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Procedura : 2016/2146(INI)
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Ciclo del documento : A8-0366/2016

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A8-0366/2016

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PV 15/12/2016 - 3
CRE 15/12/2016 - 3

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P8_TA(2016)0512

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Giovedì 15 dicembre 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Attività della commissione per le petizioni 2015
P8_TA(2016)0512A8-0366/2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 dicembre 2016 sulle attività della commissione per le petizioni relative al 2015 (2016/2146(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni,

–  visti gli articoli 10 e 11 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  viste la rilevanza del diritto di petizione e l'importanza che il Parlamento sia immediatamente informato delle preoccupazioni specifiche dei cittadini e dei residenti dell'Unione europea, come previsto agli articoli 24 e 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'articolo 228 TFUE,

–  visto l'articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, relativo al diritto di petizione al Parlamento europeo,

–  viste le disposizioni del TFUE concernenti la procedura di infrazione, in particolare gli articoli 258 e 260,

–   visti l'articolo 52 e l'articolo 216, paragrafo 8, del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le petizioni (A8-0366/2016),

A.  considerando che la presente relazione annuale sulle attività della commissione per le petizioni ha come obiettivo quello di presentare un'analisi delle petizioni ricevute nel 2015 e dei rapporti con le altre istituzioni, e di fornire un quadro veritiero degli obiettivi raggiunti nel corso del 2015;

B.  considerando che le petizioni ricevute nel 2015 sono state 1 431, il che rappresenta una flessione del 47 % rispetto al 2014, anno in cui il Parlamento aveva ricevuto 2 714 petizioni; che 943 petizioni sono state considerate ricevibili, di cui 424 sono state esaminate e archiviate rapidamente dopo aver opportunamente informato i firmatari sulle rispettive questioni di interesse, e che 519 petizioni rimangono aperte per ulteriori discussioni in seno alla commissione per le petizioni che 483 petizioni sono state dichiarate irricevibili;

C.  considerando che il numero di petizioni ricevute è modesto rispetto alla popolazione complessiva dell'Unione europea, il che indica che sfortunatamente la grande maggioranza dei cittadini e dei residenti dell'UE non conosce ancora l'esistenza del diritto di petizione e la sua potenziale utilità quale mezzo per richiamare l'attenzione delle istituzioni e degli Stati membri dell'UE sulle tematiche che li riguardano e li preoccupano e che rientrano nell'ambito di attività dell'Unione;

D.  considerando che 483 petizioni sono state dichiarate irricevibili nel 2015 e che vi è ancora molta confusione in merito all'ambito di attività dell'Unione europea, come dimostra l'elevato numero di petizioni irricevibili pervenute (il 33,8 %); che per porre rimedio a tale situazione sarebbe opportuno incentivare e migliorare la comunicazione con i cittadini e spiegare i diversi ambiti di competenza – europea, nazionale e locale;

E.  considerando che ogni petizione viene esaminata e trattata con attenzione, in modo efficiente e trasparente;

F.  considerando che i firmatari sono molto spesso cittadini impegnati per la tutela dei diritti fondamentali e per il miglioramento e il benessere futuro delle nostre società; che l'esperienza di questi cittadini relativa al trattamento dato alle loro petizioni ha un forte impatto nel determinare la loro percezione delle istituzioni europee e del rispetto del diritto di petizione sancito dal diritto dell'Unione europea;

G.  considerando che il Parlamento europeo è l'unica istituzione dell'UE eletta direttamente dai cittadini e che il diritto di petizione offre loro i mezzi per richiamare l'attenzione dei rappresentanti che hanno eletto sui temi che li preoccupano;

H.  considerando che, a norma del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, al fine di promuovere la buona governance e garantire la partecipazione della società civile, le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione devono operare nel modo più trasparente possibile;

I.  considerando che il diritto di petizione deve essere un elemento fondamentale del percorso verso una democrazia partecipativa in cui il diritto di ogni cittadino a partecipare direttamente alla vita democratica dell'Unione è tutelato in modo efficace; che una reale governance democratica e partecipativa dovrebbe garantire la piena trasparenza, l'efficace protezione dei diritti fondamentali e il coinvolgimento effettivo dei cittadini nei processi decisionali; che tramite le petizioni il Parlamento europeo può ascoltare i cittadini, fornire loro informazioni e aiutarli a risolvere i problemi che li interessano, richiamando anche le altre istituzioni dell'UE e le istituzioni degli Stati membri, nell'ambito delle rispettive competenze, a compiere ogni sforzo al riguardo; che attraverso le petizioni si deve valutare l'impatto della legislazione dell'UE sulla vita quotidiana dei suoi abitanti;

J.  considerando che la crisi umanitaria dei rifugiati, il gravissimo impatto sociale ed economico della crisi finanziaria, l'aumento della xenofobia e del razzismo in tutta Europa mettono in dubbio la fiducia nel sistema e nel progetto europeo nel suo complesso; che la commissione per le petizioni ha la responsabilità e l'impegnativo compito di mantenere e rafforzare un dialogo costruttivo con i cittadini e i residenti dell'UE sulle questioni europee;

K.  considerando che la commissione per le petizioni è l'organo che meglio è in grado di mostrare ai cittadini che cosa l'Unione europea fa per loro e quali sono le soluzioni possibili a livello europeo, nazionale o locale; che la commissione per le petizioni può svolgere un'opera importante spiegando ed eventualmente dimostrando i successi e i benefici del progetto europeo;

L.  considerando che il diritto di petizione dovrebbe rafforzare la capacità di reazione del Parlamento europeo, contribuendo a risolvere i problemi legati soprattutto all'applicazione e al recepimento del diritto dell'UE; che le petizioni costituiscono una preziosa fonte di informazioni di prima mano basate sulle esperienze dei cittadini e contribuiscono a identificare eventuali violazioni e lacune nell'attuazione a livello nazionale della legislazione dell'UE e nel suo successivo monitoraggio da parte della Commissione nel suo ruolo di custode dei trattati; che le petizioni che si fondano sugli ambiti di attività dell'Unione europea e soddisfano i criteri di ricevibilità sono uno strumento fondamentale per individuare precocemente i casi di recepimento tardivo e l'effettiva applicazione del diritto dell'UE da parte degli Stati membri; che, attraverso le petizioni, i cittadini dell'UE possono denunciare le carenze nell'attuazione del diritto dell'Unione e contribuire a individuare violazioni del diritto dell'UE;

M.  considerando pertanto che le petizioni hanno grande importanza per il processo legislativo in quanto offrono alle altre commissioni del Parlamento spunti utili e diretti per l'attività legislativa nei loro rispettivi ambiti; che le petizioni non sono una responsabilità esclusiva della commissione per le petizioni, ma dovrebbero costituire un impegno condiviso da tutte le commissioni del Parlamento europeo;

N.  considerando che attraverso le petizioni i cittadini e i residenti dell'UE possono denunciare la scorretta attuazione del diritto dell'Unione; che in questo modo i cittadini rappresentano un'importante fonte d'informazione per individuare le violazioni del diritto dell'UE;

O.  considerando che, oltre a fornire un riscontro utile sull'applicazione della legislazione vigente, le petizioni possono anche contribuire a individuare le lacune nel diritto dell'UE e a valutare gli effetti dell'assenza di regolamentazione in alcuni ambiti, diventando in tal modo il motore di ulteriori sforzi legislativi;

P.  considerando che la commissione per le petizioni ha fatto un uso maggiore degli strumenti specifici a sua disposizione in quanto commissione, quali le interrogazioni con richiesta di risposta orale e le risoluzioni brevi, con l'obiettivo di dare visibilità alle diverse questioni che preoccupano i cittadini, o la presentazione di interrogazioni e risoluzioni al Parlamento in seduta plenaria, ad esempio le risoluzioni sulla legislazione ipotecaria e gli strumenti finanziari rischiosi in Spagna o sull'interesse superiore del minore in Europa;

Q.  considerando che nel 2015 le petizioni presentate dai cittadini sono state trattate con maggiore celerità ed efficienza, essendosi ridotti i tempi nella corrispondenza con i firmatari; che la segreteria ha compiuto uno sforzo notevole per conseguire tale miglioramento;

R.  considerando che i firmatari concorrono in modo attivo al lavoro della commissione per le petizioni, fornendo informazioni di prima mano supplementari ai suoi membri, alla Commissione e ai rappresentanti degli Stati membri presenti; che, partecipando ai dibattiti e presentando petizioni corredate di dati più dettagliati, contribuiscono a instaurare un dialogo fluido e costruttivo con i membri del Parlamento europeo e con la Commissione; che 191 firmatari hanno presenziato e partecipato alle deliberazioni della commissione per le petizioni nel 2015; che, sebbene tale cifra possa sembrare relativamente bassa, non si deve dimenticare che le riunioni della commissione per le petizioni sono trasmesse in video o via Internet, consentendo ai firmatari di seguire i dibattiti in diretta e in tempo reale o successivamente in differita;

S.  considerando che è stato adottato un metodo specifico di trattamento delle petizioni relative al benessere dei minori ed è stato creato un apposito gruppo di lavoro sull'argomento, istituito il 17 settembre 2015 e di cui è stata eletta presidente Eleonora Evi; sottolinea che ogni gruppo di lavoro dovrebbe disporre di un mandato chiaro al fine di poter conseguire risultati tangibili ed evitare qualsiasi ritardo ingiustificato nel trattamento delle petizioni;

T.  considerando che la presentazione di una petizione coincide spesso con la simultanea trasmissione di una denuncia alla Commissione, che può comportare l'avvio di una procedura d'infrazione; che nel 2015 il Parlamento europeo ha allertato la Commissione con petizioni e interrogazioni sulle mancanze di alcuni Stati membri nell'applicazione e nell'attuazione di determinate normative dell'UE;

U.  considerando che tali petizioni hanno riguardato denunce su questioni ambientali; che la Commissione ha inviato una lettera di messa in mora alla Finlandia in merito al recepimento della direttiva sull'acceso del pubblico all'informazione ambientale; che in altri cinque casi relativi all'ambiente la Commissione ha avviato dialoghi bilaterali con gli Stati membri in questione; che i casi riguardavano il gas di scisto, la gestione dei lupi, la scorretta applicazione della direttiva sulla valutazione ambientale strategica e la conformità della legislazione nazionale ai requisiti della direttiva sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale;

V.  considerando che le petizioni presentate dai cittadini riguardano anche questioni relative alla giustizia e alla cooperazione giudiziaria, il che in un caso ha spinto la Commissione ad avviare un dialogo bilaterale con uno Stato membro sulle restrizioni da esso imposte riguardo alla modifica del cognome dopo il matrimonio;

W.  considerando che a seguito di varie petizioni la Commissione ha inoltre avviato colloqui bilaterali con diversi Stati membri in merito alle imposte sugli immobili e all'imposta locale sulla residenza pagata dagli studenti;

X.  considerando che la Commissione ha intenzione di rafforzare l'applicazione della legislazione dell'UE sulla base del recepimento e di controlli sistematici della conformità della legislazione nazionale; che la Commissione ha dichiarato che adotterà le misure idonee, compreso l'avvio di nuovi casi EU Pilot e di procedure di infrazione, se verrà a conoscenza di possibili infrazioni del diritto dell'UE;

Y.  considerando che il coinvolgimento del Parlamento in tali procedure permette un controllo supplementare sulle attività di indagine delle istituzioni dell'UE competenti; che nessuna petizione deve essere archiviata mentre è ancora oggetto di indagine da parte della Commissione;

Z.  considerando che la Commissione, attraverso la relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea, pubblica le misure intraprese in relazione alle violazioni del diritto dell'Unione e divulga informazioni sulle procedure d'infrazione tramite comunicati stampa; che tali decisioni sulle procedure di infrazione sono consultabili nella banca dati della Commissione, disponibile sul sito web Europa; che la fornitura di informazioni più dettagliate da parte della Commissione nei suoi rapporti con la commissione per le petizioni per casi legati alle petizioni contribuirebbe a una maggiore trasparenza e a una migliore collaborazione tra le due istituzioni;

AA.  considerando che i principali temi fonte di preoccupazione sollevati nelle petizioni abbracciano un ampio ventaglio di argomenti, tra cui, per esempio, la tutela dell'ambiente (in particolare, il trattamento delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, la gestione dei bacini idrografici fluviali, le prospezioni e l'estrazione di gas e idrocarburi), le violazioni dei diritti dei consumatori, l'applicazione della giustizia (in particolare, i diritti di affidamento di minori), i diritti fondamentali (in particolare i diritti dei minori, delle persone con disabilità e delle minoranze), la libera circolazione delle persone, le discriminazioni, l'immigrazione, l'occupazione, il benessere degli animali;

AB.  considerando che il portale web della commissione per le petizioni, entrato in funzione alla fine del 2014, è operativo ma non ancora ultimato; che detto portale mira ad offrire ai cittadini e ai residenti dell'UE uno strumento elettronico per presentare le petizioni e seguirne costantemente l'iter, firmare elettronicamente le proprie petizioni e aderire alle petizioni di altri firmatari il cui contenuto li interessi; che le carenze in alcune funzionalità di base, quali il motore di ricerca, riscontrate durante il 2015 hanno compromesso fino a poco tempo fa il ruolo del portale quale spazio interattivo di scambio tra i cittadini; che tale problema è stato infine risolto;

AC.  considerando che il portale è concepito per aumentare la trasparenza e l'interattività della procedura di petizione e garantisce una maggiore efficienza amministrativa, a vantaggio dei firmatari, dei deputati e del pubblico in generale; che la seconda fase del progetto è tesa soprattutto a migliorare la gestione amministrativa delle petizioni;

AD.  considerando che i continui ritardi nelle fasi successive del progetto hanno generato un carico di lavoro aggiuntivo per la segreteria della commissione per le petizioni a causa della necessità di caricare manualmente i file pertinenti nelle diverse banche dati; che vi sono ancora petizioni in attesa di essere caricate, dal momento che finora soltanto le petizioni aperte ricevute nel 2013, 2014 e 2015 sono state inserite nel portale e che le petizioni ricevute nel 2016 sono attualmente in corso di caricamento nel sistema;

AE.  considerando che sono state colmate alcune lacune, nello specifico quelle relative alla funzione di ricerca e al trattamento della riservatezza del firmatario, e che i lavori sono continuati secondo il calendario previsto nella seconda metà del 2016 per migliorare l'utilità e la visibilità del servizio per i cittadini;

AF.  considerando che la ricevibilità delle petizioni si fonda sui criteri stabiliti all'articolo 227 TFUE; che il concetto di ambito di attività dell'Unione va ben al di là di un mero elenco di competenze; che una dichiarazione di irricevibilità può essere soggetta a un riesame giudiziario se non debitamente giustificata sulla base di questi criteri;

AG.  considerando che i tribunali nazionali hanno la responsabilità primaria di garantire che la legislazione dell'UE sia applicata correttamente negli Stati membri; che, in tale contesto, le sentenze preliminari della Corte di giustizia europea costituiscono un utile strumento a disposizione dei sistemi giudiziari nazionali; che tale procedura è stata poco applicata, o non è stata applicata affatto, in alcuni Stati membri; che questa responsabilità iniziale non dovrebbe in alcun modo impedire alla Commissione di svolgere un ruolo più proattivo, in qualità di guardiana dei trattati, quando si tratta di garantire il rispetto del diritto dell'UE; che le petizioni costituiscono una strada alternativa e indipendente per svolgere indagini e controlli sulla conformità alla legislazione dell'UE e che queste due procedure alternative non dovrebbero pertanto escludersi a vicenda;

AH.  considerando che l'iniziativa dei cittadini europei (ICE) dovrebbe costituire uno strumento importante per consentire ai cittadini di partecipare direttamente allo sviluppo delle politiche dell'UE e che il suo potenziale deve essere valorizzato pienamente, garantendo nel contempo che i cittadini siano pienamente informati sulle questioni di competenza dell'UE e di competenza nazionale; che i cittadini dovrebbero essere informati meglio circa le principali differenze tra l'iniziativa dei cittadini europei e il diritto di petizione; che il Parlamento ha la responsabilità specifica di rendere questo strumento un vero successo; che, come emerge dalle dichiarazioni rilasciate all'audizione pubblica del 22 febbraio 2015, presso le organizzazioni che hanno registrato una ICE è generale la convinzione che le barriere amministrative debbano essere eliminate se si vogliono conseguire i migliori risultati possibili in materia di partecipazione dei cittadini;

AI.  considerando che, a più di tre anni dalla data di applicazione del regolamento (UE) n. 211/2011 il 1° aprile 2012, la commissione per le petizioni ritiene necessario valutarne l'attuazione per individuare le eventuali lacune e proporre soluzioni praticabili e concrete per una sua rapida revisione, con l'obiettivo di migliorarne il funzionamento;

AJ.  considerando che nel 2015, a causa del carico di lavoro della commissione per le petizioni, è stata effettuata una sola missione conoscitiva in relazione alle petizioni trattate nel 2015; che la missione conoscitiva effettuata nel Regno Unito il 5 e 6 novembre 2015 sulla questione dell'adozione senza il consenso dei genitori ha consentito ai membri della delegazione di avere un quadro più chiaro della situazione, avendo essi potuto discutere il problema con i rappresentanti delle diverse istituzioni coinvolte del Regno Unito;

AK.  considerando che tali missioni costituiscono una speciale prerogativa della commissione per le petizioni e una parte fondamentale del suo lavoro, che implica l'interazione con i firmatari e le autorità degli Stati membri interessati; che i membri delle delegazioni che effettuano tali missioni partecipano su un piano di parità a tutte le attività, compresa la stesura della relazione finale;

AL.  considerando che la commissione per le petizioni ha delle responsabilità nei confronti dell'ufficio del Mediatore europeo, incaricato dell'esame delle denunce dei cittadini e dei residenti dell'UE sui casi di possibile cattiva amministrazione in seno alle istituzioni e agli organi dell'UE, sul quale anch'essa redige una relazione annuale basata sulla relazione annuale del Mediatore europeo;

AM.  considerando che il 26 maggio 2015 il Mediatore europeo Emily O'Reilly ha presentato la relazione annuale per il 2014 al Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz; considerando che il 23 giugno 2015 il Mediatore ha presentato la sua relazione in occasione della riunione della commissione per le petizioni, organo competente per i rapporti con la sua istituzione;

AN.  considerando che la commissione per le petizioni è membro della Rete europea dei difensori civici, che comprende i difensori civici nazionali e regionali e le commissioni per le petizioni e gli organi analoghi degli Stati membri dell'Unione europea, dei paesi candidati all'adesione all'UE e di altri paesi dello Spazio economico europeo e/o dello spazio Schengen; che la commissione per le petizioni del Parlamento europeo è membro a pieno titolo di tale rete, la quale conta attualmente 94 uffici in 36 paesi;

AO.  considerando che ogni petizione è valutata e trattata con la debita attenzione e che ogni firmatario deve ricevere una risposta entro tempi ragionevoli; considerando altresì che ogni firmatario deve essere informato dei motivi relativi all'archiviazione della petizione;

AP.  considerando che tutti i firmatari dovrebbero avere la possibilità di presentare direttamente i loro casi alla commissione per le petizioni;

1.  sottolinea che il diritto di petizione dovrebbe rafforzare la capacità di reazione del Parlamento europeo, contribuendo a risolvere i problemi legati principalmente al recepimento e all'attuazione della legislazione dell'UE, dal momento che le petizioni che si basano sugli ambiti di attività dell'UE e soddisfano i criteri di ricevibilità costituiscono un'importante fonte di informazione per individuare le potenziali violazioni e lacune nell'attuazione della legislazione dell'UE; invita la Commissione a fare maggior uso delle sue competenze quando si tratta di garantire l'attuazione efficace della legislazione dell'UE, ad esempio utilizzando più rapidamente la procedura d'infrazione a norma degli articoli 258 e 260 TFUE;

2.  sottolinea l'azione di ascolto e di aiuto nella risoluzione dei problemi che interessano i cittadini svolta dalla commissione per le petizioni; ritiene che le petizioni possano contribuire a valutare meglio l'impatto della legislazione dell'UE sulla vita quotidiana delle persone fungendo da ponte tra i cittadini e le istituzioni;

3.  sottolinea che la commissione per le petizioni ha l'opportunità e l'impegnativo compito di mantenere un dialogo leale e proficuo con i cittadini, congiuntamente alla possibilità di riavvicinare le istituzioni dell'UE ai suoi cittadini; osserva che dovrebbe contribuire a promuovere la democrazia partecipativa; ritiene che, per conseguire tale scopo, è fondamentale fornire una risposta adeguata alle petizioni, sia in termini di tempi di attesa che di qualità della risposta;

4.  ricorda che dovrebbe essere rispettata una rappresentanza equa e proporzionata delle nazionalità dei firmatari nel quadro delle discussioni pubbliche della commissione per le petizioni; osserva che, al fine di rafforzare la dimensione europea della commissione per le petizioni, sarebbe opportuno incoraggiare una rappresentanza adeguata ed equa di tutti gli Stati membri nelle sue discussioni pubbliche; evidenzia che la commissione per le petizioni deve trattare con la medesima importanza e obiettività tutte le petizioni ricevibili; sottolinea che le petizioni connesse a una campagna elettorale in uno Stato membro non dovrebbero essere esaminate secondo la procedura urgente;

5.  sottolinea che le petizioni sono anche importanti nel processo legislativo poiché rilevano le lacune esistenti nel recepimento della legislazione dell'UE e forniscono ad altre commissioni del Parlamento europeo informazioni utili e dirette per l'attività legislativa nei loro rispettivi ambiti; plaude alla maggiore interazione tra la commissione per le petizioni e le altre commissioni parlamentari, nonché a una presenza più frequente delle questioni relative alle petizioni nell'ordine del giorno della plenaria; ritiene che le petizioni non siano una responsabilità esclusiva della commissione per le petizioni, ma debbano costituire un impegno condiviso da tutte le commissioni del Parlamento europeo; si rallegra dell'intenzione di creare una rete informale delle petizioni all'interno del Parlamento, con la partecipazione di deputati in rappresentanza di tutte le commissioni, al fine di garantire un coordinamento fluido ed efficace dei lavori relativi alle petizioni; ritiene che la rete debba consentire una migliore comprensione del ruolo delle petizioni nel lavoro parlamentare e rafforzare la cooperazione tra le commissioni sulle questioni sollevate dai firmatari; invita tutte le commissioni parlamentari competenti a prestare la dovuta attenzione alle petizioni loro trasmesse e a compiere gli sforzi necessari per apportare le informazioni richieste per la corretta gestione delle petizioni;

6.  rileva che anche il Parlamento svolge un ruolo politico cruciale in relazione alle azioni di esecuzione della Commissione, esaminando le relazioni annuali sul controllo dell'attuazione del diritto dell'UE e adottando le pertinenti risoluzioni parlamentari; invita la Commissione a tenere conto delle risoluzioni presentate al Parlamento dalla commissione PETI, che individuano specifiche lacune nell'applicazione e nell'attuazione del diritto dell'UE sulla base delle petizioni e la invita ad adottare gli opportuni provvedimenti e a riferire al Parlamento in merito al relativo seguito; invita, inoltre, il Consiglio e il Parlamento a prendere provvedimenti specifici per quanto concerne l'adozione del regolamento (UE) …/… [procedura 2013/0140(COD)] sull'esenzione della mosca della frutta (Drosophila melanogaster) dai controlli veterinari alle frontiere esterne dell'UE, come suggerito da alcuni premi Nobel (professori di biochimica) nella petizione n. 1358/2011;

7.  si compiace del fatto che nel 2015 è stato ridotto il tempo di trattamento delle petizioni ma sostiene ciononostante che occorre immediatamente dotare la segreteria della commissione per le petizioni di maggiori risorse tecniche e più personale per garantire un esame attento e un'ulteriore riduzione dei tempi di trattamento, assicurandone nel contempo la qualità; chiede la digitalizzazione del trattamento delle petizioni, introducendo in particolare nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione per garantire un trattamento efficiente e tempestivo e l'uso ottimale delle risorse umane esistenti, preservando nel contempo il diritto dei cittadini a presentare petizioni mediante posta ordinaria;

8.  resta del parere che si debba in particolare garantire che l'irricevibilità o l'archiviazione delle petizioni per via della loro infondatezza sia attentamente motivata ai firmatari;

9.  accoglie con favore il fatto che la Commissione è coinvolta e impegnata nel processo di petizione e risponde nel più breve tempo possibile alle nuove petizioni inviatele dal Parlamento; sottolinea che le risposte della Commissione sono generalmente dettagliate e si riferiscono alle petizioni di sua competenza; ricorda tuttavia che in numerose occasioni la Commissione non fornisce nuove informazioni nelle sue risposte alle petizioni per le quali viene chiesta una revisione in seguito a cambiamenti del loro stato e del contesto; deplora i casi in cui la Commissione si concentra essenzialmente sugli aspetti procedurali e non entra nel merito della questione; ricorda alla Commissione che le petizioni che denunciano una potenziale violazione del diritto dell'UE possono essere archiviate soltanto dopo la conclusione di un loro esame adeguato; accoglie con favore l'impegno della Commissione a inviare funzionari generalmente competenti alle riunioni della commissione per le petizioni dato che la qualità del trattamento complessivo delle petizioni migliora quando la Commissione nei dibattiti è rappresentata dai più alti funzionari disponibili; si rammarica del fatto che, durante le riunioni della commissione PETI, le risposte della Commissione si limitano generalmente al contenuto delle risposte ufficiali inviate alla commissione e non apportano alcuna informazione nuova o rilevante che consenta di risolvere le questioni sollevate; rileva che le risposte scritte sono prese in seria considerazione, come anche le spiegazioni fornite durante le discussioni orali tenute dalla commissione per le petizioni;

10.  ritiene che, nel suo ruolo di custode dei trattati, in particolare riguardo alle questioni ambientali, la Commissione dovrebbe andare al di là di una mera verifica formale della conformità procedurale e concentrarsi maggiormente sul contenuto effettivo della questione centrale; ricorda il principio di precauzione e lo spirito ultimo della legislazione ambientale dell'UE teso a evitare danni irreversibili alle zone ecologicamente sensibili; esorta la Commissione ad adottare un approccio che le consenta di utilizzare le proprie competenze e prerogative su base ex-ante;

11.  non è d'accordo con la sempre più frequente interpretazione da parte della Commissione della 27a relazione annuale del Parlamento sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2009), secondo cui la Commissione avrebbe il diritto di chiudere i fascicoli sui quali non è ancora stata adottata una decisione formale per l'avvio di una procedura d'infrazione o di sospendere le procedure di infrazione in corso riguardanti casi pendenti dinanzi a un tribunale nazionale; ribadisce lo spirito originario della relazione summenzionata che chiede alla Commissione di intensificare i suoi sforzi, in funzione delle sue capacità, per garantire un'attuazione coerente della legislazione dell'UE, ricorrendo al meccanismo di infrazione indipendentemente dall'esistenza di procedimenti giudiziari a livello nazionale;

12.  indica che in futuro si adopererà maggiormente per garantire che la Commissione riferisca periodicamente al Parlamento sull'evoluzione delle procedure di infrazione avviate contro i singoli Stati membri, per favorire una migliore cooperazione e per informare tempestivamente i firmatari interessati sugli sviluppi di tali procedure;

13.  ritiene che, in nome della trasparenza, in uno spirito di collaborazione leale tra le diverse istituzioni dell'UE e in base all'Accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione, quest'ultima, su richiesta e ove previsto, dovrebbe fornire al Parlamento una sintesi dei singoli casi relativi ai procedimenti EU Pilot; ribadisce le precedenti richieste avanzate dalla commissione per le petizioni per garantire l'accesso ai documenti concernenti EU Pilot e la procedura d'infrazione, dal momento che le petizioni portano spesso all'avvio di tali procedure; rinnova il suo invito alla Commissione a informare la commissione per le petizioni degli sviluppi delle procedure d'infrazione direttamente collegate alle petizioni; ravvisa la necessità di assicurare la massima trasparenza nella divulgazione delle informazioni sui procedimenti EU Pilot e sulle procedure di infrazione già terminati;

14.  ritiene che le informazioni necessarie concernenti le procedure d'infrazione avviate a seguito di missioni conoscitive relative alle petizioni debbano essere tempestivamente fornite al Parlamento, in particolare, su richiesta della commissione per le petizioni;

15.  considera fondamentale migliorare la collaborazione con i parlamenti nazionali e le loro commissioni competenti, così come con i governi degli Stati membri, soprattutto per contribuire a garantire che le petizioni siano trattate dalle autorità pertinenti e competenti; ribadisce la sua richiesta di avviare un dialogo strutturato con gli Stati membri sotto forma di incontri periodici con le pertinenti commissioni dei parlamenti nazionali; si compiace della presenza di una delegazione della commissione per le petizioni del Bundestag tedesco alla riunione della commissione per le petizioni del 4 maggio 2015; auspica che tale dialogo possa contribuire a una cooperazione leale al fine di trovare soluzioni concrete per i casi che vengono sottoposti frequentemente, quali le petizioni riguardanti lo Jugendamt; incoraggia i rappresentanti degli Stati membri e delle autorità locali e/o regionali interessate a partecipare alle riunioni della commissione per le petizioni; ribadisce l'importanza della partecipazione di rappresentanti del Consiglio e della Commissione alle riunioni e alle audizioni della commissione per le petizioni;

16.  riconosce l'impatto di un'applicazione efficace del diritto dell'UE sul rafforzamento della credibilità delle istituzioni dell'UE; ricorda che il diritto di petizione, sancito dal trattato di Lisbona, è un elemento importante della cittadinanza europea e un vero e proprio barometro per monitorare l'applicazione del diritto dell'UE e individuare eventuali lacune; invita la commissione PETI a istituire un incontro regolare con le commissioni nazionali per le petizioni al fine di aumentare la consapevolezza delle preoccupazioni espresse dai cittadini europei nell'UE e negli Stati membri e rafforzare ulteriormente i loro diritti attraverso un migliore processo legislativo e attuativo europeo;

17.  rinnova l'invito, già formulato nella sua risoluzione dell'11 marzo 2014 sulle attività della commissione per le petizioni relative al 2013(1), a lanciare un dialogo strutturato rafforzato con gli Stati membri, per esempio organizzando riunioni periodiche con i membri delle commissioni per le petizioni dei parlamenti nazionali o con altre autorità competenti; invita gli Stati membri a tenere conto delle raccomandazioni formulate nelle relazioni delle missioni conoscitive e durante i dialoghi;

18.  si compiace del fatto che 191 cittadini abbiano presentato le proprie petizioni direttamente alla commissione per le petizioni nel 2015; ricorda la possibilità di ricorrere alle videoconferenze e sostiene un maggiore utilizzo di tale strumento o di qualsiasi altro mezzo che consenta ai firmatari di partecipare attivamente ai lavori della commissione per le petizioni quando non possono essere fisicamente presenti;

19.  prende atto dell'interpretazione restrittiva data dalla Commissione all'articolo 51, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali che stabilisce, tra le altre cose, che la Carta si applica agli Stati membri "esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione"; prende atto che l'articolo 51, paragrafo 2, della Carta stabilisce che la Carta stessa "non estende l'ambito di applicazione del diritto dell'Unione al di là delle competenze dell'Unione"; ricorda che le aspettative dei cittadini dell'UE vanno spesso oltre quanto previsto dalla Carta e invita la Commissione a prendere in considerazione un nuovo approccio che sia più coerente con tali aspettative; esorta a dare un'interpretazione più ampia al campo di applicazione della Carta e, in ultima analisi, a rivalutare la pertinenza di tale articolo nelle future revisioni della Carta e dei trattati; sottolinea che nulla impedisce agli Stati membri di impegnarsi nella piena applicazione delle disposizioni della Carta nella loro legislazione nazionale al fine di garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei loro cittadini al di là dell'attuazione del diritto dell'Unione e ricorda loro che sono vincolati anche da altri obblighi internazionali;

20.  deplora che i firmatari non siano ancora sufficientemente informati circa i motivi in base ai quali una petizione viene dichiarata irricevibile;

21.  deplora l'interpretazione rigida e restrittiva da parte della Commissione dell'articolo 51 della Carta dei diritti fondamentali, secondo il quale "le disposizioni della […] Carta si applicano alle istituzioni, organi e organismi dell'Unione nel rispetto del principio di sussidiarietà, come pure agli Stati membri esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione"; rammenta che, a causa dell'esistenza dell'articolo 51 della Carta, accade spesso che le aspettative dei cittadini vadano al di là di quanto strettamente consentito dalle disposizioni giuridiche della Carta stessa e siano spesso deluse proprio in virtù della sua interpretazione rigida e restrittiva; chiede alla Commissione di adottare una nuova impostazione più coerente a tali aspettative;

22.  deplora che i cittadini della Polonia e del Regno Unito non siano ancora tutelati dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

23.  sottolinea che nel gennaio 2015 due deputati sono stati eletti membri rappresentanti della commissione per le petizioni nelle strutture della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CPRD) e hanno assistito all'esame della relazione iniziale dell'Unione europea e del comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità a Ginevra, in Svizzera il 27 e 28 agosto 2015; sottolinea il prezioso lavoro attualmente svolto dalla commissione per le petizioni nel quadro dell'applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; prende debitamente atto del fatto che il 2015 è stato un anno molto significativo poiché, per la prima volta, il rispetto degli obblighi in materia di diritti umani nell'UE è stato sottoposto a verifica da parte di un organismo delle Nazioni Unite; si compiace che un comitato delle Nazioni Unite abbia avuto l'opportunità di ascoltare tutti i dettagli relativi tutela fornita dalla commissione per le petizioni; sottolinea che la Commissione ha iniziato integrare le osservazioni finali del comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità nel processo di trattamento delle petizioni(2); si compiace che l'audizione pubblica "Protezione dei diritti delle persone con disabilità, dalla prospettiva delle petizioni ricevute", organizzata dalla commissione per le petizioni il 15 ottobre 2015, sia stata molto accessibile; richiama l'attenzione sull'importanza delle conclusioni dello studio commissionato dal dipartimento tematico C dal titolo "Il ruolo di protezione svolto dalla commissione per le petizioni nel contesto dell'attuazione della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità"; considera importante che la commissione per le petizioni continui a organizzare eventi incentrati sulle petizioni relative alla disabilità; chiede che sia rafforzata la capacità della commissione per le petizioni e della sua segreteria affinché possano adempiere in modo adeguato la funzione di protezione; chiede che sia designato un funzionario responsabile del trattamento delle questioni relative alle disabilità; sottolinea l'importante azione di follow-up riguardo alla disabilità data dalla commissione nel 2015 su temi più specifici, ad esempio la ratifica del trattato di Marrakech, lo sblocco della direttiva contro la discriminazione, l'esenzione dai dazi doganali per alcuni prodotti concepiti per la promozione educativa, scientifica o culturale delle persone con disabilità o gli assistenti familiari;

24.  sollecita una rapida ratifica, a livello UE, del trattato di Marrakech per facilitare l'accesso ai testi pubblicati per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa, indipendentemente dal conflitto di competenze dinnanzi alla CGUE; ricorda che, nelle osservazioni conclusive di settembre 2015, la commissione CRPD ha messo in luce alcune carenze all'interno dell'UE per quanto concerne il pieno rispetto della Convenzione; osserva che l'UE deve adottare rapidamente un atto europeo modificato sull'accessibilità che includa meccanismi di attuazione e di denuncia efficaci e accessibili; rileva l'esigenza di separare i ruoli della Commissione, allontanandola dal quadro di monitoraggio indipendente, al fine di garantire che tale quadro disponga di risorse adeguate per svolgere le proprie funzioni;

25.  sottolinea la varietà di aree tematiche che costituiscono oggetto delle petizioni presentate dai cittadini, quali i diritti fondamentali, il benessere dei minori, i diritti delle persone con disabilità, i diritti delle persone appartenenti alle minoranze, i diritti dei minori, il mercato interno, la legislazione ambientale, i rapporti di lavoro, le politiche migratorie, gli accordi commerciali, le questioni di sanità pubblica, i trasporti, i diritti degli animali e le discriminazioni;

26.  deplora l'approccio estremamente restrittivo della Commissione nelle risposte alle petizioni concernenti i diversi aspetti del benessere degli animali per quanto concerne l'interpretazione delle proprie responsabilità a norma dell'articolo 13 TFUE; esorta la Commissione a riconsiderare l'approccio attuale e ad approfondire la sua base giuridica al fine di svolgere un ruolo nel garantire una migliore protezione dei diritti degli animali in tutta l'UE;

27.  sottolinea la sensibilità delle petizioni che riguardano i diritti dei bambini poiché in tali casi è necessario rispondere con urgenza e in modo adeguato alle preoccupazioni dei firmatari tutelando nel contempo l'interesse superiore dei minori, nel contesto delle missioni conoscitive che la commissione per le petizioni può organizzare nell'esame di tali petizioni;

28.  ritiene che l'organizzazione di audizioni pubbliche sia uno strumento utile per esaminare in maniera più approfondita le problematiche sollevate dai firmatari che rientrano tra gli ambiti di attività dell'UE, nonché aspetti generali del funzionamento dell'UE e le relative lacune; attira l'attenzione sulle audizioni pubbliche tenute il 26 febbraio 2015 insieme alla commissione per gli affari costituzionali sull'iniziativa dei cittadini europei (ICE), il 23 giugno 2015 sul diritto di petizione, il 15 ottobre 2015 sulla protezione dei diritti delle persone con disabilità e l'11 maggio 2015, in collaborazione con altre tre commissioni, sull'ICE "Stop alla vivisezione" e considera che il seminario sulle adozioni transfrontaliere, tenuto il 1° dicembre 2015 congiuntamente alla commissione giuridica, sia stata un'iniziativa utile;

29.  considera l'ICE un nuovo diritto politico dei cittadini, nonché uno strumento importante per la definizione dell'agenda politica per una democrazia partecipativa nell'Unione europea, che consente ai cittadini di essere direttamente e attivamente coinvolti nei progetti e nei processi che li riguardano, e il cui potenziale deve essere senza dubbio valorizzato al massimo e potenziato in misura significativa per ottenere i migliori risultati e per incoraggiare il maggior numero possibile di cittadini dell'Unione a partecipare allo sviluppo futuro del processo di integrazione europea; ritiene altresì che il rafforzamento della tutela dei diritti fondamentali e della legittimità democratica e della trasparenza delle istituzioni debba essere annoverato tra gli obiettivi prioritari dell'UE; ricorda alla Commissione la necessità di dare seguito alle raccomandazioni formulate nella risoluzione del Parlamento europeo del 28 ottobre 2015 sull'iniziativa dei cittadini europei(3) per garantire l'esercizio effettivo del diritto di presentare un'ICE; ribadisce il proprio impegno a partecipare in modo proattivo all'organizzazione di audizioni pubbliche per il buon esito delle iniziative; si impegna a dare la priorità a livello interistituzionale all'efficacia di detto processo partecipativo e a garantire un adeguato seguito legislativo;

30.  si rammarica del fatto che la Commissione consideri prematura la revisione del regolamento (UE) n. 211/2011, la cui data di applicazione, il 1° aprile 2012, risale a oltre tre anni fa; ritiene che sia necessario valutare in modo esaustivo la sua attuazione pratica al fine di risolvere tutte le carenze riscontrate e proporre soluzioni praticabili per una sua imminente revisione, garantendo che le procedure e le condizioni necessarie per l'ICE siano realmente chiare, semplici, di facile applicazione e proporzionate; accoglie con soddisfazione la relazione della Commissione del 31 marzo 2015 sull'iniziativa dei cittadini europei e la decisione OI/9/2013/TN del Mediatore europeo, e chiede alla Commissione di garantire, in sede di revisione di tale strumento, che l'ICE fornisca un reale contributo all'Unione conformemente alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e che siano adottati tutti i provvedimenti giuridici pertinenti al fine di assicurare un seguito adeguato a ogni ICE considerata completata con successo; chiede alla Commissione, viste le varie carenze rilevate, di presentare quanto prima possibile una proposta di modifica del regolamento (UE) n. 211/2011;

31.  richiama l'attenzione sulla propria risoluzione dell'8 ottobre 2015 sulla legislazione ipotecaria e gli strumenti finanziari rischiosi in Spagna(4) alla luce delle petizioni ricevute, in cui il Parlamento ha formulato una serie di raccomandazioni per la corretta applicazione della legislazione dell'UE in materia di diritto ipotecario e di lotta alle pratiche bancarie abusive; invita la Commissione a monitorare da vicino l'applicazione in tutti gli Stati membri della direttiva 2014/17/UE sul credito ipotecario e della direttiva 93/13/CEE concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori e a condividere le migliori pratiche volte a migliorare la protezione dei cittadini in difficoltà finanziarie;

32.  manifesta preoccupazione per le carenze a livello di accesso adeguato alla giustizia in alcuni Stati membri riscontrate in seguito al trattamento di petizioni; ritiene che si tratti di un problema fondamentale da affrontare senza indugio al fine di garantire un corretto funzionamento democratico dell'Unione e l'esercizio dei diritti fondamentali da parte dei suoi cittadini e residenti; ritiene che l'Unione dovrebbe dare l'esempio utilizzando il pilastro della convenzione di Aarhus sull'accesso alla giustizia in materia ambientale;

33.  richiama l'attenzione sulla propria risoluzione del 21 gennaio 2016 sulle attività della commissione per le petizioni relative al 2014(5), nonché su quella del 25 febbraio 2016 sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2014(6);

34.  accoglie con favore la ripresa di un livello più normale di attività nell'ambito delle missioni conoscitive e auspica che il pieno potenziale di questa prerogativa specifica della commissione per le petizioni sia sfruttato nei prossimi anni fino alla fine della legislatura; sottolinea l'importanza dei documenti di lavoro elaborati dopo ogni missione, comprese le raccomandazioni specifiche, ed esorta le diverse autorità interessate a tenerli in debita considerazione; ritiene che sarebbe opportuno valutare periodicamente il grado di conformità a tali raccomandazioni;

35.  sottolinea il lavoro svolto nel 2015 dalla commissione per le petizioni per mettere a disposizione dei firmatari un portale Internet dove potrebbero registrarsi, presentare una petizione, scaricare i documenti di accompagnamento e aderire alle petizioni già dichiarate ricevibili; sottolinea l'aggiornamento del suddetto portale, nel quale sono state caricate le petizioni registrate nel 2013, 2014 e 2015; plaude al fatto che le nuove funzionalità relative alla ricerca, all'adesione e alla riservatezza del firmatario siano state rinnovate e migliorate;

36.  ricorda le misure ancora necessarie per concludere le fasi restanti del progetto di sito Internet delle petizioni, grazie al quale i firmatari potranno ricevere informazioni in tempo reale sullo stato della loro petizione, essere automaticamente notificati riguardo alle modifiche nel processo di trattamento quali la dichiarazione di ricevibilità, il ricevimento di una risposta dalla Commissione o l'iscrizione della petizione all'ordine del giorno di una riunione di commissione e il link per lo streaming sul web, e ottenere così informazioni chiare e dirette dalla segreteria della commissione per le petizioni; sottolinea che il sito Internet è una fonte di informazioni fondamentale per i cittadini dell'UE e che sarebbe quindi opportuno fornire informazioni sul ciclo di vita della petizione;

37.  richiama l'attenzione sull'adozione del regolamento (UE) n. 910/2014 in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno; chiede vivamente che i documenti sottoscritti con firma elettronica provenienti da tutti i 28 Stati membri siano accettati dalla commissione per le petizioni, nonché da tutte le istituzioni dell'Unione europea;

38.  pone l'accento sull'importante ruolo svolto dalla rete SOLVIT, una rete per la risoluzione dei problemi tra gli Stati membri che dovrebbe essere esaurientemente sviluppata in tutto il suo potenziale, in collaborazione con gli Stati e i rispettivi centri nazionali SOLVIT nelle loro amministrazioni nazionali; chiede che tale rete sia dotata di maggiori risorse e che si svolga un'analisi più sistematica dei problemi rilevati attraverso SOLVIT, dal momento che questa rete contribuisce a fornire un quadro fedele delle disfunzioni del mercato unico;

39.  chiede al Regno Unito di prendere nota delle raccomandazioni formulate nella relazione sulla missione conoscitiva svolta a Londra i giorni 5 e 6 novembre 2015 dalla commissione per le petizioni, che è stata approvata dalla commissione il 19 aprile 2016;

40.  sottolinea l'importanza della cooperazione con il Mediatore europeo nonché della partecipazione del Parlamento europeo alla Rete europea dei difensori civici; si compiace dei buoni rapporti interistituzionali esistenti tra il Mediatore e la commissione per le petizioni; plaude al lavoro svolto dal Mediatore per migliorare la buona amministrazione nell'UE e apprezza, in particolare, i suoi periodici contributi alle attività della commissione nell'arco dell'intero anno;

41.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione della commissione per le petizioni al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, alle loro commissioni per le petizioni e ai loro difensori civici nazionali o organi competenti analoghi.

(1) Testi approvati, P7_TA(2014)0204.
(2) Adottate dalla commissione delle Nazioni Unite durante la sua quattordicesima sessione (17 agosto -4 settembre 2015); cfr.: http://tbinternet.ohchr.org/_layouts/treatybodyexternal/Download.aspx?symbolno=CRPD%2fC%2fEU%2fCO%2f1&Lang=en
(3) Testi approvati, P8_TA(2015)0382.
(4) Testi approvati, P8_TA(2015)0347.
(5) Testi approvati, P8_TA(2016)0021.
(6) Testi approvati, P8_TA(2016)0062.

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