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Procedura : 2016/2240(INI)
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Ciclo del documento : A8-0220/2017

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A8-0220/2017

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PV 04/07/2017 - 19
CRE 04/07/2017 - 19

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PV 05/07/2017 - 8.11
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P8_TA(2017)0303

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Mercoledì 5 luglio 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Verso una strategia dell'Unione europea per le relazioni culturali internazionali
P8_TA(2017)0303A8-0220/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 5 luglio 2017 sul tema "Verso una strategia dell'Unione europea per le relazioni culturali internazionali (2016/2240(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 167, paragrafi 3 e 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

‒  vista la convenzione dell'UNESCO del 2005 sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali,

–  vista la risoluzione 2347 del 24 marzo 2017 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,

–  vista l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, in particolare gli obiettivi di sviluppo sostenibile 4 e 17,

‒  vista la comunicazione congiunta della Commissione e del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) al Parlamento europeo e al Consiglio, dell'8 giugno 2016, dal titolo "Verso una strategia dell'Unione europea per le relazioni culturali internazionali" (JOIN(2016)0029),

‒  vista la comunicazione della Commissione in data 10 maggio 2007 su un'agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione (COM(2007)0242),

–  viste l'Azione preparatoria sulla cultura nelle relazioni esterne dell’UE e le sue raccomandazioni(1),

–  visto il documento intitolato "Visione condivisa, azione comune: un'Europa più forte. Una strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea", presentato dal VP/AR il 28 giugno 2016,

‒  vista la risoluzione del Consiglio, del 16 novembre 2007, su un'Agenda europea per la cultura(2),

‒  vista la relazione della Commissione sull'attuazione dell'Agenda europea per la cultura (COM(2010)0390),

‒  vista la sua risoluzione del 23 novembre 2016 sulla comunicazione strategica dell'UE per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi(3),

‒  vista la convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (convenzione di Faro) del 2005(4),

‒  viste le conclusioni del Consiglio del 16 dicembre 2008 sulla promozione della diversità culturale e del dialogo interculturale nelle relazioni esterne dell'Unione e dei suoi Stati membri(5),

‒  vista la sua risoluzione del 12 maggio 2011 sulla dimensione culturale delle azioni esterne dell'Unione europea(6),

‒  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2016 sul ruolo del dialogo interculturale, della diversità culturale e dell'istruzione al fine di promuovere i valori fondamentali dell'UE(7),

–  vista la sua risoluzione del 24 novembre 2015 sul ruolo dell'Unione europea nell'ambito delle Nazioni Unite – come meglio raggiungere gli obiettivi di politica estera dell'Unione(8),

‒  viste le conclusioni del Consiglio del 23 dicembre 2014 relative al piano di lavoro per la cultura (2015-2018)(9),

‒  vista la convenzione dell'UNESCO del 1972 concernente la protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale,

‒  vista la sua posizione dell'8 settembre 2015 sul tema "Verso un approccio integrato al patrimonio culturale per l'Europa"(10),

–  vista la risoluzione CM/Res(2010)53, adottata dal Consiglio d'Europa, che istituisce l'accordo parziale allargato sugli itinerari culturali,

‒  vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2016 su una politica coerente dell'UE per le industrie culturali e creative(11),

‒  viste le conclusioni del Consiglio del 24 novembre 2015 sulla cultura nelle relazioni esterne dell'UE, in particolare sulla cultura nella cooperazione allo sviluppo(12),

‒  vista la sua risoluzione del 30 aprile 2015 sulla distruzione di siti culturali ad opera dell'ISIS/Da’esh(13), in particolare il paragrafo 3, il quale "chiede al VP/AR di servirsi della diplomazia culturale e del dialogo interculturale quando si tratta di riconciliare diverse comunità e ricostruire i siti distrutti",

‒  vista la sua risoluzione del 10 aprile 2008 sull'Agenda europea della cultura in un mondo in via di globalizzazione(14),

‒  visto l'esito della 3502a sessione del Consiglio "Istruzione, gioventù, cultura e sport" del 21 e 22 novembre 2016,

‒  visto lo studio realizzato su richiesta della commissione per la cultura e l’istruzione del Parlamento dal titolo "Ricerca per la commissione CULT – Istituti di cultura europei all'estero"(15),

‒  visto lo studio realizzato su richiesta della commissione per la cultura e l’istruzione del Parlamento dal titolo "Ricerca per la commissione CULT – Capitali europee della cultura: strategie di successo ed effetti a lungo termine(16),

‒  visto lo studio del 2015, richiesto dal servizio degli strumenti di politica estera della Commissione (FPI), intitolato "Esame della percezione dell'UE e delle politiche dell'UE all'estero"(17),

‒  visto il parere del Comitato delle Regioni sul tema "Verso una strategia dell'Unione europea per le relazioni culturali internazionali",

‒  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema "Verso una strategia dell'Unione europea per le relazioni culturali internazionali",

‒  vista la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un Anno europeo del patrimonio culturale (2018) (COM(2016)0543),

‒  vista la comunicazione della Commissione su un Corpo europeo di solidarietà (COM(2016)0942),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 14 dicembre 2015 sul riesame della politica europea di vicinato),

–  vista la decisione della Corte penale internazionale (CPI) del 27 settembre 2016, con la quale Mahdi Al Faqi Al Mahdi è stato giudicato colpevole della distruzione di diversi mausolei a Timbuctù e che ha stabilito per la prima volta, in conformità allo statuto di Roma, che la distruzione del patrimonio culturale può essere considerata un crimine di guerra,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  viste le deliberazioni congiunte della commissione per gli affari esteri e della commissione per la cultura e l'istruzione a norma dell'articolo 55 del regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari esteri e il parere della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0220/2017),

A.  considerando che l'Unione europea sta diventando un attore di maggior rilievo nelle relazioni internazionali e che dovrebbe destinare ulteriori risorse ed energie alla promozione della sua cultura, del suo patrimonio culturale, delle sue creazioni artistiche e innovazioni comuni nel rispetto della diversità regionale, come previsto dall'articolo 167 del TFUE;

B.  considerando che l'Unione europea è un attore importante nella politica internazionale e svolge un ruolo sempre più incisivo nelle questioni di portata mondiale, anche attraverso la promozione della diversità culturale e linguistica nelle relazioni internazionali;

C.  considerando che la cultura ha un valore intrinseco e che l'esperienza dell'UE dimostra che gli scambi culturali possono servire a promuovere i suoi obiettivi esterni e costituire un solido ponte tra persone di diversi contesti etnici, religiosi e sociali, non da ultimo rafforzando il dialogo interculturale e interreligioso e la comprensione reciproca, anche attraverso le attività del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE); che, a tal riguardo, la cultura dovrebbe diventare parte essenziale del dialogo politico con i paesi terzi e che è necessario integrarla sistematicamente nei progetti e nei programmi;

D.  considerando che, per promuovere l'intesa interculturale, l'UE dovrà ampliare i suoi strumenti di comunicazione comuni affinché diventino autentici media europei, come Arte, Euronews o Euranet;

E.  considerando che la cultura e la protezione della cultura sono legate in maniera indissolubile al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

F.  considerando che la cooperazione scientifica costituisce un elemento essenziale della politica estera poiché costruisce ponti fra paesi, migliora la qualità della ricerca internazionale ed eleva il profilo della diplomazia scientifica;

G.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri hanno una serie di radici culturali, linguistiche, storiche e religiose, e che, traendo spunto dalle eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa, esse sono riuscite a raggiungere l'unità nella diversità; considerando che la cultura europea e il patrimonio culturale, sia materiale che immateriale, rappresentano la diversità delle società e delle regioni europee, tanto delle loro società maggioritarie quanto delle loro culture minoritarie;

H.  considerando che la "Dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e i valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l'istruzione", adottata a Parigi nel marzo 2015, evidenzia la necessità di promuovere un dialogo attivo fra le culture, la solidarietà globale e il rispetto reciproco;

I.  considerando che nel corso della storia dell'UE, le relazioni culturali sono state motori fondamentali per la coesione sociale e lo sviluppo economico e umano sostenibile, che esse svolgono un ruolo determinante nel rafforzare le capacità della società civile e i contatti interpersonali nell'ottica di tutelare il patrimonio culturale, consolidare i processi di democratizzazione e impegnarsi per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti e la resilienza;

J.  considerando che la diplomazia culturale dovrebbe promuovere la diversità culturale e linguistica, inclusa la tutela delle lingue minoritarie, riconoscendo che ciò costituisce un valore intrinseco e contribuisce al patrimonio culturale europeo;

K.  considerando che i diritti umani comprendono anche i diritti culturali e che dovrebbe essere attribuita pari attenzione al diritto di ogni individuo di partecipare alla vita culturale e di godere della propria cultura, nel pieno rispetto dei diritti umani fondamentali di tutti;

L.  considerando che nel dicembre 2014 sono state introdotte misure restrittive per contrastare il traffico di beni culturali dalla Siria; che vi è la chiara necessità che venga istituito un meccanismo di risposta di emergenza per individuare e prevenire la distruzione del patrimonio culturale e la rimozione dei beni culturali, anche in zone o paesi di conflitto, azioni queste che possono essere utilizzate in situazioni di conflitto per intimidire e traumatizzare e che in alcuni casi sono assimilabili a "pulizia culturale";

M.  considerando che la cultura è un bene comune e che la progettazione di un nuovo consenso sullo sviluppo deve includere una riflessione sulla riappropriazione dei beni pubblici comuni, anche attraverso la cultura;

N.  considerando che l'UE e i singoli Stati membri sono contributori di più della metà degli aiuti allo sviluppo a livello mondiale, il che merita maggiore riconoscimento;

O.  considerando che il patrimonio culturale rappresenta un lascito universale e che la sua tutela è pertanto una condizione imprescindibile per la costruzione della pace e della resilienza;

P.  considerando che la comunicazione congiunta dal titolo "Verso una strategia dell'Unione europea per le relazioni culturali internazionali" fornisce un quadro per le relazioni culturali internazionali dell'UE; che, tuttavia, essa non è sufficiente per individuare le priorità tematiche e geografiche, gli obiettivi e i risultati concreti, i gruppi destinatari, gli interessi e le iniziative comuni, le disposizioni finanziarie, la sana gestione finanziaria, una prospettiva locale e regionale e le relative sfide nonché le modalità di attuazione;

Q.  considerando che i contatti interpersonali come gli scambi giovanili, i gemellaggi di città e i partenariati in ambito professionale sono veicoli importanti per favorire l'intesa interculturale e dovrebbero essere promossi dall'UE nelle sue relazioni di politica estera;

R.  considerando che la mobilità è parte essenziale delle relazioni culturali internazionali dell'UE, che richiedono l'istituzione di meccanismi atti ad agevolare l'accesso ai visti da e verso paesi terzi per professionisti della cultura, ricercatori, accademici, docenti, studenti e personale, e di reti di ex studenti per gli ex partecipanti ai programmi dell'UE(18);

S.  considerando l'interazione storica tra l'Unione europea e i paesi del vicinato sul piano culturale;

T.  considerando che la cooperazione, la formazione, la mobilità di artisti e professionisti della cultura e delle loro opere, anche attraverso reti europee e internazionali e soggiorni per artisti, sono un fattore chiave per la diffusione e gli scambi tra le arti e le culture europee e devono essere promosse e potenziate;

U.  considerando che una politica in materia di visti per gli artisti e i professionisti della cultura è fondamentale per la riuscita della cooperazione e per la libera circolazione delle opere attraverso le reti europee e internazionali, nonché per assicurare programmi attivi di soggiorno per artisti che coinvolgano la società civile dei diversi paesi e delle diverse regioni del mondo;

V.  considerando che fare il punto dei progressi realizzati nel quadro dell'"Agenda dell'UE per la cultura" potrebbe essere un utile punto di partenza per sviluppare e migliorare ulteriormente la strategia, stabilire obiettivi chiari e quantificabili in linea con le specificità dei singoli paesi, priorità e risultati realistici e trarre insegnamento dalle migliori prassi;

W.  considerando che l'Unione europea, come partner principale delle Nazioni Unite, deve collaborare strettamente con l'UNESCO per la tutela del patrimonio culturale mondiale;

X.  considerando che il coordinamento tra i programmi e le risorse dell'UE dovrebbe rafforzare la dimensione culturale delle relazioni internazionali dell'Unione europea, così da creare uno spazio comune di dialogo per l'intesa e la fiducia transculturali;

Y.  considerando che le iniziative e le azioni dell'UE dovrebbero essere più visibili nei paesi terzi, in particolare nei paesi oggetto della politica europea di vicinato, e i loro risultati dovrebbero essere attribuiti, valutati e diffusi meglio(19);

Z.  considerando che la quantità di prodotti e servizi dei settori audiovisivo, culturale e creativo è in aumento, così come il loro contributo al PIL e alla circolazione internazionale;

AA.  considerando che molti degli itinerari culturali europei certificati dal Consiglio d'Europa passano attraverso paesi del vicinato orientale e meridionale dell'UE e attraverso paesi candidati, e che ciò concorre a rafforzare i legami tra l'Unione e i suoi vicini;

AB.  considerando che gli sforzi profusi dall'Unione per sviluppare la resilienza della società intensificando il lavoro nei settori dell'istruzione, della cultura e della gioventù promuovono il pluralismo, la coesistenza e il rispetto,

Obiettivi

1.  accoglie con favore la comunicazione congiunta, che offre una panoramica di tutti gli strumenti, le azioni, le iniziative, i programmi e i progetti finanziati o attuati dall'UE e dai suoi Stati membri aventi come denominatore comune la cultura; chiede che sia messa a punto una strategia dell'Unione europea per le relazioni internazionali;

2.  prende atto del fatto che la comunicazione congiunta mira a incoraggiare la cooperazione culturale all'interno dell'UE e con i suoi paesi partner e a promuovere un ordine mondiale basato sul mantenimento della pace, sulla lotta all'estremismo e alla radicalizzazione attraverso il dialogo interculturale e interreligioso e sulla prevenzione dei conflitti, nel rispetto della democrazia, dello stato di diritto, della libertà di espressione, della libertà artistica, della comprensione reciproca, dei diritti umani, della diversità culturale e linguistica e dei valori fondamentali; sottolinea inoltre l'importante ruolo della diplomazia culturale, dell'istruzione e degli scambi culturali nel consolidamento di una base comune di valori universali;

3.  riconosce gli sforzi profusi dal SEAE, insieme alla Commissione, per migliorare la dimensione esterna delle politiche in materia di scienze e ricerca, ed esorta la Commissione a promuovere lo sviluppo di un'ambiziosa diplomazia scientifica;

4.  chiede che i diritti culturali siano promossi quali parte integrante dei diritti umani fondamentali e che la cultura sia considerata per il suo valore intrinseco come il quarto pilastro indipendente e trasversale dello sviluppo sostenibile, con una dimensione sociale, economica e ambientale;

5.  accoglie con favore l'approccio della comunicazione congiunta, che individua tre assi di intervento: sostenere la cultura come volano dello sviluppo sociale ed economico sostenibile, promuovere la cultura e il dialogo interculturale per garantire relazioni pacifiche tra le comunità, rafforzare la cooperazione nel campo del patrimonio culturale;

6.  chiede che la libertà di espressione artistica sia promossa come valore e sforzo dell'Unione europea, stimolando la libertà di dialogo e lo scambio di buone pratiche a livello internazionale;

7.  sottolinea che l'UE dispone di esperienze varie e molteplici di governance inclusiva, che la sua forza risiede nell'essere unita nella sua diversità e che proprio in quest'ambito l'UE apporta un valore aggiunto;

8.  riconosce che, se è vero che i principi di sussidiarietà e di proporzionalità devono essere rispettati nel settore della cultura – considerando altresì le radici e il patrimonio comuni dell'UE e degli Stati membri e il risultato di interazioni artistiche e culturali di lunga durata – creare l'abitudine di lavorare e creare insieme ha gettato le fondamenta per il rispetto e la comprensione di altre culture;

9.  sottolinea che l'UE è un'arena in cui tutti gli Stati membri uniscono le proprie forze per svolgere un ruolo più incisivo nel campo delle relazioni culturali internazionali, sfruttando i vantaggi reciproci della cooperazione;

10.  propone che ciascuno Stato membro possa avviare azioni comuni con l'Unione europea per mettere in luce ogni anno un diverso paese dell'UE mediante, ad esempio, mostre e coproduzioni, conferendo un ruolo speciale alla presidenza di turno, al fine di generare ulteriore valore intrinseco per l'UE e per gli Stati membri e di accrescere la visibilità delle loro azioni e iniziative all'estero, anche attraverso le delegazioni dell'UE, con risorse umane e finanziarie specifiche messe a disposizione a tal fine;

11.  è del parere che gli Stati membri, soprattutto quelli più piccoli, con le loro istituzioni e i loro attori culturali, potrebbero aggiungere valore alle loro realizzazioni culturali utilizzando l'UE per promuoverle e condividerle all'estero;

12.  ritiene che la diplomazia culturale possa fungere da ambasciatrice dell'UE e dei suoi Stati membri;

13.  ricorda, per quanto attiene al patrimonio culturale materiale e immateriale, l'importanza della cooperazione tra gli Stati membri e le istituzioni dell'UE in termini di accessibilità, ricerca, promozione, conservazione e gestione, nonché di lotta contro i traffici, contro il saccheggio, anche tramite appositi fondi e assistenza a livello regionale e tramite la cooperazione di polizia transfrontaliera, tanto all'interno quanto all'esterno dell'UE;

14.  sottolinea il ruolo dei media indipendenti nella promozione della diversità culturale e delle competenze interculturali e la necessità di rafforzarli come fonte di informazione credibile, specialmente nel vicinato dell'UE;

15.  accoglie con favore il fatto che la comunicazione congiunta introduca le industrie culturali e creative quale importante elemento della strategia dell'UE per le relazioni culturali internazionali; ritiene che questi settori contribuiscano al "soft power" dell'Europa nel loro ruolo di ambasciatrici dei valori europei, in particolare per quanto riguarda i poli creativi e le reti culturali regionali, e raccomanda che siano individuati e possano beneficiare di incentivi nonché di sviluppo delle competenze; invita la Commissione a potenziare le reti di agenti e operatori del settore culturale e creativo, con un accento particolare sulle PMI, i distretti creativi europei e le piattaforme creative, in quanto generatori di effetti moltiplicatori e di innovazione, anche in altri settori;

16.  chiede alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) di individuare negli "attori culturali" una parte integrante dell'attuazione della comunicazione congiunta, chiarendo che vi sono inclusi, tra le varie categorie, gli artisti, i professionisti del settore culturale e creativo, le istituzioni culturali, le fondazioni private e pubbliche, le università e le imprese del settore culturale e creativo;

Governance e strumenti

17.  invita la Commissione e il VP/AR a presentare piani d'azione annuali e pluriennali in questo settore, che dovrebbero includere azioni, priorità strategiche, tematiche e geografiche e obiettivi comuni, e a effettuare una verifica periodica dell'attuazione della comunicazione congiunta, i cui risultati devono essere comunicati al Parlamento;

18.  sottolinea la necessità di una maggiore coerenza tra le politiche dell'Unione europea e le azioni che coinvolgono paesi terzi; sottolinea inoltre la necessità di basarsi sui risultati della ricerca, sulle migliori pratiche e su altre iniziative e altri strumenti per la tutela del patrimonio culturale finanziati dall'UE, che potrebbero avere un effetto positivo sulla cooperazione con i paesi terzi; invita a rafforzare le sinergie tra tutti gli attori coinvolti e tra le altre iniziative finanziate dall'UE che potrebbero rivelarsi utili per conseguire gli obiettivi della strategia, garantire l'efficienza delle risorse, ottimizzare i risultati e migliorare l'impatto delle azioni e delle iniziative dell'Unione; raccomanda un esercizio di valutazione a garanzia di un approccio efficace;

19.  esorta la Commissione a prevedere, nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, una linea di bilancio dedicata al sostegno delle relazioni culturali internazionali nei programmi esistenti e nei futuri inviti a presentare proposte, segnatamente nella prossima generazione di programmi in materia di cultura e istruzione, così che possano sviluppare adeguatamente la propria azione internazionale;

20.  propone che sia elaborato un apposito programma dell'UE e le risorse siano concentrate sulla mobilità e gli scambi internazionali, come i programmi di soggiorno appositi per giovani artisti e professionisti del settore culturale e creativo;

21.  propone in tale contesto che gli ex studenti e gli ex beneficiari del programma Erasmus e di altri programmi per la mobilità nei settori dell'istruzione e del volontariato vengano incoraggiati ad utilizzare le loro abilità e competenze interculturali a vantaggio degli altri, diventando attori influenti nello sviluppo di partenariati nel settore delle relazioni culturali esterne;

22.  invita la Commissione a sviluppare la dimensione del turismo culturale attraverso la pianificazione e lo scambio, tra l'altro, di programmi tematici e migliori pratiche che possano agevolare la mobilità internazionale e gli scambi con i cittadini di paesi terzi ma anche l'accesso ai beni culturali;

23.  invita la Commissione e il SEAE a includere le relazioni culturali internazionali negli strumenti e nei programmi di cooperazione internazionale in maniera orizzontale e nell'esercizio delle revisioni intermedie, al fine di garantire la coerenza e di trasformare le relazioni culturali internazionali in uno strumento efficace;

24.  invita la Commissione a rafforzare l'impatto della dimensione culturale nelle relazioni internazionali includendola sistematicamente nei negoziati e negli accordi di associazione; sottolinea la necessità che l'UE introduca principi di comportamento per i partner nell'ambito della cooperazione nei progetti transnazionali e che si doti di un quadro flessibile per agevolare la cooperazione culturale transnazionale eliminando le barriere esistenti;

25.  invita la Commissione a sostenere ulteriormente le relazioni culturali con i paesi del vicinato attraverso assistenza tecnica e programmi di rafforzamento delle capacità, formazione, sviluppo delle competenze e trasferimento di conoscenze, anche nel settore dei media, per migliorare la governance, e favorire nuovi partenariati a livello nazionale, regionale, locale e transfrontaliero, assicurando nel contempo un seguito ai programmi regionali nei paesi del vicinato meridionale e orientale, inclusi i Balcani occidentali;

26.  sottolinea che, per ragioni di sostenibilità, le attività esterne dell'UE relative ai finanziamenti per la cultura devono essere basate su un forte coinvolgimento dei partner locali e sull'adattamento dei programmi alle realtà locali, prestando la dovuta attenzione al periodo successivo ai finanziamenti per i progetti che prevedono la transizione ai finanziamenti nazionali o ad altri modelli di reddito;

27.  sottolinea l'importanza delle iniziative nei settori della cultura e dei diritti umani, che dovrebbero essere finalizzate a sostenere i professionisti del settore della cultura nei paesi o nelle regioni in cui i loro diritti vengono minacciati; chiede che tali programmi siano finanziati congiuntamente dal Fondo europeo per la democrazia e dallo strumento europeo di vicinato;

28.  sottolinea che una società civile attiva nei paesi partner può rivelarsi di grande aiuto per la diffusione dei valori promossi dall'UE e che è pertanto essenziale che l'Unione, nelle sue relazioni bilaterali, rafforzi il sostegno alle organizzazioni della società civile nel settore della cultura dei paesi partner;

29.  invita la Commissione a includere la cultura in tutti gli accordi bilaterali e multilaterali attuali e futuri, con adeguate disposizioni di bilancio e il dovuto rispetto per gli impegni assunti nel quadro della convenzione UNESCO sulla diversità culturale, al fine di porre maggiormente in evidenza il potenziale economico del patrimonio culturale e dei settori creativi e culturali per la promozione dello sviluppo sostenibile, in particolare in termini di crescita e occupazione, e il loro impatto sul benessere sociale; ritiene che ciò possa essere fatto, ad esempio, nel prossimo mandato negoziale per il nuovo partenariato con i paesi ACP dopo il 2020; chiede che siano elaborati indicatori dell'UE in questo settore come strumento per contribuire al dibattito politico culturale;

30.  sottolinea l'importanza dei regimi di mobilità giovanile e di cooperazione universitaria quali misure di grande valore per l'instaurazione di relazioni accademiche e culturali durature;

31.  invita la Commissione a rafforzare la dimensione internazionale dei programmi Erasmus, Europa creativa, Europa per i cittadini e Orizzonte 2020; ricorda a questo proposito il ruolo cruciale dei programmi dell'UE nel settore della cultura, dell'istruzione, della gioventù e dello sport come elemento centrale nella lotta contro l'intolleranza e i pregiudizi, nonché nella promozione di un sentimento di appartenenza comune e di rispetto per la diversità culturale; invita la Commissione a promuovere, in particolare nel quadro della politica europea di vicinato, la partecipazione a questi programmi dei paesi partner più vicini all'Unione;

32.  riconosce gli sforzi compiuti dalla Commissione per promuovere il ruolo della scienza, della ricerca, dell'istruzione e della cooperazione culturale come strumenti del "potere di persuasione" nelle relazioni esterne dell'Unione; sottolinea che gli scambi scientifici e culturali contribuiscono allo sviluppo delle capacità e alla risoluzione dei conflitti, soprattutto nel quadro delle relazioni con i paesi vicini;

33.  invita la Commissione a rafforzare e ad ampliare il programma COSME (il programma dell'UE per la competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese) per coprire la strategia per le relazioni culturali internazionali, e a sostenere, attraverso programmi tematici dell'UE, le PMI attive nel settore culturale nei paesi al di fuori dell'UE;

34.  evidenzia il ruolo del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale europeo nonché il ruolo degli enti regionali e locali e della società civile nella formulazione della strategia;

35.  sottolinea che il Parlamento dovrebbe svolgere un ruolo attivo nel promuovere la cultura nelle azioni esterne dell'UE, anche mediante i suoi uffici d'informazione e di collegamento;

36.  invita la Commissione e il SEAE a designare un "punto di contatto" in ciascuna delegazione dell'UE per collaborare con gli istituti nazionali di cultura degli Stati membri, i rappresentanti della società civile e gli attori e le autorità locali in un processo di dialogo strutturato volto a individuare congiuntamente i settori prioritari comuni, le esigenze e i metodi di cooperazione, e a fornire dotazioni di bilancio e formazione adeguate; invita la Commissione e il SEAE a riferire al Parlamento ogni due anni sullo stato di attuazione e sui risultati raggiunti ;

37.  chiede l'assegnazione di risorse finanziarie e umane adeguate in seno al SEAE per le relazioni culturali internazionali, che gli consentano di assumere un ruolo catalizzatore all'interno dei diversi servizi dell'UE riguardanti le relazioni culturali internazionali;

38.  sostiene le relazioni culturali internazionali come materia di studio, formazione e ricerca al fine di creare capacità per gli attori in questo settore e rafforzare la partecipazione culturale mediante l'istruzione, anche mettendo a disposizione personale dell'UE con formazione pertinente e competenze culturali;

39.  chiede che il ruolo degli istituti di cultura degli Stati membri sia chiaramente definito per quanto riguarda l'influenza culturale dell'UE al di fuori dei suoi confini, e nel contesto di una narrazione europea inclusiva e condivisa, per mezzo della rete degli Istituti di cultura nazionali dell'Unione europea (EUNIC), e altre sedi, e sostiene un approccio inclusivo e paritario nei confronti di tutte le parti interessate, compresa la società civile; accoglie con favore, a tale proposito, il lavoro svolto finora dalle istituzioni culturali degli Stati membri; incoraggia l'ulteriore collaborazione all'estero al fine di ottimizzare l'interesse degli Stati membri, con particolare riferimento agli Stati membri più piccoli e a quelli che non hanno istituti di cultura all'estero e alle loro esigenze di rappresentanza culturale;

40.  chiede che sia rafforzato il partenariato strategico con l'UNESCO nell'attuazione della comunicazione congiunta, facendo leva sulla sua credibilità in Europa e sulla sua portata mondiale per moltiplicare gli effetti delle azioni congiunte con tutte le parti interessate dell'UE e dei paesi terzi, e chiede che consideri la possibilità di associare tale partenariato ai futuri gruppi di lavoro o consigli consultivi affinché fornisca assistenza nell'attuazione della comunicazione;

41.  sottolinea la necessità di ridefinire il ruolo degli istituti di cultura nazionali nello scambio interculturale, tenendo presente che alcuni di essi vantano una lunga tradizione e dispongono di molti contatti nei paesi terzi, consentendo loro di fungere da solido fondamento per la cooperazione e la comunicazione tra i vari attori europei; mette in evidenza inoltre il loro potenziale per promuovere e facilitare le relazioni bilaterali tra i paesi e contribuire a sviluppare e attuare una strategia europea per la diplomazia culturale;

42.  invita la Commissione e il VP/AR a sostenere ulteriormente lo sviluppo del programma di studio personalizzato EUVP (il programma di visite dell'Unione europea), quale potente strumento per rafforzare il dialogo e promuovere la democrazia e fornire una piattaforma permanente per i giovani e futuri leader, opinionisti di paesi terzi e interlocutori chiave nelle istituzioni dell'UE e nelle organizzazioni della società civile;

43.  accoglie con favore la creazione della piattaforma della diplomazia culturale e chiede che sia resa sostenibile, con una regolare valutazione dei suoi obiettivi e risultati nonché della sua governance; riconosce che molti attori istituzionali e non istituzionali(20) operano nel campo delle relazioni culturali internazionali e invita la Commissione a promuovere un dialogo strutturato tra tutte le parti interessate, anche tramite il metodo di coordinamento aperto;

44.  chiede l'istituzione in tempi brevi di un meccanismo per la prevenzione, la valutazione e la ricostruzione del patrimonio culturale a rischio nonché la stima delle perdite, che includa un meccanismo di pronto intervento per salvaguardare il patrimonio nei paesi in conflitto, sulla base dell'esperienza dell'iniziativa delle Nazioni Unite della task force dei caschi blu per la cultura, in una stretta cooperazione strutturata con l'UNESCO e con il supporto tecnologico di Copernicus – il programma europeo di osservazione della terra; accoglie con favore, a tale proposito, l'adozione della risoluzione 2347 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nella quale si afferma che la distruzione del patrimonio culturale può costituire un crimine di guerra, e invita l'UE e il SEAE a collaborare con tutti i partner per contribuire alla prevenzione dei conflitti, alla costruzione della pace e ai processi di ripristino e riconciliazione in tutte le zone colpite dal conflitto;

45.  chiede un coordinamento a livello dell'UE per combattere il traffico illecito di oggetti culturali sottratti durante i conflitti armati e le guerre e per recuperare detti beni, riconoscendo che tale coordinamento svolge un ruolo essenziale negli sforzi profusi per bloccare il finanziamento di gruppi terroristici;

46.  mette in rilievo la necessità di rafforzare il partenariato strategico UE-UNESCO creando una piattaforma permanente per la cooperazione e la comunicazione sulle priorità condivise, così da affrontare efficacemente le sfide comuni nei settori della cultura e dell'istruzione;

47.  propone di prestare particolare attenzione, in occasione del forum europeo della cultura e delle Giornate europee dello sviluppo, alla realizzazione di un dialogo strutturato con la società civile e le parti interessate sul tema delle relazioni culturali internazionali dell'UE;

48.  propone alla Commissione di organizzare un colloquio/forum specifico degli attori culturali sulla cultura e lo sviluppo, attenendosi alla dichiarazione UE-ACP di Bruxelles dell'aprile 2009, e di aprirlo agli attori dei paesi del vicinato dell'UE e ad altri paesi partner strategici;

49.  ritiene che la decisione di designare il 2018 quale Anno europeo del patrimonio culturale rappresenti un'opportunità per contribuire alla promozione del patrimonio culturale, con un approccio integrato, quale elemento importante della dimensione internazionale dell'UE, approfittando dell'interesse dimostrato dai paesi partner nei confronti del patrimonio e delle conoscenze dell'Unione;

50.  chiede un'applicazione efficace degli strumenti giuridici già esistenti al fine di garantire una migliore tutela del patrimonio culturale, del diritto d'autore e della proprietà intellettuale; invita la Commissione a presentare la proposta legislativa prevista per regolamentare l'importazione di beni culturali nell'UE, in particolare quelli provenienti dalle zone di conflitto, quale strumento per contrastarne il traffico illecito;

51.  invita l'UE e gli Stati membri che hanno sottoscritto e ratificato la convenzione dell'UNESCO del 2005 sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, e che quindi si sono impegnati ad attuarla, a sostenere le azioni comuni per la sua applicazione;

Approccio interpersonale

52.  concorda con la proposta della comunicazione sul passaggio da un approccio di presentazione dall'alto verso il basso a un approccio interpersonale (P2P), sottolineando i processi di co-creazione e co-produzione nelle industrie culturali e creative; è del parere che la cultura dovrebbe raggiungere tutti i cittadini;

53.  riconosce che i giovani sono uno dei principali gruppi destinatari nell'UE e nei paesi partner e che l'esposizione ad altre culture e lingue offre esperienze che spesso creano affinità che durano tutta la vita, e riconosce che le arti dello spettacolo, le arti visive, l'arte di strada, la musica, il teatro, il cinema, la letteratura, i media sociali e le piattaforme digitali in generale sono i canali migliori per raggiungerli e coinvolgerli;

54.  chiede che i progetti congiunti tra l'UE e i paesi terzi nel settore della ricerca e dello sviluppo della digitalizzazione del patrimonio culturale siano valorizzati anche al fine di facilitare l'accesso alla conoscenza, lo sviluppo di nuovi servizi e prodotti e la promozione di un nuovo turismo culturale;

55.  chiede di integrare nelle politiche europee il valore e il ruolo dei contenuti culturali, di cui l'Europa è uno dei grandi produttori, anche in ambito digitale, al fine di creare reti virtuali globali di cittadini per aumentare gli scambi e la partecipazione culturali;

56.  chiede l'istituzione di un'iniziativa dell'UE per la connettività per fornire assistenza ai giovani in condizioni di svantaggio geografico, così da favorire una loro più attiva partecipazione;

57.  plaude alle iniziative della Commissione tese a promuovere l'apprendimento tra pari per i giovani imprenditori del settore della cultura, ad esempio il programma MedCulture, o a sostenere iniziative di formazione, in relazioni interculturali, come l'iniziativa More Europe;

58.  raccomanda di adottare misure per facilitare il più possibile i paesi terzi a partecipare maggiormente ai progetti comuni e transfrontalieri, quali gli Itinerari culturali del Consiglio d'Europa, nonché a coinvolgerli in quanto attori nella futura strategia suggerita per le delegazioni dell'UE nei paesi terzi, in modo da permettere loro di approfittare appieno, per il loro lavoro in paesi terzi, delle attività culturali dell'UE, come la Capitale europea della cultura e il Premio Lux; ricorda che gli strumenti digitali, le piattaforme tecnologiche, come Europeana e le reti culturali possono svolgere un ruolo cruciale nel raggiungere un pubblico più vasto e nel diffondere le migliori prassi;

59.  chiede l'istituzione di un programma di visti culturali sulla falsariga dell'attuale programma di visti scientifici, per cittadini di paesi terzi, artisti e altri professionisti del settore della cultura allo scopo di promuovere le relazioni culturali ed eliminare gli ostacoli alla mobilità nel settore culturale;

60.  chiede alla Commissione di intensificare le forme di collaborazione con il Consiglio d'Europa in particolare nei programmi dedicati alla valorizzazione della cultura come fattore di democrazia, del dialogo interculturale, del patrimonio culturale e dell'audiovisivo;

61.  riconosce la necessità di un'approfondita conoscenza del settore nonché degli attori e della società civile locali al fine di migliorare l'accesso di questi attori ai programmi e ai finanziamenti e di garantire che l'effetto moltiplicatore della loro partecipazione a programmi e iniziative dell'UE sia sfruttato; raccomanda che gli attori locali, incluse le autorità locali, vengano consultati al fine di co-progettare programmi; chiede lo sviluppo di approcci collaborativi innovativi basati su strumenti e reti già esistenti (sovvenzioni, sovvenzioni derivate)(21), e che si dia loro seguito, tenendo conto dell'equilibrio di genere;

62.  riconosce che le strategie e i programmi di sviluppo si concentrano in larga misura sulla povertà materiale e socioculturale; chiede un migliore coinvolgimento delle comunità vulnerabili, anche nelle zone rurali e remote, al fine di promuovere la coesione sociale;

63.  chiede una maggiore visibilità e una migliore diffusione delle attività dell'UE e degli Stati membri nel settore della cultura a livello internazionale, anche istituendo orientamenti comuni(22) e rivolgendosi ai gruppi destinatari nelle rispettive lingue locali;

64.  chiede un cambiamento di paradigma nella copertura mediatica incoraggiando la fornitura di informazioni culturali europee, con il lancio di un portale culturale UE, l'organizzazione di festival e l'elaborazione del concetto delle Case europee della cultura, anche attraverso il dialogo strutturato con i mezzi di comunicazione locali e le piattaforme dei media sociali e in cooperazione, con l'UER, EURONEWS ed EURANET, tra gli altri;

65.  incoraggia l'UE a sfruttare appieno il potenziale della ricerca multimediale per comprendere le sfide e le opportunità attuali nei paesi in via di sviluppo, anche su temi che riguardano la cultura e la valutazione del ruolo della cultura nella cooperazione allo sviluppo e internazionale;

Strategia globale dell'UE

66.  sottolinea il ruolo importante della cultura nella politica esterna dell'UE come strumento di "potere di persuasione", come catalizzatore del mantenimento della pace, della stabilità e della riconciliazione e come motore di sviluppo socioeconomico e umano sostenibile;

67.  sottolinea il ruolo cruciale dell'istruzione e della cultura nel promuovere la cittadinanza e le competenze interculturali, nonché nel creare migliori prospettive sociali, umane ed economiche;

68.  si compiace che la strategia globale dell'UE ponga in evidenza l'importanza del dialogo interculturale e interreligioso nella promozione della comprensione reciproca; si rammarica, tuttavia, del fatto che non sia menzionato il valore intrinseco della cultura e dell'arte come strumenti di contenimento contro il radicalismo, il terrorismo e l'emarginazione; chiede, quindi, che siano rafforzati gli strumenti specificamente dedicati al rafforzamento del settore culturale e alla cooperazione con esso;

69.  invita la Commissione a intensificare la cooperazione con le organizzazioni internazionali quali le Nazioni Unite, l'UNESCO, l'Interpol, l'Organizzazione mondiale delle dogane e il Consiglio internazionale dei musei, al fine di rafforzare la lotta contro il traffico di beni culturali che può contribuire al finanziamento di attività criminali, compreso il finanziamento di organizzazioni terroristiche;

70.  invita il VP/AR ad attribuire un ruolo specifico alle questioni culturali nella tabella di marcia di attuazione della strategia globale dell'UE;

71.  sottolinea che l'Europa, le cui fondamenta poggiano su valori quali il rispetto per la dignità umana, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti fondamentali, dovrebbe avvalersi dell'esperienza e degli insegnamenti acquisiti per quanto riguarda la politica esterna e che ciò dovrebbe riflettersi nello sviluppo delle relazioni con i paesi terzi attraverso la cultura e il patrimonio culturale, rilevando a tale riguardo che ciò offrirebbe altresì all'UE l'opportunità di presentare ed esportare i suoi valori culturali;

72.  chiede politiche culturali e dell'istruzione mirate che possano sostenere gli obiettivi chiave di politica estera e di sicurezza dell'UE e contribuire al rafforzamento della democrazia, dello stato di diritto e della protezione dei diritti umani; ricorda che nel 2018 si celebrerà il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani;

73.  riconosce che l'influenza culturale dell'UE le consente di proiettare visibilità negli affari internazionali attraverso i canali della sua variegata identità culturale;

74.  ricorda che l'istruzione e la cultura sono motori fondamentali per facilitare il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nel 2030, prestando particolare attenzione al risanamento urbano e alle città in Europa e nel mondo; chiede pertanto che la proposta di un nuovo consenso europeo in materia di sviluppo valorizzi il ruolo della cultura e la protezione e promozione delle espressioni culturali;

75.  invita a rafforzare le relazioni culturali internazionali nelle discussioni sulle politiche in materia di "migrazione" e rifugiati; esorta l'UE, la cui forza risiede nell'essere unita nella diversità, ad adottare un approccio equilibrato che rispetti le differenze culturali e in cui le diaspore svolgano un ruolo fondamentale; sottolinea che la cultura dovrebbe costituire un ponte per la comprensione reciproca al fine di vivere insieme in maggiore armonia;

76.  riconosce che l'UE opera anche in situazioni specifiche in cui il contesto politico e il quadro giuridico per la fruizione delle relazioni culturali sono ostili e repressivi; riconosce che nei paesi terzi l'UE subisce spesso le conseguenze di informazioni imprecise, parziali e soggettive ed è il bersaglio di una propaganda vera e propria; chiede che siano adottate misure speciali e azioni adeguate al riguardo;

77.  invita l'UE e gli Stati membri a potenziare le risorse disponibili per l'accesso all'istruzione e alla cultura, in particolare per i minori migranti e rifugiati nell'UE e nei paesi terzi; chiede di sostenere i "corridoi educativi" per studenti universitari presso le università dell'UE (in collaborazione anche con università telematiche), sempre nel rispetto della diversità linguistica e culturale;

78.  invita la Commissione e il SEAE a promuovere le relazioni culturali con i vicini diretti dell'UE al fine di promuovere azioni concrete volte a stimolare il dialogo interculturale(23) e affrontare le questioni della migrazione, della sicurezza e della radicalizzazione con cui l'UE è confrontata;

79.  raccomanda che l'UE cooperi con tutte le pertinenti istituzioni attive in questo campo e con i partner locali per perseguire i propri obiettivi nell'ambito delle relazioni culturali internazionali sia attraverso la cooperazione multilaterale nelle organizzazioni internazionali sia attraverso partenariati con i principali attori sul terreno;

80.  invita la Commissione e il SEAE a rafforzare la cooperazione con l'accordo parziale allargato sugli itinerari culturali del Consiglio d'Europa, uno strumento istituzionale per rafforzare le relazioni culturali di base anche con i paesi terzi, al fine di promuovere i valori fondamentali di diversità culturale, dialogo interculturale e sviluppo territoriale sostenibile di destinazioni culturali meno note, preservando al contempo il loro patrimonio culturale comune;

81.  incoraggia l'UE a lavorare strettamente con tutti gli Stati che condividono i suoi obiettivi e valori e che sono pronti ad agire per sostenerli; sottolinea che ciò è particolarmente importante per elaborare un'azione legittima e stabile in modo che l'UE sia riconosciuta come "attore globale";

o
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82.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Servizio europeo per l'azione esterna nonché ai parlamenti e ai governi degli Stati membri.

(1) http://ec.europa.eu/culture/library/publications/global-cultural-citizenship_en.pdf
(2) GU C 287 del 29.11.2007, pag. 1.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0441.
(4) http://www.coe.int/it/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/199
(5) GU C 320 del 16.12.2008, pag. 10.
(6) GU C 377E del 7.12.2012, pag. 135.
(7) Testi approvati, P8_TA(2016)0005.
(8) Testi approvati, P8_TA(2015)0403.
(9) GU C 463 del 23.12.2014, pag. 4.
(10) Testi approvati, P8_TA(2015)0293.
(11) Testi approvati, P8_TA(2016)0486.
(12) GU C 417 del 15.12.2015, pag. 41
(13) GU C 346 del 21.9.2016, pag. 55.
(14) GU C 247 E del 15.10.2009, pag. 32.
(15)http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2016/563418/IPOL_STU(2016)563418_EN.pdf
(16) http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/etudes/join/2013/513985/IPOL-CULT_ET(2013)513985_EN.pdf
(17) http://ec.europa.eu/dgs/fpi/showcases/eu_perceptions_study_en.htm
(18) Ad esempio, Erasmus, Orizzonte 2020 ed Europa creativa.
(19) Ad esempio, il programma di visite dell'Unione europea (EUVP), istituito nel 1974 dal Parlamento e dalla Commissione, è un programma di studio individuale per promettenti giovani leader e creatori di opinioni provenienti da paesi al di fuori dell'Unione europea, il cui motto è "La condivisione dei valori dell'UE in tutto il mondo fin dal 1974".
(20) Direzioni generali della Commissione europea (in particolare per l'Istruzione e cultura (EAC), DG Cooperazione internazionale e sviluppo (DEVCO), Politica di vicinato e negoziati di allargamento (NEAR), Ricerca e innovazione (RTD) e Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie (CNECT), il SEAE, il Servizio degli strumenti di politica estera (FPI), le delegazioni dell'UE, le delegazioni degli Stati membri, gli istituti di cultura degli Stati membri all'estero, il Consiglio d'Europa, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle Regioni, la rete degli Istituti di cultura nazionali dell'Unione europea (EUNIC), il Consiglio internazionale dei musei (ICOM), il Centro internazionale per la conservazione e il restauro dei beni culturali (ICCROM), l'UNESCO, le organizzazioni internazionali, le organizzazioni della società civile, le organizzazioni non governative, gli attori culturali locali, gli artisti di strada e altre piattaforme e reti.
(21) Ad esempio, il programma MedCulture finanziato dall'UE, che mira a sviluppare e rafforzare le politiche e le prassi relative al settore culturale. L'approccio partecipativo coinvolge gli attori della società civile, dei ministeri e delle istituzioni pubbliche e private che operano nel settore della cultura, nonché altri settori connessi.
(22) Un suggerimento potrebbe essere la creazione di "Ambasciatori della Cultura", impegnati a favore e a sostegno dell'integrazione europea e delle relazioni internazionali (in modo analogo agli Ambasciatori di buona volontà delle Nazioni Unite), che potrebbero essere artisti, musicisti, scrittori, ecc.;
(23) Per esempio il progetto finanziato dall'UE Young Arab Voice.

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