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Procedura : 2017/2648(RSP)
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Testi presentati :

RC-B8-0252/2017

Discussioni :

PV 06/04/2017 - 4.3
CRE 06/04/2017 - 4.3

Votazioni :

PV 06/04/2017 - 7.3

Testi approvati :

P8_TA(2017)0127

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Giovedì 6 aprile 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Bangladesh, in particolare i matrimoni di minori
P8_TA(2017)0127RC-B8-0252/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 6 aprile 2017 sul Bangladesh, in particolare i matrimoni di minori (2017/2648(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul Bangladesh, in particolare quella del 18 settembre 2014 sulle violazioni dei diritti umani in Bangladesh(1),

–  vista la sua risoluzione del 16 marzo 2017 sulle priorità dell'UE per le sessioni del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite nel 2017(2),

–  viste le osservazioni conclusive della commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani, del 22 marzo 2017, sul Bangladesh,

–  vista la risoluzione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, del 2 luglio 2015, sul rafforzamento delle misure volte a prevenire ed eliminare i matrimoni di minori, i matrimoni precoci e i matrimoni forzati,

–  visti gli orientamenti dell'UE in materia di promozione e tutela dei diritti del bambino, adottati dal Consiglio il 6 marzo 2017,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, del 1948,

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR),

–  viste la dichiarazione di Pechino del 1995 e la piattaforma d'azione di Pechino, adottate dalla quarta Conferenza mondiale sulle donne e sottoscritte dal Bangladesh, nonché le revisioni periodiche dei progressi conseguiti nella relativa attuazione in Bangladesh effettuate nel 2000, 2005, 2009 e 2014,

–  visto l'articolo 16 della Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna,

–  visto l'accordo di cooperazione tra la Comunità europea e il Bangladesh sul partenariato e sullo sviluppo del 2001,

–  viste la legge bangladese sulle limitazioni al matrimonio minorile dell'11 marzo 2017 e la legge bangladese sulla proibizione del matrimonio minorile del 15 settembre 2014,

–  visto il piano d'azione nazionale del Bangladesh per l'eliminazione dei matrimoni di minori per il periodo 2015-2021,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che l'UE intrattiene da tempo relazioni con il Bangladesh, anche attraverso l'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo; che il rispetto e la promozione dei diritti umani e dei principi democratici sono il fondamento delle politiche interne e internazionali delle parti e devono costituire un elemento essenziale dell'azione esterna dell'UE;

B.  considerando che negli ultimi mesi ONG e media indipendenti hanno segnalato una serie di violazioni dei diritti umani, tra cui sparizioni forzate, repressione della società civile, attacchi contro attivisti politici e tortura;

C.  considerando che, secondo dati recenti forniti dalle Nazioni Unite, il Bangladesh continua a registrare uno dei tassi più elevati di matrimoni di minori al mondo e il tasso più elevato in Asia; che in Bangladesh il 52 % delle ragazze si sposa entro il compimento del 18º anno di età e il 18 % entro il compimento dei 15 anni;

D.  considerando che l'ONU riconosce i matrimoni di minori come una violazione dei diritti umani in quanto i minori non hanno la possibilità di scelta o la capacità di dare il loro pieno consenso e sono spesso soggetti a rischi fisici e psicologici;

E.  considerando che il Bangladesh è uno dei 12 paesi destinatari del programma globale UNFPA-UNICEF per accelerare l'azione volta a porre fine ai matrimoni di minori, che gode del sostegno dell'UE;

F.  considerando che il Bangladesh è membro dell'iniziativa dell'Asia del Sud per porre fine alla violenza contro i minori, che ha adottato un piano d'azione regionale contro i matrimoni di minori;

G.  considerando che il governo del Bangladesh si era impegnato, in occasione del Girl Summit tenutosi nel luglio 2014, a ridurre di un terzo entro il 2021 il numero di ragazze che si sposano tra i 15 e i 18 anni, a eliminare entro il 2021 i matrimoni dei minori di 15 anni e a porre fine entro il 2041 ai matrimoni dei minori di 18 anni;

H.  considerando che nel 2015 il Bangladesh occupava il 119º posto su 159 paesi esaminati in merito all'indice della disuguaglianza di genere all'interno del programma di sviluppo delle Nazioni Unite;

I.  considerando che il 27 febbraio 2017 il governo del Bangladesh ha approvato la legge sulle limitazioni al matrimonio minorile che – pur mantenendo l'età minima per il matrimonio a 18 anni per le donne e a 21 per gli uomini – introduce determinate eccezioni in "casi speciali" o "nell'interesse superiore" degli adolescenti previa autorizzazione dei giudici, senza definire tali criteri né fissare un'età minima per tali matrimoni; che il consenso del minore non è necessario; che la legge è entrata in vigore dopo l'approvazione da parte del presidente, l'11 marzo 2017;

J.  considerando che la legge potrebbe portare a una maggiore diffusione di abusi legati alla dote, molestie sessuali, stupri, attacchi con acido e alla legittimazione della corruzione di minorenne; che essa potrebbe altresì permettere ai genitori di obbligare le proprie figlie a sposare i loro stupratori;

K.  considerando che gli orientamenti dell'UE in materia di promozione e tutela dei diritti del bambino ribadiscono l'impegno dell'Unione a tutelare e promuovere globalmente i diritti dei minori nel quadro della sua politica esterna in materia di diritti umani;

1.  conferma nuovamente la propria condanna di tutti i casi di matrimonio forzato e minorile e di violenza sessuale contro le donne e le ragazze in tutto il mondo;

2.  prende atto dei progressi compiuti dal Bangladesh negli sforzi volti a ridurre il tasso di matrimoni di minori;

3.  accoglie con favore il fatto che negli ultimi anni il Bangladesh abbia adottato varie misure legislative e istituzionali intese a tutelare i bambini; esprime tuttavia preoccupazione per il livello insufficiente o inesistente di attuazione di dette misure;

4.  deplora con fermezza l'adozione della legge sulle limitazioni al matrimonio minorile del 2017 e le scappatoie in essa contenute, che autorizzano per legge il matrimonio di minori; si rammarica inoltre per l'assenza di criteri giuridici in tale atto normativo, il che aumenta i rischi di un potenziale abuso diffuso;

5.  invita il governo del Bangladesh a modificare la legge, in modo da eliminare le scappatoie e da dichiarare illegale ogni matrimonio che coinvolga i minori;

6.  insiste sulla necessità che, fino a quando le scappatoie presenti nella legge non saranno eliminate, il governo del Bangladesh adotti criteri chiari sulla base dei quali i tribunali, in cooperazione con gli operatori del settore sanitario e dell'assistenza sociale e dopo aver ascoltato la ragazza interessata senza la presenza dei familiari, decidano se autorizzare un matrimonio minorile;

7.  osserva con preoccupazione che la legge adottata di recente rappresenta un passo indietro per il Bangladesh nei suoi sforzi intesi a eliminare i matrimoni di minori; rammenta che tale mitigazione del diritto indebolisce gli obiettivi del governo del Bangladesh di ridurre i suddetti matrimoni;

8.  riconosce l'impatto che il matrimonio minorile può avere, anche in termini di limitazione dell'accesso all'istruzione, isolamento, povertà, dipendenza economica e servitù, soprattutto per le ragazze delle zone rurali, e osserva con preoccupazione l'aumento dei rischi di stupro, violenza fisica e gravidanza forzata in tale tipo di matrimoni;

9.  rileva con preoccupazione che i matrimoni di minori sono spesso legati a gravidanze indesiderate o in età minorile; rammenta, in proposito, l'importanza di fornire a donne e ragazze l'accesso a informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, assistenza e cure mediche sicure, compreso l'aborto sicuro e legale;

10.  chiede al governo del Bangladesh di riprendere la messa a punto del piano d'azione nazionale per l'eliminazione dei matrimoni di minori per il periodo 2015-2021 nonché di spiegare in che modo intende raggiungere i propri obiettivi ed eliminare i matrimoni minorili;

11.  invita le autorità del Bangladesh a impegnarsi realmente per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile adottati di recente a livello internazionale, in particolare al fine di ridurre le disuguaglianze e garantire la parità di genere e i diritti delle donne;

12.  ritiene che i matrimoni minorili possano essere affrontati in modo efficace attraverso la promozione dei diritti umani e della dignità umana nonché di politiche sociali pubbliche; invita pertanto le autorità del Bangladesh a coinvolgere sistematicamente le comunità e la società civile, comprese le ONG e le organizzazioni per l'infanzia, per affrontare le cause profonde dei matrimoni minorili nel paese, e a sensibilizzare nelle scuole;

13.  esorta a tale proposito le autorità del Bangladesh a modificare la legge del 2014 che regolamenta le donazioni estere (attività volontarie), in modo da assicurare che l'operato delle organizzazioni della società civile non sia assoggettato al controllo arbitrario del governo e che tutte le decisioni adottate a norma di tale legge siano sottoposte a una revisione indipendente;

14.  esorta le autorità del Bangladesh a condannare i persistenti atti orribili contro la libertà di espressione e ad adoperarsi per porre immediatamente fine a tutti gli atti di violenza, vessazione, intimidazione e censura nei confronti di giornalisti, blogger e società civile; esorta altresì le autorità del Bangladesh a condurre indagini indipendenti sulle esecuzioni extragiudiziali, le sparizioni forzate e l'uso eccessivo della forza e ad assicurare i responsabili alla giustizia, in conformità delle norme internazionali;

15.  invita la Commissione e la delegazione dell'UE in Bangladesh a sollevare tali questioni dinanzi alle autorità del paese e il Servizio europeo per l'azione esterna a sollevare il problema della legge in occasione della prossima riunione della commissione mista UE-Bangladesh;

16.  chiede all'UE di avvalersi di tutti gli strumenti disponibili per aiutare il governo del Bangladesh a rispettare i suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani;

17.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Servizio europeo per l'azione esterna, alla Commissione, al rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani nonché al governo e al parlamento del Bangladesh.

(1) GU C 234 del 28.6.2016, pag. 10.
(2) Testi approvati, P8_TA(2017)0089.

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