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Procedura : 2017/2646(RSP)
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RC-B8-0245/2017

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PV 06/04/2017 - 4.1
CRE 06/04/2017 - 4.1

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PV 06/04/2017 - 7.1
CRE 06/04/2017 - 7.1

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P8_TA(2017)0125

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Giovedì 6 aprile 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Russia: arresto di Aleksej Naval'nyj e di altri manifestanti
P8_TA(2017)0125RC-B8-0245/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 6 aprile 2017 sulla Russia: arresto di Aleksej Naval'nyj e di altri manifestanti (2017/2646(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Russia, in particolare quelle del 23 ottobre 2012(1), del 13 giugno 2013 sullo Stato di diritto in Russia(2), del 13 marzo 2014 sulla Russia: condanna dei manifestanti coinvolti nei fatti di Piazza Bolotnaja(3), le sue raccomandazioni del 2 aprile 2014, le sue risoluzioni del 23 ottobre 2014 sulla chiusura della ONG "Memorial" (vincitrice del premio Sacharov 2009) in Russia(4), del 15 gennaio 2015 sulla Russia, in particolare il caso di Aleksej Naval'nyj(5), del 12 marzo 2015 sull'assassinio del leader di opposizione russo Boris Nemcov e sullo stato della democrazia in Russia(6), e del 24 novembre 2016 sul caso di Ildar Dadin, prigioniero di coscienza in Russia(7),

–  visti la Costituzione russa, in particolare l'articolo 29 che tutela la libertà di parola e l'articolo 31 che include il diritto di riunirsi pacificamente, e gli obblighi internazionali in materia di diritti umani che la Russia si è impegnata a rispettare in quanto membro del Consiglio d'Europa, dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e delle Nazioni Unite,

–  visti il "partenariato per la modernizzazione" avviato nel 2010 a Rostov-sul-Don e l'impegno assunto dai leader russi in relazione allo Stato di diritto quale base fondamentale per la modernizzazione del paese,

–  visti l'articolo 5 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e l'articolo 7 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, i quali stabiliscono che nessuna persona deve essere soggetta a torture o a pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, e di cui la Federazione russa è parte,

–  vista la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani, adottata dall'Assemblea generale dell'ONU il 9 dicembre 1998,

–  vista la sua risoluzione del 16 marzo 2017 sui detenuti politici ucraini in Russia e la situazione in Crimea(8),

–  vista la settima relazione periodica sulla Federazione russa esaminata dal Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani nella sua 3136esima e 3137esima riunione, svoltesi rispettivamente il 16 e 17 marzo 2015,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che il 26 marzo 2017 un numero compreso tra 33 000 e 93 000 persone ha partecipato a raduni, cortei e manifestazioni anticorruzione in oltre 80 città in tutta la Russia; che oltre 2 000 manifestanti sono stati trattenuti dalla polizia in diverse città russe, tra cui circa 1 000 a Mosca; che il politico di opposizione Aleksej Naval'nyj è stato trattenuto e multato per un importo pari a 350 USD per aver organizzato manifestazioni di protesta vietate, ed è stato condannato a 15 giorni di reclusione; che le proteste sono ritenute essere le più ampie dalle manifestazioni anti-Cremlino del 2011 e 2012;

B.  considerando che il verdetto del tribunale Leninskij di Kirov (8 febbraio 2017) contro il politico di opposizione russo Aleksej Naval'nyj in relazione ad accuse di tentata appropriazione indebita è servito a mettere a tacere un'ulteriore voce politica indipendente nella Federazione russa; che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha statuito che a Naval'nyj è stato negato il diritto a un processo equo nel procedimento a suo carico del 2013 basato sulle medesime accuse;

C.  considerando che il governo russo ha avviato un'indagine penale contro persone non identificate che hanno invitato attraverso Internet a una manifestazione a Mosca il 2 aprile 2017 per chiedere le dimissioni del Primo ministro Dmitrij Medvedev, a porre fine alle operazioni militari russe in Ucraina e in Siria, a rilasciare Naval'nyj e a pagare un risarcimento agli attivisti incarcerati durante le proteste del 26 marzo 2017 a Mosca; che il 2 aprile 2017 almeno 31 persone sono state arrestate durante le proteste dell'opposizione a Mosca e in seguito detenute per "perturbazioni dell'ordine pubblico";

D.  considerando che la Federazione russa, in quanto membro a pieno titolo del Consiglio d'Europa, firmataria della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite e della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, si è impegnata a rispettare i principi della democrazia, lo Stato di diritto nonché le libertà e i diritti umani fondamentali; che in più occasioni l'Unione europea ha offerto assistenza e consulenza supplementari per aiutare la Russia a modernizzare e rispettare il proprio ordine costituzionale e giuridico, in linea con le norme del Consiglio d'Europa;

E.  considerando che sussistono motivi di preoccupazione in relazione agli sviluppi nella Federazione russa per quanto riguarda il rispetto e la protezione dei diritti umani e l'osservanza dei principi democratici universalmente riconosciuti e dello Stato di diritto; che la Federazione russa ha ratificato 11 dei 18 trattati internazionali in materia di diritti umani;

F.  considerando che il diritto penale della Federazione russa è stato modificato ed è stato introdotto il nuovo articolo 212.1, in base al quale una persona può essere accusata di violazione della legge sulle assemblee pubbliche, nonostante questa modifica limiti la libertà di parola e di riunione;

G.  considerando che, secondo il centro per i diritti umani Memorial, il numero di prigionieri politici nel paese è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni, per un totale di 102 persone nel 2016;

1.  condanna le operazioni di polizia nella Federazione russa miranti a impedire e disperdere manifestazioni pacifiche anticorruzione, nell'ambito delle quali sono state incarcerate centinaia di persone, compreso Aleksej Naval'nyj, la cui organizzazione ha dato avvio alle manifestazioni;

2.  invita le autorità russe a rilasciare immediatamente Aleksej Naval'nyj e tutti i manifestanti pacifici, i giornalisti e gli attivisti incarcerati nel corso dei raduni anticorruzione svoltisi a Mosca e in diverse città russe il 26 marzo e il 2 aprile 2017, e a far cadere le accuse nei loro confronti; sottolinea che le autorità russe hanno la piena responsabilità della sicurezza e del benessere dei detenuti;

3.  sottolinea che le condanne pronunciate sono dettate da motivi politici ed esorta la magistratura russa a dimostrare la sua indipendenza da interferenze politiche; invita le autorità russe a porre fine alle vessazioni ai danni di giornalisti, oppositori politici e attivisti politici e della società civile, a rispettare pienamente gli obblighi internazionali in materia di diritti umani e a garantire la libertà dei media e la libertà di riunione;

4.  rileva l'elevato livello di partecipazione alle diffuse proteste contro la corruzione svoltesi in tutta la Federazione russa domenica 26 marzo 2017, in particolare la forte mobilitazione dei giovani contro la corruzione e l'esercizio sempre più autoritario del potere in Russia; accoglie con favore questo impegno come segno promettente di interesse crescente nelle questioni pubbliche e politiche;

5.  esprime forte preoccupazione per il fatto che la detenzione di Alexei Navalny dimostra che le autorità russe usano la legge sulle assemblee pubbliche per accelerare la procedura di incarcerazione di manifestanti pacifici e in seguito commettere abusi sistematici;

6.  condanna i tentativi reiterati di mettere a tacere Alexei Navalny ed esprime il suo sostegno agli sforzi profusi dalla sua organizzazione per sensibilizzare in merito alla corruzione e combatterla nelle istituzioni pubbliche e tra i rappresentanti politici e i titolari di cariche pubbliche; guarda con profonda preoccupazione alla decisione del tribunale del febbraio 2017 che esclude di fatto dall'arena politica Alexei Navalny, limita ulteriormente il pluralismo politico in Russia e solleva profondi dubbi quanto all'equità dei processi democratici in Russia;

7.  ricorda che la libertà di riunione pacifica è un diritto, non un privilegio, e che tale diritto, nonché il diritto alla libertà di opinione e di espressione e alla libertà di associazione, svolge un ruolo determinante nella creazione e nell'esistenza di un sistema effettivamente democratico; invita le autorità russe a onorare pienamente gli impegni assunti a livello internazionale, inclusi quelli in seno al Consiglio d'Europa e all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), a difendere le libertà fondamentali di espressione, associazione e riunione pacifica, che sono diritti fondamentali sanciti dalla sua Costituzione, e a rilasciare senza indugio i manifestanti pacifici che sono stati arrestati;

8.  esorta le autorità russe a porre fine a qualsiasi atto vessatorio, anche a livello giudiziario, nei confronti di oppositori politici, giornalisti e difensori dei diritti umani nella Federazione russa e a garantire in ogni circostanza che essi possano svolgere le loro legittime attività senza impedimento alcuno;

9.  è del parere che diversi processi e procedimenti giudiziari nei confronti di membri dell'opposizione e delle ONG nel corso degli ultimi anni sollevino dubbi circa l'indipendenza e l'imparzialità delle istituzioni giudiziarie della Federazione russa; esorta le autorità giudiziarie e di contrasto russe a espletare le proprie funzioni in modo imparziale, indipendente e privo di interferenze politiche;

10.  sottolinea che la libertà di riunione nella Federazione russa è sancita dall'articolo 31 della Costituzione russa e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, di cui la Russia è firmataria, e che le autorità russe sono pertanto obbligate a rispettarla; invita la Federazione russa a rispettare i principi dello Stato di diritto, della libertà di espressione e della libertà di riunione;

11.  ricorda l'importanza del pieno rispetto, da parte della Russia, degli obblighi giuridici internazionali ad essa incombenti in quanto membro del Consiglio d'Europa e dell'OSCE, nonché dei diritti umani fondamentali e dello Stato di diritto sanciti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici;

12.  invita la Federazione russa a modificare la legislazione che indebitamente limita e criminalizza la libertà di riunione; condanna il fatto che la Federazione russa abbia anche conferito alla sua Corte costituzionale, mediante una nuova legislazione del dicembre 2015, il potere di annullare le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo;

13.  prende atto delle accuse di corruzione nei confronti di leader politici russi; invita la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna e gli Stati membri ad adottare un'azione sistematica per contrastare qualsiasi tentativo di riciclaggio o di proventi illeciti all'interno dell'UE; incarica ugualmente la propria commissione d'inchiesta sui Panama Papers di prestare maggiore attenzione a qualsiasi traccia di sospetti flussi di denaro russi attraverso banche con sede nell'UE;

14.  esorta il Consiglio e gli Stati membri a definire una politica unitaria nei confronti della Russia in base alla quale gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione europea si impegnino a mandare un forte messaggio comune sul ruolo dei diritti umani nelle relazioni UE-Russia e sulla necessità di porre fine alle repressioni contro la libertà di espressione, di riunione e di associazione in Russia;

15.  invita il vicepresidente/alto rappresentante e il Servizio europeo per l'azione esterna a garantire che i casi di tutte le persone perseguite per motivi politici siano sollevati nel quadro delle consultazioni UE-Russia in materia di diritti umani una volta riprese e che i rappresentanti della Russia in tali consultazioni siano formalmente chiamati a rispondere caso per caso; invita i presidenti del Consiglio e della Commissione, nonché il vicepresidente/alto rappresentante, a continuare a seguire da vicino i suddetti casi, a sollevare tali questioni in diversi formati e incontri con la Russia e a riferire al Parlamento sugli scambi con le autorità russe;

16.  condanna l'attacco terroristico a San Pietroburgo e chiede al suo Presidente di esprimere profondo cordoglio e solidarietà alle vittime, alle loro famiglie e al popolo russo;

17.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e al Presidente, al governo e al Parlamento della Federazione russa.

(1) GU C 68 E del 7.3.2014, pag. 13.
(2) GU C 65 del 19.2.2016, pag. 150.
(3) Testi approvati, P7_TA(2014)0253.
(4) GU C 274 del 27.7.2016, pag. 21.
(5) GU C 300 del 18.8.2016, pag. 2.
(6) GU C 316 del 30.8.2016, pag. 126.
(7) Testi approvati, P8_TA(2016)0446.
(8) Testi approvati, P8_TA(2017)0087.

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