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Testi approvati
Martedì 4 ottobre 2016 - StrasburgoEdizione definitiva
Conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo di Parigi adottato nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ***
 Domanda di revoca dell'immunità di Giorgos Grammatikakis
 Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea per fornire assistenza alla Grecia a seguito del terremoto che ha colpito le isole dello Ionio nel novembre 2015
 Mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione: domanda EGF/2016/001 FI/Microsoft
 Mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione:domanda EGF/2016/002 SE/Ericsson
 Patrocinio a spese dello Stato per indagati e imputati nell'ambito di procedimenti penali e per le persone ricercate nell'ambito di procedimenti di esecuzione del mandato d'arresto europeo ***I
 Commercio di determinate merci che potrebbero essere utilizzate per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene ***I
 Accordo sulla cooperazione strategica Europol-Cina *
 Futuro delle relazioni ACP-UE dopo il 2020

Conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo di Parigi adottato nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ***
PDF 235kWORD 48k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2016 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo di Parigi adottato nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (12256/2016 – C8-0401/2016 – 2016/0184(NLE))
P8_TA(2016)0363A8-0280/2016

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (12256/2016),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma degli articoli 192, paragrafo 1, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0401/2016),

–  visto l'accordo di Parigi adottato in occasione della 21a sessione della Conferenza delle Parti (COP21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), svoltasi a Parigi, Francia, nel dicembre 2015,

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo “Dopo Parigi: valutazione delle implicazioni dell'accordo di Parigi a corredo della proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, dell'accordo di Parigi adottato nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici” (COM(2016)0110),

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre 2014,

–  vista i contributi previsti stabiliti a livello nazionale (INDC) relativi all'UE e ai suoi Stati membri presentati all'UNFCCC dalla Lettonia e dalla Commissione il 6 marzo 2015,

–  visti l'articolo 99, paragrafo 1, primo e terzo comma, e l'articolo 99, paragrafo 2, nonché l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A8-0280/2016),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo di Parigi;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché alle Nazioni Unite.


Domanda di revoca dell'immunità di Giorgos Grammatikakis
PDF 160kWORD 49k
Decisione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2016 sulla richiesta di revoca dell'immunità di Giorgos Grammatikakis (2016/2084(IMM))
P8_TA(2016)0364A8-0279/2016

Il Parlamento europeo,

–  vista la richiesta di revoca dell'immunità parlamentare di Giorgos Grammatikakis, trasmessa in data 1° aprile 2016 dal procuratore aggiunto presso la Corte suprema della Repubblica ellenica in relazione all'azione proposta dal pubblico ministero di Rethymnos, per il reato di abuso di fiducia nell'esercizio delle sue funzioni, commesso in concorso con altri a Rethymnos, Creta, nel periodo 2000-2002 (fascicolo ABM AB05/1956), e comunicata in seduta plenaria il 27 aprile 2016,

–  visto che Giorgos Grammatikakis ha rinunciato al suo diritto di essere sentito, in conformità dell'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento,

–  visti gli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, del 20 settembre 1976,

–  viste le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea il 12 maggio 1964, 10 luglio 1986, 15 e 21 ottobre 2008, 19 marzo 2010, 6 settembre 2011 e 17 gennaio 2013(1),

–  visti l'articolo 62 della Costituzione greca, l'articolo 54 del codice di procedura civile greco e l'articolo 83 del regolamento del Parlamento ellenico,

–  visto il decreto n. 5181/18.11.2015 del procuratore della Corte di appello di Creta,

–  vista la relazione del 7 aprile 2015 sulla comparsa dell'on. Giorgos Grammatikakis, unitamente agli argomenti della difesa e ai documenti giustificativi,

–  vista la sentenza n. 104/2015 del Consiglio di appello di Creta,

–  visti l'articolo 5, paragrafo 2, l'articolo 6, paragrafo 1, e l'articolo 9 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0279/2016),

A.  considerando che il procuratore aggiunto presso la Corte suprema della Repubblica ellenica ha chiesto la revoca dell'immunità parlamentare dell'on. Giorgos Grammatikakis in relazione al perseguimento di un presunto reato;

B.  considerando che l'articolo 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea stabilisce che i membri del Parlamento europeo beneficiano, sul territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del parlamento del loro paese;

C.  considerando che, a norma dell'articolo 62 della Costituzione greca, nessun deputato può, durante la legislatura, essere perseguito, arrestato, detenuto o privato in altra maniera della sua libertà personale senza l'autorizzazione del parlamento;

D.  considerando che le autorità elleniche intendono agire nei confronti di Giorgos Grammatikakis, unitamente ad altri, per inosservanza di taluni obblighi di legge;

E.  considerando che l'azione proposta si riferisce a una discussione svoltasi l'8 marzo 1996 in merito alla possibilità di concludere una nuova polizza privata di assicurazione collettiva – oltre alla polizza assicurativa obbligatoria – per tutti i dipendenti dell'Università di Creta, nonché a presunti pagamenti illeciti effettuati in successione durante il periodo 2000-2002;

F.  considerando che un precedente procedimento sullo stesso caso, che riguardava il periodo dal 2000 in poi, si è concluso con il proscioglimento di tutti gli imputati;

G.  considerando che l'azione proposta è manifestamente irrelata allo status di deputato al Parlamento europeo di Giorgos Grammatikakis, in quanto si riferisce al suo precedente incarico di Presidente del Senato accademico dell'Università di Creta;

H.  considerando che l'azione penale non riguarda opinioni o voti espressi dal deputato in oggetto nell'esercizio delle sue funzioni di deputato al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea;

I.  considerando che la procedura proposta è stata estesa onde coprire il periodo dal 1996 al 2000 e include l'ultima riunione del Senato accademico dell'Università di Creta con Giorgos Grammatikakis in veste di rettore, in cui fu discussa la questione senza adottare alcuna decisione; che non vi è motivo di presumere che l'azione proposta sia ispirata all'intenzione di danneggiare politicamente il deputato;

J.  considerando che la procedura proposta è stata permanentemente respinta per vari membri coimputati del Senato accademico dell'Università di Creta e del comitato ELKE, essendo scaduto il periodo di prescrizione di quindici anni per i presunti reati, mentre altri sono stati definitivamente prosciolti da ogni imputazione da parte del tribunale nel maggio 2016;

K.  sorpreso per il fatto che la richiesta d'immunità sia sollecitata a circa vent'anni dagli eventi e che il sistema giudiziario ellenico non sia stato in grado di procedere nei confronti di Giorgos Grammatikakis durante tale periodo e intenda farlo ora che è deputato al Parlamento europeo;

L.  considerando che un sistema giudiziario che si muove lentamente non sarà mai veramente giusto in quanto le persone interessate non sono le stesse di venti anni prima; che, per essere degna di tale nome, la giustizia deve essere esercitata a tempo debito;

1.  decide di revocare l'immunità di Giorgos Grammatikakis, come richiesto dallo stesso Giorgos Grammatikakis, al fine di porre termine a questo lungo procedimento giudiziario;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere immediatamente la presente decisione e la relazione della sua commissione competente alle autorità elleniche e a Giorgos Grammatikakis.

(1) Sentenza della Corte di giustizia del 12 maggio 1964, Wagner/Fohrmann e Krier, 101/63, ECLI:EU:C:1964:28; sentenza della Corte di giustizia del 10 luglio 1986, Wybot/Faure e altri, 149/85, ECLI:EU:C:1986:310; sentenza del Tribunale del 15 ottobre 2008, Mote/Parlamento, T-345/05, ECLI:EU:T:2008:440; sentenza della Corte di giustizia del 21 ottobre 2008, Marra/De Gregorio e Clemente, C-200/07 e C-201/07, ECLI:EU:C:2008:579; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre 2011, Patriciello, C-163/10, ECLI:EU:C:2011:543; sentenza del Tribunale del 17 gennaio 2013, Gollnisch/Parlamento, T-346/11 e T-347/11, ECLI:EU:T:2013:23.


Mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea per fornire assistenza alla Grecia a seguito del terremoto che ha colpito le isole dello Ionio nel novembre 2015
PDF 239kWORD 48k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2016 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea (COM(2016)0462 – C8-0283/2016 – 2016/2165(BUD))
P8_TA(2016)0365A8-0270/2016

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0462 – C8-0283/2016),

–  visto il regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002, che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea(1),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2), in particolare l'articolo 10,

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3), in particolare il punto 11,

–  vista la lettera della commissione per lo sviluppo regionale,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0270/2016),

1.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

2.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa alla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Grecia

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2016/1856.)

(1) GU L 311 del 14.11.2002, pag. 3.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


Mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione: domanda EGF/2016/001 FI/Microsoft
PDF 261kWORD 53k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2016 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (domanda EGF/2016/001 FI/Microsoft, presentata dalla Finlandia) (COM(2016)0490 – C8-0348/2016 – 2016/2211(BUD))
P8_TA(2016)0366A8-0273/2016

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0490 – C8-0348/2016),

–  visto il regolamento (UE) n. 1309/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (2014-2020) e che abroga il regolamento (CE) n. 1927/2006(1) (regolamento FEG),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2), in particolare l'articolo 12,

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3) (IIA del 2 dicembre 2013), in particolare il punto 13,

–  vista la procedura di trilogo prevista al punto 13 dell'AII del 2 dicembre 2013,

–  vista la lettera della commissione per l'occupazione e gli affari sociali,

–  vista la lettera della commissione per lo sviluppo regionale,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0273/2016),

A.  considerando che, se in generale la globalizzazione genera crescita economica, tale crescita dovrebbe essere utilizzata anche per alleviare la situazione delle persone colpite dagli effetti negativi della globalizzazione;

B.  considerando che l'Unione ha predisposto strumenti legislativi e di bilancio per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze delle maggiori trasformazioni nella struttura del commercio mondiale o della crisi economica e finanziaria globale, nonché per assisterli nel reinserimento nel mercato del lavoro;

C.  considerando che l'assistenza finanziaria dell'Unione ai lavoratori licenziati per esubero dovrebbe essere dinamica e messa a disposizione nel modo più rapido ed efficace possibile;

D.  considerando che la Finlandia ha presentato la domanda EGF/2016/001 FI/Microsoft per ottenere un contributo finanziario a valere sul FEG conformemente ai criteri d'intervento stabiliti all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), del regolamento FEG, in seguito a 2161 esuberi presso la Microsoft Mobile Oy e otto fornitori e produttori a valle in Finlandia, operanti nella divisione 62 della NACE Revisione 2 ("Programmazione, consulenza informatica e attività connesse");

E.  considerando che la domanda di assistenza soddisfa i criteri di ammissibilità stabiliti dal regolamento FEG;

F.  considerando che il controllo finanziario delle misure sostenute dal FEG compete allo Stato membro interessato, conformemente a quanto previsto dall'articolo 21, paragrafo 1, del regolamento FEG;

1.  conviene con la Commissione che le condizioni stabilite all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), del regolamento FEG sono soddisfatte e che, di conseguenza, la Finlandia ha diritto a un contributo finanziario pari a 5 364 000 EUR a norma del regolamento in parola, cifra che costituisce il 60 % dei costo totale di 8 940 000 EUR;

2.  osserva che la Finlandia ha presentato la domanda per ottenere un contributo finanziario a valere sul FEG l'11 marzo 2016 e che, in seguito all'integrazione di informazioni aggiuntive da parte della Finlandia, la valutazione della Commissione è stata completata il 29 luglio 2016, rispettando così il termine di dodici settimane dal ricevimento della domanda completa, e conclude che la domanda soddisfa le condizioni per un contributo finanziario a valere sul FEG;

3.  osserva che gli esuberi presso la Microsoft sono imputabili principalmente al calo della quota di mercato dei suoi telefoni cellulari che utilizzano il sistema operativo Microsoft Windows, passata da oltre il 50 % nel 2009 allo 0,6 % nel secondo trimestre del 2016;

4.  ricorda che, per quanto riguarda l'occupazione, la quota dell'Unione nel settore mondiale delle TIC è in calo negli ultimi anni e che le TIC svolgono un ruolo fondamentale nell'economia finlandese: nel 2014 il 6,7 % dei lavoratori finlandesi lavorava nel settore delle TIC, registrando la percentuale più elevata tra tutti gli Stati membri; ritiene che gli esuberi presso la Microsoft siano collegati alla tendenza che interessa l'intera industria dell'elettronica finlandese dal declino della Nokia nel relativo paese d'origine e che ha dato adito a quattro precedenti domande; conclude che i suddetti eventi sono direttamente connessi alle trasformazioni nella struttura del commercio mondiale dovute alla globalizzazione;

5.  ricorda che l'industria del software è un settore caratterizzato da una dimensione internazionale molto rilevante, e che la concorrenza avviene a livello mondiale, ovvero tutti gli operatori del mercato possono competere per gli stessi clienti: l'ubicazione e il contesto culturale del personale hanno un'importanza limitata;

6.  riconosce che la domanda in esame fa seguito a una serie di precedenti domande motivate dal declino della Nokia in Finlandia e che, secondo le previsioni, verranno presentate a breve altre due domande riguardanti il collocamento in esubero di lavoratori nel settore delle TIC;

7.  osserva che gli esuberi si concentrano nelle regioni NUTS 2 Helsinki-Uusimaa (FI1B), Etelä-Suomi (FI1C) e Länsi-Suomi, (FI197) e interessano lavoratori con competenze estremamente diverse, l'89 % dei quali è di età compresa tra i 30 e i 54 anni; esprime preoccupazione per la situazione di disoccupazione già difficile di persone altamente qualificate e istruite, le cui prospettive di occupazione sarebbero altrimenti tradizionalmente buone, in particolare le donne, che incontrano maggiori difficoltà nella ricerca di un impiego, tenendo conto che rappresentano quasi la metà dei beneficiari interessati;

8.  osserva che, fino ad oggi, il settore "Programmazione, consulenza informatica e attività connesse" è stato oggetto di due precedenti domande di intervento del FEG, entrambe riconducibili alla globalizzazione (EGF/2013/001 FI/Nokia e EGF/2015/005 FI/Computer programming);

9.  sottolinea l'importanza del settore delle TIC per l'occupazione nelle regioni di Helsinki-Uusimaa, Etelä-Suomi e Länsi-Suomi nonché il potenziale contributo che i lavoratori in esubero potrebbero offrire al settore qualora ricevano un sostegno sufficiente sotto forma di istruzione supplementare, formazione e iniziative per l'avvio di attività imprenditoriali;

10.  valuta positivamente il fatto che le autorità finlandesi abbiano avviato l'erogazione dei servizi personalizzati a favore dei lavoratori interessati già l'11 settembre 2015, con largo anticipo rispetto alla domanda di sostegno del FEG per il pacchetto coordinato proposto, poiché tali azioni possono beneficiare di un cofinanziamento a titolo del FEG;

11.  si compiace che una quota elevata (quasi l'80 %) del pacchetto complessivo sia destinata ai servizi personalizzati;

12.  osserva che la Finlandia prevede sei tipi di misure a favore dei lavoratori in esubero ai quali la domanda in esame fa riferimento: i) tutoraggio e altre misure preparatorie; ii) servizi per l'occupazione e le imprese; iii) formazione professionale; iv) incentivi all'assunzione; v) sovvenzioni di avvio e vi) indennità per spese di viaggio, pernottamento e trasloco; prende atto del fatto che i fondi destinati al controllo e alla rendicontazione sono sufficienti;

13.  rileva che gli incentivi all'assunzione di cui al paragrafo 12 copriranno tra il 30 e il 50 % delle spese salariali sostenute per il lavoratore e saranno erogati per un periodo compreso tra 6 e 24 mesi; invita gli Stati membri a prestare grande attenzione in sede di utilizzo degli incentivi all'assunzione onde assicurare che i lavoratori in esubero assunti grazie a un incentivo non vadano a occupare, totalmente o parzialmente, una posizione precedentemente occupata da un altro dipendente della società interessata; si compiace che nel caso in esame le autorità finlandesi abbiano fornito garanzie in tal senso;

14.  osserva che i costi delle misure a sostegno del reddito rappresentano il 16,64 % dei costi complessivi previsti per il pacchetto di misure personalizzate, percentuale ben inferiore al limite del 35 % stabilito nel regolamento FEG, e che tali azioni sono subordinate alla partecipazione attiva dei beneficiari interessati ad attività di formazione o di ricerca di lavoro;

15.  invita la Commissione a valutare l'impatto delle misure a sostegno del reddito in un orizzonte temporale di diversi anni e a fornire informazioni al riguardo, nell'ottica di garantire che tali misure siano a favore dell'occupazione di qualità e non vengano impiegate per sovvenzionare contratti a breve termine e a basso costo;

16.  rileva che il pacchetto coordinato di servizi personalizzati è stato elaborato in consultazione con i rappresentanti dei beneficiari interessati, le parti sociali e i partner nazionali e regionali;

17.  ricorda l'importanza di migliorare le possibilità d'impiego di tutti i lavoratori; si attende che la formazione offerta sia adattata tanto alle esigenze, alle abilità e alle competenze dei lavoratori collocati in esubero quanto all'effettivo contesto imprenditoriale;

18.  osserva che per il caso Microsoft sarà instaurata una cooperazione con il progetto nazionale di sviluppo di servizi EURES relativo alla mobilità della manodopera in Europa nel periodo 2014-2020; osserva che in collaborazione con i servizi FEG ed EURES saranno organizzate a livello regionale iniziative per la selezione internazionale; accoglie con favore tali misure e il fatto che le autorità finlandesi incoraggino i lavoratori in esubero a beneficiare pienamente del loro diritto alla libera circolazione;

19.  osserva che nell'ambito del FSE è stato avviato un pacchetto di misure nazionali, dal titolo "Modelli tra l'impresa che assume e l'impresa in fase di ridimensionamento"; rileva che tale pacchetto di misure produrrà risultati che potranno rivelarsi utili per l'attuazione dei progetti che rientrano nella presente domanda di intervento del FEG; accoglie con favore gli sforzi profusi dalle autorità finlandesi al fine di trovare sinergie con altre azioni finanziate mediante fondi nazionali o dell'Unione;

20.  ricorda che, in conformità dell'articolo 7 del regolamento FEG, l'elaborazione del pacchetto coordinato di servizi personalizzati dovrebbe tener conto delle prospettive future del mercato del lavoro e delle competenze richieste ed essere compatibile con il passaggio a un'economia sostenibile ed efficiente sotto il profilo delle risorse;

21.  osserva che, nei precedenti casi di intervento del FEG, i servizi personalizzati per i lavoratori in esubero si sono rivelati estremamente utili;

22.  rileva che le autorità finlandesi hanno confermato che le azioni proposte non riceveranno alcun sostegno finanziario da altri fondi o strumenti finanziari dell'Unione, che sarà impedito qualsiasi doppio finanziamento e che le azioni saranno complementari a quelle finanziate dai fondi strutturali; ribadisce la sua richiesta alla Commissione affinché presenti una valutazione annua comparativa di tali dati, onde assicurare il pieno rispetto dei regolamenti esistenti ed evitare che si verifichino duplicazioni relativamente ai servizi finanziati dall'Unione;

23.  accoglie con favore le rassicurazioni fornite dalla Finlandia, secondo cui il contributo finanziario a valere sul FEG non si sostituirà alle azioni che l'impresa interessata è tenuta ad adottare in virtù del diritto nazionale o di contratti collettivi;

24.  apprezza la procedura perfezionata messa in atto dalla Commissione a seguito della richiesta del Parlamento di accelerare la concessione delle sovvenzioni; prende atto dei vincoli temporali che il nuovo calendario comporta e del potenziale impatto per quanto riguarda l'efficienza nel trattamento della pratica;

25.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

26.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

27.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (domanda EGF/2016/001 FI Microsoft, presentata dalla Finlandia)

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2016/1857.)

(1)GU L 347 del 20.12.2013, pag. 855.
(2)GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3)GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


Mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione:domanda EGF/2016/002 SE/Ericsson
PDF 258kWORD 52k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2016 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (domanda EGF/2016/002 SE/Ericsson, presentata dalla Svezia) (COM(2016)0554 – C8-0355/2016 – 2016/2214(BUD))
P8_TA(2016)0367A8-0272/2016

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0554 – C8-0355/2016),

–  visto il regolamento (UE) n. 1309/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (2014-2020) e che abroga il regolamento (CE) n. 1927/2006(1) (regolamento FEG),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2), in particolare l'articolo 12,

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3) (AII del 2 dicembre 2013), in particolare il punto 13,

–  vista la procedura di trilogo prevista al punto 13 dell'AII del 2 dicembre 2013,

–  vista la lettera della commissione per l'occupazione e gli affari sociali,

–  vista la lettera della commissione per lo sviluppo regionale,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0272/2016),

A.  considerando che l'Unione ha predisposto strumenti legislativi e di bilancio per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze delle trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale o della crisi economica e finanziaria globale, nonché per assisterli nel reinserimento nel mercato del lavoro;

B.  considerando che il sostegno finanziario dell'Unione ai lavoratori collocati in esubero dovrebbe essere dinamico e reso disponibile nel modo più rapido ed efficiente possibile, in conformità della dichiarazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, adottata durante la riunione di concertazione del 17 luglio 2008, e nel rispetto dell'AII del 2 dicembre 2013 con riferimento all'adozione di decisioni di mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG);

C.  considerando che l'adozione del regolamento FEG riflette l'accordo raggiunto tra il Parlamento europeo e il Consiglio concernente la reintroduzione del criterio di mobilitazione relativo alla crisi, la fissazione del contributo finanziario dell'Unione al 60 % dei costi totali stimati delle misure proposte, l'incremento dell'efficienza del trattamento delle domande d'intervento del FEG in seno alla Commissione e da parte del Parlamento e del Consiglio ottenuto con la riduzione dei tempi per la valutazione e l'approvazione, l'estensione delle azioni e dei beneficiari ammissibili ai lavoratori autonomi e ai giovani, nonché il finanziamento di incentivi per la creazione di imprese proprie;

D.  considerando che la Svezia ha presentato la domanda EGF/2016/002 SE/Ericsson per un contributo finanziario del FEG in seguito ai collocamenti in esubero nel settore economico classificato alla divisione 26 della NACE revisione 2 (Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica), soprattutto nelle regioni di livello NUTS 2 di Stoccolma (SE11), Östra Mellansverige (SE12), Sydsverige (SE22) e Västsverige (SE23), e che si prevede la partecipazione alle misure di 918 lavoratori in esubero su 1556 ammissibili al contributo del FEG;

E.  considerando che la domanda è stata presentata in base ai criteri di intervento di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), del regolamento FEG, che prevedono il collocamento in esubero di almeno 500 lavoratori nell'arco di un periodo di riferimento di quattro mesi, in un'impresa di uno Stato membro, compresi i lavoratori collocati in esubero dai fornitori e dai produttori a valle e/o i lavoratori autonomi la cui attività sia cessata;

F.  considerando che la società Ericsson, chiamata ad affrontare contemporaneamente una crescita stagnante e una concorrenza più serrata con i produttori asiatici, ha gradualmente ridotto la produzione di hardware per le telecomunicazioni in un processo iniziato vent'anni fa;

1.  conviene con la Commissione che le condizioni stabilite all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), del regolamento FEG sono soddisfatte e che, di conseguenza, la Svezia ha diritto a un contributo finanziario pari a 3 957 918 EUR a norma del regolamento in questione, cifra che costituisce il 60 % dei costi totali, pari a 6 596 531 EUR, e aiuterà 918 beneficiari a reinserirsi nel mondo del lavoro;

2.  osserva che la Svezia ha presentato la domanda per ottenere un contributo finanziario a valere sul FEG il 31 marzo 2016 e che, a seguito delle informazioni supplementari fornite dal paese, la valutazione della Commissione è stata completata il 5 settembre 2016 e notificata al Parlamento il medesimo giorno, nel rispetto, pertanto, del termine di dodici settimane dal ricevimento della domanda completa;

3.  osserva che i settori dell'informatica e delle telecomunicazioni sono dominati dai produttori asiatici, divenuti una destinazione di esternalizzazione; sottolinea che Ericsson ha gradualmente ridotto il personale in Svezia (da 21 178 addetti nel 2005 a 17 858 nel 2014), ampliandosi enormemente all'estero nello stesso periodo (da 56 055 addetti nel 2005 a 118 055 nel 2014);

4.  sottolinea che nelle regioni colpite vi è il problema che un gruppo relativamente numeroso di lavoratori anziani con profili simili è stato collocato in esubero nello stesso momento, e che la maggior parte di essi, in particolare quelli di Kista (la città con il numero di esuberi più elevato), non possiede le competenze richieste dal mercato del lavoro locale;

5.  accoglie con favore la decisione della Svezia di concentrare la potenziale assistenza del FEG sui siti di Kista, Katrineholm e Kumla, dove si verificano i problemi maggiori, offrendo al contempo un aiuto personalizzato anche ai lavoratori collocati in esubero in altri siti;

6.  ricorda la diversità dei dipendenti, impiegati così come operai, colpiti dagli esuberi; nutre preoccupazione per il fatto che, per quanto riguarda alcuni lavoratori, il problema è un mercato del lavoro caratterizzato da una domanda piuttosto bassa nelle industrie manifatturiere tradizionali; riconosce le opportunità per questi lavoratori nei settori dei servizi pubblici o privati, che richiederebbero comunque enormi sforzi di riqualificazione;

7.  prende atto della valutazione della Arbetsförmedlingen (servizio pubblico svedese per l'impiego), secondo cui per gli operai potrebbero profilarsi potenziali opportunità nel settore dei servizi pubblici o privati, a condizione che siano loro destinati ingenti sforzi di riqualificazione professionale;

8.  riconosce che gli impiegati colpiti sono per lo più ingegneri che, in alcuni casi, sono specializzati in nicchie specifiche di Ericsson, ma accoglie con favore il fatto che il servizio pubblico svedese per l'impiego abbia la certezza che un pacchetto personalizzato di programmi di formazione e di coaching permetterà alla maggior parte di questi lavoratori in esubero di trovare nuovi posti di lavoro di elevata qualità;

9.  osserva che i servizi personalizzati cofinanziati dal FEG e destinati ai lavoratori collocati in esubero comprendono: consulenze professionali e di carriera; misure in materia di lavoro protetto e assistito e di riabilitazione; istruzione e formazione; e indennità per la ricerca di un impiego; plaude al fatto che, nelle azioni di coaching motivazionale e pianificazione della carriera, sarà dedicata un'attenzione particolare ai partecipanti di età superiore ai 50 anni;

10.  osserva che i costi delle misure a sostegno del reddito rappresenteranno il 33,92 % dei costi complessivi previsti per il pacchetto di misure personalizzate, cifra vicina al limite massimo di 35 % stabilito nel regolamento, e che tali azioni sono subordinate alla partecipazione attiva dei beneficiari interessati ad attività di formazione o di ricerca di lavoro; ritiene che questa percentuale relativamente elevata sia giustificata in considerazione della quota significativa di lavoratori più anziani interessati, e del fatto che sarà offerto un sostegno individuale ai partecipanti con difficoltà di apprendimento;

11.  osserva che il pacchetto coordinato di servizi personalizzati è stato elaborato in consultazione con i beneficiari interessati, i loro rappresentanti e i soggetti pubblici locali, tenendo conto del fatto che il 22 % dei lavoratori sono donne e il 78 % uomini;

12.  ricorda che, in conformità dell'articolo 7 del regolamento FEG, l'elaborazione del pacchetto coordinato di servizi personalizzati finanziati dal FEG dovrebbe tenere conto delle prospettive future del mercato del lavoro e delle competenze richieste ed essere compatibile con il passaggio a un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse e sostenibile;

13.  ricorda l'importanza di migliorare le possibilità d'impiego di tutti i lavoratori attraverso una formazione personalizzata e il riconoscimento delle capacità e delle competenze acquisite durante la carriera professionale del lavoratore; si attende che la formazione offerta nell'ambito del pacchetto coordinato sia adattata non solo alle esigenze dei lavoratori licenziati, ma anche all'effettivo contesto imprenditoriale;

14.  accoglie con favore l'impegno delle autorità svedesi a intraprendere uno sforzo speciale per eliminare le tradizionali barriere di genere e motivare, ad esempio, i beneficiari di sesso maschile a trovare un impiego nel settore dell'assistenza sanitaria, come anche il contributo delle misure ai 16 obiettivi di qualità ambientale della Svezia;

15.  chiede alla Commissione di indicare con maggiore precisione, nelle future proposte, in quali settori i lavoratori hanno probabilità di trovare un'occupazione e se la formazione offerta è adeguata alle future prospettive economiche e alle esigenze del mercato del lavoro nelle regioni interessate dai licenziamenti;

16.  rileva che le autorità svedesi hanno confermato che le azioni proposte non riceveranno alcun sostegno finanziario da altri fondi o strumenti finanziari dell'Unione, che sarà impedito qualsiasi doppio finanziamento e che le azioni saranno complementari a quelle finanziate dai fondi strutturali; ribadisce la sua richiesta alla Commissione affinché presenti, nelle sue relazioni annuali, una valutazione comparativa di tali dati, onde assicurare il pieno rispetto dei regolamenti esistenti ed evitare che si verifichino duplicazioni relativamente ai servizi finanziati dall'Unione;

17.  osserva che il settore della fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica è stato oggetto di altre 14 domande di intervento del FEG, 11 delle quali riconducibili alla globalizzazione degli scambi commerciali e 3 alla crisi economica e finanziaria mondiale;

18.  ribadisce che l'assistenza del FEG non deve sostituire le azioni che sono di competenza delle imprese in virtù della legislazione nazionale o di contratti collettivi, né le misure relative alla ristrutturazione di imprese o settori;

19.  apprezza la procedura perfezionata messa in atto dalla Commissione a seguito della richiesta del Parlamento di accelerare la concessione delle sovvenzioni; prende atto dei vincoli temporali che il nuovo calendario comporta e del potenziale impatto sull'efficienza del trattamento dei fascicoli;

20.  chiede alla Commissione di garantire l'accesso del pubblico ai documenti connessi ai casi interessati dal FEG;

21.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

22.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

23.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO

DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (domanda EGF/2016/002 SE/Ericsson, presentata dalla Svezia)

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2016/1858.)

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 855.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


Patrocinio a spese dello Stato per indagati e imputati nell'ambito di procedimenti penali e per le persone ricercate nell'ambito di procedimenti di esecuzione del mandato d'arresto europeo ***I
PDF 237kWORD 52k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2016 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'ammissione provvisoria al patrocinio a spese dello Stato per indagati o imputati privati della libertà personale e sull'ammissione al patrocinio a spese dello Stato nell'ambito di procedimenti di esecuzione del mandato d'arresto europeo (COM(2013)0824 – C7-0429/2013 – 2013/0409(COD))
P8_TA(2016)0368A8-0165/2015

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2013)0824),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 82, paragrafo 2, lettera b), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7‑0429/2013),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 25 marzo 2014(1),

–  visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 30 giugno 2016, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0165/2015),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 4 ottobre 2016 in vista dell'adozione della direttiva (UE) 2016/... del Parlamento europeo e del Consiglio sull'ammissione al patrocinio a spese dello Stato per indagati e imputati nell'ambito di procedimenti penali e per le persone ricercate nell'ambito di procedimenti di esecuzione del mandato d'arresto europeo

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, la direttiva (UE) 2016/1919.)

(1) GU C 226 del 16.7.2014, pag. 63.


Commercio di determinate merci che potrebbero essere utilizzate per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene ***I
PDF 114kWORD 51k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2016 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1236/2005 del Consiglio relativo al commercio di determinate merci che potrebbero essere utilizzate per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti (COM(2014)0001 – C7-0014/2014 – 2014/0005(COD))
P8_TA(2016)0369A8-0267/2015

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2014)0001),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7‑0014/2014),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 30 giugno 2016, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0267/2015),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso(1);

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 4 ottobre 2016 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2016/... del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1236/2005 del Consiglio relativo al commercio di determinate merci che potrebbero essere utilizzate per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2016/2134.)

(1) La presente posizione sostituisce gli emendamenti approvati il 27 ottobre 2015 (Testi approvati, P8_TA(2015)0368).


Accordo sulla cooperazione strategica Europol-Cina *
PDF 237kWORD 48k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio che approva la conclusione, da parte dell'Ufficio europeo di polizia (Europol), dell'accordo sulla cooperazione strategica tra il ministero della pubblica sicurezza della Repubblica popolare cinese ed Europol (08364/2016 – C8-0217/2016 – 2016/0808(CNS))
P8_TA(2016)0370A8-0265/2016

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (08364/2016),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, come modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0217/2016),

–  vista la decisione 2009/371/GAI del Consiglio, del 6 aprile 2009, che istituisce l'Ufficio europeo di polizia (Europol)(1), in particolare l'articolo 23, paragrafo 2,

–  vista la decisione 2009/934/GAI del Consiglio, del 30 novembre 2009, che adotta le norme di attuazione relative alle relazioni di Europol con i partner, incluso lo scambio di dati personali e informazioni classificate(2), in particolare gli articoli 5 e 6,

–  vista la decisione 2009/935/GAI del Consiglio, del 30 novembre 2009, che stabilisce l'elenco dei paesi e delle organizzazioni terzi con cui Europol stipula accordi(3),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0265/2016),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  invita la Commissione a valutare, dopo la data di applicazione del nuovo regolamento Europol(4), le disposizioni contenute nell'accordo di cooperazione, invita la Commissione a informare il Parlamento e il Consiglio circa i risultati di tale valutazione e, se del caso, a presentare una raccomandazione che autorizza ad avviare una rinegoziazione internazionale dell'accordo;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e a Europol.

(1) GU L 121 del 15.5.2009, pag. 37.
(2) GU L 325 dell'11.12.2009, pag. 6.
(3) GU L 325 dell'11.12.2009, pag. 12.
(4) Regolamento (UE) 2016/794 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2016, che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) e sostituisce e abroga le decisioni del Consiglio 2009/371/GAI, 2009/934/GAI, 2009/935/GAI, 2009/936/GAI e 2009/968/GAI (GU L 135 del 24.5.2016, pag. 53).


Futuro delle relazioni ACP-UE dopo il 2020
PDF 205kWORD 60k
Risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2016 sul futuro delle relazioni ACP-UE dopo il 2020 (2016/2053(INI))
P8_TA(2016)0371A8-0263/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 ("accordo di Cotonou"), e le sue revisioni del 2005 e del 2010(1),

–  visti l'accordo di Georgetown del 1975 che istituisce il gruppo ACP, e la sua revisione del 1992(2),

–  vista la comunicazione della Commissione, dell'8 ottobre 2003, dal titolo "Verso la piena integrazione della cooperazione con i paesi ACP nel bilancio dell'UE" (COM(2003)0590),

–  visto il documento di consultazione congiunto della Commissione europea e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 6 ottobre 2015, dal titolo "Verso un nuovo partenariato tra l'Unione europea e i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico dopo il 2020" (JOIN(2015)0033),

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulle relazioni ACP-UE, in particolare quella dell'11 febbraio 2015 sui lavori dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE(3), quella del 13 giugno 2013(4) sulla seconda modifica dell'accordo di Cotonou del 23 giugno 2000, quella del 5 febbraio 2009 sull'impatto degli accordi di partenariato economico (APE) sullo sviluppo(5) nonché quella del 1° aprile 2004 sull'iscrizione in bilancio del Fondo europeo di sviluppo (FES)(6),

–  viste le precedenti risoluzioni dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE, in particolare quella del 9 dicembre 2015 su quarant'anni di partenariato: valutazione dell'impatto su commercio e sviluppo nei paesi ACP e prospettive di relazioni durevoli tra i paesi ACP e l'Unione europea(7),

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS),

–  vista la dichiarazione congiunta resa il 9 dicembre 2015 dai copresidenti dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE sul futuro delle relazioni ACP-UE(8),

–  vista la strategia globale dell'Unione in materia di politica estera e di sicurezza, che verrà presentata al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2016,

–  vista la comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 21 marzo 2012 dal titolo "Verso un partenariato rinnovato per lo sviluppo UE-Pacifico" (JOIN(2012)0006),

–  vista la comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza "Strategia comune relativa al partenariato Caraibi-UE" del 26 giugno 2012 (JOIN(2012)0018),

–  vista la strategia comune Africa-UE, adottata dai capi di Stato e di governo europei e africani in occasione del vertice di Lisbona del 9 dicembre 2007(9),

–  vista la sua risoluzione del 6 ottobre 2015 sul ruolo delle autorità locali dei paesi in via di sviluppo nella cooperazione allo sviluppo(10),

–  vista la dichiarazione congiunta ACP-UE del 20 giugno 2014 sull'agenda post 2015(11),

–  vista la dichiarazione di Sipopo, approvata in occasione del 7° vertice dei capi di Stato e di governo dei paesi ACP del 13 e 14 dicembre 2012, e intitolata "The Future of the ACP Group in a Changing World: Challenges and Opportunities" (Il futuro del gruppo ACP in un mondo che cambia: sfide e opportunità)(12),

–  visti la terza Conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo, tenutasi dal 13 al 16 luglio 2015, e il Programma di azione di Addis Abeba, approvato il 27 luglio 2015 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite(13),

–  visti il vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e il documento conclusivo adottato dall'Assemblea generale dell'ONU il 25 settembre 2015, dal titolo "Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development" (Trasformare il nostro mondo: agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile)(14),

–  vista la 41a sessione del Consiglio congiunto ACP-UE, tenutasi il 28 e 29 aprile 2016 a Dakar (Senegal),

–  visto l'ottavo vertice dei capi di Stato e di governo ACP tenutosi a Port Moresby, Papua Nuova Guinea, il 31 maggio e il 1°giugno 2016, durante il quale è stata adottata la comunicazione di Waigani sulle prospettive future del gruppo di Stati ACP e la dichiarazione di Port Moresby, ed è stata approvata la relazione finale del gruppo di personalità eminenti inerente al futuro del gruppo ACP,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo e i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per il commercio internazionale e della commissione per i bilanci (A8-0263/2016),

A.  considerando che la forza e l'acquis dell'accordo di Cotonou si fondano su una serie di caratteristiche uniche: si tratta di un documento giuridicamente vincolante, il numero di paesi che vi aderiscono è senza precedenti (79+28 paesi membri), è completo grazie ai suoi tre pilastri concernenti la cooperazione allo sviluppo, la cooperazione politica e la cooperazione economica e commerciale e dispone di un quadro istituzionale comune nonché di un bilancio sostanzioso che prende la forma del Fondo europeo di sviluppo (FES);

B.  considerando che il fine principale dell'accordo di Cotonou, "la riduzione e infine l'eliminazione della povertà, in linea con gli obiettivi di uno sviluppo durevole e della progressiva integrazione dei paesi ACP nell'economia mondiale", è saldamente ancorato nel suo articolo 1; che il partenariato è basato su un insieme di valori e principi che includono il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, una democrazia basata sullo Stato di diritto e una governance trasparente e responsabile;

C.  considerando che oltre l'80 % dei paesi meno sviluppati al mondo si trova in regioni ACP, il che conferisce un'importanza particolare al partenariato ACP-UE;

D.  considerando i cambiamenti intervenuti nello scenario politico ed economico del gruppo ACP e in seno all'Unione europea a seguito della firma dell'accordo di Cotonou;

E.  considerando che il futuro delle relazioni ACP-UE dovrebbe fondarsi su una nuova riflessione sul potenziale e sugli ostacoli derivanti dalla cooperazione ACP-UE;

F.  considerando che la consistenza numerica dei paesi ACP e degli Stati membri dell'UE non ha ancora prodotto un'azione congiunta adeguata in sede di consessi mondiali;

G.  considerando l'importante ruolo svolto dal partenariato ACP-UE nel progredire verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio;

H.  considerando che, d'altra parte, i risultati relativi agli obiettivi di eliminazione della povertà e integrazione dei paesi ACP nell'economia mondiale sono stati ad oggi insufficienti, visto che la metà dei paesi ACP figura ancora tra i paesi meno sviluppati e che complessivamente i paesi ACP rappresentano meno del 5 % del commercio mondiale e circa il 2 % del PIL globale;

I.  considerando che le relazioni commerciali sono il secondo pilastro dell'accordo di Cotonou e che gli accordi di partenariato economico (APE) ne sono gli strumenti;

J.  considerando che gli accordi di partenariato economico (APE) sono definiti all'articolo 36 dell'accordo di Cotonou quali strumenti di sviluppo che "mirano a favorire l'integrazione graduale e armoniosa degli Stati ACP nell'economia mondiale, specialmente utilizzando in pieno le potenzialità dell'integrazione regionale e del commercio sud-sud"; che la loro inclusione nell'accordo di Cotonou promuove la coerenza delle politiche per lo sviluppo;

K.  considerando che l'accordo di Cotonou tiene conto della crescente importanza dell'integrazione regionale nei paesi ACP e nella cooperazione ACP-UE, così come del suo ruolo per favorire la pace e la sicurezza, promuovere la crescita e affrontare le sfide transfrontaliere;

L.  considerando che l'accordo di Cotonou affronta nuove sfide globali legate al cambiamento climatico, alla migrazione, alla pace e alla sicurezza (quali la lotta contro il terrorismo, l'estremismo e la criminalità internazionale), ma ha prodotto pochi risultati concreti in tali settori;

M.  considerando che le riunioni delle istituzioni congiunte ACP-UE, e in particolare il Consiglio congiunto dei ministri, hanno prodotto pochi risultati concreti e sperimentato una partecipazione minima e di scarso livello;

N.  considerando che l'UE finanzia circa il 50 % dei costi legati al segretariato ACP; che un certo numero di Stati membri dell'ACP non versa integralmente i contributi di associazione;

O.  considerando che il dialogo politico sugli elementi essenziali di cui agli articoli 8 e 96 dell'accordo di Cotonou costituisce uno strumento giuridico concreto per difendere i valori comuni del partenariato ACP-UE e promuovere la democrazia e i diritti umani, aspetti fondamentali per uno sviluppo sostenibile;

P.  considerando la netta esigenza di garantire che nel nuovo accordo si mantenga la condizionalità relativa al rispetto dei diritti umani e si rafforzi il dialogo politico;

Q.  considerando che il coinvolgimento dei parlamenti nazionali, delle autorità locali, della società civile e del settore privato nel dialogo politico è stato piuttosto limitato, nonostante si sia preso atto della loro importanza; che il ruolo del gruppo ACP in quanto tale è stato limitato ai casi in cui si invoca l'articolo 96; che si è fatto ricorso al dialogo politico, e in particolare all'articolo 96, soprattutto in una fase avanzata delle crisi politiche e non in via preventiva;

R.  considerando che, nonostante il chiaro riconoscimento del ruolo dei parlamenti nazionali, delle autorità locali, della società civile e del settore privato nell'accordo di Cotonou a seguito della sua revisione del 2010, la loro partecipazione alle delibere legate alle politiche e alle attività ACP-UE è stata limitata;

S.  considerando che le organizzazioni della società civile devono far fronte a una legislazione sempre più restrittiva e ad altri ostacoli che ne limitano spazi e attività;

T.  considerando la presenza nelle regioni ACP dei paesi e dei territori d'oltremare (PTOM) associati all'Unione europea, le cui relazioni speciali con l'UE invitano ad allontanarsi dall'approccio tradizionale degli aiuti allo sviluppo per tenere meglio conto della loro appartenenza alla famiglia europea; considerando che i PTOM, benché dispongano di uno status speciale, continuano a beneficiare dell'11° Fondo europeo di sviluppo (FES), proprio come i paesi ACP;

U.  considerando che il FES è finanziato attraverso i contributi diretti dagli Stati membri dell'UE e non è soggetto alle consuete norme di bilancio dell'UE; che il Parlamento non ha alcun potere sul bilancio del FES se non garantire il discarico per gli esborsi già effettuati, né ha alcun diritto formale di controllo sulla programmazione del FES;

V.  considerando che nel quadro dell'undicesimo FES sono stanziati circa 900 milioni di EUR per il Fondo per la pace in Africa e circa 1,4 miliardi di EUR della riserva del FES saranno usati per il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa;

W.  considerando che la mobilitazione delle risorse nazionali nei paesi ACP e i fondi della diaspora possono essere una fonte essenziale per finanziare lo sviluppo;

X.  considerando che l'iscrizione in bilancio del FES permetterebbe un controllo democratico, rafforzerebbe la visibilità e aumenterebbe la trasparenza nell'uso dei fondi di sviluppo dell'UE; che, d'altra parte, la natura pluriennale della programmazione del FES consente la prevedibilità delle risorse e l'iscrizione in bilancio potrebbe portare ad una diminuzione dei fondi di sviluppo destinati ai paesi ACP in favore di priorità politiche esterne, e potrebbe essere percepito come un indebolimento del partenariato privilegiato ACP-UE; che l'iscrizione in bilancio del FES potrebbe altresì compromettere il finanziamento del Fondo per la pace in Africa, al pari di altre importanti iniziative quali il Fondo fiduciario per l'Africa, a meno che non sia creato uno strumento dedicato per il finanziamento delle spese di sicurezza collegato alla cooperazione allo sviluppo;

1.  afferma che la cooperazione ACP-UE rappresenta un risultato prezioso e unico che, nel corso degli ultimi 40 anni, ha rafforzato i legami tra i popoli e i paesi ACP e UE e tra i rispettivi parlamenti; sottolinea – alla luce della dimostrazione dell'impegno da parte dei paesi ACP a intraprendere azioni comuni in quanto gruppo – che, per migliorare l'efficacia della cooperazione e adattarla alle nuove sfide, occorre creare una nuova struttura che conservi le parti dell'acquis ACP-UE con un carattere universale, quali l'impegno a favore dei diritti umani e dell'uguaglianza di genere, dello sviluppo umano, della buona governance e della democrazia, l'obiettivo dello Stato di diritto e lo scambio di prassi di eccellenza in un quadro comune, mentre le principali attività devono essere svolte conformemente al principio di sussidiarietà, ossia devono avere come cornice accordi regionali adattati alle specifiche esigenze regionali e agli interessi reciproci esistenti tra l'Unione e la rispettiva regione;

2.  sottolinea che sia il quadro comune sia gli accordi regionali dovrebbe essere giuridicamente vincolanti; evidenzia che, al fine di rafforzare l'efficacia, ridurre i doppioni ed evitare la sovrapposizione di quadri politici, gli accordi regionali con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico dovrebbero essere concepiti in modo da tenere conto delle organizzazioni regionali e subregionali esistenti, come ad esempio l'Unione africana e le Comunità economiche regionali, e delle strategie o accordi regionali quali gli accordi di partenariato economico (APE), e dovrebbero consentire l'inclusione di ulteriori paesi, quali i paesi del Nord Africa, o la creazione di gruppi in funzione degli interessi o dei bisogni specifici (ad esempio lo stato di sviluppo, come nel caso dei paesi meno sviluppati, o le particolarità geografiche, come nel caso dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo);

Obiettivi, principi e modalità di cooperazione

3.  chiede che l'Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) diventino il fulcro di un nuovo accordo e invita a porre in essere solidi meccanismi di monitoraggio per garantire che l'attuazione dell'accordo contribuisca al conseguimento degli OSS e alla loro promozione;

4.  chiede un meccanismo ACP-UE di monitoraggio, affidabilità e revisione tra pari che controlli periodicamente l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile nei paesi membri, con la partecipazione di rappresentanti dei paesi ACP e dell'UE provenienti non soltanto da istituzioni governative centrali, bensì anche dai parlamenti, dalle autorità regionali e locali, dalla società civile e dalla comunità scientifica, ed elabori conclusioni e raccomandazioni annuali per i processi di revisione nazionali, regionali e globali e il follow-up;

5.  sottolinea inoltre che le politiche fondate sulla conoscenza (knowledge-based policies) dovrebbero essere pienamente prese in considerazione nella programmazione, nell'adozione e nell'attuazione delle politiche pubbliche settoriali previste nel quadro del futuro accordo;

6.  chiede che la lotta contro la povertà e, in prospettiva, la sua eliminazione, e contro le disparità e la promozione dello sviluppo sostenibile restino un obiettivo globale della cooperazione ACP-UE; insiste tuttavia sul fatto che un nuovo accordo debba essere principalmente un progetto politico, basato sul principio di titolarità, e lasciarsi del tutto alle spalle la mentalità "donatore-beneficiario"; reputa che la cooperazione dovrebbe riguardare i settori di interesse comune, laddove è possibile prevedere benefici comuni, non solo in termini economici ma anche per quanto riguarda la pace e la sicurezza, i diritti umani e lo Stato di diritto, la buona governance e la democrazia, le migrazioni, l'ambiente, i cambiamenti climatici e altri ambiti connessi alla prosperità delle popolazioni dei paesi ACP e dell'UE;

7.  ribadisce che la coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS) è un elemento fondamentale per conseguire la nuova agenda per lo sviluppo sostenibile; ritiene che il carattere globale dell'accordo di Cotonou promuova la CPS e debba quindi essere mantenuto nell'ambito di un nuovo accordo; sottolinea l'esigenza di mantenere specifiche disposizioni sulla CPS e di rafforzare il dialogo sulle questioni collegate nel quadro del nuovo accordo; ricorda la sua proposta di istituire dei corelatori permanenti per la CPS nel quadro delle attività dell'Assemblea parlamentare paritetica;

8.  ritiene che il rispetto dei principi per l'efficacia degli aiuti concordati a livello internazionale sia di cruciale importanza per conseguire l'Agenda 2030, e ritiene che un futuro accordo dovrebbe farvi riferimento;

9.  chiede che gli elementi essenziali dell'accordo di Cotonou concernenti i diritti umani, i principi democratici e lo Stato di diritto continuino a costituire la base di valori di un nuovo accordo; chiede che la buona governance sia aggiunta quale elemento essenziale e che sia altresì in linea con il nuovo obiettivo di sviluppo sostenibile n. 16 sulla pace, la giustizia e le istituzioni efficaci; ribadisce l'importanza della piena attuazione dell'articolo 9 dell'accordo di Cotonou;

10.  sottolinea che il dialogo politico è parte fondamentale dell'accordo di Cotonou e che gli articoli 8 e 96 sono strumenti concreti e giuridici per difendere gli elementi essenziali delle relazioni ACP-UE, sebbene non siano sempre stati usati in modo efficace in passato; chiede che il dialogo politico resti un pilastro centrale e giuridico nel quadro complessivo ed a livello regionale del nuovo accordo; chiede che il dialogo politico sia utilizzato in modo più efficace e sistematico nonché in maniera proattiva al fine di prevenire le crisi politiche;

11.  ricorda che l'accordo di Cotonou, all'articolo 97, prevede una procedura di consultazione e l'adozione di misure adeguate in caso di situazioni gravi di corruzione; si rammarica che finora si sia ricorso a questo articolo solamente in un'occasione; chiede di rafforzare tale procedura nel futuro accordo di partenariato tra l'UE e i paesi ACP in modo da renderla veramente operativa;

12.  sottolinea a tale riguardo che il dialogo politico rappresenta una base preziosa per migliorare la situazione delle popolazioni dei paesi partner; si rammarica per l'utilizzo insufficiente e per la sua scarsa efficacia fino ad ora; auspica pertanto un migliore monitoraggio della situazione dei diritti umani e di altri elementi essenziali e fondamentali dell'accordo; insiste affinché tale monitoraggio sia inclusivo e partecipativo e chiede una valutazione regolare biennale o pluriennale e relazioni congiunte sul rispetto di tali elementi da parte di tutti gli Stati membri ACP-UE ai fini della pubblicazione dei nominativi ("naming, shaming and praising"); chiede che i risultati di tali relazioni siano presentati in occasione delle riunioni generali ACP-UE ed utilizzati come base per il dialogo politico e che siano consultati nelle valutazioni nazionali, regionali e mondiali a seguito dell'attuazione delle misure connesse agli obiettivi di sviluppo sostenibile;

13.  auspica una maggiore partecipazione dei parlamenti nazionali e delle autorità regionali e locali, sia nei paesi ACP sia nell'UE, in tutte le fasi delle politiche e delle attività ACP-UE, dalla pianificazione e programmazione all'attuazione, valutazione e monitoraggio, in particolare dal punto di vista del principio di sussidiarietà;

14.  esorta tutte le parti del nuovo accordo a impegnarsi per rafforzare l'autonomia e le capacità delle autorità locali e regionali affinché esse possano svolgere bene ed efficacemente le loro funzioni e svolgere un ruolo significativo per lo sviluppo dei paesi ACP;

15.  chiede un maggiore coinvolgimento nel dialogo politico, nella pianificazione e nell'attuazione e sostegno per la creazione di capacità da parte della società civile, in particolare per i gruppi locali che sono direttamente interessati dalle politiche; sottolinea a tale riguardo il pericolo di ridurre lo spazio a disposizione della società civile in alcuni paesi e la necessità di includere anche i gruppi quali le minoranze, i giovani e le donne, che non sono in grado di organizzare i propri interessi o che, malgrado un interesse democratico legittimo, non sono riconosciuti dai rispettivi governi;

16.  ritiene che il settore privato possa svolgere un ruolo chiave nel processo di sviluppo e possa contribuire a finanziare lo sviluppo, a condizione che gli investimenti siano attuati nel rispetto delle persone e della proprietà o dell'utilizzo tradizionali e dell'ambiente, in linea con i principi guida dell'ONU relativi a imprese e diritti umani; chiede pertanto che gli investimenti privati siano sostenuti sotto gli auspici della Banca europea per gli investimenti (BEI) a condizione che siano in linea con il diritto in materia di diritti umani internazionali e con le norme di protezione sociale e ambientale; sottolinea che nell'ambito del nuovo partenariato si dovrebbe attribuire priorità ai produttori e agricoltori locali su piccola scala, oltre che creare un ambiente favorevole per le micro, le piccole e le medie imprese (MPMI); auspica pertanto che i settori privati locali e nazionali siano ascoltati durante il processo di elaborazione delle politiche, in fase di programmazione e di attuazione;

Future istituzioni ACP-UE

17.  chiede che le riunioni del Consiglio congiunto ACP-UE includano dibattiti politici urgenti e di attualità, anche su questioni sensibili, al fine di adottare conclusioni congiunte in materia; invita i ministeri interessati dei paesi ACP e degli Stati membri dell'UE a migliorare la loro partecipazione a livello di ministri, al fine di conferire alle riunioni la necessaria legittimità politica e dare la visibilità necessaria al principio di partenariato;

18.  chiede che il nuovo accordo di cooperazione includa una forte dimensione parlamentare, attraverso un'Assemblea parlamentare paritetica (APP), onde conseguire un dialogo parlamentare aperto, democratico e globale, anche su tematiche difficili e sensibili, portare avanti progetti politici comuni (regionali) fornendo una base democratica per questi ultimi, attraverso la partecipazione multilaterale delle parti interessate, controllare il lavoro dell'esecutivo nonché la cooperazione allo sviluppo, promuovere la democrazia e i diritti umani e quindi fornire un importante contributo ad nuovo un partenariato di cooperazione su basi paritarie; sottolinea l'importanza di un rapido coinvolgimento dell'APP in tutte le discussioni rilevanti concernenti il partenariato ACP-UE post-2020;

19.  è fermamente convinto che l'APP debba assicurare una rappresentanza ed una partecipazione adeguata democratica e proporzionale di tutte le forze politiche in seno ai suoi dibattiti; chiede pertanto che le delegazioni nazionali presso l'APP includano rappresentanti parlamentari del loro spettro politico nazionale e garantiscano la presenza delle opposizioni;

20.  chiede che l'APP sia allineata alla nuova struttura regionale, incentrando pertanto la propria attività nei forum regionali su questioni di importanza regionale, coinvolgendo fortemente i parlamenti nazionali e regionali e mantenendo nel contempo regolari, ma meno frequenti, riunioni congiunte ACP-UE; chiede di includere incontri tematici con la società civile, le autorità locali e il settore privato nelle sedute dell'APP, al fine di consentire ulteriori sviluppi e allargare il dibattito sulle questioni collegate all'agenda dell'APP;

21.  esorta l'Ufficio di presidenza dell'APP a elaborare un orientamento più strategico del programma di lavoro dell'assemblea; auspica che, in futuro, le relazioni della commissione APP esplicitino chiaramente la connessione ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, in modo da consentire il continuo monitoraggio di ciascuno di tali obiettivi; chiede un allineamento delle risoluzioni comuni nel forum generale ACP-UE su questioni internazionali urgenti, sui ritardi concernenti tematiche relative agli obiettivi di sviluppo sostenibile e violazioni dei diritti umani, nonché un allineamento delle risoluzioni nelle riunioni regionali o altre riunioni pertinenti sulle tematiche e questioni attuali urgenti di particolare interesse per una regione o un gruppo specifico; richiama l'attenzione del VP/AR, in tale contesto, sull'importanza politica della presenza del Consiglio a livello ministeriale nelle sessioni dell'APP; auspica che i copresidenti dell'APP ACP-UE siano invitati alle sessioni del Consiglio congiunto, allo scopo di garantire un flusso di informazioni bidirezionale ed efficace e rafforzare la cooperazione istituzionale;

22.  chiede che siano profusi ulteriori sforzi per migliorare il controllo da parte dell'APP della programmazione dello sviluppo tenendo conto dei principi sull'efficacia dello sviluppo ed il seguito dato a tale controllo; invita la Commissione e i governi a promuovere la partecipazione dei parlamenti nazionali, delle autorità locali e regionali, dei soggetti della società civile, del settore privato e delle comunità della diaspora in tutte le diverse fasi di controllo della programmazione dello sviluppo ed a fornire tutte le informazioni disponibili in modo tempestivo e trasparente ai parlamenti nazionali al fine di assisterli nel loro esercizio di controllo democratico;

23.  ritiene che il partenariato ACP-UE dovrebbe cercare di impegnarsi maggiormente con altri partner a livello globale (quali l'Unione africana o le Nazioni Unite) e altre autorità internazionali, ogni volta che ciò sia possibile, e lavorare sulla base di un coordinamento e di una cooperazione rafforzati, senza duplicazione del lavoro o delle missioni, allo scopo di affrontare le sfide delle guerre, dei conflitti interni, dell'insicurezza, della fragilità e della transizione;

Finanziamenti futuri

24.  è convinto che la scadenza simultanea dell'accordo di Cotonou e del quadro finanziario pluriennale (QFP) dell'Unione rappresenti un'occasione per decidere definitivamente di iscrivere in bilancio il Fondo europeo di sviluppo al fine di rafforzare l'efficienza e l'efficacia, la trasparenza, il controllo democratico, la responsabilità, la visibilità e la coerenza del finanziamento allo sviluppo dell'UE; sottolinea tuttavia che tale iscrizione in bilancio dovrebbe essere subordinata a i) un accantonamento garantito dei fondi per lo sviluppo al fine di mantenere il livello di finanziamento a favore dei paesi in via di sviluppo e ii) una soluzione permanente e separata per il finanziamento UE delle spese di sicurezza collegate e coerenti con la cooperazione allo sviluppo; sottolinea che, anche se iscritto in bilancio, il FES dovrebbe includere parametri di riferimento allineati con la cooperazione allo sviluppo dell'UE; esorta le due parti a modernizzare gli strumenti di finanziamento ed a promuovere un sostegno generale e settoriale al bilancio laddove possibile;

25.  sottolinea che il bilancio dell'Unione prevede già strumenti destinati a partner specifici e che l'iscrizione in bilancio del FES può essere concepita in modo tale da riflettere e promuovere la relazione privilegiata ACP-UE allo scopo di promuovere lo sviluppo sostenibile; invita la Commissione a elaborare una tabella di marcia nella quale siano affrontate le questioni summenzionate prima di presentare le proposte necessarie per il prossimo QFP;

26.  rammenta che le future relazioni ACP-UE dovrebbero essere di natura politica, per esempio lavorando su progetti politici comuni in diversi forum internazionali, e non principalmente di tipo donatore-beneficiario; sottolinea pertanto che i principi dell'aiuto allo sviluppo dell'UE devono applicarsi in uguale misura a tutti i paesi in via di sviluppo e che i paesi ACP avanzati devono pertanto essere gradualmente esclusi dall'aiuto allo sviluppo dell'UE alle stesse condizioni dei paesi non ACP; ritiene che un grado più elevato di auto-finanziamento da parte dei paesi ACP sarebbe in linea con le ambizioni dell'ACP di svolgere un ruolo autonomo e sottolinea in tale contesto l'importanza di includere nel nuovo accordo strumenti migliorati per rafforzare la capacità dei paesi ACP di finanziare settori economici vitali; chiede alle parti di raddoppiare gli sforzi per rafforzare la capacità dei paesi ACP di mobilitare e utilizzare le risorse interne tramite, in particolare, il rafforzamento dei sistemi fiscali, la buona gestione delle risorse naturali, l'industrializzazione e la trasformazione delle materie prime destinate ai mercati locali, regionali e internazionali;

27.  sottolinea che l'undicesimo Fondo europeo di sviluppo (FES) è la principale fonte di finanziamento del Fondo per la pace in Africa, nonostante il fatto che tale soluzione fosse stata concepita come provvisoria al momento dell'istituzione del Fondo per la pace in Africa nel 2003; chiede l'istituzione di uno strumento dedicato per il finanziamento delle spese di sicurezza collegate alla cooperazione allo sviluppo;

28.  prende atto della comunicazione della Commissione del 7 giugno 2016 sulla creazione di un nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione; rileva che il bilancio dell'UE e il contributo del FES al pacchetto di 8 miliardi di EUR sono composti esclusivamente da aiuti già pianificati; invita a non compromettere l'assistenza allo sviluppo a favore dei beneficiari e a finanziare iniziative legate alla migrazione con nuovi stanziamenti;

29.  auspica la creazione di uno strumento dedicato a tutti i PTOM che risponda al loro status specifico e alla loro appartenenza alla famiglia europea; invita ad attuare una cooperazione rafforzata tra i paesi ACP e i PTOM per concorrere allo sviluppo inclusivo e sostenibile della loro rispettiva regione, consentendo di integrare meglio i PTOM nel loro contesto regionale;

Dimensione commerciale: accordi di partenariato economico (APE)

30.  ribadisce che gli APE costituiscono una base per la cooperazione regionale e che devono contribuire allo sviluppo e all'integrazione regionale; sottolinea pertanto la pertinenza di includere disposizioni giuridiche vincolanti in materia di sostenibilità (relative ai diritti umani, alle norme sociali e ambientali) in tutti gli APE ed evidenzia l'importanza di creare meccanismi di monitoraggio efficaci che includano vasta parte della società civile al fine di individuare e prevenire qualsiasi potenziale effetto negativo dovuto alla liberalizzazione degli scambi;

31.  chiede un accordo post-Cotonou che funga da accordo politico quadro in base al quale siano fissati requisiti minimi vincolanti per gli APE, al fine di garantire la continuità dei vincoli APE nell'attuale accordo di Cotonou relativi alle disposizioni in materia di buona governance, rispetto dei diritti umani, anche tra le persone più vulnerabili, e rispetto delle norme sociali e ambientali, nonché al fine di fornire un quadro adeguato per uno sviluppo sostenibile e la coerenza delle politiche; auspica un controllo parlamentare congiunto e un processo di monitoraggio sull'impatto dell'APE nonché meccanismi strutturati di monitoraggio della società civile;

o
o   o

32.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Consiglio ACP, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e all'Ufficio di presidenza dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.

(1) http://www.europarl.europa.eu/intcoop/acp/03_01/pdf/mn3012634_en.pdf
(2) http://www.epg.acp.int/fileadmin/user_upload/Georgetown_1992.pdf
(3) GU C 310 del 25.8.2016, pag. 19.
(4) GU C 65 del 19.2.2016, pag. 257.
(5) GU C 67 E del 18.3.2010, pag. 120.
(6) GU C 103 E del 29.4.2004, pag. 833.
(7) http://www.europarl.europa.eu/intcoop/acp/2015_acp2/pdf/101905en.pdf
(8) http://www.europarl.europa.eu/intcoop/acp/2015_acp2/pdf/1081264en.pdf
(9) http://www.africa-eu-partnership.org/sites/default/files/documents/eas2007_joint_strategy_en.pdf
(10) Testi approvati, P8_TA(2015)0336.
(11) http://www.acp.int/content/acp-eu-stand-together-post-2015-development-agenda
(12) http://www.epg.acp.int/fileadmin/user_upload/Sipopo_Declaration.pdf
(13) Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/69/313.
(14) Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/70/1.

Avviso legale