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Procedura : 2016/2304(INI)
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Ciclo del documento : A8-0201/2017

Testi presentati :

A8-0201/2017

Discussioni :

PV 12/06/2017 - 15
CRE 12/06/2017 - 15

Votazioni :

PV 13/06/2017 - 5.1
CRE 13/06/2017 - 5.1
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P8_TA(2017)0245

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Martedì 13 giugno 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Miglioramento dell'impegno dei partner e della visibilità nell'esecuzione dei fondi strutturali e d'investimento europei
P8_TA(2017)0245A8-0201/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 giugno 2017 sul miglioramento dell'impegno dei partner e della visibilità nell'esecuzione dei fondi strutturali e d'investimento europei (2016/2304(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 174, 175 e 177 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(1) ("regolamento recante disposizioni comuni"),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 240/2014 della Commissione, del 7 gennaio 2014, recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell'ambito dei fondi strutturali e d'investimento europei(2),

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sugli investimenti nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei – valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento sulle disposizioni comuni(3),

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sui ritardi nell'attuazione dei programmi operativi a titolo dei fondi SIE – impatto sulla politica di coesione e via da seguire(4),

–  vista la sua risoluzione del 10 maggio 2016 sui nuovi strumenti per lo sviluppo territoriale nella politica di coesione 2014-2020: investimenti territoriali integrati (ITI) e sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD)(5),

–  vista la sua risoluzione del 26 novembre 2015 sul tema "Verso la semplificazione della politica di coesione per il periodo 2014-2020 e il suo orientamento ai risultati"(6),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 16 novembre 2016 dal titolo "Politica di coesione e Fondi strutturali e d'investimento europei - Risultati e nuovi elementi"(7),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Garantire la visibilità della politica di coesione: Norme in materia di informazione e comunicazione per il periodo 2014-2020"(8),

–  visto l'Eurobarometro Flash 423 del settembre 2015 richiesto dalla Commissione dal titolo "Citizens' awareness and perceptions of EU: Regional Policy" (Consapevolezza e percezione dell'UE da parte dei cittadini: politica regionale)(9),

–  vista la relazione Van den Brande dell'ottobre 2014 dal titolo "Multilevel Governance and Partnership" (Governance multilivello e partenariato), preparata dietro richiesta del commissario per la politica regionale e urbana Johannes Hahn'(10),

–  visto il piano di comunicazione del Comitato europeo delle regioni per l'anno 2016 dal titolo "Connecting regions and cities for a stronger Europe" (Collegare le regioni e le città per un'Europa più forte)(11),

–  visto lo studio del luglio 2016 richiesto dalla Commissione dal titolo "Implementation of the partnership principle and multi-level governance in the 2014-2020 ESI Funds" (Attuazione del principio di partenariato e della governance multilivello nei fondi SIE 2014-2020)(12),

–  vista la presentazione del segretariato di Interreg Europe dal titolo "Designing a project communication strategy" (Elaborare una strategia di comunicazione dei progetti)(13),

–  vista la relazione preparata nell'ambito della valutazione ex post e previsione dei benefici per i paesi dell'UE-15 in seguito all'attuazione della politica di coesione nei paesi del V4, commissionata dal ministro polacco per lo Sviluppo economico e intitolata "How do EU-15 Member States benefit from the Cohesion Policy in the V4?" (In che modo gli Stati membri dell'UE-15 beneficiano della politica di coesione nel V4?)(14),

–  visto il manuale del 2014 della Rete europea contro la povertà (EAPN) dal titolo "Giving a voice to citizens: Building stakeholder engagement for effective decision-making – Guidelines for Decision-Makers at EU and national levels" (Dare voce ai cittadini: creare partecipazione tra le parti interessate per un processo decisionale efficace – Orientamenti per i decisori a livello nazionale e dell'UE)(15),

–  visto lo studio della direzione generale delle Politiche interne (Dipartimento tematico B: politiche strutturali e di coesione), del novembre 2014, dal titolo "Communicating Europe to its Citizens: State of Affairs and Prospects" (Comunicare l'Europa ai suoi cittadini: stato delle cose e prospettive),

–  visto il briefing della direzione generale delle Politiche interne (Dipartimento tematico B: politiche strutturali e di coesione), dell'aprile 2016, dal titolo "Research for REGI Committee: Mid-term review of the MFF and Cohesion Policy" (Ricerca per la commissione REGI: riesame intermedio del QFP e politica di coesione),

–  visto il documento di lavoro della Commissione, del 19 settembre 2016, sulla valutazione ex post del FESR e del Fondo di coesione per il periodo 2007-2013 (SWD(2016)0318),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e i pareri della commissione per i bilanci e della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A8-0201/2017),

A.  considerando che la politica di coesione ha contribuito in maniera significativa a rafforzare la crescita e l'occupazione e a ridurre le disparità tra le regioni dell'UE;

B.  considerando che il finanziamento della politica di coesione ha un impatto positivo sia sull'economia che sulla vita dei cittadini, come evidenziato da svariate relazioni e valutazioni indipendenti, ma che i risultati non sono sempre stati comunicati in maniera efficace e la consapevolezza circa i suoi effetti positivi resta piuttosto ridotta; che il valore aggiunto della politica di coesione dell'UE va oltre il comprovato impatto positivo a livello economico, sociale e territoriale, in quanto comporta altresì l'impegno degli Stati membri e delle regioni a favore di un rafforzamento dell'integrazione europea;

C.  considerando l'importanza cruciale della sensibilizzazione degli utenti finali e della società civile in merito ai programmi locali finanziati dall'UE, indipendentemente dai livelli di finanziamento in una specifica regione;

D.  considerando che il principio del partenariato e il modello della governance multilivello, che sottintendono un coordinamento rafforzato tra autorità pubbliche, parti economiche e sociali e società civile, possono effettivamente contribuire a una migliore comunicazione degli obiettivi e dei risultati della politica dell'UE;

E.  considerando che un dialogo permanente e il coinvolgimento della società civile sono essenziali ai fini della rendicontabilità e della legittimità delle politiche pubbliche, generando un senso di responsabilità condivisa e trasparenza nel processo decisionale;

F.  considerando che l'incremento della visibilità dei fondi SIE può contribuire a migliorare la percezione relativa all'efficacia della politica di coesione e a ripristinare la fiducia e l'interesse dei cittadini nel progetto europeo;

G.  considerando che una linea di comunicazione coerente è essenziale non soltanto a valle, in merito ai risultati concreti dei fondi SIE, ma anche a monte, affinché i promotori di progetti conoscano le opportunità di finanziamento, nell'ottica di aumentare il coinvolgimento del pubblico nel processo di attuazione;

H.  considerando che le metodologie per fornire informazioni e per diversificare i canali di comunicazione dovrebbero essere aumentate e migliorate;

Considerazioni generali

1.  sottolinea che la politica di coesione è uno dei principali veicoli pubblici di crescita che, mediante i cinque fondi SIE, garantisce gli investimenti in tutte le regioni dell'UE e contribuisce a ridurre le disparità, a sostenere la competitività e la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nonché a migliorare la qualità di vita dei cittadini europei;

2.  osserva con preoccupazione che la sensibilizzazione generale dell'opinione pubblica e le percezioni circa l'efficacia della politica regionale dell'UE sono andate diminuendo nel corso degli anni; fa riferimento all'Eurobarometro 423 del settembre 2015 in cui solo poco più di un terzo (34 %) degli europei afferma di aver sentito parlare di progetti cofinanziati dall'UE volti a migliorare la qualità della vita nella zona in cui vivono; osserva che la maggioranza degli intervistati ha menzionato come settori importanti l'istruzione, la sanità, le infrastrutture sociali e la politica ambientale; ritiene che non solo la quantità, ma anche e soprattutto la qualità dei progetti finanziati a titolo dei fondi SIE e il loro valore aggiunto in termini di risultati tangibili siano una condizione essenziale per una comunicazione positiva; sottolinea pertanto che la selezione, la realizzazione e la finalizzazione dei progetti devono incentrarsi sul raggiungimento dei risultati attesi, in modo da evitare un uso inefficace delle risorse che potrebbe tradursi in pubblicità negativa per la politica di coesione; richiama l'attenzione sul fatto che le misure di comunicazione devono essere scelte tenendo conto in particolare del contenuto e della portata, e ribadisce che la forma migliore di pubblicità consiste nel mostrare la rilevanza e l'utilità dei progetti realizzati;

3.  osserva che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero condividere la responsabilità di garantire la visibilità degli investimenti della politica di coesione, nell'ottica di definire strategie di comunicazione europee efficaci volte a garantire la visibilità degli investimenti della politica di coesione; osserva in tal contesto il ruolo svolto dalle autorità di gestione e, in particolare, dalle autorità locali e regionali competenti, grazie alla comunicazione istituzionale e ai beneficiari, in quanto rappresentano l'interfaccia più efficace di comunicazione con i cittadini, fornendo informazioni in loco e avvicinandoli all'Europa; rammenta altresì che tali autorità sono quelle che conoscono meglio le realtà e le esigenze locali e regionali e che per il miglioramento della visibilità occorrono maggiori sforzi a favore dell'informazione e della trasparenza a livello del territorio;

4.  sottolinea che per dare visibilità a una politica occorre un processo bilaterale di comunicazione e interazione con i partner; evidenzia, inoltre, che in un contesto di sfide complesse e al fine di garantire la legittimità e offrire soluzioni efficaci a lungo termine, le autorità pubbliche devono coinvolgere le parti interessate pertinenti in tutte le fasi di negoziazione e attuazione dell'accordo di partenariato e dei programmi operativi, conformemente al principio di partenariato; sottolinea altresì la necessità di rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e dei partner e ribadisce il ruolo che il Fondo sociale europeo (FSE) può svolgere a tal proposito;

5.  evidenzia, in questo contesto, i progressi disomogenei registrati negli Stati membri verso lo snellimento delle procedure amministrative in termini di maggiore mobilitazione e coinvolgimento dei partner regionali e locali, tra cui i partner economici e sociali e gli organi che rappresentano la società civile; rammenta, a tal proposito, l'importanza del dialogo sociale;

Sfide da affrontare

6.  segnala l'aumento dell'euroscetticismo e della propaganda populista antieuropea, che distorce le informazioni sulle politiche dell'Unione, e invita la Commissione e il Consiglio ad analizzarne le cause profonde e ad affrontarle; sottolinea, pertanto, l'urgente necessità di sviluppare strategie di comunicazione più efficaci, adoperandosi per utilizzare un linguaggio a misura di cittadino e per accorciare le distanze tra l'UE e i cittadini, in particolare chi è disoccupato o a rischio di esclusione sociale, avvalendosi di diverse piattaforme di comunicazione a livello locale, regionale e nazionale in grado di trasmettere un messaggio accurato e coerente ai cittadini sul valore aggiunto del progetto europeo per la loro qualità di vita e il loro benessere;

7.  invita la Commissione e il Consiglio ad analizzare, sia nel quadro attuale che nell'ambito della riforma post 2020 della politica di coesione, gli effetti in termini di percezione delle politiche UE delle misure volte a rafforzare il legame con il semestre europeo e ad attuare le riforme strutturali attraverso i programmi finanziati dai fondi SIE;

8.  riconosce i limiti del quadro giuridico per quanto concerne la garanzia di una visibilità adeguata della politica di coesione; sottolinea che, di conseguenza, la comunicazione in merito ai suoi traguardi tangibili non ha sempre rappresentato una priorità per le diverse parti interessate; è del parere che le attività raccomandate di comunicazione sui traguardi tangibili debbano essere costantemente aggiornate; osserva, in tal contesto, che l'assistenza tecnica dei fondi SIE non contiene una dotazione specifica per la comunicazione, a livello dell'Unione o degli Stati membri; sottolinea, tuttavia, che le autorità di gestione e i beneficiari hanno la responsabilità di monitorare regolarmente il rispetto delle attività di informazione e comunicazione, come previsto all'articolo 115 e all'allegato XII del regolamento recante disposizioni comuni;

9.  ribadisce l'assoluta necessità di trovare il giusto equilibrio tra il bisogno di semplificare le norme che disciplinano l'attuazione della politica di coesione e il bisogno di preservare una gestione finanziaria solida e trasparente e combattere le frodi, garantendo, nel contempo, che ciò sia adeguatamente comunicato al pubblico; rammenta, in tal contesto, la necessità di distinguere chiaramente tra irregolarità e frodi, in modo da non generare tra i cittadini un senso di sfiducia nei confronti delle autorità di gestione e delle amministrazioni locali; insiste inoltre sulla necessità di semplificare e ridurre gli oneri amministrativi per i beneficiari, senza incidere sui necessari controlli e audit;

10.  sottolinea che è essenziale aumentare la titolarità della politica in loco, a livello regionale e locale, al fine di garantire il conseguimento e la comunicazione efficienti dei risultati; apprezza il valore aggiunto dal principio di partenariato all'attuazione delle politiche pubbliche europee, come confermato da un recente studio della Commissione; segnala tuttavia che in alcuni casi la mobilitazione dei partner continua a essere alquanto difficoltosa poiché il principio di partenariato è applicato formalmente ma non consente un'autentica partecipazione al processo di governance; rammenta che occorre investire maggiori sforzi e risorse nella partecipazione ai partenariati e nello scambio di esperienze attraverso piattaforme di dialogo per i partner, anche nell'ottica di consentir loro di divenire moltiplicatori delle opportunità di finanziamento e dei successi dell'UE;

11.  ricorda inoltre che, per via della natura strategica a lungo termine degli investimenti della politica di coesione, i risultati talvolta non sono immediati, il che nuoce alla visibilità degli strumenti della politica di coesione, in particolare rispetto ad altri strumenti dell'Unione come il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS); esorta, pertanto, a proseguire le attività di comunicazione, ove opportuno, durante i quattro anni successivi alla chiusura del progetto: sottolinea che i risultati prodotti da alcuni investimenti (soprattutto nel capitale umano) sono meno visibili e più difficilmente quantificabili rispetto a quelli ottenuti mediante investimenti "concreti" e chiede una valutazione più dettagliata e diversificata dell'impatto a lungo termine della politica di coesione sulla vita dei cittadini; è del parere, inoltre, che si debba prestare particolare attenzione alla valutazione ex post e alle attività di comunicazione in merito al contributo dei fondi SIE alla strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, che costituisce la strategia europea di sviluppo a lungo termine;

12.  osserva l'importante ruolo svolto dai media nell'informare i cittadini sulle diverse politiche dell'Unione europea e, in generale, sulle questioni europee; si rammarica tuttavia della limitata copertura sui media degli investimenti della politica di coesione dell'UE; sottolinea la necessità di sviluppare campagne informative e strategie di comunicazione rivolte ai media, che siano adeguate alle attuali sfide dell'informazione e forniscano informazioni in modo accessibile e accattivante; evidenzia la necessità di avvalersi della crescente influenza dei media sociali, dei vantaggi offerti dai progressi digitali e della combinazione di diversi tipi di canali mediatici disponibili, per utilizzarli più efficacemente nel promuovere le opportunità offerte e i traguardi raggiunti dai fondi SIE;

Migliorare la comunicazione e il coinvolgimento dei partner durante la seconda metà del periodo 2014-2020

13.  invita la Commissione e gli Stati membri ad aumentare il coordinamento e l'accessibilità dei mezzi e degli strumenti di comunicazione esistenti a livello UE, al fine di affrontare tematiche che si ripercuotono sull'agenda dell'UE; sottolinea in questo contesto l'importanza di fornire orientamenti che definiscano tecniche e metodi per una comunicazione efficace riguardo al modo in cui la politica di coesione offre risultati tangibili per la vita quotidiana dei cittadini dell'UE; invita le autorità di gestione e i beneficiari a comunicare attivamente e sistematicamente i risultati, i vantaggi e l'impatto a lungo termine della politica, tenendo in considerazione le diverse fasi di sviluppo dei progetti;

14.  sottolinea che considerata la quantità e qualità di informazioni che viaggiano sui media tradizionali e moderni, l'esposizione del solo simbolo della Commissione sui pannelli di descrizione dei progetti non è più sufficiente; invita la Commissione a creare strumenti identificativi più efficaci;

15.  si compiace delle attuali attività di comunicazione specifiche, come la campagna "L'Europa nella mia regione", l'applicazione web della Commissione "Bilancio dell'UE incentrato sui risultati", la cooperazione con CIRCOM Regional(16), il programma "Europa per i cittadini" e le opportunità offerte dal Corpo europeo di solidarietà, di recente creazione; sottolinea inoltre l'importante ruolo svolto dai centri di informazione Europe Direct nell'ambito della strategia di comunicazione decentrata, ai fini di una maggiore sensibilizzazione sull'impatto della politica di coesione a livello locale e regionale; sottolinea inoltre la necessità di adoperarsi per raggiungere studenti e giornalisti quali potenziali vettori di comunicazione e per garantire l'equilibrio geografico nelle campagne di comunicazione;

16.  sottolinea la necessità di adeguare le disposizioni in materia di comunicazione del regolamento recante disposizioni comuni; invita la Commissione a prendere in esame il valore aggiunto dell'assegnazione di una dotazione specifica per la comunicazione nell'ambito dell'assistenza tecnica, nonché di un aumento, ove opportuno, dei requisiti vincolanti di informazione e pubblicità per i progetti della politica di coesione; invita la Commissione, ai fini della certezza del diritto per le autorità regionali e locali e altri beneficiari, a fornire orientamenti chiari nel 2017 su come utilizzare l'assistenza tecnica per la comunicazione nell'attuale periodo di finanziamento; ribadisce inoltre che le norme consuete in materia di comunicazione e pubblicità, per quanto ben concepite nel caso degli investimenti strutturali e tecnologici, non sono altrettanto efficaci per gli investimenti intangibili nel capitale umano;

17.  sottolinea la necessità di dare maggior rilievo alla comunicazione nella gerarchia delle priorità della politica di coesione dell'UE, soprattutto nell'ambito del lavoro degli amministratori che non hanno una competenza diretta in materia, e di inserire la comunicazione nella normale procedura dei fondi SIE; chiede una maggiore professionalità nel campo della comunicazione, soprattutto avvicinandosi al livello locale ed evitando di utilizzare il gergo dell'UE;

18.  plaude alla valutazione ex-post dei programmi della politica di coesione per il periodo 2007-2013 effettuata dalla Commissione, che rappresenta una fonte eccellente per la comunicazione dei risultati raggiunti e degli impatti prodotti; prende atto dell'iniziativa dei paesi V4 sulle esternalità della politica di coesione nell'UE-15(17) e invita la Commissione a elaborare uno studio obiettivo più ampio a livello dell'UE-28; esorta ulteriormente la Commissione a diversificare le proprie strategie di comunicazione nei confronti degli Stati membri contribuenti netti e beneficiari netti e ad evidenziare i vantaggi specifici che la politica di coesione comporta in termini di economia reale, promozione dell'imprenditorialità e dell'innovazione, creazione di crescita e posti di lavoro in tutte le regioni dell'UE e miglioramento dell'infrastruttura sociale ed economica, sia grazie agli investimenti diretti sia attraverso le esportazioni dirette e indirette (esternalità);

19.  invita la Commissione e le autorità di gestione a individuare modalità di agevolare e standardizzare l'accesso alle informazioni e a promuovere uno scambio di conoscenze e buone prassi in materia di strategie di comunicazione, allo scopo di valorizzare meglio le esperienze esistenti e aumentare la trasparenza e la visibilità delle opportunità di finanziamento;

20.  apprezza l'introduzione della coesione elettronica nell'attuale periodo di programmazione, che punta a semplificare e snellire l'attuazione dei fondi SIE; sottolinea che essa può contribuire efficacemente all'accesso alle informazioni, al monitoraggio dello sviluppo del programma e alla creazione di collegamenti utili tra le parti interessate;

21.  ritiene necessario rafforzare la comunicazione mediante i nuovi canali mediatici, il che richiederà l'elaborazione di una strategia per le piattaforme mediatiche digitali e sociali volta a informare i cittadini e a dar loro l'opportunità di manifestare le proprie esigenze, puntando a raggiungere gli utenti finali mediante diversi strumenti, quali mezzi interattivi online, sviluppando contenuti e applicazioni mobili più accessibili e garantendo che le informazioni siano adeguate alle diverse fasce di età e disponibili in diverse lingue, ove opportuno; invita le autorità di gestione a fornire alle DG competenti informazioni aggiornate sui dati finanziari, i progressi e gli investimenti, nell'ottica di offrire dati e grafici di facile lettura nell'ambito della piattaforma aperta dei fondi SIE, a vantaggio dei giornalisti; invita ad avviare iniziative regionali che premino i progetti migliori, ispirandosi al premio RegioStars;

22.  suggerisce, inoltre, di migliorare il monitoraggio e la valutazione delle attuali attività di comunicazione e propone l'istituzione di task force regionali sulla comunicazione che coinvolgano attori a più livelli;

23.  evidenzia l'importanza del codice europeo di condotta sul partenariato e il ruolo del principio di partenariato nel rafforzare l'impegno collettivo per la politica di coesione e la sua titolarità; chiede che il legame tra autorità pubbliche, potenziali beneficiari, settore privato, società civile e cittadini sia rafforzato mediante un dialogo aperto, e che la composizione dei partenariati sia modificata ove necessario durante l'attuazione, al fine di garantire la giusta combinazione di partner per rappresentare gli interessi della comunità in ogni fase del processo;

24.  accoglie con favore il modello innovativo di cooperazione multilivello e multilaterale proposta dall'agenda urbana per l'UE e raccomanda di replicarlo, ove possibile, nell'attuazione della politica di coesione;

25.  evidenzia la necessità di migliorare la dimensione comunicativa della cooperazione transfrontaliera e interregionale, anche nell'ambito delle attuali strategie macroregionali, che dovrebbero acquistare maggiore visibilità per i cittadini dell'UE, grazie alla diffusione di buone prassi e di esempi e opportunità di investimenti di successo;

Promuovere la comunicazione post-2020 sulla politica di coesione

26.  invita la Commissione e gli Stati membri a rendere il finanziamento della politica di coesione UE più allettante mediante ulteriori misure di semplificazione e la limitazione del "gold-plating", o sovraregolamentazione, e a valutare la possibilità di ridurre la complessità e, ove opportuno, la quantità delle normative e degli orientamenti, alla luce di quanto recentemente raccomandato dal gruppo ad alto livello di esperti indipendenti sul controllo della semplificazione per i beneficiari dei fondi SIE;

27.  chiede, alla luce del contributo che la politica di coesione dell'UE apporta all'identificazione positiva con il progetto di integrazione europea, che la Commissione valuti l'integrazione di un campo obbligatorio relativo alla comunicazione nel modulo di candidatura dei progetti, nel contesto di un maggiore uso dell'assistenza tecnica mediante una dotazione specifica per la comunicazione, a livello di programma, evitando nel contempo di moltiplicare i vincoli e garantendo la flessibilità necessaria; invita inoltre le autorità di gestione e le autorità regionali e locali a migliorare la qualità della loro comunicazione dei risultati finali dei progetti;

28.  evidenzia l'assoluta necessità di aumentare il dialogo dell'Unione con i cittadini, di ripensare i canali e le strategie di comunicazione e, tenendo conto delle possibilità offerte dai media sociali e dalle nuove tecnologie digitali, di adeguare i messaggi ai contesti locali e regionali; sottolinea inoltre il potenziale ruolo delle parti interessate della società civile quali vettori della comunicazione; ribadisce tuttavia che i contenuti educativi sono tanto importanti quanto le strategie mediatiche e la promozione mediante diverse piattaforme;

29.  sottolinea, nel contesto della comunicazione e della visibilità, la necessità di semplificare ulteriormente la politica per il periodo successivo al 2020, per quanto concerne, tra l'altro, la gestione condivisa e i sistemi di audit, al fine di trovare il giusto equilibrio tra una politica orientata ai risultati, la garanzia di un'adeguata quantità di verifiche e controlli e la semplificazione delle procedure;

30.  invita a rafforzare ulteriormente il principio di partenariato nel quadro del periodo di programmazione post 2020; è convinto che la partecipazione attiva delle parti interessate, tra cui le organizzazioni che rappresentano la società civile, nel processo di negoziazione e attuazione dell'accordo di partenariato e dei programmi operativi potrebbe contribuire ad aumentare la titolarità e la trasparenza dell'attuazione della politica, nonché a migliorare tale attuazione per quanto concerne il bilancio dell'UE; invita pertanto gli Stati membri a prendere in considerazione l'attuazione dei modelli esistenti di governance partecipativa, raggruppando tutte le parti sociali pertinenti e coinvolgendo le parti interessate in un processo di bilancio partecipativo per determinare le risorse a favore del cofinanziamento a livello nazionale, regionale e locale, ove appropriato, nell'ottica di rafforzare la fiducia reciproca e la partecipazione dei cittadini alle decisioni di spesa; suggerisce inoltre di realizzare valutazioni partecipative dei risultati con i beneficiari e le diverse parti interessate, in modo da raccogliere dati pertinenti che possano favorire la partecipazione attiva e la visibilità dei futuri interventi;

31.  insiste ulteriormente sull'aumento della cooperazione tra zone urbane e rurali per sviluppare partenariati territoriali tra città e zone rurali sfruttando pienamente il potenziale delle sinergie tra fondi UE e facendo ricorso alle competenze delle aree urbane e alla loro maggiore capacità nella gestione dei fondi;

32.  esorta la Commissione e gli Stati membri a concentrarsi altresì, nei rispettivi piani d'azione sulla comunicazione, sul rafforzamento della cooperazione tra le diverse direzioni generali, i ministeri e i comunicatori a vari livelli, nonché sulla realizzazione di una panoramica dei gruppi di destinatari, al fine di sviluppare e trasmettere messaggi adatti a gruppi target specifici per raggiungere più direttamente i cittadini sul territorio e informarli meglio;

33.  sottolinea in tale contesto l'importanza di un cambiamento culturale, tenendo conto del fatto che la comunicazione è una responsabilità di tutti gli attori coinvolti e i beneficiari stessi stanno assumendo il ruolo di comunicatori principali;

34.  chiede inoltre alla Commissione e agli Stati membri di rafforzare il ruolo e la posizione delle reti di comunicazione e informazione già esistenti e di avvalersi della piattaforma UE interattiva per la comunicazione elettronica sull'attuazione della politica di coesione, in modo da raccogliere tutti i dati pertinenti sui progetti relativi ai fondi SIE, consentendo agli utenti finali di dare un riscontro sul processo di attuazione e i risultati ottenuti che non si limiti a una scarna descrizione del progetto e della spesa sostenuta; ritiene che tale piattaforma agevolerebbe altresì la valutazione dell'efficacia della comunicazione sulla politica di coesione;

o
o   o

35.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Comitato delle regioni nonché ai parlamenti nazionali e regionali degli Stati membri.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.
(2) GU L 74 del 14.3.2014, pag. 1.
(3) Testi approvati, P8_TA(2017)0053.
(4) Testi approvati, P8_TA(2017)0055.
(5) Testi approvati, P8_TA(2016)0211.
(6) Testi approvati, P8_TA(2015)0419.
(7) http://www.consilium.europa.eu/press-releases-pdf/2016/11/47244650399_it.pdf
(8) http://ec.europa.eu/regional_policy/it/information/publications/brochures/2014/ensuring-the-visibility-of-cohesion-policy-information-and-communication-rules-2014-2020
(9) http://ec.europa.eu/COMMFrontOffice/publicopinion/index.cfm/ResultDoc/download/DocumentKy/67400
(10) http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/informing/dialog/2014/5_vandenbrande_report.pdf
(11) http://cor.europa.eu/en/about/Documents/CoR-communication-plan-2016.pdf
(12) http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/policy/how/studies_integration/impl_partner_report_en.pdf
(13)http://www.interregeurope.eu/fileadmin/user_upload/events/Rotterdam/pdf/Designing_communication_strategy.pdf
(14) https://www.strukturalni-fondy.cz/getmedia/fdc8a04e-590d-47ac-9213-760d4ac76f75/V4_EU15_manazerske-shrnuti.pdf?ext=.pdf
(15) http://www.eapn.eu/images/stories/docs/EAPN-position-papers-and-reports/2014-eapn-handbook-Give-a-voice-to-citizens-Guidelines-for-Stakeholder-Engagement.pdf
(16) Associazione professionale del servizio televisivo pubblico regionale in Europa.
(17) Relazione preparata nell'ambito della valutazione ex post e previsione dei benefici per i paesi dell'UE-15 in seguito all'attuazione della politica di coesione nei paesi del V4, commissionata dal ministro polacco per lo Sviluppo economico e intitolata "How do EU-15 Member States benefit from the Cohesion Policy in the V4?" (In che modo gli Stati membri dell'UE-15 beneficiano della politica di coesione nel V4?).

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