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Procedura : 2016/2034(INI)
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Ciclo del documento : A8-0339/2016

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A8-0339/2016

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PV 13/12/2016 - 17
CRE 13/12/2016 - 17

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PV 14/12/2016 - 9.17
CRE 14/12/2016 - 9.17
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Mercoledì 14 dicembre 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Strumenti PAC volti a ridurre la volatilità dei prezzi sui mercati agricoli
P8_TA(2016)0504A8-0339/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 14 dicembre 2016 sugli strumenti della PAC intesi a ridurre la volatilità dei prezzi nei mercati agricoli (2016/2034(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti i regolamenti (UE) n. 1305/2013, (UE) n. 1306/2013, (UE) n. 1307/2013 e (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che definiscono la politica agricola comune dell'Unione europea,

–  visto lo studio del marzo 2016 condotto per la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale dal titolo "State of Play of Risk Management Tools Implemented by Member States during the period 2014-2020: National and European Frameworks" (Situazione attuale degli strumenti di gestione del rischio attuati dagli Stati membri nel periodo 2014-2020: quadro nazionale e quadro europeo),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e il parere della commissione per i bilanci (A8-0339/2016),

A.  considerando che l'instabilità e la volatilità dei prezzi hanno sempre caratterizzato i mercati agricoli e che negli ultimi anni sono diventate un elemento strutturale dell'agricoltura a livello sia europeo che mondiale, a causa del rapido susseguirsi di shock della domanda, dell'offerta e dei prezzi;

B.  considerando che l'agricoltura deve affrontare la grande sfida dell'aumento della popolazione mondiale, mentre una quota significativa della popolazione del pianeta continua a soffrire di malnutrizione, e che la volatilità dei mercati agricoli alle variazioni della produzione e agli squilibri tra offerta e domanda continuerà ad aumentare;

C.  considerando che i cambiamenti climatici e i parassiti si ripercuotono negativamente sui livelli di produzione agricola e che le manifestazioni dei cambiamenti climatici, quali siccità e inondazioni, contribuiscono alla volatilità dei prezzi;

D.  considerando che le condizioni macroeconomiche possono svolgere un ruolo chiave nella volatilità dei prezzi, compresi i fattori strutturali quali tassi di cambio, prezzi dell'energia e dei fertilizzanti, tassi di interesse e speculazione sui mercati agricoli;

E.  considerando che, al di fuori dell'Unione, i grandi attori globali dei mercati agricoli attuano politiche volte alla riduzione della volatilità e che anche il G20 dell'agricoltura si è impegnato ad affrontare tale questione, nel contesto dello sviluppo sostenibile, adottando azioni volte a contrastare gli effetti negativi dell'eccessiva volatilità dei prezzi delle materie prime agricole sulla sicurezza alimentare;

F.  considerando che ogni regione del mondo ha i propri modelli di produzione e applica misure diverse in relazione all'ambiente e al benessere animale, con possibili gravi ripercussioni sul prezzo/costo di produzione, e che gli agricoltori europei dovrebbero poter essere competitivi sul mercato mondiale;

G.  considerando che scelte politiche, come l'attuazione di embarghi commerciali, possono causare un aumento della volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli;

H.  considerando che l'Unione europea non dispone attualmente di una reale rete di sicurezza per limitare la volatilità del mercato, il che costituisce un considerevole disincentivo per gli agricoltori a mantenere le loro attività nel territorio dell'UE;

I.  considerando che in questi ultimi decenni l'apertura dei mercati e le scelte che hanno condotto alla globalizzazione dell'economia, in particolare dietro l'impulso degli accordi dell'OMC o degli accordi commerciali bilaterali, hanno consentito una maggiore fluidità dei mercati, ma hanno altresì contribuito ad accentuare il fenomeno della volatilità dei prezzi nel settore agricolo;

J.  considerando che gli agricoltori hanno dovuto far fronte a un aumento dei costi di produzione e del debito agricolo e che nell'UE 2,4 milioni di aziende agricole sono scomparse tra il 2005 e il 2010, con la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro nelle zone rurali;

K.  considerando che i mercati agricoli, quali luogo di incontro tra la domanda e l'offerta, sono per natura instabili, che la presenza di attori finanziari tende a rafforzare tale instabilità e che la limitata elasticità della domanda alimentare mondiale rispetto all'offerta di prodotti agricoli contribuisce ad aumentare l'effetto degli squilibri reali o presunti sugli attori dei mercati, con impatti a volte folgoranti sui prezzi dei prodotti agricoli;

L.  considerando che la finanziarizzazione dell'economia globale e la speculazione che l'accompagna possono avere conseguenze sui mercati agricoli e contribuire potenzialmente a un aumento degli squilibri e della volatilità dei prezzi quando le materie prime sono utilizzate semplicemente come valori finanziari; che, come sottolineato dalle terribili rivolte per la fame del 2008, tale finanziarizzazione eccessiva può essere devastante ed eticamente riprovevole se minaccia la sicurezza alimentare delle popolazioni più povere e più malnutrite del pianeta;

M.  considerando che l'Unione europea è responsabile di contribuire alla sicurezza alimentare in Europa e al mantenimento di una posizione competitiva degli agricoltori e orticoltori europei nel mercato mondiale;

N.  considerando l'importanza del settore agricolo e agroalimentare per l'economia dell'UE e la sua capacità di contribuire a una crescita sostenibile;

O.  considerando che la volatilità dei prezzi genera un elevato livello di incertezza tra produttori e consumatori perché i primi ritengono che i loro redditi e la loro capacità di investire, nonché la sostenibilità a lungo termine delle loro attività, siano minacciate quando i prezzi sono bassi, mentre per i consumatori la possibilità di nutrirsi e di accedere ai prodotti di base può essere compromessa da prezzi elevati dei prodotti alimentari, generando situazioni di crisi;

P.  considerando che la volatilità dei prezzi sta danneggiando il settore agricolo e agroalimentare, il che può compromettere gli investimenti, la crescita e l'occupazione e può ripercuotersi negativamente anche sull'approvvigionamento dei consumatori, sulla sicurezza alimentare e sul buon funzionamento della PAC;

Q.  considerando che la volatilità dei prezzi incide sulla capacità degli agricoltori di investire e creare occupazione, a scapito della modernizzazione, dell'innovazione, della partecipazione dei giovani all'agricoltura e del ricambio generazionale;

R.  considerando che l'agricoltura sostenibile, quale fonte di alimenti di alta qualità, può essere assicurata solamente se gli agricoltori ricevono adeguati prezzi franco azienda che coprano tutti i costi di una produzione sostenibile;

S.  considerando che, nel contesto della "rivoluzione digitale", una maggiore trasparenza dei mercati europei e un accesso tempestivo alle informazioni possono contribuire, insieme ad altri strumenti, a limitare la volatilità dei mercati e dei prezzi tramite un accesso migliore e più oggettivo degli operatori economici alle evoluzioni dei mercati agricoli, partecipando a garantire una migliore protezione dei redditi degli agricoltori e ostacolando la speculazione sui mercati agricoli;

T.  considerando che la PAC quale riformata nel 2013 comprende strumenti di gestione dei rischi nel quadro della politica di sviluppo rurale per i quali sono attualmente spesi soltanto il 2% del bilancio del secondo pilastro e lo 0,4% del bilancio della PAC;

Situazione attuale e obiettivi

1.  ritiene che l'esposizione degli agricoltori alla volatilità dei prezzi aumenterà per una varietà di cause quali l'instabilità e l'imperfezione dei mercati agricoli, la globalizzazione e la sofisticazione dei mercati agricoli, la crescente variabilità dell'offerta dovuta all'instabilità climatica, l'aumento dei rischi sanitari e il fragile equilibrio della filiera alimentare;

2.  reputa necessario adottare una politica più incisiva e coerente, con strumenti mirati a livello nazionale e di UE, volta a garantire una produzione agricola polifunzionale e sostenibile in tutta l'Unione accompagnata da prezzi equi e remunerativi, in particolare riducendo gli effetti negativi sugli operatori più esposti alla volatilità dei prezzi;

3.  osserva che non tutti i settori agricoli presentano la stessa esposizione alla volatilità dei prezzi e che la calibrazione degli strumenti delle politiche pubbliche o delle strategie di mitigazione per gli attori interessati deve essere adattata a ciascun settore e ai rischi reali, attuali e futuri, cui gli agricoltori devono far fronte;

4.  osserva che, mentre l'Unione europea riduce il sostegno strategico all'agricoltura, i suoi concorrenti sul mercato mondiale, in particolare gli Stati Uniti, il Brasile e la Cina, stanziano un sostegno finanziario pubblico molto significativo e crescente per sviluppare nuovi modelli della politica sui rischi e fornire strumenti che proteggano i loro agricoltori dagli effetti della volatilità dei prezzi;

5.  rileva che l'Unione europea è il solo attore del settore agricolo a fondare la sua politica agricola su un sostegno dissociato dalla produzione e, allo stesso tempo, ad aver smantellato nel corso degli anni il suo regime di sostegno strategico all'agricoltura;

6.  osserva che gli Stati Uniti, nel quadro della legge sull'agricoltura del 2014, hanno messo a punto delle polizze assicurative specifiche per i vari settori agricoli;

7.  sottolinea che la PAC è cambiata con continuità nel corso degli ultimi decenni e che i suoi principali obiettivi di garantire condizioni di vita decorose agli agricoltori e una fornitura alimentare stabile e sicura a prezzi accessibili restano validi;

8.  sottolinea a tale proposito che una politica comune europea è fondamentale per un settore responsabile di garantire la sicurezza della fornitura e dei prodotti alimentari e che svolge un ruolo chiave nell'utilizzo delle risorse naturali e nello sviluppo economico e ambientale sostenibile delle zone rurali;

9.  mette in evidenza l'importanza di usare le sinergie tra la PAC e le altre politiche dell'UE;

10.  sottolinea che le ultime riforme della PAC hanno quasi interamente dissociato gli aiuti diretti dalla produzione, hanno continuato il processo di convergenza dei pagamenti diretti e hanno tenuto maggiormente conto delle preoccupazioni sociali e, in particolare, ambientali;

11.  osserva con preoccupazione che nel corso degli anni le risorse della PAC sono diminuite, in particolare quelle destinate alle azioni rientranti nell'organizzazione comune dei mercati (OCM), aprendo la prospettiva di una nuova nazionalizzazione della PAC e pregiudicando le condizioni di giustizia e parità nel mercato unico dell'UE;

12.  sottolinea che i redditi annui medi degli agricoltori dell'UE sono rimasti stazionari o sono persino diminuiti negli ultimi dieci anni mentre i costi di produzione sono aumentati in modo costante, il che a sua volta ha provocato una riduzione consistente del numero di aziende agricole e una potenziale perdita di molti posti di lavoro nelle zone rurali;

13.  ritiene che la Commissione dovrebbe utilizzare l'intero margine finanziario disponibile nell'ambito dell'OCM unica;

14.  deplora il tasso di attuazione molto lento degli strumenti dell'OCM unica per ridurre gli effetti negativi della volatilità dei prezzi e gestire le perturbazioni del mercato;

15.  sottolinea che la maggior parte degli strumenti di gestione del rischio, dei fondi di mutualità e degli strumenti di stabilizzazione del reddito e di assicurazione concessi nell'ambito dei programmi di sviluppo rurale è al momento attuata in modo non omogeneo e con finanziamenti di bilancio limitati;

16.  raccomanda pertanto che le attuali misure del secondo pilastro siano rafforzate allo scopo di potenziare la competitività dell'agricoltura europea e di coinvolgere da vicino le organizzazioni dei produttori nel processo di attuazione;

17.  invita la Commissione a eseguire un'analisi approfondita dei motivi sottesi alla debole diffusione degli strumenti a disposizione nell'ambito del secondo pilastro della PAC e all'attuazione non ottimale dell'OCM unica, allo scopo di rivedere di conseguenza le pertinenti disposizioni;

18.  sottolinea l'importanza di mantenere nella PAC attuale gli aiuti diretti disaccoppiati e il regime di pagamento unico per superficie, che costituiscono una compensazione per i servizi pubblici e un elemento fondamentale a garanzia del reddito degli agricoltori e di una certa stabilità finanziaria degli stessi;

19.  mette in evidenza tuttavia che la PAC attuale, che manca di strumenti reattivi ed efficaci, non ha risposto in modo adeguato alla crescente volatilità registrata sui mercati né permesso agli agricoltori di reagire ai segnali del mercato o di sviluppare soluzioni per far fronte ai cambiamenti dei prezzi;

20.  invita la Commissione a intervenire con urgenza a sostegno del settore agricolo delle regioni ultraperiferiche, montuose e più svantaggiate, dove i costi legati alla produzione, al raccolto e alla commercializzazione dei prodotti agricoli al di fuori delle rispettive zone di produzione sono molto più elevati rispetto ad altre regioni, e a fornire indicatori specifici per l'attivazione delle misure della rete di sicurezza per i mercati agricoli di tali regioni;

21.  ritiene che l'autonomia e la sicurezza alimentari dell'UE e lo sviluppo di un settore agricolo competitivo e sostenibile in tutta l'UE che soddisfi le esigenze dei cittadini debbano continuare a costituire obiettivi strategici per il futuro della PAC e che allo stesso tempo debbano essere garantite con urgenza condizioni di vita giuste agli agricoltori;

22.  reputa che una produzione alimentare sostenibile non possa prescindere dagli agricoltori europei, che sono continuamente esposti alla volatilità dei prezzi e dipendono in larga misura da mercati e prezzi stabili, così come da adeguati finanziamenti pubblici e misure che tutelino la competitività delle aziende agricole, anche quelle a conduzione familiare;

23.  sottolinea a tale proposito il ruolo importante svolto dai giovani agricoltori e dai nuovi operatori del settore nel garantire il futuro dell'agricoltura europea;

Proposte

Organizzazione delle filiere e contrattualizzazione

24.  ritiene che i produttori primari siano l'anello più debole della catena di approvvigionamento alimentare, in particolare date la concentrazione e le dimensioni in aumento del settore del commercio al dettaglio a livello europeo e nazionale, e che debba essere loro permesso di riunirsi in organismi quali cooperative, organizzazioni dei produttori, associazioni di categoria o organizzazioni interprofessionali;

25.  chiede alla Commissione di facilitare la contrattualizzazione adattando, conformemente all'articolo 42 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), la politica dell'UE in materia di concorrenza alle esigenze specifiche del settore agricolo, prevedendo norme e un'attuazione uniformi in tutti gli Stati membri; ritiene che gli obiettivi della PAC debbano continuare a prevalere sulle norme di concorrenza e che qualsiasi iniziativa volta ad adeguare meglio il diritto in materia di concorrenza alle specificità del settore agricolo dovrebbe fondarsi sul regolamento unico OCM;

26.  sottolinea che il potere negoziale dei produttori deve essere rafforzato nella filiera alimentare, mediante contratti standard, trasparenti, equilibrati e negoziati collettivamente, allo scopo di mettere gli agricoltori in condizione di rispondere alle pratiche commerciali sleali, promuovere la propria competitività, migliorare la propria stabilità dei redditi, generare valore aggiunto e investire nell'innovazione;

27.  chiede alla Commissione di istituire un quadro legislativo dell'UE che vieti nella filiera alimentare le pratiche commerciali sleali suscettibili di causare la volatilità dei prezzi sui mercati agricoli;

28.  sottolinea che questi contratti dovrebbero avere una durata adeguata e stabilire il prezzo, le scadenze dei pagamenti e le altre condizioni relative alla fornitura dei prodotti agricoli;

29.  ritiene che gli agricoltori nei diversi settori agricoli dovrebbero essere in grado di negoziare collettivamente i termini contrattuali mediante organizzazioni dei produttori dalle dimensioni corrispondenti a quelle dei gruppi industriali o di distribuzione con i quali negoziano;

30.  rileva che le potenzialità offerte dai contratti della filiera integrata a più lungo termine, dai contratti a termine e dai contratti a margine fisso, nonché la possibilità di "bloccare" per un determinato periodo di tempo prezzi che rispecchino i costi di produzione potrebbero offrire ai produttori uno strumento con cui gestire l'impatto della volatilità sui loro margini;

31.  ritiene che dovrebbe essere prevista anche l'opzione di ricorrere a nuovi strumenti nei rapporti contrattuali e che debbano essere messi a disposizione strumenti di mediazione contrattuale;

32.  osserva che le organizzazioni interprofessionali promuovono un clima di fiducia e dialogo tra le diverse parti interessate (produttori, trasformatori e distributori) e facilitano la creazione di valore aggiunto mediante iniziative congiunte che aiutano gli agricoltori a comprendere meglio i mercati e la produzione, promuovere le migliori pratiche e la trasparenza del mercato, prevedere le potenzialità produttive, contribuire a una migliore gestione dell'offerta ed elaborare contratti standard che siano compatibili con le norme e la regolamentazione dell'UE;

33.  chiede alla Commissione di promuovere l'istituzione di organizzazioni interprofessionali a livello dell'UE che tutelino congiuntamente gli interessi dei produttori nei settori maggiormente orientati ai mercati transnazionali, quale ad esempio il settore ortofrutticolo;

34.  riconosce gli sforzi compiuti dalle cooperative europee per formare unioni e aiutare i produttori a migliorare la loro posizione nella catena di valore e ritiene necessario incoraggiarle a svolgere un ruolo maggiore nei settori agricoli, riducendo in tale modo gli effetti di una eccessiva volatilità del mercato;

Sistemi di gestione del rischio

35.  raccomanda, in una PAC orientata al mercato, di sviluppare ulteriormente gli strumenti di gestione del rischio climatico, sanitario ed economico, in particolare i diversi tipi di assicurazioni contro i rischi per la produzione agricola, gli strumenti di stabilizzazione del reddito, i meccanismi di accantonamento individuale e i fondi di mutualità e lo strumento di stabilizzazione del reddito, per limitare gli effetti della volatilità dei prezzi e incoraggiare una gestione lungimirante delle aziende agricole;

36.  invita la Commissione a promuovere lo scambio delle migliori pratiche tra gli Stati membri e a sviluppare nuovi strumenti che non dovrebbero essere soltanto equi, efficienti e reattivi ma anche economicamente accessibili e aperti agli agricoltori, allo scopo di prevenire e gestire i rischi associati alla volatilità dei prezzi e quindi gettare le basi per un dialogo sulle future riforme della PAC;

37.  sottolinea che tali strumenti, che vanno ad affiancarsi al sistema dei pagamenti diretti, devono essere dotati di risorse sufficienti per aumentare la resilienza dell'agricoltura, riducendo al contempo la necessità di gestire le crisi a posteriori;

38.  ritiene che i fondi di mutualità settoriali gestiti, istituti per iniziativa degli agricoltori, possono garantire una certa stabilità dei redditi degli agricoltori dato che i margini di profitto realizzati sui loro prodotti variano;

39.  reputa inoltre che tali fondi di mutualità non dovrebbero sostituire il sostegno fornito dall'Unione e dovrebbero essere integrati al sostegno nazionale;

40.  invita inoltre la Commissione a intraprendere iniziative offrendo incentivi alla creazione di tali fondi, garantendo nel contempo che qualsiasi futuro sistema di gestione del rischio debba rispettare, e se del caso integrare, i regimi di assicurazione adottati dagli Stati membri a livello nazionale;

41.  ritiene che la volatilità dei prezzi possa essere gestita anche a livello nazionale e invita gli Stati membri a prendere in considerazione la volatilità del mercato nelle loro norme fiscali consentendo agli agricoltori di creare meccanismi di accantonamento individuale che potrebbero essere esenti da tasse;

42.  reputa che dal punto di vista economico gli agricoltori siano tra gli attori più vulnerabili sul mercato, in particolare quelli che hanno investito nello sviluppo delle loro aziende;

43.  è del parere che gli strumenti della PAC, quali un'efficace assistenza ai flussi di cassa o un sistema di risparmio precauzionale, dovrebbero anche evitare che lo slancio a favore degli investimenti vada perso;

44.  sottolinea che le aziende agricole possono permettersi di essere innovatrici soltanto se i costi del capitale sono bassi e se è disponibile una certa liquidità; evidenzia a tal proposito che un reddito stabile è una condizione essenziale per permettere agli agricoltori di accedere al credito;

45.  osserva che il ruolo e le azioni del settore bancario hanno un impatto marcato sui produttori e che i crescenti livelli di debito agricolo impongono un onere aggiuntivo al settore nei periodi di volatilità;

46.  sottolinea l'importanza di informare meglio gli agricoltori sul ruolo chiave che la Banca europea per gli investimenti svolge nel sostenere e sviluppare l'economia rurale e su come beneficiare di strumenti finanziari innovativi;

47.  reputa che gli agricoltori e le organizzazioni del settore debbano essere informati meglio riguardo alla modernizzazione, alla sostenibilità e alla competitività delle aziende, fornendo loro nel contempo corsi di formazione sulla gestione dei rischi, i dati di mercato, i margini e la volatilità;

48.  invita la Commissione ad adottare, in stretta cooperazione con le autorità nazionali e le associazioni di agricoltori, un piano di sensibilizzazione sugli strumenti di gestione del rischio disponibili nel quadro del secondo pilastro e dell'OCM unica;

49.  chiede agli Stati membri e alle autorità locali di rafforzare gli aspetti summenzionati nei loro programmi di educazione e di formazione professionale in ambito agricolo;

50.  ritiene che uno dei modi per stabilizzare i mercati e ridurre la volatilità dei prezzi sia garantire un migliore equilibrio tra l'offerta e la domanda;

Osservatori dei mercati agricoli e dei prezzi

51.  è del parere che i mercati agricoli debbano essere trasparenti, caratteristica che può essere conseguita rendendo la pubblicazione delle informazioni esistenti sui prezzi e sui costi più tempestiva, facilmente accessibile e utile per tutte le parti interessate nella catena di approvvigionamento, dalla produzione alla distribuzione, limitando in tal modo la speculazione e la volatilità dei prezzi;

52.  rileva, tuttavia, che la trasparenza dei prezzi di per sé non contribuirà a migliorare la resilienza degli agricoltori alla volatilità dei prezzi o a risolvere eventuali difetti strutturali dell'organizzazione dei mercati, come ad esempio gli squilibri tra domanda e offerta;

53.  incoraggia la creazione di una mappa europea con informazioni in tempo reale sulla disponibilità dei prodotti agricoli;

54.  plaude all'estensione degli strumenti supplementari di monitoraggio del mercato ad altri settori;

55.  sottolinea che la conoscenza della formazione e dell'andamento dei prezzi nonché delle tendenze dell'approvvigionamento rappresenta un importante vantaggio per gli agricoltori in fase di negoziazione dei contratti con le altre parti interessate;

56.  raccomanda la creazione di osservatori europei dei prezzi agricoli, che coprano l'intera catena, dal prezzo alla produzione al prezzo finale di vendita, allo scopo di fornire un'analisi continua segmento per segmento dei mercati agricoli;

57.  raccomanda il coinvolgimento delle parti interessate economiche nella messa a disposizione di dati aggiornati e pertinenti sull'andamento e sulle prospettive a medio e a breve termine con una frequenza mensile o quindicinale a seconda delle necessità specifiche del settore interessato;

58.  esorta la Commissione a fornire agli osservatori le risorse necessarie a consentire loro di formulare raccomandazioni anziché limitarsi al mero monitoraggio delle perturbazioni;

Strumenti per la prevenzione e la gestione delle crisi

59.  osserva che in un'economia globalizzata gli strumenti tradizionali di gestione delle crisi della PAC (intervento pubblico e ammasso privato) non risultano essere sufficientemente efficaci;

60.  chiede pertanto alla Commissione di sviluppare strumenti del settore pubblico e privato che siano modulabili e/o integrabili vicendevolmente, affiancati da un meccanismo mirato e vincolante di allerta precoce per garantire il corretto funzionamento dei mercati e rispondere alle crisi dei mercati;

61.  è del parere che la Commissione dovrebbe utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione nell'ambito dell'OCM unica per lottare contro le crisi;

62.  si rammarica per l'utilizzo ridotto della riserva di crisi, dovuto principalmente alle norme di bilancio, in particolare la regola dell'annualità, e al potere discrezionale che la Commissione può esercitare nello sbloccare i fondi dalla riserva;

63.  chiede pertanto che la riserva di crisi sia costituita al di fuori del bilancio della PAC e che funga da fonte di finanziamento degli strumenti di gestione delle crisi;

64.  considera le misure anticicliche strumenti di prevenzione e gestione delle crisi mediante i quali, congiuntamente agli strumenti di gestione del rischio, l'UE può intervenire sui mercati agricoli in casi di crisi "di forza maggiore " per evitare cospicui tagli ai prezzi;

65.  invita la Commissione a condurre uno studio sullo sviluppo di meccanismi volti a prevenire e affrontare le crisi dovute alla volatilità dei prezzi ricorrendo agli aiuti anticiclici e a prevedere una maggiore flessibilità nei bilanci annuali, entro i limiti della dotazione finanziaria pluriennale, al fine di tenere conto degli aiuti anticiclici;

o
o   o

66.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

Avviso legale