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Procedura : 2017/2722(RSP)
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Testi presentati :

RC-B8-0414/2017

Discussioni :

PV 15/06/2017 - 4.1
CRE 15/06/2017 - 4.1

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PV 15/06/2017 - 7.2
CRE 15/06/2017 - 7.2

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P8_TA(2017)0267

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Giovedì 15 giugno 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Il caso di Afgan Mukhtarli e la situazione dei media in Azerbaigian
P8_TA(2017)0267RC-B8-0414/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 giugno 2017 sul caso del giornalista azero Afgan Mukhtarli (2017/2722(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sull'Azerbaigian, in particolare quelle concernenti la situazione dei diritti umani e lo Stato di diritto,

–  vista la relazione consolidata tra l'Unione europea e l'Azerbaigian, avviata nel 1999 con l'accordo di partenariato e di cooperazione, la creazione del partenariato orientale e la partecipazione dell'Azerbaigian all'Assemblea parlamentare Euronest,

–  vista la decisione adottata il 30 settembre 2016 dal Milli Majlis, il parlamento della Repubblica dell'Azerbaigian, recante abrogazione della precedente decisione del 14 settembre 2015 di porre fine all'adesione e alla partecipazione all'Assemblea parlamentare Euronest, con la conseguente decisione di continuare ad aderire e partecipare a detta assemblea,

–  visti il mandato conferito il 14 novembre 2016 alla Commissione europea e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), che prevede la negoziazione, a nome dell'UE e dei suoi Stati membri, di un accordo globale con la Repubblica dell'Azerbaigian, e l'avvio dei negoziati relativi a detto accordo in data 7 febbraio 2017,

–  vista la visita a Bruxelles del Presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev in data 6 febbraio 2017,

–  vista la recente visita in Azerbaigian della delegazione della commissione per gli affari esteri in data 22 maggio 2017,

–  vista la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate,

–  vista la relazione di Freedom House, dal titolo "Freedom in the World 2017" (Libertà nel mondo 2017), in base alla quale la stampa azera sarebbe "non libera" e Internet "parzialmente libero",

–  vista la dichiarazione rilasciata il 7 marzo 2017 dal VP/AR sulla condanna pronunciata in Azerbaigian nei confronti di Mehman Huseynov,

–  visto l'accordo di associazione/zona di libero scambio globale e approfondita tra l'UE e la Georgia, entrato in vigore il 1° luglio 2016,

–  viste le precedenti dichiarazioni di Nils Muiznieks, commissario del Consiglio d'Europa responsabile per i diritti umani, sulla persecuzione di giornalisti, attivisti della società civile/per i diritti umani e membri dell'opposizione in Azerbaigian,

–  vista la dichiarazione rilasciata l'8 giugno 2017 da Michael Georg Link, direttore dell'OSCE/ODIHR, sul presunto sequestro e i dedotti maltrattamenti subiti da Afgan Mukhtarli, giornalista e difensore dei diritti umani azero, mentre si trova in stato di detenzione,

–  vista la dichiarazione del portavoce del VP/AR sulla "detenzione illegale di cittadini azeri residenti in Georgia",

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che Afgan Mukhtarli, giornalista investigativo azero in esilio, trasferitosi a Tbilisi nel 2015, è scomparso dalla capitale georgiana il 29 maggio 2017 per poi essere ritrovato qualche ora più tardi a Baku;

B.  considerando che, secondo il suo avvocato, Afgan Mukhtarli è stato fermato, spinto in un'automobile, percosso e condotto alla frontiera azera, dove gli sarebbe stata consegnata a sua insaputa una somma pari a 10 000 EUR, da uomini non identificati, che presumibilmente indossavano la divisa della polizia criminale georgiana;

C.  considerando che Afgan Mukhtarli è ora indagato per attraversamento irregolare della frontiera, traffico illecito e violenza contro le autorità di polizia; che tali accuse potrebbero comportare una pena detentiva di diversi anni e che il 31 maggio 2017 un tribunale lo ha condannato a tre mesi di detenzione preventiva;

D.  considerando che Afgan Mukhtarli ha lavorato per diversi organi di stampa indipendenti, tra cui Radio Free Europe/Radio Liberty, e che è noto per i suoi contributi giornalistici critici nei confronti delle autorità azere; che è andato in esilio in Georgia per evitare di subire ritorsioni da parte delle autorità dell'Azerbaigian a causa del suo lavoro;

E.  considerando che la Georgia è uno Stato parte della Convenzione europea dei diritti umani e, pertanto, ha la responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini azeri residenti nel suo territorio e di evitare qualsiasi rimpatrio forzato nel loro paese di origine; che tuttavia i cittadini azeri si vedono rifiutare sempre più frequentemente le richieste di proroga del permesso di soggiorno in Georgia;

F.  considerando che il Presidente della Georgia Giorgi Margvelashvili ha dichiarato che il sequestro di Afgan Mukhtarli costituisce "una grave minaccia alla statualità e alla sovranità [della Georgia]";

G.  considerando che il ministro georgiano dell'Interno ha avviato un'indagine per detenzione illecita, a norma dell'articolo 143 del codice penale, sul caso di Afgan Mukhtarli e ha preso contatto con le sue controparti azere per discutere della questione;

H.  considerando che negli ultimi anni la situazione generale dei diritti umani in Azerbaigian desta profonda preoccupazione, alla luce di continue intimidazioni e repressioni, persecuzioni, presunti casi di tortura, divieti di viaggio e restrizioni alla libera circolazione dei leader delle ONG, dei difensori dei diritti umani, dei membri dell'opposizione, dei giornalisti e di altri rappresentanti della società civile;

I.  considerando che il 17 maggio 2017 la Corte di appello di Baku ha disposto il rientro in Azerbaigian di Leyla e Arif Yunus, che hanno ricevuto asilo politico nei Paesi Bassi, in ragione di nuove udienze giudiziarie;

J.  considerando che il 12 maggio 2017, su richiesta del ministro dei Trasporti, delle comunicazioni e dell'alta tecnologia, la corte distrettuale di Sabail ha confermato la decisione di oscurare cinque organi di stampa online, tra cui il servizio azero di Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL), Azadliq.info, Meydan TV e i canali televisivi satellitari Turan TV e Azerbaijani Saadi;

K.  considerando che la ripresa delle relazioni tra il Milli Majlis della Repubblica dell'Azerbaigian e il Parlamento europeo e la rinnovata adesione e partecipazione del paese all'Assemblea parlamentare Euronest e alle sue attività si sono dimostrate di grande utilità;

L.  considerando che il 7 febbraio 2017 l'UE e l'Azerbaigian hanno avviato i negoziati per un nuovo accordo che si fonderà sui principi approvati nella revisione 2015 della politica europea di vicinato, gettando nuove basi per il rafforzamento del dialogo politico e della cooperazione tra l'Unione europea e l'Azerbaigian;

1.  condanna fermamente il sequestro di Afgan Mukhtarli a Tbilisi e la sua successiva detenzione arbitraria a Baku; ritiene che si tratti di una grave violazione dei diritti umani e condanna questo grave atto illegale;

2.  esorta le autorità georgiane a garantire un'indagine tempestiva, approfondita, trasparente ed efficace sulla sparizione forzata di Afgan Mukhtarli in Georgia e sul suo trasferimento illegale in Azerbaigian, nonché ad assicurare i responsabili alla giustizia;

3.  ritiene estremamente importante che le autorità georgiane compiano ogni sforzo possibile per chiarire oltre ogni dubbio qualsiasi sospetto concernente il coinvolgimento di agenti dello Stato georgiano nella sparizione forzata;

4.  rammenta che le autorità georgiane hanno la responsabilità di fornire protezione a tutti i cittadini di paesi terzi residenti o richiedenti asilo politico in Georgia che nel proprio paese di origine rischiano gravi conseguenze giudiziarie a motivo della propria attività politica o per i diritti umani; richiama l'attenzione, a tal proposito, sull'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, di cui la Georgia è parte;

5.  condanna fermamente il procedimento giudiziario basato su false accuse a carico di Afgan Mukhtarli e ribadisce che tale persecuzione si basa sulla sua attività di giornalista indipendente;

6.  chiede alle autorità azere di ritirare immediatamente e incondizionatamente tutte le accuse contro Afgan Mukhtarli e di rilasciarlo, nonché di rilasciare tutti coloro che sono detenuti in conseguenza dell'esercizio dei propri diritti fondamentali, compresa la libertà di espressione; chiede alle autorità georgiane, per quanto concerne il caso di Afgan Mukhtarli, di intraprendere tutte le azioni necessarie presso le autorità azere affinché egli possa riunirsi alla propria famiglia;

7.  esprime forte preoccupazione per il fatto che quello di Afgan Mukhtarli è un altro caso in cui gli oppositori in esilio, nonché i loro parenti rimasti in patria, sono presi di mira e perseguitati dalle autorità azere; ricorda i precedenti casi in cui sono stati richiesti mandati di arresto internazionale nei confronti di cittadini azeri in esilio, critici nei confronti delle autorità;

8.  chiede lo svolgimento di un'indagine immediata, completa, trasparente, credibile e imparziale sulla morte del blogger e attivista azero Mehman Galandarov, deceduto il 28 aprile 2017 mentre era detenuto dalle autorità azere;

9.  chiede il rilascio immediato e incondizionato dal carcere di tutti i prigionieri politici, compresi giornalisti, attivisti per i diritti umani e altri attivisti della società civile, tra cui Afgan Mukhtarli, Ilkin Rustamzadeh, Rashad Ramazanov, Seymur Hazi, Giyas Ibrahimov,  Mehman Huseynov, Bayram Mammadov, Ilgar Mammadov, Araz Guliyev, Tofig Hasanli, Ilgiz Qahramanov, Afgan Sadygov, anche, ma non soltanto, nei casi interessati da sentenze pertinenti della Corte europea dei diritti dell'uomo, e chiede il ritiro di tutte le accuse nei loro confronti e il pieno ripristino dei loro diritti politici e civili, anche per quanto concerne i prigionieri politici precedentemente detenuti e poi rilasciati, tra cui Intigam Aliyev e Khadija Ismayilova;

10.  chiede alle autorità azere di interrompere l'attuale persecuzione di Leyla e Arif Yunus e richiama l'attenzione di Interpol su questo caso in quanto politicamente motivato;

11.  ribadisce il proprio urgente appello alle autorità azere affinché pongano fine alle pratiche di perseguimento penale e arresto selettivi nei confronti di giornalisti, attivisti per i diritti umani e altri voci critiche del governo, nonché a garantire che tutti coloro che sono detenuti, compresi i giornalisti e gli attivisti politici e della società civile, vedano pienamente rispettati i propri diritti a un giusto processo e siano tutelati dalle norme in materia di giusto processo;

12.  esorta le autorità azere ad assicurare che i gruppi indipendenti e gli attivisti della società civile possano operare liberi da ostacoli ingiustificati o dal timore di subire persecuzioni, ad esempio abrogando le leggi che limitano severamente la società civile, sbloccando i conti correnti dei gruppi non governativi e dei loro leader, nonché permettendo l'accesso ai finanziamenti esteri;

13.  esorta il governo dell'Azerbaigian a rispettare pienamente tutte le sentenze della Corte europea dei diritti umani, a collaborare con la Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa, il commissario per i diritti umani e le gli esperti delle procedure speciali delle Nazioni Unite e a dare attuazione alle loro raccomandazioni in materia di difensori dei diritti umani, diritto alla libertà di associazione e di riunione pacifica, libertà di espressione e detenzioni arbitrarie, con l'obiettivo di modificare la legislazione nazionale e di adeguare le pratiche in funzione delle conclusioni degli esperti;

14.  accoglie con favore il rilascio di diversi difensori dei diritti umani, giornalisti e attivisti di alto profilo in Azerbaigian nel 2015 e 2016;

15.  sottolinea l'importanza di un clima politico positivo tra il governo, le forze di opposizione e la società civile nel suo complesso;

16.  evidenzia l'importanza del nuovo accordo di partenariato tra l'Unione europea e l'Azerbaigian; sottolinea che le riforme democratiche, lo Stato di diritto, la buona governance e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali devono essere elementi centrali del nuovo accordo; rammenta che, prima di decidere se accordare il suo consenso a un nuovo accordo, il Parlamento europeo monitorerà la situazione da vicino per tutto il corso dei negoziati;

17.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Servizio europeo per l'azione esterna, al Consiglio europeo, alla Commissione, ai presidenti, al governi e ai parlamenti dell'Azerbaigian e della Georgia, al Consiglio d'Europa, all'OSCE e al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.

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