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Procedura : 2016/2157(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0141/2017

Testi presentati :

A8-0141/2017

Discussioni :

PV 26/04/2017 - 19
CRE 26/04/2017 - 19

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PV 27/04/2017 - 5.20

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P8_TA(2017)0151

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Giovedì 27 aprile 2017 - Bruxelles Edizione definitiva
Discarico 2015: Bilancio generale dell'Unione europea - Comitato delle regioni
P8_TA(2017)0151A8-0141/2017
Decisione
 Risoluzione

1. Decisione del Parlamento europeo del 27 aprile 2017 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, sezione VII – Comitato delle regioni (2016/2157(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015,(1)

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2015 (COM(2016)0475 – C8-0275/2016)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2015, accompagnata dalle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2015, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0141/2017),

1.  concede il discarico al Segretario generale del Comitato delle regioni per l'esecuzione del bilancio del Comitato delle regioni per l'esercizio 2015;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Comitato delle regioni, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Comitato economico e sociale europeo, al Mediatore europeo, al Garante europeo della protezione dei dati e al Servizio europeo per l'azione esterna, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU L 69 del 13.3.2015.
(2) GU C 380 del 14.10.2016, pag. 1.
(3) GU C 375 del 13.10.2016, pag. 1.
(4) GU C 380 del 14.10.2016, pag. 147.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.


2. Risoluzione del Parlamento europeo del 27 aprile 2017 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, sezione VII – Comitato delle regioni (2016/2157(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, sezione VII – Comitato delle regioni,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0141/2017),

A.  considerando che, nel contesto della procedura di discarico, l'autorità di discarico sottolinea la particolare importanza di un ulteriore rafforzamento della legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione, ottenibile migliorando la trasparenza e la responsabilità e attuando il concetto di programmazione di bilancio basata sui risultati e buona governance delle risorse;

1.  rileva che, nella sua relazione annuale 2015, la Corte dei conti (in appresso "la Corte") ha constatato che, per il Comitato delle regioni (in appresso "il Comitato"), non sono emerse debolezze significative in merito agli aspetti sottoposti ad audit che riguardano le risorse umane e gli appalti;

2.  constata con soddisfazione che, sulla base dell'audit svolto, la Corte ha concluso che l'insieme dei pagamenti dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2015 riguardanti le spese amministrative e di altra natura delle istituzioni e degli organismi non presenta errori rilevanti;

3.  sottolinea che il bilancio del Comitato è principalmente amministrativo, e che gran parte dello stesso è utilizzata per spese relative a persone che lavorano all'interno del Comitato, mentre l'importo restante riguarda spese relative a immobili, mobilio e attrezzature nonché costi di funzionamento vari; sottolinea tuttavia che la programmazione di bilancio basata sui risultati non dovrebbe essere applicata unicamente al bilancio del Comitato nel suo complesso, ma dovrebbe altresì prevedere la definizione di obiettivi SMART (specifici, misurabili, attuabili, realistici e temporalmente definiti) per i singoli piani annuali dei dipartimenti, delle unità e dei piani annuali dei membri del personale; invita, a tale proposito, il Comitato ad introdurre il principio della programmazione di bilancio basata sui risultati in modo più ampio nelle sue operazioni quotidiane;

4.  osserva che, nel 2015, il Comitato disponeva di un bilancio approvato di 88 900 000 EUR (a fronte di 87 600 000 EUR nel 2014), di cui 87 200 000 EUR in stanziamenti di impegno, con un tasso di utilizzo del 98,2 %; prende atto di un leggero calo del tasso di utilizzo nel 2015;

5.  prende atto della conclusione di un nuovo accordo di cooperazione amministrativa bilaterale tra il Comitato e il Comitato economico e sociale europeo firmato nel 2015; auspica che tale accordo garantisca una maggiore efficienza delle attività del Comitato e del Comitato economico e sociale europeo;

6.  nota con soddisfazione che, nella relazione sull'attuazione dell'accordo di cooperazione tra il Parlamento e il Comitato ("accordo"), la cooperazione tra le due istituzioni viene valutata come positiva e tempestiva; osserva tuttavia che la natura della cooperazione "più intensa" cui è fatto riferimento nell'accordo deve essere meglio chiarita;

7.  plaude alla volontà del Comitato di attuare un approccio maggiormente sistematico alla cooperazione con il Parlamento, in particolare nei settori strategici e con il servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS); crede che un ulteriore sviluppo delle sinergie possa portare risultati positivi a entrambe le istituzioni;

8.  ribadisce la sua richiesta affinché una valutazione congiunta delle economie di bilancio risultanti dall'accordo sia inserita nella prossima relazione sul seguito dato all'accordo;

9.  nota con preoccupazione che nessuno degli obiettivi stabiliti dalla Commissione nel 2015 per rafforzare la partecipazione del Parlamento e del Consiglio ad attività correlate ai pareri del Comitato è stato conseguito;

10.  osserva che l'accesso diretto tra gli edifici RMD e REM è stato chiuso dal Parlamento per motivi di sicurezza dopo gli attentati terroristici di Parigi del novembre 2015; confida nel fatto che il Parlamento riesamini le preoccupazioni in materia di sicurezza, poiché la riapertura del passaggio sarebbe certamente vantaggiosa per le tre istituzioni;

11.  nota con preoccupazione un notevole calo del tasso di esecuzione dei pagamenti nel 2015 in alcune voci di bilancio; osserva che il 2015 è stato il primo anno del sesto mandato del Comitato; ritiene tuttavia che il Comitato non dovrebbe permettere che ciò si ripercuota sulla gestione di bilancio; invita il Comitato a migliorare le sue prestazioni ed a preparare meglio il primo anno del suo settimo mandato;

12.  sollecita il Comitato a migliorare ulteriormente la trasparenza delle sue operazioni e ad includere tutti i dati disponibili sulle missioni intraprese dai suoi membri nella relazione annuale di attività riportando le spese nel dettaglio;

13.  invita il Comitato a prendere parte al futuro accordo interistituzionale sul tema del registro per la trasparenza obbligatorio;

14.  rileva con apprensione il costante squilibrio di genere nelle posizioni direttive di livello superiore e intermedio (25/75 % nelle posizioni direttive di livello superiore e 38/62 % in quelle di livello intermedio); invita il Comitato migliorare l'equilibrio di genere al suo interno e a riferire all'autorità di discarico circa i provvedimenti adottati per affrontare tale questione, nonché i risultati ottenuti;

15.  nota con soddisfazione il buon equilibrio geografico nelle posizioni dirigenziali;

16.  esprime profonda preoccupazione per l'elevato numero di giorni di congedo di malattia del personale del Comitato; invita il Comitato a valutarne le ragioni, a focalizzare la governane delle sue risorse umane per migliorare la situazione e rendere più mirate le sue attività orientate al benessere, al fine di coinvolgere quanti più membri del personale possibile al fine di prevenire questo tipo di assenteismo;

17.  è preoccupato che le raccomandazioni dell'audit in relazione alle prestazioni dei progetti IT applicati internamente non siano attuate in modo adeguato; invita il Comitato a correggere tale situazione senza ulteriori indugi;

18.  accoglie con favore la presentazione di dati di traduzione conformemente alla metodologia armonizzata stabilita dal comitato interistituzionale della traduzione e dell'interpretazione; prende atto della revisione in corso del codice di condotta in materia di traduzione, da effettuare insieme al Comitato economico e sociale europeo;

19.  osserva che il tasso di esternalizzazione della traduzione è salito dal 2,57 % nel 2014 a quasi il 10 % nel 2015, a causa del trasferimento di personale al Parlamento a norma dell'accordo; invita il Comitato a valutare il rapporto costo/efficacia del nuovo regime attualmente in pratica;

20.  prende atto dell'adozione da parte del Comitato delle norme in materia di denunce di irregolarità nel dicembre 2015; nota altresì che nel 2015 è stato aperto un fascicolo in materia di denunce di irregolarità; chiede alla Commissione di tenere il Parlamento informato sugli sviluppi di tale caso;

21.  ritiene sia fondamentale che il Comitato dia un seguito immediato alle due sentenze del Tribunale della funzione pubblica(1) e alla relazione sul caso dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode(2), alla relazione dell'Ufficio di gestione e liquidazione dei diritti individuali della Commissione(3) e alle risoluzioni del Parlamento(4) e che giunga a una soluzione equa, onorevole e giusta prima della fine del 2017 nel caso dell'ex revisore interno del Comitato che aveva denunciato un'irregolarità;

22.  ritiene sia fondamentale che il Comitato collabori con il Comitato economico e sociale europeo per dare un seguito immediato alla sentenza del Tribunale della funzione pubblica in un caso di molestie che vede coinvolti funzionari di entrambe le istituzioni(5), che riferisca al Parlamento circa i progressi compiuti e che riesamini le procedure di gestione di eventuali denunce future per molestie in modo da garantire che tali procedure siano conformi alla giurisprudenza del Tribunale della funzione pubblica;

23.  prende atto con grande soddisfazione dell'impegno e dei risultati finora conseguiti nel migliorare l'impronta ambientale del Comitato e del rinnovo della certificazione relativa al sistema di ecogestione e audit (EMAS);

24.  prende atto dell'impegno dimostrato dal Comitato e dei risultati raggiunti in termini di potenziamento della sua politica di informazione e di comunicazione;

25.  si compiace delle informazioni sulla politica immobiliare del Comitato nella sua relazione annuale di attività, in particolare dato che è importante che i costi di tale politica siano opportunamente razionalizzati e non risultino eccessivi.

(1) Sentenza del Tribunale della funzione pubblica del 7 maggio 2013, causa F-86/11 (ECLI:EU:F:2011:189) e del 18 novembre 2014, causa F-156/12 (ECLI:EU:F:2014:247).
(2) Relazione finale dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode dell'8 ottobre 2003.
(3) Relazione dell'Ufficio di gestione e liquidazione dei diritti individuali della Commissione dell'8 maggio 2008.
(4) Risoluzioni del Parlamento del 29 gennaio 2004 (GU L 57 del 25.2.2004, pag. 8), del 21 aprile 2004 (GU L 330 del 4.11.2004, pag. 153), del 12 aprile 2005 (GU L 196 del 27.7.2005, pag. 54), del 27 aprile 2006 (GU L 340 del 6.12.2006, pag. 44), 29 aprile 2015 (GU L 255 del 30.9.2015, pag. 132) e del 28 aprile 2016 (GU L 246 del 14.9.2016, pag. 152) a sostegno del caso concernente il revisore interno del Comitato.
(5) Sentenza del Tribunale della funzione pubblica del 26 febbraio 2013, causa F-124/10: Vassilliki Labiri/Comitato economico e sociale europeo (CESE) (ECLI:EU:F:2013:21).

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