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Procedura : 2016/2271(INI)
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Ciclo del documento : A8-0183/2017

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A8-0183/2017

Discussioni :

PV 31/05/2017 - 20
CRE 31/05/2017 - 20

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PV 01/06/2017 - 7.9
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P8_TA(2017)0240

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Giovedì 1 giugno 2017 - Bruxelles Edizione definitiva
Digitalizzazione dell'industria europea
P8_TA(2017)0240A8-0183/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 1° giugno 2017 sulla digitalizzazione dell'industria europea (2016/2271(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 173 (titolo XVII) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che verte sulla politica industriale dell'UE e fa riferimento, tra l'altro, alla competitività dell'industria dell'Unione,

–  visti gli articoli 9, 11 e 16 TFEU,

–   visto il protocollo n. 1 del TFUE sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–   visto il protocollo n. 2 del TFUE sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 aprile 2016 dal titolo "Digitalizzazione dell'industria europea – Cogliere appieno i vantaggi di un mercato unico digitale" (COM(2016)0180),

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 aprile 2016 dal titolo "Iniziativa europea per il cloud computing – Costruire un'economia competitiva dei dati e della conoscenza in Europa" (COM(2016)0178),

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 aprile 2016 dal titolo "Priorità per la normazione delle TIC per il mercato unico digitale" (COM(2016)0176),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 19 aprile 2016 sulle tecnologie quantistiche (SWD(2016)0107),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 19 aprile 2016 intitolato "Advancing the Internet of Things in Europe" (Far progredire l'Internet degli oggetti in Europa) (SWD(2016)0110),

–  vista la comunicazione della Commissione del 2 luglio 2014 dal titolo "Verso una florida economia basata sui dati" (COM(2014)0442),

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2016 dal titolo "Verso un atto sul mercato unico digitale"(1),

–  vista la sua risoluzione del 9 marzo 2011 su una politica industriale per l'era della globalizzazione(2),

–  vista la sua risoluzione del 16 giugno 2010 su EU 2020(3),

–  vista la sua risoluzione del 15 giugno 2010 sulla politica comunitaria a favore dell'innovazione nella prospettiva di un mondo che cambia(4),

–  vista la comunicazione della Commissione del 28 ottobre 2010 dal titolo "Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione – Riconoscere il ruolo centrale di concorrenzialità e sostenibilità" (COM(2010)0614),

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 dal titolo "Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–  vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2010 dal titolo "Iniziativa faro Europa 2020 – L'Unione dell'innovazione" (COM(2010)0546),

–  vista la comunicazione della Commissione del 4 luglio 2007 dal titolo "Esame intermedio della politica industriale – Un contributo alla strategia dell'Unione europea per la crescita e l'occupazione" (COM(2007)0374),

–  visti la comunicazione della Commissione del 6 maggio 2015 dal titolo "Strategia per il mercato unico digitale in Europa" (COM(2015)0192), il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2015)0100) e le successive proposte legislative e non legislative,

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 settembre 2013 che stabilisce misure riguardanti il mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche e per realizzare un continente connesso, recante modifica delle direttive 2002/20/CE, 2002/21/CE e 2002/22/CE e dei regolamenti (CE) n. 1211/2009 e (UE) n. 531/2012 (COM(2013)0627),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 marzo 2013 recante misure volte a ridurre i costi dell'installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità (COM(2013)0147),

–  vista la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 febbraio 2013 recante misure volte a garantire un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dell'informazione nell'Unione (COM(2013)0048),

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 ottobre 2012 dal titolo "Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica" (COM(2012)0582),

–  vista la comunicazione della Commissione del 22 gennaio 2014 dal titolo "Per una rinascita industriale europea" (COM(2014)0014),

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 ottobre 2012 dal titolo "L'atto per il mercato unico II – Insieme per una nuova crescita" (COM(2012)0573),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 aprile 2011 al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "L'atto per il mercato unico – Dodici leve per stimolare la crescita e rafforzare la fiducia" (COM(2011)0206),

–  vista la comunicazione della Commissione del 27 ottobre 2010 al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni dal titolo "Verso un atto per il mercato unico: Per un'economia sociale di mercato altamente competitiva – 50 proposte per lavorare, intraprendere e commerciare insieme in modo più adeguato" (COM(2010)0608),

–   vista la comunicazione della Commissione del 10 gennaio 2017 al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Costruire un'economia dei dati europea" (COM(2017)0009),

–  vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2014 sulla reindustrializzazione dell'Europa per promuovere la competitività e la sostenibilità(5),

–  vista la sua risoluzione del 10 dicembre 2013 sullo sfruttamento del potenziale del cloud computing in Europa(6),

–  vista la sua risoluzione del 12 settembre 2013 sull'agenda digitale per la crescita, la mobilità e l'occupazione: è ora di cambiare marcia(7),

–  vista la sua risoluzione del 12 giugno 2012 dal titolo "Protezione delle infrastrutture critiche informatizzate – realizzazioni e prossime tappe: verso una sicurezza informatica mondiale"(8),

–   vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2016 su una politica coerente dell'UE per le industrie culturali e creative(9),

–  vista la sua risoluzione del 5 maggio 2010 dal titolo "Una nuova Agenda digitale per l'Europa: 2015.eu"(10),

–  vista la sua risoluzione del 15 giugno 2010 sull'internet degli oggetti(11),

–   visto il parere del 14 luglio 2016, del Comitato economico e sociale europeo intitolato "Industria 4.0 e la trasformazione digitale: la direzione da seguire",

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per i trasporti e il turismo e della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0183/2017),

A.  considerando che occorre profondere sforzi energici con politiche, azioni e incentivi concreti per reindustrializzare l'UE e i suoi Stati membri al fine di coniugare competitività e sostenibilità, creazione di posti di lavoro di qualità e inclusione; ricordando l'obiettivo dell'UE in base al quale entro il 2020 il 20 % del PIL dell'UE dovrebbe essere prodotto dall'industria, il che deve tenere necessariamente conto della trasformazione strutturale del settore industriale dovuta alla perturbazione digitale e all'emergere di nuovi modelli aziendali;

B.  considerando che l'industria europea costituisce la base dell'economia e della ricchezza dell'Europa e sta affrontando sfide importanti dovute a più rapide tendenze nel campo dell'innovazione e della globalizzazione;

C.  considerando che la digitalizzazione della produzione industriale contribuisce a incrementare la resilienza, l'efficienza dell'energia e delle risorse, la sostenibilità dell'innovazione e la competitività delle nostre economie, trasformando in tal modo i modelli d'impresa, la produzione, i prodotti, i processi e la creazione di valore, con un impatto sostanziale sull'equilibrio di opportunità e sfide per le industrie e i lavoratori europei;

D.  considerando che l'Europa, con il suo patrimonio industriale, la sua rete di settori industriali e catene del valore, la sua forza innovativa, i suoi investimenti pubblici strategici in ricerca e sviluppo (R&S), la sua disponibilità di investimenti privati e di un'amministrazione efficiente, la sua forza lavoro qualificata e la sua integrazione dello sviluppo industriale con le sfide sociali, nonché il fatto che disponga di più di 30 iniziative nazionali e regionali mirate alla digitalizzazione dell'industria, possiede una base solida per diventare un leader della trasformazione digitale; che vi è l'opportunità di rafforzare l'industria dell'UE se si riescono a costruire catene di valore completamente integrate per prodotti industriali e pacchetti di prodotti e servizi digitalmente avanzati;

E.  considerando che il 5G trasformerà radicalmente le nostre economie, collocando la digitalizzazione al centro dello sviluppo industriale e dei servizi sociali;

F.  considerando che per una strategia industriale europea vincente si rende imperativa la creazione di un mercato unico digitale che stimoli la crescita e l'occupazione in modo socialmente responsabile;

G.  considerando che una strategia ben progettata e tecnologicamente neutrale per la digitalizzazione della produzione industriale, che colleghi in misura crescente persone e macchine nonché servizi a livello transfrontaliero all'interno dell'intera catena del valore globale, rappresenta un'importante pietra miliare per aumentare la resilienza, la sostenibilità e la competitività della nostra economia e per creare nuovi posti di lavoro;

H.  considerando che la digitalizzazione dovrebbe sfruttare il potenziale di un uso più efficiente delle risorse, dell'energia e del capitale, contribuendo così a un'economia circolare più integrata, a una minore intensità materiale e a una maggiore simbiosi industriale;

I.  considerando che la digitalizzazione può dare un forte impulso al settore del turismo, nell'interesse dei viaggiatori e della loro mobilità, consentendo tra l'altro di accedere facilmente alle informazioni in tempo reale e a un'ampia gamma di servizi;

J.  considerando che lo sviluppo delle tecnologie linguistiche può aiutare l'industria a superare le barriere linguistiche che fanno da ostacolo allo sviluppo del mercato digitale;

K.  considerando che la digitalizzazione offre nuove opportunità nel settore dei trasporti ai produttori, agli operatori, agli investitori, ai lavoratori e ai passeggeri, e che è un requisito fondamentale per consentire a tale settore di rimanere competitivo e operativo, nonché di aumentare la sua efficienza, e per permettere ai servizi di trasporto di migliorare la loro sostenibilità e le loro prestazioni;

L.  considerando che la digitalizzazione può contribuire alla creazione di condizioni lavorative più sicure, all'aumento della sicurezza dei prodotti nonché all'individualizzazione e al decentramento della produzione;

M.  considerando che esiste un ampio divario di genere in termini di occupazione e formazione nel settore delle TIC, con forti implicazioni negative per l'uguaglianza nel mercato del lavoro;

N.  considerando che la digitalizzazione nonché l'individualizzazione e il decentramento della produzione condurranno a un cambiamento delle condizioni di lavoro e avranno una serie di effetti sociali; che condizioni di lavoro sicure e dignitose ed elevati standard di sicurezza dei prodotti devono continuare a essere preoccupazioni condivise;

O.  considerando che vi sono molti studi che evidenziano che la digitalizzazione nella produzione industriale comporterà cambiamenti nella domanda del mercato del lavoro e nell'occupazione in Europa; che ciò potrebbe avere un impatto sulle norme esistenti che disciplinano i diritti dei lavoratori e la loro partecipazione; che è chiaro che occorre andare incontro a tali cambiamenti formando la forza lavoro in nuove competenze in materia di TIC e aumentando le competenze digitali nella società nel suo complesso;

Elaborare una strategia per la digitalizzazione industriale integrata (IDS) dell'UE

1.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione sulla digitalizzazione dell'industria europea;

2.  è fermamente convinto che una strategia per la digitalizzazione industriale rivesta un'importanza fondamentale nel contribuire a risolvere le più urgenti sfide economiche e sociali dell'Europa nei seguenti modi:

   a) rafforzando la dinamica economica, la coesione sociale e territoriale e la resilienza dinanzi alle trasformazioni e alle perturbazioni tecnologiche attraverso la modernizzazione e l'interconnessione delle industrie e delle catene economiche del valore europee, incrementando gli investimenti pubblici e privati nell'economia reale e fornendo opportunità di investimento in un contesto di modernizzazione sostenibile;
   b) promuovendo la creazione di posti di lavoro e le opportunità di rilocalizzazione, migliorando le condizioni di lavoro e l'attrattiva dei posti di lavoro del settore industriale, contribuendo a offrire ai consumatori maggiori opportunità e informazioni, perseguendo una trasformazione socialmente responsabile e un mercato del lavoro inclusivo con modelli di lavoro e schemi di orario di lavoro maggiormente diversificati, condizioni migliori e una migliore integrazione tra occupazione e apprendimento permanente;
   c) utilizzando le risorse in modo più efficace e riducendo l'intensità materiale dell'industria manifatturiera grazie a un'economia circolare europea rafforzata, ricordando che questo è fondamentale per le condizioni materiali di un settore europeo di alta tecnologia, nonché per la produzione industriale digitalizzata e i relativi prodotti;
   d) consolidando la coesione europea attraverso una politica europea affidabile e ambiziosa in materia di investimenti (concentrandosi in particolare sulla diffusione di infrastrutture digitali di ultima generazione), utilizzando diversi strumenti di finanziamento europei tra cui il FEIS, i fondi regionali, Orizzonte 2020 e altri, nonché assicurando una politica industriale europea coordinata e tecnologicamente neutrale fondata sulla concorrenza leale tra una pluralità di attori, sull'innovazione e su una modernizzazione sostenibile, e sull'innovazione dei modelli sociali e d'impresa che stimoli il mercato unico digitale e l'integrazione e la modernizzazione di tutta l'industria europea;
   e) sostenendo gli obiettivi dell'Europa in materia di politica climatica potenziando l'efficienza energetica e delle risorse nonché la circolarità della produzione industriale, riducendo le emissioni e facendo sì che la sostenibilità dell'industria vada di pari passo con la competitività;
   f) rafforzando l'innovazione economica, politica e sociale attraverso i principi dell'apertura e dell'accessibilità delle informazioni e dei dati pubblici e privati, sempre proteggendo i dati sensibili negli scambi tra imprese, lavoratori e consumatori e consentendo una migliore integrazione dei vari tipi di settori economici e di ambiti strategici, tra i quali i settori creativo e culturale;
   g) migliorando il tenore di vita dei cittadini nelle aree urbane e non urbane e la loro consapevolezza e capacità di sfruttare le opportunità offerte dalla digitalizzazione;
   h) stimolando l'innovazione tecnologica e sociale nella ricerca a livello dell'UE attraverso una politica di digitalizzazione industriale con un obiettivo e una visione chiari;
   i) migliorando la sicurezza energetica e riducendo il consumo energetico attraverso una produzione industriale digitalizzata e più flessibile ed efficiente che consenta una migliore gestione della domanda di energia;
   j) stringendo partenariati con altre macroregioni del mondo al fine di sviluppare mercati digitali aperti, innovativi ed equi;
   k) rendendosi conto della necessità di una politica fiscale europea più equa ed efficace che chiarisca questioni quali la base imponibile in un'epoca caratterizzata da mercati digitali globalmente interconnessi e dalla produzione digitalizzata;
   l) attraendo investimenti e ricercatori e competenze di punta a livello mondiale, contribuendo in tal modo alla crescita economica e alla competitività europea;
   m) sostenendo nuovi modelli aziendali e start-up innovative guidati dalla digitalizzazione e dallo sviluppo tecnologico;

3.  sottolinea l'importanza di creare un contesto imprenditoriale competitivo che faciliti gli investimenti privati, di elaborare un quadro normativo favorevole che eviti i blocchi burocratici, di sviluppare un'infrastruttura digitale europea all'avanguardia e di configurare una struttura di coordinamento dell'UE per la digitalizzazione dell'industria che faciliti il coordinamento delle iniziative e delle piattaforme a livello regionale, nazionale e unionale in materia di digitalizzazione industriale; invita la Commissione ad assicurare il conseguimento dell'obiettivo del 20 % di quota di PIL prodotto dall'industria entro il 2020; sottolinea che per consentire all'UE di esercitare una leadership industriale a livello mondiale, la digitalizzazione dell'industria deve essere collegata a una più ampia strategia industriale dell'UE; sottolinea l'importanza di avanzare nella digitalizzazione, in particolare negli Stati membri, nelle regioni e nei settori in ritardo in tale ambito e tra le persone interessate dal divario digitale; plaude, al riguardo, alla proposta di organizzare una tavola rotonda di alto livello e un forum europeo delle parti interessate; sottolinea l'importanza della cooperazione tra gli attori pertinenti e si aspetta che, oltre ai leader dell'industria e alle parti sociali, anche il mondo accademico, le PMI, le organizzazioni di normazione, i responsabili politici, le pubbliche amministrazioni a livello nazionale e locale e la società civile vengano invitati a svolgere un ruolo attivo;

4.  chiede alla Commissione di continuare il suo importante lavoro di esame delle tendenze di produzione e digitalizzazione nonché delle tendenze nelle discipline non tecniche (quali il diritto, la politica, l'amministrazione, le comunicazioni, ecc.), studiando gli sviluppi pertinenti in altre regioni, identificando nuove tecnologie fondamentali e adoperandosi per garantire il mantenimento della leadership europea in questi ambiti e l'integrazione di nuove tendenze nelle politiche e nelle azioni, tenendo nel contempo in considerazione i concetti di sicurezza fin dalla progettazione e di riservatezza fin dalla progettazione e per impostazione predefinita, e valutando se questo lavoro possa essere svolto attraverso una specifica rete di prospettiva industriale che includa le organizzazioni di ricerca e tecnologia;

5.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione dal titolo "Digitalizzazione dell'industria europea – Cogliere appieno i vantaggi di un mercato unico digitale" (COM(2016)0180), ma deplora il fatto che essa non affronti in misura sufficiente tutte le sfide esistenti, dal momento che l'attenzione dedicata al settore dei trasporti è limitata alla guida connessa e automatizzata; rammenta che, sebbene i veicoli connessi e automatizzati rappresentino una delle future trasformazioni digitali più interessanti per il settore, esistono possibilità di digitalizzazione in tutte le modalità di trasporto, sia nei processi operativi sia in quelli amministrativi, e nell'intera catena del valore, inclusi i produttori, i passeggeri e il trasporto merci, nonché possibilità di coordinamento con tutte le nuove tecnologie impiegate nel settore, come i sistemi globali europei di navigazione satellitare EGNOS e Galileo, da cui ci si può attendere risultati nel prossimo futuro; invita la Commissione a concentrarsi sulle trasformazioni digitali in tutte le modalità di trasporto, compresi i servizi relativi al trasporto e al turismo;

6.  sottolinea che il processo di digitalizzazione non è stato vantaggioso in egual misura in tutto il settore dei trasporti e che ciò ha generato una frammentazione nociva nel mercato interno sia tra le diverse modalità di trasporto sia all'interno di ciascuna di esse; sottolinea che vi sono significative e crescenti disparità tra gli Stati membri in termini di competitività e digitalizzazione dei trasporti, che si riflettono anche tra le regioni, le società e le PMI; ritiene che lo sviluppo di una strategia coordinata di digitalizzazione industriale integrata per l'UE potrebbe contribuire a superare tale frammentazione e tali disparità e ad attrarre investimenti in progetti digitali; sottolinea che l'obiettivo non dovrebbe essere l'elaborazione dell'ennesimo documento orientativo, ma di una vera e propria strategia che rispecchi le tendenze dell'innovazione e il potenziale del mercato, la cui attuazione sarebbe oggetto di continua valutazione;

7.  ritiene che una strategia in materia di digitalizzazione industriale contribuirà a risolvere alcune delle sfide più urgenti nel settore dei trasporti e del turismo; invita pertanto la Commissione a promuovere ulteriormente la digitalizzazione al fine di:

   a) migliorare il livello globale di sicurezza, di qualità e di prestazione ambientale del settore dei trasporti;
   b) migliorare l'accessibilità senza barriere per tutti, ivi compresi gli anziani e le persone a mobilità ridotta o con disabilità, e sensibilizzare sulle soluzioni alternative in materia di mobilità, offrendo ai passeggeri maggiori possibilità di scelta, prodotti più fruibili e personalizzati nonché maggiori informazioni in tutta l'UE, sia nelle zone urbane che nelle regioni meno sviluppate;
   c) ridurre i costi di trasporto, come le spese di manutenzione, e rendere più efficiente l'uso della capacità delle infrastrutture di trasporto esistenti (ad esempio mediante il sistema di incolonnamento di veicoli a guida autonoma (platooning), i sistemi di trasporto intelligente cooperativi (C-ITS), il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS) e i servizi d'informazione fluviale (RIS));
   d) migliorare la competitività promuovendo la nascita di nuovi operatori, soprattutto PMI e start-up, per mettere in questione i monopoli esistenti;
   e) facilitare l'applicazione corretta e armonizzata della legislazione dell'UE, ad esempio attraverso lo sviluppo di sistemi di gestione del traffico, sistemi di trasporto intelligenti, tachigrafi digitali e sistemi di pedaggio elettronici, e creare quadri normativi appropriati alle nuove situazioni reali che potrebbero verificarsi con l'applicazione di tecnologie avanzate;
   f) ridurre gli oneri amministrativi per i piccoli e medi operatori e start-up del settore dei trasporti, ad esempio nell'ambito del trasporto merci e della logistica, semplificando le procedure amministrative, consentendo la tracciabilità dei carichi e ottimizzando orari e flussi di traffico;
   g) continuare a tutelare i diritti dei passeggeri, ivi compresa la protezione dei dati, anche negli spostamenti multimodali;
   h) ridurre i problemi relativi all'asimmetria delle informazioni nel mercato dei trasporti;
   i) promuovere l'attrattiva e lo sviluppo del settore del turismo, che contribuisce a generare circa il 10 % del PIL europeo, nonché delle industrie creative nelle zone urbane, rurali e periferiche, ad esempio migliorando l'integrazione dei servizi di mobilità e turistici anche per quanto riguarda le destinazioni meno conosciute;

8.  osserva che una connettività ininterrotta e a elevate prestazioni rappresenta la condizione essenziale per garantire connessioni veloci, sicure e affidabili per tutte le modalità di trasporto nonché una maggiore digitalizzazione del settore dei trasporti; deplora la forte frammentazione della copertura digitale nell'UE; ritiene che gli investimenti nella banda larga e nell'equa distribuzione dello spettro siano essenziali per la digitalizzazione del settore dei trasporti; sottolinea a tale riguardo la necessità di una visione transettoriale, che abbracci ad esempio l'elettronica, le telecomunicazioni, i trasporti e il turismo; invita la Commissione e gli Stati membri a onorare il loro impegno a fornire questo tipo di connettività per le vie e gli snodi principali di trasporto entro il 2025 e ad avviare la piena copertura in tutta l'UE;

Creare le condizioni per il successo della digitalizzazione industriale: infrastrutture, investimenti, innovazione e competenze

9.  sottolinea che una strategia per la digitalizzazione industriale ha l'opportunità di promuovere l'innovazione, l'efficienza e le tecnologie sostenibili che incrementano la competitività e modernizzano la base industriale dell'UE, oltre che ridurre gli ostacoli allo sviluppo del mercato digitale; sottolinea che una digitalizzazione industriale integrata deve basarsi su solide condizioni favorevoli, che spaziano da un'infrastruttura di prim'ordine adeguata alle esigenze future, dalla R&S e da un contesto favorevole agli investimenti, a un appropriato quadro normativo aggiornato che incentivi l'innovazione, a un mercato unico digitale approfondito, a livelli elevati di competenze e imprenditorialità e a un dialogo sociale rafforzato;

10.  mette in evidenza l'esigenza di promuovere gli investimenti pubblici e privati a favore della connettività ad alta velocità, ad esempio attraverso il 5G, la fibra ottica e l'infrastruttura di navigazione e comunicazione satellitari, onde assicurare una solida infrastruttura digitale nelle aree urbane e industriali; evidenzia l'importanza di un'armonizzazione nell'assegnazione dello spettro volta a incrementare la domanda di connettività e ad aumentare la prevedibilità del contesto degli investimenti nella rete; evidenzia la necessità di affermare una leadership nelle catene di valore dell'industria digitale e nelle tecnologie fondamentali quali il 5G, le tecnologie quantistiche, il calcolo ad alte prestazioni, l'intelligenza artificiale, il cloud computing, l'analisi dei big data, l'internet degli oggetti, la robotica e l'automazione (inclusa la guida altamente automatizzata) e la tecnologia di registro distribuito; appoggia al riguardo i documenti di lavoro della Commissione che ne accompagnano la comunicazione;

11.  riconosce le opportunità e le sfide legate alla digitalizzazione dell'industria; rileva gli effetti positivi della digitalizzazione dell'industria nell'aumentare la flessibilità nell'organizzazione del lavoro che può creare un miglior equilibrio tra vita professionale e vita privata, diversificare le scelte attraverso il telelavoro mobile e consentire alle persone che vivono in zone rurali e isolate di partecipare al mercato del lavoro (purché siano dotate delle infrastrutture necessarie), promuovendo così la crescita economica; riconosce, allo stesso tempo, che la tendenza trainata dalla digitalizzazione verso una maggiore flessibilità può accrescere il pericolo di posti di lavoro instabili e precari; sottolinea che le nuove forme di lavoro non devono essere utilizzate per eludere la vigente legislazione sociale e del lavoro per quanto concerne la protezione dei diritti dei lavoratori e dei consumatori; sottolinea che le industrie tradizionali e le imprese nell'economia delle piattaforme devono essere in condizioni di parità;

12.  prende atto del fatto che la trasformazione digitale nel settore dei trasporti e del turismo, e in particolare lo sviluppo delle economie on-demand e collaborative, contribuiscono a ridefinire notevolmente i comportamenti dei passeggeri e dei consumatori per quanto concerne la mobilità e il turismo, nonché a rendere necessario l'adeguamento delle infrastrutture; invita la Commissione a valutare gli effetti della digitalizzazione nei servizi di trasporto, mobilità e turismo, con particolare attenzione ai comportamenti e alle scelte degli utenti di detti servizi, e a sfruttare ulteriormente il potenziale offerto da tale cambiamento della società;

13.  osserva che, con la crescente digitalizzazione nell'erogazione dei titoli di viaggi, i consumatori hanno immediatamente a disposizione una maggiore quantità di informazioni su Internet, ma sempre più spesso in un modo che rende difficile confrontare le offerte; ritiene che sia quindi necessario incrementare le garanzie di trasparenza e neutralità nell'erogazione, soprattutto via Internet, cosicché i consumatori possano fare scelte informate sulla base di informazioni affidabili non soltanto sul prezzo, ma anche su altri parametri, tra cui la qualità del servizio e le offerte accessorie; è del parere che la trasparenza promuoverà la concorrenza e sosterrà lo sviluppo del trasporto multimodale;

14.  ritiene che la digitalizzazione dovrebbe offrire ai consumatori una scelta più vasta, prodotti di più facile utilizzo e più personalizzati, nonché maggiori informazioni, in particolare sulla qualità dei prodotti o dei servizi;

15.  mette in evidenza che l'impatto delle barriere linguistiche sull'industria e sulla digitalizzazione industriale non è stato adeguatamente esaminato ed evidenziato nei documenti pertinenti al mercato digitale; invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare lo sviluppo delle tecnologie linguistiche che, unite alla digitalizzazione industriale, ridurrebbero la frammentazione del mercato europeo;

16.   sottolinea che un particolare sostegno del multilinguismo "analogico" in Europa è vantaggioso tanto per il settore europeo della digitalizzazione, quanto per l'insegnamento di competenze digitali esaustive; evidenzia pertanto la necessità di prestare maggiore attenzione alla ricerca di base per software di apprendimento e di traduzione basati su criteri statistici, intelligenti e coadiuvati da strumenti elettronici;

17.  sottolinea che le regioni devono concentrarsi sui loro punti di forza produttivi e promuoverne lo sviluppo attraverso la specializzazione intelligente e le catene e i cluster intelligenti; ritiene che i raggruppamenti e le sinergie tra le PMI, gli attori industriali, il settore dell'artigianato, le start-up, il mondo accademico, i centri di ricerca, le organizzazioni dei consumatori, il settore dell'industria creativa, la finanza e altre parti interessate possano essere modelli di successo nella promozione della produzione e dell'innovazione digitali; incoraggia la ricerca, l'innovazione e la coesione strutturale nell’UE; sottolinea l'importanza dei programmi di accelerazione e del capitale di rischio per contribuire all'aumento graduale delle start-up; rileva l'importanza dell'utilizzo della digitalizzazione per promuovere le innovazioni dei modelli imprenditoriali quali i sistemi "pay-per-output" e la personalizzazione di massa;

18.  ritiene che particolare attenzione dovrebbe essere prestata agli specifici problemi incontrati dalle PMI in circostanze in cui i relativi vantaggi ottenuti dall’attività di digitalizzazione, in termini di energia, di efficienza delle risorse e di efficienza della produzione, siano i più elevati; favorisce il rafforzamento delle associazioni di PMI e della loro sensibilizzazione attraverso programmi di digitalizzazione, lo sviluppo di centri per le scienze applicate, con particolare attenzione per la digitalizzazione e il cofinanziamento dell' S&R interno delle PMI; ritiene che si debba prestare attenzione alla proprietà dei dati e all'accesso ai dati nonché allo sviluppo di un programma europeo di apprendistato digitale;

19.  accoglie con favore la creazione della piattaforma di specializzazione intelligente per la modernizzazione industriale e, in particolare, la proposta della Commissione, inclusa nel piano d'azione sulla digitalizzazione dell'industria, per creare una rete di centri di competenza (CC) e di poli dell'innovazione digitale per rafforzare la digitalizzazione industriale e l'innovazione digitale delle PMI in tutte le regioni; osserva al riguardo che sarebbe opportuno tenere conto del settore dell'artigianato; invita la Commissione a portare avanti soprattutto la creazione di poli dell'innovazione digitale e dei centri di competenza digitale nelle regioni europee meno digitalizzate; invita la Commissione a fornire maggiori finanziamenti per i poli dell'innovazione digitale per mezzo di diverse risorse europee (Orizzonte 2020, Fondi strutturali, ecc.), a sostenere gli sforzi degli Stati membri e delle strategie nazionali volte a sviluppare una rete di poli dell’innovazione digitale e a considerare la possibilità di sperimentare con un approccio di sperimentazione normativa (sandbox) in cui la sperimentazione "intersettoriale" in ambiente controllato non sia bloccata dal regolamento permanente; invita gli Stati membri ad accrescere la cooperazione transnazionale tra i rispettivi poli dell'innovazione digitale; ritiene che detti poli designati dovrebbero specializzarsi nelle innovazioni industriali digitali che contribuiscono a far fronte alle sfide sociali dell'Europa; ritiene, a tale riguardo, che i finanziamenti di Orizzonte 2020 per i poli dell'innovazione digitale potrebbero essere combinati con i finanziamenti del programma per far fronte alle sfide della società; osserva l'importanza per le PMI dei voucher per l'innovazione delle TIC in termini di accesso alla consulenza, alla condivisione delle prassi migliori e alle competenze dei poli dell'innovazione digitale;

20.  prende atto dell'importante ruolo delle città e dei governi locali nello sviluppo di nuovi modelli aziendali e nel fornire infrastrutture digitali e sostegno alle PMI e agli altri attori industriali, nonché delle immense opportunità che l'innovazione industriale digitale offre alle città; ad esempio, attraverso sistemi di fabbricazione locale a zero rifiuti, una maggiore integrazione tra produzione industriale e locale e logistica urbana e trasporti, nonché la produzione di energia, il consumo, la produzione e la stampa 3D; ritiene che anche le città dovrebbero essere in grado di accedere ai poli dell'innovazione digitale; chiede alla Commissione di esaminare le migliori prassi locali, nazionali e internazionali; accoglie con favore la pubblicazione di un indice europeo delle città digitali e le iniziative per promuovere l'interoperabilità tra dati e sistemi tra le città europee; osserva che l'iniziativa "Città intelligenti" svolge un ruolo in questo contesto; sottolinea l’esperienza positiva dei forum consultivi regionali;

21.  evidenzia il ruolo che gli appalti pubblici e i requisiti legali per la registrazione delle imprese e l'attività di comunicazione sull'attività commerciale o la divulgazione possono svolgere nella promozione di nuove innovazioni e tecnologie industriali digitali; invita la Commissione a considerare come gli appalti pubblici potrebbero essere impiegati quale meccanismo di spinta all'innovazione; chiede alla Commissione di inserire un controllo digitale nel suo programma REFIT, al fine di garantire che i regolamenti siano aggiornati per il contesto digitale, e di agevolare lo scambio di buone pratiche tra le autorità pubbliche sull’utilizzo dei criteri dell’innovazione nei bandi di gara; raccomanda di accelerare l'adattamento del contesto giuridico e tecnologico come, ad esempio, la transizione IPv6, alle esigenze della digitalizzazione dell'industria e del decollo dell'internet degli oggetti;

22.  sottolinea l’importanza di sbloccare sufficienti finanziamenti pubblici e privati per la digitalizzazione dell’industria europea, con un migliore utilizzo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS); ritiene che ciò debba essere notevolmente ampliato e che gli investimenti pubblici in infrastrutture digitali debbano essere notevolmente aumentati; sottolinea l’importanza di finanziamenti privati e le piattaforme di collaborazione; invita la Commissione a istituire una tavola rotonda finanziaria per la digitalizzazione industriale allo scopo di esaminare ed elaborare proposte di finanziamento innovative; si rammarica inoltre che, nonostante l'importanza, le risorse destinate alle politiche digitali nel bilancio UE sono troppo scarse per produrre un impatto reale; riconosce la necessità di rilanciare l'economia europea attraverso investimenti produttivi: ritiene che la disponibilità di strumenti finanziari europei esistenti, quali i fondi strutturali e di investimento europei e Orizzonte 2020, debba garantire il raggiungimento di questo obiettivo; reputa che la combinazione di questi fondi dovrebbe essere coerente con le risorse nazionali e i regolamenti sugli aiuti di Stato; riconosce il ruolo svolto dal partenariato pubblico-privato e dalle imprese comuni;

23.  invita gli Stati membri, al fine di sostenere una digitalizzazione industriale efficiente, a prevedere incentivi fiscali per le società e le imprese che realizzano un sistema di produzione digitale e intelligente;

Garantire la leadership della tecnologia europea e la sicurezza nella digitalizzazione industriale: fusioni e acquisizioni, cibersicurezza, flussi dei dati, normazione

24.  riconosce il ruolo fondamentale del potenziamento della R&S; invita la Commissione a sostenere, internamente ed esternamente, gli sforzi della R&S e a promuovere reti di innovazione e cooperazione tra start-up, attori aziendali consolidati, PMI, università, ecc. in un ecosistema digitale; chiede alla Commissione di studiare il modo di massimizzare il trasferimento al mercato dei risultati della ricerca di Orizzonte 2020 e il loro sfruttamento da parte delle imprese europee; chiede alla Commissione di aumentare la quota di progetti di ricerca "Orizzonte 2020" e generare brevetti e diritti di proprietà intellettuale e a riferire al riguardo;

25.  sottolinea l'importanza di salvaguardare le tecnologie europee sensibili e il know-how, che costituiscono la base della futura forza industriale e della resilienza economica; mette in evidenza i potenziali rischi riguardanti investimenti diretti esteri (IDE) strategici statali o guidati dalla politica industriale, in particolar modo da parte delle imprese di proprietà statale attraverso fusioni e acquisizioni; sottolinea che, per quanto riguarda gli IDE, alcuni investitori esterni sono sempre più interessati all’acquisto di tecnologie europee sensibili tramite M&A; accoglie con favore l’iniziativa della Commissione di studiare l’esperienza della CFIUS (Committee on Foreign Investment, negli Stati Uniti); sottolinea che la parità di accesso al mercato per gli investimenti dovrebbe essere rafforzata stabilendo norme a livello globale;

26.  sottolinea che gli sviluppi in materia di automazione, robotica e l'applicazione dell'intelligenza artificiale alla produzione, nonché la profonda integrazione di componenti tecnici di origine diversa pone nuove domande per quanto riguarda la responsabilità per i prodotti e gli impianti di produzione; invita la Commissione a chiarire al più presto le norme in materia di sicurezza e di responsabilità per i sistemi che funzionano in modo autonomo, comprese le condizioni per le prove;

27.  riconosce che l'apertura e la connettività hanno effetti potenziali sulla vulnerabilità per quanto riguarda gli attacchi cibernetici, il sabotaggio, la manipolazione di dati o lo spionaggio industriale e sottolinea, in siffatto contesto, l'importanza di un approccio comune in materia di cybersicurezza europea; riconosce la necessità di sensibilizzare l'opinione pubblica sul miglioramento della cybersicurezza; considera la cyberresilienza una responsabilità fondamentale per i leader aziendali e nazionali e per i responsabili europei delle decisioni politiche in materia di sicurezza; ritiene che i produttori siano responsabili della sicurezza e di norme in materia di sicurezza informatica in qualità di parametri progettuali fondamentali in tutte le innovazioni digitali, conformemente alle tecnologie più avanzate e ai principi di "sicurezza fin dalla progettazione" e di "sicurezza predefinita", ma che a determinate condizioni e criteri tale responsabilità del produttore possa essere disattesa; ritiene che i requisiti di cybersicurezza per l'internet degli oggetti e le norme di sicurezza informatica, ad esempio basati sull'architettura di riferimento RAMI4.0 e ICS, rafforzerebbero la ciyberresilienza europea; ritiene che gli organismi europei di normazione debbano svolgere un ruolo particolare al riguardo e non dovrebbero essere messi da parte; chiede alla Commissione di portare avanti lo studio di vari modelli di cibersicurezza per l’internet degli oggetti; chiede alle istituzioni pubbliche, tuttavia, di rendere obbligatori i requisiti di cibersicurezza per gli appalti pubblici per quanto riguarda le attrezzature informatiche e i prodotti dell'internet degli oggetti; ritiene che i controlli di cibersicurezza e la consulenza offerta alle PMI per i loro prodotti industriali digitalizzati siano di grande importanza; ritiene che la condivisione delle migliori prassi tra gli Stati membri dell'UE potrebbe agevolare la ciberresilienza europea in materia;

28.  ritiene che sia opportuno stabilire criteri comuni per le infrastrutture critiche e la loro sicurezza digitale e che la direttiva dell'Unione europea sulla sicurezza delle reti e dei sistemi dell'informazione (direttiva SRI) costituisca il primo passo verso il raggiungimento di un elevato livello comune di sicurezza della rete e dei sistemi dell'informazione all'interno dell'Unione; invita la Commissione ad accelerare la sua attuazione omogenea e tempestiva, da parte degli Stati membri; sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo che gli organi di governo della direttiva SRI hanno nella creazione di fiducia nelle tecnologie del futuro; osserva che i meccanismi di controllo e l’osservazione dell’orizzonte dovrebbero essere riconosciute importanti ai fini della sicurezza delle industrie digitali dell’UE, prestando particolare attenzione alla protezione dei consumatori e delle PMI;

29.  sottolinea che deve essere rivolta un'attenzione particolare alle questioni di raccolta e accesso ai dati e alle informazioni industriali o legate alla produzione; evidenzia che, a tale proposito, deve essere rivolta una particolare attenzione ai principi della sovranità dei dati, all'accesso aperto e standardizzato e alla disponibilità dei dati, al rafforzamento dell'innovazione e della produttività, ai nuovi servizi e modelli commerciali e alla verificabilità della sicurezza pur consentendo una concorrenza leale; sottolinea che le nuove forme di regolamentazione della proprietà dei dati e accesso ai dati devono essere affrontate con grande attenzione e possono essere introdotte solo a seguito di un’ampia consultazione con tutte le parti interessate pertinenti; ritiene che l’innovazione e le preoccupazioni in materia di vita privata dei lavoratori e i consumatori debbano essere protetti e tutelati, in linea con il regolamento generale sulla protezione dei dati; sottolinea, inoltre, che dovrebbero essere rafforzati la divulgazione e l'accesso alle informazioni per l'interesse pubblico e gli scopi scientifici; prende atto, a questo proposito, della proposta della Commissione per un'economia basata sui dati allo scopo di promuovere un mercato comune europeo dei dati; ritiene che il dibattito in corso sui due aspetti essenziali del regime dei dati deve essere sottolineato, al fine di promuovere lo sviluppo di soluzioni tecniche per l’identificazione e lo scambio di dati affidabili, vale a dire, da un lato, norme contrattuali predefinite e, dall’altro, l’introduzione di un controllo di comportamenti sleali nelle relazioni contrattuali tra imprese (B2B);

30.  sottolinea che l'iniziativa europea per il cloud computing e la proposta legislativa per il libero flusso dei dati, che mirano a eliminare le limitazioni ingiustificate alla localizzazione dei dati, possono incentivare ulteriormente il processo di digitalizzazione dell'industria europea, in particolare delle PMI e delle startup, nonché evitare la frammentazione del mercato unico dell'UE; invita la Commissione a monitorare l'adozione e la coerente applicazione dell'iniziativa europea per il cloud computing, onde consentire che il flusso e l'uso dei dati siano equi, rapidi, affidabili e ininterrotti; ricorda alla Commissione l'impegno da essa assunto nella comunicazione di presentare una proposta legislativa sul libero flusso dei dati all'interno dell'Unione, al fine di rimuovere o prevenire prescrizioni ingiustificate in materia di localizzazione nelle disposizioni legislative o regolamentari nazionali;

31.  è fermamente convinto che, in particolare nel settore dei trasporti, i dati aperti, i big data e l'analisi dei dati restino elementi essenziali per sfruttare appieno i vantaggi del mercato unico digitale e per promuovere l'innovazione; si rammarica del fatto che le iniziative volte a facilitare la circolazione dei dati rimangano frammentate; sottolinea che è necessaria una maggiore certezza del diritto, segnatamente in termini di proprietà e responsabilità, nel pieno rispetto della protezione della vita privata e dei dati;

32.  riconosce il potenziale della digitalizzazione dell'industria ai fini del recupero dei dati settoriali e della governance da parte delle autorità pubbliche e semipubbliche, nonché degli operatori del mercato;

33.  sottolinea il ruolo dell'integrazione di un'architettura aperta come principio di progettazione delle componenti digitali;

34.  riconosce l'importanza di tutelare le conoscenze tecniche in merito allo scambio e all'interconnessione delle componenti industriali digitali, agevolando e promuovendo al contempo l'interoperabilità e la connettività da punto a punto;

35.  sottolinea che la leadership europea in campo della digitalizzazione industriale richiede una forte strategia di standardizzazione, che dovrà essere coordinata con gli Stati membri e la Commissione, compresa l’interoperabilità nel settore digitale; sottolinea l’importante e specifico make-up degli organismi di normalizzazione europei, con il loro approccio inclusivo e fondato sul consenso delle parti interessate della società e, in particolare, delle PMI; invita la Commissione a promuovere l'elaborazione di norme aperte e plaude alla sua intenzione di garantire l'accesso ai brevetti essenziali per le norme tecniche, a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie (FRAND: fair, reasonable and non-discriminatory) e riconosce che ciò è essenziale per promuovere l'innovazione e l'R&S all'interno dell'UE; ritiene che l'economia circolare potrebbe essere un motore importante per una normazione coerente dei flussi di comunicazione lungo le catene del valore industriali; chiede un approccio coordinato su scala dell’UE attraverso le organizzazioni europee di normalizzazione (CEN, CENELEC ed ETSI) in relazione ai forum e ai consorzi internazionali; ritiene che sia auspicabile mirare a norme globali e universali, ma sottolinea anche la volontà di procedere con norme europee, nel caso in cui la cooperazione internazionale nei forum di normazione proceda in maniera costruttiva; ritiene che l'interoperabilità sia necessaria in particolare nel campo dell'Internet delle cose, onde assicurare che lo sviluppo di nuove tecnologie migliori le opportunità per i consumatori, che non dovrebbero vedersi vincolati solo a un numero ristretto di fornitori specifici;

36.  sottolinea che le barriere commerciali nel campo della digitalizzazione ostacolano l'attività internazionale dell'industria europea e danneggiano la competitività europea; ritiene che accordi commerciali equi tra l'UE e i paesi terzi possano dare un forte contributo alle norme internazionali comuni nel settore della protezione dei dati, dei flussi di dati, dell'uso dei dati e della normazione;

La dimensione sociale: competenze, istruzione e innovazione sociale

37.  ritiene che debbano essere intrapresi grandi sforzi in materia di istruzione, formazione, apprendimento lungo tutto l'arco della vita, tassazione e sistemi di sicurezza sociale al fine di integrare gli effetti della trasformazione nel nostro modello sociale ed economico europeo; mette in evidenza il fatto che la trasformazione digitale dell'industria avrà un grande impatto sociale in ambiti che variano dall'occupazione, alle condizioni di lavoro, ai diritti dei lavoratori, all'istruzione, alle competenze, all'assistenza sanitaria on-line, all'ambiente e allo sviluppo sostenibile; sottolinea la necessità di perseguire gli obiettivi di sicurezza all’interno di tale cambiamento; invita la Commissione a esaminare in maniera adeguata gli effetti sociali di una digitalizzazione industriale e, qualora opportuno, a proporre ulteriori misure per colmare il divario digitale e promuovere una società digitale inclusiva;

38.  ricorda che la Corte di giustizia dell'Unione europea ha definito la nozione di "lavoratore" sulla base di un rapporto lavorativo caratterizzato da alcuni criteri, quali la subordinazione, la retribuzione e la natura del lavoro(12); chiede certezza giuridica in merito al concetto di "occupazione" nel mercato del lavoro digitale al fine di assicurare il rispetto della legislazione sociale e del lavoro; afferma che nell'economia delle piattaforme tutti i lavoratori sono dipendenti o autonomi in base al primato dei fatti, e, indipendentemente dalla situazione contrattuale, dovrebbero essere classificati di conseguenza;

39.  sottolinea che l'istruzione e l'apprendimento permanente sono la chiave di volta della coesione sociale in una società digitale; sottolinea che l'Europa si trova ad affrontare un divario digitale in termini di competenze; chiede l’attuazione di una garanzia per le competenze, previa consultazione e con la partecipazione delle parti sociali, e invita gli Stati membri a trovare soluzioni per soddisfare le esigenze dei cittadini di (ri) qualificazione continua, uptraining e apprendimento lungo tutto l’arco della vita, al fine di assicurare una fluida transizione verso un’economia intelligente; evidenzia l'importanza di garantire la promozione delle competenze digitali e di una nuova tendenza verso le competenze multiple; ritiene che i datori di lavoro debbano far uso del Fondo sociale europeo per la formazione per promuovere un pacchetto di strumenti per lo sviluppo di competenze digitali aggiornate, in collaborazione con le imprese e le parti sociali; accoglie con favore l'elaborazione del materiale didattico e dei piani di studio specifici per settore; chiede alla Commissione di studiare le possibilità di istituire un sistema di certificazione per programmi di istruzione e formazione continua per le competenze digitali;

40.  sottolinea che le competenze digitali devono essere integrate nei programmi scolastici nazionali; osserva che esempi di iniziative sostenute dall'ENISA, come il mese della cybersicurezza europea e la European Cyber Security Challenge (sfida europea per la cybersicurezza) dovrebbero essere ulteriormente sviluppati nel perseguimento di questo obiettivo; sottolinea l'importanza della formazione di insegnanti specializzati per le competenze digitali e la necessità di insegnare le competenze digitali a tutti gli alunni; invita gli Stati membri a garantire che tutte le scuole siano dotate di materiale informatico e Wi-fi aggiornati; osserva che anche la codifica svolge un ruolo importante; invita gli Stati membri dell'UE a scambiare le migliori prassi per trarre insegnamento dalle prassi consolidate quali il programma Fit4Coding, le iniziative dell'accademia digitale, i programmi di e-learning o le scuole di codifica, come Webforce3; chiede alla Commissione di promuovere l'integrazione della verifica delle competenze digitali negli studi IGCU/Pisa per consentire la concorrenza e il confronto tra gli Stati membri dell'UE; invita gli Stati membri, in collaborazione con la Commissione, a individuare programmi di studio interdisciplinari finalizzati a integrare varie competenze, come quelle informatiche, nella gestione aziendale o nelle scienze ingegneristiche e dei dati; sottolinea che tutti gli Stati membri dell'UE dovrebbero sviluppare strategie globali per competenze digitali nazionali, con obiettivi, essendo stati invitati a farlo dalla Commissione; evidenzia il ruolo fondamentale che le parti sociali e altre parti interessate possono svolgere nello sviluppo e nell'attuazione di tali strategie; osserva che finora soltanto la metà degli Stati membri dell'UE ha creato coalizioni nazionali per l'occupazione nel digitale; sottolinea che una linea di bilancio specifica, a sostegno delle attività delle competenze digitali e della coalizione per l'occupazione, rafforzerebbe la diffusione di informazioni e di altre attività;

41.  mette in luce l'importanza di investire nella digitalizzazione della formazione professionale e del settore dell'artigianato; evidenzia il fatto che le competenze digitali devono essere associate anche a competenze ingegneristiche e pone l'accento sulla promozione dell'istruzione in campo scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico, nonché sulla promozione delle competenze trasversali, quali la comunicazione, il coordinamento dei team e il pensiero transsettoriale;

42.  chiede che la prospettiva di genere venga integrata in tutte le iniziative digitali, assicurando che la trasformazione digitale in corso diventi anche una forza trainante per la parità di genere; sottolinea la necessità di affrontare il grave divario di genere nel settore delle TIC, fondamentale per la crescita e la prosperità a lungo termine dell'Europa;

43.  rileva il potenziale della digitalizzazione per quanto riguarda l’accessibilità dei servizi sociali e di altri servizi pubblici, nonché l’inclusione di persone con disabilità e a mobilità ridotta nel mercato del lavoro; sottolinea, in particolare, l'importanza del telelavoro in questo contesto;

44.  evidenzia che, come sottolineato dall'iniziativa Europeana, la digitalizzazione dei beni culturali rappresenta un'opportunità significativa per migliorarne l'accessibilità, la distribuzione e la promozione e che l'innovazione digitale può portare a una rivoluzione delle modalità di esposizione e fruizione dei beni culturali stessi; sottolinea l'importanza di promuovere in particolare l'uso delle tecnologie 3D ai fini della raccolta di dati e della ricostruzione di beni e patrimoni culturali distrutti; evidenzia l'importanza di garantire finanziamenti per la digitalizzazione, la conservazione e la disponibilità on line del patrimonio culturale europeo;

45.  deplora che i siti storici e culturali spesso non siano facilmente accessibili ai disabili e sottolinea le opportunità connesse a una piattaforma culturale digitale più solida, ai fini di un maggiore coinvolgimento e di una migliore accessibilità delle esperienze culturali, dei siti e degli artefatti di tutta Europa, indipendentemente dall'ubicazione geografica;

46.  incoraggia la ricerca e lo sviluppo di tecnologie assistive, che potrebbero diventare nuovi prodotti industriali per l'inclusione dei disabili ed essere impiegate a tal fine.

47.  esorta a elaborare uno scambio periodico delle migliori pratiche, una valutazione semestrale dei progressi e raccomandazioni sulla digitalizzazione dell'industria;

o
o   o

48.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.

(1) Testi approvati, P8_TA(2016)0009.
(2) GU C 199 E del 7.7.2012, pag. 131.
(3) GU C 236 E del 12.8.2011, pag. 57.
(4) GU C 236 E del 12.8.2011, pag. 41.
(5) GU C 482 del 23.12.2016, pag. 89.
(6) GU C 468 del 15.12.2016, pag. 19.
(7) GU C 93 del 9.3.2016, pag. 120.
(8) GU C 332 E del 15.11.2013, pag. 22.
(9) Testi approvati, P8_TA(2016)0486.
(10) GU C 81 E del 15.3.2011, pag. 45.
(11) GU C 236 E del 12.8.2011, pag. 24.
(12) Cfr. CGUE C-596/12, punto 17, e CGUE C-232/09, punto 39.

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