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Procedura : 2016/2147(INI)
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Ciclo del documento : A8-0209/2017

Testi presentati :

A8-0209/2017

Discussioni :

PV 12/06/2017 - 14
CRE 12/06/2017 - 14

Votazioni :

PV 13/06/2017 - 5.9
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Testi approvati :

P8_TA(2017)0253

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Martedì 13 giugno 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Valutazione della messa in atto di Orizzonte 2020
P8_TA(2017)0253A8-0209/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 giugno 2017 sulla valutazione della messa in atto di Orizzonte 2020 in vista della sua valutazione intermedia e della proposta relativa al 9° Programma quadro (2016/2147(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020(1),

–  visto il regolamento (Euratom) n. 1314/2013 del Consiglio, del 16 dicembre 2013, sul programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica (2014-2018) che integra il programma quadro di ricerca e innovazione "Orizzonte 2020"(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1290/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che stabilisce le norme in materia di partecipazione e diffusione nell'ambito del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020(3),

–  vista la decisione 2013/743/UE del Consiglio del 3 dicembre 2013 che stabilisce il programma specifico di attuazione del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1292/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 294/2008 che istituisce l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia(5),

–  vista la decisione n. 1312/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativa all'agenda strategica per l'innovazione dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT): il contributo dell'EIT a un'Europa più innovativa(6),

–  visti i regolamenti (UE) nn. 557/2014, 558/2014, 559/2014, 560/2014 e 561/2014 del Consiglio del 6 maggio 2014(7) e i regolamenti (UE) nn. 642/2014(8) e 721/2014(9) del Consiglio del 16 giugno 2014 che istituiscono le imprese comuni finanziate nell'ambito di Orizzonte 2020,

–  viste le decisioni nn. 553/2014/UE, 554/2014/UE, 555/2014/UE e 556/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014(10), che istituiscono i partenariati pubblico-pubblico ai sensi dell'articolo 185 finanziati nell'ambito di Orizzonte 2020,

–  visti i documenti tematici del 3 febbraio 2017 per il gruppo di alto livello sulla massimizzazione dell'impatto dei programmi di ricerca e innovazione dell'UE(11),

–  viste le relazioni di monitoraggio di Orizzonte 2020 della Commissione per il 2014 e 2015,

–  vista la relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo: "Spazio europeo della ricerca: è il momento dell'attuazione e del monitoraggio dei progressi" (COM(2017)0035,

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Piano d'azione europeo in materia di difesa" (COM(2016)0950),

–  vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Attuazione della strategia per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione" (COM(2016)0657),

–  visti la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Iniziativa europea per il cloud computing - Costruire un'economia competitiva dei dati e della conoscenza in Europa" (COM(2016)0178) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2016)0106),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Risposta alla relazione del gruppo di esperti di alto livello concernente la valutazione ex post del Settimo programma quadro" (COM(2016)0005),

–  vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio dal titolo "Relazione annuale sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell'Unione europea nel 2014" (COM(2015)0401),

–  viste le relazioni 2014 e 2015 della Commissione intitolate: "Integration of Social Sciences and Humanities in Horizon 2020: participants, budgets and disciplines" (Integrazione delle scienze sociali e umane in Orizzonte 2020; partecipanti, bilanci e discipline),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo "Better regulations for innovation-driven investment at EU level" (Una migliore regolamentazione per investimenti innovativi a livello dell'UE) (SWD(2015)0298),

–  vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo dal titolo "Spazio europeo della ricerca: Relazione 2014 sui progressi compiuti" (COM(2014)0575),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Ricerca e innovazione come fattori di rilancio della crescita" (COM(2014)0339),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo "Second Situation Report on Education and Training in the Nuclear Energy Field in the European Union" (Seconda relazione sulla situazione dell'istruzione e della formazione nel campo dell'energia nucleare nell'Unione europea) (SWD(2014)0299),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo "FET Flagships: A novel partnering approach to address grand scientific challenges and to boost innovation in Europe" ("Iniziative faro TEF: un nuovo approccio di partenariato per far fronte alle grandi sfide scientifiche e stimolare l'innovazione in Europa") (SWD(2014)0283),

–  vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Seconda valutazione intermedia delle imprese comuni delle iniziative tecnologiche congiunte Clean sky, Celle a combustibile e idrogeno e Medicinali innovativi" (COM(2014)0252),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo sul "Ruolo ed effetti delle ITC e dei PPP nell'attuazione di Orizzonte 2020 per un cambiamento industriale sostenibile"(12),

–   vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sull'iniziativa europea per il cloud computing(13),

–  vista la sua risoluzione del 14 marzo 2017 sui fondi dell'UE per l'uguaglianza di genere(14),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulle sinergie per l'innovazione: i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 e altri fondi e programmi dell'UE a sostegno dell'innovazione(15),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 su politica di coesione e strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente (RIS3)(16),

–  visti l'articolo 52 del suo regolamento, nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,

–  visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0209/2017),

A.  considerando che Orizzonte 2020 è il più grande progetto dell'UE in materia di ricerca e innovazione gestito a livello centrale nonché il più grande progetto al mondo di R&I finanziato con fondi pubblici;

B.  considerando che, nella negoziazione di Orizzonte 2020 e dell'attuale quadro finanziario pluriennale (QFP), il Parlamento ha chiesto 100 miliardi di euro invece dei 77 miliardi di euro convenuti inizialmente; che il bilancio appare molto limitato perché Orizzonte 2020 possa realizzare appieno il suo potenziale di eccellenza e rispondere in modo adeguato alle sfide sociali che la società europea e globale sta attualmente affrontando;

C.  considerando che la relazione del gruppo di alto livello sulla massimizzazione dell'impatto dei programmi di ricerca e innovazione dell'UE e la valutazione intermedia prevista per il terzo trimestre del 2017 getteranno le fondamenta della struttura e del contenuto del 9° programma quadro, sul quale sarà pubblicata una proposta nella prima metà del 2018;

D.  considerando che la crisi economica e finanziaria è stata un fattore determinante nella progettazione di Orizzonte 2020; che le sfide emergenti, i nuovi paradigmi politici e socioeconomici e le tendenze globali influenzeranno probabilmente il prossimo programma quadro (PQ);

E.  considerando che il PQ deve basarsi sui valori europei, sull'indipendenza scientifica, sull'apertura, sulla diversità, su norme etiche europee di alto livello, sulla coesione sociale e sulla parità di accesso dei cittadini alle soluzioni e alle risposte che fornisce;

F.  considerando che gli investimenti a favore della ricerca e dello sviluppo sono essenziali per lo sviluppo economico e sociale europeo e per la competitività globale; che l'importanza dell'eccellenza scientifica per la promozione dell'innovazione e dei vantaggi competitivi a lungo termine deve riflettersi nel finanziamento del 9°PQ;

Struttura, filosofia e attuazione di Orizzonte 2020

1.  ritiene che, più di tre anni dopo l'avvio di Orizzonte 2020, sia giunto il momento per il Parlamento di sviluppare la sua posizione sulla sua valutazione intermedia e una visione per il futuro 9°PQ;

2.  ricorda che l'obiettivo di Orizzonte 2020 è contribuire alla costruzione di una società e di un'economia basate sulla conoscenza e sull'innovazione e di rafforzare la base scientifica e tecnologica e in definitiva la competitività europea, esercitando un effetto leva su ulteriori fondi nazionali pubblici e privati per la ricerca e lo sviluppo e contribuendo al conseguimento dell'obiettivo del 3 % del PIL per l'R&S entro il 2020; deplora che l'UE abbia investito in R&S solo il 2,03 % del PIL nel 2015, con dati per i singoli paesi che vanno dallo 0,46 % al 3,26%(17), mentre i principali concorrenti a livello mondiale stanno superando l'UE nell'ambito della spesa per la ricerca e lo sviluppo;

3.  ricorda che lo Spazio europeo della ricerca (SER) affronta la concorrenza diretta delle regioni mondiali con le migliori prestazioni in termini di ricerca e che il rafforzamento del SER rappresenta pertanto un dovere collettivo per l'Europa; incoraggia gli Stati membri interessati a contribuire in modo adeguato al raggiungimento dell'obiettivo del 3 % del PIL dell'UE per le attività di R&S; osserva che un aumento generale del 3 % apporterebbe un importo supplementare di oltre 100 miliardi di euro all'anno per la ricerca e l'innovazione in Europa;

4.  sottolinea che la valutazione del 7°PQ e il monitoraggio di Orizzonte 2020 dimostrano che il programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione è un successo e che crea un evidente valore aggiunto per l'UE(18); riconosce che è ancora possibile migliorare il PQ e i programmi futuri;

5.  ritiene che le ragioni del suo successo siano da ricondursi al contesto multidisciplinare e collaborativo e ai requisiti di eccellenza e impatto;

6.  riconosce che il PQ intende incentivare la partecipazione dell'industria al fine di incrementarne la spesa nelle attività di R&S(19); osserva che la partecipazione dell'industria, comprese le PMI, è significativamente superiore rispetto al 7°PQ; ricorda, tuttavia, che in media l'industria non ha aumentato sufficientemente la propria quota di spesa in materia di R&S come concordato nelle conclusioni del Consiglio di Barcellona(20); chiede alla Commissione di valutare il valore aggiunto europeo e la rilevanza per il pubblico dei finanziamenti per gli strumenti promossi dall'industria come le iniziative tecnologiche congiunte (ITC)(21), e la coerenza, l'apertura e la trasparenza di tutte le iniziative congiunte(22);

7.  constata che il bilancio, la gestione e l'attuazione del programma sono ripartiti tra oltre 20 diversi organismi dell'UE; si chiede se ciò non comporti sforzi di coordinamento eccessivi, complessità amministrative e duplicazioni; invita la Commissione ad adoperarsi ai fini della razionalizzazione e della semplificazione di tale aspetto;

8.  constata che i pilastri 2 e 3 sono principalmente incentrati sui livelli di maturità tecnologica più elevati (TRL, Technology Readiness Levels), il che potrebbe limitare il futuro assorbimento di innovazioni dirompenti che si trovano ancora nella riserva dei progetti di ricerca con livelli di maturità tecnologica inferiori; chiede un attento equilibrio nei livelli di maturità tecnologica al fine di promuovere l'intera catena del valore; ritiene che i livelli di maturità tecnologica possano escludere forme di innovazione non tecnologiche generate dalla ricerca fondamentale o applicata, in particolare dalle scienze sociali e umane;

9.  invita la Commissione ad offrire un insieme equilibrato di progetti di piccole, medie e grandi dimensioni; constata che il bilancio medio per i progetti ha subito un incremento nel quadro di Orizzonte 2020 e che i progetti più grandi sono più onerosi per quanto concerne la preparazione della proposta e la gestione del progetto, il che favorisce i partecipanti con maggiore esperienza nell'ambito dei programmi quadro, crea barriere per i nuovi partecipanti e concentra i finanziamenti nelle mani di un numero limitato di istituzioni;

Bilancio

10.  sottolinea che il tasso di successo, al momento drammaticamente basso e inferiore al 14 %(23) rappresenta una tendenza negativa rispetto al 7°PQ; sottolinea che il numero di domande in eccesso non consente di mettere a disposizione finanziamenti per un gran numero di progetti di qualità estremamente elevata e deplora che i tagli da parte del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) abbiano acuito questo problema; invita la Commissione a evitare ulteriori tagli al bilancio di Orizzonte 2020;

11.  sottolinea le pressioni di bilancio cui sono soggetti i programmi quadro dell'Unione in materia di ricerca e innovazione; deplora gli effetti negativi che la crisi dei pagamenti nel bilancio dell'UE ha avuto sull'esecuzione del programma durante i primi anni dell'attuale QFP; constata, tra l'altro, il ritardo artificiale di 1 miliardo di EUR per i bandi nel 2014 e la significativa riduzione nel livello di prefinanziamento per i nuovi programmi; sottolinea, in questo contesto, che a norma dell'articolo 15 del regolamento sul QFP, nel 2014-2015 sono state anticipate risorse per Orizzonte 2020; sottolinea che tali anticipi sono stati integralmente assorbite dal programma, dimostrandone la solida performance e la capacità di assorbire ancora più; evidenzia che tali anticipi non cambiano la dotazione finanziaria globale dei programmi, il che conduce a una diminuzione degli stanziamenti per la seconda metà del QFP; esorta i due rami dell'autorità di bilancio e la Commissione ad assicurare un livello adeguato di stanziamenti di pagamento negli anni a venire e a compiere ogni sforzo per evitare una nuova crisi dei pagamenti negli ultimi anni dell'attuale QFP;

12.  sottolinea che il programma Orizzonte 2020 deve essere basato principalmente sulle sovvenzioni ed essere orientato in particolare verso il finanziamento di attività di ricerca di base e collaborativa; insiste sul fatto che la ricerca può essere un investimento ad alto rischio per gli investitori privati e che il finanziamento della ricerca mediante le sovvenzioni è necessario; sottolinea, a tale proposito, che in ogni caso sotto il profilo legale molti organismi pubblici non possono accettare prestiti; deplora la tendenza, in alcuni casi, a passare dall'utilizzo di sovvenzioni all'utilizzo di prestiti; riconosce che dovrebbero essere disponibili strumenti finanziari per livelli di maturità tecnologica elevati, vicini alle attività di mercato, nell'ambito di strumenti finanziari InnovFin al di fuori del PQ (ad es. regimi della BEI o del FEI);

13.  sottolinea il fatto che diversi Stati membri non stanno rispettando gli impegni nazionali relativi agli investimenti nelle attività di R&S; sottolinea che è necessario soddisfare l'obiettivo del 3 % del PIL e auspica che tale obiettivo possa essere innalzato quanto prima possibile al livello dei maggiori concorrenti globali dell'UE; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a promuovere strategie nazionali per raggiungere tale obiettivo e chiede di destinare una parte dei Fondi strutturali alle attività e ai programmi di R&S, in particolare per quanto concerne gli investimenti nello sviluppo delle capacità, nelle infrastrutture di ricerca e nei salari, sostenendo altresì le attività concernenti la preparazione delle proposte e la gestione dei progetti nell'ambito del PQ;

Valutazione

14.  conferma che l'"eccellenza" dovrebbe rimanere il criterio di valutazione centrale ed essenziale per tutti e tre i pilastri del PQ, constatando tuttavia l'esistenza dei criteri relativi all'"impatto" e alla "qualità ed efficienza dell'attuazione", che potrebbero contribuire a indicare il valore aggiunto di un progetto per l'UE; invita pertanto la Commissione a esplorare le modalità finalizzate a prendere in considerazione i criteri relativi all'"impatto" e alla "qualità ed efficienza dell'attuazione": la mancata partecipazione delle regioni sottorappresentate dell'UE, l'inclusione dei settori della scienza sottorappresentati, come le scienze sociali e umane, e lo sfruttamento delle infrastrutture di ricerca finanziate dai fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE), sembrano essere aspetti importanti per la riuscita attuazione del SER e per offrire sinergie tra i PQ e i fondi SIE;

15.  chiede una valutazione e un'assicurazione della qualità più efficace e più trasparente da parte dei valutatori; sottolinea l'esigenza di migliorare i riscontri destinati ai partecipanti in tutto il processo di valutazione e sollecita a tenere in considerazione le rimostranze dei candidati respinti, secondo cui le relazioni consuntive di valutazione erano prive di profondità e chiarezza rispetto a cosa avrebbe dovuto esser fatto diversamente per essere presi in considerazione; invita pertanto la Commissione a pubblicare, in combinato disposto con l'invito a presentare proposte, i criteri di valutazione dettagliati, a fornire ai partecipanti relazioni consuntive di valutazione con informazioni più dettagliate e a organizzare gli inviti a presentare proposte in maniera tale da evitare un numero eccessivo di domande, che incide negativamente sulla motivazione dei ricercatori e sulla reputazione del programma;

16.  invita la Commissione a fornire una definizione più ampia di "impatto", prendendo in considerazione sia gli effetti economici che sociali; sottolinea che la valutazione dell'impatto dei progetti di ricerca fondamentali dovrebbe restare flessibile; chiede alla Commissione di mantenere l'equilibrio tra inviti a presentare proposte elaborati su base "bottom-up" e inviti su base "top-down", nonché di valutare quale procedura di esame (una o due fasi) sia più utile per evitare un numero di domande eccessivo e condurre attività di ricerca di qualità;

17.  invita la Commissione a valutare l'effettiva utilità di una maggiore focalizzazione tematica nel contesto della sostenibilità;

18.  invita la Commissione a rendere più facilmente fruibile il Portale dei partecipanti e ad estendere e dotare di maggiori risorse la rete dei punti di contatto nazionali al fine di garantire, in particolare alle microimprese e alle piccole imprese, un servizio efficiente di assistenza in fase di presentazione e di valutazione delle proposte di progetto;

19.  ritiene che il Consiglio europeo della ricerca dovrebbe partecipare a un maggior numero di progetti di collaborazione in tutta Europa e, in particolare, coinvolgere regioni con scarse capacità, al fine di diffondere in tutta l'UE la strategia e il know-how dell'UE in materia di R&I;

Aspetti trasversali

20.  constata che la struttura di Orizzonte 2020 e l'approccio alle sfide sociali in particolare sono generalmente accolti con favore dalle parti interessate; invita la Commissione a continuare a migliorare l'approccio alle sfide sociali e sottolinea l'importanza della ricerca collaborativa coinvolgendo università, istituti di ricerca, l'industria (in particolare le PMI) e altri attori; chiede alla Commissione di valutare la possibilità di esaminare l'adeguatezza e i singoli bilanci relativi alle sfide sociali sulla base dell'attuale contesto economico, sociale e politico durante l'attuazione del programma quadro e in stretta collaborazione con il Parlamento europeo;

21.  prende atto degli sforzi della Commissione intesi a semplificare l'amministrazione e ridurre il tempo intercorrente tra la pubblicazione di un bando e l'assegnazione di una sovvenzione; invita la Commissione a proseguire con gli sforzi di riduzione degli oneri burocratici e di semplificazione dell'amministrazione; accoglie con favore la proposta della Commissione di introdurre pagamenti forfettari al fine di semplificare l'amministrazione e l'audit;

22.  invita la Commissione a valutare se il modello di finanziamento semplificato introdotto per Orizzonte 2020 ha condotto, secondo le intenzioni, a una maggiore partecipazione delle industrie; chiede di verificare, a tale proposito, l'efficacia del modello di finanziamento;

23.  invita la Commissione a verificare in che misura l'uso di sistemi contabili nazionali o specifici al posto del sistema specificato nelle regole che disciplinano la partecipazione al programma possa sfociare in una procedura contabile decisamente semplificata, riducendo in tal modo il tasso di errore nell'ambito delle verifiche dei progetti di finanziamento europei; chiede, a tale proposito, una più stretta collaborazione con la Corte dei conti europea e l'introduzione di un "audit unico";

24.  constata che le sinergie tra i fondi sono fondamentali per rendere gli investimenti più efficaci; sottolinea che le strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente (RIS3) sono uno strumento importante per catalizzare le sinergie alla base dei quadri nazionali e regionali per gli investimenti a favore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione e in quanto tali dovrebbero essere promosse e rafforzate; deplora la presenza di considerevoli barriere che ostacolano la piena operatività delle sinergie(24); chiede, pertanto, un allineamento delle norme e delle procedure per i progetti nel settore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione nel quadro dei fondi SIE e del PQ, e osserva che l'effettivo uso del Marchio di eccellenza sarà possibile soltanto se verranno soddisfatte le condizioni di cui sopra; invita la Commissione a destinare parte dei fondi SIE alle sinergie tra RIS3 e Orizzonte 2020; invita la Commissione a rivedere le norme sugli aiuti di Stato e a far sì che i progetti relativi ai fondi strutturali per il settore R&S siano giustificabili nell'ambito del regolamento del PQ, garantendo nel contempo la loro trasparenza; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la corretta applicazione del principio di addizionalità, il che significa, in pratica, che i contributi dei fondi europei non dovrebbero sostituire le spese nazionali o equivalenti da parte di uno Stato membro nelle regioni in cui tale principio si applica;

25.  osserva che l'efficace attuazione del SER richiede il pieno utilizzo delle potenzialità nell'ambito della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione di tutti gli Stati membri; riconosce il problema del divario partecipativo nel programma Orizzonte 2020, che deve essere affrontato a livello UE e a livello nazionale, anche attraverso i fondi SIE; invita la Commissione e gli Stati membri ad adattare gli strumenti esistenti o ad adottare nuove misure per colmare tale divario, mediante, ad esempio, lo sviluppo di strumenti di networking per i ricercatori; accoglie con favore la strategia denominata "Diffondere l'eccellenza e ampliare la partecipazione"; invita la Commissione a valutare se i tre strumenti di ampliamento hanno raggiunto i loro obiettivi specifici: fornire risorse di bilancio adeguate e un insieme equilibrato di strumenti per affrontare le disparità esistenti nell'UE nel campo della ricerca e dell'innovazione; invita la Commissione e gli Stati membri a presentare regole chiare che consentano la piena attuazione del sistema relativo al Marchio di eccellenza e a valutare eventuali sinergie di finanziamento; invita la Commissione a creare meccanismi che consentano di inserire nei progetti del programma quadro le infrastrutture di ricerca finanziate attraverso i fondi SIE; chiede di riesaminare gli indicatori utilizzati per definire "sottorappresentati" i paesi e di verificare periodicamente l'elenco di tali paesi e regioni durante l'attuazione del programma quadro;

26.  constata che, secondo le relazioni annuali della Commissione sull'attuazione di Orizzonte 2020 per il 2014 e 2015, l'UE-15 ha ricevuto l'88,6 % dei fondi, mentre l'UE-13 ha ricevuto soltanto il 4,5 %, percentuale persino inferiore ai finanziamenti per i paesi di associazione (6,4 %);

27.  accoglie con favore gli sforzi tesi a garantire collegamenti migliori tra lo Spazio europeo della ricerca e lo Spazio europeo dell'istruzione superiore, per agevolare le modalità di formazione della nuova generazione di ricercatori; riconosce l'importanza di includere le competenze STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e quelle relative alla ricerca e all'imprenditorialità nei sistemi d'istruzione degli Stati membri fin dai primi anni, così da incoraggiare i giovani a sviluppare tali abilità, dal momento che la R&S dovrebbe essere considerata in termini strutturali piuttosto che ciclici o temporali; invita gli Stati membri e la Commissione a rafforzare la stabilità e l'attrattiva del lavoro per i giovani ricercatori;

28.  sottolinea l'importanza di una maggior cooperazione tra industrie e sistemi universitari e scientifici al fine di favorire all'interno di università e dei centri scientifici la creazione di strutture specifiche per rafforzare il legame con il settore produttivo;

29.  sottolinea che la cooperazione a livello mondiale è uno strumento importante per rafforzare la ricerca europea; conferma che la partecipazione internazionale è passata dal 5 % nel 7ºPQ al 2,8 % in Orizzonte 2020; ricorda che il Parlamento europeo dovrebbe contribuire a garantire che l'Europa rimanga un attore chiave globale, sottolineando allo stesso tempo l'importanza della diplomazia nelle scienze; invita la Commissione a riesaminare i termini della cooperazione internazionale nel programma quadro e a stabilire misure concrete e immediate nonché una visione e una struttura strategiche a lungo termine per sostenere tale obiettivo; accoglie con favore, a tale riguardo, iniziative come il programma comune di ricerca e sviluppo nel Mar Baltico (BONUS) e il partenariato per la ricerca e l'innovazione nell'area del Mediterraneo (PRIMA);

30.  sottolinea l'esigenza di rafforzare la cooperazione internazionale nell'ambito del 9ºPQ e diffondere la diplomazia nelle scienze;

31.  ricorda che integrare le scienze sociali e umane significa fare ricerca in questo settore in progetti interdisciplinari e non aggiungere a posteriori tale dimensione a progetti altrimenti di natura tecnologica, e che i problemi più urgenti che l'UE deve affrontare richiedono una ricerca metodologica maggiormente incentrata sulle scienze sociali e umane dal punto di vista concettuale; constata che le scienze sociali e umane sono sottorappresentate nell'attuale programma quadro; invita la Commissione a rafforzare le possibilità, per i ricercatori nell'ambito delle scienze sociali e umane, di partecipare ai progetti interdisciplinari del programma quadro, e a garantire finanziamenti sufficienti alle tematiche riguardanti le scienze sociali e umane;

32.  sottolinea l'equilibrio di ricerca e innovazione nel programma Orizzonte 2020 e chiede che venga adottato un approccio simile per il prossimo programma quadro; si compiace della creazione di un consiglio europeo per l'innovazione(25), ma ribadisce che ciò non dovrebbe portare nuovamente alla separazione tra ricerca e innovazione o a un'ulteriore frammentazione dei finanziamenti; sottolinea che Orizzonte 2020 non è sufficientemente incentrato sul superamento della fase chiamata "valle della morte" che rappresenta la principale barriera al passaggio dei prototipi alla produzione;

33.  invita la Commissione a chiarire gli obiettivi, gli strumenti e il funzionamento del consiglio europeo per l'innovazione e sottolinea l'esigenza di valutare i risultati delle iniziative pilota del consiglio; invita la Commissione a proporre un insieme equilibrato di strumenti per il portafoglio del consiglio europeo per l'innovazione; sottolinea che un consiglio europeo per l'innovazione non deve in alcun caso sostituire il secondo pilastro e che quest'ultimo non deve diventare uno strumento di sostegno individuale, ma continuare a dare la priorità alla ricerca collaborativa; sottolinea la necessità di mantenere e rafforzare lo strumento per le PMI e la "corsia veloce per l'innovazione"; invita la Commissione a definire meccanismi per includere meglio le PMI nei grandi progetti interdisciplinari del 9ºPQ onde realizzare appieno il loro potenziale; invita la Commissione a mantenere le Comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) nell'attuale Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT), sottolineando l'importanza della trasparenza e di un ampio coinvolgimento delle parti interessate, e ad analizzare in che modo l'EIT e le CCI possono interagire con il consiglio europeo per l'innovazione; chiede alla Commissione di definire un quadro per gli investimenti privati in capitale di rischio in collaborazione con il consiglio europeo per l'innovazione, al fine di incoraggiare gli investimenti in capitale di rischio in Europa;

34.  plaude alle iniziative che uniscono il settore privato e quello pubblico per stimolare la ricerca e l'innovazione; sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo guida dell'UE nel dare priorità alle necessità della ricerca pubblica e di garantire sufficiente trasparenza, tracciabilità e un equo livello di rendimento pubblico degli investimenti pubblici di Orizzonte 2020 in termini di accessibilità economica, disponibilità e idoneità dei prodotti finiti, in particolare in alcuni settori sensibili come la salute, salvaguardando l'interesse pubblico e garantendo un impatto sociale equo; invita la Commissione a esplorare ulteriormente meccanismi, in particolare ai fini di uno sfruttamento a lungo termine di tutti i progetti finanziati con sovvenzioni del programma quadro, che uniscano un equo livello di rendimento pubblico e incentivi sufficienti affinché l'industria partecipi;

35.  si compiace del fatto che l'accesso aperto sia ora un principio generale nell'ambito di Orizzonte 2020; sottolinea che il numero sostanziale di pubblicazioni legate ai progetti di Orizzonte 2020 fino a dicembre 2016(26) dimostra che sono necessarie nuove politiche sul rafforzamento della condivisione dei dati e della conoscenza al fine di massimizzare i risultati di ricerca e la quantità di dati scientifici disponibili; invita la Commissione a rivedere i criteri di flessibilità che potrebbero costituire un ostacolo al raggiungimento di tale obiettivo e a migliorare le conoscenze e lo sviluppo;

36.  plaude al finanziamento pilota di "Dati di ricerca aperti" quale primo passo verso un cloud per la scienza aperta; riconosce la pertinenza e il potenziale delle infrastrutture elettroniche e del supercalcolo, la necessità di coinvolgere le parti interessate del settore pubblico e privato e la società civile e l'importanza delle iniziative scientifiche promosse dai cittadini nel garantire che la società svolga un ruolo più attivo nella definizione e comprensione dei problemi e nella presentazione congiunta della soluzione; invita la Commissione e la comunità di ricerca pubblica e privata a esaminare nuovi modelli che integrino le risorse private del cloud e quelle di rete e le infrastrutture elettroniche pubbliche, nonché l'avvio di programmi per i cittadini in materia di scienza e innovazione;

37.  plaude al concetto di poli d'innovazione di recente introdotto dalla Commissione, che rafforza il panorama europeo dell'innovazione, aiutando le imprese, in particolare le PMI, a migliorare i propri modelli commerciali e processi produttivi;

38.  incoraggia i punti di contatto nazionali (PCN) a essere maggiormente coinvolti nella promozione dei progetti insigniti del marchio di eccellenza e nella fornitura di assistenza nella ricerca di altre fonti, nazionali o internazionali, di finanziamenti pubblici o privati per i suddetti progetti, attraverso il rafforzamento della cooperazione in quest'ambito nel quadro della rete dei PCN;

Raccomandazioni del 9ºPQ

39.  ritiene che l'UE abbia il potenziale per diventare un centro globale di eccellenza a livello mondiale per la ricerca e la scienza; ritiene anche che, a tale scopo, per promuovere la crescita, l'occupazione e l'innovazione, il 9ºPQ debba diventare una priorità importante dell'Europa;

40.  si compiace del successo di Orizzonte 2020 e del fattore leva di 1:11; invita la Commissione a proporre di aumentare il bilancio complessivo per il 9ºPQ portandolo a 120 miliardi di EUR; ritiene che, al di là dell'aumento del bilancio, occorra un quadro in grado di integrare l'innovazione e chiede pertanto alla Commissione di chiarire il concetto di innovazione e i suoi diversi tipi;

41.  constata che l'UE affronta numerose sfide significative e dinamiche e invita la Commissione, in collaborazione con il Parlamento europeo, a fornire nel pilastro 3 un insieme equilibrato e flessibile di strumenti per affrontare la natura dinamica dei problemi emergenti; sottolinea la necessità di prevedere un bilancio sufficiente per le sfide specifiche del pilastro 3 nonché la necessità di prevedere un riesame regolare dell'adeguatezza per quanto riguarda tali sfide;

42.  invita la Commissione a mantenere un equilibrio tra ricerca di base e innovazione nel 9ºPQ; constata l'esigenza di rafforzare la ricerca collaborativa; sottolinea l'importanza di una maggiore partecipazione delle PMI nei progetti collaborativi e all'innovazione;

43.  incoraggia la Commissione a potenziare le sinergie tra il 9ºPQ e altri fondi europei specifici per la ricerca e l'innovazione e a stabilire norme e strumenti armonizzati per tali fondi, sia a livello europeo che nazionale, in stretta collaborazione con gli Stati membri; invita la Commissione a tenere conto anche nei prossimi programmi quadro dell'importante ruolo della normazione in relazione all'innovazione;

44.  constata che il 9ºPQ dovrebbe affrontare il possibile problema del numero eccessivo di domande e dei bassi tassi di successo riscontrati in Orizzonte 2020; suggerisce di valutare la reintroduzione della procedura di valutazione in due fasi, con la prima fase unificata e la seconda fase specifica dedicata ai candidati selezionati; invita la Commissione a garantire RCV sufficientemente complete con indicazioni su come la proposta possa essere migliorata;

45.  sottolinea che il valore aggiunto europeo deve continuare ad essere una priorità assoluta del programma quadro per la ricerca;

46.  invita la Commissione a separare la ricerca per la difesa dalla ricerca civile nel prossimo QFP, prevedendo due programmi diversi con due bilanci diversi che non incidano sulle ambizioni di bilancio della ricerca civile nel 9ºPQ; invita pertanto la Commissione a riferire al Parlamento in merito alle possibilità di finanziamento del futuro programma di ricerca per la difesa conformemente ai trattati, con un bilancio apposito dotato di nuove risorse e di norme specifiche; sottolinea l'importanza del controllo parlamentare a tale riguardo;

47.  ritiene che il programma Tecnologie future ed emergenti abbia grandi potenzialità per il futuro e rappresenti un ottimo strumento per diffondere idee innovative e know-how a livello sia nazionale sia regionale;

48.  sottolinea l'esigenza, nel contesto dell'accordo di Parigi e degli obiettivi dell'UE in materia di clima, di considerare prioritari i finanziamenti per la ricerca sul cambiamento climatico e le infrastrutture per la raccolta di dati sul clima (in particolare visto che gli Stati Uniti stanno valutando riduzioni di bilancio significative per le istituzioni di ricerca ambientale statunitensi);

49.  sottolinea che il 9ºPQ per la ricerca e lo sviluppo dovrebbe rafforzare il progresso sociale e la competitività dell'UE, contribuendo alla creazione di crescita e posti di lavoro e all'apporto di nuove conoscenze e di innovazioni per affrontare le sfide fondamentali in Europa nonché all'ulteriore progresso verso lo sviluppo di un SER sostenibile; accoglie con favore a tale proposito l'attuale struttura a pilastri del programma quadro e invita la Commissione a mantenere tale struttura per consentire la continuità e la prevedibilità; chiede pertanto alla Commissione di continuare a lavorare sulla coerenza, sulla semplificazione, sulla trasparenza e sulla chiarezza del programma, sul miglioramento del processo di valutazione, sulla riduzione della frammentazione e delle duplicazioni e sull'eliminazione degli oneri amministrativi superflui;

50.  riconosce che le attività amministrative e la ricerca si annullano in larga misura a vicenda; sottolinea pertanto l'importanza di mantenere al minimo gli obblighi di rendicontazione, in modo da evitare che gli oneri burocratici ostacolino l'innovazione e da garantire un uso efficace dei finanziamenti del 9ºPQ, garantendo allo stesso tempo l'indipendenza della ricerca; esorta la Commissione a tale scopo a intensificare gli sforzi in materia di semplificazione;

51.  osserva che la Commissione fa sempre più spesso riferimento ai finanziamenti basati sui risultati; invita la Commissione a definire in modo più chiaro il significato di "risultati";

52.  invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare le sinergie tra il programma quadro e altri fondi per affrontare il problema delle carenze della ricerca avvertite dalle regioni di convergenza in alcuni Stati membri, applicando il principio dell'addizionalità; lamenta che gli stanziamenti finanziari a titolo dei Fondi strutturali e di investimento possano portare a una riduzione della spesa nazionale per la R&S nelle regioni in cui tali fondi vengono utilizzati, e insiste sul fatto che essi devono essere una risorsa aggiuntiva alla spesa pubblica nazionale; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri a garantire che i finanziamenti pubblici nel settore R&S siano considerati investimenti per il futuro invece che costi;

53.  osserva che reali investimenti nella ricerca e nell'innovazione a titolo dei fondi strutturali sono possibili soltanto attraverso un'adeguata regolamentazione del contesto negli Stati membri; invita pertanto a garantire un più stretto collegamento tra le raccomandazioni specifiche per paese in materia di riforme strutturali e gli investimenti nel settore R&I;

54.  sottolinea la necessità di nuovi centri e regioni di maggiore eccellenza e, quindi, l'importanza di continuare a sviluppare il SER; sottolinea la necessità di fornire maggiori sinergie tra il programma quadro, il FEIS e i fondi SIE al fine di conseguire tale obiettivo; chiede la definizione di politiche volte a eliminare barriere quali i bassi salari che interessano gli Stati membri dell'Europa orientale e meridionale così da evitare la fuga di cervelli; chiede inoltre che l'eccellenza del progetto abbia la priorità rispetto all'eccellenza di istituzioni elitarie di punta;

55.  ritiene che vadano previsti maggiori incentivi per l'utilizzo dei fondi SIE per investimenti nel settore ricerca e innovazione qualora ciò sia indicato nelle raccomandazioni specifiche per paese o qualora siano individuate deficienze; conclude che i fondi SIE per investimenti nel settore ricerca e innovazione forniranno 65 miliardi di EUR nel periodo 2014-2020; propone pertanto che la riserva di efficacia sui fondi SIE istituita negli Stati membri sia utilizzata per investire nel settore ricerca e innovazione una parte sostanziale delle loro entrate provenienti dai Fondi strutturali;

56.  valuta positivamente il principio e le potenzialità del marchio di eccellenza, quale marchio di qualità per le sinergie tra i fondi SIE e Orizzonte 2020, ma rileva che tale marchio non è sufficientemente applicato nella pratica a causa della mancanza di fondi negli Stati membri; ritiene che i progetti – che sono stati presentati ai fini di un finanziamento nel quadro di Orizzonte 2020, che hanno superato positivamente i rigorosi criteri di selezione e di aggiudicazione, ma non hanno potuto essere finanziati a causa dei vincoli di bilancio – dovrebbero essere finanziati attraverso le risorse dei fondi SIE qualora tali risorse siano disponibili a tal fine; sottolinea che un meccanismo simile dovrebbe essere definito anche per i progetti di ricerca collaborativa;

57.  invita la Commissione a prevedere nel 9ºPQ maggiori livelli di sostegno per i giovani ricercatori, come strumenti di collegamento in rete paneuropei, e a rafforzare i regimi di finanziamento per i ricercatori agli inizi di carriera con meno di due anni di esperienza dalla fine del dottorato;

58.  osserva che le azioni Marie Skłodowska-Curie, finalizzate a sostenere la mobilità dei ricercatori e lo sviluppo dei giovani ricercatori, sono una forma di finanziamento ampiamente nota tra i ricercatori; rileva che, ai fini della continuità, sarebbe auspicabile il finanziamento delle azioni Marie Skłodowska-Curie anche nel 9ºPQ;

59.  invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare ulteriormente gli investimenti privati nel settore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione, che devono aggiungersi agli investimenti pubblici e non sostituirsi a essi; ricorda che due terzi del 3 % del PIL per R&S dovrebbero provenire dal settore privato(27); apprezza gli sforzi profusi finora dall'industria e, alla luce delle risorse, generalmente scarse, dedicate alla spesa pubblica in R&S, invita il settore privato a partecipare maggiormente alla spesa per la ricerca e lo sviluppo, nonché per l'accesso aperto e la scienza aperta; invita la Commissione a valutare il grado di partecipazione della grande industria (attraverso prestiti, sovvenzioni o a loro spese), a seconda dell'entità del valore aggiunto europeo del progetto e delle sue potenzialità di fungere da forza trainante per le PMI, tenendo conto al contempo delle specificità e delle esigenze di ciascun settore; invita la Commissione a monitorare i contributi in natura, per accertarsi che gli investimenti siano reali e nuovi;

60.  invita la Commissione a migliorare la trasparenza e la chiarezza delle norme per la cooperazione pubblico-privato nell'ambito dei progetti del 9ºPQ in seguito ai risultati e alle raccomandazioni definiti in sede di valutazione; chiede alla Commissione di verificare e valutare gli strumenti esistenti per i partenariati pubblico-privato;

61.  fa presente che la partecipazione dell'industria deve continuare ad essere promossa a prescindere dallo strumento per le PMI, poiché l'industria porta competenze in diversi ambiti e fornisce un importante contributo finanziario;

62.  lamenta i risultati contrastanti conseguiti rispetto all'obiettivo sulle pari opportunità in Orizzonte 2020, visto che l'unico obiettivo raggiunto riguarda la percentuale di donne nei gruppi di esperti, mentre il numero di donne nei gruppi di valutazione dei progetti e tra i coordinatori dei progetti, nonché la dimensione di genere nei contenuti della ricerca e dell'innovazione, restano al di sotto dei livelli obiettivo; sottolinea la necessità di migliorare la partecipazione e l'integrazione della dimensione di genere nel 9ºPQ e di raggiungere i livelli obiettivo fissati nel regolamento Orizzonte 2020 e invita la Commissione a effettuare uno studio per esaminare gli ostacoli o le difficoltà che possono condizionare la sottorappresentanza delle donne nel programma; incoraggia gli Stati membri, in base agli obiettivi del SER, a creare un ambiente giuridico e politico equilibrato sotto il profilo del genere e a fornire incentivi al cambiamento; accoglie con favore gli orientamenti della Commissione in materia di parità di genere nell'ambito di Orizzonte 2020(28); ricorda che, secondo questi orientamenti, l'equilibrio di genere è uno dei fattori di ordine di priorità delle proposte con lo stesso punteggio al di sopra della soglia di rilevanza;

63.  osserva che il prossimo programma quadro dovrà tener conto dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea e delle relative implicazioni; osserva inoltre che l'esistenza di quadri di lungo termine chiari e stabili ha un impatto positivo sul settore R&I e che il Regno Unito riveste una posizione di primo piano nel settore delle scienze; esprime l'auspicio che le reti e la collaborazione tra il Regno Unito e l'UE possano continuare nel settore della ricerca, e che, a determinate condizioni, possa essere trovata rapidamente una soluzione stabile e soddisfacente, in modo da garantire che l'UE non perda i risultati scientifici ottenuti nel quadro di Orizzonte 2020 e del 9ºPQ;

o
o   o

64.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 948.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 81.
(4) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 965.
(5) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 174.
(6) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 892.
(7) GU L 169 del 7.6.2014, pagg. 54-178.
(8) GU L 177 del 17.6.2014, pag. 9.
(9) GU L 192 dell'1.7.2014, pag. 1.
(10) GU L 169 del 7.6.2014, pagg. 1-53.
(11) http://ec.europa.eu/research/evaluations/pdf/hlg_issue_papers.pdf
(12) GU C 34 del 2.2.2017, pag. 24.
(13) Testi approvati, P8_TA(2017)0052.
(14) Testi approvati, P8_TA(2017)0075.
(15) Testi approvati, P8_TA(2016)0311.
(16) Testi approvati, P8_TA(2016)0320.
(17) Studio del febbraio 2017 della Direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare intitolato "Horizon 2020, the EU framework programme for research and innovation. European Implementation Assessment." (Orizzonte 2020, il Programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione. Valutazione di attuazione europea).
(18) Oltre 130 000 proposte ricevute, 9 000 sovvenzioni sottoscritte, 50 000 partecipazioni e 15,9 miliardi di euro di finanziamenti dell'UE.
(19) Due terzi del 3 % del PIL per l'R&S dovrebbero provenire dall'industria. Si veda Eurostat, spesa del settore privato per le attività di R&S: http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&init=1&language=en&pcode=tsc00031&plugin=1
(20) http://ec.europa.eu/invest-in-research/pdf/download_en/barcelona_european_council.pdf
(21) Complessivamente, le 7 ITC rappresentano oltre 7 miliardi di euro dei fondi di Orizzonte 2020, circa il 10 % di tutte le sue risorse di bilancio e oltre il 13 % dei fondi effettivamente disponibili per i bandi di Orizzonte 2020 (circa 8 miliardi di euro all'anno per 7 anni).
(22) Si vedano le conclusioni del Consiglio europeo del 29 maggio 2015.
(23) Studio del febbraio 2017 della Direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare intitolato "Horizon 2020, the EU framework programme for research and innovation. European Implementation Assessment." (Orizzonte 2020, il Programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione. Valutazione di attuazione europea).
(24) Le grandi infrastrutture di ricerca rientrano nell'ambito di applicazione e negli obiettivi del FESR, ma i fondi del FESR stanziati a livello nazionale non possono essere utilizzati per il cofinanziamento di tali infrastrutture; i costi di costruzione associati alle nuove infrastrutture di ricerca sono ammissibili nel quadro del FESR, ma i costi operativi e di personale non lo sono.
(25) Comunicazione della Commissione dal titolo "Le nuove imprese leader dell'Europa: l'iniziativa Start-up e scale-up" (COM(2016)0733).
(26) Relazione OpenAIRE: nel quadro del programma Orizzonte 2020, su un totale di 10 684 progetti, 2 017 (19 %) sono stati completati e 8 667 sono ancora in corso. OpenAIRE ha identificato 6 133 pubblicazioni collegate a 1 375 progetti di Orizzonte 2020.
(27) Si vedano le conclusioni del Consiglio europeo del 29 maggio 2015.
(28) Cfr. gli orientamenti in materia di parità di genere nell'ambito di Orizzonte 2020 http://eige.europa.eu/sites/default/files/h2020-hi-guide-gender_en.pdf

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