Indice 
Testi approvati
Giovedì 28 aprile 2016 - BruxellesEdizione definitiva
Accordo UE-Georgia sullo spazio aereo comune (adesione della Croazia) ***
 Accordo euro-mediterraneo UE-Israele sui trasporti aerei (adesione della Croazia) ***
 Convenzione relativa alla mutua assistenza e alla cooperazione tra amministrazioni doganali (adesione della Croazia) *
 Richiesta di revoca dell'immunità di Bolesław G. Piecha
 Salvaguardia dell'interesse superiore del minore in tutta l'UE sulla base delle petizioni presentate al Parlamento europeo
 Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie ***II
 Interoperabilità del sistema ferroviario all'interno dell'Unione europea ***II
 Sicurezza delle ferrovie ***II
 Indici usati come valori di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari ***I
 Discarico 2014: bilancio generale dell'UE – Commissione e agenzie esecutive
 Discarico 2014: relazioni speciali della Corte dei conti nell'ambito del discarico alla Commissione
 Discarico 2014: ottavo, nono, decimo e undicesimo FES
 Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Parlamento europeo
 Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Consiglio europeo e Consiglio
 Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Corte di giustizia
 Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Corte dei conti europea
 Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Comitato economico e sociale europeo
 Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Comitato delle regioni
 Discarico 2014: bilancio generale dell'UE – Servizio europeo per l'azione esterna
 Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Mediatore europeo
 Discarico 2014: bilancio generale dell'UE – Garante europeo della protezione dei dati
 Discarico 2014: prestazioni, gestione finanziaria e controllo delle agenzie dell'UE
 Discarico 2014: Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER)
 Discarico 2014: Ufficio dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (Ufficio BEREC)
 Discarico 2014: Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea (CdT)
 Discarico 2014: Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (CEDEFOP)
 Discarico 2014: Accademia europea di polizia (CEPOL)
 Discarico 2014: Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA)
 Discarico 2014: Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO)
 Discarico 2014: Autorità bancaria europea (ABE)
 Discarico 2014: Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)
 Discarico 2014: Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA)
 Discarico 2014: Agenzia europea dell'ambiente (EEA)
 Discarico 2014: Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA)
 Discarico 2014: Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)
 Discarico 2014: Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE)
 Discarico 2014: Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA)
 Discarico 2014: Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT)
 Discarico 2014: Agenzia europea per i medicinali (EMA)
 Discarico 2014: Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA)
 Discarico 2014: Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA)
 Discarico 2014: Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA)
 Discarico 2014: Agenzia ferroviaria europea (AFE)
 Discarico 2014: Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA)
 Discarico 2014: Fondazione europea per la formazione (ETF)
 Discarico 2014: Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (ue-LISA)
 Discarico 2014: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EUOSHA)
 Discarico 2014: Agenzia di approvvigionamento dell'Euratom
 Discarico 2014: Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound)
 Discarico 2014: Unità di cooperazione giudiziaria dell'Unione europea (Eurojust)
 Discarico 2014: Ufficio europeo di polizia (Europol)
 Discarico 2014: Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA)
 Discarico 2014: Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (FRONTEX)
 Discarico 2014: Agenzia del GNSS europeo (GSA)
 Discarico 2014: impresa comune ARTEMIS
 Discarico 2014: impresa comune - Aeronautica e ambiente (Clean Sky)
 Discarico 2014: impresa comune ECSEL
 Discarico 2014: impresa comune ENIAC
 Discarico 2014: impresa comune Celle a combustibile e idrogeno
 Discarico 2014: impresa comune per l'iniziativa in materia di medicinali innovativi 2
 Discarico 2014: impresa comune europea per ITER e sviluppo dell’energia da fusione
 Discarico 2014: impresa comune - Sicurezza della navigazione aerea (SESAR)
 Banca europea per gli investimenti (BEI) - Relazione annuale 2014
 Attacchi contro ospedali e scuole quali violazioni del diritto umanitario internazionale
 Accesso del pubblico ai documenti per gli anni 2014-2015
 Collaboratrici domestiche e prestatrici di assistenza nell'UE
 Uguaglianza di genere ed emancipazione delle donne nell'era digitale

Accordo UE-Georgia sullo spazio aereo comune (adesione della Croazia) ***
PDF 234kWORD 59k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, di un protocollo che modifica l'accordo sullo spazio aereo comune tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra, per tenere conto dell'adesione all'Unione europea della Repubblica di Croazia (12227/2014 – C8-0035/2015 – 2014/0134(NLE))
P8_TA(2016)0138A8-0128/2016

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (12227/2014),

–  visto il progetto di protocollo (12226/2014),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma degli articoli 100, paragrafo 2 e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0035/2015),

–  visti l'articolo 99, paragrafo 1, primo e terzo comma, e paragrafo 2, nonché l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0128/2016),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione del protocollo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e della Georgia.


Accordo euro-mediterraneo UE-Israele sui trasporti aerei (adesione della Croazia) ***
PDF 233kWORD 59k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione e dei suoi Stati membri, di un protocollo che modifica l'accordo euro-mediterraneo sui trasporti aerei tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il governo dello Stato di Israele, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea (12265/2014 – C8-0102/2015 – 2014/0187(NLE))
P8_TA(2016)0139A8-0129/2016

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (12265/2014),

–  visto il progetto di protocollo (12264/2014),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 100, paragrafo 2, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0102/2015),

–  visti l'articolo 99, paragrafo 1, primo e terzo comma, e paragrafo 2, nonché l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0129/2016),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione del protocollo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dello Stato di Israele.


Convenzione relativa alla mutua assistenza e alla cooperazione tra amministrazioni doganali (adesione della Croazia) *
PDF 231kWORD 59k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulla raccomandazione di decisione del Consiglio relativa all'adesione della Repubblica di Croazia alla convenzione del 18 dicembre 1997 stabilita in base all'articolo K.3 del trattato sull'Unione europea relativa alla mutua assistenza e alla cooperazione tra amministrazioni doganali (COM(2015)0556 – C8-0376/2015 – 2015/0261(NLE))
P8_TA(2016)0140A8-0054/2016

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la raccomandazione della Commissione al Consiglio (COM(2015)0556),

–  visto l'articolo 3, paragrafi 4 e 5, dell'atto di adesione della Repubblica di Croazia, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0376/2015),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A8-0054/2016),

1.  approva la raccomandazione della Commissione;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.


Richiesta di revoca dell'immunità di Bolesław G. Piecha
PDF 324kWORD 67k
Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulla richiesta di revoca dell'immunità di Bolesław G. Piecha (2015/2339(IMM))
P8_TA(2016)0141A8-0152/2016

Il Parlamento europeo,

–  vista la richiesta di revoca dell'immunità di Bolesław G. Piecha, trasmessa il 29 ottobre 2015 dal procuratore generale della Repubblica di Polonia nel quadro di procedimento intentato dall'Ispettore generale polacco per il trasporto stradale (Główny Inspektor Transportu Drogowego) (con il riferimento n. CAN-PST-SCW.7421.653220.2014.13.A.0475) e comunicata in Aula il 23 novembre 2015,

–  visto che Bolesław G. Piecha ha rinunciato di essere ascoltato a norma dell'articolo 9, paragrafo 5, del suo regolamento,

–  visto l'articolo 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, del 20 settembre 1976,

–  viste le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea il 12 maggio 1964, 10 luglio 1986, 15 e 21 ottobre 2008, 19 marzo 2010, 6 settembre 2011 e 17 gennaio 2013(1),

–  visti l'articolo 105, paragrafo 2, e l'articolo 108 della Costituzione della Repubblica di Polonia nonché l'articolo 7b, paragrafo 1, e l'articolo 7c, paragrafo 1, della legge polacca del 9 maggio 1996 sull'esercizio del mandato di deputati e senatori polacchi,

–  visti l'articolo 5, paragrafo 2, l'articolo 6, paragrafo 1, e l'articolo 9 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0152/2016),

A.  considerando che il procuratore generale della Repubblica di Polonia ha trasmesso la richiesta dell'Ispettore generale polacco per il trasporto stradale di revocare l'immunità di Bolesław G. Piecha, deputato al Parlamento europeo eletto per la Polonia, per quanto riguarda un'infrazione ai sensi dell'articolo 92a del codice delle contravvenzioni del 20 maggio 1971, in combinato disposto con l'articolo 20, paragrafo 1, della legge del 20 giugno 1997 sulla circolazione stradale; che, in particolare, la presunta infrazione consiste nel superamento della velocità consentita in un agglomerato;

B.  considerando che, ai sensi dell'articolo 9 del Protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea, i deputati al Parlamento europeo beneficiano, sul territorio del proprio Stato membro, delle immunità riconosciute ai membri del parlamento dello Stato membro;

C.  considerando che l'articolo 105, paragrafo 2, e l'articolo 108 della Costituzione della Repubblica di Polonia dispongono che un deputato o un senatore non può essere chiamato a rispondere penalmente senza l'autorizzazione rispettiva del Sejm o del Senato polacchi;

D.  considerando che spetta, pertanto, al Parlamento europeo di decidere se l'immunità di Bolesław G. Piecha debba o meno essere revocata;

E.  considerando che la presunta infrazione ha avuto luogo prima che Bolesław G. Piecha diventasse deputato al Parlamento europeo; che la presunta infrazione ha avuto luogo quando Bolesław G. Piecha era senatore polacco; che, pertanto, essa non ha alcun rapporto diretto o evidente con l'esercizio da parte di Bolesław G. Piecha delle sue funzioni di deputato al Parlamento europeo;

F.  considerando che Bolesław G. Piecha ha inviato all'Ispettorato generale polacco per il trasporto stradale una dichiarazione in risposta al verbale originato da tale ispezione in cui accettava di pagare l'ammenda in relazione all'infrazione di cui all'articolo 92a del codice delle contravvenzioni; che è difficile stabilire che ci sia fumus persecutionis, cioè un sospetto sufficientemente fondato e preciso che la causa intentata fosse finalizzata a nuocere all'attività politica del deputato;

1.  decide di revocare l'immunità di Bolesław G. Piecha;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere immediatamente la presente decisione e la relazione della sua commissione competente all'autorità competente della Repubblica di Polonia e a Bolesław G. Piecha.

(1) Sentenza della Corte di giustizia del 12 maggio 1964, Wagner/Fohrmann e Krier, 101/63, ECLI:EU:C:1964:28; sentenza della Corte di giustizia del 10 luglio 1986, Wybot/Faure e altri, 149/85, ECLI:EU:C:1986:310; sentenza del Tribunale del 15 ottobre 2008, Mote/Parlamento, T-345/05, ECLI:EU:T:2008:440; sentenza della Corte di giustizia del 21 ottobre 2008, Marra/De Gregorio e Clemente, C-200/07 e C-201/07, ECLI:EU:C:2008:579; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre 2011, Patriciello, C-163/10, ECLI:EU:C:2011:543; sentenza del Tribunale del 17 gennaio 2013, Gollnisch/Parlamento, T-346/11 e T-347/11, ECLI:EU:T:2013:23.


Salvaguardia dell'interesse superiore del minore in tutta l'UE sulla base delle petizioni presentate al Parlamento europeo
PDF 168kWORD 72k
Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulla salvaguardia dell'interesse superiore del minore in tutta l'UE sulla base delle petizioni presentate al Parlamento europeo (2016/2575(RSP))
P8_TA(2016)0142B8-0487/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 228 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'articolo 81, paragrafo 3, TFUE,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 24,

–  visti gli articoli 8 e 20 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, che mettono in evidenza l'obbligo dei governi di proteggere l'identità dei minori, compresi i loro legami familiari,

–  vista la convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 1963, in particolare l'articolo 37, lettera b),

–  vista la convenzione dell'Aia, del 29 maggio 1993, sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale,

–  visto il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000(1) (Bruxelles II bis),

–  visto il programma dell'UE per i diritti dei minori (COM(2011)0060),

–  visti gli orientamenti elaborati nel documento di riflessione per il 9o Forum europeo per i diritti dei minori,

–  vista la mappatura dei sistemi nazionali di tutela dei minori, condotta dall'Agenzia per i diritti fondamentali,

–  viste le numerose petizioni che negli anni sono pervenute dai vari Stati membri alla commissione per le petizioni riguardo alle pratiche delle autorità preposte al benessere dei minori e alla tutela dei diritti dei bambini, alla custodia dei minori, alla sottrazione e alla presa in carico di minori, come pure le raccomandazioni contenute nelle relazioni sulle missioni d'informazione in Germania (23 e 24 novembre 2011; ufficio di assistenza ai minori), Danimarca (20 e 21 giugno 2013; servizi sociali) e Regno Unito (5 e 6 novembre 2015; adozioni non consensuali),

–  visti il ruolo e le attività del Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori da parte di un genitore,

–  visto l'articolo 216, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'interesse superiore del minore deve essere un fattore di primaria importanza in tutte le decisioni legate alle questioni di presa in carico a tutti i livelli;

B.  considerando che l'UE può adottare misure relative al diritto di famiglia aventi implicazioni transnazionali (articolo 81, paragrafo 3, TFUE), anche nel campo delle adozioni;

C.  considerando che la maggiore mobilità nell'UE ha provocato l'aumento del numero di questioni transfrontaliere relative alla protezione dei minori che implicano la perdita della custodia;

D.  considerando che le questioni legate alla custodia dei minori hanno un impatto significativo sulla vita di ogni persona coinvolta e sulla società in generale, e che il regolamento Bruxelles II bis non è esente da lacune, per cui la sua prossima revisione rappresenta una buona opportunità per migliorare le relative disposizioni;

E.  considerando che l'esercizio di un diritto fondamentale quale la libertà di circolazione e di soggiorno non dovrebbe comportare una minaccia maggiore al diritto dei minori alla vita familiare;

F.  considerando che i bambini i cui genitori esercitano il diritto alla libertà di circolazione hanno il diritto di mantenere una relazione personale e un contatto diretto regolari con i loro genitori, a meno che ciò non sia contrario all'interesse del minore a norma dell'articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali;

1.  rammenta che l'elevato numero di petizioni ricevute sui casi legati ai minori dimostra che esiste un problema fondamentale nell'attuazione del regolamento Bruxelles II bis;

2.  è del parere che tutti i sistemi di tutela dei minori dovrebbero disporre di meccanismi transnazionali e transfrontalieri che tengano conto delle caratteristiche specifiche dei conflitti transfrontalieri;

Protezione dei minori e cooperazione giudiziaria a livello dell'UE

3.  invita gli Stati membri a porre in essere sistemi di controllo e di valutazione (con pertinenti dati statistici di tipo socioeconomico e disaggregati per nazionalità) nell'ambito di un quadro nazionale di coordinamento sui casi transfrontalieri che coinvolgono i bambini; raccomanda alla Commissione di coordinare il trasferimento delle informazioni tra le autorità competenti degli Stati membri;

4.  invita il Consiglio a riferire in merito alle azioni specifiche attuate dagli Stati membri, nell'ottica di creare sinergie tra i 28 sistemi nazionali di tutela dei minori;

5.  chiede una definizione chiara di "residenza abituale" nella revisione del regolamento Bruxelles II bis;

6.  sottolinea l'obbligo delle autorità nazionali, come indicato nel regolamento Bruxelles II bis, di riconoscere e far rispettare le sentenze emesse in un altro Stato membro nelle cause che riguardano i minori; invita gli Stati membri ad aumentare e a migliorare la cooperazione tra i loro sistemi giudiziari nelle cause riguardanti i minori;

7.  invita la Commissione e gli Stati membri a cofinanziare e a promuovere l'istituzione di una piattaforma che offra assistenza ai cittadini di altri Stati membri dell'UE coinvolti in procedimenti familiari, nonché la creazione di un servizio di assistenza telefonica a livello europeo per i casi di sottrazione o di abuso di minori e servizi di consulenza per i procedimenti di presa in carico e adozione;

8.  invita la Commissione a mettere a disposizione una guida chiara e facilmente accessibile con informazioni pratiche rivolte ai cittadini dell'UE riguardo ai sistemi istituzionali di tutela dei minori, con particolare attenzione per l'adozione o la collocazione senza il consenso dei genitori e per i diritti genitoriali nei vari Stati membri;

Ruolo dei servizi sociali nella protezione dei minori

9.  invita gli Stati membri ad adottare un approccio preventivo e ad assicurare politiche adeguate e ben finanziate per evitare l'avvio di procedimenti di presa in carico, ove possibile, introducendo procedure di allerta precoce e meccanismi di controllo nonché fornendo opportuno sostegno alle famiglie, le quali rappresentano la fonte primaria di assistenza, in particolare nell'ambito delle comunità vulnerabili a rischio di esclusione sociale;

10.  sottolinea che l'adeguata valutazione di ogni singolo caso nelle questioni legate alla famiglia non dovrebbe risentire dei tagli di bilancio conseguenti alle misure di austerità, in particolare laddove ciò interessi la qualità dei servizi sociali;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri a prevedere una formazione e un'istruzione specializzate per gli assistenti sociali e per tutti i professionisti che si occupano dei casi transfrontalieri in cui sono coinvolti minori;

12.  invita le pertinenti autorità di uno Stato membro che intenda inviare assistenti sociali in un altro Stato membro per esaminare un caso di adozione o collocazione a informare le autorità di tale Stato membro in merito allo svolgimento del suddetto esame;

Procedimenti giudiziari connessi alla presa in carico dei minori

13.  invita gli Stati membri a istituire, in seno ai tribunali che si occupano di diritto di famiglia o agli organismi di mediazione transfrontaliera, sezioni dedicate ai casi transfrontalieri relativi ai minori; sottolinea che è fondamentale un monitoraggio adeguato della situazione successiva alla sentenza, anche per quanto riguarda i contatti con i genitori;

14.  invita gli Stati membri ad attuare sistematicamente la convenzione di Vienna del 1963 nonché ad assicurarsi che le ambasciate e le rappresentanze consolari siano informate fin dalle prime fasi di tutti i procedimenti di presa in carico dei minori riguardanti i loro cittadini e abbiano pieno accesso ai relativi documenti; ritiene che le autorità consolari debbano poter partecipare a tutte le fasi del procedimento;

15.  invita gli Stati membri a garantire ai genitori diritti di visita regolare, tranne quando ciò potrebbe ledere l'interesse superiore del minore, e a consentire ai genitori di utilizzare la loro lingua madre durante le visite con i figli;

16.  raccomanda agli Stati membri di fornire ai genitori, fin dalle prime fasi e per tutto il procedimento riguardante il minore, informazioni complete e chiare sul procedimento e sulle possibili conseguenze; li invita a informare i genitori in merito alle norme relative all'assistenza legale e al patrocinio a spese dello Stato, per esempio fornendo loro un elenco di avvocati specializzati bilingui e offrendo servizi di interpretazione, in modo da evitare casi in cui i genitori danno il proprio consenso senza comprendere appieno le implicazioni degli impegni assunti; raccomanda inoltre di offrire un sostegno adeguato ai genitori che hanno difficoltà a leggere e a scrivere;

17.  raccomanda di istituire norme minime per l'audizione di un minore nei procedimenti civili nazionali, in conformità dell'articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali;

18.  raccomanda di separare le audizioni di genitori e minori dinanzi a un giudice o in presenza di un esperto o di un assistente sociale, al fine di evitare che il minore sia influenzato o sia vittima di conflitti di lealtà;

19.  raccomanda di determinare soglie per la durata di ciascuna fase dei procedimenti transfrontalieri di presa in carico del minore, di modo che i membri della famiglia allargata del minore abbiano il tempo sufficiente per farsi avanti e presentare domanda di adozione o che i genitori possano affrontare i loro problemi e proporre alternative sostenibili prima che sia presa la decisione definitiva sull'adozione; ritiene che prima della determinazione di qualsiasi soluzione permanente, quale l'adozione, sia necessario effettuare un adeguato riesame della situazione della famiglia biologica;

20.  invita gli Stati membri a concedere ai genitori che hanno problemi di alcolismo o di tossicodipendenza un periodo di tempo ragionevole per avere una reale opportunità di recupero prima che il giudice prenda una decisione definitiva sull'adozione del minore;

21.  invita la Commissione a prestare particolare attenzione alle raccomandazioni in materia di mediazione transfrontaliera ricevute da tutte le parti interessate a livello nazionale ed europeo;

Collocazione e adozione dei minori

22.  rileva che non esiste alcun meccanismo a livello di UE che preveda il riconoscimento automatico delle sentenze nazionali di adozione emesse in altri Stati membri; invita gli Stati membri e la Commissione a regolamentare il riconoscimento delle adozioni nazionali, tenendo conto dell'interesse superiore del minore e nel pieno rispetto del principio di non discriminazione;

23.  invita gli Stati membri a incoraggiare i paesi non contraenti ad aderire alla convenzione dell'Aia del 1993 poiché la loro adesione garantirebbe che tutti i bambini possano beneficiare delle medesime norme e contribuirebbe ad evitare un sistema parallelo con garanzie minori; invita gli Stati membri a evitare gravosi oneri burocratici nel processo di riconoscimento delle adozioni internazionali già riconosciute in un altro Stati membro;

24.  sottolinea che, nell'ambito di qualsiasi tipo di accordo di affidamento o di adozione, è importante offrire al minore la collocazione che garantisce le migliori condizioni possibili per mantenere i legami con il suo background culturale, nonché per apprendere e utilizzare la sua lingua madre; chiede alle autorità degli Stati membri coinvolte nei procedimenti di presa in carico dei minori di fare il possibile per evitare la separazione di fratelli e sorelle;

25.  invita gli Stati membri a dedicare particolare attenzione e sostegno ai genitori, e in particolare alle madri vittime di violenza domestica in età infantile o in età adulta, al fine di evitare che diventino nuovamente vittime a causa della perdita automatica della custodia dei figli;

Sottrazione transfrontaliera di minori da parte di un genitore

26.  invita la Commissione a rendere pubblici i risultati conseguiti nella promozione della cooperazione transfrontaliera nei casi di sottrazione di minori, che costituisce una delle priorità ufficiali dell'agenda dell'UE per la tutela dei diritti dell'infanzia;

27.  invita il Consiglio a riferire in merito ai risultati conseguiti nell'istituzione di sistemi di allerta nei casi di sottrazione di minore aventi implicazioni transfrontaliere, nonché a concludere i pertinenti accordi di cooperazione relativi ai casi di sottrazione transfrontaliera sulla base degli orientamenti della Commissione;

o
o   o

28.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 338 del 23.12.2003, pag. 1.


Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie ***II
PDF 246kWORD 64k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie e che abroga il regolamento (CE) n. 881/2004 (10578/1/2015 – C8-0415/2015 – 2013/0014(COD))
P8_TA(2016)0143A8-0073/2016

(Procedura legislativa ordinaria: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la posizione del Consiglio in prima lettura (10578/1/2015 – C8-0415/2015),

–  visti i pareri motivati inviati dal Parlamento lituano, dal Senato romeno e dal Parlamento svedese, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo dell'11 luglio 2013(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni dell'8 ottobre 2013(2),

–  vista la sua posizione in prima lettura(3) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2013)0027),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 76 del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0073/2016),

1.  approva la posizione del Consiglio in prima lettura;

2.  prende atto delle dichiarazioni della Commissione allegate alla presente risoluzione;

3.  constata che l'atto è adottato in conformità della posizione del Consiglio;

4.  suggerisce che si faccia riferimento all'atto come al "regolamento Zīle-Matīss che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie e che abroga il regolamento (CE) n. 881/2004"(4);

5.  incarica il suo Presidente di firmare l'atto, congiuntamente al Presidente del Consiglio, a norma dell'articolo 297, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

6.  incarica il suo Segretario generale di firmare l'atto, previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, e di procedere, d'intesa con il Segretario generale del Consiglio, a pubblicarlo nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Dichiarazione della Commissione sul consiglio di amministrazione dell'ERA e sulla procedura di selezione e di revoca del direttore esecutivo

La Commissione si rammarica che rispetto alla proposta iniziale presentata dalla Commissione il testo concordato del nuovo regolamento dell'ERA si discosti dalle disposizioni fondamentali convenute nell'orientamento comune sulle agenzie decentrate dell'UE adottato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione nel 2012. Ciò riguarda il numero di rappresentanti della Commissione nel consiglio di amministrazione e la procedura di selezione e di revoca del direttore esecutivo. La Commissione sottolinea in particolare che la nomina, tra i membri del consiglio di amministrazione, di un osservatore chiamato a seguire la procedura di selezione applicata dalla Commissione per la nomina del direttore esecutivo non deve dare luogo a una duplicazione di ruoli nelle procedure di selezione e di nomina (articolo 51, paragrafo 1).

Dichiarazione della Commissione sulle risorse di bilancio necessarie

Il 4° pacchetto ferroviario conferisce all'ERA nuove competenze, in particolare il potere di rilasciare autorizzazioni dei veicoli e certificati di sicurezza direttamente al settore. Non si può escludere che durante il periodo transitorio l'ERA possa non disporre ancora di diritti e corrispettivi pur avendo la necessità di assumere e formare il personale. Al fine di evitare perturbazioni del mercato ferroviario la Commissione si adopererà per riservare le risorse di bilancio necessarie per coprire i costi del personale interessato.

(1) GU C 327 del 12.11.2013, pag. 122.
(2) GU C 356 del 5.12.2013, pag. 92.
(3) Testi approvati del 26.2.2014, P7_TA(2014)0151.
(4) Roberts Zīle e Anrijs Matīss hanno guidato i negoziati relativi all'atto per conto, rispettivamente, del Parlamento e del Consiglio.


Interoperabilità del sistema ferroviario all'interno dell'Unione europea ***II
PDF 246kWORD 63k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione europea (rifusione) (10579/1/2015 – C8-0416/2015 – 2013/0015(COD))
P8_TA(2016)0144A8-0071/2016

(Procedura legislativa ordinaria: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la posizione del Consiglio in prima lettura (10579/1/2015 – C8-0416/2015),

–  visti i pareri motivati inviati dal Parlamento lituano e dal Parlamento svedese, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo dell'11 luglio 2013(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 7 ottobre 2013(2),

–  vista la sua posizione in prima lettura(3) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2013)0030),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 76 del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0071/2016),

1.  approva la posizione del Consiglio in prima lettura;

2.  prende atto della dichiarazione della Commissione allegata alla presente risoluzione;

3.  constata che l'atto è adottato in conformità della posizione del Consiglio;

4.  suggerisce che si faccia riferimento all'atto come "alla direttiva Izaskun Bilbao Barandica-Matīss relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione europea (rifusione)"(4);

5.  incarica il suo Presidente di firmare l'atto, congiuntamente al Presidente del Consiglio, a norma dell'articolo 297, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

6.  incarica il suo Segretario generale di firmare l'atto, previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, e di procedere, d'intesa con il Segretario generale del Consiglio, a pubblicarlo, unitamente alla relativa dichiarazione della Commissione, nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Dichiarazione della Commissione sui documenti esplicativi

La Commissione ricorda che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno riconosciuto, nella dichiarazione politica comune del 27 ottobre 2011 sui documenti esplicativi, che le informazioni che gli Stati membri forniscono alla Commissione per quanto riguarda il recepimento delle direttive nel diritto nazionale "devono essere chiare e precise" al fine di facilitare il compito della Commissione di vigilare sull'applicazione del diritto dell'Unione. Nel caso in esame i documenti esplicativi avrebbero potuto essere utili a tal fine. La Commissione si rammarica che il testo finale non contenga disposizioni al riguardo.

(1) GU C 327 del 12.11.2013, pag. 122.
(2) GU C 356 del 5.12.2013, pag. 92.
(3) Testi approvati del 26.2.2014, P7_TA(2014)0149.
(4) Izaskun Bilbao Barandica e Anrijs Matīss hanno guidato i negoziati relativi all'atto per conto, rispettivamente, del Parlamento e del Consiglio.


Sicurezza delle ferrovie ***II
PDF 241kWORD 61k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sicurezza delle ferrovie (rifusione) (10580/1/2015 – C8-0417/2015 – 2013/0016(COD))
P8_TA(2016)0145A8-0056/2016

(Procedura legislativa ordinaria: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la posizione del Consiglio in prima lettura (10580/1/2015 – C8-0417/2015),

–  visti i pareri motivati inviati dal Parlamento lituano, dal Senato romeno e dal Parlamento svedese, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo dell'11 luglio 2013(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni dell'8 ottobre 2013(2),

–  vista la sua posizione in prima lettura(3) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2013)0031),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 76 del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0056/2016),

1.  approva la posizione del Consiglio in prima lettura;

2.  prende atto della dichiarazione della Commissione allegata alla presente risoluzione;

3.  constata che l'atto è adottato in conformità della posizione del Consiglio;

4.  incarica il suo Presidente di firmare l'atto, congiuntamente al Presidente del Consiglio, a norma dell'articolo 297, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Segretario generale di firmare l'atto, previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, e di procedere, d'intesa con il Segretario generale del Consiglio, a pubblicarlo, unitamente alla relativa dichiarazione della Commissione, nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

6.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Dichiarazione della Commissione sui documenti esplicativi

La Commissione ricorda che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno riconosciuto, nella dichiarazione politica comune del 27 ottobre 2011 sui documenti esplicativi, che le informazioni che gli Stati membri forniscono alla Commissione per quanto riguarda il recepimento delle direttive nel diritto nazionale "devono essere chiare e precise" al fine di facilitare il compito della Commissione di vigilare sull'applicazione del diritto dell'Unione. Nel caso in esame i documenti esplicativi avrebbero potuto essere utili a tal fine. La Commissione si rammarica che il testo finale non contenga disposizioni al riguardo.

(1) GU C 327 del 12.11.2013, pag. 122.
(2) GU C 356 del 5.12.2013, pag. 92.
(3) Testi approvati del 26.2.2014, P7_TA(2014)0150.


Indici usati come valori di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari ***I
PDF 239kWORD 100k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli indici usati come valori di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari (COM(2013)0641 – C7-0301/2013 – 2013/0314(COD))
P8_TA(2016)0146A8-0131/2015

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2013)0641),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7-0301/2013),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere motivato inviato dalla Camera dei comuni del Regno Unito, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere della Banca centrale europea del 7 gennaio 2014(1),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 21 gennaio 2014(2),

–  visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 9 dicembre 2015, di approvare detta posizione, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A8-0131/2015),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso(3);

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 28 aprile 2016 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2016/... del Parlamento europeo e del Consiglio sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del regolamento (UE) n. 596/2014

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2016/1011.)

(1) GU C 113 del 15.4.2014, pag. 1.
(2) GU C 177 dell'11.6.2014, pag. 42.
(3) La presente posizione sostituisce gli emendamenti approvati il 19 maggio 2015 (Testi approvati, P8_TA(2015)0195).


Discarico 2014: bilancio generale dell'UE – Commissione e agenzie esecutive
PDF 887kWORD 500k
Decisione
Decisione
Decisione
Decisione
Decisione
Decisione
Decisione
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Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione (2015/2154(DEC))
P8_TA(2016)0147A8-0140/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0199/2015)(2),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194, SWD(2015)0195),

–  visti la comunicazione della Commissione del 3 giugno 2015 dal titolo "Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2014" (COM(2015)0279), e gli allegati che la accompagnano,

–  visti la relazione annuale della Commissione relativa alla valutazione delle finanze dell'Unione basata sui risultati conseguiti (COM(2015)0313) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0124, SWD(2015)0125),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2014 (COM(2015)0441) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2015)0170),

–  viste la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014(3), corredata delle risposte delle istituzioni, e le sue relazioni speciali,

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alla Commissione sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05583/2016 – C8-0042/2016),

–  vista la comunicazione della Commissione dell'8 ottobre 2015 al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti sulla tutela del bilancio dell'UE fino alla fine del 2014 (COM(2015)0503),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0140/2016),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dà esecuzione al bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria,

1.  concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e agenzie esecutive, nonché nella risoluzione del 28 aprile 2016 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2014(6);

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, nonché ai parlamenti nazionali e alle istituzioni di controllo nazionali e regionali degli Stati membri, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura per l'esercizio 2014 (2015/2154(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(7),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0199/2015)(8),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura relativi all'esercizio 2014(9),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194, SWD(2015)0195),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2014 (COM(2015)0441) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2015)0170),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura relativi all'esercizio 2014, corredata della risposta dell'Agenzia(10),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(11) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05585/2016 – C8-0040/2016),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(12), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(13), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(14), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione di esecuzione 2013/776/UE della Commissione del 18 dicembre 2013 che istituisce l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura e abroga la decisione 2009/336/CE(15),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0140/2016),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dà esecuzione al bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria,

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e agenzie esecutive, nonché nella risoluzione del 28 aprile 2016 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2004(16);

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) per l'esercizio 2014 (2015/2154(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(17),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0199/2015)(18),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) relativi all'esercizio 2014(19),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194, SWD(2015)0195),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2014 (COM(2015)0441) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2015)0170),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) relativi all'esercizio 2014, corredata della risposta dell'Agenzia(20),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(21) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05585/2016 – C8-0040/2016),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(22), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(23), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(24), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione di esecuzione 2013/771/UE della Commissione, del 17 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per le piccole e le medie imprese e abroga le decisioni 2004/20/CE e 2007/372/CE(25),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0140/2016),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dà esecuzione al bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria,

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e agenzie esecutive, nonché nella risoluzione del 28 aprile 2016 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2014(26);

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione), al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

4. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare) per l'esercizio 2014 (2015/2154(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(27),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0199/2015)(28),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare) relativi all'esercizio 2014(29),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194, SWD(2015)0195),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2014 (COM(2015)0441) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2015)0170),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare) relativi all'esercizio 2014, corredata della risposta dell'Agenzia(30),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(31) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05585/2016 – C8-0040/2016),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(32), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(33), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(34), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione di esecuzione 2013/770/UE della Commissione, del 17 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare, e che abroga la decisione 2004/858/CE(35),

–  vista la decisione di esecuzione 2014/927/UE della Commissione, del 17 dicembre 2014, che modifica la decisione di esecuzione 2013/770/UE per trasformare "l'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare" nell'"Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare"(36),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0140/2016),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dà esecuzione al bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria,

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare) per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e agenzie esecutive, nonché nella risoluzione del 28 aprile 2016 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2014(37);

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare), al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

5. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca per l'esercizio 2014 (2015/2154(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(38),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0199/2015)(39),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca relativi all'esercizio 2014(40),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194, SWD(2015)0195),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2014 (COM(2015)0441) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2015)0170),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca relativi all'esercizio 2014, corredata della risposta dell'Agenzia(41),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(42) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05585/2016 – C8-0040/2016),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(43), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(44), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(45), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione di esecuzione 2013/779/UE della Commissione, del 17 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca e abroga la decisione 2008/37/CE(46),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0140/2016),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dà esecuzione al bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria,

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e agenzie esecutive, nonché nella risoluzione del 28 aprile 2016 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2014(47);

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

6. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per la ricerca per l'esercizio 2014 (2015/2154(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(48),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0199/2015)(49),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per la ricerca relativi all'esercizio 2014(50),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194, SWD(2015)0195),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2014 (COM(2015)0441) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2015)0170),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per la ricerca relativi all'esercizio 2014, corredata della risposta dell'Agenzia(51),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(52) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05585/2016 – C8-0040/2016),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(53), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(54), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(55), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione di esecuzione 2013/778/UE della Commissione, del 13 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per la ricerca e abroga la decisione 2008/46/CE(56),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0140/2016),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dà esecuzione al bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria,

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per la ricerca per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e agenzie esecutive, nonché nella risoluzione del 28 aprile 2016 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2014(57);

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per la ricerca, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

7. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) per l'esercizio 2014 (2015/2154(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(58),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0199/2015)(59),

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) relativi all'esercizio 2014(60),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194, SWD(2015)0195),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2014 (COM(2015)0441) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2015)0170),

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) relativi all'esercizio 2014, corredata della risposta dell'Agenzia(61),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(62) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05585/2016 – C8-0040/2016),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(63), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(64), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(65), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–  vista la decisione di esecuzione 2013/801/UE della Commissione, del 23 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti e abroga la decisione 2007/60/CE quale modificata dalla decisione 2008/593/CE(66),

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0140/2016),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dà esecuzione al bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria,

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e agenzie esecutive, nonché nella risoluzione del 28 aprile 2016 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2014(67);

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto), al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

8. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulla chiusura dei conti del bilancio generale dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014, sezione III – Commissione (2015/2154(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(68),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0199/2015)(69),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194, SWD(2015)0195),

–  visti la comunicazione della Commissione del 3 giugno 2015 dal titolo "Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2014" (COM(2015)0279), e gli allegati che la accompagnano,

–  visti la relazione annuale della Commissione relativa alla valutazione delle finanze dell'Unione basata sui risultati conseguiti (COM(2015)0313) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0124, SWD(2015)0125),

–  visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2014 (COM(2015)0441) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2015)0170),

–  viste la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014(70), corredata delle risposte delle istituzioni, e le sue relazioni speciali,

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(71) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alla Commissione sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05583/2016 – C8-0042/2016),

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05585/2016 – C8-0040/2016),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(72),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(73), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(74), in particolare l'articolo 14, paragrafi 2 e 3,

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0140/2016),

1.  approva la chiusura dei conti del bilancio generale dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e agenzie esecutive, nonché nella risoluzione del 28 aprile 2016 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2014(75);

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, nonché ai parlamenti nazionali e alle istituzioni di controllo nazionali e regionali degli Stati membri, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

9. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione e agenzie esecutive (2015/2154(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione,

–  viste le sue decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio delle agenzie esecutive per l'esercizio 2014,

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0140/2016),

A.  considerando che la spesa dell'Unione contribuisce in misura significativa al conseguimento degli obiettivi delle politiche e rappresenta in media l'1,9 % della spesa pubblica degli Stati membri dell'Unione, sebbene in alcuni casi particolari superi ampiamente il 10 %;

B.  considerando che, quando il Parlamento concede il discarico alla Commissione, verifica, da un lato, se i fondi sono stati spesi in modo legittimo e regolare e, dall'altro lato, se gli obiettivi delle politiche sono stati conseguiti, se sono stati realizzati risultati appropriati e se i principi di sana gestione finanziaria e di una "cultura del risultato" sono stati rispettati;

C.  considerando che la procedura di discarico 2014 copre un anno in cui coincidono due periodi di programmazione e che, in molti casi, le spese contabilizzate riguardano il periodo di programmazione 2007-2013;

D.  considerando che le principali priorità concernenti il discarico alla Commissione per l'esercizio 2014 sono le seguenti:

   a) adottare un approccio rafforzato basato sull'efficacia e orientato ai risultati per contribuire a un equilibrio tra le modalità tradizionali e l'applicazione di nuovi elementi che rispecchiano i fabbisogni finanziari attuali e futuri dell'Unione;
   b) porre l'accento sul fatto che il 2014 è stato il primo anno del nuovo periodo di programmazione in cui sono stati introdotti importanti elementi orientati ai risultati;
   c) presentare alcuni miglioramenti per quanto riguarda la disponibilità dei dati per valutare i reali benefici;
   d) includere nella procedura di discarico una valutazione della qualità del quadro regolamentare per l'assegnazione della spesa di bilancio dell'Unione;
   e) considerare la procedura di discarico non esclusivamente come relativa a un determinato esercizio, ma come un processo continuo, in cui il seguito dato ha un ruolo essenziale,
   f) affrontare la procedura di discarico dalla prospettiva della stretta relazione tra il bilancio dell'Unione e il nuovo paradigma della politica macroeconomica dell'Unione(76), tenendo presente che il vero scopo del bilancio dell'Unione è di contribuire al conseguimento degli obiettivi delle politiche settoriali;
   g) affrontare la procedura di discarico come un meccanismo importante per formulare raccomandazioni politiche da applicare ed eseguire nel quadro dei finanziamenti dell'Unione;

E.  considerando che i nuovi aspetti del nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020, che sono pertinenti per il discarico alla Commissione per l'esercizio 2014, sono i seguenti:

   a) concentrazione tematica – il finanziamento dell'Unione dovrebbe sostenere solo i settori prioritari e non tutti i settori; le priorità dovrebbero essere definite con precisione e supportate da un'analisi quantitativa e da piani fattibili per il loro conseguimento, se del caso; il numero delle priorità deve essere rigorosamente limitato; le priorità dovrebbero ricevere finanziamenti consistenti al fine di conseguire risultati e benefici tangibili;
   b) un approccio e sinergie integrati e basati sul territorio – i programmi e i progetti dovrebbero non solo produrre risultati e benefici, ma questi ultimi dovrebbero integrare quelli di altri programmi e progetti grazie a sinergie, pur nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità; le sinergie dovrebbero essere realizzate all'interno di un'area territoriale determinata; affinché il sistema funzioni, è importante creare una matrice gestionale per predisporre le condizioni appropriate per i progetti integrati;
   c) condizionalità e riserva di efficacia – i principi di sana gestione finanziaria sono basati sul fatto che il finanziamento dell'Unione è assegnato in circostanze di bilancio, macroeconomiche e istituzionali nazionali appropriate, che sono una precondizione per il finanziamento stesso; dall'altro lato, è stata introdotta una riserva di efficacia per ricompensare il conseguimento di buoni risultati;
   d) semplificazione – il sistema di finanziamento dell'Unione è estremamente complicato sotto vari aspetti, il che costituisce un ostacolo alla gestione efficace e alla valutazione dei risultati e dei benefici effettivi;
   e) migliori risultati quantificati – è importante misurare effettivamente i risultati che sono stati conseguiti e trarre lezioni strategiche da tali osservazioni; a tal fine, è cruciale migliorare i parametri e i sistemi di analisi dei dati e che la gestione si concentri su tali dati e su altri indicatori di miglioramento;

F.  considerando che alla Commissione spetta la responsabilità ultima per l'esecuzione del bilancio dell'Unione e che gli Stati membri hanno il dovere di leale cooperazione con la Commissione per garantire che gli stanziamenti siano utilizzati secondo i principi della sana gestione finanziaria; considerando la particolare responsabilità che incombe agli Stati membri per l'esecuzione del bilancio dell'Unione, specialmente nell'ambito di una gestione concorrente dei fondi;

G.  considerando l'assoluta importanza che, nell'ambito di una gestione concorrente dei fondi, i dati comunicati dagli Stati membri siano veritieri ed esatti; considerando altresì l'assoluta importanza che gli Stati membri siano consapevoli della propria responsabilità per la gestione dei fondi dell'Unione nell'ambito della gestione concorrente;

A. QUESTIONI GENERALI

Impegni della Commissione in relazione alle priorità di discarico

1.  ricorda che, a norma dell'articolo 319, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea: "La Commissione compie tutti i passi necessari per dar seguito alle osservazioni che accompagnano le decisioni di scarico ed alle altre osservazioni del Parlamento europeo concernenti l'esecuzione delle spese, nonché alle osservazioni annesse alle raccomandazioni di scarico adottate dal Consiglio.";

2.  si rammarica che le risposte della Commissione riguardo a una serie di aspetti rimangano ambigue;

3.  prende atto della proposta della Commissione che modifica il regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013, per quanto riguarda la segreteria del comitato di vigilanza dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF);

4.  invita nuovamente la Commissione a presentare una comunicazione al Parlamento, in tempo utile per il riesame intermedio del QFP, contenente proposte su possibili modalità per affrontare le nuove potenziali sfide che richiedono un sostegno a titolo del bilancio dell'Unione, spiegando altresì come intende conciliare in futuro gli obiettivi politici a lungo termine (come la strategia Europa 2020) con il prossimo QFP post 2020;

5.  ricorda alla Commissione che la Corte dei conti (la "Corte") ha chiesto che venga introdotto un piano a lungo termine per il flusso di cassa che copra vari anni; invita la Commissione a presentare un siffatto piano entro la fine del 2016;

6.  invita la Commissione a rivedere il Codice di condotta per i Commissari alla luce delle richieste avanzate nella risoluzione sul discarico alla Commissione per l'esercizio 2014, in tempo utile per la procedura di discarico 2015;

7.  esorta la Commissione a non adottare il nuovo quadro per i gruppi di esperti della Commissione fino a quando si terrà una riunione tra il Vicepresidente Timmermans, il Mediatore europeo, deputati al Parlamento europeo che svolgono funzioni chiave e rappresentanti della società civile, per discutere le questioni finali riguardanti sia i contenuti della nuova regolamentazione orizzontale sia la sua attuazione;

8.  invita la Commissione a incaricare le sue direzioni generali di pubblicare tutte le raccomandazioni specifiche per paese che hanno formulato nel contesto del semestre europeo nelle rispettive relazioni annuali di attività;

Strategia e missione: continuità e innovazione

9.  prende atto della necessità di rispettare i principi in vigore in materia di discarico come pure i nuovi aspetti e principi contenuti nell'ultimo QFP; prende atto pertanto della necessità di un approccio innovativo per valutare il primo anno del QFP e per meglio adeguare la procedura di discarico all'evoluzione dei fabbisogni e dei requisiti del bilancio dell'Unione;

10.  ritiene che l'innovazione principale nel contenuto del discarico dovrebbe consistere nel trovare un migliore equilibrio tra, da un lato, le questioni formali e procedurali dell'utilizzo del bilancio dell'Unione e, dall'altro lato, gli approcci basati sull'efficacia e orientati ai risultati, tenendo conto dell'utilizzo della capacità di assorbimento;

11.  sottolinea che in passato la procedura di discarico ha verificato principalmente la legittimità e la regolarità delle operazioni finanziarie; ritiene, nel contesto dell'iniziativa della Commissione "Un bilancio dell'UE incentrato sui risultati", che occorrerà esaminare in futuro più approfonditamente, oltre alle suddette verifiche, se i risultati conseguiti dai progetti e dai programmi corrispondono agli obiettivi prefissati;

12.  constata che il discarico mira a definire un approccio comune a elementi specifici della politica di bilancio dell'Unione, specialmente quelli che sono stati introdotti da poco, segnatamente gli aspetti relativi all'efficacia e gli aspetti relativi alla capacità preventiva e rettificativa dei sistemi di vigilanza e controllo;

13.  ritiene che un bilancio orientato ai risultati esiga indicatori forti, solidi e adottati di comune accordo; rileva, tuttavia, che tali indicatori devono ancora essere concordati con i colegislatori, con la Commissione e attraverso ampie consultazioni con le autorità degli Stati membri e con altri soggetti interessati; accoglie con favore, a tale riguardo, l'istituzione del gruppo di lavoro interistituzionale sulla performance del bilancio orientato ai risultati, che ha iniziato le proprie attività solo di recente; incoraggia tutte le parti in causa ad accelerare le loro attività, garantendo nel contempo che sia concordato un insieme di indicatori di elevata qualità;

14.  sottolinea che l'obiettivo principale del bilancio dell'Unione è di apportare benefici ai cittadini dell'Unione e, in parallelo, di proteggere gli interessi finanziari dell'Unione, oltre a rispettare gli obblighi e gli obiettivi dei trattati; indica che i benefici consistono in un sostegno orientato allo sviluppo e alle priorità attuali, compatibili con il contesto di politica economica e la performance economica, tenendo conto altresì della necessaria flessibilità nell'eventualità di situazioni nuove e di emergenze, mentre la protezione degli interessi finanziari dell'Unione richiede il corretto utilizzo della spesa in conformità delle norme e senza errori o frodi; ritiene che l'approccio al discarico dovrebbe contribuire a trovare un equilibrio tra questi elementi;

15.  sottolinea inoltre l'obbligo della Commissione di garantire la corretta applicazione del diritto dell'Unione, a norma dell'articolo 17, paragrafo 1, TUE, e chiede alla Corte di elaborare una relazione speciale per verificare l'uso corretto da parte della Commissione dei propri poteri nel sostenere e controllare gli Stati membri nell'applicazione del diritto dell'Unione;

Ottenere risultati dal bilancio dell'Unione

16.  osserva che il principio chiave per il discarico alla Commissione per l'esercizio 2014 è la solidità dei flussi finanziari e dei programmi e progetti concreti sottostanti, alla luce di una valutazione dell'utilizzo ottimale dei fondi dell'Unione sotto ogni profilo;

17.  si compiace che la struttura e il contenuto della relazione annuale della Corte per il 2014 seguano le rubriche del QFP e pongano un maggiore accento sull'efficacia e sui risultati; prende atto con soddisfazione che i capitoli della relazione riguardanti la gestione concorrente includono, nel quadro di un esercizio pilota, i risultati preliminari delle valutazioni dell'efficacia dei programmi;

18.  è consapevole che l'aumento degli audit dell'efficacia non possa avvenire in un'unica tappa, in quanto gli audit possono essere effettuati solamente quando gli atti giuridici di base e il bilancio sono stati elaborati con l'intento di allineare gli obiettivi delle politiche a indicatori qualitativi o di produrre risultati misurabili;

19.  ritiene, in tale contesto, che il QFP rappresenti un importante passo in avanti con l'introduzione di condizionalità ex ante, di riserve di efficacia e di maggiori possibilità di semplificazione e di sinergie tra fondi;

20.  sottolinea che, visto che i periodi coperti dalla strategia decennale dell'Unione e dal suo quadro finanziario settennale non coincidono, la capacità della Commissione di monitorare il contributo del bilancio dell'Unione alla strategia 2020 è limitata per la prima metà del periodo della strategia, sebbene tutti i dati necessari per lo svolgimento di controlli annuali siano disponibili;

21.  sottolinea, tuttavia, la necessità che gli obiettivi e il bilancio orientato ai risultati siano coerenti con gli obiettivi dei trattati, con la strategia Europa 2020 e con le politiche settoriali e di coesione, e dispongano di sufficiente flessibilità per adeguarsi alle eventuali situazioni di emergenza, come la crisi economica e/o la crisi dei rifugiati;

22.  osserva che nel 2014 il tasso di assorbimento di alcuni programmi, fondi e strumenti del QFP 2014-2020 è stato pari a zero a causa dell'adozione tardiva dei relativi regolamenti e dei conseguenti ritardi nell'approvazione della legislazione secondaria e dei documenti di programmazione;

23.  ricorda che il QFP 2014-2020 è il primo QFP che mette a disposizione risorse inferiori rispetto ai QFP precedenti e che la pressione sui massimali di pagamento è molto più elevata rispetto ai QFP precedenti;

24.  ricorda che, nelle sue risoluzioni(77) che accompagnano le decisioni di discarico, dal 2013 il Parlamento ha chiesto alla Commissione di concentrare l'applicazione dell'articolo 318 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) – relativo alle relazioni di valutazione – sull'attuazione della strategia decennale dell'Unione per la crescita e l'occupazione come pure sulla sua efficacia e sui risultati concreti; accoglie con favore il fatto che la Corte ha scelto di incentrare il capitolo 3 della sua relazione annuale 2014 sulla strategia Europa 2020 e chiede alla Corte di continuare a sviluppare il suo approccio orientato all'efficacia e ai risultati;

25.  sottolinea che l'architettura della strategia Europa 2020 è estremamente complessa (essa comprende cinque obiettivi principali, sette iniziative faro e undici obiettivi tematici per i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE)); osserva che questi diversi strumenti non sono concepiti per tradurre gli obiettivi politici della strategia in obiettivi operativi pratici mediante sinergie;

26.  si rammarica che nonostante alcuni progressi menzionati dalla Corte nella sua relazione annuale 2014(78), la Commissione abbia finora riferito solo in misura molto limitata, in una relazione di valutazione, sul contributo del bilancio dell'Unione al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 (a norma dell'articolo 318 TFUE); sottolinea che il QFP 2007-2013 non esige una rendicontazione completa sul contributo del bilancio dell'Unione agli obiettivi della strategia Europa 2020, come era previsto prima della sua adozione;

27.  si compiace della presenza di alcuni elementi che costituiscono un sistema di monitoraggio e relazioni efficace, in particolare per quanto riguarda gli strumenti statistici creati da Eurostat, ma si rammarica che la revisione della strategia Europa 2020 da parte della Commissione sia stata rinviata fino all'inizio del 2016 e che i risultati della consultazione pubblica sulla strategia Europa 2020 non forniscano un feedback sostanziale sul ruolo dei finanziamenti dell'Unione;

28.  deplora che gli obiettivi di alto livello della strategia Europa 2020 non siano sistematicamente tradotti in obiettivi operativi in accordi di partenariato e programmi; rileva che la legislazione in vigore non esige che il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) siano strutturati attorno a obiettivi tematici;

29.  sottolinea, come riconosciuto dalla Commissione nelle sue risposte alle osservazioni della Corte(79), che gli obiettivi dell'Unione sono definiti nei trattati e devono essere perseguiti e rispettati (ad esempio la politica agricola comune) e che, in tale contesto, il bilancio dell'Unione è assegnato alle varie attività e adattato, per quanto possibile, ai cambiamenti nelle principali priorità dell'Unione (vale a dire la strategia di Lisbona, la strategia Europa 2020);

30.  si rammarica che i potenziali benefici derivanti dal conseguimento di sinergie tra i cinque fondi SIE, raggruppandoli in un unico quadro regolamentare e di gestione e in un accordo di partenariato per Stato membro, non siano ancora stati realizzati e che continuino ad applicarsi norme diverse a livello di fondo e quindi anche di programma; sottolinea che dovrebbero essere adottati solo accordi di partenariato e programmi valutati attentamente per garantire un'efficace attuazione dei fondi SIE;

31.  si attende che la Commissione riferisca sul contributo del bilancio dell'Unione al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020; concorda sulla difficoltà del compito di rendere conto in modo coerente sugli obiettivi tematici di tutti i cinque fondi SIE e quindi sul contributo da essi fornito al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020; osserva che nel 2017 la Commissione dovrà presentare la prima relazione strategica sul contributo alla strategia Europa 2020;

32.  sottolinea tuttavia che i 3/4 dei progetti dei fondi strutturali hanno conseguito i loro obiettivi politici interamente o parzialmente e che solo nel 2 % dei casi non è stato conseguito nessuno degli obiettivi stabiliti nel programma operativo o nella convenzione di sovvenzione;

33.  osserva che la Corte ha incentrato l'attenzione sull'analisi della coerenza degli accordi di partenariato degli Stati membri con gli obiettivi della strategia Europa 2020 quale prerequisito per una migliore performance; chiede alla Corte di presentare informazioni, nella sua prossima relazione annuale, sulla traduzione degli obiettivi della strategia Europa 2020 nei risultati attesi nell'ambito di altri programmi e fondi gestiti direttamente dalla Commissione;

34.  sottolinea che l'introduzione di indicatori di risultato comuni per ciascun fondo sarebbe un passo importante, pur rammaricandosi di quanto segue:

   a) gli Stati membri non sono tenuti a includere indicatori comuni nei loro programmi, fatta eccezione per l'Iniziativa europea per l'occupazione giovanile e il FEASR, e la prima fase di controllo a livello di Stati membri non prevede valutazioni relative ai risultati;
   b) fatta eccezione per due fondi (il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR)) e il Fondo di coesione (FC)), non vi sono indicatori comuni tra i diversi fondi;
   c) i target intermedi esistono solo per il quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione, mentre i target finali possono essere poco ambiziosi;
   d) permane una limitata capacità da parte della Commissione europea per quanto riguarda il monitoraggio e la valutazione della performance;

35.  prende atto che, secondo la Corte, esistono lacune intrinseche al quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione del regolamento recante disposizioni comuni sui fondi SIE(80), visto che risultati insufficienti non comportano la perdita della riserva di efficacia per gli Stati membri e che le sanzioni finanziarie disponibili per la Commissione sono limitate; ritiene tuttavia che, prima di chiedere l'applicazione di sanzioni, dovrebbe essere creato un sistema più efficace per la misurazione della performance e che le potenziali sanzioni dovrebbero essere precedute dalla prestazione di assistenza agli Stati membri al fine di migliorare la loro performance;

36.  invita la Commissione ad avvalersi maggiormente delle possibilità offerte dalla normativa vigente riguardo alla riserva di efficacia, in modo da creare incentivi finanziari per migliorare effettivamente la gestione finanziaria; chiede altresì un potenziamento della riserva di efficacia quale strumento per incrementare la parte focalizzata sui risultati nell'ambito del prossimo riesame della legislazione(81);

37.  prende atto che l'orientamento impartito dai servizi centrali della Commissione ha migliorato le relazioni annuali sulla performance delle direzioni generali (DG), ma ribadisce che gli obiettivi delle DG non sono adatti a fini gestionali e che permangono difficoltà in relazione agli indicatori per il monitoraggio dell'efficacia; rileva altresì che tutti gli indicatori applicati negli anni passati per misurare i progressi delle riforme della strategia Europa 2020, sia a livello di Unione che a livello nazionale, sono stati esclusi dalla relazione annuale di attività del Segretario generale della Commissione nel 2014 e sono stati invece inclusi nei piani di gestione e nelle relazioni annuali di attività delle DG operative;

38.  chiede che la Commissione prenda in considerazione la presentazione di proposte al fine di:

   a) allineare meglio il QFP alla strategia Europa 2020 e proporre, se del caso, la sua revisione per meglio uniformarsi alla strategia Europa 2020;
   b) riprendere gli obiettivi politici di alto livello della strategia Europa 2020 negli obiettivi fissati a livello di Unione;
   c) garantire che gli accordi di partenariato e i programmi traducano gli obiettivi a livello di Unione in obiettivi tematici, che possano essere collegati a obiettivi operativi al livello degli Stati membri o nei programmi direttamente gestiti dalla Commissione;

39.  chiede alla Commissione di proporre al legislatore di prevedere che:

   a) gli Stati membri includano nei loro accordi di partenariato e programmi una dichiarazione sui risultati quantificabili che il finanziamento è inteso a conseguire, se del caso;
   b) tutti gli accordi di partenariato e i programmi includano indicatori di risultato comuni, se possibile comuni a fondi diversi, intesi a monitorare i progressi a livello locale, di Stati membri e di Unione;
   c) il quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione sia basato il più possibile su questi indicatori di risultato comuni;

40.  chiede alla Commissione di includere nelle prossime relazioni di valutazione di cui all'articolo 318 TFUE un'analisi dell'efficienza, dell'efficacia e dei risultati ottenuti in termini di crescita e posti di lavoro attraverso il piano di investimento di 315 miliardi di EUR annunciato il 26 novembre 2014 dal Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, in occasione della seduta plenaria del Parlamento;

Seguito dato al discarico alla Commissione per l'esercizio 2013

41.  si rammarica che il tasso di errore globale sia rimasto praticamente allo stesso livello e che i pagamenti continuino a essere inficiati da errori in misura rilevante;

Capitolo

2013

2014

Operazioni

Tasso di errore(82),

Operazioni

/ EUR

Tasso di errore

Entrate

55

0,0%

55

0,0%

Competitività, ricerca, istruzione, trasporti, altri programmi

160

4,0%

166 / 13 miliardi

5,6%

Coesione

343

5,3%

331 / 55,7 miliardi

5,7%

Settore Politica regionale e urbana

168

6,4%

161

6,1%

Settore Occupazione e affari sociali

175

3,1%

170

3,7%

Risorse naturali

360

4,4%

359 / 57,5 miliardi

3,6%

FEAGA — Sostegno al mercato e aiuti diretti

180

3,6%

183

2,9%

Sviluppo rurale, ambiente, azione per il clima e pesca

180

7,0%

176

6,2%

Europa globale

182

2,1%

172 / 7,4 miliardi

2,7%

Amministrazione

135

1,1%

129 / 8,8 miliardi

0,5%

Totale

1,180

4,5%

1.157  / 142,4 miliardi

4,4%

42.  si rammarica che persistano la mancanza di attendibilità dei controlli di primo livello effettuati dagli Stati membri nell'ambito della gestione concorrente e le carenze nell'esclusione dei terreni non ammissibili dal sistema per l'identificazione delle parcelle agricole (SIPA); sottolinea che, secondo la relazione annuale della Corte per il 2014, sia i settori soggetti a gestione concorrente sia tutte le altre spese operative (che sono per la maggior parte gestite direttamente dalla Commissione) presentano un tasso di errore stimato del 4,6 %; rileva tuttavia che sono state attuate numerose azioni correttive;

43.  prende atto con preoccupazione che l'attuazione delle raccomandazioni e dei requisiti seguenti, contenuti nella relazione sul discarico alla Commissione per l'esercizio 2013, è tuttora in sospeso:

   a) l'introduzione di un sistema sanzionatorio nei confronti degli Stati membri nel caso in cui trasmettano informazioni e dichiarazioni inesatte sui programmi e degli organismi pagatori in caso di dichiarazioni false o inesatte, tra cui i tre seguenti aspetti: le statistiche sulle ispezioni, le dichiarazioni degli organismi pagatori e il lavoro svolto dagli organismi di certificazione;
   b) la pubblicazione non solo delle dichiarazioni nazionali, ove si sia deciso volontariamente di presentarle, ma anche delle sintesi annuali e delle dichiarazioni di gestione come "documenti confidenziali" se del caso, onde fornire un quadro più chiaro e ottenere un reale miglioramento della gestione finanziaria; tuttavia, non è ancora chiaro quale sarà l'efficacia di queste misure considerando le differenze tra le strutture degli Stati membri e la responsabilità politica delle diverse autorità nazionali;
   c) l'analisi e l'informazione sui risultati preliminari ottenuti attraverso il Piano di investimenti per l'Europa annunciato dal Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker al Parlamento nel novembre 2014;

44.  prende atto con preoccupazione che, delle 65 raccomandazioni formulate dalla Corte negli anni 2011 e 2012, solo 20 sono state integralmente attuate, 26 sono in fase di attuazione per la maggior parte degli aspetti e 19 sono in fase di attuazione per alcuni aspetti; invita la Commissione a dare un seguito alle raccomandazioni e ai requisiti del Parlamento e a continuare ad attuare le raccomandazioni della Corte;

45.  sottolinea che, dal punto di vista del Parlamento, non è soddisfacente che i procedimenti in contraddittorio terminino con la formula "la Commissione e la Corte giungono a conclusioni differenti"; invita pertanto entrambe le istituzioni ad adoperarsi per evitare detto risultato;

46.  chiede alla Commissione un piano d'azione corredato di scadenze e obiettivi al fine di migliorare la prevenzione degli errori ricorrenti;

Posizione della Corte: la dichiarazione di affidabilità della Corte

47.  si compiace che la Corte abbia formulato un parere positivo sull'affidabilità dei conti per il 2014, come ha fatto fin dal 2007, e che abbia concluso che nel 2014 le entrate erano esenti da errori rilevanti; constata altresì con soddisfazione che gli impegni su cui si basano i conti per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 sono, sotto tutti gli aspetti, rilevanti, legittimi e regolari;

48.  rileva che i risultati complessivi corrispondono in generale alle precedenti osservazioni della Corte

49.  deplora che, per il ventunesimo anno consecutivo, i pagamenti siano stati inficiati da errori in misura rilevante a causa dell'efficacia soltanto parziale dei sistemi di vigilanza e controllo

50.  si rammarica che i pagamenti siano inficiati da un tasso di errore più probabile del 4,4 %; ricorda che il tasso di errore più probabile per i pagamenti era stato stimato al 4,7 % nell'esercizio 2013, al 4,8 % nell'esercizio 2012 e al 3,9 % nell'esercizio 2011(83); rileva che i tassi di errore più elevati sono stati identificati nella spesa a titolo della coesione economica, sociale e territoriale (5,7 %) e della competitività per la crescita e l'occupazione (5,6 %), mentre la spesa amministrativa presenta il tasso di errore stimato più basso (0,5%);

51.  si chiede se il tasso di errore per determinate operazioni sia fondato su una base comparabile e dovrebbe pertanto fungere da parametro di riferimento; rileva che il tasso di errore per i regimi di rimborso (5,5 %) è basato sull'ammissibilità dei costi, mentre quello dei programmi di sostegno basati su diritti acquisiti (2,7 %) è basato solo sulla necessità di rispettare determinate condizioni;

52.  prende atto che, se le misure correttive adottate dagli Stati membri e dalla Commissione non fossero state applicate ai pagamenti sottoposti ad audit della Corte, il tasso di errore stimato sarebbe stato del 5,5 % invece del 4,4 %; esorta pertanto la Commissione, le autorità negli Stati membri e i revisori indipendenti a utilizzare tutte le informazioni di cui dispongono per evitare, individuare o correggere eventuali errori;

53.  sottolinea che per quanto riguarda le spese operative il tasso di errore stimato per la spesa nell'ambito della gestione concorrente è pari al 4,6 % (contro il 4,9 % nel 2013), rimanendo a un livello molto elevato; è preoccupato per il fatto che per gli altri tipi di spese operative in cui la Commissione svolge un ruolo principale il tasso di errore stimato ha registrato un'impennata fino al 4,6 % (contro il 3,7 % nel 2013);

54.  osserva che la Commissione riconosce che la spesa è inficiata da un tasso rilevante di errori, in quanto presenta, nella sua relazione di sintesi 2014, l'importo a rischio con una variazione che va da 3,7 a 5 miliardi di EUR, che rappresenta tra il 2,6 % e il 3,5 % dei pagamenti; rileva che la Commissione stima che nei prossimi anni individuerà e rettificherà errori per un importo totale di circa 2,7 miliardi di EUR;

55.  appoggia il parere della Corte secondo cui nonostante i miglioramenti nella sua analisi dell'impatto delle azioni correttive, la Commissione non ha eliminato il rischio che l'impatto di tali azioni correttive sia sovrastimato o di scarsa rilevanza(84);

56.  è del parere che per oltre tre quarti della spesa del 2014 le DG della Commissione basino le loro stime dell'importo a rischio su dati forniti dalle autorità nazionali; rileva che la Commissione afferma, nella sua relazione di sintesi, che l'attendibilità delle relazioni sui controlli fornite dagli Stati membri rimane problematica;

57.  constata che per dodici DG della Commissione la capacità rettificativa è superiore all'importo a rischio stimato, il che rispecchia il carattere pluriennale dei sistemi correttivi;

58.  invita la Commissione a rivedere il metodo utilizzato per il calcolo del potenziale correttivo in tempo utile per la procedura di discarico 2015;

59.  osserva che, qualora la Commissione disponga di prove di una ridotta capacità di assorbimento negli Stati membri, essa dovrebbe valutare tutte le disposizioni in materia di flessibilità previste dal regolamento QFP e in primo luogo proporre misure per risolvere l'insufficiente capacità di assorbimento prima di adottare altre azioni;

60.  sottolinea che oltre due terzi delle rettifiche finanziarie registrate per la rubrica Coesione nel 2014 sono casi in cui le autorità degli Stati membri hanno soppresso le spese dichiarate e le hanno sostituite con nuove spese; si compiace che queste procedure siano limitate nel periodo di programmazione 2014-2020;

61.  chiede alla Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, di valutare, per ciascun settore e per il bilancio dell'Unione nel suo insieme, il tasso di errore rimanente dopo l'applicazione di tutte le misure rettificative, tenendo conto del carattere pluriennale dei programmi;

62.  invita la Commissione ad applicare in modo rigoroso l'articolo 32, paragrafo 5, del nuovo regolamento finanziario, qualora il livello di errore si mantenga alto e, di conseguenza, a identificare i punti deboli dei sistemi di controllo, ad analizzare i costi e i benefici di possibili misure correttive e a intraprendere o proporre interventi adeguati in termini di semplificazione, miglioramento dei sistemi di controllo e ridefinizione dei programmi o dei sistemi di consegna prima del riesame intermedio del periodo di programmazione 2014-2020;

63.  sottolinea l'osservazione della Corte secondo cui, se la Commissione, le autorità negli Stati membri o i revisori indipendenti avessero utilizzato tutte le informazioni di cui disponevano, una parte rilevante degli errori avrebbe dovuto poter essere evitata, individuata o corretta; esprime preoccupazione per il fatto che la Commissione ammette che occorrono almeno dieci anni prima che gli errori siano corretti; sottolinea che l'utilizzo di tutte le informazioni disponibili avrebbe potuto ridurre il livello di errore di 3,3 punti percentuali sia per la spesa a titolo della politica regionale e urbana (6,1 %) sia per lo sviluppo rurale, l'ambiente, l'azione per il clima e la pesca (6,2 %); sottolinea che l'utilizzo di tutte le informazioni disponibili avrebbe potuto ridurre il livello di errore di 2,8 punti percentuali per la competitività per la crescita e l'occupazione, che è direttamente gestita dalla Commissione;

64.  osserva che nel 2014 è stata posta nuova enfasi sulla programmazione di bilancio e sull'analisi orientate ai risultati, accompagnate da un cambiamento delle impostazioni metodologiche; sottolinea, in tale contesto, la necessità di una valutazione chiara e trasparente del contributo del bilancio dell'Unione 2014 ai risultati ottenuti nei collegamenti con la strategia Europa 2020 e negli obiettivi di politica settoriale;

65.  rileva altresì che la prassi delle relazioni annuali di attività è intesa a consentire l'individuazione dei risultati prodotti dagli interventi, ma si concentra tuttora più sulle realizzazioni che sui risultati;

66.  condivide le riserve espresse dal direttore generale della DG REGIO nella sua relazione annuale di attività riguardo ai sistemi di gestione e di controllo del FESR/Fondo di coesione per il periodo di programmazione 2007-2013 in 12 Stati membri (77 programmi) e nell'ambito dei programmi europei di cooperazione territoriale; ritiene che tali riserve dimostrino che le procedure di controllo poste in essere dalla Commissione e dagli Stati membri non sono in grado di fornire le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e alla regolarità di tutte le operazioni sottostanti nei settori corrispondenti;

67.  condivide le riserve espresse dal direttore generale della DG AGRI nella sua relazione annuale di attività riguardo alle seguenti voci di spesa:

   ABB02 – spesa per le misure di mercato: laddove esistono 77,7 milioni di EUR a rischio e otto riserve; riguardanti quattro regimi di aiuto in sette Stati membri: Austria, Francia (ove due misure di aiuto sono interessate), Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Romania e Regno Unito;
   ABB 03 – Pagamenti diretti: laddove esistono 831,6 milioni di EUR a rischio riguardanti 15 organismi pagatori in 6 Stati membri: Spagna (ove 10 organismi pagatori sono interessati), Francia, Regno Unito (la Rural Payments Agency in Inghilterra), Grecia, Ungheria e Portogallo;
   ABB 04 – Spesa per lo sviluppo rurale: laddove esistono 532,5 milioni di EUR a rischio, riguardanti 28 organismi pagatori in 16 Stati membri: Bulgaria, Germania (tre organismi pagatori sono interessati), Danimarca, Spagna (sei organismi pagatori), Francia (due organismi pagatori), Regno Unito (due organismi pagatori), Ungheria, Grecia, Italia (ove quattro organismi pagatori sono interessati), Lituania, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania e Svezia;
   ABB 05 – Assistenza IPARD a favore della Turchia: laddove esistono 5,07 milioni di EUR a rischio;

ritiene che tali riserve dimostrino che le procedure di controllo poste in essere dalla Commissione e dagli Stati membri non sono in grado di fornire le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e alla regolarità di tutte le operazioni sottostanti nei settori corrispondenti;

68.  condivide le riserve espresse dal direttore generale della DG EMPL nella sua relazione annuale di attività; rileva che la relazione annuale di attività contiene una riserva relativa ai pagamenti effettuati per il periodo di programmazione 2007-2013, per un importo a rischio di 169,4 milioni di EUR nel 2014 riguardante spese per sistemi di gestione e controllo relativi a 36 programmi operativi specifici del Fondo sociale europeo (FSE) in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Spagna e Ungheria nel periodo di programmazione 2007-2013; ritiene che tali riserve dimostrino che le procedure di controllo poste in essere dalla Commissione e dagli Stati membri non sono in grado di fornire le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e alla regolarità di tutte le operazioni sottostanti nei settori corrispondenti;

69.  chiede al direttore generale della DG DEVCO di fornire una garanzia più differenziata sulla base dei rischi nella sua relazione annuale di attività e successivamente di destinare una quota maggiore delle proprie risorse di controllo ai settori interessati da riserve specifiche;

70.  chiede al Consiglio di adottare una maggiore vigilanza sul discarico e si compiace della posizione critica adottata dalla Svezia e dal Regno Unito con la loro richiesta alla Commissione e alla Corte di:

   concentrarsi sulle aree e sui destinatari con un elevato rischio di errori invece di introdurre ulteriori controlli per tutti;
   concentrarsi sui controlli ex ante invece che sui controlli ex post;
   preservare i massimali di pagamento unanimemente convenuti, in particolare mantenendo la disciplina di bilancio in relazione agli impegni, disimpegnando effettivamente gli stanziamenti non utilizzati per far spazio a nuove priorità e a nuovi programmi, aumentando la trasparenza fornendo previsioni a lungo termine e assicurando l'equilibrio tra impegni e pagamenti, nonché riducendo i saldi di cassa eccessivi negli strumenti finanziari, dal momento che oltre 14 miliardi di EUR in fondi non utilizzati rimangono bloccati nell'ambito di tali strumenti mentre potrebbero essere usati per necessità e priorità più urgenti;

accoglie altresì con favore l'esortazione di Svezia e Regno Unito alle autorità degli Stati membri a fare un uso migliore delle informazioni disponibili per prevenire, individuare e correggere gli errori prima di dichiarare la spesa alla Commissione;

Sintesi

71.  conclude che il discarico:

   a) ha la priorità di giungere a un approccio equilibrato tra metodi tradizionali e una maggiore attenzione all'efficacia e ai risultati, tenendo presente in ogni caso gli obblighi derivanti dai trattati, dalle politiche settoriali e dalla flessibilità necessaria per far fronte a imprevisti;
   b) necessita di miglioramenti per quanto riguarda la disponibilità e la gestione dei dati per determinare l'efficacia e i risultati;
   c) è favorevole a un rafforzamento del legame tra il bilancio dell'Unione e le strategie e i concetti chiave delle politiche dell'Unione (come la strategia Europa 2020) e della loro correlazione con le principali politiche settoriali;
   d) rispetta i metodi di gestione e di controllo migliorati che sono conformi ai principi di sana gestione finanziaria;
   e) riserva uno spazio per ritornare sulle osservazioni formulate nelle precedenti procedure di discarico sotto forma di follow-up regolari;
   f) deplora l'aumento significativo del tasso di errore nelle spese operative gestite direttamente dalla Commissione, che hanno raggiunto per la prima volta lo stesso livello del tasso di errore riscontrato per le spese nell'ambito della gestione concorrente con gli Stati membri;
   a) la quota maggiore è a tutt'oggi rappresentata dai contributi degli Stati membri in base al rispettivo reddito nazionale lordo (RNL): nel 2014 tale contributo ammontava a 94,9 miliardi di EUR;
   b) tra le altre fonti rientrano i pagamenti basati sull'IVA riscossa nei singoli Stati membri, che ammontano complessivamente a 17,7 miliardi di EUR;
   c) i dazi doganali e i diritti agricoli rappresentano la terza fonte sostanziale, pari a 16,4 miliardi di EUR;

B. QUESTIONI SPECIFICHE

Gestione finanziaria e di bilancio

72.  sottolinea che la sana gestione finanziaria riguarda i risultati concreti degli interventi del bilancio dell'Unione, naturalmente a condizione che rispettino la legittimità e la regolarità delle spese e contribuiscano al valore aggiunto del bilancio dell'Unione dalla prospettiva dell'Unione; sottolinea che il rispetto dei principi di sana gestione finanziaria implica necessariamente la riduzione al minimo dei tassi di errore e dei casi di frode;

73.  sottolinea che il tasso di errore non è necessariamente un indicatore di frode, inefficacia o spreco, bensì una stima dei flussi finanziari che non avrebbero dovuto essere versati visto che non sono stati utilizzati in conformità delle norme e delle regolamentazioni; segnala, tuttavia, che il netto aumento degli errori gravi nell'ambito delle procedure di appalto pubblico dà adito a serie preoccupazioni, visto che gli Stati membri hanno maturato anni di esperienza con le attuali normative sugli appalti, e che se già ora si scontrano con difficoltà legate a tali normative, questo non è di buon auspicio per quando dovranno adattare la legislazione e le procedure nazionali alle nuove direttive in materia di appalti e concessioni; riconosce che il tasso di errore non è compreso appieno dai cittadini dell'Unione e al riguardo chiede alla Corte di avviare una discussione con la Commissione al fine di individuare le eventuali carenze metodologiche e concordare norme comuni nella notifica del tasso di errore;

74.  raccomanda che le norme e le regolamentazioni siano oggetto di una valutazione dell'impatto della regolamentazione (Regulatory Impact Assessment - RIA)(85) per verificare la loro compatibilità e conformità alle esigenze e agli obiettivi dell'Unione, come nel caso dei regimi di rimborso, mentre gli esempi di errore più frequente comprendono i pagamenti di costi non ammissibili (41 %) e gli errori negli appalti pubblici (27 %); osserva che questo tipo di errori non costituiscono necessariamente una frode o un atto d'inganno deliberato volto a ottenere un vantaggio;

75.  richiama l'attenzione sul fatto che l'esecuzione del bilancio 2014 dell'Unione è avvenuta nell'ambito di quadri regolamentari diversi, in quanto in tale esercizio erano in vigore due quadri, rispettivamente per i periodi 2007-2013 e 2014-2020;

76.  sottolinea pertanto che è opportuno e fondamentale distinguere tra varie tipologie di errore in funzione dei diversi tipi di spesa di bilancio dell'Unione, visto che le spese sono assegnate in base a criteri diversi e che è pertanto molto difficile raffrontarle;

77.  rileva che, nei suoi sforzi a favore di un rafforzamento della cultura del risultato, nella sua relazione annuale 2014 la Corte presta una grande attenzione agli aspetti relativi all'efficacia del bilancio dell'Unione, avendo verificato, nel quadro di un esercizio pilota, la reale complementarietà tra i finanziamenti dell'Unione e la strategia Europa 2020; osserva che la Corte ha sottolineato e identificato una scarsa e debole interconnessione tra gli accordi di partenariato/i programmi operativi e la strategia Europa 2020; segnala tuttavia che tale complementarietà dovrebbe essere considerata nel contesto generale dei compiti specifici dei fondi alla luce degli obiettivi previsti dai trattati, tra cui anche la coesione economica, sociale e territoriale;

78.  esprime preoccupazione per il tasso di assorbimento dei fondi che varia dal 50% al 92% negli Stati membri; invita la Commissione a presentare un'attenta analisi dei motivi per cui alcune regioni continuano a presentare un basso tasso di assorbimento dei fondi e a valutare azioni specifiche per risolvere i problemi strutturali alla base di tali carenze;

79.  accoglie favorevolmente il carattere innovativo della relazione annuale 2014 della Corte, che ha adottato un approccio basato sui risultati e sull'efficacia, valutando l'applicazione e l'orientamento degli interventi di bilancio dell'Unione rispetto alle priorità della strategia Europa 2020; ritiene che il concetto dell'approccio basato sui risultati e sull'efficacia dovrebbe essere applicato, nei prossimi anni, in sede di elaborazione delle raccomandazioni specifiche per paese nel quadro del semestre europeo;

80.  sottolinea che le osservazioni della Corte sulle realizzazioni evidenziano la necessità di applicare misure per migliorare l'efficacia del bilancio e le norme di gestione concorrente;

L'efficacia del bilancio

81.  osserva che per efficacia del bilancio si intende un'adeguata concentrazione delle spese di bilancio dell'Unione sulle reali priorità dell'Unione per il periodo considerato;

82.  sottolinea che la cultura del risultato è basata su tre pilastri fondamentali: la strategia, la semplificazione e la procedura di bilancio;

83.  raccomanda il proseguimento del processo di semplificazione di entrambe le procedure e del contenuto del bilancio per giungere a una riduzione degli oneri amministrativi eccessivi e per limitare la sovraregolamentazione ("gold-plating") in determinati Stati membri; sottolinea che il processo di semplificazione non dovrebbe comportare una deregolamentazione e non dovrebbe ignorare i meccanismi e le procedure di controllo, ovvero gli audit ex ante; sottolinea che la semplificazione non dovrebbe comportare modifiche eccessivamente frequenti del quadro regolamentare, con conseguenti oneri addizionali per le amministrazioni e i beneficiari, pregiudicando in tal modo l'evoluzione volutamente positiva della semplificazione; accoglie positivamente l'esistenza del gruppo ad alto livello creato dalla Commissione e attende i risultati delle sue attività;

84.  raccomanda di migliorare la procedura di bilancio in termini di informazioni sui risultati e di gestione, inclusi il rapporto costi-efficacia dei controlli, la dichiarazione di affidabilità e il discarico, le banche dati relative ai progetti e la comunicazione;

85.  chiede alla Commissione di migliorare la comunicazione e la cooperazione tra i soggetti che intervengono nella pianificazione, nell'esecuzione e nel discarico del bilancio, nonché con il pubblico in generale, puntando a far coincidere le aspettative, a condividere le esperienze sull'esecuzione e a riferire sul conseguimento dei risultati;

86.  chiede alla Commissione di prendere in considerazione l'uso di strumenti quali i media sociali, i sondaggi e i gruppi di riflessione per analizzare l'opinione pubblica e valutare come migliorare la sua strategia di comunicazione in futuro per quanto concerne la comunicazione dei risultati dei progetti ai cittadini;

87.  accoglie con favore il nuovo gruppo di lavoro interistituzionale sulla performance del bilancio al fine di giungere a una concezione comune dei principi del bilancio basato sulle prestazioni e orientato ai risultati;

88.  raccomanda di apportare miglioramenti corrispondenti in settori quali l'adeguamento dell'intensità dei controlli al rischio, l'elaborazione delle informazioni sui risultati e l'attendibilità dei risultati dei controlli comunicati dagli Stati membri;

89.  osserva che la Commissione ha creato un'enorme capacità di analisi, incentrata soprattutto su settori rilevanti per le singole DG, senza però trattare gli aspetti trasversali o interdisciplinari né i reali risultati delle sue politiche (co)finanziate dal bilancio dell'Unione;

90.  raccomanda di incentrare l'attenzione su un approccio basato sui risultati e sulla questione delle insufficienze o carenze del mercato, in quanto tale approccio contribuisce a concentrare i finanziamenti dell'Unione sui settori in cui possono essere meglio rispettati i criteri di economia, efficienza ed efficacia; sottolinea che occorre concepire tale approccio di modo da adattarlo a diversi tipi di insufficienze o carenze del mercato, uno collegato all'asimmetria dell'informazione e l'altro relativo alla valutazione del rendimento sotto il profilo commerciale che, in generale, non tiene conto di tutte le esternalità positive né dei benefici sociali in senso più ampio, mentre entrambi sono giustamente sostenuti dai finanziamenti dell'Unione;

91.  propone che, in sede di valutazione del valore aggiunto europeo, la Commissione adotti un criterio basato su ciò che sarebbe probabilmente successo se il progetto o l'attività in questione si fosse verificato o non avesse beneficiato di finanziamenti dall'Unione;

92.  chiede urgentemente chiarimenti riguardanti l'entità dei finanziamenti a titolo dei fondi dell'Unione versati a favore di imprese nel settore dei media in ciascuno Stato membro, quali imprese hanno ricevuto pagamenti e se il motivo è stato quello di pubblicizzare i fondi in questione o un altro motivo;

Gestione concorrente

93.  ricorda che la responsabilità per una corretta assegnazione del bilancio dell'Unione incombe in larga misura agli Stati membri, dal momento che il 76% della spesa rientra nella gestione concorrente; sottolinea che gli Stati membri hanno un'importante responsabilità per una corretta e legittima esecuzione del bilancio dell'Unione in quanto sono responsabili della gestione dei fondi dell'Unione;

94.  sottolinea che un elemento chiave per rettificare gli errori di ripartizione dei fondi consiste nel definire correttamente il fabbisogno dell'Unione, unitamente alle priorità di sviluppo degli Stati membri;

95.  sottolinea che quanto più gli Stati membri si sforzano di conseguire gli obiettivi nazionali e quantificati previsti dalla strategia Europa 2020, tanto più la spesa a titolo del bilancio dell'Unione potrà essere mirata e tanto più gli obiettivi in questione rispecchieranno le esigenze economiche, sociali, territoriali e ambientali dell'Unione e tanto più quest'ultima potrà garantire un contesto favorevole a una sana gestione finanziaria; raccomanda, a tale riguardo, la creazione di una piattaforma permanente composta dalla Commissione, dalle rappresentanze dei governi nazionali, incluse le rappresentanze permanenti presso l'Unione, nonché dai governi e dalle autorità regionali;

96.  condivide le conclusioni della Corte circa la necessità che la Commissione, le autorità nazionali e i revisori indipendenti utilizzino tutte le informazioni pertinenti disponibili per prevenire, individuare e correggere gli errori prima del rimborso; ribadisce fermamente che quando i dati sono disponibili non vi dovrebbe essere alcun motivo per cui la Commissione, le autorità nazionali e i revisori indipendenti dovrebbero omettere di adottare misure appropriate per prevenire, individuare e correggere gli errori;

97.  invita la Corte a sviluppare, d'intesa con le autorità nazionali di audit, un sistema che le consenta di valutare il seguito dato dagli Stati membri alle sue raccomandazioni;

98.  invita la Commissione a fornire orientamenti agli Stati membri affinché gli accordi di partenariato e i programmi operativi traspongano maggiormente la strategia Europa 2020 e attuino il concetto di indicatori comuni di risultato, come proposto nella relazione annuale 2014 della Corte;

99.  ritiene opportuno che il Parlamento e il Consiglio trovino assieme un modo per affrontare la questione della spesa degli Stati membri nell'ambito della gestione concorrente;

100.  sostiene l'inserimento delle raccomandazioni specifiche per paese negli accordi ai partenariato;

101.  esorta la Commissione a intensificare i negoziati con gli Stati membri sulla necessità di pubblicare le dichiarazioni nazionali e le sintesi annuali;

Rettifiche finanziarie e recuperi

102.  esprime preoccupazione per le rettifiche finanziarie attuate nel 2014 (rispetto ai pagamenti percepiti dell'Unione), per cui alcuni Stati membri si collocano a un livello tre volte superiore alla media del 2,3 % (Slovacchia 8,7 %, Repubblica ceca 8,1 %, Grecia 4,7 %);

103.  rileva che nel periodo di programmazione 2007-2013 sono state confermate rettifiche finanziarie per 209 milioni di EUR a titolo del FSE ed eseguiti 156 milioni di EUR, oltre ai 95 milioni di EUR confermati nel 2014; osserva che gli Stati membri con il livello più elevato di rettifiche sono la Spagna (56 milioni di EUR), la Romania (43 milioni di EUR), la Polonia (32 milioni di EUR) e la Francia (20 milioni di EUR);

104.  rileva che gli importi cumulativi rettificati per la politica di coesione nel periodo 2007-2013 rappresentano lo 0,9 % degli stanziamenti di bilancio; condivide l'osservazione della Commissione secondo cui le rettifiche finanziarie relative al periodo 2007-2013 dovrebbero continuare ad aumentare nel corso dei prossimi anni, via via che i suoi programmi arrivano a conclusione;

105.  rileva che per i programmi del FESR/FC, la Commissione ha imposto circa 2 miliardi di EUR di rettifiche finanziarie cumulativamente dall'inizio del periodo di programmazione 2007-2013, comprendenti 782 milioni di EUR di rettifiche finanziarie applicate dagli Stati membri prima che vengano dichiarate le spese alla Commissione o contemporaneamente ad esse; osserva con preoccupazione che i Stati membri più interessati sono la Repubblica ceca (719 milioni di EUR), l'Ungheria (298 milioni di EUR), la Grecia (257 milioni di EUR), la Spagna (237 milioni di EUR), la Slovacchia (152 milioni di EUR), la Romania (146 milioni di EUR) e l'Italia (105 milioni di EUR);

106.  rileva che, per l'FSE, gli Stati membri con gli importi più elevati di rettifiche finanziarie cumulative sono la Romania (355 milioni di EUR), la Spagna (213 milioni di EUR) e la Polonia (152 milioni di EUR);

107.  ritiene che le rettifiche e i recuperi finanziari siano strumenti efficaci per tutelare il bilancio dell'Unione; deplora tuttavia che, a causa del quadro normativo per la tutela degli interessi finanziari dell'Unione, della complessità delle relative procedure e del numero dei livelli di controllo che intervengono in numerosi settori, sia possibile rettificare gli errori soltanto diversi anni dopo essersi verificati;

Protezione degli interessi finanziari dell'Unione

108.  sottolinea che la corruzione e le frodi erodono la fiducia nelle istituzioni pubbliche e nella democrazia, oltre a compromettere il funzionamento del mercato interno dell'Unione; rileva la necessità di un approccio integrato nell'ambito del quale possano collaborare le istituzioni dell'Unione (e gli Stati membri); deplora che diverse istituzioni dell'Unione (Commissione e agenzie, Ufficio europeo per la lotta antifrode, Corte) abbiano diversi meccanismi di denuncia delle frodi;

109.  raccomanda alla Commissione di incorporare tutti i meccanismi di notifica in un unico sistema coerente a tutela degli interessi finanziari dell'Unione, migliorando in tal modo l'efficacia della lotta alle frodi e alla corruzione; ricorda l'importanza di una normativa coerente all'interno dell'Unione per contrastare efficacemente la criminalità organizzata che opera a livello transnazionale;

110.  ricorda che la trasparenza è lo strumento più efficace per contrastare gli abusi e le frodi; chiede che la Commissione migliori la normativa in questo ambito, rendendo obbligatoria la pubblicazione dei dati relativi a tutti i beneficiari dei fondi dell'Unione, compresi i dati relativi ai subappalti;

111.  esorta la Commissione ad aderire alla Convenzione penale sulla corruzione (STCE n. 173) del Consiglio d'Europa e ad accelerare i negoziati sulla partecipazione dell'Unione al gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) al fine di contribuire a un maggiore coordinamento delle politiche anticorruzione in Europa;

112.  invita la Commissione ad assumersi la piena responsabilità per il recupero degli importi a titolo del bilancio dell'Unione indebitamente erogati e a definire principi di rendicontazione uniformi in tutti gli Stati membri, onde garantire la raccolta di dati comparabili, attendibili e adeguati;

113.  accoglie con favore la dichiarazione della Commissione nella sua relazione annuale sulla protezione degli interessi finanziari (PIF) dell'Unione relativa al 2014, in cui si ricorda che sia la direttiva PIF sia il regolamento concernente l'istituzione di una Procura europea (regolamento EPPO) "consentirebbe[ro] di completare e consolidare il quadro giuridico e rafforzerebbe[ro] notevolmente la lotta contro la frode"; ribadisce la propria convinzione circa l'urgente necessità di adottare quanto prima la direttiva PIF, che includa l'IVA nel suo ambito di applicazione e definisca chiaramente le infrazioni PIF, le norme di minima per le pene detentive massime applicabili e le norme di minima in materia di prescrizione; ricorda la causa Taricco, nell'ambito della quale la Corte di giustizia dell'Unione europea richiama l'attenzione sul fatto che le frodi in materia di IVA rientrano in effetti nella definizione di frode PIF contenuta nella convenzione PIF del 1995; invita la Commissione a chiarire i rapporti tra Eurojust, Procura europea (EPPO) e Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e a esaminare la possibilità di un approccio integrato più incisivo da parte di tali agenzie ai fini di una maggiore efficacia delle indagini;

114.  plaude alla decisione della Commissione di rafforzare la trasparenza migliorando il suo sistema di gruppi di esperti – in particolare per quanto riguarda la procedura di selezione degli esperti – mediante la definizione di una nuova politica in materia di conflitti d'interesse per gli esperti nominati a titolo personale, che implichi la possibilità per il Parlamento europeo di esercitare un controllo diretto su tali nomine; prende atto dell'obbligo di iscrizione degli esperti sul registro per la trasparenza, ove pertinente; esorta tuttavia la Commissione a tenere conto delle raccomandazioni sia del Mediatore europeo in merito alla composizione dei gruppi di esperti, sia dello studio sulla composizione dei gruppi di esperti della Commissione e sullo status del registro dei gruppi di esperti, all'atto di elaborare modifiche alle attuali norme orizzontali in materia, al fine di creare un approccio più sistematico e trasparente; chiede alla Commissione di avviare un dialogo con il Parlamento prima che le norme siano adottate formalmente, soprattutto riguardo alla prossima relazione della commissione per il controllo dei bilanci e della commissione giuridica sull'argomento; incoraggia le agenzie europee a prendere in considerazione riforme in senso analogo;

115.  sottolinea che gli Stati membri non stanno dando seguito a presunti casi di frode che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, trasmessi loro dall'OLAF; invita la Commissione ad adottare le misure del caso e l'OLAF a continuare ad aiutare gli Stati membri ad essere più efficienti nella prevenzione e individuazione delle frodi ai danni dei fondi europei;

116.  invita la Commissione a sviluppare un sistema di indicatori rigorosi e criteri uniformi; è preoccupato per il grado di attendibilità e qualità dei dati provenienti dagli Stati membri; invita pertanto la Commissione a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri per garantire dati completi, accurati e attendibili, senza dimenticare l'obiettivo della completa attuazione del meccanismo di audit unico;

117.  rinnova la propria richiesta alla Commissione di riferire due volte all'anno al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'attuazione delle politiche interne di lotta alla corruzione da parte delle istituzioni dell'Unione e attende con interesse la prossima relazione prevista per l'inizio del 2016; chiede alla Commissione di aggiungere un capitolo sui risultati conseguiti dalle istituzioni dell'Unione nella lotta alla corruzione ed è del parere che le future relazioni della Commissione in materia di anticorruzione dovrebbero sempre riguardare tutte le istituzioni e organi dell'Unione;

118.  esprime preoccupazione per i dati forniti da Eurodad sul riciclaggio di denaro, da cui emerge che il Lussemburgo e la Germania occupano i primi posti per il rischio di riciclaggio di denaro; ritiene indispensabile che Stati membri recepiscano integralmente la direttiva dell'Unione sul riciclaggio di denaro e introducano un registro pubblico della titolarità delle società, incluse le fiduciarie;

119.  chiede il passaggio da un registro unionale volontario a uno obbligatorio per tutti i lobbisti che svolgono la loro attività presso la Commissione;

120.  considera la prima relazione biennale della Commissione sulla lotta alla corruzione un tentativo promettente di comprendere meglio la corruzione in tutte le sue dimensioni, di sviluppare risposte efficaci per contrastarla e di gettare le basi per un migliore adempimento dell'obbligo della sfera pubblica di rendere conto ai cittadini dell'Unione; ribadisce, in tale contesto, l'importanza della politica di tolleranza zero dell'Unione nei confronti della frode, della corruzione e della collusione; deplora tuttavia che tale relazione non abbia incluso le politiche anticorruzione delle stesse istituzioni dell'Unione;

121.  esige che, al più tardi, nella sua seconda relazione sulla lotta alla corruzione, la Commissione svolga un'ulteriore analisi – a livello sia delle istituzioni dell'Unione che degli Stati membri – del contesto in cui sono attuate le politiche, al fine di individuare i fattori critici, le aree di vulnerabilità e i fattori di rischio intrinseci che favoriscono la corruzione;

122.  invita la Commissione ad adempiere senza indugio ai propri obblighi di rendicontazione ai sensi della convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione;

Tasso di errore in generale

123.  rileva con preoccupazione che i più frequenti tipi di errore riscontrati sono le spese non ammissibili inserite nelle dichiarazioni di spesa (41 %), errori gravi negli appalti pubblici (27 %) e dichiarazioni errate delle superfici da parte degli agricoltori (20 %);

124.  osserva che la percentuale di errori gravi degli Stati membri nel settore degli appalti pubblici è diminuita nettamente dal 45 % del 2013 nel settore della politica regionale al 25 % di tutti gli errori quantificati nel 2014 nell'ambito tematico combinato della coesione economica, sociale e territoriale;

125.  ritiene inquietante che in molti casi di errori quantificabili, la Commissione, le autorità nazionali o i revisori indipendenti disponessero di informazioni sufficienti per prevenire o individuare e rettificare gli errori prima di accettare la spesa; se tutte le informazioni di cui sopra fossero state utilizzate per rettificare gli errori, il livello di errore stimato avrebbe potuto essere nettamente inferiore;

126.  osserva che, per quanto riguarda i programmi di assistenza legati a diritti acquisiti, il tasso stimato di errore è pari al 2,7 % (3 % nel 2013), quindi sensibilmente inferiore rispetto ai rimborsi spese con un livello di errore stimato del 5,5 % (5,6 % nel 2013); chiede alla Commissione di valutare il passaggio da un regime di rimborsi a un regime legato ai diritti acquisiti, se del caso, ai fini della semplificazione;

Prassi eccellente

127.  esorta gli Stati membri a prendere sul serio l'obbligo di conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020, come avviene nel caso delle raccomandazioni specifiche per paese e della procedura del Semestre europeo; è del parere che ciò si tradurrebbe in un cambiamento tangibile del concetto di efficacia, cui dovrebbero far seguito processi di valutazione che abbiano incidenze effettive, come ad esempio una riserva di efficacia per i beneficiari responsabili e sanzioni e restrizioni per gli altri;

Valutazione e analisi dei principali risultati del bilancio dell'Unione 2014

128.  rileva che un importo totale di circa 142,5 miliardi di EUR nel 2014 rappresenta quasi il 2 % della spesa pubblica complessiva negli Stati membri dell'Unione, ovvero l'1 % del suo PIL;

129.  chiede che nelle procedure di discarico rientri anche la determinazione degli effetti reali dell'utilizzo del bilancio dell'Unione sugli indicatori macroeconomici della stessa;

130.  si rammarica che sia stato erogato ai destinatari finali soltanto il 47 % dei contributi agli strumenti di ingegneria finanziaria (SIF) entro la fine del 2013 nell'ambito della gestione concorrente (il valore era del 37 % alla fine del 2012) e che la liquidità di cassa detenuta nei SIF nell'ambito della gestione indiretta rimanga elevata (1,3 miliardi di EUR nel 2014);

131.  prende atto della raccomandazione della Corte alla Commissione di presentare una proposta legislativa per modificare il vigente regolamento relativo alla proroga del periodo di ammissibilità per i SIF nell'ambito del regolamento (CE) n. 1083/2006 e della relativa risposta della Commissione;

132.  chiede alla Commissione, a seguito delle raccomandazioni della Corte, di tenere conto, nella sua gestione finanziaria e di bilancio, dei vincoli di capacità presenti in alcuni Stati membri al fine di evitare il sottoutilizzo dei fondi e di aumentare i tassi di assorbimento specie nel settore dei Fondi SIE, riconoscendo altresì le azioni adottate finora, come l'istituzione della task force in materia di migliore attuazione, che ha già apportato miglioramenti;

133.  invita la Commissione ad adottare misure per ridurre gli impegni da liquidare, tra cui la tempestiva conclusione dei programmi 2007-2013 e la riduzione della liquidità di cassa detenuta dai fiduciari;

134.  ribadisce che la Commissione dovrebbe presentare annualmente una previsione di tesoreria a lungo termine che copra i massimali di bilancio, il fabbisogno di pagamenti, i vincoli di capacità e il potenziale ritiro di impegni, ai fini di una migliore corrispondenza tra fabbisogno di pagamenti e fondi disponibili(86);

135.  ritiene che la revisione intermedia del QFP, che la Commissione dovrà presentare entro la fine del 2016, rappresenti la prima e la migliore occasione per affrontare strutturalmente l'elevato livello di RAL; esorta la Commissione a presentare una proposta di revisione del regolamento sul QFP al fine di risolvere, tra le altre cose, il problema dei RAL;

I pagamenti in sospeso

136.  sottolinea che nel 2014 gli impegni assunti ammontavano a 109,3 miliardi di EUR, pari al 76,6 % degli stanziamenti d'impegno disponibili e che, di conseguenza, è disponibile un livello alquanto elevato di stanziamenti per impegni nel 2015 (con il riporto di 12,1 miliardi di EUR, grazie all'incremento del massimale a 16,5 miliardi di EUR);

137.  deplora che, sebbene il livello dei pagamenti continui a essere superiore al massimale del QFP, il ricorso al margine per imprevisti per il pagamento delle fatture in sospeso sia comunque cresciuto di 1,4 miliardi di EUR, toccando quota 25,8 miliardi di EUR; sottolinea l'importanza di rispettare pienamente la dichiarazione comune su un piano di pagamento 2015-2016, concordata dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione a seguito dell'impegno comune di ridurre a circa 2 miliardi di EUR l'arretrato di impegni residui per i programmi di coesione 2007-2013 entro la fine del 2016; ritiene che questa situazione contravvenga de facto all'articolo 310 TFUE, secondo cui "nel bilancio, entrate e spese devono risultare in pareggio";

138.  sottolinea che la diminuzione del livello degli impegni da liquidare è destinata a essere temporanea in ragione della richiesta di incrementare il massimale del QFP per il 2015 e gli esercizi successivi;

139.  fa osservare in particolare che, alla fine del 2014, i pagamenti agli Stati membri per i Fondi SIE pluriennali per il periodo 2007-2013(87) avevano raggiunto i 309,5 miliardi di EUR, vale a dire il 77 % dei 403 miliardi di EUR per tutti i programmi operativi, tenendo presente che cinque Stati membri, precisamente Repubblica ceca, Spagna, Italia, Polonia e Romania, rappresentano oltre la metà degli impegni inutilizzati dei fondi SIE pluriennali;

140.  si rammarica del significativo ritardo nell'utilizzo dei fondi pluriennali, che può rappresentare un problema effettivo per alcuni Stati membri(88); sostiene e riconosce, in tal senso, la razionalità di prevedere opzioni di flessibilità, visto il ritardo con cui sono stati avviati tutti i programmi;

Entrate

141.  osserva che i flussi delle entrate provengono da diverse fonti:

142.  plaude al fatto che, delle tre raccomandazioni formulate dalla Corte nel periodo 2011-2012, due raccomandazioni siano in corso di attuazione per la maggior parte degli aspetti e una sia in fase di attuazione per alcuni aspetti;

RNL

143.  sottolinea che, fintantoché non verrà modificato il sistema delle risorse proprie dell'Unione, il parametro basato sull'RNL è un fattore chiave alla base della questione delle entrate del bilancio dell'Unione ed evidenzia che la sua corretta e obiettiva determinazione rappresenta pertanto una questione fondamentale, l'unica questione seria riguardo al tema delle entrate nel quadro dell'attuale architettura di bilancio dell'Unione, oltre al fatto che è estremamente importante disporre di banche dati attendibili e flessibili per il calcolo dei contributi degli Stati membri;

144.  invita pertanto la Commissione a dichiarare attendibili i dati sull'RNL forniti dagli Stati membri e che i loro contributi sono pertanto corretti;

145.  ricorda che nel 2014 l'aggiornamento dei dati sull'RNL ha comportato un adeguamento di entità senza precedenti dei contributi degli Stati membri, pari a 9,813 miliardi di EUR;

146.  sottolinea che l'impatto di queste revisioni importanti dei saldi RNL avrebbe potuto essere più modesto se vi fosse stata una politica di revisione comune dell'Unione, che armonizzasse il calendario delle revisioni rilevanti;

147.  deplora che le frodi dell'IVA, e in particolare le cosiddette frodi "carosello" o le frodi "dell'operatore inadempiente", falsino la concorrenza, privino i bilanci nazionali di risorse importanti e nuocciano al bilancio dell'Unione; fa osservare che nel 2013 il divario dell'IVA e le perdite stimate in termini di riscossione della stessa sono ammontati a 168 miliardi di EUR; esprime preoccupazione per il fatto che la Commissione non disponga di dati attendibili sulle frodi IVA e le frodi carosello; rileva che l'attuale sistema dell'IVA resta frammentato e comporta notevoli oneri amministrativi, specialmente per le PMI e le imprese online; esprime preoccupazione per il fatto che il nuovo sistema di rendicontabilità per l'IVA come risorsa propria non è riuscito a centrare l'obiettivo di semplificazione e sottolinea la responsabilità degli Stati membri di dare risposta alle carenze di Eurofisc e coordinare meglio le rispettive politiche sull'inversione degli oneri, onde agevolare lo scambio di informazioni e contribuire alla lotta contro le irregolarità e le frodi; chiede alla Commissione di proporre emendamenti legislativi intesi a consentire efficaci controlli incrociati tra dati doganali e tributari e concentrarsi sul monitoraggio degli Stati membri, onde perfezionare la tempestività delle loro risposte alle richiesta di informazioni e l'affidabilità del sistema di scambio di informazioni sull'IVA;

Misure da adottare

148.  invita la Commissione a fornire un'analisi sulle future modalità di finanziamento dell'Unione, che valuti l'adeguatezza delle risorse proprie;

149.  deplora che le proposte avanzate dalla Commissione nel 2013 relative all'introduzione di una strategia di revisione comune dell'Unione siano ancora in sospeso, senza che la Commissione abbia adottato alcuna ulteriore iniziativa, nonostante la disponibilità annunciata da 19 Stati membri ad aderire almeno in parte alla strategia di revisione dell'Unione entro il settembre 2014;

150.  plaude alla creazione del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie; accoglie con favore la prima relazione di valutazione presentata da tale gruppo a fine 2014 e condivide l'analisi secondo cui il sistema si è gradualmente trasformato in un sistema basato per lo più sui contributi nazionali, con una parte residua genuinamente europea e autonoma di risorse proprie; ritiene che l'attuale sistema di risorse proprie debba evolversi dal dibattito nazionale in corso su contribuenti netti e beneficiari, che è estraneo alla realtà dei cittadini dell'Unione, in un sistema chiaramente riconoscibile come favorevole all'interesse generale dell'Unione e delle sue politiche;

151.  fa osservare che le modifiche derivanti dal lavoro svolto sulle riserve sarebbero state inferiori se il ciclo di verifica della Commissione fosse stato più breve e ricorda di aver esortato la Commissione nella sua risoluzione del 29 aprile 2015 relativa al discarico per l'esercizio 2013:

   a) a ridurre la durata del ciclo di verifica dell'RNL;
   b) a ricorrere alle riserve generali soltanto in casi eccezionali;

152.  prende atto con profonda preoccupazione dell'annuncio della Commissione, secondo cui il prossimo ciclo di verifica sarà ultimato soltanto nel 2019 e che le riserve copriranno almeno nove anni, analogamente a quelle precedenti;

153.  richiama l'attenzione sulla costatazione della Corte, secondo cui la qualità dei controlli effettuati dalle autorità doganali degli Stati membri non è migliorata; si rammarica del fatto che la versione aggiornata della Guida all'audit doganale pubblicata dalla Commissione nel 2014 non tenga conto di alcune delle carenze individuate dalla Corte, in particolare per quanto riguarda le questioni relative alle modalità di trattamento delle importazioni sdoganate in altri Stati membri;

154.  chiede alla Commissione di:

   a) adottare misure per ridurre il numero di anni cui fanno riferimento le riserve alla fine del prossimo ciclo di verifica dei contributi basati sull'RNL;
   b) stabilire le disposizioni necessarie per ridurre l'incidenza delle revisioni dei metodi e delle fonti presentati dagli Stati membri per la compilazione dell'RNL;
   c) migliorare gli attuali orientamenti forniti alle autorità doganali degli Stati membri in merito ai controlli effettuati (in particolare, controlli post-sdoganamento) e
   d) assicurare che gli Stati membri dispongano dei sistemi appropriati per preparare e gestire le loro dichiarazioni dei dazi doganali e dei contributi nel settore dello zucchero;
   e) potenziare la capacità di analisi del rischio di Eurofisc, estendendola al sistema VIES (sistema transnazionale di scambio di informazioni IVA);

Prassi eccellente

155.  rileva che le entrate non sono inficiate da errori rilevanti, il che rappresenta una sorta di prassi eccellente di per sé, come pure la prassi corrente dei contributi degli Stati membri basati sull'RNL, principio rivelatosi sensato finora; è del parere, tuttavia, che per garantire il funzionamento di tale modello, occorra una valutazione permanente dei risultati economici degli Stati membri; individuare un'alternativa per incrementare le risorse proprie permane un tema di attualità per il futuro;

Competitività per la crescita e l'occupazione

Aspetti generali

156.  si compiace del fatto che la struttura della relazione annuale della Corte segue, per la prima volta, le rubriche del QFP, entrato in vigore il 1º gennaio 2014; nel 2013 il capitolo era denominato "Ricerca e altre politiche interne"; constata, tuttavia, che tale cambiamento strutturale limiti la comparabilità delle risultanze della Corte con quelle degli anni precedenti;

157.  rileva inoltre che la ricerca e l'innovazione rappresentano il 61 % (8,1 miliardi di EUR) della spesa, in ragione del Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico 2007-2013 (7º PQ) e di Orizzonte 2020 mentre il Programma quadro per la ricerca e l'innovazione 2014-2020 in materia di istruzione, formazione, gioventù e sport (1,5 miliardi di EUR), i programmi spaziali (1,4 miliardi di EUR), i trasporti (0,8 miliardi di EUR) e altre azioni e programmi (1,5 miliardi di EUR) rappresentano il restante 39 %;

158.  ricorda che la rubrica 1a ha subito tagli netti nel corso dei negoziati sul QFP (-24 % rispetto alla proposta iniziale della Commissione); è consapevole del fatto che la rubrica 1a include le spese per migliorare la ricerca e l'innovazione, potenziare i sistemi di istruzione e promuovere l'occupazione, garantire un mercato digitale unico, promuovere le energie rinnovabili e l'efficienza energetica, ammodernare il settore dei trasporti e migliorare il contesto imprenditoriale, in particolare per le PMI;

159.  sottolinea che il 90 % della spesa in questo ambito è rappresentata da sovvenzioni a favore di beneficiari privati e pubblici;

160.  si compiace del fatto che, delle nove raccomandazioni formulate dalla Corte nel periodo 2011-2012, tre siano state integralmente attuate e sei siano in fase di attuazione per la maggior parte degli aspetti;

Europa 2020

161.  è consapevole del fatto che il totale cumulato delle convenzioni di sovvenzione per l'intero 7º PQ ammonta a 26 078 unità (di cui 9 627 sono state concluse); contemporaneamente, la Commissione ha avviato il programma di lavoro 2014-2015 di Orizzonte 2020, che ha riscosso un grande successo con 46 097 proposte pervenute entro il 25 febbraio 2015: su 79 inviti conclusi, sono risultate ammissibili 25 903 proposte, di cui 3 765 selezionate ai fini del finanziamento, e sono state firmate 1 410 convenzioni di sovvenzione;

162.  si compiace del fatto che la Commissione sia riuscita a conseguire la maggior parte degli obiettivi degli indicatori chiave di prestazione (ICP); dubita, tuttavia, che possa essere centrato l'obiettivo di investire il 3 % del PIL dell'Unione in ricerca e sviluppo entro il 2020; invita tutti gli Stati membri a raccogliere la sfida; constata che la situazione sembra particolarmente ardua per Croazia, Finlandia, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia; invita la Commissione a trarre le debite conclusioni per la prossima revisione intermedia del QFP, da presentare entro la fine del 2016;

163.  accoglie con favore l'impatto della ricerca europea (reti) sulla lotta contro l'Ebola, sul miglioramento delle cure per il cancro, sulla creazione di un spazio unico europeo per la ricerca clinica, sulla lotta alle inondazioni, su una maggiore sicurezza alimentare e sul rafforzamento della sicurezza delle navi da crociera, per citare alcuni esempi;

164.  si compiace del fatto che la valutazione ex post del 7° PQ sia stata resa disponibile nel novembre 2015; si attende che le osservazioni e raccomandazioni tratte da tale valutazione possano comunque essere prese in considerazione per i programmi di lavoro nell'ambito di Orizzonte 2020;

165.  prende atto con interesse delle prime informazioni disponibili circa la relazione sullo stato dell'Unione dell'innovazione 2015(89), che fornisce un aggiornamento sullo stato di attuazione dei 34 impegni contratti nell'ambito dell'iniziativa faro "Unione dell'innovazione" della strategia Europa 2020;

166.  ricorda che la "sfida per la società 6 (SC6)", in particolare le scienze sociali e le discipline umanistiche, è stata una priorità introdotta dal Parlamento in sede di elaborazione del programma Orizzonte 2020; ricorda l'importanza di questa componente nei settori in cui l'Unione è confrontata a sfide particolari, segnatamente la lotta alla disoccupazione, la radicalizzazione, il terrorismo, il sostegno ai migranti, la governance economica e monetaria, nonché la lotta alle diseguaglianze; manifesta pertanto inquietudine per il fatto che, in sede di attuazione del programma, le scienze sociali e le discipline umanistiche siano state declassate in termini di priorità, a causa della perdita della loro leadership dedicata e della riduzione del 40 % degli stanziamenti d'impegno, laddove la dotazione globale di Orizzonte 2020 nel QFP 2014-2020 è aumentata;

Aspetti gestionali

167.  sottolinea che:

   a) le conclusioni e le osservazioni generali per la prassi della gestione concorrente sono valide per la competitività;
   b) benché vi siano già sinergie e un approccio integrato tra i diversi tipi di strumenti a sostegno della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione (R&S&I), è opportuno migliorarle ulteriormente;
   c) Orizzonte 2020 ha introdotto norme più semplici rispetto al 7° PQ; tuttavia, nell'ambito di Orizzonte 2020 vi sono settori finanziati potenzialmente più rischiosi, come ad esempio i progetti orientati alle imprese con la partecipazione di PMI e che utilizzando nuovi strumenti innovativi, anche finanziari;

168.  invita i beneficiari ad avvalersi pienamente dei certificati di audit, dal momento che questi ultimi abbassano i tassi di errore del 50 % rispetto alle dichiarazioni di spesa non certificate; ritiene, tuttavia, che il tasso di errore individuato dagli organismi di controllo esterni dovrebbe migliorare sostanzialmente, tenendo conto del sostegno altamente specializzato che ricevono dalla Commissione; accoglie con favore, in tale contesto, tutti gli orientamenti, i seminari, i modelli e l'elenco degli errori più comuni che la Commissione ha messo a disposizione dei beneficiari e degli organismi di controllo, ma chiede alla Commissione interventi più incisivi affinché i certificati di audit esterni rispecchino con maggiore fedeltà il tasso di errore;

169.  sostiene gli sforzi della Commissione per sviluppare ulteriormente la gestione del rischio nel settore della ricerca; si compiace del fatto che, in tale contesto, per gli audit ex-post la scelta dei partecipanti da sottoporre ad audit tenga già conto in larga misura dei rischi: la Commissione si attende che l'83 % degli audit svolti nel periodo 2012-2016 sarà scelto in base a criteri di rischio;

170.  accoglie con favore la creazione di un centro comune di supporto che fornisce assistenza a tutti i servizi di ricerca nei settori dell'assistenza legale, dell'audit, dei processi aziendali, dell'informatica, delle informazioni e dei dati;

171.  riconosce che un importante sostegno alla ricerca e all'innovazione è già incluso negli accordi di partenariato per i fondi SIE e nei programmi operativi degli Stati membri e delle regioni, creando in tal modo maggiori sinergie; rileva che il sostegno ammonta a oltre 42 miliardi di EUR per la ricerca fondamentale e l'innovazione e a 118 miliardi di EUR per la ricerca e l'innovazione in senso lato;

Legittimità e regolarità; aspetti relativi agli errori

172.  esprime estrema preoccupazione per il fatto che la Corte abbia esaminato 166 operazioni di cui 79 inficiate da errori; rileva che, sulla base di 53 errori quantificati, il tasso stimato di errore risulta pari al 5,6 %;

173.  ritiene inquietante che in 27 casi di errori quantificabili, la Commissione, le autorità nazionali o i revisori indipendenti disponessero di informazioni sufficienti per prevenire o individuare e rettificare gli errori prima di accettare la spesa; se tutte le informazioni in oggetto fossero state usate per rettificare gli errori, il tasso di errore stimato per il capitolo in oggetto sarebbe più basso di 2,8 punti percentuali; tale situazione, invariata ormai da diversi anni, dimostra una mancanza di diligenza;

174.  considera inaccettabile che il tasso di errore nell'ambito del 7° PQ non sia migliorato rispetto al 6° PQ e che, stando alle dichiarazioni dello stesso Direttore generale della DG RTD, sarà addirittura superiore; ritiene che il tasso di errore per i programmi del 7° PQ avrebbe dovuto migliorare grazie all'esperienza acquisita nella gestione del programma; si rammarica del fatto che il drammatico aumento del tasso di errore nel 2014 nel settore "Competitività per la crescita e l'occupazione" ponga semplicemente in evidenzia una buona gestione dello stesso negli ultimi anni di gestione del programma;

175.  deplora che il settore di spesa "competitività per la crescita e l'occupazione" sia quello che ha registrato la maggiore crescita del tasso di errore tra il 2013 e il 2014 nell'Unione;

176.  si rammarica del fatto che le cause degli errori siano rimaste invariate:

   a) nel settore della ricerca (Ricerca): costi per il personale calcolati in modo errato, altri costi diretti non ammissibili, come spese non documentate di viaggio o attrezzature; costi indiretti non ammissibili basati su tassi non corretti per le spese generali o che includono categorie di costi non ammissibili non collegati al progetto;
   b) per gli altri strumenti di finanziamento (Altro): spese non documentate e non ammissibili, nonché casi di mancata conformità alle norme sugli appalti pubblici;

Incidenza dei vari tipi di errore

Ricerca

Altro

Costi per il personale calcolati in modo errato

30,5 %

2,5 %

Altri costi diretti non ammissibili

17,5 %

13,5 %

Costi indiretti non ammissibili

20 %

 

Inosservanza delle norme in materia di appalti pubblici

 

14 %

Subappalto non ammissibile

2 %

 

Totale

70 %

30 %

177.  resta persuaso che la Commissione debba continuare a impegnarsi per trovare un equilibrio accettabile tra l'attrattiva dei programmi per i partecipanti e le legittime necessità della responsabilità e del controllo finanziario; ricorda, a tale proposito, la dichiarazione del Direttore generale del 2012, secondo cui la procedura intesa a ottenere un tasso di errore residuo del 2 % in ogni circostanza non è un'opzione percorribile(90);

178.  prende atto del fatto che il Direttore generale della Direzione generale della Ricerca e dell'innovazione, come negli anni precedenti, ha emesso una riserva orizzontale per quanto riguarda il tasso di errore residuo nelle dichiarazioni di spesa per il 7° PQ, attuato direttamente dalla DG RTD, e i pagamenti all'impresa comune sui medicinali innovativi, dal momento che il rischio residuo stimato è pari al 3 % e l'impatto stimato è di 111,39 milioni di EUR;

179.  riconosce che alcune parti della spesa relativa al 7° PQ non erano garantite da una riserva laddove risultava che i rischi (e dunque i tassi di errore residuo) fossero notevolmente inferiori rispetto alla spesa totale; osserva che, all'interno della DG RTD, ciò vale per le spese delle imprese comuni "Fusion for Energy", "Clean Sky" e "Celle a combustibile e idrogeno", mentre, al di fuori della DG RTD, ciò vale anche per le spese dell'Agenzia esecutiva per la ricerca nel quadro del programma Marie Curie e per tutte le spese dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca;

180.  conclude che la riserva orizzontale, pur potendo essere giuridicamente necessaria, getta una luce negativa sulla gestione finanziaria della Commissione, in particolare visto che la Direzione generale della Ricerca e dell'innovazione può garantire pienamente il 97 % di tale spesa;

181.  constata che nel settore della ricerca la Commissione ha emesso ordini di recupero, nel 2014 e nel 2015, per un valore di 42 milioni di EUR; di questi ne sono stati recuperati 31 milioni di EUR mentre il resto permane non ancora recuperato a causa o del fallimento del debitore o in attesa del recupero forzato;

182.  deplora le recenti notizie di stampa che mettono in dubbio la capacità della DG RTD di garantire un'effettiva tutela degli interessi finanziari dell'Unione; invita la Commissione a chiarire le circostanze che sembrano ampiamente documentate sui mezzi di comunicazione e che lasciano intendere un caso evidente di cattiva amministrazione e di palese nocumento agli interessi finanziari e all'immagine dell'Unione; invita il Mediatore ad avviare un'indagine al riguardo;

183.  deplora che la semplificazione apportata grazie all'eliminazione dei controlli ex ante (ad esempio, non è ormai prevista alcuna certificazione ex ante per spese superiori a 375 000 EUR) stia provocando errori cumulativi che si traducono in tassi di errore diffusi e in continuo aumento e che, nel caso del programma Orizzonte 2020, non potranno verosimilmente essere ridotti data la proliferazione di organismi incaricati di gestire la spesa relativa al 7° PQ;

Aspetti legati all'attendibilità dei dati

184.  deplora che esista un problema con l'analisi di dati secondari necessaria per le valutazioni basate sui risultati; ritiene che ciò debba essere considerato una sfida per il futuro immediato; ricorda la necessità di migliorare la gestione delle informazioni;

Approccio basato sulle prestazioni e sui risultati

185.  rileva che gli effetti e i risultati reali della R&S&I dal punto di vista della commercializzazione e del contributo a valore aggiunto sono assolutamente sostanziali;

186.  accoglie con favore i risultati positivi stimati dal gruppo di esperti ad alto livello che effettua la valutazione ex post del 7° PQ, in particolare: che il programma ha creato direttamente oltre 1,3 milioni di anni lavoro (mediante progetti finanziati per un periodo di 10 anni) e indirettamente 4 milioni di anni lavoro su un periodo di 25 anni, che ogni euro speso a titolo del 7º PQ ha generato circa 11 EUR di effetti economici diretti e indiretti mediante le innovazioni, le nuove tecnologie e i nuovi prodotti e che il suo contributo finanziario alle PMI ha superato l'obiettivo del 15 %, raggiungendo il 17 % (5 miliardi di EUR);

187.  sottolinea che per rafforzare l'approccio basato sui risultati, la Corte ha fornito una prova preliminare sugli indicatori della strategia Europa 2020, in cui le spese per il settore R&S svolgono un ruolo importante;

188.  chiede alla Commissione di trasmettere al Parlamento il piano d'azione presentato al consiglio ITER a novembre;

189.  insiste per ottenere dalla Commissione, entro il giugno 2016, un aggiornamento sul calendario di un progetto a lungo termine e sui costi accessori per ITER in preparazione delle decisioni di bilancio per l'anno successivo; ricorda che per il 2016 sono stati accantonati per il progetto ITER stanziamenti di pagamento pari a quasi 475 milioni di EUR;

Strumenti finanziari

190.  rileva che, soprattutto per il programma Orizzonte 2020, gli strumenti finanziari innovativi altamente avanzati rappresentano uno dei settori chiave di attuazione pratica; accoglie con favore, a tale riguardo, il lancio nel 2014 di una nuova gamma di prodotti "InnovFin – Finanziamento dell'UE per l'innovazione" quale iniziativa congiunta lanciata dal Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI e FEI) in collaborazione con la Commissione;

191.  chiede alla Commissione, nell'ambito delle future procedure di discarico, di presentare informazioni relative all'attuazione del programma InnovFin riguardante la quota del bilancio dell'Unione che contribuisce a tale strumento finanziario;

192.  ricorda che alcuni settori e politiche si prestano in minore misura a essere finanziati mediante gli strumenti finanziari, ad esempio le infrastrutture ferroviarie o la ricerca teorica o fondamentale, che rischiano in tal modo di essere escluse dall'azione dell'Unione;

Prassi eccellente

193.  osserva che sono state intensificate le attività di audit in questo settore ed è stato migliorato il coordinamento da parte del Servizio comune di audit, messo a disposizione come servizio di gestione concorrente per tutte le DG, le agenzie esecutive e le imprese comuni che contribuiscono alla spesa per la ricerca e l'innovazione.

194.  ritiene che sia potenzialmente una buona prassi il fatto di subappaltare espressamente la gestione dei programmi di vasta portata in questo settore ad aziende specializzate; poiché si tratta di una prassi in vigore da poco tempo, non è possibile presentare risultati concreti, anche se sembra alquanto innovativa come metodo e modello;

Misure da adottare

195.  conclude che la Commissione dovrebbe:

   a) adottare una serie di misure volte a ridurre il tasso di errore relativamente elevato in tale ambito, migliorare la gestione dei dati e delle informazioni ai fini dell'analisi di progetti R&S&I molto avanzati e verificarne l'impatto effettivo rispetto al potenziale di Orizzonte 2020;
   b) presentare una relazione che valuti l'attuale esperienza con una nuova prassi di utilizzare aziende speciali in questo segmento(91) dal punto di vista del bilancio, nonché riferire periodicamente sulla conformità con i pertinenti indicatori della strategia Europa 2020;

196.  invita la DG RTD a migliorare la gestione delle informazioni, soprattutto in linea con una cultura della prestazione che include tutti i soggetti interessati, in particolare quelli nuovi, e a migliorare la gestione delle informazioni con i beneficiari negli Stati membri; raccomanda una maggiore inclusione di revisori indipendenti, che si concentrino non solo sugli errori ma anche sul ciclo di rendimento, compresa un'idonea valutazione dei rischi; ritiene inoltre che le disposizioni normative debbano essere oggetto di una valutazione d'impatto;

197.  invita la DG RTD a pubblicare, nelle rispettive relazioni annuali di attività, il proprio contributo alla RSI in maniera esaustiva e dettagliata, poiché tali raccomandazioni dovrebbero dimostrare il modo in cui la DG facilita i progressi degli Stati membri nel realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020;

198.  constata che la Commissione ha avviato una consultazione dei soggetti interessati sulle ulteriori semplificazioni che dovrebbero essere introdotte nel programma Orizzonte 2020; chiede informazioni sulle modalità di attuazione delle ulteriori semplificazioni;

199.  sottolinea che anche la semplificazione e la partecipazione a Orizzonte 2020 dovrebbero essere il principio guida della convenzione di sovvenzione commentata; evidenzia il fatto che, diversamente dal 7º PQ, i costi fatturati internamente devono essere ripartiti e dichiarati conformemente a diverse categorie di costi, compresi i costi del personale, nel quadro di Orizzonte 2020; invita pertanto la Commissione a rivedere i commenti e consentire che i costi fatturati internamente siano ammissibili come altri costi diretti, senza ripartizioni per categorie di costi e senza registri temporali per i servizi;

Coesione economica, sociale e territoriale

Aspetti generali

200.  si compiace del fatto che la struttura della relazione annuale della Corte segua, per la prima volta, le rubriche del QFP entrato in vigore il 1º gennaio 2014; rileva che nel 2013 la relazione annuale della Corte conteneva due capitoli distinti: uno dal titolo "Politica regionale, trasporti ed energia" e l'altro "Occupazione e affari sociali"; ritiene, tuttavia, che tale cambiamento limiti la comparabilità delle risultanze della Corte con quelle degli anni precedenti;

201.  osserva che la coesione economica, sociale e territoriale permette di ridistribuire una parte sostanziale del bilancio dell'Unione, che nel 2014 ammontava a 54,4 miliardi di EUR; l'80 % di tale importo era destinato alla politica regionale e urbana, principalmente tramite il FESR e il FC, mentre il restante 20 % è confluito per lo più nel FSE ai fini dell'occupazione e degli affari sociali;

202.  fa osservare che il FESR e il Fondo di coesione (FC) nel periodo in questione ha sostenuto principalmente settori quali progetti infrastrutturali, creazione o mantenimento di posti di lavoro, iniziative di sviluppo economico regionale e attività a favore delle PMI (FESR), nonché investimenti infrastrutturali nei settori dell'ambiente e dei trasporti (FC);

203.  sottolinea che il FSE sostiene gli investimenti nel capitale umano e nelle azioni intese a migliorare l'adattabilità dei lavoratori e delle imprese ai cambiamenti nei modelli lavorativi, a incrementare l'accesso al lavoro, a rafforzare l'integrazione sociale delle persone svantaggiate e a potenziare la capacità e l'efficienza delle amministrazioni e dei servizi pubblici; è del parere che, nonostante l'esistenza di indicatori di prestazioni, i risultati degli investimenti a valere sul Fondo sociale europeo (FSE) risultano più difficili da quantificare;

204.  si compiace del fatto che, delle 16 raccomandazioni formulate dalla Corte nel periodo 2011-2012, otto sono state pienamente attuate, sette sono in corso di attuazione per la maggior parte degli aspetti e una è in fase di attuazione per alcuni aspetti;

Europa 2020

205.  osserva che nel settore della politica regionale e urbana, i quattro principali ICP includono: numero di posti di lavoro creati, numero di imprese che cooperano con istituti di ricerca beneficiari di sostegno, numero di imprese beneficiarie di sostegno e capacità aggiuntiva di produzione di energia da fonti rinnovabili; sebbene i risultati comunicati nelle relazioni di attuazione degli Stati membri abbiano registrato in media progressi del 29 % rispetto all'anno precedente, la Commissione ritiene che, a causa della crisi economica, non saranno raggiunti tutti gli obiettivi; invita la Commissione a trarre le debite conclusioni per la prossima revisione intermedia del QFP, da presentare entro la fine del 2016;

206.  plaude agli sforzi compiuti dalla Commissione per migliorare ulteriormente il contributo della politica di coesione alla governance economica dell'Unione, controllando tutti gli accordi di partenariato e i programmi operativi per il periodo 2014-2020, in modo da garantire che le pertinenti RSP adottate entro la fine del giugno 2014 si riflettano adeguatamente nelle strategie di sviluppo e di competitività degli Stati membri;

207.  constata che alla fine del 2015 era stato utilizzato in media l'89 % dei fondi per il periodo di programmazione 2007-2013 (tenuto conto del tasso di assorbimento), ad eccezione dell'Italia (79 %), della Romania (70 %) e della Croazia (59 %), che accusavano ritardi;

208.  sottolinea che due dei più importanti indicatori di prestazioni nel settore dell'occupazione e degli affari sociali sono il tasso di disoccupazione e il numero di posti di lavoro creati e/o mantenuti; si compiace del fatto che dai risultati preliminari della valutazione ex post del periodo di programmazione 2007-2013 risulti che 8,8 milioni di partecipanti all'FSE hanno ottenuto (o mantenuto) un posto di lavoro grazie all'intervento dell'FSE nel periodo in questione entro la fine del 2013; si compiace altresì del fatto che oltre 300 000 beneficiari dei finanziamenti a titolo dell'FSE sono diventati lavoratori autonomi e che sono state finanziate oltre 50 000 start-up;

209.  annette particolare importanza alla Garanzia per i giovani; rileva pertanto con soddisfazione che 110 300 giovani disoccupati hanno partecipato ad azioni finanziate a titolo dell'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (IOG) nel 2014; osserva che è già stato stanziato un importo di 1,3 miliardi di EUR per progetti sul terreno; apprezza, in tale contesto, gli orientamenti contenuti nella relazione speciale n. 3/2015 della Corte e la risposta costruttiva della Commissione alle sue conclusioni; sottolinea tuttavia che alcuni Stati membri incontrano a tutt'oggi difficoltà ad attuare la Garanzia per i giovani e ad assicurare un portafoglio di progetti sufficiente per l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (IOG);

210.  prende atto delle risultanze della relazione della Commissione sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), secondo cui per il biennio 2014-2015 avevano trovato un nuovo posto di lavoro complessivamente 7 636 lavoratori (il 44,9 % dei beneficiari) al termine del periodo di attuazione del FEG;

211.  condivide il parere della Commissione secondo cui i tassi di disoccupazione (in particolare della disoccupazione di lunga durata) e la percentuale di giovani che non lavorano né partecipano ad alcun ciclo di istruzione o formazione (NEET) sono indice di uno squilibrio nel mercato del lavoro; osserva che i cinque paesi dell'Unione con i livelli più elevati di disoccupazione di lunga durata (in percentuale sulla popolazione attiva) sono Grecia (19,5 %), Spagna (12,9 %), Croazia (10,1 %), Slovacchia (9,3 %) e Portogallo (8,4 %), contro una media dell'Unione del 5,1 %; rileva che i paesi con il più alto tasso di NEET sono Cipro (33,7 %), Bulgaria (30,9 %), Ungheria (30,3 %), Grecia (30,0 %) e Romania (26,9 %), rispetto a una media dell'Unione del 16,37 %;

212.  accoglie con soddisfazione i risultati ottenuti grazie all'attuazione dei programmi finanziati a titolo del FESR/FC 2007-2013, illustrati da alcuni indicatori chiave comunicati annualmente dagli Stati membri e dai risultati della valutazione preliminare dei dati disponibili più recenti, secondo cui sono stati creati circa 950 000 posti di lavoro, 36 000 imprese hanno collaborato con istituti di ricerca, oltre 270 000 imprese hanno beneficiato di aiuti e la capacità supplementare di produzione di energia da fonti rinnovabili è stata superiore a 4 000 megawatt;

213.  si compiace che la Corte, per la prima volta, abbia anche cercato di valutare l'efficacia dei programmi nel quadro di un progetto pilota e che l'audit giunga alla conclusione che 89 dei 186 progetti (48 %) hanno raggiunto (o superato) tutti gli obiettivi che erano stati indicati per misurare il rendimento del progetto; rileva che, per 56 progetti (30 %), la Corte ha riscontrato che uno o più indicatori specificati per il progetto non hanno raggiunto il valore obiettivo e che in 17 casi (9 %) il termine per il conseguimento degli obiettivi è stato raggiunto per alcuni, ma non tutti, gli obiettivi previsti al momento dell'audit; incoraggia la Corte a continuare a perfezionare questo esercizio in particolare per i programmi nell'ambito del nuovo periodo di finanziamento 2014-2020;

Aspetti gestionali

214.  sottolinea che le spese a titolo della rubrica 1b del QFP rientrano nell'ambito della gestione concorrente; in questo settore, agli Stati membri spetta la responsabilità primaria di attuare il programma operativo (PO) e prevenire, individuare e rettificare le spese irregolari;

215.  evidenzia con forza che, in particolare per la coesione, la portata della gestione concorrente è sostanziale e specifica per due motivi: in primo luogo, i programmi sono attuati negli Stati membri e nelle rispettive regioni secondo norme comuni dell'Unione, ma nel rispetto delle loro esigenze specifiche; in secondo luogo, in molti casi vi è anche condivisione dei costi quando i progetti sono cofinanziati dagli Stati membri e dai beneficiari;

216.  considera inaccettabile che in 21 casi di errori quantificabili commessi dai beneficiari, le autorità nazionali disponessero di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e rettificare gli errori prima che fosse presentata la dichiarazione di spesa alla Commissione; che se tutte queste informazioni fossero state utilizzate per rettificare gli errori, il livello di errore stimato per il presente capitolo sarebbe stato inferiore di 1,6 punti percentuali; inoltre, la Corte ha rilevato che, in 13 casi, l'errore da essa individuato era stato commesso dalle autorità nazionali; questi errori hanno contribuito nella misura di 1,7 punti percentuali al livello di errore più probabile stimato; tale situazione, invariata ormai da diversi anni, dimostra una mancanza di diligenza;

217.  sottolinea che, nell'ambito dell'FSE, le tipologie più comuni di problemi individuati in materia di ammissibilità sono le seguenti: spese effettuate al di fuori del periodo di ammissibilità (Repubblica ceca, Germania), retribuzioni eccessive (Germania, Finlandia, Polonia, Portogallo), costi non connessi al progetto (Paesi Bassi, Polonia, Portogallo), inosservanza delle norme nazionali in materia di ammissibilità (Polonia) e mancata deduzione di entrate (Austria); evidenzia che gli esempi più comuni di inosservanza delle norme in materia di appalti pubblici sono i seguenti: aggiudicazione diretta non giustificata (Germania, Italia), aggiudicazione diretta di appalti di lavori/servizi supplementari non giustificata, esclusione illecita di alcuni offerenti, conflitto d'interessi e criteri di selezione discriminatori (Finlandia);

218.  osserva che la Corte ha esaminato 161 operazioni nel settore della politica regionale e urbana (101 relative al FESR, 55 all'FC e 5 a strumenti finanziari) e 170 operazioni dell'FSE; rileva che 135 delle 331 operazioni erano inficiate da errori; constata che la Corte stima il tasso di errore al 5,7 % (il tasso di errore del FESR e dell'FC è stimato al 6,1 %, quello dell'FSE al 3,7 %);

219.  invita la Commissione a creare uno strumento efficace per contribuire al miglioramento dell'affidabilità delle attività di controllo e di audit eseguite dalle autorità nazionali; rammenta l'importanza di estendere la trasparenza riguardo ai dati sugli appalti pubblici al fine di migliorare l'accessibilità e i controlli, rendendo pubblici i dati sui beneficiari degli appalti e sui subappaltatori;

220.  constata che, secondo i risultati di tutti gli audit disponibili a fine novembre 2015, il 90 % delle verifiche di gestione dei programmi FESR/FC funzionava correttamente o necessitava di piccoli miglioramenti; ricorda che la causa principale degli errori commessi dagli Stati membri risiede nella complessità delle strutture di gestione e nella perdita di competenze a seguito dell'elevato tasso di avvicendamento del personale o nell'insufficiente dotazione di personale in ragione dei vincoli di bilancio;

221.  invita la Commissione a offrire agli Stati membri maggiori incentivi per favorire il ricorso a strumenti finanziari innovativi nelle rispettive politiche regionali, tenendo conto nel contempo degli insegnamenti tratti dal periodo 2007-2013 onde evitare il blocco dei fondi degli strumenti finanziari;

222.  richiama l'attenzione sulle raccomandazioni formulate nella relazione speciale della Corte n. 10/2015 intitolata: "Occorre intensificare gli sforzi per risolvere i problemi degli appalti pubblici nell'ambito della spesa dell'UE nel settore della coesione" e accoglie con favore la reazione positiva della Commissione alle conclusioni della Corte;

223.  si compiace del fatto che, nell'ottobre 2015, la Commissione abbia pubblicato un documento dal titolo: "Appalti pubblici – Orientamenti per i funzionari responsabili degli appalti sugli errori più comuni da evitare nei progetti finanziati dai Fondi strutturali e d'investimento europei"; rileva tuttavia con rammarico che la principale fonte di errore in termini di spesa per la rubrica "Coesione economica, sociale e territoriale" continua ad essere la violazione delle norme in materia di appalti pubblici, che rappresenta quasi la metà del livello di errore stimato; ricorda che tra le gravi inosservanze delle norme sugli appalti pubblici rientrano, ad esempio, le aggiudicazioni dirette non giustificate di contratti, lavori o servizi aggiuntivi, l'esclusione illecita di offerenti, nonché i casi di conflitti d'interesse e criteri di selezione discriminatori; ritiene indispensabile una politica di piena trasparenza dei dati relativi agli appaltatori e subappaltatori al fine di contrastare errori ed abusi;

224.  accoglie con favore il fatto che, nel novembre 2014, la Commissione abbia creato una task force in materia di migliore attuazione per Bulgaria, Croazia, Repubblica ceca, Ungheria, Italia (Sud), Romania, Slovacchia e Slovenia, onde evitare il disimpegno di fondi;

225.  ricorda che il quadro giuridico per i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) 2014-2020 ha anche introdotto delle condizionalità ex ante ai fini di un utilizzo efficace ed efficiente dei fondi dell'Unione, che coprono, tra l'altro, i sistemi di aggiudicazione degli appalti pubblici degli Stati membri; che, in tale contesto, sono stati adottati piani d'azione per 12 paesi (Bulgaria, Repubblica ceca, Grecia, Ungheria, Croazia, Italia, Lettonia, Malta, Polonia, Romania, Slovenia e Slovacchia) che saranno valutati entro il 2016; ricorda che l'adempimento delle condizionalità ex ante è un presupposto inderogabile per il finanziamento; chiede la necessaria trasparenza piena riguardo al finanziamento dei progetti infrastrutturali, inclusa la pubblicazione delle analisi ex-ante ed ex-post relative alla sostenibilità economica, ambientale e sociale dei progetti;

226.  invita la Commissione a pubblicare tutta la documentazione relativa al progetto della linea ferroviaria ad alta velocità Lione-Torino e alle sue modalità di finanziamento;

227.  accoglie con favore il fatto che la DG REGIO abbia effettuato 265 missioni di controllo dal 2009 e che abbia concluso che il lavoro di 42 autorità di audit preposte al controllo di circa il 91 % delle dotazioni del FESR/FC per il periodo 2007-2013 può essere considerato generalmente affidabile; per quanto riguarda la DG EMPL, alla fine del 2014 sono state sottoposte a valutazione 87 autorità di audit su un totale di 92 (94,6 %); esse coprono 113 dei 118 PO, che rappresentano il 99,1 % della programmazione finanziaria del periodo di programmazione 2007-2013;

228.  rileva che le interruzioni e le procedure di pre-sospensione hanno riguardato 121 programmi FESR/FC e quasi 7,9 miliardi di EUR di richieste di pagamento presentate dagli Stati membri; osserva altresì che per l'FSE, la Commissione ha inviato 11 lettere di avvertimento e 18 lettere di pre-sospensione, che essa ha avviato 31 interruzioni dei pagamenti e ha sospeso 11 programmi operativi e che, in totale, sono state interrotte richieste di pagamento per 1,3 miliardi di EUR;

229.  prende atto che nel 2014, a seguito della rigorosa politica di supervisione e interruzione della DG REGIO e della DG EMPL e del numero crescente di piani d'azione, sono state confermate rettifiche finanziarie per 840 milioni di EUR e sono stati eseguiti 854 milioni di EUR per il FESR/FC in relazione a tutti i periodi di programmazione (decisi nel 2014 e negli anni precedenti); e che, per il periodo 2007-2013, sono state accettate/decise rettifiche finanziarie per 209 milioni di EUR e sono stati eseguiti 155,9 milioni di EUR per l'FSE (decisi nel 2014 e negli anni precedenti);

230.  osserva con soddisfazione che nel 2014, grazie al ruolo di supervisione della Commissione, le autorità di certificazione hanno applicato rettifiche finanziarie per 782 milioni di EUR prima di presentare alla Commissione la dichiarazione di spesa relativa al FESR/FC, il che ha evitato l'iscrizione nel bilancio dell'UE di spese errate;

231.  è preoccupato per il fatto che, secondo la Corte, negli accordi di partenariato e nei programmi, la strategia Europa 2020 non è sistematicamente tradotta, attraverso obiettivi tematici, in obiettivi operativi; osserva, tuttavia, che essa è tradotta in obiettivi operativi a livello di programma dei fondi SIE, attraverso obiettivi specifici in linea con gli 11 obiettivi tematici; ritiene che i risultati possano essere valutati in modo significativo soltanto se gli obiettivi tematici e i programmi operativi sono allineati e gli indicatori e i parametri di riferimento delle prestazioni permettono di misurare i progressi compiuti;

232.  osserva che se, da un lato, gli accordi di partenariato e la regolamentazione generale creano norme comuni che dovrebbero incoraggiare un approccio integrato, dall'altro, ciascun fondo è gestito da un regolamento e da procedure specifici;

233.  prende atto con interesse che la Corte presenterà, nel prossimo futuro, una revisione speciale degli accordi di partenariato e del quadro incentrato sulla performance nella politica di coesione;

234.  si rammarica del fatto che il numero dei PO soggetti a riserve è aumentato da 73 a 77 per i PO del FESR/FC nel 2014 ed è rimasto invariato a 36 PO per l’FSE; che l'impatto finanziario stimato di tali riserve è diminuito da 423 milioni di EUR nel 2013 a 224 milioni di EUR nel 2014 per il FESR/FC ed è aumentato da 123,2 milioni di EUR nel 2013 a 169,4 milioni di EUR nel 2014 per l'FSE;

235.  concorda con la descrizione della strategia di audit comune per il periodo 2014-2020, durante il quale la priorità per gli audit tematici sarà dedicata a due temi: l'affidabilità dei sistemi di comunicazione di dati sulle prestazioni (un nuovo elemento legato all'orientamento ai risultati della politica) e gli strumenti finanziari;

236.  si rammarica che gli Stati membri non abbiano ancora completamente recepito le opzioni semplificate in materia di costi (SCO) nell'ambito del FSE; accoglie con favore la relazione "Opzioni semplificate in materia di costi nel Fondo sociale europeo", nella quale la DG EMPL si attende che, nel periodo di programmazione 2014-2020, in media, il 35 % della spesa sarà sostenuto nell'ambito dell'opzione semplificata in materia di costi, e tale percentuale sarà notevolmente superiore in alcuni Stati membri (Italia, Paesi Bassi, Spagna e Svezia) e nettamente inferiore in altri (Bulgaria, Ungheria, Lettonia e Slovacchia); sostiene gli sforzi della DG EMPL volti a promuovere l'uso delle opzioni semplificate in materia di costi da parte degli Stati membri ed esorta questi ultimi a sfruttare appieno il potenziale di tali opzioni;

237.  apprezza, a tale proposito, che la Commissione abbia istituito un gruppo ad alto livello sulla semplificazione per i beneficiari dei fondi SIE; chiede di ricevere copia delle relazioni che il gruppo pubblicherà a partire da febbraio 2016;

238.  accoglie con favore gli sforzi della Commissione volti a incoraggiare gli Stati membri ad adottare lo strumento informatico ARACHNE per l'estrazione di dati al fine di prevenire attività fraudolente; ricorda agli Stati membri che detto strumento informatico è fornito a titolo gratuito;

239.  accoglie con favore il fatto che nel 2014 la Commissione ha lanciato una prima serie di quattro studi per valutare l'integrazione di elementi della politica di coesione riformata nell'esercizio di programmazione per il periodo 2014-2020; ricorda che gli argomenti dei quattro studi sono i seguenti: condizionalità ex ante, il principio di partenariato, il quadro di riferimento dei risultati e le "nuove disposizioni" (che comprendono una serie di nuovi elementi di programmazione, quali la valutazione dell'onere amministrativo per i beneficiari e le azioni pianificate per ridurlo, i principi orizzontali, gli approcci territoriali ecc.); chiede che, una volta completati gli studi, gliene sia trasmessa copia;

Legittimità e regolarità; aspetti relativi agli errori

240.  è allarmato per il fatto che la Corte ha esaminato 161 operazioni nel settore della politica regionale e urbana e 170 operazioni nel settore della politica dell'occupazione e degli affari sociali, di cui 135 erano inficiate da errori (75 per la politica regionale e urbana e 60 per il settore dell'occupazione e degli affari sociali); rileva che, in base ai 25 errori quantificati, il tasso stimato di errore è pari al 6,1 % per il settore della politica regionale e urbana, e in base ai 28 errori quantificati, il tasso stimato di errore è pari al 3,7 % per il settore occupazione e affari sociali, con un tasso di errore più probabile del 5,7 % per la coesione nel suo insieme;

241.  ritiene frustrante che in 21 casi di errori quantificabili commessi dai beneficiari, le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e rettificare gli errori prima che venisse presentata la dichiarazione di spesa alla Commissione; e che se tutte queste informazioni fossero state utilizzate per rettificare gli errori, il livello di errore stimato per il presente capitolo sarebbe stato inferiore di 1,6 punti percentuali; osserva inoltre che la Corte ha rilevato che, in 13 casi, l'errore da essa individuato era stato commesso dalle autorità nazionali; questi errori hanno contribuito nella misura di 1,7 punti percentuali all'errore più probabile stimato; ritiene che tale situazione, rimasta invariata ormai da diversi anni, sia indice di una mancanza di diligenza;

242.  critica il fatto che, come per gli esercizi precedenti, il livello di errore, anche in alcune delle domande di pagamento finale che erano state oggetto di audit e di verifiche esterni, denoti debolezze nei controlli ex ante per quanto riguarda il FES; sottolinea che gli errori relativi all'inosservanza delle norme sugli appalti pubblici e all'assenza di documenti giustificativi della spesa hanno costituito quasi due terzi del livello di errore stimato;

243.  sottolinea che, se i controlli effettuati presso gli Stati membri fossero stati completamente affidabili per entrambi i settori, il livello di errore stimato avrebbe potuto essere ridotto di 3,3 punti percentuali per la politica regionale e urbana e di 3,2 punti percentuali per il settore occupazione e affari sociali;

244.  esorta la Commissione a illustrare entro il 1º luglio i propri piani per ovviare alla situazione ai fini di un sostanziale miglioramento della gestione finanziaria a livello di Stati membri; è fermamente convinto della necessità che la concessione del discarico sia subordinata alla realizzazione dei necessari progressi in tale ambito;

245.  si rammarica del fatto che le cause degli errori siano rimaste invariate:

   a) nel settore Politica regionale e urbana (Regionale): inosservanza delle norme sugli appalti pubblici, richieste di rimborso di costi non ammissibili e violazione delle norme sugli aiuti di Stato;
   b) nel settore dell'occupazione e degli affari sociali (Occupazione): richiesta di rimborso di spese non ammissibili, progetti o beneficiari non ammissibili, nonché casi di mancata conformità alle norme sugli appalti pubblici; sottolinea che le tipologie più comuni di problemi individuati relativi all'ammissibilità sono i seguenti: spese effettuate al di fuori del periodo di ammissibilità (Repubblica ceca, Germania), retribuzioni eccessive (Germania, Finlandia, Polonia, Portogallo), costi non connessi al progetto (Paesi Bassi, Polonia, Portogallo), inosservanza delle norme nazionali in materia di ammissibilità (Polonia) e mancata deduzione di entrate (Austria); evidenzia che gli esempi più comuni di inosservanza delle norme in materia di appalti pubblici sono i seguenti: aggiudicazione diretta non giustificata (Germania, Italia), aggiudicazione diretta di appalti di lavori/servizi supplementari non giustificata, esclusione illecita di alcuni offerenti, conflitto di interessi e criteri di selezione discriminatori (Finlandia);

Incidenza dei vari tipi di errore

Regionale

Occupazione

Mancata conformità alle norme in materia di appalti pubblici

44,9 %

2,9 %

Costi non ammissibili

21,5 %

5,6 %

Aiuti di Stato

21,2 %

 

Progetto o beneficiario non ammissibile

 

3,9 %

Totale

87,6 %

12,4 %

246.  deplora che, anno dopo anno, si constatino gli stessi tipi di errore, spesso negli stessi Stati membri; riconosce che le sospensioni e le interruzioni dei pagamenti da parte della Commissione garantiscono che siano attuate azioni correttive nei casi in cui siano constatate delle carenze; invita la Commissione, sulla base di tale constatazione, a intensificare il monitoraggio dei sistemi di gestione e di controllo nazionali e regionali e a ridurlo nei paesi in cui tali sistemi si sono dimostrati affidabili;

247.  esprime preoccupazione per le violazioni delle norme in materia di appalti pubblici nel corso della procedura di gara per i sistemi di monitoraggio informatico durante i periodi di finanziamento 2007-2013 e 2014-2020, che hanno dato anch'esse adito a un sospetto di frode; osserva che tali errori sono stati individuati dalle autorità di audit ceche; appoggia fermamente la posizione della Commissione, secondo cui non deve essere effettuato alcun pagamento fino a quando non saranno attuate le rispettive misure correttive e non saranno completate le indagini di polizia;

248.  constata con preoccupazione i problemi riscontrati nelle procedure di gara per i sistemi di monitoraggio della spesa a titolo dei fondi strutturali 2007-2013 e 2014-2020, e chiede chiarimenti sul motivo per cui tali problemi sorgono puntualmente ad ogni periodo di finanziamento, nonché sullo stato di avanzamento delle indagini antifrode e il recupero dei fondi indebitamente percepiti;

249.  sottolinea che, secondo i dati forniti nella relazione annuale di attività 2014 della DG Politica regionale e urbana, il rischio di errore come media ponderata della stima per ciascun programma operativo sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo di coesione è inferiore all'1 % in 9 Stati membri (in 6 Stati membri nel 2013) e che solo in 2 Stati membri tale percentuale è pari al 4 % o più (in 5 Stati membri nel 2013);

250.  sottolinea che, secondo i dati forniti nella relazione annuale di attività 2014 della DG Occupazione, affari sociali e integrazione, il rischio di errore come media ponderata della stima per ciascun programma operativo sostenuto dal FSE è inferiore all'1 % in 9 Stati membri, come nel 2013, e che tale percentuale è pari al 4 % o più in 6 Stati membri (valore più elevato: 7,9 %), mentre nel 2013 la percentuale era superiore al 4 % in 5 Stati membri (valori più elevati: 8,8 % e 9,3 %);

251.  sottolinea che la Corte non ha riscontrato alcun errore quantificabile collegato al ricorso alle opzioni semplificate in materia di costi negli ultimi tre anni, il che dimostra che i progetti che utilizzano le opzioni semplificate in materia di costi hanno meno probabilità di essere inficiati da errore rispetto a quelli che utilizzano i costi effettivi;

252.  è d'avviso che sarebbe utile che la Commissione fornisse un'analisi mirata delle norme di ammissibilità nazionali (per i periodi 2007-2013 e 2014-2020) e, su tale base, preparasse orientamenti per gli Stati membri sulla semplificazione e l'eliminazione di norme inutilmente complesse e complicate (gold-plating);

253.  osserva che il rispetto delle norme sugli aiuti di Stato sembra essere un tema importante al fine di ridurre al minimo gli errori nel settore della coesione;

254.  sottolinea l'importanza di concentrarsi sul problema della scarsa comunicazione degli errori e di un'eccessiva comunicazione delle rettifiche finanziarie da parte delle autorità nazionali negli Stati membri;

255.  esprime preoccupazione per i controlli relativi ai fondi per i rifugiati, spesso attribuiti dagli Stati membri in situazioni di emergenza senza rispettare le norme esistenti; ritiene fondamentale che la Commissione introduca controlli più rigorosi, anche in funzione del rispetto dei diritti umani dei rifugiati e dei richiedenti asilo;

Aspetti legati all'attendibilità dei dati

256.  rileva con soddisfazione che l'esattezza dei dati comunicati nelle relazioni annuali di controllo (RAC) degli Stati membri per il FESR/FC e il FSE è migliorata; si rammarica tuttavia del fatto che, in taluni casi, la rettifica della Commissione abbia superato l'1,5 % e che i dati siano stati considerati inattendibili;

Approccio basato sulle prestazioni e sui risultati

257.  accoglie con favore il fatto che, per quanto concerne la dimostrazione dei risultati concreti delle politiche e delle prestazioni ottenute, la Corte abbia per la prima volta utilizzato un approccio orientato al risultato per garantire la complementarità del bilancio dell'Unione con la strategia Europa 2020; ritiene che i risultati conseguiti grazie all'attuazione di tale strategia nel quadro dei fondi strutturali siano molto importanti per l'indicatore economico principale del "PIL pro capite" a livello di Unione, nonché per altri indicatori;

258.  ritiene importante valutare se e in quale misura i progetti di FESR, FC e FSE siano stati completati (entro la fine del 2014) e i relativi obiettivi conseguiti;

259.  deplora il fatto che i meccanismi di finanziamento basati sui risultati rappresentino tuttora l'eccezione anziché la regola; osserva che, nella maggior parte dei casi, l'incapacità di raggiungere gli obiettivi dei progetti concordati nelle convenzioni di sovvenzione non ha inciso sul livello dei finanziamenti unionali ricevuti;

260.  ricorda che occorre accelerare l'attuazione di 51 progetti prioritari in Grecia; che, inoltre, 14 progetti - riguardanti, tra l'altro, il catasto e il registro nazionale - sono stati identificati come "strozzature" e sono a rischio di disimpegno; si attende che la Commissione aggiorni il Parlamento in merito alla situazione nella relazione sul seguito dato al discarico alla Commissione per il 2014;

261.  ricorda che la relazione della Corte dei conti ceca OPTP/2014/SM/01 sulla procedura di appalto per il sistema di controllo per il periodo 2014-2020, presentata alla Commissione nell'aprile 2015, fa riferimento a spese ingiustificate per oltre 9 milioni di EUR; si compiace del fatto che la Commissione abbia inviato una lettera di monito relativa a una possibile interruzione dei pagamenti, invitando le autorità ceche ad applicare le rettifiche finanziarie del caso; desidera sapere in che modo l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha valutato la situazione;

Strumenti di ingegneria finanziaria

262.  prende atto che le autorità di gestione degli Stati membri hanno comunicato un totale di 1.025 strumenti di ingegneria finanziaria (SIF) (compresi 73 fondi di partecipazione e 952 fondi specifici) operanti alla fine del 2014, di cui il 90 % è destinato alle imprese, il 6 % ai progetti di sviluppo urbano e il 4 % ai fondi per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili; che detti SIF sono stati istituiti in 25 Stati membri e hanno beneficiato di un sostegno finanziario a titolo di 183 programmi operativi; che l'importo complessivo dei contributi dei programmi operativi erogati ai SIF era pari a 16 miliardi di EUR, di cui 10,9 miliardi di EUR forniti dal FESR e dal FSE; e che, alla fine del 2014, i pagamenti ai destinatari finali hanno raggiunto i 9,19 miliardi di EUR, di cui 5,8 miliardi provenienti dai Fondi strutturali, il che ha consentito di raggiungere un tasso di assorbimento di circa il 57 % degli importi dei PO;

263.  osserva che, in base al recente studio di ampio respiro che fornisce un'accurata valutazione della prassi relativa ai SIF nella politica di coesione nel periodo 2007-2013, i SIF presentano numerosi vantaggi, ma anche alcune carenze che devono tuttora essere superate; l'analisi dimostra tuttavia che il loro uso differisce radicalmente tra gli Stati membri; invita la Commissione ad analizzare i principali motivi alla base di queste forti differenze tra Stati membri e a individuare un efficace incentivo per renderli più attivi, utilizzando i SIF in quei settori nei quali hanno riscontrato successo;

264.  osserva che vi è un'evidente discrepanza tra il volume delle risorse finanziarie immesse nei SIF e l'importo ridistribuito ai destinatari finali; è d'avviso che ciò potrebbe significare che alcune somme considerevoli erano solo "parcheggiate" nei SIF onde evitare il rischio di disimpegno; invita la Commissione a contribuire all'eliminazione di questo aspetto negativo dell'utilizzo degli strumenti di ingegneria finanziaria e ritiene che le nuove disposizioni per il periodo 2014-202 che prevedono il pagamento in tranche dei SIF costituisca un passo positivo in questa direzione;

265.  osserva che la forte espansione dell'utilizzo dei SIF comporterà necessariamente un approccio completamente nuovo all'impiego del denaro pubblico da parte delle autorità della pubblica amministrazione e degli organismi di audit e di controllo, il che richiede, in una certa misura, una "nuova cultura" nell'ambiente degli strumenti finanziari innovativi; invita la Commissione a verificare l'adeguatezza della preparazione di tale ambiente;

266.  rileva che gli strumenti di ingegneria finanziaria potrebbero contribuire in modo sostanziale all'efficienza, all'efficacia e all'economia nell'utilizzo dei fondi SIE se utilizzati saggiamente, in quanto sono naturalmente orientati ai risultati e al rendimento; invita inoltre la Commissione a tenere conto di questo tipo di vantaggio nella politica di spesa di bilancio dell'Unione;

267.  prende atto dell'informazione secondo cui, alla fine del 2014, un totale di 53 strumenti finanziari, principalmente limitati al sostegno alle PMI, erano stati attuati in 7 Stati membri, finanziati a titolo del FSE, e che sono state raggiunte complessivamente 16.716 PMI (di cui 11.286 microimprese) per un bilancio totale del FSE pari a 472 milioni di EUR;

268.  rammenta che l'attuazione degli strumenti di ingegneria finanziaria durante il periodo di programmazione 2007-2013 è stata piuttosto lenta per i seguenti motivi:

   a) la complessità delle norme;
   b) in alcuni casi, l'assegnazione di risorse eccessive rispetto alle reali esigenze;
   c) l'attuazione durante un periodo di crisi finanziaria;

269.  si compiace del fatto che, per il periodo di programmazione 2014-2020, il quadro normativo preveda che l'utilizzo degli strumenti di ingegneria finanziaria si basi su una "valutazione ex ante" obbligatoria, al fine di individuare il fabbisogno di investimenti ed evitare la sovrassegnazione dei fondi dell'Unione;

270.  accoglie altresì con favore la creazione, insieme alla Banca europea per gli investimenti, di una piattaforma comune di consulenza tecnica sugli strumenti finanziari (Fi-Compass) per sostenere l'attuazione degli strumenti di ingegneria finanziaria nel periodo 2014-2020;

Prassi eccellenti

271.  accoglie con favore la tendenza alla semplificazione, alla riduzione della sovraregolamentazione (gold-plating) e al miglioramento della gestione concorrente, contestualmente ai nuovi elementi della politica di coesione per il periodo di programmazione 2014-2020, che sembra essere una prassi eccellente metodologica e che si rispecchia in numerose iniziative concrete, come la ricerca di complementarità con il piano di investimenti per l'Europa attraverso una coesistenza pratica dei fondi SIE e del FEIS (Fondo europeo per gli investimenti strategici), il raddoppiamento del campo di applicazione degli strumenti di ingegneria finanziaria, il lancio di iniziative mirate, ad esempio per le PMI, la creazione di task force per una migliore attuazione, l'introduzione di un approccio tematico alla crescita intelligente e l'attuazione di strategie innovative e di ricerca conformi alle strategie di specializzazione intelligente, o il contributo della politica di coesione alle politiche dell'Unione, tra l'altro, in materia di economia digitale, energia, affari sociali;

272.  plaude all'azione della Commissione finalizzata all'istituzione di un gruppo ad alto livello sulla semplificazione per i beneficiari, chiamato a contribuire all'identificazione degli ostacoli e delle barriere alla semplificazione e a trovare soluzioni per superarli; invita la Commissione a esaminare le procedure di semplificazione riconosciute dalla Corte, ad esempio nell'ambito di Orizzonte 2020 e la semplificazione dei costi indiretti con rimborsi forfettari, al fine di generalizzare questo approccio estendendolo agli altri settori politici;

273.  invita la Commissione ad analizzare o rivedere la possibilità di estendere ad altri programmi il sistema di pagamento basato sui diritti, che dà luogo a molti meno errori rispetto al sistema del rimborso dei costi, che è la causa della maggior parte degli errori;

274.  invita la Commissione a seguire le modalità con cui gli Stati membri stanno migliorando le regole sugli audit e i controlli, al fine di creare una base comune per la condivisione delle migliori prassi, in particolare in materia di appalti pubblici e lotta contro la frode e la corruzione;

Misure da adottare

275.  conclude che la Commissione dovrebbe:

   a) aver individuato gli elementi comprovanti l'impatto degli interventi FESR, FES e FC del periodo 2007-2013 al fine di raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020;
   b) garantire che le nuove priorità dell'Unione siano molto più strettamente collegate alla politica di coesione;
   c) portare avanti il processo di semplificazione già avviato, compresa la promozione di opzioni semplificate in materia di costi;
   d) sostenere ulteriormente le sinergie all'interno della stessa politica di coesione, come pure tra quest'ultima e altri interventi di bilancio dell'Unione;

276.  sottoscrive le riserve della Commissione in materia di coesione economica, sociale e territoriale e chiede di essere informato circa lo sviluppo dei programmi in questione nella relazione di seguito della Commissione alla decisione di discarico del Parlamento;

277.  esorta la Commissione a continuare ad affrontare con rigore le debolezze dei "controlli di primo livello" negli Stati membri, poiché alcuni degli errori più importanti sono generati a questo livello;

278.  invita la Commissione a riferire sull'adozione delle opzioni semplificate in materia di costi da parte degli Stati membri nella relazione di seguito alla decisione del Parlamento sul discarico alla Commissione per l'esercizio 2014;

279.  concorda con la Corte che la Commissione dovrebbe estendere a tutti gli Stati membri la valutazione dell'affidabilità delle rettifiche finanziarie comunicate dalle autorità di certificazione e del loro impatto sul calcolo da parte della Commissione del "tasso di errore residuo"; invita la Commissione a riferire sui risultati al momento di dar seguito alla decisione di discarico del Parlamento;

280.  condivide il parere della Corte secondo cui la Commissione dovrebbe rafforzare ulteriormente il sistema di controllo per le autorità di audit e riferire sui risultati al momento di dar seguito alla decisione di discarico del Parlamento;

281.  invita la DG REGIO e la DG EMPL a pubblicare, nelle rispettive relazioni annuali di attività, il proprio contributo all'elaborazione delle raccomandazioni specifiche per paese della Commissione e il modo in cui sostengono gli Stati membri nella loro attuazione, dal momento che tali raccomandazioni dovrebbero dimostrare il modo in cui le DG facilitano i progressi degli Stati membri nel realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020;

Risorse naturali

Aspetti generali

282.  osserva che il settore di spesa relativo alle risorse naturali riguarda prevalentemente diversi tipi di attività nell'ambito della politica agricola comune (PAC) volte a incrementare la produttività agricola, sostenere il tenore di vita della comunità rurale, stabilizzare i mercati nonché garantire la sicurezza degli approvvigionamenti a prezzi ragionevoli; è cosciente del fatto che, a tal fine, esistono due fondi: il FEAGA (Fondo europeo agricolo di garanzia), che ridistribuisce gli aiuti diretti/stanziamenti dell'Unione e prevede le misure di mercato, e il FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale), che cofinanzia i programmi di sviluppo rurale sulla base di progetti;

283.  chiede alla Commissione di garantire che non siano messi a disposizione fondi dell'UE per sostenere direttamente o indirettamente la tauromachia; ritiene che né gli stanziamenti a titolo della PAC, né altri stanziamenti del bilancio dell'UE debbano essere utilizzati per finanziare attività che prevedono la tortura di animali;

284.  osserva che gli altri settori includono attività nell'ambito della politica comune della pesca (FEP, il Fondo europeo per la pesca) e attività a sostegno dell'ambiente (protezione e miglioramento, utilizzo razionale delle risorse naturali), prevalentemente nel quadro del programma LIFE (un programma per l'ambiente);

285.  constata con rammarico che, delle 21 raccomandazioni formulate dalla Corte nel periodo 2011-2012, cinque raccomandazioni sono state pienamente attuate, quattro sono in corso di attuazione per la maggior parte degli aspetti e dodici sono in fase di attuazione per alcuni aspetti;

Aspetti gestionali

286.  osserva che la spesa della PAC è finanziata in gestione concorrente (cofinanziamento con gli Stati membri; anche i pagamenti diretti sono distribuiti mediante organismi pagatori e vi è la responsabilità per l'ammissibilità e i pagamenti per i beneficiari); constata che anche il FEP è gestito secondo il principio della gestione concorrente e che il programma LIFE viene gestito a livello centrale dalla Commissione;

287.  sottolinea che il problema dell'allocazione efficace consiste anche in una limitata affidabilità e nel fatto che la banca dati SIPA non sia sempre aggiornata; osserva con soddisfazione che le carenze della banca dati SIPA sono state affrontate in tutti gli Stati membri sottoposti ad audit ma deplora il fatto che in alcuni di essi persistano carenze significative; chiede alla Commissione di utilizzare gli strumenti rafforzati nel quadro della nuova normativa sulla PAC(92) laddove emergano lacune significative e persistenti nei sistemi nazionali;

288.  sottolinea che tra le lacune individuate vi sono anche imperfezioni nei piani d'azione degli Stati membri in materia di sviluppo rurale;

289.  raccomanda alla Commissione di fornire assistenza gli Stati membri affinché possano far fronte a questi problemi e di aiutarli a prendere decisioni soddisfacenti;

290.  si compiace del fatto che la Corte abbia effettuato un audit di follow-up per valutare se sia stato posto rimedio alle carenze della banca dati SIPA osservate negli Stati membri dal 2007 al 2013;

291.  osserva con soddisfazione che le carenze della banca dati SIPA sono state affrontate in tutti gli Stati membri sottoposti ad audit; ma deplora il fatto che in Grecia, Spagna e Italia persistano carenze significative; chiede alla Commissione di utilizzare gli strumenti rafforzati nel quadro della nuova normativa sulla PAC laddove emergano lacune significative e persistenti nei sistemi nazionali;

292.  osserva con preoccupazione che il tasso di errore segnalato da un organismo di certificazione per l'esercizio nel quadro di una "procedura di rafforzamento della garanzia"(93) può essere sottostimato; sottolinea che, nel complesso, per i sei Stati membri che hanno optato per l'applicazione volontaria della procedura, la Corte ha riscontrato che le carenze nella sua attuazione rendono in gran parte inattendibili i tassi di errore dichiarati e che la Commissione deve applicare maggiorazioni ai tassi di errore dichiarati;

293.  deplora profondamente il fatto che l'organismo di certificazione della Grecia abbia considerevolmente sottostimato il tasso di errore dichiarato per l'esercizio 2014 nel quadro della "procedura di rafforzamento della garanzia" e sottolinea che, nel complesso, per i sei Stati membri che hanno optato per l'applicazione volontaria della procedura (Grecia, Bulgaria, Romania, Italia, Lussemburgo e Regno Unito), la Corte ha riscontrato che, ad eccezione del Lussemburgo, le carenze nell'attuazione da parte degli Stati membri rendono inattendibili i tassi di errore dichiarati;

294.  si rammarica che la Corte riscontri carenze nei sistemi di controllo legati alle operazioni nell'ambito dello sviluppo rurale dei cinque organismi pagatori che ha visitato nel 2014 in Irlanda, Italia (Campania), Portogallo, Romania e Svezia, in particolare nelle verifiche relative alle condizioni di ammissibilità per le condizioni ambientali, alle dimensioni massime delle aziende e alla procedura d'appalto;

295.  deplora il fatto che, nell'ambito dello sviluppo rurale, gran parte dei tipi di errori e delle carenze sistemiche riscontrati dalla Corte non siano stati affrontati nei piani d'azione esaminati dalla Corte stessa;

296.  si compiace del fatto che, secondo le conclusioni della Corte, la Commissione abbia gestito in modo soddisfacente la procedura di liquidazione finanziaria del 2014;

297.  constata con preoccupazione che le procedure di conformità hanno ancora avuto una durata eccessiva nel 2014; sottolinea che la riduzione del 15 % delle pendenze rispetto alla fine del 2013 non è stata sufficiente, e che alla fine del 2014 vi era un significativo arretrato di 180 pratiche pendenti;

298.  sottolinea che l'audit della Corte riguardante la gestione delle misure di trasferimento delle conoscenze e di consulenza ha rilevato che numerosi servizi analoghi sono finanziati a titolo di diversi fondi dell'Unione (ad esempio, il FSE, ma anche il FEASR) e ciò comporta il rischio di doppio finanziamento, oltre a richiedere la duplicazione di costose strutture di gestione;

299.  si rammarica del fatto che la Corte ritenga che il sostegno unionale alle infrastrutture rurali abbia ottenuti risultati solo modesti in termini di rapporto costo-benefici; deplora che la necessità dei finanziamenti unionali per lo sviluppo rurale non sia sempre stata chiaramente giustificata, che il coordinamento con gli altri fondi sia stato scarso e che le procedure di selezione non abbiano sempre indirizzato sistematicamente i finanziamenti verso i progetti più efficaci in termini di rapporto costo-benefici; invita la Commissione e gli Stati membri a raccogliere dati pertinenti e affidabili sull'efficacia e l'efficienza delle misure finanziate, al fine di gestire la spesa in base ai risultati;

Legittimità e regolarità; aspetti relativi agli errori

300.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che la Corte ha analizzato 183 operazioni del FEAGA del settore "Sostegno al mercato e aiuti diretti" e 176 operazioni del settore "Sviluppo rurale, ambiente, azione per il clima e pesca", e 177 di queste erano inficiate da errori (93 del settore agricolo "Sostegno al mercato e aiuti diretti" e 84 del settore "Sviluppo rurale, ambiente, azione per il clima e pesca"); rileva che, in base agli 88 errori quantificati, il tasso di errore stimato è pari al 2,9 % per il settore "Sostegno al mercato e aiuti diretti" del FEAGA, e in base ai 41 errori quantificati, il tasso di errore stimato è pari al 6,2 % per il settore "Sviluppo rurale, ambiente, azione per il clima e pesca", con un tasso di errore più probabile per il settore complessivo "Risorse naturali" del 3,6 %; osserva con soddisfazione che la situazione è migliorata, dal momento che, escludendo la condizionalità, il tasso di errore più probabile per il settore complessivo "Risorse naturali" sarebbe del 3 %;

301.  ritiene inaccettabile che in 26 casi di errori quantificabili commessi dai beneficiari nel settore "Sostegno al mercato e aiuti diretti" del FEAGA, le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e rettificare gli errori prima che venisse presentata la dichiarazione di spesa alla Commissione; osserva che, se tutte queste informazioni fossero state utilizzate per rettificare gli errori, il tasso di errore stimato per il presente sottocapitolo sarebbe stato inferiore di 0,6 punti percentuali; osserva inoltre che la Corte ha rilevato che, per 34 casi, l'errore da essa individuato era stato commesso dalle autorità nazionali e che detti errori hanno pesato per 0,7 punti percentuali sul tasso di errore stimato; constata che in 15 casi di errori quantificabili commessi dai beneficiari nel settore "Sviluppo rurale, ambiente, azione per il clima e pesca", le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e rettificare gli errori prima che venisse presentata la dichiarazione di spesa alla Commissione; osserva che se tutte queste informazioni fossero state utilizzate per rettificare gli errori, il tasso di errore stimato per il presente sottocapitolo sarebbe stato inferiore di 3,3 punti percentuali; constata inoltre che la Corte ha rilevato che per tre casi l'errore da essa individuato era stato commesso dalle autorità nazionali, e che detti errori hanno pesato per 0,6 punti percentuali sul tasso di errore stimato; ritiene che tale situazione, rimasta invariata ormai da diversi anni, sia indice di una mancanza di diligenza;

302.  si rammarica del fatto che le cause degli errori siano rimaste le stesse:

   a) nel settore "Sostegno al mercato e aiuti diretti" del FEAGA (per l'agricoltura): domande dei beneficiari imprecise o non ammissibili (come la sovradichiarazione delle superfici agricole o le parcelle di terreno inammissibili), beneficiari, attività, progetti o spese non ammissibili, inosservanza dei criteri di condizionalità ed errori amministrativi;
   b) nel settore "Sviluppo rurale, ambiente, azione per il clima e pesca" (spese rurali): domande dei beneficiari imprecise o non ammissibili (sovradichiarazione delle superfici agricole o le parcelle di terreno inammissibili), beneficiari, attività, progetti o spese non ammissibili, inosservanza dei criteri di condizionalità, degli impegni agroambientali e delle norme in materia di appalti pubblici;

Incidenza dei vari tipi di errore

Agricoltura

Rurale

Ettari ammissibili sovradichiarati

28 %

6 %

Beneficiari, attività, progetti o spese non ammissibili

6 %

16 %

Inosservanza dei criteri di condizionalità

15 %

1 %

Errori amministrativi

15 %

 

Inosservanza degli impegni agroambientali

 

10 %

Mancata conformità alle norme in materia di appalti pubblici

 

3 %

Totale

63 %

37 %

303.  è particolarmente preoccupato per i casi di sospetto aggiramento intenzionale dei criteri di ammissibilità; osserva che tali casi sono stati trasmessi all'OLAF e chiede a quest'ultimo di includere i risultati delle sue indagini nella relazione di follow-up della Commissione;

Aspetti legati all'attendibilità dei dati

304.  sottolinea che è estremamente importante disporre di una banca dati SIPA affidabile e aggiornata, che dovrebbe ridurre gli errori;

305.  osserva che, poiché i tassi di errore comunicati dagli Stati membri per ciascun organismo pagatore non sono sempre affidabili, la DG AGRI opera un aggiustamento dei tassi di errore principalmente sulla base degli audit realizzati dalla Commissione e dalla Corte negli ultimi tre anni;

306.  sottolinea che, anche se nel 2014 gli organismi di certificazione hanno espresso un giudizio positivo su tutte le statistiche di controllo FEAGA-SIGC comunicate dagli Stati membri, la Commissione ha dovuto comunque rivedere al rialzo i tassi di errore comunicati da 17 organismi pagatori su 69, con un tasso di errore residuo superiore al 2 %, e superiore al 5 %(94) per cinque di essi, segnatamente in Spagna (Andalusia, Cantabria, Estremadura e La Rioja) e in Ungheria; osserva che, nel complesso, il tasso di errore comunicato per i pagamenti diretti della PAC è aumentato dallo 0,55 % al 2,54 % a seguito degli aggiustamenti operati dalla DG AGRI;

307.  sottolinea che, anche se nel 2014 gli organismi di certificazione hanno espresso un giudizio positivo sull'88 % delle statistiche di controllo del FEASR comunicate dagli Stati membri, la Commissione ha dovuto comunque rivedere al rialzo i tassi di errore comunicati da 43 organismi pagatori su 72, con un tasso di errore adeguato superiore al 2 % (superiore al 5 % per 14 organismi), in Bulgaria, Danimarca, Spagna (Andalusia e Valencia), Francia (ODARC e ASP), Regno Unito (Inghilterra), Grecia, Irlanda, Lituania, Lettonia, Paesi Bassi, Portogallo e Romania; osserva che, nel complesso, il tasso di errore comunicato per i pagamenti per lo sviluppo rurale è aumentato dall'1,52 % al 5,09 % a seguito degli aggiustamenti operati dalla DG AGRI;

308.  sottolinea che la Commissione rischia di sottostimare il tasso di errore adeguato a livello di singolo organismo pagatore, dal momento che gli aggiustamenti sono effettuati solo quando è disponibile l'audit della Commissione o della Corte;

309.  osserva tuttavia che la Corte considera il metodo seguito dalla Commissione come un approccio valido, in grado di fornire una base sufficiente per formulare riserve a livello di singolo organismo pagatore;

310.  osserva che la struttura di attuazione della politica di sviluppo rurale è molto frammentata(95) e limita la copertura degli audit di conformità della Commissione per la spesa a titolo del FEASR;

311.  osserva che, dal momento che le rettifiche finanziarie medie operate negli ultimi tre anni per il FEAGA corrispondono all'1,2 % della spesa interessata, mentre per il FEASR sono pari all'1 %, la Commissione ha apportato rettifiche finanziarie che coprono poco meno della metà del livello del tasso di errore adeguato per il FEAGA (2,6 % nel 2014) e un quinto di tale livello per il FEASR (5,1 % nel 2014); osserva altresì che negli ultimi tre anni i recuperi sono ammontati allo 0,3 % delle spese per il FEASR e allo 0,9 % per il FEAGA;

312.  sottolinea che sulla base dei dati comunicati dalla Commissione relativi alle rettifiche e ai recuperi finanziari da un lato (1,9 % delle spese) e al tasso di errore aggregato aggiustato dall'altro (5,1 %), le cifre relative al FEASR per il 2014 mostrano che il potenziale correttivo è insufficiente a ridurre la spesa a rischio al di sotto della soglia di rilevanza entro la fine del periodo di programmazione(96);

313.  osserva che la dichiarazione di affidabilità del direttore generale della DG AGRI include tre riserve riguardo alle spese del 2014 nell'ambito della gestione concorrente dei fondi con gli Stati membri e una riserva riguardo alla gestione indiretta concernente un importo totale di 1 446,9 milioni di EUR (1 451,9 milioni di EUR nel 2013); osserva che il livello di rischio più elevato nel 2014 compare nella sezione 3 del bilancio per attività (Pagamenti diretti); esprime apprezzamento per l'intenso lavoro svolto dalla direzione generale ai fini della verifica e rettifica dei dati forniti dalle autorità degli Stati membri a norma dell'articolo 66 del regolamento finanziario; sottolinea che le carenze e le rettifiche dei sistemi nazionali così evidenziate rappresentano una quota consistente dei dati su cui si basa la dichiarazione di affidabilità; invita la Commissione a migliorare ulteriormente i dati alla base della dichiarazione di affidabilità;

Approccio basato sulle prestazioni e sui risultati

314.  osserva che è stata rilevata un'enfasi relativamente forte ma piuttosto formale sui criteri di prestazione (secondo la Corte, addirittura nel 93 % dei progetti esaminati), mentre invece la verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi non sembra essere stata così rigorosa;

315.  osserva che, secondo la relazione annuale di attività del Direttore generale della DG AGRI, nel 2014 il fattore del reddito agricolo è rimasto stabile (ICP 1); sottolinea che, secondo la Commissione(97), il reddito agricolo per lavoratore è positivamente influenzato dal calo della manodopera agricola; chiede alla Commissione di includere sistematicamente tale aspetto nella sua relazione annuale di attività;

316.  constata con stupore che, secondo la relazione annuale di attività del Direttore generale della DG AGRI, il tasso di occupazione nel settore rurale (ICP 4) era stabile all'inizio del 2014 a fronte di un calo costante del numero di agricoltori nell'Unione;

317.  considera insostenibile che, secondo la relazione annuale di attività della DG AGRI(98), il 44,7 % di tutte le aziende agricole dell'Unione sono aziende agricole di semi-sussistenza, ovvero hanno un reddito inferiore ai 4 000 EUR l'anno; osserva inoltre che, secondo la relazione sulla distribuzione degli aiuti diretti ai produttori agricoli per l'esercizio 2014, adottata dalla Commissione il 15 dicembre 2015:

   a) in media, l'80 % dei beneficiari del sostegno diretto della PAC ricevono il 20 % circa dei pagamenti, e
   b) il 79 % dei beneficiari del sostegno diretto della PAC ricevono un importo pari o inferiore a 5 000 EUR l'anno;

318.  invita la DG AGRI a riferire, nella sua relazione annuale di attività per il 2015, su un'ampia combinazione di indicatori economici e ambientali, fornendo un quadro generale equilibrato della situazione dell'agricoltura unionale e del suo più ampio contesto, al fine di consentire ai colegislatori di meglio valutare i risultati della PAC e di riflettere con cognizione di causa sul suo futuro orientamento;

319.  chiede alla DG AGRI di riferire, nella sua relazione annuale, in merito all'andamento della distribuzione del sostegno al reddito agricolo, con particolare riferimento agli effetti delle nuove modalità di aiuto introdotte dalla riforma della PAC del 2013, quali ad esempio il pagamento ridistributivo;

320.  si compiace del fatto che la Corte si sia concentrata, nell'ambito di un esercizio pilota sulle prestazioni, su 71 progetti di sviluppo rurale che comprendevano investimenti in immobilizzazioni materiali;

321.  accoglie favorevolmente i risultati raggiunti nell'attuazione della politica di sviluppo rurale 2007-2013 secondo i dati preliminari (fine 2014) riferiti alle microimprese (73 300) e ai giovani agricoltori (164 000) sostenuti, nonché al sostegno all'innovazione per l'introduzione di nuovi prodotti o tecnologie in 136 000 aziende agricole;

322.  si rammarica che la Corte abbia rilevato carenze nella focalizzazione delle misure e nella selezione dei progetti, nonché l'assenza di elementi comprovanti la ragionevolezza dei costi;

323.  si rammarica che la Corte abbia riscontrato carenze nei sistemi di controllo legati alle operazioni nell'ambito dello sviluppo rurale dei cinque organismi pagatori che ha visitato nel 2014 in Irlanda, Italia (Campania), Portogallo, Romania e Svezia, in particolare nelle verifiche relative alle condizioni di ammissibilità per le condizioni ambientali, alle dimensioni massime delle aziende e alle procedure d'appalto;

Strumenti di ingegneria finanziaria

324.  osserva che l'utilizzo degli strumenti di ingegneria finanziaria in tale settore è assolutamente trascurabile e piuttosto eccezionale;

325.  si rammarica che la Corte abbia rilevato gravi carenze in merito all'effetto di leva e all'effetto di rotazione degli strumenti di finanziamento nel settore dello sviluppo rurale, e abbia concluso che gli strumenti di ingegneria finanziaria non sono stati efficaci nel periodo 2007-2013(99); chiede che la Commissione metta in atto misurazioni volte a fornire incentivi sufficienti ai beneficiari che consentano un valore aggiunto sostanziale;

326.  osserva che la Commissione ha avviato una procedura di verifica della conformità per ottenere informazioni precise e dettagliate sul rischio di conflitto di interessi comportato dal fondo statale d'intervento agricolo della Repubblica ceca; sottolinea che, se non saranno prese le misure necessarie per prevenire un conflitto di interessi, si potrebbe giungere a una situazione in cui occorre esigere dall'autorità competente ceca che ritiri l'accreditamento dell'organismo pagatore e/o la Commissione debba applicare correzioni finanziarie; invita la Commissione a procedere rapidamente e a riferire al riguardo al Parlamento entro giugno 2016; invita l'OLAF a riferire senza indugio al Parlamento in merito alla sua decisione di aprire o meno un fascicolo;

327.  osserva che, dopo la fine del periodo di ammissibilità per i SIF, i proventi degli investimenti restituiti ai fondi possono essere utilizzati dagli Stati membri e, nell'attuale quadro giuridico, divengono risorse nazionali; deplora il fatto che, in tal modo, finanziamenti originariamente associati a specifici strumenti finanziari possano essere eventualmente trasferiti a diversi settori e singole imprese; invita la Commissione a rafforzare gli incentivi affinché gli Stati membri spendano tali risorse all'interno dello stesso settore;

Prassi eccellenti

328.  prende nota dell'analisi dettagliata della Corte destinata a stabilire se il sostegno dell'Unione sia mirato ad obiettivi chiaramente definiti, rispondenti a precise esigenze strutturali e territoriali e a svantaggi strutturali; nota che essa ha testato il criterio della performance nell'ambito dell'orientamento e della selezione; ritiene che il quadro comune di monitoraggio e valutazione elaborato dalla DG AGRI per quanto riguarda l'approccio basato sulla performance contenga una serie di indicatori specifici che consentiranno alla Commissione di misurare i progressi e riferire in proposito;

Misure da adottare

329.  conclude che la Commissione dovrebbe:

   a) adottare misure appropriate per rafforzare i piani d'azione negli Stati membri al fine di identificare le più frequenti cause di errore; e rivedere la strategia di audit di conformità per lo sviluppo rurale;
   b) analizzare l'impatto della riforma della PAC in termini di performance del settore e delle sue priorità per quanto concerne il sostegno di bilancio dell'Unione;
   c) facilitare le sinergie nel settore delle risorse naturali al fine di eliminare l'attuale carattere eterogeneo delle azioni di sostegno;
   d) riferire in dettaglio al Parlamento, con dati disaggregati per Stato membro, sull'attuazione del livellamento nei pagamenti diretti PAC;

330.  chiede che:

   a) la Commissione valuti la possibilità di fornire informazioni, nella relazione annuale di attività della DG AGRI, in merito all'andamento della distribuzione del sostegno al reddito agricolo;
   b) gli Stati membri compiano ulteriori sforzi per includere informazioni attendibili e aggiornate nelle loro banche dati SIPA al fine di evitare pagamenti per terreni non ammissibili;
   c) la Commissione elabori proposte intese a sanzionare gli organismi pagatori in caso di dichiarazioni false o inesatte, tra cui i tre seguenti aspetti: le statistiche sulle ispezioni, le dichiarazioni degli organismi pagatori e il lavoro svolto dagli organismi di certificazione;
   d) la Commissione adotti misure appropriate intese a richiedere che i piani d'azione degli Stati membri in materia di sviluppo rurale includano azioni correttive volte a risolvere le cause frequenti di errore;
   e) la Commissione riveda la propria strategia di audit di conformità per lo sviluppo rurale al fine di stabilire se le carenze dei sistemi rilevate in una regione specifica, per gli Stati membri che prevedono programmi regionali, siano presenti anche in altre regioni, specie in vista di misure di investimento;
   f) la Commissione si assicuri che la nuova procedura di garanzia sulla legittimità e la regolarità delle operazioni, che diventerà obbligatoria a partire dall'esercizio 2015, sia correttamente applicata da parte degli organismi di certificazione e produca informazioni attendibili in relazione al livello di errore;
   g) per le attività di trasferimento delle conoscenze e di consulenza, gli Stati membri valutino l'esigenza di sostenere le attività prontamente disponibili sul mercato a un prezzo ragionevole e, quando tale necessità sia giustificata, assicurino che i costi delle attività sostenute non superino i costi di analoghe attività offerte dal mercato;
   h) la Commissione garantisca la complementarità tra i fondi dell'Unione, al fine di ridurre il rischio di doppio finanziamento e di duplicazione degli oneri amministrativi nell'ambito delle misure di trasferimento delle conoscenze e di consulenza;
   i) la Commissione incoraggi gli Stati membri a stabilire un unico strumento finanziario in grado di fornire sia prestiti sia garanzie, aumentandone così l'attività e la massa critica;
   j) la Commissione stabilisca standard e obiettivi opportuni per gli effetti leva e gli effetti moltiplicatori, al fine di rafforzare l'efficacia degli strumenti finanziari per il periodo di programmazione 2014-2020;
   k) l'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare riduca, per quanto possibile, i riporti di stanziamenti impegnati, che nel 2014 erano pari a 0,9 milioni di EUR (50 %); sottolinea che nel 2013 la Corte aveva formulato osservazioni simili e che le informazioni sulle misure correttive restano non disponibili;

Europa globale

Aspetti generali

331.  osserva che tale sezione copre le spese correlate ad attività di politica estera, sostegno ai paesi candidati e precandidati all'Unione nonché assistenza allo sviluppo ed aiuti umanitari ai paesi in via di sviluppo e ai paesi vicini, che non rientrano tra le attività dei Fondi europei di sviluppo (FES);

332.  nota che la rubrica 4 della sezione Europa globale dispone di un importo totale di 7,4 miliardi di EUR, e che le spese avvengono sulla base di strumenti di cooperazione e metodi di prestazione di aiuti;

333.  osserva che attualmente vi sono senza dubbio tre ambiti rilevanti per l'agenda di allargamento e di vicinato: partenariato, allargamento e sinergie con il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE);

334.  accoglie con favore il fatto che, delle otto raccomandazioni formulate dalla Corte nel periodo 2011-2012, quattro raccomandazioni sono state pienamente attuate, due sono in corso di attuazione per la maggior parte degli aspetti e due sono in fase di attuazione per alcuni aspetti;

Aspetti gestionali

335.  nota che tale sezione è caratterizzata da una gestione diretta, quando la spesa è gestita dalla Commissione e dalle sue DG; essa è assicurata attraverso i servizi centrali a Bruxelles o le delegazioni dell'Unione in determinati paesi oppure è svolta in cooperazione con organizzazioni internazionali;

336.  osserva con sorpresa che le delegazioni con i più elevati importi a rischio, come misurato dagli indicatori chiave di prestazione n. 5 (attuazione tempestiva) e n. 6 (raggiungimento dell'obiettivo), non sono tra quelle che registrano le peggiori prestazioni; ritiene che ciò sollevi questioni riguardo alla qualità e alla serietà delle relazioni di alcune delegazioni;

337.  osserva con grande preoccupazione che, secondo la relazione sulla gestione degli aiuti esterni, su 2 598 progetti gestiti dalle delegazioni dell'UE:

   805 progetti, per un importo di 13,7 miliardi di EUR (45,53 % dell'importo totale) sono in ritardo;
   610 progetti, per un importo di 9,9 miliardi di EUR (32,96 %) non raggiungeranno gli obiettivi prefissati;
   500 progetti, per un importo di 8,6 miliardi di EUR (29 %) sono in ritardo e non raggiungeranno gli obiettivi prefissati;
   915 progetti, per un importo di 15 miliardi di EUR (50 %) o sono in ritardo o non raggiungeranno gli obiettivi prefissati;
   le azioni di sostegno al bilancio rappresentano quasi un quinto dei progetti che presentano i maggiori problemi;

338.  accoglie con favore il fatto che la Commissione abbia istituito un sistema di monitoraggio dei progetti in corso e che le relazioni sulla gestione degli aiuti esterni (EAMR) forniscano, alla fine dell'anno, un'istantanea dei progetti che incontrano alcuni ritardi nell'attuazione o per i quali vi è il rischio che non conseguano uno o più degli obiettivi inizialmente stabiliti;

339.  invita la Commissione a continuare a monitorare tali progetti e ad adottare misure adeguate onde far sì che essi conseguano gli obiettivi stabiliti entro il termine prefissato; chiede alla Commissione di presentare una relazione aggiornata sulla situazione di tali progetti, includendovi i programmi di aiuto nell'ambito della politica di vicinato;

340.  deplora che i progetti aventi problemi di esecuzione siano visitati dal personale delle delegazioni meno spesso dei progetti che non registrano problemi;

341.  nota che, sulla base dei dati contenuti nella relazione EAMR del 2014, il 77 % dei progetti contrassegnati in rosso per l'ICP-5 è stato visitato a fronte del 23 % che non lo è stato, per i progetti contrassegnati in giallo per l'ICP-5, il 74 % è stato visitato a fronte del 26 % che non lo è stato, e per i progetti contrassegnati in verde per l'ICP-5, il 71 % è stato visitato a fronte del 29 % che non lo è stato;

342.  ricorda che il Parlamento ha invitato la Commissione a presentare le misure adottate al fine di migliorare i risultati delle delegazioni dell'Unione per quanto riguarda la pianificazione finanziaria e la ripartizione delle risorse, la gestione finanziaria e la revisione contabile, e a comunicargli, insieme alle relazioni sulla gestione degli aiuti esterni (EAMR), le conclusioni che ha tratto dalle medesime;

343.  osserva che il 5 novembre 2015 sono stati ufficialmente trasmessi al Parlamento europeo i piani d'azione per 22 delegazioni che hanno rispettato i valori di riferimento per meno del 60 % dei loro ICP nel 2014; nota altresì che la DG DEVCO ha presentato le sue conclusioni tratte dalla relazione EAMR nella sua relazione annuale di attività per l'esercizio 2014;

344.  insiste che la Commissione non dovrebbe in nessun caso ricorrere alla procedura in contraddittorio di cui all'articolo 163 del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale dell'Unione per ritardare o bloccare l'adozione di una relazione speciale della Corte;

345.  ribadisce con forza che il processo di consolidamento della garanzia di affidabilità richiede misure atte a rafforzare la responsabilità delle delegazioni dell'Unione attraverso le EAMR, preparate e firmate dai capi delle delegazioni dell'Unione;

346.  ritiene che le EAMR, rilasciate dai capi delle delegazioni dell'Unione, siano un utile strumento di gestione in grado di consentire alla Commissione di identificare in anticipo i problemi concernenti i progetti e di risolverli anche in corso di attuazione; si rammarica che tali relazioni non siano allegate alle relazioni annuali di attività delle DG DEVCO e NEAR come previsto dall'articolo 67, paragrafo 3, del regolamento finanziario; deplora che tali relazioni siano sistematicamente considerate riservate mentre, a norma dell'articolo 67, paragrafo 3, del regolamento finanziario, esse "sono messe a disposizione del Parlamento europeo e del Consiglio, tenendo conto, se del caso, del loro carattere riservato";

347.  deplora il fatto che le prestazioni globali delle delegazioni dell'Unione per quanto riguarda l'attuazione dei programmi di assistenza esterna, quali misurate dall'ICP utilizzato nelle EAMR del 2014 siano peggiorate rispetto al 2013; nota tuttavia che tali relazioni presentano una valutazione dei progetti in corso e che le prestazioni sono influenzate da fattori al di fuori del controllo delle delegazioni dell'Unione, inclusa la qualità della governance nei paesi beneficiari, la situazione della sicurezza, le crisi politiche, l'impegno dei partner esecutivi ecc.;

348.  prende atto che le valutazioni basate sulle relazioni EAMR forniscono solo un'istantanea della situazione di ciascun progetto a fine anno e che l'impatto effettivo delle difficoltà identificate può essere valutato soltanto al termine del progetto;

349.  insiste sul fatto che la Commissione utilizzi le EAMR per affrontare le carenze identificate, affinché i progetti in corso possano conseguire gli obiettivi fissati inizialmente; si attende che la Commissione si assicuri che i progetti di assistenza esterna siano pianificati secondo un calendario realistico, al fine di ridurre la quota di progetti rinviati; auspica che la Commissione riferisca al Parlamento in merito ad eventuali azioni correttive intese a porre rimedio alla situazione nelle delegazioni con gravi problemi di attuazione;

350.  nota che la valutazione ha individuato problemi gravi tali da giustificare un "avviso di allarme" soltanto per un numero molto limitato di progetti in corso; accoglie con favore le misure correttive previste, che potrebbero ancora produrre un risultato positivo entro la fine del periodo di attuazione;

351.  ritiene che, durante l'assunzione e prima dell'inizio dell'incarico, occorra ricordare chiaramente ai capi delle delegazioni dell'Unione quali siano i loro compiti in termini di gestione, le loro responsabilità per quanto riguarda la garanzia di gestione legata all'insieme delle operazioni della loro delegazione (processi di gestione fondamentali, gestione dei controlli, adeguata comprensione e valutazione degli indicatori chiave di prestazione), la presentazione di relazioni qualitative e complete nel contesto dell'elaborazione della relazione annuale di attività e che sarebbe opportuno invitarli a non concentrarsi esclusivamente sulla componente politica delle loro funzioni;

352.  è preoccupato per la gestione dell'assistenza esterna nei paesi terzi da parte dell'Unione; evidenzia che un euro su due è versato in ritardo (al momento dell'ultima relazione ne erano interessati 805 progetti), che un euro su tre (610 progetti) non consegue la finalità prevista e che entrambe le carenze riguardano un euro su quattro (500 progetti); è preoccupato per il fatto che, per quanto riguarda il sostegno al bilancio, quasi un quinto (18,5 %) degli interventi è in ritardo e non raggiunge gli obiettivi previsti e che si riscontrano gli stessi problemi di attuazione per quasi la metà dei progetti a titolo del FES; è inoltre preoccupato per il fatto che i progetti afflitti da problemi sono caratterizzati da una minore partecipazione rispetto a quelli senza problemi; invita la Commissione a presentare una relazione aggiornata sulla situazione di tali progetti, includendovi i programmi di aiuto nell'ambito della politica di vicinato;

353.  riconosce che l'impatto effettivo delle difficoltà individuate può essere valutato soltanto al termine del progetto; ritiene che le ripercussioni finanziarie delle difficoltà e dei ritardi riscontrati durante l'attuazione dei progetti dovrebbero essere misurate con cautela e che possano rappresentare solo una parte molto limitata della spesa del progetto;

354.  ritiene che i capi delle delegazioni dell'Unione dovrebbero disporre di orientamenti chiari per quanto riguarda le linee guida generali sulla definizione di riserve e le loro componenti;

355.  ritiene importante individuare e consolidare le tendenze per delegazione sulla base delle informazioni di gestione e degli indicatori chiave di prestazione, al fine di valutare il ciclo di programmazione a vantaggio delle prestazioni complessive o settoriali degli aiuti allo sviluppo dell'Unione;

356.  plaude al fatto che la Commissione abbia rafforzato il monitoraggio dei progetti finanziati dall'Unione nei campi profughi di Tindouf, con un totale di 24 missioni di monitoraggio eseguite nel 2015, e fino a 2 settimane al mese trascorse dal personale umanitario della commissione nei campi; accoglie con favore tutti gli sforzi profusi dalla Commissione al fine di garantire l'uso più efficiente possibile dei fondi dell'Unione nei campi e prende atto che non vi sono dazi doganali sulle importazioni umanitarie nel caso di Tindouf;

Legittimità e regolarità; aspetti relativi agli errori

357.  osserva che la Corte ha esaminato 172 operazioni di cui 43 inficiate da errori; rileva che, sulla base di 28 errori quantificati, il tasso stimato di errore risulta pari al 2,7 %;

358.  plaude al fatto che la Corte abbia emesso un tasso di errore specifico in relazione alle spese direttamente gestite dalla Commissione, escluse le operazioni di più donatori e di sostegno al bilancio, e si rammarica che il tasso di errore per tali transazioni specifiche sia stato quantificato al 3,7 %; ritiene frustrante che in sette casi di errori quantificabili, la Commissione disponesse di informazioni sufficienti per prevenire o individuare e rettificare gli errori prima di accettare la spesa; osserva che se tutte queste informazioni fossero state utilizzate per rettificare gli errori, il livello di errore stimato per il presente capitolo sarebbe stato inferiore di 0,2 punti percentuali;

359.  nota che gli errori principali comprendono spese non ammissibili dichiarate dai beneficiari finanziari (concernenti il periodo, le imposte, la non conformità con la regola dell'origine o documentazione insufficiente) e una liquidazione e accettazione insufficienti dei pagamenti da parte della Commissione;

Incidenza dei vari tipi di errore

Europa globale

Spese non ammissibili

57 %

Servizi/lavori/forniture non forniti

24 %

Assenza di documenti che giustifichino le spese

8 %

Mancata conformità alle norme in materia di appalti pubblici

6 %

Calcolo errato delle spese dichiarate

4 %

Totale

100 %

360.  plaude al fatto che la Corte abbia emesso un tasso di errore specifico in relazione alle spese direttamente gestite dalla Commissione, escluse le operazioni di più donatori e di sostegno al bilancio; si rammarica che il tasso di errore per tali operazioni specifiche sia stato quantificato al 3,7 %;

361.  sottolinea che le operazioni di sostegno al bilancio esaminate dalla Corte erano prive di errori di legittimità e regolarità; ritiene opportuno tuttavia che la Commissione preveda un sistema di monitoraggio costante dei fondi erogati come sostegno al bilancio, includendo meccanismi di controllo continui che verifichino il rispetto delle condizioni previste per accedere a tale forma di sostegno;

362.  si rammarica che la Corte abbia nuovamente rilevato nell'esercizio 2014 l'errore sistemico, già rilevato nell'esercizio 2013, che consiste nell'accettare spese basate su stime proprie piuttosto che su costi sostenuti, pagati e accettati; nota tuttavia con soddisfazione che la DG ELARG aveva corretto le liquidazioni eseguite erroneamente dai conti relativi al 2013 e al 2014 nel maggio 2014 e aveva altresì riveduto le istruzioni definite nel manuale ELARG sulla contabilità;

363.  ricorda che nella sua dichiarazione di affidabilità(100), il direttore generale di Europe Aid ha dichiarato che le procedure di controllo in vigore offrono le garanzie necessarie riguardo alla legittimità e regolarità delle operazioni soggiacenti, pur esprimendo una riserva globale sul fatto che il tasso di errore sia superiore al 2 %, il che dimostra che le procedure di controllo non hanno prevenuto, rilevato e corretto gli errori rilevanti;

364.  ritiene fondamentale la possibilità di sospendere l'erogazione dei fondi di preadesione non solo nel caso di comprovato abuso degli stessi, ma anche nel caso in cui un paese in fase di preadesione violi in qualche modo i diritti sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

Aspetti legati all'attendibilità dei dati

365.  nota che, a causa della natura delle spese e della loro destinazione geografica, la gestione dei dati in tale settore differisce in modo evidente da qualsiasi altra area del bilancio dell'Unione;

Approccio basato sulle prestazioni e sui risultati

366.  osserva che, a causa della natura del sostegno, anche una gestione migliorata dei rischi e sistemi di controllo rafforzati contribuiscono in modo sostanziale a porre l'accento sulle prestazioni;

Strumenti di ingegneria finanziaria

367.  nota che in tale settore gli strumenti di ingegneria finanziaria (SIF) non costituiscono una questione centrale. Se vi è spazio per questo tipo di sostegno, esso è utilizzato piuttosto attraverso azioni del FES;

Misure da adottare

368.  conclude che la Commissione dovrebbe:

   a) seguire la raccomandazione della Corte di istituire e attuare procedure di controllo interne per garantire che i prefinanziamenti siano basati sulle spese effettive e rafforzare i controlli ex ante per i contratti di sovvenzione, incluso il ricorso alla pianificazione basata sui rischi e alle visite sistematiche di follow-up;
   b) tenere conto delle attuali priorità in forte cambiamento al fine di fornire un sostegno finanziario dell'Unione efficiente, che copra non solo gli aspetti territoriali (tra cui Ucraina, Turchia, Balcani occidentali, paesi del partenariato orientale) ma contemporaneamente anche gli aspetti tematici;

369.  chiede alla Commissione di istituire e attuare procedure di controllo interne per garantire che i prefinanziamenti siano liquidati sulla base delle spese effettivamente sostenute senza includere gli impegni giuridici;

370.  approva pienamente le istruzioni fornite dalla Commissione nella sua relazione di sintesi(101), in cui chiede alla DG DEVCO "di cercare modi per tenere maggiormente conto dei risultati dei controlli per fornire una garanzia più differenziata sulla base dei rischi e successivamente dirigere una quota maggiore delle proprie risorse di controllo sui settori interessati da riserve specifiche, alla luce del rapporto costo-efficacia dei vari controlli";

371.  chiede alla Commissione di:

   a) trasmettere ogni anno al Parlamento una valutazione globale delle EAMR, nonché
   b) indicare nelle relazioni annuali di attività della DG DEVCO e della DG NEAR le misure adottate per porre rimedio alla situazione nelle delegazioni che presentano problemi di attuazione, al fine di abbreviare i termini per il sostegno finanziario e semplificare i programmi;

Amministrazione

372.  nota che tali settori molto specifici si riferiscono alle spese delle istituzioni e altri organi dell'Unione, e che la Commissione svolge in molti casi il ruolo di prestatore di servizi per altri;

373.  sottolinea che il 60 % circa dell'importo totale rappresenta costi del personale; gli altri elementi includono, tra le altre cose, edifici, attrezzature, comunicazione e IT;

374.  chiede che tutte le istituzioni e le agenzie dell'Unione applichino l'articolo 16 dello statuto dei funzionari dell'UE pubblicando ogni anno informazioni sui funzionari d'inquadramento superiore che hanno lasciato l'amministrazione dell'Unione, nonché un elenco dei conflitti di interesse; chiede che la suddetta struttura indipendente valuti la compatibilità delle occupazioni successive al servizio presso le istituzioni dell'Unione o le situazioni in cui dipendenti pubblici ed ex deputati al Parlamento passano dal settore pubblico a quello privato (la questione delle "porte girevoli") e la possibilità di conflitti d'interesse, e definisca specifici periodi di incompatibilità, che dovrebbero coprire almeno il periodo per il quale sono concesse le indennità transitorie;

375.  sottolinea che cinque ex funzionari sono stati assunti come consiglieri speciali nel 2014 ed hanno ricevuto una retribuzione, in un caso per 43 settimane e in due altri casi per 30 settimane; chiede alla Commissione di fornire ulteriori informazioni sul perché i contratti originari non siano stati prorogati invece di pagare gli ex funzionari di cui sopra su base giornaliera, se tali contratti siano stati presi in considerazione e, in caso affermativo, se e in che modo siano state versate contemporaneamente le pensioni;

376.  sottolinea che grazie al prolungamento dell'orario di lavoro da 37,5 a 40 ore settimanali nel quadro della revisione dello Statuto, si è ottenuto l'equivalente di circa 2 900 posti, il che compensa praticamente per diversi anni la riduzione del 5 % dell'organico stabilita nell'ambito della riforma dello Statuto; invita la Commissione a presentare una relazione trasparente con dati annuali sulla prevista riduzione di posti, includendovi anche il prolungamento dell'orario di lavoro;

377.  sottolinea che, per ogni membro della Commissione, la procedura di discarico ha la precedenza rispetto alle altre riunioni poiché la commissione responsabile del Parlamento ritiene che ogni commissario sia responsabile dinanzi al Parlamento;

378.  sottolinea l'importanza del ruolo degli informatori; invita la Commissione a garantire che ogni istituzione dell'Unione applichi le norme in materia di protezione degli informatori; invita la Commissione a promuovere una legislazione sulla protezione degli informatori nell'Unione;

379.  chiede che tutte le istituzioni e agenzie dell'Unione che non lo hanno ancora fatto adottino con urgenza norme interne in merito alle segnalazioni di illeciti e applichino un approccio comune ai loro obblighi, incentrato sulla protezione di chi segnala illeciti; chiede che sia prestata particolare attenzione alla protezione degli informatori nel contesto della direttiva sulla protezione dei segreti commerciali; invita la Commissione a promuovere una legislazione sul livello minimo di protezione degli autori di segnalazioni nell'Unione; invita le istituzioni e le agenzie a modificare lo statuto dei funzionari per garantire che esso non solo obblighi formalmente i funzionari a segnalare irregolarità di ogni tipo, ma preveda altresì una protezione adeguata degli autori di segnalazioni; invita le istituzioni e le agenzie ad applicare senza indugio l'articolo 22 ter dello statuto dei funzionari;

380.  esprime preoccupazione per il numero di suicidi verificatisi in seno all'amministrazione; ritiene opportune una seria analisi da parte della Commissione sul benessere del personale per evitare il ripetersi di tali eventi;

381.  constata con rammarico che, delle otto raccomandazioni formulate dalla Corte nel periodo 2011-2012, nessuna raccomandazione è stata pienamente attuata, cinque sono in corso di attuazione per la maggior parte degli aspetti e tre sono in fase di attuazione per alcuni aspetti;

382.  constata che il livello di assenze per malattia alla Commissione permane stabile; accoglie positivamente la creazione di un gruppo di sostegno psicosociale, grazie al quale i giorni di assenza si sono ridotti da 2 200 nel 2010 a 772 nel 2014; esprime, tuttavia, preoccupazione per la necessità di interventi in 868 casi, pur con un grado di soddisfazione del 95 %;

383.  prende atto che oltre 250 membri del personale, che non sono stati integrati nei nuovi Gabinetti, sono stati reintegrati o ospitati nelle DG e che circa 550 membri del personale dei nuovi Gabinetti sono stati accolti nella nuova Commissione Juncker;

384.  ritiene che l'immunità dai procedimenti penali negli Stati membri per il personale dell'Unione, in vigore da 64 anni, costituisca un privilegio ormai superato; chiede che questo privilegio a norma del protocollo al trattato sia limitato al solo personale dell'Unione in servizio nei paesi terzi;

Legittimità e regolarità; aspetti relativi agli errori

385.  osserva che la Corte ha esaminato 129 operazioni di cui 20 inficiate da errori; rileva che, sulla base di 12 errori quantificati, il tasso stimato di errore risulta pari allo 0,5 %;

386.  nota che la maggior parte degli errori comprendono indennità per il personale e relativi benefici non ammissibili o erroneamente calcolati, pagamenti eseguiti per servizi non coperti dal contratto in vigore e altre spese prive di una giustificazione adeguata;

Incidenza dei vari tipi di errore

Amministrazione

Indennità per il personale e relativi benefici non ammissibili o erroneamente calcolati

70 %

Pagamenti eseguiti per servizi non coperti dal contratto in vigore

22 %

Altre spese prive di una giustificazione adeguata

8 %

Totale

100 %

Codice di condotta e conflitto di interesse

387.  nota la forte attenzione del pubblico e dei media per le questioni di integrità, che implica che codici di condotta correttamente funzionanti richiedono un'attenzione continua; sottolinea che un codice di condotta rappresenta un'efficace misura preventiva solo se adeguatamente applicato e se la sua conformità è riveduta in modo sistematico, non solo in caso di incidenti; rileva che una revisione del codice di condotta è necessaria entro la fine del 2017;

388.  incoraggia le istituzioni e le agenzie dell'Unione a svolgere attività di sensibilizzazione presso i funzionari, parallelamente a quelle già in corso, in merito alla politica relativa ai conflitti d'interesse e a includere la questione dell'integrità e della trasparenza come elemento obbligatorio da discutere durante le procedure di assunzione e i colloqui di valutazione del rendimento; ritiene che le norme in materia di conflitti d'interesse dovrebbero distinguere tra rappresentanti eletti e funzionari; è del parere che normative di questo tipo siano necessarie anche negli Stati membri per quanto riguarda funzionari e impiegati pubblici che prendono parte alla gestione e al controllo dei finanziamenti dell'Unione; invita la Commissione a presentare un progetto di base giuridica a tal fine;

389.  ritiene che la Commissione debba divulgare proattivamente i documenti concernenti le raccomandazioni della commissione etica ad hoc sugli incarichi successivi al mandato degli ex Commissari, adeguando le informazioni commerciali o personali ai sensi del regolamento (CE) n. 1049/2001;

390.  invita la Commissione a rivedere il codice di condotta dei Commissari entro la fine del 2017, definendo tra l'altro la nozione di "conflitto di interesse" nonché introducendo dei criteri per valutare la compatibilità dell'assunzione dopo la cessazione del mandato ed estendendo a tre anni il periodo di incompatibilità per i Commissari; invita la Commissione a chiedere agli Stati membri di indicare qualsiasi potenziale conflitto di interesse del proprio membro candidato della Commissione e a spiegare come sono definiti i conflitti di interesse nel proprio diritto nazionale; ritiene che, in caso di interpretazioni divergenti dei conflitti di interesse tra il diritto nazionale e le norme che la Commissione stessa applica al riguardo, gli Stati membri debbano seguire quest'ultima interpretazione;

391.  chiede alla Commissione a tale riguardo di prestare particolare attenzione alla prevenzione dei conflitti di interesse nonché alle pratiche corruttive nel caso delle agenzie decentrate, che sono particolarmente vulnerabili in considerazione del fatto che sono relativamente sconosciute al grande pubblico e sono disseminate in tutta l'Unione;

392.  sottolinea che un passo importante per quanto riguarda i conflitti di interesse consiste nell'accrescere la trasparenza del Presidente della Commissione, della commissione etica ad hoc della Commissione e del Segretariato generale, nell'esaminare le situazioni di conflitto potenziale; invita la Commissione a pubblicare in modo proattivo i pareri della commissione etica, in conformità del regolamento (CE) n. 1049/2001 al fine di consentire ai cittadini di ritenere la Commissione responsabile delle proprie decisioni; ribadisce la raccomandazione del Parlamento secondo cui la commissione etica andrebbe riformata al fine di ampliarne i poteri e includervi esperti indipendenti;

393.  è del parere che il codice di condotta dei Commissari debba includere una descrizione più chiara dei compiti della commissione etica ad hoc così come l'obbligo dei membri della commissione di essere esperti indipendenti;

394.  invita la Commissione a pubblicare le dichiarazioni di interesse in un formato aperto e leggibile elettronicamente;

395.  ritiene che i dipendenti dei governi assunti presso il gabinetto di un commissario europeo non dovrebbero preferibilmente svolgere mansioni che prevedano contatti con il proprio Stato membro di origine, se non previo adeguato esame per prevenire ogni possibile conflitto con gli interessi legittimi della Commissione;

Conflitti d'interesse nell'ambito della gestione concorrente e nei paesi terzi in relazione alla gestione dei fondi dell'UE

396.  fa osservare che alcuni Stati membri sono sprovvisti di disposizioni legislative che escludono la possibilità che i titolari di cariche siano proprietari o comproprietari di imprese;

397.  ritiene che la possibilità per questi titolari di cariche di chiedere finanziamenti dell'Unione o di beneficiare di tali fondi in quanto subappaltatori configuri un grave conflitto d'interessi, dal momento che gli stessi proprietari e titolari di cariche sono responsabili a un tempo del corretto impiego dei finanziamenti e dei relativi controlli;

398.  chiede alla Commissione di prevedere una clausola in tutte le future leggi dell'Unione volta a escludere la possibilità che gli operatori economici titolari di cariche negli Stati membri e nei paesi terzi chiedano e ottengano finanziamenti dell'Unione;

Trasparenza

399.  ritiene che tutti i dati sull'attuazione del bilancio nell'ambito dell'Unione europea debbano essere resi trasparenti e giustificabili mediante la pubblicazione, incluse le spese degli Stati membri relative alla gestione concorrente;

400.  sottolinea il principio secondo cui la Commissione a tutti i livelli dovrebbe porre fine ai contatti con i lobbisti non registrati;

401.  invita la Commissione a estendere la registrazione dei dati relativi alle riunioni con i lobbisti a tutte le persone coinvolte nel processo decisionale delle politiche dell'Unione, richiedendo alle loro DG relazioni regolari sulle riunioni che si svolgono con i rispettivi servizi e pubblicando tali informazioni in un formato facilmente accessibile sul sito web della Commissione;

402.  ritiene che la Commissione debba essere tenuta a registrare e divulgare tutti i contributi ricevuti dai lobbisti/rappresentanti di interessi per quanto riguarda le bozze di strategie e leggi in quanto "impronta legislativa"; suggerisce che tale impronta legislativa debba contenere informazioni dettagliate relative ai lobbisti le cui opinioni hanno avuto un impatto sostanziale sulle proposte della Commissione;

403.  accoglie con favore la pubblicazione di un elenco dei funzionari di inquadramento superiore che hanno lasciato la Commissione e chiede a quest'ultima di includere tutti i membri del Gabinetto nella definizione di funzionari di inquadramento superiore;

Gruppi di esperti

404.  invita la Commissione a dare un seguito alle raccomandazioni del Mediatore contro i conflitti di interesse nei gruppi di esperti e a rinviare l'adozione delle nuove norme orizzontali finché il Parlamento non abbia formulato il suo parere sulla base dei lavori in corso su una relazione di iniziativa congiunta CONT-JURI;

Altri temi

Migrazione e rifugiati

405.  accoglie con favore le informazioni relative ai fondi, che potrebbero essere utilizzate per mitigare le situazioni di crisi causate da un flusso elevato di rifugiati(102);

406.  è del parere che i fondi dell'Unione che riguardano la politica di migrazione dovrebbero essere soggetti a controlli e audit sulla base di indicatori di prestazione;

407.  pone l'accento sulla crisi migratoria in corso e sottolinea la necessità di affrontarla con una soluzione coerente da parte dell'Unione; prende atto dei fondi destinati alla gestione delle migrazioni e delle frontiere esterne nel 2014; chiede alla Corte di elaborare in tempi rapidi una relazione speciale sull'efficacia di tali fondi, che tragga conclusioni applicabili al processo in corso volto a migliorare la politica dell'Unione in materia di migrazioni e controlli delle frontiere;

408.  fa riferimento ai paragrafi 234 e 235 della risoluzione sul discarico del 2013; chiede un aggiornamento in merito alla cooperazione in corso con il gruppo internazionale di gestione (IMG) e informazioni alla Commissione in particolare sui contratti nuovi e in corso e i pagamenti;

409.  chiede chiarimenti circa i progetti dell'Unione non ancora ultimati in Grecia che non potranno più essere finanziati dopo il 31 dicembre 2015; chiede altresì chiarimenti riguardo al futuro di ciascuno dei progetti in questione;

OLAF

410.  considera l'OLAF un organo centrale nella lotta contro la corruzione e ritiene della massima importanza che esso funzioni in modo efficace e indipendente; raccomanda, conformemente al regolamento OLAF, che il comitato di vigilanza dell'OLAF abbia accesso alle informazioni necessarie per l'efficace esecuzione del suo mandato riguardante il controllo delle attività dell'OLAF e sia dotato di indipendenza finanziaria;

411.  sottolinea che gli Stati membri non stanno dando seguito a presunti casi di frode, trasmessi loro dall'OLAF, che ledono gli interessi finanziari dell'Unione; invita la Commissione ad adottare le misure del caso e l'OLAF a proseguire e intensificare le sue analisi sui motivi per cui gli Stati membri non tengono sotto controllo i casi presunti, a fornire al Parlamento le risultanze in materia e a continuare ad aiutare gli Stati membri a essere più efficienti nella prevenzione e individuazione delle frodi ai danni dei fondi europei;

412.  prende atto degli sforzi dell'OLAF intesi ad attuare la maggior parte delle raccomandazioni del suo comitato di vigilanza(103); desidera tuttavia essere informato riguardo all'attuazione o meno delle rispettive raccomandazioni e alle differenze fondamentali in merito; auspica che, in futuro, l'OLAF dichiari chiaramente dove e in quale misura si sia discostato dalle raccomandazioni originarie formulate dal comitato di vigilanza; nota che il 2014 è stato il primo anno nel quale il comitato di vigilanza ha deciso di dare seguito alle raccomandazioni che aveva formulato in precedenza; invita l'OLAF e il comitato di vigilanza a ripetere tale esercizio su base annua;

413.  sollecita l'OLAF ad attuare le raccomandazioni sulla partecipazione diretta del direttore generale alle indagini, dato che l'articolo 7, paragrafi 1 e 2, del regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013, stabilisce chiaramente che le indagini sono condotte da personale designato dal direttore generale e non dal direttore generale stesso, in quanto ciò potrebbe dare luogo a indagini le cui finalità sono in conflitto tra loro;

414.  si aspetta che l'OLAF attui la raccomandazione del comitato di vigilanza di includere la verifica di un eventuale conflitto di interesse tra le funzioni di un esperto nazionale e la sua partecipazione alle attività di indagine nel rispettivo fascicolo;

415.  è fermamente convinto che il comitato di vigilanza debba essere informato in merito a tutti i casi archiviati in cui le informazioni siano state trasmesse alle autorità giudiziarie nazionali, ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 5, del regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013, al fine di tutelare le garanzie procedurali delle persone interessate dalle accuse; chiede all'OLAF di attuare la raccomandazione del comitato di vigilanza quanto prima;

416.  nota che nel 2014 l'OLAF ha concluso un totale di 307 indagini e attività coordinate; che in 147 di tali indagini l'OLAF ha formulato una raccomandazione che dà un tasso di seguito dato del 47 %; osserva che negli anni precedenti al 2011 il tasso era regolarmente superiore al 50 %; si aspetta che l'OLAF adotti misure atte a ripristinare la sua efficacia in modo permanente migliorando la sua procedura di selezione; è del parere che l'OLAF debba riconsiderare la raccomandazione n. 31 del comitato di vigilanza per accrescere la sua efficacia;

417.  nota gli sforzi congiunti dell'OLAF e del comitato di vigilanza per conseguire un accordo su nuove disposizioni lavorative; ribadisce il suo invito relativo al bilancio 2013 per una celere risoluzione delle questioni in sospeso tra l'OLAF e il suo comitato di vigilanza, al fine di consentire loro di adempiere in modo efficace ai loro compiti giuridici in base alle condizioni della loro attuale cooperazione limitata; invita la Commissione a svolgere appieno il suo ruolo e a lavorare attivamente a una soluzione a lungo termine da mettere in atto senza indugio;

418.  si compiace della decisione del collegio di revocare l'immunità del Direttore generale dell'OLAF al fine di consentire alle autorità giudiziarie belghe di indagare sulla registrazione eventualmente illegittima di una conversazione telefonica (preparata dall'OLAF) tra un testimone (indotto dall'OLAF a fare la telefonata) e una persona nei locali dell'OLAF e sotto l'assistenza dei controllori dell'OLAF;

419.  sottolinea che il comitato di vigilanza dovrebbe, per una questione di coerenza con il suo mandato, disporre di personale autonomo, distaccato dall'amministrazione dell'OLAF e dotato di un'autonomia finanziaria; plaude agli sforzi in corso della Commissione verso tale obiettivo;

420.  sollecita l'OLAF a garantire al comitato di vigilanza accesso ai documenti che il comitato ritiene necessari all'espletamento dei suoi compiti in linea con le sue competenze nel quadro del suo mandato legislativo;

421.  nota che, nel 2014, l'OLAF ha adottato misure significative per migliorare la protezione degli interessi finanziari dell'Unione da parte della Commissione e degli Stati membri, completando le azioni prioritarie della strategia pluriennale antifrode, incentrate sia sullo sviluppo di strategie antifrode a livello di agenzie e di servizi della Commissione sia sul sostegno a favore degli Stati membri nello sviluppo di proprie strategie antifrode;

422.  sottolinea che nel 2014 l'OLAF ha raccomandato un numero record di recuperi finanziari per il bilancio dell'Unione, per un totale di 901 milioni di EUR, ossia più del doppio rispetto al 2013; rileva che nel 2014 l'importo totale recuperato dalle pertinenti autorità è anch'esso aumentato in seguito alle raccomandazioni dell'OLAF di recuperare 206,5 milioni di EUR (rispetto ai 117 milioni di EUR nel 2013);

423.  invita l'OLAF a elaborare norme interne sugli informatori in linea con il nuovo statuto dei funzionari del 2014;

424.  ricorda che la Commissione ha ricevuto una richiesta di revoca dell'immunità del suo personale da parte dei tribunali belgi; insiste sul fatto che la Commissione dovrebbe cooperare appieno con le autorità giudiziarie del Belgio;

425.  afferma che nella relazione annuale dell'OLAF relativa al 2014 sono specificate le attività investigative e i risultati per settore; chiede all'OLAF di fornire nella prossima relazione annuale informazioni dettagliate sul tipo di indagini e i risultati in tutti i settori;

Accordi sul tabacco

426.  ricorda che nel maggio 2015 la Commissione ha promesso di presentare la sua valutazione dell'accordo con Philip Morris International (PMI) il più rapidamente possibile; sottolinea che la Commissione ha rinviato più volte la pubblicazione della valutazione e che questa è stata infine pubblicata il 24 febbraio 2016, alla vigilia di una discussione in Aula sulla questione; è fermamente convinto che tale ritardo nella pubblicazione rappresenti una grave mancanza da parte della Commissione nell'adempiere ai suoi obblighi in materia di trasparenza nei confronti del Parlamento e dei cittadini dell'UE, e che il Parlamento non abbia potuto esprimere la sua opinione in maniera tempestiva su questa complessa e delicata questione;

427.  sottolinea che l'accordo con PMI, al momento della sua conclusione nel 2004, era uno strumento innovativo di lotta contro il commercio illecito del tabacco, ma sottolinea che da allora il mercato e il contesto normativo sono profondamente cambiati; sottolinea che gli accordi conclusi con le "big four", le quattro maggiori aziende produttrici di tabacco(104), non prende in considerazione caratteristiche importanti dell'attuale commercio illecito del tabacco, in particolare l'elevata percentuale di scambi costituita attualmente da "cheap white"; invita la Commissione a presentare un quadro d'azione che definisca nuove misure intese ad affrontare urgentemente tale problema;

428.  è del parere che tutti gli elementi contemplati dagli accordi sul tabacco saranno coperti dal nuovo quadro giuridico costituito dalla direttiva sui prodotti del tabacco(105) e dalla convenzione quadro dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la lotta al tabagismo (FCTC);

429.  ricorda che il Parlamento, il 9 marzo 2016(106), ha espresso il parere che l'accordo con PMI non dovrebbe essere rinnovato, prorogato o rinegoziato;

430.  esorta la Commissione ad attuare, a livello di Unione e prima della data di scadenza dell'accordo con PMI, tutte le misure necessarie per tracciare e rintracciare i prodotti del tabacco PMI e a intraprendere azioni legali in caso di confisca illegale dei prodotti di tale fabbricante, fintanto che tutte le disposizioni della direttiva sui prodotti del tabacco non saranno pienamente applicabili, di modo che non vi sia alcun vuoto normativo tra la scadenza dell'accordo con PMI e l'entrata in vigore della direttiva sui prodotti del tabacco e della FCTC;

431.  invita PMI a continuare ad applicare le disposizioni in materia di tracciabilità e rintracciabilità e dovuta diligenza ("conosci il tuo cliente") contenute nell'attuale accordo, indipendentemente da una sua eventuale proroga;

432.  invita la Commissione a proporre un nuovo regolamento che istituisca un sistema indipendente di tracciabilità e rintracciabilità e applichi le disposizioni in materia di dovuta diligenza ("conosci il tuo cliente") al tabacco grezzo tagliato, ai filtri e alle cartine utilizzati dall'industria del tabacco, quale strumento supplementare per combattere il fenomeno dei prodotti contraffatti o di contrabbando;

433.  si rammarica del ritardo della valutazione della Commissione degli accordi sul tabacco; invita la Commissione a fornire tale valutazione quanto prima, sottolineando i risultati degli investimenti eseguiti utilizzando il denaro versato dalle imprese del settore del tabacco nel quadro di tali accordi;

434.  esprime preoccupazione per quanto rilevato dal Mediatore europeo(107), il quale ha dichiarato che, ad eccezione della DG Salute, la Commissione non stava pienamente applicando le norme e le linee guida dell'OMS dell'ONU in materia di trasparenza e lobby del tabacco; è del parere, pertanto, che siano state compromesse la credibilità e l'integrità della Commissione;

435.  esorta tutte le istituzioni competenti dell'Unione ad attuare l'articolo 5, paragrafo 3, della FCTC dell'OMS in conformità delle raccomandazioni contenute nelle relative linee guida; esorta la Commissione a pubblicare immediatamente gli accordi di valutazione con le industrie del tabacco e una valutazione d'impatto sull'attuazione della FCTC dell'OMS;

Scuole europee

436.  sottolinea che le scuole europee hanno ricevuto 164,2 milioni di EUR dal bilancio UE, il che costituisce il 59 % del bilancio operativo delle scuole;

437.  è estremamente preoccupato per le conclusioni della relazione della Corte sui conti annuali delle scuole europee per l'esercizio 2014, secondo cui "a causa delle perduranti debolezze in materia di contabilità e controllo, la Corte non è in grado di confermare che i conti consolidati per il 2014 sono privi di inesattezze rilevanti";

438.  nota che il Direttore generale delle Risorse umane e sicurezza (DG HR) ha mantenuto la sua "riserva per motivi di reputazione" nella relazione di sintesi della Commissione in merito alle scuole europee e che il rappresentante della Commissione europea ha votato contro la concessione del discarico per i conti delle scuole europee del 2012 e 2013; si rammarica che i rappresentanti degli Stati membri non prendano tali problemi altrettanto seriamente;

439.  ricorda che il Parlamento nella sua procedura di discarico 2010 della Commissione aveva già messo in questione "le strutture decisionali e di finanziamento della convenzione sulle scuole europee" e aveva invitato la Commissione "a esaminare insieme agli Stati membri l'eventuale revisione di tale convenzione e a riferire entro il 31 dicembre 2012 sui progressi compiuti"; nota che il Parlamento non ha ricevuto alcuna relazione sullo stato di avanzamento;

440.  approva pienamente le 11 raccomandazioni della Corte emesse nella sua relazione dell'11 novembre 2015 sui conti annuali delle scuole europee per il 2014 in materia di contabilità, personale, procedure di appalto, norme di controllo e questioni relative ai pagamenti;

441.  invita la Commissione a riferire in merito ai progressi conseguiti dalle scuole europee nell'attuare le raccomandazioni della Corte e il piano d'azione della Commissione entro il 1° luglio 2016;

442.  invita l'autorità di bilancio a iscrivere in riserva parte del contributo del bilancio dell'Unione a favore delle scuole europee, in particolare a favore del gabinetto del Segretario generale, durante la procedura di bilancio 2017, a meno che non siano conseguiti progressi sufficienti nell'attuazione delle raccomandazioni della Corte;

Euronews

443.  nota che Euronews ha ricevuto 18 milioni di euro dal bilancio dell'Unione nel 2014; benché la Commissione non sia azionista di Euronews, è preoccupato che l'attuale struttura di governance di Euronews non consenta una piena indipendenza e autonomia dai suoi azionisti internazionali; invita la Commissione, nella sua funzione di principale contribuente finanziario, ad assicurarsi che Euronews rispetti i principi di sana gestione finanziaria e tutti gli accordi legali con la Commissione, inclusa la carta vincolante sull'indipendenza editoriale;

Sintesi

444.  conclude in sintesi che:

   a) i principi di sana gestione finanziaria rappresentano il requisito chiave per la gestione del bilancio dell'Unione;
   b) le valutazioni di impatto e di rischio sono da considerarsi come parte integrante di tale processo;
   c) l'attuale strategia di semplificazione è importante per una gestione sana ed efficiente, che deve essere accompagnata da norme elevate di disciplina di bilancio;
   d) le prassi di gestione condivisa presentano ancora un margine di miglioramento in termini di maggiore compatibilità tra le politiche dell'Unione e degli Stati membri;
   e) è cruciale un maggiore sforzo volto a sostenere la tutela degli interessi finanziari;
   f) il tasso complessivo di errore rimane quasi stabile al 4,4 %, anche se la tipologia di errori è molto eterogenea;
   g) sul lato delle entrate non sono stati riscontrati problemi seri; il principio dell'RNL continua a svolgere un ruolo chiave ai fini di tale successo; l'adeguatezza delle entrate è tuttavia un problema;
   h) un errore superiore alla media è stato identificato nelle spese destinate alla competitività nella crescita e nell'occupazione, sebbene in parallelo un monitoraggio temporaneo di tale settore abbia mostrato chiari segni di un approccio basato sulla prestazione;
   i) il sostegno a favore della coesione ha mostrato un tasso di errore visibilmente più elevato per la politica regionale e urbana rispetto alla politica per gli affari sociali; un approccio basato sulla prestazione è inoltre sostenuto dai SIF, in particolare in alcuni Stati membri;
   j) un migliore trattamento e gestione dei dati contribuirebbero senza dubbio a un approccio più avanzato basato sulla prestazione;
   k) il settore delle risorse naturali ha il potenziale per sviluppare un sostegno basato sui progetti intesi a migliorare l'efficienza delle fonti dell'Unione; vi è inoltre ampio margine di miglioramento nell'ambito del sostegno gestionale e istituzionale, specie a livello di Stati membri;

Risultati generali e raccomandazioni strategiche

445.  ritiene che il discarico 2014:

   a) crei un nuovo paradigma per capire gli effetti e i benefici di bilancio dell'Unione in modo maggiormente esaustivo al fine di coprire tutti gli aspetti, inclusi errori, legittimità, assorbimento, prestazioni e risultati del sistema; invita la Commissione e gli altri soggetti interessati a continuare a sviluppare una metodologia e un quadro appropriati per perseguire ulteriormente l'approccio basato sulla performance con maggiore rigore;
   b) mostra che il test di performance utilizzato nell'ambito della strategia 2020 è un passo positivo nella giusta direzione, benché la sua compatibilità con il quadro politico ed economico dell'Unione richieda un ulteriore sviluppo, inclusa la RSI con i pertinenti indicatori macroeconomici e priorità di politica economica e sociale dell'Unione regolarmente aggiornate;
   c) identifica un margine di miglioramento della gestione di bilancio e plaude agli sforzi intesi a semplificarla, inclusa la sua valutazione di impatto; mostra che una procedura regolare di follow-up è altamente vantaggiosa;
   d) invita le pertinenti istituzioni dell'Unione ad adeguare i loro sistemi gestionali e procedurali per attuare con successo i nuovi elementi provenienti dalle esigenze attuali e future dell'Unione in materia di bilancio, al fine di consentire al bilancio dell'Unione di realizzare il suo potenziale in modo ottimale.
   2 616 755 356 EUR in stanziamenti d'impegno e 937 182 847 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati alle politiche dei trasporti, compresi il meccanismo per collegare l'Europa (MCE), la sicurezza dei trasporti e i diritti dei passeggeri, e alle agenzie competenti per i trasporti,
   239 313 549 EUR in stanziamenti d'impegno e 71 213 206 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati alla ricerca e all'innovazione nel settore dei trasporti, compresi il programma SESAR e l'impresa comune Shift2Rail,
   75 078 470 EUR in stanziamenti d'impegno e 80 731 327 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati alle spese amministrative;

C. Pareri delle commissioni

Affari esteri

446.  esprime preoccupazione per l'aumento del tasso di errori rilevanti riscontrato nella rubrica 4 per l'esercizio 2014; sostiene tutte le raccomandazioni contenute nella relazione annuale della Corte ed esorta la Commissione a dar seguito, in maniera tempestiva, alle raccomandazioni degli anni scorsi non ancora completamente attuate;

447.  accoglie con favore il fatto che la DG NEAR abbia risolto l'errore sistemico riscontrato nelle sue spese nel 2013 e abbia apportato le modifiche sostanziali al proprio sistema richieste dalla Corte; apprezza altresì che, sulla base del lavoro di audit svolto dalla Corte, la relazione annuale di attività della DG ECHO sia risultata corretta;

448.  osserva con preoccupazione gli errori riscontrati nel contesto della verifica delle spese per i contratti di sovvenzione, che costituiscono più del 50 % degli errori individuati dalla Corte nella rubrica 4; osserva che il tipo di errore più significativo riguarda le spese non ammissibili; sottolinea l'importanza di prevenire o individuare gli errori e di correggerli prima di accettare le spese, mediante una migliore attuazione dei controlli ex-ante; osserva con particolare preoccupazione il mancato rilevamento degli errori da parte di Europe Aid; esorta la Commissione ad adoperarsi affinché si intensifichino gli sforzi compiuti finora per risolvere questi problemi nell'ambito della verifica delle spese, come pure a dare un seguito esaustivo alla raccomandazione sulla supervisione delle sovvenzioni formulata dalla Corte nella sua relazione annuale 2011;

449.  sottolinea la necessità di una seria valutazione ex-ante allorché la Commissione decide di finanziare, anche tramite la Banca europea per gli investimenti, grandi progetti infrastrutturali ad alto impatto ambientale, al fine di verificarne la sostenibilità dal punto di vista finanziario, ambientale e sociale e chiede che i finanziamenti dell'Unione nei paesi terzi si concentrino esclusivamente su progetti che garantiscono la sostenibilità finanziaria e ambientale nonché l'utilità economico-sociale;

450.  riconosce i continui progressi conseguiti dalla Commissione nell'accreditamento di tutte le missioni della politica estera e di sicurezza comune fondato sulla valutazione dei "sei pilastri"; si compiace in particolare del fatto che le tre missioni principali siano state rese conformi; sottolinea la necessità che la Commissione accrediti tutte le missioni in linea con la raccomandazione della Corte;

451.  accoglie con favore l'istituzione della piattaforma di sostegno alle missioni e invita nuovamente la Commissione ad agire affinché sia istituito un effettivo Centro servizi condivisi, unitamente a un sistema integrato di gestione delle risorse, con l'obiettivo di accelerare l'invio delle missioni e migliorarne l'efficienza sotto il profilo dei costi; propone un potenziamento del deposito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), prevedendone l'utilizzo anche per le missioni PSDC in corso e affidandone la gestione al futuro CSC;

452.  deplora i forti ritardi registrati nella fornitura di attrezzature e servizi essenziali per le missioni nel quadro della PSDC, nonché le conseguenti ripercussioni negative sul funzionamento delle missioni stesse; ricorda che la Corte, nella sua relazione speciale del 2012 sull'assistenza dell'Unione al Kosovo connessa allo Stato di diritto, ha messo in evidenza tale inefficienza concludendo che le regole in materia di appalti stabilite dal regolamento finanziario "non sono pensate per le missioni di PSDC […] che a volte richiedono risposte rapide e flessibili"; deplora che la recente revisione del regolamento finanziario non abbia introdotto le necessarie modifiche delle regole finanziarie; ribadisce il proprio parere secondo cui la gestione delle pertinenti linee di bilancio debba essere delegata al comandante delle operazioni civili, analogamente a quanto avvenuto per i capi delle delegazioni dell'Unione;

453.  ribadisce che l'efficienza delle missioni di formazione e consulenza della PSDC è altamente pregiudicata dalle difficoltà istituzionali dell'Unione di accompagnare tali azioni con un sostegno anche solo di base in termini di attrezzature; plaude in tale contesto agli sforzi profusi dalla Commissione per attuare la comunicazione congiunta "Potenziare le capacità per promuovere sicurezza e sviluppo"; invita la Commissione a presentare le opportune proposte legislative per l'istituzione di un fondo apposito quanto prima possibile, affinché possa essere incluso nel bilancio dell'Unione nel corso della revisione intermedia del QFP;

454.  accoglie con favore le relazioni speciali della Corte del 2015 su EUPOL Afghanistan e sul sostegno dell'UE alla lotta contro la tortura e all'abolizione della pena di morte; esorta la Commissione ad attuare tutte le raccomandazioni espresse dalla Corte nell'ambito di tali relazioni;

455.  sottolinea l'importanza di tener conto dei criteri legati al contesto nella valutazione dell'efficacia dei progetti dell'Unione nei paesi terzi in quanto le attività di aiuto esterno dell'Unione si svolgono frequentemente in regioni in crisi e in ambienti politicamente difficili;

Sviluppo e cooperazione

456.  ricorda che le spese dell'Unione per gli aiuti allo sviluppo e gli aiuti umanitari avvengono spesso in contesti molto difficili che rendono particolarmente difficili l'attuazione dei progetti, le valutazioni e il controllo della spesa; osserva che, pertanto, gli aiuti allo sviluppo e gli aiuti umanitari sono più soggetti a errori rispetto ad altri settori strategici dell'Unione;

457.  osserva che, secondo la Corte, il 57 % degli errori sono connessi a spese non ammissibili; appoggia la raccomandazione della Corte destinata a EuropeAid in cui chiede di rafforzare i controlli ex ante e di utilizzare in modo migliore le visite in loco al fine di rilevare gli errori;

458.  si compiace del fatto che, secondo la Corte, le procedure di controllo predisposte dalla DG ECHO per quanto riguarda le operazioni finanziarie funzionino correttamente e che il suo sistema di rendicontazione sia affidabile; si congratula pertanto con la DG ECHO;

459.  riconosce che le spese relative alla sicurezza sono importanti per lo sviluppo e hanno particolare rilevanza nel quadro degli sforzi attuali per trattare in modo completo il nesso sicurezza-sviluppo e conseguire l'obiettivo n. 16 dell'Agenda per lo sviluppo, ma sottolinea che i relativi finanziamenti non costituiscono aiuti internazionali allo sviluppo e attualmente non possono provenire dallo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI), istituito dal regolamento (UE) n. 233/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, né dal Fondo europeo di sviluppo (FES);

460.  osserva che nel 2014 due progetti legati alla gestione delle frontiere in Libia del valore di 12,9 milioni di EUR sono stati finanziati mediante gli strumenti di cooperazione allo sviluppo (DCI); ricorda che l'obiettivo principale del DCI è di ridurre la povertà; ribadisce la sua profonda preoccupazione per il fatto che i programmi di sviluppo possano essere utilizzati per fini non direttamente legati allo sviluppo; ricorda che tale approccio non aiuterà l'Unione a conseguire l'obiettivo dello 0,7 % dell'RNL da destinare agli aiuti pubblici allo sviluppo;

461.  prende atto del potenziale valore del quadro dei risultati della DG DEVCO della Commissione, lanciato nel 2015, ma anche dei rischi associati individuati dalla Corte nella sua relazione speciale n. 21/2015; considera necessario evitare anche il rischio, più politico, che si ponga troppo l'accento sul perseguimento del limitato numero di risultati quantificabili inclusi nel quadro dalla DG DEVCO a scapito del perseguimento di altri risultati in relazione agli obiettivi della politica di cooperazione allo sviluppo dell'Unione, nonché di risultati qualitativi; sottolinea che è importante che il quadro sia visto come un complemento ad altre modalità di controllo e di rendicontazione;

462.  si compiace della relazione speciale n. 18/2014 della Corte sui sistemi di valutazione e monitoraggio orientato ai risultati di EuropeAid; invita la DG DEVCO a rimediare urgentemente alle varie lacune presenti nei suoi sistemi di valutazione e monitoraggio indicate nella relazione speciale della Corte, in particolare quelle legate alle gravi carenze del sistema di valutazione della DG DEVCO; sottolinea che il cattivo funzionamento del sistema di valutazione aumenta il rischio di selezionare progetti di bassa qualità o che non conseguono i propri obiettivi; osserva ed esprime preoccupazione per le opinioni divergenti della Commissione e della Corte per quanto riguarda l'affidabilità delle informazioni sull'efficacia delle attività di sostegno al bilancio; ritiene che vi sia un collegamento tra la carenza di personale nelle delegazioni dell'Unione e nell'unità di valutazione della DG DEVCO e i problemi evidenziati dalla Corte; è del parere che ciò dimostri chiaramente come le riduzioni di personale possano avere conseguenze dannose sul funzionamento efficiente dei programmi dell'Unione;

463.  confida nel fatto che la DG DEVCO cercherà di rimediare alle varie carenze dei suoi sistemi di valutazione e monitoraggio indicate nella relazione speciale n. 18/2014 della Corte;

464.  chiede l'introduzione di poteri di controllo formali in relazione al FES, eventualmente mediante un accordo interistituzionale a carattere vincolante a norma dell'articolo 295 del TFUE;

465.  esprime profonda preoccupazione per le conclusioni della relazione speciale n. 11/2015 della Corte sulla gestione da parte della Commissione degli accordi di partenariato nel settore della pesca (APP); osserva che la Corte esprime dubbi sulla sostenibilità degli APP, a causa della difficile applicazione del concetto di eccedenza di pesca; constata altresì che la Corte mette seriamente in discussione la qualità del monitoraggio dell'attuazione degli APP da parte della Commissione; si rammarica inoltre che, secondo la Corte, le valutazioni ex post degli APP non siano sufficientemente utilizzate nell'elaborazione degli accordi di follow-up; esorta la Commissione ad attuare quanto prima le numerose raccomandazioni formulate dalla Corte;

466.  ricorda che nel 2014 un'acuta, pressoché costante, mancanza di fondi per i pagamenti ha esacerbato le difficoltà della DG ECHO a rispondere adeguatamente a crisi umanitarie sempre più gravi nel vicinato dell'Unione e al di là di esso; si rallegra del fatto che stanziamenti più adeguati nei bilanci 2015 e 2016 dell'Unione hanno in gran parte risolto il problema dei pagamenti della DG ECHO;

467.  si rammarica che, a causa della carenza di stanziamenti di pagamento nel 2014, i pagamenti a sostegno del bilancio del Marocco e della Giordania, per un importo complessivo di 43 milioni di EUR, non abbiano potuto essere effettuati nel 2014, contrariamente agli obblighi assunti; ritiene che ciò comprometta seriamente la credibilità dell'Unione europea.

Occupazione e affari sociali

468.  osserva con preoccupazione che il livello di errore stimato nel settore della politica dell'occupazione e degli affari sociali è del 3,7 % nel 2014, vale a dire leggermente superiore a quello dell'esercizio precedente (3,1 %); sottolinea che ciò rappresenta un passo indietro nel raggiungimento di un tasso di errore inferiore all'obiettivo del 2 %;

469.  si compiace che la relazione della Corte analizzi l'esecuzione del bilancio dell'Unione alla luce della strategia Europa 2020; prende atto dell'osservazione secondo la quale il contributo del bilancio dell'Unione non è identificato in maniera distinta nel contesto della realizzazione degli obiettivi principali, come quelli relativi all'occupazione e alla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale;

470.  accoglie altresì con favore le raccomandazioni della Corte secondo cui la strategia Europa 2020 e il QFP devono essere meglio allineati e gli obiettivi politici di alto livello tradotti in obiettivi operativi utili, e sottolinea l'importanza di incentrare l'attenzione sulle prestazioni e i risultati, nonché sul valore aggiunto, in particolare nel caso degli obiettivi principali in materia di occupazione e affari sociali, per i quali la Commissione non ha la competenza ai fini della creazione di un quadro giuridicamente vincolante; invita la Commissione a sviluppare ulteriormente indicatori di risultato e sistemi di controllo al fine di confrontare i risultati con gli obiettivi concordati, di essere meglio informati al momento di definire gli obiettivi futuri e di aumentare l'efficienza della spesa dell'Unione;

471.  prende atto delle osservazioni della Corte circa l'aumento del rischio di irregolarità nel caso delle piccole e medie imprese (PMI) che partecipano a Orizzonte 2020; concorda con la risposta della Commissione secondo la quale la partecipazione delle PMI al programma è fondamentale ai fini della creazione di crescita e occupazione e prende atto della semplificazione delle disposizioni amministrative per le PMI e sottolinea che un'ulteriore semplificazione determinerebbe una maggiore partecipazione delle PMI; sottolinea l'importanza della creazione di posti di lavoro sostenibili attraverso le PMI;

472.  osserva che le PMI sono le principali creatrici di posti di lavoro dell'Europa e ritiene che si possa fare di più per aumentarne la partecipazione ai programmi di finanziamento dell'Unione; invita la Commissione a introdurre ulteriori misure che incoraggino la partecipazione attiva delle PMI, ivi compresa l'applicazione del principio "pensare anzitutto in piccolo";

473.  osserva che la natura intangibile degli investimenti nel capitale umano, la diversità delle attività e il coinvolgimento di più partner, spesso di piccole dimensioni, nella realizzazione dei progetti continuano a costituire i principali rischi per la regolarità delle spese dell'FSE; invita la Commissione a portare avanti le azioni specifiche di mitigazione, comprese misure sia preventive che correttive;

474.  prende atto delle conclusioni della relazione speciale n. 17/2015 della Corte relativa al riorientamento dei fondi FSE durante il periodo 2012-2014; osserva con preoccupazione le carenze riscontrate nella comunicazione sull'impatto di detti fondi da parte della Commissione e ritiene che ulteriori passi in avanti verso una strategia basata sui risultati siano fondamentali per garantire una solida responsabilità finanziaria e un utilizzo efficiente dei fondi dell'UE;

475.  è preoccupato che tassi di errore più elevati seguiti da sospensioni e interruzioni possano influenzare la conclusione positiva dei programmi 2007-2013;

476.  è dell'avviso che la promozione di un più ampio ricorso alle opzioni semplificate in materia di costi (OSC) possa portare alla riduzione degli oneri amministrativi, a un minor numero di errori e a una maggiore attenzione alle prestazioni e ai risultati; evidenzia, tuttavia, che le OSC dovrebbero essere applicate in un contesto di certezza giuridica e fiducia, accompagnate da una valutazione dei benefici e con la piena partecipazione delle parti interessate a tutti i livelli; sottolinea che le OSC dovrebbero rimanere un'opzione a disposizione degli Stati membri;

477.  insiste affinché gli Stati membri evitino ulteriori complicazioni delle norme e dei requisiti legati all'attuazione dell'FSE che impongono oneri aggiuntivi a carico dei beneficiari e aumentano il rischio di errori;

478.  esprime preoccupazione per il fatto che, su 178 operazioni esaminate dalla Corte nel settore dell'occupazione e degli affari sociali, 62 (il 34,8 %) siano risultate inficiate da errori, di cui 12 sono stati errori quantificabili superiori al 20 % (6,7 %); esorta la Commissione ad attuare misure correttive e applicare procedure rigorose per ridurre il rischio di irregolarità in questo settore, nonché a seguire i casi di spese non ammissibili riscontrati dalla Corte;

479.  si rammarica del fatto che il numero di programmi dell'FSE con un tasso di errore superiore al 5 % sia aumentato dal 18,8 % del 2013 al 22,9 % del 2014 e che il volume dei pagamenti interessati da detti tassi sia aumentato in modo vertiginoso dall'11,2 % al 25,2 %;

480.  richiama l'attenzione sulla reiterata osservazione della Corte secondo la quale la percentuale di errore sarebbe stata inferiore se le autorità nazionali avessero fatto miglior uso delle informazioni disponibili prima di inviare le domande di pagamento alla Commissione; a tale riguardo, insiste affinché gli Stati membri e le autorità nazionali effettuino controlli più approfonditi ed evitino di chiedere il rimborso di spese irregolari;

481.  incoraggia gli Stati membri a utilizzare lo strumento di valutazione del rischio Arachne e la Commissione a continuare a fornire agli Stati membri i pertinenti orientamenti e l'assistenza tecnica per la corretta attuazione dei requisiti di gestione e di controllo nel periodo 2014-2020; insiste affinché la Commissione rafforzi lo scambio di buone prassi tra gli Stati membri;

482.  invita la Commissione a seguire le raccomandazioni della Corte, al fine di garantire che l'esecuzione del bilancio dell'Unione contribuisca maggiormente alla realizzazione degli obiettivi principali della strategia Europa 2020 in materia di occupazione e affari sociali; auspica, a tale riguardo, che la Commissione e gli Stati membri utilizzino migliori indicatori di risultato e migliorino la comunicazione dei risultati raggiunti nel periodo 2014-2020;

Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare

483.  desidera ribadire che, conformemente al TFUE, il Parlamento concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio dopo aver esaminato i conti, il bilancio finanziario, la relazione di valutazione di cui all'articolo 318 TFUE, la relazione annuale della Corte corredata delle risposte delle istituzioni controllate, la dichiarazione di affidabilità e le pertinenti relazioni speciali della Corte;

484.  ricorda che il 2014 corrisponde al primo anno di attuazione del nuovo QFP – inteso a determinare le dimensioni e la ripartizione della spesa dell'Unione per il periodo 2014-2020 – e che, di conseguenza, il livello di esecuzione è stato inferiore a quello degli anni precedenti;

485.  prende atto della presentazione dei settori dell'ambiente e della salute nella relazione annuale della Corte per l'esercizio finanziario 2014; esprime preoccupazione per il fatto che il settore dell'ambiente e del cambiamento climatico sia stato nuovamente inserito nel capitolo dedicato anche allo sviluppo rurale e alla pesca; ribadisce la sua critica per la composizione illogica dei settori nel capitolo in questione; è del parere che la Corte non debba prendere la decisione politica di raggruppare i settori; esorta la Corte a rivedere il suo approccio nella prossima relazione annuale;

486.  reputa degno di nota, nel presente contesto, che il capitolo riguardante lo sviluppo rurale, l'ambiente, la pesca e la salute sia quello che, secondo la relazione della Corte per il 2014, presenta il più alto tasso di errore, con una percentuale del 6,2% a fronte di una media del 4,4%; rileva inoltre che molte delle principali carenze rilevate dalla Corte sono simili a quelle già segnalate nei tre esercizi precedenti;

487.  rileva che esistono punti di vista divergenti tra la Corte e la Commissione quanto alle modalità di calcolo degli errori; nota che la Commissione ritiene che il tasso di errore rappresentativo annuo della Corte debba essere visto nel contesto del carattere pluriennale delle rettifiche finanziarie nette e dei recuperi;

488.  osserva che la Corte non ha espresso alcuna osservazione sulla gestione dei settori "salute pubblica", "sicurezza alimentare" e "ambiente e azione per il clima";

489.  osserva che, per quanto riguarda l'esecuzione generale delle linee di bilancio per l'ambiente, l'azione per il clima, la salute pubblica e la sicurezza alimentare nel 2014, la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare si reputa soddisfatta; ricorda ancora una volta che meno dello 0,5 % del bilancio dell'Unione è dedicato agli strumenti delle politiche in questione, e che non bisogna ignorare il chiaro valore aggiunto dell'Unione negli ambiti citati, nonché il sostegno dei cittadini europei per le politiche ambientali e climatiche dell'Unione, oltre che per la salute pubblica e la sicurezza alimentare;

490.  esprime soddisfazione per il lavoro svolto dalle cinque agenzie decentrate che rientrano tra le competenze della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e che svolgono compiti di natura tecnica, scientifica o manageriale intesi a supportare le istituzioni dell'Unione nell'elaborazione e attuazione delle politiche in materia di ambiente, clima, salute pubblica e sicurezza alimentare, nonché nell'esecuzione dei relativi bilanci;

Ambiente e azione per il clima

491.  sottolinea che sono stati messi a disposizione della DG ENV, sotto forma di stanziamenti d'impegno, 352 041 708 EUR, che sono stati utilizzati per il 99,7 %; ritiene soddisfacente, per quanto riguarda gli stanziamenti di pagamento, che sia stato utilizzato il 95,03 % dei 290 769 321 EUR disponibili; nota inoltre che la spesa amministrativa per il programma LIFE+ è eseguita su due esercizi di bilancio (mediante riporti automatici) e che, se non si tiene conto di essa, il tasso di esecuzione dei pagamenti raggiunge il 99,89%;

492.  prende atto che la DG CLIMA ha alzato il suo tasso di esecuzione, portandolo al 99,7 % dei 102 694 032 EUR di stanziamenti d'impegno e al 93,1 % dei 32 837 296 EUR di stanziamenti di pagamento, e che, se non si tiene conto della spesa amministrativa, il tasso di esecuzione dei pagamenti raggiunge il 98,5 %;

493.  esprime soddisfazione per l'esecuzione globale del bilancio operativo di LIFE+, che nel 2014 è stata pari al 99,9% per gli stanziamenti di impegno e al 97,4% per gli stanziamenti di pagamento; rileva che, nel 2014, 283 121 194 EUR sono stati stanziati per inviti a presentare proposte per progetti negli Stati membri, 40 000 000 EUR sono stati utilizzati per finanziare operazioni nel quadro degli strumenti finanziari Strumento di finanziamento del capitale naturale (NCFF) e Finanziamento privato per l'efficacia energetica (PF4EE), 8 952 827 EUR hanno sostenuto le attività operative di ONG impegnate nella protezione e nella promozione dell'ambiente a livello dell'Unione nonché coinvolte nello sviluppo e nell'attuazione della politica e della normativa unionale, e 49 502 621 EUR sono stati utilizzati per misure destinate a sostenere la Commissione nel suo ruolo di iniziativa e di monitoraggio dello sviluppo di politiche e normative; nota che un importo pari a 20 914 622 EUR è stato utilizzato per il sostegno amministrativo a LIFE e per un sostegno operativo all'EASME, l'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese;

494.  è consapevole del fatto che il tasso di pagamento delle azioni LIFE+ è sempre leggermente inferiore agli stanziamenti di impegno, pur con un tasso di esecuzione elevato;

495.  riconosce che un importo di 4 350 000 EUR è stato assegnato a titolo di contributi per convenzioni, protocolli e accordi internazionali di cui l'Unione è parte o in relazione ai quali è coinvolta in lavori preparatori;

496.  considera soddisfacenti i progressi realizzati nell'attuazione di dodici progetti pilota e sei azioni preparatorie, per un importo complessivo di 2 950 000 EUR; è consapevole che l'esecuzione di tali azioni può essere onerosa per la Commissione a causa della modestia degli importi disponibili rispetto alle procedure necessarie per l'esecuzione (quali piani di azione e inviti a presentare proposte); incoraggia l'autorità di bilancio a concentrarsi in futuro sui progetti pilota e sulle azioni preparatorie che presentano un reale valore aggiunto per l'Unione;

Salute pubblica

497.  ricorda che il 2014 è il primo anno di attuazione dei nuovi programmi: il programma in materia di salute è stato adottato l'11 marzo 2014 (Regolamento (UE) n. 282/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio(108)), mentre il quadro finanziario comune in materia di alimenti e mangimi è stato adottato il 27 giugno 2014 (regolamento (UE) n. 652/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio(109));

498.  rileva che la DG SANTE era responsabile, nel 2014, dell'esecuzione di 244 221 762 EUR sulle linee di bilancio relative alla salute pubblica, di cui il 96,6 % è stato impegnato in modo soddisfacente; è consapevole del fatto che il 75 % circa di tale bilancio è trasferito direttamente a tre agenzie decentrate (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Autorità europea per la sicurezza alimentare e Agenzia europea per i medicinali); nota altresì che il livello di esecuzione degli stanziamenti di impegno è superiore al 98,9 % per tutte le linee tranne che per l'Agenzia europea per i medicinali, per la quale il sottoutilizzo degli stanziamenti di impegno corrisponde al risultato del 2013 che è stato riutilizzato nell'esercizio 2015;

499.  rileva inoltre che il livello di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è pari al 98,8 %, che corrisponde a un ottimo tasso di esecuzione;

500.  nota che il livello di esecuzione del programma per la salute 2008-2014 è anch'esso molto buono (99,7 % sia per gli stanziamenti di impegno che per gli stanziamenti di pagamento) e che gli stanziamenti restanti non utilizzati riguardano soprattutto entrate con destinazione specifica che possono ancora essere utilizzate nel 2015;

501.  esprime soddisfazione per il fatto che l'attuazione di tutti e dieci i progetti pilota e delle cinque azioni preparatorie sotto la responsabilità della DG SANTE nel settore della salute pubblica si trova in fase avanzata, e che tutti gli stanziamenti d'impegno corrispondenti (6 780 000 EUR) sono stati utilizzati;

Sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali e salute delle piante

502.  riconosce che il tasso di esecuzione per la sicurezza alimentare, la salute e il benessere degli animali e la salute delle piante si attesta al 96,8 %; rileva tuttavia che, se si tiene conto del riporto non automatico di 6 800 000 EUR, il tasso di esecuzione raggiunge il 100 % degli stanziamenti disponibili;

503.  osserva che, così come nell'esercizio precedente, i programmi di controllo ed eradicazione della tubercolosi hanno ricevuto il contributo più importante da parte dell'Unione, mentre il contributo dell'Unione ai programmi sulla febbre catarrale degli ovini è rimasto basso;

504.  riconosce che i principali fattori alla base del sottoutilizzo di 8 100 000 EUR al capitolo "Sicurezza degli alimenti e dei mangimi, salute e benessere degli animali e salute delle piante" possono sostanzialmente essere così riassunti: 500 000 EUR si riferiscono a entrate con destinazione specifica per i vari programmi che possono essere utilizzate nel 2015 (ossia nessun sottoutilizzo), 800 000 EUR si riferiscono a entrate con destinazione specifica che tecnicamente non possono essere riutilizzati nel 2015 (relative a stanziamenti C5 di programmi precedenti) e 6 800 000 EUR sono relativi al fondo di emergenza; prende atto del fatto che l'ultimo importo citato è stato riportato al 2015 (per misure di contrasto contro la peste suina africana in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia nel 2014);

505.  prende atto del fatto che, per quanto riguarda gli stanziamenti di impegno per il 2014, il tasso di esecuzione relativo al capitolo di bilancio "Sicurezza degli alimenti e dei mangimi, salute e benessere degli animali e salute delle piante" è pari al 99,0 %, il che rappresenta un leggero calo rispetto al 2013 (99,9 %); è consapevole che, nel contesto dello storno globale, sono stati richiesti stanziamenti di pagamento supplementari che però non sono stati ottenuti e che, a fine esercizio, soltanto un pagamento non ha potuto essere interamente eseguito, ma che con l'accordo degli Stati membri il saldo dovuto è stato versato all'inizio di gennaio 2015;

506.  esprime soddisfazione per il fatto che l'attuazione di tutti e tre i progetti pilota e dell'azione preparatoria sotto la responsabilità della DG SANTE nel settore della sicurezza alimentare si trova in fase avanzata, e che tutti gli stanziamenti d'impegno corrispondenti (1 250 000 EUR) sono stati utilizzati;

507.  ritiene che, sulla base dei dati disponibili e della relazione di esecuzione, si possa concedere il discarico alla Commissione per le spese effettuate nei settori della politica ambientale e climatica, della salute pubblica e della sicurezza alimentare per l'esercizio finanziario 2014;

Trasporti e turismo

508.  constata che il bilancio 2014, quale adottato in via definitiva e modificato in corso di esercizio, prevedeva specificamente per le politiche dei trasporti un totale di 2 931 147 377 EUR in stanziamenti d'impegno e di 1 089 127 380 EUR in stanziamenti di pagamento; osserva inoltre che nell'ambito di tali importi:

509.  si compiace dell'elevato tasso di esecuzione, nel 2014, degli stanziamenti d'impegno per le politiche della mobilità e dei trasporti, pari al 98,2 %, e del tasso di esecuzione notevolmente elevato degli stanziamenti di pagamento, pari al 95,2 %; osserva che nel 2014 l'importo degli impegni da liquidare è aumentato di 1 653 372 424 EUR a fronte di un totale di 5 647 143 046 EUR, e che l'incremento degli importi da liquidare è generalmente più elevato all'inizio del nuovo QFP in quanto i pagamenti per i nuovi progetti si effettuano in seguito; invita, tuttavia, la Commissione e gli Stati membri a garantire che i progetti nel settore dei trasporti vengano debitamente eseguiti;

510.  si rammarica del fatto che nel settore "Competitività per la crescita e l'occupazione", cui appartengono i trasporti e nell'ambito del quale la dotazione è la più bassa (0,8 miliardi di EUR) rispetto all'importo totale sottoposto all'audit della Corte (13 miliardi di EUR), il livello di errore stimato nel 2014 fosse pari al 5,6 % (superiore alle risultanze corrispondenti nel 2013 (4,0 %)), principalmente a causa del rimborso di costi non ammissibili di progetti di ricerca, ma anche dell'inosservanza delle norme sugli appalti pubblici; invita la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie per porre rimedio a tale situazione (anche mediante l'esecuzione di controlli ex ante più accurati al fine di individuare e correggere gli errori prima del rimborso);

511.  richiama l'attenzione sul fatto che nel 2014 non sono stati finanziati progetti nell'ambito dell'MCE, dal momento che il primo invito a presentare proposte è stato chiuso nel marzo 2015 e che lo strumento di debito MCE, che sarà gestito dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), è stato approvato solo alla fine del 2014; rileva che nel 2014 la Corte ha esaminato sei operazioni nel settore dei trasporti (DG Mobilità e trasporti), concludendo che due di esse erano inficiate da errori quantificabili; esprime pertanto soddisfazione per la diminuzione della percentuale di operazioni affette da errori nel 2014 (33 %) rispetto al 2013 (62 %) e al 2012 (49 %); invita la Commissione e gli altri soggetti pertinenti a garantire il rispetto delle norme sugli appalti pubblici e l'ammissibilità dei costi dei futuri progetti nel settore dei trasporti;

512.  rileva che, secondo la strategia di controllo pluriennale utilizzata dalla Commissione, che tiene conto dei recuperi, delle rettifiche e degli effetti dei controlli e degli audit nel periodo di attuazione del programma, il tasso di errore residuo per il programma TEN-T risultava dello 0,84 %;

513.  richiama l'attenzione sul vasto numero di progetti di elevata qualità che non è stato possibile adottare in occasione dei bandi MCE-Trasporti del 2014 a causa della mancanza di fondi disponibili; ritiene necessario garantire risorse sufficienti per i progetti MCE-T; si rammarica che il bilancio dell'MCE sia stato ridotto dai finanziamenti assegnati al Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS); ricorda, tuttavia, che il punto 17 dell'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(110) dispone una flessibilità del 10 % per incrementare la dotazione dell'MCE nel quadro della procedura annuale di bilancio e che tale flessibilità sussiste indipendentemente dai finanziamenti destinati al FEIS; insiste sul fatto che l'attuazione dei progetti concordati tra il Parlamento e il Consiglio di cui all'allegato I del regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(111) giustificherebbe tale incremento della dotazione dell'MCE;

514.  incoraggia la Commissione a continuare a monitorare attentamente l'attuazione degli strumenti finanziari innovativi per mobilitare gli investimenti dell'Unione e attirare nuove fonti di finanziamento per i progetti infrastrutturali TEN-T, quali il Fondo Marguerite, lo strumento di garanzia dei prestiti (LGTT) e l'iniziativa sui prestiti obbligazionari per il finanziamenti di progetti (project bond), nonché a garantire che il contributo del bilancio dell'Unione a tali strumenti sia gestito e impiegato in modo adeguato;

515.  osserva che in varie banche dati, quali il Sistema di trasparenza finanziaria, la banca dati INEA per i progetti TEN-T, i progetti cofinanziati dal Fondo di coesione e dai fondi regionali, nonché CORDIS per i progetti Orizzonte 2020, sono disponibili informazioni sui progetti nel settore dei trasporti e del turismo; chiede l'integrazione delle informazioni sui progetti ottenute da tali strumenti al fine di conseguire una visione globale, a monte e a valle, del processo di assegnazione dei fondi dell'Unione; ribadisce l'importanza della pubblicazione di un elenco annuale facilmente accessibile dei progetti nel settore dei trasporti e del turismo e di banche dati consultabili online dei progetti cofinanziati dall'Unione in cui figuri l'importo esatto del finanziamento, al fine di aumentare la trasparenza;

516.  fa notare che nel periodo 2014-2020 i progetti nel settore dei trasporti saranno finanziati da più fonti, tra cui l'MCE, il Fondo di coesione, il Fondo europeo per lo sviluppo regionale e il FEIS; invita quindi la Commissione a sviluppare sinergie che consentano a queste diverse fonti di finanziamento di allocare in maniera più efficiente i fondi a disposizione;

517.  riconosce che, per quanto riguarda i fondi dell'Unione, il principio "use it or lose it" (obbligo di utilizzare fondi, pena la loro perdita definitiva) può indurre gli Stati membri a proporre la selezione di progetti a scarso impatto; esprime preoccupazione per il fatto che, in passato, le carenze nella selezione dei progetti hanno fatto sì che alcuni degli investimenti nei trasporti finanziati dall'Unione avessero un basso rapporto costi/benefici; si compiace del nuovo quadro giuridico per il periodo 2014-2020, che rafforza la valutazione del rapporto costi-benefici e il processo di revisione dei progetti;

518.  si compiace dell'istituzione dell'impresa comune Shift2Rail, nel giugno 2014, al fine di accrescere la competitività dell'industria ferroviaria europea; osserva che Shift2Rail sarà oggetto di procedure di discarico ad hoc una volta che, negli anni a venire, sarà divenuta finanziariamente autonoma; si rammarica tuttavia dei ritardi nell'attuazione di questa impresa comune e delle grandi difficoltà delle piccole e medie imprese (PMI) ad accedervi;

519.  ritiene che la Commissione debba garantire una trasparenza totale nella gestione dei fondi, assicurando la tutela dell'interesse pubblico e facendolo sempre e comunque prevalere su quello privato;

520.  constata che il bilancio 2014, quale adottato in via definitiva e modificato in corso di esercizio, prevedeva specificamente per il turismo un totale di 11 226 160 EUR in stanziamenti d'impegno e di 6 827 266 EUR in stanziamenti di pagamento; invita la Commissione a condurre una valutazione d'impatto dei progetti finanziati per meglio definire le priorità di spesa future, che dovrebbero essere in linea con la posizione dell'Unione in quanto prima destinazione turistica mondiale e atte a fare del settore turistico un settore chiave di crescita potenziale per l'economia dell'Unione; invita la Commissione a includere i risultati dei progetti pilota e delle azioni preparatorie nella pianificazione del bilancio del prossimo esercizio e a pubblicare un elenco annuale facilmente accessibile dei progetti in tale settore;

521.  propone che, in relazione ai settori di competenza della commissione per i trasporti e il turismo, il Parlamento conceda alla Commissione il discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014;

Sviluppo regionale

522.  osserva che la relazione annuale della Corte, del 10 novembre 2015, sull'esecuzione del bilancio 2014 dell'Unione europea ha valutato al 5,7 % il tasso di errore stimato più probabile nella politica di coesione, il che rappresenta un aumento rispetto al 5,3 % del 2013; esprime preoccupazione per questo aumento, che è particolarmente significativo per quanto riguarda gli errori aventi implicazioni finanziarie e gravi ripercussioni sul bilancio; sottolinea che il tasso di errore stimato per la politica di coesione è dovuto per metà alla complessità delle norme in materia di appalti pubblici e aiuti di Stato, nonché a violazioni commesse in relazione a tali procedure, quali l'ingiustificata aggiudicazione diretta di contratti, casi di conflitto d'interessi e l'applicazione di criteri di selezione discriminatori;

523.  prende atto della risposta della Commissione alla relazione della Corte, secondo cui la riduzione media del tasso di errore rispetto al periodo di programmazione 2000-2006 è dovuta a un miglioramento dei sistemi di gestione e di controllo; invita la Commissione a fornire alle autorità informazioni tempestive e misure di formazione in merito alle norme in materia di appalti pubblici e aiuti di Stato; accoglie con favore, a tale riguardo, l'istituzione del piano d'azione in materia di appalti pubblici; prende atto dell'applicazione dell'iniziativa dei patti d'integrità ed esorta la Commissione a effettuare un'adeguata valutazione ex ante del loro potenziale in termini di effettivo miglioramento della trasparenza ed efficienza negli appalti pubblici relativamente ai fondi SIE; invita gli Stati membri ad adempiere alla condizionalità ex ante per quanto riguarda gli appalti pubblici entro la fine del 2016 e a recepire le direttive del 2014 sugli appalti pubblici nei rispettivi ordinamenti giuridici entro aprile 2016, al fine di evitare irregolarità e di garantire una realizzazione efficiente ed efficace dei progetti e il raggiungimento dei risultati previsti, e quindi anche degli obiettivi della politica di coesione; invita la Commissione a sorvegliare rigorosamente questo processo fornendo l'orientamento e l'assistenza tecnica pertinenti agli Stati membri, nel contesto del corretto recepimento di tali direttive nel diritto nazionale;

524.  ricorda che non tutte le irregolarità sono frodi e che occorre distinguere tra irregolarità fraudolente e non fraudolente; ritiene che le irregolarità non fraudolente derivino spesso da sistemi di gestione e controllo finanziario deboli e dalla mancanza di capacità amministrativa, sia per quanto riguarda la conoscenza delle norme sia il possesso delle competenze tecniche riguardanti i lavori o i servizi specifici; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che siano creati sistemi di gestione e di controllo finanziario adeguati, efficienti ed efficaci, in conformità delle pertinenti disposizioni del quadro regolamentare, tenendo conto della realtà normativa nazionale;

525.  invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità regionali ad assicurare che i beneficiari ricevano informazioni coerenti sulle condizioni di finanziamento, in particolare per quanto riguarda l'ammissibilità delle spese e i massimali applicabili ai rimborsi;

526.  osserva che l'attuazione della politica di coesione negli Stati membri implica, in funzione del loro sistema istituzionale, procedure e norme nazionali e regionali di notevole portata, che rappresentano un livello supplementare e possono causare irregolarità e, di conseguenza, la perdita di fondi SIE e l'ampliamento delle disparità tra gli Stati membri; invita la Commissione a contribuire alla semplificazione dell'attuazione a livello nazionale e regionale, nel rispetto delle specificità istituzionali degli Stati membri e fornendo loro i chiarimenti necessari per applicare la normativa; ricorda alla Commissione e agli Stati membri la risoluzione del Parlamento sul tema "Verso la semplificazione della politica di coesione per il periodo 2014-2020 e il suo orientamento ai risultati" e la necessità di adottare le misure necessarie per limitare al minimo indispensabile gli oneri amministrativi e regolamentari, consentendo in tal modo un migliore assorbimento dei fondi SIE ed evitando che i beneficiari finali, in particolare le PMI, commettano errori; si rammarica che la Commissione abbia escluso i rappresentanti degli Stati membri dal gruppo di esperti ad alto livello sul monitoraggio della semplificazione per i beneficiari dei fondi SIE, non tenendo conto del loro parere per migliorare il sistema;

527.  ritiene che la capacità amministrativa sia essenziale per un uso corretto ed efficiente dei fondi SIE e invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare lo scambio di conoscenze e di buone prassi in merito a questioni specifiche relative all'esecuzione (ad esempio appalti pubblici, aiuti di Stato, criteri di ammissibilità o pista di controllo), in particolare per i potenziali beneficiari che dispongono di minori capacità amministrative e finanziarie; propone, a tale riguardo, l'organizzazione di attività specifiche ma globali per formare sia i dipendenti pubblici e le autorità che lavorano su progetti beneficiari di fondi SIE sia i beneficiari (ad esempio, corsi di formazione e di aggiornamento, seminari, prestazione di assistenza tecnica e amministrativa);

528.  accoglie con favore la creazione da parte della Commissione dello strumento "Taiex Regio Peer 2 Peer" per agevolare lo scambio inter pares tra le autorità di gestione, certificazione e audit degli Stati membri allo scopo di migliorare la loro capacità amministrativa; sottolinea l'importanza di intensificare gli sforzi per la designazione delle autorità, che è una condizione preliminare indispensabile per la presentazione di richieste di pagamento, al fine di garantire una corretta attuazione dei programmi e l'afflusso di risorse; ritiene inoltre che la Commissione dovrebbe applicare in maniera efficiente ed efficace tutti gli strumenti disponibili per individuare precocemente e prevenire i rischi nella politica di coesione e, più in particolare, gli strumenti di estrapolazione di dati, quali ARACHNE, per individuare precocemente e prevenire i rischi negli appalti pubblici; invita la Commissione, in considerazione del fatto che l'ambito d'azione della task force per una migliore attuazione include anche attività che potrebbero migliorare l'efficienza, l'efficacia e il valore aggiunto dei progetti della politica di coesione che sono già stati realizzati, a valutare tali aspetti mediante indicatori qualitativi;

Agricoltura e sviluppo rurale

529.  ritiene che la PAC, in quanto una delle politiche europee originarie, sia un importante strumento dell'Unione con un ampio impatto, non solo nel settore della produzione alimentare e dei servizi ecosistemici e in termini di miglioramenti ambientali, socioeconomici e di genere, effettivi e potenziali, ma anche ai fini della lotta contro lo spopolamento delle zone rurali, tenendo conto della necessità di sviluppare il concetto di economia circolare; ritiene che la PAC contribuisca quindi all'equilibrio tra le regioni dell'Unione, in quanto fornisce sostegno finanziario e importanti strumenti che aiutano i giovani agricoltori ad avviare l'attività agricola e a garantire la continuità generazionale;

530.  rileva che, nel 2014, la DG AGRI ha lavorato intensamente con le autorità degli Stati membri affinché questi ultimi fossero sempre più in grado di prevenire gli errori nella spesa agricola e di attuare i loro programmi di sviluppo rurale; riconosce l'impatto positivo della DG AGRI, evidenziato nella relazione annuale della Corte per il 2014, e ritiene che, unitamente agli Stati membri, le sue azioni dovrebbero costituire una buona base per ulteriori miglioramenti durante gli esercizi cruciali del periodo di spesa 2014-2020;

531.  chiede che, in casi estremi, gli organismi pagatori con risultati costantemente inferiori alle aspettative si vedano privati del loro accreditamento;

532.  è d'avviso che la coerenza dell'esecuzione e dei risultati sia fondamentale nell'ambito della PAC, che garantisce una produzione alimentare sicura e stabile, è applicata in tutti i paesi dell'UE con effetti positivi a livello sociale, ambientale ed economico, e copre la produzione di colture e prodotti alimentari di tutti i tipi;

533.  osserva che il reddito dei fattori in agricoltura per lavoratore negli Stati membri che hanno aderito all'UE nel 2004 o successivamente (UE-N13) è appena un quarto del reddito dei fattori in agricoltura generato nell'UE-15(112);

534.  accoglie con favore i miglioramenti rispetto alle cifre della relazione annuale 2013 e prende atto della conclusione della Corte, secondo cui, per la politica agricola, la percentuale di operazioni verificate denota una riduzione del tasso di errore rispetto al 2013; osserva che nel 2014 il tasso di errore è stato del 2,9 % (contro il 3,6 % nel 2013) per il FEAGA, oggetto di audit in 17 Stati membri, e del 6,2 % (in discesa rispetto al 7 % del 2013) per lo sviluppo rurale, l'ambiente e la pesca, oggetto di audit in 18 Stati membri, mentre il tasso medio per l'intero capitolo "Risorse naturali" è stato del 3,6%;

535.  sottolinea la necessità di elaborare una metodologia comune per il calcolo del tasso di errore, al fine di garantirne la precisione ed evitare l'emergere di differenze significative tra il tasso di errore indicato dalla Commissione e quello rilevato dalla Corte;

536.  richiama l'attenzione su quanto affermato dalla Commissione(113), secondo la quale gli errori relativi alla condizionalità (ad esempio sulle notifiche tempestive dei movimenti di bestiame, le date delle riunioni o le scadenze) non pregiudicano l'ammissibilità dei pagamenti (già confermata dalla Corte), mentre il tasso di errore relativo alla condizionalità dovrebbe essere detratto dal tasso di errore complessivo a fini di maggior chiarezza;

537.  evidenzia che le differenze nelle modalità di applicazione della normativa sui pagamenti accoppiati da parte degli Stati membri determinano distorsioni della concorrenza, ad esempio nel settore lattiero-caseario;

538.  accoglie con favore il fatto che la Commissione ha introdotto nuovi orientamenti per la determinazione delle rettifiche finanziarie nell'ambito della gestione concorrente in caso di inosservanza delle norme sugli appalti pubblici(114);

539.  rileva che il 2014 è stato un anno di transizione, che ha comportato ingenti pagamenti per l'ultima parte del periodo di finanziamento 2007-2013 e durante il quale gli elementi finali (atti di esecuzione e delegati) sono stati adottati a metà anno per il periodo di finanziamento della PAC 2014-2020; rileva altresì che il 2015 e il 2016 dovrebbero essere parimente considerati come anni di transizione, durante i quali sia gli agricoltori che gli Stati membri dovranno attuare in pieno e per la prima volta l'ecologizzazione e altre significative modifiche politiche, il che comporterà norme nuove e complesse e un numero elevato di nuovi richiedenti di pagamenti diretti, dato che molte delle misure pluriennali dei piani di sviluppo rurale (PSR) degli Stati membri cominceranno a essere attuate soltanto nel 2016 e richiederanno che si presti un'attenzione speciale ai nuovi strumenti introdotti nel quadro della riforma;

540.  si compiace della riduzione dei tassi di errore rispetto al 2013 e riconosce gli importanti sforzi profusi e le ingenti risorse devolute per raggiungere questo obiettivo, in particolare mediante l'informazione e l'assistenza tecnica della Commissione alle autorità degli Stati membri in materia di attuazione; ritiene, tuttavia, che una semplice misurazione dell'errore non costituisca, di per sé, una misurazione dell'esecuzione o dei risultati;

541.  ricorda alla Commissione che, in ultima istanza, il rischio di errori involontari dovuti alla complessità della regolamentazione è sostenuto dal beneficiario; chiede che tale approccio sia sostenuto da una politica ragionevole, proporzionata ed efficace in materia di sanzioni che eviti ad esempio doppie sanzioni per lo stesso errore nell'ambito del regime di pagamento e della condizionalità; esorta la Commissione a garantire una migliore proporzionalità delle sanzioni in relazione al tipo di errore; chiede strumenti per un approccio maggiormente incentrato sugli incentivi e basato sui risultati, che potrebbe consentire una riduzione dei tassi di errore e delle ispezioni e permettere di meglio distinguere tra errore e frode, assicurando nel contempo che gli agricoltori continuino a essere in grado di garantire la produzione alimentare essenziale, che è al centro della politica; ritiene che continuare nell'opera di semplificazione e razionalizzazione della PAC sia uno degli elementi chiave per attrarre nuovi operatori nel settore agricolo e trattenerli con le loro competenze, al fine di garantire in futuro un settore agricolo fiorente nell'UE;

542.  si compiace del fatto che la Corte stia esaminando come misurare le prestazioni nella sua relazione annuale, e soprattutto del fatto che la Commissione intende concentrare la propria spesa sui risultati; sottolinea tuttavia la difficoltà di giudicare i risultati dei programmi pluriennali di finanziamento, che rappresentano ormai il metodo preferito per la realizzazione delle misure ambientali del secondo pilastro, mediante uno strumento che esamina un unico esercizio, e invita la Corte a illustrare il suo orientamento ai risultati, in particolare per quanto riguarda la spesa agricola; esorta nondimeno la Corte a tener conto dei molteplici obiettivi della politica di sviluppo rurale in fase di valutazione dei risultati, in modo da evitare l'utilizzo di indicatori semplicistici che sfocino in interpretazioni errate;

543.  prende atto dell'opinione della Corte, quale emerge dai suoi audit, secondo cui il sistema integrato di gestione e controllo (SIGC) contribuisce in modo significativo a prevenire e ridurre i livelli di errore nei regimi ai quali si applica(115) e prende atto dell'osservazione secondo la quale le carenze nel sistema per l'identificazione delle parcelle agricole (SIPA) sono state oggetto di provvedimenti correttivi in tutti gli Stati membri sottoposti ad audit (116);

544.  plaude alla proposta della Commissione di semplificare il SIGC attraverso controlli preventivi preliminari che consentiranno alle amministrazioni nazionali di individuare i problemi inerenti alle domande degli agricoltori e di effettuare correzioni e che dovrebbero tradursi in un minore tasso di sanzioni;

545.  condivide le principali raccomandazioni della Corte, ossia che gli Stati membri devono garantire informazioni e immagini affidabili e aggiornate sul SIPA per ridurre il rischio di errori associato ai terreni ammissibili la cui superficie sia stata sovradichiarata, mentre è opportuno che la Commissione richieda che i piani d'azione degli Stati membri includano misure correttive per affrontare le cause più frequenti di errore, riveda la propria strategia di audit di conformità per lo sviluppo rurale e assicuri la corretta applicazione della procedura di garanzia sulla legittimità e la regolarità delle operazioni, che sarà obbligatoria a partire dal 2015;

546.  rileva che la Commissione e la Corte concordano sul fatto che la spesa per lo sviluppo rurale è disciplinata da normative e requisiti di ammissibilità complessi, dovuti in parte alla natura di questa politica e all'eterogeneità delle regioni europee; chiede un potenziamento delle misure in materia di semplificazione e prevenzione incluse nelle norme relative al periodo 2014-2020 e chiede inoltre che, nei nuovi programmi di sviluppo rurale, tale semplificazione avvenga in via prioritaria a livello di Stato membro, quale importante strumento per ridurre i tassi di errore e migliorare l'efficienza e la flessibilità, incrementando così la capacità di assorbimento, soprattutto qualora programmi su piccola scala possano aver suscitato meno interesse e/o evidenziato tassi di errore costantemente elevati dovuti alla loro mancanza di flessibilità in passato;

547.  invita la Commissione a presentare a tempo debito un piano dettagliato per ridurre gli oneri burocratici nel contesto della PAC;

548.  esorta sia la Commissione che le autorità degli Stati membri a continuare ad occuparsi delle complessità relative ai pagamenti diretti e a ridurle per quanto possibile, nonché ad attribuire un'elevata priorità alla semplificazione delle misure di ecologizzazione, soprattutto qualora nell'amministrazione del FEAGA e dei fondi per lo sviluppo rurale all'interno degli Stati membri siano coinvolti molti livelli diversi, adottando ove necessario approcci diversi per i due pilastri; sottolinea che le notevoli disparità tra Stati membri in termini di pagamenti diretti hanno allargato il divario di competitività tra gli agricoltori che operano nel mercato unico;

549.  auspica che la Commissione sfrutti pienamente e con urgenza il processo di semplificazione della PAC, in particolare per quanto concerne le regolamentazioni onerose e complesse che disciplinano la condizionalità e l'ecologizzazione che, in ultima analisi, si ripercuotono sugli agricoltori di tutta Europa; sottolinea che il processo di semplificazione dovrebbe incentrarsi sulla riduzione degli oneri amministrativi e non dovrebbe mettere a rischio i principi e le regole concordati nel quadro dell'ultima riforma della PAC, che dovrebbero rimanere immutati; ritiene che tale semplificazione non dovrebbe comportare una revisione della spesa della PAC per il periodo 2013-2020;

550.  evidenzia che l'acquisto di terreni agricoli da parte degli investitori determina un aumento della pressione sulle piccole aziende agricole familiari e che una parte dei pagamenti diretti viene erogata a gruppi operanti a livello internazionale;

551.  sottolinea l'importanza di disporre di indicatori di performance e dati comparabili per lo stesso tipo di programmi in luoghi diversi e si attende miglioramenti in proposito nel periodo 2014-2020, al fine di garantire una migliore gestione finanziaria della PAC basata sulle necessità di ciascuno Stato membro;

552.  evidenzia che la PAC svolge un ruolo importante nel promuovere l'inclusione sociale - in particolare, ma non soltanto, mediante sforzi di cooperazione -, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali attraverso la creazione di occupazione, il programma LEADER e la creazione di servizi e infrastrutture nuovi o migliorati; chiede un'analisi dell'incidenza complessiva dei due pilastri della PAC nelle zone rurali, della destinazione dei fondi e delle modalità della loro assegnazione, ponendo l'accento sugli effettivi beneficiari finali;

553.  fa presente che le spese dovrebbero generare benefici sia per le zone rurali che per i consumatori in generale e ricorda che i beneficiari finali spendono per acquistare beni o servizi nelle rispettive comunità locali, o per impiegare personale nelle loro aziende, contribuendo così a far sì che le persone continuino a dedicarsi alla terra in regioni in cui l'agricoltura e la silvicoltura sono spesso i principali motori economici delle zone rurali o isolate;

554.  rileva che l'impatto dell'embargo russo sull'importazione di prodotti agricoli imposto a metà 2014 rappresenta una grande sfida; raccomanda una migliore gestione nella fase iniziale di eventuali misure di emergenza, al fine di garantire una corretta destinazione dei fondi o, se necessario, di recuperare prontamente gli importi indebitamente richiesti; si compiace in tale contesto degli sforzi costanti della Commissione, volti a individuare sbocchi di mercato alternativi per i prodotti agricoli in eccedenza e per sostenere i settori colpiti dall'embargo; accoglie con favore gli sforzi della Commissione per individuare sbocchi di mercato alternativi per i prodotti agricoli in eccedenza e invita gli Stati membri a impegnarsi congiuntamente al fine di eliminare gli ostacoli all'espansione degli sbocchi di mercato; sottolinea l'importanza dell'accordo TTIP, che potrebbe compensare la chiusura dei mercati tradizionali di scambio;

555.  accoglie con favore la decisione della Commissione di istituire regimi di aiuto eccezionali a favore dei paesi che hanno registrato perdite nel settore lattiero-caseario e invita la Commissione a prendere in considerazione ulteriori misure di aiuto a favore dei settori che incontrano problemi analoghi;

556.  esprime preoccupazione per il fatto che, nelle zone rurali di molti Stati membri, le donne hanno solo un accesso limitato al mercato del lavoro e invita la Commissione, quale priorità delle sue future iniziative in materia di sviluppo, a farsi carico del compito di migliorare e incrementare l'accesso delle donne al mercato occupazionale nelle zone rurali e a stanziare risorse adeguate a favore di una "Garanzia europea per le donne del mondo rurale", sul modello del programma Garanzia per i giovani", stabilendo obiettivi distinti per le donne delle zone rurali;

557.  esorta la Commissione a chiarire le norme in materia di riconoscimento delle organizzazioni di produttori, in particolare nel settore ortofrutticolo, e ad abbreviare ulteriormente i tempi di realizzazione degli audit della Commissione, al fine di garantire ai beneficiari la certezza del diritto ed evitare errori inutili;

558.  ritiene, alla luce dell'obiettivo del trattato(117) di assicurare prezzi ragionevoli nelle consegne ai consumatori, che l'imposizione di un'IVA eccessiva sui prodotti alimentari comprometta la possibilità di un accesso equo per tutti i consumatori e renda più probabili le frodi in materia di IVA;

559.  ritiene che gli obiettivi del periodo di programmazione 2007-2013 siano tuttora traguardi importanti e che nell'attuale periodo l'Unione dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento della redditività delle aziende e del settore agricolo, sulla promozione di un migliore equilibrio nella filiera alimentare, al fine di consolidare e rafforzare le organizzazioni dei produttori e sostenere i regimi di qualità, le filiere corte, le cooperative sociali, i mercati locali, i servizi ecosistemici e un equilibrato sviluppo territoriale, rigorosamente nelle zone rurali coperte dai nuovi PSR, evitando aspettative o spese irragionevoli in campo ambientale;

560.  ricorda che, di tutti gli audit effettuati dalla Corte sulla spesa del 2014, solo tre casi sono stati deferiti all'OLAF per l'avvio di indagini(118) sulla base del sospetto che fossero state create "artificialmente le condizioni per ottenere aiuti" (nuove entità create da imprese consolidate o gruppi di persone) e uno era stato precedentemente identificato come rischioso dalle autorità nazionali prima dell'audit della Corte;

561.  rileva che l'attuazione della politica potrebbe essere migliorata ulteriormente; insiste, pertanto, sulla necessità di essere informato in merito ad eventuali miglioramenti in termini di definizione e conseguimento degli obiettivi e della conformità;

562.  invita la Commissione a valutare l'efficacia dei pagamenti per promuovere le vendite nei paesi terzi e a garantire che tali misure non scaccino dal mercato i produttori agricoli locali;

563.  rileva che, al momento in cui la DG AGRI ha elaborato la relazione annuale di attività 2014, le informazioni relative a un certo numero di elementi IPARD non erano disponibili e devono ora essere aggiornate (numero di aziende beneficiarie, aumento del valore lordo, numero di aziende agricole che hanno introdotto le norme dell'Unione), e ritiene nel contempo che, nel nuovo periodo di finanziamento, occorrerà un'analisi costante;

564.  osserva che la relazione annuale 2014 della Corte evidenzia risultati soddisfacenti, ma invita nondimeno la Corte a informare il Parlamento in merito alle misure che intende adottare a favore di una metodologia di esame a carattere più pluriennale, mano a mano che svilupperà il previsto approccio più orientato alle prestazioni;

Pesca

565.  prende atto della comunicazione della Commissione al Parlamento, al Consiglio e alla Corte sui conti annuali dell'Unione per l'esercizio 2014; prende altresì atto della relazione annuale della Corte per l'esercizio 2014; prende nota della relazione annuale di attività 2014 della DG MARE; tiene conto della relazione speciale n. 11/2015 della Corte sugli accordi di partenariato nel settore della pesca;

566.  prende atto dei pareri della Corte sulla legalità e regolarità delle operazioni alla base dei conti; rileva il giudizio negativo della Corte sugli stanziamenti di pagamento, per i quali il tasso di errore complessivo è stato del 4,4%, senza tuttavia alcun tasso di errore specifico per quanto riguarda la pesca; chiede che la pesca costituisca l'oggetto di un esame a se stante e non sia più considerata unitamente all'agricoltura, al fine di garantire una maggiore trasparenza nel settore della pesca;

567.  prende atto delle riserve della DG MARE per quanto riguarda il sistema di gestione e di controllo dei programmi del Fondo europeo per la pesca (FEP) in alcuni Stati membri;

568.  è rassicurato dal fatto che il sistema di controllo interno attuato dalla DG MARE fornisca sufficienti garanzie per gestire adeguatamente i rischi connessi alla legittimità e regolarità delle operazioni;

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

569.  rileva che l'adozione, dopo il 1° gennaio 2014, di programmi in regime di gestione concorrente per il FEAMP e altri fondi SIE ha portato a una revisione tecnica del QFP al fine di trasferire gli stanziamenti non utilizzati dal 2014 agli esercizi successivi;

570.  esprime profondo rammarico per il fatto che la stragrande maggioranza degli Stati membri abbia trasmesso il proprio programma operativo relativo al FEAMP molto tardi, il che ha comportato considerevoli ritardi nella mobilitazione del fondo; ricorda che gli Stati membri sono i principali responsabili dell'esecuzione degli stanziamenti nell'ambito della gestione concorrente;

571.  è del parere che gli Stati membri debbano migliorare gli strumenti e i canali da essi utilizzati per trasmettere informazioni alla Commissione; raccomanda inoltre che quest'ultima eserciti maggiori pressioni sugli Stati membri affinché forniscano dati affidabili;

572.  esorta la Commissione a fornire agli Stati membri tutto il sostegno possibile per garantire un utilizzo corretto e completo delle risorse del FEAMP, con elevati tassi di esecuzione, in linea con le loro rispettive priorità ed esigenze, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile del settore della pesca;

EASME - Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese

573.  accoglie con favore l'affidamento all'Agenzia della competenza sul FEAMP a partire dal 1° gennaio 2014; prende atto del protocollo d'intesa firmato tra la DG MARE e l'Agenzia il 23 settembre 2014; sottolinea la necessità di promuovere un sostegno di elevata qualità da parte dell'Agenzia a tutti i suoi beneficiari relativamente alle 19 azioni del FEAMP;

Relazione speciale n. 11/2015 (discarico 2014) della Corte dei conti europea: Gli accordi di partenariato nel settore della pesca (APP) sono gestiti dalla Commissione in maniera adeguata?

574.  invita la Commissione a tener conto delle raccomandazioni della Corte;

575.  si rammarica del costo finanziario generato dal sottoutilizzo dei quantitativi di riferimento adottati in alcuni protocolli recenti; propone di collegare più strettamente i pagamenti per i diritti di accesso alle catture effettive; invita la Commissione a provvedere affinché le erogazioni relative al sostegno settoriale siano in linea con gli altri pagamenti a titolo di sostegno al bilancio e chiede un miglioramento dei risultati conseguiti dai paesi partner nell'attuazione della matrice delle azioni decise di comune accordo;

576.  sottolinea, come evidenziato dalla Corte, che vi sono margini per migliorare la complementarietà e la coerenza tra gli APP negoziati all'interno di una stessa regione, al fine di massimizzarne la capacità a livello regionale;

577.  evidenzia che le informazioni fornite dalle valutazioni indipendenti ex post non sono sempre sufficientemente complete, coerenti o comparabili, il che riduce la loro utilità nel processo decisionale e nei negoziati; osserva altresì che dette valutazioni non appurano sufficientemente in quale misura gli APP raggiungano tutti i loro obiettivi, ad esempio, non viene fatto alcun riferimento all'occupazione nelle regioni dell'Unione dipendenti dalla pesca, né sono fornite informazioni sull'approvvigionamento di prodotti ittici sul mercato dell'Unione;

578.  esprime preoccupazione per l'assenza di informazioni attendibili, verificabili e accessibili sugli stock ittici e sullo sforzo di pesca delle flotte pescherecce nazionali o di altre flotte straniere cui è stato ugualmente concesso l'accesso, dal momento che uno degli obiettivi principali degli APP è di limitare la pesca soltanto agli stock ittici eccedentari, il che si è rivelato molto difficile da applicare nella pratica;

579.  esorta la Commissione a monitorare più da vicino l'attuazione del sostegno settoriale al fine di garantirne l'efficacia;

580.  insiste sulla necessità di seguire in maniera efficace le azioni finanziate dall'Unione per il sostegno settoriale degli accordi internazionali, avvalendosi di tabelle matriciali quanto più possibile dettagliate, nonché sulla necessità di invocare un incremento della quota destinata al sostegno settoriale; ritiene fermamente che la parte commerciale degli accordi dovrebbe, in definitiva, essere subordinata a un appoggio settoriale efficace, adeguatamente controllato e significativo;

581.  rileva con preoccupazione che i protocolli attualmente in vigore non prevedono ancora la possibilità di pagamenti solo parziali qualora i risultati vengano raggiunti solo in parte; riconosce che, se i risultati conseguiti sono scarsi o nulli, il pagamento del sostegno settoriale per l'esercizio successivo deve essere sospeso fino a quando gli obiettivi non saranno raggiunti; invita comunque la Commissione a prevedere, ove possibile, nei nuovi protocolli la possibilità di erogazioni parziali del sostegno settoriale;

Discarico

582.  propone, sulla base dei dati disponibili, di concedere il discarico alla Commissione per quanto riguarda la spesa nel settore degli affari marittimi e della pesca per l'esercizio 2014;

Cultura e istruzione

583.  prende atto con soddisfazione del fatto che, nel suo primo anno di applicazione, il programma Erasmus + ha continuato a riservare un'attenzione prioritaria alla promozione delle competenze e dell'occupabilità, ha realizzato l'obiettivo previsto di creare vincoli più stretti tra i programmi dell'Unione e l'evoluzione delle politiche in materia di istruzione, formazione, sport e gioventù, ha promosso l'azione dell'Unione in modo da rispondere meglio all'obiettivo dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e ha contribuito a ridurre le disuguaglianze sociali, economiche e territoriali, raggiungendo molti cittadini dell'Unione; segnala, tuttavia, alcune criticità nella sezione Gioventù di Erasmus+, rispetto al precedente programma "Gioventù in Azione", relative all'accesso ai finanziamenti; deplora il fatto che la Commissione non abbia assegnato fondi sufficienti, nell'ambito del programma Erasmus +, per comunicare meglio i cambiamenti globali nelle nuove linee del programma al fine di poter includere un numero maggiore di progetti scolastici;

584.  ritiene che, sebbene l'accresciuta decentralizzazione dell'erogazione dei finanziamenti per Erasmus+ permetta di rispondere meglio ad alcune esigenze nazionali e locali del programma, a seconda delle Azioni Chiave, occorre valutare tale decentralizzazione onde evitare che possa costituire un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi strategici di Erasmus+, in particolare per quanto riguarda la sua sezione Gioventù;

585.  rileva che il programma Erasmus + contribuisce a integrare i giovani europei nel mercato del lavoro, a promuovere l'occupabilità e a sviluppare nuove competenze, che rafforza le iniziative nei settori della cittadinanza, del volontariato e dell'internazionalizzazione dei giovani e dello sport, che aiuta a migliorare la qualità dell'istruzione, della formazione formale e informale e dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e che rinsalda il sentimento di cittadinanza europea basato sulla comprensione e il rispetto dei diritti umani;

586.  esprime profonda preoccupazione per la sospensione di fatto dell'erogazione dei fondi della sezione Gioventù di Erasmus+ in Grecia, come evidenziato dal rapporto 2015 del Forum Europeo dei Giovani sull'attuazione del programma;

587.  prende atto delle difficoltà segnalate dalla DG EAC della Commissione e dall'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA) nella fase iniziale di attuazione dei programmi Erasmus+, Europa Creativa ed Europa dei Cittadini, in particolare riguardo ad alcuni ritardi nell'apertura degli inviti a presentare proposte e nell'erogazione dei finanziamenti; auspica che si tratti di una situazione eccezionale e attende, quindi, con interesse i prossimi anni, quando detti programmi entreranno in una fase di maggiore stabilità rispetto a questo primo anno di attuazione; raccomanda che il programma Erasmus + includa un maggior numero di progetti su scala minore, che sono al centro di esperienze innovative in tutti e tre i settori: istruzione, gioventù e sport;

588.  accoglie con favore i progressi verso modelli di finanziamento basati su importi forfettari e costi unitari, che semplificano la gestione finanziaria sia per i beneficiari dei finanziamenti dell'Unione che per la stessa Unione; rileva tuttavia che, in particolare nella sezione "Gioventù" di Erasmus+, questi importi forfettari e costi unitari non sono peraltro sufficienti a finanziare le principali spese di funzionamento delle associazioni e ONG di giovani; sostiene che gli investimenti dell'Unione a favore del programma dovrebbero essere ulteriormente aumentati;

589.  ricorda che i ritardi nei pagamenti finali da parte dell'EACEA hanno un impatto diretto sui diritti dei beneficiari, mettendo così a repentaglio le associazioni culturali e i progetti, la creatività e la diversità culturale della società civile; incoraggia l'EACEA a migliorare ulteriormente i suoi sistemi di controllo e di pagamento;

590.  si dichiara preoccupato per il fatto che le Scuole europee non abbiano affrontato le questioni ribadite dalla Corte e pone l'accento sulla raccomandazione rivolta al Consiglio superiore delle Scuole europee affinché applichi un sistema di rotazione per i posti sensibili e ponga rimedio ad altre lacune che possono mettere a rischio i principi fondamentali della trasparenza e di una sana gestione finanziaria; prende atto dell'adozione, nel 2014, del nuovo regolamento finanziario per le Scuole europee come uno dei mezzi - se ben attuato - per rispondere alle criticità individuate dalla Corte; invita il Consiglio superiore delle Scuole europee a valutare la possibilità di centralizzare alcuni posti attualmente decentralizzati, ad esempio la funzione di contabile, e di favorire la separazione tra i ruoli di autorizzazione, esecuzione e controllo delle transazioni finanziarie, così da minimizzare il rischio di errori e frodi; ritiene opportuna una revisione globale della governance, della gestione e dell'organizzazione del sistema delle Scuole europee, stanti le preoccupazioni sollevate e il fatto che il 60% del bilancio delle Scuole europee, pari a 177 milioni di EUR, proviene dal bilancio dell'Unione;

591.  rileva che il disallineamento tra la programmazione settennale del QFP e la programmazione decennale delle priorità politiche e strategiche dell'Unione può inficiare una valutazione coerente dei risultati ottenuti attraverso i programmi dell'Unione; osserva che la prossima revisione del QFP costituisce un punto chiave nella gestione della spesa dell'Unione, in quanto garantirà che i programmi di investimento dell'Unione rimangano efficienti; insiste a favore di una semplificazione radicale dei moduli di domanda e dei criteri, in particolare per i progetti su piccola scala, nel quadro sia del programma Erasmus + che del programma Europa creativa;

592.  esprime preoccupazione per l'arretrato nei pagamenti della Commissione, che nel 2014 ammontava a 26 miliardi di EUR - metà del quale era considerato "anormale", ossia non determinato da fatturate generate alla fine dell'esercizio, come evidenziato dal servizio di ricerca del Parlamento europeo - e a 202 milioni di EUR per il solo Erasmus+; rileva che questo arretrato è causato in parte dall'eccessiva rigidità del QFP, che non permette riallocazioni e dispone di margini ristretti, e in parte dal mancato rispetto degli impegni sugli stanziamenti di pagamento da parte degli Stati membri;

593.  sottolinea che il programma Europa per i cittadini funge da collegamento unico e diretto tra l'Unione e i suoi cittadini al fine di sostenere azioni, petizioni e diritti civili; considera l'attuale livello di finanziamento di gran lunga troppo basso e auspica che il programma sia attuato rispettandone i contenuti, arricchendolo di iniziative che rafforzino i valori della cittadinanza europea; si oppone risolutamente a eventuali ulteriori tagli di bilancio o a qualsiasi ritardo nei pagamenti destinati al programma Europa per i cittadini 2014-2020;

Libertà civili, giustizia e affari interni

594.  prende atto della conclusione della Corte, secondo cui i conti consolidati dell'Unione presentano un'immagine fedele, sotto tutti gli aspetti rilevanti, della situazione finanziaria dell'Unione al 31 dicembre 2014; esprime tuttavia preoccupazione per il fatto che, per il ventunesimo anno consecutivo, i sistemi di supervisione e controllo finanziari esaminati siano risultati soltanto parzialmente efficaci nel garantire la legittimità e la regolarità dei pagamenti alla base dei conti;

595.  è comunque preoccupato dal fatto che i pagamenti alla base dei conti presentino tassi di errore al di sopra della soglia di rilevanza; ricorda pertanto la necessità di un'attenta gestione di bilancio e chiede ulteriori sforzi per ridurre il tasso di errore;

596.  prende atto della nuova presentazione della relazione annuale della Corte sulle spese nell'ambito della rubrica 3 (Sicurezza e cittadinanza) del QFP; ne chiede l'inclusione il prossimo anno, tenuto conto dell'incremento di bilancio; concorda sul fatto che è necessario un nuovo approccio affinché il bilancio dell'UE sia investito anziché speso;

597.  si rammarica del fatto che, in taluni Stati membri, la legislazione in materia di conflitti di interesse dei membri del Parlamento, del governo e delle amministrazioni locali sia vaga e insufficiente; invita la Commissione ad esaminare la situazione formulando, se del caso, proposte al riguardo; è d'avviso che tali eventuali proposte debbano valere anche per i Commissari attuali e per quelli designati;

598.  sottolinea la necessità di garantire un utilizzo ottimale dei fondi e di trarre insegnamento da precedenti progetti in cui le lacune nella gestione della Commissione hanno comportato ritardi e sovraccosti, come è avvenuto per lo sviluppo del sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II), che è stato ultimato con sei anni di ritardo rispetto al previsto, a un costo otto volte superiore alla dotazione finanziaria iniziale;

599.  osserva che, sebbene il Fondo per le frontiere esterne abbia contribuito alla gestione delle frontiere esterne, il suo valore aggiunto è stato limitato, e che non si è potuto misurare il risultato complessivo a causa di debolezze nel monitoraggio da parte delle autorità responsabili e di gravi carenze nelle valutazioni della Commissione e degli Stati membri;

Questioni di genere

600.  ricorda che, come enunciato all'articolo 8 TFUE, la parità tra donne e uomini è uno dei valori su cui si fonda l'Unione europea e che l'Unione stessa promuove; ritiene che la parità di genere debba essere integrata in tutte le politiche ed essere quindi presa in considerazione nelle procedure di bilancio;

601.  ricorda alla Commissione che alcune linee di bilancio potrebbero favorire indirettamente la disuguaglianza di genere in quanto potrebbero produrre conseguenze negative per le donne in sede di attuazione; invita pertanto la Commissione ad analizzare le linee di bilancio nuove ed esistenti secondo una prospettiva di genere e, ove possibile, ad apportare le modifiche necessarie a livello delle politiche per garantire che non si verifichino indirettamente disuguaglianze di genere;

602.  ricorda alla Commissione l'impegno da essa di recente assunto per un bilancio basato sui risultati e reitera la richiesta del Parlamento di includere nell'insieme comune di indicatori di risultato per l'esecuzione del bilancio dell'Unione anche indicatori specifici di genere, che consentirebbero di valutare meglio l'esecuzione del bilancio nell'ottica della prospettiva di genere;

603.  invita la Commissione a valutare quale impatto abbiano avuto i finanziamenti dell'Unione sulla promozione dell'uguaglianza di genere;

604.  invita l'Unione ad aumentare la quota del FSE dedicata allo sviluppo di servizi pubblici di alta qualità a prezzi accessibili per l'assistenza all'infanzia, agli anziani e agli adulti non autosufficienti (di cui sono ancora le donne a farsi carico nella maggior parte dei casi), tenendo anche conto dei dati forniti dall'indice sull'uguaglianza di genere recentemente messo a punto dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE);

605.  invita la Commissione e gli Stati membri a far sì che i funzionari pubblici coinvolti nelle decisioni di spesa siano pienamente formati per garantire essi comprendano fino in fondo gli effetti che le loro decisioni hanno sulla parità di genere;

606.  invita tutte le istituzioni dell'Unione a verificare che esista un'effettiva parità nella distribuzione dei posti di lavoro in seno alle istituzioni e agli organi dell'Unione europea, fornendo durante la procedura di discarico dati ripartiti per genere relativamente al numero di funzionari e al loro grado.

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 373 del 10.11.2015, pag. 1.
(4) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6) Testi approvati in tale data, P8_TA(2016)0148.
(7) GU L 51 del 20.2.2014.
(8) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(9) GU C 367 del 5.11.2015, pag. 2.
(10) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 73.
(11) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(12) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(13) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(14) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(15) GU L 343 del 19.12.2013, pag. 46.
(16) Testi approvati in tale data, P8_TA(2016)0148.
(17) GU L 51 del 20.2.2014.
(18) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(19) GU C 367 del 5.11.2015, pag. 9.
(20) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 90.
(21) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(22) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(23) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(24) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(25) GU L 341 del 18.12.2013, pag. 73.
(26) Testi approvati in tale data, P8_TA(2016)0148.
(27) GU L 51 del 20.2.2014.
(28) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(29) GU C 367 del 5.11.2015, pag. 2.
(30) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 56.
(31) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(32) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(33) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(34) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(35) GU L 341 del 18.12.2013, pag. 69.
(36) GU L 363 del 18.12.2014, pag. 183.
(37) Testi approvati in tale data, P8_TA(2016)0148.
(38) GU L 51 del 20.2.2014.
(39) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(40) GU C 367 del 5.11.2015, pag. 12.
(41) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 247.
(42) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(43) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(44) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(45) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(46) GU L 346 del 20.12.2013, pag. 58.
(47) Testi approvati in tale data, P8_TA(2016)0148.
(48) GU L 51 del 20.2.2014.
(49) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(50) GU C 367 del 5.11.2015, pag. 10.
(51) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 379.
(52) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(53) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(54) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(55) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(56) GU L 346 del 20.12.2013, pag. 54.
(57) Testi approvati in tale data, P8_TA(2016)0148.
(58) GU L 51 del 20.2.2014.
(59) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(60) GU C 367 del 5.11.2015, pag. 10.
(61) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 362.
(62) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(63) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(64) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(65) GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
(66) GU L 352 del 24.12.2013, pag. 65.
(67) Testi approvati in tale data, P8_TA(2016)0148.
(68) GU L 51 del 20.2.2014.
(69) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(70) GU C 373 del 10.11.2015, pag. 1.
(71) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(72) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1
(73) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(74) GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
(75) Testi approvati in tale data, P8_TA(2016)0148.
(76) Strategia Europa 2020, Semestre europeo, Six-Pack, Two-Pack, Raccomandazioni specifiche per paese (RSP), tra l'altro; potrebbe essere opportuno utilizzare il rigoroso rispetto delle RSP come un parametro di riferimento per determinare l'efficace assegnazione della spesa di bilancio dell'UE.
(77) Risoluzione del Parlamento europeo del 17 aprile 2013 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2011, sezione III – Commissione e agenzie esecutive (GU L 308 del 16.11.2013, pag. 27), paragrafo 328; risoluzione del Parlamento europeo del 3 aprile 2014 relativa al discarico per l'esercizio 2012 (GU L 266 del 5.9.2014, pag. 32), paragrafi 314 e 315; risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 relativa al discarico per l'esercizio 2013 (GU L 255 del 30.9.2015, pag. 27), paragrafo 305.
(78) Relazione annuale 2014 della Corte, punto 3.10.
(79) Relazione annuale 2014 della Corte, punto 3.5.
(80) Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
(81) Relazione annuale 2014 della Corte, punto 3.65.
(82) I dati relativi al 2013 sono stati ricalcolati per rispettare la struttura della relazione annuale sull'esercizio 2014 e consentire quindi il confronto fra i due esercizi.
(83) Secondo la relazione annuale 2014 della Corte, il tasso di errore stimato comparabile per il 2013 e il 2012 è inferiore di 0,2 e 0,3 punti percentuali perché la Corte ha aggiornato il metodo con cui quantifica le gravi violazioni delle norme in materia di appalti pubblici.
(84) Relazione annuale della Corte, punti 1.54 e 1.65.
(85) La RIA rappresenta infatti uno strumento molto efficace ai fini di una gestione finanziaria veramente sana.
(86) Il piano di pagamenti adottato dalla Commissione nel marzo 2015, che illustra le misure a breve termine per ridurre il livello delle fatture non pagate, non è lo strumento giusto; l'elevato livello degli impegni da liquidare richiede una prospettiva più a lungo termine.
(87) Fondo sociale europeo (FSE), Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Fondo di coesione (FC), Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). Fonte: relazione annuale della Corte, 2014;
(88) Il tasso di utilizzo negli Stati membri oscilla tra il 50 % e il 92 %.
(89) Risposte all'interrogazione con richiesta di risposta scritta supplementare al Commissario Moedas, interrogazione 3.
(90) Relazione annuale di attività 2012 della Direzione generale della Ricerca e dell'Innovazione, pag. 45 e segg.
(91) Come l'INEA.
(92) Riduzione e sospensione dei pagamenti mensili e dei pagamenti intermedi: cfr. articolo 41, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 352/78, (CE) n. 165/94, (CE) n. 2799/98, (CE) n. 814/2000, (CE) n. 1290/2005 e (CE) n. 485/2008 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 549).
(93)Cfr. la relazione annuale 2014 della Corte, punti da 7.44 a 7.50.
(94)Cfr. tabella: allegato 10-3.2.8 della relazione annuale di attività 2014 della DG AGRI.
(95) La politica di sviluppo rurale viene attuata mediante 46 misure, le quali sono applicate mediante programmi di sviluppo rurale a livello nazionale o regionale.
(96) Relazione annuale 2014 della Corte, punto 7.71.
(97)Cfr. risposta del Commissario Hogan all'interrogazione con richiesta di risposta scritta .7 b., audizione della commissione CONT del 14 gennaio 2016.
(98) Relazione annuale di attività del Direttore generale della DG AGRI, pag. 17.
(99) Relazione speciale n. 5/2015 della Corte: Gli strumenti finanziari sono uno strumento valido e promettente nel settore dello sviluppo rurale?
(100) Si veda la relazione annuale di attività 2014 di Europe Aid, pag. 115.
(101) Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2014 (COM(2015)0279, pag. 23).
(102) Risposte alle interrogazioni scritte al Commissario Thyssen, interrogazioni 48 e 49.
(103) Si veda il seguito dato alla risoluzione del Parlamento europeo sulla relazione annuale 2014 del comitato di vigilanza dell'OLAF, approvato dalla Commissione il 23 settembre 2015.
(104) Philip Morris International, British American Tobacco, Japan Tobacco International e Imperial Tobacco Limited.
(105) Direttiva 2014/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 aprile 2014, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati e che abroga la direttiva 2001/37/CE (GU L 127 del 29.4.2014, pag. 1).
(106) Risoluzione del Parlamento europeo del 9 marzo 2016 sull'accordo sul tabacco (accordo con PMI) (Testi approvati, P8_TA(2016)0082).
(107) http://www.ombudsman.europa.eu/en/press/release.faces/en/61027/html.bookmark.
(108) Regolamento (UE) n. 282/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, sull'istituzione del terzo programma d'azione dell'Unione in materia di salute (2014-2020) e che abroga la decisione n. 1350/2007/CE (GU L 86 del 21.3.2014, pag. 1).
(109) Regolamento (UE) n. 652/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che fissa le disposizioni per la gestione delle spese relative alla filiera alimentare, alla salute e al benessere degli animali, alla sanità delle piante e al materiale riproduttivo vegetale, che modifica le direttive 98/56/CE, 2000/29/CE e 2008/90/CE del Consiglio, i regolamenti (CE) n. 178/2002, (CE) n. 882/2004 e (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, la direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, nonché il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, e che abroga le decisioni 66/399/CEE, 76/894/CEE e 2009/470/CE del Consiglio (GU L 189 del 27.6.2014, pag. 1).
(110) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(111) Regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 129).
(112) DG AGRI - Relazione annuale 2014 - pag. 12.
(113) Relazione annuale 2014 della Corte - risposta al paragrafo 7.15.
(114) Relazione annuale 2014 della Corte - risposta al paragrafo 7.32.
(115) Relazione annuale 2014 della Corte - paragrafo 7.35.
(116) Relazione annuale 2014 della Corte- paragrafo 7.40.
(117) Articolo 39, paragrafo 1, lettera e), TFUE.
(118) Relazione annuale 2014 della Corte - paragrafo 7.30.


Discarico 2014: relazioni speciali della Corte dei conti nell'ambito del discarico alla Commissione
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Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nell'ambito del discarico alla Commissione per l'esercizio 2014 (2015/2206(DEC))
P8_TA(2016)0148A8-0127/2016

Il Parlamento europeo,

–  viste le relazioni speciali della Corte dei conti elaborate a norma dell'articolo 287, paragrafo 4, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0267/2015)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio finanziario 2014, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste la sua decisione del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione(5), e la sua risoluzione recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alla Commissione sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05583/2016 – C8-0042/2016),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(6) del Consiglio, in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0127/2016),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dà esecuzione al bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

B.  considerando che le relazioni speciali della Corte dei conti forniscono informazioni su aspetti importanti che attengono all'esecuzione dei fondi e sono pertanto utili al Parlamento nell'esercizio della sua funzione di autorità di discarico;

C.  considerando che le osservazioni del Parlamento sulle relazioni speciali della Corte dei conti costituiscono parte integrante della sua decisione precitata del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione;

Parte I – Relazione speciale n. 18/2014 della Corte dei conti dal titolo "I sistemi di valutazione e monitoraggio orientato ai risultati di EuropeAid"

1.  accoglie con favore la relazione speciale dedicata alla valutazione dei sistemi di valutazione e monitoraggio orientato ai risultati (MOR) di EuropeAid ed esprime le osservazioni e raccomandazioni riportate in appresso;

Osservazioni generali

2.  è seriamente preoccupato per l'insufficiente affidabilità dei sistemi di valutazione e MOR di EuropeAid, per il livello inadeguato di supervisione e monitoraggio della valutazione dei programmi come pure per il fatto che EuropeAid non ha modo di garantire che le risorse umane e finanziarie siano adeguate, né che vengano assegnate efficientemente alle varie attività di valutazione;

3.  sottolinea che è necessario fornire al Parlamento, in quanto autorità preposta al controllo del bilancio, un'immagine chiara del reale grado di raggiungimento degli obiettivi principali dell'Unione;

4.  ritiene che le audizioni svolte non soltanto con funzionari della Commissione e del SEAE ma anche con beneficiari ed esperti indipendenti permetteranno una valutazione più organica del contributo di EuropeAid agli obiettivi dell'Unione;

5.  rammenta che, nel quadro dell'impegno assunto dalla Commissione in merito alla garanzia della qualità, dovrebbe essere fornito un riscontro esterno, oggettivo e imparziale sui risultati dei progetti e dei programmi di aiuto della Commissione;

6.  ritiene che le risultanze delle valutazioni siano elementi essenziali da integrare nel processo di revisione strategica e politica al fine di adeguare gli obiettivi politici strategici e accrescere la coerenza generale con le altre politiche dell'Unione; reputa fondamentale a tale proposito che le valutazioni siano indipendenti, trasparenti e disponibili al pubblico;

7.  è del parere che investire nell'analisi e nell'aggregazione dei risultati provenienti da diversi tipi di valutazione non soltanto offre un quadro generale delle tendenze ma consente altresì di trarre insegnamenti che rafforzano l'efficacia finale dei processi di valutazione, fornendo nel contempo un migliore fondamento probatorio ai fini del processo decisionale, la definizione delle politiche e la prosecuzione dei progetti esistenti in relazione a strumenti specifici di aiuto;

8.  ritiene che la condivisione di conoscenze attraverso ogni mezzo e strumento sia essenziale per lo sviluppo non solo di una cultura della valutazione ma innanzitutto per promuovere una cultura efficace del rendimento;

9.  incoraggia la Corte a esaminare tutti i meccanismi di finanziamento di EuropeAid per garantire il conseguimento di un buon rapporto costi-benefici e l'efficienza del finanziamento dell'Unione nel promuovere gli obiettivi e i valore dell'Unione; ritiene che i progetti finanziati dall'Unione dovrebbero essere in sintonia con i suoi obiettivi programmatici nei paesi limitrofi, tenuto conto della responsabilità dei beneficiari e della fungibilità del denaro dell'Unione;

10.  sostiene le raccomandazioni della Corte in relazione ai sistemi di valutazione e monitoraggio orientato ai risultati di EuropeAid;

Raccomandazioni della Corte

11.  prende atto che la Corte esprime raccomandazioni in merito a un efficiente utilizzo delle risorse di valutazione e MOR, all'attribuzione di priorità e al monitoraggio delle valutazioni, all'attuazione delle procedure di controllo della qualità, all'attestazione dei risultati raggiunti, al seguito da dare alle risultanze delle valutazioni e del MOR e alla divulgazione di queste ultime;

12.  ritiene che EuropeAid dovrebbe mantenere prassi adeguate di gestione delle informazioni e valutare le proprie esigenze in modo periodico al fine di assicurare un'assegnazione informata delle risorse umane e finanziarie alle valutazioni dei programmi e al MOR;

13.  ritiene che EuropeAid dovrebbe, al fine di garantire che le valutazioni svolte riflettano le priorità dell'organizzazione:

   definire criteri di selezione chiari per classificare in ordine di importanza relativa le valutazioni dei programmi e documentarne le modalità di applicazione nello stabilire i piani di valutazione, tenendo conto della complementarità con il MOR;
   migliorare in modo significativo il sistema di monitoraggio e notifica sull'attuazione dei piani di valutazione, anche fornendo un'analisi delle cause dei ritardi e una descrizione delle misure adottate per eliminarle;
   rafforzare la supervisione globale delle attività di valutazione dei programmi da parte di EuropeAid;

14.  ritiene che EuropeAid dovrebbe, al fine di garantire la qualità delle valutazioni dei programmi e dei MOR:

   insistere affinché le unità operative e le delegazioni applichino i requisiti di controllo della qualità, tra cui l'impiego di un gruppo di riferimento per le valutazioni dei programmi e la documentazione dei controlli di qualità eseguiti;
   verificare regolarmente che tali controlli vengano applicati;

15.  ritiene che, al fine di accrescere la capacità del sistema di valutazione di fornire informazioni appropriate sui risultati raggiunti, EuropeAid dovrebbe:

   applicare con maggior rigore le disposizioni normative che prevedono l'uso di obiettivi SMART (specifici, misurabili, realizzabili, pertinenti e temporali) e indicatori verificabili;
   modificare il sistema di monitoraggio in modo che esso continui a fornire dati sui programmi fino ad almeno tre anni dal loro completamento, nonché
   aumentare in maniera significativa la percentuale di valutazioni ex post dei programmi;

Parte II – Relazione speciale n. 22/2014 della Corte dei conti dal titolo "Applicare il principio dell’economicità: tenere sotto controllo i costi delle sovvenzioni per i progetti di sviluppo rurale finanziati dall'UE"

16.  accoglie con favore la relazione speciale della Corte dei conti dal titolo "Applicare il principio dell’economicità: tenere sotto controllo i costi delle sovvenzioni per i progetti di sviluppo rurale finanziati dall'UE" e si associa alle sue conclusioni e raccomandazioni;

17.  rileva che la politica di sviluppo rurale dell'Unione è essenziale per promuovere la competitività agricola, assicurare la gestione sostenibile delle risorse naturali e promuovere le azioni in campo climatico; sottolinea l'importanza di uno sviluppo territoriale delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro;

18.  deplora che la Commissione non ha fornito orientamenti o non ha provveduto a diffondere le buone pratiche all'inizio del periodo di programmazione 2007-2013 e non si è accertata dell'efficacia dei sistemi di controllo degli Stati membri prima che questi iniziassero ad approvare sovvenzioni; sottolinea che, dal 2012, la Commissione ha adottato un approccio più attivo e coordinato;

19.  osserva che sono state riscontrate numerose carenze nel controllo esercitato dagli Stati membri sui costi delle sovvenzioni per lo sviluppo rurale; rileva che la Commissione conviene sul fatto che si potrebbero generare risparmi significativi per le sovvenzioni ai progetti di sviluppo rurale, pur ottenendo le stesse realizzazioni e gli stessi risultati e conseguendo gli stessi obiettivi; si compiace che sia stata constatata l'esistenza di approcci realizzabili ed economicamente convenienti, che potrebbero essere applicati più diffusamente, e che la Commissione abbia accolto le risultanze della Corte ed espresso la propria intenzione di lavorare con gli Stati membri per migliorare il controllo dei costi per lo sviluppo rurale nel periodo di programmazione 2014-2020;

20.  condivide l'opinione della Corte secondo cui la Commissione e gli Stati membri dovrebbero verificare sin dall'inizio del nuovo periodo di programmazione che i sistemi di controllo funzionino in maniera efficiente e che siano efficaci in funzione dei rischi;

21.  sottolinea che la Commissione dovrebbe incoraggiare gli Stati membri a utilizzare la lista di controllo e i criteri elaborati dalla Corte e contenuti nell'allegato I(7);

22.  sottolinea che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero cooperare per assicurare che gli approcci seguiti da tutti i programmi di sviluppo rurale soddisfino i criteri stabiliti dalla Corte per valutare se i sistemi di controllo facciano fronte ai rischi di specifiche eccessive, prezzi non competitivi e modifiche al progetto, e si concentrino sui settori a maggior rischio; questo processo dovrebbe includere la valutazione ex ante dei sistemi di controllo da parte dei servizi di audit interno delle autorità degli Stati membri (o altri organismi di ispezione o controllo);

23.  ritiene che gli Stati membri dovrebbero: applicare più ampiamente approcci efficaci in termini di costi già identificati; valutare i costi a fronte dei risultati attesi; controllare se i costi standard finiscano per comportare pagamenti eccessivi; utilizzare prezzi di mercato reali quali i prezzi di riferimento per attrezzature, macchinari e simili, anziché i prezzi di listino dei fornitori; controllare che i costi siano ragionevoli anche quando sono state seguite procedure di appalto pubblico; applicare requisiti e/o controlli più rigorosi per le misure che comportano elevati tassi di sovvenzione, ecc.;

24.  accoglie positivamente il fatto che la Commissione si sia impegnata a fornire orientamenti in materia di controlli e sanzioni nell'ambito dello sviluppo rurale, compresa una sezione specifica sulla ragionevolezza dei costi e una lista di controllo destinata alle autorità di gestione allegata alla relazione speciale; osserva che la formazione e la condivisione di esperienze faranno parte delle attività della rete europea per lo sviluppo rurale per il periodo 2014-2020;

Parte III – Relazione speciale n. 23/2014 della Corte dei conti dal titolo "Errori nella spesa per lo sviluppo rurale: quali sono le cause e in che modo sono stati affrontati?"

25.  è preoccupato per l'alto tasso di errore riscontrato dalla Corte nella politica di sviluppo rurale; rileva, tuttavia, un leggero calo registrato negli ultimi tre anni;

26.  riconosce gli sforzi compiuti dagli Stati membri e dalla Commissione al fine di ridurre gli errori nella spesa per lo sviluppo rurale, in particolare nell'attuale contesto di difficoltà economiche e di austerità di bilancio;

27.  osserva che, sulla base dei risultati dei propri audit e di quelli effettuati dagli Stati membri, la Commissione ha già realizzato o sta realizzando misure correttive in molti settori individuati nella relazione speciale della Corte;

28.  ricorda che la Corte ha affermato nelle sue relazioni annuali che in molti casi le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire o individuare e rettificare gli errori prima che venisse presentata la dichiarazione di spesa alla Commissione, il che avrebbe abbassato il tasso di errore in misura significativa;

29.  osserva che quanto più semplici sono le norme da attuare, tanto meno errori si verificano; è preoccupato per il fatto che il tasso di errore potrebbe ancora aumentare nei prossimi anni, considerata la complessità delle nuove norme della PAC riformata; chiede pertanto una reale semplificazione della PAC, unitamente a orientamenti più chiari destinati alle autorità nazionali e agli agricoltori;

30.  ritiene che i costi della gestione e dei controlli (4 miliardi di EUR) per l'intera PAC siano notevoli e che l'enfasi dovrebbe essere posta sul miglioramento dell'efficienza dei controlli piuttosto che sul loro aumento; invita, a tale riguardo, la Commissione e gli Stati membri a concentrarsi sulle cause profonde degli errori nella spesa per lo sviluppo rurale; ritiene che gli Stati membri dovrebbero adottare azioni preventive e correttive, ove pertinente, nei seguenti ambiti:

   a) Appalti pubblici

in applicazione del concetto di condizionalità ex ante, gli Stati membri dovrebbero elaborare e fornire orientamenti dettagliati ai beneficiari sulle modalità di applicazione delle norme in materia di appalti pubblici;

le autorità nazionali specializzate nel monitoraggio della conformità alle norme sugli appalti pubblici dovrebbero essere coinvolte in questo processo; si dovrebbe porre l'accento sulle tre principali infrazioni alle norme: l'aggiudicazione diretta ingiustificata senza adeguata procedura di gara; la scorretta applicazione dei criteri di selezione e aggiudicazione e la mancata applicazione della parità di trattamento dei partecipanti;

   b) Elusione intenzionale delle norme

sulla base dei criteri di ammissibilità e di selezione specifici dei loro programmi di sviluppo rurale, gli Stati membri dovrebbero stabilire orientamenti per aiutare i propri ispettori ad individuare indicatori di azioni potenzialmente fraudolente;

   c) Pagamenti agro-ambientali

Gli Stati membri dovrebbero aumentare la portata dei loro controlli amministrativi, per includervi i controlli degli impegni sulla base dei documenti giustificativi che attualmente sono effettuati soltanto nel 5% dei casi in cui sono svolti controlli in loco; inoltre, il sistema delle riduzioni e delle sanzioni dovrebbe essere congegnato in modo da ottenere un importante effetto dissuasivo sui potenziali trasgressori;

31.  chiede alla Commissione di monitorare da vicino l'attuazione dei programmi di sviluppo rurale e di tener conto, nello svolgimento dei suoi audit di conformità, delle norme applicabili, comprese quelle adottate, se del caso, a livello nazionale, per ridurre il rischio di ripetere gli errori e le debolezze osservate nel periodo di programmazione 2007-2013;

32.  ritiene che vi siano ancora molte incongruenze nelle metodologie di calcolo del tasso di errore, non solo tra quelle impiegate dalla Commissione e dagli Stati membri, ma anche tra quelle utilizzate all'interno dei servizi della Commissione, il che rende più difficile l'introduzione di un'adeguata legislazione idonea a livello nazionale negli Stati membri; invita la Commissione ad applicare una metodologia uniforme per il calcolo del tasso di errore, che possa rispecchiarsi pienamente nelle metodologie utilizzate dagli Stati membri;

33.  appoggia un uso più esteso dei metodi dei costi semplificati, laddove pertinente e nel rispetto delle disposizioni legislative, e chiede alla Commissione e agli Stati membri di analizzare in che misura caratteristiche quali un ambito di applicazione più mirato, requisiti di ammissibilità limitati e l'uso di opzioni semplificate in materia di costi possano essere riprodotte nell'ideazione e nell'attuazione di un numero crescente di misure di sostegno, senza compromettere il raggiungimento degli obiettivi complessivi di queste misure;

34.  chiede che la Commissione e gli Stati membri analizzino come migliorare il regime di sostegno agli investimenti nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli e analizzino anche la misura dei pagamenti agroambientali di modo che, nei limiti del possibile, gli impegni possano essere verificati attraverso controlli amministrativi condotti dagli Stati membri;

35.  chiede alla Commissione di effettuare un'analisi dettagliata della correlazione causale negativa esistente tra il tasso di esecuzione finanziaria e il tasso di errore;

Parte IV – Relazione speciale n. 24/2014 della Corte dei Conti dal titolo "Il sostegno dell'UE alla prevenzione di danni a foreste causati da incendi e calamità naturali e alla ricostituzione del potenziale forestale è gestito bene?"

36.  invita la Commissione a stabilire criteri comuni per identificare l'entità del rischio d'incendio nelle foreste europee, al fine di porre termine alla definizione arbitraria e incoerente delle zone ad elevato rischio d'incendio e, contestualmente, alla carente procedura di valutazione e selezione da parte degli Stati membri;

37.  sollecita gli Stati membri a selezionare le loro azioni di prevenzione in base alle esigenze effettive in materia di rischio d'incendio e in linea con i requisiti della misura 226, piuttosto che in funzione di altri obiettivi ambientali o economici; insiste, a tale riguardo, sulla necessità che i beneficiari dimostrino incondizionatamente e documentino esaurientemente le loro esigenze di sostegno nell'ambito di questa misura; condivide la raccomandazione della Corte di dare priorità agli interventi nelle foreste più pregiate sotto il profilo ambientale, quali le aree forestali Natura 2000;

38.  alla luce delle allarmanti conclusioni della Corte riguardo ai costi medi di interventi analoghi in regioni diverse, esige la fissazione di un massimale ragionevole e verificabile per il sostegno e l'obbligo di fornire esaurienti giustificazioni fondate in caso di modifiche;

39.  invita gli Stati membri a coordinare e strutturare meglio le loro politiche in materia di incendi boschivi; sostiene la creazione di una piattaforma europea che consenta ai beneficiari di condividere e promuovere le migliori prassi;

40.  deplora in particolare la constatazione della Corte circa le perduranti gravi lacune nel periodo 2014-2020 dovute a un quadro di monitoraggio costantemente carente; sollecita la Commissione ad adottare provvedimenti immediati onde migliorare il proprio sistema di monitoraggio e controllo;

41.  invita la Commissione a sostenere la trasmissione di dati armonizzati sul ruolo multifunzionale delle foreste e delle risorse forestali, incoraggiando l'istituzione di un sistema d’informazione forestale europeo fondato su dati nazionali e la sua integrazione in una piattaforma di dati europea;

42.  insiste inoltre affinché gli Stati membri istituiscano un rigoroso sistema di controllo che preveda la conservazione della documentazione e delle informazioni pertinenti; invita a questo proposito la Commissione a garantire che il sostegno sia concesso soltanto qualora gli Stati membri abbiano istituito un sistema di controllo appropriato e rivedibile;

43.  chiede agli Stati membri di riferire periodicamente sugli effetti delle azioni intraprese e sulla riduzione del numero di incendi o calamità naturali e delle zone degradate;

Parte V – Relazione speciale n. 1/2015 della Corte dei conti dal titolo "Trasporto per vie navigabili interne in Europa: dal 2001 nessun significativo miglioramento nella quota modale e nelle condizioni di navigabilità"

44.  accoglie con favore la relazione speciale della Corte intitolata "Trasporto per vie navigabili interne in Europa: dal 2001 nessun significativo miglioramento nella quota modale e nelle condizioni di navigabilità" e approva l'esito, le conclusioni e le raccomandazioni ivi contenuti;

45.  osserva che il settore dei trasporti dell'Unione è fondamentale per il completamento del mercato unico, la competitività delle PMI e la crescita economica generale in Europa;

46.  conclude che lo sviluppo dei modi di trasporto per vie navigabili interne è in ritardo rispetto al trasporto stradale e su rotaia, nonostante un decennio di investimenti; chiede con insistenza che la Commissione e gli Stati membri intensifichino in maniera significativa i loro sforzi;

47.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a utilizzare la tabella di marcia per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione nel settore delle vie navigabili interne, come fanno per altri settori, e a includere in tale sforzo le infrastrutture e le attrezzature portuali, onde garantire che l'evoluzione tecnica sia compatibile con le caratteristiche di altri modi di trasporto e assicurare in questo modo la multimodalità dei trasporti;

48.  ritiene che l'attuazione degli obiettivi stabiliti nel libro bianco del 2001, la sua revisione intermedia del 2006 e i programmi NAIADES 2006 e 2013 (Programma di azione europeo integrato per il trasporto sulle vie navigabili interne) siano stati inefficaci, in parte a causa del mancato impegno degli Stati membri;

49.  constata un calo dell'interesse degli Stati membri a investire in una strategia europea dei trasporti, la loro predilezione per il finanziamento di progetti nazionali, regionali e locali nonché il decentramento delle procedure di selezione dei progetti, il che impedisce alla Commissione di dare priorità ai progetti ammissibili;

50.  sottolinea che gli Stati membri si sono impegnati giuridicamente a fornire finanziamenti nazionali per l'attuazione della rete centrale, affinché in Europa le vie navigabili strategicamente importanti siano trasformate in corridoi di trasporto ad elevata capacità;

51.  osserva che il ruolo di coordinamento strategico svolto dalla Commissione è stato indebolito, il che ha condotto a uno squilibrio tra i progetti attuati e le priorità a livello di Unione;

52.  richiama l'attenzione sul fatto che attraverso le ricerche basate sulle relazioni speciali della Corte(8) si può giungere, in materia di vie navigabili interne, a conclusioni analoghe per altri settori di trasporto finanziati con il bilancio dell'Unione; osserva che nei settori del trasporto pubblico urbano e dell'infrastruttura aeroportuale spesso i progetti incontrano difficoltà a livello di:

   a) basso valore aggiunto dopo l'attuazione;
   b) valutazione non ottimale dei risultati;
   c) puntualizzazione insufficiente dell'efficienza in termini di costi;
   d) carente valutazione d'impatto;
   e) incoerenza nei piani regionali, nazionali e sovranazionali;
   f) sottoutilizzazione delle infrastrutture che ne riduce l'efficacia generale;
   g) mancanza di sostenibilità;
   h) carenze nell'ideazione dei progetti e nella strategia in materia di mobilità;
   i) assenza di una solida strategia in materia di mobilità;
   j) difficoltà di cooperazione tra la Commissione e le autorità degli Stati membri;

53.  ritiene che le conclusioni citate, insieme alle osservazioni relative al trasporto per vie navigabili interne, sollevino questioni orizzontali comuni a livello di Unione; è del parere che i risultati relativi ai finanziamenti dell'Unione destinati ai trasporti risentano in generale dello stato insoddisfacente della pianificazione strategica e della mancanza di coerenza, esiti sostenibili, efficienza ed efficacia;

54.  ritiene che sia possibile pervenire a risultati strategici sostenibili attraverso un'intensa cooperazione tra gli Stati membri, da una parte, e tra gli Stati membri e la Commissione, dall'altra, al fine di salvaguardare lo sviluppo del trasporto per vie navigabili interne;

55.  raccomanda che tanto la Commissione quanto gli Stati membri prestino agli impegni comuni la massima attenzione, in quanto il settore dei trasporti dell'Unione opera in un complesso contesto caratterizzato da variabili economiche, politiche e legali e in cui la realizzazione di reti multimodali incontra ostacoli e limiti connessi all'eterogeneità delle politiche e all'incoerenza dell'impegno;

56.  raccomanda che gli Stati membri prestino particolare attenzione ai progetti concernenti le vie navigabili interne che sono direttamente connessi ai corridoi della rete centrale, onde fornire il massimo impatto e i vantaggi più immediati per quanto concerne il miglioramento del trasporto per vie navigabili interne;

57.  raccomanda l'applicazione del principio "ridurre per valorizzare" quando gli Stati membri investono nel trasporto per vie navigabili: le risorse limitate dell'Unione dovrebbero essere incentrate sui progetti che rivestono la massima priorità, affinché sia possibile eliminare in modo efficace le strozzature e realizzare una rete navigabile integrata a livello dell'Unione;

58.  raccomanda che gli Stati membri considerino il regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(9) (il regolamento TEN-T) e il regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(10) (il regolamento relativo al Meccanismo per collegare l'Europa) uno strumento essenziale per razionalizzare i progetti in vista del conseguimento degli obiettivi stabiliti dalla Commissione fin dal 2001;

59.  Lo strumento TEN-T e il Meccanismo per collegare l'Europa dovrebbero essere utilizzati in modo intensivo come un'opportunità d'investimento soprattutto nei corridoi dell'Unione che rivestono un'importanza strategica (una rete centrale e globale) e che hanno requisiti infrastrutturali specifici standardizzati per tutta la lunghezza della rete e scadenze giuridicamente vincolanti per l'attuazione del progetto;

60.  raccomanda che si adottino approcci strategici e una pianificazione approfonditi ai fini della sincronizzazione dei finanziamenti provenienti dai fondi SIE, TEN-T e Meccanismo per collegare l'Europa, nell'ottica di conseguire in modo efficace ed efficiente gli obiettivi del trasporto per vie navigabili interne;

61.  raccomanda che la realizzazione di centri di trasporto intermodali lungo le rete centrale sia considerata un fattore chiave lungo il percorso del trasferimento del trasporto di beni e merci dalle strade alle vie navigabili interne;

62.  raccomanda che gli Stati membri tengano conto del ruolo di coordinamento della Commissione per quanto concerne i progetti strategici a lungo termine quali i corridoi della rete centrale;

63.  raccomanda che Commissione individui ed esamini tutte le questioni orizzontali, prestando particolare attenzione alla pianificazione strategica, alla cooperazione con e tra gli Stati membri, alla selezione e all'attuazione dei progetti, affinché le conclusioni possano essere prese in considerazione nell'attuale periodo di programmazione;

64.  ritiene che, al fine di eliminare gli ostacoli individuati nell'ambito del trasporto per vie navigabili interne e prima della presentazione delle proposte relative ai progetti e durante tutta la fase dell'attuazione, la Commissione dovrebbe offrire in modo intensivo assistenza tecnica e orientamenti agli Stati membri;

65.  raccomanda che la Commissione concentri i suoi finanziamenti sui progetti più rilevanti per il trasporto per vie navigabili interne e offra piani esaustivi per eliminare le strozzature;

66.  raccomanda che la Commissione privilegi i finanziamenti destinati ai progetti e alle iniziative che negli Stati membri sono finalizzati a migliorare il trasporto per vie navigabili attraverso soluzioni innovative come la navigazione ad alta tecnologia, i carburanti alternativi e le imbarcazioni efficienti; ritiene che la Commissione dovrebbe incoraggiare anche i programmi europei multilaterali di scambio di conoscenze e competenze tra diversi porti dell'Unione;

67.  raccomanda che la Commissione sensibilizzi maggiormente gli Stati membri e le loro regioni in merito agli strumenti di finanziamento disponibili, onde sostenere il trasporto per vie navigabili interne nell'ottica di eliminare le strozzature esistenti lungo i corridoi chiave;

68.  ritiene che il coordinamento tra gli Stati membri per lo sviluppo del trasporto per vie navigabili interne dovrebbe essere migliorato in misura significativa attraverso misure di facilitazione e impegni e condizioni più vincolanti che sono destinate a plasmare le attività relative ai corridoi multimodali della rete centrale istituiti con la normativa concernente il Meccanismo per collegare l'Europa e la TEN-T;

69.  ritiene che azioni specifiche e realizzabili atte a eliminare le strozzature debbano essere negoziate dalla Commissione e concordate dagli Stati membri sotto forma di programma di attuazione;

70.  invita la Commissione ad aggiornare gli obiettivi strategici e le raccomandazioni per le vie navigabili interne e a proporre una strategia e un piano d'azione dell'Unione in materia di vie navigabili interne a partire dal 2020;

71.  raccomanda che la valutazione ex-ante delle operazioni in materia di trasporto per vie navigabili interne a cura della Commissione valuti gli esiti nel contesto degli obiettivi generali stabiliti sin dal 2001 e la realizzazione della rete centrale;

Parte VI – Relazione speciale n. 2/2015 della Corte dei conti dal titolo "Il finanziamento dell'UE agli impianti di trattamento delle acque reflue urbane nel bacino idrografico danubiano: occorrono ulteriori sforzi per aiutare gli Stati membri a conseguire gli obiettivi della politica dell'UE in materia di acque reflue"

72.  ritiene che le relazioni sull'adeguatezza del trattamento delle acque reflue dovrebbero essere obbligatorie per gli agglomerati che hanno meno di 2 000 abitanti equivalenti (a.e.) e sono dotati di reti fognarie in base ai requisiti di cui all'articolo 7 della direttiva del Consiglio 91/271/CEE(11) (la direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane); osserva che, per quanto concerne gli agglomerati che non sono dotati di reti fognarie, le relazioni dovrebbero contenere informazioni sulla presenza o meno di misure adeguate all'interno dei piani di gestione dei bacini idrografici;

73.  concorda con la Corte sul fatto che la Commissione dovrebbe verificare le informazioni riferite dagli Stati membri sul numero di agglomerati con più e meno di 2 000 a.e. laddove si siano verificate variazioni significative, specie da una categoria all'altra;

74.  sottolinea la necessità di incoraggiare gli Stati membri a introdurre obblighi giuridici chiari in materia di allacciamento delle abitazioni alle reti fognarie esistenti, se tali obblighi ancora non esistono o sono legati a scadenze vaghe;

75.  osserva che andrebbe abbreviata la tempistica di accertamento della conformità alla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, chiedendo agli Stati membri di comunicare le informazioni entro sei mesi dalla data di riferimento della Commissione; osserva inoltre che la Commissione dovrebbe rilevare i problemi derivanti dai lunghi periodi di rendicontazione previsti da altre direttive connesse all'ambiente;

76.  insiste sulla necessità di accelerare l'assorbimento, da parte degli Stati membri, dei fondi dell'Unione per investimenti nel settore delle acque reflue, dal momento che sono stati riscontrati ritardi negli Stati membri oggetto della relazione in esame e l'assorbimento dei fondi dell'Unione è stato lento; chiede alla Commissione di fornire ai beneficiari assistenza tecnica, giuridica e amministrativa al fine di garantire il completamento a tempo debito;

77.  rileva che la Commissione ammette che il tasso di assorbimento alla fine del 2013 in tutti gli Stati membri interessati è stato abbastanza modesto, riconoscendo pertanto l'esistenza di un rischio di disimpegno a livello di programma (articolo 93 del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(12)); sottolinea, tuttavia, che esistono ragioni oggettive alla base di questa situazione come, per esempio, la necessità di rafforzare la capacità tecnica, giuridica e amministrativa negli Stati membri interessati; rileva, inoltre, che la Commissione precisa che i pagamenti per la maggior parte dei progetti solitamente avvengono negli ultimi anni di attuazione (ossia il 2014 e il 2015 per il periodo di programmazione 2007-2013);

78.  ritiene che occorra chiedere agli Stati membri di fornire informazioni aggiornate sull'ammontare dei finanziamenti supplementari necessari per far sì che le scadenze di attuazione stabilite nella direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane siano rispettate per gli agglomerati con oltre 2 000 a.e. e per gli agglomerati con meno di 2 000 a.e. dotati di reti fognarie; accoglie con favore l'introduzione dello strumento di comunicazione del quadro strutturato per l'attuazione e l'informazione (SIIF), che dovrebbe apportare miglioramenti al processo di preparazione delle relazioni a livello nazionale;

79.  sottolinea la necessità di realizzare i progetti necessari negli Stati membri per garantire il rispetto della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane da parte degli agglomerati non conformi;

80.  sottolinea che è necessario che la prestazione ambientale dei servizi idrici finanziati dall'Unione sia migliorata e che la Commissione compia maggiori sforzi per monitorare l'attuazione della normativa in materia e faccia rispettare i termini per il raggiungimento degli obiettivi della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane; ritiene che una tutela equivalente dell’ambiente dovrebbe essere garantita in tutta l'Unione;

81.  ritiene che gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati a studiare e divulgare le informazioni circa i possibili risparmi derivanti, ad esempio, dallo sfruttamento delle potenzialità di produzione energetica dei fanghi di depurazione o dall'impiego dei fanghi di depurazione come materia prima preziosa per il recupero del fosforo;

82.  osserva che è opportuno subordinare i pagamenti finali per i "grandi progetti" approvati nel quadro di un programma operativo all'esistenza di una soluzione appropriata per il riutilizzo dei fanghi di depurazione; incoraggia gli Stati membri a seguire lo stesso approccio per i progetti approvati a livello nazionale;

83.  incoraggia gli Stati membri ad attuare una politica tariffaria responsabile in merito alle acque reflue e ad adeguare, ove necessario, le disposizioni giuridiche sulla tariffazione idrica in modo da evitare che le tariffe siano inferiori al tasso di accessibilità economica comunemente accettato del 4%;

84.  incoraggia gli Stati membri a provvedere affinché i proprietari pubblici degli impianti di depurazione, come i comuni, rendano disponibili fondi sufficienti nel lungo termine per i necessari interventi di manutenzione e rinnovo dell'infrastruttura per le acque reflue;

Parte VII – Relazione speciale n. 3/2015 della Corte dei conti dal titolo "La Garanzia per i giovani nell'UE: i primi passi sono stati compiuti, ma si profilano rischi di attuazione"

85.  accoglie con favore la relazione speciale della Corte dei conti dal titolo "La Garanzia per i giovani nell'UE: i primi passi sono stati compiuti, ma si profilano rischi di attuazione" e ne sostiene le raccomandazioni;

86.  osserva che la Corte esamina l'iniziativa nel corso della sua attuazione e accoglie positivamente il proposito ambizioso della Corte di iniziare a valutare l'impiego dei fondi dell'Unione a uno stadio più precoce;

87.  sottolinea che la Garanzia per i giovani rappresenta un aspetto chiave per rispondere alla disoccupazione giovanile; accoglie positivamente il fatto che i capi di Stato e di governo dell'Unione abbiano deciso di stanziare per la Garanzia dei giovani 6,4 miliardi di EUR in fondi dell'Unione (3,2 miliardi di EUR a titolo del Fondo sociale europeo e 3,2 miliardi di EUR mediante una nuova linea di bilancio); rileva che ciò rappresenta un buon punto di partenza, ma non è ancora sufficiente per assicurare il successo della Garanzia per i giovani; chiede pertanto alla Commissione di far sì che la Garanzia per i giovani possa disporre di ulteriori fondi durante il periodo settennale;

88.  rileva che il finanziamento per l'occupazione giovanile comprende i Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) nonché programmi quali Erasmus+, Erasmus per giovani imprenditori e altri programmi; sottolinea che si deve creare una migliore sinergia tra tutte le fonti disponibili;

89.  ritiene che il finanziamento del sistema di Garanzia per i giovani sia molto complesso, tenendo conto delle varie opzioni di finanziamento disponibili nel quadro del Fondo sociale europeo (FSE) e dell'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (IOG); chiede alla Commissione di fornire orientamenti alle autorità degli Stati membri, tenendo in debita considerazione il fatto che le autorità locali, regionali e nazionali affrontano sfide differenti nel contesto dell'attuazione del sistema e, pertanto, necessitano di linee guida specifiche;

90.  ritiene che la Commissione abbia destinato notevoli risorse al fine di garantire l'efficacia della misura nella lotta alla disoccupazione giovanile; si rammarica, tuttavia, che molte meno energie siano state investite per assicurare il coordinamento dell'attuazione da parte degli Stati membri;

91.  sottolinea che, oltre alla disponibilità dei fondi, anche l'assorbimento ottimale degli stessi è un requisito necessario per un'attuazione efficace della Garanzia per i giovani; si rammarica, pertanto, che in diverse regioni europee la capacità di assorbimento del Fondo sociale europeo (FSE) sia molto limitata; invita gli Stati membri a fornire le necessarie risorse amministrative e umane affinché i fondi stanziati siano utilizzati in modo adeguato per realizzare la Garanzia per i giovani;

92.  ritiene che, sebbene sia necessario migliorare la capacità di assorbimento, sia gli Stati membri in sede di attuazione del sistema, sia la Commissione nel suo compito di monitoraggio dovrebbero concentrarsi anche sui risultati, per garantire effetti a lungo termine per i fondi investiti;

93.  chiede alla Commissione di sviluppare un sistema di monitoraggio completo, che comprenda una serie di norme volte a valutare l'attuazione delle misure della Garanzia per i giovani e i loro risultati negli Stati membri; invita inoltre la Commissione a considerare la possibilità di includere obiettivi obbligatori per la lotta alla disoccupazione giovanile nel quadro del Semestre europeo;

94.  ritiene che sia fondamentale combinare un'esecuzione efficace dei fondi disponibili da parte degli Stati membri e una vasta assistenza da parte della Commissione, al fine di colmare le lacune attuative;

95.  osserva che l'Unione non ha competenze normative di carattere vincolante nell'ambito delle politiche attive del mercato del lavoro, ma evidenzia la necessità che la Commissione fornisca agli Stati membri esempi di migliori prassi per l'attuazione della Garanzia per i giovani, con particolare riferimento alle prassi individuate dalla rete europea dei servizi pubblici per l'impiego;

96.  esorta gli Stati membri a utilizzare i fondi dell'Unione e a impegnarsi a realizzare riforme volte a colmare le lacune negli ambiti dell'istruzione, della formazione delle competenze, della creazione di partenariati pubblico-privato, del potenziamento dei servizi per l'impiego e dell'accesso all'impiego;

97.  chiede agli Stati membri, allo scopo di garantire un'attuazione adeguata e un impatto positivo nel lungo termine, di avviare modifiche istituzionali laddove sia necessario e di instaurare collaborazioni tra comunità locali, autorità nell'ambito dell'istruzione, uffici pubblici per l'impiego, aziende e industrie locali, sindacati e associazioni giovanili; ritiene che ciò sia fondamentale per conseguire una migliore organizzazione delle capacità e un impiego strategico delle varie fonti di finanziamento disponibili, orientato ai risultati;

98.  ricorda agli Stati membri la necessità che si impegnino ad aumentare i fondi nazionali ad integrazione degli stanziamenti previsti a titolo del FSE e dell'IOG, allo scopo di garantire il necessario rilancio dell'occupazione giovanile;

99.  accoglie positivamente la proposta della Commissione che modifica il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(13) relativo al Fondo sociale europeo, per quanto riguarda un aumento del prefinanziamento iniziale versato a programmi operativi sostenuti dall'IOG, incrementando in questo modo il prefinanziamento iniziale per la dotazione per l'IOG da circa l'1% al 30% nel 2015; evidenzia che la Commissione dovrebbe impegnarsi a versare il prefinanziamento agli Stati membri immediatamente dopo l'entrata in vigore di tale regolamento, allo scopo di consentire un'attuazione rapida dei programmi operativi sostenuti dall'IOG;

100.  chiede alla Commissione di sviluppare un sistema di monitoraggio completo, che comprenda il quadro di indicatori per il monitoraggio della garanzia per i giovani insieme agli indicatori per i risultati attesi, che si concentri sui risultati e che valuti la situazione di impiego di coloro che beneficiano delle misure a favore dell'occupazione dei giovani;

101.  ritiene che le politiche del mercato del lavoro relative all'offerta debbano essere considerate insieme alle politiche in materia di istruzione, giovani e stato sociale e al contesto macroeconomico generale;

102.  osserva che la relazione della Commissione sullo stato di attuazione della Garanzia per i giovani per il 2016 e le prossime relazioni speciali della Corte sull'occupazione giovanile costituiscono opportunità importanti per affrontare le attuali carenze, sia a livello della Commissione che a livello nazionale, regionale e locale;

Parte VIII – Relazione speciale n. 4/2015 della Corte dei conti dal titolo "Assistenza tecnica: qual è il contributo fornito all'agricoltura e allo sviluppo rurale?

103.  chiede alla Commissione di precisare la portata e le condizioni di attuazione dell'assistenza tecnica (AT) agli Stati membri nel settore dello sviluppo rurale; ritiene, in particolare, che la Commissione dovrebbe chiarire la distinzione tra spese operative/per lo "sviluppo di capacità" e costi ammissibili amministrativi/di "sostegno al bilancio", segnatamente per quanto riguarda le retribuzioni;

104.  chiede alla Commissione di monitorare da vicino l'attuazione dell'assistenza tecnica da parte degli Stati membri;

105.  chiede alla Commissione di adottare misure adeguate per far sì che le spese amministrative generali, come quelle per la manutenzione periodica delle tecnologie dell'informazione, non vengano imputate alle linee di bilancio destinate all'assistenza tecnica;

106.  chiede alla Commissione di imporre in futuro agli Stati membri di rendicontare separatamente le spese amministrative/di sostegno al bilancio destinate allo sviluppo rurale, in modo da indicare in modo più trasparente quale quota dei finanziamenti in materia di assistenza tecnica viene spesa per questo tipo di sostegno;

107.  chiede alla Commissione di istituire con gli Stati membri un adeguato quadro di riferimento per il finanziamento dell'assistenza tecnica; ritiene, in particolare, che le esigenze in materia di assistenza tecnica della Commissione e degli Stati membri dovrebbero essere valutate opportunamente, e dovrebbe essere posto in atto un meccanismo per stabilire gli obiettivi e misurare i progressi verso il loro conseguimento;

Parte IX – Relazione speciale n. 5/2015 della Corte dei conti intitolata "Gli strumenti finanziari sono uno strumento valido e promettente nel settore dello sviluppo rurale?"

108.  chiede che la Commissione identifichi le sfide, le caratteristiche specifiche e gli ostacoli incontrati in materia di sviluppo rurale, al fine di incoraggiare gli Stati membri a formulare e a valutare meglio le esigenze di bilancio per gli strumenti finanziari ed evitare un'eccessiva capitalizzazione che impegni fondi senza contribuire all'attuazione delle politiche dell'Unione; chiede altresì che l'accesso dei beneficiari finali sia facilitato, al fine di consentire un'applicazione più attiva degli strumenti finanziari a livello regionale, soprattutto rispetto alle sovvenzioni;

109.  chiede che gli Stati membri forniscano informazioni quantificabili affidabili per determinare l'opportuno tipo di fondi e l'assegnazione di risorse finanziarie in materia; chiede altresì che la Commissione e gli Stati membri applichino sistemi di monitoraggio che consentano di valutare l'efficacia degli strumenti finanziari;

110.  chiede che la Commissione fornisca orientamenti e promuova attivamente una maggiore qualità delle valutazioni obbligatorie ex-ante per gli strumenti finanziari introdotti per il periodo di programmazione 2014-2020, al fine di individuare carenze specifiche ed evitare un'eccessiva capitalizzazione; chiede altresì che gli Stati membri stabiliscano la percentuale di esposizione ai rischi tramite un'adeguata analisi tecnica;

111.  chiede che la Commissione stabilisca standard e obiettivi opportuni per gli effetti leva e di rotazione, al fine di rafforzare l'efficacia degli strumenti finanziari per il periodo di programmazione 2014-2020; chiede altresì che la Commissione e gli Stati membri effettuino un'approfondita valutazione prima di utilizzare e sviluppare in futuro strumenti finanziari nel settore dello sviluppo rurale, sulla base del loro contributo all'attuazione delle politiche dell'Unione e dell'efficacia per i beneficiari;

112.  chiede che la Commissione e gli Stati membri decidano chiare norme transitorie tra i periodi di programmazione, al fine di promuovere gli effetti a lungo termine e la sostenibilità degli strumenti finanziari;

113.  chiede che la Commissione incoraggi gli Stati membri a stabilire un unico strumento finanziario in grado di fornire sia prestiti che garanzie, aumentandone così l'attività e la massa critica;

114.  chiede che gli Stati membri sviluppino modalità per superare le carenze di selezione in materia di gestione delle sovvenzioni destinate alle misure di investimento che potrebbero comportare effetti inerziali o distorsivi; chiede, per tale ragione, che gli Stati membri applichino opportuni indicatori chiaramente definiti, come le dichiarazioni in materia di utili sugli investimenti e di previsione dei flussi di cassa, al fine di garantire la sostenibilità dei progetti;

115.  chiede che gli Stati membri esaminino le modalità con cui si possono coniugare le sovvenzioni e gli strumenti finanziari nel programma operativo, al fine di assicurare il miglior rendimento sugli investimenti, ottimizzando gli effetti leva e di rotazione;

116.  chiede che la Commissione appronti, in tempo utile e prima della conclusione del periodo di programmazione 2007-2013, norme operative di attuazione chiaramente definite anche in materia di strategia di uscita;

Parte X – Relazione speciale n. 6/2015 della Corte dei conti intitolata "L'integrità e l'attuazione dell'ETS"

117.  esprime disappunto per il fatto che non sia stato possibile ottenere un'analisi completa dell'efficienza dei vari metodi di assegnazione applicati dagli Stati membri nella fase II del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) dell'Unione (2008-2012), che sarebbe stata fondamentale per formulare raccomandazioni politiche sulla base delle risultanze di audit della Corte;

118.  osserva che la valutazione della Corte si è concentrata sull'attuazione della fase II dell'ETS dell'Unione (2008-2012), mentre per la fase III dell'ETS dell'Unione (2013-202) sono state decise e attuate riforme significative, comprese misure di armonizzazione a livello di Unione;

119.  si compiace degli importanti miglioramenti apportati al quadro di protezione dell’integrità del sistema ETS, tra cui la maggior parte del mercato a pronti delle quote nella direttiva relativa agli strumenti finanziari(14) e nella direttiva(15) e nel regolamento(16) sugli abusi di mercato; invita la Commissione a prendere in considerazione misure complementari conformemente alle raccomandazioni della Corte, comprese misure che disciplinano i soggetti che devono obbligatoriamente partecipare al mercato;

120.  sollecita la Commissione e gli Stati membri a garantire la trasparenza e l'efficace supervisione dell'Unione sul mercato delle emissioni e sulle procedure di cooperazione cui partecipano gli organi di regolamentazione nazionale e la Commissione;

121.  ritiene che la Commissione, quale custode dei trattati, dovrebbe monitorare da vicino l'attuazione negli Stati membri e fornire un'assistenza più completa durante l'intero processo; reputa che sia necessario un corretto equilibrio tra controllo rigoroso, notifica e verifica e onere amministrativo; ritiene che la Commissione debba garantire la prevedibilità delle decisioni giuridiche e la certezza giuridica, tenendo conto in particolare degli orientamenti del Consiglio europeo;

122.  osserva che la Corte ha valutato l'integrità e l'attuazione del sistema ETS dell'Unione ma anche che si rende necessario un esame dell'efficienza del sistema e dei suoi risultati, compresa una valutazione dell'interazione tra la normativa europea e nazionale, come nel caso dello sviluppo delle energie rinnovabili e delle misure di efficienza energetica, che hanno un effetto importante sulle emissioni di CO2 e quindi sul mercato del carbonio;

123.  chiede che la Corte includa nella sua analisi i settori industriali colpiti, soprattutto per quanto concerne la certezza e la prevedibilità giuridiche, e in quale misura sia garantito un quadro giuridico affidabile e quali eventuali effetti abbiano avuto i suoi recenti adeguamenti sull'efficacia del sistema;

124.  esprime la preoccupazione che al momento dell'audit, il rischio di frodi concernenti l'IVA nel sistema ETS non fosse ancora pienamente affrontato, dato che un terzo degli Stati membri non aveva ancora attuato la normativa sul meccanismo dell'inversione contabile; invita tutti gli Stati membri a farlo quanto prima;

125.  ritiene che sia fondamentale adottare tutte le misure necessarie per evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e garantire una concorrenza internazionale equa nell'ambito delle attuali misure per l'assegnazione gratuita di quote di emissioni; chiede alla Commissione una valutazione relativa alle imprese e ai settori industriali esposti al rischio di rilocalizzazione delle emissioni, al fine di individuare con chiarezza le aree in cui l'industria europea ha registrato perdite di attività a beneficio di paesi dove non vigono norme severe sul clima;

Parte XI – Relazione speciale n. 7/2015 della Corte dei conti intitolata "La missione di polizia dell'UE in Afghanistan: risultati disomogenei"

126.  chiede che la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) mettano in atto gli insegnamenti tratti non solo dalla missione EUPOL in Afghanistan, ma anche da altre missioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), al fine di facilitare il trasferimento delle conoscenze ed effetti sinergici tra diverse missioni; che il SEAE fornisca alle missioni di PSDC orientamenti orizzontali più chiari, laddove necessario; sottolinea che il coordinamento tra tutti gli attori dell'Unione coinvolti, compresi gli Stati membri, nonché con altri attori internazionali è la chiave per la riuscita delle missioni in corso e di quelle future;

127.  chiede che il SEAE rafforzi la responsabilità del suo principale strumento finanziario in Afghanistan, il fondo fiduciario per l'ordine pubblico in Afghanistan (LOFTA), gestito dal programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), che è stato criticato per la cattiva gestione e la mancanza di trasparenza; ribadisce inoltre la necessità di utilizzare tutti i canali di finanziamento adeguati per le future missioni PSDC, compresi i fondi fiduciari dell'Unione, in modo efficiente, al fine di assicurare la sana gestione finanziaria e il conseguimento degli obiettivi politici della missione;

128.  chiede che la Commissione e il SEAE creino sinergie e connessioni incrociate tra le attività del progetto, nonché un collegamento forte ed efficace tra gli obiettivi della missione e gli obiettivi intermedi stabiliti dal piano di attuazione della missione (MIP);

129.  ritiene che temi quali il genere, l'emancipazione delle donne e l'istruzione debbano svolgere un ruolo importante nei programmi di formazione di EUPOL e di altre missioni PSDC; rileva a questo proposito che EUPOL ha ottenuto esiti ampiamente positivi nelle attività connesse alla formazione, mentre meno positivi sono stati quelli relativi al mentoring e alla consulenza;

130.  chiede che la Commissione e il SEAE coordinino in modo più approfondito e in anticipo le missioni PSDC con altre missioni bilaterali dell'Unione e gli sforzi internazionali con obiettivi simili; chiede a tale proposito una cooperazione e un coordinamento intensificati tra l'Unione e gli Stati membri onde promuovere sinergie in un quadro europeo; chiede che il mandato per le missioni PSDC in corso e per il futuro stabilisca chiaramente le responsabilità di coordinamento con altri attori dell'Unione, inclusi gli Stati membri;

131.  chiede che la Commissione e il SEAE prestino particolare attenzione alle procedure di appalto per garantire che rispondano alle esigenze operative della PSDC; sottolinea che l'attuazione dei progetti ha risentito a causa di procedure di appalto farraginose che hanno condotto a un impoverimento dei risultati e che il ricorso a procedure semplificate o flessibili ha portato ad un aumento delle procedure terminate con la conclusione di contratti;

132.  chiede che la Commissione e il SEAE aumentino ulteriormente l'efficacia delle loro missioni PSDC, migliorando la sostenibilità a lungo termine dei risultati ottenuti; riconosce, tuttavia, che il sostegno da parte dell'Unione e della comunità internazionale è un fattore determinante per il raggiungimento di questi obiettivi a lungo termine;

133.  chiede che la Commissione e il SEAE osservino i risultati conseguiti dall'Unione dopo il graduale ritiro di EUPOL entro la fine del 2016, prevedendo la possibilità di un ulteriore impegno oltre il 2016;

134.  chiede che la Commissione e il SEAE elaborino con congruo anticipo linee guida dettagliate per quanto riguarda il ridimensionamento e la chiusura delle missioni, nonché la liquidazione dei beni di cui le missioni dispongono;

Parte XII – Relazione speciale n. 8/2015 della Corte dei conti dal titolo "Il sostegno finanziario dell'UE fa adeguatamente fronte alle esigenze dei microimprenditori?"

135.  accoglie con favore la relazione speciale della Corte intitolata "Il sostegno finanziario dell'UE fa adeguatamente fronte alle esigenze dei microimprenditori?", e ne approva in linea di principio le raccomandazioni;

136.  osserva che, sebbene sia ancora considerato immaturo, il microcredito nell'Unione è in costante crescita e ha un impatto sulla creazione di occupazione equivalente a più di 250 000 posti di lavoro (dati del 2013);

137.  è del parere che vi siano differenze sostanziali tra le sovvenzioni del Fondo sociale europeo (FSE) e lo Strumento europeo Progress di microfinanza (EPMF), strumenti finanziari che tendono a servire obiettivi diversi; ritiene che diversi meccanismi di sostegno possono essere adatti a condizioni diverse del mercato;

138.  rileva che in questo audit la Corte metta a confronto due meccanismi finanziari diversi, che si differenziano per approccio e obiettivi; sottolinea che l'FSE e l'EPMF differiscono sotto molti aspetti, in particolare struttura, regole e gruppi obiettivo, e che, se il secondo è esclusivamente dedicato ai microfinanziamenti, il primo copre invece una gamma di aspetti molto più ampia;

139.  evidenzia che l'FSE e l'EPMF sono complementari e apportano grande beneficio ai micromutuatari attraverso tre strumenti finanziari, le sovvenzioni, i prestiti e le garanzie; ritiene che le sovvenzioni – che sono fornite unicamente attraverso l'FSE – sono tanto essenziali al microcredito quanto gli altri due strumenti e che la loro performance dovrebbe essere valutata tenendo conto del loro ruolo complementare;

140.  sottolinea l'importanza degli obiettivi di microfinanza che consistono nel migliorare l'inclusione sociale, lottare contro la disoccupazione e aumentare l'accesso alla finanza per le persone disoccupate, altre persone svantaggiate e le microimprese; ritiene, a tale riguardo, che le sovvenzioni e gli strumenti finanziari debbano avere la responsabilità primaria di aiutare le persone e i microimprenditori a superare le difficoltà nel raggiungimento di tali obiettivi;

141.  è dell'avviso che le sovvenzioni siano fondamentali per realizzare gli obiettivi della crescita, dell'inclusione e dell'occupazione stabiliti nella comunicazione della Commissione intitolata "Promuovere la possibilità di un lavoro dignitoso per tutti - Contributo dell'Unione alla realizzazione dell'agenda per il lavoro dignitoso nel mondo" (COM(2006)0249)" e nella comunicazione della Commissione intitolata "Un impegno comune per l'occupazione" (COM(2009)0257), nonché nel regolamento (UE) n. 1296/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(17) relativo a un programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI);

142.  sottolinea la necessità di un sistema di microfinanza rafforzato quale strumento di sviluppo economico e sociale a sostegno delle necessità di quanti sono realmente nel bisogno;

143.  ritiene che, nel quadro dell'EaSI per il periodo di programmazione 2014-2020, si debba ovviare all'importanza piuttosto scarsa che gli strumenti finanziari attribuiscono al miglioramento delle condizioni dei gruppi vulnerabili;

144.  è del parere che fra l'EPMF e l'FSE non ci sia stata una complementarità sufficiente per rispettare l'obbligo, per tutti gli intermediari di microcredito, di lavorare con entità, in particolare sostenute dall'FSE, che forniscono servizi di formazione e di tutoraggio;

145.  si compiace del fatto che la maggior parte delle lacune individuate e delle raccomandazioni formulate dalla Corte siano già state affrontate dalla Commissione nel nuovo quadro normativo (2014-2020);

Parte XIII – Relazione speciale n. 9/2015 della Corte dei conti intitolata "Sostegno dell'UE alla lotta contro la tortura e all'abolizione della pena di morte"

146.  accoglie con favore la relazione speciale dedicata al sostegno dell'Unione alla lotta contro la tortura e all'abolizione della pena di morte e presenta di seguito le proprie osservazioni e raccomandazioni;

147.  ricorda che i diritti umani rappresentano una componente fondamentale dell'azione esterna e delle relazioni bilaterali e multilaterali dell'Unione; ritiene che, essendo una delle priorità fondamentali dell'Unione, debbano essere oggetto di un'attenzione continua;

148.  sottolinea che l'Unione è fermamente impegnata nella prevenzione ed eliminazione di ogni forma di tortura e altri maltrattamenti nonché nell'abolizione della pena di morte; osserva che lo strumento principalmente utilizzato a tal fine è lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR), che eroga sovvenzioni alle organizzazioni della società civile per l'attuazione di progetti;

149.  rileva che, nel periodo di programmazione 2007-2013, nell'ambito dell'EIDHR sono stati stanziati 100,9 milioni di EUR per progetti relativi alla lotta contro la tortura e la pena di morte; sottolinea, tuttavia, che questo importo è relativamente modesto se si considerano gli ambiziosi obiettivi dello strumento e il suo ambito geografico mondiale;

150.  sottolinea che la distribuzione dispersiva del finanziamento — in oltre 120 paesi in tutto il mondo — riduce l'impatto dell'EIDHR; esorta la Commissione a migliorare la definizione delle priorità e a circoscrivere la sua azione al fine di migliorarne i risultati; sottolinea che le risorse si dovranno concentrare sui paesi e i settori con maggiori necessità e con un effettivo potenziale di miglioramento; si compiace del fatto che, nell'invito a presentare proposte per il 2015, la Commissione abbia già iniziato a promuovere un'azione più mirata;

151.  constata in base alle osservazioni della Corte che spesso i progetti finanziati non sono ben coordinati con le altre azioni dell'Unione, come il tradizionale sostegno allo sviluppo e il dialogo con i paesi partner, e che non sono rientrati in un approccio coerente e strategico e non si sono completati a vicenda in modo efficace; incoraggia la Commissione a sviluppare una strategia globale per integrare le attività che condividono i medesimi obiettivi ed evitare il doppio finanziamento;

152.  incoraggia il SEAE e la Commissione a porre l'accento e uno slancio politico negli ambiti in cui è più necessario, migliorando nel contempo la capacità delle delegazioni dell'Unione sul campo per approfondire l'efficacia, i risultati e la cultura d'impatto nell'ambito delle politiche in materia di diritti umani e democrazia;

153.  invita il SEAE e la Commissione ad incrementare e integrare a tutti i livelli l'efficacia dei dialoghi sui diritti umani, delle strategie nazionali e degli orientamenti specifici, garantendo che i diritti umani fondamentali quali l'abolizione della pena di morte e la lotta contro la tortura siano sistematicamente evocati a tutti i livelli del processo di adozione delle politiche congiuntamente ai paesi terzi;

154.  ritiene che occorrano una maggiore programmazione e un maggiore monitoraggio congiunti tra il SEAE e la Commissione sulle questioni relative ai diritti umani affinché siano più allineate alle pertinenti politiche e strategie a livello locale;

155.  chiede l'attuazione di un approccio più qualitativo e strategico nel processo globale di selezione delle candidature ricevute nell'ambito degli inviti a presentare proposte; incoraggia la Commissione ad applicare questo strumento in conformità con una visione a lungo termine basata su obiettivi concreti e misurabili;

156.  esorta il SEAE e le delegazioni dell'Unione a prestare un'attenzione costante agli sviluppi o alle battute d'arresto in tutti i paesi e ad avvalersi di tutti gli strumenti di influenza; sostiene il ruolo svolto dalle delegazioni dell'Unione nell'esercizio delle funzioni di analisi e definizione politica, di coordinamento e di segnalazione;

157.  sottolinea che lo strumento costituisce un buon esercizio di mappatura per analizzare la situazione e lo sviluppo dei diritti umani nel mondo; evidenzia che la presenza e l'interessamento costanti dell'Unione possono condurre a modifiche per quanto concerne la tortura e la pena di morte; rileva tuttavia che la Commissione deve sviluppare un approccio strategico in materia;

158.  osserva che la Commissione ottiene informazioni dettagliate sulla situazione dei diritti umani in altri paesi attraverso vari canali e utilizza le informazioni per definire le priorità; rileva con preoccupazione che, sebbene la Commissione disponga delle strategie sui diritti umani specifiche per paese, contenenti un'analisi approfondita della situazione dei paesi interessati e le priorità chiave in materia, dette strategie non sono state prese sufficientemente in considerazione al momento di assegnare il finanziamento e di coordinare le altre azioni dell'Unione; evidenzia che il valore aggiunto delle strategie nazionali è limitato a causa della loro natura strettamente confidenziale; invita la Commissione a dare accesso alle strategie ai valutatori dei progetti al fine di massimizzare il valore aggiunto;

159.  accoglie con favore l'approccio basato sulla domanda adottato per il finanziamento dei progetti e ritiene che si tratti di un mezzo adeguato per coinvolgere organizzazioni esperte e motivate che propongono progetti di elevata qualità; osserva con soddisfazione che questo approccio dal basso verso l'alto incoraggia le organizzazioni della società civile a elaborare i loro progetti in linea con la loro capacità amministrativa, operativa e geografica e con la loro strategia propria;

160.  deplora il fatto che, al momento della richiesta di sovvenzione, le organizzazioni locali della società civile di più modeste dimensioni potrebbero risultare svantaggiate a causa delle procedure di domanda lunghe e complicate, dei requisiti linguistici e/o degli altri requisiti di esperienza; invita la Commissione ad accelerare e a semplificare la procedura di domanda al fine di incoraggiare le candidature di progetti di qualità;

161.  accoglie con favore il fatto che la Commissione organizzi seminari e sessioni di formazione per le organizzazioni locali della società civile, promuova partenariati e autorizzi le sovvenzioni a cascata, e che, negli ultimi quattro anni, abbia organizzato un seminario della società civile prima del lancio degli inviti a presentare proposte a livello globale, al fine di presentare l'EIDHR;

162.  è preoccupato per il fatto che una carente autosufficienza delle organizzazioni metta a repentaglio la continuità delle loro attività, rischiando una perdita di competenze; accoglie con favore il fatto che la Commissione stia cercando di attenuare la dipendenza finanziaria di tali organizzazioni, consentendo loro di assumere funzionari addetti al reperimento fondi nel quadro dell'EIDHR;

163.  sottolinea che, stando alla valutazione della Corte, è stato difficile, nel complesso, misurare gli esiti dei progetti, dal momento che l'impatto auspicato è spesso immateriale, non esistono valori-obiettivo per gli indicatori di performance e le relazioni presentate dalle organizzazioni della società civile alla Commissione si concentrano sulle attività;

164.  tiene conto del fatto che la lotta contro la tortura e nei confronti dell'abolizione della pena di morte sono processi a lungo termine, con un impatto e risultati difficili da quantificare, che l'EIDHR sta affrontando questioni sensibili in contesti politici difficili e che la loro attuazione richiede una gestione accurata e dispendiosa in termini di tempo;

165.  osserva, a tale proposito, che i sistemi di misurazione dell'impatto sono piuttosto carenti a causa della scarsa chiarezza dei quadri logici per i progetti, che mancano di parametri di riferimento e obiettivi ben definiti; invita la Commissione a chiarire i requisiti dei quadri logici per i progetti al fine di migliorare i risultati e il valore aggiunto;

166.  invita la Commissione a predisporre una valutazione approfondita dell'impatto dei finanziamenti dell'EIDHR e a trarne le conclusioni; incoraggia la Commissione a prendere in considerazione l'impatto e i risultati delle varie forme di progetto nella procedura di selezione; si compiace del fatto che la Commissione stia già lavorando per migliorare la valutazione d'impatto dei progetti in materia di diritti umani e la invita a condividere i risultati con l'autorità di discarico;

167.  osserva che le valutazioni dei progetti si basano su un sistema di assegnazione di punteggi e griglie di valutazione standardizzate con criteri riguardanti la progettazione, la pertinenza, la capacità, la fattibilità, l'efficacia, la sostenibilità e il rapporto costi-efficacia, e che le sovvenzioni vengono assegnate ai progetti che hanno ottenuto i punteggi più elevati; apprende dalla relazione della Corte che le griglie di valutazione standardizzate presentano diverse carenze in termini di orientamenti ai fini della valutazione di tali criteri; chiede alla Commissione di fornire orientamenti più chiari e la invita a prendere in considerazione il miglioramento delle griglie di valutazione standardizzate;

168.  esorta la Commissione a rimediare alle carenze nella sua valutazione evidenziate dalla Corte; accoglie comunque con favore il grado di flessibilità riscontrato nella valutazione di progetti nel campo dei diritti umani, che non può essere considerata un mero esercizio burocratico; sottolinea che, come precedentemente osservato dall'autorità di discarico, occorre dar prova di buon senso;

169.  osserva che, stando alla Corte, gli obiettivi della maggior parte degli inviti a presentare proposte sono stati descritti in modo generale; prende atto dell'osservazione della Commissione sul fatto che, per quanto riguarda gli inviti a presentare proposte, l'approccio olistico costituisce la sua strategia privilegiata; invita tuttavia la Commissione a fare in modo che i fondi dell'EIDHR siano utilizzati in maniera efficace, garantendo la fattibilità, la sostenibilità e il valore aggiunto dei progetti, obiettivo che potrebbe essere conseguito grazie alla fissazione di requisiti minimi per i risultati dei progetti negli inviti a presentare proposte;

170.  accoglie con favore il fatto che le organizzazioni della società civile interessate a ricevere la sovvenzione debbano prima presentare una sintesi che illustri le caratteristiche principali del progetto proposto; ritiene che la sintesi di proposta rappresenti una soluzione efficace in termini di tempo e di costi ai fini della preselezione dei progetti;

171.  prende atto dell'osservazione della Corte quanto al fatto che, pur essendo stata ben documentata, la selezione dei progetti mancava di rigore e che non si è posto rimedio alle lacune nei progetti dopo la loro identificazione; osserva con soddisfazione che le conclusioni generali esposte dalle commissioni valutatrici contengono dettagli sufficienti; si compiace del fatto che, nel complesso, le attività dei progetti siano state condotte come previsto e siano risultate efficaci sotto il profilo dei costi; invita la Commissione a migliorare la coerenza delle valutazioni dei progetti;

172.  prende atto dell'osservazione della Corte sul fatto che le organizzazioni beneficiarie hanno interpretato in modo diverso quali siano i costi indiretti coperti dall'importo forfettario, il che può condurre a sottovalutare il lavoro dell'organizzazione o a finanziare spese non ammissibili; invita la Commissione a chiarire le regole riguardanti l'importo forfettario;

173.  accoglie con favore il nuovo piano d'azione dell'Unione sui diritti umani e la democrazia per il periodo 2015-2019 quale rinnovato impegno politico a sviluppare una maggiore coerenza nell'intera gamma di strumenti finanziari e politiche esterne dell'Unione;

174.  si compiace del fatto che la Commissione abbia già iniziato ad applicare un approccio basato sui diritti, e continuerà a farlo, integrando tale approccio nelle procedure e nei modelli, elaborando tabelle di marcia e organizzando sessioni di formazione;

Parte XIV – Relazione speciale n. 10/2015 della Corte dei conti dal titolo "Occorre intensificare gli sforzi per risolvere i problemi degli appalti pubblici nell'ambito della spesa dell'UE nel settore della coesione"

175.  accoglie con favore le conclusioni e le raccomandazioni della relazione speciale della Corte dei conti intitolata "Occorre intensificare gli sforzi per risolvere i problemi degli appalti pubblici nell'ambito della spesa dell'UE nel settore della coesione";

176.  osserva che, con dotazioni totali per un valore di 349 miliardi di EUR tra il 2007 e il 2013, la politica di coesione rappresenta la politica più importante ai fini della riduzione delle disparità economiche e sociali tra le regioni europee; sottolinea pertanto l'importanza che le procedure per l'aggiudicazione degli appalti pubblici siano corrette, poiché la Corte ha constatato che esse costituiscono una delle fonti principali degli errori rilevati nell'ambito della spesa dell'Unione nel settore della coesione;

177.  evidenzia che il 40% dei progetti realizzati tra il 2007 e il 2013 contenevano errori nella procedura di assegnazione degli appalti pubblici e che tra gli errori principali rientrano l'aggiudicazione diretta non giustificata, la scorretta applicazione dei criteri di selezione e la mancanza di imparzialità nelle selezioni;

178.  osserva che tra le principali cause d'errore si annoverano la mancanza di capacità amministrativa, l'errato recepimento delle direttive dell'Unione da parte degli Stati membri, l'interpretazione incoerente delle normative e la pianificazione insufficiente;

179.  richiama l'attenzione sul fatto che la complessità del quadro normativo e amministrativo relativo agli appalti pubblici è considerata una delle cause alla base degli errori; osserva che il 90% delle 69 autorità di audit ha affermato che l'attuale livello di complessità è più elevato di quanto necessario; prende atto che quasi la metà di tali autorità ha segnalato che il principale margine di miglioramento nell'ambito degli appalti pubblici è da ricercarsi nella semplificazione delle procedure;

180.  invita pertanto gli Stati membri a evitare norme che vadano oltre quanto previsto dalle direttive dell'Unione; è convinto che ciò potrebbe altresì incoraggiare e facilitare la partecipazione delle PMI alle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici;

181.  osserva che la conclusione principale della Corte riguarda l'inadeguatezza degli sforzi profusi dalla Commissione e dagli Stati membri ai fini dello svolgimento di analisi periodiche e sistematiche delle procedure di appalto, nonché la mancanza di dati coerenti e dettagliati, che ha reso impossibile l'analisi, la correzione e la prevenzione degli errori;

182.  condivide l'opinione della Corte, secondo cui la Commissione dovrebbe elaborare una banca dati per analizzare la frequenza, la gravità e le cause degli errori nell'ambito delle procedure d'appalto; ritiene che la Commissione dovrebbe adoperarsi per ottenere dagli Stati membri informazioni coerenti e affidabili in merito alle irregolarità;

183.  accoglie con favore l'approccio propositivo adottato dalla Commissione per il periodo di programmazione 2014-2020 con l'obiettivo di sostenere i piani di azione nazionali da attuare entro il 2016 attraverso attività di orientamento, di monitoraggio e di assistenza tecnica; riconosce che la Commissione, con questo approccio propositivo, mira a ridurre il rischio di una possibile sospensione dei pagamenti destinati ai programmi operativi dopo il 2016;

184.  si aspetta che la Commissione ricorra alla sospensione dei pagamenti e all'imposizione di rettifiche finanziarie nei confronti degli Stati membri che non hanno raggiunto questi obiettivi solamente in ultima istanza, qualora tutti gli altri mezzi di prevenzione, rettifica e assistenza siano già stati utilizzati;

185.  accoglie con favore il fatto che la Commissione, per quanto abbia da tempo rivolto l'attenzione al problema degli errori evidenti relativi agli appalti pubblici nel settore della politica di coesione, stia ora operando in modo più coordinato nel quadro del piano d'azione sugli appalti pubblici; invita la Commissione, in tale contesto, a far progredire l'attuazione di detto piano e a riferire annualmente in merito al suo stato di avanzamento;

186.  si aspetta che la Commissione istituisca un gruppo di alto livello che svolga un ruolo guida nella risoluzione dei problemi nell'ambito degli appalti pubblici e che ne promuova la semplificazione;

187.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a cogliere le opportunità fornite dagli appalti elettronici, che presentano un notevole potenziale ai fini del miglioramento della trasparenza, di un più ampio accesso alle gare d'appalto anche per le PMI e della prevenzione delle irregolarità e delle frodi;

188.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a continuare i propri sforzi nel campo della condivisione delle esperienze e delle migliori prassi;

189.  accoglie con favore ARACHNE, lo strumento informatico di allerta in caso di frode, e invita gli Stati membri a fornire dati completi e di buona qualità onde contribuire al corretto funzionamento di tale programma;

Parte XV – Relazione speciale n. 11/2015 della Corte di conti dal titolo "Gli accordi di partenariato nel settore della pesca sono gestiti dalla Commissione in maniera adeguata?"

190.  accoglie con favore il quadro giuridico più stabile offerto dagli accordi di partenariato nel settore della pesca (APP) rispetto agli accordi privati; osserva che gli armatori europei hanno espresso una preferenza per gli APP e hanno chiesto alla Commissione di ampliare la rete degli accordi;

191.  chiede alla Commissione di rafforzare l'osservanza della clausola di esclusiva; segnala che, sebbene alcuni fattori non dipendano dalla Commissione, essa dovrebbe avviare il processo negoziale di un nuovo protocollo con largo anticipo rispetto alla scadenza di quello in vigore; esorta la Commissione ad abbreviare, ove possibile, i periodi di negoziazione;

192.  esorta la Commissione a migliorare la coerenza tra gli APP e altre iniziative dell'Unione e fonti di finanziamento nel settore della pesca concernenti la stessa regione, a definire strategie regionali per lo sviluppo della governance in materia di pesca e a provvedere affinché i protocolli negoziati all'interno della stessa regione siano coerenti con la strategia regionale afferente e con gli altri finanziamenti dell'Unione;

193.  chiede che la Commissione si concentri maggiormente sulle condizioni tecniche limitative, tra cui la definizione restrittiva delle zone di pesca; sottolinea che ciò può ripercuotersi sulla redditività della flotta esterna dell'Unione;

194.  chiede alla Commissione di prendere in considerazione l'utilizzo dei protocolli precedenti e di adoperarsi per collegare meglio i pagamenti per i diritti di accesso alle catture effettive, assicurando al contempo che ciò non abbia conseguenze negative sulle attività di pesca;

195.  osserva con preoccupazione che il costo degli APP negoziati dalla Commissione è stato relativamente alto, se si considerano i precedenti tassi di utilizzo; chiede che, nella preparazione dei negoziati degli APP, la Commissione tenga in considerazione i principi di economia, efficienza ed efficacia, al fine di assicurare un uso ottimale dei fondi e il rispetto dei principi di sana gestione finanziaria;

196.  osserva che le valutazioni ex post dovrebbero essere configurate in modo da ottenere un'analisi coerente e comparabile del rendimento dei fondi pubblici spesi nel quadro dei protocolli, nonché un'analisi completa e critica della loro efficacia per l'Unione e il paese partner in questione;

197.  incoraggia la Commissione a rafforzare il proprio potere negoziale; sottolinea l'importanza del contributo finanziario complessivo dell'Unione ai paesi partner;

198.  esorta la Commissione a servirsi dei dati più aggiornati per le sue relazioni di valutazione ex post; chiede alla Commissione di mettere tali informazioni a disposizione delle parti interessate in tempo utile;

199.  invita la Commissione a promuovere l'accettazione di licenze elettroniche o di un elenco dei pescherecci autorizzati nei paesi partner per l'intero periodo di validità delle licenze; evidenzia la necessità di ridurre i ritardi nell'iter delle domande di licenza; invita la Commissione a individuare e ridurre gli aspetti procedurali critici;

200.  invita la Commissione a far sì che la nuova banca dati sulle catture sia usata nella sua interezza dagli Stati membri di bandiera e fornisca dati sulle catture attendibili, che possano essere consolidati, monitorati e continuamente aggiornati;

201.  osserva che la Commissione ha istituito una banca dati per gestire le informazioni sulle catture; osserva inoltre che tale banca dati dovrebbe contenere dati relativi alle catture forniti dagli Stati membri su base settimanale, suddivisi per zona di pesca; evidenzia con preoccupazione che la banca dati non era ancora operativa al momento dell'audit della Corte e che gli Stati membri non avevano assolto ai loro obblighi di segnalazione; invita la Commissione a porre rimedio a questa situazione, in collaborazione con gli Stati membri, e a includere dati chiari e coerenti sulle catture finali effettive per evitare le conseguenze finanziarie negative che possono verificarsi quando il computo finale è superiore al quantitativo di riferimento;

202.  esorta la Commissione a monitorare più attentamente l'attuazione del sostegno settoriale al fine di garantirne l'efficacia e assicurare un impiego ottimale delle risorse; chiede alla Commissione di adoperarsi per un coordinamento efficace delle azioni realizzate dai paesi partner; invita la Commissione a includere nei protocolli condizioni di ammissibilità formali per le azioni da finanziare;

203.  invita la Commissione a provvedere affinché le erogazioni relative al sostegno settoriale siano in linea con gli altri pagamenti a titolo di sostegno al bilancio e si basino sui risultati conseguiti dai paesi partner nell'attuazione della matrice delle azioni decise di comune accordo;

204.  osserva con preoccupazione che, nonostante il fatto che la componente relativa al sostegno settoriale dovrebbe essere pagata una volta che i paesi partner siano in grado di dimostrare i risultati conseguiti, i protocolli attualmente vigenti non prevedono ancora la possibilità di pagamenti parziali laddove i risultati siano raggiunti solo in parte; prende atto dell'osservazione della Commissione sul fatto che, se i risultati conseguiti sono scarsi o nulli, il pagamento del sostegno settoriale per l'esercizio successivo deve essere sospeso fino a quando gli obiettivi non saranno raggiunti; invita, tuttavia, la Commissione a includere nei nuovi protocolli, ove possibile, la possibilità di esborsi parziali del sostegno settoriale;

Parte XVI – Relazione speciale n. 12/2015 della Corte di conti dal titolo "La priorità dell'UE consistente nel promuovere un'economia rurale basata sulla conoscenza è stata inficiata dalla cattiva gestione delle misure di trasferimento delle conoscenze e di consulenza"

205.  chiede che gli Stati membri pongano in essere procedure per analizzare i bisogni in termini di conoscenze e competenze degli operatori rurali, che vadano oltre la definizione di ampie tematiche, segnatamente per i periodi in cui sono banditi inviti a presentare proposte o gare d'appalto, e che la Commissione fornisca indicazioni addizionali agli Stati membri sulle modalità di svolgimento di queste analisi sistematiche, con una formulazione specifica anziché generale;

206.  invita gli Stati membri a far sì che il sostegno alla creazione di nuovi servizi di consulenza sia concesso solo in presenza di una comprovata carenza nei servizi pertinenti al settore in questione e qualora sussista l'esigenza di finanziare nuovi membri del personale, strutture e/o apparecchiature;

207.  invita gli Stati membri a selezionare i prestatori di servizi cui assegnare i fondi pubblici attraverso procedure concorrenziali eque e trasparenti, indipendentemente dal fatto che si tratti di inviti a presentare proposte o di procedure formali di appalti pubblici;

208.  raccomanda che gli Stati membri tengano presente la guida sugli appalti pubblici destinata agli operatori del settore affinché evitino gli errori più comuni nei progetti finanziati dai fondi strutturali e di investimento europei;

209.  chiede che la Commissione fornisca indicazioni addizionali specifiche riguardanti l'erogazione in-house, il subappalto e la valutazione dell'erogazione dei servizi da parte di consorzi e monitori in maniera adeguata le procedure degli Stati membri, affinché la selezione delle attività di trasferimento delle conoscenze e di consulenza sia comparativa, equa e trasparente;

210.  invita gli Stati membri a valutare l'esigenza di sostenere le attività di trasferimento delle conoscenze e di consulenza che siano prontamente disponibili sul mercato a un prezzo ragionevole e ad assicurare, quando tale necessità sia giustificata, che i costi delle attività sostenute non superino i costi di analoghe attività offerte dal mercato;

211.  chiede che la Commissione si basi sulle prime misure adottate per garantire la complementarità tra i fondi dell'Unione, al fine di ridurre il rischio di doppio finanziamento e di duplicazione degli oneri amministrativi;

212.  chiede che gli Stati membri istituiscano sistemi di riscontro che si avvalgano delle informazioni tratte dalle attività di monitoraggio e valutazione per migliorare i futuri inviti a presentare proposte o le future procedure di gara e che la Commissione fornisca agli Stati membri orientamenti sulle modalità di applicazione di queste procedure di riscontro sistematiche, monitorandone l'introduzione da parte degli stessi;

213.  chiede che la Commissione aumenti, senza indugio, il profilo di rischio delle misure di trasferimento delle conoscenze e di consulenza e potenzi di conseguenza le proprie attività di sorveglianza e gestione;

214.  invita gli Stati membri a condividere le migliori prassi e a portare avanti le rispettive valutazioni dei progetti, al fine di disporre di una valida base per il periodo di attuazione 2014-2020;

215.  chiede alla Commissione di comunicare una valutazione globale dei servizi di consulenza incentrata sui risultati e sugli effetti netti per evitare una valutazione puramente quantitativa degli investimenti;

216.  chiede che la Commissione promuova lo scambio di buone prassi sugli approcci metodologici mediante attività di collaborazione in rete;

Parte XVII – Relazione speciale n. 13/2015 della Corte di conti dal titolo "Sostegno dell'UE ai paesi produttori di legname nell'ambito del piano d'azione FLEGT"

217.  accoglie con favore la relazione speciale dedicata al sostegno dell'Unione ai paesi produttori di legname nell'ambito del piano d'azioneper l'applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale (FLEGT) e presenta di seguito le proprie osservazioni e raccomandazioni;

218.  considera essenziale l'iniziativa FLEGT per migliorare la governance nel settore forestale, mantenere il popolamento forestale e garantire l'applicazione della legge, in particolare avvalendosi di tutti gli strumenti possibili, tra cui gli accordi di partenariato volontari o l'applicazione della dovuta diligenza finanziaria, per affrontare il problema mondiale del disboscamento illegale e contribuire ad assicurare le esportazioni di legname verso l'Unione;

219.  deplora tuttavia le innumerevoli carenze individuate nella fase dell'attuazione del piano di azione e dei progetti FLEGT che ora richiedono una valutazione rapida e completa;

220.  ritiene fermamente che, dopo l'assegnazione di 300 milioni di EUR nel periodo 2003-2013 nell'ambito del sostegno al piano FLEGT, sia giunto il momento di svolgere un'analisi costi-benefici del processo FLEGT mirante a ridurre il disboscamento illegale e il relativo commercio, ma anche di semplificare l'assetto dei meccanismi esistenti per renderli più efficaci in termini di risultati e di impatto;

221.  deplora la lenta attuazione del piano d'azione FLEGT, l'adozione tardiva del regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(18) (il regolamento dell'UE sul legname) nonché la reazione tardiva da parte della Commissione nel fare tesoro degli insegnamenti tratti dal finanziamento generale a favore del piano d'azione FLEGT;

222.  invita la Commissione a stabilire le priorità dei suoi sforzi in materia di aiuto sulla base di obiettivi e criteri chiari; invita pertanto la Commissione ad abbandonare l'approccio in base al quale il finanziamento dell'Unione è strutturato a titolo di vari bilanci e a valutare, invece, la possibilità di avvalersi di un unico bilancio chiaramente definito;

223.  invita la Commissione a rafforzare prontamente i quadri relativi alla trasparenza e alla rendicontabilità attraverso il controllo e la notifica periodica, prevedendo un'adeguata valutazione dei progressi; sollecita inoltre la Commissione a controllare e a riferire in merito all'attuazione negli Stati membri della normativa dell'Unione sul legname e a intraprendere le azioni necessarie sul piano giuridico per garantirne l'applicazione;

224.  invita la Commissione a semplificare e a coordinare meglio i suoi sforzi volti a combattere il disboscamento illegale nel quadro delle varie politiche dell'Unione e dei servizi interessati;

225.  ricorda che la tracciabilità dei prodotti derivati dal legno, attraverso un sistema operativo di licenze istituito giuridicamente tra l'Unione e i paesi che esportano legname, dovrebbe essere considerata un obiettivo fondamentale costante, in particolare alla luce dei fattori rilevati dalla Corte quali la corruzione dilagante, il rispetto carente della legge o l'insufficiente valutazione dei rischi e dei vincoli insiti nei progetti;

226.  invita la Commissione a negoziare norme sull'importazione di legname nei futuri accordi commerciali bilaterali o multilaterali, al fine di non compromettere i successi conseguiti attraverso il piano d'azione FLEGT con i paesi produttori di legname;

227.  ritiene che le lacune a livello di governance nel sistema FLEGT dovrebbero essere affrontate nell'ambito di una valutazione esterna del piano d'azione FLEGT o di valutazioni ad hoc da parte della Commissione;

Parte XVIII – Relazione speciale n. 14/2015 della Corte dei conti dal titolo "Il Fondo investimenti ACP fornisce valore aggiunto?"

228.  accoglie con favore la relazione speciale dedicata al valore aggiunto del Fondo per gli investimenti degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) come esempio positivo e concreto di seguito dato dalla Corte alla procedura di discarico del 2012 e del 2013, nell'ambito della quale il Parlamento ha chiesto l'elaborazione di una relazione speciale sul rendimento e l'allineamento delle attività di prestito esterne della Banca europea per gli investimenti (BEI) alle politiche e agli obiettivi di sviluppo dell'Unione prima delle revisioni intermedie del mandato esterno della BEI e del Fondo investimenti;

229.  considera l'inclusione di tale audit sul Fondo investimenti ACP nel programma di lavoro della Corte come una buona prassi in termini di cooperazione e controllo collaborativo tra il Parlamento e la Corte;

230.  è del parere che tale relazione di audit costituisca un punto di partenza, in quanto si tratta del primo audit effettuato dalla Corte in questo settore specifico; deplora il fatto che il Fondo investimenti non rientri nell'ambito dell'audit condotto dalla Corte ai fini della dichiarazione di affidabilità;

231.  prende atto delle conclusioni positive in merito alla coerenza del Fondo investimenti ACP con gli obiettivi della politica di sviluppo dell'Unione e al suo effetto catalizzatore; accoglie con favore la buona cooperazione tra la BEI e la Commissione, in particolare nell'identificazione e selezione dei progetti;

232.  si rammarica, tuttavia, del fatto che la Corte non abbia potuto identificare con maggiore precisione il valore aggiunto apportato dal Fondo investimenti ACP; invita dunque la Corte, nelle future relazioni speciali, a fornire esempi più concreti e ad addurre come esempio alcuni progetti per illustrare meglio le proprie conclusioni e raccomandazioni; esorta la Corte a trarre insegnamento da questa prima esperienza per perfezionare ulteriormente gli strumenti per valutare l'effetto leva, l'effetto catalitico e il valore aggiunto di tali strumenti; invita altresì la Corte a prendere in considerazione il valore aggiunto non solo dal punto di vista del trittico di parametri classico (economia, efficienza, efficacia), ma anche in senso più ampio, sulla base di un secondo trittico di fattori (ecologia, uguaglianza ed etica);

233.  concorda con le raccomandazioni della Corte; invita pertanto la Commissione a tenere conto delle raccomandazioni della Corte nelle sue future proposte legislative e nei negoziati come quelli per la revisione del mandato esterno della BEI o l'accordo post-Cotonou;

234.  raccomanda un rapido adattamento del Fondo investimenti e della politica della BEI in funzione dell'esito della COP 21 e degli eventuali obiettivi di sviluppo del millennio (OSM) post-2015, ai fini della coerenza politica dell'Unione; ritiene che occorra attribuire una maggiore priorità alla lotta contro i cambiamenti climatici e tutte le loro conseguenze dirette e indirette, in particolare nei paesi più poveri del mondo;

235.  considera fondamentale per la BEI continuare a dedicare del tempo alla due diligence associata a strumenti di valutazione dei risultati, ai fini di una migliore conoscenza del profilo degli intermediari finanziari e dei beneficiari nonché di una migliore valutazione dell'impatto dei progetti sui beneficiari finali; invita la BEI a prendere seriamente in considerazione le raccomandazioni della Corte e a migliorare le prassi attuali al fine di potenziare il valore aggiunto del Fondo investimenti ACP;

236.  è dell'avviso che tutte le spese finanziate mediante il denaro dei contribuenti dell'Unione debbano essere sottoposte senza eccezione alla procedura di discarico del Parlamento; ribadisce, pertanto, la propria ferma convinzione che il Fondo investimenti gestito dalla BEI per conto dell'Unione debba essere sottoposto alla procedura di discarico del Parlamento, dal momento che il Fondo è finanziato con il denaro dei contribuenti dell'Unione;

237.  osserva che l'accordo tripartito di cui all'articolo 287, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che disciplina la cooperazione tra la BEI, la Commissione e la Corte dei conti per quanto riguarda le modalità di controllo da parte della Corte dei conti sull'attività della Banca in merito alla gestione dei fondi dell'Unione e degli Stati membri, dovrà essere rinnovato nel 2015; ribadisce la posizione del Parlamento secondo cui è necessario aggiornare l'ambito di competenza della Corte in materia, includendo qualsiasi nuovo strumento finanziario della BEI che coinvolga fondi pubblici provenienti dal bilancio dell'Unione o dal Fondo europeo di sviluppo;

Parte XIX – Relazione speciale n. 15/2015 della Corte dei conti dal titolo "Sostegno dello Strumento ACP-UE per l'energia a favore delle energie rinnovabili in Africa orientale"

238.  accoglie con favore la relazione speciale dedicata al sostegno all'energia rinnovabile nell'Africa orientale a titolo dello strumento ACP-UE per l'energia e presenta di seguito le proprie osservazioni e raccomandazioni;

239.  accoglie con favore il fatto che, dal secondo invito a presentare proposte a titolo dello strumento per l'energia, sia divenuto obbligatorio includere un'analisi preliminare della fattibilità; sottolinea che tali analisi della fattibilità dovrebbero basarsi su scenari ben definiti e realistici; evidenzia altresì che tali scenari dovrebbero già includere previsioni circa le modalità di partecipazione delle comunità locali alla realizzazione del progetto al fine di migliorare la titolarità locale e la promozione del progetto;

240.  è dell'avviso che il legame tra la fattibilità di un progetto e la sua sostenibilità sociale, economica e ambientale dovrebbe essere meglio definito onde assicurare non soltanto l'efficienza, la coerenza e la visibilità dei progetti d'investimento dello strumento per l'energia, ma anche la loro efficacia e i più ampi risultati nelle regioni interessate;

241.  ritiene che occorra procedere periodicamente al monitoraggio dei progetti e dei relativi rischi, accompagnandolo a misure di attenuazione rapide al fine di adeguare, se necessario, la strategia di aggiudicazione degli appalti e la procedura di selezione e attuazione; considera che le conclusioni delle relazioni di monitoraggio dovrebbero essere utilizzate per l'attuazione dei successivi inviti a presentare proposte;

242.  chiede che lo strumento per l'energia garantisca che i soggetti interessati a livello locale, quali le ONG o le comunità locali, siano coinvolti durante tutta la durata dei progetti, dal lancio alle fasi successive al completamento, tenendo conto delle esigenze dei progetti specifici; sollecita un sostegno continuo allo sviluppo di capacità locali grazie ad un'adeguata offerta di formazione lungo tutto il ciclo di vita di un progetto, con il principale obiettivo di migliorare ulteriormente la titolarità locale e promuovere il coordinamento, affinché il progetto continui ad essere praticabile e sostenibile anche dopo la scadenza del periodo di finanziamento;

243.  invita la direzione generale Cooperazione internazionale e sviluppo (DG DEVCO) della Commissione ad assicurarsi che i partner esecutivi rispondano a tutte le richieste di informazione supplementari in merito all'attuazione del/dei progetto/i; chiede alla DG DEVCO di concentrarsi soprattutto sulle potenziali attività legate alle frodi e/o alla corruzione da parte dei partner esecutivi, evitando inutili oneri amministrativi supplementari; sollecita la DG DEVCO affinché, in caso di corruzione e/o frodi, rescinda debitamente i contratti e cerchi nuovi partner nella regione;

244.  invita la Commissione a garantire la coerenza delle politiche e una stretta collaborazione con gli altri attori sul campo, in particolare gli organismi delle Nazioni Unite e l'iniziativa SE4ALL (Energia sostenibile per tutti), senza limitarsi al settore dell'energia, al fine di conseguire i migliori risultati possibili per la popolazione della regione e per l'ambiente; ritiene che le sinergie con altri progetti sul campo, compresi quelli in fase di pianificazione, dovrebbero, ogniqualvolta possibile, poter essere sfruttate pienamente da tutti i progetti;

Parte XX – Relazione speciale n. 16/2015 della Corte di conti dal titolo "Migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico mediante lo sviluppo del mercato interno dell'energia: occorre un impegno maggiore"

245.  invita gli Stati membri, al fine di ottenere un funzionamento corretto e continuato del mercato interno dell'energia, a coordinare i loro investimenti per le infrastrutture energetiche e le rispettive modalità di regolamentazione dei loro mercati energetici, così da garantire un utilizzo ottimale dei fondi dell'Unione;

246.  ritiene che le riforme dei mercati dell'energia inizino a livello degli Stati membri; è dell'avviso che l'attuazione dei pacchetti energetici concordati, in particolare il terzo pacchetto Energia, creerebbe le condizioni necessarie per la realizzazione del mercato interno dell'energia;

247.  sottolinea, alla luce del futuro approccio regionale alla sicurezza energetica, che è importante che i singoli Stati membri possano garantire le infrastrutture necessarie per l'esportazione e l'importazione di energia, ma anche per fungere da paesi di transito dell'energia elettrica e del gas;

248.  sottolinea che tutti i futuri progetti dell'Unione in materia di energia devono rispettare la normativa dell'Unione e i principi dell'Unione dell'energia: diversificazione, sicurezza degli approvvigionamenti, accessibilità, competitività e sostenibilità;

249.  è del parere che il rafforzamento e il miglioramento delle interconnessioni con gli Stati membri limitrofi debbano essere considerati prioritari; incoraggia lo sviluppo di una capacità bi-direzionale (flussi bi-direzionali) ad ogni interconnessione transfrontaliera mediante il coinvolgimento degli Stati membri attraverso i quali passa il corridoio;

250.  ritiene che l'attuazione di progetti per le infrastrutture strategiche contribuisca agli aspetti di medio e lungo termine della sicurezza energetica;

251.  invita la Commissione ad assegnare maggiori risorse finanziarie e i poteri necessari all'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia e ritiene che l'Agenzia debba essere autorizzata ad assumere personale aggiuntivo per consentire la piena ed efficace attuazione del monitoraggio dei mercati dell'energia;

Parte XXI – Relazione speciale n. 17/2015 della Corte dei conti dal titolo "Sostegno della Commissione ai gruppi di intervento per i giovani: fondi FSE riorientati, ma scarsa focalizzazione sui risultati"

252.  accoglie con favore la relazione della Corte, ne sostiene le raccomandazioni e si compiace che la Commissione le accetti e intenda tenerne conto in futuro; accoglie positivamente il fatto che la Commissione abbia attuato tali raccomandazioni nel quadro giuridico dei Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020, garantendo così un uso ottimale delle risorse, ad esempio mediante un quadro di riferimento dei risultati e una riserva di efficacia dell'attuazione, condizioni ex-ante e indicatori comuni di realizzazione e di risultato;

253.  segnala che la disoccupazione giovanile è un grave problema in tutta l'Unione e che occorre stanziare risorse adeguate a livello nazionale e dell'Unione per affrontarlo; incoraggia vivamente gli Stati membri ad avvalersi del sostegno dell'Unione disponibile;

254.  osserva che l'iniziativa dei gruppi di intervento per i giovani era principalmente un esercizio politico, annunciato come tale sin dall'inizio e volto a persuadere i governi nazionali a reindirizzare i fondi inutilizzati alla lotta alla disoccupazione giovanile, senza creare ulteriori procedimenti amministrativi e/o giuridici né stanziare nuovi fondi;

255.  prende atto del carattere politicamente difficile di tale compito e riconosce che i gruppi di intervento per i giovani hanno svolto un buon lavoro per sensibilizzare i massimi livelli politici e riunire diverse autorità politiche e amministrative convincendole a dare la priorità all'occupazione dei giovani rispetto ad altre iniziative;

256.  sottolinea la necessità di concentrarsi sulla performance e sui risultati e si compiace del fatto che il nuovo quadro normativo per il periodo di programmazione 2014-2020 includa disposizioni che prevedono la rendicontazione dei risultati da parte degli Stati membri;

257.  rileva che spesso gli Stati membri che necessitano in maggior misura di finanziamenti risentono di una scarsa capacità amministrativa, che li porta a concentrarsi sulla gestione del progetto, invece di tenere presenti gli obiettivi dell'investimento;

258.  rileva che gli effetti degli investimenti sono ancora in gran parte verificati mediante indicatori quantitativi, che non rispecchiano tutti gli aspetti di una corretta prassi di valutazione; osserva che la produttività non è la stessa cosa dei risultati;

259.  invita la Commissione a istituire un meccanismo di allerta rapida relativo agli stanziamenti ESIF inutilizzati affinché gli Stati membri dispongano di tempo sufficiente per riassegnare i finanziamenti a misure di sostegno nei confronti dell'occupazione giovanile;

260.  attende con interesse la relazione della Corte sul tema "La Garanzia per i giovani nell'UE - Attuazione negli Stati membri", prevista per l'inizio del 2017, e suggerisce che la revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale tenga conto dei risultati che ne emergeranno;

Parte XXII – Relazione speciale n. 20/2015 della Corte dei conti dal titolo "L’efficacia in termini di costi del sostegno UE per lo sviluppo rurale agli investimenti non produttivi in agricoltura"

261.  raccomanda che la Commissione incoraggi gli Stati membri ad attuare investimenti non produttivi (INP) più in sinergia con altre misure di sviluppo rurale e/o programmi ambientali e che la Commissione ne controlli l'esecuzione da parte degli Stati membri interessati mediante le loro relazioni annuali di attuazione a partire dal 2017;

262.  raccomanda che la Commissione fornisca orientamenti agli Stati membri sui criteri di selezione degli INP per il periodo 2014-2020 ed effettui verifiche tese ad accertare l'applicazione di procedure appropriate per selezionare i progetti; raccomanda inoltre, in tale contesto, che gli Stati membri garantiscano che le procedure di selezione degli INP siano trasparenti, rese pubbliche e attuate in modo efficace e che verifichino efficacemente il rispetto di tali criteri;

263.  raccomanda che la Commissione assicuri che il contributo degli INP al raggiungimento degli obiettivi agroambientali dell’Unione sia monitorato o almeno valutato in modo specifico durante le valutazioni relative al periodo di programmazione 2014-2020;

264.  raccomanda che la Commissione incoraggi e assista gli Stati membri in cui il sostegno degli INP è significativo a definire indicatori di risultato specifici per gli INP più spesso finanziati, al fine di garantire un migliore seguito e una migliore valutazione del contributo degli INP alla realizzazione degli obiettivi agroambientali dell'Unione; chiede, a tal riguardo, che gli Stati membri trasmettano informazioni su tali indicatori nelle loro relazioni annuali sull'attuazione a decorrere dal giugno 2016 e includano la valutazione dei risultati degli INP nei loro piani di valutazione;

265.  raccomanda che la Commissione fornisca orientamenti aggiuntivi riguardo alla definizione dei criteri che determinano le caratteristiche remunerative degli INP che beneficiano dei tassi di aiuto più elevati e che gli Stati membri adottino senza indugio questi criteri e li utilizzino per modulare l’intensità del sostegno;

266.  chiede che gli Stati membri attuino senza indugio procedure volte a garantire che i costi degli INP che beneficiano di un sostegno non superino quelli dei beni, dei servizi o delle attività analoghe disponibili sul mercato; che, a tal riguardo, gli Stati membri definiscano parametri e/o costi di riferimento appropriati rispetto ai quali i costi degli INP siano sistematicamente verificati durante i controlli amministrativi;

267.  raccomanda che la Commissione utilizzi le informazioni fornite dagli Stati membri in merito alla controllabilità e verificabilità delle misure per l’approvazione dei rispettivi programmi di sviluppo rurale per il 2014-2020 in modo da garantire che gli Stati membri stabiliscano e attuino procedure adeguate relative alla ragionevolezza dei costi e in modo da verificare l'attuazione efficace da parte degli Stati membri dei controlli previsti al tal riguardo; raccomanda che la Commissione faciliti lo scambio di buone prassi tra gli Stati membri per quanto riguarda l'istituzione di procedure di verifica della ragionevolezza dei costi;

268.  raccomanda che gli Stati membri definiscano, prima della realizzazione dei primi controlli in loco per il periodo 2014-2020, un metodo per consolidare e analizzare tempestivamente le informazioni sulla causa degli errori constatati durante questi controlli e che intraprendano le misure necessarie per migliorare i loro sistemi di gestione e di controllo dei regimi di sostegno a favore degli INP;

269.  raccomanda che la Commissione tenga conto delle carenze identificate dalla Corte nell'ambito delle spese per gli INP e che, in collaborazione con gli Stati membri, adotti le misure appropriate per assicurare la buona gestione finanziaria di questo tipo di investimenti;

Parte XXIII – Relazione speciale n. 22/2015 della Corte di conti dal titolo "La vigilanza dell'Unione europea esercitata sulle agenzie di rating del credito è adeguatamente consolidata, ma non ancora del tutto efficace"

270.  sottolinea che l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio(19) (regolamento CRA) è di introdurre "[...] un'impostazione regolamentare comune per migliorare l'integrità, la trasparenza, la responsabilità, la correttezza gestionale e l’indipendenza delle attività di rating del credito, contribuendo alla qualità dei rating del credito emessi nell’Unione e al buon funzionamento del mercato interno, realizzando nel contempo un grado elevato di protezione dei consumatori e degli investitori" (articolo 1 del regolamento CRA);

271.  riconosce che la Corte e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) si sono trovate d'accordo su molti aspetti dell'audit e delle raccomandazioni;

272.  accoglie con favore il fatto che l'ESMA abbia posto in poco tempo buone basi per una vigilanza efficace delle agenzie di rating del credito nell'Unione; osserva tuttavia che la Corte considera la procedura gravosa a causa della divisione in fasi di completezza e di conformità imposta dal regolamento;

273.  condivide il parere della Corte secondo cui durante il processo di registrazione l'ESMA dovrebbe documentare in modo adeguato la valutazione effettuata su tutti i requisiti normativi riguardanti le metodologie di rating del credito, e gli elementi probatori del processo di approvazione dovrebbero essere conservati non solo nella corrispondenza interna ma anche in fascicoli specifici;

274.  si compiace che la Corte e l'ESMA siano d'accordo in merito all'approccio basato sul rischio di quest'ultima; ritiene che il processo di individuazione dei rischi debba essere trasparente, comprensibile e tracciabile;

275.  è del parere che tutte le indagini dovrebbero essere opportunamente documentate al fine di dimostrare e garantire che tutte le conclusioni siano suffragate da analisi adeguate degli elementi probatori; osserva che, a tal fine, la Corte raccomanda di creare uno strumento informatico di vigilanza dedicato; prende atto della posizione dell'ESMA secondo cui i propri strumenti di monitoraggio attuali sono efficaci; resta tuttavia del parere che uno strumento informatico dedicato rappresenterebbe la soluzione migliore per gestire le informazioni in modo trasparente, comprensibile e tracciabile, tenendo conto dei tassi normali di avvicendamento del personale; chiede pertanto che l'ESMA preveda l'introduzione di un simile strumento informatico nella propria pianificazione di bilancio;

276.  rammenta che una delle finalità e responsabilità del regolamento CRA è di garantire l'indipendenza ed evitare i conflitti di interesse (cfr. l'allegato I del regolamento CRA); ritiene pertanto che le agenzie di rating del credito debbano altresì controllare le attività di negoziazione degli analisti di rating; ritiene, tuttavia, che l'ESMA dovrebbe vigilare, in maniera strutturata, sui sistemi messi in atto dalle agenzie di rating del credito per affrontare i conflitti di interesse;

277.  pone l'accento sull'articolo 23 del regolamento CRA, che stabilisce quanto segue: "Nell'adempimento dei compiti loro assegnati in virtù del presente regolamento, né l'ESMA, né la Commissione, né altre autorità pubbliche degli Stati membri interferiscono con il contenuto dei rating del credito o con le relative metodologie"; ritiene che l'attuazione delle metodologie delle agenzie di rating del credito può pertanto essere monitorata, una volta conclusa la registrazione, solo mediante procedure di vigilanza continuativa;

278.  conviene che l'ESMA dovrebbe esaminare tutti gli aspetti importanti dell'ideazione e dell'attuazione delle metodologie delle agenzie di rating del credito non ancora trattati; è preoccupato per il fatto che tale compito non possa essere svolto completamente a causa della mancanza di risorse;

279.  deplora che l'attuale sistema non garantisca una protezione efficace dei mercati in caso di fuga di notizie e invita l'ESMA a migliorare il proprio sistema di controllo per impedire e contrastare le azioni che possono portare a distorsioni dei mercati;

280.  si rammarica che le attuali norme che disciplinano l'euro non garantiscano un piano di parità per tutte le agenzie di rating del credito registrate presso l'ESMA; invita la Banca centrale europea e il legislatore europeo a porre rimedio alla situazione quanto prima;

281.  riconosce che il registro centrale sarà incorporato nella piattaforma europea di rating (articolo 11 bis del regolamento CRA), creata nel 2013 e in merito alla quale sono in corso lavori; chiede all'ESMA di assicurare l'affidabilità dei dati comunicati dalle agenzie di rating del credito;

282.  invita l'ESMA a migliorare ulteriormente e armonizzare le pratiche di comunicazione delle agenzie di rating del credito;

283.  accoglie con favore l'intenzione dell'ESMA di migliorare ulteriormente il proprio sito internet e di pubblicare, in particolare, tutta la legislazione applicabile e i documenti pertinenti, nonché di semplificare l'utilizzo del sito;

284.  osserva che parte della terminologia utilizzata nell'ambito della metodologia del regolamento CRA può lasciare un margine di interpretazione e avere quindi un effetto negativo sull'attuazione del regolamento; chiede pertanto all'ESMA e alla Corte di trasmettere al Parlamento e alla Commissione un elenco delle disposizioni legislative che potrebbero trarre beneficio da ulteriori chiarimenti;

Parte XXIV – Relazione speciale della Corte dei conti n. 2/2016 "Relazione 2014 sul seguito dato alle relazioni speciali della Corte dei conti europea"

285.  accoglie con favore il fatto che 23 delle 44 raccomandazioni sono state pienamente attuate;

286.  si compiace altresì che, in generale, la Commissione abbia accettato le raccomandazioni supplementari della Corte di cui all'attuale relazione speciale;

287.  osserva, tuttavia, che secondo la Corte 18 raccomandazioni su 44 sono state attuate parzialmente, non sono state attuate o non hanno potuto essere verificate:

   a) nell'ambito della politica agricola (10 raccomandazioni), il seguito delle raccomandazioni riguardava spesso gli Stati membri e la Commissione e quest'ultima riteneva di aver adempiuto ai propri compiti;
   b) nell'ambito della politica sociale (2 raccomandazioni), rientrante nel regime di gestione concorrente, la Corte reputa che i risultati e l'efficacia non siano stati misurati adeguatamente;
   c) nell'ambito delle relazioni esterne (3 raccomandazioni), secondo la Corte la Commissione dovrebbe valutare direttamente la ragionevolezza dei costi dei progetti e dipendere meno dalla conoscenza del mercato delle organizzazioni internazionali; inoltre la Commissione avrebbe dovuto potenziare la qualità e la sicurezza del sistema integrato di gestione dell'informazione usato per le relazioni esterne (CRIS), nonché
   d) nell'area della concorrenza (3 raccomandazioni), la Corte ritiene che sia necessario migliorare la gestione delle indagini preliminari, ridurre il numero di denunce infondate e ottimizzare l'interfaccia per la rendicontazione degli aiuti di Stato (SARI);

288.  sottolinea che, dal punto di vista dell'autorità di discarico, non è soddisfacente che i procedimenti in contraddittorio terminino con la formula "la Commissione e la Corte giungono a conclusioni differenti"; invita pertanto entrambe le istituzioni ad adoperarsi per evitare detto risultato;

289.  invita la Corte a indicare chiaramente nelle sue raccomandazioni quale tipo di azione si aspetta dalla Commissione e quale dagli Stati membri;

290.  invita la Corte a sviluppare, d'intesa con le autorità nazionali di audit, un sistema che le consenta di valutare il seguito dato dagli Stati membri alle sue raccomandazioni;

291.  sottolinea di non aver mai ricevuto una spiegazione soddisfacente in merito alla ragione per cui la Commissione abbia per diversi anni ritenuto importante che le direzioni generali disponessero di strutture di audit interno proprie, per poi raggrupparle nel servizio di audit interno a partire da aprile 2015;

o
o   o

292.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 373 del 10.11.2015, pag. 1.
(4) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(5) Testi approvati, P8_TA(2016)0147.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(7) Vedasi all'allegato 1 della relazione speciale l'elenco di controllo elaborato dalla Corte per valutare la configurazione dei sistemi di controllo in funzione dei rischi associati con i costi dello sviluppo rurale.
(8) Relazione speciale n. 1/2014 dal titolo "Efficacia dei progetti di trasporto pubblico urbano finanziati dall'UE" e Relazione speciale n. 21/2014 dal titolo "Le infrastrutture aeroportuali finanziate dall'UE: un impiego non ottimale delle risorse".
(9) Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti e che abroga la decisione n. 661/2010/UE (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 1).
(10) Regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 129).
(11) Direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane (GU L 135 del 30.5.1991, pag. 40).
(12) Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999, GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25).
(13) Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470).
(14) Direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE del Consiglio (GU L 145 del 30.4.2004, pag. 1).
(15) Direttiva 2014/57/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 relativa alle sanzioni penali in caso di abusi di mercato (direttiva abusi di mercato) (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 179).
(16) Regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e le direttive 2003/124/CE, 2003/125/CE e 2004/72/CE della Commissione (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 1).
(17) Regolamento (UE) n. 1296/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo a un programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale ("EaSI") e recante modifica della decisione n. 283/2010/UE che istituisce uno strumento europeo Progress di microfinanza per l'occupazione e l'inclusione sociale (GU L 347 del 20.12.2013, pag.238).
(18) Regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati (GU L 295 del 12.11.2010, pag. 23).
(19) Regolamento (CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, relativo alle agenzie di rating del credito (GU L 302 del 17.11.2009, pag. 1).


Discarico 2014: ottavo, nono, decimo e undicesimo FES
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Decisione
Decisione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014 (2015/2203(DEC))
P8_TA(2016)0149A8-0137/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti i bilanci finanziari e i conti di gestione dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014 (COM(2015)0379 – C8-0248/2015),

–  viste le informazioni finanziarie sui Fondi europei di sviluppo (COM(2015)0295),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività finanziate dall'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio finanziario 2014, corredata dalle risposte della Commissione(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste le raccomandazioni del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alla Commissione per l'esecuzione delle operazioni dei Fondi europei di sviluppo per l'esercizio 2014 (05219/2016 – C8-0036/2016, 05220/2016 – C8-0037/2016, 05223/2016 – C8-0038/2016, 05224/2016 – C8-0039/2016),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194 e SWD(2015)0195),

–  visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000(3) e modificato a Ouagadougou, Burkina Faso, il 22 giugno 2010(4),

–  vista la decisione 2013/755/UE del Consiglio, del 25 novembre 2013, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea ("Decisione sull'associazione d'oltremare")(5),

–  visto l'articolo 33 dell'accordo interno del 20 dicembre 1995 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE(6),

–  visto l'articolo 32 dell'accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE(7),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 17 luglio 2006 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, riguardante il finanziamento degli aiuti comunitari forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2008-2013 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE e lo stanziamento degli aiuti finanziari ai paesi e territori d'oltremare ai quali si applica la parte quarta del trattato CE(8),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 24 e 26 giugno 2013 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri dell'Unione europea riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento degli aiuti dell'Unione europea forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-UE e all'assegnazione di assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato sul funzionamento dell'UE(9),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 74 del regolamento finanziario, del 16 giugno 1998, applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE(10),

–  visto l'articolo 119 del regolamento finanziario, del 27 marzo 2003, applicabile al nono Fondo europeo di sviluppo(11),

–  visto l'articolo 50 del regolamento (CE) n. 215/2008 del Consiglio, del 18 febbraio 2008, recante il regolamento finanziario per il decimo Fondo europeo di sviluppo(12),

–  visto l'articolo 48 del regolamento (UE) 2015/323 del Consiglio, del 2 marzo 2015, recante il regolamento finanziario per l'11° Fondo europeo di sviluppo(13),

–  visti l'articolo 93, l'articolo 94, terzo trattino, e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0137/2016),

1.  concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulla chiusura dei conti dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014 (2015/2203(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i bilanci finanziari e i conti di gestione dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014 (COM(2015)0379 – C8-0248/2015),

–  viste le informazioni finanziarie sui Fondi europei di sviluppo (COM(2015)0295),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività finanziate dall'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio finanziario 2014, corredata dalle risposte della Commissione(14),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(15) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste le raccomandazioni del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alla Commissione per l'esecuzione delle operazioni dei Fondi europei di sviluppo per l'esercizio 2014 (05219/2016 – C8-0036/2016, 05220/2016 – C8-0037/2016, 05223/2016 – C8-0038/2016, 05224/2016 – C8-0039/2016),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194 e SWD(2015)0195),

–  visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000(16) e modificato a Ouagadougou, Burkina Faso, il 22 giugno 2010(17),

–  vista la decisione 2013/755/UE del Consiglio, del 25 novembre 2013, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea ("Decisione sull'associazione d'oltremare")(18),

–  visto l'articolo 33 dell'accordo interno del 20 dicembre 1995 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE(19),

–  visto l'articolo 32 dell'accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE(20),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 17 luglio 2006 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, riguardante il finanziamento degli aiuti comunitari forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2008-2013 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE e lo stanziamento degli aiuti finanziari ai paesi e territori d'oltremare ai quali si applica la parte quarta del trattato CE(21),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 24 e 26 giugno 2013 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri dell'Unione europea riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento degli aiuti dell'Unione europea forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-UE e all'assegnazione di assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato sul funzionamento dell'UE(22),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 74 del regolamento finanziario, del 16 giugno 1998, applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE(23),

–  visto l'articolo 119 del regolamento finanziario, del 27 marzo 2003, applicabile al nono Fondo europeo di sviluppo(24),

–  visto l'articolo 50 del regolamento (CE) n. 215/2008 del Consiglio, del 18 febbraio 2008, recante il regolamento finanziario per il decimo Fondo europeo di sviluppo(25),

–  visto l'articolo 48 del regolamento (UE) 2015/323 del Consiglio, del 2 marzo 2015, recante il regolamento finanziario per l'11° Fondo europeo di sviluppo(26),

–  visti l'articolo 93, l'articolo 94, terzo trattino, e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0137/2016),

1.  constata che i conti annuali definitivi dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo si presentano come nella tabella 2 della relazione annuale della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo relativi all'esercizio 2014;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU C 373 del 10.11.2015, pag. 289.
(2) GU C 379 del 13.11.2015, pag. 124.
(3) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
(4) GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3.
(5) GU L 344 del 19.12.2013, pag. 1.
(6) GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.
(7) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.
(8) GU L 247 del 9.9.2006, pag. 32.
(9) GU L 210 del 6.8.2013, pag. 1.
(10) GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.
(11) GU L 83 dell'1.4.2003, pag. 1.
(12) GU L 78 del 19.3.2008, pag. 1.
(13) GU L 58 del 3.3.2015, pag. 17.
(14) GU C 373 del 10.11.2015, pag. 289.
(15) GU C 379 del 13.11.2015, pag. 124.
(16) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
(17) GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3.
(18) GU L 344 del 19.12.2013, pag. 1.
(19) GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.
(20) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.
(21) GU L 247 del 9.9.2006, pag. 32.
(22) GU L 210 del 6.8.2013, pag. 1.
(23) GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.
(24) GU L 83 dell'1.4.2003, pag. 1.
(25) GU L 78 del 19.3.2008, pag. 1.
(26) GU L 58 del 3.3.2015, pag. 17.


Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Parlamento europeo
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione I – Parlamento europeo (2015/2155(DEC))
P8_TA(2016)0150A8-0135/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0200/2015)(2),

–  vista la relazione sulla gestione di bilancio e finanziaria per l'esercizio 2014, sezione I – Parlamento europeo(3),

–  vista la relazione annuale del revisore interno per l'esercizio 2014,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio finanziario 2014 corredata dalle risposte delle istituzioni(4),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e l'articolo 318 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 164, 165 e 166,

–  vista la decisione dell'Ufficio di presidenza del 27 aprile 2005 sulle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo(7), in particolare l'articolo 13,

–  vista la decisione dell'Ufficio di presidenza del 16 giugno 2014 sulle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo(8), in particolare l'articolo 22,

–  visti l'articolo 94, l'articolo 98, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0135/2016),

A.  considerando che l'8 luglio 2015 il suo Presidente ha adottato i conti dell'Istituzione relativi all'esercizio 2014;

B.  considerando che il 18 settembre 2015 il suo Segretario generale, in quanto principale ordinatore delegato, ha certificato con ragionevole certezza che le risorse assegnate al bilancio del Parlamento sono state utilizzate per gli scopi previsti e conformemente al principio di sana gestione finanziaria;

C.  considerando che l'articolo 166, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 prevede che tutte le istituzioni adottino ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento;

1.  concede il discarico al Presidente per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione I – Parlamento europeo (2015/2155(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione I – Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 94, l'articolo 98, paragrafo 3, e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0135/2016),

A.  considerando che, nella sua certificazione dei conti definitivi del 2014, il contabile del Parlamento ha attestato con ragionevole certezza che i conti forniscono sotto ogni aspetto significativo un'immagine veritiera e fedele della situazione finanziaria del Parlamento europeo e che non è stato portato alla sua attenzione alcun elemento su cui esprimere riserve;

B.  considerando che la Corte dei conti, a seguito del suo audit, ha constatato che da quest'ultimo non sono emerse carenze significative nei sistemi selezionati e nelle relazioni annuali di attività delle istituzioni e degli organismi;

C.  considerando che, in base alla procedura abituale, è stato inviato un questionario all'amministrazione del Parlamento, le cui risposte sono state ricevute e discusse dalla commissione per il controllo dei bilanci, in presenza del Vicepresidente competente per il bilancio, del Segretario generale e del revisore interno;

D.  considerando che sussistono sempre margini di miglioramento in termini di qualità, efficienza ed efficacia nella gestione delle finanze pubbliche e che il controllo è necessario per garantire che i responsabili politici e l'amministrazione del Parlamento rispondano del proprio operato ai cittadini dell'Unione;

Conti del Parlamento europeo

1.  constata che gli stanziamenti definitivi del Parlamento per il 2014 ammontavano complessivamente a 1 755 631 742 EUR, pari al 20,13 % della rubrica 5 del quadro finanziario pluriennale (QFP) accantonata per le spese amministrative delle istituzioni dell'Unione per il 2014, il che rappresentava nel complesso un aumento dello 0,3 % rispetto al bilancio 2013 (1 750 463 939 EUR);

2.  rileva che le entrate totali iscritte nei conti al 31 dicembre 2014 ammontavano a 174 436 852 EUR (2013: 158 117 371 EUR), di cui 26 979 032 EUR di entrate con destinazione specifica (2013: 25 991 783 EUR);

3.  ricorda che nel 2014 quattro capitoli hanno rappresentato da soli il 72 % della totalità degli impegni: capitolo 10 (Membri dell'Istituzione), capitolo 12 (Funzionari e agenti temporanei), capitolo 20 (Immobili e spese accessorie) e capitolo 42 (Spese relative agli assistenti parlamentari);

4.  prende atto delle cifre di chiusura dei conti del Parlamento europeo per l'esercizio 2014, vale a dire:

a)  Stanziamenti disponibili (EUR)

Stanziamenti per il 2014

1 755 631 742

Riporti non automatici dall'esercizio 2013

734 000

Riporti automatici dall'esercizio 2013

277 774 604

Stanziamenti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2014

26 979 032

Riporti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2013

106 934 452

Totale

2 168 053 830

b)  Utilizzo degli stanziamenti nell'esercizio finanziario 2014 (EUR)

Impegni

2 138 652 789

Pagamenti effettuati

1 742 390 229

Stanziamenti riportati automaticamente compresi quelli provenienti da entrate con destinazione specifica

383 988 975

Stanziamenti riportati non automaticamente

0

Stanziamenti annullati

39 918 558

c)  Entrate (EUR)

Riscosse nel 2014

174 436 852

d)  Totale bilancio al 31 dicembre 2014 (EUR)

1 476 824 398

5.  rileva che un importo di 71 500 000 EUR è stato trasferito dalle voci di bilancio per gli stanziamenti accantonati e da altre fonti in modo da contribuire a finanziare i canoni enfiteutici annuali per l'edificio Konrad Adenauer a Lussemburgo e il suo ampliamento e ammodernamento; osserva che ciò rappresenta il 4 % degli stanziamenti definitivi per il 2014;

Pareri della Corte dei conti sull'affidabilità dei conti 2014 e sulla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti

6.  ricorda che la Corte dei conti svolge una valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura nel quadro di un singolo gruppo di politiche per tutte le istituzioni dell'Unione, compreso il Parlamento europeo, e che nel complesso, dagli elementi probatori di audit risulta che la spesa per la rubrica «Amministrazione» non è inficiata da un livello rilevante di errori; prende nota del fatto che le verifiche delle operazioni indicano che il tasso di errore stimato nella rubrica 5 "Amministrazione" del QFP è pari allo 0,5 % (in calo rispetto all'1 % del 2013);

7.  ricorda che l'audit ha riguardato l'esame di un campione composto da 129 operazioni di pagamento, di cui 92 concernenti gli stipendi e le pensioni, le indennità correlate e altre spese per il personale, 14 eseguite nell'ambito di contratti relativi agli immobili e 23 per spese correlate (energia, comunicazione, tecnologie dell'informazione, ecc.); sottolinea che delle 129 operazioni controllate, 20 (15,5 %) presentavano errori; prende nota del fatto che, per i 12 errori quantificabili, il tasso di errore stimato risulta pari allo 0,5 %;

8.  sottolinea la raccomandazione della Corte dei conti affinché il Parlamento rafforzi i controlli sulle spese rimborsate dai partiti politici europei alle organizzazioni a questi affiliate e definisca norme appropriate, ad uso dei partiti politici, in materia di appalti pubblici, monitorandone l'applicazione mediante l'espletamento di verifiche adeguate e la definizione di migliori orientamenti; insiste affinché vi sia piena trasparenza per quanto riguarda le spese dei partiti politici europei e affinché in futuro la commissione competente esamini e discuta tali informazioni dettagliatamente nel contesto della procedura di discarico ordinaria;

Relazione annuale del revisore interno

9.  osserva che, nella riunione della commissione competente con il revisore interno del 25 gennaio 2016, quest'ultimo ha presentato la sua relazione annuale firmata il 16 luglio 2015, indicando di aver svolto, nel 2014, le seguenti attività di audit in relazione all'amministrazione del Parlamento:

   follow-up trasversale delle azioni in sospeso scaturite dalle relazioni di audit interno – fasi I e II – del 2014;
   incarico di consulenza sulle procedure di gestione interna e di controllo presso la Direzione del Sostegno alla democrazia (DG EXPO);
   esame periodico del progetto relativo all'edificio Konrad Adenauer – cfr. "Fase II: stima, notifica e controllo dei costi del progetto";
   audit delle retribuzioni e delle indennità transitorie dei deputati;
   audit delle procedure di sovvenzione in seno alla DG Comunicazione (DG COMM);
   audit dei sistemi informatici (infrastrutture e attività informatiche) - cfr. "Incarico 1 - prima relazione: ottimizzazione delle risorse e continuità informatica";
   audit dell'attuazione del codice di condotta sul multilinguismo, riguardante i servizi di interpretazione;

10.  sottolinea che, nel suo audit delle procedure di sovvenzione, il revisore interno conclude che vi è ampio margine per migliorare talune procedure di gestione e di controllo, offrendo così maggiori garanzie del fatto che il programma di sovvenzioni consegua i propri obiettivi mediante i seguenti punti:

   garantire che il programma di sovvenzioni pluriennali sia pienamente in linea con gli obiettivi della strategia di comunicazione a lungo termine dell'istituzione;
   garantire che il valore aggiunto del programma sia misurato mediante strumenti e indicatori di prestazione adeguati;
   concludere accordi con un numero più ristretto di partner strategici in grado di proporre un piano d'azione che copra l'intero periodo della convenzione di partenariato;
   migliorare la valutazione dei progetti proposti definendo una metodologia comune per la loro valutazione da parte di tutti i comitati di valutazione;
   migliorare la valutazione finanziaria e operativa dei progetti completati al momento del pagamento finale, in particolare garantire che le azioni siano state realizzate conformemente ai loro obiettivi iniziali;

Audit del quadro di controllo interno del Parlamento

11.  nota che a fine 2014, dopo notevoli progressi, restavano da ultimare solo quattro azioni delle 452 del quadro di controllo interno inizialmente concordate; invita il revisore interno a tenere informata la commissione per il controllo dei bilanci sui progressi compiuti in merito alle azioni rimanenti;

Seguito dato alla risoluzione sul discarico 2013

12.  prende atto delle risposte scritte alla risoluzione sul discarico per l'esercizio 2013(9), pervenute alla commissione per il controllo dei bilanci il 15 ottobre 2015; accoglie con favore la presentazione del Segretario generale relativa alle diverse domande e richieste contenute nella suddetta risoluzione del Parlamento e lo scambio di opinioni con i deputati che ne è seguito;

13.  osserva che vi era un'incoerenza tra le date di presentazione del progetto di relazione sul discarico del Parlamento europeo e la possibilità di presentare quesiti supplementari al Segretario generale;

14.  prende atto della risposta del Segretario generale sull'accesso all'applicazione ePetition per deputati e pubblico in generale; chiede al Segretario generale di comunicare al Parlamento i risultati della consultazione del Servizio giuridico e di effettuare una valutazione dei costi sotto il profilo tecnico e di bilancio legati all'estensione dell'accesso all'applicazione;

15.  ricorda che i servizi di mensa mirano a fornire un servizio di ristorazione rapida ai deputati e al personale; esprime preoccupazione per lo spazio limitato delle mense nei periodi di punta, in particolare durante le settimane di tornata a Strasburgo; si compiace della disponibilità del nuovo spazio all'aperto che, quando le condizioni meteorologiche lo consentono, risolverà in parte la questione; invita l'amministrazione a migliorare ulteriormente la mensa di Strasburgo facendo un uso più efficiente di tutto lo spazio disponibile;

16.  osserva che il Parlamento ha iniziato a introdurre contratti a "prezzo fisso" per i servizi di ristorazione; sottolinea che le risorse di bilancio necessarie per i servizi di ristorazione sono state abbastanza limitate e rappresentano solo lo 0,23 % del bilancio annuale; si attende che i prezzi nei punti di ristorazione del Parlamento rimarranno stabili dopo il ripetuto e notevole incremento dei prezzi dei menu offerti;

17.  osserva che i nuovi contratti per le attività di ristorazione a Bruxelles, conclusi nel 2015, non prevedono più l'esclusiva per un unico fornitore di servizi di ristorazione; si attende che i punti di ristorazione previsti a Bruxelles, di dimensione più piccola, siano gestiti in modo da includere le PMI e promuovere la diversità tra i fornitori di servizi di ristorazione, al fine di garantire un servizio di qualità a prezzi accessibili;

18.  osserva con preoccupazione che l'aumento del livello dei prezzi ha portato a prezzi svantaggiosi e immotivati, in particolare per gli assistenti, i tirocinanti e i visitatori; sottolinea che gli aumenti significano che i prezzi applicati dal Parlamento sono ora praticamente equivalenti ai prezzi applicati dai ristoranti e dai bar vicini; osserva inoltre con preoccupazione che, mentre i prezzi sono aumentati, la qualità del cibo è notevolmente peggiorata;

19.  ritiene che le numerose settimane di collegio elettorale e di tornata rappresentino periodi durante i quali le mense e le strutture di ristorazione non sono pienamente utilizzate; propone che gli accordi con i fornitori di servizi di ristorazione contemplino la possibilità di impiegare il personale di tali strutture per altre attività durante le settimane in cui non tutte le mense e le strutture di ristorazione sono aperte;

20.  invita l'amministrazione a valutare e proporre un regime di prezzi che tenga conto delle nuove norme assicurando al contempo la possibilità di offrire sconti ai tirocinanti, con menù a prezzi accessibili;

21.  si rammarica che l'amministrazione non sia in grado di fornire dati sul numero variabile di pasti serviti durante i diversi giorni e le diverse settimane parlamentari; si chiede come sia possibile esercitare qualsiasi tipo di controllo sui fornitori se mancano informazioni di base come queste; invita l'amministrazione a mettere a disposizione della commissione competente il contratto di ristorazione entrato in vigore il 26 settembre 2015 e a fornire i dettagli relativi ai pasti serviti;

22.  sottolinea che, secondo la relazione della Corte dei conti adottata l'11 luglio 2014, se il Parlamento centralizzasse le proprie attività i potenziali risparmi per il bilancio dell'Unione sarebbero di circa 114 milioni di EUR l'anno; ribadisce l'invito al Parlamento e al Consiglio, al fine di realizzare risparmi a lungo termine, ad affrontare la questione della necessità di una tabella di marcia in vista dell'istituzione di una sede unica, come sostenuto dal Parlamento in diverse risoluzioni precedenti;

Discarico 2014

23.  prende atto della qualità dello scambio di opinioni tra il Vicepresidente competente per il bilancio, il Segretario generale e la commissione per il controllo dei bilanci, svoltosi il 4 febbraio 2016 alla presenza del membro competente della Corte dei conti e del revisore interno; si compiace della disponibilità mostrata dal Segretario generale e chiede maggiori opportunità per discutere con lui in seno alla commissione per il controllo dei bilanci in merito alle questioni che incidono sul bilancio del Parlamento;

24.  prende nota della firma, il 5 febbraio 2014, dell'accordo di cooperazione con il Comitato economico e sociale europeo (CESE) e il Comitato delle regioni (CdR); chiede che siano introdotte disposizioni concrete e dettagliate sul funzionamento dei servizi condivisi dalle tre istituzioni; insiste che l'accordo deve essere perfezionato in modo equilibrato e risultare proficuo per le tre istituzioni su un piano di parità; chiede che gli effetti dell'accordo siano oggetto di una valutazione intermedia di ogni istituzione riguardo al suo impatto in termini di personale, sinergie, valore aggiunto e contenuti e che siano verificati i vantaggi specifici dei risparmi e/o dei maggiori costi a carico del bilancio, con particolare considerazione per le rubriche concernenti il personale; chiede di continuare a essere informato del seguito dato all'accordo;

25.  ricorda che nel contesto di detto accordo nel Parlamento saranno trasferiti al massimo 80 funzionari provenienti dal CESE e dal CdR (dal servizio di traduzione ivi esistente), che lavoreranno nel nuovo servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS); ritiene che detto trasferimento dovrebbe consentire un aumento della produttività interna nel Parlamento e una diminuzione delle risorse di bilancio destinate all'esternalizzazione di studi e valutazioni; rileva con preoccupazione che finora sono stati trasferiti al Parlamento 25 funzionari del CESE e 24 funzionari del Comitato delle regioni appartenenti ai servizi di traduzione per lo più in età molto vicina alla pensione, il che comporta risparmi significativi per le linee di bilancio relative al personale (retribuzioni e pensioni) delle due istituzioni e un marcato incremento di tali voci per il Parlamento, sia a breve termine (retribuzioni) che a lungo termine (pensioni);

26.  si compiace della pubblicazione dei prestatori di servizi nella pagina iniziale dei deputati al Parlamento europeo, accanto ai dati relativi agli assistenti parlamentari accreditati (APA) e agli assistenti locali assunti dal deputato;

27.  deplora il trasferimento delle responsabilità dall'amministrazione agli uffici dei deputati; chiede all'amministrazione di effettuare un riesame volto a verificare quali obblighi (ad esempio la responsabilità di assicurare i tirocinanti) possono essere riassegnati all'amministrazione;

28.  insiste sulla necessità di articolare in modo più trasparente e aperto le procedure degli organi decisionali interni del Parlamento, specialmente dell'Ufficio di presidenza; chiede che siano pubblicati su internet e trasmessi tempestivamente e sistematicamente ai deputati gli ordini del giorno e i processi verbali delle riunioni;

29.  sottolinea che anche gli oneri amministrativi per gli uffici dei deputati sono aumentati in modo generale e chiede una razionalizzazione dei moduli da utilizzare per le procedure parlamentari interne, quali l'assunzione di nuovi assistenti;

30.  osserva che, con notevole ritardo, sono state adottate e sono in vigore da gennaio 2016 le norme interne sulle segnalazioni di irregolarità; esprime preoccupazione per la mancanza di protezione riconosciuta agli informatori e sollecita il Parlamento a vigilare affinché sia garantito il pieno rispetto dei loro diritti; invita l'Ufficio di presidenza a estendere le norme interne sulle segnalazioni di irregolarità agli APA e chiede che sia applicata una normativa nazionale equivalente agli assistenti locali;

31.  chiede precisazioni sulle modalità con cui è attuata la cooperazione ufficiale e informale con l'OLAF in materia di rimborso delle spese dei deputati; segnala la cessione di dati a terzi in almeno un caso; considera il fatto una violazione dell'indipendenza del mandato dei deputati;

32.  osserva che è stato difficile differenziare pienamente le attività politiche del Presidente dalla sua preparazione in quanto "Spitzenkandidat" al vertice del suo Partito alle elezioni europee del 2014 ed è stato altresì difficile fare una differenziazione per gli altri "Spitzenkandidaten"; ritiene che non sia stata operata una distinzione netta tra i due ruoli; chiede una chiara separazione tra le funzioni dei titolari di pubblici uffici e le attività di campagna elettorale dei candidati alle elezioni europee; si rammarica dell'uso almeno indiretto del personale del Parlamento per aiutare a preparare le campagne e chiede che tale pratica non si verifichi più in futuro; si rammarica al riguardo che il Presidente abbia trasformato il profilo Twitter della presidenza del Parlamento europeo nel suo profilo privato e l'abbia utilizzato durante la campagna elettorale;

33.  incarica la DG EPRS di condurre un'analisi comparativa del quadro giuridico che disciplina la compatibilità dei candidati che partecipano a campagne elettorali in altre organizzazioni internazionali e negli Stati membri (elezione del Primo ministro, del Segretario generale, del Cancelliere, ecc.);

34.  osserva che, nel periodo tra il 22 gennaio e il 18 aprile, le missioni internazionali ufficiali effettuate dal Presidente sono state per lo più con rappresentanti ufficiali e governativi affiliati a organizzazioni e partiti socialisti; chiede maggiori informazioni al riguardo;

35.  chiede ulteriori informazioni in merito alle campagne di tutti gli "Spitzenkandidaten", in particolare se sono stati accompagnati da funzionari e da altri membri del personale statutario non in aspettativa durante la campagna elettorale; si compiace delle informazioni complementari fornite dal Presidente e chiede agli altri candidati il medesimo livello di trasparenza;

Indennità per spese generali (ISG)

36.  rammenta che l'ISG è destinata a coprire le spese nello Stato membro di elezione, come ad esempio la locazione dell'ufficio del deputato, le attrezzature, le forniture e la documentazione oppure l'organizzazione logistica di eventi; rileva che un sistema di controllo generale dell'indennità di mandato parlamentare del deputato richiederebbe un numero di nuovi posti amministrativi che varia da 40 a 75, il che sarebbe contrario al piano di riduzione del personale;

37.  sostiene la completa trasparenza per quanto riguarda l'ISG onde consentire ai cittadini europei di essere informati sulle spese generali dei deputati al Parlamento europeo; esorta l'Ufficio di presidenza a rivedere l'elenco delle spese rimborsabili a titolo dell'ISG;

38.  ribadisce l'invito a una maggiore trasparenza per quanto riguarda l'ISG dei deputati; invita l'Ufficio di presidenza a definire regole più precise per quanto concerne la rendicontazione delle spese autorizzate a titolo di tale indennità, senza determinare costi e oneri amministrativi aggiuntivi per i deputati;

39.  ricorda all'Ufficio di presidenza l'urgente necessità di procedere ad una verifica dell'ISG;

Gestione del regime di sovvenzioni per i gruppi di visitatori

40.  valuta positivamente un migliore adeguamento delle sovvenzioni dell'Istituzione per i gruppi di visitatori ai costi effettivamente sostenuti; esprime tuttavia profonda preoccupazione per il fatto che suddetto elemento rappresenti l'unica azione critica individuata dal revisore interno del Parlamento;

41.  è preoccupato che i finanziamenti per i gruppi di visitatori nel 2014 vengano tuttora pagati principalmente in contanti: nel 2013 una spesa di 24 593 928,16 EUR è stata pagata per il 73,14 % in contanti e per il 26,86 % tramite bonifico bancario, mentre, nel 2014, una spesa di 22 281 749,46 EUR è stata pagata per il 71,15 % in contanti e per il 28,85 % tramite bonifico bancario;

42.  prende atto del rilievo della Corte dei conti, contenuto nell'analisi panoramica della gestione finanziaria del bilancio dell'Unione, secondo cui la prassi di pagare in contanti il rimborso delle spese sostenute dai gruppi di visitatori rappresenta un "elemento ad alto rischio"; chiede pertanto che la modalità di pagamento in contanti per il rimborso delle spese sostenute dai gruppi di visitatori venga limitata per quanto possibile; evidenzia l'elevato rischio per la reputazione del Parlamento e il grave rischio di sicurezza che comporta il pagamento in contanti ai gruppi di visitatori; riconosce le preoccupazioni pratiche e chiede la valutazione di metodi di pagamento efficaci e alternativi prima di adottare una nuova regolamentazione relativa all'accoglienza dei gruppi di visitatori;

Registro per la trasparenza e conflitti di interesse

43.  accoglie con favore il fatto che la Commissione abbia avviato una procedura di consultazione pubblica riguardo alla revisione dell'attuale registro per la trasparenza della Commissione e del Parlamento, e alla sua estensione al Consiglio; chiede che subito dopo la consultazione pubblica venga creato un gruppo di lavoro interistituzionale con il compito di formulare proposte riguardanti la revisione del registro, il relativo codice di condotta e il suo funzionamento;

44.  chiede inoltre una relazione da parte dell'amministrazione del Parlamento sugli ex dirigenti, amministratori delegati, direttori e membri del consiglio di amministrazione di pertinenti organizzazioni non governative europee che sono attualmente deputati al Parlamento;

45.  chiede l'elaborazione di una relazione da parte dell'amministrazione sull'utilizzazione dei locali del Parlamento europeo da parte dei gruppi di interesse e di altre organizzazioni esterne; invita l'Ufficio di presidenza a esaminare la compatibilità di tali manifestazioni con l'attività parlamentare, garantendo al contempo che il Parlamento continui ad essere un'istituzione aperta al dialogo con la società civile e al dibattito pubblico;

46.  ricorda l'obbligo dei deputati di informare immediatamente l'amministrazione circa ogni cambiamento nella loro dichiarazione di interessi; si rammarica che i curriculum vitae e le dichiarazioni di interessi dei deputati eletti nel 2014 siano stati caricati sul sito web del Parlamento con notevole ritardo;

47.  esorta il Parlamento ad adottare norme che consentano di divulgare tutti i contributi ricevuti dai lobbisti/rappresentanti di interessi per quanto riguarda le bozze di strategie, leggi ed emendamenti in quanto "impronta legislativa";

48.  chiede all'Ufficio di presidenza di prevedere la possibilità tecnica, per i deputati che lo desiderano, di pubblicare sul loro sito web ufficiale i loro calendari e in particolare le riunioni con i lobbisti;

Direzione generale delle Politiche interne e Direzione generale delle Politiche esterne

49.  prende nota che nel 2014 i costi delle delegazioni, delle assemblee parlamentari paritetiche, delle delegazioni ad hoc e delle missioni di osservazione elettorale al di fuori dell'Unione si siano ridotti, passando da 5 794 360 EUR (2013) a 1 351 212 EUR (2014), a seguito delle osservazioni formulate dal Parlamento nella summenzionata risoluzione sul discarico per l'esercizio 2013 e a causa della riduzione delle missioni dovute al periodo di transizione da una legislatura alla successiva, che ha di fatto sospeso i viaggi di delegazione per alcuni mesi; si rammarica tuttavia che alcune missioni del Parlamento sono state eccessivamente costose, in particolare nel caso di destinazioni lontane; si aspetta che tali costi vengano ulteriormente motivati e ridotti nel prossimo futuro e chiede la pubblicazione dei dati relativi ai costi di ogni missione nella relazione annuale di attività;

50.  ritiene opportuno valutare la possibilità di ridurre il numero di viaggi di delegazione utilizzando strumenti informatici quali le videoconferenze;

51.  chiede che siano quanto prima predisposti e alimentati di contenuti i siti web delle delegazioni interparlamentari; considera altrettanto fondamentale che, nella misura in cui il bilancio lo consenta, le riunioni pubbliche delle delegazioni siano trasmesse in diretta via streaming, al pari delle riunioni delle commissioni parlamentari;

Direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare

52.  ricorda che il nuovo servizio di ricerca per i deputati ha iniziato a mettere a disposizione dei singoli deputati una capacità di ricerca mirata grazie a pubblicazioni documentali riguardanti tutti i principali settori di intervento; evidenzia che, nel suo primo anno completo di attività, il servizio di ricerca ha prodotto oltre 450 pubblicazioni, ha risposto a 1 675 richieste di lavori di ricerca avanzate dai deputati e ha trattato 745 richieste analoghe da parte di altri clienti del Parlamento; rileva che tale struttura dà accesso a una grande quantità di informazioni pertinenti che dovrebbe ridurre significativamente il ricorso ad esperti esterni, consentendo un notevole risparmio; chiede che i documenti di informazione in tutti i principali settori d'azione siano tradotti nelle lingue nazionali degli Stati membri;

53.  chiede una definizione più chiara dei compiti dei vari tipi di servizi (servizio di ricerca, valutazione d'impatto) e che i deputati siano informati circa tali ambiti di competenza;

54.  chiede al servizio della valutazione d'impatto ex ante di migliorare la sua visibilità via posta elettronica, per quanto riguarda gli eccellenti servizi che esso fornisce ai membri della commissione e ai relatori, così come i suoi metodi di lavoro; incoraggia la prosecuzione delle sessioni di formazione per i consulenti e gli assistenti dei deputati; chiede un sostanziale potenziamento delle risorse umane disponibili in questo settore, dal momento che ciò contribuirà significativamente a far sì che il Parlamento partecipi al processo decisionale su un piano di parità;

55.  si compiace del fatto che finora non sono state segnalate lamentele sulle valutazioni di impatto unilaterali e chiede al servizio di assicurare ancora la neutralità dei lavori;

56.  esorta la DG EPRS a differenziare ulteriormente le proprie pubblicazioni dalle posizioni ufficiali del Parlamento onde evitare di creare confusione tra il pubblico e i media; accoglie con favore l'introduzione della clausola di esclusione della responsabilità in tutte le pubblicazioni; invita la DG EPRS a rendere tale clausola maggiormente visibile, non soltanto sul retro della pagina, e a introdurre altre funzioni per poter distinguere facilmente le pubblicazioni dalle posizioni ufficiali approvate dal Parlamento;

Direzione generale della Comunicazione

57.  rileva che VoteWatch ha ottenuto due sovvenzioni (149 172 EUR nel 2012 e 350 000 EUR nel 2013) destinate al cofinanziamento di progetti specifici inerenti alle elezioni europee; chiede una valutazione del valore aggiunto di tali progetti;

58.  esprime preoccupazione per il fatto che le attività di comunicazione del Parlamento non abbiano conseguito risultati effettivi, in considerazione della costante diminuzione del tasso di affluenza alle urne in occasione delle elezioni europee, nonché per la generale mancanza di conoscenze presso la società circa il ruolo del Parlamento e le sue attività;

59.  critica la presentazione di dati statistici sul sito web del Parlamento relativi a motivazioni di voto, discorsi in Aula, interrogazioni parlamentari, emendamenti, proposte di risoluzione, interrogazioni scritte al Presidente del Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione o al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, in quanto sembra intesa a dimostrare quali sono i deputati che, a quanto pare, sono "attivi" su piattaforme quali MEPRanking; invita il Parlamento a non fornire più i dati grezzi sotto forma statistica e a tenere presenti criteri più idonei per definire un deputato "attivo";

60.  osserva che la DG COMM ha chiesto strenuamente la riduzione delle spese e una maggiore attenzione all'efficienza; chiede di porre un maggiore accento su una diffusione efficiente, piuttosto che onerosa, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC); osserva che, malgrado le ingenti somme spese per il sito web del Parlamento, la navigazione risulta tuttora difficile e complessa e non si registra ancora la visibilità auspicata; raccomanda di procedere a una revisione della strategia di marketing; sottolinea che un sito web accessibile e trasparente è fondamentale per coinvolgere i cittadini;

61.  chiede un nuovo ed efficiente motore di ricerca per il sito web del Parlamento, che offra una solida ottimizzazione (search engine optimization) e produca una pagina completa dei risultati di ricerca, unitamente a uno sforzo mirato a potenziare l'accesso al sito mediante un sistema migliore di riconoscimento delle parole chiave; raccomanda un'intensa cooperazione interistituzionale al fine di collegare tutte le banche dati web delle istituzioni dell'Unione; osserva che ciò garantirà una maggiore trasparenza delle attività dell'Unione per tutti cittadini;

Casa della storia europea

62.  si rammarica di apprendere che i lavori nell'edificio Eastman, che ospiterà la Casa della storia europea, continuano ad accumulare ritardi; chiede un piano di comunicazione/ progetti di promozione e per il sito web/ un piano di marketing che illustrino nel dettaglio le modalità con cui la Casa della storia europea conseguirà il livello di impatto auspicato;

63.  ricorda che i lavori avrebbero dovuto concludersi entro la fine del 2014; si attende che il bilancio complessivo inizialmente concordato per la costruzione del progetto sia rispettato malgrado i ritardi e che la prima mostra sia inaugurata alla fine del 2016;

64.  chiede una netta separazione dai contenuti informativi offerti dal già esistente Parlamentarium; mette in guardia, ancora una volta, contro il rischio di costi successivi eccessivamente elevati, che non sono affatto proporzionati alla realizzazione della struttura;

Centro visitatori del Parlamento europeo

65.  si compiace che il Parlamentarium rientri fra le attrazioni turistiche più visitate a Bruxelles e abbia registrato nel 2014 un numero di visitatori pari a 340 500 (nel 2013 i visitatori sono stati 337 000); sottolinea l'importanza di comunicare alle autorità belghe tali cifre nonché i conseguenti vantaggi;

66.  è preoccupato per il fatto che la linea di bilancio per il centro visitatori del Parlamento europeo è aumentata del 24 % rispetto all'anno precedente a fronte di un incremento del numero di visitatori che è stato solo dell'1 %;

67.  raccomanda che lo Stato membro in cui sono stabilite le strutture del Parlamentarium finanzi in parte la loro realizzazione e le spese di funzionamento;

Premio LUX

68.  constata che la spesa per il premio LUX per il cinema nel 2014 ammontava a 391 506 EUR, importo che è notevolmente inferiore rispetto agli anni precedenti (nel 2013 era pari a 448 000 EUR e nel 2012 era pari a 434 421 EUR) e che copriva i costi per la selezione ufficiale, il concorso, incluse la sottotitolazione nelle 24 lingue ufficiali dell'Unione e le stampe per le proiezioni nei 28 Stati membri, nonché la cerimonia di premiazione; ricorda che le attività di pubblicizzazione e promozione del Premio Lux per il cinema, così come del premio Sacharov e dei diritti delle donne, si prefiggono di illustrare l'impegno del Parlamento a favore di valori consensuali quali i diritti umani e la solidarietà, nonché l'impegno a favore della diversità linguistica e culturale; esprime rammarico per il fatto che il risultato di un'indagine sul grado di conoscenza del premio LUX e sul relativo impatto, richiesta nella risoluzione sul discarico per il 2013, non siano ancora disponibili; chiede che i risultati di tale studio siano pubblicati entro metà maggio 2016 e che siano presentati ufficialmente alla commissione per il controllo dei bilanci e alla commissione per la cultura e l'istruzione;

Direzione generale del Personale

69.  prende atto del fatto che, nel 2014, 309 funzionari e agenti temporanei sono stati assunti presso il Segretariato mentre otto agenti temporanei sono stati assunti presso i gruppi politici; che, al 31 dicembre 2014, presso il Parlamento europeo erano impiegati complessivamente 6 040 funzionari e agenti temporanei (di cui 5 295 persone presso il Segretariato e 745 presso i gruppi politici); sottolinea che nel 2013 tali cifre erano pari rispettivamente a: 6 105 (totale), 5 308 (Segretariato generale) e 797 (gruppi politici);

70.  chiede requisiti in materia di qualifiche più chiari per il personale, specialmente in funzioni sensibili quali ad esempio le segreterie di commissione o il servizio di valutazione d'impatto ex ante; chiede la verifica dei requisiti specifici per quanto riguarda la neutralità politica e ideologica del personale; chiede che al Parlamento siano illustrati i criteri di selezione del personale;

71.  osserva che 114 ex membri del personale interinale per le tornate di Strasburgo sono stati assunti nel 2014 dal Parlamento in qualità di agenti contrattuali; sottolinea che la sentenza di un tribunale francese sugli interinali non può di per sé giustificare la decisione di assumere tali persone come personale statutario;

72.  sottolinea che, nell'ambito della revisione nel 2014 dello statuto e dell'attuale QFP con decorrenza dal 1° gennaio 2014, sono stati cancellati dall'organigramma 67 posti (66 posti permanenti e uno temporaneo) al fine di conseguire la riduzione del 5 % del numero di posti durante il periodo dal 2013 al 2017, ad esclusione dei gruppi politici;

73.  sottolinea che grazie al prolungamento dell'orario di lavoro da 37,5 a 40 ore settimanali nel quadro della revisione dello statuto, si è ottenuto l'equivalente di oltre 350 posti, il che compensa praticamente per diversi anni la riduzione del 5 % dell'organico stabilita nell'ambito della riforma dello statuto; invita il Parlamento a presentare una relazione trasparente con dati annuali sulla prevista riduzione di posti, includendovi anche il prolungamento dell'orario di lavoro;

74.  rileva che la percentuale di funzionari di sesso femminile resta estremamente elevata e ha raggiunto il 59,2 % alla fine del 2014 contro il 58,8 % alla fine del 2013; esprime preoccupazione per la mancanza di parità in seno all'amministrazione, alla luce del fatto che le donne rappresentano il 30 % dei capi unità, il 34 % dei direttori e il 18,2 % dei direttori generali; chiede che sia predisposto un piano di pari opportunità, con particolare riferimento ai posti dirigenziali, onde porre rimedio quanto prima a questo squilibrio; ricorda che, nel 2014, su otto direttori uno era di sesso femminile e su 31 capi unità nove erano donne; ritiene che la procedura di assunzione debba essere equilibrata; ribadisce il suo appello affinché vi sia una rappresentanza più equilibrata di donne nei posti dirigenziali di alto livello;

75.  si rammarica che il Parlamento non abbia ancora pubblicato informazioni a cadenza annuale sugli alti funzionari che hanno lasciato l'amministrazione dell'Istituzione, né un elenco dei casi di potenziali conflitti di interesse che sono stati esaminati, come previsto dall'articolo 16, comma 4, dello statuto dei funzionari;

76.  constata che, alla fine del 2014, vi erano 1 686 APA (1 763 nel 2013) che lavoravano al Parlamento europeo e 4 453 assistenti locali che avevano un contratto di lavoro con i deputati;

77.  esprime preoccupazione per il fatto che il numero di assistenti locali assunti dai singoli deputati varia considerevolmente, variando da 0 a 46 nel 2014 (rispetto a 0-43 nel 2013); sottolinea che 91 deputati hanno assunto più di 10 assistenti nel 2014 (rispetto a 84 deputati nel 2013);

78.  si compiace che l'Ufficio di presidenza abbia adottato, il 26 ottobre 2015, una nuova serie di regole per la gestione dell'indennità di assistenza parlamentare, rendendo più rigorosi i requisiti per il rimborso dei contratti con gli assistenti locali, ossia destinando almeno il 25 % dell'indennità di assistenza parlamentare alla copertura delle spese per gli assistenti accreditati;

79.  osserva che, alla fine del 2014, gli APA rappresentavano il 26,7 % del personale del Parlamento; ricorda che il contratto di circa 1 700 assistenti parlamentari accreditati assunti durante la settima legislatura si è concluso nel luglio 2014 e che prima della fine del 2014 è stata messa a punto un'importante operazione da parte della Direzione generale del Personale per assumere 1 686 APA affinché collaborino con i deputati durante l'ottava legislatura;

80.  insiste che le indennità giornaliere per le missioni a Strasburgo degli APA sono come minimo del 21 % inferiori a quelle del restante personale statutario; deplora che l'Ufficio di presidenza non abbia accolto la richiesta formulata dal Parlamento nel paragrafo 74 della sua risoluzione del 29 aprile 2015; chiede all'Ufficio di presidenza di adottare le misure necessarie al fine di porre fine a tale disparità e di adeguare le indennità giornaliere degli APA a quelle del resto del personale statutario;

81.  deplora che l'Ufficio di presidenza non abbia dato seguito al paragrafo 71 della sua risoluzione del 29 aprile 2015; chiede all'Ufficio di presidenza di adottare d'urgenza le misure necessarie affinché il Comitato consultivo per la prevenzione delle molestie sul lavoro degli APA abbia una composizione equilibrata e comprenda almeno due rappresentanti degli assistenti parlamentari accreditati;

82.  prende atto con soddisfazione delle misure adottate per organizzare la gestione dei contratti degli assistenti parlamentari accreditati in vista dell'inizio dell'ottava legislatura e in particolare del funzionamento corretto dell'applicazione APA People; ritiene, tuttavia, che sarebbe stato necessario dotare di più personale amministrativo alcuni servizi implicati nella procedura di assunzione degli APA per renderla più rapida ed efficiente; sottolinea che le risorse umane e tecniche non sono state sufficienti per evitare ritardi nella firma dei contratti di alcuni assistenti, interruzioni di contratti e ritardi nel pagamento delle diarie e di altre indennità e quindi degli stipendi; riconosce, tuttavia, che la procedura è migliorata in modo manifesto rispetto al 2009 e che il Parlamento deve continuare a lavorare per aumentare la rapidità e la fluidità della procedura di assunzione;

83.  chiede al Segretario generale e all'Ufficio di presidenza di analizzare e dare soluzione ai problemi in relazione agli APA quali i ritardi nella firma dei contratti all'inizio dell'attuale legislatura, la rescissione dei contratti e le conseguenze dell'anticipo delle date delle elezioni europee per i periodi minimi di versamento di contributi richiesti; chiede inoltre di coinvolgere i rappresentanti degli APA nella valutazione delle soluzioni;

84.  prende atto dei progressi compiuti per adeguare i corsi di formazione alle esigenze specifiche degli APA; ritiene tuttavia fondamentale proseguire in questa direzione, specialmente nelle formazioni specifiche, con orari adattati ai corsi intensivi di lingua, dato che solitamente sono organizzati in periodi in cui la maggior parte degli APA deve fruire delle ferie annuali; chiede che si tenga anche conto delle specifiche situazioni degli APA al momento di stabilire gli orari di organizzazione delle attività al fine di migliorare il benessere sul lavoro (attenzione) e delle conferenze a mezzogiorno;

85.  prende atto della relazione di valutazione dello statuto degli assistenti redatta dal Parlamento e presentata nel luglio 2015; deplora il fatto che la relazione si limiti, in sostanza, a valutare i risultati dell'applicazione APA-People e a segnalare alcuni problemi riscontrati dall'amministrazione nell'attuazione dello statuto e delle norme interne di attuazione; esprime la sua insoddisfazione e il suo completo disaccordo con alcuni giudizi di valore emessi nella seconda parte della relazione; ritiene pertanto che la valutazione effettuata non consegua i suoi obiettivi se non nel caso dell'applicazione APA-People; chiede pertanto al Parlamento di effettuare una valutazione completa e globale dello statuto e delle norme di attuazione entro la fine di quest'anno; la valutazione deve riguardare anche tutti gli aspetti di carattere giuridico che sollevino difficoltà in modo da poter gettare le basi per migliorare, adattare e riformare le diverse norme nel prossimo futuro; chiede inoltre di associare i rappresentanti ufficiali degli APA in tale processo, segnatamente in considerazione del ruolo positivo svolto nel primo riesame;

86.  sollecita che in materia di trasparenza la relazione annuale del Parlamento rifletta le attività organizzate e finanziate dal comitato del personale a carico del bilancio dell'istituzione, precisando i tipi di attività, le spese sostenute e il rispetto della corretta gestione finanziaria;

87.  chiede che siano forniti i risultati della valutazione dell'applicazione di assunzione degli APA "APA People" lanciata all'inizio della legislatura in corso;

Direzione generale delle Infrastrutture e della Logistica

88.  sottolinea che la nuova strategia immobiliare a medio termine comporterà la ricerca di spazi supplementari per coprire il fabbisogno del Parlamento in un perimetro prestabilito, in prossimità degli edifici principali; evidenzia che la pianificazione pluriennale dei lavori di ristrutturazione dovrebbe essere basata su previsioni realistiche e dettagliate per quanto riguarda sia i parametri finanziari che le scadenze; ricorda che il Parlamento è proprietario dell'81 % della superficie totale che occupa e che è necessario tutelare il bilancio in relazione ai costi di ristrutturazione legati all'invecchiamento degli edifici, cosa che costituirà una grande sfida per il Parlamento nei prossimi anni;

89.  constata che, nei suoi tre luoghi di lavoro, il Parlamento occupa 1,1 milioni di m2; considera della massima importanza stabilire misure adeguate per garantire la sostenibilità degli edifici del Parlamento a fronte dell'aumento dei costi di manutenzione;

90.  ribadisce che è necessaria un'assoluta prudenza prima di impegnarsi in nuove acquisizioni o locazioni e che occorre controllare e adeguare regolarmente il piano strategico in materia di locali; ritiene che i concetti del quadro strategico di esecuzione dovrebbero, tra l'altro, fornire al Parlamento la possibilità di ridurre il fabbisogno di nuovi edifici, dal momento che orientano l'organizzazione in misura maggiore ai risultati e all'equilibrio tra vita professionale e privata del personale; segnala che anche le tecnologie e le pratiche comunemente disponibili, come il telelavoro, potrebbero contribuire a un uso più efficiente del tempo e a un Parlamento più ecocompatibile;

91.  osserva che dal giugno 2014 circa 1 000 dipendenti delle DG IPOL, EXPO ed EPRS si sono trasferiti nell'edificio Square de Meeûs; ricorda che tale trasferimento ha costituito la prima fase fondamentale del processo volto a mettere a disposizione dei deputati spazi supplementari negli edifici centrali del Parlamento; desidera essere informato in merito alle azioni successive del Parlamento e ricevere un calendario concreto che indichi quando saranno disponibili ulteriori uffici;

92.  chiede all'amministrazione di provvedere alla realizzazione di strutture nei principali edifici del Parlamento destinate al personale che lavora nell'edificio Square de Meeûs, tra cui una sala per i deputati finalizzata alla consultazione di documenti ad accesso limitato;

93.  si rammarica che non sia stato ancora possibile concludere un accordo di cooperazione tra il Parlamento e la Commissione sulla gestione congiunta delle Case d'Europa; esorta le due istituzioni a giungere a un accordo reciprocamente accettabile che definisca un quadro per l'acquisto o la locazione di immobili e a semplificare le procedure amministrative e finanziarie per la gestione quotidiana delle Case d'Europa; chiede l'intervento della gerarchia politica, se necessario;

94.  ritiene che sia da tempo necessaria la ristrutturazione dell'edificio Paul-Henri Spaak, compresi un ampliamento dell'edificio e l'aumento delle sale per seminari destinate ai visitatori e degli uffici per i deputati; sostiene la pianificazione dell'amministrazione ma sottolinea che deve essere portata avanti tenendo conto dell'attuale numero di deputati e non del numero a seguito di un eventuale, e irrealistico, allargamento dell'Unione;

95.  chiede una pianificazione e proiezioni dei costi concrete per i lavori di ristrutturazione; sollecita una maggiore trasparenza e la partecipazione dei singoli deputati alle decisioni che influiscono in modo determinante sugli aspetti amministrativi e finanziari dell'istituzione; considera insufficienti le informazioni fornite e gli accordi preliminari conclusi a livello della Conferenza dei presidenti e dell'Ufficio di presidenza; chiede che tutti i documenti strategici relativi all'organizzazione e al futuro sviluppo del Parlamento siano distribuiti a tutti i deputati;

96.  esprime preoccupazione per la proposta di internalizzare il servizio di trasporto e quindi i relativi costi supplementari con un aumento di oltre il 50 % nel 2017 rispetto al 2016;

Direzione generale dell'Interpretazione e delle Conferenze e Direzione generale della Traduzione

97.  osserva che, secondo il calcolo effettuato dal Parlamento, il numero medio di ore settimanali che gli interpreti statutari hanno trascorso nelle cabine fornendo servizi di interpretazione nel 2014 è stato pari a 10,7 ore/settimana; constata tuttavia che le ore nelle cabine rappresentano solo una parte dell'attività svolta dagli interpreti, che comprende anche la preparazione delle riunioni, l'apprendimento delle lingue e gli aggiornamenti, l'obbligo di reperibilità e la formazione tematica e specializzata; invita il Segretario generale a fornire indicatori che misurino tutte le attività svolte dagli interpreti; deplora che il divario relativo all'erogazione degli incarichi di interpretazione da parte di singoli interpreti si attesti in media tra le 6 e le 16 ore settimanali all'anno, determinando un carico di lavoro disomogeneo per gli interpreti; riconosce che, a causa delle elezioni, il 2014 non è stato un anno normale per quanto riguarda il volume dell'attività parlamentare;

98.  osserva con preoccupazione che il metodo di calcolo concernente le statistiche non è stato chiarito e invita l'amministrazione a comunicare meglio le sue procedure ai pertinenti rappresentanti degli interpreti;

99.  invita l'amministrazione ad escludere i congedi e le assenze per malattia dal calcolo del numero medio di ore trascorse dagli interpreti in cabina;

100.  ribadisce l'importanza del multilinguismo ai fini della legittimità democratica dell'istituzione; accoglie con favore il fatto che, grazie a una politica del multilinguismo più efficiente nell'impiego delle risorse adottata dall'Ufficio di presidenza nel 2011 e alle successive riforme organizzative, siano stati realizzati risparmi nelle linee di bilancio relative all'interpretazione; chiede che le condizioni di lavoro prevedano misure di salvaguardia intese a tutelare la qualità e la salute degli interpreti, facendo fronte al contempo alle necessità derivanti dal mutamento dei modelli dell'attività parlamentare e da un uso efficiente delle risorse; invita il Segretario generale a proseguire gli sforzi per collaborare strettamente con gli interpreti;

101.  ribadisce che sono ancora possibili miglioramenti in termini di efficienza nella fornitura dei servizi di interpretazione, in particolare mediante l'aumento dell'efficienza di un servizio attualmente ostacolato da norme risalenti al 2005 che non sono più compatibili con l'attuale struttura delle riunioni dell'Istituzione; chiede che sia valutato se sia possibile ottenere miglioramenti in termini di efficienza anche nelle unità di sostegno amministrativo della DG INTE;

102.  chiede un riesame per valutare se sia garantito un numero adeguato di interpreti interni anche durante le giornate in cui si svolge l'attività principale del Parlamento;

103.  invita la Direzione generale dell'interpretazione e delle conferenze ad adottare tutte le necessarie misure di gestione per migliorare gli strumenti informatici e il supporto tecnico per gli interpreti adeguandoli a quelli della Commissione, ad aumentare la produttività in termini di incarichi di interpretazione, a riallineare i carichi di lavoro di interpretazione dei singoli interpreti e a garantire la presenza e la disponibilità di interpreti statutari nei giorni in cui si svolge l'attività principale del Parlamento, rispettando nel contempo appieno i loro diritti sociali; chiede infine al Segretario generale di presentare una nuova impostazione ai fini di un uso del personale efficiente, anche sotto il profilo del costi, che sia altresì basata su un accordo con gli interpreti;

104.  ritiene che il miglioramento della prestazione del servizio di interpretazione, in particolare insieme alla Commissione e nel contesto della cooperazione istituzionale, aumenterebbe l'efficienza del ricorso a detti servizi;

105.  è preoccupato per il fatto che la responsabilità dell'organizzazione delle riunioni e della gestione delle conferenze sia disseminata tra varie DG;

Direzione generale delle Finanze

Agenzia di viaggi

106.  si compiace del fatto che le istruzioni fornite dalla DG FINS all'agenzia di viaggi finalizzate alla ricerca dei prezzi migliori siano attuate in modo efficace; incoraggia inoltre l'agenzia a intensificare la comparazione e a puntare a siglare accordi con le principali compagnie aeree ai fini di una maggiore flessibilità e di prezzi più contenuti, assicurando al contempo la possibilità di modificare e cancellare i viaggi; invita l'agenzia di viaggi a cercare attivamente biglietti e offerte meno costosi in sede di prenotazione e, in generale, a offrire prezzi più competitivi prendendo in considerazione tutte le compagnie aeree; invita la DG FINS a elaborare un sondaggio tra gli utenti sul livello di soddisfazione del servizio offerto dall'agenzia di viaggi al fine di individuare ulteriori ambiti di miglioramento;

107.  prende atto delle difficoltà di gestire le richieste relative ai viaggi di un'istituzione avente le dimensioni e le funzioni del Parlamento e con le peculiarità (flessibilità, annullamento all'ultimo minuto) inerenti alla natura delle sue attività;

108.  invita la DG FINS a rivalutare, in stretta collaborazione con la DG SAFE e la DG COMM, i piani relativi alle situazioni di emergenza per affrontare meglio le nuove minacce relative alla sicurezza, in particolare per quanto concerne le missioni fra le diverse sedi dell'istituzione;

Fondo di vitalizio volontario

109.  osserva che a fine 2014 il deficit attuariale stimato del fondo di vitalizio volontario, calcolato sulla base degli attivi del fondo, era aumentato a 270,3 milioni di EUR (nel 2013 era pari a 207,9 milioni di EUR); sottolinea che tale aumento è fonte di preoccupazione per quanto riguarda il prematuro esaurimento del capitale del fondo;

110.  fa notare che le passività future stimate del fondo sono distribuite su un periodo di vari decenni; invita l'Ufficio di presidenza a prendere in esame opzioni per migliorare la liquidità del fondo;

111.  chiede che i risultati della valutazione esterna richiesta dal Parlamento nella suddetta risoluzione sul discarico per l'esercizio 2013 siano presentati senza ulteriore indugio; considera il consiglio di amministrazione del fondo di vitalizio volontario il principale responsabile dell'ammontare del deficit del fondo; chiede un concetto unico per il fondo di vitalizio privato, al fine di ridurne le passività; invita l'Ufficio di presidenza a presentare immediatamente dopo il ricevimento della valutazione esterna una proposta per un piano d'azione globale inteso ad affrontare le responsabilità del Parlamento; reputa necessario ridurre le prestazioni pensionistiche per gli aderenti al fondo;

112.  invita l'Ufficio di presidenza a effettuare quanto prima possibile una valutazione della situazione attuale del fondo pensioni;

Assistenza parlamentare

113.  accoglie con favore le nuove e più rigorose norme applicabili agli assistenti locali e ai prestatori di servizi; osserva che in alcuni punti le nuove norme restano vaghe e sono fonte di interpretazione errata; chiede un ulteriore chiarimento in merito a tali punti, in particolare per quanto riguarda le attività collaterali degli assistenti locali e dei prestatori di servizi; sottolinea che entrambi i gruppi dovrebbero essere oggetto di un controllo molto rigoroso;

114.  accoglie con favore la creazione del portale elettronico (e-Portal) dei deputati; ritiene che sia uno strumento efficiente in termini di costi ed efficace per controllo delle finanze, in linea con la strategia senza supporto cartaceo perseguita dal Parlamento; invita la DG FINS a promuovere attivamente il suo uso tra tutti i deputati al PE;

Direzione generale dell'Innovazione e dell'Assistenza tecnologica

115.  rileva che la politica di sicurezza dell'informazione del Parlamento richiede una strategia di sicurezza aziendale coordinata e armonizzata;

116.  sollecita un potenziamento dei sistemi di sicurezza per proteggere i dati dall'accesso non autorizzato con contestuale divulgazione controllata, nonché per evitare manomissioni, modifiche o cancellazioni, al fine di assicurare l’integrità, la riservatezza e la disponibilità dei dati;

117.  chiede la creazione di un sistema di allerta rapida in caso di emergenza che consenta alla DG ITEC, in collaborazione con la DG SAFE, di inviare comunicazioni tempestive via sms o e-mail ai deputati e al personale che desiderino far parte dell'elenco dei destinatari di questo sistema di comunicazione da utilizzare in determinate situazioni di emergenza in materia di sicurezza;

118.  prende atto che è stato eseguito un audit esterno sulle TIC da parte di un soggetto terzo indipendente, come richiesto durante la procedura di discarico 2013; osserva inoltre che l'obiettivo dell'audit era quello di valutare le capacità di sicurezza delle TIC del Parlamento come pure la potenziale esposizione dei suoi sistemi alle minacce informatiche, allo scopo di elaborare un piano di miglioramento della sicurezza delle TIC, ivi compresa una proposta di tabella di marcia per accrescere il livello generale di sicurezza del Parlamento; chiede regolamentazioni in materia di cibersicurezza onde garantire che il Parlamento possa proteggere efficacemente i propri sistemi informatici nonché garantire la sicurezza e la protezione dei deputati in caso di attacchi informatici;

119.  è preoccupato per il fatto che la valutazione dell'organizzazione, della maturità e delle capacità della sicurezza delle TIC del Parlamento, eseguita in conformità alle norme ISO 27002:2013 e alle migliori prassi internazionali, abbia evidenziato un livello relativamente basso di maturità della sicurezza organizzativa;

120.  chiede prove di stress regolari dei sistemi di sicurezza del Parlamento nel settore delle TIC;

121.  osserva che l'Ufficio di presidenza ha adottato una politica in materia di sicurezza dei sistemi TIC in occasione della riunione del 7 settembre 2015; sottolinea la necessità di attuare con urgenza una politica in materia di sicurezza delle TIC molto più solida, in linea con la tabella di marcia del Parlamento per una strategia globale in materia di sicurezza dell'informazione;

Direzione generale della Sicurezza e della protezione

122.  constata che l'internalizzazione dei servizi di sicurezza è stata portata a termine a Bruxelles nel dicembre 2014 e a Strasburgo il 1° luglio 2015, in seguito all'adozione di un concetto di sicurezza globale; sottolinea che, dato il recente contesto della sicurezza, dovrebbero essere realizzate ulteriori misure di sicurezza e una revisione urgente del concetto di sicurezza globale adottato dall'Ufficio di presidenza nel 2011;

123.  esprime preoccupazione in relazione ai diversi approcci adottati dalle autorità di Bruxelles e Strasburgo per quanto riguarda la sicurezza dei locali del Parlamento; reputa essenziale collaborare strettamente con le autorità di Belgio, Francia e Lussemburgo per potenziare il perimetro di sicurezza intorno agli edifici del Parlamento;

124.  chiede una selezione efficace dell'intero personale addetto alla sicurezza al fine di garantirne l'idoneità all'espletamento dei compiti previsti in termini di affidabilità e livelli di competenza professionale;

125.  insiste sulla necessità di accordare la massima priorità al rafforzamento della sicurezza degli edifici del Parlamento e delle immediate vicinanze; ritiene necessario che il personale incaricato della sicurezza sia dotato di attrezzature adeguate e goda di condizioni di lavoro appropriate alla luce dell'attuale situazione della sicurezza;

126.  chiede una revisione delle misure di sicurezza degli edifici e un maggiore controllo all'ingresso dei parcheggi del Parlamento attraverso il riconoscimento automatico delle targhe; chiede che sia istituito un punto centrale di controllo esterno per controllare tutti i fornitori esterni che accedono agli edifici del Parlamento;

127.  ricorda i casi di furto verificatisi negli uffici dei deputati al PE; invita la DG INLO e la DG SAFE a garantire una maggiore sicurezza e trasparenza per quanto concerne i fornitori e gli addetti alla manutenzione che hanno accesso agli uffici;

128.  ritiene fondamentale disporre di rigorosi controlli di pre-assunzione, procedure vincolanti che disciplinano la cessazione dal servizio, strutture adeguate di gestione della sicurezza e formazioni idonee in materia di gestione delle crisi;

129.  ricorda i fatti del 7 ottobre 2014 che hanno visto coinvolti manifestanti curdi; chiede che abbia luogo una valutazione completa e confidenziale dei servizi di sicurezza del Parlamento; accoglie con favore, come primo passo, l'istituzione di un gruppo ad alto livello comprendente rappresentanti del Parlamento, della Commissione, del Consiglio e dello Stato belga al fine di rafforzare la cooperazione nel campo della sicurezza; chiede una maggiore cooperazione con i servizi di sicurezza nazionali e internazionali;

130.  insiste sulla necessità di un maggiore livello di cooperazione tra la DG SAFE e la DG ITEC, allo scopo di assicurare un adeguato grado di protezione delle informazioni e della comunicazione all'interno del Parlamento;

131.  rileva che le istituzioni e gli organi dell'Unione, nell'affrontare oggi le problematiche legate alla sicurezza e alla lotta al terrorismo, evidenziano risorse distinte, regole diverse e strutture differenti che non sono compatibili; ritiene che tale situazione non solo comporti una debole gestione delle risorse all'interno delle rispettive amministrazioni (il bilancio annuale per le spese relative alla sicurezza per la Commissione e il Parlamento è di circa 40 milioni di euro per istituzione, mentre il Consiglio ha circa 15 milioni di euro e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) ha più di 5 milioni di euro solo per la sicurezza delle loro sedi a Bruxelles), ma potrebbe anche aumentare la vulnerabilità delle istituzioni dell'Unione;

132.  esprime preoccupazione per l'attuale contesto della sicurezza che vede una grave minaccia terroristica estendersi in tutta Europa e oltre, in particolare dopo gli attentati coordinati di Bruxelles e di Parigi e l'attacco sventato sul treno Thalys; invita tutte le istituzioni dell'Unione a promuovere proattivamente una cooperazione rafforzata tra di esse e con le autorità nazionali dei paesi ospitanti in cui hanno la loro sede, i loro uffici o delegazioni, o dove svolgono le proprie mansioni;

133.  invita il Segretario generale, e le rispettive autorità amministrative della Commissione, del Consiglio, del SEAE e delle commissioni parlamentari, ad esplorare le possibili basi per una politica di sicurezza interistituzionale comune, tra cui un piano d'azione per sviluppare elementi comuni quali attività e metodologie di valutazione del rischio, personale e mezzi per la protezione delle rispettive autorità politiche e degli ospiti VIP, programmi di formazione e risorse per il personale di sicurezza, apparecchiature e tecnologie di controllo dell'accesso, sicurezza informatica e delle comunicazioni, nonché gestione delle risorse specializzate, che dovrebbe essere in sinergia con le autorità competenti dei paesi ospitanti dei siti principali, degli uffici esterni e delle delegazioni dell'Unione;

Un Parlamento ecocompatibile

134.  si compiace delle conclusioni positive dell'audit effettuato dalla Corte dei conti nel 2013 e 2014, in cui si sottolinea che delle 14 istituzioni e organi europei controllati il Parlamento europeo era quello che aveva elaborato la strategia più ambiziosa in materia di riduzione delle emissioni di CO2;

135.  richiama l'attenzione sul fatto che le videoconferenze e il telelavoro possono contribuire a un uso più efficiente del tempo e a un Parlamento più ecocompatibile, riducendo i costi amministrativi e di trasferta;

136.  sottolinea la necessità di applicare il concetto di appalti pubblici verdi a tutti i contratti e i bandi di gara; chiede che siano fissati obiettivi vincolanti e ambiziosi per i contratti verdi, segnatamente nei settori del vitto e della ristorazione, dei veicoli e del trasporto, delle installazioni sanitarie e idriche, della carta, della gestione dei rifiuti, delle apparecchiature informatiche e per il trattamento di immagini, dell'illuminazione, della pulizia e del mobilio;

Appalti pubblici verdi ed EMAS

137.  invita il Segretario generale a elaborare un piano per ridurre il numero di bauli disponibili per le trasferte parlamentari; propone l'introduzione di un sistema di "bauli su richiesta" o un "sistema di condivisione dei bauli" in modo da ridurre i costi in termini finanziari e di impronta di carbonio;

138.  accoglie con favore misure supplementari per compensare le emissioni inevitabili; invita il Parlamento a sviluppare ulteriori politiche di compensazione delle emissioni di CO2;

Gruppi politici (linea di bilancio 4 0 0)

139.  rileva che nel 2014 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 0, destinati ai gruppi politici e ai deputati non iscritti, sono stati utilizzati nel modo seguente:

Gruppo

2014 primo semestre

2014 secondo semestre

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati*

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo (2015)

PPE

11 147

7 813

11 311

101 %

7 649

8 772

7 744

6 485

74 %

9 960

S&D

7 956

4 619

8 415

106 %

4 160

7 663

4 194

6 435

84 %

5422

ECR

2 128

1 053

2 731

128 %

450

2 886

457

1 745

60 %

1598

ALDE

3 401

1 759

3 644

107 %

1 516

2 813

1 531

1 847

66 %

2498

GUE/NGL

1 374

417

1 519

111 %

272

2 153

272

1 170

54 %

1255

Verts/ALE

2 211

1 388

2 689

122 %

911

2 081

912

1 707

82 %

2 146

EFDD

1 229

1 137

1 544

126 %

822

2 002

827

1 164

58 %

1287

Deputati non iscritti

753

441

715

95 %

92

1 238

92

566

46 %

533

Totale

30 200

18 626

32 567

 

15 872

29 608

16 030

21 118

 

29 442

* Tutti gli importi sono espressi in migliaia di euro.

Partiti politici europei e fondazioni politiche europee

140.  rileva che nel 2014 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 2 sono stati utilizzati nel modo seguente(10):

Partito

Abbreviazione

Risorse proprie*

Sovvenzione PE

Totale delle entrate

Sovvenzione PE in % della spesa ammissibile (max. 85 %)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve) o perdite

Partito popolare europeo

PPE

2.126

9.327

13.605

85%

345

Partito dei socialisti europei

PSE

1.083

5.297

7.864

85%

78

Partito dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa

ALDE

759

2.813

3.582

85%

173

Partito Verde Europeo

PVE

575

1.918

2.493

84%

50

Alleanza dei conservatori e riformisti europei

AECR

373

1.943

2.376

85%

0

Partito della sinistra europea

SE

282

1.219

1.501

85%

54

Partito Democratico Europeo

PDE

123

565

730

85%

13

Democratici UE

EUD

49

274

340

85%

0

Alleanza libera europea

ALE

126

526

708

85%

0

Movimento politico cristiano europeo

ECPM

73

388

475

85%

4

Alleanza europea per la libertà

EAF

93

521

614

84%

-3

Alleanza europea dei movimenti nazionalisti

AEMN

117

363

480

85%

37

Movimento per un'Europa della libertà e della democrazia

MELD

124

635

941

85%

5

Totale

 

5.903

25.789

35.709

85%

756

(*) Tutti gli importi sono espressi in migliaia di euro.

141.  rileva che nel 2014 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 3 sono stati utilizzati nel modo seguente(11):

Fondazione

Abbreviazione

Partito di affiliazione

Risorse proprie*

Sovvenzione PE

Totale delle entrate

Sovvenzione PE in % della spesa ammissibile (max. 85 %)

 

Centro Wilfried Martens per gli studi europei

WMCES

PPE

831

4.203

5.034

85%

 

Fondazione europea di studi progressisti

FEPS

PSE

636

3.087

3.723

85%

 

Forum liberale europeo

ELF

ALDE

169

941

1.110

85%

 

Fondazione verde europea

GEF

PVE

174

914

1.088

85%

 

Transform Europe

TE

SE

111

587

698

85%

 

Istituto dei democratici europei

IED

PDE

43

265

308

85%

 

Centro Maurits Coppieters

CMC

ALE

48

216

264

85%

 

New Direction - Foundation for European Reform

ND

AECR

195

915

1.110

85%

 

Fondazione europea per la libertà

EFF

EAF

45

244

289

85%

 

Organizzazione per la cooperazione interstatale europea

OEIC

EUD

21

135

156

85%

 

Fondazione politica cristiana per l'Europa

CPFE

ECPM

37

187

224

85%

 

Fondazione per un'Europa della libertà e della democrazia

FELD

MELD

62

271

333

85%

 

Identités & Traditions européennes

ITE

AEMN

42

174

216

85%

 

Totale

 

 

2.414

12.139

14.553

85%

 

(*) Tutti gli importi sono espressi in migliaia di euro.

 

-

2.229

11.325

13.554

85%

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 247 del 28.7.2015, pag. 1.
(4) GU C 373 del 10.11.2015, pag. 1.
(5) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(6) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(7) PE 349.540/Bur/ann/def.
(8) PE 422.541/Bur.
(9) Risoluzione del Parlamento europeo, del 29 aprile 2015, recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione I – Parlamento europeo (GU L 255 del 30.9.2015, pag. 3).
(10) Fonte: PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.295/BUR) e PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.297/BUR), punto 12.
(11) Fonte: PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.295/BUR) e PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.297/BUR), punto 12.


Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Consiglio europeo e Consiglio
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2015/2156(DEC))
P8_TA(2016)0151A8-0101/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0201/2015)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014, accompagnata dalle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari costituzionali (A8-0101/2016),

1.  rinvia la decisione sul discarico al Segretario generale del Consiglio per l'esecuzione del bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio (2015/2156(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari costituzionali (A8-0101/2016),

A.  considerando che la trasparenza e il controllo dei conti pubblici sono principi democratici generali che si applicano anche all'Unione;

B.  considerando che la procedura di discarico è uno degli elementi del concetto di democrazia rappresentativa;

C.  considerando che, a norma dell'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), il Parlamento europeo è responsabile in via esclusiva per la concessione del discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea;

D.  considerando che il bilancio del Consiglio è una sezione del bilancio dell'Unione europea;

E.  considerando che, a norma dell'articolo 319, paragrafo 2, TFUE, la Commissione deve presentare al Parlamento europeo, su richiesta di quest'ultimo, tutte le informazioni necessarie concernenti l'esecuzione delle spese e il funzionamento dei sistemi di controllo finanziario;

F.  considerando che, a norma dell'articolo 335 TFUE, ogni istituzione dell'Unione è dotata di autonomia amministrativa e che, conformemente all'articolo 55 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio ("regolamento finanziario"), le istituzioni sono responsabili a titolo individuale dell'esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio;

G.  considerando che, senza le informazioni necessarie, il Parlamento non è in grado di adottare una decisione informata sulla concessione del discarico;

H.  considerando che, in occasione del seminario del Parlamento sul proprio diritto di concedere il discarico al Consiglio, che si è tenuto il 27 settembre 2012, gli esperti giuridici e accademici hanno convenuto sul diritto del Parlamento di essere informato;

1.  prende atto del fatto che la Corte dei conti ha stimato, sulla base del lavoro di audit svolto, che i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 per le spese amministrative e di altro genere delle istituzioni e degli organi sono, nell'insieme, esenti da errore significativo;

2.  prende atto del fatto che nella sua relazione annuale 2014 la Corte dei conti ha osservato che un numero ridotto di errori relativi al calcolo dei costi per il personale e alcune carenze nella gestione degli assegni familiari sono stati rilevati in merito agli aspetti sottoposti ad audit per il Consiglio europeo e il Consiglio;

3.  invita il Consiglio europeo e il Consiglio a migliorare la gestione delle carenze individuate e a correggere gli errori rilevati dalla Corte;

4.  rileva che, nel 2014, il Consiglio europeo e il Consiglio disponevano di un bilancio globale pari a 534 200 000 EUR (535 511 300 EUR nel 2013), con un tasso di esecuzione del 91,3%; prende atto dell'aumento del tasso di utilizzo nel 2014;

5.  prende atto della diminuzione di 1,3 milioni di EUR (-0,2 %) del bilancio del Consiglio per il 2014;

6.  continua ad essere preoccupato per l'alto tasso di sottoutilizzo che copre quasi tutte le categorie; rinnova la sua richiesta per lo sviluppo di indicatori chiave di performance per migliorare la pianificazione di bilancio;

7.  è preoccupato per il numero molto elevato di stanziamenti riportati dal 2014 al 2015, in particolare quelli in materia di immobili, impianti e macchinari; ritiene fermamente che la ripetuta tendenza del riporto di stanziamenti sia contraria ai principi di annualità e di sana gestione finanziaria del regolamento finanziario;

8.  ritiene che i principali storni del Consiglio all'interno delle linee di bilancio potrebbero essere evitati con una migliore programmazione di bilancio;

9.  ribadisce che il bilancio del Consiglio europeo e quello del Consiglio dovrebbero essere separati per contribuire alla trasparenza della gestione finanziaria delle istituzioni e a una maggiore assunzione di responsabilità da parte di entrambe le istituzioni;

10.  ribadisce che il Consiglio deve essere responsabile e trasparente al pari delle altre istituzioni e invita il Consiglio ad aderire al registro dell'Unione per la trasparenza;

11.  reitera la sua richiesta al Consiglio europeo e al Consiglio di trasmettere al Parlamento la loro relazione annuale di attività, comprendente un quadro generale dettagliato di tutte le risorse umane a disposizione delle due istituzioni, suddivise per categoria, grado, genere, nazionalità e formazione professionale;

12.  afferma che le relazioni annuali delle istituzioni e delle agenzie dell'Unione potrebbero svolgere un ruolo importante per la conformità in materia di trasparenza, responsabilità e integrità; invita le istituzioni e le agenzie dell'Unione a includere un capitolo standard su tali aspetti nelle loro relazioni annuali;

13.  si rammarica che il Consiglio non abbia ancora adottato un codice di condotta; è del parere che tutte le istituzioni e le agenzie dell'Unione dovrebbero concordare un codice di condotta comune, indispensabile per la trasparenza, la responsabilità e l'integrità delle istituzioni stesse; invita le istituzioni e gli organi dell'Unione non ancora dotati di un codice di condotta a elaborare quanto prima tale documento;

14.  invita il Consiglio ad attuare norme interne in materia di segnalazione di irregolarità senza ulteriori indugi;

15.  chiede la pubblicazione su internet di una pertinente dichiarazione degli interessi finanziari dei membri del Consiglio;

16.  osserva con preoccupazione l'assenza di norme sull'integrità, di dichiarazioni sull'assenza di conflitti di interesse e di informazioni biografiche dettagliate riguardo al Presidente del Consiglio europeo e ai membri del suo gabinetto; rileva altresì l'assenza di norme comuni sull'integrità per i rappresentanti nazionali in seno al Consiglio; esorta il Consiglio a prendere provvedimenti atti a risolvere tale situazione e a riferire in proposito all'autorità di discarico;

17.  accoglie favorevolmente il progetto di regolamento del Consiglio che definisce il trattamento economico dei titolari di alte cariche pubbliche dell'Unione, e i risparmi in esso previsti;

18.  invita il Consiglio a elaborare orientamenti dettagliati e politiche indipendenti in materia di contrasto alla corruzione nell'ambito delle proprie strutture;

19.  deplora la preoccupante mancanza di trasparenza nell'ambito del processo legislativo, dei negoziati, delle posizioni degli Stati membri e delle riunioni in seno al Consiglio; esorta il Consiglio a pubblicare i documenti pertinenti e a introdurre chiari sistemi di rendicontazione, che consentano al pubblico di seguire le procedure legislative in modo aperto e trasparente;

20.  deplora l'assenza di trasparenza nelle riunioni di trilogo e di conciliazione; invita il Consiglio a rafforzare sistematicamente la trasparenza e l'integrità nell'ambito dei negoziati;

21.  riconosce i risultati conseguiti dal Comitato interistituzionale della traduzione e dell'interpretazione con la fissazione di una metodologia armonizzata che permette un confronto diretto dei costi di traduzione di tutte le istituzioni; accoglie con favore il fatto che il Consiglio fornisca dati secondo tale metodologia;

22.  sottolinea che uno dei principali obiettivi finanziari del Segretariato generale del Consiglio per il 2014 – la consegna dell'edificio Europa entro la fine del 2015 –, non è stato raggiunto; si rammarica per il ritardo e chiede di essere informato sulle conseguenze finanziarie del rinvio;

23.  ribadisce la richiesta che la politica immobiliare del Consiglio sia allegata alla relazione annuale di attività, in particolare dato che è importante che i costi di tale politica siano adeguatamente razionalizzati e che non siano eccessivi;

Motivi del rinvio della decisione sulla concessione del discarico

24.  ribadisce che il Consiglio dovrebbe dar prova di trasparenza e rendere pienamente conto ai cittadini dell'Unione in merito ai fondi affidatigli partecipando pienamente e in buona fede alla procedura annuale di discarico, al pari di altre istituzioni dell'Unione; ritiene, a tal proposito, che un controllo efficace dell'esecuzione del bilancio dell'Unione richieda una cooperazione tra il Parlamento e il Consiglio nel quadro di un accordo operativo; deplora le difficoltà incontrate finora nella procedura di discarico; insiste sulla necessità di migliorare la capacità di dialogo tra le due istituzioni, al fine di trovare al più presto possibile una soluzione che consenta di soddisfare il mandato conferito loro dai trattati e la necessità di rendere conto ai cittadini;

25.  prende atto del fatto che la procedura che consiste nel concedere il discarico separatamente alle singole istituzioni e ai singoli organi dell'Unione rappresenta una prassi consolidata che è stata sviluppata al fine di garantire la trasparenza e la responsabilità democratica nei confronti dei contribuenti dell'Unione; sottolinea che tale pratica garantisce effettivamente il diritto e dovere del Parlamento di controllare l'insieme del bilancio dell'Unione;

26.  prende inoltre atto del parere espresso dalla Commissione nella sua lettera del 23 gennaio 2014, secondo cui tutte le istituzioni devono partecipare pienamente al seguito da dare alle osservazioni formulate dal Parlamento nella procedura di discarico e che tutte le istituzioni dovrebbero cooperare per garantire il buon funzionamento di detta procedura, nel pieno rispetto delle pertinenti disposizioni del TFUE e del diritto derivato applicabile;

27.  pone in evidenza che nella sua lettera la Commissione afferma altresì che non intende vigilare sull'esecuzione dei bilanci delle altre istituzioni e che rispondere alle domande indirizzate a un'altra istituzione costituirebbe una violazione dell'autonomia di tale istituzione nell'esecuzione della rispettiva sezione del bilancio;

28.  ricorda che ciascuna delle istituzioni, così come definita all'articolo 2 ter del regolamento finanziario, ha autonomia nell'esecuzione della rispettiva sezione del bilancio a norma dell'articolo 55 di tale regolamento; afferma che, secondo la prassi e l'interpretazione delle norme attuali, e al fine di garantire la trasparenza e la responsabilità democratica nei confronti dei contribuenti dell'Unione, il Parlamento concede il discarico a ciascuna istituzione individualmente;

29.  sottolinea il potere del Parlamento di concedere il discarico a norma degli articoli 316, 317 e 319 del TFUE e degli articoli 55 e da 164 a 167 del regolamento finanziario; ritiene che tali disposizioni costituiscano una base giuridica sufficiente per l'esercizio da parte del Parlamento del suo diritto di adottare una decisione separata sul discarico relativamente al Consiglio, oltre al suo diritto di concedere il discarico alla Commissione; afferma che la concessione o meno del discarico è un diritto del Parlamento e un dovere che il Parlamento ha nei confronti dei cittadini dell'Unione;

30.  sottolinea che dal 2009 solo il Consiglio ha rifiutato di sottoporsi all'esercizio di discarico di bilancio praticato dal Parlamento europeo, rifiutandosi di fornire le informazioni necessarie, di rispondere alle interrogazioni scritte e di partecipare alle audizioni e discussioni sull'esecuzione del bilancio e che quindi, allo stato, oltre tre miliardi di EUR di fondi pubblici europei sono stati, di fatto, spesi senza adeguato controllo; ritiene che ciò costituisca un segno negativo inviato ai cittadini dell'Unione;

31.  ribadisce che, senza la cooperazione del Consiglio, il Parlamento non è in grado di adottare una decisione informata sulla concessione del discarico;

32.  ritiene che tale situazione costituisca una grave inadempienza degli obblighi derivanti dal trattato, segnatamente del principio di leale cooperazione tra le istituzioni e che una soluzione debba essere rapidamente trovata affinché l'intero bilancio dell'Unione possa essere controllato; fa riferimento, a tale riguardo, all'articolo 15 TFUE, il quale stabilisce che ciascuna istituzione, organo od organismo deve garantire la trasparenza dei suoi lavori;

33.  ribadisce che è possibile soltanto procedere a un efficace controllo di bilancio se vi è collaborazione tra il Parlamento e il Consiglio, i cui principali elementi devono comprendere riunioni formali tra rappresentanti del Consiglio e la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento, risposte alle domande poste dai membri della commissione sulla base di un questionario scritto e la trasmissione di documenti che servano da supporto materiale per i controlli di bilancio su richiesta;

34.  ricorda che il Parlamento concede il discarico alle altre istituzioni dopo aver esaminato i documenti forniti e le risposte date alle domande; si rammarica che il Parlamento continui a incontrare difficoltà ad ottenere risposte dal Consiglio;

35.  prende atto della lettera del Segretario generale del Consiglio in risposta all'invito della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento a partecipare a uno scambio di opinioni l'11 gennaio 2016; sottolinea che la lettera non risponde all'invito né al questionario scritto inviato al Segretariato generale del Consiglio il 25 novembre 2015 con le interrogazioni dei deputati del Parlamento, ma semplicemente ribadisce la posizione del Consiglio sullo scambio di informazioni finanziarie già espressa in passato;

36.  considera la procedura di discarico un importante strumento di responsabilità democratica nei confronti dei cittadini dell'Unione;

37.  chiede al Consiglio di avviare negoziati con il Parlamento europeo, al fine di assicurare il diritto di quest'ultimo di accedere alle informazioni sull'esecuzione del bilancio del Consiglio; ritiene che ciò comporti un obbligo per il Consiglio di fornire le informazioni richieste;

38.  si rammarica che non tutte le istituzioni dell'Unione rispettino le stesse norme in materia di trasparenza e ritiene che il Consiglio dovrebbe realizzare miglioramenti in questo senso;

39.  ritiene che, mentre nel frattempo la situazione potrebbe essere migliorata grazie a una maggiore cooperazione tra le istituzioni dell'Unione nel quadro dei trattati, potrebbe infine essere necessaria una revisione dei trattati al fine di rendere più chiara la procedura di discarico dotando espressamente il Parlamento della competenza di concedere il discarico a tutte le istituzioni, organi e organismi individualmente;

40.  esorta la Commissione a modificare il regolamento finanziario per chiarire le finalità della procedura di discarico e definire chiare sanzioni per il mancato rispetto delle norme regolamentari; sottolinea che ciò dovrebbe essere fatto al fine di rendere le istituzioni dell'Unione responsabili allo scopo di proteggere gli interessi finanziari dei cittadini europei; evidenza che non dovrebbero essere previste eccezioni.

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 373 del 5.11.2015, pag. 1.
(4) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Corte di giustizia
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione IV – Corte di giustizia (2015/2157(DEC))
P8_TA(2016)0152A8-0123/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0202/2015)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(5) del Consiglio, in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0123/2016),

1.  concede il discarico al cancelliere della Corte di giustizia per l'esecuzione del bilancio della Corte di giustizia per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante alla Corte dei conti, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione IV – Corte di giustizia (2015/2157(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione IV – Corte di giustizia,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0123/2016),

1.  osserva con soddisfazione che, nella sua relazione annuale 2014, la Corte dei conti ha constatato che per la Corte di giustizia dell'Unione europea ("Corte di giustizia") non sono emerse debolezze significative in merito agli aspetti sottoposti ad audit che riguardano le risorse umane e gli appalti;

2.  accoglie con favore il fatto che la Corte dei conti, sulla base del lavoro di audit svolto, abbia concluso che i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 per le spese amministrative e di altra natura delle istituzioni e degli organismi sono, nell'insieme, privi di errori rilevanti;

3.  prende atto che nel 2014 la Corte di giustizia disponeva di stanziamenti per un totale di 355 367 500 EUR (rispetto a 354 880 000 EUR nel 2013), e che il tasso di esecuzione era del 99%; plaude all'incremento del tasso di utilizzo nel 2014 rispetto al 96,3 % del 2013;

4.  rileva che il bilancio della Corte di giustizia è puramente amministrativo, e che è destinato per il 75% alle spese inerenti al personale che lavora all'interno dell'istituzione, mentre la parte restante riguarda spese relative a immobili, mobilio, attrezzature e altre spese;

5.  si compiace della produttività dell'attività giurisdizionale della Corte nel 2014, con 1691 cause esaminate dinanzi ai tre tribunali e 1685 cause concluse nel corso di tale anno;

6.  osserva che la Corte di giustizia ha chiuso 719 cause nel 2014 (nel 2013 le cause concluse erano 701), e che le sono state presentate 622 nuove cause (699 nel 2013); approva tali dati positivi e ritiene che i risultati possano essere migliorati in futuro;

7.  prende atto del fatto che, nel 2014, sono state presentate al Tribunale 912 nuove cause, che quest'ultimo ha trattato 814 cause e che vi erano 1423 cause pendenti, dati che indicano un aumento generale del numero di procedimenti rispetto al 2012 e al 2013;

8.  evidenzia che la creazione di nove posti temporanei di segretario presso il Tribunale nel 2014 ha contribuito al rafforzamento della squadra giudiziaria, garantendone un'efficienza e un rendimento maggiori;

9.  osserva che nel 2014 il Tribunale della funzione pubblica ha completato 152 cause rispetto alle 184 del 2013, e che il numero delle cause pendenti ammontava a 216; rileva che nel 2014 il Tribunale è stato meno efficiente nella sua attività giurisdizionale generale;

10.  incoraggia la Corte di giustizia a continuare a migliorare l'utilizzo delle risorse esistenti; è del parere che le riforme interne attuate nel 2014, in particolare la riforma del regolamento di procedura che disciplina il funzionamento del Tribunale e del Tribunale della funzione pubblica e lo sviluppo delle applicazioni informatiche per migliorare la gestione delle procedure e la comunicazione, abbiano contribuito a un'ottimizzazione delle risorse;

11.  accoglie con favore il fatto che la Corte dei conti intenda sottoporre la Corte di giustizia ad un riesame al fine di valutarne la performance, a seguito della richiesta del Parlamento europeo nel contesto del discarico 2013;

12.  prende atto delle informazioni, fornite a gennaio 2016, riguardanti l'elenco delle attività esterne dei giudici, che erano state richieste durante lo scambio di opinioni della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento, sul discarico per il 2014; deplora che non sia indicato il numero dei giudici che partecipano alle varie manifestazioni; chiede un quadro di tutte le attività esterne esercitate da ciascun giudice, compresi l'insegnamento, le conferenze, altri eventi e la relativa preparazione durante l'orario di lavoro, e non solo di quelle autorizzate ufficialmente; invita a divulgare tutte le risorse utilizzate nell'ambito delle attività esterne dei giudici, quali i servizi di traduzione, i referendari, gli autisti;

13.  è del parere che tutte le informazioni riguardo alle attività esterne di ciascun giudice dovrebbero essere accessibili al pubblico; chiede che tali informazioni siano pubblicate sul sito web della Corte di giustizia e inserite nelle sue relazioni annuali di attività (RAA);

14.  chiede la pubblicazione di una dichiarazione degli interessi finanziari dei giudici sul sito web della Corte di giustizia;

15.  si attende che la riforma in corso del Tribunale sia sottoposta a una valutazione d'impatto al fine di confermare che tale revisione è adeguata e comporta una semplificazione dell'architettura del sistema giudiziario della Corte di giustizia;

16.  prende atto con soddisfazione dei miglioramenti apportati all'applicazione e-Curia e dell'incremento nel numero degli Stati membri che hanno iniziato ad utilizzarla nel 2014; si rammarica tuttavia che tre Stati membri non facciano ancora parte dell'elenco degli utenti;

17.  invita la Corte di giustizia ad andare oltre nell'utilizzo delle nuove tecnologie al fine di ridurre ulteriormente il numero dei documenti stampati nonché il numero di incontri necessari ai traduttori e agli interpreti, senza mettere a repentaglio le sue responsabilità;

18.  prende atto che l'attività della Direzione della traduzione è stata ritenuta soddisfacente; ritiene che si potrebbero realizzare ulteriori risparmi in relazione ai documenti non giudiziari applicando un regime di traduzione limitato;

19.  constata che la Corte di giustizia partecipa al gruppo di lavoro sugli indicatori interistituzionali principali di attività e di rendimento che si analizza, tra l'altro, i costi della traduzione; si rammarica del fatto che la Corte non abbia ancora presentato informazioni conformemente alla metodologia armonizzata approvata in seno al gruppo interistituzionale;

20.  ribadisce la richiesta che l'ordine del giorno delle sedute della Corte di giustizia sia allegato alle relazioni annuali di attività;

21.  prende atto della scarsa presenza femminile nei posti di responsabilità della Corte di giustizia e chiede che sia posto rimedio a tale squilibrio quanto prima possibile;

22.  considera insoddisfacente la risposta fornita dalla Corte di giustizia in risposta al quesito n. 26 (Pensioni) del Parlamento; chiede che la Corte risponda in maniera chiara e dettagliata, come hanno fatto le altre istituzioni; è d'avviso che la Corte debba rispondere a tutte le domande inviatele dal Parlamento e la esorta a garantire una piena trasparenza per quanto concerne le pensioni;

23.  osserva che la Corte di giustizia dispone di 75 veicoli di servizio nel suo parco auto, per un costo di 1 168 251 EUR; rileva che i salari dei conducenti ammontavano a 2 434 599 EUR nel 2014; ritiene che si tratti di un costo eccessivo, in contrasto con la tendenza generale delle istituzioni dell'Unione a limitare il ricorso a veicoli di servizio; reitera il suo invito alla Corte a ridurre il numero di automobili ufficiali a disposizione dei suoi membri e del suo personale; sottolinea che i costi dei servizi privati estesi forniti dai conducenti sono a carico dei contribuenti dell'Unione; raccomanda alla Corte di esaminare tali questioni in un contesto interistituzionale e la esorta a promuovere attivamente la mobilità verde;

24.  accoglie con favore le misure adottate dalla Corte di giustizia per conformarsi al principio degli appalti pubblici verdi ed è favorevole al mantenimento di questa strategia;

25.  constata con soddisfazione che la politica immobiliare della Corte di giustizia è allegata alla sua relazione annuale di attività.

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 373 del 10.11.2015, pag. 1.
(4) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Corte dei conti europea
PDF 257kWORD 73k
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione V – Corte dei conti (2015/2158(DEC))
P8_TA(2016)0153A8-0107/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti consolidati annuali dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0203/2015)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio finanziario 2014, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione(4) attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(5) del Consiglio, in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0107/2016),

1.  concede il discarico al Segretario generale della Corte dei conti per l'esecuzione del bilancio della Corte dei conti per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante alla Corte dei conti, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione V – Corte dei conti (2015/2158(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione V – Corte dei conti,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0107/2016),

1.  osserva che i conti annuali della Corte dei conti (la "Corte") sono sottoposti ad audit da parte di un revisore esterno indipendente – PricewaterhouseCoopers SARL – al fine di applicare alla Corte i medesimi principi di trasparenza e di responsabilità da essa applicati ai soggetti che sottopone ad audit; prende atto del parere del revisore contabile secondo cui "i rendiconti finanziari presentano un'immagine fedele della situazione finanziaria della Corte dei conti europea";

2.  constata che, nel 2014, gli stanziamenti definitivi della Corte dei conti ammontavano a un totale di 133 498 000 EUR (contro i 142 761 000 EUR del 2013) e che il tasso generale di esecuzione del bilancio è stato del 98,8% a fronte del 92% del 2013; accoglie con favore il miglioramento del tasso di esecuzioni con un bilancio ridotto;

3.  sottolinea che il bilancio della Corte è puramente amministrativo e che gran parte dello stesso è utilizzata per spese relative a persone che lavorano all'interno dell'istituzione;

4.  riconosce il ruolo fondamentale della Corte nell'assicurare una spesa più efficace dei fondi dell'Unione; ricorda che la Corte si trova nella posizione ideale per offrire al legislatore e all'autorità di bilancio pareri preziosi sui risultati ed esiti ottenuti dalle politiche dell'Unione, nell'ottica di migliorare l'economia, l'efficienza e l'efficacia delle attività finanziate dall'Unione;

5.  accoglie con favore il progetto di riforma della Corte iniziato alla fine del 2014 volto alla razionalizzazione del processo di revisione, alla trasformazione della Corte in una organizzazione funzionale e all'espansione del campo di applicazione del lavoro del proprio personale; invita la Corte a informare l'autorità di discarico sugli obiettivi raggiunti e l'impatto individuato a seguito di tale riforma;

6.  ricorda alla Corte che il Parlamento, il Consiglio e la Commissione hanno concordato, al paragrafo 54 dell'orientamento comune sulle agenzie decentrate del 2012, che tutti gli aspetti degli audit esterni commissionati a terzi "rimangono sotto la piena responsabilità della Corte dei conti europea, che gestisce tutte le procedure amministrative e d'appalto necessarie e le finanzia a carico del proprio bilancio, al pari di tutti gli altri costi associati agli audit esterni commissionati a terzi"; si rammarica profondamente del fatto che il nuovo approccio di audit consistente nel coinvolgere revisori del settore privato abbia comportato un maggiore onere amministrativo per le agenzie decentrate; rileva con preoccupazione che questo ha comportato un aumento degli oneri amministrativi dell'85%, passando a più di 13 000 ore rispetto alla precedente revisione gestita dalla Corte, il che corrisponde ad una media di 3,5 equivalenti a tempo pieno; si rammarica che il tempo trascorso per le procedure di aggiudicazione e per l'amministrazione dei contratti di audit abbia creato oltre 1 400 ore di lavoro aggiuntivo per le agenzie decentrate, e che nel 2014 le spese aggiuntive totali per gli audit esterni del settore privato siano state pari a 550 000 EUR; ribadisce l'invito alla Corte dei conti ad attenersi all'orientamento comune concordato e a commissionare e pagare gli audit esterni delle agenzie, nonché a fornire ai revisori privati orientamenti migliori per ridurre sensibilmente gli oneri amministrativi;

7.  rileva con soddisfazione che la Corte ha in programma di procedere ad un riesame della Corte di giustizia per valutare le sue prestazioni, a seguito della richiesta formulata dal Parlamento nella sua risoluzione sul discarico del 29 aprile 2015 per l'esercizio 2013(6);

8.  basandosi su questa buona cooperazione, chiede alla Corte dei conti di elaborare una relazione speciale che stabilisca se la Commissione abbia fatto buon uso dei suoi poteri di supporto e controllo degli Stati membri nell'esecuzione del bilancio dell'Unione;

9.  sostiene la Corte nei suoi sforzi volti a destinare maggiori risorse ai controlli di gestione; confida nel fatto che l'organizzazione funzionale del personale dell'audit consenta alla Corte di assegnare risorse in modo più flessibile e senza compromettere la sua missione; è del parere che, a norma dell'articolo 287, paragrafo 3, TFUE, debba essere perseguita una più stretta cooperazione tra la Corte e le istituzioni superiori di controllo nazionali, soprattutto per quanto concerne la realizzazione delle relazioni di controllo di gestione (rapporto qualità-prezzo) delle varie politiche e programmi dell'Unione nonché il controllo della gestione condivisa; si attende risultati concreti per quanto riguarda la condivisione del programma di lavoro annuale della Corte;

10.  rileva l'iniziativa della Corte di riformare il proprio sistema camerale; vorrebbe saperne di più a riguardo;

11.  apprende con favore che l'anno 2014 ha stabilito un record nella produzione della Corte e accoglie con favore le nuove caratteristiche come l’analisi panoramica;

12.  rileva che i tempi previsti per la produzione di relazioni speciali si sono ridotti dal 2008, anche se non hanno ancora raggiunto l'obiettivo di 18 mesi; sottolinea che l'obiettivo deve essere realistico, in modo tale da non compromettere la qualità delle relazioni;

13.  invita la Corte a esaminare il rapporto tra il numero e la tempestività delle relazioni speciali;

14.  sottolinea che le raccomandazioni contenute nelle relazioni speciali sono spesso poco chiare ed è dell'opinione che dovrebbero presentare in maniera coerente gli aspetti positivi e negativi dei comportamenti dei paesi interessati;

15.  prende atto con soddisfazione del fatto che l'obbligo di una riduzione del 5% del personale è stato attuato senza impatto negativo sulla politica della Corte di rafforzare i propri servizi di revisione; invita la Corte a fare in modo che ulteriori tagli non influiscano negativamente sulla qualità delle sue relazioni;

16.  invita la Corte ad assicurare l'equilibrio geografico del suo personale, in particolare nei posti gestionali e direttivi, insieme al merito e alla competenza;

17.  accoglie con favore gli sforzi compiuti dalla Corte per migliorare l'equilibrio di genere tra i membri del suo personale; constata e accoglie con favore il crescente numero di donne tra i revisori, elemento che senza dubbio si ripercuoterà sulla presenza delle stesse in posizioni di responsabilità in tale settore, così come la creazione di una rete di revisori donne; insiste sulla necessità di continuare a lavorare in questa direzione;

18.  accoglie molto positivamente gli sforzi compiuti dalla Corte in relazione alla formazione professionale dei suo revisori affinché la gestione delle conoscenze e il loro aggiornamento siano più efficaci; si congratula con la Corte per la collaborazione con l'Università di Metz/Nancy ai fini della creazione di studi specializzati in revisione contabile europea e incoraggia la Corte a stabilire contatti con altre università europee con lo stesso obiettivo;

19.  prende atto che il saldo dei fondi disponibili nel contratto creato per pagare l'edificio K3 sarà utilizzato per finanziare la riqualificazione dell'edificio K2; vorrebbe saperne di più sulla portata di tali opere;

20.  ribadisce la sua richiesta di allegare la politica immobiliare della Corte alla sua relazione annuale di attività;

21.  riconosce gli sforzi compiuti dalla Corte per ridurre i costi di traduzione; ritiene che la conclusione di un accordo di collaborazione per la traduzione - come quello dei comitati consultivi con il Parlamento - potrebbe essere considerata parte della strategia 2013-2017 della Corte per migliorare l'efficienza e ridurre i costi; chiede alla Corte di prendere in considerazione l'esternalizzazione della traduzione come un ulteriore modo di risparmiare costi;

22.  prende atto dei risultati conseguiti dal comitato interistituzionale della traduzione e dell'interpretazione che si è accordato in merito a una metodologia armonizzata che permette un confronto diretto dei costi di traduzione di tutte le istituzioni; accoglie con favore il fatto che la Corte fornisca dati secondo tale metodologia;

23.  invita la Corte a includere nelle sue relazioni annuali di attività, rispettando le norme vigenti in materia di riservatezza e protezione dei dati, i risultati e le conseguenze dei casi chiusi dall'OLAF nei quali l'indagine aveva per oggetto l'istituzione o qualsiasi persona al suo servizio;

24.  rileva che l'attuazione delle raccomandazioni del servizio di audit interno a favore della revisione delle norme inserite nella guida delle missioni è stata rinviata per motivi tecnici;

25.  rileva i primi passi della Corte verso un ambiente privo di supporti cartacei; sostiene l'iniziativa della Corte ma si aspetta che la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento continui a ricevere alcune copie cartacee delle relazioni della Corte; è favorevole alla strategia ambientale adottata a tutt'oggi dalla Corte, compresa l'attenzione rivolta alla riduzione del consumo di energia, a un maggiore utilizzo della videoconferenza, all'installazione del sistema di recupero dell'acqua piovana e alla promozione della mobilità sostenibile;

26.  accoglie con favore il miglioramento della chiarezza dei messaggi della Corte attraverso i media; si aspetta che tali miglioramenti continuino;

27.  apprezza la cooperazione tra la Corte e la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento e accoglie con favore un feedback regolare della Corte in risposta alle sue richieste.

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 373 del 5.11.2015, pag. 1.
(4) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6) Risoluzione del Parlamento europeo, del 29 aprile 2015, recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione V – Corte dei conti (GU L 255 del 30.9.2015, pag. 123).


Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Comitato economico e sociale europeo
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo (2015/2159(DEC))
P8_TA(2016)0154A8-0111/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0204/2015)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio finanziario 2014, corredata dalle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0111/2016),

1.  concede il discarico al Segretario generale del Comitato economico e sociale europeo per l'esecuzione del bilancio del Comitato economico e sociale europeo per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al Comitato economico e sociale europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo (2015/2159(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo,

–  vista la decisione del Mediatore europeo del 18 novembre 2015 che conclude l'indagine sulla denuncia 1770/2013/JF contro il Comitato economico e sociale europeo,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0111/2016),

1.  si compiace del fatto che la Corte dei conti, sulla base del lavoro di audit svolto, abbia concluso che i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 per le spese amministrative e di altra natura delle istituzioni e degli organismi sono, nell'insieme, privi di errori rilevanti;

2.  rileva con preoccupazione che, nella sua relazione annuale 2014, la Corte dei conti ha fatto presente al Comitato economico e sociale europeo (CESE) alcune lacune riscontrate in quattro delle 15 procedure d'appalto esaminate;

3.  plaude al fatto che, in risposta alle osservazioni della Corte, il CESE abbia istituito uno specifico servizio di sostegno per gli appalti pubblici al fine di assistere le singole direzioni, oltre alla direzione della Logistica che già dispone di un servizio simile; si attende che tale servizio sia pienamente operativo nella seconda metà del 2016;

4.  prende atto che nel 2014 il bilancio del CESE ammontava a 128 559 380 EUR (nel 2013 a 130 104 400 EUR), il che equivale a un calo dell'1,19% rispetto al bilancio annuale del 2013, con un tasso di utilizzo del 95,6%; segnala l'aumento del tasso di utilizzo nel 2014, ma si rammarica che non abbia ancora raggiunto il 96,8% del 2012;

5.  sottolinea che il bilancio del CESE è puramente amministrativo, e che la maggior parte di esso è utilizzata per spese relative a persone che lavorano all'interno dell'istituzione, mentre la parte restante riguarda spese relative a immobili, mobilio e attrezzature e spese varie di funzionamento;

6.  prende atto delle osservazioni, allegate alla relazione annuale d'attività del CESE, sul seguito dato alla risoluzione del Parlamento, del 29 aprile 2015, sul discarico per l'esercizio 2013(6);

7.  osserva che nel 2014 il CESE ha redatto un numero minore di relazioni e pareri e ha tenuto meno riunioni legate all'attività legislativa; esprime tuttavia stupore per l'aumento del numero di pareri giuridici formulati dall'unità giuridica nello stesso periodo; chiede di essere informato delle ragioni di tale aumento;

8.  prende atto della firma, il 5 febbraio 2014, di un accordo di cooperazione tra il CESE e il Parlamento, comprendente due allegati sulla cooperazione amministrativa e l'incidenza sul bilancio, e di un accordo parallelo tra il Parlamento e il Comitato delle regioni, con l'obiettivo di sviluppare la cooperazione politica e amministrativa;

9.  accoglie con piacere la risposta del CESE alla richiesta del Parlamento, formulata nella suddetta risoluzione sul discarico per l'esercizio 2013, di procedere a una valutazione individuale dell'impatto dell'accordo di cooperazione sia dal punto di vista delle risorse umane che della spesa, delle sinergie, del valore aggiunto e della qualità dei contenuti;

10.  ritiene che vi siano ancora margini di miglioramento nell'ambito dell'accordo di cooperazione, specialmente nella sfera politica; ritiene che il Parlamento, il CESE e il Comitato delle regioni siano in grado di sviluppare ulteriori sinergie che miglioreranno la produttività nei settori di cooperazione, a tutti i livelli, e chiede l'adozione di disposizioni concrete e dettagliate sul funzionamento dei servizi condivisi dalle tre istituzioni; chiede la realizzazione di un'indagine sul livello di soddisfazione dei membri del CESE per quanto riguarda i servizi forniti loro dal Servizio ricerca del Parlamento europeo; chiede di continuare a essere informato del seguito dato all'accordo di cooperazione;

11.  chiede che la revisione a medio termine dell'accordo di cooperazione comprenda una valutazione dettagliata per istituzione delle economie e delle maggiori spese di bilancio da esso risultanti;

12.  osserva che il CESE ha attuato le nuove norme sul rimborso delle spese di viaggio dei membri basate sui costi effettivi, dando seguito alle richieste specifiche del Parlamento contenute nella risoluzione sul discarico 2013 dell'anno scorso; accoglie con favore il fatto che il sistema sia divenuto pienamente operativo all'inizio dell'attuale nuovo mandato del CESE cominciato nell'autunno del 2015;

13.  rileva con preoccupazione che le spese di viaggio rimborsate e le indennità versate agli aventi diritto del CESE sono ammontate complessivamente a 17 375 864 EUR; esorta l'istituzione a mettere a punto una strategia sistematica per ridurre considerevolmente tali spese e indennità;

14.  prende atto del fatto che, nel quadro dell'accordo di cooperazione, nel 2014 il CESE presentava un saldo positivo di 1 560 000 EUR; rileva con preoccupazione che, nel quadro dell'accordo di cooperazione, sono stati trasferiti al Parlamento 36 funzionari del CESE e 24 funzionari del Comitato delle regioni appartenenti ai servizi di traduzione per lo più in età molto vicina alla pensione, il che comporta risparmi significativi per le linee di bilancio relative al personale (retribuzioni e pensioni) del CESE e del Comitato delle regioni e un marcato incremento dei costi per il Parlamento, sia a breve termine (retribuzioni) che a lungo termine (pensioni);

15.  deplora l'aumento delle spese di missione del personale, passate da 338 366 EUR nel 2013 a 387 481 EUR nel 2014, registrando dunque un aumento del 14,5%;

16.  sollecita l'inclusione nella relazione annuale di attività di una panoramica del personale che occupa posizioni dirigenziali suddivisa per nazionalità, genere e posizione;

17.  accoglie positivamente il fatto che il CESE e il Comitato delle regioni abbiano collaborato strettamente all'elaborazione delle regole interne sulle segnalazioni di illeciti, dal momento che hanno servizi e personale in comune; ritiene tuttavia che l'approvazione di tali regole da parte del CESE abbia richiesto troppo tempo; accoglie comunque positivamente il fatto che esse si applichino retroattivamente;

18.  osserva il lieve miglioramento nel 2014 della rappresentanza di uno dei generi a livello di posti di direzione (40%, contro il 39% del 2013); si rammarica tuttavia del divario persistente che non è riscontrabile nelle altre categorie; insiste sull'importanza di fissare obiettivi a medio termine che consentano di raggiungere l'equilibrio necessario e di continuare a lavorare attivamente a tale fine;

19.  valuta positivamente il fatto che il CESE abbia varato una formazione specifica in materia di deontologia e integrità per migliorare la conoscenza che il personale ha dei propri diritti e doveri e fare opera di sensibilizzazione al riguardo; ritiene tuttavia che tale formazione non debba essere obbligatoria solo per il personale neoassunto, bensì per tutto il personale;

20.  si rammarica che il CESE non abbia dato seguito a tutte le richieste formulate dal Parlamento al paragrafo 24 della sua risoluzione sul discarico per l'esercizio 2013 sopra citata; ritiene che il CESE non avrebbe dovuto omettere di trasmettere all'Ufficio di presidenza del Parlamento e ai membri e al personale del CESE informazioni sulle due sentenze del Tribunale sfavorevoli al Comitato, scegliendo invece di inserire tali informazioni in altre pubblicazioni di carattere generale; auspica che a lacune di questo tipo si ponga rimedio con la definizione delle nuove norme sugli autori di segnalazioni e che, nel caso specifico, la lacuna possa essere di conseguenza sanata retroattivamente;

21.  auspica inoltre che, con l'applicazione delle nuove norme sugli autori di segnalazioni, il CESE adotterà in modo tempestivo ed efficiente le misure necessarie per garantire il riconoscimento, il rispetto e la considerazione degli autori di segnalazioni nei casi riconosciuti dal Tribunale dell'Unione anteriori all'adozione delle norme; chiede che il CESE adotti i provvedimenti necessari per porre definitivamente fine agli attacchi nei confronti degli autori di segnalazioni contenuti in varie pubblicazioni del CESE;

22.  deplora che il Mediatore europeo, nella decisione che conclude l'indagine sulla denuncia 1770/2013/JF contro il CESE citata in precedenza, dichiari che il CESE ha accolto solo parzialmente le proposte del Mediatore volte a risolvere il caso di cattiva amministrazione di cui si era reso responsabile; deplora che il CESE non riconosca il caso di cattiva amministrazione né l'erroneità della sua decisione di destinare l'autore della denuncia a un altro incarico; si rammarica che il CESE non accetti di riconoscere tali errori di principio, sebbene nella pratica abbia accolto alcune delle raccomandazioni del Mediatore per porre rimedio alle ingiustizie subite dall'autore della denuncia;

23.  prende atto delle informazioni fornite nel seguito dato alla risoluzione sul discarico per l'esercizio 2013 sull'uso degli strumenti di videoconferenza citata in precedenza; chiede di continuare a essere aggiornato in merito ai progressi compiuti in questo ambito; ritiene che l'uso della videoconferenza e di tecnologie simili consentirà al CESE di ridurre notevolmente i costi di viaggio e di riunione;

24.  nota che, rispetto al 2013, il numero delle riunioni in teleconferenza è raddoppiato; apprende dal CESE che lo strumento della videoconferenza è stato utilizzato per le riunioni che non richiedevano servizio di interpretazione; incoraggia il CESE a utilizzare efficacemente i corsi di lingue per far sì che sia necessario ricorrere in minor misura all'interpretazione, rendendo dunque più efficiente la sua attività;

25.  incoraggia il CESE a rafforzare la sua politica di informazione e comunicazione, così come la sua presenza sui social media;

26.  prende atto degli sforzi del CESE per migliorare la sua visibilità mediante un'efficace politica di informazione e di comunicazione; si dichiara d'accordo con l'approccio volto ad accrescere la cooperazione inter-istituzionale per migliorare la comunicazione e la visibilità, nonché con il rafforzamento della presenza dei membri delle istituzioni a livello nazionale, e invita il CESE a continuare a lavorare in questa direzione; guarda con favore, a questo proposito, a ogni nuovo sforzo atto a migliorare il flusso di informazioni, per ottemperare maggiormente, in questo modo, anche ai requisiti di trasparenza;

27.  prende atto con soddisfazione della tendenza al ribasso del tasso dei servizi di interpretazione richiesti e non utilizzati, sceso dal 5,1% del 2013 al 4,3% del 2014; si attende che i termini negoziati nell'ambito dell'accordo di cooperazione garantiscano un'ulteriore riduzione dei costi di interpretazione;

28.  trova sorprendente la riduzione dell'1% della traduzione esterna rispetto al 2013; si attende un'inversione di tendenza a seguito dell'attuazione dell'accordo di cooperazione che prevede una maggiore esternalizzazione della traduzione dopo il trasferimento al Parlamento di personale della traduzione;

29.  prende atto dei risultati conseguiti dal comitato interistituzionale della traduzione e dell'interpretazione che stabilisce una metodologia armonizzata che permette un confronto diretto dei costi di traduzione di tutte le istituzioni; accoglie con favore il fatto che il CESE fornisca dati secondo tale metodologia;

30.  deplora che nel 2014 sia stato necessario posticipare un importante evento; ribadisce i suoi inviti al CESE a pianificare meglio l'organizzazione dei suoi eventi interni;

31.  si compiace dell'inclusione nella relazione annuale di attività dei risultati e dell'esito dei casi chiusi dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode nel 2014;

32.  accoglie con favore la decisione del CESE di allegare alla relazione annuale di attività la sua politica immobiliare;

33.  prende atto della cooperazione fra il CESE e la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento, in particolare in relazione alla procedura di discarico.

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 373 del 10.11.2015, pag. 1.
(4) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6) Risoluzione del Parlamento europeo, del 29 aprile 2015, recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione IV – Comitato economico e sociale europeo (GU L 255 del 30.9.2015, pag. 128).


Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Comitato delle regioni
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione VII – Comitato delle regioni (2015/2160(DEC))
P8_TA(2016)0155A8-0132/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0205/2015)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio finanziario 2014, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti(4) nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0132/2016),

1.  concede il discarico al Segretario generale del Comitato delle regioni per l'esecuzione del bilancio del Comitato delle regioni per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, nonché al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione VII – Comitato delle regioni (2015/2160(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione VII – Comitato delle regioni,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0132/2016),

1.  rileva che, nella sua relazione annuale 2014, la Corte dei conti (la "Corte") ha constatato che, per il Comitato delle regioni (il "Comitato"), non sono emerse debolezze significative in merito agli aspetti sottoposti ad audit che riguardano le risorse umane e gli appalti;

2.  prende atto del fatto che la Corte ha stimato, sulla base del lavoro di audit svolto, che i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 per le spese amministrative e di altro genere delle istituzioni e degli organi sono, nell'insieme, esenti da errore significativo;

Gestione finanziaria e di bilancio

3.  osserva che nel 2014 il Comitato disponeva di un bilancio approvato di 87 600 000 EUR (87 373 000 EUR nel 2013), di cui 86 300 000 EUR in stanziamenti di impegno, con un tasso di utilizzo del 98,5%; si compiace dell'aumento del tasso di utilizzo nel 2014;

4.  osserva che l'obiettivo 4 della Direzione amministrazione e finanza - "garantire un efficace ambiente di controllo interno e monitorare l'attuazione dei regolamenti finanziari" - non è stato raggiunto per due dei tre indicatori d'impatto: il tasso di rendimento per la correzione degli impegni giuridici o di bilancio o dei pagamenti si situa al di sotto dell'obiettivo del 4%, mentre il numero di deroghe finanziarie è aumentato del 6% nel 2014, anziché diminuire del 3%;

5.  è preoccupato per l'aumento del numero di notifiche di deroga: 87 deroghe finanziarie e tre deroghe amministrative; sottolinea che queste tre deroghe amministrative si riferivano all'inosservanza di procedure interne; osserva che nel 2014 sono state concesse quattro deroghe (rispetto ad una nel 2013) in materia di norme sugli appalti/gestione dei contratti e che la maggior parte delle notifiche di deroga (58 su 81) si riferisce alla mancanza o all'insufficienza di impegni giuridici; chiede informazioni dettagliate sulle modalità in cui si sono verificate tali deroghe e sugli importi in questione; chiede entro la fine di giugno 2016 un rapporto completo sulle misure correttive adottate per prevenire situazioni analoghe;

6.  prende atto dei 13 storni tra linee di bilancio effettuati nel corso dell'esercizio 2014; è del parere che gli storni relativi al bilancio in materia di comunicazione dei gruppi politici e stampa nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea avrebbero potuto essere previsti nel bilancio approvato inizialmente;

Risparmi e spesa amministrativa

7.  sottolinea che il bilancio del Comitato è puramente amministrativo, e che gran parte dello stesso è utilizzata per spese relative a persone che lavorano all'interno dell'istituzione, mentre l'importo restante riguarda spese relative a immobili, mobilio e attrezzature nonché costi di funzionamento vari;

8.  rileva tuttavia che un importo totale di 8 277 556 EUR è stato speso nel 2014 solo per indennità di viaggio e di riunione per membri e membri supplenti del Comitato, oltre a 409 100 EUR per missioni e spese di viaggio del personale; considera il numero di missioni estremamente elevato (787), così come è elevata la spesa generata dai membri per indennità di viaggio e di riunione; ritiene che le missioni effettuate dai membri dovrebbero essere chiaramente descritte nella relazione annuale di attività (RAA), con spese dettagliate e un'analisi costi-benefici; sottolinea che il riferimento alle missioni dei membri è vago, impreciso e non fornisce dati chiari; esorta il Comitato a inserire sempre i dati relativi alle missioni dei membri nella sua RAA;

9.  ritiene troppo elevato l'importo totale di 9 594 089 EUR versato dal Comitato nel 2014 per le spese di locazione (locatori esterni); ricorda che, anche dopo il ritiro del contributo di 1 181 382 EUR del Comitato economico e sociale europeo (CESE), l'importo netto versato dal Comitato rimane superiore alla quota di contabilizzazione di questi canoni di locazione, la cui differenza viene registrata come spese immobiliari (852 464 EUR); sottolinea che gran parte delle passività del Comitato risulta da operazioni generate dagli edifici presi in locazione (95,6% nel 2014) e che, alla fine del 2014, il debito finanziario per canoni locativi era pari a 65 051 695 EUR ; invita il Comitato a individuare soluzioni in collaborazione con il Parlamento e la Commissione, come ad esempio l'ampio uso comune di edifici nonché sale di riunione e conferenze, al fine di ridurre i costi;

10.  chiede che la politica immobiliare del comitato sia allegata alla sua RAA, soprattutto perché è importante che i costi di tale politica siano adeguatamente razionalizzati e non eccessivi;

11.  prende atto dei risparmi effettuati nei servizi di interpretazione; deplora che la RAA del Comitato non abbia fornito informazioni approfondite in materia di utilizzo e tasso di cancellazione di servizi di interpretazione; chiede che tali dati siano inclusi nella RAA del Comitato per il 2015;

12.  rileva con soddisfazione che il Comitato ha incluso informazioni sui servizi di interpretazione non utilizzati nella sua RAA per il 2013; considera sia positivo il fatto che il tasso dei servizi di interpretazione non utilizzati sia sceso dal 3,23% nel 2012 al 2,51% nel 2013, e ritiene che il tasso possa ancora essere migliorato; invita il Comitato a pianificare meglio le sue riunioni;

13.  prende atto del maggior ricorso alle videoconferenze da parte del Comitato; deplora tuttavia il ritardo nell'utilizzo di attrezzature portatili di videoconferenza e chiede di essere informato sugli sviluppi nella RAA del Comitato per il 2015; rileva che, secondo il Comitato, lo strumento della videoconferenza è stato utilizzato in riunioni in cui non è necessaria l'interpretazione; incoraggia il Comitato ad utilizzare la formazione linguistica in modo efficace in modo da garantire che il ricorso all'interpretazione risulti meno necessario e quindi il lavoro del Comitato sia più efficiente ed efficace; invita il Comitato a fornire all'autorità di discarico un aggiornamento al riguardo entro la fine del 2016;

14.  sollecita l'ampio ricorso a videoconferenze e a ogni strumento affine onde ridurre significativamente i costi; non capisce come un numero così elevato di missioni in Grecia o in Italia (rispettivamente 77 e 125) si traduca in valore aggiunto per il cittadino di tali paesi o altri cittadini dell'Unione;

Cooperazione ed accordi

15.  si compiace dell'adozione della Carta della governance multilivello in Europa nel 2014, lanciata con l'impegno a sviluppare nuove forme di dialogo e partenariato tra tutte le autorità pubbliche all'interno dell'Unione, in modo da ottimizzare le politiche pubbliche, la spesa pubblica e incrementare i risultati della politica; chiede di essere informato su strategia e risultati del progetto;

16.  prende atto della firma di un accordo di cooperazione tra il Parlamento, il Comitato e il CESE il 5 febbraio 2014 allo scopo di sviluppare la cooperazione politica; osserva che è stato anche approvato un allegato in materia di cooperazione amministrativa;

17.  ritiene che vi sia ancora spazio per migliorare la collaborazione fra il Parlamento e il Comitato ai fini dell'accordo di cooperazione, in particolare per quanto riguarda gli aspetti politici; invita entrambe le istituzioni ad esaminare se si possano trovare ulteriori sinergie che migliorino la produttività nei settori oggetto dell'accordo di cooperazione e chiede di essere tenuto informato in merito agli sviluppi in materia; chiede che si stabiliscano disposizioni concrete e dettagliate di funzionamento dei servizi condivisi dal Parlamento, dal Comitato e dal CESE;

18.  chiede che sia effettuata un'inchiesta di soddisfazione ai membri del Comitato sui servizi prestati dai Servizi di ricerca parlamentare; chiede che si continui a tenerlo informato in merito agli sviluppi per quanto riguarda l'accordo di cooperazione;

19.  chiede una valutazione dettagliata per istituzione delle economie e dell'aumento delle spese di bilancio derivanti dall'accordo di cooperazione da inserire nella sua revisione a medio termine;

20.  rileva che, nel quadro dell'accordo di cooperazione il Comitato e il CESE hanno avuto un bilancio finanziario positivo nel 2014; osserva con preoccupazione che, nel quadro di detto accordo, sono stati trasferiti e 24 funzionari dal Comitato e 36 dal CESE, tutti provenienti dai Servizi di traduzione e per la maggior parte in età prossima alla pensione, con il risultato che entrambe le istituzioni conseguiranno notevoli risparmi nei capitoli del bilancio dedicati al personale (retribuzioni e pensioni) mentre le spese del Parlamento aumenteranno sensibilmente sia a breve (retribuzioni) che a lungo termine (pensioni);

21.  osserva che un nuovo accordo di cooperazione amministrativa bilaterale tra il Comitato e il CESE è stato firmato nel 2015; chiede di essere informato su detta cooperazione bilaterale nel quadro della valutazione intermedia;

22.  prende atto della cooperazione fra il Comitato e la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento, in particolare in relazione alla procedura di discarico;

Gestione delle risorse umane

23.  deplora che l'obiettivo 2 della Direzione della Traduzione – "migliorare i metodi di lavoro e ottimizzare la gestione delle risorse umane e finanziarie" – non sia stato raggiunto; esprime preoccupazione per lo scarso tasso di esecuzione della linea di bilancio 1420 (esternalizzazione di traduzione e strumenti di traduzione); rileva in particolare che il tasso di esecuzione del bilancio per molte delle linee relative alla traduzione è stato sensibilmente inferiore alla media degli anni precedenti;

24.  prende atto dei risultati conseguiti dal comitato interistituzionale della traduzione e dell'interpretazione che stabilisce una metodologia armonizzata che permette un confronto diretto dei costi di traduzione di tutte le istituzioni; accoglie con favore il fatto che il Comitato fornisca dati secondo tale metodologia;

25.  rileva la costante mancanza di donne nei quadri superiori all'interno del Comitato; chiede un piano per le pari opportunità da impostare rispetto alle posizioni gestionali, al fine di correggere al più presto questo squilibrio;

26.  si rammarica che meno del 35% degli amministratori sia costituito da donne mentre più del 60% del personale è composto da donne; sottolinea pertanto che soltanto il 28% dei quadri superiori è occupato da donne; invita il Comitato a correggere questa situazione di squilibrio riguardante le donne;

Gestione di appalti e contratti

27.  sottolinea che il comitato di revisione contabile ha analizzato le attuali pratiche del Comitato in materia di appalti e ha formulato raccomandazioni in merito al miglioramento dei circuiti finanziari, accompagnate da 15 misure volte a rafforzare i sistemi di controllo; chiede informazioni dettagliate in merito al gruppo di garanzia della qualità degli appalti e alla sua efficacia nonché una descrizione e un seguito delle raccomandazioni del comitato di revisione contabile al riguardo, entro la fine di giugno 2016;

28.  deplora che il numero di deroghe alle norme sugli appalti/alla gestione dei contratti sia aumentato da una nel 2013 a 4 nel 2014; osserva che tale deroga è dovuta a un errore procedurale nell'ambito di una procedura in cui il Comitato era associato al Parlamento nel quadro della continuità dei servizi informatici; chiede al Comitato di adottare le misure necessarie affinché una situazione di tal genere non torni a ripetersi; chiede al Comitato di affrontare senza indugio la questione in corso concernente tutte le notifiche di deroga dovute all'inosservanza delle disposizioni del regolamento finanziario o del suo regolamento interno; osserva tuttavia che il numero delle deroghe rappresenta soltanto lo 0,4% delle operazioni in questione;

Audit interno

29.  rileva che il comitato di audit, che è stato creato nel 2013, si è riunito due volte nel 2014; è preoccupato per i risultati del seguito dell'audit sulle prestazioni dei progetti informatici; ritiene che le prestazioni dei progetti e delle applicazioni in materia informatica costituiscano una carenza chiaramente identificata, per la quale poco o nulla è stato fatto; deplora vivamente che solo una delle 15 raccomandazioni dell'autorità di audit sia stata conclusa; chiede un'analisi di impatto di questi progetti informatici e del loro valore aggiunto per i cittadini dell'Unione entro la fine di giugno 2016;

30.  osserva con soddisfazione che 16 delle 18 raccomandazioni formulate dai revisori contabili in merito alla prestazione della comunicazione scritta esterna sono state concluse e che, stando alla seconda relazione di seguito, i rischi di mancanza di efficienza e di efficacia dovuti alle altre raccomandazioni in sospeso sono considerati bassi;

31.  prende atto dell'approvazione da parte del Segretario generale (nel 2015) dell'audit sull'adeguatezza del sistema di definizione dei diritti statutari e chiede informazioni supplementari sulle 19 raccomandazioni in materia di revisione delle procedure di sottodelega, miglioramento dell'analisi dei rischi in relazione ai risultati della verifica, definizione o revisione delle procedure e delle liste di controllo, applicazione della politica di formazione, pubblicazione delle decisioni in materia di nomine, trasferimento e status giuridico; esorta il Comitato ad elaborare entro la fine di giugno 2016 un piano d'azione concepito dal servizio sottoposto ad audit, che dovrebbe includere termini di attuazione delle necessarie misure correttive;

Norme in materia di denunce di irregolarità, conflitto di interessi e situazioni di "porte girevoli"

32.  accoglie con favore l'adozione da parte del Comitato di una decisione che stabilisce le norme in materia di denunce delle irregolarità(6), che è entrata in vigore il 1° gennaio 2016; ritiene tuttavia che ci sia voluto troppo tempo per stabilire tali norme; invita il Comitato a pubblicarle e ad informare l'autorità di discarico in merito allo stato di attuazione nella relazione annuale di attività; accoglie positivamente, tuttavia, il fatto che il Comitato delle regioni abbia collaborato strettamente con il Comitato economico e sociale europeo all'elaborazione delle loro regole interne sulle segnalazioni di illeciti, dal momento che hanno taluni servizi e personale in comune; accoglie inoltre positivamente il fatto che tali regole si applichino retroattivamente;

33.  ritiene inaccettabile che il Comitato stia esaminando lo stesso caso di denuncia di irregolarità dal 2003 e che, nonostante le sentenze del Tribunale della funzione pubblica del 2013(7) e del 2014(8), e la risoluzione di discarico del Parlamento del 29 aprile 2015(9), non vi si sia ancora conformato e non abbia riconosciuto come legittima l'azione del ricorrente o concluso definitivamente la vicenda; esorta il Comitato ad adottare tutte le misure necessarie per risolvere questa situazione senza ulteriore indugio e ad ammettere pubblicamente che quanto riportato dall'autore della denuncia era corretto, come affermato dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode e da altri organi dell'Unione; invita il Comitato ad informare il Parlamento in merito al caso della denuncia di irregolarità entro la fine del 2016;

34.  riconosce che, secondo il Comitato, non si sono verificate situazioni di conflitto di interessi nel corso dell'esercizio 2014; esorta il Comitato a pubblicare i CV e le dichiarazioni di interessi di tutti i membri e dei quadri superiori e ad adottare una politica interna e regole chiare in materia di prevenzione e gestione dei conflitti di interessi e situazioni di "porte girevoli", in conformità con le linee guida pubblicate dalla Commissione; auspica che il Comitato le trasmetta al Parlamento entro la fine di giugno 2016; auspica che il Comitato trasmetta al Parlamento tali CV, dichiarazioni di interessi e regole entro la fine di giugno 2016;

Prestazioni, pianificazione e gestione strategica globali

35.  prende atto degli sforzi e dei risultati del Comitato in termini di potenziamento della sua politica di informazione e comunicazione; esorta il Comitato a rafforzare la cooperazione interistituzionale, al fine di migliorare la comunicazione e la visibilità, nonché di aumentare la presenza dei membri delle istituzioni a livello nazionale; guarda con favore, a questo proposito, a ogni nuovo sforzo da parte del Comitato atto a migliorare il flusso di informazioni, per ottemperare maggiormente, in questo modo, anche ai requisiti di trasparenza;

36.  sottolinea che i rischi individuati durante gli audit e le analisi dei rischi che sono stati effettuati, in particolare nei settori della gestione finanziaria e delle questioni operative o organizzative, devono essere risolti senza indugio; chiede una presentazione dettagliata delle misure di mitigazione che il Comitato propone e un calendario chiaro per la loro attuazione, entro la fine di giugno 2016;

37.  chiede al Comitato di informare il Parlamento sulle azioni adottate al fine di promuovere la partecipazione dei cittadini dell'Unione, come ad esempio situazioni in cui si sono verificati scambi reciproci con i cittadini e il loro coinvolgimento e in cui sono stati ottenuti risultati diretti – misurabili, focalizzati e con un impatto visibile – grazie a tale partecipazione;

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 373 del 10.11.2015, pag. 1.
(4) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6)Decisione n. 508/2015 del Comitato delle regioni, del 17 dicembre 2015, recante norme in materia di denunce delle irregolarità.
(7) Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) del 7 maggio 2013, Robert McCoy/Comitato delle regioni dell'Unione europea (Causa F-86/11; ECLI:EU:F:2013:56).
(8) Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) del 18 novembre 2014, Robert McCoy/Comitato delle regioni dell'Unione europea (Causa F-156/12; ECLI:EU:F:2014:247).
(9) Risoluzione del Parlamento europeo del 29 aprile 2015 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Comitato delle regioni (GU L 255 del 30.9.2015, pag. 132).


Discarico 2014: bilancio generale dell'UE – Servizio europeo per l'azione esterna
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Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna (2015/2163(DEC))
P8_TA(2016)0156A8-0136/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0208/2015)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio finanziario 2014 corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99 e da 164 a 167,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0136/2016),

1.  concede all'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza il discarico per l'esecuzione del bilancio del Servizio europeo per l'azione esterna per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Servizio europeo per l'azione esterna, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna (2015/2163(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0136/2016),

1.  si compiace del fatto che il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) continui a eseguire il proprio bilancio senza essere interessato da errori rilevanti e che il livello di errori generale nel bilancio amministrativo sia stato stimato dalla Corte dei conti allo 0,5 %;

2.  rileva che la Corte non ha riscontrato debolezze significative nei sistemi selezionati e nella relazione annuale di attività;

3.  invita il SEAE a migliorare i propri sistemi di monitoraggio per un aggiornamento tempestivo dei dati sulla situazione personale dei propri dipendenti, che potrebbero influire sul calcolo degli assegni familiari; è preoccupato in relazione al fatto che le indennità per il personale costituivano un motivo di inquietudine ed erano soggette ad errori già negli esercizi precedenti; chiede che l'Ufficio di gestione e liquidazione dei diritti individuali effettui controlli più rigorosi in questo ambito per conto del SEAE;

4.  invita il SEAE a proseguire i suoi sforzi intesi a sostenere e monitorare l'attuazione delle norme e delle procedure in materia di appalti all'interno delle delegazioni, attraverso l'accesso a consulenza, formazione e orientamento a livello di sede centrale, in particolare per quanto riguarda gli appalti per i servizi di sicurezza;

5.  riconosce gli sforzi profusi per strutturare meglio i controlli ex-ante ed ex-post delle operazioni all'interno del SEAE; invita il SEAE, in tale contesto, a ridurre il tasso di errori riscontrato per gli impegni e i pagamenti sottoposti a verifica, attualmente stimato al 18 %;

6.  osserva che il bilancio definitivo della sede centrale del SEAE per l'esercizio 2014 ammontava a 518,6 milioni di euro – importo che rappresenta un aumento dell'1,9 % rispetto all'esercizio precedente – così ripartiti: 212,9 milioni di euro per la sede centrale del SEAE e 305,7 milioni di euro per le delegazioni dell'Unione; osserva che, in aggiunta al bilancio specifico del SEAE, la Commissione ha contribuito con 271 milioni di euro a titolo di compensazione per la gestione del personale della Commissione nella rete delle delegazioni;

7.  rileva che, per quanto riguarda la sede centrale del SEAE, il 65 % del bilancio è destinato al pagamento delle retribuzioni e di altri diritti del personale statutario ed esterno (138,2 milioni di euro), mentre il 14 % (ovvero 29,9 milioni di euro) è destinato agli immobili e alle spese accessorie nonché ai sistemi informatici (inclusi le attrezzature e i sistemi di informazione classificata, pari al 12,7 % (ovvero 27,1 milioni di euro));

8.  rileva che, per quanto riguarda le delegazioni dell'Unione, EUR 305,7 milioni erano suddivisi come segue: EUR 103,4 milioni (33,7 %) per le retribuzioni e altri diritti del personale statutario, EUR 59,8 milioni (19,6 %) per altri agenti e servizi esterni, EUR 19 milioni (6,2 %) per altre spese connesse al personale, EUR 103,1 milioni (33,8 %) per gli immobili e EUR 20,4 milioni (6, 7 %) per altri costi di funzionamento amministrativo;

9.  osserva che il SEAE è ormai interamente responsabile di tutti i costi amministrativi connessi al funzionamento delle delegazioni, ad eccezione delle delegazioni situate negli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP); ricorda che una procedura di bilancio adeguata e, in particolare, la semplificazione della struttura del bilancio continuano a rappresentare una sfida centrale nel breve periodo al fine di razionalizzare i circuiti finanziari e contribuire a consolidare il funzionamento del SEAE;

10.  invita il SEAE a ridurre la complessità e la rigidità derivanti dagli attuali meccanismi di bilancio per consentire un uso flessibile ma efficace del personale delle delegazioni nell'interesse dell'Unione;

11.  prende atto del nuovo organigramma e della corrispondente razionalizzazione della struttura, precedentemente caratterizzata da un numero molto elevato di dirigenti, a favore di un minor numero di livelli gerarchici; rileva tuttavia con rammarico che il quadro finanziario e amministrativo interno del SEAE continua a essere eccessivamente complesso e rigido; osserva che l'attuale struttura non consente al SEAE di reagire tempestivamente alle crisi e che, analogamente, il periodo di tempo necessario per accedere alle informazioni cruciali è molto lungo; invita il SEAE a preparare, in cooperazione con la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri, un'ulteriore riforma intesa a razionalizzare i suoi processi interni e a semplificare la sua struttura;

12.  continua a nutrire preoccupazione per i persistenti squilibri nella composizione dell'organico del SEAE in termini di genere e nazionalità; accoglie con favore i recenti progressi, ma osserva che gli squilibri di genere rimangono considerevoli, in particolare ai gradi più elevati e nelle posizioni direttive; si rammarica della bassa percentuale di posizioni di alta dirigenza nella sede centrale del SEAE (16 %) e di capi di delegazione (23 %) ricoperte da uno dei generi e auspica di vedere un miglioramento dell'equilibrio di genere nelle future relazioni annuali; ribadisce la propria preoccupazione in merito al numero sproporzionato di posti di grado elevato in seno al SEAE;

13.  esorta il SEAE a rivedere la formula di composizione del personale che stabilisce l'equilibrio tra il personale proveniente dagli Stati membri e dalle istituzioni dell'Unione; insiste sul fatto che tale formula dovrebbe applicarsi a tutti i livelli gerarchici, in particolare ai capi delegazione, tra i quali i diplomatici degli Stati membri sono fortemente sovrarappresentati, considerando che 59 dei 128 capi di delegazione provengono dagli Stati membri (ovvero il 46 %) – di cui solo 20 da Stati membri che sono entrati a far parte dell'Unione nel 2004, nel 2007 e nel 2013; ritiene che tale sovrarappresentazione invii un segnale negativo agli Stati membri che hanno aderito all'Unione a partire dal 2004; è dell'avviso che occorra garantire un migliore equilibrio in termini di rappresentanza tra gli Stati membri e le istituzioni dell'UE, nonché tra gli stessi Stati membri, al fine di rappresentare e rispecchiare la diversità dell'Unione;

14.  pone in evidenza che l'equilibrio geografico, ossia il rapporto tra la nazionalità del personale e le dimensioni degli Stati membri, dovrebbe continuare a rappresentare un elemento importante nella gestione delle risorse, in particolare per quanto riguarda gli Stati membri che hanno aderito all'Unione a partire dal 2004, che attualmente rappresentano il 18 % del personale di livello "amministratore" (AD) nella sede centrale e nelle delegazioni, a fronte di una proporzione della popolazione dell'Unione del 21 % – aspetto su cui si attendono ancora progressi;

15.  rileva che nel 2014 il SEAE ha ridotto di 17 posti il suo organico nella sede centrale, in attuazione dell'obiettivo di ridurre del 5 % il numero del personale;

16.  rileva che l'obiettivo statutario secondo il quale almeno un terzo del personale SEAE di livello AD dovrebbe essere costituito da diplomatici degli Stati membri è stato raggiunto nel 2013 e leggermente superato nel 2014 (33,8 %);

17.  rileva tuttavia il numero relativamente elevato di esperti nazionali distaccati dagli Stati membri (407 nel 2014: 350 nella sede centrale e 57 nelle delegazioni) e chiede ulteriori chiarimenti circa i loro diritti, i costi finanziari a carico del bilancio del SEAE e la potenziale esistenza di conflitti di interessi; ritiene che occorra sviluppare ulteriormente una politica chiara relativa agli esperti nazionali distaccati;

18.  sollecita il SEAE a proseguire il processo di riflessione che sta avendo luogo al suo interno sul futuro dei rappresentanti speciali dell'UE e il loro rapporto con gli inviati speciali e con il SEAE;

19.  sottolinea l'importanza di adottare provvedimenti per integrare maggiormente i rappresentanti speciali dell'UE nella struttura amministrativa e nell'alta dirigenza del SEAE, al fine di accrescere l'interazione e il coordinamento, sfruttare le sinergie e garantire l'efficacia in termini di costi; accoglie con favore gli sforzi profusi per rispondere alla necessità di una migliore integrazione dei rappresentanti speciali dell'UE e l'informazione secondo cui il SEAE sta negoziando con gli Stati membri su tale tema; chiede di essere informato in merito agli ulteriori progressi compiuti in questo ambito;

20.  sottolinea che la trasparenza e la responsabilità sono requisiti essenziali non solo per il controllo democratico, ma anche per un adeguato funzionamento e la credibilità delle missioni svolte sotto la bandiera dell'UE; ribadisce l'importanza attribuita dal Parlamento all'esercizio della sorveglianza sulle varie missioni e operazioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC);

21.  prende atto della creazione del Centro servizi condivisi quale strumento volto a migliorare il supporto centralizzato alle missioni civili PSDC e ai rappresentati speciali dell'Unione per quanto attiene alla logistica, agli appalti e agli aspetti amministrativi, nonché della rapidità dello spiegamento e dell'efficienza, sul piano dei costi, di tali missioni; osserva inoltre che è attualmente in via di creazione una piattaforma di sostegno alle missioni, senza tuttavia generare una duplicazione delle funzioni;

22.  accoglie con favore il fatto che i progetti di locazione in comune delle delegazioni dell'Unione con gli Stati membri abbiano continuato a essere sviluppati nel 2014 con la firma di 17 memorandum d'intesa in materia, portando così il numero totale di accordi di condivisione dei locali a 50; invita il SEAE a continuare su questa linea e a riferire regolarmente alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento al riguardo;

23.  evidenzia che i capi delegazione dell'Unione continuano a essere sovraccaricati di compiti amministrativi a causa dell'inflessibilità del regolamento finanziario; sostiene che i capi delegazione dovrebbero disporre di strumenti adeguati per gestire e controllare efficacemente le delegazioni senza generare eccessivi carichi amministrativi; accoglie con favore, in questo contesto, il dibattito sull'individuazione dei compiti che potrebbero essere eseguiti in remoto e sulla possibilità di creare centri regionali di supporto amministrativo, che alleggeriranno alcuni di questi oneri e che potrebbero essere parte di una più ampia soluzione futura; invita nuovamente il SEAE e la Commissione a considerare tutte le soluzioni a tale questione al fine di realizzare economie di scala;

24.  incoraggia il SEAE a rafforzare il coordinamento e il controllo della Cooperazione consolare del livello locale tra le ambasciate e i consolati degli Stati membri dell'Unione e a prendere ulteriormente in considerazione la possibilità di fornire servizi consolari attraverso le delegazioni dell'Unione; reitera il suo invito al SEAE affinché predisponga un'analisi dettagliata delle implicazioni finanziarie e dei risparmi che sarebbero ottenuti;

25.  esorta il SEAE a intensificare la cooperazione, il coordinamento e le sinergie delle attività tra le delegazioni dell'Unione e le ambasciate degli Stati membri all'estero;

26.  è preoccupato per l'efficienza e gli sforzi nel quadro dei lavori delle delegazioni dell'Unione all'estero; esorta il SEAE a portare avanti con regolarità il suo programma di valutazione delle delegazioni e a fornire, nella sua relazione annuale di attività, una sintesi delle principali debolezze e difficoltà riscontrate nel funzionamento delle delegazioni dell'Unione, sulla base del piano d'azione definito per ciascuna delegazione a seguito della missione di valutazione;

27.  ritiene che, durante l'assunzione e prima dell'inizio dell'incarico, occorra ricordare regolarmente ai capi delle delegazioni dell'Unione quali sono le loro funzioni in termini di responsabilità di gestione e sorveglianza per quanto riguarda l'affidabilità della gestione del portafoglio di operazioni della rispettiva delegazione (processi di gestione fondamentali, gestione dei controlli, adeguata comprensione e valutazione degli indicatori chiave di prestazione), e non concentrarsi unicamente sulla componente politica delle loro funzioni;

28.  osserva che otto delegazioni hanno emesso una dichiarazione di affidabilità con riserva a causa di questioni inerenti agli appalti, mancanza di risorse umane e/o vincoli estremamente rigorosi in materia di sicurezza a livello locale;

29.  ritiene che i capi delle delegazioni dell'Unione dovrebbero disporre di orientamenti chiari in relazione alle linee guida operative generali sulla definizione delle riserve e delle loro componenti, gli elementi da prendere in considerazione per formulare una riserva (come il livello dei rischi finanziari e di reputazione in gioco, le carenze operative, le restrizioni interne ed esterne individuate) e il relativo impatto sulla gestione delle operazioni di finanziamento e di pagamento; ricorda che tutte le eventuali riserve dovrebbero identificare chiaramente i processi che presentano carenze ricorrenti o temporanee ed essere al contempo correlate al funzionamento, all'adeguatezza e alle prestazioni dell'insieme delle norme di controllo interno (ICS);

30.  accoglie con favore l'efficace attuazione delle ICS come conclusione dell'indagine interna condotta nel 2014 presso la sede centrale del SEAE e le delegazioni, ad eccezione della questione della continuità operativa, che necessita ancora di rapidi miglioramenti nelle procedure di gestione; ritiene che sarebbe utile adottare un approccio globale e dinamico nel trattamento delle informazioni sulla gestione, gli indicatori di risultato e le norme di controllo interno, in quanto ciascun tipo di informazione, basata sulle buone prassi internazionali atte a conseguire gli obiettivi strategici e operativi chiaramente definiti, contribuisce alla qualità complessiva e all’esaustività delle procedure di gestione nonché all’efficacia ed efficienza della gestione delle politiche dell’Unione;

31.  invita il SEAE e EuropeAid a rafforzare la supervisione dei capi delle delegazioni dell'Unione operanti in veste di ordinatori sottodelegati per la Commissione, al fine di accrescerne la responsabilità nella catena globale dell'affidabilità mediante la presentazione di relazioni esaurienti e di qualità (la cosiddetta relazione sulla gestione degli aiuti esterni) nel quadro dell'elaborazione delle rispettive relazioni annuali di attività del SEAE e di EuropeAid;

32.  esorta il SEAE e EuropeAid ad assicurare che le delegazioni dell'Unione si adoperino attivamente per affrontare le carenze individuate nei programmi e nei progetti di assistenza esterna già nella fase di attuazione, di modo che i programmi e i progetti in corso raggiungano i loro obiettivi e siano evitati ritardi;

33.  invita la Commissione a intensificare gli sforzi per ridurre gli impegni da liquidare (RAL, RAC e RAP) e ad abbreviare la durata media di esecuzione dei progetti;

34.  accoglie con favore il fatto che, nel quadro della relazione sulla gestione dell'aiuto esterno (EAMR) riguardante l'anno 2015, siano stati pubblicati orientamenti migliori e più completi che rafforzano la supervisione dei capi delegazione e contemplano sia i requisiti in materia di affidabilità che gli obblighi di comunicazione;

35.  riconosce che le valutazioni dell'EAMR forniscono soltanto un'istantanea della situazione di ciascun progetto alla fine dell'esercizio e che il vero impatto delle difficoltà individuate potrà essere valutato solo al termine del progetto;

36.  accoglie con favore la firma dell'accordo amministrativo tra l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e il SEAE, conformemente al nuovo regolamento OLAF entrato in vigore;

37.  deplora il fatto che le norme e gli orientamenti operativi applicabili allo status di informatori non siano ancora stati finalizzati nel quadro della politica estera e di sicurezza comune; esorta il SEAE a mettere a punto e ad adottare tali norme entro la fine del 2016;

38.  ritiene che il SEAE e la Commissione dovrebbero sviluppare funzioni di supporto per agevolare lo spiegamento rapido, efficace e coerente delle missioni della PSDC, fornendo una formazione pre-schieramento per tutto il personale in materia di procedure e politiche dell’Unione e orientamenti completi sui compiti operativi, sfruttando al massimo gli insegnamenti tratti dalle precedenti missioni della PSDC, al fine di facilitare il trasferimento delle conoscenze e gli effetti sinergici tra le diverse missioni;

39.  invita il SEAE a rafforzare la responsabilità del suo principale strumento finanziario in Afghanistan, il Fondo fiduciario per l’ordine pubblico in Afghanistan gestito dal programma di sviluppo delle Nazioni Unite (e fondi fiduciari di donatori diversi in altri paesi terzi), che è criticato per la cattiva gestione e la mancanza di trasparenza; ribadisce inoltre la necessità di utilizzare tutti i canali di finanziamento adeguati per le future missioni della PSDC, compresi i fondi fiduciari dell'UE, in modo efficiente, al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi strategici della missione e la sana gestione finanziaria;

40.  sottolinea che alcune missioni PSDC comportano costi considerevoli legati alla sicurezza; pone nel contempo in evidenza che un ambiente di lavoro sicuro è essenziale per attuare efficacemente i progetti e assumere personale qualificato; invita il SEAE a tener conto delle spese legate alla sicurezza nel bilancio della missione, onde assicurare risorse finanziarie sufficienti per l'esecuzione dell'effettivo mandato della missione;

41.  invita il SEAE e la Commissione a prestare particolare attenzione alle procedure relative agli appalti e alle risorse umane, al fine di garantire che rispondano alle esigenze operative della PSDC; sottolinea che l’attuazione dei progetti ha risentito a causa di procedure di appalto farraginose che hanno portato a risultati insoddisfacenti;

42.  incoraggia il SEAE, al fine di migliorare la sostenibilità dei risultati della missione della PSDC, a garantire che gli aspetti della sostenibilità siano tenuti in considerazione nella pianificazione operativa di tutte le attività di missione, valutando sistematicamente le necessità e le capacità locali per sostenere quanto realizzato;

43.  invita il SEAE e la Commissione a coordinare in modo più approfondito e in anticipo le missioni PSDC con gli altri sforzi dell'Unione, le altre missioni bilaterali e gli sforzi internazionali aventi obiettivi simili; chiede a tale proposito una maggiore cooperazione e un maggior coordinamento tra l’Unione e i suoi Stati membri attraverso la promozione di sinergie;

44.  ribadisce la necessità di migliorare la cooperazione tra gli Stati membri nell'ambito della politica estera e di sicurezza al fine di ridurre i costi; sottolinea come ciò sia di cruciale importanza affinché gli Stati membri siano in grado di rispondere in maniera risoluta alle sfide comuni nel campo della sicurezza in un periodo in cui tali sfide sono decisamente in aumento;

45.  osserva con rammarico che al SEAE mancano ancora una strategia e una visione globali per l'istituzione, il che rende difficile reagire con tempestività agli eventi imprevisti in un mondo in rapido sviluppo; chiede al SEAE di chiarire la sua visione per il futuro al fine di dare un orientamento alla sua missione altrimenti realizzata in maniera non adeguata, nonché di assicurare un sostegno di elevata qualità alle istituzioni dell'Unione e agli Stati membri per lo sviluppo della politica estera; invita a tale proposito il SEAE a sviluppare le competenze su questioni globali come i cambiamenti climatici e la sicurezza energetica;

46.  esorta il SEAE e la Commissione a dare seguito agli insegnamenti tratti dal caso EULEX in stretta collaborazione con il Parlamento, esaminando congiuntamente le modalità per dare attuazione alle raccomandazioni contenute nella relazione Jacqué, commissionata dall'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e per affrontare eventuali questioni in sospeso;

47.  invita la Corte dei conti a inserire nella sua prossima relazione annuale un esame del seguito dato dal SEAE alle raccomandazioni formulate dal Parlamento nella presente risoluzione.

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 373 del 5.11.2015, pag. 1.
(4) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


Discarico 2014: bilancio generale dell'UE - Mediatore europeo
PDF 320kWORD 72k
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione VIII – Mediatore europeo (2015/2161(DEC))
P8_TA(2016)0157A8-0121/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0206/2015)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio finanziario 2014, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0121/2016),

1.  concede il discarico al Mediatore europeo per l'esecuzione del bilancio del Mediatore europeo per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione VIII – Mediatore europeo (2015/2161(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione VIII – Mediatore europeo,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0121/2016),

1.  rileva con soddisfazione che la Corte dei conti, nella sua relazione annuale 2014, ha osservato di non aver individuato debolezze significative riguardo agli aspetti sottoposti ad audit relativi alle risorse umane e agli appalti per quanto concerne il Mediatore europeo (il "Mediatore");

2.  sottolinea che la Corte dei conti, sulla base del lavoro di audit svolto, ha concluso che i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 per le spese amministrative e di altra natura delle istituzioni e degli organismi sono, nell'insieme, privi di errori rilevanti;

3.  sottolinea che il bilancio del Mediatore è puramente amministrativo e nel 2014 ammontava a 9 857 002 EUR (9 731 371 EUR nel 2013), di cui 7 977 702 EUR assegnati al titolo 1 (spese relative alle persone appartenenti all'istituzione), 1 346 800 EUR al titolo 2 (immobili, materiale e spese varie di funzionamento) e 532 500 EUR al titolo 3 (spese risultanti dall'esecuzione da parte dell'istituzione di compiti specifici);

4.  osserva che, degli stanziamenti complessivi, il 97,87% è stato impegnato (rispetto al 98,20% nel 2013) e il 93,96% pagato (rispetto al 91,82% nel 2013), con un tasso di esecuzione del 97,87% (rispetto al 98,20% per il 2013) che rappresenta una diminuzione del tasso di esecuzione;

5.  prende atto di un particolare aumento degli impegni assunti nel 2014 nei confronti dei membri dell'istituzione; chiede al Mediatore di fornire una descrizione esaustiva di tali importi nella sua relazione sul seguito dato al discarico del 2014;

6.  si compiace del fatto che, in linea con la sua nuova strategia "Verso il 2019", il Mediatore ha condotto indagini di propria iniziativa, adottando un approccio più sistemico alle questioni complesse di sua competenza; ritiene che si tratti di uno strumento efficace e invita il Mediatore a tenere l'autorità di discarico informata circa l'impatto di tali indagini e a identificare chiaramente le mansioni del coordinatore; rileva, tuttavia, che la priorità del Mediatore dovrebbe essere quella di rispondere alle denunce dei cittadini entro un lasso di tempo ragionevole e che le indagini di propria iniziativa non dovrebbero, in alcun caso, pregiudicare tale obiettivo;

7.  si compiace della creazione di un nuovo posto designato come "coordinatore delle indagini di propria iniziativa"; lo considera un passo avanti verso una maggiore efficienza e invita il Mediatore a riferire all'autorità di discarico in merito ai risultati, all'impatto e all'efficenza del nuovo posto;

8.  invita l'ufficio del Mediatore a rispettare il principio di trasparenza, in particolare per quanto riguarda la chiara individuazione e attribuzione di responsabilità, e ad aggiornare regolarmente il suo sito web, affinché rispecchi fedelmente l'organigramma dell'istituzione;

9.  rileva che la strategia "Verso il 2019" ha introdotto nuovi indicatori chiave di performance (KPI) con obiettivi estremamente precisi e che in base al quadro di valutazione dei KPI, alcuni di questi obiettivi non sono stati raggiunti; osserva, a tale proposito, che il Mediatore ha ottenuto risultati inferiori in termini di percentuale delle indagini archiviate entro 12 e 18 mesi, come pure in termini di percentuale dei casi in cui la decisione sull'ammissibilità è adottata entro un mese; invita il Mediatore a elaborare una strategia volta ad attenuare eventuali carenze potenziali a tal riguardo e a tenere informata l'autorità di discarico su un eventuale evoluzione della situazione;

10.  si compiace del fatto che il rapporto tra il numero di indagini concluse e quello di indagini in corso abbia raggiunto il livello più alto mai conseguito alla fine dell'esercizio precedente (2013) con un risultato di 1,4 indagini concluse per ogni indagine in corso, rispetto all'obiettivo prefissato di 1,1; mette in risalto la riduzione della percentuale di indagini concluse entro 12 e 18 mesi nel 2014; prende atto che secondo il Mediatore la nuova strategia "Verso il 2019", che comprende tra l'altro la conduzione di indagini di propria iniziativa, ha inciso sul numero dei casi archiviati; chiede al Mediatore di spiegare chiaramente detto impatto all'autorità di discarico nella prossima relazione sul seguito dato al discarico;

11.  sottolinea che il numero di denunce estranee all'ambito di competenza del Mediatore permane assai elevato, in particolare da parte dei cittadini di alcuni Stati membri, come la Spagna e la Polonia, una situazione che è certamente fonte di grande frustrazione per i cittadini nei confronti delle istituzioni dell'Unione in generale e del Mediatore in particolare; invita in tal senso il Mediatore a migliorare la sua politica d'informazione e di comunicazione e a instaurare una cooperazione più intensa, fluida e regolare con la rete europea dei difensori civici e con i difensori civici nazionali e regionali onde evitare siffatte situazioni;

12.  rileva che sulla scorta del quadro di valutazione dei KPI, il grado di soddisfazione del personale del Mediatore è stato inferiore al previsto; riconosce che ciò sia ascrivibile per lo più ai cambiamenti fondamentali intervenuti presso la struttura del Mediatore e che nel frattempo sono state apportate diverse misure correttive; invita il Mediatore a continuare ad adoperarsi per garantire un grado elevato di soddisfazione del personale;

13.  accoglie con favore la relazione annuale di attività presentata dal Mediatore per la sua struttura ottimale, la sua chiarezza e la sua facilità di lettura; plaude all'intensificazione della sua strategia di comunicazione esterna e alla maggiore presenza sui social media;

14.  si attende che il Mediatore prosegua nel proprio impegno volto a rendere la relazione annuale di attività coerente ed esaustiva, in considerazione della sua importanza quale strumento di valutazione del suo operato;

15.  prende atto dell'elevato numero di missioni del personale del Mediatore tra Bruxelles e Strasburgo (212 in totale per un costo di 126 000 EUR, cui si aggiungono circa 60 000 EUR per il tempo di lavoro perso durante i viaggi); incoraggia il Mediatore a ridurre per quanto possibile il numero di missioni del proprio personale e ad avvalersi al massimo delle videoconferenze e di altri strumenti tecnici affini, sull'esempio di altre istituzioni, al fine di evitare trasferte inutili e ridurre sensibilmente i costi; ricorda altresì al Mediatore l'impatto ambientale delle emissioni di CO2 generate da tali trasferte e che è pertanto importante che si assuma le proprie responsabilità al riguardo e riferisca al Parlamento sui progressi compiuti;

16.  esprime preoccupazione per la politica di selezione del personale del Mediatore, anche per quanto riguarda le procedure d'urgenza per contratti di breve durata che sono stati coperti direttamente da ex tirocinanti; deplora che nel 2014 siano stati assunti tre agenti temporanei che non avevano superato alcuna procedura di selezione; invita il Mediatore ad adeguare con urgenza i criteri di selezione del personale ai criteri di qualità, trasparenza, obiettività e pari opportunità della funzione pubblica europea;

17.  accoglie con favore i progressi compiuti dal Mediatore nel 2015 per migliorare l'equilibrio di genere; sottolinea, tuttavia, che dai dati disponibili per il 2014 emergono a tutt'oggi forti disparità soprattutto nei posti AST (21/9) e nelle funzioni direttive (9/2) e insiste sull'importanza di fissare obiettivi a medio termine che permettano di conseguire il necessario equilibrio e di continuare a impegnarsi attivamente in tal senso;

18.  chiede al Mediatore, ai fini di una maggiore trasparenza, di includere nella relazione annuale di attività una tabella riassuntiva di tutte le risorse umane, ripartite per nazionalità, genere e grado; lo invita inoltre a rispondere alle interrogazioni del Parlamento in materia di pensioni, come già fanno le altre istituzioni;

19.  rinnova l'invito rivolto lo scorso anno al Mediatore a indicare nella sua relazione annuale di attività per il 2015 la quota dei servizi di interpretazione richiesti ma non utilizzati nel 2014;

20.  si compiace dei risparmi realizzati sulle linee di bilancio relative alla traduzione e alle pubblicazioni;

21.  ribadisce il proprio invito al Mediatore a includere nella sua relazione annuale di attività, conformemente alle norme in vigore sulla riservatezza e la protezione dei dati, i risultati e le conseguenze dei casi archiviati dall'OLAF in cui l'indagine ha riguardato il Mediatore o membri del suo personale;

22.  prende atto dei calcoli del Mediatore, secondo cui sarebbe possibile risparmiare 195 000 EUR se l'istituzione avesse un'unica sede; tiene conto del fatto che la sede del Mediatore è vincolata alla sede del Parlamento, ragion per cui reputa necessario coinvolgere il Mediatore nell'eventuale discussione sulla centralizzazione della sede del Parlamento; sottolinea la necessità di promuovere attivamente tale centralizzazione.

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 373 del 5.11.2015, pag. 1.
(4) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


Discarico 2014: bilancio generale dell'UE – Garante europeo della protezione dei dati
PDF 249kWORD 69k
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati (2015/2162(DEC))
P8_TA(2016)0158A8-0109/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0207/2015)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0109/2016),

1.  concede il discarico al Garante europeo della protezione dei dati per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Garante europeo della protezione dei dati, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati (2015/2162(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0109/2016),

1.  prende atto delle conclusioni della Corte dei conti (la "Corte"), secondo le quali i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 riguardanti le spese amministrative e di altra natura del Garante europeo della protezione dei dati (il "Garante") non presentano, nell'insieme, errori rilevanti e i sistemi di supervisione e controllo esaminati per quanto riguarda le spese amministrative e di altra natura si sono rivelati efficaci;

2.  rileva che, nella sua relazione annuale sull'esecuzione del bilancio del Garante per l'esercizio 2014 (la "relazione della Corte), la Corte ha osservato che non sono state individuate debolezze significative riguardo agli aspetti sottoposti ad audit relativamente alle risorse umane e agli appalti del Garante;

3.  prende atto che nel 2014 la dotazione stanziata complessivamente a favore del Garante era pari a 8 012 953 EUR (rispetto a 7 661 409 EUR nel 2013), e che il tasso di esecuzione era pari al 92% (rispetto all'84,7 % nel 2013); si compiace di tale miglioramento;

4.  deplora che nella relazione annuale di attività del 2014 del Garante fosse indicato che la relazione della Corte è soggetta a riservatezza;

5.  sottolinea che il bilancio del Garante è puramente amministrativo e che gran parte dello stesso è utilizzata per spese relative a persone che lavorano all'interno dell'istituzione, mentre l'importo restante riguarda spese relative a immobili, mobilio e attrezzature nonché costi di funzionamento vari;

6.  rileva che tutte le raccomandazioni in sospeso del servizio di audit interno sono state completate nel 2014, anche quella concernente la sicurezza dei dati contenuti nei reclami;

7.  osserva che, a seguito delle raccomandazioni dell'audit interno e conformemente al piano di audit interno strategico del Garante, per la prima volta è stato adottato un piano per gli appalti per l'esercizio 2014; incoraggia il Garante a rafforzare la sua autonomia finanziaria;

8.  si rammarica che il Garante non abbia messo a disposizione informazioni complete sulla sua politica in materia di conflitto di interessi; esorta il Garante a rispettare le norme di cui all'articolo 16 dello statuto dei funzionari, a stabilire regole chiare e vincolanti sul fenomeno delle "porte girevoli" in conformità degli orientamenti pubblicati dalla Commissione, nonché a mettere a disposizione del Parlamento tali informazioni nella relazione annuale di attività del 2015;

9.  prende atto del fatto che nel 2015 il Garante ha adottato una decisione sulle norme interne concernenti la denuncia di irregolarità; chiede al Garante di includere tali informazioni nella relazione annuale di attività del 2015 e di garantire il pieno rispetto dell'articolo 22 quater dello statuto dei funzionari, entrato in vigore il 1° gennaio 2014;

10.  rileva che sono disponibili informazioni alquanto limitate sulle procedure di appalto e i criteri di selezione dei contraenti; osserva che sul sito web del Garante è pubblicata solo una decisione di aggiudicazione d'appalto del 2014; invita il Garante a inserire sul sito web e nella relazione annuale di attività del 2015 un elenco di tutti gli appalti aggiudicati a cui ha preso parte, anche se avviati da altre istituzioni, nonché delle relative procedure e dei criteri di selezione;

11.  prende atto dell'accordo raggiunto alla fine del 2015 dal Parlamento europeo e dal Consiglio in merito al nuovo quadro giuridico sulla protezione dei dati, proposto dalla Commissione il 25 gennaio 2012;

12.  ribadisce il suo invito a essere informato sull'utilizzo delle infrastrutture di videoconferenza nel 2014; accoglie con favore la notizia dell'impiego di nuovi dispositivi, come VoxBox del Parlamento;

13.  appoggia l'utilizzo di indicatori chiave di prestazione per valutare l'efficienza nell'uso delle risorse; invita il Garante a continuare a fornire il quadro di valutazione nella sua relazione annuale di attività;

14.  ribadisce la sua richiesta avanzata l'anno scorso affinché la politica immobiliare del Garante sia allegata alla sua relazione annuale di attività, soprattutto perché è importante che i costi di tale politica siano adeguatamente razionalizzati e non risultino eccessivi; invita pertanto il Garante a illustrare all'autorità di discarico, nella relazione annuale di attività del 2015, la propria politica immobiliare;

15.  rinnova la sua richiesta avanzata l'anno scorso di prevedere una tabella completa di tutte le risorse umane a disposizione del Garante, con una ripartizione in funzione del grado, del genere e della nazionalità; osserva che detta tabella dovrebbe figurare automaticamente nella relazione annuale di attività del Garante; invita pertanto il Garante a fornire al Parlamento, nella relazione annuale di attività del 2015, una tabella completa di tutte le risorse umane come descritto nel presente paragrafo;

16.  osserva che nel 2014 gli stanziamenti destinati a missioni, viaggi e altre spese accessorie dei membri e del personale sono rimasti immutati; invita il Garante a ridurre dette spese, ove possibile, senza pregiudicare il ruolo dell'istituzione;

17.  invita il Garante a fornire nella sua relazione annuale di attività, entro la fine di maggio 2016, informazioni dettagliate sulle missioni effettuate dai suoi membri e dal suo personale, inclusi i costi di ciascuna missione;

18.  prende atto dei tagli alle linee di bilancio relative alla traduzione, alle pubblicazioni e alle attività del Garante.

(1) GU L 51 del 20.2.2014.
(2) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.
(3) GU C 373 del 10.11.2015, pag. 1.
(4) GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


Discarico 2014: prestazioni, gestione finanziaria e controllo delle agenzie dell'UE
PDF 259kWORD 91k
Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio delle agenzie dell'Unione europea per l'esercizio 2014: prestazioni, gestione finanziaria e controllo (2015/2205(DEC))
P8_TA(2016)0159A8-0080/2016

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio delle agenzie dell'Unione europea per l'esercizio 2014,

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che l'accompagnano (SWD(2015)0194, SWD(2015)0195),

–  viste le relazioni annuali specifiche(1) della Corte dei conti sui conti annuali delle agenzie decentrate per l'esercizio 2014,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(2), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(4), in particolare l'articolo 110,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0080/2016),

A.  considerando che la presente risoluzione contiene, per ciascun organismo di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012, le osservazioni orizzontali che accompagnano le decisioni di discarico in conformità dell'articolo 110 del regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione e dell'articolo 3 dell'allegato V del regolamento del Parlamento;

1.  ribadisce l'importanza dei compiti svolti dalle agenzie e il loro impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini dell'Unione; ribadisce altresì l'importanza dell'autonomia delle agenzie, in particolare di quelle di regolamentazione e di quelle la cui funzione consiste nel raccogliere informazioni in maniera indipendente; ricorda che le agenzie sono state istituite principalmente con lo scopo di effettuare valutazioni tecniche o scientifiche indipendenti;

2.  rileva, sulla base della sintesi delle risultanze degli audit annuali del 2014 della Corte dei conti riguardo alle agenzie e ad altri organismi dell'Unione (la "sintesi della Corte"), che il bilancio 2014 delle agenzie è pari a circa 1,9 miliardi di EUR, il che rappresenta un calo del 5 % circa rispetto al 2013 e l'1,4% circa del bilancio generale dell'Unione; sottolinea che il 63% circa (1,2 miliardi di EUR) proviene dai finanziamenti dell'Unione, mentre il resto sono introiti da diritti o altre fonti;

3.  prende nota del fatto che le agenzie occupano 6 578 funzionari permanenti e agenti temporanei, ossia un aumento dello 0,64% rispetto all'esercizio precedente e il 14% del totale dei funzionari dell'Unione autorizzati nell'ambito del bilancio generale dell'Unione; osserva inoltre che prestano servizio presso le agenzie circa 3 200 addetti facenti parte del personale contrattuale o del personale distaccato; sottolinea che l'aumento numerico del personale si è verificato in primo luogo in quelle agenzie alle quali sono stati assegnati compiti aggiuntivi, in quelle che hanno la responsabilità di sorvegliare l'industria finanziaria, e nelle agenzie esecutive con responsabilità aggiuntive nell'ambito di Orizzonte 2020 o di altri programmi;

Approccio comune e tabella di marcia della Commissione

4.  ricorda che nel luglio 2012 il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno adottato un orientamento comune sulle agenzie decentrate ("orientamento comune"), che costituisce un accordo politico concernente la futura gestione e riforma delle agenzie; prende atto che la Commissione è responsabile del seguito dato a tale accordo;

5.  prende atto della relazione della Commissione sui progressi compiuti nell'attuazione dell'approccio comune nonché degli sforzi che la Commissione e le agenzie decentrate hanno compiuto congiuntamente e che hanno portato a progressi comprovati; ritiene che, in tal modo, saranno garantiti una governance più equilibrata, un'efficienza e una responsabilità migliorate nonché una maggiore coerenza; apprende inoltre dalla rete delle agenzie dell'Unione (la "Rete") che le agenzie hanno progredito bene in termini di attuazione delle azioni previste dall'approccio comune, raggiungendo un tasso di completamento delle azioni rilevanti per la tabella di marcia specifiche per agenzia del 99%;

6.  si compiace, in tal senso, degli orientamenti pubblicati dalla Commissione, in consultazione con le agenzie, sugli indicatori di prestazioni per la valutazione dei risultati ottenuti dai direttori esecutivi delle agenzie, come pure degli orientamenti elaborati dalla Commissione per l'adozione delle misure di attuazione delle agenzie inerenti all'assunzione di personale permanente; si attende che tali orientamenti aiutino le agenzie a snellire i processi e quindi a risparmiare tempo e risorse;

Gestione finanziaria e di bilancio

7.  ricorda che il principio dell'annualità è, insieme a quello dell'unità e a quello del pareggio, uno dei tre principi di bilancio fondamentali che sono indispensabili per garantire un'esecuzione efficace del bilancio dell'Unione; rileva, sulla base della sintesi della Corte, che l'elevato livello di riporti di stanziamenti impegnati all'esercizio successivo resta la questione più frequente in tema di gestione finanziaria e di bilancio e che tale problema riguarda 28 agenzie; sottolinea tuttavia che i riporti sono spesso motivati, in tutto o in parte, dal carattere pluriennale dei programmi operativi delle agenzie e non mettono necessariamente in luce carenze nella pianificazione di bilancio e nell'attuazione, né contrastano sempre con il principio dell'annualità del bilancio; riconosce che i riporti risultanti da questi programmi operativi sono in molti casi ampiamente previsti dalle agenzie e comunicati alla Corte dei conti, il che facilita l'esplicita distinzione tra riporti previsti e non previsti;

8.  prende atto del fatto che l'alto livello di annullamenti degli stanziamenti riportati da esercizi precedenti è stato riscontrato dalla Corte dei conti in otto casi; osserva che tali annullamenti indicano che gli stanziamenti riportati erano basati su una stima eccessiva del fabbisogno o che non erano comunque giustificati; esorta tali agenzie ad adottare misure volte a evitare tale problema in futuro; apprende dalla Rete che il livello degli annullamenti è indicativo della misura in cui le agenzie hanno correttamente anticipato il loro fabbisogno finanziario ed è un indicatore della corretta pianificazione di bilancio migliore di quanto non sia il livello dei riporti di stanziamenti; apprende dalla Rete che le agenzie interessate hanno attuato diverse misure volte a migliorare i loro sistemi di sorveglianza del bilancio e affrontare la questione;

9.  ricorda alle agenzie che il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 (regolamento finanziario quadro) prevede che entro il 1° luglio di ogni anno sia trasmessa alla Commissione, alla Corte dei conti e all'autorità di discarico una relazione annuale di attività consolidata che combina le informazioni provenienti dalle relazioni annuali di attività, dalle relazioni di audit interno ed esterno nonché dalle relazioni finanziarie; invita le agenzie che non l'hanno già fatto a includere nelle loro relazioni annuali di attività consolidate informazioni dettagliate sugli audit interni ed esterni;

10.  apprende dalla Rete che l'attuazione pratica del regolamento finanziario quadro da parte delle agenzie costituisce in molti casi un ostacolo a una spesa di bilancio semplificata ed efficiente, in particolare nell'ambito degli appalti, della programmazione pluriennale, della gestione indiretta delle sovvenzioni e della complessa documentazione richiesta per il consolidamento contabile; invita la Commissione e la Rete a valutare ulteriormente la possibilità di semplificazione delle norme, tenendo conto delle diverse esigenze delle agenzie;

11.  constata con soddisfazione che i conti finali di tutte le agenzie decentrate presentano un'immagine fedele, sotto tutti gli aspetti rilevanti, della loro situazione finanziaria al 31 dicembre 2014 e dei risultati delle operazioni e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, conformemente alle disposizioni dei regolamenti finanziari applicabili e alle norme contabili adottate dal contabile della Commissione;

12.  osserva con soddisfazione che, per tutte le agenzie decentrate, le operazioni su cui sono basati i conti annuali per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;

13.  esprime preoccupazione per il fatto che alcune agenzie sono finanziate in parte dalle tariffe pagate dall'industria, qualora tali legami finanziari pregiudichino la loro indipendenza; invita tutte le agenzie ad adottare misure volte a tutelare l'indipendenza delle loro attività interne ed esterne;

Cooperazione tra le agenzie e con altre istituzioni – servizi condivisi e sinergie

14.  apprende dalla Rete che il 93% delle agenzie ha affermato di condividere servizi con altre agenzie e istituzioni; osserva che il 75% delle agenzie ha concluso accordi di cooperazione, accordi di lavoro e memorandum d'intesa volti alla cooperazione con altre agenzie, istituzioni e con altri Stati membri; prende nota del fatto che gli accordi generali sono attuati su base annuale e con un numero maggiore di singole azioni concrete nel settore dei servizi amministrativi e dei servizi operativi specifici; incoraggia le agenzie a condividere altri servizi laddove ciò porti a risparmi sui costi e a una maggiore efficienza; sottolinea che, laddove i servizi vengono condivisi, i costi dovrebbero essere divisi in modo equo tra le agenzie o le istituzioni partecipanti onde evitare che una parte debba accollarsi l'intero costo del servizio;

15.  suggerisce al Parlamento, al Consiglio e alla Commissione di valutare la possibilità di ubicare tutte le nuove agenzie eventualmente necessarie in futuro nelle immediate vicinanze di altre agenzie, di modo che possano condividere i servizi più facilmente;

16.  prende atto del parere della Rete relativo all'accorpamento delle agenzie; ricorda che spetta al gruppo di lavoro interistituzionale sulle agenzie decentrate valutare le efficienze al riguardo; incoraggia la Commissione ad avviare un'analisi dell'impatto a lungo termine dell'accorpamento delle agenzie decentrate che operano nel medesimo ambito politico generale o che svolgono compiti simili;

17.  accoglie con favore gli orientamenti relativi alle procedure di appalto tra agenzie e alla partecipazione delle agenzie alle procedure di appalto condotte dalla Commissione; riconosce che la creazione di sinergie e di procedure di appalto comuni nel quadro dell'approccio comune comporta benefici non solo per le agenzie ma anche per la Commissione; si rammarica, in tale contesto, che la Commissione intenda iniziare a imporre alle agenzie costi amministrativi per i suoi servizi; ricorda alla Commissione che le agenzie sono a carico del medesimo bilancio dell'Unione e che tali costi potrebbero portare a una minore partecipazione alle procedure di appalto comuni; invita la Commissione a riconsiderare l'imposizione alle agenzie di costi per le procedure di appalto condotte dalla Commissione;

Gestione delle risorse umane

18.  ricorda che il paragrafo 27 dell'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(5) chiede una riduzione progressiva del personale pari al 5% per tutte le istituzioni, gli organi e le agenzie, da effettuarsi tra il 2013 e il 2017; prende nota del fatto che gran parte delle agenzie hanno già conseguito o superato l'obiettivo di riduzione del 5% sulla base delle rispettive tabelle dell'organico del 2012; ricorda che la Commissione ha iniziato ad attuare la riduzione del 5% nella sua tabella dell'organico del 2013, basando il calcolo sul livello dei posti del 2012; osserva che la Commissione ha applicato nelle agenzie un prelievo supplementare del 5% del personale al fine di creare una riserva di riassegnazione da cui attingere per ridistribuire i posti alle agenzie a cui sono stati conferiti nuovi compiti o in fase di avvio; invita la Commissione a condurre un'analisi SWOT sul mandato delle agenzie e sui programmi di lavoro annuali, allo scopo di decidere con cognizione di causa quali agenzie necessitano di personale aggiuntivo e quali non ne hanno bisogno;

19.  ribadisce la posizione del Parlamento in materia di procedura di bilancio secondo la quale il personale finanziato dai diritti provenienti dall'industria e, di conseguenza, non finanziato dal bilancio dell'Unione non dovrebbe essere interessato dal taglio annuale dell'1% applicato dall'Unione; esorta la Commissione a trattare le agenzie finanziate principalmente dal bilancio dell'Unione come un caso a parte e proporre un quadro specifico per le agenzie finanziate principalmente dall'industria che dovrebbe essere in proporzione ai servizi forniti dall'agenzia in questione;

20.  incoraggia le agenzie a perseguire l'equilibrio di genere nelle posizioni direttive di alto livello; osserva che in alcune agenzie le relative statistiche sono particolarmente insoddisfacenti; invita la Rete a fornire all'autorità di discarico una relazione dettagliata sulle misure adottate per garantire l'equilibrio di genere fra gli alti dirigenti in tutte le agenzie decentrate; esorta inoltre gli Stati membri a perseguire l'equilibrio di genere nella nomina dei membri dei consigli di amministrazione;

Conflitti di interesse e trasparenza

21.  apprende dalla Rete che oltre l'80% di tutte le agenzie decentrate dispone di una strategia antifrode; osserva che delle quattro agenzie rimanenti, tre dovevano elaborare e adottare una strategia antifrode durante il 2016 mentre la quarta, l'Ufficio europeo di polizia, applica i principi e le norme definiti nella strategia di lotta antifrode della Commissione, insieme a un forte modello finanziario che comporta continue attività di verifica ex ante ed ex post; prende nota del fatto che tutte le strategie adottate tengono conto della metodologia e degli orientamenti dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode in materia di strategie antifrode;

22.  prende atto del parere dalle agenzie secondo cui la fiducia dei cittadini dell'Unione nelle istituzioni, negli organi e negli organismi dell'Unione è della massima importanza; rileva che le agenzie hanno introdotto un certo numero di misure e strumenti concreti per affrontare in modo adeguato i rischi reali e presunti di conflitti di interesse; invita le agenzie a valutare una strategia per avvicinare i cittadini dell'Unione; osserva che tutte le agenzie hanno già adottato politiche in materia di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse che sono in linea con gli orientamenti della Commissione relativi alla prevenzione e alla gestione dei conflitti di interesse nelle agenzie decentrate dell'UE; osserva che tali politiche includono, tra le altre, misure volte a individuare rischi potenziali fin dalle prime fasi, l'individuazione delle migliori prassi in altre entità quali la Commissione, altre agenzie e l'Ufficio europeo per la lotta antifrode nonché politiche in materia di conflitti di interesse per il personale e i collaboratori non statutari; invita le agenzie a valutare i vantaggi e gli svantaggi di disporre di regolamenti comuni in materia di conflitti di interesse;

23.  chiede un miglioramento generale nell'ambito della prevenzione e della lotta contro la corruzione nel settore pubblico, in particolare in seno alle istituzioni e agenzie dell'Unione, mediante un approccio olistico, a cominciare da un migliore accesso pubblico ai documenti e da norme più rigorose in materia di conflitti d'interesse, l'introduzione o il rafforzamento dei registri per la trasparenza e la messa a disposizione di sufficienti risorse per le misure di applicazione della legge, nonché attraverso una migliore cooperazione tra gli Stati membri e con i paesi terzi interessati;

24.  osserva con preoccupazione che alcune agenzie devono ancora adottare orientamenti in materia di segnalazione di irregolarità; chiede che tutte le istituzioni e agenzie dell'Unione che non lo hanno ancora fatto adottino con urgenza norme interne in merito alle segnalazioni di illeciti e applichino un approccio comune ai loro obblighi, incentrato sulla protezione degli autori di segnalazioni; invita le istituzioni e le agenzie a dedicare particolare attenzione alla protezione di chi denuncia irregolarità nel quadro della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione illeciti, che sarà adottata nel prossimo futuro; invita la Commissione a promuovere una legislazione su un livello minimo di protezione degli autori di segnalazioni nell'Unione; invita le istituzioni e le agenzie a fare tutto il possibile non solo per obbligare formalmente i funzionari a segnalare irregolarità di ogni tipo, ma anche per prevedere una protezione adeguata degli autori di segnalazioni; invita le istituzioni e le agenzie ad applicare senza indugio l'articolo 22 quater dello statuto dei funzionari;

25.  apprende dalla Rete che 16 agenzie (il 52%) fanno uso di gruppi di esperti, panel e comitati scientifici e quasi tutte le agenzie tengono conto delle preoccupazioni sollevate nell'ambito dell'indagine di propria iniziativa del Mediatore europeo (OI/6/2014/NF) aperta il 12 maggio 2014 e riguardante le politiche di assunzione di tali gruppi; esorta coloro che non hanno ancora tenuto conto di tali fattori a procedere senza indugio in tal senso; invita le agenzie ad applicare le nuove norme che dovrebbero essere adottate dalla Commissione sui gruppi di esperti;

26.  prende nota del fatto che 29 agenzie (oltre il 90%) hanno adottato politiche sulla pubblicazione dei CV e delle dichiarazioni di interessi dei membri del consiglio di amministrazione, del personale direttivo e degli esperti esterni e interni; osserva inoltre che 23 agenzie (il 74%) pubblicano i CV e le dichiarazioni di interessi sui loro siti web; osserva con preoccupazione che alcune delle agenzie hanno problemi a pubblicare i CV o le dichiarazioni di interessi dei membri del consiglio di amministrazione, dal momento che non vi è alcun meccanismo che imponga ai membri di fornire tali documenti; esorta i membri dei consigli di amministrazione delle agenzie che non hanno ancora fornito i documenti che confermano l'assenza di conflitti di interesse a fornire tali documenti affinché siano pubblicati sui siti web delle rispettive agenzie onde promuovere la trasparenza;

27.  chiede che tutte le istituzioni e le agenzie dell'Unione applichino l'articolo 16 dello statuto dei funzionari pubblicando ogni anno informazioni sui funzionari d'inquadramento superiore che hanno lasciato il servizio, nonché un elenco dei conflitti di interesse; chiede che tutte le istituzioni e le agenzie dell'Unione valutino la compatibilità delle occupazioni successive al servizio presso le istituzioni dell'Unione o le situazioni in cui dipendenti pubblici ed ex deputati al Parlamento europeo passano dal settore pubblico a quello privato (la questione delle "porte girevoli") e la possibilità di conflitti d'interesse, e definisca specifici periodi di incompatibilità, che dovrebbero coprire almeno il periodo per il quale sono concesse le indennità transitorie;

28.  sottolinea la necessità di rafforzare l'integrità e migliorare il quadro etico applicando meglio i codici di condotta e i principi etici, così da rafforzare una comune ed efficace cultura dell'integrità in tutte le istituzioni e le agenzie dell'Unione;

29.  invita le istituzioni e le agenzie dell'Unione che hanno introdotto codici di condotta, tra cui il Parlamento, a rafforzare le loro misure di attuazione, come le verifiche delle dichiarazioni di interessi finanziari;

30.  invita tutte le agenzie a utilizzare il quadro che sarà istituito dal nuovo accordo interistituzionale relativo a un registro obbligatorio per la trasparenza e a servirsene per orientare la loro interazione con le organizzazioni e i soggetti operanti in proprio coinvolti nella definizione e attuazione delle politiche dell'Unione, ai fini di una maggiore trasparenza delle attività di lobbying;

Prestazioni

31.  osserva che il principio del "rapporto costo-benefici" e del "valore aggiunto dell'Unione" vale anche nel caso delle agenzie e dovrebbe assicurare che i cittadini siano ben informati dei risultati delle attività delle agenzie; constata che è importante conseguire risultati; sottolinea che molte agenzie non includono esplicitamente nelle loro relazioni annuali, in modo responsabile, informazioni sull'efficacia ed efficienza delle loro attività; ribadisce che è importante che la Rete diventi membro del nuovo gruppo di lavoro interistituzionale sulla performance al fine di raggiungere un'intesa comune sui principi di bilancio basati sulle prestazioni e orientati ai risultati, nonché individuare possibili miglioramenti dei modelli di performance attualmente applicati nelle agenzie; chiede che la Corte dei conti fornisca una valutazione della performance e dei risultati delle agenzie in tempo utile per il riesame del quadro finanziario pluriennale nel 2016;

Comunicazione e visibilità

32.  apprende dalla Rete che quasi tutte le agenzie hanno dichiarato sul loro sito web di essere agenzie dell'Unione, ad eccezione dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, che dichiara di essere un organismo consultivo indipendente per il Parlamento, il Consiglio e la Commissione; osserva inoltre che il 50% delle agenzie ha pubblicato informazioni sul suo sito web in tutte le lingue dell'Unione, quattro agenzie hanno fornito informazioni in 23 lingue dell'Unione, il 22% offre informazioni in almeno due lingue e il 9% delle agenzie ha siti web disponibili solo in inglese, anche se alcune hanno manifestato l'intenzione di aggiungere il tedesco; riconosce inoltre che un approccio pienamente multilingue per tutte le agenzie non è attualmente realizzabile, dal momento che richiederebbe risorse aggiuntive; invita le agenzie a valutare l'uso di strumenti dei social media, sondaggi e gruppi di riflessione per analizzare l'opinione pubblica e valutare come migliorare le loro strategie di comunicazione in futuro;

33.  prende atto della dichiarazione della Rete secondo cui le agenzie sono fortemente impegnate ad aumentare la loro presenza sui social media; prende nota del fatto che solo poche agenzie non sono ancora presenti sui social media ma queste si sono impegnate a esserlo nel prossimo futuro; osserva che le attività promozionali presenti sui social media includono relazioni, eventi, opportunità lavorative e appalti; constata inoltre che le attività sui social media sono integrate ad altri strumenti di comunicazione delle agenzie;

34.  invita le agenzie a rafforzare ulteriormente i propri sforzi e a migliorare le loro strategie di comunicazione per allargare la propria visibilità attraverso i vari strumenti dei social media, onde incrementare la sensibilizzazione in merito alle loro attività e ai loro risultati e garantire che i cittadini siano correttamente informati in merito al proprio lavoro;

Altre osservazioni

35.  osserva che, sulla base dei contributi delle agenzie, la Commissione ha elaborato linee guida contenenti disposizioni standard per accordi relativi alla sede tra agenzie decentrate e Stati membri ospitanti; osserva che, a gennaio 2016, quattro agenzie sono ancora in fase di negoziazione con i loro Stati membri ospitanti, rispetto a 10 agenzie nello scorso esercizio; ribadisce l'importanza di tali accordi per il funzionamento e la sicurezza delle agenzie; esorta le agenzie e gli Stati membri che non hanno ancora concluso un accordo relativo alla sede a precedere senza indugio in tal senso;

36.  richiama l'attenzione sull'importanza degli aspetti sociali dell'accordo sulle sedi delle agenzie raggiunto con i paesi ospitanti, come ad esempio la prevedibilità delle condizioni di vita e di lavoro del personale (rette scolastiche, questioni relative allo status ecc.);

37.  rileva con preoccupazione che alcune agenzie continuano ad avere una doppia sede e ritiene che sia necessario eliminare al più presto le doppie sedi che siano prive di un qualunque valore aggiunto operativo;

38.  invita le istituzioni e gli organi dell'Unione ad applicare rigorosamente le misure riguardanti il potere di discrezione e di esclusione negli appalti pubblici, svolgendo in ciascun caso verifiche appropriate riguardo ai precedenti, e ad applicare i criteri di esclusione al fine di non ammettere le imprese in caso di conflitto d'interessi, poiché ciò è essenziale per tutelare gli interessi finanziari dell'Unione;

39.  ricorda alla Corte dei conti che il Parlamento, il Consiglio e la Commissione hanno concordato, al paragrafo 54 dell'orientamento comune, che tutti gli aspetti degli audit esterni commissionati a terzi "rimangono sotto la piena responsabilità della Corte dei conti europea, che gestisce tutte le procedure amministrative e d'appalto necessarie"; chiede alla Commissione di confermare urgentemente se l'orientamento comune è ancora applicabile; esprime profondo rammarico per il fatto che il nuovo approccio di audit, a cui partecipano revisori del settore privato, abbia portato a un aumento dell'85% degli oneri amministrativi in capo alle agenzie, il che equivale a oltre 13 000 di ore supplementari o a una media di 3,5 equivalenti a tempo pieno rispetto all'audit precedente gestito dalla Corte dei conti; si rammarica che il tempo dedicato alle procedure di appalto e alla gestione dei contratti di audit abbia creato oltre 1 400 ore/persona di lavoro aggiuntivo per le agenzie decentrate, e che nel 2014 le spese aggiuntive totali per gli audit esterni del settore privato siano state pari a 550 000 EUR; invita la Corte dei conti a fornire ai revisori privati orientamenti migliori per ridurre sensibilmente gli aumentati oneri amministrativi;

40.  invita tutte le istituzioni e le agenzie dell'Unione a migliorare le loro procedure e pratiche per la tutela degli interessi finanziari dell'Unione e a contribuire attivamente a un processo di discarico orientato ai risultati;

41.  suggerisce al Parlamento, al Consiglio e alla Commissione di valutare la possibilità di accorpare le agenzie più piccole che svolgono compiti simili o correlati; sostiene che ciò permetterebbe di realizzare risparmi in termini di efficienza a lungo termine;

42.  afferma che le relazioni annuali delle istituzioni e delle agenzie dell'Unione potrebbero svolgere un ruolo importante ai fini della conformità in materia di trasparenza, responsabilità e integrità; invita le istituzioni e le agenzie dell'Unione a includere un capitolo standard su tali aspetti nelle relazioni annuali;

43.  prende atto della contemporanea pubblicazione delle tabelle di marcia che danno avvio alla revisione dei regolamenti che istituiscono le tre agenzie tripartite dell'Unione, vale a dire CEDEFOP, EU-OSHA ed Eurofound; sottolinea che le revisioni dovrebbero preservare il ruolo fondamentale di queste agenzie altamente rispettabili e la loro natura tripartita, assicurando la partecipazione attiva delle autorità nazionali, dei sindacati e dei rappresentanti dei datori di lavoro alla loro governance e al loro funzionamento;

44.  ribadisce che le discussioni, tenute in seno alle commissioni competenti del Parlamento, relative ai progetti di programma di lavoro annuale e alle strategie pluriennali delle agenzie contribuiscono a garantire che tali programmi e strategie rispecchino le reali priorità politiche, ma sottolinea la necessità di adeguare il ciclo annuale di bilancio dell'Unione alla strategia Europa 2020, per poter essere in grado di monitorare pienamente e riferire esaustivamente sui risultati di ciascuna agenzia nel contesto del loro contributo al conseguimento degli obiettivi della suddetta strategia;

45.  riconosce la buona prassi della collaborazione tra le agenzie nei settori delle condizioni di vita e di lavoro, della formazione professionale e della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro, che ottimizza le sinergie e la cooperazione e garantisce una maggiore complementarità; accoglie altresì con favore lo scambio di buone prassi tra la Commissione e le agenzie e le incoraggia a proseguirli;

o
o   o

46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alle agenzie soggette a questa procedura di discarico, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 1.
(2) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(3) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(4) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(5) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


Discarico 2014: Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER)
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia per l'esercizio 2014 (2015/2191(DEC))
P8_TA(2016)0160A8-0087/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia relativi all'esercizio 2014,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia relativi all'esercizio finanziario 2014 corredata della risposta dell'Agenzia(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 12 febbraio 2016 sullo scarico da dare all'Agenzia sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05584/2016– C8-0089/2016),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 713/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia(4), in particolare l'articolo 24,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013 , che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0087/2016),

1.  concede il discarico al direttore dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia sull'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al direttore dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulla chiusura dei conti dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia per l'esercizio 2014 (2015/2191(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia relativi all'esercizio 2014,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia relativi all'esercizio finanziario 2014 corredata della risposta dell'Agenzia(7),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(8), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 12 febbraio 2016 sullo scarico da dare all'Agenzia sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05584/2016– C8-0089/2016),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(9), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 713/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia(10), in particolare l'articolo 24,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(11),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013 , che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(12), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0087/2016),

1.  constata che i conti annuali definitivi dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia si presentano quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia per l'esercizio 2014;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia per l'esercizio 2014 (2015/2191(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia per l'esercizio 2014,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0087/2016),

A.  considerando che, stando ai suoi rendiconti finanziari, il bilancio definitivo dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia (l'"Agenzia") per l'esercizio 2014 ammontava a 10 880 000 EUR, il che rappresenta una diminuzione dell'8,80% rispetto al 2013; che l'intera dotazione dell'Agenzia proviene dal bilancio dell'Unione;

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Agenzia per l'esercizio 2014 (la "relazione della Corte"), dichiarava di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Agenzia, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti;

Seguito dato al discarico del 2013

1.  apprende che, in base alla relazione della Corte, per quanto riguarda due osservazioni formulate nella relazione della Corte per il 2012 e classificate come "in corso" nella relazione della Corte per il 2013, sono state intraprese azioni correttive e che entrambe le raccomandazioni risultano attualmente "completate" nella relazione della Corte; osserva inoltre che, in merito alle tre osservazioni formulate nella relazione della Corte per il 2013, sono state intraprese azioni correttive e che due osservazioni risultano attualmente "completate" mentre una risulta "non applicabile";

2.  prende atto che, in base a quanto indicato dall'Agenzia:

   a fine anno un'elevata liquidità di 5 500 000 EUR, risultante in parte da proventi di un bilancio rettificativo connesso all'attuazione del regolamento (UE) n. 1227/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(13) ("REMIT"), è stata pareggiata nel 2014 e ridotta a 3 300 000 EUR a fine 2014; osserva con soddisfazione che la relazione della Corte indica che l'azione di follow-up è "completata";
   la sua strategia rivista sulla prevenzione e la gestione dei conflitti d'interessi è stata adottata dal consiglio di amministrazione dell'Agenzia il 31 gennaio 2015; apprende inoltre che la nuova strategia si applica al personale dell'Agenzia, ai membri e ai sostituti di tutti e tre i consigli dell'Agenzia, ai presidenti e ai vicepresidenti del gruppo di lavoro dell'Agenzia (GLA) e ai responsabili della Task Force, che sono in grado di dirigere le attività del GLA;
   i curriculum vitae e le dichiarazioni d'interessi dei membri del consiglio di amministrazione dell'Agenzia, dei presidenti e dei vicepresidenti del GLA nonché dei responsabili della Task Force sono stati pubblicati in gran parte sul sito web dell'Agenzia; invita l'Agenzia a esaminare e pubblicare senza indugio i curriculum vitae e le dichiarazioni d'interessi rimanenti, come previsto nella sua strategia;

Gestione finanziaria e di bilancio

3.  osserva che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi durante l'esercizio 2014 hanno avuto come risultato un tasso di esecuzione del bilancio del 95%, portando al conseguimento dell'obiettivo previsto dall'Agenzia e rappresentando una riduzione del 2,53% rispetto al 2013; rileva inoltre che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato del 69,84%, il che corrisponde a un aumento del 14,84% rispetto al 2013; reputa che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento sia inferiore all'obiettivo dell'Agenzia fissato al 75%, principalmente a causa del rinnovo o della negoziazione dei contratti annuali dell'Agenzia verso la fine dell'anno e a seguito della natura pluriennale dell'attuazione del REMIT;

4.  esprime rammarico per il fatto che non sia stato raggiunto un accordo in merito a un contributo nei confronti dell'Agenzia da parte dei paesi dell'Associazione europea di libero scambio, in quanto il terzo pacchetto energetico non è stato ancora incluso nell'accordo sullo Spazio economico europeo;

Impegni e riporti

5.  constata che i riporti relativi al titolo II, stanziamenti per spese amministrative, sono ammontati a 980 000 EUR, pari al 41% degli stanziamenti per spese amministrative di cui al titolo II; rileva inoltre che tali riporti erano connessi principalmente agli studi per l'attuazione del REMIT nonchè ai contratti annuali rinnovati verso la fine dell'anno;

6.  prende atto del fatto che un totale di 1 570 000 EUR degli stanziamenti impegnati per il titolo III è stato riportato al 2015, il che rappresenta il 62% degli stanziamenti d'impegno per le spese operative; osserva inoltre che il tasso dei riporti del titolo III è stato ridotto del 29 % rispetto al 2013; sottolinea inoltre che tali riporti erano connessi principalmente alla complessa attività pluriennale dell'attuazione del REMIT, il cui regolamento di esecuzione (UE) n. 1348/2014(14) è stato adottato il 17 dicembre 2014;

7.  riconosce che, in base alla relazione della Corte, l'Agenzia ha effettuato due pagamenti di prefinanziamento alla fine del 2014 derivanti dagli stanziamenti ricevuti tramite un bilancio rettificativo alla fine del 2013 per un importo di 1 560 000 EUR; rileva che tali pagamenti erano connessi a contratti per la fornitura di servizi relativi al REMIT nel periodo dal 2015 al 2017; prende atto del fatto che l'Agenzia ha dovuto sospendere parzialmente l'attuazione del REMIT poiché l'adozione del regolamento REMIT ha avuto luogo più tardi rispetto a quanto inizialmente previsto; apprende che tali pagamenti consentiranno all'Agenzia di finanziare le sue future attività connesse al REMIT e i contratti aggiudicati come inizialmente previsto; sottolinea, tuttavia, che sebbene l'attuazione del REMIT sia caratterizzata da complessità e da una natura pluriennale, i riporti elevati e i pagamenti di prefinanziamento sono in contraddizione con il principio di annualità del bilancio; osserva che l'Agenzia dovrebbe continuare a migliorare la pianificazione e l'esecuzione del suo bilancio annuale;

Procedure di appalto e di assunzione

8.  rileva con soddisfazione che l'Agenzia ha adottato nell'aprile 2014 la sua strategia rivista per quanto concerne le procedure di assunzione e le attività dei comitati di selezione; constata, inoltre, che tale strategia prevede condizioni specifiche per le prove scritte e orali, nonché disposizioni rigorose per garantire l'anonimato dei candidati; apprende dall'Agenzia che tale strategia garantisce un passo in avanti nel suo impegno per la trasparenza e la parità di trattamento del personale;

Controlli interni

9.  constata che l'esame dell'Agenzia relativo allo stato dell'attuazione delle norme di controllo interno ("NCI") non presentava carenze significative nel 2014; riconosce inoltre che, in seguito alla revisione dello stesso, l'Agenzia reputa di essere conforme ai requisiti minimi alla base di tutte le norme di controllo interno; invita l'Agenzia a continuare a rafforzare i propri controlli interni e a garantire che i controlli introdotti funzionino in modo efficace e contribuiscano al raggiungimento dei suoi obiettivi;

Audit interno

10.  osserva che il servizio di audit interno della Commissione ("SAI") ha effettuato un audit dell'Agenzia conformemente al piano di audit strategico 2013-2015 della stessa per quanto concerne la tematica "Sviluppo di orientamenti quadro e parere in materia di codici di rete"; prende atto del fatto che nel corso dell'audit il SAI ha individuato i settori da migliorare e ha emanato una raccomandazione classificata come "molto importante" nonchè cinque raccomandazioni classificate come "importanti";

11.  rileva che, in risposta alle raccomandazioni formulate dal SAI, l'Agenzia ha predisposto un piano d'azione per risolvere le lacune individuate; osserva che il SAI ha appoggiato il piano d'azione in quanto affronta in modo adeguato i rischi individuati;

12.  osserva che 10 delle 11 raccomandazioni formulate dal SAI nel suo audit del 2013 sono chiuse, mentre una raccomandazione contrassegnata come "importante" nell'audit relativo al 2013 è contrassegnata come "parzialmente attuata" e da completare nel corso dell'anno 2015;

Prestazioni

13.  prende atto del fatto che l'Agenzia ha riesaminato il suo sistema di indicatori chiave di prestazione, con cui ha introdotto una distinzione tra indicatori di prestazione e indicatori chiave di prestazione, onde conferire alla dirigenza un'indicazione più chiara in merito al raggiungimento degli obiettivi generali dell'Agenzia; osserva che il nuovo sistema doveva essere applicato nel 2015, nel quadro della nuova struttura del programma di lavoro dell'Agenzia;

14.  accoglie con favore il fatto che, al fine di registrare e tenere traccia delle operazioni di bilancio, l'Agenzia utilizzi l'ABAC, lo stesso sistema finanziario utilizzato dalla Commissione, integrato con il sistema SAP come applicazione di back-end per la parte contabile;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interessi e trasparenza

15.  afferma che le relazioni annuali dell'Agenzia potrebbero svolgere un ruolo importante per la conformità in materia di trasparenza, responsabilità e integrità; invita l'Agenzia a includere un capitolo standard su tali elementi nella sua relazione annuale;

Altre osservazioni

16.  evidenzia che, secondo l'accordo sulla sede tra l'Agenzia e lo Stato membro ospitante, è prevista l'istituzione di una Scuola europea nello Stato membro ospitante; deplora che, dopo oltre quattro anni dall'entrata in vigore dell'accordo, non sia stata realizzata alcuna Scuola europea; prende atto della comunicazione dell'Agenzia secondo cui il governo dello Stato membro ospitante sta valutando le necessarie modifiche e disposizioni giuridiche per giungere a una soluzione ottimale; incoraggia l'Agenzia e lo Stato membro ospitante a risolvere tale questione e invita l'Agenzia a informare l'autorità di discarico in merito alla situazione dei negoziati;

17.  sottolinea la necessità di rafforzare l'integrità e migliorare il quadro etico applicando meglio i codici di condotta e i principi etici, così da rafforzare una comune ed efficace cultura dell'integrità;

o
o   o

18.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 28 aprile 2016(15) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 18.
(2) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 18.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 1.
(5) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 18.
(8) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 18.
(9) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(10) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 1.
(11) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(12) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(13) Regolamento (UE) n. 1227/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, concernente l'integrità e la trasparenza del mercato dell'energia all'ingrosso (GU L 326 dell'8.12.2011, pag. 1.).
(14) Regolamento di esecuzione (UE) n. 1348/2014 della Commissione (GU L 363 del 18.12.2014, pag. 121).
(15) Testi approvati, P8_TA(2016)0159.


Discarico 2014: Ufficio dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (Ufficio BEREC)
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Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esercizio 2014 (2015/2192(DEC))
P8_TA(2016)0161A8-0093/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche relativi all'esercizio 2014,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche relativi all'esercizio finanziario 2014, corredata della risposta dell'Ufficio(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 12 febbraio 2016 sullo scarico da dare al comitato di gestione dell'Ufficio dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05584/2016 – C8-0090/2016),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 1211/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Ufficio(4), in particolare l'articolo 13,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013 , che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0093/2016),

1.  concede il discarico al comitato di gestione dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche sull'esecuzione del bilancio dell'Ufficio per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al comitato di gestione dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulla chiusura dei conti dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esercizio 2014 (2015/2192(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche relativi all'esercizio 2014,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche relativi all'esercizio finanziario 2014, corredata della risposta dell'Ufficio(7),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(8), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 12 febbraio 2016 sullo scarico da dare al comitato di gestione dell'Ufficio dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05584/2016 – C8-0090/2016),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(9), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 1211/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Ufficio(10), in particolare l'articolo 13,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(11),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013 , che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(12), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0093/2016),

1.  constata che i conti annuali definitivi dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche si presentano quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esercizio 2014;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al comitato di gestione dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esercizio 2014 (2015/2192(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche per l'esercizio 2014,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0093/2016),

A.  considerando che, stando ai suoi rendiconti finanziari, il bilancio definitivo dell'Organismo dei relatori europei delle comunicazioni elettroniche (in appresso "l'Ufficio") per l'esercizio 2014 ammontava a 4 162 874 EUR, importo che rappresenta un aumento del 17% rispetto al 2013; che tale incremento è dovuto principalmente all'inclusione delle entrate con destinazione interna degli anni precedenti,

B.  considerando che, stando ai suoi rendiconti finanziari, il contributo complessivo dell'Unione al bilancio dell'Ufficio per il 2014 ammontava a 3 617 948 EUR, importo che rappresenta un aumento dell'1,74 % rispetto al 2013;

C.  considerando che la Corte dei conti, nella sua relazione sui conti annuali dell'Ufficio per l'esercizio 2014 (in appresso "la relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Ufficio per l'esercizio 2014 nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti;

Seguito dato al discarico 2013

1.  apprende dall'Ufficio che:

   al fine di garantire una corretta esecuzione del suo bilancio, nonché del suo programma di lavoro annuale, esso ha introdotto una dettagliata procedura di monitoraggio mensile che ha portato a un miglioramento dei tassi di esecuzione del bilancio;
   a seguito dell'audit di follow-up dell'applicazione delle norme di controllo interne (NCI) effettuato dal servizio di audit interno della Commissione (SAI), l'Ufficio ha modificato la propria politica di sicurezza delle informazioni, al fine di affrontare le carenze individuate; prende atto con soddisfazione dell'elaborazione di un accordo sul livello dei servizi (ALS) fra l'Ufficio e l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA), che dovrebbe ridurre i rischi legati alla sicurezza delle informazioni dell'Ufficio;
   L'Ufficio ha intrapreso più azioni al fine di migliorare il processo di rimborso degli esperti e di ridurre le carenze individuate e relative ai pagamenti in ritardo; accoglie con favore l'introduzione di indicatori chiave di performance in tutte le fasi del processo, nonché la formazione supplementare degli attori del circuito finanziario e, in particolare, prende atto con soddisfazione dell'esternalizzazione di una parte del processo all'Ufficio della Commissione di gestione e liquidazione dei diritti individuali (PMO), cosa che ha accelerato la procedura generale di rimborso;

Gestione finanziaria e di bilancio

2.  osserva con soddisfazione che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi nel corso dell'esercizio 2014 si sono tradotti in un tasso di esecuzione del bilancio del 97,91%, con un incremento dell'8,36% rispetto all'esercizio 2012; rileva inoltre che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento era pari al 75,66%, con una diminuzione dello 0,92% rispetto al 2013;

Impegni e riporti

3.  prende atto con soddisfazione, dalla relazione della Corte, che il livello complessivo degli stanziamenti di impegno, dall'87% nel 2013, è passato al 98% nel 2014; osserva tuttavia che il livello degli stanziamenti di impegno riportati è aumentato a 900 000 EUR (23%), rispetto ai 500 000 EUR (13%) nel 2013, principalmente a seguito delle attività operative dell'Ufficio, come ad esempio studi in corso sulle comunicazioni elettroniche;

Storni di bilancio

4.  apprende dall'Ufficio che nel corso del 2014 ha effettuato una certa quantità di storni di bilancio, modificando notevolmente la struttura del bilancio iniziale, per finanziare il fabbisogno supplementare di spese operative; rileva in particolare che gli storni hanno principalmente riguardato progetti quali "Net Neutrality Study" e "BEREC net"; rileva che nel 2014, al momento della preparazione del bilancio, il completamento di detti progetti non era certo;

Procedure di appalto e di assunzione

5.  accoglie con favore il fatto che nel 2014, per la prima volta dalla sua istituzione, l'Ufficio abbia organizzato una procedura di appalto pubblico per "Net Neutrality Study" sul valore della neutralità della rete per i consumatori dell'Unione; rileva che i risultati finali dello studio devono essere utilizzati come input per il programma di lavoro dell'Ufficio;

6.  prende atto con soddisfazione del fatto che la piena capacità in termini di personale è stata raggiunta alla fine del 2014; rileva inoltre che nel 2014 l'Ufficio ha organizzato 11 procedure di assunzione e completato due procedure di assunzione avviate nel corso dell'anno precedente; riconosce che le opportunità di distacco, difficili da coprire, sono state interamente coperte entro la fine del 2014;

Prevenzione e gestione dei conflitti d'interesse e trasparenza

7.  rileva che l'Ufficio è stato incaricato di gestire tutti i documenti creati nel corso delle attività del BEREC, insieme al mantenimento del registro pubblico dei documenti, a causa della mancanza di personalità giuridica del BEREC stesso; rileva inoltre che, al fine di garantire una migliore trasparenza, l'Ufficio ha istituito una sottosezione del registro pubblico dedicata alla sua politica in materia di conflitti di interesse;

8.  invita le istituzioni e le agenzie dell'Unione che hanno introdotto codici di condotta, tra cui il Parlamento europeo, a rafforzare le loro misure di attuazione, come le verifiche delle dichiarazioni di interessi finanziari;

9.  afferma che le relazioni annuali dell'Ufficio potrebbero svolgere un ruolo importante nella conformità in materia di trasparenza, responsabilità e integrità; invita l'Ufficio a includere un capitolo standard su tali componenti nelle sue relazioni annuali;

10.  prende atto della creazione di uno strumento di collaborazione che funge da piattaforma interna per lo scambio e la condivisione di informazioni, buone prassi e competenze, al fine di gestire in modo più efficiente il lavoro degli organi preparatori;

11.  rileva con soddisfazione che l'Ufficio è impegnato a migliorare il proprio sito web e a renderne l'utilizzo più facile; rileva inoltre, che stando al suo piano di comunicazione, l'Ufficio ha istituito un account ufficiale su Twitter e un canale YouTube;

Controlli interni

12.  apprende che tutti le NCI pertinenti sono state adottate dal suo comitato di gestione; osserva tuttavia che l'attuazione delle NCI non è ancora completata; invita l'Ufficio a riferire all'autorità di discarico sui progressi compiuti in materia;

13.  rileva che l'Ufficio ha elaborato una guida dettagliata sulla gestione dei rischi al fine di stabilire e implementare un processo sistematico di gestione del rischio; accoglie con favore il fatto che la guida sia stata elaborata con il sostegno dell'ENISA;

14.  prende atto con soddisfazione del fatto che l'Ufficio abbia svolto il suo primo esercizio di autovalutazione del rischio nel quadro dell'ALS fra l'Ufficio e l'ENISA, per condividere la funzione di assistente coordinatore per il controllo interno; osserva che la direzione dell'Ufficio ha esaminato i risultati dell'esercizio e ha identificato i rischi da includere nel registro dei rischi;

Audit interno

15.  rileva che nel 2014 la revisione del SAI si è concentrata sul follow-up della revisione limitata del 2013 con l'obiettivo di valutare lo stato di conformità alle NCI; osserva inoltre che il SAI ha chiuso 2 delle 18 raccomandazioni basate su una ricerca documentale; osserva inoltre che il SAI ha esaminato le rimanenti 16 raccomandazioni aperte nel corso del follow-up e ha concluso che 14 raccomandazioni sono state attuate;

Altre osservazioni

16.  prende atto del fatto che le disposizioni di bilancio 2014 per i contributi dalle autorità nazionali di regolamentazione dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA), aventi lo statuto di osservatore al BEREC, non si sono concretizzate in assenza di accordi con i paesi dell'EFTA; riconosce che il bilancio 2015 dell'Ufficio è stato rettificato di conseguenza; invita l'Ufficio alla prudenza nella previsione dei relativi contributi delle autorità nazionali di regolamentazione dei paesi dell'EFTA;

o
o   o

17.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 28 aprile 2016(13) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 27.
(2) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 27.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 337 del 18.12.2009, pag. 1.
(5) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(6) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(7) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 27.
(8) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 27.
(9) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(10) GU L 337 del 18.12.2009, pag. 1.
(11) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(12) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.
(13) Testi approvati, P8_TA(2016)0159.


Discarico 2014: Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea (CdT)
PDF 174kWORD 77k
Decisione
Decisione
Risoluzione
1. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2014 (2015/2170(DEC))
P8_TA(2016)0162A8-0084/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio finanziario 2014 corredata della risposta del Centro(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 12 febbraio 2016 sullo scarico da dare al Centro sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05584/2016 – C8-0068/2016),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 2965/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo all'istituzione di un Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea(4), in particolare l'articolo 14,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0084/2016),

1.  concede il discarico al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esecuzione del bilancio del Centro per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. Decisione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulla chiusura dei conti del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2014 (2015/2170(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio finanziario 2014 corredata della risposta del Centro(7),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(8) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 12 febbraio 2016 sullo scarico da dare al Centro sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05584/2016 – C8-0068/2016),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(9), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 2965/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo all'istituzione di un Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea(10), in particolare l'articolo 14,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(11),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(12), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0084/2016),

1.  constata che i conti annuali definitivi del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea si presentano quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2014 (2015/2170(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea per l'esercizio 2014,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0084/2016),

A.  considerando che, secondo i suoi rendiconti finanziari, il bilancio definitivo del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea (il "Centro") per l'esercizio 2014 ammontava a 56 268 041 EUR, importo che rappresenta un aumento del 7,81 % rispetto al 2013;

B.  considerando che la Corte dei conti (la "Corte"), nella sua relazione sui conti annuali del Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea relativi all'esercizio finanziario 2014 (la "relazione della Corte"), ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali del Centro e alla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti;

Seguito dato al discarico del 2013

1.  apprende dal Centro che:

   è stato firmato un accordo sulla sua sede con il governo dello Stato membro ospitante;
   il Centro semplificherà l'accesso alla documentazione relativa al suo consiglio di amministrazione nell'ambito della riprogettazione del suo sito web, prevista per il 2017;
   dal 2013 il Centro ha effettuato due rimborsi ai clienti, per un totale di 4 900 000 EUR, nel quadro delle misure adottate per ridurre l'eccedenza di bilancio;

Gestione finanziaria e di bilancio

2.  osserva che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi durante l'esercizio 2014 hanno avuto come risultato un tasso di esecuzione del bilancio del 79,34 %, pari a un calo del 4,13 % rispetto al 2013; rileva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato del 71,97 %, con un calo del 5,71 % rispetto al 2013;

3.  apprende dalla relazione della Corte che la liquidità di cassa e i depositi a breve termine del Centro sono ulteriormente aumentati, passando da 40 000 000 EUR a fine 2013 a 44 000 000 EUR a fine 2014; osserva che l'eccedenza di bilancio e le riserve sono aumentate da 37 500 000 EUR a 40 400 000 EUR, il che denota un margine di manovra per ridurre i prezzi; rileva con preoccupazione che l'eccedenza di bilancio è un fenomeno ricorrente per il Centro; riconosce tuttavia le azioni positive adottate dal Centro per invertire questa tendenza;

4.  apprende dal Centro che il prezzo medio per pagina è stato ridotto del 2 % tra il 2013 e la seconda metà del 2014; osserva tuttavia che il costo per pagina della revisione è aumentato del 23 % nello stesso periodo; invita il Centro a informare l'autorità di discarico in merito ai criteri utilizzati per la definizione dei prezzi nell'esercizio 2014; chiede al Centro di fornire un aggiornamento sui prezzi, i depositi e le eccedenze attuali;

Audit interno

5.  apprende dal Centro che, all'inizio del 2014, risultavano ancora in sospeso cinque raccomandazioni formulate dal Servizio di audit interno (SAI) della Commissione; constata che il Centro ha intrapreso azioni correttive e chiuso due raccomandazioni; rileva inoltre che è prevista l'attuazione delle due raccomandazioni classificate come "molto importanti" e della raccomandazione classificata come "importante" ancora in sospeso; invita il Centro ad attuare quanto prima le raccomandazioni ancora in sospeso e a tenere informata l'autorità di discarico al riguardo;

Controlli interni

6.  osserva che il Centro rispetta l'80 % delle norme di controllo interno (NCI) a seguito dei notevoli sforzi profusi per attuare le restanti azioni del piano d'azione sulle NCI; rileva inoltre che il trasferimento del Centro nell'edificio Drosbach ha richiesto una sostanziale riformulazione del suo piano di continuità operativa; constata che la partenza di diversi membri chiave della direzione del Centro ha pregiudicato la tempestiva attuazione della gestione della continuità operativa, con conseguenti ritardi nella revisione e nell'aggiornamento dell'analisi dell'impatto operativo;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interessi e trasparenza

7.  apprende dal Centro che esso sta provvedendo all'elaborazione e all'attuazione di una strategia antifrode basata sulla metodologia e sugli orientamenti dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) relativi alle strategie antifrode delle agenzie decentrate dell'UE; invita il Centro a comunicare all'autorità di discarico i progressi realizzati al riguardo;

8.  sostiene che le relazioni annuali del Centro potrebbero svolgere un ruolo importante per la conformità in materia di trasparenza, responsabilità e integrità; invita il Centro a includere un capitolo standard su tali aspetti nella sua relazione annuale;

Prestazioni

9.  prende atto con soddisfazione delle sinergie create dal Centro grazie alla condivisione dei servizi con altre agenzie; plaude in particolare all'accordo di cooperazione concluso tra il Centro e l'Agenzia ferroviaria europea (ERA), il quale prevede che il Centro ospiti il sistema di ripristino in caso di disastro dell'ERA, consentendo in tal modo la realizzazione di risparmi e garantendo un livello di sicurezza più elevato per entrambi gli organismi;

10.  si compiace del fatto che il Centro e l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (UAMI) abbiano adottato un sistema di pretrattamento comune per i marchi comunitari, che consente di condividere le memorie di traduzione e di armonizzare i rispettivi flussi di lavoro nell'ottica di garantire la trasparenza e l'efficienza del processo; osserva che nell'esercizio 2014 non è stato possibile raggiungere una decisione definitiva; rileva che le due agenzie hanno stabilito di comune accordo di procedere con il progetto nel 2015; sostiene tale accordo e invita il Centro a informare l'autorità di discarico in merito agli sviluppi dell'iniziativa;

Altre osservazioni

11.  prende atto con soddisfazione del progetto di adattabilità avviato dal Centro nel 2014 e incentrato sul rafforzamento dell'adattabilità del personale e sulla riduzione delle lacune individuate in termini di competenze; osserva che il Centro ha stilato un elenco di formatori e iniziato ad attuare le iniziative di formazione selezionate; rileva che dall'analisi delle competenze in possesso di almeno due persone all'interno di ciascuna sezione, condotta alla fine del 2015, emerge un netto aumento di tale percentuale, che si attesta ora al 76,50 %, rispetto al 65,46 % registrato nel 2014;

12.  prende atto con soddisfazione dell'impegno del Centro a migliorare la garanzia della qualità della traduzione e il sistema per ricevere il feedback dai clienti, e si compiace del seminario organizzato dal Centro per consentire ai traduttori freelance di acquisire familiarità con i suoi metodi di lavoro;

13.  apprende dal Centro che sono stati adottati un nuovo strumento per la pianificazione e il monitoraggio di bilancio, utilizzato per l'elaborazione del bilancio 2015, un nuovo sistema per la gestione del flusso di lavoro della traduzione ("e-CdT") e un nuovo software per la traduzione assistita da computer;

o
o   o

14.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 28 aprile 2016(13) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 33.
(2) GU C 409 del 9.12.2015, pag. 33.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 314 del 7.12.1994, pag. 1.
(5) GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.
(6) GU L 328 del 7.12.201