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A8-0216/2017

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Mercoledì 5 luglio 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Raccomandazione al Consiglio sulla 72a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite
P8_TA(2017)0304A8-0216/2017

Raccomandazione del Parlamento europeo del 5 luglio 2017 al Consiglio concernente la 72a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (2017/2041(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la Carta delle Nazioni Unite,

–  visti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, nonché le convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti umani e i relativi protocolli opzionali,

–  visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 21, 34 e 36,

–  vista la 71a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite,

–  viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1325 (2000), 1820 (2009), 1888 (2009), 1889 (2010), 1960 (2011), 2106 (2013), 2122 (2013) e 2242 (2015) sulle donne, la pace e la sicurezza,

–  vista la sua risoluzione del 16 marzo 2017 sulle priorità dell'UE per le sessioni del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite nel 2017(1),

–  vista la relazione annuale dell'UE sui diritti umani e la democrazia nel mondo nel 2015 e la politica dell'Unione europea in materia,

–  vista la sua risoluzione del 28 aprile 2016 sugli attacchi contro ospedali e scuole quali violazioni del diritto internazionale umanitario(2),

–  vista la sua raccomandazione del 7 luglio 2016 al Consiglio sulla 71a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite(3),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 18 luglio 2016 sulle priorità dell'UE per la 71a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite,

–  visti gli orientamenti rivisti dell'UE in materia di promozione e tutela dei diritti del bambino,

–  vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla partecipazione dell'Unione europea ai lavori delle Nazioni Unite, che riconosce all'UE il diritto di intervenire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, di presentare proposte ed emendamenti orali da sottoporre a votazione su richiesta di uno Stato membro e di esercitare il diritto di rettifica,

–  vista la dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti del 19 settembre 2016,

–  vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/71/L.48, del 21 dicembre 2016, che istituisce un meccanismo internazionale, imparziale e indipendente per fornire assistenza nelle indagini e nell'azione penale nei confronti dei responsabili dei crimini più gravi in base al diritto internazionale commessi nella Repubblica araba siriana partire da marzo 2011,

–  vista la sua risoluzione del 4 febbraio 2016 sullo sterminio sistematico delle minoranze religiose da parte del cosiddetto "ISIS/Daesh"(4),

–  vista la sua risoluzione del 27 ottobre 2016 sulla situazione nell'Iraq del nord/Mosul(5),

–  visto l'articolo 113 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A8-0216/2017),

A.  considerando che l'impegno dell'UE verso un multilateralismo efficace e una buona governance globale incentrati sulle Nazioni Unite costituisce una parte integrante della politica esterna dell'UE ed è fondato sulla convinzione che un sistema multilaterale basato su norme e valori universali sia lo strumento più adatto per affrontare le crisi, le sfide e le minacce globali;

B.  considerando che l'ordine internazionale basato sulla cooperazione, sul dialogo, sul commercio libero ed equo e sui diritti umani viene messo in discussione da numerosi movimenti nazionalisti e protezionisti in tutto il mondo;

C.  considerando che l'UE dovrebbe svolgere un ruolo proattivo nel costruire un'Organizzazione delle Nazioni Unite che possa contribuire efficacemente a soluzioni globali, alla pace e alla sicurezza, ai diritti umani, allo sviluppo, alla democrazia, nonché a un ordine internazionale basato sullo stato di diritto; che gli Stati membri dell'UE sono chiamati a continuare ad adoperarsi in ogni modo per coordinare ulteriormente e integrare le loro azioni in seno agli organi e agli organismi del sistema delle Nazioni Unite sulla base del mandato di cui all'articolo 34, paragrafo 1, TUE;

D.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri rimangono nel complesso il principale finanziatore del sistema dell'ONU, fornendo quasi il 50 % di tutti i contributi destinati alle Nazioni Unite, e che gli Stati membri dell'UE contribuiscono a circa il 40 % del bilancio ordinario dell'ONU; che i contributi dell'Unione alle Nazioni Unite dovrebbero essere più visibili;

E.  considerando che l'UE agisce a favore della sostenibilità ambientale, in particolare nella lotta ai cambiamenti climatici attraverso la promozione di misure e azioni internazionali volte a preservare e a migliorare la qualità dell'ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali;

F.  considerando che l'UE è uno dei più strenui difensori e promotori dei diritti umani, delle libertà fondamentali, della diversità e dei valori culturali, della democrazia e dello Stato di diritto;

G.  considerando che il contesto di sicurezza dell'UE è sempre più instabile e precario a causa di un ampio numero di sfide, che perdurano da tempo o che sono emerse di recente, tra cui conflitti violenti, terrorismo, criminalità organizzata, propaganda e guerra informatica, flussi di rifugiati e migranti senza precedenti, pressione migratoria e ripercussioni sui cambiamenti climatici, che sono impossibili da affrontare a livello nazionale e che richiedono risposte regionali e globali nonché una cooperazione attiva e costruttiva;

H.  considerando che l'Unione europea e le Nazioni Unite dovrebbero svolgere un ruolo di primo piano nell'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo al fine di eliminare la povertà e generare benessere per la collettività, combattere le disuguaglianze, creare un mondo più sicuro ed equo, contrastare i cambiamenti climatici e tutelare l'ambiente naturale; che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso di intensificare gli sforzi profusi dall'organizzazione per attuare la nuova agenda per lo sviluppo;

1.  rivolge al Consiglio le seguenti raccomandazioni:

Pace e sicurezza

Lotta al terrorismo

Non proliferazione e disarmo

Migrazione

Diritti umani, democrazia e Stato di diritto

Sviluppo

Cambiamenti climatici

L'UE e la riforma del sistema delle Nazioni Unite

   a) continuare a chiedere il pieno rispetto della sovranità, delle frontiere riconosciute a livello internazionale e dell'integrità territoriale dei paesi dell'Europa orientale e del Caucaso meridionale, segnatamente la Georgia, la Moldova e l'Ucraina, alla luce delle violazioni del diritto internazionale in tali aree; sostenere e rafforzare gli sforzi diplomatici finalizzati a raggiungere una soluzione pacifica e sostenibile di tutti i conflitti in atto e di lunga data e del conflitto nella regione del Nagorno-Karabakh, nonché a far rispettare, sul campo, i diritti umani e l'integrità territoriale, il non ricorso alla forza, nonché la parità di diritti e l'autodeterminazione dei popoli; esortare la comunità internazionale ad attuare pienamente la politica di non riconoscimento dell'annessione illegale della Crimea; esercitare in modo attivo una maggiore pressione sulla Russia, in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al fine di risolvere il conflitto in Ucraina conformemente agli accordi di Minsk e porre fine all'occupazione delle regioni georgiane dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud; conseguire un equilibrio geopolitico che respinga qualsiasi aspirazione a creare sfere di influenza esclusive;
   b) continuare a sostenere pienamente gli sforzi profusi dalle Nazioni Unite per facilitare una soluzione globale per porre fine alla divisione di Cipro, sottolineando che una soluzione del problema di Cipro avrà un impatto positivo sull'intera regione e andrebbe a beneficio sia dei greco-ciprioti che dei turco-ciprioti; esorta il Consiglio a utilizzare tutte le sue risorse per sostenere pienamente la conclusione positiva del processo di riunificazione e a sostenere il ruolo dell'ONU;
   c) sostenere gli sforzi guidati dall'ONU per trovare una soluzione alla questione del nome dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia tramite un accordo tra Skopje e Atene;
   d) sollecitare tutti i paesi membri delle Nazioni Unite a rendere disponibili tutte le risorse finanziarie e umane necessarie a prestare assistenza alla popolazione locale nei conflitti armati e ai rifugiati; esortare tutti i paesi membri delle Nazioni Unite a rispettare gli impegni finanziari assunti nel quadro delle Nazioni Unite;
   e) difendere l'accordo nucleare concluso tra l'Iran e i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania, che rappresenta un importante successo della diplomazia internazionale, e in particolare dell'UE, e continuare a esercitare pressioni sugli Stati Uniti affinché si attengano alla sua attuazione pratica;
   f) utilizzare tutti gli strumenti a propria disposizione per garantire che le azioni degli attori statali e non statali siano più conformi al diritto internazionale umanitario; sostenere gli sforzi profusi dal Comitato internazionale della Croce Rossa per istituire un meccanismo efficace che consenta di rafforzare il rispetto del diritto internazionale umanitario;
   g) sollecitare un rafforzamento degli impegni multilaterali per individuare soluzioni politiche e pacifiche sostenibili a lungo termine ai conflitti in corso in Medio Oriente e in Nord Africa, in particolare in Siria, Iraq, Yemen e Libia; rafforzare gli sforzi diplomatici per risolvere i conflitti congelati in tutto il mondo; continuare a sostenere le attività, le azioni e le iniziative degli inviati speciali delle Nazioni Unite volte alla risoluzione di tali conflitti; chiedere alla comunità internazionale di continuare a fornire assistenza umanitaria, finanziaria e politica per far fronte alla situazione umanitaria e di adoperarsi affinché cessino immediatamente le violenze; impedire qualsiasi violazione del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani, in particolare gli attacchi diretti rivolti contro le infrastrutture civili e la popolazione civile e condannare con forza tali violazioni in Siria; sollecitare tutti i paesi membri delle Nazioni Unite a rendere disponibili tutte le risorse finanziarie e umane necessarie a prestare assistenza alla popolazione nelle regioni interessate da conflitti; sostenere gli sforzi dispiegati dalle Nazioni Unite per trovare una soluzione duratura al conflitto in Siria e in Iraq e continuare a sostenere il ruolo dell'Unione europea in campo umanitario e l'iniziativa regionale dell'UE; esortare la comunità internazionale a fare quanto in suo potere per condannare con fermezza i responsabili dei crimini di guerra, dei crimini contro l'umanità e del genocidio commessi durante il conflitto in Siria, nell'ambito dei sistemi giudiziari nazionali, delle giurisdizioni internazionali o di tribunali ad hoc; sostenere l'iniziativa del piano di pace delle Nazioni Unite in Yemen e far fronte con urgenza alla crisi umanitaria in corso; invitare tutte le parti a rispettare i diritti umani e le libertà di tutti i cittadini yemeniti e sottolineare l'importanza di migliorare la sicurezza di tutti coloro che lavorano per le missioni umanitarie e di pace nel paese; incoraggiare una politica di riavvicinamento tra l'Iran e l'Arabia Saudita, essenziale per placare le tensioni regionali e tracciare un percorso che conduca a una risoluzione dei conflitti nello Yemen e altrove; promuovere ulteriormente tali azioni al fine di far fronte alle cause profonde del terrorismo e dell'estremismo, che minacciano la sicurezza internazionale e la stabilità regionale; invocare un più ampio sostegno per il governo appoggiato dalle Nazioni Unite in Libia e svolgere un ruolo centrale nella stabilizzazione del paese e nella preservazione della sua unità e dell'integrità territoriale nel quadro dell'accordo politico libico (APL); ribadire l'urgente necessità di unire tutte le forze armate sotto il controllo delle legittime autorità civili, come stabilito nell'APL; rinnovare il sostegno agli sforzi del coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente e del rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite (UNSG) per il Sahara occidentale al fine di risolvere questi conflitti che perdurano da tempo; sollecitare l'attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
   h) sostenere i dialoghi all'interno della Siria, basati sulla risoluzione 2254 (2015) del Consiglio di sicurezza; sottolineare che le parti dovrebbero puntare a un accordo quadro contenente un pacchetto politico, in modo da poter attuare un processo politico transitorio negoziato conformemente alla chiara sequenza e al calendario stabiliti nella risoluzione 2254 (2015); sottolineare che per conseguire tale obiettivo è stato stabilito un chiaro programma suddiviso in quattro punti; esprimere preoccupazione per il fatto che i continui combattimenti in Siria stanno mettendo a rischio il regime di cessate il fuoco entrato in vigore il 30 dicembre 2016, fatto che comporta notevoli conseguenze negative per la sicurezza dei civili siriani, l'accesso all'assistenza umanitaria e la dinamica del processo politico; sostenere l'appello lanciato dall'inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la Siria agli Stati garanti del cessate il fuoco nel paese affinché si adoperino urgentemente per far rispettare il regime di cessate il fuoco;
   i) agire nel rispetto della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea sul Sahara occidentale;
   j) assicurarsi che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite fornisca, in collaborazione con l'UE e gli Stati Uniti, tutti gli strumenti volti a garantire la sostenibilità e l'efficacia della soluzione dei due Stati, basata sui confini del 1967, che prevede Gerusalemme quale capitale di entrambi gli Stati, e la coesistenza, all'insegna della pace e della sicurezza, di uno Stato di Israele sicuro, provvisto di confini certi e riconosciuti, e di uno Stato di Palestina indipendente, democratico, contiguo e capace di esistenza autonoma;
   k) chiedere un maggiore sostegno e conferimento di responsabilità alle istituzioni irachene e sottolineare la necessità di lavorare per una società più inclusiva e per la reintegrazione di tutte le minoranze etniche e religiose che sono state sfollate, anche nell'Iraq settentrionale e, dopo la fine dell'operazione militare, a Mosul e dintorni, dove è necessario trovare una soluzione postbellica pacifica e inclusiva; ribadire la fondamentale importanza di una protezione continua dei civili e del rispetto del diritto internazionale umanitario durante l'esecuzione delle strategie militari in Iraq;
   l) continuare ad affrontare le gravi minacce alla sicurezza nel Sahel, Sahara e lago Ciad e nelle regioni dei Grandi Laghi e del Corno d'Africa al fine di eliminare la minaccia terroristica rappresentata dagli affiliati dell'ISIS/Daesh e di al-Qaeda e da Boko Haram o da altri gruppi terroristici affiliati;
   m) collaborare con l'intera comunità internazionale per risolvere le crisi sul fronte umanitario e della sicurezza che minacciano il continente africano, in particolare in Somalia, Sud Sudan, Sudan, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Burundi e nella regione dei Grandi Laghi in generale; incoraggiare gli Stati membri delle Nazioni Unite a intensificare il loro sostegno per rafforzare il ruolo e le capacità proprie dell'Unione africana nella mediazione e nella gestione delle crisi, agendo nel contempo in nome della complementarietà con le azioni dell'ufficio delle Nazioni Unite per il consolidamento della pace; provvedere al rapido adeguamento della missione Monusco conformemente al suo nuovo mandato e, in particolare, all'applicazione dell'accordo del 31 dicembre 2016;
   n) invitare la comunità internazionale a unire gli sforzi per gestire la crisi politica in atto nella Repubblica democratica del Congo e per evitare che nel paese si verifichi un collasso dello Stato;
   o) sottolineare l'importanza di investire maggiormente nella prevenzione dei conflitti, tenendo conto di fattori quali la radicalizzazione politica o religiosa, la violenza legata alle elezioni, gli sfollamenti di popolazione o il cambiamento climatico;
   p) richiamare l'attenzione dei membri delle Nazioni Unite, e in particolare dei membri del Consiglio di sicurezza, sull'aumento delle tensioni tra alcuni paesi dei Balcani occidentali; sollecitare i loro leader a dar prova di moderazione nelle loro politiche regionali ed esortare l'Unione europea e le Nazioni Unite a continuare a partecipare appieno alla ricerca di soluzioni durature alle controversie bilaterali, anche agendo, ove necessario, in qualità di mediatori; condannare le azioni russe nei Balcani occidentali che minacciano di destabilizzare il fragile processo di riforma nei paesi della regione e di compromettere le loro ambizioni di appartenenza all'UE e alla NATO;
   q) incoraggiare ulteriormente gli sforzi delle Nazioni Unite per portare la pace in Afghanistan e risolvere il fragile contesto di sicurezza del paese;
   r) condannare risolutamente le azioni della leadership nordcoreana, che minacciano la pace e la sicurezza della penisola coreana e del resto del mondo; incoraggiare la Cina, in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a esercitare maggiori pressioni sul regime nordcoreano affinché attenui le sue azioni aggressive che costituiscono una minaccia per la sicurezza regionale e internazionale; formulare e attuare una risposta forte, sostenuta da un consenso internazionale ampio e sufficientemente solido, al fine di dissuadere il regime nordcoreano dal continuare a sviluppare capacità nucleari ostili e perpetrare omicidi, attentati e rapimenti extraterritoriali;
   s) esortare l'Assemblea generale e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a discutere le tensioni nel Mar cinese meridionale con l'obiettivo di riunire tutte le parti coinvolte al fine di concludere i negoziati su un codice di condotta;
   t) plaude alla risoluzione 2307 (2016) adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e si congratula con il governo e il popolo colombiani per il loro sforzo nella ricerca della pace;
   u) intensificare considerevolmente il sostegno degli Stati membri alle operazioni delle Nazioni Unite per il mantenimento e il consolidamento della pace che prevedono una componente relativa ai diritti umani e strategie di uscita chiare, in particolare contribuendo con personale e attrezzature, e rafforzare il ruolo dell'Unione in qualità di facilitatore a tale riguardo; garantire maggiore visibilità a tale sostegno e contributo; sviluppare ulteriormente le procedure per l'impiego della politica di sicurezza di difesa comune dell'UE a sostegno delle operazioni delle Nazioni Unite, prestando nel contempo sufficiente attenzione alle varie dimensioni della complessa gestione delle crisi, quali i diritti umani, lo sviluppo sostenibile e le cause profonde della migrazione di massa; sostenere la riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite concernente l'utilizzo del suo potere di veto nei casi in cui vi sono prove di crimini di guerra e crimini contro l'umanità;
   v) sostenere gli sforzi del Segretario generale delle Nazioni Unite volti a intensificare il coinvolgimento delle Nazioni Unite nei negoziati di pace;
   w) sostenere la piena attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza; sostenere la promozione della piena partecipazione delle donne su un piano di parità in quanto agenti attivi; promuovere un coinvolgimento attivo delle donne nella prevenzione e nella soluzione dei conflitti nonché nella lotta contro l'estremismo violento; ricordare che violenze sessuali quali gli stupri sono utilizzate come tattica bellica e costituiscono un crimine di guerra; assicurare l'assistenza medica sicura nei casi di stupri di guerra; invocare il rafforzamento della protezione delle donne e delle ragazze nelle situazioni di conflitto per quanto concerne la violenza sessuale, sostenere e rafforzare gli sforzi internazionali compiuti attraverso le Nazioni Unite per porre fine all'impiego di bambini nei conflitti armati, nonché assicurare l'analisi di genere e l'integrazione dei diritti umani e della prospettiva di genere in tutte le attività delle Nazioni Unite; chiedere l'elaborazione di indicatori per misurare i progressi realizzati in termini di partecipazione delle donne alla costruzione della pace e della sicurezza;
   x) affrontare urgentemente e senza indugio tutti gli aspetti della relazione di valutazione dell'ONU del 15 maggio 2015 sugli interventi di applicazione della legge e di supporto alle vittime di sfruttamento e abusi sessuali da parte del personale dell'ONU e di altro personale coinvolto nelle operazioni di mantenimento della pace, nonché istituire meccanismi efficaci e trasparenti di controllo e responsabilità per quanto concerne i sospetti abusi; sollecitare senza indugio indagini, azioni penali e sanzioni nei confronti del personale militare e civile che abbia commesso atti di violenza sessuale;
   y) rafforzare maggiormente il ruolo della "responsabilità di proteggere" quale importante principio del lavoro svolto dagli Stati membri delle Nazioni Unite per la risoluzione dei conflitti, i diritti umani e lo sviluppo; continuare a sostenere gli sforzi tesi a rendere maggiormente operativa la "responsabilità di proteggere" e sostenere l'ONU affinché continui a svolgere un ruolo primario nell'assistere i paesi ad attuare detta responsabilità, al fine di difendere i diritti umani, lo Stato di diritto e il diritto internazionale umanitario; promuovere una definizione ampia del concetto di sicurezza umana e del principio della responsabilità di proteggere;
   z) incoraggiare tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a firmare e ratificare la convenzione sul divieto di impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione;
   aa) avviare un dibattito pubblico ed esaustivo con tutti i membri dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sull'importanza di rispettare i limiti costituzionali nell'ambito dei mandati presidenziali a livello mondiale;
   ab) ribadire la propria inequivocabile condanna del terrorismo e il pieno sostegno a favore di azioni tese a sconfiggere ed eradicare le organizzazioni terroristiche, in particolare l'ISIS/Daesh, che rappresenta un'evidente minaccia alla sicurezza regionale e internazionale; insistere sul fatto che tutte le misure adottate nella lotta al terrorismo devono rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario e in materia di diritti umani;
   ac) sostenere l'ONU affinché la lotta al terrorismo divenga un elemento chiave della sua agenda in materia di prevenzione, in linea con l'impegno dell'UE a favore di misure preventive per combattere il terrorismo e contrastare l'estremismo violento; rafforzare gli sforzi congiunti UE-ONU nella lotta alle cause profonde della violenza estremista e del terrorismo, nella risposta alle minacce ibride e nella promozione delle attività di ricerca e di creazione delle capacità nel campo della ciberdifesa; promuovere l'istruzione quale strumento per prevenire l'estremismo violento e fare affidamento sulle esistenti iniziative di costruzione della pace avviate dagli attori locali per concepire, attuare e sviluppare approcci intesi a contrastare la radicalizzazione e il reclutamento a fini terroristici, promuovendo nel contempo l'azione internazionale al fine di assicurare alla giustizia i responsabili di violenze; sostenere un rafforzamento del contributo dell'UE alle iniziative di sviluppo delle capacità intraprese dalle Nazioni Unite nella lotta contro i combattenti stranieri e contro l'estremismo violento;
   ad) intensificare gli sforzi per reprimere le attività di reclutamento e combattere la propaganda terroristica condotta non solo attraverso le piattaforme dei media sociali, ma anche tramite le reti di predicatori dell'odio radicalizzati; sostenere le azioni intese a rafforzare la resilienza delle comunità bersaglio della propaganda estremista e che sono vulnerabili alla radicalizzazione, anche affrontando le cause economiche, sociali, culturali e politiche che portano ad essa; sostenere le politiche di lotta alla radicalizzazione e di deradicalizzazione in linea con il piano d'azione delle Nazioni Unite per prevenire l'estremismo violento; ricordare che la promozione e la tutela dei diritti umani, nonché il rispetto dello Stato di diritto, sono elementi chiave delle politiche antiterrorismo;
   ae) collaborare con l'Assemblea generale delle Nazioni Unite nella lotta al finanziamento del terrorismo e creare meccanismi tesi a identificare gli individui e le organizzazioni terroristiche e a rafforzare i meccanismi di congelamento di beni a livello mondiale, nel rispetto delle norme internazionali in materia di giusto processo e dello Stato di diritto;
   af) rafforzare l'efficacia della polizia internazionale, la cooperazione giuridica e giudiziaria nella lotta contro il terrorismo e la criminalità transnazionale; accogliere con favore, a tale proposito, la risoluzione 2322 (2016) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e sottolineare la necessità di accelerare le procedure di cooperazione giudiziaria internazionale, rafforzare i meccanismi esistenti di cooperazione internazionale tra forze di polizia e aggiornare la rete di contatti tra le autorità centrali e le autorità giudiziarie;
   ag) sostenere gli sforzi delle Nazioni Unite tesi a impedire che attori non statuali e gruppi terroristici sviluppino, producano, acquisiscano o trasferiscano armi di distruzione di massa e relativi vettori; insistere sul pieno rispetto del trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), della convenzione sulle armi chimiche e della convenzione sulle armi biologiche nonché agire attivamente a favore del disarmo globale;
   ah) promuovere la piena attuazione del trattato sul commercio delle armi (ATT) e incoraggiare tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a firmare e ratificare l'ATT;
   ai) adoperarsi a favore di un'azione più efficace contro il dirottamento e il commercio illecito di armi e munizioni, incluse le armi leggere e di piccolo calibro, in particolare predisponendo un sistema di tracciabilità delle armi; esortare i membri delle Nazioni Unite ad agire attivamente a favore del disarmo globale;
   aj) prestare particolare attenzione ai progressi tecnologici nel settore dell'armamento della robotica, in particolare droni e robot armati e la loro conformità con il diritto internazionale; istituire un quadro giuridico in materia di droni e robot armati in linea con il diritto internazionale umanitario vigente per prevenire l'utilizzo scorretto di tale tecnologia nell'ambito di attività illegali da parte di attori statali e non statali;
   ak) chiedere un rafforzamento della risposta globale alla migrazione, facendo tesoro dei risultati positivi conseguiti nella riunione ad alto livello dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, del 19 settembre 2016, su come affrontare i grandi flussi di rifugiati e migranti e affrontando le sfide e i problemi di sicurezza che ne derivano, suscitati da taluni aspetti della migrazione irregolare, quali il fenomeno dei trafficanti e la tratta di esseri umani, adoperandosi altresì per creare canali legali di immigrazione; sottolineare la necessità di un impegno efficace e immediato per affrontare le cause profonde della crisi umanitaria e dei flussi senza precedenti di migranti e rifugiati;
   al) promuovere un maggiore sostegno all'operato dell'UNHCR nell'attuazione del suo mandato internazionale di protezione dei rifugiati, anche per quanto concerne i gruppi vulnerabili, quali ad esempio donne, minori e persone con disabilità; evidenziare il consistente deficit di finanziamento tra le necessità di bilancio dell'UNHCR e le risorse ricevute e chiedere una maggiore solidarietà globale; chiedere un maggiore finanziamento a titolo del bilancio ordinario delle Nazioni Unite per le funzioni principali dell'UNHCR al fine di salvaguardarne il funzionamento; chiedere un impegno politico, finanziamenti e atti concreti di solidarietà a sostegno della dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti;
   am) sostenere e difendere i diritti di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBT); chiedere l'abrogazione delle norme degli Stati membri delle Nazioni Unite che criminalizzano le persone sulla base del loro orientamento sessuale o dell'identità di genere, e promuovere un'azione a livello internazionale per la lotta contro i crimini di odio di matrice omofobica e transfobica;
   an) promuovere e rispettare i principi della libertà di opinione e di espressione di cui all'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e sottolineare l'importanza della libertà di stampa in una società sana e del ruolo svolto da ogni cittadino in tale ambito;
   ao) chiedere un rafforzamento dei sistemi di protezione dei minori e sostenere misure concrete nell'interesse superiore dei minori rifugiati e migranti, sulla base della Convenzione sui diritti del fanciullo;
   ap) chiedere di intensificare gli sforzi volti a prevenire la migrazione irregolare e a combattere il traffico di persone e la tratta di esseri umani, in particolare con azioni di contrasto alle reti criminali attraverso uno scambio tempestivo ed efficace delle pertinenti informazioni di intelligence; migliorare i metodi di identificazione e protezione delle vittime e rafforzare la collaborazione con i paesi terzi ai fini delle operazioni di monitoraggio, confisca e recupero dei proventi derivanti da attività criminali in questo settore; insistere a livello delle Nazioni Unite sull'importanza di ratificare e attuare pienamente la convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale e i relativi protocolli contro il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima e per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini;
   aq) esortare tutti gli Stati, inclusi gli Stati membri dell'UE, a ratificare al più presto il protocollo facoltativo del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, che istituisce meccanismi di denuncia e indagine;
   ar) invitare tutti gli Stati, in particolare gli Stati membri dell'UE, a partecipare attivamente ai negoziati in seno all'UNHCR a Ginevra in vista di un trattato sulle società transnazionali e sui diritti umani vincolante a livello internazionale;
   as) ribadire in modo chiaro e deciso che tutti i diritti umani riconosciuti dalle convenzioni delle Nazioni Unite sono universali, indivisibili, interdipendenti e correlati e che tali diritti devono essere rispettati; chiedere una maggiore tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali in tutte le diverse forme in cui si declinano, anche nel contesto delle nuove tecnologie; continuare a incoraggiare tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a firmare, ratificare e applicare le diverse convenzioni in materia di diritti umani e a rispettare gli obblighi di rendicontazione derivanti da tali strumenti; chiedere la difesa delle libertà di opinione e di espressione; sottolineare l'importanza della libertà dei mezzi d'informazione;
   at) chiedere a tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite di attuare le raccomandazioni del relatore speciale delle Nazioni Unite sulle forme attuali di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza; promuovere, rafforzare e integrare le attività che sostengono la parità tra donne e uomini; chiedere una maggiore emancipazione delle donne e delle ragazze, rafforzare la leadership e la partecipazione delle donne a tutti i livelli del processo decisionale riservando altresì particolare attenzione all'inclusione delle donne appartenenti a minoranze; chiedere l'eliminazione di tutte le forme di violenza e discriminazione nei confronti delle donne e delle ragazze, tenendo altresì conto delle discriminazioni basate sull'identità e sull'espressione di genere; promuovere i diritti dei minori, in particolare assicurando il loro accesso all'istruzione come pure la riabilitazione e il reintegro dei bambini reclutati nei gruppi armati ed eliminando il lavoro minorile, la tortura, la questione della stregoneria infantile, il traffico di minori, i matrimoni infantili e lo sfruttamento sessuale; promuovere attivamente il sostegno a ulteriori azioni contro la violazione dei diritti delle persone LGBTI; sostenere un attento monitoraggio della situazione delle persone LGBTI e dei difensori dei diritti umani delle persone LGBTI nei paesi in cui vigono leggi contrarie alle persone LGBTI;
   au) continuare a difendere la libertà di religione o di credo; chiedere maggiori sforzi per tutelare i diritti delle minoranze religiose e di altre minoranze; sollecitare una maggiore tutela delle minoranze religiose ed etniche contro le persecuzioni e la violenza; chiedere l'abrogazione delle leggi sulla punibilità della blasfemia o dell'apostasia che fungono da pretesto per la persecuzione delle minoranze religiose e dei non credenti; sostenere il lavoro del relatore speciale sulla libertà di religione o di credo; adoperarsi attivamente per il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite del genocidio delle minoranze religiose, etniche e di altre minoranze commesso dall'ISIS/Daesh e per il deferimento alla Corte penale internazionale (CPI) dei casi di presunti crimini contro l'umanità, crimini di guerra e genocidio; sostenere il lavoro delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, le esecuzioni di massa e le esecuzioni, anche per reati connessi alla droga;
   av) ribadire la sua condanna inequivocabile di qualsiasi atto di violenza, vessazione, intimidazione o persecuzione nei confronti di difensori dei diritti umani, informatori, giornalisti e blogger; sostenere la nomina di un rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza dei giornalisti;
   aw) ricordare che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, nell'eleggere i membri del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHRC), ha l'obbligo di tenere conto del rispetto, da parte dei candidati, della promozione e della tutela dei diritti umani, dello Stato di diritto e della democrazia; chiedere la definizione di criteri chiari basati sui risultati in materia di diritti umani per l'adesione all'UNHRC;
   ax) rafforzare il ruolo della CPI e del sistema giudiziario penale internazionale al fine di promuovere l'assunzione di responsabilità e porre fine all'impunità; invitare tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite ad aderire alla CPI ratificando lo Statuto di Roma e incoraggiare la ratifica degli emendamenti di Kampala; accordare alla CPI un forte sostegno diplomatico, politico e finanziario;
   ay) ricordare la posizione dell'UE sulla tolleranza zero per la pena capitale; mantenere un forte impegno nel promuovere l'abolizione della pena di morte in tutto il mondo; chiedere una moratoria sull'uso della pena di morte e continuare ad adoperarsi per la sua abolizione universale; avviare un'iniziativa per promuovere un quadro internazionale sugli strumenti di tortura e di esecuzione capitale, basandosi sull'esperienza maturata con il regolamento (CE) n. 1236/2005 del Consiglio a tale riguardo;
   az) esercitare pressione per un maggiore impegno nella promozione dello Stato di diritto, una questione trasversale che collega i tre pilastri delle Nazioni Unite: pace e sicurezza, diritti umani e sviluppo; cooperare con l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani per esortare le autorità venezuelane a rilasciare tutti i prigionieri politici e a rispettare la separazione dei poteri;
   ba) sostenere gli sforzi compiuti dalle Nazioni Unite per creare un quadro internazionale sullo sport e i diritti umani, che faciliti la prevenzione, il controllo e l'accesso ai meccanismi di ricorso in caso di violazioni dei diritti umani legate ai grandi eventi sportivi;
   bb) sostenere ulteriormente il lavoro dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani volto a migliorare l'assunzione di responsabilità e l'accesso ai mezzi di ricorso per le vittime di violazioni dei diritti umani connesse alle imprese, al fine di contribuire alla creazione di un sistema più giusto ed efficace di leggi nazionali in materia di mezzi di ricorso, in particolare nel caso di gravi violazioni dei diritti umani connesse al settore delle imprese; invitare tutti i governi ad adempiere al loro obbligo di garantire il rispetto dei diritti umani e l'accesso alla giustizia per le vittime che si trovano confrontate a difficoltà sia pratiche sia giuridiche nell'accedere ai mezzi di ricorso sul piano nazionale e internazionale per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani connesse al mondo delle imprese;
   bc) sottolineare il ruolo di primo piano dell'UE nel processo che ha condotto l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ad adottare, nel settembre 2015, l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (Agenda 2030) e i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG); intraprendere iniziative concrete per garantire l'efficace attuazione dell'Agenda 2030 e dei 17 SDG quali importanti strumenti di prevenzione e sviluppo sostenibile; adoperarsi per il miglioramento della vita delle generazioni future nonché incoraggiare e sostenere i paesi ad assumersi la titolarità e a provvedere all'istituzione di quadri nazionali per il conseguimento dei 17 SDG; incoraggiare i paesi membri delle Nazioni Unite a rispettare i loro impegni in materia di spesa per gli aiuti allo sviluppo e chiedere l'adozione di un solido quadro di indicatori e l'uso di dati statistici per monitorare i progressi e garantire la responsabilità nella valutazione della situazione nei paesi in via di sviluppo, monitorare i progressi e garantire l'assunzione di responsabilità; insistere sul fatto che, oltre al PIL, occorre tener conto di altri indicatori per valutare con maggiore precisione la realtà dei paesi in via di sviluppo e agire in modo efficace nella lotta contro la povertà e nel sostegno allo sviluppo sostenibile, soprattutto nel caso di paesi a reddito medio; chiedere iniziative nell'intera UE per la promozione e la tutela dei diritti delle donne; chiedere la piena attuazione della Piattaforma d'azione di Pechino, del Programma d'azione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo nonché della coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile;
   bd) proseguire i suoi sforzi intesi a conseguire la coerenza delle politiche per lo sviluppo in tutte le politiche dell'UE, che è cruciale per il conseguimento degli SDG, ed esercitare pressione, anche a livello delle Nazioni Unite, per una maggiore coerenza delle politiche in conformità dell'obiettivo n. 17.14; sostenere la spinta delle Nazioni Unite volta a intensificare gli sforzi tesi a fornire un sostegno politico integrato e coordinato per l'attuazione dell'agenda 2030 e promuovere di conseguenza un sistema di sviluppo delle Nazioni Unite che operi in modo maggiormente integrato, con un'attività interagenzia rafforzata e un'attuazione congiunta dei progetti, in particolare rafforzando il nesso sicurezza-sviluppo; invitare le Nazioni Unite a integrare in maniera sistematica la creazione di capacità e la buona governance nelle proprie strategie di sviluppo a lungo termine al fine di eliminare la povertà e la fame, prevenire i conflitti e costruire la resilienza in modo efficace, promuovere uno sviluppo sostenibile in termini ecologici, economici e sociali, lottare contro le diseguaglianze sociali e prestare assistenza umanitaria alle popolazioni; sottolineare che l'accesso a un approvvigionamento idrico sicuro, affidabile ed economicamente accessibile, così come a servizi igienico-sanitari adeguati, migliora la qualità della vita, fa crescere l'economia locale e promuove la creazione di posti di lavoro più dignitosi;
   be) insistere affinché il Forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile diventi il principale organismo decisionale responsabile di garantire un processo coerente, efficiente e inclusivo di follow-up e revisione dell'attuazione degli SDG; riconoscere l'importante ruolo svolto dalle organizzazioni della società civile e dagli attori locali nell'attuazione dell'Agenda 2030 e nel conseguimento degli SDG; riconoscere il ruolo strumentale e l'impatto degli SDG per la pace e la sicurezza a livello internazionale;
   bf) garantire che l'UE rimanga in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici e collabori maggiormente con le Nazioni Unite in tale ambito; invitare tutti i paesi membri delle Nazioni Unite a sostenere l'accordo di Parigi e ad assicurare una rapida attuazione delle decisioni prese alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2015;
   bg) lavorare a stretto contatto con i piccoli Stati insulari e gli altri paesi che devono affrontare le conseguenze più gravi del cambiamento climatico, al fine di garantire che la loro voce e le loro esigenze siano prese in considerazione nei diversi forum delle Nazioni Unite;
   bh) invitare gli Stati membri dell'UE a coordinare maggiormente le loro azioni in seno agli organi e agli organismi del sistema delle Nazioni Unite ed impegnarsi maggiormente per rafforzare lo status di osservatore dell'UE in alcune sotto-organizzazioni delle Nazioni Unite; rafforzare la comunicazione e garantire che le posizioni degli Stati membri a livello dell'UE siano sempre più coordinate; impegnarsi per conseguire un allineamento delle posizioni con i paesi candidati, i paesi partner e gli Stati con posizioni affini;
   bi) esortare l'UE ad adoperarsi per il rafforzamento della cooperazione internazionale in ambito fiscale, sostenendo la creazione di un organismo fiscale internazionale all'interno del sistema delle Nazioni Unite; contrastare l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro tramite lo scambio automatico di informazioni in ambito fiscale e la creazione di una lista nera comune dei paradisi fiscali a livello mondiale;
   bj) sostenere attivamente una riforma globale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla base di un ampio consenso, al fine di riflettere meglio la nuova realtà mondiale ed affrontare in modo più efficace le sfide attuali e future in materia di sicurezza; sostenere l'obiettivo a lungo termine dell'Unione consistente nell'ottenimento di un seggio in seno a un Consiglio di sicurezza ONU riformato; sollecitare i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a non esercitare il loro diritto di veto in presenza di crimini contro l'umanità; promuovere il rilancio delle attività dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e migliorare il coordinamento e la coerenza dell'operato di tutte le istituzioni delle Nazioni Unite, ottimizzando l'efficienza, l'efficacia, la legittimità, la trasparenza, l'assunzione di responsabilità, la capacità e la rappresentatività del sistema, al fine di reagire in modo più rapido alle sfide globali;
   bk) sostenere con forza l'agenda di riforma del neoeletto Segretario generale delle Nazioni Unite; promuovere l'impulso ad una riforma dell'architettura di pace e sicurezza delle Nazioni Unite, del funzionamento e dell'architettura del Segretariato attraverso la semplificazione, il decentramento e la flessibilità nonché la semplificazione dell'organizzazione finanziaria; istituire un sistema efficace di protezione degli informatori delle Nazioni Unite;
   bl) sostenere attivamente gli sforzi del Segretario generale delle Nazioni Unite intesi a nominare un maggior numero di donne nei posti dell'alta dirigenza a livello del quartier generale delle Nazioni Unite;
   bm) promuovere un dibattito sul tema del ruolo dei parlamenti e delle assemblee regionali nel sistema delle Nazioni Unite e sull'istituzione di un'Assemblea parlamentare delle Nazioni Unite, al fine di rafforzare il profilo democratico e il processo democratico interno dell'organizzazione e fare in modo che la società civile mondiale sia direttamente associata al processo decisionale;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani, al Servizio europeo per l'azione esterna, alla Commissione, e, per conoscenza, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

(1) Testi approvati, P8_TA(2017)0089.
(2) Testi approvati, P8_TA(2016)0201.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0317.
(4) Testi approvati, P8_TA(2016)0051.
(5) Testi approvati, P8_TA(2016)0422.

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