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Procedura : 2015/2324(INI)
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Ciclo del documento : A8-0226/2016

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A8-0226/2016

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PV 12/09/2016 - 19
CRE 12/09/2016 - 19

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PV 13/09/2016 - 4.17
CRE 13/09/2016 - 4.17
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P8_TA(2016)0336

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Martedì 13 settembre 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Una strategia dell'UE per la regione alpina
P8_TA(2016)0336A8-0226/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 settembre 2016 su una strategia dell'UE per la regione alpina (2015/2324(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 192, l'articolo 265, paragrafo 5, e l'articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visti la comunicazione della Commissione del 28 luglio 2015 relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione alpina (COM(2015)0366) nonché il piano d'azione e il documento analitico di supporto correlati (SWD(2015)0147),

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(1) (di seguito "il regolamento recante disposizioni comuni" (RDC)),

–  visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1302/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) per quanto concerne il chiarimento, la semplificazione e il miglioramento delle norme in tema di costituzione e di funzionamento di tali gruppi(3),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 19 e 20 dicembre 2013 sulla strategia dell'Unione europea per la regione alpina,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, dell'8 ottobre 2015, in merito alla comunicazione della Commissione su una strategia dell'Unione europea per la regione alpina(4),

–  visto il parere del Comitato delle regioni, del 3 dicembre 2014, su una strategia macroregionale alpina per l'Unione europea(5) (CDR 2994/2014),

–  vista la sua risoluzione del 3 luglio 2012 sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo(6),

–  vista la sua risoluzione del 23 maggio 2013 su una strategia macroregionale per le Alpi(7),

–  vista la relazione del 20 maggio 2014 della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sulla governance delle strategie macroregionali (COM(2014)0284),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 26 gennaio 2011, dal titolo "Il contributo della politica regionale alla crescita sostenibile nel contesto della strategia Europa 2020" (COM(2011)0017),

–  vista la direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati,

–  vista la direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente,

–  vista la decisione n. 2005/370/CE del Consiglio, del 17 febbraio 2005, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (convenzione di Aarhus),

–  vista la conferenza sul lancio della strategia dell'Unione europea per la regione alpina, tenutasi a Brdo (Slovenia) il 25 e 26 gennaio 2016,

–  vista la conferenza delle parti interessate sulla strategia dell'Unione europea per la regione alpina, tenutasi a Innsbruck il 17 settembre 2014,

–  vista la conferenza delle parti interessate sulla strategia dell'Unione europea per la regione alpina, tenutasi a Milano il 1° e 2 dicembre 2014,

–  vista la decisione del Consiglio 96/191/CE del 26 febbraio 1996 sulla conclusione della convenzione per la protezione delle Alpi (Convenzione sulle Alpi),

–  vista la relazione di sintesi della Commissione sulla consultazione pubblica relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione alpina,

–  vista l'espressione dei pareri delle parti interessate contenuta nella "risoluzione politica verso una strategia europea per la regione alpina" approvata a Grenoble il 18 ottobre 2013,

–  visto lo studio dal titolo "Un nuovo ruolo delle macroregioni nella cooperazione territoriale europea", pubblicato nel gennaio 2015 dalla Direzione generale delle politiche interne del Parlamento europeo (Dipartimento B: Politiche strutturali e di coesione),

–  visto il libro bianco della Commissione del 1° aprile 2009 dal titolo "L'adattamento ai cambiamenti climatici: verso un quadro d'azione europeo" (COM(2009)0147),

–  visto il quadro di valutazione dell'Unione per l'innovazione 2015, elaborato dalla Commissione,

–  vista la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Infrastrutture verdi — Rafforzare il capitale naturale in Europa" (COM(2013)0249),

–  vista la guida del 2014 della Commissione, dal titolo "Favorire le sinergie tra i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 e altri programmi dell'Unione in materia di ricerca, innovazione e competitività",

–  vista la comunicazione della Commissione, del 26 novembre 2014, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Banca centrale europea, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti dal titolo "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per i trasporti e il turismo e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0226/2016),

A.  considerando che, al fine di promuovere uno sviluppo d'insieme armonioso, la coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione europea deve essere rafforzata;

B.  considerando che le strategie macroregionali costituiscono attualmente strumenti fondamentali per contribuire a realizzare il principio della coesione economica, sociale e territoriale; che tali strategie sono basate sul principio dei tre no: no a nuova legislazione, no a nuovi finanziamenti e no a nuove istituzioni;

C.  considerando che la strategia macroregionale alpina potrebbe contribuire a invertire la tendenza al declino economico attraverso investimenti nella ricerca e l'innovazione e il sostegno alle imprese, tenendo conto delle specificità e ricchezze uniche che caratterizzano tale regione;

D.  considerando che l'obiettivo delle strategie macroregionali dovrebbe essere quello di conseguire meglio gli obiettivi comuni di diverse regioni attraverso un approccio coordinato e volontario che non comporti la creazione di normative supplementari;

E.  considerando che il cambiamento climatico si verifica, nella regione alpina, a un ritmo più rapido rispetto alla media mondiale, portando a sempre più frequenti calamità naturali quali slavine e inondazioni;

F.  considerando che la strategia macroregionale mira a identificare risorse e a sfruttare il potenziale di sviluppo comune delle regioni;

G.  considerando che le strategie macroregionali rappresentano un modello di governance multilivello nel quale la partecipazione delle parti interessate che rappresentano il livello locale, regionale e nazionale, è essenziale per la riuscita delle strategie stesse; che occorre promuovere la cooperazione reciproca tra le varie macroregioni per migliorarne la coerenza politica in linea con gli obiettivi europei;

H.  considerando che le strategie macroregionali possono contribuire a sviluppare approcci strategici transfrontalieri e progetti internazionali per la creazione di reti di cooperazione a beneficio dell'intera regione;

I.  considerando che le identità regionali e il patrimonio culturale della regione alpina, in particolare le culture e usanze popolari, meritano una particolare protezione;

J.  considerando che il forte approccio dal basso verso l'alto adottato dalle regioni dell'area alpina ha portato allo sviluppo della strategia dell'Unione europea per la regione alpina (EUSALP), volta ad affrontare in modo efficace le sfide comuni all'intera regione alpina;

K.  considerando che la regione alpina svolge un ruolo importante per lo sviluppo economico degli Stati membri e fornisce numerosi servizi di ecosistema alle aree urbane e periurbane vicinanti;

L.  considerando che la macrostrategia per la regione alpina riguarderà circa 80 milioni di persone che risiedono in 48 regioni di sette Stati, cinque dei quali sono Stati membri dell'UE (Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia) e due sono paesi terzi (Liechtenstein e Svizzera);

M.  considerando che la strategia UE per la regione alpina deve riconciliare la sostenibilità ambientale e lo sviluppo economico in un'area di ambiente naturale che costituisce anche un'importante destinazione turistica;

N.  considerando che lo spopolamento costituisce il principale problema di alcune aree alpine e che la maggior parte degli abitanti della regione alpina non può sopravvivere solo grazie al turismo alpino e deve pertanto sviluppare ulteriormente l'agricoltura, la silvicoltura e altre industrie e servizi ecologici;

O.  considerando che vi sono considerevoli differenze tra le regioni implicate nella strategia e che quindi occorre coordinare le politiche e i settori sia tra le diverse regioni (orizzontalmente) che all'interno delle singole regioni (verticalmente);

P.  considerando che la regione Alpina è dotata di caratteristiche geografiche e naturali uniche e costituisce una macroregione interconnessa e di transito con un grande potenziale di sviluppo; che, tuttavia, occorrono risposte specifiche alle sfide derivanti dalle problematiche ambientali, demografiche, dei trasporti, del turismo e connesse all'energia, della stagionalità e della multiattività, e che una pianificazione territoriale coordinata potrebbe portare a migliori risultati e a un valore aggiunto per la coesione territoriale delle aree alpine e perialpine;

Q.  considerando che la regione alpina costituisce il serbatoio idrico d'Europa e che le Alpi forniscono acqua sufficiente a coprire il 90 % del fabbisogno delle aree pedemontane in estate; che l'acqua è importante per la produzione idroelettrica, l'irrigazione dei terreni agricoli, la gestione sostenibile delle foreste, la conservazione della biodiversità e del paesaggio e l'approvvigionamento di acqua potabile; che è essenziale preservare la qualità delle acque e i bassi livelli idrici dei fiumi alpini e trovare un equilibrio equo tra gli interessi delle popolazioni locali e le necessità ambientali;

R.  considerando che la regione alpina è attraversata da numerose frontiere; che il superamento di tali barriere è un presupposto per la cooperazione in questo settore, così come per la libera circolazione di persone, servizi, beni e capitali e quindi per l'interazione economica, sociale e ambientale; che la strategia alpina fornisce altresì un'opportunità di rafforzare la cooperazione transfrontaliera, creare collegamenti e reti tra le persone e le attività economiche e smantellare in tal modo le frontiere e le barriere che esse creano;

S.  considerando che la Commissione, nella sua comunicazione sulla strategia dell'Unione Europea per la regione alpina, sottolinea sia la necessità di ridurre l'impatto dei trasporti transalpini al fine di preservare il patrimonio ambientale delle Alpi sia l'importanza di attuare una strategia volta ad assicurare un contesto ambientale più sano e meglio preservato per la popolazione locale;

T.  considerando che la libera circolazione delle persone – soprattutto nelle zone di frontiera – è un diritto fondamentale e una condizione sine qua non per il conseguimento degli obiettivi di coesione economica, sociale, territoriale e ambientale, di conseguire una competitività sostenibile e di un accesso equo all'occupazione;

U.  considerando che il territorio interessato dalla EUSALP comprende aree montuose al centro ed aree perialpine, comprese aree metropolitane, collegate da strette interazioni e relazioni funzionali, tutti elementi che influenzano lo sviluppo economico, sociale e ambientale;

V.  considerando che questa regione, con i suoi ecosistemi preservati e i suoi servizi, può fornire una base per molte attività economiche, con un accento sull'agricoltura, la silvicoltura, il turismo e l'energia, tenendo conto del patrimonio culturale e naturale della regione;

W.  considerando che la strategia dell'Unione europea per la regione alpina, in quanto prima strategia macroregionale riguardante un'area montuosa, può costituire un modello e un'ispirazione per altre aree montane nell'UE;

X.  considerando che precedenti strategie macroregionali dell'UE hanno dimostrato il successo di dispositivi di cooperazione di questo tipo e fornito esperienze utili per la definizione di nuove strategie macroregionali;

Considerazioni generali e governance

1.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione sulla strategia dell'Unione europea per la regione alpina e il piano d'azione ad essa allegato; ritiene che questa rappresenti un passo in avanti per lo sviluppo della regione, in linea con l'obiettivo della strategia Europa 2020 di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; osserva che la strategia e il piano d'azione possono svolgere un ruolo significativo negli sforzi volti a contrastare lo spopolamento della regione, in particolare l'esodo dei giovani;

2.  richiama l'attenzione sulla preziosa esperienza maturata mediante l'attuazione della Convenzione alpina, che riesce a coniugare gli interessi economici, sociali e ambientali; invita i paesi partecipanti a rispettare gli accordi raggiunti e a mantenere un alto livello di impegno per lo sviluppo sostenibile e la protezione delle Alpi;

3.  accoglie con favore il fatto che i Fondi strutturali di investimento europei offrono risorse potenzialmente significative e una vasta gamma di strumenti e opzioni per la strategia; chiede maggiori sinergie e la promozione del coordinamento e delle complementarità con il Fondo strutturale e d'investimento europeo (ESIF) e altri fondi e strumenti pertinenti ai pilastri della strategia, in particolare Orizzonte 2020, lo strumento per collegare l'Europa, il programma LIFE, il programma COSME per le PMI, il programma "Spazio Alpino" di Interreg e il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), per i quali la Commissione dovrebbe esaminare l'eventuale valore aggiunto di inviti specifici incentrati sulle sfide che interessano particolarmente la regione alpina;

4.  invita la Commissione e gli enti nazionali, regionali e locali responsabili della preparazione, della gestione e dell'attuazione dei programmi strutturali e d'investimento europei a sottolineare l'importanza dei progetti e delle azioni macroregionali; chiede di rafforzare l'attività in comune attraverso un coordinamento delle politiche, dei programmi e delle strategie unionali che svolgono un ruolo nelle Alpi e invita la Commissione a esaminare attentamente le applicazioni pratiche dei programmi in questione al fine di evitare sovrapposizioni e di massimizzare la complementarità e il valore aggiunto; invita inoltre la Commissione a garantire un facile e agevole accesso ai documenti pertinenti, sia per i cittadini europei sia per le istituzioni degli Stati membri, al fine di garantire la piena trasparenza per quanto riguarda la procedura da seguire;

5.  ribadisce l'importanza del principio dei tre no, giacché le macroregioni sono strutture costruite sul valore aggiunto delle iniziative di cooperazione e delle sinergie tra diversi strumenti di finanziamento unionali;

6.  invita le autorità competenti degli Stati membri e le regioni partecipanti ad allineare le politiche e i relativi fondi, a livello sia nazionale che regionale, includendo ove possibile le azioni e gli obiettivi della strategia EUSALP; invita, inoltre, ad adeguare i programmi operativi che hanno adottato, al fine di garantire che i futuri progetti nell'ambito della strategia EUSALP siano attuati prontamente e che le autorità di gestione tengano debitamente conto delle priorità EUSALP in sede di attuazione dei programmi operativi (ad esempio per mezzo di inviti mirati, punti bonus o assegnazione di stanziamenti di bilancio a destinazione specifica); chiede un ulteriore sviluppo dell'approccio macroregionale in vista di una possibile riforma della politica di coesione post-2020 e sottolinea l'importanza di progetti e misure macroregionali integrati;

7.  invita la BEI, in cooperazione con la Commissione, a valutare la possibilità di creare una piattaforma di investimento ad hoc per la regione alpina che consenta la mobilitazione di finanziamenti pubblici e privati; chiede la creazione di un progetto di pipeline per la regione volto ad attrarre gli investitori; in tale contesto esorta la Commissione, la Banca europea per gli investimenti (BEI) e i paesi partecipanti a sfruttare appieno le opportunità offerte dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) per finanziare progetti nella regione volti a conseguire uno sviluppo sostenibile e la crescita economica e a stimolare l'occupazione a livello macroregionale;

8.  sottolinea la necessità di campagne informative adeguate sulla strategia europea per la regione alpina e incoraggia gli Stati membri ad assicurare che tale strategia abbia un profilo sufficientemente alto e che i suoi obiettivi e risultati siano comunicati adeguatamente a tutti i livelli, anche sul piano transfrontaliero e internazionale; chiede che siano promossi il coordinamento e lo scambio di migliori pratiche per quanto riguarda l'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE, soprattutto per quanto riguarda la gestione del patrimonio naturale e culturale, nell'ottica di creare opportunità turistiche sostenibili;

9.  chiede di creare a livello macroregionale una struttura di sostegno per gli organi di governo di EUSALP, in cooperazione e d'accordo con la Commissione, gli Stati membri e le regioni; accoglie inoltre positivamente la rappresentazione del Parlamento europeo negli organi di governo della strategia e ritiene che il Parlamento debba essere associato nel monitoraggio della sua attuazione;

10.  chiede un ruolo attivo per la Commissione nella fase di attuazione dell'EUSALP; ritiene che essa, nel rispetto del principio di sussidiarietà e proporzionalità, debba partecipare in gestione condivisa con gli Stati membri e le regioni a tutte le fasi della progettazione e della realizzazione dei progetti della strategia, non da ultimo per garantire la partecipazione effettiva dei soggetti interessati locali e regionali tra cui le autorità pubbliche, le parti economiche e sociali e le organizzazioni che rappresentano la società civile nonché il necessario coordinamento con altre strategie e forme di finanziamento sostenute dall'UE;

11.  chiede che l'attuazione dell'EUSALP sia valutata dalla Commissione con criteri obiettivi e indicatori misurabili;

12.  sostiene una pianificazione strategica tra le aree sia urbane che alpine, al fine di promuovere la creazione di reti e obiettivi comuni in un quadro politico coerente, coordinato e integrato (ad esempio riguardo alle energie rinnovabili, la previdenza sociale, la logistica, le imprese e l'innovazione sociale); incoraggia lo scambio di buone prassi tra le regioni, ad esempio in materia di turismo sostenibile, nonché tra altre strategie macroregionali esistenti;

13.  insiste sul fatto che, nel contesto delle procedure decisionali, le autorità locali e regionali, in partenariato con la società civile locale e regionale, dovrebbero avere un ruolo di primo piano negli organi di gestione e negli organi operativi, tecnici e di attuazione della strategia, nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà e di governance multilivello;

14.  ritiene che occorra dirigere gli investimenti verso un accesso paritario ed efficace alla sanità e a unità di primo soccorso e di assistenza d'emergenza per l'intera popolazione della regione, soprattutto nelle aree rurali, al fine di prevenire lo spopolamento;

15.  invita la Commissione a presentare al Parlamento e al Consiglio, ogni due anni, una relazione sull'attuazione di EUSALP, basata su criteri oggettivi e indicatori misurabili e intesa a valutarne il funzionamento e il valore aggiunto a livello di crescita , di occupazione, di riduzione delle disparità e di sviluppo sostenibile;

16.  invita i paesi partecipanti a proseguire gli sforzi volti a diversificare le fonti di approvvigionamento energetico, tenendo conto dell'aspetto ambientale; sottolinea la necessità di modernizzare le infrastrutture di energia idroelettrica esistenti, sviluppate in una fase molto precoce, rendendole sostenibili e competitive alla luce dell'impatto che possono avere sull'ambiente e sulla geologia e di promuovere infrastrutture idroelettriche di piccole dimensioni (mini, micro e pico); sottolinea che la gestione integrata e la protezione delle risorse idriche è una delle chiavi per lo sviluppo sostenibile delle Alpi e che, di conseguenza, la popolazione locale dovrebbe potersi impegnare nell'energia idroelettrica e utilizzare il valore aggiunto che essa genera; invita i paesi partecipanti a contribuire alle reti ben funzionanti nella macroregione, al fine di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e di creare strutture per lo scambio delle migliori pratiche in materia di cooperazione transfrontaliera;

17.  sottolinea la necessità di rafforzare ulteriormente la dimensione sociale per garantire il perseguimento di un modello di crescita che possa assicurare una crescita sostenibile, l'inclusione sociale e la protezione sociale per tutti, in particolare nelle zone frontaliere; in tale contesto, sottolinea l'importanza di determinare priorità e prendere misure atte a contrastare ogni forma di discriminazione;

18.  ricorda che il principio dell'accesso universale ai servizi pubblici deve essere garantito in tutti i territori dell'UE, in particolare nei settori dell'istruzione, della sanità, dei servizi sociali e della mobilità e rivolgendo particolare attenzione alle esigenze delle persone con disabilità; ricorda la necessità che i paesi partecipanti incoraggino la formulazione di soluzioni alternative e innovative per la regione alpina nel campo della fornitura di servizi pubblici comprese, se del caso, soluzioni personalizzate adattate alle esigenze locali e regionali; in questo contesto, invita i paesi partecipanti a elaborare incentivi allo sviluppo di partenariati pubblico-privati; ricorda, tuttavia, il principio che i servizi pubblici di qualità devono essere accessibili e alla portata di tutti;

19.  esprime preoccupazione riguardo al degrado degli ecosistemi e al rischio di catastrofi naturali in determinate aree alpine; sottolinea la necessità di attuare una gestione integrale del rischio di catastrofi naturali e strategie di adeguamento ai cambiamenti climatici; sottolinea la necessità di sviluppare e mettere in atto piani d'intervento comuni in risposta all'inquinamento transfrontaliero; chiede che siano creati gruppi comuni di risposta rapida per le aree turistiche colpite da catastrofi naturali quali frane, smottamenti e inondazioni; in questo contesto, pone l'accento sulla necessità di promuovere maggiormente il meccanismo di protezione civile dell'UE;

Occupazione, crescita economica e innovazione

20.  riconosce che occorre preservare il patrimonio ambientale delle regioni alpine, con la sua vasta riserva di paesaggi naturali e la straordinaria varietà di ecosistemi, che vanno dalle zone montuose alla pianura e si spingono sino alle coste del Mediterraneo, consentendo in tal modo una zona economica e una biosfera basate sulla coesistenza tra la natura e gli esseri umani; sottolinea pertanto la necessità di una cooperazione sinergica attiva tra agricoltura e altre attività economiche nelle aree protette (siti Natura 2000, parchi nazionali, ecc.), al fine di sviluppare prodotti turistici integrati, così come l'importanza di preservare e proteggere gli habitat unici delle regioni montuose;

21.  rileva le opportunità offerte dalla strategia per lo sviluppo del suo mercato del lavoro, che ha e vede diversi livelli importanti di pendolarismo transfrontaliero; ritiene che l'aumento delle qualifiche della forza lavoro e la creazione di nuovi posti di lavoro nell'ambito dell'economia verde dovrebbero fare parte delle priorità d'investimento della strategia alpina; sottolinea tuttavia che le PMI – molto spesso attività a conduzione familiare quali piccole aziende agricole o piccole imprese di trasformazione – nel campo dell'agricoltura, del turismo, del commercio, dell'artigianato e della produzione costituiscono il nucleo dell'attività economica, in modo integrato e sostenibile, nella regione alpina, e costituiscono quindi la spina dorsale del contesto vitale, culturale e ambientale delle Alpi e un'importante fonte di occupazione; sottolinea la necessità di diversificare ulteriormente le attività economiche e le opportunità di lavoro nella regione alpina;

22.  rileva la necessità di dare priorità agli investimenti nelle infrastrutture digitali e l'importanza di garantire un accesso rapido ed efficiente a internet ad alta velocità e, pertanto, a servizi digitali e online quali il commercio elettronico, l'utilizzo di canali di mercato digitali e il telelavoro, nonché altre opportunità per quanti vivono in zone lontane dai grandi centri urbani, favorendo ove possibile le alternative al viaggio fisico;

23.  ritiene che l'innovazione e il ricorso a nuove tecnologie in settori economici chiave, guidati da strategie di specializzazione intelligente e finanziati da fonti di finanziamento unionali esistenti (ad esempio il FESR, il FSE, COSME, Orizzonte 2020 o Erasmus +), potrebbero contribuire a creare posti di lavoro di qualità in settori strategici quali le scienze della vita, la bioeconomia, l'energia, i prodotti organici, i nuovi materiali o i servizi elettronici; ricorda l'importanza di assicurare un forte sostegno per le piccole e medie imprese, che potrebbero contribuire a invertire la tendenza allo spopolamento registrata in alcune zone e territori della regione alpina;

24.  invita le autorità competenti degli Stati membri e delle regioni alpini ad associarsi alla Commissione per esaminare la possibilità di realizzare, nel corso del prossimo periodo di programmazione, un programma comune (in base all'articolo 185 del TFUE) volto a favorire l'integrazione delle attività di ricerca e innovazione nella zona alpina, nel contesto delle catene di valore europee incorporate in strategie di specializzazione intelligente;

25.  incoraggia il raggruppamento di imprese pubbliche e private, università, istituti di ricerca e altri soggetti interessati pertinenti e la loro cooperazione, al fine di promuovere l'innovazione e permettere di beneficiare di sinergie tra le aree alpine e quelle perialpine; ritiene che le azioni previste dovrebbero basarsi sulle strategie nazionali e regionali di ricerca e di innovazione per la specializzazione intelligente, al fine di garantire investimenti più efficienti ed efficaci;

26.  riconosce l'importanza per la riuscita della strategia EUSALP dello sviluppo di progetti destinati ad associazioni, istituzioni, microimprese e PMI dei settori culturali e creativi, sia per l'influenza che esse hanno sugli investimenti, la crescita, l'innovazione e l'occupazione, ma anche per il ruolo fondamentale che svolgono nel preservare e promuovere la diversità culturale e linguistica;

27.  osserva che una strategia macroregionale per le Alpi dovrebbe non solo fornire opportunità di preservare, sostenere e ove necessario adattare forme di attività economica tradizionali quali l'agricoltura, la silvicoltura e le attività economiche basate sull'artigianato, ma anche promuovere l'innovazione e lo sviluppo di nuove iniziative in questo campo, ad esempio attraverso lo strumento InnovFin; sottolinea la necessità di semplificare l'accesso ai finanziamenti e al sostegno per le piccole e medie imprese, tenendo conto del ruolo che esse svolgono nella creazione di posti di lavoro;

28.  sottolinea che per un ulteriore sviluppo del turismo nella grande regione è essenziale una cooperazione fra le regioni, innanzi tutto a livello transfrontaliero; incoraggia la formulazione di strategie turistiche basate sul patrimonio culturale e naturale esistente, sulla sostenibilità e l'innovazione; sottolinea la dimensione sociale, culturale ed economica delle varie usanze e tradizioni alpine, che è opportuno incoraggiare e sostenere nella loro diversità;

29.  osserva che la gestione e la reintroduzione di rapaci e carnivori nella regione alpina avvengono a livello nazionale e locale, anche se tali specie non conoscono confini amministrativi, e che le migrazioni sono un fenomeno transfrontaliero per natura; tuttavia, al fine di evitare contrasti connessi a tale reintroduzione, invita gli Stati membri a migliorare il coordinamento tra le diverse autorità e a rafforzare lo scambio di informazioni e di buone pratiche al fine di migliorare la protezione e la gestione degli animali da fattoria e da pascolo nel quadro della strategia alpina e con riferimento alla piattaforma "Grandi predatori e ungulati selvatici" della convenzione alpina;

30.  sostiene la diversificazione dell'offerta turistica attraverso lo sviluppo di nuove opportunità di turismo adeguate alle esigenze regionali e che sfruttano le risorse regionali, ad esempio parchi turistici e percorsi tematici, turismo enogastronomico, culturale, sanitario, turismo educativo e turismo sportivo, al fine di prolungare la stagione turistica, alleviando nel contempo la pressione sulle infrastrutture e raggiungendo occupazione per tutto l'anno nel ciclo turistico, nonché un agriturismo volto ad attirare i visitatori interessati ad attività rurali all'aria aperta verso alberghi al di fuori dai principali flussi turistici, migliorando la competitività e la sostenibilità delle destinazioni turistiche; sostiene la promozione di nuove attività turistiche meglio adattate ai cambiamenti climatici e alla tutela dell'ambiente; sottolinea inoltre la necessità di sostenere e migliorare la coordinazione dei servizi di soccorso alpino;

31.  appoggia misure volte ad alleviare la pressione sulle infrastrutture di trasporto attraverso uno scaglionamento delle vacanze scolastiche e dei relativi periodi di vacanza, una progettazione intelligente del pedaggio stradale e l'erogazione di incentivi da parte dei fornitori turistici durante i periodi di picco di viaggio e le ore di punta;

32.  ricorda l'importanza economica di promuovere lo sviluppo di attività sostenibili di turismo dolce per l'intera regione alpina, anche nelle cittadine lacustri e termali; incoraggia inoltre gli Stati membri a promuovere l'uso della bicicletta in combinazione con i viaggi in treno o servizi di trasporto intermodale; pone l'accento sui risultati conseguiti finora sulla base delle buone pratiche dalle piattaforme per il turismo create nell'ambito di progetti finanziati dall'UE;

33.  constata che spesso uno stesso individuo è portato a svolgere attività diverse nel corso dell'anno, talvolta a livello transfrontaliero; invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità regionali e locali a stimolare la cooperazione tra gli organismi che forniscono formazione professionale, sia iniziale che continua; sottolinea i benefici che potrebbe apportare un programma "Erasmus +" dedicato agli apprendistati transfrontalieri;

Mobilità e connettività

34.  sottolinea l'importanza di migliorare i trasporti e la connettività energetica tra i paesi partecipanti, compresi i collegamenti di trasporto e intermodali locali, regionali e transfrontalieri con l'entroterra (compresi i grandi agglomerati urbani), anche al fine di dare un impulso allo sviluppo della regione, migliorare la qualità della vita per i suoi abitanti e attrarre nuovi residenti, valutando nel contempo la possibilità di rinnovare e/o potenziare le reti già esistenti con il fine ultimo di migliorare l'attuazione delle reti TEN-T; sottolinea l'importanza di costruire un'infrastruttura "intelligente"; ritiene che le infrastrutture di nuova costruzione debbano diventare dei veri e propri "corridoi tecnologici" all'interno dei quali realizzare tutte le distinte infrastrutture ovvero le linee elettriche, della telefonia, della banda larga e della banda ultra-larga, le condutture del gas, le reti in fibra ottica, i tubi degli acquedotti, etc;

35.  chiede che si segua un approccio d'insieme nell'elaborazione e attuazione future della politica ambientale e dei trasporti nella regione alpina; in questo contesto, sottolinea la necessità di dare priorità ai trasferimenti modali, al fine di realizzare una transizione dal trasporto stradale a quello ferroviario, in particolare per le merci, e invita la Commissione a sostenere questa transizione; in questo contesto, inoltre, chiede che i ricavi generati dal trasporto su strada siano impiegati per promuovere la realizzazione e lo sviluppo di sistemi di trasporti di passeggeri e merci su rotaia che siano efficienti ed ecologici e per ridurre l'inquinamento acustico e ambientale; prende atto dei potenziali progetti in settori quali la gestione del traffico, l'innovazione tecnologica, l'interoperabilità, ecc; chiede inoltre di espandere l'infrastruttura esistente, compresi sistemi intermodali e interoperabili di qualità, nella regione alpina; sottolinea l'importanza di assicurare la connettività e l'accessibilità per tutti gli abitanti della regione;

36.  pone l'accento sull'importanza di collegare gli itinerari di trasporto con altre parti d'Europa, nonché sulla rilevanza delle interconnessioni con i corridoi TEN-T, utilizzando in modo ottimale le infrastrutture esistenti; ricorda che le zone montuose continuano a rappresentare un ostacolo al ravvicinamento tra i cittadini europei e che l'Unione si è impegnata a rafforzare i finanziamenti per le infrastrutture di trasporto transfrontaliere; invita pertanto i paesi partecipanti a concentrare i loro sforzi sulla realizzazione e la pianificazione di progetti complementari sostenibili e inclusivi, collegando e sviluppando nel contempo l'attuale rete TEN-T;

37.  richiama l'attenzione sulla mancanza di collegamenti efficaci e non inquinanti nelle aree montane e tra le aree montane e perimontane; sollecita la Commissione e gli Stati membri a facilitare collegamenti migliori, puliti e a basso tenore di carbonio a livello regionale e locale, soprattutto per quanto riguarda le reti ferroviarie, al fine di rafforzare la coesione e la qualità della vita in tali aree; incoraggia e promuove l'insediamento nelle regioni alpine;

38.  invita i paesi partecipanti alla strategia macroregionale a tenere conto delle condizioni specifiche dei lavoratori transfrontalieri e a sviluppare accordi transfrontalieri per i lavoratori della macroregione alpina;

39.  sostiene lo sviluppo di forme innovative di trasporto locale su richiesta, comprese informazioni sui trasporti intelligenti, la gestione del traffico e la telematica e la multimodalità, anche alla luce del potenziale delle attività di condivisione interregionali in questo settore;

40.  richiama l'attenzione sulla mancanza di collegamenti digitali efficaci nelle aree montane; sollecita la Commissione e gli Stati membri a facilitare migliori collegamenti a livello regionale e locale, al fine di migliorare la qualità della vita in tali aree e favorire lo sviluppo di nuove attività e la creazione di opportunità lavorative in tali aree, incoraggiandone la ripopolazione;

41.  sottolinea l'importanza degli investimenti pubblici nelle aree montane al fine di fare fronte all'incapacità del mercato di fornire connettività digitale in tali aree; sottolinea l'importanza di una copertura completa e universale di internet a banda larga, anche nelle regioni montane, al fine di assicurare la vivibilità a lungo termine degli insediamenti e delle aree economiche remoti; invita la Commissione a proporre soluzioni concrete per questo problema;

Ambiente, biodiversità, cambiamenti climatici ed energia

42.  sottolinea l'importanza di tutelare e rafforzare la biodiversità nella regione alpina; chiede sforzi congiunti per introdurre misure innovative per la conservazione e il mantenimento di tale biodiversità, nonché un esame approfondito del ruolo dei grandi predatori e la possibile introduzione di misure di adeguamento, nel pieno rispetto dell'acquis dell'Unione in materia di protezione dell'ambiente, della biodiversità, del suolo e delle risorse idriche; sottolinea l'importanza di garantire che siano adottate tutte le misure possibili per evitare la duplicazione di iniziative legislative già esistenti;

43.  sottolinea che la macroregione alpina offre grandi opportunità in termini di soluzioni innovative che potrebbero renderla un laboratorio di prova unico per l'economia circolare; intende presentare, nella procedura di bilancio 2017, un progetto pilota volto a esplorare il potenziale di questo settore per lo sviluppo di strategie specifiche connesse all'economia circolare, ad esempio nei settori della produzione, del consumo e della gestione dei rifiuti;

44.  sottolinea l'importanza di promuovere la generazione autonoma di energia, migliorando l'efficienza energetica e sostenendo lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili più efficienti nella regione, dall'energia idroelettrica a quella solare, eolica e geotermica, e di promuovere lo sviluppo di tipologie di energie rinnovabili specificamente alpini; prende atto dell'impatto sulla qualità atmosferica dell'uso di diversi tipi di combustibile nel settore del riscaldamento; appoggia l'uso sostenibile del legname forestale senza ridurre la superficie forestale esistente, il che è importante per mantenere l'equilibrio dell'ecosistema montano e proteggere da slavine, frane e inondazioni;

45.  sottolinea l'urgente necessità di sviluppare nuove strategie di lotta contro l'inquinamento atmosferico, che solleva preoccupazioni in termini di salute pubblica, e contro i cambiamenti climatici, in particolare nelle zone maggiormente industrializzate e popolate della macroregione, identificando nel contempo le fonti di inquinamento esistenti e sorvegliando da presso le emissioni inquinanti; chiede pertanto agli Stati Membri di definire politiche dei trasporti sostenibili in linea con gli obiettivi della COP21 di Parigi e di favorire la preservazione e la manutenzione dei servizi di ecosistema nell'intera macroregione alpina;

46.  sottolinea l'importanza delle infrastrutture di trasporto energetico e sostiene sistemi di distribuzione, stoccaggio e trasmissione intelligenti nonché investimenti nell'infrastruttura energetica sia per la produzione che per il trasporto di elettricità e gas, in linea con la rete TEN-E e attraverso l'attuazione dei progetti concreti figuranti nell'elenco di progetti di interesse europeo nel campo dell'energia; sottolinea l'importanza di sfruttare fonti di energia locali, in particolare di energia rinnovabile, al fine di ridurre la dipendenza dalle importazioni; chiede di promuovere la produzione di energia decentrata e l'autoproduzione energetica e di migliorare l'efficienza energetica di tutti i settori;

47.  invita i paesi partecipanti a unire le forze per attuare una pianificazione spaziale e una gestione territoriale integrate, coinvolgendo le varie parti interessate (autorità nazionali, regionali e locali, comunità di ricerca, ONG, ecc.) dalle regioni;

48.  chiede un ulteriore rafforzamento della collaborazione e del lavoro svolto nel quadro del World Glacier Monitoring Service, alla luce delle recenti decisioni della conferenza COP21 di Parigi e della strategia da seguire in seguito;

49.  teme che i cambiamenti climatici e l'innalzamento delle temperature minaccino seriamente la sopravvivenza di specie che vivono ad alta quota, e che lo scioglimento dei ghiacciai rappresenti un ulteriore motivo di preoccupazione, visto il notevole impatto sulle riserve idriche sotterranee; chiede che si elabori un piano transnazionale di ampia portata volto a combattere lo scioglimento dei ghiacciai e a rispondere ai cambiamenti climatici ovunque nelle Alpi;

50.  invita i paesi partecipanti a proseguire gli sforzi per diversificare le fonti di approvvigionamento energetico e a sviluppare le fonti rinnovabili disponibili, ad esempio l'energia solare ed eolica, all'interno del mix di produzione energetica; pone l'accento sulla sostenibilità e la competitività degli impianti idroelettrici; invita i paesi partecipanti a contribuire alla creazione di reti infrastrutturali ben funzionanti di energia elettrica nella macroregione;

51.  sottolinea che la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico non solo migliorerà la sicurezza energetica della macroregione, ma porterà anche a una maggiore concorrenza, con importanti benefici per lo sviluppo economico della regione;

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52.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti nazionali e regionali dei paesi aderenti all'EUSALP (Francia, Italia, Svizzera, Liechtenstein, Austria, Germania e Slovenia).

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 303.
(4) GU C 32 del 28.1.2016, pag. 12.
(5) GU C 19 del 21.1.2015, pag. 32.
(6) GU C 349 E del 29.11.2013, pag. 1.
(7) GU C 55 del 12.2.2016, pag. 117.

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