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Procedura : 2016/2314(INI)
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Ciclo del documento : A8-0062/2017

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A8-0062/2017

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PV 13/06/2017 - 16
CRE 13/06/2017 - 16

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PV 14/06/2017 - 8.8
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P8_TA(2017)0262

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Mercoledì 14 giugno 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Relazione 2016 sul Kosovo
P8_TA(2017)0262A8-0062/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 14 giugno 2017 sulla relazione 2016 della Commissione sul Kosovo (2016/2314(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo all'incontro di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003, concernenti la prospettiva di adesione dei paesi dei Balcani occidentali all'Unione europea,

–  visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra l'UE e il Kosovo, entrato in vigore il 1° aprile 2016,

–  vista la firma di un accordo quadro con il Kosovo sulla partecipazione ai programmi dell'Unione,

–  visti il primo accordo sui principi che disciplinano la normalizzazione delle relazioni, firmato il 19 aprile 2013 dai primi ministri Hashim Thaçi e Ivica Dačić, e il piano d'azione per la sua attuazione del 22 maggio 2013,

–  vista la decisione 2016/947/PESC del Consiglio, del 14 giugno 2016, che modifica l'azione comune 2008/124/PESC relativa alla missione dell'Unione europea sullo Stato di diritto in Kosovo (EULEX KOSOVO),

–  visti le relazioni del segretario generale delle Nazioni Unite sulle attività in corso della missione delle Nazioni Unite per l'amministrazione ad interim nel Kosovo (UNMIK) e i relativi sviluppi, compresa l'ultima relazione pubblicata il 26 ottobre 2016, e il dibattito tenuto il 16 novembre 2016 dal Consiglio di sicurezza sull'UNMIK,

–  vista la comunicazione della Commissione del 9 novembre 2016 sulla politica di allargamento dell'UE (COM(2016)0715),

–  vista la relazione 2016 della Commissione sul Kosovo del 9 novembre 2016 (SWD(2016)0363),

–  vista la valutazione della Commissione, del 18 aprile 2016, sul programma 2016-2018 di riforme economiche del Kosovo (SWD(2016)0134),

–  viste le conclusioni comuni del dialogo economico e finanziario tra l'UE, i Balcani occidentali e la Turchia del 26 maggio 2016 (9500/2016),

–  visto il programma europeo di riforme avviato l'11 novembre 2016 a Pristina,

–  viste le conclusioni della presidenza del 13 dicembre 2016 sull'allargamento e sul processo di stabilizzazione e di associazione,

–  viste le conclusioni delle riunioni del Consiglio Affari generali del 7 dicembre 2009, del 14 dicembre 2010 e del 5 dicembre 2011, nelle quali si sottolinea e si ribadisce rispettivamente che anche il Kosovo, fatta salva la posizione degli Stati membri relativa al suo status, dovrebbe beneficiare della prospettiva di una possibile liberalizzazione del regime dei visti una volta soddisfatte tutte le condizioni,

–  viste la proposta di regolamento della Commissione, del 1° giugno 2016, sulla liberalizzazione dei visti per i cittadini del Kosovo (COM(2016)0277) e la quarta relazione della Commissione, del 4 maggio 2016, sui progressi compiuti dal Kosovo nella realizzazione delle condizioni previste dalla tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti (COM(2016)0276),

–  visti la risoluzione 1244 (1999) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia (CIG) del 22 luglio 2010 sulla conformità al diritto internazionale della dichiarazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo e la risoluzione 64/298 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 9 settembre 2010, in cui si prende atto del contenuto del parere della CIG e si plaude alla disponibilità dell'UE a favorire il dialogo tra Serbia e Kosovo,

–  viste le dichiarazioni congiunte delle riunioni interparlamentari PE-Kosovo del 28-29 maggio 2008, 6-7 aprile 2009, 22-23 giugno 2010, 20 maggio 2011, 14-15 marzo 2012, 30-31 ottobre 2013 e 29-30 aprile 2015 e le dichiarazioni e le raccomandazioni adottate nella prima e nella seconda riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e associazione UE-Kosovo, rispettivamente del 16-17 maggio 2016 e 23-24 novembre 2016, nonché la prima riunione del Consiglio di stabilizzazione e di associazione tenutasi il 25 novembre 2016,

–  viste le sue precedenti risoluzioni,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A8-0062/2017),

A.  considerando che 114 dei 193 Stati membri delle Nazioni Unite, tra cui 23 dei 28 Stati membri dell'UE, riconoscono l'indipendenza del Kosovo;

B.  considerando che i (potenziali) paesi candidati saranno giudicati in base ai loro meriti e che la rapidità e la qualità delle necessarie riforme determineranno il calendario di adesione;

C.  considerando che l'UE ha più volte ribadito la sua disponibilità a coadiuvare lo sviluppo economico e politico del Kosovo attraverso una chiara prospettiva europea, in conformità della prospettiva europea della regione e che il Kosovo ha mostrato la sua aspirazione nel corso del suo cammino verso l'integrazione europea;

D.  considerando che l'UE ha posto lo Stato di diritto, i diritti fondamentali, il rafforzamento delle istituzioni democratiche, inclusa la riforma della pubblica amministrazione, le relazioni di buon vicinato, nonché lo sviluppo economico e la competitività al centro della sua politica di allargamento;

E.  considerando che oltre il 90% dei kosovari è a rischio di disoccupazione e oltre il 30% riceve tra 0 e 120 € al mese;

1.  accoglie con favore l'entrata in vigore il 1° aprile 2016 dell'accordo di stabilizzazione e di associazione UE-Kosovo (ASA) quale prima relazione contrattuale e passo essenziale verso il prosieguo delle procedure di adesione del Kosovo nell'UE; accoglie con favore l'avvio l'11 novembre 2016 del programma europeo di riforme e l'adozione della strategia nazionale per l'attuazione dell'ASA quale piattaforma per agevolare l'attuazione di tale accordo; invita il Kosovo a continuare a mostrare una chiara volontà politica e la determinazione ad attuare la tabella di marcia concordata e a cogliere le opportunità della dinamica positiva instaurata dall'ASA al fine di attuare e istituzionalizzare le riforme, stabilire una cooperazione con l'UE in numerosi settori, il che stimolerebbe altresì l'integrazione commerciale e gli investimenti del Kosovo, nonché intensificare le relazioni con i paesi vicini e contribuire alla stabilità nella regione; invita il governo del Kosovo a concentrarsi sull'attuazione delle riforme globali necessarie per ottemperare ai suoi obblighi previsti dall'ASA; accoglie con favore la seconda riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e associazione tenutasi il 23-24 novembre 2016 e la prima riunione del Consiglio di associazione e stabilizzazione UE-Kosovo tenutasi il 25 novembre 2016; osserva come sia essenziale per il futuro democratico del Kosovo, nonché per il futuro del suo processo di integrazione europea, che le elezioni politiche anticipate e le elezioni comunali che si terranno nella seconda parte del 2017 siano libere, eque e trasparenti;

2.  plaude allo svolgimento complessivamente pacifico e ordinato delle elezioni politiche anticipate dell'11 giugno 2017; deplora tuttavia il fatto che, in parte a causa del breve tempo disponibile, non si sia tenuto conto di alcune delle raccomandazioni dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE (ODIHR) del 2014; esprime la propria preoccupazione riguardo ai problemi riscontrati dagli osservatori dell'UE durante la campagna elettorale, soprattutto per quanto riguarda l'interferenza dissestante di alcuni partiti politici nell'indipendenza dei media, sia privati che pubblici, e le minacce e intimidazioni di membri e candidati della comunità serba del Kosovo concorrenti con la Srpska Lista; esorta i partiti a costituire un governo senza indugi per portare avanti il cammino del Kosovo verso l'UE, a impegnarsi a ratificare un accordo di demarcazione dei confini con il Montenegro e a continuare a creare una casistica in materia di condanne ad alto livello per corruzione e criminalità organizzata, al fine di aprire la strada per la circolazione esente da visti per i cittadini del Kosovo;

3.  esprime preoccupazione per la continua ed estrema polarizzazione dello scenario politico; invita tutte le parti a mostrare responsabilità e titolarità e a creare le condizioni per un dialogo proficuo e orientato alle soluzioni e ai risultati al fine di allentare la tensione per raggiungere un compromesso sostenibile che miri a favorire l'avanzamento del paese nel suo cammino europeo;

4.  esorta i leader della comunità serba del Kosovo ad appropriarsi pienamente delle loro funzioni e dei loro ruoli nelle istituzioni del paese, agendo in modo autonomo rispetto a Belgrado e in maniera costruttiva per il bene di tutta la popolazione del Kosovo, esortando al contempo il Kosovo a continuare a sostenere l'accesso dei serbi del Kosovo alle istituzioni del Kosovo; accoglie con favore a tale proposito l'integrazione del personale giudiziario serbo del Kosovo, della polizia e della protezione civile nel sistema del Kosovo; invita le autorità del Kosovo a continuare a costruire la fiducia reciproca tra le comunità promuovendo al contempo la loro integrazione economica;

5.  condanna con la massima fermezza la violenta interruzione delle attività parlamentari da parte di alcuni membri dell'opposizione intervenuta nella prima metà del 2016 e plaude al fatto che l'opposizione sia tornata a partecipare ai lavori dell'Assemblea sulla maggior parte delle questioni e che tutti i membri della delegazione parlamentare mista del Parlamento europeo e dell'Assemblea del Kosovo abbiano partecipato in maniera costruttiva durante il periodo finale della legislatura uscente; sottolinea l'importanza del dialogo politico, della partecipazione attiva e costruttiva di tutti partiti politici al processo decisionale e dello svolgimento fluido dell'attività parlamentare quali presupposti fondamentali per proseguire il processo di integrazione nell'UE;

6.  sottolinea che il cammino verso l'integrazione nell'UE richiede una visione strategica a lungo termine e un impegno costante nell'adozione e nell'attuazione delle necessarie riforme;

7.  prende atto del fatto che cinque Stati membri non hanno riconosciuto il Kosovo; sottolinea che questo riconoscimento contribuirebbe a facilitare la normalizzazione delle relazioni tra Kosovo e Serbia e a potenziare la credibilità dell'Unione europea nell'ambito della sua politica estera; prende atto con soddisfazione dell'approccio costruttivo di tutti gli Stati membri nel facilitare e rafforzare le relazioni tra l'UE e il Kosovo al fine di promuovere lo sviluppo socioeconomico, il consolidamento dello Stato di diritto e della democrazia per il bene della popolazione del Kosovo; incoraggia un approccio positivo per quanto riguarda la partecipazione del Kosovo alle organizzazioni internazionali;

8.  accoglie con favore la proposta della Commissione di concedere la liberalizzazione dei visti, che rappresenterebbe un passo ulteriore per il Kosovo nel suo cammino verso l'integrazione europea; prende atto con soddisfazione della diminuzione delle richieste di asilo da parte di cittadini del Kosovo sia nei paesi dell'UE che nei paesi associati Schengen e accoglie con favore l'introduzione del fondo e dei programmi di reinserimento per i cittadini rientrati in Kosovo; esprime preoccupazione per la fase di stallo dell'Assemblea uscente in merito alla ratifica dell'accordo di demarcazione con il Montenegro e sottolinea che la liberalizzazione dei visti potrà essere concessa solo dopo che il Kosovo avrà soddisfatto tutti i criteri, tra cui quello di creare una casistica in materia di condanne ad alto livello per corruzione e criminalità organizzata, il che è stato considerevolmente favorito dal meccanismo di monitoraggio informatico dei casi di profilo elevato, istituito dal Kosovo per i reati di alto livello, un meccanismo che dovrebbe essere esteso anche ad altri procedimenti penali; invita pertanto le autorità a intensificare gli sforzi per affrontare i problemi del riciclaggio del denaro, del traffico di droga, della tratta di esseri umani, del commercio di armi e del possesso illegale di armi;

9.  ritiene essenziale che la politica estera e di sicurezza del Kosovo sia in linea con la politica estera e di sicurezza comune dell'UE;

10.  plaude ai progressi compiuti nell'attuazione dei vari accordi firmati da agosto 2016 nel processo di normalizzazione con la Serbia, dopo mesi di progressi scarsi o assenti; evidenzia che la piena attuazione degli accordi raggiunti è fondamentale per l'ulteriore evoluzione positiva del dialogo tra Pristina e Belgrado; invita sia il Kosovo sia la Serbia a mostrare un maggiore impegno e una forte volontà politica per quanto riguarda la normalizzazione delle relazioni e ad astenersi da qualunque azione che possa compromettere i progressi finora raggiunti in questo processo; ricorda che questa è una delle condizioni per accedere all'UE; prende atto di alcuni progressi in merito ad altre questioni tecniche come catasto, diplomi universitari e targhe automobilistiche e nell'attuazione dell'accordo sul ponte di Mitrovica; esprime preoccupazione per gli sviluppi riguardo al ponte di Mitrovica, dei quali ha seguito l'evoluzione, e sostiene il recente accordo; accoglie con favore l'assegnazione al Kosovo di un codice telefonico internazionale indipendente; invita nuovamente il Servizio europeo per l'azione esterna a procedere a una valutazione periodica dei progressi compiuti dalle parti nell'adempimento dei rispettivi obblighi, riferendo in merito al Parlamento europeo; sottolinea che gli accordi raggiunti dovrebbero migliorare la vita quotidiana dei comuni cittadini; osserva che i benefici del dialogo non sono evidenti per i cittadini del Kosovo e della Serbia e sottolinea la necessità della massima trasparenza nel comunicare i risultati del dialogo, in particolare nel nord del Kosovo; sottolinea l'importanza di relazioni di buon vicinato con tutti i paesi dei Balcani occidentali;

11.  condanna fermamente l'invio di un treno nazionalista serbo da Belgrado al Kosovo settentrionale; esprime seria preoccupazione riguardo alle dichiarazioni guerrafondaie e alla retorica anti-UE; prende atto della decisione del tribunale di Colmar (Francia) di rifiutare l'estradizione in Serbia del sig. Ramush Haradinaj, che era stato assolto nel 2008 e nel 2012 dall'ICTY, poi arrestato in Francia il 4 gennaio 2017 in seguito a un mandato d'arresto internazionale emesso dalla Serbia in base alla legge serba sull'organizzazione e le competenze delle autorità statali nei procedimenti contro i crimini di guerra, e di rilasciarlo; si rammarica del fatto che di questa legge si sia finora abusato per perseguire i cittadini di paesi che appartenevano all'ex Jugoslavia, come dimostrato da questo recente caso; esorta ambe le parti ad astenersi dal prendere iniziative provocatorie e dalla retorica non costruttiva, che possono ostacolare il processo di normalizzazione; invita l'UE, il Kosovo e la Serbia a discutere queste problematiche in modo costruttivo, nel quadro dei negoziati per l'accesso all'UE;

12.  osserva che l'Associazione dei comuni serbi non è stata ancora istituita, che il suo statuto non è ancora stato elaborato e che l'istituzione di tale associazione è di responsabilità del governo del Kosovo; esorta il Kosovo a istituire l'associazione senza ulteriori indugi, conformemente all'accordo raggiunto nell'ambito del dialogo facilitato dall'UE e alla sentenza della Corte costituzionale del Kosovo; esorta, a questo proposito, le autorità del Kosovo a nominare un gruppo di lavoro di alto livello con un mandato chiaro e limitato nel tempo per proporre uno statuto destinato ai contributi del pubblico e alla revisione parlamentare; esprime preoccupazione per la continua presenza di strutture parallele serbe, anche attraverso un continuo sostegno finanziario, e ne chiede lo smantellamento; incoraggia tutte le parti interessate a trovare una soluzione a lungo termine accettabile e consensuale in merito allo status del complesso minerario di Trepca;

13.  invita le forze politiche a garantire che siano rispettate le libertà civili e la sicurezza della comunità serba e dei suoi luoghi di culto;

14.  accoglie con favore l'istituzione delle sezioni specializzate per il Kosovo e della procura specializzata all'Aia quali fasi essenziali per assicurare la giustizia e la riconciliazione; sottolinea che la protezione dei testimoni è una questione fondamentale per il successo della Corte speciale e invita quindi le autorità a consentire ai cittadini di beneficiare di questo sistema, senza il timore di ritorsioni; invita l'UE e gli Stati membri a continuare a sostenere la Corte, anche attraverso un finanziamento adeguato; accoglie favorevolmente la volontà dei Paesi Bassi di ospitare la Corte;

15.  chiede al Kosovo di affrontare la questione delle persone scomparse, nonché la garanzia effettiva dei diritti di proprietà, impedendo l'usurpazione di proprietà e garantendo il ritorno e il reinserimento degli sfollati; esorta il Kosovo a garantire un effettivo risarcimento alle vittime di stupri di guerra, come affermato nel piano d'azione nazionale; nota con preoccupazione gli scarsi progressi nelle indagini e nei procedimenti giudiziari sui crimini di guerra, compresi i casi di violenza sessuale nel corso della guerra del Kosovo del 1998-1999 ed esorta il Kosovo a intensificare gli sforzi in questo senso;

16.  deplora il fatto che la società civile non sia consultata periodicamente nel corso del processo decisionale; sollecita la necessità di attribuire ulteriore potere alla società civile e invita a mostrare la volontà politica di impegnarsi con la società civile attuando norme minime per la consultazione pubblica;

17.  invita le forze politiche a garantire, rispettare, sostenere e intensificare gli sforzi per migliorare lo Stato di diritto, compresa l'indipendenza del potere giudiziario in tale ambito, operando una chiara distinzione tra la legittima aspirazione della popolazione del Kosovo alla libertà e alla giustizia e le azioni di individui sospettati di crimini di guerra, che devono essere perseguiti dalle autorità giudiziarie competenti;

18.  rileva che il mediatore ha iniziato ad attuare la legge del 2015 relativa al mediatore, stilando un maggior numero di relazioni e migliorandole, e sollecita l'adozione del diritto derivato pertinente; invita l'Assemblea e il governo del Kosovo a garantire l'indipendenza finanziaria, funzionale e organizzativa del mediatore, in linea con le norme internazionali in materia di istituzioni nazionali per i diritti umani; sollecita il governo a dare un seguito alle relazioni e raccomandazioni dell'Ufficio del revisore generale e del mediatore;

19.  sottolinea la necessità di un funzionamento corretto dell'istituzione del mediatore e di garantire che esso riceva tutte le risorse necessarie per svolgere le sue attività;

20.  rileva che, sebbene siano stati compiuti alcuni progressi nell'adozione di una legislazione che assicuri il buon funzionamento del sistema giudiziario, l'amministrazione della giustizia rimane lenta e inefficiente ed è ostacolata dalle lacune residue della legislazione penale, dalle convenienze politiche ed economiche, dall'interferenza dei politici, dallo scarso livello di responsabilità e dalle risorse finanziarie e umane limitate, anche nella Procura speciale; incoraggia il Kosovo ad affrontare tali questioni in via prioritaria al fine di garantire la certezza giuridica per quanto riguarda i diritti di proprietà degli investitori stranieri; prende atto degli sforzi compiuti dalla polizia e dalla procura di Stato per affrontare la criminalità organizzata; prende atto degli sforzi compiuti dalle autorità competenti per indagare sulla morte in prigione di Astrit Dehari ed esorta le autorità competenti a portare a termine tale indagine;

21.  accoglie con favore la firma dell'accordo quadro per la partecipazione del Kosovo ai programmi dell'UE e incoraggia la più rapida possibile entrata in vigore e adeguata attuazione dell'accordo, dopo l'approvazione del Parlamento europeo;

22.  esprime serie preoccupazioni per la mancanza di progressi per quanto riguarda la protezione della libertà di espressione e della libertà dei media nonché per l'aumento di interferenze politiche e la pressione e l'intimidazione sui media; esprime grande preoccupazione per il crescente numero di minacce e attacchi diretti ai giornalisti e per la diffusa autocensura; esorta le autorità del Kosovo a riconoscere e a proteggere pienamente la libertà di espressione conformemente alle norme dell'UE, a porre fine alle impunità per gli attacchi contro i giornalisti e consegnare i responsabili alla giustizia; esorta il governo a garantire l'indipendenza e la sostenibilità dell'emittente di servizio pubblico RTK e a introdurre un meccanismo adeguato di finanziamento; chiede l'adozione di leggi efficaci sul copyright e per assicurare la trasparenza della proprietà dei mezzi di informazione;

23.  invita il governo del Kosovo a garantire che i casi di aggressione fisica e di altre forme di pressione contro i giornalisti siano oggetto di indagini in modo tempestivo e che le sentenze della magistratura relative a tali casi siano accelerate e rafforzate, nonché a continuare a condannare inequivocabilmente tutte le aggressioni nei confronti dei giornalisti e dei mezzi di informazione, assicurando la trasparenza della proprietà dei mezzi di comunicazione al fine di lottare contro i crescenti rischi di pressioni indebite su redattori e giornalisti;

24.  accoglie con favore l'accordo firmato dal Kosovo e dalla Serbia il 30 novembre 2016 sulle tappe finali dell'attuazione dell'accordo giudiziale raggiunto nell'ambito del dialogo del 9 febbraio 2015, il quale consentirà alle istituzioni giudiziarie del paese di divenire operative sull'intero territorio del Kosovo;

25.  sottolinea che la corruzione sistemica è contraria ai valori fondamentali dell'UE della trasparenza e dell'indipendenza della magistratura; ribadisce la sua preoccupazione in merito ai progressi estremamente lenti nella lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata e chiede un rinnovato impegno e una chiara volontà politica per risolvere questi problemi, che ostacolano futuri significativi progressi sul piano economico; deplora che la corruzione e la criminalità organizzata non vengano punite in alcune zone del Kosovo, segnatamente al nord; esprime preoccupazione per il fatto che la casistica in materia di inchieste, procedimenti penali e condanne definitive sia tuttora scarsa, mentre la confisca e il sequestro dei beni dei criminali sono utilizzati raramente nonostante rappresentino uno strumento essenziale nella lotta contro la corruzione; raccomanda quindi il tempestivo congelamento dei beni e un aumento del numero di confische definitive; incoraggia l'Agenzia anticorruzione del Kosovo ad assumere un approccio più proattivo durante la fase di indagine; esprime preoccupazione per il fatto che il finanziamento dei partiti politici e delle campagne politiche non sia adeguatamente soggetto a supervisione normativa; ritiene che la legge sul conflitto di interessi debba essere allineata con gli standard europei e che debba essere messa in atto la rimozione dei funzionari pubblici accusati o condannati per reati gravi o legati alla corruzione; esprime preoccupazione per la mancanza di un efficace coordinamento tra le istituzioni responsabili di accertare, indagare e perseguire i casi di corruzione; esprime seria preoccupazione per il coinvolgimento di gruppi criminali armati nelle attività criminali transfrontaliere e chiede la cooperazione diretta ed efficace tra il Kosovo e la Serbia, nonché tra tutti i paesi della regione, per lottare contro la criminalità organizzata; sottolinea che l'appartenenza del Kosovo a Interpol e la cooperazione con Europol agevolerebbero questi sforzi;

26.  esprime preoccupazione per il fatto che il Kosovo continua a essere un paese di deposito e transito per le droghe pesanti; rileva con preoccupazione la mancanza di luoghi sicuri dove conservare le droghe sequestrate prima della loro distruzione; esprime serie preoccupazioni riguardo al basso tasso di condanne nei casi contro la tratta di esseri umani, nonostante il Kosovo sia un paese di provenienza, transito e destinazione per donne e minori vittime di tratta; rileva con preoccupazione l'esistenza di gruppi armati e il loro coinvolgimento in attività criminali organizzate, come il contrabbando di armi, e l'apparente impunità con la quale riescono ad operare attraverso le frontiere;

27.  chiede al Kosovo di rafforzare i propri sforzi per porre fine alla violenza di genere e garantire alle donne il pieno godimento dei loro diritti; chiede alle istituzioni del Kosovo di stanziare risorse adeguate per l'attuazione della strategia nazionale sulla violenza domestica, che comprende meccanismi internazionali come la Convenzione di Istanbul; accoglie con favore il sostegno politico ad alto livello per la tutela dei diritti delle persone LGBTI nonché l'organizzazione della seconda Pride parade, ma ribadisce che la paura continua a essere un sentimento diffuso nella comunità LGBTI;

28.  chiede alle autorità del Kosovo di affrontare in via prioritaria la questione dell'integrazione di genere e di assicurare che gli organismi governativi e le autorità diano il buon esempio; esprime preoccupazione per le sfide strutturali che ostacolano l'attuazione della legge sulla parità di genere e resta preoccupato per la scarsa rappresentanza delle donne nelle posizioni decisionali; esorta il Kosovo a incoraggiare continuamente le donne a cercare posizioni di alto livello; esprime preoccupazione per la ridotta percentuale di donne titolari di proprietà; esorta le autorità ad assicurare attivamente il rispetto dei diritti alla proprietà per le donne, incluso nel campo del diritto ereditario; accoglie con favore l'adozione della strategia nazionale sulla prevenzione della violenza domestica e ne chiede la piena applicazione al fine di compiere progressi nella lotta contro la violenza domestica e di genere; ricorda che esiste un collegamento tra la violenza sessuale durante le guerre e i conflitti e, se il problema non viene affrontato adeguatamente, la sua normalizzazione e quindi l'alta presenza di violenza di genere nei paesi nelle fasi post conflitto; sollecita le autorità a favorire pubblicamente e ad istituire meccanismi di protezione e misure di accoglienza per le donne che rompono il silenzio e denunciano la violenza domestica; incoraggia il lavoro delle ONG in questo ambito;

29.  plaude alla creazione del gruppo di coordinamento interministeriale per i diritti umani nel 2016; nel contempo, osserva che sono necessari ulteriori sforzi per tutelare i diritti di tutte le minoranze in Kosovo, fra cui le comunità rom, ashkali ed egiziana, mediante la piena attuazione della legislazione in materia; invita le autorità nazionali e locali competenti a introdurre, in via prioritaria, tutti i provvedimenti legislativi e pratici necessari al fine di limitare la discriminazione e affermare i diritti delle diverse minoranze etniche, compresi i diritti culturali, linguistici e di proprietà, al fine di contribuire allo sviluppo di una società multietnica; chiede al Kosovo di garantire che i rifugiati che ritornano, molti dei quali sono rom, siano pienamente integrati e vedano ripristinati i propri diritti di cittadinanza, ponendo così fine all'apolidismo; esorta il Kosovo ad adottare una nuova strategia e un nuovo piano d'azione per l'integrazione delle comunità rom, ashkali ed egiziana;

30.  plaude ai maggiori sforzi compiuti per contrastare, prevenire e combattere l'estremismo violento e la radicalizzazione e riconosce l'importante lavoro svolto dal Kosovo in questo campo; rileva che molti combattenti stranieri sono tornati in Kosovo e chiede alle autorità di garantire che essi siano monitorati e perseguiti e che si lanci un approccio di ampio respiro con efficaci politiche di prevenzione, deradicalizzazione e, ove opportuno, reintegrazione; chiede di intensificare l'azione di identificazione, prevenzione e interruzione del flusso di combattenti stranieri e di denaro non rintracciabile destinato alla radicalizzazione; sottolinea la necessità di efficaci programmi comunitari per affrontare le rimostranze che alimentano l'estremismo e la radicalizzazione violenta, e di instaurare rapporti che promuovano la tolleranza e il dialogo;

31.  accoglie con favore il miglioramento della situazione economica e l'aumento delle entrate fiscali grazie alle quali il governo dispone di maggiori risorse per l'attuazione delle sue politiche; esprime, tuttavia, preoccupazione in merito alla sostenibilità del bilancio del Kosovo, in particolare per quanto riguarda l'ammontare delle prestazioni erogate ai veterani di guerra e chiede, a questo proposito, la riforma della relativa legge, come convenuto con il Fondo monetario internazionale; ribadisce che le riforme strutturali socioeconomiche sono cruciali al fine di sostenere la crescita nel lungo periodo; sottolinea la necessità urgente di sostenere l'industria locale, rivolgendo nel contempo l'attenzione alla competitività dei prodotti di fabbricazione locale affinché possano soddisfare le norme d'importazione dell'UE; esprime preoccupazione per la dipendenza dalle rimesse degli emigrati; esprime preoccupazione per le decisioni di finanziamento ad hoc prese, che minano la stabilità necessaria alle imprese; ribadisce la necessità di accelerare la registrazione delle nuove imprese, che attualmente sono ostacolate da un'amministrazione irresponsabile, un'infrastruttura sottosviluppata, la debolezza dello Stato di diritto e la corruzione; esorta il Kosovo a dare seguito alle raccomandazioni della valutazione dello "Small Business Act" dell'UE e a introdurre le valutazioni dell'impatto normativo per ridurre gli oneri amministrativi sulle PMI; esorta la Commissione a rafforzare l'assistenza alle PMI; invita il Kosovo a dare piena attuazione alle raccomandazioni del programma 2016-2018 di riforme economiche e al programma europeo di riforme lanciato l'11 novembre 2016;

32.  prende atto con preoccupazione dell'elevato tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, ed esprime preoccupazione per quanto riguarda la discriminazione nei confronti delle donne sul mercato del lavoro, in particolare all'atto delle assunzioni; esorta il Kosovo a rafforzare i propri sforzi volti a migliorare il tasso di occupazione e le condizioni del mercato del lavoro; evidenzia la necessità di concentrare l'attenzione sul miglioramento qualitativo dell'istruzione, anche migliorando la formazione degli insegnanti, promuovendo la transizione dalla scuola al mondo del lavoro e allineando le competenze didattiche con le esigenze del mercato del lavoro, il che è un passo essenziale per affrontare il problema dell'alto tasso di disoccupazione giovanile; chiede sforzi ulteriori per accrescere il livello di istruzione di tutte le fasce della società in Kosovo; sottolinea la necessità di migliorare i meccanismi volti ad assicurare l'attuazione normativa, quali in particolare gli ispettorati e i tribunali del lavoro, e di rafforzare il dialogo tra le istituzioni pubbliche e le parti sociali tramite il Consiglio economico e sociale del Kosovo; accoglie con favore la conclusione del vertice di Parigi del 2016 e la creazione del primo Ufficio regionale per la cooperazione a favore dei giovani;

33.  deplora la lentezza degli sforzi compiuti dal Kosovo per creare una capacità amministrativa efficiente e adeguata, che impedisce al paese di attuare pienamente le leggi adottate e utilizzare in modo efficace i fondi dell'UE; deplora la corruzione endemica, le interferenze politiche e la politicizzazione del personale dell'amministrazione pubblica a tutti i livelli, nonché le nomine in varie istituzioni ed enti indipendenti sulla base dell'appartenenza politica e non in misura sufficiente sulla base di criteri professionali; chiede sforzi ulteriori per garantire che le assunzioni siano basate sul merito, che è un fattore necessario per garantire l'efficacia, l'efficienza e l'indipendenza professionale della pubblica amministrazione; chiede che siano svolte indagini sulla recente accusa di interferenza politica nelle assunzioni e nei processi decisionali all'interno degli organismi pubblici;

34.  rileva che i capitolati d'oneri per le domande riguardanti contratto di ogni tipo nell'ambito dei finanziamenti IPA sono talmente impegnativi che le imprese kosovare o regionali spesso non sono nemmeno in grado di presentare domanda e chiede pertanto che si rivolga maggiore attenzione all'orientamento e all'addestramento dei soggetti interessati; esorta le autorità a indirizzare la restante assistenza, non ancora programmata, verso progetti con un maggiore impatto diretto sull'economia del Kosovo;

35.  accoglie con favore la proroga del mandato di EULEX Kosovo ed esorta il Kosovo a continuare a cooperare attivamente all'attuazione completa e senza impedimenti da parte di EULEX del suo mandato; chiede un continuo impegno da parte dell'UE per rafforzare ulteriormente i sistemi indipendenti di giustizia, polizia e dogana oltre il 2018 in vista del raggiungimento della piena titolarità di queste funzioni da parte del Kosovo; chiede una transizione efficace e lineare delle cause giudiziarie trattate dai procuratori EULEX ai procuratori nazionali con adeguate garanzie per assicurare che le vittime delle violazioni subite in passato abbiano accesso alla verità, alla giustizia e al risarcimento;

36.  prende atto della conclusione dell'inchiesta penale sulla presunta corruzione in seno alla missione EULEX; esprime soddisfazione per il fatto che i funzionari dell'UE interessati siano stati assolti da ogni accusa di irregolarità; chiede a EULEX di garantire maggiore efficacia, piena trasparenza e maggiore responsabilità in merito alla missione per la durata del suo mandato e di attuare pienamente tutte le raccomandazioni formulate dall'esperto indipendente, Jean-Paul Jacqué, nella sua relazione del 2014;

37.  rileva che fino a oggi il Kosovo non è diventato un'importante via di transito per i rifugiati e i migranti che percorrono la "rotta dei Balcani occidentali"; esorta le autorità kosovare a garantire che le persone in transito siano trattate ai sensi delle leggi europee e internazionali, tra cui la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la convenzione del 1951 sullo status dei rifugiati; ribadisce che, nei momenti di crisi e di necessità, i finanziamenti, tra cui quelli previsti dall'IPA II, devono essere disponibili e pronti all'attivazione e all'attuazione rapida ed efficace;

38.  accoglie con favore il fatto che numerosi siti religiosi e culturali serbi, che purtroppo sono stati distrutti nel 2004, come la cattedrale ortodossa, sono stati ristrutturati con il denaro dei contribuenti del Kosovo; prende atto dell'impegno del Kosovo di proteggere i siti appartenenti al patrimonio culturale e chiede alle autorità di attuare tutte le convenzioni delle Nazioni Unite in materia di patrimonio culturale a tutti i livelli, indipendentemente dallo status del Kosovo nei confronti dell'UNESCO, adottando una strategia e una legislazione nazionale appropriate, e di garantire un'adeguata protezione e gestione dei siti del patrimonio culturale in tutto il Kosovo; accoglie con favore, a tale proposito, il programma finanziato dall'UE inteso a proteggere e ricostruire piccoli siti del patrimonio culturale al fine di favorire il dialogo interculturale e interreligioso in tutti i comuni multietnici; ribadisce il fatto che il disegno di legge sulla libertà di religione deve essere adottato e deve includere le raccomandazioni in materia formulate dalla Commissione di Venezia;

39.  accoglie molto favorevolmente la decisione del Consiglio d'Europa di concedere al Kosovo, a partire da gennaio 2017, lo status di osservatore nelle sessioni dell'Assemblea parlamentare inerenti al Kosovo; sostiene gli sforzi compiuti dal Kosovo per l'integrazione nella comunità internazionale; chiede, a questo proposito, la partecipazione del Kosovo in tutte le organizzazioni regionali e internazionali pertinenti ed esorta la Serbia a porre fine alla sua interferenza in questo processo;

40.  esorta le autorità del Kosovo ad adottare una strategia in materia di energia e un quadro legislativo a lungo termine credibili, basati sull'efficienza energetica, sulla diversificazione delle fonti energetiche e sullo sviluppo delle energie rinnovabili; sottolinea la necessità di continuare a lavorare per realizzare reti elettriche affidabili e rendere più sostenibile il settore energetico, in termini sia di sicurezza, sia di norme ambientali; invita le autorità a firmare il memorandum d'intesa Balcani occidentali 6 sullo sviluppo del mercato regionale dell'elettricità e sull'elaborazione di un quadro di riferimento per la futura collaborazione con altri paesi; sottolinea il fatto che nel 2017 il Kosovo deterrà la presidenza del trattato della Comunità dell'energia e ricorda alle autorità gli obblighi legali del Kosovo derivanti da tale trattato, che prevedono che il 25 % di elettricità sia ottenuto da fonti rinnovabili entro il 2020; chiede al governo di rispettare l'accordo sullo smantellamento della centrale Kosovo A e il rifacimento della centrale Kosovo B e di utilizzare i 60 milioni di EUR stanziati a tal fine dall'UE a titolo dei fondi IPA; chiede l'elaborazione di una strategia idroelettrica per tutta la regione dei Balcani occidentali;

41.  esprime preoccupazione per l'allarmante livello di inquinamento dell'aria in Kosovo, specialmente nell'area urbana di Pristina, e invita le autorità statali e locali a prendere con urgenza provvedimenti adeguati per affrontare questa emergenza; sottolinea la necessità di assicurare l'adeguata applicazione della strategia nazionale sulla qualità dell'aria; esprime preoccupazione per il fatto che il problema della gestione dei rifiuti rimane uno dei problemi più visibili in Kosovo, poiché l'attuale legislazione non risponde alle sfide in questo ambito;

42.  accoglie con favore l'avvio di un nuovo progetto di collegamento ferroviario nel corridoio Oriente-Mediterraneo orientale, con nuove rotaie e nuove stazioni in Kosovo, che rappresenta l'unico collegamento del Kosovo con la regione circostante; invita il governo del Kosovo ad accordare il suo pieno sostegno alla realizzazione di questo progetto;

43.  accoglie con favore gli sforzi compiuti dalla Commissione europea volti a sbloccare la rete di interconnessione elettrica tra Albania e Kosovo, bloccata mesi fa dalla Serbia, e chiede una cooperazione costruttiva tra le autorità di gestione dell'elettricità di Serbia e Kosovo; ricorda alla Serbia che il termine ultimo stabilito dalla Comunità dell'energia per la rimozione del blocco era il 31 dicembre 2016;

44.  invita la Commissione europea a continuare il lavoro sulle questioni legate alla migrazione con tutti i paesi dei Balcani occidentali, onde garantire il rispetto delle norme e degli standard europei e internazionali; accoglie con favore il lavoro svolto finora a tale riguardo;

45.  esorta la Commissione a compiere ulteriori sforzi a sostegno di un genuino processo di riconciliazione nella regione, in particolare sostenendo progetti culturali che trattino del passato recente e promuovano una comprensione comune e condivisa della storia e una cultura civile e politica della tolleranza, dell'inclusione e della riconciliazione;

46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Servizio europeo per l'azione esterna nonché al governo e all'Assemblea nazionale del Kosovo.

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