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A8-0156/2017

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PV 05/04/2017 - 9.12
CRE 05/04/2017 - 9.12

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P8_TA(2017)0114

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Mercoledì 5 aprile 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Stato di previsione delle entrate e delle spese per l'esercizio 2018 - Sezione I – Parlamento europeo
P8_TA(2017)0114A8-0156/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2017 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2018 (2017/2022(BUD))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(1), in particolare l'articolo 36,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(3) (AII del 2 dicembre 2013),

–  visto il regolamento (EU, Euratom) n. 1023/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che modifica lo statuto dei funzionari dell'Unione europea e il regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea(4),

–  vista la sua risoluzione del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2017(5),

–  vista la sua risoluzione del 26 ottobre 2016 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017(6),

–  vista la sua risoluzione del 1° dicembre 2016 sul progetto comune di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, approvato dal comitato di conciliazione nel quadro della procedura di bilancio(7),

–  vista la relazione del Segretario generale all'Ufficio di presidenza in vista della definizione del progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento per l'esercizio 2018,

–  visto il progetto preliminare di stato di previsione stabilito dall'Ufficio di presidenza il 3 aprile 2017 a norma dell'articolo 25, paragrafo 7, e dell'articolo 96, paragrafo 1, del regolamento del Parlamento,

–  visto il progetto di stato di previsione redatto dalla commissione per i bilanci a norma dell'articolo 96, paragrafo 2, del regolamento del Parlamento,

–  visti gli articoli 96 e 97 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0156/2017),

A.  considerando che questa è la terza procedura di bilancio completa che si svolge nella nuova legislatura e la quinta procedura del Quadro finanziario pluriennale 2014-2020;

B.  considerando che il bilancio 2018, quale proposto nella relazione del Segretario generale, è elaborato nel contesto di un aumento del massimale della rubrica V rispetto al 2017, che lascia un maggiore margine per la crescita e gli investimenti nonché per il proseguimento delle misure intese a conseguire risparmi e a migliorare l'efficienza;

C.  considerando che il Segretario generale ha proposto sette obiettivi prioritari per il bilancio 2018, segnatamente: avviare la campagna di comunicazione in vista delle elezioni del 2019, consolidare le misure adottate nel settore della sicurezza, proseguire i progetti immobiliari pluriennali, investire nella digitalizzazione e nell'automatizzazione delle procedure, proseguire l'attuazione delle misure necessarie per introdurre il pieno utilizzo della lingua irlandese, analizzare le eventuali incidenze della Brexit e promuovere un approccio ambientale nel settore dei trasporti;

D.  considerando che il Segretario generale ha proposto un importo pari a 1 971 883 373 EUR per il progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento per il 2018, importo che rappresenta un aumento globale del 3,26 % rispetto al bilancio 2017 e corrisponde al 19,06 % della rubrica V del QFP 2014-2020;

E.  considerando che il Segretario generale ha proposto investimenti straordinari supplementari dell'ordine di 47,6 milioni di EUR per potenziare i progetti nel settore della sicurezza, pagare i canoni enfiteutici relativi al progetto immobiliare ADENAUER e avviare la campagna di comunicazione in vista delle elezioni del 2019;

F.  considerando che quasi il 68 % del bilancio è costituito da spese indicizzate che riguardano, principalmente, le retribuzioni e le indennità dei deputati e del personale nonché gli edifici, che sono adeguate a norma dello statuto dei funzionari, ovvero sulla base dell'indicizzazione specifica per settore o del tasso di inflazione;

G.  considerando che la relazione del Parlamento intitolata "Le donne al Parlamento europeo", pubblicata l'8 marzo 2017 in occasione della Giornata internazionale della donna, evidenzia uno squilibrio di genere nelle posizioni dirigenziali in seno al Parlamento, dal momento che i posti di Segretario generale aggiunto e direttore generale sono ricoperti per l'83,3 % da uomini e per il 16,7 % da donne, che i posti di direttori sono ricoperti per il 70,2 % da uomini e per il 29,8 % da donne, e i posti di capo unità sono ricoperti per il 65,9 % da uomini e per il 34,1 % da donne;

H.  considerando che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea impone all'Unione di rispettare la diversità linguistica e vieta la discriminazione per motivi di lingua, conferendo così ad ogni cittadino dell'Unione il diritto di utilizzare una qualsiasi delle 24 lingue ufficiali dell'Unione nella corrispondenza con le istituzioni dell'Unione, che sono tenute a rispondere nella stessa lingua;

I.  considerando che, nella sua risoluzione del 29 aprile 2015 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2016(8), il Parlamento ha già sottolineato che il bilancio 2016 avrebbe dovuto avere un impianto realistico ed essere conforme ai principi della disciplina di bilancio e della sana gestione finanziaria;

J.  considerando che la credibilità del Parlamento in quanto ramo dell'autorità di bilancio dipende in larga misura dalla sua capacità di tenere sotto controllo le proprie spese;

K.  considerando che la credibilità del Parlamento dipende in larga misura dalla sua capacità di sviluppare la democrazia a livello dell'Unione;

Quadro generale

1.  sottolinea che nel 2018 è opportuno mantenere la quota del bilancio del Parlamento al di sotto del 20 % della rubrica V; constata che il livello dello stato di previsione per il 2018 corrisponde al 18,88 %, percentuale che è inferiore a quella del 2017 (19,26 %) e che è la più bassa della rubrica V negli ultimi quindici anni;

2.  chiede che sia dato seguito a quanto richiesto al paragrafo 15 delle sue risoluzioni del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2017 e al paragrafo 98 della suddetta relazione del 26 ottobre 2016, concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, in cui si chiedeva che, durante la procedura di bilancio per l'esercizio 2018, venisse utilizzato per la prima volta, per l'elaborazione del bilancio del Parlamento, il metodo basato sul fabbisogno effettivo per le singoli voci e non su un sistema di coefficienti;

3.  constata che l'importo stanziato per gli investimenti e le spese straordinari nel 2018 è pari a 47,6 milioni di EUR, e si attesta dunque a un livello equivalente a quello del 2017; ritiene che la campagna di comunicazione per il 2019 dovrebbe essere considerata come una spesa straordinaria;

4.  constata che il 75 % degli stanziamenti per la campagna di comunicazione in vista delle elezioni del 2019 è stato iscritto nel progetto preliminare di stato di previsione per il 2018 in quanto la maggior parte dei contratti saranno firmati nel 2018;

5.  sottolinea che la quota più consistente del bilancio del Parlamento è fissata da obblighi statutari o contrattuali ed è soggetta ad indicizzazione annuale;

6.  appoggia l'accordo del 28 marzo 2017 con l'Ufficio di presidenza sul livello dello stato di previsione 2018; riduce di 18,4 milioni di EUR il livello della spesa, rispetto alla posizione iniziale dell'Ufficio di presidenza; fissa il livello globale del suo stato di previsione per il 2018 a 1 953 483 373 EUR, importo che corrisponde a un aumento complessivo del 2,3 % rispetto al bilancio 2017;

7.  sottolinea che il Parlamento ha le funzioni fondamentali di legiferare, rappresentare i cittadini e controllare l'operato delle altre istituzioni;

8.  pone in evidenza il ruolo del Parlamento nella costruzione di una coscienza politica europea e nella promozione dei valori dell'Unione;

9.  sottolinea che, rispetto alla proposta del Segretario generale, è necessario realizzare risparmi e che tutti gli sforzi intesi a conseguire un impiego più efficiente e trasparente dei fondi pubblici sono fortemente incoraggiati;

Trasparenza e accessibilità

10.  accoglie con favore la risposta alla richiesta della commissione per i bilanci, formulata nella sua risoluzione del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2017(9) e reiterata nella sua risoluzione concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017(10), riguardante la presentazione di una programmazione di bilancio a medio e lungo termine, compresa una chiara distinzione tra spese d'investimento e spese operative inerenti al funzionamento dell'Istituzione, tra cui gli obblighi statutari vincolanti (inclusi gli affitti e le acquisizioni);

11.  accoglie positivamente la creazione di un gruppo di lavoro sulle procedure di elaborazione dello stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento; rileva che il Parlamento ha chiesto che si prendesse in considerazione la possibilità di procedere a un'ulteriore revisione del regolamento per quanto riguarda la procedura di bilancio interna(11); sottolinea che i membri dell'Ufficio di presidenza e della commissione per i bilanci devono ricevere informazioni pertinenti riguardo alla procedura di elaborazione dello stato di previsione, in tempo utile e in una forma comprensibile e sufficientemente dettagliata, al fine di consentire all'Ufficio di presidenza e alla commissione per i bilanci di adottare le loro decisioni sulla base di un quadro globale della situazione e dei fabbisogni di bilancio del Parlamento;

12.  rinnova la propria richiesta al Segretario generale di formulare una proposta volta a presentare il bilancio al pubblico in una forma sufficientemente dettagliata, comprensibile e conviviale sul sito web del Parlamento, al fine di consentire a tutti i cittadini di acquisire una migliore comprensione delle attività, delle priorità e delle corrispondenti dinamiche di spesa del Parlamento;

13.  ritiene che i gruppi di visitatori siano uno degli strumenti essenziali per accrescere la conoscenza che i cittadini hanno delle attività del Parlamento; valuta positivamente la regolamentazione rivista relativa ai gruppi di visitatori e ritiene che il rischio di appropriazione indebita di fondi sia diminuito, grazie all'applicazione delle nuove norme, più rigorose; invita pertanto l'Ufficio di presidenza, unitamente al suo gruppo di lavoro sull'informazione e la comunicazione, a rivedere gli stanziamenti per i gruppi di visitatori dei deputati, tenendo conto dei tassi d'inflazione degli ultimi anni, che hanno determinato un aumento del costo di tali visite; ritiene che, sebbene tali importi non siano intesi a coprire la totalità delle spese sostenute dai gruppi di visitatori, ma vadano piuttosto considerati un contributo, non è possibile ignorare il fatto che la percentuale dei costi coperti diminuirà se il contributo non verrà adeguato in base all'inflazione; invita l'Ufficio di presidenza a tener conto del fatto che di questa discrepanza risentono soprattutto i gruppi di visitatori provenienti da contesti socioeconomici meno abbienti, le cui risorse finanziarie sono molto limitate;

Sicurezza e sicurezza informatica

14.  prende atto delle misure in corso intese a potenziare la sicurezza del Parlamento, per quanto riguarda gli edifici, le attrezzature e il personale, la sicurezza informatica e la sicurezza delle comunicazioni; chiede al Segretario generale e all'Ufficio di presidenza di portare avanti il Concetto globale di sicurezza per continuare a realizzare miglioramenti strutturali, operativi e culturali nella sicurezza del Parlamento; ribadisce che occorre migliorare le prestazioni dei servizi informatici forniti al Parlamento, attraverso investimenti nella formazione del personale, ma anche attraverso una migliore selezione dei contraenti, basata su una valutazione più rigorosa dei loro servizi e della loro capacità informatica;

15.  ritiene che gli eventi recenti dimostrino che la probabilità di attacchi informatici è nettamente aumentata, visto che la tecnologia utilizzata per tali attacchi oltrepassa spesso le misure di sicurezza informatica intese a contrastarli; ritiene che gli strumenti informatici siano diventati essenziali per consentire ai deputati e al personale di svolgere le loro attività, ma che siano vulnerabili rispetto a questo tipo di attacchi; accoglie pertanto positivamente l'integrazione della sicurezza informatica nel quadro di gestione strategica globale del Parlamento ed è del parere che ciò consentirà all'Istituzione di proteggere meglio i suoi beni e le sue informazioni;

16.  si rammarica del fatto che, nonostante l'installazione del sistema di posta elettronica sicura (SECEM), il Parlamento non possa ricevere informazioni classificate e non classificate dalle altre istituzioni per via elettronica; deplora che il Parlamento non sia in grado di sviluppare autonomamente un proprio sistema di classificazione delle informazioni (CIS) e osserva che su tale questione siano in corso negoziati con le altre istituzioni; si aspetta che tali negoziati contribuiscano a individuare le migliori soluzioni per consentire al Parlamento di ricevere informazioni classificate e non classificate; invita il Segretario generale a fornire alla commissione per i bilanci maggiori informazioni sugli ultimi sviluppi di tali negoziati, prima della lettura del bilancio da parte del Parlamento nell'autunno 2017;

17.  plaude agli sforzi intesi a digitalizzare e informatizzare ulteriormente le procedure; incoraggia, a questo proposito, l'introduzione di maggiori possibilità di utilizzazione sicura della firma digitale nel quadro delle procedure amministrative, per ridurre il consumo di carta e risparmiare tempo;

18.  accoglie con favore la firma di un Protocollo d'intesa tra il governo belga e il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna e le altre istituzioni con sede a Bruxelles sui controlli di sicurezza per il personale di tutti i contraenti esterni che intendono avere accesso agli edifici delle istituzioni dell'Unione; invita il Segretario generale a valutare l'opportunità di estendere l'applicazione del Protocollo ai funzionari, agli assistenti parlamentari e ai tirocinanti, onde consentire le necessarie verifiche di sicurezza prima della loro assunzione;

Politica immobiliare

19.  ricorda che l'ultima strategia immobiliare a medio termine è stata approvata dall'Ufficio di presidenza nel 2010; si interroga sul motivo per il quale l'Ufficio di presidenza non ha presentato una strategia immobiliare a lungo termine nel corso della presente legislatura, nonostante le precedenti risoluzioni del Parlamento; invita il Segretario generale e i Vicepresidenti a presentare quanto prima la nuova strategia immobiliare a medio termine alla commissione per i bilanci, prima della lettura del bilancio da parte del Parlamento nell'autunno 2017;

20.  ribadisce la sua richiesta di un processo decisionale trasparente nel settore della politica immobiliare, basato su informazioni tempestive, nel rispetto dell'articolo 203 del regolamento finanziario; chiede a tale riguardo maggiori informazioni sull'ampliamento dell'asilo nido WAYENBERG;

21.  chiede maggiori informazioni sul progetto di ristrutturazione dell'edificio Paul Henri Spaak (PHS), in particolare eventuali pareri di contraenti esterni indipendenti in merito alle possibili opzioni per tale edificio, che ha avuto un ciclo di vita di soli 25 anni; chiede al Segretario generale di presentare quanto prima i risultati di un siffatto studio alla commissione per i bilanci; sottolinea che l'edificio esistente non soddisfa i requisiti di statica di un edificio pubblico adibito a funzioni parlamentari, il cui livello di sicurezza deve essere maggiore e che deve resistere agli shock esterni senza cedimenti; critica il fatto che l'edificio PHS non soddisfa neanche gli standard minimi dei moderni requisiti di statica e osserva che hanno già dovuto essere effettuati numerosi interventi per garantirne la stabilità; sollecita quindi l'Ufficio di presidenza e l'amministrazione del Parlamento a ricercare per l'edificio PHS soluzioni che garantiscano alle persone in esso presenti condizioni di lavoro sicure e salubri; prende atto del livello di stanziamenti proposto dal Segretario generale per il 2018 per quanto riguarda gli studi, i progetti preparatori e i lavori, nonché la prestazione di assistenza alla direzione operativa dei lavori; esprime preoccupazione quanto alla possibile confusione riguardante gli importi da destinare alle spese per gli studi e i traslochi; esorta l'Ufficio di presidenza e il Segretario generale a informare la commissione per i bilanci riguardo a tutte le fasi successive e a fornirle quanto prima, e al più tardi nel luglio 2017, una chiara ripartizione dei costi; ricorda che, in ogni caso, vi è la necessità di realizzare un'architettura d'avanguardia sotto il profilo dell'efficienza energetica; chiede che si valuti l'impatto della ristrutturazione sull'unità Visite e seminari, e sulla disponibilità dell'emiciclo nonché delle altre sale e degli altri uffici;

22.  ritiene che il 2018 sarà un anno critico per quanto riguarda l'edificio Konrad Adenauer (KAD), in quanto segnerà la conclusione del cantiere est e l'avvio dei lavori nel cantiere ovest; constata con preoccupazione che il bilancio assegnato alla direzione operativa di questo progetto di ampia portata ha dovuto essere rivisto per potenziare le équipe incaricate di seguire l'avanzamento dei lavori; prende atto della prassi corrente di utilizzare gli storni di recupero ("ramassage") a fine esercizio per contribuire ai progetti immobiliari in corso; ritiene che, sebbene questa possa essere una soluzione pragmatica per ridurre i pagamenti di tassi di interesse, è in contrasto con la trasparenza del bilancio del Parlamento per quanto riguarda i progetti immobiliari e potrebbe addirittura incentivare dotazioni di bilancio eccessive in determinati settori;

23.  invita i Vicepresidenti competenti e il Segretario generale a presentare alla commissione per i bilanci una relazione sullo stato di avanzamento dell'edificio KAD e stime riguardanti il completamento dei lavori;

EMAS

24.  ricorda che il Parlamento si è impegnato a ridurre, entro il 2020, del 30 % le proprie emissioni di CO2 per ETP rispetto ai livelli del 2006;

25.  considera pertanto della massima importanza che il Parlamento si fissi nuovi e più ambiziosi obiettivi quantitativi, che dovrebbero essere regolarmente misurati dai servizi competenti;

26.  ricorda l'impegno del Parlamento, assunto nel contesto della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, di applicare agli edifici di sua proprietà e da esso occupati, fatte salve le norme applicabili in materia di bilancio e di appalti, i medesimi requisiti applicabili agli edifici del governo centrale degli Stati membri ai sensi degli articoli 5 e 6 della direttiva stessa, data la notevole visibilità dei suoi edifici e il ruolo guida che esso dovrebbe svolgere per quanto riguarda la prestazione energetica degli stessi; sottolinea che è urgente che il Parlamento si conformi a questa dichiarazione, non da ultimo per la sua stessa credibilità nei processi di revisione, attualmente in corso, della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia e della direttiva sull'efficienza energetica;

27.  accoglie con favore la creazione di un gruppo di lavoro sulla mobilità, che dovrebbe lavorare in modo inclusivo e ricevere un mandato chiaro; sottolinea che il Parlamento deve conformarsi a tutte le leggi regionali applicabili nei luoghi di lavoro, anche in tale settore; sostiene la promozione dell'uso del collegamento ferroviario diretto attivato tra la sede del Parlamento a Bruxelles e l'aeroporto; invita i servizi competenti a rivalutare, in tale contesto, la composizione e le dimensioni del proprio parco autoveicoli; invita l'Ufficio di presidenza a porre in essere senza indugio un sistema di incentivi per promuovere l'uso della bicicletta per il tragitto fra domicilio e luogo di lavoro; rileva che un sistema di questo tipo è già stato introdotto in altre istituzioni, in particolare al Comitato economico e sociale europeo;

Campagna di comunicazione per le elezioni europee del 2019

28.  accoglie con favore la campagna di comunicazione che contribuisce in modo utile a spiegare ai cittadini le finalità dell'Unione e del Parlamento; sottolinea che tale campagna dovrebbe mirare, fra l'altro, a illustrare il ruolo dell'Unione europea, il potere del Parlamento e le sue funzioni, compresa l'elezione del Presidente della Commissione, nonché il suo impatto sulla vita dei cittadini;

29.  osserva che i lavori preparatori per la campagna di comunicazione in vista delle prossime elezioni europee nel 2019 dovrebbero iniziare già quest'anno; si compiace della riduzione della durata del periodo preelettorale della campagna di comunicazione a due anni rispetto ai tre anni in occasione delle elezioni europee del 2014;

30.  osserva che l'importo totale delle uscite per la campagna di comunicazione in vista delle elezioni del 2019 è stimato in 25 milioni di EUR nel 2018 e 8,33 milioni di EUR nel 2019, e che sarà necessario un importo più elevato di impegni finanziari nel 2018; sottolinea l'importanza di tali campagne di comunicazione, in particolare tenendo conto dell'attuale situazione nell'Unione;

31.  ritiene che la Direzione generale della Comunicazione (DG COMM) dovrebbe dar seguito alle raccomandazioni formulate nella valutazione della campagna per le elezioni europee del 2014(12) e accordare priorità alla raccolta di dati sui progetti di campagna, per unità, sulla base di indicatori chiave predefiniti, al fine di misurane l'impatto, tenendo attentamente conto delle cause profonde della scarsissima affluenza alle elezioni del 2014;

Questioni relative ai deputati

32.  si compiace delle attività del Segretariato del Parlamento, delle segreterie dei gruppi politici e degli uffici dei deputati intese a migliorare il supporto prestato ai deputati nell'esercizio del loro mandato; incoraggia a proseguire lo sviluppo dei servizi che potenziano la capacità dei deputati di controllare l'operato di Commissione e Consiglio e di rappresentare i cittadini;

33.  prende atto della consulenza e degli studi forniti ai deputati e alle commissioni dai Servizi di ricerca parlamentare (EPRS) e dai dipartimenti tematici; ricorda che, al momento della creazione dell'EPRS nel 2013, era stata prevista una valutazione intermedia dell'efficacia della cooperazione tra l'EPRS e i dipartimenti tematici; ricorda che , in occasione della votazione in plenaria del 14 aprile 2016(13), è stata approvata una richiesta di procedere a tale valutazione e di presentare i risultati alla commissione per i bilanci; chiede nuovamente al Segretario generale di procedere a tale valutazione e di presentarne i risultati alla commissione per i bilanci prima della lettura del bilancio da parte del Parlamento nell'autunno 2017; ricorda che tale valutazione dovrebbe includere proposte volte a garantire una migliore articolazione tra il sostegno prestato dall'EPRS e gli sviluppi nelle rispettive commissioni tematiche e non sovrapporsi con le loro attività o incoraggiare la competizione tra servizi; si attende, inoltre, che la valutazione includa informazioni dettagliate sulle consulenze esterne, sugli studi esterni e sul sostegno esterno alle attività di ricerca del Parlamento, compreso il numero e i costi degli studi e delle consulenze fornite dai servizi interni del Parlamento e da fornitori esterni; prende atto dei quattro progetti specifici che saranno sviluppati a medio termine per la Biblioteca del Parlamento europeo, segnatamente la Biblioteca digitale, il miglioramento delle fonti di ricerca, le fonti del diritto comparato e la Biblioteca aperta; ritiene che questi progetti permettano di migliorare il supporto prestato ai deputati e al personale e di facilitare l'accesso ai ricercatori esterni e ai cittadini; rileva l'importanza di tali progetti e la necessità di integrarli nell'attività legislativa svolta dai deputati e dal personale;

34.  rammenta la decisione presa dal Parlamento con la procedura di bilancio 2017 del PE, che prevede la creazione di un servizio di interpretazione nella lingua internazionale dei segni per tutte le discussioni in Aula e invita l'amministrazione ad attuare tale decisione senza ulteriore indugio;

35.  constata che, in conformità del regolamento recentemente rivisto(14), ciascun deputato non può rilasciare più di tre dichiarazioni di voto orali per tornata, ma è tuttora preoccupato per i costi aggiuntivi per l'interpretazione e per la traduzione delle trascrizioni derivanti da tali dichiarazioni; esorta il Segretario generale a fornire una ripartizione dettagliata dei costi relativi alle dichiarazioni di voto orali; segnala la disponibilità di alternative, quali le dichiarazioni di voto scritte e un'ampia varietà di strumenti di comunicazione pubblici all'interno degli edifici del Parlamento, mediante i quali i deputati possono spiegare le loro intenzioni di voto; chiede, a titolo provvisorio, che le dichiarazioni di voto orali siano iscritte all'ordine del giorno della tornata alla fine dei lavori di ciascuna seduta, dopo gli interventi di un minuto e gli altri punti all'ordine del giorno;

36.  ricorda l'obbligo dei deputati di informare l'amministrazione circa ogni cambiamento nella loro dichiarazione di interessi;

37.  non condivide la necessità di cambiare il mobilio negli uffici dei deputati e degli assistenti a Bruxelles; ritiene che la maggior parte del mobilio sia in buone condizioni e che pertanto non vi sia alcun motivo per sostituirlo; ritiene che il mobilio dovrebbe essere cambiato solo laddove sussista un motivo giustificato;

38.  chiede al Segretario generale, in preparazione della nona legislatura, di presentare all'Ufficio di presidenza un elenco più preciso delle spese rimborsabili a titolo dell'indennità per spese generali, e ricorda il principio di indipendenza del mandato; sottolinea che i deputati che lo desiderino possono pubblicare il resoconto delle spese a titolo dell'indennità per spese generali sulla loro pagina web personale; ribadisce l'invito a una maggiore trasparenza per quanto riguarda l'indennità per spese generali, sulla base delle migliori prassi delle delegazioni nazionali nel Parlamento e negli Stati membri; ritiene che i deputati dovrebbero anche poter indicare, sul sito web del Parlamento, un link a pagine in cui pubblicano il resoconto delle loro spese; ribadisce che una maggiore trasparenza dell'indennità per spese generali non dovrebbe comportare la necessità di personale supplementare nell'amministrazione del Parlamento;

39.  evidenzia che l'attuale linea di bilancio destinata all'assistenza parlamentare è adeguata e non dovrebbe essere aumentata oltre l'indicizzazione delle retribuzioni;

40.  ricorda la richiesta, approvata in Aula nella summenzionata risoluzione del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione del Parlamento per l'esercizio 2017, di rivedere le norme che disciplinano il rimborso delle spese di missione connesse ai viaggi fra i tre luoghi di lavoro del Parlamento sostenute dagli assistenti parlamentari accreditati (APA), al fine di allinearle alle norme applicabili al resto del personale, e si rammarica che, ad oggi, non sia stato adottato alcun provvedimento al riguardo; invita l'Ufficio di presidenza ad affrontare la questione senza ulteriore indugio; sottolinea inoltre che gli attuali massimali di rimborso delle missioni per gli APA (120/140/160 EUR) non vengono adeguati dal 2011 e che la discrepanza tra gli APA e gli altri membri del personale è ulteriormente aumentata fino ad almeno il 40 % a seguito dell'introduzione di nuovi massimali approvati dal Consiglio il 9 settembre 2016 e finora applicati solo ai funzionari a partire dal 10 settembre 2016; invita pertanto l'Ufficio di presidenza ad adottare le misure necessarie per porre fine a tale disparità;

41.  segnala che la risoluzione di questa discrepanza nelle spese di missione non comporta un aumento della linea di bilancio per l'assistenza parlamentare;

42.  chiede che il rimborso delle spese di viaggio dei deputati avvenga in modo trasparente e adeguato e raccomanda di incentivare l'uso della classe economica sia per il trasporto aereo che per il trasporto ferroviario;

43.  invita la Conferenza dei presidenti e l'Ufficio di presidenza a riconsiderare la possibilità per gli APA, in subordine a determinate condizioni, di accompagnare i deputati nelle missioni e nelle delegazioni ufficiali del Parlamento, come già chiesto da numerosi deputati; ritiene che spetti ai deputati decidere se gli assistenti debbano accompagnarli nelle delegazioni ufficiali, utilizzando la propria dotazione per l'indennità di assistenza parlamentare;

Questioni relative al personale

44.  sottolinea che, ai sensi del punto 27 dell'AII del 2 dicembre 2013 su una riduzione progressiva del 5 % del personale di tutte le istituzioni, organismi e agenzie tra il 2013 e il 2017, a causa di fabbisogni specifici emersi al Parlamento nel 2014 e 2016, è stato raggiunto un accordo con il Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016(15), in cui si prevede di proseguire le misure di riduzione annuale del personale del Parlamento fino al 2019;

45.  osserva che, sebbene i gruppi politici siano stati esonerati da queste misure di riduzione del personale dal 2014(16), l'accordo di conciliazione sul bilancio 2017 ha comportato una riduzione dei posti dell'organigramma del Segretariato del Parlamento a causa del mancato rispetto del tacito accordo da parte del Consiglio;

46.  ricorda che il livello totale del personale dei gruppi politici è escluso dall'obiettivo di riduzione del personale del 5 %, in conformità con le decisioni adottate per gli esercizi finanziari 2014, 2015, 2016 e 2017;

47.  ritiene che la perdita di 136 posti nel Segretariato del Parlamento nel 2016 potrebbe creare difficoltà per la prestazione di servizi da parte dell'amministrazione del Parlamento; invita il Segretario generale a fornire maggiori informazioni sulle misure di riduzione del personale attuate nell'ultimo esercizio e a valutare le conseguenze delle decisioni di bilancio sul funzionamento dell'Istituzione;

48.  accoglie con favore, alla luce delle misure di riduzione del personale, la proposta di trasformare 50 posti permanenti AST in 50 posti permanenti AD, che ha un impatto trascurabile sul bilancio; prende atto, inoltre, della proposta di trasformare 3 posti temporanei AST in tre posti temporanei AD presso il Gabinetto del Presidente;

49.  invita l'Ufficio di presidenza ad assicurare che siano rispettati i diritti previdenziali e pensionistici agli APA e che siano messi a disposizione strumenti finanziari, in particolare per quanto riguarda gli APA che sono stati assunti dai deputati senza interruzione nel corso delle due ultime legislature; invita a tale proposito l'amministrazione a presentare una proposta che tenga conto della decisione di anticipare la data delle elezioni nel 2014 e del tempo richiesto dalla procedura di assunzione, ai fini del calcolo del periodo di 10 anni di servizio richiesto dallo statuto dei funzionari;

50.  invita l'Ufficio di presidenza a proporre una procedura di licenziamento mediante mutuo consenso tra deputati e APA;

51.  ritiene che, in un periodo in cui le risorse finanziarie e di organico a disposizione delle istituzioni dell'Unione saranno probabilmente sempre più limitate, è importante che le istituzioni stesse siano in grado di assumere e mantenere il personale più competente per far fronte alle complesse sfide future in modo coerente con i principi della programmazione di bilancio basata sui risultati;

52.  ritiene che l'interpretazione e la traduzione siano essenziali per il funzionamento dell'Istituzione e riconosce la qualità e il valore aggiunto dei servizi forniti dagli interpreti; ribadisce la posizione del Parlamento, espressa nella summenzionata risoluzione del 14 aprile 2016, secondo cui il Segretario generale dovrebbe presentare ulteriori proposte di razionalizzazione, come ad esempio un maggiore ricorso alla traduzione e all'interpretazione "on demand", in particolare per gli intergruppi del Parlamento europeo, e l'esame dei miglioramenti di efficienza che sarebbe possibile realizzare utilizzando le più recenti tecnologie linguistiche quale strumento di supporto per gli interpreti, nonché la valutazione dell'impatto del quadro rivisto per gli interpreti funzionari sul miglioramento dell'efficienza delle risorse e della produttività;

53.  si compiace del proseguimento delle misure adottate dal Parlamento per introdurre l'irlandese come lingua ufficiale a pieno titolo entro il 1° gennaio 2021; rileva, a tale riguardo, che nel 2018 non saranno necessari posti addizionali; chiede tuttavia al Segretario generale di continuare a consultare i deputati irlandesi al fine di conseguire una maggiore efficienza nell'utilizzo delle risorse, senza compromettere i diritti garantiti ai deputati;

54.  esorta il Segretario generale a basarsi sugli accordi di cooperazione esistenti tra il Parlamento, il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo, al fine di individuare altri settori in cui si potrebbero condividere le funzioni di back office; chiede inoltre al Segretario generale di avviare uno studio su possibili sinergie nelle funzioni e nei servizi di back office tra il Parlamento, la Commissione e il Consiglio;

Partiti politici europei e fondazioni politiche europee

55.  ricorda che i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee contribuiscono a formare la coscienza politica europea e ad accrescere la comprensione da parte dei cittadini del legame tra il processo politico a livello nazionale ed europeo;

56.  ritiene che le recenti controversie riguardanti il finanziamento di alcuni partiti politici europei e di alcune fondazioni politiche europee abbiano evidenziato lacune nei sistemi di gestione e di controllo esistenti;

57.  ritiene che l'entrata in vigore del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014(17) e del regolamento (UE, Euratom) n. 1142/2014(18) permetterà di applicare meccanismi di controllo supplementari, quali l'obbligo di registrazione presso l'Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee; ritiene tuttavia che tali misure possano ancora essere migliorate; constata che le nuove regole applicabili alle richieste di finanziamento da parte dei partiti e delle fondazioni entreranno in vigore nell'esercizio 2018;

58.  sottolinea che sono stati individuati vari problemi relativi all'attuale sistema di cofinanziamento, in cui i contributi e le sovvenzioni a titolo del bilancio del Parlamento per i partiti e le fondazioni non possono superare l'85 % delle spese ammissibili, con il restante 15 % che deve essere coperto da risorse proprie; osserva, ad esempio, che l'insufficienza delle quote versate dai membri e delle donazioni è spesso compensata da contributi in natura;

Altre questioni

59.  prende atto del dialogo costante tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali; invita a rafforzare tale dialogo al fine di sviluppare una migliore comprensione del contributo del Parlamento e dell'Unione negli Stati membri;

60.  prende atto della richiesta di studi e di pareri esterni a supporto delle attività delle commissioni e degli altri organi politici nell'analizzare il possibile impatto della Brexit, incluse le conseguenze finanziarie per il Parlamento; si interroga sulla necessità di commissionare studi e pareri esterni invece di fare ricorso all'ampia gamma dei servizi di ricerca disponibili all'interno del Parlamento; sottolinea che, finché i negoziati sull'uscita del Regno Unito dall'Unione non saranno conclusi, il Regno Unito rimane un membro dell'Unione a pieno titolo, e che tutti i diritti e gli obblighi derivanti da tale status rimangono in vigore; sottolinea pertanto che è improbabile che la decisione del Regno Unito di uscire dall'Unione abbia un impatto sul bilancio del Parlamento per il 2018;

61.  ricorda la sua risoluzione del 20 novembre 2013 sull'ubicazione delle sedi delle istituzioni dell'Unione europea(19), secondo cui i costi stimati derivanti dalla dispersione geografica del Parlamento sono compresi tra 156 milioni di EUR e 204 milioni di EUR ed equivalgono al 10 % del bilancio del Parlamento; sottolinea che, secondo le stime, l'impatto ambientale della dispersione geografica si attesta tra 11 000 e 19 000 tonnellate di emissioni di CO2; evidenzia la percezione negativa di tale dispersione da parte del pubblico e ribadisce pertanto la propria posizione nel chiedere una tabella di marcia verso la fissazione di una sede unica;

62.  ricorda la suddetta risoluzione del 14 aprile 2016 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2017; chiede che venga instaurata una cooperazione con le emittenti televisive, i media sociale e altri partner, al fine di creare un polo mediatico europeo per la formazione di giovani giornalisti;

63.  invita il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza a inculcare una cultura di programmazione del bilancio basata sui risultati nell'intera amministrazione del Parlamento, in linea con un'impostazione gestionale più razionale, al fine di aumentare l'efficienza e l'efficacia dell'attività interna dell'istituzione;

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64.  stabilisce lo stato di previsione per l'esercizio 2018;

65.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e lo stato di previsione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(3) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(4) GU L 287 del 29.10.2013, pag. 15.
(5) Testi approvati, P8_TA(2016)0132.
(6) Testi approvati, P8_TA(2016)0411.
(7) Testi approvati, P8_TA(2016)0475.
(8) Testi approvati, P8_TA(2015)0172.
(9) Testi approvati, P8_TA(2016)0132.
(10) Testi approvati, P8_TA(2016)0411.
(11) Testi approvati, P8_TA(2016)0484.
(12) Studio Deloitte, dicembre 2015.
(13) Cfr. paragrafo 22 della sua risoluzione del 14 aprile 2016 (P8_TA(2016)0132).
(14) Testi approvati del 13 dicembre 2016, P8_TA(2016)0484 - Articolo 183, paragrafo 1.
(15) Testi approvati, P8_TA(2015)0407.
(16) Testi approvati, P7_TA(2013)0437; Testi approvati, P8_TA(2014)0036; Testi approvati, P8_TA(2015)0376; Testi approvati, P8_TA(2016)0411.
(17) Regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (GU L 317 del 4.11.2014, pag. 1).
(18) Regolamento (UE, Euratom) n. 1142/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, che modifica il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 per quanto concerne il finanziamento dei partiti politici europei (GU L 317 del 4.11.2014, pag. 28).
(19) Testi approvati, P7_TA(2013)0498.

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