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Procedura : 2016/2047(BUD)
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Ciclo del documento : A8-0287/2016

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A8-0287/2016

Discussioni :

PV 25/10/2016 - 13
CRE 25/10/2016 - 13

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PV 26/10/2016 - 6.2
CRE 26/10/2016 - 6.2
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P8_TA(2016)0411

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Mercoledì 26 ottobre 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017 – Tutte le sezioni
P8_TA(2016)0411A8-0287/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 26 ottobre 2016 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017 (11900/2016 – C8-0373/2016 – 2016/2047(BUD))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(1),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3) (regolamento QFP),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4) (AII),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul riesame/revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 (COM(2016)0603),

–  vista la sua risoluzione del 9 marzo 2016 sugli orientamenti generali per l'elaborazione del bilancio 2017, sezione III – Commissione(5),

–  vista la sua risoluzione del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2017(6),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione(7),

–  visto il progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017 adottato dalla Commissione il 18 luglio 2016 (COM(2016)0300),

–  vista la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, adottata il 12 settembre 2016 e comunicata al Parlamento europeo il 14 settembre 2016 (11900/2016 – C8-0373/2016),

–  visto l'articolo 88 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0287/2016),

A.  considerando che, in una congiuntura caratterizzata da scarsità di risorse, è opportuno annettere maggiore importanza alla necessità di attenersi alla disciplina di bilancio e di utilizzare le risorse finanziarie in maniera efficiente ed efficace;

B.  considerando che il dialogo tra il Parlamento e la Commissione, di cui all'articolo 318 TFUE, dovrebbe promuovere una cultura del rendimento all'interno della Commissione, tale da includere maggiore trasparenza e obbligo di rendiconto;

Sezione III

Quadro generale

1.  sottolinea che il bilancio 2017 deve essere considerato nel più ampio contesto della revisione intermedia del Quadro finanziario pluriennale (QFP); evidenzia la necessità di garantire l'equilibrio fra le priorità a lungo termine e le nuove sfide e sottolinea pertanto che il bilancio 2017 deve essere in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020, che rappresenta il suo principale orientamento e la sua priorità generale;

2.  ribadisce la ferma convinzione che, in particolare nella situazione attuale, iniziative quali la sospensione dei fondi SIE da parte della Commissione, come previsto dall'articolo 23, paragrafo 15, del regolamento (UE) n. 1303/2013 (regolamento recante disposizioni comuni)(8), non sono solo ingiuste e sproporzionate, ma anche politicamente insostenibili;

3.  sottolinea che la lettura del bilancio 2017 da parte del Parlamento rispecchia pienamente le priorità politiche approvate a larga maggioranza con le summenzionate risoluzioni del 9 marzo 2016 sugli orientamenti generali e del 6 luglio 2016 sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione;

4.  sottolinea che la pace e la stabilità sono valori fondamentali che devono essere difesi dall'Unione; ritiene che l'Accordo del Venerdì santo, che si è dimostrato essenziale per la pace e la riconciliazione nell'Irlanda del Nord, deve essere tutelato; sottolinea la necessità di adottare misure specifiche per garantire il sostegno alle regioni che saranno particolarmente colpite in caso di un recesso negoziato dall'Unione a seguito della richiesta di attivazione dell'articolo 50 TUE da parte del Regno Unito, conformemente alla volontà espressa dai suoi cittadini;

5.  sottolinea che l'Unione fa attualmente fronte a una serie di emergenze gravi e nuove sfide che non erano prevedibili al momento dell'elaborazione del QFP 2014-2020; è convito che nel bilancio dell'Unione si debbano stanziare maggiori risorse finanziarie per far fronte alle sfide politiche e per consentire all'Unione di agire e di rispondere in modo efficace a tali crisi, affrontandole con la massima urgenza e priorità; ritiene che sia necessario un impegno politico forte per assicurare la disponibilità di stanziamenti supplementari a tale scopo nel 2017 e fino al termine del periodo di programmazione;

6.  sottolinea la necessità che il bilancio 2017 soddisfi il fabbisogno legato alla sfida migratoria e alla lenta crescita dell'economia dovuta alla crisi economica; rileva che occorre aumentare i finanziamenti per i progetti infrastrutturali e di ricerca come pure per la lotta alla disoccupazione giovanile;

7.  ricorda, pur avendo immediatamente approvato i finanziamenti supplementari necessari per far fronte alle attuali sfide migratoria e dei rifugiati, continuando nel contempo a sostenere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, di aver sempre sottolineato che tale questione non deve prevalere su altre importanti politiche dell'Unione, in particolare per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro dignitosi e di qualità nonché lo sviluppo di imprese e di imprenditorialità per promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; constata che il massimale della rubrica 3 è ampiamente insufficiente a garantire finanziamenti adeguati per la dimensione interna delle attuali sfide migratoria e dei rifugiati e sottolinea la necessità di adottare un approccio globale e basato sui diritti umani, che stabilisca un collegamento tra migrazione e sviluppo e garantisca l'integrazione dei lavoratori migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati, nonché per programmi prioritari, come ad esempio quelli in ambito culturale; sottolinea che, per assicurare i necessari finanziamenti supplementari in questo settore, nel progetto di bilancio 2017 (PB) la Commissione ha proposto un ricorso senza precedenti agli strumenti speciali del QFP, incluso il pieno utilizzo dello strumento di flessibilità, come pure una consistente mobilitazione "in ultima istanza" del margine per imprevisti, e che tale proposta è stata accolta dal Consiglio;

8.  ribadisce la sua posizione secondo cui le richieste di finanziamenti aggiuntivi per far fronte all'attuale sfida migratoria e dei rifugiati non dovrebbero pregiudicare l'azione esterna dell'Unione, compresa la sua politica di sviluppo; ribadisce che la creazione dello Strumento per i rifugiati in Turchia, dei fondi fiduciari e di altri strumenti ad hoc non può essere finanziata decurtando la dotazione di altri strumenti esistenti; esprime preoccupazione per il fatto che la creazione di strumenti ad hoc al di fuori del bilancio dell'Unione potrebbe compromettere la sua unità ed eludere la procedura di bilancio che prevede la partecipazione e il controllo del Parlamento europeo; manifesta seri dubbi circa l'adeguatezza del massimale della rubrica 4 (Europa globale) per garantire una risposta sostenibile ed efficace alle attuali sfide esterne, incluse le sfide migratoria e dei rifugiati;

9.  ribadisce la convinzione che il bilancio dell'Unione dovrebbe individuare modalità di finanziamento per le nuove iniziative che non pregiudichino i programmi e le politiche dell'Unione già esistenti e chiede che vengano individuate modalità sostenibili per finanziare nuove iniziative; è preoccupato per il fatto che la dotazione dell'azione preparatoria per la ricerca nel settore della difesa, che ammonterà a 80 milioni di EUR nei prossimi tre anni, sarà notevolmente ridotta nell'attuale QFP; è convinto che, con un bilancio dell'Unione già sottofinanziato, gli sforzi aggiuntivi per le operazioni, le spese amministrative, le azioni preparatorie e i progetti pilota relativi alla politica di sicurezza e di difesa comune richiedano risorse finanziarie supplementari da parte degli Stati membri; ritiene che, a tale riguardo, gli Stati membri dovrebbero cogliere l'occasione del riesame/della revisione intermedia dell'attuale QFP; sottolinea la necessità di chiarire il finanziamento a lungo termine per la ricerca nel settore della difesa comune;

10.  ricorda che l'Unione ha ratificato l'accordo COP21 e deve destinare una parte delle sue risorse finanziarie al rispetto degli impegni internazionali assunti; rileva che, secondo lo stato di previsione per l'esercizio 2017, il bilancio dovrebbe destinare a tal fine il 19,2 % della spesa; incoraggia vivamente la Commissione a proseguire su questa strada, in modo da applicare l'obiettivo del 20 % in linea con l'impegno dalla Commissione a integrare l'azione per il clima nell'attuale QFP;

11.  invita la Commissione a presentare, nel quadro del bilancio 2017 e con stanziamenti adeguati, un'iniziativa volta a fornire buoni di trasporto pubblico a giovani europei selezionati sulla base di un concorso; ritiene che un obiettivo chiave di una tale iniziativa sarebbe quello di valutare la fattibilità e l'impatto potenziale di un sistema più generalizzato a favore, in particolare, della mobilità dei giovani, della sensibilizzazione di questi ultimi e della promozione delle pari opportunità;

12.  ripristina tutti gli importi ridotti dal Consiglio nel PB; non riesce a comprendere la logica dei tagli proposti e contesta l'intenzione dichiarata dal Consiglio di ricreare margini artificiali in alcune rubriche come la sottorubrica 1a (Competitività per la crescita e l'occupazione) e la rubrica 4 (Europa globale), in particolare considerando che i margini sarebbero comunque troppo limitati per reagire a circostanze o a crisi impreviste;

13.  constata che la lettura del Consiglio non è riuscita a prevedere l'effettiva esecuzione del bilancio dell'Unione negli ultimi cinque anni e che, tenendo conto di tutti i bilanci rettificativi, in ciascun bilancio definitivo sono stati necessari consistenti fondi supplementari; chiede pertanto al Consiglio di adeguare la sua posizione in sede di comitato di conciliazione, al fine di prevedere fin dall'inizio finanziamenti sufficienti per il bilancio 2017;

14.  comunica la propria intenzione, ai fini di una sufficiente copertura di questo fabbisogno urgente e considerando l'estrema esiguità dei margini del QFP nel 2017, di finanziare gli aumenti rispetto al PB mediante il pieno utilizzo di tutti i margini disponibili e un maggiore ricorso al margine per imprevisti;

15.  compensa integralmente tutti i tagli connessi al Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nell'ambito del Meccanismo per collegare l'Europa (MCE) e di Orizzonte 2020 per un importo totale di 1 240 milioni di EUR in impegni per il 2017 mediante nuovi stanziamenti da ottenere in sede di revisione intermedia del QFP; sottolinea la necessità di dare una risposta efficace alla disoccupazione giovanile in tutta l'Unione; aumenta pertanto la dotazione dell'Iniziativa per l'occupazione giovanile (IOG) di 1 500 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno per consentirne il proseguimento; ritiene che i fondi aggiuntivi adeguati per questi importanti programmi dell'Unione dovrebbero essere decisi in sede di revisione intermedia del QFP;

16.  si attende che il Consiglio condivida questo approccio e che si possa giungere facilmente a un accordo in sede di conciliazione, che consenta all'Unione di essere all'altezza della situazione e di far fronte in modo efficace alle sfide future;

17.  fissa il livello complessivo degli stanziamenti per il 2017 a 160,7 miliardi di EUR in stanziamenti d'impegno e a 136,8 miliardi di EUR in stanziamenti di pagamento;

Sottorubrica 1a – Competitività per la crescita e l'occupazione

18.  constata che la lettura del Consiglio ha inciso ancora una volta pesantemente sulla sottorubrica 1a, la quale è interessata dal 52 % dei tagli complessivi apportati dal Consiglio agli impegni; si chiede pertanto in che modo questa lettura rispecchi la priorità politica del Consiglio riguardante l'occupazione e la crescita;

19.  disapprova fermamente questi tagli in una rubrica che simboleggia il valore aggiunto europeo e crea maggiore crescita e occupazione per i cittadini; decide pertanto di ripristinare tutti gli importi ridotti dal Consiglio;

20.  decide, rispettando l'impegno assunto nel giugno 2015 di ridurre al minimo l'impatto finanziario della creazione del FEIS su Orizzonte 2020 e sul MCE nel quadro della procedura di bilancio annuale, di ripristinare integralmente il profilo iniziale delle linee relative a Orizzonte 2020 e al MCE, quale previsto prima della riassegnazione di stanziamenti destinata ad alimentare il fondo di garanzia del FEIS; sottolinea l'importanza di Orizzonte 2020, il maggiore programma di ricerca e innovazione dell'Unione, che trasforma grandi idee in prodotti e servizi promuovendo in tal modo la crescita e l'occupazione; chiede l'iscrizione in bilancio dei corrispondenti stanziamenti d'impegno supplementari, pari a 1,24 miliardi di EUR in più rispetto al PB; si attende che in sede di revisione intermedia del QFP si raggiunga un accordo globale su tale questione urgente; sottolinea che il FEIS dovrebbe essere migliorato onde garantirne la piena efficienza ed efficacia, garantendo il rispetto del principio di addizionalità, migliorando gli equilibri geografico e settoriale e aumentando la trasparenza del processo decisionale;

21.  decide, in linea con le sue costanti priorità dell'occupazione e della crescita e dopo un'attenta valutazione della loro capacità di assorbimento finora, di proporre di incrementare oltre il livello del PB gli stanziamenti a favore dei programmi COSME, Progress, Marie Curie, Consiglio europeo della ricerca, Eures ed Erasmus+; osserva che tali aumenti possono essere finanziati all'interno del margine disponibile in questa sottorubrica;

22.  aumenta, di conseguenza, di 45 milioni di EUR il livello degli stanziamenti d'impegno per la sottorubrica 1a rispetto al PB (esclusi il FEIS, i progetti pilota e le azioni preparatorie);

Sottorubrica 1b – Coesione economica, sociale e territoriale

23.  sottolinea che circa un terzo del bilancio annuale dell'Unione è destinato alla coesione economica, sociale e territoriale; evidenzia che la politica di coesione rappresenta la principale politica d'investimento dell'Unione nonché uno strumento per ridurre le disparità tra tutte le regioni dell'Unione e che essa svolge un ruolo importante per l'attuazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;

24.  respinge i tagli proposti dal Consiglio di 3 milioni di EUR in impegni e, soprattutto, di 199 milioni di EUR in pagamenti all'interno della sottorubrica 1b, comprese le linee di sostegno; invita il Consiglio a spiegare in che modo i tagli in questione sono compatibili con l'obiettivo di "prevedere gli stanziamenti necessari per consentire l'agevole attuazione dei nuovi programmi nel quarto anno del quadro finanziario pluriennale 2014-2020"; ricorda che il livello dei pagamenti proposto dalla Commissione per questa rubrica è già ridotto del 23,5 % rispetto al bilancio 2016; sottolinea, a tale riguardo, che non possono essere giustificati né accettati altri tagli dei pagamenti;

25.  chiede una valutazione d'impatto delle politiche dell'Unione basata sulle relazioni di valutazione d'impatto, al fine di determinare in quale misura tali politiche sono riuscite, tra l'altro, a ridurre le disparità economiche, a sviluppare economie regionali competitive e diversificate, nonché a promuovere la crescita sostenibile e l'occupazione;

26.  è allarmato per i forti ritardi nell'attuazione del ciclo dei Fondi strutturali e di investimento europei, che pregiudicheranno probabilmente il tempestivo conseguimento di risultati sul terreno e rischiano anche di causare la ricostituzione di un nuovo arretrato di impegni residui nella seconda metà dell'attuale QFP; esorta gli Stati membri interessati a designare senza indugio le autorità di gestione, di pagamento e di certificazione restanti e ad affrontare tutte le altre cause all'origine dei ritardi nell'attuazione dei programmi; prende atto delle proposte della Commissione relative a una maggiore semplificazione in questo settore e ritiene che gli Stati membri debbano compiere urgentemente ogni sforzo necessario per garantire che i programmi diventino pienamente operativi; chiede di conseguenza maggiori sinergie e una maggiore complementarità tra le politiche di investimento nei bilanci degli Stati membri e nel bilancio dell'Unione e quelle intese a promuovere la crescita e la creazione di occupazione sostenibile, che rappresentano il fondamento dell'Unione;

27.  prende atto della proposta della Commissione sull'istituzione del Programma di sostegno alle riforme strutturali, con una dotazione finanziaria di 142 800 000 EUR, e sottolinea che questi fondi dovrebbero essere assegnati con lo scopo di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale;

28.  si rammarica che la Commissione non abbia proposto stanziamenti d'impegno a favore dell'IOG nel 2017 in considerazione dell'anticipo dei relativi stanziamenti negli esercizi 2014-2015; ribadisce il proprio fermo sostegno al proseguimento dell'IOG; decide, come primo passo e in linea con il regolamento sul Fondo sociale europeo(9) che prevede la possibilità di proseguire il finanziamento, di aumentare la dotazione dell'IOG di 1 500 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e di 500 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento, per dare una risposta efficace alla disoccupazione giovanile, basandosi sui risultati della valutazione dell'attuazione dell'IOG effettuata dalla Commissione; osserva che, in linea con le proprie richieste, si dovrebbe giungere a un accordo globale sugli stanziamenti aggiuntivi adeguati per l'IOG per la parte restante del periodo di programmazione in occasione della prossima revisione intermedia del QFP; esorta gli Stati membri a fare tutto il possibile per accelerare l'attuazione dell'Iniziativa sul terreno, a diretto vantaggio dei giovani europei;

29.  decide di ripristinare il livello del PB per le linee interessate dai tagli del Consiglio sia per quanto riguarda gli impegni che i pagamenti; aumenta gli stanziamenti d'impegno per la sottorubrica 1b di 1 500 milioni di EUR e gli stanziamenti di pagamento di 500 milioni di EUR oltre il livello del PB per l’IOG e incrementa la dotazione del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) di 4 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e di 2 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento, superando in tal modo l'attuale massimale per gli impegni di 1,57 miliardi EUR;

30.  sottolinea che la sottorubrica 1b contiene la quota più consistente di impegni ancora da liquidare (RAL), che si attestava a 151 119 milioni di EUR all'inizio del settembre 2016 e che rischia di pregiudicare l'attuazione di nuovi programmi;

31.  sottolinea l'importante contributo della politica di coesione per quanto attiene all'applicazione effettiva, nella procedura di bilancio, della prospettiva di genere; invita la Commissione a sostenere misure intese a introdurre strumenti appropriati per realizzare l'uguaglianza di genere, quali strutture di incentivazione che facciano ricorso ai Fondi strutturali per promuovere il bilancio di genere a livello nazionale.

Rubrica 2 – Crescita sostenibile: risorse naturali

32.  constata che il Consiglio ha ridotto gli stanziamenti nella rubrica 2 di 179,5 milioni di EUR in impegni e di 198 milioni di EUR in pagamenti per le linee di supporto amministrativo, le linee di assistenza tecnica operativa (come il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e il programma LIFE), le linee operative nell'ambito del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAG), che è essenziale per preservare l'agricoltura in territori vitali, e le agenzie decentrate; constata che i tagli più consistenti dei pagamenti riguardano lo sviluppo rurale; ritiene che la lettera rettificativa dovrebbe confermarsi la base per una revisione attendibile degli stanziamenti del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA); ripristina di conseguenza gli importi del PB;

33.  ritiene che il bilancio dell'Unione europea debba privilegiare le iniziative che facilitano una reale ecologizzazione dell'economia;

34.  anticipa la presentazione della lettera rettificativa per il pacchetto di misure di sostegno urgenti, in particolare per il settore lattiero-caseario, e decide di esprimere un forte sostegno a favore del settore agricolo dell'Unione; aumenta pertanto gli stanziamenti di 600 milioni di EUR oltre il PB, per far fronte all'impatto della crisi del settore lattiero-caseario e agli effetti dell'embargo russo su tale settore;

35.  valuta positivamente gli stanziamenti per la ricerca e l'innovazione in campo agricolo a titolo di Orizzonte 2020, per garantire approvvigionamenti sufficienti di prodotti alimentari sicuri e di elevata qualità e di altri bioprodotti; sottolinea la necessità di dare priorità ai progetti che coinvolgono i produttori primari;

36.  ribadisce che gli stanziamenti a titolo della PAC non dovrebbero essere utilizzati per sostenere la riproduzione o l'allevamento di tori impiegati in combattimenti letali; esorta la Commissione a presentare senza ulteriore indugio le modifiche legislative necessarie per dare attuazione a tale richiesta, già formulata nel quadro del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016;

37.  sottolinea che l'attuazione della nuova politica comune della pesca comporta un cambiamento di paradigma nella gestione della pesca, sia per gli Stati membri che per i pescatori, e ricorda, a tale proposito, le difficoltà registrate negli esercizi precedenti in cui gli stanziamenti sono stati ridotti;

38.  si rammarica, tuttavia, in tale contesto, e pur accogliendo con favore l'aumento di 30,9 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno nel PB per il programma LIFE, che anche quest'anno tale programma, con una dotazione complessiva di 493,7 milioni di EUR, rappresenti soltanto lo 0,3 % dell'intero PB;

39.  evidenzia i precedenti problemi causati dalla mancanza di stanziamenti di pagamento per il programma LIFE, che hanno ostacolato e ritardato la corretta applicazione dello stesso;

40.  decide, in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020 e con i propri impegni internazionali di affrontare il cambiamento climatico, di proporre un aumento oltre il livello del PB per il programma LIFE+;

41.  aumenta pertanto gli stanziamenti d'impegno di 619,8 milioni di EUR e gli stanziamenti di pagamento di 611,3 milioni di EUR (inclusi i progetti pilota e le azioni preparatorie), lasciando un margine di 19,4 milioni di EUR al di sotto del massimale per gli impegni nella rubrica 2;

Rubrica 3 – Sicurezza e cittadinanza

42.  sottolinea che il Parlamento continua ad accordare la massima priorità alla questione della migrazione nella propria agenda; accoglie con favore la proposta della Commissione di stanziare un importo supplementare di 1,8 miliardi di EUR, oltre all'importo inizialmente programmato per il 2017, per affrontare la sfida migratoria nell'Unione; rileva che la forte variazione rispetto alla programmazione iniziale giustifica un adeguamento al rialzo dei massimali della rubrica 3; sottolinea che la Commissione propone di finanziare tali aumenti soprattutto attraverso la mobilitazione dello strumento di flessibilità (per un importo di 530 milioni di EUR, esaurendo completamente i fondi disponibili per l'esercizio in corso) e del margine per imprevisti (per un importo di 1 160 milioni di EUR); non richiede ulteriori aumenti per le politiche relative alla migrazione in considerazione del livello senza precedenti dei finanziamenti per le spese in tale ambito (per un totale di 5,2 miliardi di EUR nel 2017 nelle rubriche 3 e 4 e la mobilitazione del Fondo europeo di sviluppo) e delle proposte relative all'applicazione della flessibilità; intende opporsi, al tempo stesso, a qualsiasi tentativo di ridurre i finanziamenti per le azioni dell'Unione in questo settore;

43.  ribadisce che la flessibilità di bilancio ha i suoi limiti e può rappresentare soltanto una soluzione a breve termine; è fermamente convinto che una risposta lungimirante e coraggiosa a queste sfide migratoria e dei rifugiati a lungo termine, che colpiscono l'intero continente e non sembrano volersi allentare, richieda un adeguamento al rialzo del massimale della rubrica 3; ritiene che tutte le recenti decisioni di bilancio intese a garantire stanziamenti aggiuntivi in questo settore abbiano di fatto dimostrato la necessità di rivedere il massimale;

44.  accoglie positivamente, nel contesto delle attuali sfide migratoria e della sicurezza, l'aumento dei fondi destinati al Fondo asilo, migrazione e integrazione (AMIF) (1,6 miliardi di EUR) e al Fondo Sicurezza interna (ISF) (0,7 miliardi di EUR); ritiene che l'aumento della dotazione dell'AMIF rafforzi la necessità di garantire una distribuzione equa e trasparente dei finanziamenti annuali tra i diversi programmi e obiettivi del fondo e una maggiore trasparenza sulle modalità di impiego di tali risorse finanziarie;

45.  osserva che il 15 marzo 2016 è stato adottato un nuovo Strumento per il sostegno di emergenza, con una dotazione indicativa di 700 milioni di EUR su un triennio (2016-2018), che ha già conseguito risultati immediati sul terreno sotto forma di misure di sostegno di emergenza in risposta al fabbisogno umanitario di un elevato numero di rifugiati e migranti che arrivano negli Stati membri; ribadisce, tuttavia, la posizione secondo cui, in futuro, occorrerà prevedere un quadro giuridico e di bilancio più sostenibile, in modo da consentire la mobilitazione degli aiuti umanitari all'interno dell'Unione; sottolinea la necessità di tenere un dialogo regolare con la Commissione sul funzionamento e finanziamento, attuale e futuro, di tale strumento, basato sulla piena trasparenza dell'informazione e su relazioni di valutazione d'impatto;

46.  chiede finanziamenti per potenziare il personale di Europol, in considerazione dei crescenti livelli di minaccia in molti Stati membri e delle sfide parallele poste dalla gestione della migrazione, dalla lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata e dalla necessità di una risposta coordinata a livello europeo, allo scopo di creare una cellula antiterrorismo attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che fornisca alle autorità competenti degli Stati membri soluzioni di intelligence; ritiene che tale aumento sia previsto anche per intensificare la lotta alla tratta di esseri umani (con un'attenzione particolare per i minori non accompagnati) e la lotta alla criminalità informatica (nuovo personale per l'EC 3), nonché per potenziare le risorse umane presso i punti di crisi (hotspot) in Italia e in Grecia; ricorda che attualmente Europol dispone solamente di 3 membri del personale da assegnare a 8 hotspot permanenti e ad altri hotspot non permanenti nella sola Italia; ritiene che questo numero sia insufficiente per permettere a Europol di svolgere i suoi compiti nel settore della lotta alla tratta di esseri umani, al terrorismo e ad altre forme gravi di criminalità transfrontaliera;

47.  accoglie positivamente la creazione di una nuova linea di bilancio destinata alle vittime del terrorismo; sostiene lo stanziamento di risorse per rispondere alle principali esigenze delle vittime, comprese le cure fisiche, i servizi psicosociali e il sostegno finanziario; ritiene che troppo spesso, nelle proposte di misure per contrastare la minaccia terroristica, le esigenze delle vittime innocenti del terrorismo sono ignorate o considerate secondarie;

48.  critica aspramente i tagli apportati dal Consiglio a numerosi programmi nei settori della cultura, dei media, della cittadinanza, dei diritti fondamentali e della sanità pubblica, per un totale di 24,3 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno; ritiene che il Consiglio invii un segnale negativo tagliando i fondi dei programmi culturali per far fronte alle attuali sfide migratoria e dei rifugiati; deplora che molti di questi tagli sembrano essere stati applicati in maniera arbitraria e senza tener conto di tassi di esecuzione eccellenti; è del parere che anche tagli molto contenuti rischino di pregiudicare il conseguimento degli obiettivi dei programmi e un'agevole attuazione delle azioni dell'Unione; ripristina pertanto tutti gli importi ridotti, riportandoli al livello del PB;

49.  insiste sulla necessità di aumentare i finanziamenti per una serie di azioni nell'ambito dei programmi Europa creativa ed Europa per i cittadini, che sono sottofinanziate da tempo; è fermamente convinto che questi programmi siano quanto mai importanti, sia per promuovere il contributo dei settori culturali e creativi alla creazione di posti di lavoro e alla crescita, sia per incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini all'elaborazione e all'attuazione delle politiche dell'Unione; non riesce a comprendere in che modo il Consiglio possa giustificare la riduzione dei finanziamenti per le PMI nei settori culturali e creativi visto che lo Strumento di garanzia per i settori culturali e creativi, per il quale i finanziamenti sono già stati posticipati, è stato appena creato nel giugno 2016 e costituisce un eccellente esempio di soluzione innovativa per ovviare a una grave lacuna di mercato, creando capacità e offrendo una protezione contro il rischio di credito agli intermediari finanziari che concedono prestiti nei settori culturali e creativi;

50.  sottolinea che i programmi dell'Unione nel campo della cultura, dell'istruzione, della gioventù e della cittadinanza presentano un chiaro valore aggiunto europeo, elementi complementari e sinergie con le politiche di integrazione dei migranti e dei rifugiati; invita pertanto le istituzioni dell'Unione a rispondere incrementando adeguatamente gli stanziamenti per i programmi a gestione diretta, come Europa creativa, nonché per le pertinenti linee di bilancio nei fondi strutturali e di investimento;

51.  osserva che devono essere previste le necessarie garanzie di bilancio per le attività preparatorie per l'attuazione dell'Anno europeo del patrimonio culturale nel 2018;

52.  ricorda che il meccanismo di protezione civile dell'Unione rappresenta uno dei pilastri della solidarietà europea; sottolinea che l'Unione svolge una "funzione catalizzatrice" nel sostenere, coordinare o completare le azioni degli Stati membri in materia di prevenzione delle catastrofi nonché di preparazione e risposta alle stesse; prende atto del leggero aumento degli impegni per tale programma;

53.  accoglie con favore la creazione di una linea di bilancio per il Fondo europeo per la ricerca e il soccorso, inteso a finanziare le attività di ricerca e soccorso svolte dagli Stati membri e coordinate a livello di Unione, in particolare nel Mediterraneo; è del parere che la creazione di un fondo specifico costituisca una soluzione più adeguata rispetto al costante aumento del bilancio di Frontex o della Guardia di frontiera e costiera europea, creata recentemente;

54.  accoglie positivamente la creazione di una linea di bilancio destinata a sostenere l'Iniziativa dei cittadini europei (ICE), uno strumento creato recentemente con lo scopo di coinvolgere i cittadini nel processo decisionale dell'Unione e di approfondire la democrazia europea; ritiene che il livello degli stanziamenti d'impegno proposti nel PB sia troppo basso; decide di aumentare la dotazione di questa linea di bilancio;

55.  si compiace dell'aumento dei finanziamenti destinati alla comunicazione delle rappresentanze della Commissione, ai Dialoghi dei cittadini e alle azioni di partenariato, con stanziamenti per il 2017 pari a 17,036 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e a 14,6 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento, poiché si tratta di iniziative volte a raggiungere i cittadini europei, conquistarne la fiducia e favorire la loro comprensione della politica a livello di Unione e dei settori d'azione dell'Unione;

56.  sottolinea la necessità di fornire alla segreteria comune del registro per la trasparenza mezzi amministrativi e finanziari sufficienti e adeguati per l'adempimento dei suoi compiti, in seguito all'adozione del nuovo accordo interistituzionale sul registro per la trasparenza.

57.  constata che gli importi iscritti nella sua lettura (inclusi i progetti pilota e le azioni preparatorie) superano il massimale della rubrica 3 di 71,28 milioni di EUR in impegni e che gli stanziamenti di pagamento aumentano nel contempo di 1 857,7 milioni di EUR; propone, vista l'assenza di un margine già a livello del PB, di finanziare questi aumenti al di sotto del massimale, mobilitando al contempo il margine per imprevisti per una serie di voci di spesa essenziali connesse alla migrazione;

Rubrica 4 – Europa globale

58.  osserva che, alla luce delle attuali sfide migratoria e dei rifugiati, l'azione esterna dell'Unione è confrontata a un costante aumento del fabbisogno finanziario, che supera di gran lunga l'attuale volume della rubrica 4; esprime pertanto seri dubbi circa l'adeguatezza dei massimali della rubrica 4 per garantire fondi idonei per la dimensione esterna delle sfide migratoria e dei rifugiati; deplora che, per finanziare nuove iniziative come lo Strumento per i rifugiati in Turchia, la Commissione abbia scelto di ridurre nel PB la dotazione di altri programmi come lo Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI) e lo Strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP); sottolinea che ciò non deve avvenire a discapito delle politiche in altri ambiti; decide pertanto di attenuare sostanzialmente il trasferimento di ingenti risorse finanziarie da due strumenti, tra l'altro, affrontano le cause profonde dei flussi migratori; rammenta che la riduzione della povertà deve restare l'obiettivo primario della politica di sviluppo dell'Unione, si rammarica del fatto che gli stanziamenti per gli aiuti umanitari e per la sezione dello Strumento europeo di vicinato (ENI) relativa al Mediterraneo siano inferiori a quelli approvati nel bilancio 2016, nonostante la loro ovvia importanza per far fronte al grande numero di sfide esterne; deplora i tagli ingiustificati apportati dal Consiglio;

59.  decide pertanto di ripristinare tutti gli importi ridotti dal Consiglio nella rubrica 4; decide altresì di riportare ai livelli del 2016 le linee inerenti alla sezione dell'ENI relativa al Mediterraneo e agli aiuti umanitari; decide inoltre di attenuare i tagli apportati dalla Commissione al DCI e all'IcSP; considera indispensabile mantenere il ruolo chiave dell'Unione e il livello di sostegno finanziario per il processo di pace in Medio Oriente, l'Autorità palestinese e l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA), come pure le linee inerenti al partenariato orientale nell'ambito dell'ENI; sottolinea l'importanza dello Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR);

60.  decide di potenziare l'assistenza macrofinanziaria che era stata sostanzialmente ridotta rispetto al 2016; è del parere che sia necessario un livello di finanziamenti più elevato di quello proposto per garantire che tutte le future richieste di prestiti possano essere soddisfatte;

61.  accorda pieno sostegno allo Strumento per i rifugiati in Turchia e propone di anticipare al 2016 una parte del contributo a titolo del bilancio dell'Unione previsto per il 2017, in considerazione del buon tasso di esecuzione e dei consistenti margini ancora disponibili nel bilancio 2017; chiede pertanto di aumentare di 400 milioni di EUR la dotazione dell'IPA II mediante un bilancio rettificativo per il 2016 e di mobilitare di conseguenza il margine per imprevisti; iscrive lo stesso importo in riserva nel bilancio 2017 in attesa di un accordo di ampia portata su un finanziamento alternativo dello Strumento per i rifugiati in Turchia, che allenterebbe la pressione senza precedenti esercitata su altri strumenti di finanziamento esterni;

62.  prende atto con preoccupazione del fatto che, nonostante la loro attualità e la loro entità significativa, i fondi fiduciari dell'UE e lo Strumento per i rifugiati in Turchia sono praticamente invisibili nel bilancio dell'Unione; chiede che essi siano incorporati nel bilancio in un modo più trasparente e più rispettoso dell'unità del bilancio dell'Unione e delle prerogative dell'autorità di bilancio e crea nuove linee di bilancio a tal fine; invita altresì la Commissione a dimostrare che l'uso degli strumenti finanziari nell'ambito dei fondi fiduciari non comporta la sottrazione di stanziamenti agli obiettivi iniziali previsti dalle rispettive basi giuridiche; osserva che, come è noto, l'obiettivo di far leva su contributi nazionali oltre al bilancio dell'Unione è rimasto finora lettera morta; sottolinea a tale riguardo che, in caso di future richieste di un contributo del bilancio dell'Unione ai fondi fiduciari, il Parlamento darà la propria approvazione solamente quando sarà stato fornito un contributo equivalente da parte degli Stati membri; invita, pertanto, gli Stati membri a tener fede quanto prima agli impegni assunti;

63.  rileva che, in base alla relazione della Commissione sulle garanzie coperte dal bilancio generale (COM(2016)0576), il Fondo di garanzia per le azioni esterne, che copre le inadempienze sui prestiti concessi e le garanzie sui prestiti concesse agli Stati membri o per progetti in paesi terzi, presenta un fabbisogno finanziario supplementare al fine di raggiungere l'importo previsto, il che ha comportato di conseguenza l'iscrizione nel PB di una dotazione di 228,04 milioni di EUR; teme che tale fabbisogno accresca ulteriormente la pressione sui margini già alquanto esigui della rubrica 4;

64.  accoglie con soddisfazione le proposte di bilancio della Commissione relative al nuovo quadro di partenariato per la migrazione e al piano per gli investimenti esterni; esprime preoccupazione, tuttavia, per la creazione di nuovi potenziali "satelliti" al di fuori del bilancio dell'Unione; ribadisce la necessità di mantenere il pieno controllo parlamentare su tale bilancio; insiste fermamente sulla necessità di rispettare il principio di unità del bilancio; è convinto che le nuove priorità non debbano essere finanziate a discapito dei progetti esistenti dell'Unione; ritiene che occorra prevedere maggiore flessibilità onde garantire un quadro ambizioso per promuovere gli investimenti in Africa e nel vicinato dell'Unione, dotato di nuovi stanziamenti adeguati;

65.  ribadisce la richiesta di trasferire, senza effetti sul bilancio, la linea dei rappresentati speciali dell'UE dal bilancio per la PESC alla dotazione amministrativa del SEAE, onde consolidare ulteriormente le attività diplomatiche dell'Unione;

66.  incrementa pertanto, rispetto al PB, il livello degli stanziamenti d'impegno per la rubrica 4 di 499,67 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e di 493,2 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento (esclusi i progetti pilota e le azioni preparatorie e incluso il trasferimento dei rappresentanti speciali dell'UE al bilancio del SEAE);

67.  reputa necessario incrementare gli stanziamenti alla linea di bilancio relativa alla comunità turco-cipriota (+ 3 milioni di EUR), al fine di contribuire in misura decisiva al proseguimento e all'intensificazione della missione del Comitato per le persone scomparse a Cipro e di sostenere la Commissione tecnica sul patrimonio culturale delle due comunità (TCCH), promuovendo in tal modo la fiducia e la riconciliazione tra di esse;

Rubrica 5 – Amministrazione; altre rubriche – spese amministrative e di sostegno alla ricerca

68.  ritiene che i tagli apportati dal Consiglio siano ingiustificati e dannosi e ripristina il PB per tutte le spese amministrative della Commissione, tra cui le spese amministrative e di sostegno alla ricerca nelle rubriche da 1 a 4;

69.  decide, alla luce di recenti rivelazioni e al fine di riconquistare la fiducia dei cittadini dell'Unione e la credibilità delle sue istituzioni, di iscrivere in riserva il 20 % degli stanziamenti destinati alle indennità transitorie degli ex membri della Commissione fintantoché quest'ultima non applicherà un codice di condotta più rigoroso per i Commissari, inteso a evitare i conflitti d'interesse e il cosiddetto fenomeno delle "porte girevoli";

70.  è del parere che la cooperazione amministrativa interistituzionale costituisca una fonte di efficienza, dal momento che il know-how, la capacità e le risorse sviluppate per un'istituzione possono essere messe a disposizione anche delle altre; chiede pertanto di istituire un sistema che limiti allo stretto necessario gli oneri amministrativi, garantisca la qualità adeguata dei servizi, doti la principale istituzione competente delle necessarie risorse di bilancio e incentivi la collaborazione delle altre istituzioni, limitandone il contributo ai costi marginali derivanti dalla cooperazione e, come tale, allineando le decisioni in materia di sana gestione finanziaria al livello delle istituzioni alla sana gestione finanziaria generale del bilancio;

Agenzie

71.  approva, in linea generale, le previsioni della Commissione circa il fabbisogno finanziario delle agenzie; osserva che la Commissione ha già ridotto in misura sostanziale le richieste iniziali della maggior parte delle agenzie; ritiene pertanto che gli eventuali tagli aggiuntivi proposti dal Consiglio rischino di compromettere il corretto funzionamento delle agenzie e impedirebbero loro di svolgere i compiti di cui sono state incaricate;

72.  plaude all'incremento del bilancio delle agenzie efficienti che operano nel campo della giustizia e degli affari interni (GAI), in particolare di quelle che si occupano di migrazione e sicurezza; evidenzia la necessità che le agenzie interessate dispongano di risorse sufficienti (anche per gli investimenti in nuove tecnologie) e di personale adeguato allorché le loro competenze sono ampliate;

73.  è del parere, nel contesto delle attuali sfide di sicurezza e tenendo presente l'esigenza di una risposta coordinata a livello europeo, che alcuni dei suddetti incrementi non siano sufficienti e decide di aumentare gli stanziamenti a favore dell'Ufficio europeo di polizia (Europol), dell'unità europea di cooperazione giudiziaria, dell'Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala (EU-LISA) e dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA);

74.  sottolinea nei dettagli la necessità di risorse umane e materiali sufficienti per il Centro europeo antiterrorismo, il Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica (EC3) e l'unità UE addetta alle segnalazioni su Internet (IRU), di recente istituzione presso Europol, anche per quanto riguarda la pianificazione operativa e la valutazione delle minacce in comune, al fine di rafforzare un approccio coordinato tra gli Stati membri per combattere la criminalità organizzata, la criminalità informatica e altri reati legati a Internet, il terrorismo e altri reati gravi; chiede finanziamenti supplementari per le squadre investigative comuni;

75.  ricorda il miglioramento e l'interoperabilità previsti dei diversi sistemi d'informazione GAI annunciati dalla Commissione nella comunicazione del 6 aprile 2016 "Il futuro quadro per sistemi d'informazione più solidi e intelligenti per la gestione delle frontiere e la sicurezza interna", esorta a prevedere il fabbisogno di risorse adeguate per un'attuazione rapida ed efficiente di tali soluzioni tecniche;

76.  accoglie con favore l'inclusione nel bilancio 2017 di risorse sufficienti per sostenere nel lungo periodo la trasformazione di Frontex in un'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera e la trasformazione dell'EASO in una vera e propria agenzia per l'asilo; sottolinea che, se per il momento le risorse per la guardia costiera e di frontiera europea sembrano sufficienti, occorrerà monitorare attentamente il futuro fabbisogno di risorse operative e di personale dell'Agenzia, affinché essa possa essere all'altezza della situazione;

77.  decide inoltre di incrementare gli stanziamenti iscritti nel bilancio 2016 per l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, tenuto conto dell'aggravarsi della situazione umanitaria nei paesi del vicinato meridionale dell'Europa, dell'accresciuto numero di richiedenti asilo e soprattutto dell'intenzione di potenziarne il mandato rispetto a quanto previsto nella proposta della Commissione;

78.  ribadisce il proprio disaccordo con la strategia della Commissione e del Consiglio in materia di organico delle agenzie, ragion per cui modifica l'organigramma di un numero sostanziale di esse; ribadisce che ciascuna agenzia dovrebbe ridurre del 5 % i posti in organico nel corso di un quinquennio, come previsto nell'AII, ma che i nuovi posti che si rendono necessari per espletare compiti aggiuntivi ascrivibili alla recente evoluzione delle politiche e alla nuova legislazione a decorrere dal 2013 devono essere accompagnati da risorse supplementari e non devono essere inclusi nell'obiettivo di riduzione dell'organico previsto dall'AII; ribadisce pertanto la propria contrarietà al concetto di una riserva di riassegnazione tra le agenzie, pur dichiarandosi disponibile a liberare dei posti mediante un aumento dell'efficienza tra le agenzie stesse, grazie a una maggiore cooperazione amministrativa se non addirittura ad accorpamenti, ove opportuno, e alla condivisione di determinate funzioni con la Commissione o un'altra agenzia;

79.  sottolinea la possibilità di conseguire risparmi sostanziali in termini di costi operativi e di organico costringendo le agenzie che operano in più località (eu-LISA, ENISA, FRA) ad avere un'unica sede; è del parere che le attuali esigenze operative di tali agenzie rendano possibili siffatte modifiche; sottolinea che il trasferimento dell'Autorità bancaria europea (ABE) da Londra e il suo accorpamento ad almeno una delle altre due autorità di vigilanza permetterebbe di ridurre in maniera significativa i costi delle due agenzie; invita la Commissione a formulare una proposta in tal senso;

Progetti pilota e azioni preparatorie (PP/AP)

80.  decide di adottare un pacchetto di compromesso costituito da un numero limitato di PP/AP, anche in considerazione dell'esiguità dei margini disponibili e dei massimali per i PP/AP, avendo svolto un'attenta analisi dei progetti pilota e delle azioni preparatorie presentati – in termini di tasso di riuscita di quelli in corso – escludendo le iniziative già coperte da basi giuridiche esistenti e tenendo pienamente conto della valutazione realizzata dalla Commissione sulla fattibilità dei progetti;

Strumenti speciali

81.  ricorda l'importanza della riserva per aiuti d'urgenza al fine di dare una risposta rapida a specifiche necessità di aiuto a favore di paesi terzi in caso di eventi imprevisti e la sua precedente richiesta di incrementarne sostanzialmente la dotazione finanziaria in sede di revisione del QFP; rileva che l'impiego alquanto rapido delle sue risorse nel 2016, suscettibile di esaurire tutte le possibilità di riporto, dimostra che tale strumento speciale si dimostrerà insufficiente per far fronte a tutte le necessità aggiuntive nel 2017; ne incrementa pertanto la dotazione finanziaria, portandola a un importo annuale di 1 miliardo di EUR, in attesa di una decisione sulla dotazione annuale della riserva per aiuti d'urgenza da adottarsi contestualmente alla revisione intermedia del QFP;

82.  ripristina il PB per la riserva per il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e il Fondo di solidarietà dell'Unione europea al fine di agevolare la mobilitazione di tali strumenti speciali;

Pagamenti

83.  esprime preoccupazione per l'ingente calo degli stanziamenti di pagamento nel PB rispetto al bilancio 2016; rileva che tale situazione è indice di ritardi nell'attuazione, che non solo destano preoccupazione per la realizzazione delle politiche dell'Unione, ma che comportano altresì il rischio di ricostituzione dell'arretrato di fatture non pagate alla fine dell'attuale periodo di programmazione; ritiene che la questione vada affrontata nell'ambito della revisione del QFP; deplora, inoltre, i tagli apportati dal Consiglio ai pagamenti nonostante gli ampi margini disponibili al di sotto dei massimali;

84.  sottolinea che, su propria richiesta, è stato concordato un piano di pagamento per ridurre l'arretrato delle richieste di pagamento inevase relative alla politica di coesione per il periodo 2007-2013, portandolo a un livello "normale" di 2 miliardi di EUR entro la fine del 2016; richiama l'attenzione sul fatto che alla fine del 2015 sono stati identificati almeno 8,2 miliardi di EUR di fatture non pagate per il periodo 2007-2013 nell'ambito della politica di coesione, cifra che dovrebbe scendere al di sotto dei 2 miliardi di EUR entro la fine del 2016; ritiene che le tre istituzioni dovrebbero elaborare e concordare un piano comune di pagamento vincolante per il periodo 2016-2020; insiste sulla necessità di basare un nuovo piano di pagamento di questo tipo su una gestione finanziaria sana e di prevedere una strategia chiara per far fronte a tutte le esigenze di pagamento per tutte le rubriche sino alla fine dell'attuale QFP, evitando un "arretrato nascosto" causato da un rallentamento artificiale nell'esecuzione di determinati programmi pluriennali e altre contromisure quali la riduzione dei tassi di prefinanziamento;

85.  decide di ripristinare il PB per gli stanziamenti di pagamento di tutte le linee interessate dai tagli del Consiglio e incrementa gli stanziamenti di pagamento di tutte le linee modificate per quanto riguarda gli stanziamenti d'impegno;

Programmazione di bilancio basata sui risultati

86.  rammenta che nella sua risoluzione del 3 luglio 2013 sul quadro di controllo interno integrato(10), il Parlamento ha dichiarato di condividere il parere della Corte dei conti che non serve tentare di misurare il rendimento senza aver elaborato un bilancio sulla base di indicatori di risultato(11) e chiede l'istituzione di un modello di PBB (performance-based budgeting) pubblico in cui ogni linea di bilancio sia accompagnata da obiettivi e prestazioni misurati in base a indicatori di risultato;

87.  accoglie con favore le dichiarazioni programmatiche concernenti la spesa operativa che accompagnano il PB in quanto rispondono parzialmente alla richiesta avanzata dal Parlamento quanto a obiettivi, risultati e indicatori; osserva che tali dichiarazioni integrano il consueto metodo del bilancio per attività mediante alcuni dati sulle prestazioni;

88.  insiste sul fatto che, al fine di semplificare gli strumenti di gestione interna della Commissione, i direttori generali dovrebbero attenersi agli obiettivi politici e agli indicatori figuranti nelle dichiarazioni programmatiche di spesa operativa al momento di adottare i propri piani di gestione e le proprie relazioni annuali di attività, e che la Commissione dovrebbe elaborare la sua relazione di valutazione a norma dell'articolo 318 TFUE su questa base;

Altre sezioni

Sezione I – Parlamento europeo

89.  lascia invariato a 1 900 873 000 EUR il volume generale del proprio bilancio per l'esercizio 2017, adottato in Aula il 14 aprile 2016; vi incorpora gli adeguamenti tecnici neutri in termini di bilancio, affinché riflettano le sue recenti decisioni, e sblocca la riserva sulla linea di bilancio relativa al trasporto di deputati, di altre persone e di beni;

90.  approva le modifiche apportate al proprio organigramma e ai relativi stanziamenti di bilancio per soddisfare il fabbisogno supplementare dei gruppi politici; compensa pienamente i suddetti incrementi riducendo gli stanziamenti iscritti nella riserva per imprevisti e alla linea di bilancio "Sistemazione dei locali";

91.  ricorda la propria decisione politica di esonerare i gruppi politici dall'obiettivo di riduzione del 5 % del personale, come sottolineato nelle sue risoluzioni di bilancio del 2014(12), 2015(13) e 2016(14);

92.  riduce di 60 posti l'organigramma del proprio Segretariato generale(15) per il 2017 (1 % dell'obiettivo di riduzione dell'organico), conformemente all'accordo del 14 novembre 2015 raggiunto con il Consiglio sul bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016; rammenta che nello stato di previsione si è già tenuto conto delle incidenze di bilancio di tale misura;

93.  riduce il proprio organico di ulteriori 20 posti per riflettere la fine del trasferimento di posti previsto nell'accordo di cooperazione con il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni; sottolinea che, poiché i posti in questione non sono stati iscritti in bilancio, non occorre ridurre alcuno stanziamento dal proprio bilancio;

94.  incoraggia i Segretari generali del Parlamento europeo, del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale europeo a collaborare sulla possibilità di ulteriori accordi per la condivisione delle funzioni e dei servizi di back-office tra le tre istituzioni; invita i Segretari generali a svolgere altresì uno studio sulla possibilità di realizzare sinergie anche nell'ambito delle funzioni e dei servizi di back-office tra il Parlamento, la Commissione e il Consiglio;

95.  mantiene nel proprio organigramma per il 2017 i 35 nuovi posti, come richiesto nel PBR n. 3/2016 per il rafforzamento della sicurezza per le istituzioni; esonera i posti in parola dall'obiettivo di riduzione del personale del 5 % dal momento che riguardano nuove attività per il Parlamento;

96.  ribadisce che la realizzazione dell'obiettivo di riduzione dell'organico non dovrebbe compromettere il corretto funzionamento dell'Istituzione o la sua capacità di esercitare i suoi poteri fondamentali, né intaccare la sua eccellenza legislativa o la qualità delle condizioni di lavoro per i deputati e il personale;

97.  constata, alla luce dei molteplici problemi incontrati nella procedura di bilancio interna dell'anno in corso, che la revisione del capitolo 9 e delle pertinenti sezioni di altri capitoli del proprio regolamento è inevitabile per conseguire ciò che ha richiesto nella propria risoluzione del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione delle proprie entrate e spese per l'esercizio finanziario 2017, ossia che è "opportuno trasmettere ai membri dell'Ufficio di presidenza e alla commissione per i bilanci ogni informazione pertinente, in tutte le fasi della procedura, in modo tempestivo, in una forma comprensibile e con il necessario livello di dettaglio e di ripartizione, al fine di consentire all'Ufficio di presidenza, alla commissione per i bilanci e ai gruppi politici di procedere a deliberazioni appropriate e di basare le proprie decisioni su un quadro globale dello stato e dei fabbisogni del bilancio del Parlamento";

98.  chiede, conformemente al paragrafo 15 della propria risoluzione del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2017, che il metodo di elaborazione del proprio bilancio sulla base del fabbisogno effettivo per le singoli voci e non sulla base di un sistema di coefficienti sia utilizzato per la prima volta durante la procedura di bilancio per l'esercizio 2018;

99.  ricorda che l'amministrazione si è impegnata a presentare una programmazione di bilancio a medio e lungo termine, compresa una chiara distinzione tra spese d'investimento e spese operative inerenti al funzionamento dell'Istituzione, tra cui gli obblighi statutari vincolanti; si attende pertanto che il progetto preliminare di stato di previsione per il 2018 sia presentato con le medesime modalità;

100.  ricorda la relazione Fox-Häfner(16) del 2013, che stimava tra i 156 milioni di EUR e i 204 milioni di EUR i costi della dispersione geografica del Parlamento, pari al 10 % del suo bilancio; constata il dato secondo cui il 78 % di tutte le missioni del proprio personale statutario è riconducibile alla dispersione geografica dell'Istituzione; sottolinea che la relazione stimava inoltre l'impatto ambientale della dispersione geografica tra 11 000 e 19 000 tonnellate di emissioni di CO2; ribadisce l'immagine pubblica negativa ascrivibile a tale dispersione e chiede pertanto una tabella di marcia per la definizione di un'unica sede e la riduzione delle relative linee di bilancio;

101.  deplora che, nonostante le ripetute richieste della commissione per i bilanci, non sia ancora disponibile la strategia a medio e lungo termine per gli edifici dell'Istituzione, affinché la commissione possa deliberare con cognizione di causa;

Sezione IV – Corte di giustizia

102.  deplora che il Consiglio incrementi dal 2,5 % al 3,8 % il tasso di abbattimento forfettario, il che equivale a una riduzione di 3,4 milioni di EUR e contrasta con il tasso estremamente elevato di occupazione di posti della Corte (98 % alla fine del 2015); riporta pertanto il tasso di abbattimento forfettario al livello del PB, affinché la Corte sia in grado di espletare i propri compiti a fronte di una crescita costante del carico di lavoro giudiziario;

103.  decide inoltre di ripristinare il PB per quanto riguarda sei ulteriori voci di bilancio ridotte dal Consiglio ai titoli I e II del bilancio della Corte, che inciderebbero pesantemente sulle priorità della Corte nei settori linguistico e della sicurezza;

104.  esprime la propria insoddisfazione per la dichiarazione unilaterale del Consiglio e il relativo allegato sulla riduzione del personale del 5 % nella posizione del Consiglio sul PB 2017, secondo la quale la Corte deve tagliare 19 posti dal proprio organigramma; sottolinea che i 19 posti in oggetto corrispondono ai 12 e 7 posti debitamente autorizzati dal Parlamento e dal Consiglio nell'ambito delle procedure di bilancio, rispettivamente, per il 2015 e il 2016, per far fronte al fabbisogno supplementare e insiste pertanto sul fatto che i 19 posti non dovrebbero essere restituiti, dal momento che la Corte ha già raggiunto il suo requisito di riduzione del 5 % dell'organico sopprimendo 98 posti nel periodo 2013-2017; 

Sezione V – Corte dei conti

105.  riporta al livello originario del 2,6 % il tasso di abbattimento forfettario per consentire alla Corte dei conti di soddisfare il proprio fabbisogno di personale;

106.  ripristina altre cinque linee di bilancio decurtate dal Consiglio affinché la Corte dei conti possa attuare il suo programma di lavoro ed elaborare le previste relazioni di audit;

107.  ripristina in parte il PB per quanto riguarda tre voci di bilancio in linea con le proposte di risparmi individuati dalla stessa Corte dei conti;

Sezione VI — Comitato economico e sociale europeo

108.  riporta al livello originario del 4,5 % il tasso di abbattimento forfettario onde permettere al Comitato economico e sociale europeo di soddisfare il proprio fabbisogno e far fronte alla continua riduzione di organico nel contesto dell'accordo di cooperazione tra il Parlamento, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni concluso nel febbraio 2014;

109.  ripristina i 12 posti e i relativi stanziamenti soppressi dalla Commissione nel PB in conformità del suddetto accordo di cooperazione, in modo da riflettere l'effettivo numero di posti trasferiti dal Comitato economico e sociale europeo al Parlamento;

110.  decide inoltre di adeguare il punto riguardante le prestazioni di complemento per i servizi di traduzione al livello stimato dall'istituzione stessa, compensando così parzialmente il trasferimento di 36 posti dal Comitato economico e sociale europeo al Parlamento, conformemente al suddetto accordo di cooperazione;

Sezione VII – Comitato delle regioni

111.  ripristina gli otto posti e i relativi stanziamenti ridotti dalla Commissione nel PB in conformità del suddetto accordo di cooperazione, in modo da riflettere l'effettivo numero di posti trasferiti dal Comitato delle regioni al Parlamento;

112.  ripristina inoltre gli stanziamenti relativi alle spese di ufficio e di attrezzature informatiche dei membri del Comitato, decurtati dalla Commissione nel suo PB, al livello che il Comitato reputa sufficiente a garantire un finanziamento delle suddette spese dei membri del Comitato delle regioni;

113.  si rammarica dei tagli apportati dalla Commissione nel suo PB alla voce di bilancio "Sistemazione dei locali" e decide di ripristinarne la dotazione al livello stimato dallo stesso Comitato per soddisfare l'accresciuto fabbisogno in materia di sicurezza, mantenere gli edifici in buono stato e nel rispetto degli obblighi di legge, e migliorare l'efficienza energetica;

114.  ripristina infine gli stanziamenti relativi alle attività di comunicazione dei gruppi politici riviste al ribasso dalla Commissione nel PB, per garantire un finanziamento adeguato delle attività di comunicazione dei gruppi politici del Comitato;

Sezione VIII – Mediatore europeo

115.  constata che il Consiglio ha ridotto di 195 000 EUR il progetto di bilancio del Mediatore europeo; sottolinea che un taglio di tale entità costituirebbe un onere sproporzionato per la già scarsa dotazione del Mediatore e inciderebbe in maniera sostanziale sulla sua capacità di essere efficacemente al servizio dei cittadini; ripristina pertanto gli importi di tutte le linee di bilancio interessate dai tagli del Consiglio, affinché il Mediatore europeo possa espletare il proprio mandato e onorare gli impegni assunti;

Sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati

116.  constata con rammarico che il Consiglio ha ridotto di 395 000 EUR il progetto di bilancio del Garante europeo della protezione dei dati; sottolinea che ciò contrasta nettamente con il compito aggiuntivo conferito all'istituzione dal Parlamento e dal Consiglio e pregiudicherebbe la capacità del Garante di prestare un servizio efficace alle istituzioni europee; ripristina pertanto gli importi di tutte le linee di bilancio interessate dai tagli del Consiglio, onde consentire al Garante europeo della protezione dei dati di espletare il suo mandato e onorare i suoi impegni;

Sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna

117.  ripristina tutte le linee interessate dai tagli del Consiglio;

118.  decide inoltre di creare una voce di bilancio dedicata alla capacità di comunicazione strategica, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del marzo 2015, e dotare il SEAE di personale e di strumenti adeguati per far fronte alla sfida della disinformazione da parte di paesi terzi e soggetti non statali;

119.  accoglie con favore l'impegno scritto dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ad affrontare gli squilibri esistenti nell'organico del SEAE in termini di quota di diplomatici degli Stati membri e personale statutario dell'UE in determinate posizioni e a presentare un riesame della politica delle risorse umane del SEAE nel corso del 2017; invita l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a informarlo dei provvedimenti adottati entro la primavera del 2017, prima dell'inizio della prossima procedura di bilancio;

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120.  esprime la convinzione che il bilancio dell'Unione possa contribuire ad affrontare efficacemente non solo le conseguenze ma anche le cause profonde delle crisi a cui l'Unione deve fare attualmente fronte; è tuttavia del parere che gli eventi imprevisti di portata unionale debbano essere affrontati condividendo gli sforzi e stanziando risorse supplementari a livello di Unione, piuttosto che mettendo in dubbio gli impegni pregressi o aggrappandosi all'illusione di trovare soluzioni puramente nazionali; sottolinea pertanto che le disposizioni in materia di flessibilità esistono per consentire siffatte risposte congiunte e rapide e dovrebbero essere utilizzate appieno onde compensare i vincoli rigidi dei massimali del QFP;

121.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, accompagnata dagli emendamenti al progetto di bilancio generale, al Consiglio, alla Commissione, alle altre istituzioni e agli altri organi interessati nonché ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.
(2) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(5) Testi approvati, P8_TA(2016)0080.
(6) Testi approvati, P8_TA(2016)0132.
(7) Testi approvati, P8_TA(2016)0309.
(8) Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
(9) Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470).
(10) GU C 75 del 26.2.2016, pag. 100.
(11) Contributo di Kersti Kaljulaid all'audizione sul quadro di controllo interno integrato, organizzata dalla commissione CONT il 22 aprile 2013.
(12) Testi approvati, P7_TA(2013)0437.
(13) Testi approvati, P8_TA(2014)0036.
(14) Testi approvati, P8_TA(2015)0376.
(15) Essendo stata adottata la decisione politica di esonerare i gruppi politici da tale calcolo, la riduzione in oggetto riguarda la parte dell'organigramma relativa al Segretariato generale.
(16) Testi approvati, P7_TA(2013)0498.

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