crimini contro l'umanità e di altre violazioni dei diritti umani; sottolineare la necessità di trovare una soluzione politica al conflitto e assicurare l'inclusione delle donne nei colloqui di pace; sollecitare tutti i paesi membri delle Nazioni Unite a rendere disponibili tutte le risorse finanziarie e umane necessarie a prestare assistenza alla popolazione locale e ai rifugiati;
   d) assicurarsi che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite fornisca, in collaborazione con l'UE e gli Stati Uniti, tutti gli strumenti volti a garantire la sostenibilità e l'efficacia della soluzione dei due Stati, basata sui confini del 1967, che prevede Gerusalemme quale capitale di entrambi gli Stati e la coesistenza, all'insegna della pace e della sicurezza, di uno Stato di Israele sicuro, provvisto di confini certi e riconosciuti, e di uno Stato di Palestina indipendente, democratico, contiguo e capace di esistenza autonoma; agire in linea con le conclusioni del Consiglio sul processo di pace in Medio Oriente, adottate il 18 gennaio 2016, per quanto riguarda la costante espansione degli insediamenti quale continuo ostacolo alla pace;
   e) sottolineare la necessità di un'azione umanitaria coordinata in Yemen sotto la guida delle Nazioni Unite; sollecitare tutte le parti a permettere l'ingresso e la fornitura di alimenti, farmaci e combustibile, di cui vi è un urgente bisogno, nonché delle altre forme di assistenza necessaria mediante i canali delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie internazionali, al fine di soddisfare le necessità stringenti dei civili colpiti dalla crisi, secondo i principi di imparzialità, neutralità e indipendenza; chiedere una tregua umanitaria affinché l'assistenza di primo soccorso possa essere fornita con urgenza alla popolazione yemenita; chiedere che sia condotta un'indagine imparziale e indipendente su tutte le presunte violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale in materia di diritti umani, anche sugli ultimi attacchi contro le infrastrutture e il personale umanitari; invitare tutte le parti a rispettare i diritti umani e le libertà di tutti i cittadini yemeniti e sottolineare l'importanza di migliorare la sicurezza di tutti coloro che lavorano per le missioni umanitarie e di pace nel paese, compresi gli operatori umanitari, i medici e i giornalisti; incoraggiare una politica di riavvicinamento tra l'Arabia Saudita e l'Iran al fine di placare le tensioni e tracciare un percorso che conduca a una risoluzione dei conflitti nello Yemen e altrove;
   f) continuare a chiedere il pieno rispetto delle frontiere riconosciute a livello internazionale e dell'integrità territoriale dei paesi dell'Europa orientale e del Caucaso meridionale, incluse la Georgia, la Moldova e l'Ucraina, alla luce delle violazioni del diritto internazionale in tali aree e a difendere la loro facoltà di compiere una scelta libera e sovrana a favore di un percorso europeo; sostenere e rafforzare gli sforzi diplomatici finalizzati a una soluzione pacifica di tali conflitti in atto e congelati; esortare la comunità internazionale ad attuare pienamente la politica di non riconoscimento dell'annessione illegale della Crimea; esercitare in modo attivo una maggiore pressione sulla Russia, in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al fine di risolvere il conflitto in Ucraina;
   g) chiedere un maggiore sostegno a favore degli sforzi della comunità internazionale e delle organizzazioni regionali per gestire le crisi di sicurezza nel continente africano, in particolare in Somalia, Sudan, Sud Sudan, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Burundi e la regione dei Grandi Laghi in generale; incoraggiare gli Stati membri delle Nazioni Unite ad aumentare il loro sostegno a favore di un ruolo crescente e di capacità proprie per l'Unione africana nella mediazione e nella gestione delle crisi, agendo nel contempo in nome della complementarietà con le azioni dell'ufficio di supporto per la costruzione della pace dell'ONU; sostenere gli sforzi dell'Unione africana, della Comunità dell'Africa orientale e delle Nazioni Unite intesi a impedire un ulteriore aggravarsi della crisi in Burundi e adoperarsi per la promozione tempestiva di un dialogo inclusivo e reale all'interno del Burundi tra il governo e l'opposizione; sostenere l'istituzione di una commissione di indagine internazionale che conduce indagini su tutte le presunte violazioni dei diritti umani e contribuisce a identificare gli autori di tali atti e a consegnarli alla giustizia;
   h) sostenere gli attuali sforzi a livello globale volti a rafforzare le operazioni di pace delle Nazioni Unite e la capacità dell'organizzazione di affrontare i conflitti; incoraggiare e esaminare nuove prospettive per un rafforzamento della cooperazione tra l'UE e le Nazioni Unite nel ridefinire le loro concezioni strategiche in materia di sicurezza attraverso, da un lato, la nuova strategia globale dell'Unione europea in materia di politica estera e di sicurezza e, dall'altro, il riesame da parte delle Nazioni Unite delle sue operazioni di pace, dell'architettura per la costruzione della pace e dell'agenda sulle donne, la pace e la sicurezza (risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza), nonché delle sinergie reciproche; assicurare che il processo di riesame dell'architettura per la costruzione della pace delle Nazioni Unite promuova il principio della responsabilità di proteggere e il ruolo delle donne nella costruzione della pace;
   i) accogliere con favore l'adozione e sostenere l'attuazione della recente risoluzione 2242 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nella quale viene prestata particolare attenzione alle donne in quanto elemento centrale di tutte le azioni volte ad affrontare le sfide globali e chiedere un maggiore impegno nell'includere l'agenda sulle donne, la pace e la sicurezza in tutti i diversi ambiti del mantenimento della pace; sottolineare l'importanza della piena e attiva partecipazione delle donne su un piano di parità nella prevenzione e nella risoluzione dei conflitti, nei negoziati di pace e nel processo di costruzione della pace; assicurare che alle donne vittime di guerre e stupri sia garantita in modo sicuro tutta l'assistenza medica di cui necessitano;
   j) promuovere una cultura della prevenzione all'interno del sistema delle Nazioni Unite allo scopo di migliorare la sua capacità di rispondere più rapidamente alle crisi emergenti e alle potenziali minacce in materia di pace e di sicurezza, in particolare attraverso una più efficace diplomazia preventiva, misure volte a rafforzare la fiducia e attività di mediazione; adoperarsi per migliorare i sistemi di allarme rapido e la comunicazione tempestiva nonché per sviluppare maggiormente le procedure per le consultazioni, in caso di crisi, tra l'UE, le Nazioni Unite e altre organizzazioni regionali e sub-regionali che svolgono un ruolo sempre più importante per la pace e la sicurezza internazionali, al fine di coordinare meglio la loro risposta alla crisi, evitando inutili duplicazioni; collaborare con le Nazioni Unite al fine di rafforzare il ruolo e le capacità delle organizzazioni regionali e subregionali nel mantenimento della pace, nella prevenzione dei conflitti, nella gestione delle crisi civili e militari e nella risoluzione dei conflitti;
   k) aumentare il sostegno degli Stati membri alle operazioni per il mantenimento e la costruzione della pace delle Nazioni Unite, che prevedano una componente relativa ai diritti umani e strategie di uscita chiare, in particolare contribuendo con personale e attrezzature, e potenziare il ruolo di agevolazione dell'UE a tale riguardo; sviluppare maggiormente le procedure per l'impiego della politica di sicurezza e di difesa comune dell'UE a sostegno delle operazioni delle Nazioni Unite, ivi incluso attraverso lo spiegamento di gruppi tattici dell'UE e per mezzo di iniziative di sviluppo delle capacità e di riforma del settore della sicurezza, prestando nel contempo sufficiente attenzione ad ambiti, quali i diritti umani, lo sviluppo sostenibile e le cause profonde della migrazione di massa;
   l) promuovere una definizione ampia del concetto di sicurezza umana, ponendolo maggiormente in relazione con l'uguaglianza di genere e i diritti umani, e del principio della responsabilità di proteggere (R2P) e continuare a sostenere gli sforzi tesi a rendere maggiormente operativa la R2P; sostenere le Nazioni Unite a svolgere continuamente un ruolo cruciale nell'assistere i paesi ad attuare la R2P, al fine di rispettare lo Stato di diritto e il diritto internazionale umanitario; promuovere il codice di condotta riguardante l'azione del Consiglio di sicurezza contro i genocidi, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra, con il quale gli Stati membri delle Nazioni Unite si impegnano a sostenere le misure del Consiglio di sicurezza per prevenire tali crimini o porre fine al loro compimento e a non votare contro un corrispondente progetto di risoluzione del Consiglio di sicurezza;
   m) ribadire la sua condanna inequivocabile del terrorismo e il suo pieno sostegno a favore di azioni tese a sconfiggere ed eradicare le organizzazioni terroristiche, in particolare il cosiddetto "ISIS/Daesh", che rappresenta un'evidente minaccia alla sicurezza regionale e internazionale, rammentando nel contempo che tali azioni dovrebbero sempre rispettare pienamente il diritto internazionale dei diritti umani; sostenere la promozione di tutti gli aspetti della risoluzione 2178(2014) del Consiglio di sicurezza sulla risposta alle minacce rappresentate da combattenti terroristi stranieri e dei principi guida di Madrid per arrestare il flusso di combattenti terroristi stranieri;
   n) intensificare gli sforzi allo scopo di reprimere il reclutamento e combattere la propaganda terroristica effettuata attraverso le piattaforme dei media sociali e attraverso reti di predicatori dell'odio radicalizzati; sostenere le politiche di antiradicalizzazione e deradicalizzazione in linea con il piano di azione delle Nazioni Unite per prevenire l'estremismo violento;
   o) continuare a collaborare con l'Assemblea generale delle Nazioni Unite nella lotta al finanziamento del terrorismo, anche ricorrendo ai meccanismi esistenti tesi a identificare gli individui e le organizzazioni terroristiche e a rafforzare i meccanismi di congelamento di beni a livello mondiale, rispettando al contempo le norme internazionali sul giusto processo e sullo Stato di diritto;
   p) fornire sostegno alla task force delle Nazioni Unite per l'attuazione delle misure contro il terrorismo al fine di garantire coordinamento e coerenza nell'attuazione della strategia globale delle Nazioni Unite contro il terrorismo, impiegando le risorse e le competenze di 25 entità del sistema delle Nazioni Unite e dell'Interpol, sempre rammentando che la lotta al terrorismo non può essere usata come pretesto per reprimere il dissenso interno o per violare i diritti della popolazione;
   q) promuovere un'azione internazionale coordinata per contrastare la crescente minaccia rappresentata dagli ordigni esplosivi improvvisati (IED), in particolare attraverso una conoscenza più approfondita del nesso tra lotta agli ordigni esplosivi improvvisati e lotta al terrorismo, ricorrendo alle risorse e alle competenze delle entità del sistema delle Nazioni Unite e dell'Interpol ai fini di un'applicazione più efficace della legge e di una più ampia cooperazione militare;
   r) ribadire, in tale contesto, la necessità di una combinazione adeguata di sicurezza, applicazione della legge, diritti umani e strumenti socioeconomici, che offra soluzioni più idonee per affrontare la natura mutevole del terrorismo e dell'estremismo violento rappresentato da organizzazioni quali Daesh, al-Qaeda, Al-Shabaab, Boko Haram e altre;
   s) sostenere un maggiore contributo dell'UE alle iniziative di sviluppo delle capacità intraprese dalle Nazioni Unite nella lotta contro i combattenti terroristi stranieri e contro l'estremismo violento;
   t) sostenere gli sforzi delle Nazioni Unite tesi a impedire che attori non statali e gruppi terroristici sviluppino, producano, acquisiscano o trasportino armi di distruzione di massa e relativi vettori e contribuire alla revisione globale della risoluzione 1540 del Consiglio di sicurezza nel 2016; insistere sul pieno rispetto del trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), della convenzione sulle armi chimiche e della convenzione sulle armi biologiche, nonché concludere il processo di ratifica del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari; incoraggiare tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a firmare e ratificare la convenzione sul divieto di impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione; accogliere con favore l'istituzione di un gruppo di lavoro aperto (OEWP), in quanto organo sussidiario dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, al fine di proseguire i negoziati multilaterali sul disarmo nucleare, e invitare tutti gli Stati membri dell'UE a partecipare attivamente ai suoi lavori; chiedere ai membri delle Nazioni Unite di adottare misure concrete per il disarmo globale, prendendo in debita considerazione l'aspetto della sicurezza e le questioni umanitarie legate alle armi nucleari;
   u) esortare gli Stati membri ad appoggiare la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sugli "Effetti dell'utilizzo di armi e munizioni contenenti uranio impoverito" alla 71a sessione e a definire una posizione comune dell'UE che risponda meglio alle ripetute richieste del Parlamento riguardanti una moratoria precauzionale globale, nonché lo sviluppo di un consenso internazionale in merito ai potenziali rischi per la salute della popolazione civile, ai complessi oneri della gestione post-bellica dei rifiuti radioattivi e ai costi finanziari associati all'utilizzo di tali armi; includere i progetti di valutazione e di eliminazione dell'uranio impoverito negli strumenti di finanziamento dell'UE per le azioni antimine;
   v) promuovere la piena attuazione del trattato sul commercio delle armi (ATT) e incoraggiare tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a firmare o aderire all'ATT;
   w) adoperarsi a favore di un'azione più efficace contro il dirottamento e il commercio illecito di armi e munizioni, incluse armi leggere e di piccolo calibro, in particolare sviluppando un sistema di tracciabilità delle armi;
   x) promuovere una risposta politica a livello globale sui droni armati, al fine di mantenere il loro utilizzo tassativamente entro i limiti del diritto internazionale in materia di diritti umani e il diritto internazionale umanitario; promuovere un divieto sullo sviluppo, la produzione e l'impiego di armi completamente autonome che consentono di sferrare attacchi senza alcun intervento umano; assicurarsi che i diritti umani figurino tra le questioni trattate in tutti i dialoghi con i paesi terzi sulla lotta al terrorismo;
   y) sostenere ulteriormente le attività attualmente condotte dalle Nazioni Unite al fine di sviluppare norme in materia di comportamenti responsabili e sicuri nel ciberspazio, incluso un quadro multilaterale contro i ciberattacchi, nell'intento di assicurare l'applicazione del diritto internazionale e del diritto in materia di diritti umani in vigore;
   z) promuovere un maggiore sostegno all'operato dell'UNHCR nell'attuazione del suo mandato internazionale di protezione dei rifugiati, prestando particolare attenzione ai gruppi vulnerabili, come donne e bambini; evidenziare l'ampio deficit di finanziamento tra le necessità di bilancio dell'UNHCR e i fondi ricevuti e chiedere una maggiore solidarietà globale; chiedere di aumentare il bilancio ordinario delle Nazioni Unite per finanziare le funzioni principali dell'UNHCR al fine di salvaguardarne il buon funzionamento;
   aa) ricordare che è necessario accrescere la coerenza e il coordinamento tra le dimensioni esterne e interne della politica migratoria e le agende in materia di sviluppo e affari esteri;
   ab) chiedere di intensificare gli sforzi volti a prevenire migrazioni irregolari e a combattere il traffico di migranti e la tratta di esseri umani, in particolare con azioni di contrasto alle reti criminali attraverso uno scambio tempestivo ed efficace di informazioni pertinenti di intelligence, nel rispetto del diritto internazionale in materia di diritti umani; migliorare i metodi di identificazione e protezione delle vittime e rafforzare la collaborazione con paesi terzi ai fini delle operazioni di monitoraggio, confisca e recupero di proventi derivanti da attività criminali in questo settore; insistere a livello delle Nazioni Unite sull'importanza di ratificare e attuare pienamente la convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale e i relativi protocolli contro il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima e per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini; sostenere l'attività del Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei migranti;
   ac) sostenere la riunione plenaria ad alto livello dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulle modalità per affrontare ampi spostamenti di rifugiati e migranti, che si terrà il 19 settembre 2016, e chiedere che essa si concentri sulle cause profonde della migrazione, prestando la debita attenzione all'eliminazione della povertà, alla realizzazione dei diritti umani e alla stabilità;
   ad) ribadire in modo chiaro e deciso che tutti i diritti umani riconosciuti dalle convenzioni delle Nazioni Unite sono universali, indivisibili, interdipendenti e correlati e che tali diritti devono essere rispettati; richiamare l'attenzione sulle violazioni e sugli abusi dei diritti umani in tutto il mondo; chiedere la difesa delle libertà di opinione e di espressione; sottolineare l'importanza della libertà di stampa in una società sana e del ruolo svolto da ogni cittadino in tale ambito e difendere le libertà di associazione e di riunione;
   ae) continuare a difendere la libertà di religione o di credo; sollecitare maggiori sforzi per tutelare i diritti delle minoranze religiose e di altre minoranze; chiedere una maggiore tutela delle minoranze religiose contro le persecuzioni e la violenza; chiedere l'abrogazione delle leggi che criminalizzano la blasfemia o l'apostasia che fungono da pretesto per la persecuzione delle minoranze religiose e dei non credenti; sostenere il lavoro del relatore speciale sulla libertà di religione o di credo; adoperarsi attivamente per il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite del genocidio delle minoranze commesso dal cosiddetto "ISIS/Daesh" e per il deferimento alla Corte penale internazionale dei casi di presunti crimini contro l'umanità, crimini di guerra e genocidio;
   af) continuare a promuovere attivamente l'uguaglianza e la non discriminazione; esortare le Nazioni Unite a sostenere attivamente iniziative di integrazione di genere nell'ambito dei loro programmi e delle loro attività e continuare a sostenere il lavoro dell'organismo ONU per l'uguaglianza di genere; sostenere le misure di rafforzamento della leadership e della partecipazione delle donne a tutti i livelli del processo decisionale; combattere contro la violenza e le discriminazioni ai danni di individui sulla base del loro orientamento sessuale e della loro identità o espressione di genere; chiedere l'abrogazione delle norme degli Stati membri delle Nazioni Unite che violano i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI); accogliere con favore la prima riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui diritti delle persone LGBTI svoltasi nel 2015; chiedere agli Stati membri delle Nazioni Unite di attuare le raccomandazioni del relatore speciale delle Nazioni Unite sulle forme attuali di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza;
   ag) promuovere i diritti dei bambini, in particolare contribuendo ad assicurare il loro accesso all'acqua, ai servizi igienico-sanitari, all'assistenza sanitaria e all'istruzione, anche nelle zone di conflitto e nei campi profughi, ed eliminando il lavoro minorile, la tortura, la tratta di minori, i matrimoni infantili e lo sfruttamento sessuale; sostenere e rafforzare gli sforzi internazionali compiuti attraverso le Nazioni Unite al fine di porre fine all'impiego di bambini nei conflitti armati, nonché di affrontare in modo più efficace l'impatto delle situazioni di conflitto e postbelliche su donne e ragazze; sostenere un approccio in materia di disabilità basato sui diritti umani nelle situazioni di rischio ed emergenza, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità;
   ah) sollecitare tutti gli Stati, inclusi gli Stati membri dell'UE, a ratificare al più presto il protocollo opzionale al Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali che stabilisce i meccanismi di indagine e reclamo;
   ai) contribuire all'esito positivo dell'attività del gruppo di lavoro intergovernativo sulle società transnazionali e altre imprese in relazione ai umani; sostenere l'ulteriore attuazione dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani da parte dei paesi membri delle Nazione Unite; incoraggiare gli Stati membri dell'UE a sviluppare e attuare piani di azione nazionali; sostenere il progetto relativo all'assunzione di responsabilità e ai mezzi di ricorso dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani al fine di migliorare le leggi nazionali in materia di mezzi di ricorso, in particolare nel caso di gravi violazioni dei diritti umani in ambito aziendale; chiedere che i paesi membri delle Nazioni Unite sollevino la questione dei diritti umani con gli organismi sportivi nazionali e internazionali;
   aj) continuare a mantenere una posizione di totale intransigenza nei confronti della pena di morte e adoperarsi ulteriormente a favore della sua abolizione universale, aprendo la strada all'approvazione della prossima risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite relativa a una moratoria sull'uso della pena di morte; denunciare l'aumento delle sentenze di pena di morte per reati legati alla droga e chiedere che il ricorso alla pena di morte sia abolito per tali reati;
   ak) ricordare l'obbligo dell'Assemblea generale di considerare il rispetto da parte dei candidati in materia di promozione e di tutela dei diritti umani, dello Stato di diritto e della democrazia durante il processo di elezione dei membri del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHRC); chiedere la definizione di criteri chiari basati sul rispetto dei diritti umani per quanto riguarda l'adesione all'UNHRC e chiedere, in vista in vista del decimo anniversario dell'UNHRC, una valutazione dei metodi di lavoro e dell'impatto del Consiglio;
   al) rafforzare le attività della Corte penale internazionale (CPI) volte a porre fine all'impunità degli autori dei crimini più gravi, che sono motivo di preoccupazione per la comunità internazionale, e a offrire giustizia alle vittime dei crimini di guerra, dei crimini contro l'umanità e del genocidio; fornire supporto politico, diplomatico, finanziario e logistico per le operazioni quotidiane della Corte penale internazionale; chiedere a tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite di ratificare lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale e incoraggiare la ratifica degli emendamenti di Kampala; promuovere una stretta collaborazione dell'ONU, dei suoi organismi e delle sue agenzie con la Corte nonché l'ampliamento delle relazioni della Corte con il Consiglio di sicurezza; chiedere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di deferire le questioni legate alla Repubblica popolare democratica di Corea alla Corte penale internazionale;
   am) impegnarsi in un dibattito pubblico e approfondito con tutti i membri dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite al fine di discutere l'importanza del rispetto dei limiti costituzionali dei mandati presidenziali in tutto il mondo;
   an) invitare le Nazioni Unite a colmare le lacune giuridiche del termine "profugo climatico", compresa l'eventuale definizione internazionale;
   ao) adoperarsi per l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; adoperarsi per il miglioramento della vita delle generazioni future e incoraggiare e sostenere i paesi ad assumersi la titolarità e a provvedere all'istituzione di quadri nazionali per il conseguimento dei 17 obiettivi; incoraggiare i paesi membri delle Nazioni Unite a rispettare i loro impegni in materia di spesa per gli aiuti allo sviluppo e chiedere l'adozione di un solido quadro di indicatori e l'uso di dati statistici per monitorare i progressi e garantire la responsabilità di tutti; insistere affinché il Forum politico di alto livello diventi il principale organismo decisionale responsabile di garantire il seguito e il riesame dell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e presentare una posizione comune dell'UE sull'attuazione dell'agenda 2030 in vista del Forum del 2016;
   ap) assicurare che non sia compromesso "l'acquis" della piattaforma di azione di Pechino sull'accesso all'istruzione e alla sanità quale diritto umano fondamentale; migliorare l'accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, poiché ciò contribuisce a ridurre la mortalità infantile e delle madri; promuovere la pianificazione familiare, la salute materna, l'accesso agevole alla contraccezione e alla gamma completa di servizi per la salute sessuale e riproduttiva, in quanto elementi importanti per salvare la vita delle donne e aiutarle a riappropriarsi della loro vita qualora siano state vittime di stupro; porre tali politiche al centro della cooperazione allo sviluppo con i paesi terzi;
   aq) insistere sulla necessità di rafforzare la coerenza delle politiche per lo sviluppo all'interno delle strutture di lavoro delle Nazioni Unite al fine di integrare in maniera efficace tutte le dimensioni dello sviluppo sostenibile; sottolineare l'importanza di un sistema commerciale multilaterale che sia universale, basato su norme, aperto, trasparente, non discriminatorio, inclusivo ed equo, nonché la necessità di giungere alla conclusione del ciclo di Doha per lo sviluppo nell'ambito dell'OMC; ricordare che lo sviluppo non è possibile senza la pace, né la pace è possibile senza lo sviluppo, sottolineando l'importanza dell'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 16 relativo alla pace e alla giustizia , che dovrebbe rappresentare una delle priorità per quanto riguarda il finanziamento della cooperazione allo sviluppo; invitare le Nazioni Unite a integrare in maniera sistematica la creazione di capacità e la buona governance nelle proprie strategie di sviluppo a lungo termine;
   ar) accogliere con favore l'adozione da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite della storica risoluzione 68/304, del 9 settembre 2014, che ha riconosciuto il diritto sovrano di ogni Stato di ristrutturare il proprio debito sovrano, il quale non dovrebbe essere compromesso o ostacolato da alcuna misura adottata da un altro Stato, ha constato con preoccupazione che il sistema finanziario internazionale non dispone di un solido quadro giuridico per la ristrutturazione ordinata e prevedibile del debito sovrano e ha avviato un processo per l'adozione di un quadro giuridico multilaterale applicabile alle operazioni di ristrutturazione del debito sovrano; invita il sistema delle Nazioni Unite nel suo complesso a sostenere pienamente tale processo; invita l'UE e i suoi Stati membri a impegnarsi attivamente nel processo;
   as) sviluppare un approccio molto più strategico ed efficiente nei confronti delle agenzie delle Nazioni Unite, in particolare per quanto riguarda la pianificazione degli strumenti finanziari esterni al fine di assicurare una maggiore visibilità degli aiuti europei sul campo;
   at) adoperarsi attivamente per migliorare la governance politica nell'ambito dello sviluppo sostenibile attraverso il rafforzamento del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) e accogliere la proposta di istituire un tribunale penale internazionale per i reati ambientali con l'obiettivo di far rispettare la legislazione ambientale in modo più efficace in tutto il mondo;
   au) esortare l'UE ad adoperarsi per il rafforzamento della cooperazione internazionale in ambito fiscale, sostenendo la creazione di un organismo fiscale internazionale all'interno del sistema delle Nazioni Unite; contrastare l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro tramite lo scambio automatico di informazioni in ambito fiscale e la creazione di una lista nera comune dei paradisi fiscali a livello mondiale;
   av) avviare un piano globale per la lotta contro la resistenza agli antimicrobici, al fine di impedire un'ulteriore diffusione di superbatteri resistenti;
   aw) garantire che l'UE rimanga in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici e collabori maggiormente con le Nazioni Unite in tale ambito; garantire l'attuazione tempestiva delle decisioni adottate in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Parigi 2015;
   ax) sostenere una riforma globale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla base di un ampio consenso, al fine di rispecchiare meglio la nuova realtà mondiale e assicurare che tale organo sia in grado di gestire in modo efficace le minacce alla pace e alla sicurezza internazionali; adoperarsi per l'obiettivo a lungo termine di un seggio dell'Unione europea in seno a un Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite riformato; sollecitare i membri del Consiglio di sicurezza ad astenersi dal ricorrere al diritto di veto nei casi in cui siano commessi crimini contro l'umanità;
   ay) promuovere il rilancio del lavoro dell'Assemblea generale e migliorare il coordinamento e la coerenza dell'operato di tutte le istituzioni delle Nazioni Unite, ottimizzando l'efficienza, l'efficacia, la legittimità, la trasparenza, l'assunzione di responsabilità, la capacità e la rappresentatività del sistema; sostenere e sviluppare la maggiore trasparenza del processo di selezione del prossimo Segretario generale delle Nazioni Unite, con le presentazioni dei candidati in seno all'Assemblea generale; promuovere, in fase di individuazione e nomina del miglior candidato per la posizione di Segretario generale delle Nazioni Unite, opportunità eque e imparziali sulla base di un equilibrio di genere e geografico e sostenere la nomina di una donna in caso di candidati in possesso di qualifiche di pari eccellenza;
   az) assicurarsi, tenuto conto della relazione 2015 delle Nazioni Unite e delle recenti accuse di violenza sessuale su minori contro le truppe francesi e delle Nazioni Unite nella Repubblica centrafricana, che le Nazioni Unite, gli Stati membri dell'UE e gli organi della PSDC dell'UE conducano indagini, perseguano e condannino, tempestivamente e nel modo più fermo possibile, qualsiasi membro del personale delle Nazioni Unite e di organizzazioni nazionali o europee che abbia commesso atti di violenza sessuale;
   ba) invitare la Corte dei conti europea a rafforzare la collaborazione con le rispettive istituzioni di sorveglianza del Segretariato delle Nazioni Unite, in particolare l'ufficio dei servizi di controllo interno (OIOS), il comitato consultivo indipendente per la revisione contabile (IAAC) e il collegio dei revisori (BoA), nell'intento di aumentare la trasparenza e la comprensione reciproca in materia di finanziamento e funzionamento;
   bb) stabilire un sistema efficiente di protezione degli informatori delle Nazioni Unite;
   bc) adottare un codice di condotta vincolante che obblighi i titolari di una carica a mantenere l'imparzialità, come stabilito dalle linee guida delle Nazioni Unite per una mediazione efficace, alla luce del recente caso di conflitto di interessi che ha riguardato il rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Libia;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani, al Servizio europeo per l'azione esterna, alla Commissione, e, per conoscenza, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

(1) A/RES/65/276 del 3 maggio 2011.
(2) GU C 99 E del 3.4.2012, pag. 56.
(3) GU C 45 del 5.2.2016, pag. 89.
(4) Testi approvati, P7_TA(2014)0259.
(5) Testi approvati, P8_TA(2015)0403.
(6) Testi approvati, P8_TA(2016)0020.
(7) Testi approvati, P8_TA(2014)0013.
(8) Testi approvati, P8_TA(2016)0051.
(9) Testi approvati, P8_TA(2016)0073.
(10) EEAS 01024/12, documento del Consiglio 11216/12.
(11) EEAS(2015)458, documento del Consiglio 7632/15.

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